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  1. 3 points
    Lugiannoni

    CONVEGNO SULLA MONETAZIONE ETRUSCA

    In attesa degli Atti del convegno, che spero usciranno entro la prima metà del 2018, unisco di seguito, per chi è interessato, una sintesi del convegno, scritta dall'amico Fiorenzo Catalli. <Le monete degli Etruschi a 42 anni dal convegno di Napoli Il 6 e 7 ottobre 2017 si è svolto il Convegno “Le monete degli Etruschi a 42 anni dal convegno di Napoli” nella sede del Parco Archeologico di Baratti e Populonia (Piombino,LI) con la collaborazione del Comune di Piombino, de I Parchi della Val di Cornia, dell’Associazione Archeologica Piombinese e con il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. Il Convegno si è tenuto a 42 anni dal Convegno “Contributi introduttivi allo studio della monetazione etrusca” che si era svolto a Napoli nel 1975. Quel Convegno napoletano fu una eccellente occasione per fare il punto della situazione degli studi di numismatica nello specifico settore etrusco che in precedenza era stato visibilmente trascurato. Proprio in occasione di quel convegno sono stati ricordati gli studi del Garrucci (1885), del Sambon (1903), dell’Haeberlin (1910), della Cesano (dal 1926 al 1938) e di Panvini Rosati (dal 1961 al 1970), che hanno inevitabilmente, considerato il loro carattere frammentario, lasciato insoluti diversi quesiti. A Napoli molte risposte furono date dai grandi nomi della numismatica e dell’etruscologia, guidati da Laura Breglia e da Massimo Pallottino, nelle giornate di studio, grazie anche alla prima grande raccolta di calchi delle monete etrusche conservate in musei italiani e stranieri, per l’occasione messi a disposizione degli studiosi. Ma altri quesiti rimasero insoluti e non pochi studiosi, nei decenni successivi, si lamentarono del fatto che, nonostante i molti auspici espressi nel convegno, il settore della numismatica etrusca rimase di fatto nel dimenticatoio. Per portare avanti gli studi di numismatica etrusca non fu sfruttato l’Anno degli Etruschi (1985) con le sue molteplici manifestazioni e mostre, né furono sfruttate le mostre che nei decenni successivi furono inaugurate in Italia e all’estero. Il Convegno di Populonia non voleva avere la presunzione di colmare queste lacune ma ha voluto anzitutto fare il punto degli studi del settore, di quelli in corso e di quelli ancora da iniziare ed ancora di proporre nuovi spunti investigativi sia sugli aspetti della produzione monetaria che sulle valutazioni che tali produzioni dovevano avere nell’ambito della società etrusca. Va anzitutto citata la relazione di Andrea Camilli che dopo aver effettuato uno scavo negli archivi storici ha recuperato la cartografia che gli ha consentito di ricostruire lo sfruttamento delle scorie ferrose da parte della Società Italica Populonia negli anni a partire dai primi del ‘900. Tali scorie erano state abbandonate e gettate dagli Etruschi nell’area della necropoli arcaica in tali quantità da seppellire completamente le tombe. L’interesse per questo aspetto sta nel fatto che proprio a livello del primo strato di scorie fu rinvenuto nel 1939 un ripostiglio di oltre 600 monete in argento della zecca di Populonia, ripostiglio che, per quanto sicuramente giunto fino a noi non integro, riveste un particolare interesse per la ricostruzione della produzione monetaria della città di Populonia. Di pari interesse l’intervento di Stefano Bani che documenti alla mano, anche in questo caso tratti dagli archivi storici, ha sollevato seri dubbi sull’autenticità delle monete in oro con il tipo della testa di leone, già presenti nelle collezioni pubbliche alla fine dell’Ottocento e sulle quali si sono avanzate numerose ipotesi per un inquadramento cronologico nella produzione monetaria etrusca. Il Bani ha fatto notare che tutte le monete in questione provengono dal mercato antiquario, ed in particolare dall’area di Campiglia, e che nessuna moneta è mai stata, a differenza delle altre serie, rinvenuta in scavi archeologici. L’ipotesi del Bani sulla non autenticità di queste serie merita la massima attenzione anche perché è stata supportata al Convegno da un intervento di Stefano Legnaioli del CNR di Pisa che ha effettuato una serie di analisi non distruttive con infrarossi XRF per analizzare il metallo utilizzato per la produzione di queste monete. La forte discordanza dei risultati che riflettono oscillazioni di presenza di oro fino dal 50% asl 98% fanno accrescere i dubbi sulla autenticità della serie aurea che non dobbiamo considerare più etrusca ma ottocentesca. Un collaudato studio di Adriano Maggiani ha fatto il punto sui sistemi ponderali utilizzati dagli Etruschi documentati dal rinvenimento di pesi in diverse località. I sistemi ponderali, la cui adozione da parte della società antica ha certamente preceduto l’inizio di qualsiasi produzione monetaria nel Mediterraneo, sono alla base della produzione di moneta proprio perché la moneta antica era a “valore reale” ovvero valeva tanto quanto era il suo contenuto di metallo, oro, argento e bronzo. L’adozione di diversi sistemi ponderali ha certamente caratterizzato le diverse aree geografiche spiegando di fatto le differenze ponderali tra i pesi delle monete delle città etrusche ma anche greche di Magna Grecia e Sicilia e romane. Di grande interesse lo studio dei coni eseguito da Luciano Giannoni con particolare riguardo per le serie in argento della zecca di Populonia con il tipo della Gorgone, della testa di Apollo e di Minerva. Il Giannoni ha ricostruito e spiegato la tecnica di esecuzione di cui ha offerto una sequenza di coni (ovvero la successione dei coni che di volta in volta venivano utilizzati e/o sostituiti, in caso di rottura e di consunzione) in rapporto tra i diritti e i rovesci delle monete considerate nello studio. Studio che ha bisogno di tempo per essere “digerito” ma che si presenta ricco di novità e spunti. Italo Vecchi ha anticipato le novità e le revisioni di alcuni tipi monetali da lui studiati e pubblicati nel suo fondamentale repertorio della monetazione etrusca Etruscan Coinage. Fiorenzo Catalli ha fatto il punto della situazione sulla produzione di moneta fusa in bronzo che ha interessato le città di Tarquinia, Volterra e, nella Val d’Elsa e Val di Chiana, Arezzo o Cortona. La monetazione assai modesta nei quantitativi prodotti e nella circolazione limitata al solo territorio tarquiniese, è una evidente produzione di prestigio per una città che nel 308 a.C. fu costretta a chiedre una tregua quarantennale a Roma e che nel 281 a.C. si vide confiscare una parte del suo territorio dai Romani. La sua monetazione evidentemente legata al magistrato Vel Pinie, capostipite della famiglia di cui alla tomba degli Scudi, è databile ai decenni che hanno preceduto il 308 a.C. e la sua produzione può essere stata utilizzata per pagare servizi resi alla città proprio in occasione dello scontro con Roma. Volterra mostra invece tre serie, ben definite dalla legenda Velathri, con i tipi della testa bifronte giovanile da identificare con Culsans il dio etrusco di cui si è rinvenuta una statuetta con il nome inciso a Cortona e con i segni di valore a distinguere i differenti nominali, nell’ordine del sistema divisionale duodecimale (=un asse corrisponde a 12 once : asse, semisse, triente, quadrante, sestante e oncia. Lo stesso sistema di peso è utilizzato da altre otto serie di monete fuse in bronzo che, a giudicare dai dati di rinvenimento, potrebbero essere attribuite ad Arezzo o Cortona. Simona Rafanelli, direttrice del Museo Archeologico di Vetulonia, ha fatto una completa rassegna delle nostre conoscenze sulla moneta di quella città che reca l’iniziale del nome della stessa, Vatl per Vatluna. Le monete vetuloniesi tutte in bronzo si sono ritrovate numerose negli scavi del Falchi, che per primo identificò il sito della città etrusca, facendo riassegnare il nome all’abitato che aveva preso il nome di Colonna. Ma la Rafanelli ci ha mostrato come analoghi rinvenimenti di queste monete ancora caratterizzano gli scavi attuali. A conclusione di due giornate intense Elena Sorge, funzionario responsabile dell’area di Volterra nella Soprintendenza di Stato, ha riassunto i dati vecchi ma soprattutto quelli nuovi sulla conoscenza della città etrusca . In particolare il rinvenimento e le prime ricostruzioni sull’anfiteatro di cui si ignorava completamente l’esistenza. Dati sullo sviluppo della città che aiutato ad inquadrare culturalmente ed economicamente la produzione della moneta.>
  2. 2 points
    Alberto Campana

    UNA MONETA "SCONOSCIUTA" DALL'ASTA CNG Triton XXI

    Posso rivelare che alcuni mesi prima il responsabile per la sezione greca di CNG mi aveva contattato per conoscere la mia opinione su questa misteriosa emissione. Sinceramente non ho potito dare alcuna risposta e ho solo ipotizzato che potesse essere una emissione di una tribù brettia, forse facente parte della Confederazione bruzia nel III secolo a.C.. I Brettii si erano alleati con Pirro e furono sconfitti dai Romani nel 270 a.C. Il loro territorio fu sottoposto al controllo romano, ma non del tutto e alcune tribù rimasero indipendenti fino ad allearsi con Annibale durante la sua discesa nell'Italia meridionale. Il peso della moneta sembra indicare un nomo o statere ridotto a 6,6 g, in vigore dopo la caduta di Pirro e prima dell'arrivo di Annibale, dopo la vittoria di Canne. Le emissioni brettie (e lucane) di epoca annibalica sono di ottimo stile e non affine a questa moneta. L'assenza di etnico e lo stile mediocre fanno pensare a una breve e locale emissione di Bruttii ancora sottratti al dominio romano. Ma è solo una ipotesi.
  3. 2 points
    Alberto Campana

    QUANDO I "CHIRURGHI" SI FANNO PRENDERE LA MANO

    La cosa grave del restauro non limitato alla rimozione delle ossidazioni o sedimenti, ma anche di ricostruzione con eliminazione di una naturale rottura di conio, altera la stessa natura della moneta, non potendo più seguire la progressiva produzione dell'emissione, segnata anche dal progressivo aggravamento della rottura di conio, considerando poi che gli Etruschi utilizzavano i conii fino alla quasi completa loro usura e rottura. Un grave danno anche alla conoscenza scientifica e solo per compiacere i collezionisti alla ricerca della moneta "perfetta".
  4. 2 points
    Alberto Campana

    SULLA VENDITA DI DUE AUREI POPULONIESI

    Colpisce il fatto che questi vari passaggi sono stati compiuti all'interno della stessa Casa di aste. In genere, se si spera in un guadagno, il possessore va a collocare la moneta in altra Casa di aste, magari più prestigiosa e ci sono molti esempi in questo senso. Se si resta nella stessa Casa di aste, la spiegazione più ovvia è che la moneta è stata rifiutata dall'acquirente, forse per sospetti di falsità o altro, e quindi rimessa in vendita.
  5. 2 points
    Alberto Campana

    L'UTILIZZO DELLA MONETA IN ETRURIA

    Resta difficile la risposta. In fondo la monetazione etrusca era "elitaria", ossia destinata esclusivamente alle grandi élites, ossia famiglie aristocratiche all'interno delle varie città etrusche. Non erano monete destinate a pagare i soldati e nemmeno alle piccole spese quotidiane. Esse servivano per pagare le forniture riconducibili a queste famiglie. In questa maniera si spiega il vasto ricorso alle emissioni in oro. Anche le stesse prime monete d'oro romane, come l'oro del giuramento e soprattutto la più vasta emissione dell'oro marziale (da 60, 40 e 20 assi) non erano destinate ai soldati romani, come i denari per i cittadini romani e i vittoriati per i socii, ma servivano solo per pagare forniture, soprattutto per l'esercito, come materiali per la costruzione di navi e per le grandi forniture alimentari. L'unico vero ripostiglio di aurei marziali, trovato ad Agrigento nel 1987 ad alcuni metri di profondità grazie a un pozzo di saggio archeologico davanti al muro esterno di sostegno del terrazzo del Bouleuterion (che era un edificio destinato alle adunate del consiglio (Boulé) della polis greca, composto da 52 aurei (34 esemplari di 60 assi anonimi + 2 es. di 40 assi anonimi + 16 es. di 20 assi con spiga) destro un vasetto. Non furono mai pubblicati dettagli su questo ritrovamento archeologico ma solo alcuni articoli di natura esclusivamente numismatico della prof. Caltabiano. In pratica gli scopritori scrissero solo un trafiletto sulla rivista Archeo, pochi mesi dopo la scoperta, evidenziando che ""Tuttavia sin da adesso sembra chiaro che il tesoretto è stato conservato, più che nascosto, in un’area di edifici pubblici. I problemi relativi alla zecca e alla cronologia dell’emissione nel quadro del sistema del denario, gli avvenimenti storici a conclusione della seconda guerra punica, la natura apparentemente più erariale che privata dell’accumulo sono temi che si aprono alla ricerca dell’immediato futuro.....". Pur nell'assenza di una più definita descrizione del contesto archeologico, colpisce l'acuta osservazione dello scopritore del tesoretto, l'esimio archeologo prof. Ernesto De Miro, che considera in pratica un tesoretto di natura erariale e depositato, possibilmente per ringraziamento della riconquista di Agrigento ad opera delle truppe romane nel 210 a.C., dopo che tre anni prima era caduta in mano dei Cartaginesi, che avevano annientato il presidio romano allora ivi esistente, con ogni probabilità con l'appoggio della fazione filopunica dell'aristocrazia e popolo agrigentino.
  6. 2 points
    lorenzo

    I denari di Dorestad

    Anticipo io qualche passaggio in aste. Le cifre di acquisto o proposte sono sempre alte e non sempre i conii del rovescio sono li stessi. https://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=273388 Triton XVIII, Lot: 1373. Estimate $5000. Sold for $6500. This amount does not include the buyer’s fee. https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=837&lot=455 variante la plus rare des émissions de Dorestad, avec le nom de l'atelier complet et la hache positionnée au-dessus de la légende. Seulement deux exemplaires connus. https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=837&lot=456 lot 456 estimate: 3500 EUR Price realized: 3800 EUR https://www.numisbids.com/n.php?p=sale&sid=1425&cid=37741 Lot 611 Estimate: 4000 EUR Price realized: 4200 EUR https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=1123&lot=1058 Lot 1058 Estimate: 3000 EUR Price realized: 3800 EUR
  7. 2 points
    lorenzo

    I denari di Dorestad

    Una libera trascrizione/traduzione della presentazione di un denaro carolingio di Dorestad. Da: http://humanum.ephe.fr/ephe-palaeography-tutorial/fr/denier-epoque-carolingienne-charlemagne-dorestad Denaro di epoca carolingia. Carlomagno. Dorestad. Moneta. Denaro (argento 1,13 g) di Carlomagno, atelier di Dorestad. Luogo di deposito: Bibliothèque nationale de France. Département des Monnaies, médailles et antiques Livello: CAR-211 Lingua / Scrittura: latino Date (approssimativa): 768 - 794 Diritto CAROLVS Rovescio: Su certe monete, in particolare ai margini dell’impero carolingio, le legende monetarie sono a volte molto stilizzate. E’ il caso di questo rovescio; senza prendere in considerazione nella trascrizione la terza linea, che è puramente grafica. DORSTAT Una moneta di conservazione perfetta, sulla quale vengono incisi i dati essenziali per l’identificazione. Un denaro bello come pochi, dopo gli argenti greci. Qui c’è un evidente sfoggio di bravura del Maestro incisore, il quale con dei segni puramente estetici ha messo in evidenza tutta la sua arte. E’ un piacere osservare questo denaro.
  8. 2 points
    Piakos

    Reichsbanknote - 1.000 Mark - 1910

    parti da qui: la figura allegorica a sinistra ha il remo: quindi ha a che fare con la conduzione...in acqua: su un fiume, sul mare...cioè anche con la navigazione: una buona navigazione...un buon governo. la figura a dx ha la cornucopia: quindi abbondanza che prospera nella pace. Direi...nel complesso: la buona politica conduce bene la nazione nell'abbondanza. Te piass?
  9. 1 point
    Reale Presidio

    I QUATTRINI DEI REALI PRESIDI DI TOSCANA

    Segnalo, anche in questa sezione, la pubblicazione, da parte dell'Editrice Diana, dei miei studi sui quattrini emessi sotto Ferdinando IV per i territori toscani del Regno di Napoli, i Reali Presìdi di Toscana. Dalla quarta di copertina: "Lo Stato dei Presìdi (1557-1801) fu un’entità statale unica ed irripetibile nel panorama storico-politico italiano. Enclave istituita da Filippo II di Spagna per garantire un approdo sicuro alle sue navi e comprendente le piazzeforti maremmane di Orbetello, Porto Ercole, Talamone e, dal 1603 Longone all’Isola d’Elba, seguì, per quasi 250 anni, le sorti della corona spagnola prima e del Regno di Napoli poi, fino all’annessione al napoleonico Regno d’Etruria. Territori di confine tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, porti militari e commerciali, nei presìdios transitavano merci e mercanti italiani e stranieri e vi circolavano monete e valute di ogni tipo. Solamente nel 1782, regnante a Napoli Ferdinando IV di Borbone, si decise di emettere una serie monetale in rame, nei tagli da quattro, due e un quattrino, destinata espressamente alla circolazione nei territori dei Reali Presìdi di Toscana. L’autore, dopo un’ampia premessa storica, dove ripercorre la genesi della nascita dello Stato dei Presìdi e ne delinea il quadro sociale ed economico, illustra gli aspetti connessi alla monetazione, soffermandosi, in particolare, sulla questione della coniazione dei “quattrini” e affrontando le problematiche prettamente numismatiche: i motivi alla base della loro coniazione, la tipologia, le varianti, gli esemplari reimpressi, la classificazione nelle fonti e nella letteratura numismatica, chiudendo con una catalogazione riepilogativa aggiornata e, in appendice, un’ipotesi sulla tiratura dei pezzi emessi, sulla base degli studi dei documenti consultati." Per info: www.classicadiana.it
  10. 1 point
    rick2

    CI SONO ANCORA MOLTI APPASSIONATI DI MONETE ROMANE ANTICHE?

    boh all estero mi pare che il mercato tiri ancora. devo dire che ultimamente faccio fatica a trovare roba a prezzi decenti roba se ne trova ma molte volte ha prezzi assurdi, quindi tante volte rinuncio in italia con le varie crociate che si son fatte contro i collezionisti di monete romane sopratutto nell altro forum credo che l interesse ci sia ancora ma stian tutti zitti per non attirare l attenzione delle ottuse autrorita` competenti.
  11. 1 point
    Lugiannoni

    L'UTILIZZO DELLA MONETA IN ETRURIA

    Studiando le coniazioni populoniesi, sia in oro che in argento, emerge chiaramente una profonda differenza con le coeve coniazioni, ad esempio, della Sicilia. Da un punto di vista qualitativo: le coniazioni "greche" sono accurate, vi si nota una ricerca della precisione sia in termini di forma del tondello che per quanto concerne la centratura. Inoltre i conii venivano sostituiti non appena si presentava un accenno di rottura. Al contrario i "tondelli" etruschi sono tali, vorrei dire, solo casualmente, la centratura sembra essere un problema che non li sfiorava minimamente ed infine i conii venivano sfruttati sino alla distruzione. Di seguito alcuni esempi utilizzando la didracma con Metus, che è decisamente la tipologia più diffusa, collocabile tra la fine del IV ed il III secolo a. C. : a b c d e f Credo gli esempi parlino da soli; da osservare come il conio utilizzato per d), e ed f) sia progressivamente portato all'estremo. Un'altra differenza, sulle cui implicazioni ci soffermeremo in seguito, è l'assenza di contemporanea moneta "spicciola" in rame o bronzo, cosa che invece è presente nelle città greche della Magna Grecia e della Sicilia. (segue)...e nel frattempo, qualche parere?
  12. 1 point
    Piakos

    CI SONO ANCORA MOLTI APPASSIONATI DI MONETE ROMANE ANTICHE?

    Arka mette il dito nella piaga...con obiettività. Però mi chiedo: bronzi belli e intonsi? Addirittura eccezionali? Oggi? O anche negli ultimi anni? Dove? Quali? Si...forse qualcosina, ma non sufficiente per una collezione e, forse, nemmeno per una raccolta. Io credo che, come sempre occorre trovare un medium...in medio stat virtus... Cioè, si finisce sempre per andare verso un estremo. In verità monete intonse nel bronzo romano ce ne sono poche (forse pochissime) e stanno chiuse nelle collezioni. Ci sono però molte monete belle e che sono state ben pulite, senza toccare (alterare) i rilievi e intaccare (variare) i campi. Oggi, seguendo la corrente della moda, si dice che tutto o quasi è smoothed (lisciato) o tooled (lavorato). Occorre tenere presente come sono usciti i bronzi antichi dalla terra: pieni di concrezioni e con qualche ossidazione. Se non le pulisci...non le vedi, non le godi, non sai nemmeno cosa sono. Quindi le monete ben pulite senza esagerare e senza cedere alle tentazioni di migliorarle...sono, a mio sincero avviso, ben collezionabili. Quelle stuccate, rifatte, ripatinate...non lo sono. C'è una bella differenza tra le due categorie e oggi ormai si tende a fare di tutt'erba un fascio...anche perchè pochi sono in grado di distinguere tra le due tipologie. Ed allora...muore sansone con tutti i Filistei? Io direi di no. Il bronzo ben pulito e non invaso dai bulini, dai bisturi e dagli stucchi e resine varie...andrebbe comprato a buon prezzo e stoccato, anche se qualcuno dovesse dire, grossolanamaente, che è smoothed.
  13. 1 point
    Alberto Campana

    L'UTILIZZO DELLA MONETA IN ETRURIA

    Probabilmente il piccolo commercio etrusco era ancora basato sull'aed rude e su frammenti dell'aes signatum. A Marzabotto ad esempio furono trovati molti pesi (per la maggior parte in pietra), evidentemente per misurare meglio l'aspetto ponderale dei frammenti di bronzo. Poi era molto usato anche il baratto. L'economia etrusca, all'interno, era una economia molto chiusa. Le élite aristocrariche hanno potuto importare beni greci, come preziosi vasi attici a figure, grazie all'esportazione di ferro e altri metalli, sotto forma di lingotti, e quindi usavano poco le monete...
  14. 1 point
    Arka

    CI SONO ANCORA MOLTI APPASSIONATI DI MONETE ROMANE ANTICHE?

    alla domanda specifica ''ci sono ancora molti appassionati di monete romane antiche ?'' rispondo sì, ci sono molti appassionati di questa monetazione. Dopo il regno è la categoria più ampia. Quelli che soffrono ultimamente sono i sesterzi di un certo valore. Sta accadendo ciò che era accaduto per il regno: chi può si oriente verso esemplari eccezionali. Ma l'eccezionalità deve essere intonsa. Tutti gli altri hanno avuto un deprezzamento più o meno rilevante. Arka
  15. 1 point
    Piakos

    Collezione Adri - gli errori e le varianti sulle banconote

    L'ho già detto...ci vuole un museo...
  16. 1 point
    Lugiannoni

    PANORAMA NUMISMATICO - dicembre 2017

    Panorama Numismatico nr.334, dicembre 2017 Data: 7 dicembre 2017In: News NumismaticaNessun commento Stampa Email In copertina, Osservazioni su un denaro raro di Giovanna I d’Angiò e Ludovico di Taranto, di Luca Lista e Isidoro Minniti: una nuova interpretazione e una inedita proposta di catalogazione per una tipologia estremamente rara. Troverete, all’interno: Ufo, monete e misteri, di Gianni Graziosi: l’emissione dell’isola di Niue che commemora il settantesimo anniversario dell’incidente di Roswell è l’occasione per parlare di corpi alieni, o presunti tali, sulle monete dall’antichità ai giorni nostri. Per la monetazione antica: Roberto Diegi si occupa di un animale mitico ed emblematico che compare di frequente sulle monete di Augusto, in Il Capricorno nella monetazione di Augusto. Per la monetazione medievale e moderna: Franco Comoglio avanza un’ipotesi riguardo la legenda che compare su una rara emissione longobarda, in Un tremisse di Cuniperto dalla insolita legenda. Adolfo Sissia attua un attento riesame critico delle fonti che hanno analizzato la cronologia delle coniazioni romane il che permette di definire due periodi ben distinti di attività della zecca, in La datazione dell’apertura della zecca di Roma dopo la Renovatio Senatus. Una questione controversa ancora oggi in discussione. In Metamorfosi numismatiche e un sibillino refuso, Alberto Castellotti parla di alcune monete papali alterate scoperte più di un secolo fa da Ercole Gnecchi e di un curioso fiorino di Paolo III. Luca Miccolis affronta un ambito di ricerca particolarmente fertile e ricco di novità per l’elevato numero di varianti di conio esistenti, in Scudi e mezzi scudi di Governo popolare di Bologna. Alcune varianti inedite. Il duca Francesco I d’Este volle che fosse raffigurata sulle sue monete l’immagine della Madonna della Ghiara di Reggio Emilia. Claudio Cassanelli ne spiega la ragione e illustra alcune tipologie in La serie dei dobloni con la Vergine e il Bambino. Per la medaglistica: Papa Pio XII, dopo essersi astenuto dal nominare nuovi vescovi durante tutto il Secondo conflitto mondiale, fece divenire il Concistoro del 1946 uno dei più importanti della Storia della Chiesa. Fabio Robotti parla delle medaglie legate a quell’avvenimento, in Le medaglie di Pio XII per il Concistoro dell’anno 1946. Per la rubrica di Recensioni sono illustrati i recenti volumi di Corrado Ciabatti, Studio e catalogo delle monete di Ferdinando Medici, e di Riccardo Martina, I quattrini dei Reali Presìdi di Toscana. Per la rubrica Notizie dal mondo numismatico si parla della appena costituita Associazione Italiana Cartamoneta; del volume Angelo Grilli, un’eccellenza della medaglistica, di Amelio Carlo Strigazzi e Barbara Costanza Pica; della Tavola rotonda tenutasi a Torino durante il Convegno numismatico dell’ottobre scorso.
  17. 1 point
    bubbolo

    Assegni a taglio fisso

    Ho anche il 500
  18. 1 point
    Piakos

    L'ABACO, QUESTO SCONOSCIUTO

    L'abaco o abbaco(sostantivo maschile) è un antico strumento di calcolo, utilizzato come ausilio per effettuare operazioni matematiche; è il primo strumento usato per i calcoli sin dal XXI secolo a.C. in Cina e nella Mezzaluna Fertile, e utilizzato in seguito anche tra i Greci e i Romani. Successivamente il termine è passato a indicare, per traslato, anche ogni libretto contenente i primi rudimenti del calcolo aritmetico. Sopra Federico ci segnala un'altra sua interessante fatica letteraria.
  19. 1 point
    dearitio

    Assegni a taglio fisso

    Questo è l'assegno a tasso fisso emesso dalla Cassa di Risparmio di Pisa con valore più alto : 500 Lire.
  20. 1 point
    dearitio

    Collezione Adri - gli errori e le varianti sulle banconote

    Ritornando alle varie categorie di banconote collezionabili eccone una diciamo con doppia curiosità: -oltre ad essere una banconota con numeri palindromi ha anche una combinazione di numeri poker.
  21. 1 point
    Ras al ghul

    Aste TRITON XXI di CNG del 9 e 10/1/2018

    Con le aste siamo già proiettati al nuovo anno. è on line l'asta di CNG,la TRITON XXI del prossimo 9 e 10 gennaio 2018 L'asta è divisa in due sezioni ed eccoVi i link https://www.sixbid.com/browse.html?auction=4395 https://www.sixbid.com/browse.html?auction=4396 Che dire:belle e rare monete fra le antiche ma anche fra quelle medievali e rinascimentali italiane. Grazie Ras al ghul
  22. 1 point
    Lugiannoni

    L'UTILIZZO DELLA MONETA IN ETRURIA

    Un dato. Noi conosciamo circa 84 tipi di monete populoniesi in argento di vario valore; però, tra queste, di 67 ne conosciamo meno di 10 esemplari, di 16 tipi ne conosciamo non più di 20, di 5 se ne conosce meno di 50 esemplari, altri 2 tipi non superano il centinaio. Solo per la moneta con testa di Aplu (valore X) il numero dei pezzi noti supera in centinaio (154), mentre per quelle con Hercle (valore XX) arrivano a 300 ed infine delle "classiche" Metus ne conosciamo poco più di 1600. E' ragionevole pensare che le piccole pezzature siano state con il tempo rifuse, tuttavia resta il dubbio che si trattasse di monete coniate da privati per far fronte a necessità di mercato con altre città e paesi, mentre quelle di maggior valore - che a maggior ragione avrebbero dovuto essere rifuse - erano battute dall'autorità statale per proprie necessità commerciali e/o militari. Ma a questo punto sorge la "domanda delle 10 ghinee": mentre la sua "collega" romana aveva a disposizione trienti, sestanti, assi, ecc., la massaia etrusca - vi dovevano pur essere! - con cosa pagava la spesa quotidiana? Al di là dell'ironia, questo è il nodo non da poco per capire l'utilizzo della moneta in Etruria, visto che nelle altre città, che solo intorno al III secolo iniziarono a battere monete in bronzo, fino a quel momento non esisteva la moneta tout court. Come venivano regolati i piccoli rapporti commerciali quotidiani? Col baratto? Temo che questo interrogativo resterà aperto e di difficile soluzione. E' aperta la discussione. Chi ha idee, ipotesi, proposte si può fare avanti....@Alberto Campana, @Admin, @Piakos.......et ceteros! n° monete conosciute
  23. 1 point
    Admin

    Aste TRITON XXI di CNG del 9 e 10/1/2018

    Grazie per la segnalazione in questi giorno vedrò meglio le monete esposte... Pubblico anche sul calendario del forum
  24. 1 point
    Ras al ghul

    Asta Paolucci X del 11/12/2017

    Per partecipare on line isogna cliccare sul seguente link https://www.deamoneta.com/auctions/search/520 l'asta si svolgerà on line l'11 dicembre 2017. Spiccano monete medievali triestine ,meranesi o di Aquileia Sono presenti anche alcuni aurei romani. C'è anche una sezione in cui sono posti in asta lotti a base di partenza di 1 euro e sono senza riserva. Nelle aste numismatiche di Paolucci non mancano mai libri di Numismatica. Ras al ghul
  25. 1 point
    Menelao

    "MONETE ANTICHE" NOV./DIC.2017

    E' uscito il nunero 96 di Nov./Dic. 2017 di Monete Antiche Questo l'indice: · Tutti i numeri di Corinto. Un'interpretazione numerica dei monogrammi riportati sui tetradrammi coniati a nome di Alessandro il Grande a Corinto nel 310-290 a.C. (Federico De Luca) [3-16]. · L'aureo di T. Quinctius Flamininus (RRC 548/1): un'aggiunta e una rettifica. (Alberto Campana) [17-22] · Le contromarche bizantine in Oriente. (Alberto D'Andrea - Andrea Torno Ginnasi) [23-39]. · Varianti inedite nella monetazione di Gian Galeazzo Visconti, Signore e Primo Duca di Milano. (Tiziano Francesco Caronni) [40-42] · ANASTATICA, inserto di letteratura numismatica. Choix de monnaies et médailles du Cabinet de France. Monnaies grecques d'Italie et de Sicile, chez C. Rollin et Feuardent, Paris 1913. (a cura di Luca Lombardi) [1-8]
  26. 1 point
    Piakos

    "MONETE ANTICHE" NOV./DIC.2017

    Un altro interessante numero della rivistica numismatica per eccellenza...e, ivi, un'altra chicca giornalistica di Federico!
  27. 1 point
    lorenzo

    Falsi moderni di monete antiche

    Falsi moderni di monete antiche Inizio qui una breve descrizione di alcuni falsi che ho incontrato nel passato e che ho tenuto per effettuare uno studio su come siano state fatte le copie. In realtà, questa esperienza mi ha causato non poco disagio, per cui ho dovuto studiare le monete greche solo sulle immagini. Questi primi esemplari sono riferiti ad emissioni della Magna Graecia e della Sicilia Greca, ma vi è stato pure un esemplare di pura fantasia che non imitava niente ma veniva spacciato, insieme ad altri tondelli, come moneta greca d’argento del VI secolo. Da: https://it.wikipedia.org/wiki/Exakestidas Exakestidas, (in greco antico: ᾿Εξακεστίδας) (... – ...), è stato un medaglista e un incisore di coni greco antico, attivo alla fine del V secolo a.C. a Camarina. Le monete Il (..) tetradramma presenta su un lato la testa giovanile di Eracle e sull'altro una quadriga veloce. Testa di Eracle, volto a sinistra, ha come copricapo una pelle di leone; l'etnico, ΚΑΜΑΡΙΝΑΙΟΝ, è situato davanti e tutto è raccolto entro un leggero cerchio incuso. Nell'altro lato c'è Atena, con l'elmo ornato da lungo cimiero e con il chitone, guida una quadriga veloce che corre verso destra, con la mano destra tiene il kentron e con la sinistra le redini; in alto una Nike in volo verso sinistra, la incorona con una corona di alloro adorna di nastri; sulla linea di esergo, con caratteri minuti, c'è la firma, EΞAKEΣTIΔAΣ; in esergo sono raffigurate due anfore. Le anfore in esergo sono collegate tra loro da una linea e sono interpretate come il premio per una corsa di carri in onore della dea e quindi piene dell'olio a lei sacro. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Questa che segue è l’immagine di un falso moderno tratto dallo stesso tipo di moneta. Il metallo non è argento ma molto probabilmente è piombo. Si vede chiaramente come questo tondello è un falso mal riuscito dai rilievi poco marcati, quando le immagini non sono confuse. Da: http://www.tuttonumismatica.com/topic/3037-un-tetradramma-favoloso-di-leontini/ LEONTINOI. Ca.466 B.C. Tetradrachm. Quadriga driven r. by beardless charioteer, being crowned by Nike flying l., lion running r. in ex. Rv. Laureate head of Apollo r. with short hair, ΛEO-NTIN-O-N and three laurel leaves around, running lion r. below. 17.10 grams. Rizzo pl.XXII.14, Cf. SNG Dewing 623. Elements of double striking, faint on the reverse, more noticeable on the obverse. Notwithstanding, an attractive example of the very rare and important Demareteion series. Choice Very Fine. (30,000-35,000) The death of Hieron I of Syracuse in 467/6 B.C. resulted not only in the fall of tyranny and the establishment of a moderate democracy in Syracuse, but also in the independence of Leontinoi. This provides a compelling reason for dating the Demareteion issue to ca.466 B.C. insofar as versions were struck in both Leontinoi and Syracuse and, consequently, must have celebrated something specifically important to both cities. The Leontinoi obverse of quadriga with running lion in the exergue is clearly derived from the Syracusan type while the substitution of Apollo for Arethusa and three laurel leaves and the lion (a punning allusion for Leontinoi) for the four dolphins suggests an independent but not adversarial relationship with Syracuse. From the Lawrence R. Stack Collection of Ancient Greek Coins. Questo esemplare fu postato da Piakos il 9 maggio 2016 su questo forum e il seguente è il suo clone. Il tondello dichiarato falso con il punzone appostovi ne impediva la circolazione come autentico. Il metallo parrebbe essere argento, ma non subisce ossidazione per cui presumo si tratti di argentone, una lega metallica di nichel-zinco-rame, con rame al 60%, zinco al 25% e nichel al 15%. Di aspetto simile all'argento, fa parte della famiglia delle leghe dette alpacca, ed è usato principalmente per monete, posate, vasellame ed altro. L’esemplare ha notevoli punti in comune con l’originale, ma il bordo non lascia dubbi. Da: http://www.wildwinds.com/coins/greece/sicily/syracuse/hieron_II/Calciati_195.5.jpg Sicily, Syracuse. Hieron II. 274-216 BC. Æ 26mm (15.82 gm). Diademed head left / Horseman galloping right, with couched lance; F below. Calciati II pg. 380, 195 Rl35; Favorito 63. Good VF, dark brown patina. Estimate $150. Quello che segue è una copia neppure riuscita bene. Mostra una serie notevole di imperfezioni: rilievi schiacciati, segni di una grafia sotto il volto di Ierone che non trovano alcun riscontro negli originali, segni grafici in esergo al rovescio. Il metallo non è argento. Moneta greca d’argento del VI secolo Questo tondello non significa nulla; non è neppure una moneta, ma è stata venduta come tale
  28. 1 point
    Menelao

    LE MONETE: TESTIMONI MUTE ANCHE DEI TERREMOTI!

    https://www.academia.edu/30659688/F._De_Luca_Terremoti_e_monete_antiche_Panorama_Numismatico_n.322_Novembre_2016
  29. 1 point
    dearitio

    LE MONETE: TESTIMONI MUTE ANCHE DEI TERREMOTI!

    Io concordo con @Piakos
  30. 1 point
    Piakos

    LE MONETE: TESTIMONI MUTE ANCHE DEI TERREMOTI!

    Ho letto l'articolo. Che dire? Ottimo contributo, praticamente magistrale. Federico è un pubblicista della numismatica oltre che uno studioso attento e capace di divulgare storia e monete, coniugandole.
  31. 1 point
    Piakos

    LE MONETE: TESTIMONI MUTE ANCHE DEI TERREMOTI!

    E' vero...si carica! Bene...per rilassarmi questa sera apprezzerò la fatica di Federico, cheppoi...deve essere stato un piacere scriverlo e per noi sarà doppio piacere leggere.
  32. 1 point
    Admin

    LE MONETE: TESTIMONI MUTE ANCHE DEI TERREMOTI!

    Il link funziona, Renzo attendi qualche secondo che si carica la pagina e poi scorri verso il basso... Ora mi leggo l'articolo di @Menelao.....
  33. 1 point
    lorenzo

    Falsi moderni di monete antiche

    Da: http://www.oldcoin.com.au/greek.htm BRUTTIUM, Kroton. Circa 480-430 BC. Silver Nomos (22mm, 8.06 g). Tripod, legs terminating in lion's feet; to left, heron standing right / Incuse tripod. SNG ANS 259-60; HN Italy 2102. VF, lightly toned. “Come per molte città della Magna Grecia, Kroton fu fondata da coloni provenienti dalla Grecia continentale. Myskellos, obbedendo a una direttiva dell'oracolo di Delfi, guidò un gruppo di coloni achei nel sito e fondò la città intorno al 710 aC. Questa divina sanzione è rappresentata dal treppiede dell'oracolo, che è diventato il distintivo civico di Kroton ed è presente nelle sue monete. Kroton fu tra le prime città a produrre monete in Italia, il suo primo tipo di incuso copiò lo standard acheo. Come dimostra la sua generosa monetazione, Kroton era una delle città più importanti e ricche dell'Italia meridionale. Anche se le sue fortune aumentarono e diminuirono nel corso dei secoli, mantenne la sua produzione di una vasta gamma di denominazioni e metalli fino al periodo romano.” E questache segue è una “opera d’arte” moderna. Proviene dal sud Italia ed il venditore l’ha venduta come riproduzione, dichiarandone quindi la non autenticità Un tondello di fattura grossolana la quale non convincerebbe neppure il più inesperto collezionista che si è da poco avvicinato al collezionismo di monete della Magna Graecia.
  34. 1 point
    lorenzo

    I denari di Dorestad

    Buon giorno a tutti. Vi segnalo e in modo particolare a Piakos che su ebay attualmente e precisamente qui http://www.ebay.it/itm/43974-Karolinger-Dorestad-Denar-1-66g-814-840-Ludwig-der-Fromme-vz/142579092682?hash=item2132604cca:g:Di4AAOSworNaCby5 è in vendita un denaro di Dorestad che parrebbe buono. La moneta è questa ed il venditore ha solo 7 feedback negativi su di un totale di vendite di 13325. La moneta mi sembra interessante. e chi volesse approfondire la conoscenza della moneta in oggetto, può leggere qui: http://www.comptoir-des-monnaies.com/product_info.php/louis-ier-le-pieux-denier-frappe-dorestad-semble-inedit-p-27673
  35. 1 point
    lorenzo

    I denari di Dorestad

    " SE, per puro caso...la più bella fosse anche in tuo possesso...ti chiederei di cederla. " Ma non le è e neppure la desidero, in quanto, non sono nella facoltà di possedere la Storia e neppure una parte di questa. La Storia, come pure le monete, è di tutti e non può essere di proprietà esclusiva di qualcuno. So che stiamo uscendo dal filo conduttore della discussione, ma è utile anche una digressione per conoscerci meglio. Il mio nome ormai è noto e che ho fatto studi tecnici pure e per questo ero abilitato all'insegnamento nelle medie. Oggi tutto questo non c'è più ed io non sono che un semplice Federico Marcatili che è fuori da ogni velleità letteraria o di carriera, salvo a concedermi il lusso di sapere le altre lingue, compreso l'Italiano. Se volevo conoscere dovevo saper capire altri idiomi ed anche questo è un piacere che mi sono concesso. Prometto, però, di non tornare più su questo argomento, dato che non è lo scopo che ho di stare nel forum. A presto e buona serata a tutti.
  36. 1 point
    dearitio

    Sondaggio IBNS : Banconota dell'anno 2017

    Questa banconota è in nomination.
  37. 1 point
    Admin

    albo Periti Numismatici - NIA

    Ora ho capito meglio il progetto dell'albo nia...mi sembra giusto e condivisibile
  38. 1 point
    Lugiannoni

    Sequestrate monete bizantine prima dell'asta

    A onor del vero, almeno una delle monete sequestrate - nelle foto quella nella mano sinistra della graziosa carabiniera(?) - sembra parlare più cartaginese che bizantino!
  39. 1 point
    lorenzo

    SULLA VENDITA DI DUE AUREI POPULONIESI

    Buon giorno a tutti. Non sbaglio se dico che appare anormale il fatto di acquistare ad una cifra alta una moneta e in breve tempo la si rivende ad un prezzo inferiore a quello d'acquisto. C'è da non dimenticare il diritto d'asta che viene pagato due volte. Per la prima moneta la casa d'aste è sempre la stessa, per la seconda anche. Anche questo è un elemento da non trascurare, dato che il non odore di santità potrebbe averlo inteso anche la casa d'aste. Nelle mie passate escursioni nelle aste di certe case straniere ho potuto segnala falsi palesi di monete greche. Fatto riconosciuto per vero dalla casa stessa che ha prontamente ritirato il tondello. Io voglio credere alla buona fede del venditore, ma come è possibile che un occhio esperto come quello di chi organizza un'asta non si sia accorto della presenza del falso. Però, lo ammetto, tutto può essere e che sfugga un tondello falso a chi ne esamina a migliaia è possibile. Il dubbio resta, la prudenza pure.
  40. 1 point
    lorenzo

    Falsi moderni di monete antiche

    Posso dire il mio pensiero? Ci sono emissioni greche che hanno rappresentato personaggi con la lingua protrusa (la gorgone), come pure è nel caso in esame. Su di me questa monetazione non ha alcuna attrattiva. Siamo lontani dalle immagini greche di nostra conoscenza. Monetazione greca, dicevo: ecco un esempio che in qualche modo si rende accettabile, ma non certo attraente. Da: https://nomosag.com/default.aspx?page=ucAuctionDetails&auctionid=6&id=46&p=1&s=&ca=0&co=0&re=0&ci=0&ru=0 MACEDON, Neapolis. Circa 424-350 BC. Hemidrachm (Silver, 1.92 g 7). Gorgoneion facing with protruding tongue. Rev. Ν Ε Ο Π Head of the nymph of Neapolis to right, her hair coiled around her head and with a bun at the back, wearing a plain necklace with a pendant. SNG ANS 444 ff. SNG Copenhagen 227/8. A particularly lovely, toned example with splendid detail. Extremely fine.
  41. 1 point
    Lugiannoni

    PANORAMA NUMISMATICO - novembre 2017

    Panorama Numismatico nr.333 di Novembre 2017 Data: 6 novembre 2017In: News NumismaticaNessun commento Stampa Email In copertina, La monetazione di Pio VII per Bologna. Un ripristino tormentato, di Guglielmo Cassanelli, Michele Chimienti e Giovanni B. Vigna, seconda parte dello studio sulla produzione della zecca emiliana in tempo di Restaurazione, quando essa si trovò in una situazione di preminenza tecnica rispetto alla zecca romana grazie all’esperienza maturata nel periodo precedente e alle moderne attrezzature. In questa seconda parte si analizzano le monete in rapporto alle varianti di conio. Troverete, all’interno: L’inflazione che colpì il marco tedesco nel primo dopoguerra causò una situazione economica drammatica e folle. Ne parla Gianni Graziosi in Notgeld in metallo della Vestfalia (1921-1923). Per la monetazione antica: Raffaele Iula racconta la travagliata vicenda di una moneta particolare, un Antoniniano unico di Bonoso apparso e poi scomparso. Per la medaglistica: Il Professor Alessio Varisco parla della Pontificia Crux Signum Sacri Itineris Hierosolymitani, una decorazione molto particolare voluta da papa Leone XIII per incoraggiare i pellegrini a visitare i Luoghi Santi di Gerusalemme, in La croce leonina della Custodia Terrae Sanctae. Per la monetazione estera: Agli inizi del Novecento, sulle nuove monete statunitensi si vollero raffigurare le immagini di nativi americani. Maurizio Carsetti racconta le vicende che portarono alla elaborazione dei bozzetti e alle successive emissioni, in Cinque piccoli indiani. Per la rubrica di Recensioni sono illustrati il più recente libro di Ezio e Daniel Zadra, Le monete degli ultimi tre imperatori del Sacro Romano Impero di Germania, e il catalogo di Unificato dedicato all’Euro. Catalogazione e quotazione delle monete e cartamoneta, 2017/2018. Per la rubrica Notizie dal mondo numismatico si parla dell’asta Gadoury che si terrà a Monaco il 2 dicembre prossimo, con una vasta collezione di monete in oro, e dell’asta MDC-Monnaies de Collection, che si terrà sempre a Monaco il 1 dicembre prossimo, con una catalogo di più di 1500 monete. Inoltre è recensita la XXIII Mostra di Rovereto che si è chiusa l’8 ottobre scorso, e sono illustrate le più recenti pubblicazioni della collana “Materiali” del Bollettino di Numismatica dedicata alla Collezione di Vittorio Emanuele III.
  42. 1 point
    Lugiannoni

    PANORAMA NUMISMATICO - novembre 2017

    Panorama Numismatico nr.332, ottobre 2017 In copertina, Autunno, la stagione dei cataloghi: una rassegna dei prezzari dell’anno prossimo: Nomisma, Unificato, Montenegro e Gigante. Troverete, all’interno, per la monetazione antica: Di Titus Flavius Vespasianus e della sua monetazione nei tre metalli parla approfonditamente Roberto Diegi grazie a numerose e belle riproduzioni di alcuni interessanti esemplari. Per le notizie varie di numismatica: Michele Chimienti e Fabio Pettazzoni tracciano la storia della presenza del più nobile tra i fiori sulle monete, in L’araldica numismatica e il giglio. Per la monetazione medievale e moderna: In un periodo di grave crisi economica, nei domini spagnoli si creò una grande confusione monetaria. Adelaide Mura, con la collaborazione di Riccardo Rossi, ne propongono un esempio in Una moneta inedita: 10 reali di Filippo II battuti sotto Filippo III. Il papato di Pio VII fu particolarmente travagliato a causa dell’esilio cui Napoleone condannò il pontefice fino al 1814. Le emissioni monetarie a suo nome si possono, dunque, dividere in due periodi, anteriore e posteriore il periodo napoleonico. Guglielmo Cassanelli, Michele Chimienti e Giovanni B. Vigna, presentano la prima parte del loro studio che, attraverso documenti d’archivio e un’attenta disamina delle emissioni, analizza le emissioni bolognesi del periodo di Restaurazione, in La monetazione di Pio VII per Bologna. Un ripristino tormentato. Per la cartamoneta: Corrado Marino illustra alcuni esempi di banconote la cui storia si intreccia con quella bellica e post-bellica, in Banconote dal fronte. Le firme di soldati americani e italiani su banconote emesse durante la Seconda guerra mondiale. Per la rubrica Notizie dal mondo numismatico si parla di un insolito pezzo da 1 euro e del Convegno di studi a Populonia su Le monete degli Etruschi.
  43. 1 point
    bubbolo

    Falsi moderni di monete antiche

    https://numismaticfakes.wordpress.com/ Guardate anche qui.
  44. 1 point
    lorenzo

    I denari di Dorestad

    Buon giorno a tutti. Dico a Lugiannoni che il fatto di trovare una P al posto di una R non deve meravigliare dato che " .... a Dorestad si distinguono in due gruppi: il primo al tempio, il secondo con il nome dell’atelier in tre righe. Sono spesso descritte come imitazioni a causa delle molteplici varietà delle legende al diritto, spesso degenerate. Per S. Coupland, però, è davvero la monetazione regolare dell’atelier Dorestad, il cui nome è ancora ben inciso (DORESTLIVS MON o DOR / ESTΛ / TVS). Sono state trovate, in effetti, legende del diritto irregolari di altri atelier del regno di Lothaire. Inoltre, nessun altro atelier della regione avrebbe potuto emettere monete di questa dimensione, ampiamente rappresentate in reperti noti (NC 2001, pp. 173-174).” E' evidente che DOPESTAD può rientrare nella normalità delle cose. A Piakos dico che mi era noto anche questo interessante racconto della vita del Re Rorik (io avevo scritto Hrørek di Dorestad di proposito). E' bene seguire il metodo induttivo per spingere chi legge a seguire la sua curiosità a scoprire quanto viene proposto. La curiosità può diventare interesse e questo fa spesso in modo che si vada verso un approfondimento dell'argomento proposto. Alla prossima.
  45. 1 point
    Lugiannoni

    I denari di Dorestad

    @lorenzo, @Piakos complimenti per questo argomento; mi avete aperto una finestra su un settore della storia interessantissimo quanto - almeno per me -misconosciuto. P.S. Avrete certamente notato che nella prima moneta postata c'è un errore di conio: DOPEST..... E' un errore frequente in quella monetazione?
  46. 1 point
    Lugiannoni

    L'ARCANGELO MICHELE NELLA MONETAZIONE

    Sul numero del 1 settembre de Il giornale della Numismatica c'è un mio articoletto sul culto dell'Arcangelo Michele e la sua presenza nella monetazione italiana e non solo. S.Michele.pdf
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