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    Non sigilliamola ancora. La numismatica è un ramo dell'albero dell'antiquariato e del'arte come ha scritto Piakos in apertura di un'altra discussione. A mio parere è l'unico ramo che ancora mostra foglie verdi mentre stanno seccando gli altri rami. Ramo secco 1 : Mobili antichi. I vecchi non li comprano più visto che ne hanno in casa. I giovani vanno da Ikea. Sei sedie in ottimo stato dell'800 offerte a meno di quanto si pagano oggi altrettante brutte sedie moderne e andate invendute. Non parlamo poi di cassettoni,scrivanie,armadi ecc. Ramo secco 2, o quasi secco : Dipinti dell'800 o figurativi del primo 900 che non si vendono quasi più. Gallerie d'arte specializzate che chiudono una dopo l'altra per mancanza di acquirenti. Dieci anni fa a Torino una galleria che appena aperta una mostra aveva già segnato come venduti con il bollino rosso quasi tutti i dipinti esposti nell'ottobre scorso ha venduto forse il 20 % delle tele. Ramo secco 3 : Ceramiche e porcellane. Oggi vanno piatti e tazze di plastica usa e getta. Questa è indicativa: Le suore delle missioni dellaConsolata raccolgono denaro da mercatini offrendo oggetti ricevuti in regalo. Quando un anziano se ne va lascia un alloggio arredato con i ricordi di una vita. Ricordi che agli eredi non interessano e allora molti finiscono in regalo alle suore. Hanno donato un servizio da caffè e thè di Limoges da 12, (caffettiera, teiera, lattiera tazze e tazzine, piattini ecc.) e non sapendo a quanto venderlo lo hanno portato a vedere a un antiquario ( rigattiere ?) che ha offerto 25 euro per il tutto. e mi fermo qui. Le monete hanno un vantaggio. Occupano poco spazio e un marengo vale pur sempre 5,80 grammi d'oro fino. Certo che non tutte le monete sono d'oro ma come scrive Alberto se il 40% del valore delle monete vendute all'asta gli viene dall'estero finchè il mercato è internazionale non dovrebbe esserci crisi. Io frequento un circolo numismatico e vedo che di collezionisti che comprano anche ad alto prezzo ce ne sono ancora.
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    Stavo riflettendo su un eventuale intervento in questo topic, ma @f.dc , con la consueta eleganza, ha centrato il punto sullo scarto generazionale. Ricordo ancora, ormai qualche anno fa, una materia studiata durante l'Università. Si paragonava sul piano sociologico la probabilità di realizzarsi da parte di un giovane di oggi rispetto ad uno degli Anni Settanta. Per il primo, la capacità "principe" è quella di essere nomade. Per il secondo, cambiare il contesto sociale in cui è nato e vive. Il brillante studente universitario di oggi cerca di andarsene per affermarsi e ciò che più conta è fare carriera. Il brillante studente universitario degli Anni Settanta ambiva a cambiare il mondo attorno a sè. Insomma, siamo tornati nomadi. E nel nomadesimo di oggi, un mercato come quello, ad esempio, dei tappetti d'epoca, un tempo fiorente, non può trovare nuovi acquirenti. Un tappeto prevede cura, stabilità, radicamento. Per un giovane (dovrei dire noi, visto che sono sulla trentina?) la casa, invece, è diventata un dormitorio, un nido temporaneo e fugace in cui godere dei pochi momenti intimi che la vita frenetica di oggi impone. E' un caso tutto ciò? No, è un modello dilagante con tanto di incoraggiamento della classe dirigente. Sbaglio o non molto tempo fa un ministro della Repubblica apostrofava i sedentari giovani italiani che ancora non avevano lasciato il Paese come "giovani di Serie B"? Se ben ricordo, l'assioma dlagante da lui abbracciato vede i giovani "nomadi" come modello vincente, i sedentari come attaccati alle sottane della mamma. Ad ogni modo, i riflessi di un simile modello sul mercato collezionistico si sentono eccome. L'antiquariato ne soffre perchè richiede la costruzione, fisica ma soprattutto mentale, di uno spazio intimo, stabile e duraturo. Ettamente il contrario che oggi si offre alla fascia 20-40enni di oggi. Che poi accanto a ciò vi sia stato negli anni un sistematico depauperamento culturale, non è da negare. Ma la cultura si coltiva nel luogo in cui si vive e in Italia "non da pane", perchè abbiamo virato su un'iperspecializzazione tecnicistica che prevede, come unico sbocco, il nomadesimo appunto. E le humanae litterae? Chi può, chi ha avuto la fortuna di avere mentori, le coltiva nei coriandoli di tempo ed energie che la giornata lascia. Altrimenti, c'è Wikipedia. Non è un mondo triste, a mio parere, signor @bubbolo. E' solo più povero. E Aristotele ci insegnava già che senza il pane, non si può far della filosofia.
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    Molto difficile addentrarsi in queste stime... Posso dire che i convegni sembrano sempre meno frequentati, cosi' come i negozi numismatici. Ma ciò potrebbe essere non indicativo dato che molto si è spostato sul web e nelle aste online. Fare una stima veritiera credo sia impossibile, ma anch'io confermo la crescita esponenziale di questi mediatori/trafficoni. All'ultima Verona ne era pieno. Ufficialmente si dicono collezionisti, loro collezionano solo cose belle però (a detta loro ovvio). Poi però girano sempre con l'albumino sotto braccio, si dicono interessati "a tutto quello che puo' definirsi eccezionale". Ti chiedono pezzi speficici, "perchè potrebbero avere un amico molto interessato". Se non li hai ti dicono che sei comunque fortunato ad averli incontrati, perchè per combinazione un amico gli ha appena lasciato alcuni pezzi eccezionali che cede a prezzi di favore, per far fronte a un momento di necessità.... Come non vuoi dargli un'occhiatina?? Ovviamente poi setacciano anche aste alla ricerca del pezzo mal fotografato o sottovalutato, comprano pezzi da restaurare e li restaurano in prima persona o li fanno restaurare, per poi rivenderli o rimetterli all'asta, ritirano collezioni complete da vecchi collezionisti di cui son venuti a conoscenza, e poi si dividono tra loro i pezzi che rivendono per i piu' svariati canali. Questi "collezionisti" sono in netto aumento, per lo meno in Italia. Devo dire che per fortuna nel Nord Europa, dove vivo, non sono ancora cosi' diffusi e qui mi capita ancora, andando a qualche asta, di incontrare dei veri collezionisti vecchia scuola: di quelli che vanno in sala, si visionano le monete, si sono studiati il catalogo e presi appunti con le priorità nell'asta in base alla propria collezione. Collezionisti che hanno in mente uno schema per la propria collezione e non comprano solo con l'idea di una possibile rivendita immediata. Sono sempre meno, ma ci sono ancora.
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    Buonasera amici del Forum, molti di voi, in pecial modo fra i più esperti, hanno condiviso in questo spazio forumistico anneddoti ed esperienze vissute nel complesso mondo della Numismatica. Io, essendo appena al principio, non ho molto da raccontare, ma condividerò volentieri con voi una lezione importante che ho ricevuto tempo fa da una moneta. Un giorno entro dal un commerciante numismatico. Egli mi mostra alcune monete del mio periodo di interesse e, come di consueto, ci mettiamo seduti ad analizzarle e commentarle assieme. Davanti a me ho diversi antoninani interessanti, un particolare follis di Massimino Erculeo ed un piccolo bronzo di Costantino. Alla fine, decido di comprare qualche antoniniano fra quelli che mi mancavano ed il piccolo bronzo di Costantino, "scartando" il follis di Massimino, caldeggiatomi dal commerciante come "raro" e "adesso in giro non ne trovi". Preso nota delle mie sclete, mi domanda: "Questo non lo vuoi." "No, non sono convinto e non per la conservazione. Diciamo che preferisco rifletterci un poco" rispondo io. A quel punto, egli controbbatte: "Va bene, guarda, ti faccio un regalo. Prendilo, non mi devi niente. Guarda, è un bel regalo" rimarca "è raro e non si trova in giro". In effetti il tipo sul rovescio mi sembra abbastanza sconosciuto, così come il dritto che mostra Massimino con la clava. Sono curioso di indagare meglio sulla moneta una volta a casa. Ringrazio del regalo, prendo i miei acquisiti e mi avvio. A casa, inizio a classificare e studiare i miei acquisiti. Per ultimo decido di lasciare il follis di Massimino, ho delle inspiegabili strane sensazioni e voglio dedicarci un po' di tempo in tranquillità. Lo prendo in mano, lo osservo attentamente. L'oggetto mi continua a trasmettere una strana sensazione. Inizio subito a cercare riferimenti in rete e scopro che monete del genere non sono passate in aste recenti (quelle meno recenti non ho modo di verificarle). Continuo a rigirarmi la moneta fra le mani, ma nonostante l'eccitazione di trovarsi davanti ad una moneta probabilente raretta, continuo ad avere sensazioni contradditorie [Continuerò alla prossima puntata, ora vi posto la protagonista della Storia per avere i vostri pareri]. D/ IMP MAXIMIANVS P FEL AVG R/ FORTVNAE REDVCI CAESS NN Peso: 10,5 gr. Modulo: 25 mm
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    Girard ha venduto la collezione di sesterzi nell'asta NAC 54 del 2010. Al momento colleziona ancora medi bronzi romani, assi e dupondi, dove ancora riesce a trovare materiale integro in alta conservazione e quindi a far crescere la serie che sta completando.
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    Credo che abbiate ragione entrambi @realino santone e @rick2. Il fatto che di una moneta ne esistano solo tre esemplari è certamente indice di notevole rarità, tale da meritare un'attenzione e un prezzo particolari, ma come quantificarli? Ci sono monete della stessa rarità che hanno spuntato cifre a 4 zeri ed oltre, altre solo qualche centinaio di euro. Faccio un esempio basandomi sulla monetazione che meglio conosco; uno zecchino di G.B. Ludovisi (7-8 esemplari noti) è stato venduto a 42.000 CHF; un quattrino inedito di Jacopo VII (2 esemplari noti) a 400. Se contasse solo il criterio della rarità vi sarebbe chiaramente, non dico da rovesciare, ma almeno da rivedere il rapporto tra le due. Ma, e qui emerge il nocciolo della questione, il valore non è un dato oggettivo - come il peso o il diametro - ma è stabilito dal mercato, con il gioco tra domanda e offerta; se il pur raro tornese è rimasto invenduto significa che in quel momento non interessava e quindi il suo valore era, oggettivamente, di gran lunga inferiore ai 3.000 richiesti. Se poi a questo si aggiunge che si tratta di una collezione "di nicchia", si comprende che fino a che, tra i relativamente rari collezionisti del settore, non vi è uno disposto ad aprire la borsa indipendentemente dalla cifra richiesta, la moneta, per quanto rara, resterà a lungo presso il suo attuale proprietario. Avendo un mercato ristretto, infatti, non può nemmeno essere considerata un buon investimento a breve-medio termine.
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    Personalmente credo che vari siano i motivi che portano a vendere. Il dr. Mantegazza e il dr. Rocca hanno venduto perché avanti negli anni, consapevoli di un mercato di furboni e desiderosi di lasciare ai familiari (e non ai mercanti) il frutto delle loro fatiche. Entrambi hanno presenziato alla vendita della loro collezione per controllarne la correttezza. Altri vendono per consentire ai figli di condurre al meglio la propria vita (un amico con una importante collezione passata in NAC). Altri ancora hanno priorità di valori che si modificano improvvisamente e che determinano tale scelta (chi, pur innamorato del collezionismo numismatico, non ha mai avvertito la "vanitas vanitatum" che esso comporta?). Altri hanno tracolli finanziari improvvisi e la vendita della collezione è una scelta forzata (e non faccio nomi volutamente). Vi è anche chi vende parte della collezione per sistemare dei rapporti con i coeredi ... In conclusione molte sono le possibili ragioni e, se non sempre i conferenti guadagnano adeguatamente, le case d'asta lo fanno in ogni caso, sia che vendano a molto che a poco prezzo (l'importante è vendere!).
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    Certo che con queste tue premesse se qualcuno vuole iniziare a collezionar monete scappa a velocità supersonica.........
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    Mi faccio un po' di pubblicità! Due monete inedite di Jacopo VII Appiani, principe di Piombino di L. Giannoni Apparse in recenti aste, grazie ad un'approfondita e moderna ricerca su iconografia e conii vanno ad arricchire il repertorio delle emissioni della zecca toscana.
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    vi posto questo rottame pescato in una ciotola per 1 sterlina e` un imitativa (barbara) invece di esser la classica imitativa di tetrico del iii secolo questa imita un tipo monetale del tardo IV secolo una salus reipublicae emessa nelle zecche orientali dal 383 al 388ad cosa ci dice questo? che durante il collasso dell impero serviva ancora monetale. che eran emissioni di emergenza magari battute da tribu barbare quando son state emesse ? di sicuro nel V secolo rifacendosi a tipi monetali precedenti. questo secondo me significa che tutte le nostre imitative di un certo diametro son monete battute dopo il crollo dell impero e che si basavano su tipi precedenti, questo spiega le varie imitative di tetrico (o alcune) le varie urbs roma imitative etc etc
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    Buonasera amici del Forum, continuiamo il nostro viaggio nel tempo con la testimonianza preziosa di questi tondelli di metallo incisi che amiamo tanto. Oggi torniamo indietro nell'anno 362-363 e siamo ad Antiochia. Giuliano II entra ad Antiochia accolto come salvatore delle genti orientali per organizzare la propria spedizione contro i Persiani. Viene accolto durante le feste di Adone, il giovane amato da Venere ed ucciso da un dente di cinghiale, e i lugubri lamenti che si levano durante la celebrazione sono, secondo Ammiano, di cattivo auspicio. Ben presto, durante l'inverno del 362-363, Giuliano e la città vengono ai ferri corti. L'imperatore gestisce la giustizia con mitezza ed equità, si rivolge ai problemi dello Stato e dell'esercito, ma non è popolare. Gli Antiocheni vogliono un personaggio pubblico che curi l'aspetto fisico, vada a teatro e si abbandoni a i numerosi piaceri che la città offre. Inoltre, pochi partecipano ai riti pagani che il Nostro vorrebbe rinvigorire. Inoltre, fa spostare i corpi di alcuni martiri cari ai Cristiani della città, fra cui quello di Babila. Quei corpi, invero, erano stati messi sopra la fonte Castalia da suo fratello Gallo giusto qualche anno prima per annichilire il culto pagano. Infine, per un incidente o per rappreaglia dei Cristiani, va a fuoco il tempio di Apollo a Dafne. Giuliano sospetta i Cristiani, accusa gli Antiocheni di "ateismo", rompe con il Senato. L'odio è reciproco per molti di loro. La guerra è,invece, una questione a sè. Giuliano ci pensa da tempo ed è voluta per motivazioni personali: Ammiano cita la sua volontà di fregiarsi del titolo di "Partico" e di tornare a comandare truppe dopo i successi in Gallia da Cesare. Poco prima della partenza per la campagna militare, gli Antiocheni che lo hanno in odio leggono come presagio a loro favorevole la morte in sequenza di Felice, comes largitionum, e Giuliano, comes Orientis e zio dell'Imperatore. Così, storpiando il classico D(ominus) N(oster) Claudius Iulianus P(ius) F(elix) Augustus, vi leggono malignamente con una serie di omissis Felix Iulianus Augustus volendo indicare che a Felice e al comes Giuliano sarebbe seguito nella tomba l'Augusto. Intanto, i preparativi fervono e Giuliano conia follis votivi in cui il messaggio militare è chiaro. Guardiamo per un attimo alla mestria incisoria con cui si ritrae un Giuliano con una barba leggermente ondulata, quasi pettinata e curata, non caprina come lo accusavano i suoi detrattori. Osserviamo lo sguardo determinato dell'Augusto e la promessa di un suo ritorno grazie all'esercito. L'incisore ha reso con vivacità l'immagine di Giuliano che ci viene restituita con un'abilità unica per un piccolo follis votivo. Infine, apprezziamo la datazione, secondo il RIC, non anteriore al suo arrivo ad Antiochia. La coniazione può esser quindi collocata fra l'estate del 362 e quella del 363. Per qualche motivo non ben chiaro, la moneta votiva di Antiochia viene registrata come "Scarsa" e lo è certamente rispetto alle votive di altre zecche. Infine, avrei una domanda tecnica per gli esperti ( @Piakos, @Cliff): cosa è quella curva a ore 7 del /D? Pareri di chiunque sulla moneta sono ben accetti, ovviamente. Ciao. Spoudaios
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    Salve, salute e conoscenza a tutti con il nostro forum. Ecco la moneta in topic. Questa veramente è integra per come appare...nulla ci è stato fatto dal momento del ritrovamente che possa essere ricondotto ad opera di pasticcere (come un numismatico romano chiamato scherzosamente "Il Pasticcere") o di metallurgo restauratore. Patina affascinante su moneta affascinante. Vediamo la raffigurazione del Tiberis, personificato mentre poggia la mano dx sulla prora di una piccola nave mentre con la sx. tiene una canna fluviale. Ecco...quando vedo queste monete...mi convinco sempre più che il mondo classico resta insuperabile quanto a storia ed a fascino. Peccato per i noti problemi di contraffazione e restauro non dichiarato che ha allontanato tanti appassionati.
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    oppure un segno per la quadratura della legenda del conio
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    E' facile convenire sul decadimento del senso civico nazionale e sulla dialettica storpia Cittadino-Stato. Quello che personalmente più mi stupisce, mi atterrisce talvolta, è la sopravvenuta incapacità diffusa di percepire la bellezza ed il suo valore. Della bellezza non si parla, non si discute. Nel senso comune la si riconosce confusamente come "un valore" e per logica ineluttabile, qualcuno ne deriva un "prezzo". Ma trattiamo già di frange avanzate. Il portato pedagogico dirompente del bello integrale da cercare setacciando nelle opere formali dell'uomo porterebbe ricerca di dignità nelle esistenze, facilitando le scelte e modellando le azioni impedendo la bruttezza, che, nella violenza trova il suo volto piu' deturpato e deteriore. Sto andando fuori tema. Me ne scuso.
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    P.s. Non vorrei farla lunga ma come non dire che...per leggere questo sito...ci dovrebbe essere la fila. Altri operatori dei fora di numismatica, cinque o sei anni fa', annusata l'aria e il modo sul web... provarono a seguire la corrente. Legittimo, affaristico. ingegnoso. Infatti oggi sono minacciati da fessbùc. Noi siamo meno bravi...preferiamo tentare di dare delle possibilità alla cultura, almeno per tentare di farla o di parlarne.
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    La frattura generazionale è evidente nel collezionismo come altrove. I giovani, sempre meno, che si affacciano alla vita attiva, oltre al drammatico ed usurato problema del lavoro, scarso, mai adeguatamente remunerato e privo di senso prospettico, hanno una visione del mondo ed un'idea del vivere che implica leggerezza e mobilità. Mio figlio, tra poco diciottenne, continua a ripetermi di voler "viaggare leggero", preferendo cercare a destinazione cio' di cui ha bisogno piuttosto che continuare a portare in giro cose. Trovo giovani colleghi per i quali acquistare casa per viverci è follia. Si acquista, eventualmente, qualcosa per una rendita, da affitare ad altri. La casa affittata ove vivere si cambia in tempi brevi per spostarsi in zone diverse della città o perchè si e' trovato un alloggio di miglior design o ...immaginate Voi. Di loro, in queste case c'e' solo il vestiario, qualcosa in bagno e la raccolta di smartphone, tablet, notebook et similia. Un trasloco è questione di ore. Tanti non hanno un automezzo, talvolta una moto. Quando occorre l'auto si affitta, secondo necessità. Pochi contemplano una vita a due. Scorgo relazioni anche solide e durature, ma il senso di indipendenza e libertà condiviso, amplifica il fastidio della materialità da gestire che ingolfa il tempo e le menti. Trovo in questi casi persone interessate l'uno all'altra e coinvolte nel rapporto ma c'e'rispetto profondo delle rispettive ambizioni alimentando la precarietà della permanenza in un qualsiasi luogo. Libri, musica, film, agende, giochi; tutto collassato nell'accesso e nella fruizione in un dispositivo portatile. Come si conciliano gli stili di vita emergenti con un collezionismo di qualsiasi tipo e/o genere? Il post di @bubbolo al #62 rende evidenti alcuni esiti.
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    @Piakos La definizione di FDC è sempre complessa. Risulta poi particolarmente difficile in queste monete attribuire qualche particolare mancante alla circolazione (seppur minima) o a debolezze dovute ai sistemi di produzione (es conii rotanti/oscillanti; rotture di conio; ...). Spesso il commerciante opera in maniera assolutamente arbitraria. Credo di dover sottolineare alcuni punti: 1) Esistono canali commerciali differenti (specializzati in "monete pontificie") che hanno tradizionalmente attribuito alle monete di un certo periodo in ottima conservazione un certo grading che definirei quasi convenzionale (es. SPL+). Le monete in questione non presentano colpi o segni sui fondi, ma la brillantezza di questi ultimi è minima (magari causa una patina pesante) e sono presenti debolezze di dubbia origine (vedi sopra). Spesso originano da aste prestigiose del passato il cui grading è stato necessariamente mantenuto (non si dovrebbe certo scrivere ad es. "ex Leu 36, FDC" se in quell'asta la moneta era definita SPL+) o solo lievemente "scalato". 2) Le nuove case d'asta "generiche" ed i commercianti che successivamente acquisiscono la moneta tendono a fare un rapido upgrade delle conservazioni (secondo il principio che un FDC rende commercialmente molto di più di un qFDC e questo di uno SPL+ ecc.). Invito a seguire il link qui proposto per una esemplificazione. https://www.cavalierenumismatica.com/it/sitem/329/roma-innocenzo-xii-1-2-piastra-ag-anno-v-/ La mezza piastra qui proposta in conservazione "qFDC/FDC eccezionale" origina da un'asta dove era stata considerata SPL+/qFDC. L'avevo osservata con estrema attenzione e, personalmente, l'avrei definita SPL+ (baffi del pontefice al D/ e panneggio al R/ con segni di lieve usura) con fondi leggermente lucidati (presenza di hairlines). Dunque in un paio di settimane la conservazione si è accresciuta ...! Avevo discusso la conservazione con chi l'ha acquistata e mi era stato detto che avevo un metro di giudizio "vecchio stile" (cosa voglia dire, poi, non lo so ...). 3) Molte monete in aste importanti e recenti (preferisco non far nomi) avevano subito una lucidatura nascosta da una ripatinatura pesante, e venivano ciononostante graduate al massimo, segno che il comportamento commerciale può essere molto variabile. Credo però che i prezzi di aggiudicazione per i pezzi migliori siano consoni alla loro qualità effettiva e non a quella dichiarata.
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    Se lo facciamo su valutazioni personali e sull'argomento che ognuno "tratta", ecco la mia valutazione : Le Case d'asta trattano poco e niente le banconote / scripofilia, nessun approfondimento storico . Si limitano a proporre l'articolo. Commercianti specializzati = 2 Commercialti forniti = 6 Musei = 1 Storici =1 Collezionisti? Di quelli che conosco io , nessuno colleziona queste tipologie di banconote. Forse in Italia saremo in 10.
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    L'osservazione di@dearitio in merito alla cifra (ipotetica) di circa 20.000 sembra ragionevole, tuttavia resta un dato, almeno apparentemente, calcolato a "occhiometro". Proviamo un attimo, partendo da un campione noto, a fare un po' di "quasi" statistica demografica. Prendo a campione il dato che meglio conosco,cioè Piombino. Abbiamo, escludendo i "compratori" delle emissioni annuali per collezionisti, circa 16 collezionisti noti. Ipotizziamo ora che i collezionisti di monete siano maschi in una fascia di età tra 30 e 80; a Piombino in questa fascia troviamo circa 13.000 persone. Rapportando i collezionisti a questa popolazione vediamo che i primi rappresentano lo 0,12% del campione. Da paese a paese, da città a città questa percentuale ovviamente varierà in funzione della lontananza o vicinanza ai centri numismaticamente attivi, dove sono presenti negozi, case d'asta,ecc. Al tempo stesso in un paesino della Lucania o della Val di Fiemme o dell' Aspromonte è verosimile pensare che la percentuale sia assai vicina allo 0, per cui, in base alle famosa legge del <Poggi e buche fanno pari> terrei buona la percentuale di cui sopra che, se applicata alla popolazione maschile nazionale della stessa fascia di età pari a 20.000.000, mi dà 24.000 ipotetici collezionisti a livello nazionale. Questo dato si colloca ragionevolmente all'interno della forcella dei 20.000 di@dearitio e dei 30.000 di @Alberto Varesi e quindi non mi sembra che si ragioni molto al di fuori della realtà.
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    Calcolando inoltre che la discussione è nata "generica", cioè senza divisioni per nazioni o popoli, così come non si è specificato se antiche o moderne , monete o medaglie, metallo o carta ecc ecc, possiamo dire che la numismatica in generale ha circa un centinaio di sottosezioni collezionabili ? Credo di si. Prendendo per veritiero il dato di 20.000 potenziali collezionisti attivi, la cifra che rimane è di 200 collezionisti a "articolo o sottosezione". Capisco che 200 collezionisti di monete medievali di Arezzo sono troppi, forse saranno 2 , ma 200 collezionisti di Vittorio Emanuele III , mi sembrano pochi. Se poi facciamo un ulteriore confronto dei dati con il numero delle regioni, viene fuori che mediamente ogni regione ha 10 collezionisti attivi. Credo ci sia molto sommerso .
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    @Piakos Il balletto come sempre finisce quando conferente o casa d'aste si stancano di ballare, oppure quando la moneta in essere viene infine proposta a un prezzo abbastanza allettante da attirare un'offerta di qualche acquirente. In Belgio non hanno uno spirito commerciale molto spiccato, e non si affannano facilmente, sono anzi molto compassati. E' quindi normale ed accettabile prassi tutto questo andirivieni per vendere una moneta, anche non importante. Non che la cosa da Nomisma o in altri lidi sia poi molto differente comunque.
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    Credo che siamo tutti concordi nell'affermare che le monete belle avranno sempre estimatori. se poi sono belle e rare meglio ancora. Il mercato italiano ha conosciuto e sta vivendo ancora una battuta di arresto ? Si, mi sembra incontestabile. come già detto, alcuni settori e, in generale, le conservazioni medie o medio basse sono ai prezzi di 20 anni fa. Più crisi di così... C'è poco ricambio generazionale, vero, sarebbe molto di più se solo questa crisi decidesse di abbandonarci. Altri Paesi, anche euro, che stanno vivendo momenti migliori non fanno fatica a vendere il BB o l'MB, da noi a volte viene snobbato persino lo Spl. non credo invece che chi ha comperato esemplari di alta o altissima conservazione ora si lecchi le ferite, anzi. Ad ogni asta assistiamo a prezzi sempre più alti per le monete realmente Super. Troppe aste, verissimo. seguirle tutte oramai è impossibile e questo può riflettersi anche sulle percentuali di venduto. quanti acquirenti da oltre confine ? Beh, sono in crescita ed ora come ora rappresentano almeno un 20% del venduto (come numero di lotti, ma come importo anche un 30 o 40%). Se solo non avessimo certi organi statali......si potrebbe fare di più
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    Camp Davis - North Carolina C'erano circa 550 soldati tedeschi detenuti nel campo. Si ha notizia che tra i tedeschi ci siano stati anche degli Alto Atesini ( Battaglione Bozen o Deutsch-Italienische Panzerarmee ?) Il campo fu chiuso nella primavera del 1946. Questo buono ha due particolarità : - ha un valore nominale altissimo, per la tipologia, infatti i buoni da 1 $ sono rarissimi; - è un inedito , infatti l'unico buono conosciutodi Camp Davis, ha come valore 1 cent .
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    Sommessamente azzardo che la discussione sui tornesi molisani/pugliesi è apertissima, nonostante i molteplici contributi apparsi dal 1997 a oggi. Nello specifico la misturina si attribuisce a San Severo ex-legenda; ma è tradizione non certezza. La posizione di molti è, al riguardo dei tornesi in argomento, molto attendista e cauta. Si concentra l'attenzione al fenomeno delle contraffazioni coeve del periodo dei Monforte-Gambatesa al tempo della rivolta dei Baroni, di cui abbiamo esempi; vanno aggiunte le molte contraffazioni, talvolta vere e proprie invenzioni, del periodo a cavallo tra il XIX e XX secolo.
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    3000 euro per una moneta del genere non esistono ! questa e` una moneta da 200-300 euro anche se inedita di inediti ne saltan fuori 20-30 all anno anzi adesso c e` la mania di classificare le varianti di conio come varianti della moneta, sai quanti inediti ci sono !
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    Come anticipato, ecco un altro caso che vedo per la prima volta. Da: https://www.deamoneta.com/auctions/view/17/1701 Da: tp://www.ebay.it/itm/182340182230?_trksid=p2057872.m2749.l2649&ssPageName=STRK%3AMEBIDX%3AIT In questi giorni Numismatica fiorentina ha messo in vendita un bel denaro provisino di Cola di Rienzo: uno dei due di questo tipi emessi dal tribuno romano. Il tondello messo a confronto con un altro esemplare simile non sembra che abbia le stesse lettere nei quarti della croce. Ciò che si legge è VNBS, cioè la lettera R sembra essere diventata una N. Si nota pure una corrosione che potrebbe aver corretto la lettera R, ma quello che non convince, non ostante la presenza della corrosione, è la forma in cui si presenta la presunta N: pare proprio che sia quest’ultima lettera. Può darsi che effettivamente esista questa variante di cui non sono a conoscenza e che non ho incontrato mai prima d’ora; ho sempre e solo visto la sigla VRBS. Ecco una breve disquisizione di Adolfo Sissia (Cola di Rienzo e monete durante il buono stato) dove non vi è traccia della parola VNBS: “Elementi distintivi con le precedenti emissioni del Senato sono un “cerchietto” in luogo della S al centro sopra il pettine e l’iscrizione in legenda ALMVS TRIBVNAT[VS] nella faccia con croce; il motto celebrativo ROMA CAPVT MV[NDI] che sostituisce SENATVS.P.Q.R ritorna a essere impresso nella parte del pettine come nelle prime emissioni senatoriali. I simboli ai lati del cerchietto sopra il pettine rimangono invariati dal gruppo antecedente. In prima analisi, colpisce immediatamente la mancanza di ogni riferimento al Senato a conferma che Cola lo abolisce definitivamente durante il suo breve tribunato. Il nominale si distingue in due serie ben definite fra loro: la prima, con le lettere VRBS ripartite negli angoli della croce e pettine a cinque o sei denti, la seconda senza lettere nei quarti e cinque denti. Le croci patenti hanno caratteristiche di stile diverse - indice di probabile avvicendamento d’incisori dei conii - rispettivamente con estremità tricuspidate l’una e con estremità arcuate l’altra. Il taglio di ambedue le serie tribunizie, sia nella media sia negli estremi, è omogeneo.” Questa descrizione parrebbe togliere ogni dubbio, ma quello che invece non convince è la forma della lettera R che pare una N. Vi domando: è possibile che esista questa variante?
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    Molto, molto bene. Il tutto nasce da un commento fatto che pensavo fosse attribuito al denaro di Champagne mentre evidentemente si riferiva all'esemplare romano. Tutto qui. ciao a tutti
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    Scuse accettate e non credo che puntualizzare, correggere, sottolineare ciò che può essere frainteso sia un male per la Numismatica e neppure è vero che ti abbia preso di mira. Se guardi bene vedresti che ti ho citato alcune volte in senso positivo, quasi indispensabile. Io sono fatto così: quello che non mi va lo faccio presente. Un saluto e facci sentire la tua presenza anche qui e non più per i denari di Lucca, che sono ormai diventati un sogno irraggiungibile per questo forum.
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    La libertà è la più bella: compro ciò che amo, non per investire né per rivendere. In una Nazione che regredisce velocemente non vi sarà nessun mercato buono nel prossimo futuro . La cultura fa gli uomini e la Nazione , non l'economia .
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    E vabbè, io mi perdo le discussioni qui. @Vigno, una risposta definitiva al tuo quesito non c'è, ma possiamo illustrare qualche ipotesi: Sacra Moneta è un marchio che inizia ad apparire con la Prima Tetrarchia (dal 294). E' molto probabilmente legato al comitatus (l'ufficio dell'Augusto) vicino al principe e sta ad indicare emissioni particolari (in oro) o zecche strategiche per l'Augusto o il Cesare di turno. E' probabile, per le emissioni auree, che le monete con marca SM venissero coniate con metallo proveniente direttamente dalla "riserva" del principe e,quindi, distribuito sotto la sorveglianza stretta degli ufficiali del rationalis summae rei (una sorta di Ministro delle Finanze, in seguito comes sacrarum largitionum o logothete tou dromou a Bisanzio). Quasi tutta la monetazione aurea della Prima Tetrarchia segnata con SM si riferisce agli Augusti. Dalla Seconda Tetrarchia, vi è un rilassamento e SM si diffonde anche per i Cesari Severo II e Massimino. Sulla monetazione enea (i follis) la situazione non è chiara, perché SM si era diffusa soprattutto nella parte dell'Impero sotto Diocleziano. Forse il controllo di questa monetazione era particolarmente cara all'Augusto Giovio? Aggiungo: ho letto in giro che la sigla poteva testimoniare il passaggio di un imperatore presso la località della zecca. L'ipotesi è quantomeno azzardata, considerando che numerosissime zecche del periodo visitate in maniera certa dagli Augusti/Cesari (i tetrarchi erano molto mobili e si spostavano di frequente) non hanno riportato la sigla. Spero di averti fornito comunque qualche elemento in più. Ciao.
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    Ciao @SaIvatore , la moneta è in conservazione bassina (al più quasi bellissima qBB, ma forse anche MB) ed è piuttosto comune come nominativo, quindi il valore si aggira in un range fra i € 20 - € 30. Considera comunque che lo stato di conservazione è un parametro soggettivo, quindi se dovessi andare per negozi di numismatica a farla valutare, non ti stupire delle diverse valutazioni. Io la trovo bella, storicamente importante e con una patina che le rende pienamente giustizia.
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    questo introduce anche il fatto che dal 260 al 400 noi non sappiamo il valore delle monete romane ! praticamente passiamo dal denario/sesterzio al nummo senza sapere per esempio quanto valessero quelli che noi chiamiamo follis oppure gli ae2 o gli ae3 per me comunque ad un certo punto intorno al 255-258 i sesterzi han iniziato a rivalutarsi e non valevano piu` 1/8 di antoninano ci sono anche emissioni di claudio o tetrico chiaramente fatte con oricalcum di sesterzi rifusi , ne ho 3 o 4 in collezione di questi rottami
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    duit olandese della provincia gelderland moneta comune , 1 euro
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    ma di sicuro ! adesso se collezioni monete romane in italia sei a rischio sequestro ! chiaro che o molli o vai underground e non dici niente a nessuno addirittura mi han detto che in italia oramai ai mercatini ti fan vedere le romane solo se ti conoscono o solo se uno che conoscono ti introduce. roba da spacciatori di droga. qui invece compri e vendi alla luce del sole senza problemi
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    non mi imbavaglieranno mai !!!! comunque vedo che chi colleziona romane alla fine parte con i bronzetti e finisce quasi sempre poi sui sesterzi e sui denari per me mercato ce n e` ancora pero` all estero oramai la stupidita` della legge italiana e di chi pretende di applicarla a suo favore ha distrutto il mercato italiano.
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    meglio cosi i prezzi calano in realta` noto anch io una diminuzione , il mercatino di londra e piu` quieto, pero` di roba non se ne trova. comunque vedo che i giovani che si avvicinano sono pochi e secondo me bisogna puntare su di loro se solo sapessero come la storia antica sia piu` intrigante di quella dei pokemon
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    Non credo sia un collezionista. E' qualcuno al quale hanno detto che essendoci solo 103 es. coniati è sicuramente un investimento che potrà rendere molto in futuro. ( Costa come un alloggio ma non si pagano tasse e spese di condominio, occupa un minimo spazio, cosa vuoi di più) Poi forse è uno che aveva già tutto VEII e gli mancava solo quella..........Adesso si può guardare la sua "raccolta" di monete tutte uguali, sai che soddisfazione.
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    Non sei solo scusato, ti prego di andare fuori tema più spesso @f.dc.
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    Apprezzabile la volontà dell'admin. ottimo quesito... Purtroppo la risposta è troppo semplice. La conoscete l'italia? E vogliamo consumare energie per parlare dei soliti problemi? L'Italia non si vuole riformare. Tutti sanno che la maggioranza degli italiani non ama i cambiamenti...che, peraltro, quando ci si prova a farli...vengono fatti male. Infatti gli italiani (da 500 anni) non fanno e non amano le rivoluzioni...troppo pericoloso farle e poi..chissà che ne viene fuori. Ecco perchè non cambia quasi mai nulla di importante. La classe dirigente lo sa...e ne trae interesse, anche se da qualche anno non potendo aumentare ancora il debito pubblico ...non ha più briciole e favori da distribuire al popolo, ma solo agli amici. Si aspetta così che qualcuno, per intervento alto e/o divino...cambi le cose. Figurarsi le monete e il meta detector... Quanto sopra tanto per continuare a dare a questo sito il proprio valore aggiunto: dire le verità.
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    Grazie della segnalazione. Difatti questa moneta necessita di un topic specifico.
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    Giusto per la cronaca, la presunta prova è stata ceduta ad 80 euro ad un collezionista di gettoni.
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    ...ma le "senza" sono escluse il Coronato...perchè il Sig.re....non ne conosceva l'esistenza...ed ha imbastito il discorso tutto sulla B=Lanciano, e niente B=Cotrullo=Napoli...che in quel periodo (secondo lui) se ne stava in zecca a Napoli senza siglare monete. A parte questo, sigla B a parte, o meglio moneta questa senza sigla, ma a croce liscia......se Napoli non è, se Lanciano non è, se l'Aquila non è ... ma di che cavolo di zecca è ? (poi lo chiederò a lui...eh...eheh....eh....). A parte che è un UNICUM...straordinario.
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    @Admin credo che, al di là di sigle e nomi debba valere nei confronti di chi vende monete, siano Baie o simili, siano case d'asta o negozianti la stesso criterio che io chiamo "regola del fornaio". Tutte le mattine ti servi da lui, ha il pane buono e quindi continui ad andarci finchè una mattina ti rifila il pane del giorno prima. A quel punto puoi fare due cose: o glielo dici, dandogli implicitamente un'altra chance o cambi fornaio. So di bidoni ipergalattici rifilati da stimatissimi e titolati commercianti e di buoni affari fatti con un membro del "terzo strato" di Piakosiana definizione.
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    Vogliamo aggiungere ai rami secchi la filatelia ? Ormai i frb.non si trovano nemmeno più dai tabaccai. Vai alla posta e appiccicano una etichetta.(c'è persino chi le colleziona ma è come collezionare tappi della birra credo). Forse reggono ancora gli Antichi Stati. Ma quando ricevo una racc, da SMarino coperta di frb.di tutti i tempi e in lire penso a quelli che facevano la coda alla posta per ogni nuova emissione e poi compravano fogli, quartine, buste affrancate primo giorno. Poi gli eredi svendono a metà facciale e qualcuno ti addebita 10 euro per la racc. su cui appiccica 6 euro in vecchi frb che ha comprato a 3. Se anche un giorno dovessero come hanno in mente di abolire il contante dovrebbero risentirne solo i coll. di euro. La Storia non si abolisce per decreto. Vabbè che sono talmente scemi che cercheranno di abolire pure quella. Già ci stanno provando a abolire il "ventennio" (c'è una proposta di legge in discussione). I frb li ho collezionati anch'io da ragazzo. Ne ho ancora un album pieno(spendevo la paghetta per aggiungerne). Oggi non li vuole nessuno, neanche gratis. Però almeno mi sono divertito. Che tristezza il mondo attuale....e la relativa fauna che lo popola.
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    Secondo quello che sostiene l'autore del secondo articolo, il coronato in oggetto dovrebbe essere attribuito alla Zecca di Lanciano ma,ad "intuito" , presumo che non sia così!!
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    Dopo aver detto il mio pensiero , su un altra discussione, ecco un nuovo Buono. Su Banconote Italiane di Franco Gavello, questo Buono non viene indicato, infatti viene riportato solo Bellemead, come campo per soli Italiani. Ecco anche Port Terminal , New York Port of Entry, campo chiuso nel gennaio del 46 con un numero massimo di 244 prigionieri .
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    Nel ringraziare Alberto per l'efficace chiosa, cito ed evidenzio la frase che si potrebbe porre a sigillo finale dell'intera discussione.
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