I Migliori Utenti


Gli interventi più apprezzati

Showing content with the highest reputation since 07/06/2020 in tutto il forum

  1. 3 points
    Buonasera a tutti, comunico a tutti i possibili interessati, che oggi prende ufficialmente avvio la rubrica dedicata alla medaglistica napoleonica, a cura del Museo Medagliere dell'Europa Napoleonica. Invito quindi tutti, anche solo per curiosare, ad entrare nell'apposita sezione presente nella Homepage e seguire le storie che che regolarmente verranno proposte nella speranza di offrire un servizio di divulgazione storico artistica. Ogni commento, suggerimento e valutazione sarà prezioso per migliorare questo progetto. Grazie a tutti!!
  2. 3 points
    Annuncio a tutto il forum un nuovo progetto di condivisione numismatica nato con la rassegna mensile "le storie napoleoniche" a cura del "Medagliere dell'Europa Napoleonica" e del "Souvenir Napoléonien Italia"'. Il progetto mira a favorire la diffusione della monetazione e della medaglistica napoleonica. Di estrema importanza è la collezione di medaglie napoleoniche custodite ed esposte proprio nel Museo Medagliere dell'Europa Napoleonica. Le medaglie esposte, alcune di estrema rarità e bellezza, raccontano l'era napoleonica in tutte le sue sfaccettature europee. Un viaggio di estremo interesse che potete gustarvi seguendo questa sezione e quella napoleonica. Un benvenuto al nostro nuovo responsabile scientifico @Vivant Denona cui cedo la parola per gli ulteriori dettagli. Un caro saluto a tutti
  3. 3 points
    Salve, segnalo un unicum di Filippo IV di Spagna, 2 cavalli in rame, zecca di Napoli D/ testa coronata del re verso destra, dietro M R/ corona manca in tutti i testi
  4. 2 points
    Grazie mille per la calorosa accoglienza, farò del mio meglio e cercherò, se me lo consentite, di avvicinare al forum i lettori (circa 400 ogni mese) della nostra rivista online così da allargare gli orizzonti culturali di ciascuno di noi. Nel week end inizierò quindi con la prima storia di medaglistica napoleonica. Vi prego di correggermi se sbaglio qualcosa. grazie ancora a tutti Vivant Denon
  5. 2 points
    buonasera a tutti e grazie mille ad Admin per le belle parole. Sono felicissimo di poter dare il mio contributo al forum ed alla conoscenza della medaglistica napoleonica quale testimone di un periodo storico breve ma d'importanza capitale nella storia della nostra vecchia Europa. Insieme allo staff del Museo Medagliere dell'Europa Napoleonica, cercheremo di farvi compiere un vero e proprio viaggio in un'epoca molto più varia ed interessante di quanto possa emergere dai meri aspetti militari normalmente conosciuti. Cercheremo di farlo presentandovi gli artisti che ci hanno lasciato questi piccoli capolavori storico/artistici e sottoponendovi, di volta in volta, gli esemplari più interessanti del nostro nutrito medagliere. Ovviamente sarebbe bello che questo progetto diventasse veramente vivo attraverso un continuo interscambio di informazioni e conoscenze così che tutti, noi in primis, ne traessimo un tangibile accrescimento culturale. Prima di iniziare questo cammino, mi piacerebbe ricevere vostre valutazioni e commenti sull'impostazione da noi immaginata così come preziosissimi consigli su come far scattare l'interesse dei tanti membri del forum. Vi ringrazio sin da ora!
  6. 2 points
    Gallieno Publio Licinio Egnazio Gallieno (In latino: Publius Licinius Egnatius Gallienus, nato nel 218 a.D. e morto a Milano nel 268 a.D.) è stato un imperatore romano, dal 253 al 268 a.D., famoso per la sua riforma dell'esercito e valente condottiero. Salì al potere insieme al padre Valeriano nel 253 a.D. e quando questi, nel 260 a.D., fu catturato dai Sasanidi (dopo sette anni di regno) rimase l'unico imperatore per altri otto anni, fino alla morte quando era cinquantenne. Durante il suo tribolato regno ci furono due secessioni di territori dell'impero (l'Impero delle Gallie a occidente e il Regno di Palmira a oriente) e molti aspiranti imperatori. Gallieno fu un imperatore colto e sotto il suo regno arti e cultura vissero un breve ma intenso periodo di fioritura. A Gallieno si devono due provvedimenti che modificarono l'organizzazione dell'esercito e che contribuirono a superare la crisi militare. Tolse il comando delle legioni ai senatori e lo affidò a generali di estrazione equestre. Organizzò un tipo di difesa più flessibile "in profondità", ovvero, anziché distribuire le truppe su tutto il confine le concentrò nelle retrovie, nei punti strategicamente più importanti, e costituì reparti mobili basati sull'uso prevalente della cavalleria. Rappresentò il punto di svolta nel tragico periodo di crisi che colpì l'Impero romano, dopo la fine della dinastia dei Severi. Non è un caso che proprio Gallieno sia stato il primo a regnare per quindici anni (sette con il padre e otto da solo), cosa assai rara se si considera il primo periodo dell'anarchia militare (dal 235 al 253 a.D.). Era, infatti, dai tempi di Settimio Severo (193 - 211 a.D.) che un Imperatore non regnava tanto a lungo. Pose, inoltre, le basi per un periodo di ripresa e riconquista, come quello degli Imperatori illirici (268 - 285 a.D.) oltre che di restaurazione, come quello tetrarchico di Diocleziano (284 - 305 a.D.). Valore nominale: Sesterzio Diametro: 26 mm circa Peso: 10,24 gr Dritto: IMP C P LIC GALLIENVS AVG , busto a destra laureato, drappeggiato e corazzato Rovescio: IOVI CONSERVATORI, Giove stante a sinistra con fascio di fulmini e scettro, S - C in campo. Zecca: Roma Anno di coniazione: 254 - 255 a.D. Riferimento: RIC 215; Cohen 355 Rarità: Note: Ex Inasta 23, San Marino (2007), 387; Ex Paul-Francis Jacquier 47, Kehl am Rhein (2019), 1447. Ogni commento è il benvenuto! Ave! Quintus
  7. 2 points
    Come commentare altrimenti tali risultati d'asta ottenuti proprio oggi in una conosciuta asta online? Sono forse gli effetti del Covid sul cervello? Altri pareri (pour parler) per riflettere un po' della situazione attuale del mercato numismatico (forse obbiettivamente difficile da leggere nella sua integrità) https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/75099/gaiuszcaligula-37-41-sestertius-/ https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/75104/claudius-41-54-sestertius-35mm-/ https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/75107/antonia-minor-augusta-ad-37-and-41-/ https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/75118/nero-54-68-sestertius-37mm-2448g-/ https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/75121/galba-68-69-sestertius-35mm-2606-/ https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/75137/vespasian-69-79-sestertius-33mm-/ https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/75191/trajan-98-117-sestertius-33mm-/ https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/75210/hadrian-117-138-sestertius-34mm-/ https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/75212/hadrian-117-138-sestertius-325mm-/ https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/75217/hadrian-117-138-sestertius-34mm-/ https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/75218/hadrian-117-138-sestertius-32mm-/ https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/75235/antoninus-pius-138-161-sestertius-/ https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/75252/antoninus-pius-138-161-sestertius-/ https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/75276/divus-marcus-aurelius-died-ad-180-/ https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/75321/septimius-severus-193-211-sestertius-/ https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/75302/commodus-177-192-sestertius-33mm-/ https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/75378/pupienus-ad-238-sestertius-31mm-/ Si potrebbe continuare ma direi che di esempi ce ne sono abbastanza...
  8. 2 points
    Buonasera Piakos, mi spiace ma stavolta non sono d'accordo con quanto hai scritto e, a mio parere, si possono trarre delle conclusioni differenti. Ciò che affermi corrisponde probabilmente a realtà se ci si focalizza su alte conservazioni. Tuttavia ritengo che, su conservazioni medio-basse, si trovino ancora dei bronzi non pasticciati (non tutti ovviamente, alcuni in questa fascia presentano abrasioni apportate con il "rastrello"...) che possono dare delle soddisfazioni anche al collezionista non particolarmente abbiente. Le monete untouched dei caveu non si confanno alle mie tasche. In ogni caso preferisco un sesterzio usurato e/o corroso a pezzi bulinati di questo genere.
  9. 2 points
    Entrato in collezione un paio di giorni fa... Bel documenti per affissione. Dimensioni importanti: 55 x 30. Contesto storico del Regno d'Italia in epoca napoleonica. Reggio Emilia, 8 agosto 1811
  10. 2 points
    Molto probabile, visto il periodo, che le belle monete siano state messe da parte in attesa di tempi migliori. E come disse Cecco Angiolieri...le vecchie e laide lasserei altrui. Nelle aste e nel web troviamo quindi in massima parte la minutaglia. Carlo
  11. 2 points
    Posso rispondere, ma non ho capito quale sia la domanda. La moneta è bella, autentica, al di sopra dello standard medio qualitativo populoniese. Vale i 1.300,00 € di partenza? Ai posteri l'ardua sentenza, avrebbe detto il Manzoni. Forse la stima tende ad essere un po' elevata visto che questa tipologia monetale non è tra le più rare (se ne conoscono più o meno 400/450 esemplari); probabilmente sulla stima hanno inciso molto la qualità della moneta e lo stato di conservazione. La comprerei? No, perchè le monete di Populonia si possono studiare senza dover spendere un euro. Si, se avessi un notevole surplus di euri (che non ho) da investire. P.S. Per chi fosse interessato o incuriosito dalle dracme con testa di Aplu, allego un mio articoletto. Aplu.pdf
  12. 2 points
    Per gli amanti del settore : https://rauch-auctions.bidinside.com/en/cat/706/16/maria-theresia-franz-stephan-/1/
  13. 1 point
    Grazie alla preziosa disponibilità dello staff di Tuttonumismatica, iniziamo oggi un cammino nel mondo della medaglistica napoleonica per tutti coloro, appassionati e non, che avranno la curiosità di comprendere meglio un mondo tanto affascinante quanto sconosciuto ma ricco di stimoli e spunti storico artistici così come un'epoca fondamentale per il mondo contemporaneo. Nel corso delle prossime settimane non solo mostreremo tanti esemplari presenti nella collezione del Museo Medagliere dell'Europa Napoleonica, ma racconteremo anche le storie ad essi collegate così come presenteremo gli artisti che le hanno donate all'umanità. La speranza è che queste storie fungano da stimolo per il confronto e la condivisione così come deve essere nella natura di un forum. Spero che i temi saranno d'interesse e resto a completa disposizione per qualsiasi informazione, puntualizzazione e/o correzione fosse necessaria. Buona lettura! Storie Medagliere 1.pdf
  14. 1 point
    Quando è passata in CNG partiva da 200$ ma ne ha realizzati 130. La moneta è messa maluccio e il prezzo basso lo certifica. Tanto per avere un termine di riferimento, quella che allego da CNG (sempre un Tinia da V unità) è stata venduta a 2.500 $ ! Questo non significa che se vuoi farti una piccola collezione di monete etrusche devi necessariamente avere un portafoglio inesauribile; se non compri per investimento ma soltanto per il gusto di avere delle monete populoniesi di 2.300 anni fa, direi che è un buon acquisto (e l'amico @Piakos mi perdonerà).
  15. 1 point
  16. 1 point
    Salve, segnalo : È uscito il nuovo numero di «Panorama Numismatico» (n. 363, luglio-agosto 2020). In copertina, Una “Digressione sulla moneta” di Monaldo Leopardi, di Lorenzo Bellesia: la disastrosa situazione finanziaria dello Stato pontificio invaso dai “rivoluzionari” francesi dall’autobiografia di Monaldo Leopardi, padre del celebre Giacomo. Troverete, all’interno Per la monetazione antica: La coniazione romana di aurei ebbe un notevole incremento con Traiano grazie alla grande quantità d’oro immessa sul mercato dopo la Guerra dacica. Ne parla Roberto Diegi in Gli Aurei da Nerva ad Adriano. Per la monetazione italiana medievale e moderna: Lorenzo Bellesia propone una cronologia delle prime emissioni del Comune di Ascoli tra Duecento e Trecento, in Alcune note sulla monetazione di Ascoli. Realino Santone, in Cavalli aragonesi del Regno di Napoli. Due particolari cavalli aquilani, concentra l’attenzione sull’aquiletta, simbolo di zecca, in questi due esemplari inediti resa in forma stilizzata. Michele Chimienti, Guglielmo Cassanelli e Giovanni B. Vigna indagano la figura di Pio VIII, il Papa numismatico, uomo di cultura e autore di vari saggi di memorie storiche sulla sua città natale. Dal padre ereditò la passione numismatica al punto da frequentare illustri studiosi come Guido Antonio Zanetti, e accrescere la raccolta numismatica di famiglia costituita complessivamente da più di 15.000 pezzi. Alberto Castellotti, in Un amarcord numismatico, narra una vicenda appassionante di cui fu protagonista insieme a Clelio Varesi: sotto le sembianze di un misterioso “testone” si celava un raro gioiello numismatico. Per la monetazione estera: Dal cervonetz di epoca bolscevica, prima moneta da investimento in Russia, emessa per risanare le finanze pubbliche, alle più recenti coniazioni auree, Giuseppe Carucci traccia la storia dell’Oro russo da investimento. Per le notizie varie di numismatica: Nella povera provincia cinese di Guizhou venne emessa la prima moneta che rappresenta un’automobile. Ne parla Giuseppe Carucci in Il dollaro dell’automobile. Ursula Kampmann ricorda Michael Matzke, curatore numismatico del Museo storico di Basilea, deceduto il 20 maggio scorso dopo una lunga e grave malattia. Per la rubrica Recensioni, si parla della prima ristampa del volume di Damiano Cappellari, Alla Scoperta del Conte Alessandro Magnaguti. L’ultimo Cavaliere dei Gonzaga.
  17. 1 point
  18. 1 point
    L'incapacità di gestione e di valorizzazione del patrimonio culturale porta la macchina burocratica a giustificarsi attraverso questi deterrenti che hanno sempre effetto contrario e sfavorevole: uccidono ilo mercato e il collezionismo...immagino che le cose vengano poi portate in altri lidi. Bel capolavoro.
  19. 1 point
    Qui una bellissima produzione commemorativa in argento 100 scellini del 1999, che riporta al verso l'immagine che più rappresenta quell'attentato, ovvero il momento in cui l'Arciduca edere al trono sale in auto con la conserte la contessa Sofia (anche lei morì nell'attentato). Per molti versi questo "sparo" segnò non solo l'inizio di una guerra tra due paesi, ma scosse i delicatissimi e precari equilibri tra gli stati dell'Europa che, negli precedenti 70 anni, sembrava non volessero trovare pace. Li scosse al punto che da quella Prima Guerra Mondiale, nessun'altra guerra più di quella portata. E anche se non vogliamo ammetterlo, quegli equilibri rotti con quello sparo non si sono mai riallacciati, almeno fino alla caduta del Muro di Berlino. A mio avviso, allo scoppio della guerra, dal quel luglio 1914 in cui l'Austria dichiara guerra alla Serbia, nessuno degli attori che salirono sul palco poteva immaginare cosa sarebbe accaduto. La guerra estremamente cruda per i soldati e per le popolazioni, per le società coinvolte, ha di fatto mutilato un intero secolo portandosi dietro una coda di eventi difficile da annullare con l'armistizio del 1918. Infatti 30 anni dopo ci si trovava nella medesima condizione.
  20. 1 point
    Volusiano Gaio Vibio Afinio Gallo Veldumniano Volusiano (In latino: Gaius Vibius Afinius Gallus Veldumnianus Volusianus, data e luogo di nascita sconosciuti, morto a Terni nell'agosto 253 a.D) è stato un imperatore romano dal 251 al 253 a.D. insieme al padre Gaio Vibio Treboniano Gallo. Volusiano, figlio dell'imperatore romano Treboniano Gallo e di Afinia Bebiana; aveva anche una sorella, di nome Vibia Galla. Ricevette il titolo di Cesare e princeps iuventutis nel 251 a.D., quando il padre assunse il trono e adottò, associandolo al trono come co-augusto, Ostiliano, figlio del suo predecessore Decio. Nel novembre 251 a.D., però, Ostiliano morì a causa della peste che stava flagellando Roma e Volusiano fu elevato dal padre al rango di co-augusto. Nel 253 a.D., allo scopo di combattere il generale ribelle Marco Emilio Emiliano, proclamato imperatore dalle truppe danubiane, Treboniano e Volusiano lasciarono Roma alla testa dell'esercito diretti a nord. Erano da poco giunti ad Interamna Nahars,(l'attuale Terni) si sparse la voce che Emiliano era penetrato in Italia e che si stava avvicinando rapidamente: i soldati di Treboniano, allora, si ribellarono e uccisero lui e Volusiano. Valore nominale: Sesterzio Diametro: 28 mm circa Peso: 18,01 gr Dritto: IMP CAE C VIB VOLVSIANO AVG, busto a destra, laureato, drappeggiato e corazzata visto da tre quarti dietro. Rovescio: IVNO MARTIALI, tempio tondo a due colonne, al centro del quale vi è una statua di Giunone seduta, S - C in campo. Zecca: Roma Anno di coniazione: 251 - 252 a.D. Riferimento: 253 a; Cohen 46 Rarità: R1 Ogni commento è il benvenuto! Ave! Quintus
  21. 1 point
    Questo si chiama cultura, specializzazione e pazienza nell'attendere la moneta giusta.
  22. 1 point
    Tenochtitlàn, impero Azteco, 29 giugno 1520 Sul balcone del suo palazzo a Tenochtitlàn viene ucciso Montezuma II, l'ultimo imperatore azteco, muore bersagliato da pietre e frecce lanciate dal suo popolo inferocito. Aveva fatto appello alla sua gente in rivolta chiedendo di ritirarsi e per questo fu accusato di complicità con gli spagnoli ed ucciso. Gli aztechi utilizzavano, come moneta i chicchi (o fave) della pianta del cacao. Un documento del 1545, ad esempio, indicava il prezzo di un tacchino in 100 grossi chicchi di cacao o 120 se raggrinziti. 80-100 chicchi potevano essere scambiati con un piccolo mantello o con una canoa piena di acqua fresca. Ave! Quintus
  23. 1 point
    Bad Wiessee, Germania, 30 giugno 1934 Nella notte tra il 30 giugno ed il 1° luglio 1934 avvenne a Bad Wiessee (Germania) l'epurazione passata alla storia come "la notte dei lunghi coltelli" (In tedesco: Nacht der langen messer). L'epurazione fu eseguita per ordine di Adolf Hitler dalle SS [1] con lo scopo di eliminare i vertici delle SA [2], responsabili del fallito attentato di Monaco ai danni di Hitler. I vertici delle SA erano riuniti nella cittadina di Bad Wiessee, unitamente ad altri oppositori del regime, vecchi nemici o ex compagni politici di Hitler e anche alcune persone estranee alla vita politica o militare tedesca. Secondo i dati forniti il 13 luglio dallo stesso Cancelliere del Reich, furono assassinate 71 persone, ma il reale totale delle vittime fu stimato tra le 150 e 200, di 85 di esse il nome è noto. [1] Le SS o Schutzstaffel (letteralmente "squadre di protezione" o "squadre di salvaguardia") erano un'organizzazione paramilitare del Partito Nazionalsocialista Tedesco (NSDAP) create nella Germania nazista. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale cominciarono ad operare in tutta l'Europa occupata dai tedeschi. [2] Le SA o Sturmabteilung (letteralmente "reparto d'assalto" anche se si è affermato nell'uso comune e nella letteratura scientifica l'espressione "squadre d'assalto") furono il primo gruppo paramilitare del Partito Nazista. Sono conosciute anche come camicie brune a causa del colore della loro divisa. Moneta da 1 marco del Reich, 1934, Stuttgart. Ave! Quintus
  24. 1 point
    Sulla banconota che ha postato il nostro @DeAritio sono raffigurati: Al verso: Anna Shepherd, nota anche con lo pseudonimo di Nan (nata a Peterculter l'11 febbraio 1893 e morta ad Aberdeen, il 23 febbraio 1981). E' stata una scrittrice e poetessa scozzese, una delle prime esponenti del modernismo in Scozia. Il paesaggio e l'ambiente scozzesi hanno un ruolo importante nella sua opera letteraria. Shepherd ha scritto tre romanzi ambientati in piccole comunità nella Scozia settentrionale e un libro sulle camminate in montagna basato sulle sue escursioni sui monti Cairngorm. Per la maggior parte della sua vita lavorativa ha insegnato inglese allo Aberdeen College of Education. Al recto: Una coppia di maccarelli o sgombri (Scomber scombrus), è un pesce di mare appartenente alla famiglia Scombridae. È un tipico pesce azzurro, molto comune nelle fredde acque Scozzesi. Ave! Quintus
  25. 1 point
    Una piccola curiosità... LE ORIGINALI BANCONOTE DELLE BANCHE SCOZZESI Attualmente tre banche sono autorizzate a stampare banconote in Scozia: la Bank of Scotland, la Royal Bank of Scotland e la Clydesdale Bank. Le banconote scozzesi hanno alcune caratteristiche peculiari rispetto ad altre banconote: esse infatti non sono emesse da una banca centrale ma da tre "banche retail", inoltre non hanno corso forzoso nel Regno Unito, nemmeno in Scozia: esse sono infatti classificate come cambiali e la legislazione corrente impone alle tre banche che emettono le banconote scozzesi di detenere una quantità di banconote della Banca d'Inghilterra o di oro uguale al valore totale delle banconote emesse. . Bank of Scotland Le banconote emesse dalla Bank of Scotland riportano sul recto il ritratto di Walter Scott per commemorare la sua battaglia per far mantenere alle banche scozzesi il diritto di emettere banconote. Hanno emesso 3 serie, la prima "Tercentenary" del 1995, la seconda "Bridges of Scotland" del 2007 e nel 2016 hanno riemesso i tagli da 5, 10 e 20 sterline della serie "Bridges of Scotland" del 2007 stampandoli su polimero. Le serie "Tercentenary" e "Bridges of Scotland" hanno banconote da 5, 10, 20, 50, e 100 sterline mentre la polimerica solamente 5, 10 e 20 sterline. . Royal Bank of Scotland La serie originale delle banconote emesse dalla Royal Bank of Scotland presenta sul recto il ritratto di Lord Ilay, mentre sul verso sono raffigurati alcuni tra i più famosi castelli della Scozia (serie "Lord Ilay" del 1987). Anche questa banca, nel 2016, ha iniziato a stampare banconote in polimero, questa volta non copiando una vecchia serie ma proponendo 3 nuove banconote da 5, 10 e 20 sterline dove il recto mostra il ritratto di un illustre personaggio scozzese, mentre sul verso sono rappresentati degli animali tipici della Scozia. Occasionalmente la Royal Bank of Scotland ha emesso una piccola quantità di banconote commemorative che sono state rapidamente ritirate dalla circolazione dai collezionisti. La serie "Lord Ilay" ha banconote da 5, 10, 20, 50, e 100 sterline mentre la polimerica solamente 5, 10 e 20 sterline. . Clydesdale Bank La Clydesdale Bank ha tre serie di banconote attualmente in circolazione. La prima serie, chiamata "Famous Scots", raffigura sul recto alcuni insigni personaggi storici della Scozia e oggetti e luoghi a loro collegati sul verso. La serie "World Heritage" del 2009, mostra sul recto altri illustri personaggi scozzesi e sul verso alcuni patrimoni dell'umanità dell'UNESCO in Scozia. A partire dal 2015 anche la Clydesdale Bank ha iniziato ad emettere banconote polimeriche, continuando a rappresentare famosi personaggi scozzesi e patrimoni dell'umanità. Le serie "Famous Scots" e "World Heritage" hanno banconote da 5, 10, 20, 50, e 100 sterline mentre la polimerica solamente 5, 10 e 20 sterline. Sperando di aver fatto cosa gradita. Ave! Quintus
  26. 1 point
    L' immagine riporta la prima banconota da 5 £ in polimero.
  27. 1 point
    E chi lo mette in dubbio...c'è sempre questa confusione sulla preferenza delle alte conservazioni. Fermo restando che queste grandi conservazioni sono meravigliose se integre resta il fatto che tutti i bronzi...il 95% vengono "lavorati"...anche se trovati in custodie o vasi o ripari. C.que ci sono macchie, ossidazioni, inclusioni, salti di colore, buchini...e altre cose. Certamente tra le conservazioni medio basse il restauro è meno imponente e invasivo in quanto non conveniente. Resto dell'avviso che vi sono monetazioni anche se più recenti...sicuramente integre e poco falsificate comunnque affascinanti. Ma rispetto la passione di ogni numismatico e la relativa perseveranza...io stesso ho iniziato con le greche e poi con l'argento romano imperiale e poi con il bronzo: se ho cambiato: potrete immaginare che vi saranno anche delle motivazioni rilevanti. Ne avrei cose da raccontre che Voi umani...i raggi B che balenavano al largo di Thannaiser...
  28. 1 point
    Morale e sintesi: i bronzi non vanno comprati, Aktrimenti inutile parlarne, Bronzi intonsi o qasi non sono per le tasche umane. Censure non servono, il mercato ha già scontato la problematica. Comprate le papali che sono belle, poco fasullate e anche relativamente economiche. E...se vi piacciono i bronzi comprate le medaglie papali...dove si vede la differenza tra originali e riconi e sono di grande fascino, costano veramente poco. Roma è! SE vogliamo continuare con le romane bronzee...date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio. Il dott. Bertolami è Cesare...con pazienza e portafogli ad organetto si può trovare Dio. Altirmenti perdiamo tempo ragazzi...comprate cosa vi aggrada e prendiamo atto che ci sono carrozzerie e poarrucchieri---e quasi tutti i bronzi vengono toccati per essere intellegibili e commerciabili. Vergin non ce ne sono...tranne qualcosina nei caveau. Augh!
  29. 1 point
    La tradizione vuole infatti che, durante il rientro vittorioso dei Guelfi dalla famosa battaglia di Campaldino (1289), i capitani dello sconfitto esercito aretino, giunti alle porte di Firenze, chiesero di poter seppellire i propri morti che non avevano retto le sofferenze della lunga marcia. Si racconta anche una diversa versione della storia, secondo cui molti dei nemici fatti prigionieri morirono nelle carceri cittadine. I più poveri di essi, dato che nessuno ne reclamava i corpi, furono seppelliti in una fossa comune, ed Arezzo si preoccupò di averne cura. Quale che sia la giusta versione, nel 1921 il comune di Arezzo pose a memoria una colonna e sul piedistallo furono incise le seguenti parole commemorative dettate da Isidoro del Lungo: “SULLA VIA LUNGO LA QUALE L’OSTE / GUELFA FIORENTINA MOVEVA LE INSEGNE / PER ANDARE IN TERRA DI NEMICI QUESTO / COSIDDETTO <<CANTONE DI AREZZO>> CHE / E’ DEL COMUNE GHIBELLINO PROPRIETA’ / D’IGNOTA SECOLARE ORIGINE RICEVEVA / DAL VERSO IMMORTALE DEL POETA COMBATTENTE / IN CAMPALDINO MEMORIA DEGLI INFAUSTI / ODII DA CITTA’ A CITTA’ OGGI / NELL’ITALIANA CONCORDE POTENZA / ABOLITI PER SEMPRE.” L’immortale poeta citato nella lapide è Dante che partecipò alla battaglia di Campaldino, ricordandola nell’Inferno.
  30. 1 point
    Nessun disturbo, ma onestamente non saprei cosa dirti senza vedere direttamente la moneta; così a "occhiometro" potrei azzardare a problemi del bronzo o, anche se meno probabile, ad un difetto del conio.
  31. 1 point
    Il Grosso, l'antica moneta di Arezzo che Campaldino cancellò. Il post di Scanzi: "La porto con me. E' un orgoglio" „La moneta cessò di esistere nel 1289 perché quello fu l'anno della battaglia di Campaldino, che di fatto consegnò la Toscana al dominio ai Guelfi e quindi a Firenze.Arezzo, ghibellina, fu sconfitta l'11 giugno 1289 nella piana di Campaldino, presso Poppi e il piccolo convento di Certomondo. Casentino. Le battaglia fu decisa da due aspetti. Anzitutto i guelfi attaccarono non dal Valdarno ma da Casentino, sfruttando le dritte degli aretini esuli a Firenze e passati ai Guelfi. Ciò colse di sorpresa gli aretini, guidati proprio dal settantenne Guglielmo degli Ubertini, armato "solo" di mazza per non contravvenire al precetto medievale secondo cui gli uomini di chiesa non dovevano spargere sangue sui campi di battaglia. L'altro aspetto chiave fu l'insubordinazione di Corso Donati, che comandava le riserve dei Guelfi. Non doveva attaccare, ma contravvenne agli ordini e attaccò: i Ghibellini furono colti di sorpresa, Donati e i suoi (soprattutto pistoiesi) spezzarono le file ghibelline dividendo fanti da cavalieri e la battaglia fu decisa. Il corrispettivo ghibellino di Donati, Guido Novello di Modigliana dei Conti Guidi, decisivo nella battaglia di Montaperti del 1260, agì in maniera opposta: ebbe paura, ritenne persa la battaglia e si nascose nel castello di Poppi. Un violento temporale interruppe la mattanza. A morire furono 1700 ghibellini, tra cui lo stesso Guglielmo degli Ubertini e Bonconte da Montefeltro, e 300 guelfi. Alla battaglia, come Guelfi, parteciparono anche Dante Alighieri (che parla di Campaldino nella Divina Commedia) e Cecco Angiolieri. Gli aretini sopravvissuti furono portati a Firenze come prigionieri. Chi non fu riscattato morì in carcere e poi sepolto in fosse comuni nei pressi dell'attuale Via de' Ripoli 51, all’angolo con via Benedetto Accolti, nella parte sud di Firenze. Oggi quel fazzoletto di terra si chiama "Canto degli Aretini" e, anche se pare impossibile, è di proprietà di Arezzo: Firenze gliel'ha donato, secoli dopo Campaldino, in segno di "pace".“ Potrebbe interessarti: http://www.arezzonotizie.it/social/storia-grosso-aretino-moneta-scanzi-campaldino.html
  32. 1 point
    Un invito a leggere. https://www.ilpostalista.it/gruppomodena/299.htm
  33. 1 point
    Vi posto un video sul tesoretto https://m.youtube.com/watch?v=YjPJzIdG4EE
  34. 1 point
    Che nessun NUMISMATICO può condividere, visto che così facendo si rovinano irrimediabilmente dei tesori artistici. Infatti il comemrciante non ha colpe, lui vnde per far soldi, il vero "colpevole" è chi compera codesti aborti. ...tossiche direi! Ave! Q.
  35. 1 point
    Commerciale si, numismatico no... ma noi siamo numismatici (io con la N minuscola) o commercianti? Comunque ritengo che paragonare questi "mostri sacri" della numismatica a Bertolami sia come paragonare Totò e Jerry Calà. Nun se po' fa! Eh, io ero in altri affari affaccendato. Sarebbe stato si interessante sapere da dove vengono buttati i soldi per 'ste schifezze! Ave! Q.
  36. 1 point
    una simile concentrazione di bronzi ritoccati in questa ed anche nelle precedenti aste non può essere casuale e rappresenta una precisa filosofia di vendita che personalmente non condivido. Nessuno mette in dubbio l'onestà del venditore che, in ogni caso, dichiara alcune di queste monete "smoothed" e/o "tooled". Tuttavia, a mio parere, se anche questi sesterzi realizzassero 100 milioni di euro, continuerebbero a rimanere delle monete pesantemente compromesse a prescindere da chi le pone in vendita, fosse anche il Padreterno. Il fatto che siano ritoccate in modo dilettantistico ed evidente anche ad occhi inesperti non può certo costituire un'attenuante ma, al contrario, le rende ancora piú indigeste.
  37. 1 point
    Concordo che sarebbe molto interessante avere info al riguardo. Per il resto di quanto in topic è sufficiente dire che: è stato sempre così....come per le sòle, le amiche dei mariti, le amanti, le donne manipolatrici e gli uomini mascalzoni...o magnoni..gli amici finti, le carriere a gomitate e a cena con i capi, la corruzione...i vizi e le incoerenze..le camicie che hanno cambiato colore nel 1945...etc. etc. Oggi con la sacietà liquida, i valori e paletti sociali saltati...sembra che tutto peggiori e certe cose arrivano adesso. In realtà è solo enfatizzata la cassa di risonanza e i watt nella diffusione dei fenomeni. Tutto è più visibile e più facile da cogliere...e certe cose tendono ad essere anche sdoganate. per quanto concerne l'imprenditore dell'asta in topic...direi che trattasi di persona capace e vivace, nella numismatica da molti anni...e ottimo collezionista non solo di monete. Credo che i portabandiera possano essere color che in questi anni hanno ufficilizzato gli aurei fasulli portandoli peraltro a prezzi triplicati a dir poco e che in prima mano negli anni 2000 hanno immesso a grandi prezzi bronzi per grandi tasche abilmente ripassati. Non pochi collezionisti di buona e forte mano...innamorati delle classiche, hanno poi passato la mano e venduto le collezioni. Il Nostro in parola è anche persona simpatica e piacevole e se sfuggono delle monete un po' così o cosà...almeno non ti ci rovini. Prova a comprarle a Londra o in altri capitali europee ...molto mimetizzate e non facilissime da individuare se non con occhi esperti. Quindi...di cosa parliamo. Troppo facile sparare sul pianista. Buona questa...
  38. 1 point
    A parte che a tutto c'è un limite... E poi sono disputandum ma ma vanno comunque accettati (sempre entro certi limiti, in questo caso di decenza). ...e, comunque, in questo caso sarebbe stato più corretto dire "disgustibus non est disputandum"! Ave! Q. Tanto per non dimenticare mai... 2600 sterline! 1800 sterline. 1100 sterline. 400 sterline! ...ed infine, il capolavoro... 1100 sterline! Robe da matti.
  39. 1 point
    Buongiorno Ho trovato un breve ma interessante articolo su un iscrizione celtica operata su un semisse del III secolo a.C. ritrovato ad Arretium (Arezzo). Forse qualcuno l'avrà già letto , ma dal momento che non c'è traccia sul forum ho pensato di postarlo a futura memoria o meglio per una futura consultazione di tutti. Buona lettura. Areuizie_Ariouistos_un_capo_gallico_in_u.pdf
  40. 1 point
    ...mica male questa "galleria degli orrori". Come sempre il problema non è quanto quello che il mercato offre ma il perché certa gente compre certe cose. A prezzi, vedendo qui, veramente assurdi. Ci sono proposte monete imbarazzanti vendute a prezzi da fuori di testa. Effetto COVID, forse si... in un altro tipo di collezionismo che seguo (Compact Cassette e Minidisc vintage) in questi ultimi 3 mesi i prezzi sono praticamente raddoppiati e forse anche triplicati, non si trova quasi nulla e quel poco a prezzi pazzi. Qui sarebbe lo stesso... solo che oltre ad esserci prezzi pazzi ci sono anche monete praticamente deturpate. Credo che il mercato sia stato letteralmente invaso da persone che ne capiscono poco ma che, soprattutto, non chiedono a chi è più esperto prima di buttare i soldi. Non creod che qualcuno con un minimo di senno possa acquistare una moneta rovinata a quelle cifre conscio delle sue vere condizioni. Oppure, come dice il buon @Cliff, il coronavirs non fa danni solo ai polmoni ma anche al cervello... che sia la mancanza di ossigeno? Ave! Quintus
  41. 1 point
  42. 1 point
    il 2 giugno 1946 nasceva la Repubblica Italiana, ecco le prime monete coniate immagini da asta Ranieri
  43. 1 point
    Salve, segnalo complimenti all'autore e all 'editore
  44. 1 point
    La moneta in questione, chiamata 2 lire Impero, in effetti presenta alcune date (o millesimi) che vengono considerate rare. Altre sono estremamente comuni ed acquisiscono valore solo ed esclusivamente in altissima conservazione (stato zecca o comunemente FDC). I millesimi 1942 e 1943, sebbene coniati in numero cospicuo, in massima parte furono ritirati dalla circolazione. Rimanendone quindi pochissimi esemplari, questi automaticamente diventano rari ed aumentano il loro valore come ben hai notato. Altro millesimo raro è il 1936, il primo della serie. Gli esemplari coniati in quest'anno sono relativamente pochi e sul mercato, attualmente, dopo dispersione, ne sono rimasti un numero esiguo. I millesimi 37-38 sono coniazioni destinate esclusivamente per collezionisti e quindi non entrarono nella comune circolazione. Carlo
  45. 1 point
    Buongiorno Pensando di fare cosa gradita vi posto un articolo sulla "moneta vetuloniese e la circolazione monetaria tra fine III e II a.C. a Vetulonia" che potrà rimanere nel forum per le future consultazioni. Buona lettura. FOLDER-it-2013-291.pdf
  46. 1 point
    Benvenuto te, alle tue monete e ai tuoi bellissimi orologi. A presto
  47. 1 point
    Roba da mago Otelma!
  48. 1 point
    Copyright: http://www.copyrighted.com/copyrights/view/56ce-j1y7-2eui-zngj Provo a rispondere all'appello a proposito della monetazione di Cora. Cora emise una sola moneta d'argento, un rarissimo didramma, noto in soli due esemplari. Il primo a segnalare la sua esistenza fu il Carell poi pubblicato nel 1850 (tav. LIX, n. 1), che possedeva un suo esemplare (forse quello poi confluito al medagliere del Museo di Napoli), seguito dal Millingen. Quest’ultimo inizialmente, nel 1831, l’aveva attribuito prevalentemente a Sora e solo successivamente, nel 1844, e in maniera corretta a Cora. Il Sambon (p. 100, n. 165) conosceva invece solo l'esemplare di Parigi, mentre gli era sfuggito quello di Napoli (che non era segnalato nel catalogo di Fiorelli). Allego le immagini dei soli due esemplari noti per il didramma di Cora: 1) Napoli (inv. n. 124158) g. 6,35 2) Parigi, SNG 234 = F.G. 73 g. 6,07 (più consunto e con vecchie ossidazioni Sorprende come i due esemplari noti provengano da due distinte coppie di conii…. Il conio D1, di stile più accurato, è caratterizzato dalla presenza di un ramo con foglie, che sembra mancare nel conio D2. Nel conio R1 il cavaliere ha una corta spada con fodero, simile a certe rappresentazioni di cavalieri macedoni, che invece manca nel conio R2. Al diritto la testa di Apollo ricalca lo stile dei didrammi diSuessa, risalenti al periodo 265-240 a.C. e dei bronzi di Neapolis con testa di Apollo/Toro androcefalo e Nike della III fase di Taliercio, risalenti al 275-250 a.C. Il rovescio solo apparentemente richiama il rarissimo didramma di Neapolis con i tipi tarantini, risalente più verosimilmente al 328-326 a.C. (Sambon n. 396), che presenta strette affinità stilistiche con i coevi stateri di Tarentum del gruppo 55 di Fischer-Bossert. In realtà, lo stile del didramma di Cora appare più tardivo, con le figure più snelle e con il cavallo più slanciato, similmente a quanto si osserva sui coevi stateri tarantini del periodo VIIII di Evans. Inoltre il cavaliere è pileato, una caratteristica che non si riscontra sulle monete tarantine e nemmeno sul didramma di Neapolis. La testa del cavaliere è normalmente definita pileata. In realtà il copricapo sembra essere piuttosto una kausia, ossia un copricapo di cuoio ad ampie tese, che ricorre frequentemente nelle rappresentazioni iconografiche di re macedoni (come giustamente evidenziato da Morello ij un suo articolo del 2010). Nel complesso la tipologia rieccheggia il mito della famosa cavalleria macedone. Sorprende la scelta di un nominale come il didramma in una regione ove era privilegiato il bronzo e, in maniera più limitata, le frazioni d'argento. Le altre zecche attive nella stessa regione, come Signia e Norba, come anche la relativamente vicina Alba Fucens, hanno coniato solo oboli in argento. La peculiarità del didramma di Cora risiede in un contesto storico diverso rispetto alle altre vicine zecche dei Monti Lepini. Se quelle hanno emesso in tempi di poco posteriori alla fine della guerra pirrica e quindi in un momento di relativa tranquillità che ha agevolato la coniazione di piccole frazioni, più agevoli per le piccole transazioni commerciali che per i pagamenti di truppe militari, la coniazione del didramma di Cora deve essere inquadrata nei preparativi per la prima guerra punica. Molto probabilmente a Cora esisteva una efficiente cavalleria, che amava ispirarsi alle gesta della famosa cavalleria macedone e fu ricordata in occasione dell’inizio della seconda guerra punica. Anche se sono sopravvissuti fino a oggi solo due esemplari, l’esistenza di due distinte coppie di conii rende improbabile l’ipotesi che l’emissione fosse solo “celebrativa”, bensì fu funzionale alle esigenze economiche dell’alleata Roma, seppure in quantitativi comunque limitati. La scelta di uno standard ponderale ridotto a 6 scrupoli (teorici 6,60 g) appare essere avvenuta a partire dal 264 a.C., con l’inizio della prima guerra punica. Infatti a quel tempo cessò la produzione dei didrammi neapolitani e campano-tarentini e le nuove necessità belliche richiesero un cambiamento ponderale, che portò il peso delle monete d’argento da 7,3 a 6,6 g, rendendosi necessaria una massiccia produzione di numerario (didrammi e drammi) per sostituire le vecchie monete. Se al tempo della guerra contro Pirro la maggioranza delle città della Magna Grecia era alleata con lui contro Roma, nell’occasione queste stesse città non solo sono fedeli alleate, ma danno un fondamentale contributo a Roma per l’allestimento della flotta romana e sua vittoria navale. Ripresero le coniazioni di Tarentum (SNG ANS 1081-1262), Heraclea (SNG ANS 84-98), Thurium (SNG ANS 1099-1107) e Kroton (SNG ANS 406-413) oltre di città campane come la già citata Suessa. Non deve stupire che il peso dei due esemplari di Cora noti sia piuttosto basso: anzi appare rientrare nell’intervallo ponderale di quel periodo. Non si ha purtroppo notizia sulle circostanze del loro rinvenimento e nemmeno sulle monete rinvenute in area corana. Per completezza è da rilevare che nel XIX secolo fu segnalata l’esistenza di una moneta in bronzo, di peso sconosciuto, con i tipi della testa laureata di Apollo e del toro a volto umano incoronato da Nile. Al diritto, sotto la testa, è la leggenda KORANO, in caratteri latini. Di questo pezzo, già in collezione Riccio (al solito erroneamente attribuita a Sora) se ne sono perse le tracce fin dal 1863. Non si può escludere che possa trattarsi di una erronea lettura di un normale bronzo campano del III secolo a.C. Penso di avere detto proprio tutto e mi sa che ne farò oggetto di un articolo da mandare a OMNI, eventualmente previa traduzione in inglese e con le necessarie note bibliografiche (quindi gradirei avere la tutela di quanto ho scritto sopra). Sono gradite osservazioni.
  49. 0 points
    Viste le condizioni disastrose in cui versava il Comune aretino, nel 1377 il vescovo Giovanni Albergotti pensò di sottomettere Arezzo al Papa. Il tentativo però fallì perchè il popolo assalì il palazzo vescovile, lo incendiò e fece prigioniero il vescovo. Nel 1380 i Bostoli, rientrati in città dopo 24 anni di esilio, non riuscendo a trovare persone valide che sapessero reggere il governo di Arezzo, consegnarono la città a Carlo di Durazzo, re di Napoli che vi pose a capo Guglielmo vescovo di Giurino ungherese. Mentre i guelfi occupavano il cassero di S. Donato con il vicario del re, Jacopo Caracciolo, le famiglie ghibelline scelsero di dare Arezzo a Luigi D' Angiò. Nel 1384 Eguerrand De Coucy inviato da Carlo VI di Francia in aiuto di Luigi D' Angiò, si accordò con i Tarlati e occupò Arezzo. L'improvvisa morte di D' Angiò consentì al Comune di Firenze di venire a patti col De Coucy, il quale gli cedette la città in cambio di 40.000 fiorini d'oro. E' ascrivibile al secondo periodo della dominazione fiorentina il bolognino recante al D/giglio DE ARITIO e in campo una grande A accostata da quattro giglietti e al R/ giglio S.DONATVS giglio ed il busto mitrato del Santo. Il CNI lo attribuisce al periodo comunale in considerazione dal fatto che i gigli sono stati considerati segni di zecca. Questa opinione non è motivata. Nel bolognino i gigli sono sette e si trovano cinque sul dritto e due sul rovescio in posizioni e con frequenze molto anomale per le monete medievali italiane dove il segno di zecca è uno soltanto e si trova sul rovescio in due posizioni ben precise: in campo, generalmente in alto a sinistra, o all' inizio della legenda come nelle monete di Siena. Dal punto di vista iconografico il bolognino è il risultato della imitazione di due tipi diversi di monete. Per il D/ si rifà al bolognino emesso dalla zecca di Bologna a partire dal 1236 e per il R/ a quello fatto battere da Papa Urbano V nella zecca di Roma, nel 1362. Per quanto detto, il bolognino invece che durante l'età comunale, troverebbe un più adeguato collocamento cronologico nel periodo della dominazione fiorentina per la presenza dei giglietti e più precisamente nella seconda fase perchè durante la prima (1338-1342) non esisteva ancora il prototipo del rovescio. Confronti stilistici con il bolognino di Perugia del 1395 farebbero datare la moneta aretina alla fine del XIV secolo.
La ricerca dei Migliori Utenti è impostata sull'orario Roma/GMT+02:00