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  1. 4 points
    Cliff

    Un medaglione quasi intonso? O un capolavoro di restauro?

    Sono pezzi particolari, quasi unici, per cui non c'è l'abitudine dell'occhio a un conio conosciuto che puo' esserci per un sesterzio. Bisogna andarsi a guardare lo Gnecchi e fare dei confronti. Oppure andare sul tecnico basandoci solamente su quello che vediamo qui e facendo un confrondo con lo stile canonico dell'arte romana applicata a medaglioni, monete e bassorilievi. Iniziamo dalla patina e dalle superfici: quella non è una patina tevere originale, intesa come quella patina "non patina" generata da una giacitura acquifera naturale, non ne ha le caratteristiche distintive e peculiari (se vuoi in privato possiamo parlare di queste caratteristiche. Inizio a pensare che determinati dettagli tecnici è meglio non divulgarli troppo urbi et orbi. Veniamo difatti letti un po' da tutti e mi accorgo che con il tempo determinati difetti vengono corretti...). Non è neanche una moneta banalmente spatinata. Le superfici sono state probabilmente trattate con degli acidi e poi ossidate. Prima e durante possono esserci stati altri passaggi. Per sapere il motivo di questi trattamenti manca un'informazione fondamentale che è come si presentava inizialmente questo esemplare. La cosa che però possiamo dedurre è che non è una moneta intonsa e che è stata sicuramente oggetto di un trattamento estensivo che ne ha perlomeno trattato la maggioranza delle superfici. Stile e modellato: In attesa di un'immagine di confronto dallo Gnecchi possiamo fare un confronto con gli stili canonici del tempo. Ho anche posseduto per un buon periodo un medaglione di periodo coevo con un ritratto ancora abbastanza integro quindi qualche considerazione mi sento di farla. Le zone che "quadrano" meno sono sicuramente al dritto l'occhio, la guancia e la corona di alloro nella zona sommitale, i campi a sinistra, le decorazioni del mantello trionfale sulla spalla in basso. Sul retro le zone che guarderei con attenzione sono la figura in piedi centrale di Commodo e il soldato che lo precede in corteo, la legenda in esergo. Tutto considerato mi sembra molto probabile secondo la mia opinione personale che questo esemplare abbia subito un restauro articolato (forse anche estensivo) che ce lo presenta oggi in una forma anche esteticamente appetibile e plausibile a prima vista, ma che è comunque lontana da quello che la definizione Fior di Conio a catalogo lascerebbe pensare a chi si volesse fermare a una sola occhiata veloce.
  2. 3 points
    Alberto Varesi

    Un medaglione quasi intonso? O un capolavoro di restauro?

    Caro Renzo, ALT ! ALT !! ALT !!! scusa, ma credo tu abbia tratto delle conclusioni affrettate, in merito al mio intervento. Premesso che la moneta non è mia nè, che io sappia, di qualche mio amico/conoscente, evidenzio che non mi sta così a cuore l'onorabilità della premiata ditta romana, con la quale non ho mai fatto affari, per lanciarmi in singolari tenzoni contro i famosi mulini a vento in sua difesa.... Nè si tratta di una difesa della categoria. Chi mi conosce sa che quando una moneta offerta da un collega non mi piace preferisco tacere ma non parto mai, lancia in resta, a difendere ciò che è indifendibile. Quello che ho scritto, pur con i limiti personali che non ho mai nascosto, e la cui consapevolezza mi ha finora evitato di prendere certe cantonate, lo penso e lo esterno, esponendomi anche al pubblico ludibrio se prendo una cantonata. ma i limiti di un esame sulla base di una foto, perdonami, li ho io come li hai tu. Ed a maggior ragione se la foto osservata per trarre le conclusioni NON è di un esemplare analogo o se quella di un esemplare analogo non è della moneta ma di un calco in gesso, con le inevitabili differenze create dal sistema de trasferimento dell'impronta. Due sono le caratteristiche che si devono possedere per poter sostenere validamente le proprie argomentazioni: un bagaglio tecnico, indispensabile, ed una sensibilità artistica, utile ma non indispensabile perchè aiuta a cogliere le differenze, a capire che "qualcosa non va", ma nulla più. Che quest'ultima non ti manchi te l'ho sempre riconosciuto e invidiato.... buona serata
  3. 3 points
    ilnumismatico

    Fotografare le monete, attrezzatura, tecnica e consigli

    Buonasera, Con la qualità tecnica disponibile oggi, migliorata in modo impensabile anche a confronto di pochi anni fa, la scelta dell’attrezzarura risulta meno complicata. Limitatamente alla fotografia monetale, se non si hanno necessità professionali, a si ricercano comunque risultati qualitativi di un certo spessore, le moderne bridge danno sicuramente soddisfazioni ad un costo contenuto. Nkn scarterei comunque le moderne compatte, se non si ricercano risultati particolari, specie in fase di stampa. Un’immagine vale più di mille parole. L’attrezzatura, per quanto riguarda la fotografia monetale, potrebbe anche avere un’importanza di secondo piano se si sa come sfruttarla al meglio, e sopperire le eventuali limitazioni tecniche con un appropriato uso della post produzione. allego le foto di un 5 lire di Vittorio Emanuele II, fotografato con una vecchia compatta acquistata più di 10 anni fa, e di un littore fotografato con una reflex di qualche anno fa con ottica macro. Come vedete, seppur per il 5 lire è stata usato un vero e proprio “reperto archeologico” il risultato è comunque accettabile
  4. 3 points
    Alberto Varesi

    Un medaglione quasi intonso? O un capolavoro di restauro?

    Finalmente in ufficio, dove ho i giusti strumenti per poter fare qualche raffronto e qualche considerazione in più, cosa che andrebbe fatta sempre prima di bocciare una moneta, ho scartabellato i testi sui medaglioni romani ed ho reperito il pezzo sullo Gnecchi. E' emersa una cosa particolare, che subito salterà all'occhio di tutti voi: il medaglione in questione ha la lancia (che termina esattamente sotto la T, come nell'esemplare in questione) e, per quanto la fotografia sia pessima, credo sia evidente la notevole somiglianza stilistica tra i pezzi Gnecchi/Bertolami. Questo particolare dritto, seppur con un conio differente, è stato utilizzato anche per altri medaglioni (vedasi foto del Froehner e del libro sui medaglioni del Museo Nazionale di Firenze curato da Tinia) ed ha sempre la lancia mentre non esistono, almeno sulla bibliografia da me consultata, esemplari con quel busto privi di lancia (che avrebbe anche poco senso) A questo punto ci sarebbe sì da domandarsi alcune cose: perchè il pezzo Yale non abbia più la lancia ed a cosa siano dovute certe caratteristiche sul collo, se dovute realmente ad una asportazione di metallo causa cancro o ad un calco non perfettamente riuscito.
  5. 3 points
    Piakos

    Un medaglione quasi intonso? O un capolavoro di restauro?

    Sarà la cervicale...o la tiroide...
  6. 3 points
    Alberto Varesi

    Un medaglione quasi intonso? O un capolavoro di restauro?

    per esperienza so che giudicare da una foto è sempre difficile, molto difficile, ed a volte lo è anche col pezzo in mano (alzi la mano chi non si è sentito "bocciare" da terzi un proprio acquisto) C'è chi arriva a giudicare persino sulla base del colore della moneta, senza sapere se quello della fotografia sia almeno simile a quello originale. E le luci, che a volte sembrano persino "spostare" i profili degli oggetti a seconda della loro incidenza...ne vogliamo parlare ? Invidio tanta sicurezza e tanta esperienza. A me, mancando tanto la prima quanto la seconda, non va di tranciare giudizi certi, assolutistici, quindi preferisco avere una posizione più possibilista e questo, credimi Renzo, non è diplomazia ma certezza dei propri limiti.
  7. 3 points
    Piakos

    Medaglione di Commodo

    Peccato... Esteticamente sono dei multipli senza pari i medaglioni imperiali, dal fascino esorbitante. Una decina di medaglioni accettabili (cioè difficili da reperire) un paio di decadrammi siracusani...una decina di bronzi repubblicani ed italici di grande modulo..un decadramma di Atene...e un bel tratradramma di Rodi (nella serie più antica intorno al 400 a.C.) e un cinque o sei incusi (anche di alleanza) della Magna Grecia... e un paio di tridrammi di Vulci e di Populonia.. Il tutto in condizioni relativamente egrege... e il museo è fatto. Non ce ne sarebbe per nessuno...salvo che per collezioni veramente importanti ed in grande qualità. Che...per quanto ho visto sino ad oggi...ce ne sono pochine ragazzi, anche tra chi ha il portafoglio ad organetto...e sapete perchè? Perchè le monete compresi i grandi moduli sono stati prodotti per circolare...e poi perchè, parliamoci chiaro, dopo molti secoli ci sono ossidazioni, cariche chimiche, macule, incidenti di percorso, cadute degli oggetti...interventi di restauro, montature ed abbellimento... non è facile trovare monete intonse o quasi...ragazzi!!! Anche per chi se le potrebbe permmettere o ha deciso di vendersi il patrimonio, gli averi e anche gli slip, per possederne qualcuna...prima occorre trovarle. Quindi...il bello unito all'integrità...ha un valore che, per gli oggetti più antichi può essere quasi inestimabile. Poi...sono d'accordo che questa non è numismatica... che la numismatica è fatta di emissioni, di varianti, di zecchieri, di rarità, del coso a destra...dell'altro coso a sinistra... dell'emissione limited edition R5, dei segni di zecca...e di altre simili cose... ma, una bella affascinante moneta ragazzi...è come una bella signora di gran classe e (pure) intelligente.. e chissene importa del resto. Quante volte si vive?
  8. 2 points
    Spoudaios

    Un medaglione quasi intonso? O un capolavoro di restauro?

    Non direi che è una battaglia persa, é solo una continua rincorsa. Ogni tanto stanno avanti loro (falsari o pasticceri), ogni tanto noi.
  9. 2 points
    Piakos

    Un medaglione quasi intonso? O un capolavoro di restauro?

    Caro Alberto, in assoluta modestia, non posso che ribadire le evidenze (non propriamente positive) che lascia l'oggetto in topic, tutt'altro che entusiasmanti...al punto che temo sia da bocciare tout court e c'è poco da starci a pensare. Che poi sia ripassato e rifatto...o sia stato soppressato ex novo...non è che cambi molto commercialmente. Cambia invece nell'afflato e per la confidenza con le coniazioni...che il Numismatico dovrebbe avere con queste padelle e con le monete antiche in genere...nel riconoscere anche a colpo d'occhio quello che non va, d'istinto, salvo popi cercare conferme ragionate e tecniche. Temo che la sensibilità (che tu chiami artistica e che ti assicuro è traslata dall'arte alla numismatica) si sia irrimediabilmente persa. Per altro verso noto in genere e anche off topic...che la numismatica è settorialmente frazionata in colleganze, chiamiamole anche amicizie commerciali, che evitano di danneggiarsi...per la serie ci può essere posto per tutti (o quasi..) e: vivi e lascia vivere. Non va bene. Oggi coloro si avvicinano alla numismatica sopra tutto di qualità, che costa bei danari..., non sono degli sprovveduti e di fronte a certe problematiche ..cambiamo genere e passione. Non è che stanno a tergiversare se un medaglione è stato in carrozzeria ed è mezzo buono o è una nuova produzione...queste problematiche ve le lasciano. Una volta era diverso..la zona grigia di ciò che forse non è...ma potrebbe essere...affascinava molti collezionisti che per una che riusciva ad essere data per buona...ne mettevano cinque in collezione che non lo erano. Oggi le cose sono molto diverse: quando le monete vengono sdoganate anche se sono ma non sono...la gente scappa a gambe levate...e la numismatica soffre. @Quintus Ave! Un bel birrante con Massimo Parodio...
  10. 2 points
    Alberto Varesi

    Un medaglione quasi intonso? O un capolavoro di restauro?

    Caro Renzo Apprezzo e invidio la tua sensibilità artistica che in un confronto fotografico ti fa cogliere anche minime differenze, ma il confronto va fatto con pezzi similari. Il primo pezzo, che tu chiami Froehner quando in realtà è del museo di Firenze, è evidentemente di un altro conio.... l'ho postato unicamente per far vedere che non è affatto sospetta la presenza della Lancia ma anzi, ci deve essere (e su quello dello Yale, da te preso inizialmente a campione di originalità, manca.......mi farei una domanda sul perché di tale assenza) Io continuo a vedere similitudini e congruità stilistiche tra quello di Bertolami, sicuramente aiutato e non intonso, e quello illustrato sullo Gnecchi (ricordo che si tratta di fotografie di 100 anni fa fatte a calchi in gesso, i quali venivano anche "ripresi" se qualche particolare non usciva bene, quindi la sua ineccepibile validità come termine di paragone mi pare quantomeno dubbia). Se si riuscisse ad avere una foto moderna e ben fatta dell'esemplare della collezione Gnecchi forse usciremo da questa empasse ma fino ad allora, perdonami, io non riuscirò a condividere il tuo pensiero assolutistico.
  11. 2 points
    Alberto Varesi

    Un medaglione quasi intonso? O un capolavoro di restauro?

    Grazie Renzo. Dalla foto lo ritengo invece una deformazione dovuta alla rottura del conio, vista la regolarità dei bordi e l'assenza di crepe sulla sommità della parte gonfia. poi il metallo mi sembra bello compatto, non credo fosse affetto da cancro....
  12. 2 points
    Alberto Varesi

    Un medaglione quasi intonso? O un capolavoro di restauro?

    ho letto la discussione e concordo che la moneta non sia certo intonsa ma che abbia subìto pesanti rimaneggiamenti o, peggio, sia di dubbia autenticità....a mio avviso no. ci sono dei particolari ripassati per enfatizzarli, qualche lisciatura e punti puliti maggiormente per rialzarli ma "pesantemente restaurato" è un'altra cosa.....pesantemente restaurato è una moneta in cui parti del disegno, mancanti, sono state ricostruite con resine o stucchi e poi ripatinate in modo da renderle non riconoscibili ad un occhio non sufficientemente esperto. il prezzo o il venditore non possono essere un metro di valutazione per stabilire la bontà del pezzo.....
  13. 2 points
    Layer

    Monete Napoletane dalle aste e private: inedite, poco note e varianti di conio.

    Vi segnalo questo carlino 1687 di Carlo II apparso all'ultima asta INASTA, mi pare sia la 76. La particolarità di questa moneta è la sua rarità, se ne è parlato diverse volte negli anni passati e ormai ci si era rassegnati alla sua inesistenza (anche perché è da notare che esiste il carlino 1687 con lo stemma). La moneta descritta come C - comune - in diversi cataloghi non è mai apparsa (tra mercato e collezioni private) se non nella collezione reale, la cui foto è quella pubblicata nel manuale di Pietro Magliocca. Chi se l'è combattuta, visto il prezzo fatto, sa di questa sua peculiarità e infatti, per la conservazione, ha fatto una cifra di tutto rispetto. Vedremo la prossima tra quanto tempo uscirà, nel frattempo ci segniamo questo R5 (2 esemplari conosciuti, finora) Foto della casa d'aste
  14. 2 points
    D.B.G

    Monete Napoletane dalle aste e private: inedite, poco note e varianti di conio.

    Buonasera a tutti,questo è lo stesso esemplare passato all'asta NAC 32 il 23 Gennaio 2006 ,inoltre presenta sia al dritto che al rovescio tracce di ribattitura su di una piastra del 1805 di Ferdinando IV di Borbone.
  15. 1 point
    tinianum

    Un medaglione quasi intonso? O un capolavoro di restauro?

    Ma è una mia impressione o il Bertolami è stato confrontato ( e condannato) prima con un medaglione “sospetto” e poi con uno con cui non condivide il conio in toto? l'unico che ha l’identità di conio con il Bertolami non è quello della collezione Firenze, ma quello il cui calco è fotografato nello gnecchi. E ai miei di occhi , fatte salve le dovute differenze tra una foto moderna è una di un secolo fa, direi che i due medaglioni sono perfettamente coerenti stilisticamente e plasticamente. Certo, per dirimere la questione ci vorrebbe una foto recente dellesemplare Gnecchi.... in ogni caso per ben due volte si è proceduto ad effettuare quella che si propone come una analisi comparativa tecnico stilistica , partendo ogni volta da presupposti errati, in quanto ad oggi nessuno ha potuto confrontare il Bertolami con un pezzo analogo o almeno una sua foto in sufficiente qualità esecutiva. Tutto questo inficia completamente quanto scritto pro o contro il Bertolami, perché qualsiasi deduzione logica si basi su presupposti non corretti è, per sua definizione, errata, pertanto, a parte per la parte concernente la presenza o meno della lancia nelle raffigurazioni eroiche , la cui mancanza mette una grossa ipoteca sulla possibile autenticità del pezzo Yale, tutto il resto è poco più che aria calda. Quindi, dato che “ in dubito pro reo” direi che bisognerebbe prima procurarsi una base di comparazione da cui lanciarsi in voli pindarici e non , viceversa, lanciarsi in voli pindarici sperando di incocciare in una base al momento dell’atterraggio ..., Non avendo la base richiesta non mi pronuncio ne a favore né contro, ma posso sicuramente affermare che quello visto finora negli scritti di Renzo è il modo più sbagliato di procedere all’analisi di una moneta e delle sue caratteristiche, in quanto, oltre alla base , manca anche la “conditio sine qua non “di ogni riprova scientifica, ovvero la dimostrabilità della stessa indipendentemente dal l’operatore che la effettui. Ne abbiamo parlato ad libitum di questo fatto. Finché si continuerà a giudicare le monete solo o quasi sulla scorta delle impressioni stilistiche tratte a occhio e a dipendenza dalla propria effettiva o presunta sensibilità artistica , si continueranno a prendere delle poderose tranvate,...dico bene Renzo? Troviamo le agognate foto dello gnecchi ed esemplari simili e poi traiamone le corrette, e allora si possibili, conclusioni....fino ad allora è aria fritta. Saluti a tutti.
  16. 1 point
    Menelao

    Momenti Storici - A.C. Q. D. C.

    Grazie mille per il tuo interessamento. L'evento verrà caricato su Youtube: non appena avrò l'indirizzo preciso lo posterò. Altri eventi organizzati dall'Associazione culturale "Quelli del Cordusio" sono visibili qui: https://www.youtube.com/channel/UCqP7Vmgu7Afpiplbt3so2mQ
  17. 1 point
    Neapolis

    Una mezza piastra... scassata

    La Piastra le ha sia a destra che a sinistra, ma la vera differenza è nelle sigle.... la loro forma incisa; le piastre hanno le sigle del mastro di zecca in monogramma, al contrario delle mezze.
  18. 1 point
    Cliff

    Medaglione di Commodo

    Quoto il buon Piakos e vi riporto la mia esperienza personale. In gioventù numismatica mi ero fatto anch'io affascinare dai moduli e diametri dei medaglioni imperiali comprandone ben due: uno in asta americana e uno da un numismatico romano, un Commodo e un Antonino Pio. Mi sembravano comunque al tempo solo moderatamente restaurati e comunque mi bastava soppesarne l'enorme modulo e l'imponente ritrattistica eroica per apprezzarli tenendoli nel palmo della mano. Col tempo ho poi capito meglio il livello di restauro che avevano subito ed ho iniziato ad apprezzarli meno per finire poi ad averli a noia. Solo in fase di cessione mi sono infine reso conto di quanto fossero problematici e quanto fosse difficile poi liberarsene anche mettendo in conto una buona perdita. Ci ho messo un paio d'anni almeno e posso alla fine dirmi fortunato ad aver chiuso le cessioni con una perdita tutto sommato accettabile. Mai più comunque, sono pezzi troppo trafficati e restaurati da sempre, non c'è un mercato facile e definito o delle valutazioni di riferimento affidabili anche per la mancanza di collezionisti stabili di questa tipologia. La crisi del bronzo ha dato poi una bella mazzata a questa categoria già difficile al tempo, mi ritengo fortunato ad aver ceduto i miei due esemplari già qualche anno fa quando l'impatto sulle valutazioni non era ancora così evidente. Riguardo al Commodo di questa discussione è ormai una povera moneta, che qualche sciagurato ha pensato di acquistare per farla restaurare e migliorarla, idea scellerata resa manifesta dal risultato ottenuto. In origine (fino a Kuenker) era una moneta comunque con la sua dignità e con ancora delle concrezioni originali non rimosse, probabilmente martellata sui bordi in antichità e con i dettagli che comunque non c'erano sotto alle incrostazioni. Chi l'ha fatta restaurare forse sperava di recuperare qualche dettaglio sotto alle incrostazioni, valutazione che si è rivelata però sbagliata. Hanno eseguito una prima pulizia di rimozione delle incrostazioni in modo comunque troppo aggressivo, andando a graffiare i fondi collo e viso per riuscire nell'intento. Nell'ultima versione hanno cercato forse di limitare i danni con un ulteriore lisciatura fine o usando una cera per coprire i graffi e dare un'impressione di superfici liscie ma la moneta sembra ancora più gommosa e artefatta. Questa consapevolezza sui medaglioni mi sembra che stia raggiungendo sempre più collezionisti però perchè stanno tornando sul mercato molti esemplari in condizioni mediocri e parecchio manipolati che sono stati comprati negli ultimi vent'anni a caro prezzo. La remissione è certa ma si cerca comunque la vendita a stime rivedute, sono probabilmente monete vendute da eredi che non le hanno comprate in prima persona. Si veda ad esempio il gruppo offerto ora a Madrid da Jesus Vico: https://www.sixbid.com/browse.html?auction=5403&category=171039&lot=4523924 https://www.sixbid.com/browse.html?auction=5403&category=171039&lot=4523926 https://www.sixbid.com/browse.html?auction=5403&category=171039&lot=4523927 https://www.sixbid.com/browse.html?auction=5403&category=171039&lot=4523928 https://www.sixbid.com/browse.html?auction=5403&category=171039&lot=4523937
  19. 1 point
    DeAritio

    1000 Lire Italia Medusa

    Tutto vero quello che dici @carledo49. Il catalogo Unificato , così come il Crapanzano-Giulianini dell' emissione testina del 20-03-1947 a firme Einaudi-Urbini parlano solo di tiratura (105 milioni di pezzi ). In aiuto al tuo dubbio sulla rarità ci viene dato dal Gigante, il quale parla di 100.000 pezzi relativi alla serie A e cioè alla prima serie emessa . Citazione: "La prima serie prodotta (A1) è catalogata a sè, in quanto riveste un interessee numismatico maggiore rispetto alle altre serie". Il fatto che la prima serie sia di solo 100.000 unità fà si che venga catalogata come R4. Questa motivazione vale per tutte le prime serie , che siano A oppure 001. Queste tipologie, come le serie sostitutive hanno un mercato a sè.
  20. 1 point
    Giuseppe Gugliandolo

    Momenti Storici - A.C. Q. D. C.

    Ecco, questo è veramente un evento a cui non si dovrebbe mancare! Peccato per la distanza...
  21. 1 point
    Monete che meritano senz'altro un po' di considerazione. Intanto penso siano un R5. Sono una emissione speciale di un numero estremamente esiguo di esemplari. Della variante al D SICIL si conoscono cinque esemplari tutti in collezioni private. Credo ci sia un unicum con SICILI al D, ma non vorrei sbagliarmi. Tutti questi esemplari sono stati creati su ribattitura della piastra del 1805 di Ferdinando IV di Borbone come da foto:
  22. 1 point
    carledo49

    QUELLO CHE NON SOPPORTO DEI FORUM

    Ho come l'impressione...che la discussione non sia nata per caso, vero Riccardo? A livello personale poco mi importa, in un forum o in un qualunque social, conoscere il nome di un eventuale interlocutore. E dopo che lo si sa, se ha scritto qualcosa che magari non ti riesce gradito? Metterci la faccia che vuol dire? Essere responsabili penalmente e moralmente di ciò che si scrive? Fino a che si rimane nel lecito, nel corretto e nell'educato....ognuno di noi è libero di esprimersi. In questo forum, in più, chi scantona viene rimesso in riga (sempre se oltrepassa l'umana decenza, è offensivo, ingiurioso od irrispettoso delle regole imposte). Se spara cavolate...beh, sono affari suoi, sempre che nel contadditorio gli si dimostri il contrario. Ah, dimenticavo! Ho anch'io il nickname, ma sotto c'è nome e cognome. Carlo
  23. 1 point
    Piakos

    Jenkins catalogo

    Come si può prescindere dai libri? E' follia! E' sepoltura dell'umano sapere... poi che facciamo chiamiamo Cristo a resuscitare Lazzaro...cioè la cultura? Il sistema dominante non ha iteresse a che Voi sappiate...leggiate ..cresciate... al contrario. Poveri noi. Carpenter fece qusto film Il 1997 era prematura come data...ma ci arriveremo.
  24. 1 point
    Piakos

    N.010- LA NUMISMATICA NEL WEB E NEI SOCIAL NETWORK

    In apertura e per introdurre il tema In Topic si rende opportuno trascrivere quanto già pubblicato in questo Sito, in altra Sezione, dall'ottimo Danieles1981. Salve a tutti, ho passato un'oretta su facebook, e ho visto che in un gruppo ad interesse numismatico, un ragazzo di 13 anni cercava di iniziare a collezionare delle monete presentando quelle che aveva. Ha iniziato postando fotografie trovate su altri siti delle monete, chiedendone il valore. Ritengo che FB non è un canale adatto per chiedere informazioni personale su una moneta (ma questa è una mia idea), inoltre questo ragazzo postava foto non sue (cosa illegale). Poi ha postato alcune sue monete. Niente di che, ma non è quello il punto. Ne chiedeva il valore senza conoscere cosa aveva in mano. In terza battuta ha iniziato a chiedere con cosa iniziare a collezionare d'argento di ve3. E li è nata una tragedia; sto ragazzetto non so come la prenda. Io gli ho consigliato di spendere 10 euro e comprarsi un catalogo in modo da capire in base al suo budget cosa fa al caso suo. E di li tutti, a dir la loro: la lira del 17, il 2 lire del 14, l'aquilotto... ma il top è uno che gli diceva di iniziare con 5 lire del 1901. Dunque, capisco che questo ragazzetto è ignorante in materia numismatica (e che sicuramente non conosce i moduli, i prezzi, le rarità,...) ma ha assorbito come valido un consiglio sparato da un burlone, che ha fatto danni. Ha fatto danni, perchè il suo scherzo non è stato percepito come tale. Ho abbandonato subito il gruppo in maniera definitiva, poichè non voglio mescolare il buono del mio poco sapere per esperienza con la torbida malloppa di gente dalla conoscenza informe e distorta. Mi dispiace per quel ragazzo, al quale ho consigliato di frequentare questo forum per iniziare ad avere serie nozioni di base. Dubito che mi ascolti, lo vedevo più intento a cliccare "Mi piace" qua e la piuttosto che "ascoltare". (Continua...)
  25. 1 point
    realino santone

    albo Periti Numismatici - NIA

    ciao @Admin , non credo ci sia minore importanza verso i NIP, ovviamente nulla contro i NIP , per dovere di informazione non TUTTI i NIP sono periti iscritti nel loro albo ANPE ora RENNPE, ne iscritti alla CCIAA , quindi sono solo commercianti . Poi ognuno è libero di aderire o no all'albo, e di consultare i periti iscritti, io parlo per la mia regione l'Abruzzo, c'è un solo socio NIP ,
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