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  1. 4 points
    Sapendo di suscitare l'invidia di molti, anzi, di tutti, vi presento il mio ultimissimo acquisto!!! @Piakos, voglio vedere se trovi tracce di bulino anche qui! Dimenticavo io prezzo, circa 50.000 euro, un vero affare! SETTIMIO SEVERO, 193-211 d.C. MEDAGLIONE Metallo: AE Peso: gr. 59,69 Diam.: mm. 40,73 Rarità: RRR Conservazione: qFDC Patina verde/marrone Note: really untouched Zecca di Roma, Emissione: 195 d.C. D/ L SEPTIMIVS SEVERVS PERTINAX AVG IMP IIII, busto laureato con paludamento e corazza a destra R/ P M TR P III COS II P P FIDEI MILIT, l'imperatore stante a sinistra su di un palco in atto di salutare i soldati. Dietro di lui Caracalla e Geta. Dinanzi a lui i soldati con gli stendardi Rif. bibl. Gnecchi, 16; Banti, 51; Cohen, 152 SETTIMIO SEVERO - MEDAGLIONE UNTOUCHED.JPG Ovviamente me lo tengo così per non perdere la totale originalità del pezzo. Ave! Quintus
  2. 3 points
    Non sono d'accordo @Piakos. L'utilizzo costante e profondo del pensiero è ben codificato eccome. Vorremmo forse qui ignorare la fenice rappresentata sugli aurei adrianei? E l'introduzione, nei suoi denarii, della Providentia Deorum? Oppure dovremmo forse riferirci al misterioso Toro della Secvritas di Giuliano Imperatore? O la Vittoria Alata che continua a rimanere impressa sui solidi teodosiani, testimonianza di una cristianizzazione che è opera di sincretismo complesso fra due culture. E la misteriosa "Costantiniana Dafne", distribuita dalla neonata zecca di Costantinopoli agli operai della Seconda Roma? No, non è banale cristalizzazione e lo sappiamo bene. Queste monete parlano delle nostre radici profonde, del pensiero greco-romano che permea la cultura clericale prima e neoclassica poi per i secoli a venire e plasma la civiltà occidentale. Cultura neoclassica e illuminista che darà avvio alla Rivoluzione Francese e a tutti i moti a seguire. Rimaniamo sull'opera di verità di cui sopra: le monete moderne o pre-moderne son più facili. Non devi conservare tonnellate di documentazione (o meglio, dovresti, ma l'obbligo diventa "meno stringente" de facto); la probabilità di pasticci diminuisce sensibilmente; i falsi ci sono, ma possono essere più sgamabili (anche se, ripeto, ho visto monete del Regno che dubbie sono e dubbie rimangono a seconda dell'esperto che senti). Ho sentito di moltissimi collezionisti che "collezionavano Romane", ma per tutti o parte dei motivi di cui sopra, si son fatti piacere qualche altra monetazione. Non sono i primi, non saranno gli ultimi.
  3. 3 points
    Quintus

    Finalmente le prime del 2019

    Dici? Io non ne sono così certo. Comunque sabato parto per il Kenia e me ne procuro un po''! Ne vuoi qualcuna? D'altra parte, dopo il Piakosterrorismo fatto in altra sede, mollo la collezione di romane ed inizio quella delle banconote del Kenia, queste chi vuoi che me le falsifichi!?!? Ave o meglio Jambo! Quintus l'Africano
  4. 3 points
    Grazie @Riccardo Paolucci. Come ho sempre detto e sostenuto, la vostra esperienza è una fonte preziosa, inestimabile, di conoscenza numismatica e il mio messaggio di prima non vuole assolutamente mettere in discussione ciò. Renzo, e altri su questo Forum, compiono opera preziosa di verità e sarò sempre grato di questo. Ed è vero, certamente, come la monetazione antica risulti fortemente inquinata in molti suoi rami. E ciò mi frustra in quanto piccolo collezionista che colleziona con lo spirito del custode passeggero dei nostri amati tondelli. Ciò detto, per limiti caratteriali miei, non riesco a farmi piacere una monetazione senza che si presentino una serie di combinazioni: amore per il periodo, per la civiltà o l’entità politica che ha voluto imprimere la propria identità su queste monete, curiosità per i personaggi e le circostanze. Nella mia semplicità, amo periodi storici ben definiti, ma - ahimé - pericolosi in questo campo. Studio, guardo, cerco di osservare con attenzione. Poi, magari anche col vostro aiuto, spero almeno di non farmi troppo male. Un caro saluto.
  5. 3 points
    Interessante Renzo. Cosa ci spinge a collezionare monete? Io colleziono monete che testimonino un periodo storico vissuto da una civiltà in contesti ben specifici. Mi piace studiarle, capire cosa c'è dietro una determinata coniazione e quali fossero le circostanze in cui furono coniate. Pur non sottovalutando l'importanza della storia della Chiesa dalla Controriforma in poi, non è un periodo che attira il mio interesse. Non lo attirano le monete del XIX secolo, né quelle del XX secolo, come neanche le monete della Repubblica Italiana. E se dovessi decidere di collezionar monete poco insidiose, andrei sugli euro. Ancora devo trovarlo un euro appiccagnolato. Vogliamo mettere? Questo mi condanna ad orientarmi su monetazioni rischiose? Possibile. Ci si prova, con cautela, sinché c'è il gusto di farlo. Ciò detto, grazie, come sempre, della concreta panoramica. Ad maiora.
  6. 2 points
    Admin

    Le monete della Salapia romana

    Condivido sul forum alcune interessanti notizie numismatiche inerenti uno scavo vicino alla cittadina di Trinitapoli in Puglia. Gli scavi riguardano l'antica Salapia romana. Eì interessante vedere come gli antichi abitanti abbiano tesaurizzato bronzetti di piccolo modulo addirittura di secoli prima. Mancano oro e argento tra i tipi monetali. La numismatica, cioè lo studio delle monete, è una disciplina importantissima quando si studia la storia di un territorio. A Salapia tra il 2014 e il 2016 sono state recuperate quasi cinquecento monete che ci aiutano a raccontare la storia della città imperiale, quella tardoantica, la bizantina ed infine quella medievale. Attraverso lo studio dei reperti monetali possiamo descrivere il ruolo economico avuto da Salapia durante la sua lunga esistenza, il suo rapporto con altre città o con i traffici commerciali che provenivano da terra e da mare. Sulle monete, ad esempio, ci sono delle sigle che ci consentono di risalire alla zecca di appartenenza e di conseguenza di comprendere con quale parte del bacino del Mediterraneo avesse maggiormente rapporti. Ma una moneta ci fornisce anche utili informazioni sulla quotidianità, sulla vita economica dei Salapini. Ad esempio, nel V e nel VI secolo circolavano ancora tante monete, (molte battute anche secoli prima!) alcune piccolissime con un peso anche inferiore ad un grammo. Per noi sono la prova che in un momento di grande trasformazione socio-politica a Salapia si continuava ad utilizzare la moneta come strumento di scambio. Le monete recuperate sono principalmente in bronzo che in età tardo antica dovevano rappresentare il mezzo principale per le transazioni economiche. A Salapia ne sono state recuperate quasi 250 nascoste all’interno di un piccolo contenitore in ceramica. Il gruzzolo ci riporta direttamente al proprietario, ai suoi progetti, ai suoi timori per un futuro incerto o alla speranza che se nascosti adeguatamente gli sarebbero tornati utili in un altro momento. Breve nota curiosa: perché le monete possano fornirci informazioni utili esse devono essere pesate, misurato il diametro e, soprattutto, pulite perché possano essere identificate e catalogate. Ma alcune volte una moneta fornisce informazioni così come è, anche senza toccarla. Nel lungo processo di immobilizzazione che subisce può succedere che si “incontri” e si fondi con altri oggetti. Alcuni non sarebbero arrivati fino a noi senza questo incontro. Dall’area delle botteghe, all’interno di uno scarico di materiale ceramico, edilizio e di resti di attività domestiche proviene una moneta su cui si conserva una piccola foglia. Fonte immagini e testo: Progetto Salapia Pagina Facebook
  7. 2 points
    Quintus

    Le monete della Salapia romana

    Estratto da: "LE MONETE DELLA COLLEZIONE BATTISTA NEL MUSEO CIVICO DI FOGGIA" di Carla Russo SALAPIA Salapia (Salpia, Salpis) (etn. Salpini, Salapini, Salapitani), comune di Trinitapoli, provincia di Foggia. Uno dei problemi più difficili dell’antica Daunia è quello riguardante l’ubicazione dell’antica Salapia, città che Strabone chiama Elpie e dice colonia dei Rodi-Coi. La città doveva sorgere nelle vicinanze del lago detto di Salpi, situato nella parte meridionale e in riva al golfo di Manfredonia (sinus Sipuntinus); è un lago costiero diviso dall’Adriatico da una stretta lingua di terra, ai cui lati si aprono due piccoli canali, che lo mettono in comunicazione col mare. Il lago coincide con quello che gli antichi chiamavano Salpina palus o, più raramente, Salapina palus. Il nome del lago non viene ricordato nelle fonti antiche, motivo per cui tutti gli studiosi sono concordi nel considerare che il lago prese il nome dalla città che sorse sulle sue rive: l’antica città di Salpia o Salapia. D’altro lato i testi antichi sono concordi nel segnalare in questa regione una palude malsana. Dalle fonti antiche risulta che l’antica città di Salapia occupò ben tre siti diversi, anche se vicini tra di loro. La più antica città di Salapia viene comunemente detta Salapia greca, ma si potrebbe chiamare Salapia grecoromana, oppure per distinguerla da quella romana, Salapia rodiese o anche l’antica Elpie. Riguardo alla sua ubicazione, sebbene varie siano le ipotesi degli studiosi, sembrerebbe che sia ubicata verso l’insediamento dauno rivelato dalla fotografia aerea sul Fosso Marana di Lupara nella contrada Torretta dei Monaci. La seconda città trasferita in luogo pìù salubre, costruita dai romani nella seconda metà del I sec. a.C. (forse nel 29 a.C.) è detta Salapia romana e il suo sito è riconosciuto nei resti antichi situati sulla piccola altura conosciuta col nome di Monte di Salpi e chiaramente individuata dalla fotografia aerea. La terza città è invece una tarda stazione industriale romana sulla litoranea adriatica conosciuta col nome di Salinae. Per quanta riguarda il nome della città antica, le ipotesi sono varie: alcuni sono d’accordo nel ritenere che Salapia significhi «luogo del sale», per la produzione del sale che il lago lasciava spontaneamente disseccandosi; altri sostengono che il nome significhi «acqua salata» forse perché la città era situata vicino al lago formato dall’inondazione del mare. Come risulta poi da T. Livio e da Appiano la città di Salapia ebbe un ruolo importante durante la seconda guerra punica quando fu occupata da Annibale dal 216 al 210 a.C.: ciò è testimoniato anche dalle sue monete, infatti non c’è coniazione che può essere collocata a Salapia dopo quella data. Durante la guerra sociale fu occupata e devastata da C. Cosconio. Vitruvio nomina «oppidum Salpia vetus» mentre alla stessa città si riferisce Cicerone e forse anche Plinio il Vecchio. Della Salapia romana ci dà invece notizie topografiche più precise Vitruvio, che la dice costruita in luogo salubre dopo che il senato accolse la richiesta dei Salapini fatta attraverso un certo M. Hostilius. I cittadini chiesero a M. Hostilius di interessarsi di loro e costui ottenne dal senato romano il trasferimento della città. La nuova Salapia, lontana quattuor milia passus ab oppido veteri (circa 6 Km.) situata in luogo salubre - salubri loco - fu costruita con le sue mura ed ebbe il suo porto aperto in mare (His confectis lacum aperuit in mare, et portum e lacum municipio perfecit). Questa nuova città fu edificata dove oggi si trova il Monte di Salpi. La città si trovava sulla sponda nord-occidentale del lago di Salpi, mentre il suo porto fu costruito sul mare, presso l’attuale Torre Pietra, dove affiorano resti di costruzioni romane (resti di un molo oggi in gran parte coperto dall’acqua). Difficile è invece stabilire se il brano di Strabone che indica Salapia quale porto di Arpi si riferisce a questa città oppure alla «Salpia vetus». A questo proposito gli storici non sono concordi: c’è chi pensa alla città antica, mentre altri non escludono che si tratti del porto aperto in mare di cui parla Vitruvio; infatti sembra che la notizia sia da riferire alla Salpia vetus, la quale diventò il porto di Arpi dopo il 194 a.C. quando i Romani dedussero la colonia di Sipontum con una parte del territorio tolto ad Arpi, punita così per la sua infedeltà durante le vicende della seconda guerra punica. Se questa congettura è giusta, allora pure questo passo straboniano è da riferire alla più antica città di Salapia. La Salapia romana compare ancora nei gromatici, come pure in Tolomeo, mentre non si riscontra negli itinerari antichi, in quanto la città non veniva a trovarsi sulle grandi arterie di traffico dell’impero romano. Sperando possa esservi utile e d'interesse così come lo è stato per me. Ave! Quintus
  8. 2 points
    Riccardo Paolucci

    RARE BOOKS & FINE ARTS LTD

    Salve carissimi, il 30 Giugno con l'Asta 56 si conclude il mio rapporto con ANTIQVA in Slovenia ed il giorno dopo inizierò a dirigere la RARE BOOKS & FINE ARTS LTD a Londra. Rimarrò in Antiqva come consulente Numismatico esterno ma tutti i miei Clienti li trasferisco a Londra. Già in Settembre organizziamo la 1a Asta elettronica. Non appena sarà on line sarete avvisati. Nel frattempo se qualcuno avesse mareriale da proporre (Libri di Numismatica e Monete Classiche con qualche puntata sulle zecche italiane) sono a disposizione di tutti.
  9. 2 points
    Lugiannoni

    MA AL DI FUORI DELLA NUMISMATICA?

    Ovviamente la numismatica è una parte della vita; ma ci sono anche gli affetti della famiglia (moglie, figlia, genero), gli amici, la passione politica, le serate invernali in barca a pesca di calamari, i miei due gatti, e poi Bach, Mozart, Beethoven, Bruckner, Wagner, Verdi, Bellini, Donizetti.....
  10. 2 points
    Admin

    MA AL DI FUORI DELLA NUMISMATICA?

    Assolutamente viaggiare...sarebbe un sogno ripartire per l'Africa e rimanerci un mesetto in giro tra savana e costa. Zaino in spalla. Anche a me piace il buon cibo, ma quello della tradizione preferibilmente mangiato nei posti non turistici e spartani senza troppi fronzoli..e poi che ve lo dico a fare, amo il mare in ogni stagione e in ogni sfaccettatura.
  11. 2 points
    Ma questo sicuramente Mi sembrava tuttavia un po' eccessivo parlare di ritocchi sul ritratto, il bulino qui per fortuna l'han lasciato a casa. Pulitura sì, come d'uopo per il 99,9% delle monete antiche, ma niente di esagerato o stravolgente dell'integrità della moneta. Un bel sesterzione di Galba piacevole e collezionabile, con un bel modulo e un ritratto vigoroso, conservazione BB reale nel complesso. Se pagato il giusto direi comunque un ottimo acquisto per un nominale sicuramente difficile da acquisire. Perchè mica dovremo tutti collezionare solo lo SPL untouched, no?
  12. 2 points
    Cliff

    Medaglione GETA di fascino

    La cosa che mi piace sottolineare in questo caso, forse non chiara dagli stralci di catalogo riportati, è che nel febbraio 2018 questo medaglione è stato venduto come FALSO da Inasta (ossia come medaglia moderna, inserito a catalogo nella categoria "medaglie"). Al netto dell'operazione commerciale di imbellettamento e restauro su cui non mi soffermo troppo (hanno al solito un po' ecceduto, ma ho visto di peggio) ma voi ci pensate al povero conferente di Inasta che si è visto vendere il medaglione come falso moderno?
  13. 2 points
    Quintus

    Medaglione GETA di fascino

    In queste ore ho realizzato la sensazione che mi da questo povero medaglione... mi ricorda questo. E a voi? Ave! Quintus
  14. 2 points
    Come mi dicevano i miei quando ero a scuola: "consolati, non si finisce mai di studiare"
  15. 2 points
    Le prime monete che acquistai furono il Dittico di Scudi d'Oro di San Marino del 1980 o 1981 non ricordo. Ero alle prime armi ma volevo imparare visto che la Collezione di mio nonno era a me destinata. Il primo passo dopo quell'acquisto fu un denaro di Arlongo de' Voitsberg per Trieste, quello con il crescente lunare e la stella. Poi acquistai delle romane, insomma accumulai un po' di monete per studiare, imparare, conoscere. Dopodichè mi buttai sui libri, frequentando lo studio di Giulio Bernardi a Trieste fu gioco facile trovare tanti libri. Nel 1984 iniziai a lavorare nel settore, aprii un negozio ed avendo negozio purtroppo dovevo avere un po' di tutto, ma le monete dall'800 in poi non le digerivo proprio. Perchè questo preambolo? Perchè poi decisamente mi buttai come dice il buon Renzo su "monetazioni rischiose". La mia passione erano le Romane e le zecche medioevali del Friuli. Ancora oggi la mia grande passione sono le Romane. Occhio allenato ed attento? Penso di si, almeno lo spero, ci provo ma non smetto di studiare e di imparare. Come dicevano i f.lli Santamaria "In Numismatica c'è sempre da imparare"
  16. 2 points
    Carissimo @Spoudaios se proprio andiamo a guardare, purtroppo, tutte le monetazioni sono compromesse. Oggi trovi falsi e/o monete lavorate in tutti i settori numismatici. Ti metti a collezionare la Zecca di Venezia? Ma se oggi rifanno ducati, zecchini e multipli!!! Basta acquistare una miriade di ducati e/o zecchini bucati ed ecco che un bravo "pasticcere" ti fa un ducato, uno zecchino raro o un multiplo. Credo che, a parte chi sia alle prime armi, tutti abbiamo l'occhio allenato per distinguere le cose ed a volte come dice il buon @Piakos non basta neppure quello. Divertiamoci, divertitevi. Pensa chi collezionava francobolli che ora si ritrova con pezzetti di carta colorata in mano senza nessun valore.
  17. 1 point
    Lugiannoni

    Documenti antichi

    Due cambiali del 1812 da Portoferraio. In francese perchè durante l'Impero Napoleonico l'Elba era territorio metropolitano della Francia.
  18. 1 point
    Piakos

    MA AL DI FUORI DELLA NUMISMATICA?

    Musica...anche se siamo rimasti fermi per la progressive rock blues...a Jimi! Mi concolo con Pachelbel! Umanistica: mi piace dialogre e conoscere l'animo umano. Poesia!!!!! Da un paio di anni. Gonfiati di vino: già l'astro che segna l'estate dal giro celeste ritorna, tutto è arso di sete, e l'aria fumica per la calura. Acuta tra le foglie degli alberi la dolce cicala di sotto le ali fitto vibra il suo canto, quando il sole a picco sgretola la terra. Solo il cardo è in fiore: le femmine hanno avido il sesso, i maschi poco vigore, ora che Sirio il capo dissecca e le ginocchia. (Traduzione di Salvatore Quasimodo) da Alceo.
  19. 1 point
    Piakos

    Medaglione GETA di fascino

    Cari amici delle antiche e di Roma in particolare...ecque qua Dall'asta Bertolami London di dopo domani 11 luglio... osservate e buon divertimento estetico per codesto monumento.
  20. 1 point
    Andrea keber

    Trieste denaro

    Nuovo arrivo in collezione. Farà sicuramente storcere il naso a molti: tosara e fratturata, ma la storia (anche recente) che pochi mm raccontano... Ex collezione Schaurek, ex collezione F. Savio... TRIESTE Volrico vescovo 1233-1254 denaro con mura
  21. 1 point
    Krt

    Trieste

    La mia Bibliotechina...
  22. 1 point
    Krt

    Buongiorno

    Le monete le ho sempre comperate da lui
  23. 1 point
    Salve, allego immagini (da coll. privata ) del carlino di Federico III D'Aragona, zecca : Napoli metallo : argento epoca : 1496-1501 D/ + FEDERICUS :DEI : G :R :SIC: HIER ; testa cornata del re a sinistra , dietro sigla T del Tramontano. R/ + RECEDANT : VETERA ; libro con fiamme . rif. : P.R. 5-6 ; MIR 106 , note varianti, testa che interrompe la legenda , e numero di fiamme
  24. 1 point
    La legenda di rovescio significa : si allontanino le cose vecchie, alludendo alla distruzione di un ipotetico libro con i nomi dei baroni ribelli, proprio il libro in fiamme
  25. 1 point
    Esiste una "medaglia di fantasia" prodotta in lega di ottone (rame, zinco e alluminio), prodotta negli anni 60. Esteticamente sembra oro (un po' come i centesimi di euro). Questa mi sembra una di quella poichè ci sono molte intaccature al metallo (e si sa che l'oro è inattaccabile alle reazioni osside). Questa è una di quelle, in vendita su ebay dai 10 a 25 euro (con il comando cerca "medaglia maria teresa", ne escono 8). Ti correggo su una cosa, perchè so di cosa parlo: i compro oro acquistano solo oro con la punzonatura del metallo nobile. I gioiellieri effettuano saggiature del metallo non solo guardando l'oggetto.
  26. 1 point
    E' in lingua tedesca ma spero di fare lo stesso cosa gradita Nachrichtenblatt 2 19.pdf
  27. 1 point
    Uno potrebbe dire: e che c'iazzecca? Ci azzecca che le belle monete sono di tutte le epoche e di tutto il mondo...se veramente affascinanti.
  28. 1 point
    Cliff

    FINISCE IN COLLEZIONE

    L'Adriano della discussione è un ottimo denario per me, ottima battuta, ottimo argento, bei rilievi. Lo stile del ritratto può piacere o meno (il conio è comunque conosciuto, ma Adriano ha innumerevoli ritratti con stili anche molto diversi). Sulle falsificazioni dei denari consiglio sempre il bel libellum: http://www.arborsapientiae.com/libro/17036/e-falso-il-mio-denario-guida-ll-autentificazione-delle-monete-d-argento-dell-antichit-c-traver-fabrega.html Il resto mi sembra un po' terrorismo psicologico qui, dato che siamo di fronte a un'ottima moneta per integrità, autenticità e conservazione.
  29. 1 point
    Riccardo Paolucci

    RARE BOOKS & FINE ARTS LTD

    E' ON LINE https://www.biddr.ch/auctions/rarebooksandfinearts/browse?a=650
  30. 1 point
    Panorama Numismatico n.352 di Luglio-Agosto 2019 In copertina si ricordano i 50 anni dallo sbarco sulla Luna, grazie all’articolo di Gianni Graziosi sulle emissioni commemorative che numerose nazioni hanno dedicato alla ricorrenza. Troverete, all’interno Per la monetazione antica: Le monete ibride, ossia quelle che accoppiano un diritto proprio di un imperatore al rovescio di un altro, sono uno degli enigmi della monetazione romana imperiale perché esistono solo per alcuni imperatori e solo nei denari. Ne parla Lorenzo Bellesia in Un nuovo denario ibrido di Giulia Domna. L’imperatore Elagabalo portò a Roma, dalla Siria, una pietra nera venerata e dedicò a essa numerose coniazioni. Ne tratta Roberto Diegi in La Pietra nera di Elagabalo era quasi certamente un meteorite. Uno sguardo rapido alle sue monete. Per la monetazione italiana medievale e moderna: Quanto tempo rimanevano in circolazione le monete? C’è da stupirsi della loro longevità leggendo una grida che cita emissioni precedenti almeno di mezzo secolo, come illustra Lorenzo Bellesia in Una grida bolognese del 1710 e le monete ancora in circolazione di Mantova, Guastalla e Mirandola. Marco Bianchi ha rintracciato due diverse coppie di conii per le monete di Maria Luigia con data 1815; ne parla in Conio variato nelle monete da 40 lire 1815 Maria Luigia per Parma. Giuseppe Gasbarro ha trovato la citazione di una rara moneta medievale marchigiana in un documento trecentesco, come riporta in È un mezzo denaro di Macerata? Da una recente asta numismatica, la “ricomparsa” e la “riabilitazione” di una rarissima moneta appartenuta alla Collezione Martinori e ritenuta all’epoca non autentica, nell’articolo di Giorgio Fusconi Un interessante denaro Antiquiore di papa Valentino. Per la medaglistica: Fabio Robotti parla di due medaglie pontificie dedicate alla Sindone e della storia della santa reliquia, in La Sacra Sindone e Casa Savoia. Per la cartamoneta: Una banconota può rappresentare la testimonianza delle molteplici culture che hanno lasciato la loro impronta nella storia della Sicilia, come illustra Giovanni Ardimento in Il Banco di Sicilia negli itinerari trasfigurativi di una emissione: il 500 lire tipo 1897. La banconota da 500 lire emessa nel periodo di transizione tra monarchia e Repubblica italiana è rarissima. Ne parla Gaetano Russo, tracciando anche la storia di quel periodo travagliato, in Dalla monarchia alla Repubblica: una transizione epocale a margine di una banconota. Per la rubrica Notizie dal mondo numismatico, il 68° Congresso IANP tenutosi a Carefree, in Arizona, e le conclusioni della Giornata di Studio “Napoleone e la sua famiglia: un’Europa da rivedere, tenutasi il 18 maggio scorso a Castiglion Fiorentino.
  31. 1 point
    L'attività di zecca a Kostanjevica e le sue fasi iniziali. Nel giugno 1195, in una dieta promossa a Milano dall'arcivescovo salisburghese Adalberto, viene emanato un editto, da parte dell'imperatore Enrico IV, in cui si proibisce di imitare le emissioni di Salisburgo. (Fig. 1) Aquileia e la sua zecca, con Pellegrino II, fa coniare allora un denaro piano dalla legenda interrotta dalla figura (M.I.R. Triv. z.m., n°7) e successivamente monete larghe, scodellate, di fattura originale e stilisticamente ricercate (M.I.R. Triv. z.m., n°8), staccandosi dell'influenza frisacense: denari anonimi che recano entrambi impressa la figura del Patriarca al dritto e un tempio con frontone tra due torri al rovescio. (Fig. 2) Con legenda AQVILEGIA P Questo denaro viene quasi subito (poco dopo il 1195) preso a modello dalla collegata zecca tergestina (Trieste) e dal suo Vescovo Wolcango. (M.I.R. Triv. z.m., n° 273; Fig. 3) Con legenda TRIES EPISCOP e dalla Contea di Gorizia (Mainardo II, 1186-1232 in coabitazione con Engelberto III,, fino al 1220) con due differenti indicazioni di zecca: la città di Lienz, con la legenda LIVNZALIS o DELIVNZO, (M.I.R. Triv. z.m., n° 102-3; Fig. 4) e la cittadina portuale di Latisana, con la legenda PORTVTESANA (M.I.R. Triv. z.m., n° 170; Fig. 5) La distinzione di legenda probabilmente indica una differente destinazione d'uso: i primi per i mercati posti nei territori d'oltralpe, i secondi per i territori ed i mercati posti tra l'arco alpino e il mare Adriatico. Le emissioni goriziane smettono di essere prodotte prima del 1202, come si evince dal carteggio Patriarca/Conti in cui vengono sottolineate alcune usurpazioni da parte goriziana dei diritti/doveri tra cui anche quello di coniar, o meno, moneta. Nel territorio, che durante il medioevo viene definito Carniola, corrispondente oggi a parte dell'odierna Slovenia, dopo l'estinzione della famiglia Eppenstein il Duca carinziano Bernhard II di Spanheim (1202-1256) ne eredita alcuni possedimenti. Landstrass acquisisce potere amministrativo/commerciale nonché politico e alla pari di Lubiana il Duca vi apre due zecche. Queste zecche, strettamente connesse, a causa dell'influenza dominante del Patriarcato di Aquileia nell'area, agli inizi della loro attività emettono denari a imitazione degli scodellati aquileiesi e successivamente, per esigenze commerciali vengono coniati anche denari (pfennig) sul piede delle emissioni frisacensi. Con legenda +CIVITAS.LADESTRO +LANESTRODENAR e LEIBACENSESDE (Fig. 6) Ad oggi la letteratura numismatica assegna a Landestrass e Lubiana denari imitanti, almeno al rovescio, le coniazioni patriarcali di Volchero (1204-1218, M.I.R. Triv. z.m., n° 9-10) indicando un periodo prossimo al 1215 l'inizio delle emissioni. Un ritrovamento recente, con il metal detector (per ovvie ragioni si omette luogo e nome del rinvenitore), di un denaro scodellato anonimo, inedito e del tutto simile alle emissioni sopra descritte di Aquileia e Trieste a nome di Landestrass permette di anticipare di almeno un decennio l'attività di coniazione. Si tratta di un denaro scodellato (peso: 0,9 grammi circa, diametro: 21 mm) che ricalca lo stile delle monete del Patriarca, e parente stretto del Duca, Pellegrino II. Il peso, inferiore a quello dei paralleli denari di Aquileia/Trieste avvalora l'ipotesi che si tratti di un'imitazione creata, come nel caso della Contea di Gorizia, atta ad approfittare della favorevole accoglienza ad essi riservata. Bibliografia: si rimanda allo scritto citato. Immagini: dalla rete
  32. 1 point
    L'immagine del denaro della zecca di Landstrass è di proprietà dello scrivente (concessa a uso personale dalla persona che lo ha rinvenuto)
  33. 1 point
    A tutti gli effetti, questa bella ma tardiva moneta della Repubblica può considerarsi la vera antesignana dell'euro. Moneta bimetallica, ci mostra una bella immagine della prossima Europa che verrà e che cambierà il corso monetario della nostra nazione. Ma c'è un però! Non nasce sotto buoni auspici in quanto viene coniata sbagliata. Il numero di pezzi emessi è talmente elevato e si è speso una fortuna per coniarla che toglierla dalla circolazione dopo pochissimo tempo sarebbe stato antieconomico con danno erariale enorme. Ma andiamo per ordine. Di questa moneta ne sono stati coniati due tipi. Entrambi in cupronichel/Bronzital 27mm di diametro 8,8g di peso contorno con godronatura discontinua moneta di I classe anche se vi sono numerose debolezze di conio ed i marchi degli incisori abbastanza spesso non definiti. Autori: Laura Cretara e Uliana Pernazza. Diritto: Italia turrita volta a sinistra e nel giro esterno Repubblica Italiana e stelle Rovescio: carta dell'Europa con meridiani e paralleli che formano una stella a cinque punte, esternamente millesimo ed autore I° TIPO: 1997 zecca di R 100 milioni di unità coniate Col I° tipo la cartina dell'Europa risulta sbagliata in alcuni particolari, sia nei confini dell'Olanda e Danimarca, sia per la Germania che ancora risulta divisa. L'intero quantitativo non è stato mai ritirato. II° TIPO: 1997 zecca di R 80 milioni di unità coniate 1998 zecca di R 180 milioni di unità coniate 1999-2000-2001 da serie annuale della zecca R 210 mila unità coniate Col II° tipo la cartina d'Europa viene corretta sia nei confini di Olanda e Danimarca e sia nei reali confini della Germania unita. La coniazione della moneta sbagliata creò all'Italia non pochi fastidi per le ripetute proteste della Germania che vedeva ancora diviso il suo territorio nazionale. Una sorta di incidente diplomatico che si concluse con le scuse ufficiali dell'Italia e la sospensione della moneta incriminata. Buona norma sarebbe stata ritirarla dalla circolazione, ma il quantitativo emesso era troppo grande (100 milioni di unità), per cui successivamente, con il II° tipo, si optò per una prosecuzione della coniazione ma con gli errori corretti, costringendo appunto il Ministero delle Finanze e la Zecca a realizzare un nuovo rovescio. Molte furono le responsabilità attribuite alla Zecca, molte anche agli organismi deputati al controllo qualità e della regolare conformità della moneta stessa, ma...siamo in Italia e le vere responsabilità se le scaricarono regolarmente, persino sulla medaglista Uliana Pernazza che aveva commesso l'errore originale dei confini Europei. Al di là di tutti questi aspetti, questa moneta, creata alla vigilia dell'euro in notevoli quantitativi, rimane sempre il simbolo di un'epoca che cambia, una moneta di transizione che lascerà del rammarico nei nostalgici della lira ed il ricordo di un valore che ci ha accompagnato per alcune centinaia di anni. "Molti sono concordi nel sostenere, anche se questa non sarebbe la sede più opportuna per parlarne, che questo sarebbe dovuto essere il VERO valore dell'Euro, come in effetti lo fu il Marco di una Germania che creò il primi dissidi. Ma questa è un'altra storia!" Naturalmente il virgolettato è e rimane sempre un mio pensiero di cui mi assumo le mie responsabilità. In foto: il diritto comune ai due tipi ed il rovescio sbagliato e corretto. Carlo
  34. 1 point
    Sono d'accordo. Il "gioco" delle varianti nasce essenzialmente dalle "necessità" del mercato di creare sempre nuove e ghiotte occasioni (per chi vende) da offrire ai collezionisti. Da un punto di vista della rarità, le così dette varianti sono quasi sempre dovute al fatto che dopo un certo numero di "battiture" uno dei due coni viene sostituito ed il nuovo può presentare lievi differenze. Questo secondo conio verrà a sua volta sostituito, ecc. ecc. A questo punto è facile dedurre che se un conio dura (metto un numero ipotetico) per 50.000 battute, quello che lo sostituirà e che presenta la "variante", produrrà più o meno altre 50.000 monete. Quindi è evidente che in linea teorica nessuna è più rara dell'altra, salvo l'esistenza di documenti che comprovino l'interruzione nell'uso di quel particolare conio ed allora ci troveremmo di fronte ad una tiratura molto più bassa della media. Tutto il resto è mercato speculativo.
  35. 1 point
    Caro Giuseppe, in Numismatica, come in amore, tutto è lecito (o quasi). Salvo poi prendersi una bella dose di musate. Chiunque può decidere che un tondello comunissimo, solo perchè accidentalmente è stato impressa una stanghetta in meno, un puntino in più o una data con caratteri magari un po' più lontanti tra loro, sia rarissimo od inedito. Sta comunque a chi stabilisce queste cose l'onere della prova di quanto afferma. Non rincorriamo le cazzatelle perchè veramente alla fine non se ne esce più. La passione in Numismatica è una cosa, la follia è un'altra. Carlo
  36. 1 point
    Nei forum di numismatica , il 95% dei frequentatori sono collezionisti di monete. In questo periodo di frequentazione ho letto di tutto. Da, vedete la bravura dell' incisore , fino alle rotture di c....onio. Da, è falsa perchè non ha lo sguardo tipico (?) fino al questa è buona perchè lo dico io (!). Venendo al nocciolo della questione, tutti abbiamo in collezione dei pezzi che trasmettono qualcosa. In primis è la STORIA. Ogni pezzo, metallo o carta, ha la sua storia e rappresenta un periodo storico. Certamente le vittorie (guerre) o insediamento di un imperatore, hanno più ricercatezza di dettagli rispetto a qualche emissione di "routine". La domanda è questa: Nella vostra collezione, a prescindere dal valore, quale pezzo potete associare con certezza una figura storica (più o meno importante)? Aldilà della facile ironia che può generare la domanda e far uscire risposte del tipo: - Questo era di Nerone che ci ha pagato l'ortolano oppure questa Buona-parte l'ha presa in mano Giuseppina. Cercate di fare questo approfondimento. Un esempio? Eccolo. Questo è un buono usato nel Campo di Buchenwald e appartenuto ad un "Kapò". Chi erano? Tratto da wikipedia Chi erano i Kapo Bracciale di un Kapo ebreo Il Kapo era un prigioniero dei lager nazisti investito dalle autorità dei campi di funzioni di responsabilità su una squadra di lavoro, di mantenimento dell'ordine, e in generale di sorveglianza sui deportati[8]. Quasi tutti i Kapo erano scelti principalmente fra i detenuti di "razza ariana" classificati come criminali comuni, contrassegnati con un triangolo verde[1], secondo il sistema di identificazione dei prigionieri. Ci furono alcuni casi di Kapo internati politici, che portavano il triangolo rosso, sostituiti ai triangoli verdi da parte delle organizzazioni clandestine di resistenza interne ai lager[8], che cercarono di migliorare le condizioni di vita delle persone che dovevano controllare[9]. In alcuni lager, come in quello di Auschwitz, portavano un bracciale con la scritta "Kapo"[8], o comunque generalmente portavano al braccio sinistro una fascia particolare. Erano perciò definiti anche "quelli che portano la fascia", Bindenträger[10]. Verso il termine del conflitto, quando la necessità di manodopera qualificata per l'industria bellica tedesca si fece più pressante e il processo di sterminio subì un rallentamento, non mancarono casi di Kapo ebrei. Ogni Block interno al campo di concentramento o campo di sterminio aveva un Kapo che decideva, di fatto, le sorti dei detenuti suoi sottomessi, con la collaborazione di una struttura gerarchica di internati privilegiati. Per questo motivo, i dirigenti dei campi sceglievano con cura le persone cui affidare tale compito. Requisito fondamentale doveva essere la ferma adesione alla politica di gestione del campo adottata dalle SS e l'assoluta mancanza di pietà nei confronti dei detenuti. Ruolo e importanza strategica del kapo Il suo compito fondamentale, dunque, era quello di amministrare il Block affidatogli in modo da reprimere sul nascere le possibili idee e speranze di rivolte interne e di far funzionare alla perfezione la "comunità" carceraria. La struttura del lager era dunque costruita su una base di decentramento del controllo e del potere: da Hitler - Himmler - Eichmann - fino ai direttori dei lager - alle SS - ed infine ai kapo. Tutti gli uomini controllavano e gestivano, seguendo fedelmente le direttive di Berlino, un piccolo spazio e regolarmente ogni uomo che avesse fra le mani una qualsiasi responsabilità, doveva informare con dei rapporti i diretti superiori. I kapo si rapportavano con le SS, le quali stilavano dei rapporti per i direttori del lager fino a tenere costantemente informato Hitler stesso di ogni cosa. In questo modo risultava facile e immediato avere in ogni momento la possibilità di rivolgersi istantaneamente ad un responsabile diretto qualora qualcosa non funzionasse per il meglio. Come faccio ad essere sicuro che quel buono era di un kapo? Primo : dal valore: - 3 Marchi a quel tempo era una somma considerevole e tali buoni erano privilegio delle guardie che potevano "spenderli" allo spaccio del campo. Secondo : le scritte sul retro: - quello che sembra un elenco insignificante è in realtà la parte spettante al kapò dei beni dei morti. - si parla di camicie, pigiami, cinture, fazzoletti ecc.ecc. Terzo : - nessun tedesco si sarebbe mai appropriato di oggetti (vestiari) posseduti da NON ARIANI. Sempre da wikipedia : Il lavoro dei prigionieri Lavoratori forzati a Buchenwald il 16 aprile 1945. Si riconosce Elie Wiesel (7º da sinistra nella 2ª fila dal basso) «Buchenwald è stato uno dei campi affidati all'autogestione da parte dei "triangoli verdi" cioè dei delinquenti comuni»[30] e fu il campo dove maggiormente fu sperimentato l'annientamento per mezzo del lavoro. All'interno del campo furono trattenuti un grosso numero di prigionieri di guerra russi. Oltre che nella costruzione del campo i deportati furono utilizzati in ben 130 campi e sottocampi esterni. Alcuni detenuti vennero utilizzati come manodopera per gli stabilimenti della BMW, in particolare quello di Eisenach e Abteroda. I "beneficiari" del lavoro forzato dei denutriti "uomini a strisce blu" non opponevano mai resistenza, né vincoli morali alle pratiche terroristiche delle SS e dei Kapo, rendendosi complici e, talvolta, anche diretti responsabili. Una caratteristica del campo, che dimostrò il sarcasmo umiliante e l'immoralità dei nazisti, fu quella dei "cavalli cantanti". I "cavalli", perché come animali venivano trattati, furono i prigionieri, costretti e minacciati, mentre trainavano carri con carichi pesantissimi, a cantare[31]. Periodicamente venivano selezionati i prigionieri che erano ancora in grado di lavorare, dunque lo staff delle SS inviava coloro che risultavano troppo deboli o incapaci di continuare a Bernung o Sonnenstein. In questi luoghi i prigionieri venivano uccisi con il gas. All'interno del campo i prigionieri troppo debilitati venivano uccisi per mezzo di iniezioni di fenolo, somministrate dai dottori delle SS. Lo staff medico includeva 70 dottori e ben 280 infermieri[32]. «La presenza fra i deportati di numerosi dirigenti politici, in special modo del partito comunista, favorì i contatti fra i vari gruppi nazionali esprimendosi in una solidarietà grazie alla quale fu possibile aiutare i più deboli e perfino salvare da sicura morte, nascondendoli con ingegnosi accorgimenti, alcuni che gli aguzzini avevano condannato per motivi spesso futili»[33]. Le efferatezze sui prigionieri Morire di escrementi a Buchenwald «Il fatto è che i detenuti erano sistematicamente sottoposti a sozzure. Erano il bersaglio deliberato del lancio di escrementi [...] I detenuti nei campi nazisti affogavano letteralmente tra i propri rifiuti, e morire per via degli escrementi era una cosa comune. A Buchenwald, per esempio, le latrine consistevano di fosse aperte lunghe otto metri, profonde quattro metri e larghe quattro metri [...] Queste stesse fosse, sempre traboccanti, venivano svuotate di notte da detenuti che non avevano altro per farlo che piccoli secchi. Un testimone oculare racconta: Il posto era scivoloso e non illuminato. Dei trenta uomini assegnati a questo lavoro, dieci in media cadevano nella fossa durante il turno di ogni notte. Agli altri non era consentito tirar fuori i malcapitati. Quando il lavoro era stato ultimato e la fossa era vuota, allora e solo allora avevano il permesso di rimuovere i cadaveri» The Survivor: An Anatomy of Life in the Death Camps, pag. 58,59, di Terrence Des Pres, accademico e scrittore, uno dei massimi esperti della Shoah[34][35] Dalle testimonianze certificate dei sopravvissuti, il "quadro" che ne esce sui crimini perpetrati giornalmente a Buchenwald è sconvolgente, con un vasto campionario di comportamenti riprovevoli da parte di aguzzini nazisti e medici criminali: lavoro massacrante fino a quindici ore al giorno, gravi sevizie e violenze compiute sui prigionieri, atti di sadismo, condizioni igieniche e sanitarie tali da favorire epidemie, esecuzioni sommarie per futili motivi, cibo scarso al limite della fame ed esperimenti su cavie umane. Un testimone oculare (René Séglat[36] matricola 41.101 di Buchenwald, classificato "terrorista comunista" identificato dal triangolo rosso[37]) ha raccontato particolari su come si svolgeva la vita nel campo: «Gli occupanti di tutte e 61 le baracche, o blocchi, dovevano alzarsi verso le quattro e trenta del mattino. Uscivamo a torso nudo e spesso dovevamo spezzare il ghiaccio per poterci lavare. Sani o malati, tutti dovevano ubbidire. Poi c'era la distribuzione del pane: una razione giornaliera di 200 - 300 grammi di pane insipido, con un sottile strato di margarina e qualcosa che somigliava vagamente alla marmellata. Alle 5.30 tutti venivano convocati per l'appello. Che esperienza terribile era portare fuori sulle spalle quelli che erano morti durante la notte! L'odore acre dei cadaveri bruciati ci ricordava i nostri compagni. Eravamo sopraffatti da sentimenti di ripugnanza, disperazione e odio, perché sapevamo che avremmo potuto facilmente fare la stessa fine. Il mio lavoro nel BAU II Kommando consisteva nello scavare fosse senza alcuno scopo. Appena avevamo terminato di scavare la fossa, profonda un paio di metri, dovevamo riempirla daccapo altrettanto scrupolosamente. Il lavoro iniziava alle 6.00 di mattina; a mezzogiorno c'era un intervallo di mezz'ora, dopo di che andavamo avanti fino alle 19.00. Spesso sembrava che l'appello serale non finisse mai. Ogni volta che sul fronte russo i tedeschi avevano subìto pesanti perdite, l'appello poteva durare anche fino a mezzanotte». Un aspetto particolare, che dimostrò di quanto poco potesse valere la vita a Buchenwald, fu quello degli esperimenti medici sui prigionieri. Trattati come cavie, centinaia di internati furono sottoposti ad esperimenti molto pericolosi. Di alcuni di questi esperimenti, i medici conoscevano già il risultato: morte certa. L'intento «scientifico» era quello di verificare reazioni, resistenza e tempi prima del decesso. «[...] in altri casi, gli obbiettivi non [erano] riconducibili ad altro che alla perversione degli operatori medici»[38]. Grazie per il tempo dedicato alla lettura e alla storia.
  37. 1 point
    Ricordate la questione della "Lira Pesante" promossa dal governo Craxi (vado a memoria 1984?). Aveva ipotizzato 1 Lira Pesante = 1000 Lire. Questo ci avrebbe portato verso il cambio di 1 LP = 1 DM. Questo sarebbe stato una buona base per i parametri di conversione all'Euro
  38. 1 point
    Io ragazzi mi sono ripromesso di iniziare a collezionare e il fascino della monetazione argentea della roma antica è troppo forte per vedere altro. Sarà che I denari li ho studiati, sarà che mi piace la storia dell'antica roma, sarà che ogni altro impero impallidisce dinanzi a quello romano, ma quando inizierò sceglierò la via delle 'romane'. Difficoltà, insidie e fregature saranno parte del gioco..però non riuscirei a collezionare altro..
  39. 1 point
    Piakos

    5 lire Carlo Alberto

    No Luciano...la rovineresti...potrei spiegarlo chimicamente ma non sarebbe divertente per me a quest'ora e non è necessario: limone è aggressivo...la bava è cauta, naturale, gli animali ci si leccano le ferite... Eppoi...diciamola tutta...la numismatica è un po' lasciva e puttanesca...l'ambiente stesso è un po' magnaccione...quindi, perchè stupirsi...perchè formalizzarsi...saremmo in linea..
  40. 1 point
    Riccardo Paolucci

    Repubblica Romana

  41. 1 point
    Negli ani 80 e 90 tutto era ancora un'altra cosa... e negli anni 50...60 meglio ancora.
  42. 1 point
    Nessuna monetazione è al sicuro da tarocchi, pasticceri, lestofanti, bidonisti e figure di mezza tacca che si aggirano nel sottobosco della numismatica pronti a rifilarti il pacco. Magari una tipologia monetale è meno inquinata rispetto alle altre, ma la fregatura sta sempre dietro l'angolo. Mai però come per le antiche su cui è necessario passare mezza vita per iniziare a capirci qualcosa. E non è detto che pure ci si riesca! Sulle moderne e sulle decimali, tolto qualche caso di "eccellenza truffaldina", oramai le storture di un tondello le sgama anche un pischello, non dico alle prime armi, ma quasi. Esiste una così ampia casistica ben documentata che difficilmente si cade in errore. Fior di volumi sono stati appunto prodotti in qualità di ausilio anche per gli sprovveduti (vedasi tra i tanti anche "i falsi numismatici" di Manfredini). Sulle antiche che abbiamo? Impressioni, discussioni, amenità, dubbi....Nessuna certezza. Basta leggere le tante pagine del nostro e di altri forum per accorgerci dei dubbi che ci assalgono, dei pareri contrastanti, dei bidoni presi e delle brutte sensazioni che suscitano le varie monete e medaglioni postati senza riuscire a dare una spiegazione concreta e certificata. Ma nessuna certezza, pochissimi riscontri, poco o nulla di documentato. Le Pontificie, giusto come recita @Piakos sono e resteranno ancora a lungo un'isola felice, non totalmente scevra di "pericoli", ma un ottimo approdo per i numismatici sfiduciati in cerca di tranquillità. Carlo
  43. 1 point
    Riccardo Paolucci

    RARE BOOKS & FINE ARTS LTD

    Posto l'esatto biglietto con l'indirizzo dell'Ufficio. L'altro era solo quello della sede amministrativa. L'ufficio è quasi alle spalle del British Museum
  44. 1 point
    Dunque, per i friesacher io ho solo il Koch, CNA, pagg. 210 e seguenti. Poi ho trovato un vecchio Money Trend (non sono ancora completamente rimbambito, mi ricordavo di aver visto qualcosa) che riporta alcune monete e medaglie settecentesche, però coniate a Vienna. Altro non credo di avere. Allego lo scan. gurk.pdf
  45. 1 point
    Riccardo Paolucci

    QUANDO L'AUTORE...

    Grazie delle bellissime parole, queste parole ripagano delle ultime recenti amarezze e ti spronano a dare sempre il meglio
  46. 1 point
    Riccardo Paolucci

    QUANDO L'AUTORE...

    ...vale qualcosa https://www.youcanprint.it/index.php?option=com_chronocontact&Itemid=4353&lang=it https://www.youcanprint.it/index.php?option=com_chronocontact&Itemid=4353&lang=it
  47. 1 point
    La mia grossa occasione mancata c'è stata nel 1991. Alcuni muratori in un muro nella bergamasca trovano una "svalangata" di monete d'oro dal XV al XVI secolo. Tramite un mio Cliente riesco a vedere una parte di questo ritrovamento dove purtroppo c'erano una quindicina di Ducati di Koln. Premetto che i muratori in questione erano 3. Comunque gli offro una determinata cifra a patto di vedere anche il resto in mano agli altri due muratori. Interviene una persona di Bergamo, che non è più tra noi, che riesce a scavalcarmi ed acquista per una cinquantina di milioni dell'epoca tutti e tre i lotti. Risultato finale: tutte le monete vengono inserite in un'Asta e realizzano qualcosa come un paio di miliardi di lire dell'epoca! Il buon Clelio Varesi, padre dell'amico Alberto, mi telefonò e mi disse testuali parole "Paolucci sei un pirla" Dopo che gli spiegai com'erano andate le cose mi disse "Paolucci ritiro il pirla", grande Clelio, numismatici così non ci sono più
  48. 1 point
    Riccardo Paolucci

    MONETE DELL'ISTRIA

    Volevo segnalare l'interessante studio dell'amico Andrea Keber riguardante, forse, l'unica moneta esistente dell'Istria. Veramente notevole la sua scoperta di questa inedita moneta. Complimenti davvero KEBER - Una moneta inedita di tipo frisacense con il titolo di Marchese d'Istria
  49. 1 point
    Le ricerche e gli studi numismatici hanno prodotto tra il secolo scorso e l’attuale i grandi manuali e le straordinarie classificazioni su cui si fondano la maggior parte delle nostre attuali conoscenze; riconosco che queste opere possano apparire in parte oggi superate in seguito ad un approfondimento critico successivo delle teorie sostenute, rimettendo persino in discussione numerose certezze, ma fin dove ci saremmo potuti spingere a livello di conoscenza medesima se molti studiosi, animati da grande passione nel senso più nobile del termine, non avessero universalmente ed incondizionatamente divulgato le loro scoperte e le proprie competenze? Da umile "apprendista studioso" nonché piccolo collezionista che sente l’esigenza di crescere culturalmente studiando ed approfondendo il contesto storico e artistico delle monete che possiede e delle tematiche a cui si sta avvicinando, mi piacerebbe capire i reali propositi che animano questi deplorevoli personaggi della Numismatica, tanto abilmente descritti da Piakos, che si ritengono persino i custodi delle verità assolute e che continuano a rendere questa Scienza esclusiva prerogativa di pochi dotti. Sappiamo che negli ultimi anni la Numismatica ha compiuto la revisione di grandi repertori, grazie al moltiplicarsi di monografie sempre più specializzate, più analitiche e più pregevoli nei loro risultati in maniera contestuale al fenomeno complesso sempre più diffuso riguardante poi il collezionismo in tutte le sue sfaccettature. La passione per le monete é stata considerata dall’antichità classica oggetto di curiosità e diletto per ricchi. I più vecchi collezionisti erano personaggi colti, come Pompeo, Giulio Cesare, Sallustio o come Svetonio, il quale scrisse che in occasione dei saturnali l’imperatore Augusto distribuiva monete antiche dei paesi più lontani. In oltre pare che i sesterzi contorniati che venivano distribuiti durante i giochi del IV e V sec. d.C. venissero considerati «esemplari per collezionisti », con le impronte e le rappresentazioni di imperatori vissuti nel passato: erano, a tutti gli effetti, monete commemorative. Nel medioevo le monete furono considerate per le loro vitrù magiche e usate come talismani e oggetti di superstizione per le loro figurazioni. Diffusa era la leggenda che riconosceva nelle Dracme di Rodi i denari di Giuda e per questo motivo erano molto ricercate. Il Petrarca comprava monete che classificava con emozione, così formò una collezione di monete antiche molto considerevole che poi donò all’imperatore Carlo IV. Molti furono i collezionisti eccellenti tra i quali i Medici, Alfonso d’Aragona, Gonzaga, molti Dogi, Papi e lo stesso Re d'Italia Vittorio Emanuele III. Si torna al punto di partenza, ossia quello dell’importanza della divulgazione per aiutare persone di ogni livello culturale a comprendere il ruolo della Numismatica (intesa come scienza), grazie a un linguaggio (inteso nel senso più ampio) che possa far capire che hanno rilievo non soltanto i singoli studi o poche opinioni: quello che conta infatti è evidenziare come la conoscenza scientifica condivisa sia strumento straordinario che permetta finalmente una trasformazione più profonda del semplice collezionismo, senza alcuna riserva. Carlo
  50. 1 point
    Monete crude... Ci sono poi i tecnici del settore: operatori commerciali, Case d'asta, periti ed esperti, il Ministero competente ed i propri Collaboratori...tutte entità che operano legittimamente e validamente in ambito proprio e, ovviamente e per definizione, tali soggetti non necessariamente perseguono finalità o “target” comuni e condivisi...più probabile che possano essere in antitesi. C'è infine una scarsa probabilità di ricevere o reperire pareri univoci sulla numismatica e su singole monete. Il contrasto alle falsificazioni appare interposto con scarsa convinzione...sicuramente con scarsa efficacia, atteso il numero crescente di falsi riscontrabili in varie situazioni e compendi. Tutto appare infatti relativo: la ponderazione dello stato di conservazione delle monete, la valutazione economica di ogni singola moneta, le somme di aggiudicazione in asta, le quotazione sui cataloghi...l'integrità e quant'altro. Persino le Associazioni di categoria appaiono, per lo più, muoversi con politiche differenti...se non contrastanti. Resta eclatante il caso di una norma, emessa e poi abrogata, del Codice Urbani che, molti numismatici (collezionisti e operatori commerciali), salutarono con estremo favore in quanto tendeva a liberalizzare le monete ritenute comuni e ripetitive. Per converso una Società Numismatica spinse - di fatto - per abrogare tale favorevole norma . Ora è vero che ogni moneta, nel mondo antico, è un unicum a suo modo e che le monete sono tutte interessanti ed affascinati oggetti di studio...che possono esistere delle varianti...ma di qui, a spingere per l'abrogazione di una misura di salvaguardia per il collezionismo...ci sarebbe da discutere e non poco. Insomma...nell'ambiente sembra sempre latente ed incombente la mancata condivisione di interessi, nonché latitante una deontologia certa e condivisa. Cose che, a prescindere dalle singole posizioni e convenienze del momento, finiscono per rivelarsi alla fine uno “status” pernicioso permanete e potenzialmente implosivo per la Numismatica. P.S. Suggerimento per tutti... L'insegnamento base che i vecchi Guru davano ai loro allievi prima ancora di spiegare la materia e le monete: Signori! In numismatica si impone prudenza ed una discrezione cosmica. Uno a caso adesso potrebbe dire: Scusi Piakos...ma lei parla di discrezione alla fine, dopo aver mosso sopra i sette veli? Certo che lei è un bel personaggio! Rispondo: io mi pongo qui sopra come modestissimo studioso autonomo che mette a disposizione, di tutti gli iscritti a questo Sito, delle informazioni utili alla navigazione nel mare magno della numismatica. Quindi, per dare esperienza...occorre discutere in senso tecnico e si può e si deve dire che Gargamella è il cattivo dei Puffi. D'altro canto un Vademecum numismatico ed ambientale è stato richiesto da molti numismatici collezionisti che, ad avviso di questo Sito, non possono e non debbono essere lasciati privi degli strumenti di confronto e di dialettica necessari per coltivare al meglio una importante passione culturale. Se dopo aver preso atto della indubbia sussistenza di alcune difficoltà tecniche qui accennate ...TUTTI coloro che hanno voce in capitolo, decidessero di assumere iniziative adeguate...sarebbe fatto opportuno e determinante per il mondo del collezionismo e potremmo adeguarci per realizzare una numismatica semplice, garantita e trasparente. TUTTI in costante costruttivo dialogo tra di noi numismatici e con con chi è preposto alla tutela dei beni culturali.
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