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  1. 2 points
    Gentili Signori e Signore, ho l'immenso piacere di comunicarvi un nuovo ingresso nello staff del forum tuttonumismatica.com. L'amico @Ross14 assume il ruolo di Responsabile Scientifico dell'area Monetazione Romana - Impero. Voglio augurargli un buon lavoro ed una felice e proficua collaborazione con tutti noi e sopratutto voi! Ave! Quintus Aemilius Laetus Admin Tecnico
  2. 2 points
    Torniamo alla rappresentazione del rovescio. @Quintus @Legionario quanto da voi scritto è certamente vero, tuttavia l'interpretazione di questo tipo presenta delle problematicità. Considerate che queste celebrazioni tipo CONCORDIA EXERCITVVM, FIDES EXERCITVVM, FIDES MILITVM, CONCORDIA MILITVM... nella monetazione imperiale romana rappresentano tradizionalmente una sorta di esorcizzazione di situazioni difficili. Ad esempio, a seguito di un'usurpazione o di una successione difficile e discussa, l'imperatore afferma la fedeltà delle legioni per riaffermare più o meno efficacemente il proprio potere. Senza addentrarci nel tumultuoso terzo secolo dovequesti tipi ebbero una massiccia presenza a causa dell'instabilità politica e militare generale, si vedano ad esempio, la FIDES EXERCITVVM di Vitellio, inserita nel complicato contesto del 69, oppure la CONCORDIA EXERCITVVM di Nerva seguita alla rischiosa successione a Domiziano del 96. L'impero di Antonino Pio è conosciuto come uno dei periodi più pacifici della storia dell'Impero Romano. Le fonti latitano e l'Historia Augusta fa solo qualche accenno ad alcune guerre combattute, presumibilmente non di grande entità. Tuttavia la stessa Historia Augusta (Vita di Antonino Pio 7, 3-4) menziona due tentativi di usurpazione ai danni di Antonino Pio: la prima da parte di Atilius Titianus che fu poi condannato dal Senato e la seconda ad opera di Cornelius Priscianus ( di cui ho già parlato in un'altra discussione) che si suicidò dopo essere stato processato dal Senato. Il processo ebbe luogo il 15/9/145 come contenuto nei i Fasti Ostienses. La moneta in oggetto è datata tra il 140 e il 144 e potrebbe costituire un richiamo alla fedeltà delle legioni verso l'imperatore a seguito di una di queste due congiure. La congiura di Priscianus parrebbe essere cronologicamente troppo in là. Potrebbe invece trattarsi di quella di Titianus di cui non si conosce la collocazione temporale che l'Historia Augusta però, lungo il filo della narrazione, cita prima di quella di Priscianus. Cosa ne pensate? Buonanotte e grazie Alessio
  3. 2 points
    Io da ragazzino mi innamorai di questa raffigurazione di Livia (proveniente da UBS Gold & Numismatics Auction 78, 09 Settembre 2008, battuto a circa 7700 eurozzi) Non è esattamente lo stesso dupondio, però... ci accontentiamo
  4. 2 points
    Provo a dare una mano anche io: - Quanto Antonino Pose pose sul trono d'Armenia il re filo-romano Soemo ne abbiamo testimonianza sulla monetazione del periodo 140/144, dove troviamo REX "ARMENIIS DATVS S C" vedi qui: http://numismatics.org/ocre/id/ric.3.ant.619 - In Germnia, quando condusse vittoriose spedizioni militare, ristabilì le alleanza con i Quadi, e ne è testimonianza monetale, periodo 140/144, dove troviamo "REX QVADIS DATVS S C", vedi qui: http://numismatics.org/ocre/id/ric.3.ant.620b
  5. 2 points
    Questa me la prenoto! Quando mi ricapiterà di trovare un 500 lire del 1997 cammuffato da 1000 lire.
  6. 2 points
    Come sai m'interesso alla monetazione siciliana, è complicato vedere perizie su questa tipologia di monete. Nel mio piccolo, però, ho comprato qualche moneta periziata (anche da nomi grossi e molto noti che evito di citare per motivi di privacy) che hanno materialmente sbagliato regnante, area geografica o l'anno della moneta stessa. Quest'ultimo errore, seppur aiutato dalla bassa conservazione del tondello, smette di essere giustificabile se nell'anno a cui si attribuisce la moneta quella tipologia non era ancora stata introdotta ed il sovrano raffigurato non era ancora re del regno in questione... Insomma, perizie valevoli sulle monete siciliane ad oggi non ne ho viste e credo che al di fuori del proprio settore di specializzazione non bisognerebbe periziare, chiudere e sigillare monete. In base a questa esperienza, io non pagherei mai di più una moneta periziata solo perché tale a meno ché non venga fuori un nome che sia davvero capace di valorizzare le monete che tratto e che dia, quindi, un valore aggiunto come poteva fare Tevere per le monete del Regno d'Italia, per intenderci.
  7. 2 points
    Questo in realtà vorrei vederlo meglio, non sono così convinto sia autentica. Ha pure l'SC al rovescio, per cui sarebbe al massimo un sesterzio su tondello di medaglione. Dalla foto parrebbe in qualche museo o vecchia collezione, ma non sarebbe la prima volta che un falso si infiltra in una collezione museale.
  8. 1 point
    Sperando di non far sfigurare l'aureo da te postato... questo è il mio denario di Nerva Concordia Exercitvvm! E' un pochetto consunto, lo so, ma al tempo non badavo troppo alle conservazioni. E' uno dei primi denarii che acquistai! Domani vedo quali altre concordia e fides trovo in collezione. Ave! Quintus
  9. 1 point
    Benvenuto nello staff e buon lavoro
  10. 1 point
    Non sono un esperto nella valutazione dell'autenticità delle monete e, in ogni caso,mi ritengo migliore nel giudicare i denari (dal vero sotto il microscopio e non da foto) rispetto ai sesterzi le cui patine, corrosioni, fioriture rendono il tutto molto complesso creandomi numerose situazioni dubbie. Un altro particolare che non mi convince appieno è l'indefinitezza della Spes al rovescio e la mollezza di alcune lettere (vedi soprattutto HADR). Devo dire che quando ho guardato inizialmente la moneta dallo schermo del telefono (oro sono al PC) la sensazione era stata migliore, Senza certezze l'unica cosa che mi sento di dirti è: "se hai dei dubbi, astieniti".
  11. 1 point
    Non conosco la numismatica moderna. Tuttavia, per quanto ne so, è lo stato di conservazione a guidare questo tipo di collezione. Se scegli di conservare le monete in album, ti consiglio di non lasciarle direttamente a contatto con la plastica dei fogli ma di inserirle in buste di acetato/cellophane così da mantenerle protette dagli additivi sempre presenti nella formulazione dei fogli stessi. Bilancino: ne trovi sul web a poco. E' fondamentale: nella monetazione moderna la scrematura della maggior parte dei falsi la ottieni da una semplice verifica del peso Lente: non comperare quelle ampie dato che ingrandiscono pochissimo e non servono a nulla. Scegline una piccolina con igrandimento dichiarato di almeno 10x o 15x (in realtà ingrandiscono di meno) per poter valutare i particolari delle tue monete. Cataloghi: quando ne hai uno buono va bene, non importa che sia aggiornato ameno che tu non voglia collezionare gli euro. considera che la maggiora parte delle quotazioni presenti nei cataloghi non hanno poi riscontro nella realtà. Per valori reali è meglio riferirsi ai risultati d'asta facendo attenzione che lo stato di conservazione sia il medesimo. Magari prova a fotografare e postare la moneta che preferisci.
  12. 1 point
    Cmq questa moneta più la guardo e più mi piace! Ha una patina di grande fascino.. complimenti!
  13. 1 point
    Il sesterzio, nonostante i rilievi non mi sembrino altissimi (ma stiamo guardando una foto, quindi possibilissimo che siano in realtà eccellenti) si presenta comunque molto ben leggibile e godibile. Molto belli i particolari al R/, soprattutto nella raffigurazione della Vittoria. Mi piacerebbe molto poterla vedere e toccare di persona! Invece il significato, per quanto mi riguarda la CONCORDIA EXERCITVVM credo stia ad intendere la concordia ed unione tra i vari combattenti di terra e mare sotto il comando di un grande imperatore. Ave! Quintus
  14. 1 point
    Effettivamente... Sono qui che attendo... Intanto vi presento l'ennesimo "sogno nel cassetto"... ormai più che un cassetto avrei bisogno di un caveau. Antoninus Pius AV Aureus. Rome, AD 151-152. IMP CAES T AEL HADR ANTONINVS AVG PIVS P P, bare head right / TR POT XV COS IIII, Pax standing left, holding olive branch and sceptre; PAX in exergue. RIC 216a; BMCRE 745; Calicó 1592. 7.31g, 20mm, 6h. Extremely Fine; lustrous. Extremely Rare; only three other examples present in CoinArchives. From the inventory of a UK dealer. Invenduto ad un'asta di Roma Numismatics ora disponibile all'acquisto diretto a "sole" 5.580 sterline. Se non vi viene in mente nulla da farmi come regalo di Natale questo potrebbe andare più che bene. Rarità a parte trovo veramente molto bello il ritratto. Come ho già detto Antonino è forse il mio imperatore preferito, sia per quello che fece in vita che per la bellezza delle sue monete. Voi che ne dite? Apprezzate come me? Ave| Quintus
  15. 1 point
    Il Medagliere del Museo Archeologico Nazionale di Napoli - Sala Studio – Il denario di Tito del 79 d.C. rinvenuto a Pompei Questo è il meglio che ho trovato, anche usando lo zoom non è che sia proprio una bella vista. Ave! Quintus
  16. 1 point
    Al contrario, si veda con il caso denario/Morgantina, dove è invece lo strato a datare la moneta, la datazione della moneta diventa ante quem. Morgantina ci dice ad che il denario è stato coniato prima o nel 211 ac.
  17. 1 point
    Ho letto anche io l'articolo di @umberto moruzzi . E' ben ricostruita una vicenda che appassiona e divide gli studiosi. Ho assistito anche in altre circostanze alla prassi di pubblicare un "disegno" o "un'elaborazione grafica" di una moneta piuttosto che la foto. Spesso ciò avveniva perchè la foto, se non è effettuata in una determinata maniera, non riusciva a mettere in risalto determnati particolari. Tuttavia il disegno deve riprodurre esattamente la moneta... E' il caso di evidenziare che la moneta costituisce un'indizio quando è "contestualizzata" all'interno di un "tesoretto" diversamente diventerebbe "un'oggetto" che potrebbe essersi stratificato anche successivamente all'evento dell'eruzione. Uno studioso, tuttavia, può anche agire in buona fede, dato che nessuno è infallibile e quindi aderire ad una teoria in base agli indizi che reputa validi e sino a quando quest'ultimi non vengono smentiti o confermati da un "prova".
  18. 1 point
    Questa è una delle poche monete che i più attribuiscono ad una augusta , ma senza certezza .. poiché in realtà l attribuzione potrebbe essere data anche alla personificazione della giustizia ,o , nell altro dupondio famoso alla pietà , voi che ne dite? Personalmente ritengo che l attribuzione a Livia Drusilla Claudia, moglie di Ottaviano Augusto sia valida, basti guardare il busto che ne raffigura le fattezze..
  19. 1 point
    A me affascina, al di la del mero aspetto estetico, il significato dell'allegoria del rovescio. "Due Vittorie Alate si fronteggiano, tenendo insieme un globo cinto da una ghirlanda con la scritta S P Q R / VIC / PARTHI / CAE; sotto un Partiano, sconfitto, indossa il bashlyk (cappuccio di lana o più raramente in cotone o cuoio, appuntito, con due lati lunghi che possono essere avvolti intorno al collo come una sciarpa), seduto a sinistra su un mucchio di armi ed in atteggiamento di lutto" Ave! Quintus
  20. 1 point
    Denario ben conservato, ben leggibile, il ritratto di Antonino Pio (uno dei miei Imperatori preferiti) mi piace. Ottimo elemento da collezionare! Anche le foto non sono affatto male! Ave! Quintus
  21. 1 point
    Bellissimo denario con un rovescio ben conservato. Antonino fu molto devoto alle divinità della tradizione romana tra cui la Pace, la Clemenza, la Condordia..qualità che le fonti storiche attribuiscono al carattere dell’imperatore. Fu molto vicino anche alle tradizioni e usi religiosi delle province dell’impero e se non ricordo male c’è stata una coniazione che ritrae la personificazione dell’Africa e altre monete che ritraevano divinità egizie.
  22. 1 point
    La Clementia è il valore o virtù della clemenza ovvero il moderare l'animo nei confronti dello sconfitto senza esercitare vendetta oppure la pietà del "superiore" che lenisce le pene dell'"inferiore". È spesso accompagnata dalla Benevolentia o Magnitudo animi. E' il comportamento di un uomo di potere che, in una determinata situazione, non si fa dominare da ira e crudeltà mostrando invece benevolenza, per esempio il comportamento del buon paterfamilias nei confronti dei figli "alieni iuris" o del buon romano verso i vinti. Uno dei campioni di Clementia fu Cesare, seguito nell'esempio, ma non sempre con successo, da Augusto. In molti affermano che la Clementia di Cesare fosse in realtà una strategia di potere, così come effettivamente era. Cesare era molto intelligente ed aveva capito che la durezza provocava odio e ulteriore conflitto, tanto più che sui vinti c'era l'abitudine alla inflessibilità. Cesare perdonava i vinti e i nemici che si arrendevano a lui, il che facilitava molto la resa. Tuttavia sappiamo che il crudele trova mille scuse per esercitare la sua crudeltà, gli piace esercitarla e non può farne a meno. Solo chi ha la clemenza dentro può esercitarla fuori. Cicerone afferma che bisogna essere clementi con chi si arrende e si sottomette e spietati con chi invece si ribella: gli hostes. Questo è il comportamento dei Romani nei confronti delle popolazioni vinte soprattutto quando l'impero si sarà ampiamente esteso e concederà anche agli stranieri posizioni di rilievo nella politica romana. Quindi grande accoglienza e possibilità a chi si arrende e si romanizza, distruzione a chi si oppone. Ave! Quintus
  23. 1 point
    "Antonino ricevette a Roma la visita di Farasmane (re degli Iberi, una popolazione transcaucasica), che si mostrò verso di lui più deferente di quanto non fosse stato verso Adriano. Nominò Pacoro re dei Lazi (popolazione stanziata sulla riva sud-orientale del Mar Nero), riuscì con una semplice lettera a distogliere il re dei Parti (Vologese III), dall'invadere l'Armenia e bastò la sua autorità per richiamare il re Abgaro (re dell'Osroene in Mesopotamia), dall'Oriente. Pose anche sul trono d'Armenia il re filo-romano Soemo. Fu anche arbitro nelle contese tra i vari sovrani. Rifiutò seccamente di restituire al re dei Parti il trono regale che era stato preso come parte del bottino da Traiano, ridiede il governo del Bosforo a Remetalce (Re del Bosforo Cimmerio, odierna Crimea, dal 131 al 153), risolvendo le pendenze che questi aveva con Eupatore, mandò nel Ponto rinforzi agli Olbiopoliti (abitanti di Olbia o Olbiopolis, antica colonia greca che sorgeva presso le foci del Dnieper e del Bug, sul Mar Nero), che erano in lotta contro i Taurosciti, e sconfisse questi ultimi costringendoli anche a dare ostaggi. Il suo prestigio presso i popoli stranieri, insomma, fu senza precedenti, in virtù soprattutto del fatto che amò sempre la pace, tanto da ripetere spesso il detto di Scipione che dice: «Preferisco salvare un solo cittadino che uccidere mille nemici»." (Historia Augusta, Vita di Antonino Pio, 9.)
  24. 1 point
    Antonino Pio Cesare Tito Elio Adriano Antonino Augusto Pio, nato come Tito Aurelio Fulvo Boionio Arrio Antonino (in latino: Titus Aurelius Fulvus Boionius Arrius Antoninus Pius, nato a Lanuvio il 19 settembre 86 e morto a Lorium il 7 marzo 161). E' stato un imperatore romano dal 138 al 161. Imperatore saggio, l'epiteto "pius" gli venne attribuito per il sentimento di amore filiale che manifestò nei confronti del padre adottivo che fece divinizzare. Il suo regno fu caratterizzato da un'epoca di pace interna e di floridità economica. L'unico fronte in movimento fu quello in Britannia, dove Antonino avanzò oltre il Vallo di Adriano, facendo erigere un altro vallo più a nord, che però fu abbandonato dopo solo venti anni dalla costruzione. Antonino mantenne sempre un atteggiamento deferente verso il senato, amministrò saggiamente l'impero evitando sperperi e non avviò nuove costruzioni importanti o riforme urbanistiche. Fu attento alle tradizioni religiose senza però perseguitare i culti non ufficiali. In questo periodo l'impero ottenne il pieno consenso delle "elite cittadine" e delle province, che beneficiavano ampiamente della Pax Romana. Valore nominale: Sesterzio Diametro: 30 mm Peso: 23,37 gr Dritto: ANTONINVS AVG PIVS P P TR P, testa laureata a destra Rovescio: COS IIII / PAX - AVG, Pax in piedi volta a sinistra con in mano a sinistra una cornucopia e nella destra una torcia con la quale appicca il fuoco ad un mucchio di armi. S - C in campo. Zecca: Roma Anno di coniazione: 147 a.D. Riferimento: RIC 777, Cohen 594 Rarità: R1? Questo è il mio ultimo acquisto. Mi piace tantissimo il R/ con la pace che "brucia" la guerra! Ogni commento, approvazione e/o critica è il benvenuto! Ave! Quintus
  25. 1 point
    La mia impressione è buona. Butto lì un'ipotesi probabilmente infondata: la figura femminile sulla prua è la Vittoria oppure Lucilla che proprio nel 164 si recò via nave da Brindisi a Efeso per sposare Lucio Vero?
  26. 1 point
    Ho letto ora di questa discussione che ho trovato particolarmente interessante considerando l'estrema ragguardevolezza (vera o presunta) del medaglione in oggetto. Personalmente non me la sento (e non sono) in grado di esprimere un giudizio sulla sua autenticità pur essendo contraddistinto da un'atavica diffidenza per ciò che appare troppo bello per essere vero. Cambiando prospettiva, analizzando il medaglione da un punto di vista storico/iconografico, si possono trarre alcune conclusioni: - il medaglione è caratterizzato dalla Tribunicia Potestas XXVII che comporta una sua datazione dal 10/12/172 al 9/12/173. Vi è anche l'indicazione del Consolato III, assunto nel 161, e dalla Salutatio Imperatoria VI, ricevuta nel 171. - Il medaglione non riporta il titolo di Germanico, che alcune monete dello stesso anno invece menzionano. Potrebbe essere un indicazione di una sua coniazione nella prima parte della TR P XXVII. - La vittoria celebrata nel medaglione è quella sui Marcomanni del 172/173, ovvero il medesimo anno dei celebri miracoli della pioggia e del fulmine. - Il tipo al rovescio e la legenda "ADVENTVS" indicano il ritorno di Marco Aurelio a Roma per la celebrazione del trionfo. In realtà il suo ritorno fu solamente annunciato mentre nella realtà fu trattenuto al fronte. Marco Aurelio avrebbe fatto ritorno a Roma solamente nel 176 dopo il viaggio intrapreso in Oriente in seguito alla congiura di Avidio Cassio. A riprova di quanto scritto Cassio Dione scrive riferendosi al ritorno di Marcoa Aurelio a Roma dopo l'usurpazione di Avidio Cassio: "(Marco Aurelio) venuto a Roma tenne un discorso davanti al popolo, nel corso del quale, mentre egli stava dicendo, tra le altre cose, di essere stato assente molti anni, la gente gli gridò "otto!", facendo segno anche con le mani, per poter ricevere, durante il banchetto altrettante monete d'oro; Marco sorrise e disse anche lui "otto!", e in seguito distribuì ottocento sesterzi a testa, una cifra mai ricevuta in precedenza". Il periodo di otto anni fa riferimento all'intervallo 169-176. - L'arco rappresentato potrebbe essere l'arco di Marco Aurelio, inaugurato proprio in quegli anni a celebrazione delle vittorie sul fronte danubiano e oggi perduto. Interessante la quadriga di elefanti, maggiormente legata alla celebrazione della Pompa Circensis (si vedano i rovesci di vari sesterzi postumi) che non ad un'immagine di una campagna sul fronte danubiano. - Il tempio raffigurato viene definito nella descrizione del medaglione come quello di Giove Capitolino. Se non sbaglio secondo le ricostruzioni il tempio di Giove Capitolino era esastilo, che risulta compatibile con quello raffigurato pur non essendo ritratto nella sua interezza. Vi prego di aggiungere altri dettagli che mi sono certamente sfuggiti. Grazie Alessio -
  27. 1 point
    Non è questione di gentilezza ma di merito. Se non fosse bello non lo denigrerei ma, di certo, me ne starei zitto. Réddite quae sunt Caésaris Caésari. Ave Quintus
  28. 1 point
    Ti andrebbe di spiegare bene la cosa, perché no con una discussione apposita? Potrebbe essere interessante Guarda, io e @Quintus sicuramente non possiamo parlare per quanto riguarda il discorso "conservazione" Su questo concordo parzialmente... per studiare le monete serve la materia prima, ovvero le monete stesse. Seppur sia impossibile avere tutto o monete di un certo peso economico, per studiarle a pieno servirebbe almeno qualcosa che gli si avvicini per fattura, metallo e stile. Però attenzione: non parlo di "possesso" ma della possibilità tenere e studiare in mano esemplari di quel tipo, che siano monete di altri collezionisti o di collezioni pubbliche.
  29. 1 point
    - TAGLIO : 2 Commemorativo - STATO : Estonia - ANNO : 2020 - DATA DI EMISSIONE : 27 gennaio - ARTISTI: Tiiu Pirsko e Mati Veermets - TEMA : 200° Anniversario della Scoperta dell’Antartide - TIRATURA : 750.000 ( Circolanti: 740.000 / Coincard FDC: 10.000 ) - DIAMETRO: 25,75 mm - PESO: 8,50 gr - SPESSORE: 2,20 mm - ZECCA: Lituania Era il 4 giugno 1819 quando da Kronstadt (Russia) salparono la nave ammiraglia Vostok e la nave da trasporto Mirnyi. Gli ordini dello Zar, di spingersi più a sud possibile nonché di impegnarsi nel lavoro scientifico della missione, furono affidati a Fabian von Bellingshausen (1778-1852) , ufficiale ed esploratore della marina russa. Libri e mappe per la spedizione, furono date a Von Bellingshausen da Sir Joseph Banks, presidente della Royal Society quando, salpati, le due navi esplorative fecero una breve sosta in Inghilterra. Dai tempi di Cook (1773) , il 26 gennaio 1820 le due navi passarono il Circolo Polare Antartico. Dal diario di Von Bellingshausen si sa che il giorno dopo la navigazione delle due navi era di circa 20 miglia (32 km) , in una posizione di “ 69° 21’S lat , lungo 2° 14’ O , risultando così essere i primi uomini a vedere il continente antartico. Il dì 22 febbraio 1820, la Vostok e la Mirnyi furono colpite dalla peggior tempesta di quel viaggio, così si videro costrette a navigare verso nord, tanto che nell’aprile dell’anno medesimo arrivarono a Sidney, in Australia. Von Bellingshausen prendendosi qua del tempo per riposare, scoprì che Wlliam Smith, ammiraglio inglese aveva scoperte un gruppo di isole battezzandole Shetland meridionali e parte del continente antartico . L’ammiraglio russo a questa notizia decise immediatamente di riprendere il viaggio verso sud. Le due navi lasciarono Sidney il dì 11 novembre 1820 arrivando a Macquarie Island due settimane dopo, dove Von Bellingshausen incontrò cacciatori di foche americani ed inglesi. Attraversato alla Vigilia di Natale il Circolo Polare Antartico, sino al 16 gennaio 1821 , causa tempeste, le due navi ripassarono lo stesso ben sei volte. Il 21 gennaio, placatosi il tempo, le navi scorsero una striscia scura all’orizzonte, rivelatasi essere poi un’isola che Von Bellingshausen battezzò Peter I Island (Peter è anche un nomignolo con il quale gli abitanti di San Pietroburgo chiamano la loro città). Due giorni dopo vennero avvistate delle montagne scevre da neve, all’interno del 68° parallelo a circa 40 miglia a sud-sud est. L’ammiraglio russo battezzò questo lembo di terra con il nome di Alexander Coast (Alexander Island). Una settimana dopo Von Bellingshausen incontrò Nathaniel Palmer , capitano dell’Eroe , nelle isole Shetland meridionali. Soddisfatto del suo viaggio, Von Bellingshausen salpò verso nord. Dopo due anni e ventuno giorni , dopo aver percorso 50.000 miglia (80,467 km) , il 4 agosto 1821 la Vostok e la Mirnyi. Purtroppo questo viaggio non riscontrò in patria un grande successo e l’interesse per l’Antartico andò affievolendosi, sino al 1946 quando vennero inviate verso sud delle flotte per la caccia alle balene. L’ammiraglio russo, colui che vide per primo il continente antartico, divenne in seguito nella sua vita governatore di Kronstadt. CURIOSITA’: durante l’Anno Geofisico Internazionale ( 1957 – 1958 ) le prime basi scientifiche russe stabilite in Antartide furono chiamate Vostok e Mirnyi, in onore delle due navi della spedizione del 1819 – 1821.
  30. 1 point
    Marco Ulpio Nerva Traiano Marco Ulpio Nerva Traiano, o più semplicemente Traiano (in latino: Marcus Ulpius Nerva Traianus; nelle epigrafi: IMPERATOR • CAESAR • DIVI • NERVAE • FILIVS • MARCVS • VLPIVS • NERVA • TRAIANVS • OPTIMVS • AVGVSTVS • FORTISSIMVS • PRINCEPS • GERMANICVS • DACICVS • PARTHICVS; nato ad Italica il 18 settembre 53 e morto a Selinunte in Cilicia l'8 agosto 117) è stato un imperatore romano, regnante dal 98 al 117. Traiano nacque in provincia, provenendo da una colonia di Italici denominata Italica nella Hispania Bætica (attuale Andalusia, Spagna) dove la Gens Ulpia di cui faceva parte si era trasferita dall'Umbria, in particolare da Todi. Valente militare e popolare comandante, venne adottato da Nerva nel 96, succedendogli due anni dopo. Egli era divenuto un importante generale durante il regno dell'imperatore Domiziano, i cui ultimi anni furono segnati da continue persecuzioni ed esecuzioni di senatori romani. Nel settembre del 96, dopo l'assassinio di Domiziano, un vecchio senatore senza figli, Nerva, salì al trono, ma si dimostrò subito impopolare con l'esercito. Dopo un anno breve e tumultuoso al potere, l'opposizione della guardia pretoriana ne aveva ormai indebolito il potere, tanto da costringerlo a difendere il suo ruolo di princeps adottando il più popolare tra i generali del momento, Traiano, e nominandolo suo erede e successore. Nerva morì poco dopo, alla fine di gennaio del 98, lasciando a Traiano l'impero, senza tumulti e opposizioni. Valore nominale: Sesterzio Diametro: 34,0 mm Peso: 24,75 gr Dritto: IMP CAES NERVA TRAIAN AVG GERM PM, busto laureato e drrappeggiato a destra Rovescio: TR POT COS IIII PF/ SC, Pax seduta in trono a sinistra con scettro e ramo Zecca: Roma Anno di coniazione: 101-102 d.C. Riferimento: RIC 432C, Cohen 636S Rarità: n.d. Note: Commenti? Apprezzamenti? Grazie a tutti. Ave! Quintus
  31. 1 point
    Salve, una bellissima piastra di Clemente X (Emilio Altieri )1670-1676 1672 AG 31,72 gr. stemma Costaguti M. 20 sul rovescio veduta del porto di Civitavecchia immagini da asta RANIERI 9
  32. 1 point
    - TAGLIO : 2 Commemorativo - STATO : Spagna - ANNO : 2015 - DATA DI EMISSIONE : 1° febbraio - ARTISTI: Alfonso Morales Muñoz - TEMA : Grotta di Altamira - TIRATURA : 4.200.000 ( Circolanti : 4.126.075 / Divisionale FDC : 19.225 / Divisionale FDC “La Rioja” : 20.000 / Divisionale FDC “Baleari” : 20.000 / Divisionale FS : 1.700 / Folder FS : 10.000 / Busta Filatelico – Numismatica : 3.000 ) - DIAMETRO: 25,75 mm - PESO: 8,50 gr - SPESSORE: 2,20 mm - ZECCA: Madrid Le Grotte di Altamira, facenti parte delle cosiddette “Cappelle Sistine del Paleolitico” vennero scoperte in modo molto casuale dalla figlia di Marcelino Sanz de Sautuola, Maria di 9 anni, nel 1879, che la ispezionò con una lampada ad olio per poi avvertire il padre, archeologo dilettante. Resosi conto dell’importanza del sito, de Sautuola iniziò ad esplorare il sito con l’archeologo Juan Vilanova y Piera dell’Università di Madrid. C’è da dire una cosa: de Sautuola era a conoscenza della grotta. La stessa era stata in realtà scoperta da un residente della zona, Peres Cubillas Modesto nel 1868. De Sautuola iniziò a visitarla nel 1875, notando alcuni elementi grafici ma senza riportarli alla mano umana e quindi non ci fece molto caso. Ai tempi l’arte rupestre era sconosciuta quindi il primo pensiero di ogni archeologo non era certo quello di cercare pitture sulle pareti. Fino però al 1879 poiché, come scritto, la figlia dell’archeologo notò nell’entrarci dei dipinti sulle pareti. De Sautuola pubblicò le sue ricerche in un opuscolo di 44 pagine intitolato: “Breves apuntes sobre algunos objetos prehistoricos de la provincia de Santander” . L’anno dopo vi fu il IX Congresso Internazionale di Antropologia e Archeologia preistorica, facendo presente le sue scoperte assieme a Juan Vilanova y Piera dell’Università di Madrid. Purtroppo la gioia della scoperta fu stroncata dagli accademici dell’epoca che, guidati dall’archeologo francese Emile Cartailhac respinsero l’ipotesi che le arti rupestri potessero essere opera antropica paleolitica. Inoltre, de Sautuola venne tacciato di falsificazione poiché le pitture erano considerate troppo in ottimo stato per risalire al Paleolitico, oltre a presentare una conoscenza della prospettiva. Inoltre gli studiosi che ebbero ad esaminare la grotta, notarono come le pareti fossero scevre di fuliggine. L’autenticità dei dipinti rupestri fu negata anche da Edouard Harlé nel 1881. La rivalsa di Marcelino Sanz de Sautuola venne dopo anni: fra il 1890 ed il 1901 in tutta Europa vennero scoperte diverse grotte contenenti all’interno l’arte rupestre che de Sautuola ebbe a scoprire anni prima in Altamira. Le dichiarazioni di falsificazione ai danni di de Sautuola e di Altamira di anni prima , dopo la scoperta di altre grotte contenenti la stessa arte sembravano traballanti. Lo stesso archeologo preistorico Emile Cartailhac ebbe a tornare sui suoi passi ammettendo di essersi sbagliato a giudicare de Sautuola. Nel 1902 pubblico la sua "Mea culpa d'un sceptique" . Purtroppo però de Sautuola non visse abbastanza per ricevere le scuse da parte degli accademici della sua epoca. Nato nel 1831, morì nel 1888, esattamente il giorno del suo compleanno, il 2 di giugno. DATAZIONE SCIENTIFICA: I dipinti nelle Grotte di Altamira , secondo le più recenti datazioni con il metodo dell’Uranio-Torio (o “Thorium-230), sono databili fra i 35.000 e i 25.000 anni. Probabilmente sono il frutto di più “pittori rupestri” che nel corso di migliaia di anni hanno arricchita questa grotta con ciò che vedevano nella loro realtà, nel loro quotidiano nell’Europa del Paleolitico. Il metodo dell’Uranio-Torio non risulta invasivo come quello del radiocarbonio. Difatti gli scienziati prendono un campione di piccoli depositi di calcite (10 mg), che si è formata non sotto, ma sopra il dipinto e datano questo. Quindi il dipinto che è sotto è per forza autentico in quanto si data la calcite che si è sopra lo stesso formata dopo l’esecuzione delle pitture. Portati in laboratorio, vengono estratti dalla calcite l’Uranio ed il Torio (metallo debolmente radioattivo) e viene calcolato il loro rapporto con lo spettrometro di massa.
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    Compiègne, Regione Piccardia, Francia, 11 novembre 1918 L'armistizio di Compiègne fu l'accordo sottoscritto alle ore 05:00 dell'11 novembre 1918 tra l'Impero tedesco e le potenze Alleate in un vagone ferroviario nei boschi vicino a Compiègne in Piccardia; l'atto segnò la fine dei combattimenti della prima guerra mondiale. Il fallimento delle offensive di primavera aveva reso evidente all'Alto Comando tedesco che la vittoria sugli Alleati non era possibile. Il crollo della Bulgaria e la situazione insostenibile sul fronte occidentale, divenuta ancora più grave con l'arrivo in massa del corpo di spedizione americano, costrinse i vertici militari tedeschi a cercare una soluzione non militare. Alla fine di settembre ciò che l'Alto Comando temeva maggiormente era il crollo del fronte occidentale, e l'avanzata nemica entro i confini del Reich. Il 29 settembre 1918 l'Alto Comando si rivolse ai politici (che sino ad allora avevano avuto un ruolo marginale) intimando di dare il via a trattative volte ad un armistizio. Si trattò di un tentativo - dopo due anni di dittatura militare di fatto - di addossare ai civili la responsabilità della sconfitta. Si giunse a stabilire una data per un incontro solamente dopo trattative durate settimane e uno scambio di note diplomatiche con il Presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson. Dopo un'attesa durata più di un mese, l'8 novembre una delegazione di funzionari civili tedeschi, guidati dal segretario di Stato Matthias Erzberger, ottenne il permesso di recarsi in Francia. Nel frattempo la situazione era precipitata: l'Austria-Ungheria il 4 novembre usciva dal conflitto dopo la firma dell'armistizio con l'Italia a seguito dello sfondamento del fronte da parte dell'esercito italiano nella pianura veneta, e la stessa Germania era in preda alla rivoluzione: il 9 novembre venne proclamata la Repubblica, e il giorno seguente il Kaiser riparò nei Paesi Bassi. I francesi decisero che le trattative dovessero svolgersi in un vagone ferroviario, in un bosco nei pressi di Compiègne. I margini di trattativa erano comunque molto ristretti: ai tedeschi furono concesse 72 ore per decidere, e i colloqui avvennero solo con ufficiali di rango inferiore. Le condizioni poste dagli Alleati erano estremamente dure e ponevano i tedeschi di fronte al fatto compiuto (comprensibilmente, visto la disperata situazione tedesca). Erzberger, ritenendo il documento troppo duro, volle consultarsi con Berlino, ma poté mettersi in contatto solo con il capo di stato maggiore dell'esercito, Paul von Hindenburg, che si trovava presso il suo quartier generale a Spa. L'indicazione di Hindenburg fu di sottoscrivere l'armistizio a qualsiasi condizione, vista la situazione in Germania. Punti principali dell'armistizio: . Cessazione delle ostilità quello stesso giorno sei ore dopo la firma del testo (quindi alle 11:00 ora di Parigi) . Ritiro entro 15 giorni delle truppe tedesche da tutti i territori occupati in Francia, Lussemburgo, Belgio, nonché dall'Alsazia-Lorena . Entro i successivi 17 giorni abbandono di tutti i territori sulla riva sinistra del Reno, e consegna delle guarnigioni di Magonza, Coblenza e Colonia alle . truppe d'occupazione francesi . Consegna alle forze alleate di 5.000 cannoni, 25.000 mitragliatrici, 3.000 mortai e 1.400 aeroplani . Consegna di tutte le navi da guerra moderne . Consegna a titolo di riparazione di 5.000 locomotive e 150.000 vagoni ferroviari . Annullamento del trattato di Brest-Litovsk Si trattava di condizioni volte ad impedire che il Reich potesse riprendere le ostilità, e vennero di fatto confermate con il Trattato di Versailles. Il ritiro delle circa 190 divisioni tedesche terminò il 17 gennaio 1919. Firmatari Dipinto rappresentante la firma dell'armistizio del 1918 nel vagone-sala del Maresciallo Foch. Dietro il tavolo, da destra a sinistra, il generale Weygand, il marescialo Foch, gli ammiragli britannici Wemyss, G.Hope e J.Marriott. Davanti, da destra a sinistra, il ministro della Germania Matthias Erzberger, il maggior generale Detlof von Winterfeldt dell'armata imperiale (con il casco), il conte Alfred von Oberndorff, degli Affari esteri e il capitano di vascello Ernst Vanselow della Marina imperiale. Per la Triplice Intesa firmarono: . Maresciallo Ferdinand Foch, comandante in capo delle forze alleate; . Ammiraglio Rosslyn Wemyss, Primo lord del mare del Regno Unito. Per l'Impero tedesco firmarono: . Segretario di Stato Matthias Erzberger, capo della delegazione negoziale tedesca; . Conte Alfred von Oberndorff, rappresentante del ministero degli Esteri; . Generale Detlof von Winterfeldt, rappresentante dell'esercito imperiale; . Capitano Ernst Vanselow, rappresentante della marina imperiale. Slovenia - 3 Euro Commemorativo 100 anni °Fine 1a Guerra mondiale 1918-2018".
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    Segnalo in quanto di mio interesse https://www.biddr.com/auctions/antiumnumismatica/browse?a=1408
  35. 1 point
    Ciao e benvenuto. Io ti posso, forse, essere d'aiuto cone le romane (imperiali). Un tempo ero interessato più o meno a tutti le monete (aurei esclusi) ma, ultimamente, mi sto concentrando sui sesterzi che trovo più soddisfacenti come peso e dimensione. Non essendo molto "soldomunito" non mi posso permettere sesterzi molto rari o in conservazioni eccezionali, ma anche così riesco a percepire la storia vissuta. Come ho già scritto tante volte, per me, l'emozione di tenere in mano un vero e proprio "pezzo di storia", è incredibile. Ave! Quintus
  36. 1 point
    Marcia Otacilia Severa Marcia Otacilia Severa fu augusta dell'Impero romano e moglie dell'imperatore Filippo l'Arabo. Figlia di un certo Severiano e sposa, prima del 238, di Filippo l'Arabo, fu elevata al rango di augusta quando il marito fu eletto imperatore, nel 244; ricevette anche il titolo di mater castrorum, "madre degli accampamenti", un titolo risalente alle donne della dinastia dei Severi. Filippo mise personaggi della sua famiglia nei posti di controllo dell'apparato statale dell'impero, e il fratello di Otacilia, Severino, fu nominato comandante delle truppe del Danubio. Diede a Filippo un figlio, Marco Giulio Severo Filippo, cesare e poi augusto, e una figlia chiamata Severina, forse quella Ulpia Severina che fu moglie dell'imperatore Aureliano. Durante il regno di Filippo, Otacilia fu onorata su monete e con statue: l'iconografia ufficiale la celebrava come madre del futuro augusto, in quanto Filippo sperava di instaurare una dinastia. La sorte di Otacilia non è nota: la coniazione di monete in sua memoria si interrompe nel 248, inducendo a ritenere che sia morta in quell'anno; ad ogni modo, dopo la caduta di Filippo nel 249, la memoria della sua famiglia fu maledetta, e il nome di Otacilia cancellato da iscrizioni e papiri. Secondo fonti cristiane, Otacilia era in contatto con i cristiani, se non cristiana essa stessa. Eusebio di Cesarea afferma che scambiò lettere con Origene. Va notato come siano state emesse monete a nome di Otacilia e dedicate a Giunone. Valore nominale: Sesterzio Diametro: 28,0 mm Peso: 15,09 gr Dritto: MARCIA OTACIL SEVERA AVG, Draped bust with diadem of Otacilia Severa face right. Rovescio: SAECVLARES AVGG / SC, Hippo walking to the right. Zecca: Roma Anno di coniazione: 248 d.C. Riferimento: RIC 200a, Cohen 65 Rarità: n.d. Note: Ex Paul-Francis Jacquier (Auction 47 Lot. 1437 - 21.09.2019) https://www.acsearch.info/search.html?id=6307613 Commenti? Grazie a tutti. Ave! Q.
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    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lupercalia
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    Salve, allego video del gigliato coniato a Napoli a nome di re Roberto d'Angiò 1309-1343 VID_20201012_134430.mp4
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    Bhè io escluderei la risoluzione della dispusta inerente al trono di Armenia, risolta forse nel 140 e celebrta con apposita moneta qualche anno dopo 141/143 La pace sulla moneta in questione (145/147) potrebbe, per mera ipotesi, riferirsi alla pace ristabilita in Britannia ove tra il 141- 143 fu anche costruito il vallo di Antonino più avanzato rispetto al Vallo di Adriano
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    Buon Compleanno @Ross14
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    Campomiciolo, Terni, 27 novembre 1798 Si combatte la battaglia di Terni del 1798 fu combattuta dall'esercito della Prima repubblica francese contro l'esercito del Regno di Napoli. La battaglia avvenne tra Terni e Papigno, nel villaggio di Campomicciolo, il 27 novembre 1798, fra le truppe guidate dal generale francese Louis Lemoine, del contingente inviato dalla Francia per sostenere la Repubblica Romana e quelle guidate dal colonnello Sanfilippo, del contingente inviato dal Regno di Napoli per restaurare l'autorità papale. La forte colonna napoletana, composta da oltre 4.000 soldati e numerosa artiglieria, proveniva dalla città di Rieti, che aveva facilmente occupata, con l'obiettivo di strappare Terni al controllo francese, contando sulla scarsità di equipaggiamento e sull'irrisoria forza numerica della guarnigione. Il generale Lemoine, in effetti, disponeva di circa 1.500 uomini, ma venne raggiunto dalla mezza brigata del generale Simon Dufresse che riequilibrò le forze in campo, poche ore prima che i napoletani muovessero da Papigno l'attacco su Terni. Invece di arroccarsi nell'inutile difesa della città, impossibile senza artiglieria, Lemoine pensò bene di tentare una sortita attaccando le truppe napoletane durante la marcia, senza curarsi della superiorità di mezzi del nemico. L'effetto sorpresa fu devastante e, dopo un'ora e mezza di combattimento, la colonna napoletana venne messa in rotta e costretta alla fuga disordinata. Rimasero in mano francese carri di vettovaglie e munizioni, tutta l'artiglieria napoletana e 400 prigionieri, tra i quali lo stesso Sanfilippo. Il rientro notturno delle truppe francesi, in una Terni illuminata e parata a festa, venne accolto dalla popolazione acclamante e grata per aver portato lo scontro fuori dalle mura cittadine. Ma il successo fu di breve durata: dopo qualche mese, il 14 agosto 1799, l'arrivo delle truppe austro-russe del generale Gerlanitz, pose fine alla breve esperienza giacobina di Terni. Prima Repubblica Romana, 1798-1799. Ancona. Due Baiocchi s. data. Dr. Fascio repubblicano con scure a d., sormontato da pileo. Rv. Valore tra due rami di quercia. CNI 1; Munt. 24; Pag. 1; Bruni 4; Gig. 3.
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    La serie dei didrammi in argento, probabilmente in gran parte incise anche a Napoli, Taranto e Metaponto...per il commercio con la Magna Grecia sono una serie di grande fascino storico e artistico. Annuncia il cambiamento.
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    A mio modesto ma convinto avviso...la numismatica italiana soffrirà, così come il Paese. Paese in declino...prezzi in declino e, anche chi ha polvere..sparerà dove c'è business più che nella passione..perchè la polvere da sparo finisce a tutti se non si fa rifornimento. Per i ricconi...bisogna vedere quanti sono ancora i ricchi numismatici in ogni coniazione. Anche sulle cose eccezionali ci sarà un ridimensionamento. Come dice Guglia...non sempre li vogliono cacciare e, ne cacceranno sempre di meno. Se la numismatica italiana avesse una vera rilevanza internazionale sarebbe meglio, molto meglio...ma temo che non sia così, eccetto il rinascimento, le classiche e l'oro storico, in grande conservazione. Ma scordiamoci le follie nelle aste italiane. Questo non significa che la Numismatica andrà a finire, sicuramente no! La moneta e il danaro sono lo strumento di Satana: date a Cesare quello che è di cesare...e nel mondo odierno è palese che l'avidità umana è sempre viva: le monete da collezione sono un totem...un feticcio di massa e di nicchia, storico e documentale che avrà sempre riscontro. Al riguardo cito: "molti temi sono ...uniti dal filo d’argento della riflessione sulla moneta come misura in tutte le società" dall'ultima opera di Lucia Travaini Le quotazioni sono cicliche...ma le monete non passeranno. E chi dovesse mettere insieme un compendio con gusto e intelligenza anche non cambiando l'auto ogni due o tre anni e con qualche ristorante e cellulare in meno, avrà anche una buona riserva di valore...comprando sul ribasso. E questa non è speculazione...è intelligenza. Tranquilli.
  45. 1 point
    Di prossima pubblicazione, uscita prevista per la Primavera del 2020 PAOLUCCI - BIBLIOFRIULI copertina.doc
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    Di prossima uscita, prevista per Febbraio 2020
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    Il problema vero è che non c'è ricambio generazionale di giovani collezionisti
  48. 1 point
    Massima libertà per i collezionisti se comprano con documentazione legale...massimo controllo per i commercianti affinchè evitino provenienze strane.
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    Hai tutta la mia stima ed invidia. Se al prossimo viaggio sei a corto di valige mi propongo come BAGAGLIO A MANO! Ave! Q.
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    Avevo letto un vecchio post di lamoneta.it: https://www.lamoneta.it/topic/191509-medaglioni-da-sogno/
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