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  3. In attesa degli Atti del convegno, che spero usciranno entro la prima metà del 2018, unisco di seguito, per chi è interessato, una sintesi del convegno, scritta dall'amico Fiorenzo Catalli. <Le monete degli Etruschi a 42 anni dal convegno di Napoli Il 6 e 7 ottobre 2017 si è svolto il Convegno “Le monete degli Etruschi a 42 anni dal convegno di Napoli” nella sede del Parco Archeologico di Baratti e Populonia (Piombino,LI) con la collaborazione del Comune di Piombino, de I Parchi della Val di Cornia, dell’Associazione Archeologica Piombinese e con il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. Il Convegno si è tenuto a 42 anni dal Convegno “Contributi introduttivi allo studio della monetazione etrusca” che si era svolto a Napoli nel 1975. Quel Convegno napoletano fu una eccellente occasione per fare il punto della situazione degli studi di numismatica nello specifico settore etrusco che in precedenza era stato visibilmente trascurato. Proprio in occasione di quel convegno sono stati ricordati gli studi del Garrucci (1885), del Sambon (1903), dell’Haeberlin (1910), della Cesano (dal 1926 al 1938) e di Panvini Rosati (dal 1961 al 1970), che hanno inevitabilmente, considerato il loro carattere frammentario, lasciato insoluti diversi quesiti. A Napoli molte risposte furono date dai grandi nomi della numismatica e dell’etruscologia, guidati da Laura Breglia e da Massimo Pallottino, nelle giornate di studio, grazie anche alla prima grande raccolta di calchi delle monete etrusche conservate in musei italiani e stranieri, per l’occasione messi a disposizione degli studiosi. Ma altri quesiti rimasero insoluti e non pochi studiosi, nei decenni successivi, si lamentarono del fatto che, nonostante i molti auspici espressi nel convegno, il settore della numismatica etrusca rimase di fatto nel dimenticatoio. Per portare avanti gli studi di numismatica etrusca non fu sfruttato l’Anno degli Etruschi (1985) con le sue molteplici manifestazioni e mostre, né furono sfruttate le mostre che nei decenni successivi furono inaugurate in Italia e all’estero. Il Convegno di Populonia non voleva avere la presunzione di colmare queste lacune ma ha voluto anzitutto fare il punto degli studi del settore, di quelli in corso e di quelli ancora da iniziare ed ancora di proporre nuovi spunti investigativi sia sugli aspetti della produzione monetaria che sulle valutazioni che tali produzioni dovevano avere nell’ambito della società etrusca. Va anzitutto citata la relazione di Andrea Camilli che dopo aver effettuato uno scavo negli archivi storici ha recuperato la cartografia che gli ha consentito di ricostruire lo sfruttamento delle scorie ferrose da parte della Società Italica Populonia negli anni a partire dai primi del ‘900. Tali scorie erano state abbandonate e gettate dagli Etruschi nell’area della necropoli arcaica in tali quantità da seppellire completamente le tombe. L’interesse per questo aspetto sta nel fatto che proprio a livello del primo strato di scorie fu rinvenuto nel 1939 un ripostiglio di oltre 600 monete in argento della zecca di Populonia, ripostiglio che, per quanto sicuramente giunto fino a noi non integro, riveste un particolare interesse per la ricostruzione della produzione monetaria della città di Populonia. Di pari interesse l’intervento di Stefano Bani che documenti alla mano, anche in questo caso tratti dagli archivi storici, ha sollevato seri dubbi sull’autenticità delle monete in oro con il tipo della testa di leone, già presenti nelle collezioni pubbliche alla fine dell’Ottocento e sulle quali si sono avanzate numerose ipotesi per un inquadramento cronologico nella produzione monetaria etrusca. Il Bani ha fatto notare che tutte le monete in questione provengono dal mercato antiquario, ed in particolare dall’area di Campiglia, e che nessuna moneta è mai stata, a differenza delle altre serie, rinvenuta in scavi archeologici. L’ipotesi del Bani sulla non autenticità di queste serie merita la massima attenzione anche perché è stata supportata al Convegno da un intervento di Stefano Legnaioli del CNR di Pisa che ha effettuato una serie di analisi non distruttive con infrarossi XRF per analizzare il metallo utilizzato per la produzione di queste monete. La forte discordanza dei risultati che riflettono oscillazioni di presenza di oro fino dal 50% asl 98% fanno accrescere i dubbi sulla autenticità della serie aurea che non dobbiamo considerare più etrusca ma ottocentesca. Un collaudato studio di Adriano Maggiani ha fatto il punto sui sistemi ponderali utilizzati dagli Etruschi documentati dal rinvenimento di pesi in diverse località. I sistemi ponderali, la cui adozione da parte della società antica ha certamente preceduto l’inizio di qualsiasi produzione monetaria nel Mediterraneo, sono alla base della produzione di moneta proprio perché la moneta antica era a “valore reale” ovvero valeva tanto quanto era il suo contenuto di metallo, oro, argento e bronzo. L’adozione di diversi sistemi ponderali ha certamente caratterizzato le diverse aree geografiche spiegando di fatto le differenze ponderali tra i pesi delle monete delle città etrusche ma anche greche di Magna Grecia e Sicilia e romane. Di grande interesse lo studio dei coni eseguito da Luciano Giannoni con particolare riguardo per le serie in argento della zecca di Populonia con il tipo della Gorgone, della testa di Apollo e di Minerva. Il Giannoni ha ricostruito e spiegato la tecnica di esecuzione di cui ha offerto una sequenza di coni (ovvero la successione dei coni che di volta in volta venivano utilizzati e/o sostituiti, in caso di rottura e di consunzione) in rapporto tra i diritti e i rovesci delle monete considerate nello studio. Studio che ha bisogno di tempo per essere “digerito” ma che si presenta ricco di novità e spunti. Italo Vecchi ha anticipato le novità e le revisioni di alcuni tipi monetali da lui studiati e pubblicati nel suo fondamentale repertorio della monetazione etrusca Etruscan Coinage. Fiorenzo Catalli ha fatto il punto della situazione sulla produzione di moneta fusa in bronzo che ha interessato le città di Tarquinia, Volterra e, nella Val d’Elsa e Val di Chiana, Arezzo o Cortona. La monetazione assai modesta nei quantitativi prodotti e nella circolazione limitata al solo territorio tarquiniese, è una evidente produzione di prestigio per una città che nel 308 a.C. fu costretta a chiedre una tregua quarantennale a Roma e che nel 281 a.C. si vide confiscare una parte del suo territorio dai Romani. La sua monetazione evidentemente legata al magistrato Vel Pinie, capostipite della famiglia di cui alla tomba degli Scudi, è databile ai decenni che hanno preceduto il 308 a.C. e la sua produzione può essere stata utilizzata per pagare servizi resi alla città proprio in occasione dello scontro con Roma. Volterra mostra invece tre serie, ben definite dalla legenda Velathri, con i tipi della testa bifronte giovanile da identificare con Culsans il dio etrusco di cui si è rinvenuta una statuetta con il nome inciso a Cortona e con i segni di valore a distinguere i differenti nominali, nell’ordine del sistema divisionale duodecimale (=un asse corrisponde a 12 once : asse, semisse, triente, quadrante, sestante e oncia. Lo stesso sistema di peso è utilizzato da altre otto serie di monete fuse in bronzo che, a giudicare dai dati di rinvenimento, potrebbero essere attribuite ad Arezzo o Cortona. Simona Rafanelli, direttrice del Museo Archeologico di Vetulonia, ha fatto una completa rassegna delle nostre conoscenze sulla moneta di quella città che reca l’iniziale del nome della stessa, Vatl per Vatluna. Le monete vetuloniesi tutte in bronzo si sono ritrovate numerose negli scavi del Falchi, che per primo identificò il sito della città etrusca, facendo riassegnare il nome all’abitato che aveva preso il nome di Colonna. Ma la Rafanelli ci ha mostrato come analoghi rinvenimenti di queste monete ancora caratterizzano gli scavi attuali. A conclusione di due giornate intense Elena Sorge, funzionario responsabile dell’area di Volterra nella Soprintendenza di Stato, ha riassunto i dati vecchi ma soprattutto quelli nuovi sulla conoscenza della città etrusca . In particolare il rinvenimento e le prime ricostruzioni sull’anfiteatro di cui si ignorava completamente l’esistenza. Dati sullo sviluppo della città che aiutato ad inquadrare culturalmente ed economicamente la produzione della moneta.>
  4. ciao a tutti !

    Ben arrivato! Sono certo che troverai un luogo (virtuale) sereno dove discutere, approfondire e crescere numismaticamente!
  5. Panorama Numismatico nr.333 di Novembre 2017 Data: 6 novembre 2017In: News NumismaticaNessun commento Stampa Email In copertina, La monetazione di Pio VII per Bologna. Un ripristino tormentato, di Guglielmo Cassanelli, Michele Chimienti e Giovanni B. Vigna, seconda parte dello studio sulla produzione della zecca emiliana in tempo di Restaurazione, quando essa si trovò in una situazione di preminenza tecnica rispetto alla zecca romana grazie all’esperienza maturata nel periodo precedente e alle moderne attrezzature. In questa seconda parte si analizzano le monete in rapporto alle varianti di conio. Troverete, all’interno: L’inflazione che colpì il marco tedesco nel primo dopoguerra causò una situazione economica drammatica e folle. Ne parla Gianni Graziosi in Notgeld in metallo della Vestfalia (1921-1923). Per la monetazione antica: Raffaele Iula racconta la travagliata vicenda di una moneta particolare, un Antoniniano unico di Bonoso apparso e poi scomparso. Per la medaglistica: Il Professor Alessio Varisco parla della Pontificia Crux Signum Sacri Itineris Hierosolymitani, una decorazione molto particolare voluta da papa Leone XIII per incoraggiare i pellegrini a visitare i Luoghi Santi di Gerusalemme, in La croce leonina della Custodia Terrae Sanctae. Per la monetazione estera: Agli inizi del Novecento, sulle nuove monete statunitensi si vollero raffigurare le immagini di nativi americani. Maurizio Carsetti racconta le vicende che portarono alla elaborazione dei bozzetti e alle successive emissioni, in Cinque piccoli indiani. Per la rubrica di Recensioni sono illustrati il più recente libro di Ezio e Daniel Zadra, Le monete degli ultimi tre imperatori del Sacro Romano Impero di Germania, e il catalogo di Unificato dedicato all’Euro. Catalogazione e quotazione delle monete e cartamoneta, 2017/2018. Per la rubrica Notizie dal mondo numismatico si parla dell’asta Gadoury che si terrà a Monaco il 2 dicembre prossimo, con una vasta collezione di monete in oro, e dell’asta MDC-Monnaies de Collection, che si terrà sempre a Monaco il 1 dicembre prossimo, con una catalogo di più di 1500 monete. Inoltre è recensita la XXIII Mostra di Rovereto che si è chiusa l’8 ottobre scorso, e sono illustrate le più recenti pubblicazioni della collana “Materiali” del Bollettino di Numismatica dedicata alla Collezione di Vittorio Emanuele III.
  6. Panorama Numismatico nr.332, ottobre 2017 In copertina, Autunno, la stagione dei cataloghi: una rassegna dei prezzari dell’anno prossimo: Nomisma, Unificato, Montenegro e Gigante. Troverete, all’interno, per la monetazione antica: Di Titus Flavius Vespasianus e della sua monetazione nei tre metalli parla approfonditamente Roberto Diegi grazie a numerose e belle riproduzioni di alcuni interessanti esemplari. Per le notizie varie di numismatica: Michele Chimienti e Fabio Pettazzoni tracciano la storia della presenza del più nobile tra i fiori sulle monete, in L’araldica numismatica e il giglio. Per la monetazione medievale e moderna: In un periodo di grave crisi economica, nei domini spagnoli si creò una grande confusione monetaria. Adelaide Mura, con la collaborazione di Riccardo Rossi, ne propongono un esempio in Una moneta inedita: 10 reali di Filippo II battuti sotto Filippo III. Il papato di Pio VII fu particolarmente travagliato a causa dell’esilio cui Napoleone condannò il pontefice fino al 1814. Le emissioni monetarie a suo nome si possono, dunque, dividere in due periodi, anteriore e posteriore il periodo napoleonico. Guglielmo Cassanelli, Michele Chimienti e Giovanni B. Vigna, presentano la prima parte del loro studio che, attraverso documenti d’archivio e un’attenta disamina delle emissioni, analizza le emissioni bolognesi del periodo di Restaurazione, in La monetazione di Pio VII per Bologna. Un ripristino tormentato. Per la cartamoneta: Corrado Marino illustra alcuni esempi di banconote la cui storia si intreccia con quella bellica e post-bellica, in Banconote dal fronte. Le firme di soldati americani e italiani su banconote emesse durante la Seconda guerra mondiale. Per la rubrica Notizie dal mondo numismatico si parla di un insolito pezzo da 1 euro e del Convegno di studi a Populonia su Le monete degli Etruschi.
  7. Falsi moderni di monete antiche

    Da: https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=454&lot=114 GREEK COINS Arkadia Pheneos. Circa 360-350 BC. Stater (Silver, 12.13 g 10). Head of Demeter to right, wearing grain wreath, elaborate disc and crescent earring with pendants, and pearl necklace. Rev. ΦΕΝΕΩΝ Hermes, nude but for his petasos and for a cloak over his shoulders, partially facing and moving to the left, holding a kerykeion in his right hand; his head is turned back to right to gaze at the infant Arkas, whom he holds on his left arm with his left hand and who raises his right hand towards Hermes' face. BCD Peloponnesos 1617 (this coin). BMFA 1265 (same dies). Shultz 3.4, dies V2/R2 (this coin). Very rare. A lovely, toned and sharply struck coin of great freshness, beauty, and style. Extremely fine. Uno statere rarissimo di Pheneos copiato in modo quasi accettabile forse in Germania, da dove è arrivato. Un falso in argento di mediocre fattura, quindi, dai particolari poco netti, con il bordo, che è stato limato, molto spesso. Sappiamo come la limatura del bordo del tondello sia indice di falsità. e questo esemplare non fa eccezione. Sorvolo sulle dimensioni, tanto è tempo perso.
  8. Falsi moderni di monete antiche

    DA. https://www.deamoneta.com/auctions/view/106/40 Monete 40 Bruttium, Rhegion AR Tetradrachm. Circa 415-387 BC. Lion’s head facing / Laureate head of Apollo right, RHΓINON before, laurel sprig behind. HN Italy 2496; Herzfelder 90. 17.07g, 23mm, 4h. Good Very Fine. Struck in high relief; old cabinet tone. Ex CNG MBS 47, September 1998, lot 78. Cito l’esemplare di deamoneta solo perché è somigliante a quello che vedremo sotto e che è un falso in oro. E’ questo: Somigliante solo, ma non altrettanto bello. L’Apollo ha i resti di due lettere greche e non sono ancora state trovate monete in oro di Rhegion. Un tondello grosso come una lenticchia, senza alcuna attrattiva, proviene dal Canada.
  9. Ultima settimana
  10. Falsi moderni di monete antiche

    Confermo...ne vidi una 15na...una piccola collezione, tuttavia sei o sette erano autentici ed ebbero un buon successo...a riprova di comela serie fosse/sia...ambita.
  11. Falsi moderni di monete antiche

    Da: https://www.pegasusauctions.com/05-05-2013-auction-2-2005-ancient-greek-thrace-apollonia-pontica-diobol-struck-400-shy-350-bc-silver-1-21g Apollonia Pontica Lot: 2005. Ancient Greek,Thrace, Apollonia Pontica, Diobol (Struck 400­-350 BC) Silver (1.21g) Diobol (Struck 400-­350 BC) Silver (1.21g) Obv.: Head of Apollo facing. Rev.: Anchor, A to left, crayfish to right. BMC (Mysia) 9 XF well centered! (1+/01) Ecco di seguito l’immagine di un falso moderno abbastanza noto prodotto una ventina di anni fa in Asia. E’ in argento e in una quantità enorme. Era presente anche nei mercatini di paese
  12. ciao a tutti !

    benvenuto
  13. ciao a tutti !

    Ciao Renato, benvenuto fra noi. Poni domande, leggi e, quando ti sentirai pronto, interagisci tranquillamente con gli utenti del Forum. Siamo tutti qui per crescere numismaticamente insieme. Ciao!
  14. Penso che sarò di passaggio tra venerdi pomeriggio e sabato. Chi è interessato a prendere un caffè tutti insieme...può aprire un MP per scambiare numeri cell.
  15. ciao a tutti !

    Benvenuto tra noi! Puoi partecipare benissimo fin da subito, aprendo topic e ponendo le domande che riterrai opportune per crescere numismaticamente insieme.
  16. Con molto piacere, vi giro l'invito appena ricevuto.
  17. ciao a tutti !

    ciao, mi chiamo renato e sono un neofita affascinato dalle monete romane. Ho iniziato da poco a collezionarle e per il momento sto leggendo tanto per immagazzinare informazioni. scusate quindi se parteciperò attivamente poco...almeno all'inizio |
  18. Falsi moderni di monete antiche

    https://numismaticfakes.wordpress.com/ Guardate anche qui.
  19. Volentieri rispondo... Il problema è su 3 ordine di fattori: 1- quante monete in condizione q.f.c. che hanno più di 200 anni...ci sono per ogni tipologia? Per le pre unitarie padane, le toscane e le napoleoniche...abbastanza, per altre tipologie pochissime od una solamente nota, addirittura. Come l'8 lire Rep.ca di Genova FdC, per la quale aprimmo un topic a maggio mi pare...Concordo che la differenza può apparire troppa tra le due piastre sopra postate da te in comparazione, ma...di splendidine o splendidotte ne sono uscite non più di tre o quattro negli ultimi anni, in conserv.ne BB di più...ma non molte. Tra le due categorie da q.spl a BB ne ho contate una dodicina. Di spl+ una sola (ex Kuenker) di 4 - 5 anni fa'. Come quella ex Genevensis...non se ne conoscono altre negli ultimi 30 anni. Se la vuoi...devi entrare in competizione con la forza di una sala internazionale. Quindi? Quindi farà 20.000...La volta successiva si fermerà a 15.000. La terza volta (saranno passati una diecina di anni dalla genevensis) probabilmente farà nuovamente 20.000. Non è da escludere che possa mantenere il prezzo o superarlo in una fase di collezionismo vivace. Se poi NON si vuole spendere...nemmeno si alza la mano. Purtroppo è così. 2- chi compra in questa specialità di occasioni...non sta molto a guardare: i 20.000 (più o meno) sono un po' la provvista che si mette in conto (normalmente) per queste chicche. Un po' come possono essere considerate normali le somme di 2.000/3.000 euro per i mezzi ducati napoli o le mezze piastre papali, in condizioni q. fdc e dintorni. Altrimenti non si va nemmeno in sala ...a meno di fare turismo, che è sempre una bella esperienza. Ovvio che mi riferisco alla piastra in topic e similari...i mezzi ducati e le mezze piastre si può anche aspettare per cercare di pagarle meno. SONO PIÙ COMUNI. 3- Occorre poi valutare la Location...cioè la Casa che gestisce l'asta. Ad esempio: Nomisma sulla qualità parte in alto...forse dal massimo della valutazione commerciale, auspicando una lotta tra più interessati che possa favorire un nuovo prezzo di maggior valore, che poi cercheranno di consolidare in un prossimo futuro.Lotta che raramente poi sopraggiunge. La NAC che tu citi per la raccolta PdF ha una politica diversa...pur essendo considerata una Casa molto Forte (potente...) ama vendere e non perdere tempo...e, proprio perchè è forte, impone la propria stima che è sempre commerciale..cioè non alta. Punto. Cioè...mangi la loro minestra o salti...sul treno e te ne torni a casa. Ih ih ih. Tanto loro sanno bene che un compendio, come quello di De Falco, farà la sua strada...proprio perchè la sala della NAC (se l'asta è ricca di monete) ha una forza che non si presta molto a difese e giochi anche al ribasso. Quindi si permettono anche di mettere stime (q. ridicole) c.d. ad invito...così verrà ancora più gente: magari anche noi due Luciano...e, una volta che saremo andati lì...qualche piccola follia, magari una sola, la faremo anche noi. Spero di essermi guadagnato la vongolata a Baratti...
  20. Intervengo di nuovo non per polemica ma perchè cerco di capire certi meccanismi che, non avendo, come tu hai, una conoscenza estremamente approfondita del mondo delle aste e affini, ho difficoltà a comprendere. Tu parli di <bruttarelli> e dici che <quelli belli... ...non sarebbero costati molto di più...>. Può essere vero ma, ad esempio, la piastra da te postata è stata pagata più di 20.000 € e poteva, credo, essere considerata vicina al FDC mentre quella nell'asta in corso, q.Spl. parte da 960€. Potrà anche stupirci e magari arrivare a cifre strabilianti ma, poichè quelli della NAC non mi paiono degli sprovveduti, se l'hanno stimata 1.200 forse non sono andati troppo lontani dalla verità; avremmo quindi un rapporto - tra FDC e Spl - di circa 20:1, il che mi sembrerebbe esagerato. Mi sbaglio o effettivamente di questo si parla? In tal caso però un raro testone GdF (tanto per restare nell'esempio) valutato 17.5000 nel q.BB/BB (Piombino, lotto 385) a quanto dovrebbe essere valutato se Spl o addirittura FDC? E, stando più vicini ai valori medio-bassi, un raro testone di Tesana (lotto 300) SPL che partiva da 600€ (cifra abbordabile anche da quelli che chiami "bracci corti") se FDC sarebbe dovuto partire da 12.000? Insomma, non vorrei che certi valori di vendita, complice la splendida condizione della moneta, fossero un po' troppo gonfiati, ché in tal caso il rischio, più che ad avere braccia lunghe o corte, inviterebbe a tenerle in tasca!
  21. E' la solita storia Luciano...chi più spende, meno spende. - La collezione di Peppino De Falco (testoni del 1500 sino agli inizi del 1700) ,è stata traghettata nel mercato internazionale dalla NAC e ha avuto buon seguito. C'erano anche monete rare o rarissime e di gran qualità...la maggior parte erano sul BB+ q. spl....ma era comunque roba del XVI e XVII secolo, quasi tutta rara e importante. Non pensare che la maggior parte di quei pezzi avremmo potuto comprarli noi...ci sarebbero comunque voluti dei soldi anche 20 o 30 anni fa'. Parliamo con chiarezza...io voglio solo dire che una raccolta o collezione non immensa, anche in BB, a spenderci 100.000 euro nel corso degli anni...è cosa certa...e probabilmente ce li abbiamo spesi quasi tutti, forse anche di più. E' giusto a mio avviso richiamare l'attenzione sul fatto che, allora, sono meglio 15 o 20 monete per la stessa cifra che 200. Quelle 200 un domani, comunque, verranno da q.cuno messe in vendita. Cosa ci si ricaverà? Quelle 15 o 20...oltre a dare un grande godimento estetico e psicologico...verranno probabilmente disperse con maggiore e grande soddisfazione econimica, fose megio di un appartamento. Non credo che questo possa essere considerato come un investimento finanziario (speculativo). Io la chiamerei avvedutezza. Se poi vogliamo essere egoisti e sperperoni e dire...ma chissenefrega di chi le venderà e cosa realizzerà, Io volgio giocare...20 monete sono poche..ne voglio 100 o 200. Se la mettiamo così...va bene tutto e il contrario. Ma a quel punto, non vogliatemene e non vi sembri una bestemmia...allora tanto vale spenderli in bei libri, bei viaggi culturali, bei ristoranti...magari anche in compagnia di qualche bella presenza elegante e e ben curata. Per la serie...è un giro di giostra e non si sa quanto dura. Non vado a Gardaland e a Las Vegas...ma la storia antica la voglio vivere a Siviglia e Granada, in Sudamerica, a Londra, sui fiumi della Russia sconfinata (fanno belle crociere) ...vado a vedere il Sito di Dorestad...di Novgorod, vado a Bisanzio...in Sicilia...a Veenzia e mi perdo nelle Calli...e in tanti altri posti, anche se non ho le Oselle in tasca. (magari da quattro od otto zecchini...oro eccezionali). L'ideale sarebbe fare entrambe le cose: belle oselle e Calli. Ma..se devo scegliere tra 100/200 monete BB, preferisco una bella biblioteca e andare in loco. E LO DICO ANCORA UNA VOLTA...NON PERCHÈ IO DISPEZZI IL BB...MA PERCHÈ SO CHE POI LO SI DOVRÀ VENDERE ALLA METÀ...e a me questa cosa non piace. Me li mangio andando a vedere il Topkapi...l'Halambra...le città antiche che escono dalle dune del Mediteraneo...e tanti altri posti di fascino...stando bene. Chi volesse fare il contrario...farà comunque bene, sono scelte.
  22. Falsi moderni di monete antiche Inizio qui una breve descrizione di alcuni falsi che ho incontrato nel passato e che ho tenuto per effettuare uno studio su come siano state fatte le copie. In realtà, questa esperienza mi ha causato non poco disagio, per cui ho dovuto studiare le monete greche solo sulle immagini. Questi primi esemplari sono riferiti ad emissioni della Magna Graecia e della Sicilia Greca, ma vi è stato pure un esemplare di pura fantasia che non imitava niente ma veniva spacciato, insieme ad altri tondelli, come moneta greca d’argento del VI secolo. Da: https://it.wikipedia.org/wiki/Exakestidas Exakestidas, (in greco antico: ᾿Εξακεστίδας) (... – ...), è stato un medaglista e un incisore di coni greco antico, attivo alla fine del V secolo a.C. a Camarina. Le monete Il (..) tetradramma presenta su un lato la testa giovanile di Eracle e sull'altro una quadriga veloce. Testa di Eracle, volto a sinistra, ha come copricapo una pelle di leone; l'etnico, ΚΑΜΑΡΙΝΑΙΟΝ, è situato davanti e tutto è raccolto entro un leggero cerchio incuso. Nell'altro lato c'è Atena, con l'elmo ornato da lungo cimiero e con il chitone, guida una quadriga veloce che corre verso destra, con la mano destra tiene il kentron e con la sinistra le redini; in alto una Nike in volo verso sinistra, la incorona con una corona di alloro adorna di nastri; sulla linea di esergo, con caratteri minuti, c'è la firma, EΞAKEΣTIΔAΣ; in esergo sono raffigurate due anfore. Le anfore in esergo sono collegate tra loro da una linea e sono interpretate come il premio per una corsa di carri in onore della dea e quindi piene dell'olio a lei sacro. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Questa che segue è l’immagine di un falso moderno tratto dallo stesso tipo di moneta. Il metallo non è argento ma molto probabilmente è piombo. Si vede chiaramente come questo tondello è un falso mal riuscito dai rilievi poco marcati, quando le immagini non sono confuse. Da: http://www.tuttonumismatica.com/topic/3037-un-tetradramma-favoloso-di-leontini/ LEONTINOI. Ca.466 B.C. Tetradrachm. Quadriga driven r. by beardless charioteer, being crowned by Nike flying l., lion running r. in ex. Rv. Laureate head of Apollo r. with short hair, ΛEO-NTIN-O-N and three laurel leaves around, running lion r. below. 17.10 grams. Rizzo pl.XXII.14, Cf. SNG Dewing 623. Elements of double striking, faint on the reverse, more noticeable on the obverse. Notwithstanding, an attractive example of the very rare and important Demareteion series. Choice Very Fine. (30,000-35,000) The death of Hieron I of Syracuse in 467/6 B.C. resulted not only in the fall of tyranny and the establishment of a moderate democracy in Syracuse, but also in the independence of Leontinoi. This provides a compelling reason for dating the Demareteion issue to ca.466 B.C. insofar as versions were struck in both Leontinoi and Syracuse and, consequently, must have celebrated something specifically important to both cities. The Leontinoi obverse of quadriga with running lion in the exergue is clearly derived from the Syracusan type while the substitution of Apollo for Arethusa and three laurel leaves and the lion (a punning allusion for Leontinoi) for the four dolphins suggests an independent but not adversarial relationship with Syracuse. From the Lawrence R. Stack Collection of Ancient Greek Coins. Questo esemplare fu postato da Piakos il 9 maggio 2016 su questo forum e il seguente è il suo clone. Il tondello dichiarato falso con il punzone appostovi ne impediva la circolazione come autentico. Il metallo parrebbe essere argento, ma non subisce ossidazione per cui presumo si tratti di argentone, una lega metallica di nichel-zinco-rame, con rame al 60%, zinco al 25% e nichel al 15%. Di aspetto simile all'argento, fa parte della famiglia delle leghe dette alpacca, ed è usato principalmente per monete, posate, vasellame ed altro. L’esemplare ha notevoli punti in comune con l’originale, ma il bordo non lascia dubbi. Da: http://www.wildwinds.com/coins/greece/sicily/syracuse/hieron_II/Calciati_195.5.jpg Sicily, Syracuse. Hieron II. 274-216 BC. Æ 26mm (15.82 gm). Diademed head left / Horseman galloping right, with couched lance; F below. Calciati II pg. 380, 195 Rl35; Favorito 63. Good VF, dark brown patina. Estimate $150. Quello che segue è una copia neppure riuscita bene. Mostra una serie notevole di imperfezioni: rilievi schiacciati, segni di una grafia sotto il volto di Ierone che non trovano alcun riscontro negli originali, segni grafici in esergo al rovescio. Il metallo non è argento. Moneta greca d’argento del VI secolo Questo tondello non significa nulla; non è neppure una moneta, ma è stata venduta come tale
  23. @Piakos Renzo, concordo con te, ma solo fino a quando si parla della numismatica come investimento finanziario, che poco, o raramente, ha a che fare, come ho detto anche altre volte, con la Numismatica (la maiuscola è voluta!). Faccio un esempio che ritengo paradigmatico: si prenda l'asta NAC 81, all'interno della quale vi era una splendida collezione di testoni, raccolta negli anni da GdF (che non sta per Guardia di Finanza ma piuttosto per Giuseppe de Falco, uno dei maggiori numismatici italiani). Diversi pezzi rari, qualcuno estremamente raro, con conservazioni che vanno dal q.BB allo SPL; insomma una collezione Numismatica (ancora la maiuscola!) notevolissima, riferita ad una splendida tipologia monetale rinascimentale, dove indubbiamente vi è anche il pezzo superlativo (da investimento) ma fatta con un gusto ed un occhio essenzialmente da collezionista-studioso. Gli altri, quelli con il braccio lungo, sono certo rispettabilissimi ma non hanno, di regola e con le dovute eccezioni, diritto al titolo di "Numismatico". E' pur vero che con i titoli non si mangia e con le plusvalenze si, ma è anche vero che non si vive di solo pane (magari in questo caso, di champagne e aragosta!).
  24. Sono d'accordo... direi un quasi spl. Per una piastra rara e difficile da trovare in dignitosa conservazione va bene. Andrebbe presa senz'altro ove questo esemplare dovesse rimanere sotto i 3.000 euro. Meno la si paga e buon per chi la piglia... Resta un fatto...che per quanto ho sopra detto: Al terzo quesito rispondo subito. - prima o poi...non moltissimo...l'inflazione rialzerà la testa; - per peggiore ipotesi...prima o poi potrebbe esplodere qualche residua bolla o nuova in formazione, nel mercato internazionale, - intanto che il mercato non ri-crolla potrebbe esserci un periodo di vacche grasse...e alcuni che hanno danaro non trascureranno le belle monete. Fuori dall'Italia che, priva di un progetto geopolitico ed economico valido, col debito che si ritrova...non andrà lontano. Al massimo potrà vivacchiare. Per questi dati...chi ha anche poche monete valide...verrà benedetto e gratificato ; per i comuni collezionisti che comprano col braccino corto...monete non di grande fascino e conservazione (come siamo qui tra di noi...) la vedo comunque dura e in remissione. Ecco...dubito che un domani la piastra della Nac contribuirebbe a far riempire la sala per la vendita della collezione di q.cuno di noi che se la fosse aggiudicata...cioè: rimarrebbe senza storia. (Conseguenze tecniche da braccino corto...) .
  25. Reichsbanknote - 1.000 Mark - 1910

    Ah ah ah!
  26. Dopo pochi minuti da quando avevo scritto il post precedente, il corriere mi ha portato i cataloghi delle due aste NAC 103 e 104; sfogliandoli ho visto la piastra che posto di seguito. Estimate: 1'200 EUR | Starting price: 960 EUR EUR Roma. Piastra anno I, AR 31,94 g. ALEXANDER VIII PONT·MAX·A I Busto a d. con camauro, mozzetta e stola ornata dalla figura della B. Vergine con il Bambino; sotto, nel giro, TRAVANVS (Antonino Travani, incisore). Rv. S. Pietro e S. Paolo stanti di fronte; in alto, colomba raggiante e, all’esergo, RO armetta D’Aste MA. Muntoni 13. Berman 2174.Molto rara. Bella patina di medagliere, q.Spl @Piakos, è' vero che non si si tratta nè di un FDC nè di un bel SPL, tuttavia mi pare che tra una cifra superiore a 20.000 e una stima di 1.200€ ce ne corra!
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