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  1. 4 points
    Amici buongiorno, come promesso agosto è finito e torniamo a parlare di medaglistica napoleonica. Oggi parliamo delle insegne di riconoscimento che sono una particolarissima branca delle medaglie e che, personalmente adoro in quanto testimoni ancora più diretti della storia. come sempre resto a disposizione per chiarimenti, correzioni e/o approfondimenti. buona lettura Vivant Denon Le Grandi storie 4.pdf
  2. 3 points
    Salve, allego video : VID_20200908_102201.mp4
  3. 3 points
    Buongiorno, oggi iniziamo a mostrare alcuni dei nostri piccoli tesori di storia. Dopo aver parlato delle origini delle medaglie e dei gettoni, cominciamo a mostrarne alcuni. Nelle prossime settimane continueremo ad alternare la presentazione dei pezzi al racconto di storie legate a questo mondo, alla presentazione biografica dei loro autori. Buona lettura. Vivant Denon I Tesori del Medagliere n.1.pdf
  4. 2 points
    Salve, era in vendita alla recente asta NOMISMA 62 un ducato in oro dell ' Imperatore Carlo V 1526-1556 , della massima rarità, presenta la particolarità di avere il busto corazzato (in abbinamento alla testa laureata e sigla IBR) ad oggi noti solo 2 esemplari questo esemplare è pubblicato sul volume The Italian Coinage of Charles V di D'ANDREA/BORONI /SANTONE a pag. 167 n.40 Au 3,10 gr. P.R. 10 R5
  5. 2 points
    Provo a dire la mia. Penso che rarità e conservazione siano un po' come le famose pere e mele che alle elementari ci insegnavano a non sommare. Mi spiego. Una moneta può aver una conservazione eccezionale, come se fosse appena uscita dai conii: allora avrà una valutazione "SPL+++++++++" o "FDC non plus ultra" e i maniaci del fior di conio si combatteranno all'ultimo euro, però se di quel tipo monetale se ne conoscono 14.697 non andrà oltre l'R. Al contrario un quattrinello un po' consumato e sdrucito di cui però si conoscono due soli esemplari, per quanto MB sarà sempre e comunque un R5. Poi nulla vieta che la prima moneta sia valutata (e pagata) $20.000 e l'altra 120; comunque sia la prima sarà sempre una semplice popolana mentre la seconda sarà, anche se decaduta, una principessa di sangue reale.
  6. 2 points
    E' vero che l'altissima conservazione accresce il grado di rarità, ma la rarità intrinseca di una moneta è ben altra cosa. Se si conoscono di un determinato tondello una decina di esemplari, una conservazione alta in questo caso inizia a perdere di significato. Alta o bassa che sia, rimane sempre un R4/R5. La formula la possiamo giustificare solo nel caso di monete non moderne di buona rarità. Solo in questo caso l'alta conservazione ha valore discriminante ed incrementale. In altre circostanze è mera speculazione. Carlo
  7. 2 points
    Salve, asta Nomisma 62 terminata, segnalo il lotto 948 zecchino in oro di Cesare Michelangelo D'Avalos marchese di Pescara e Vasto, Principe del Sacro Romano Impero, 1704-1729, questa moneta non presenta i simboli della zecca di Augusta (Germania) (simbolo pigna) e dello zecchiere Hohleisen (simbolo ferri di cavallo) con buona probabilità è stata coniata proprio a Vasto di estrema rarità, Au 3,46 gr. M.I.R. 813 prezzo di base 10.000,00 euro aggiudicato a 22.000,00 + diritti ricordo che queste monete non erano destinate alla circolazione, ma usate per " ostentazione "
  8. 2 points
    Salve, allego video VID_20200902_100037.mp4
  9. 1 point
    Ricordo che per le monete antiche e medievali non conosciamo la tiratura, molti esemplari venivano dispersi o rifusi
  10. 1 point
    Mio personale pensiero per la rarità sono il numero di monete note o censite
  11. 1 point
    P.S. Dopo aver scritto ho letto @carledo49 e sono felice di concordare con lui.
  12. 1 point
    Quindi un R5? E fino a che punto una moneta passa da R5 ad R4...obiettivamente e non relativamente come accade nel Regno o in V.E.III dove è raro anche un 125.000 esemplari battuti.
  13. 1 point
    Si potrebbe redigere un articolo.
  14. 1 point
    Gli etruschi di Populonia e Pisa avevano un debole per gli elmi.
  15. 1 point
  16. 1 point
  17. 1 point
    Il confronto lo facciamo fare anche ad altri che ci leggono. Boh, detto tra noi... Carlo
  18. 1 point
    Tornata n. 1 https://issuu.com/roma_numismatics/docs/auction_xx_web_1?fbclid=IwAR2rHJyo5uAsfpykuQl7yft8vjq952AMvIHrld6gkfdL-Ouj2HMYyWaEtOE Seconda tornata, https://issuu.com/roma_numismatics/docs/auction_xx_web_2 Monete greche della Magna grecia e della Sicilia veramente importanti e belle. Deve essere la spina dordsle collezione. Anche tra le Romane belle cose anche di grande importanza.
  19. 1 point
    E che bellezza i denari...i miei preferiti. La Roma repubblicana è un periodo di massima espansione... I denari sono affascinanti anche perché pieni di simbologia
  20. 1 point
    Salve, segnalo : Troverete, all’interno Per le curiosità numismatiche: Gianni Graziosi parla della storia del Vicereame della Nuova Granada, una pertinenza coloniale dell’impero spagnolo, vasto territorio che corrispondeva più o meno agli odierni stati di Colombia, Ecuador, Venezuela e Panama, compresa una piccola parte del Brasile e del Perù, e delle bandiere raffigurate sulle monete di questi stati, in Bandiere di libertà. Per la monetazione antica: Proseguendo il suo approfondimento sugli aurei di epoca romana, Roberto Diegi affronta Gli aurei da Antonino Pio alla Riforma di Caracalla: l’oro, in questo periodo, continuò ad essere coniato in grande quantità, grazie alle numerose transazioni commerciali che trovavano nella moneta aurea il mezzo di scambio e di pagamento più valido. Per la monetazione italiana medievale e moderna: Le monete con la scritta “marchia anconitana” furono battute a Macerata? Se la risposta è affermativa, rimangono monete a nome dei papi per Ancona nel XV secolo? Sono le domande che si pone Lorenzo Bellesia in Quel che rimane della monetazione di Ancona a nome dei papi nel Quattrocento. Per la medaglistica: Il rientro a Roma del pontefice dopo l’esilio di Gaeta venne ricordato in varie medaglie coniate nel 1850, illustrate da Fabio Robotti in 1850: il ritorno a Roma di Pio IX. Per la cartamoneta: La moneta, mezzo di pagamento e segno di indipendenza e sovranità nazionale, venne emessa anche da stati che erano lungi dall’averle raggiunte, come Venezia e l’Ungheria nel 1848. All’opposto ci sono stati sovrani senza una propria moneta, come il Montenegro e il Kosovo e casi particolari di microstati quali San Marino e il Principato di Monaco. Ne parla Corrado Marino in Stati senza moneta cartacea. Per la monetazione estera: La moneta da due rubli in argento non venne mai emessa ma è conosciuta in diversi esemplari. Quando e perché furono coniati? Giuseppe Carucci indaga la questione in Una fantomatica moneta del 1722. Per la monetazione contemporanea: Il saluto romano che compare sulla moneta da due lire ha una particolarità. Ne parla Alberto Castellotti in Un littore mancino. Per le notizie varie di numismatica: Riprendono a settembre le videoconferenze numismatiche della Società Mediterranea di Metrologia Numismatica: i prossimi appuntamenti. La conferenza del Circolo Numismatico Ticinese sui Rapporti monetari tra Svizzera e Italia, è rimandata al 2021. Il nuovo numero di «Panorama Numismatico» è disponibile al prezzo di 5,50 euro presso la Redazione o sullo shop online www.panorama-numismatico.com
  21. 1 point
    Un saluto a tutti. Come in passato più volte esplicitato in questa sezione è innegabile che le monete incuse della Magna grecia siano pezzi di grande fascino anche in relazione al periodo alto in cui furono coniate. Sibari, è città antica mitica e fantastica per la sua opulenza, la cui distruzione ad opera di Crotone rimane per certi versi un non senso storico, attesa la superiore ricchezza e raffinatezza dei sibariti. A breve termine verrà licitata la moneta che segue in sta CNG. Trattasi del noto statere incuso della fine del VI secolo (530 a.c.) L'esemplare quota come base usd. 3.000,00 che, in verità, non sono pochissimi per un moneta gradevole ma non in eccezionale stato di conservazione. Viene classificata come migliore di BB. L'aspetto più rimarchevole è la completezza del perlinato al diritto che, difficilmente è così ben centrato e continuo in questa coniazione, qui lo vediamo privo di interruzioni e manchevolezze. La cosa peggiore è la doppia battitura o scivolamento del conio sempre al diritto. Ottimo il pedigree di lunga data che oggi, per le monete greche, assume una notevole importanza sia per evitare mire da parte del Mibact...sia perchè garantisce che la moneta non è da annoverare tra le falsificazioni recenti. Occorre inoltre rimarcare che l'anno scorso uscì un grosso ripostiglio di monete incuse: prevalentemente Sibari e Crotone, fatto che dovrebbe deprezzare le serie. A mio sommesso avviso, valutando le commissioni e la possibile difesa della moneta a valore di libro: che dovrebbe tradursi in un aumento del prezzo oltre i 5.000 dollari...non è consigliabile l'acquisto. Cosa diversa ove il prezzo rimanesse alla base per chi avesse nel mirino questa serie.
  22. 1 point
  23. 1 point
    Ciao, riproduzione di una moneta di Adriano
  24. 1 point
    Fa parte della monetazione del primo periodo (1730-1755) di Carlo Emanuele 3 Diritto: CAR EM D G REX SAR CYP ET IER Semibusto centrale del sovrano rivolto a destra con corazza, mantello, collare dell'Annunziata pendente sul petto e lunga capigliatura. Rovescio: DVX SAB ET MON/TISF PRINC PED Scudo completo con stemma accartocciato inquartato, sormontato da corona e caricato dallo scudo sardo e da un ovale contenente l'aquila di Sicilia con scudo crociato sabaudo, il tutto circondato dal collare dell'Annunziata accostato da due leoni accovacciati ai lati. In alto il millesimo (1733 in foto). Taglio: Tondini concatenati Specifiche: Argento 917/1000 42/43 mm di diametro grammi 29,12/29,92 di peso Zecca di Torino incisore Gio. Maria Maltese Mir 925a Biaggi 791a Simonetti 12 La tipologia dello scudo d'argento da 5 Lire per Carlo Emanuele 3 venne prescritta alla zecca di Torino con una prima ordinanza (o Regio biglietto) nel 18 aprile 1733 in cui si ordinava la battitura di nuova specie di moneta. Successivamente ne seguirono altre tra cui quella del 6 maggio 1733 dove ci sono le disposizioni per approntare lo scudo, il mezzo scudo ed il quarto di scudo, quella del 29 luglio 1733 e finalmente quella definitiva del 18 dicembre dello stesso anno in cui si ordina finalmente la battitura degli scudi. Le ordinanze fissarono una produzione di scudi per un valore totale di un milione di Lire corrispondente ad un totale di 200 mila pezzi. Le date di emissione sono 3: 1733, 1734, e 1735 I gradi di rarità sono notevoli (R3 per i due primi millesimi ed R4 per il terzo). L'esemplare postato recante il millesimo 1733 proviene da Ed. V Gadoury coin auction del 15-16 Novembre 2019 Base d'asta: 20.000€ Aggiudicazione 26.000€ + diritti Conservazione dichiarata: MS61 Carlo
  25. 1 point
    Vespasiano e Tito mi sembrano due persone normali sotto il profilo della personalità. Quasi tutti gli altri destano qualche inquietudine. In effetti anche Claudio lascia ben pensare.
  26. 1 point
    E' finalmente uscito OMNI 14 - 2020. Articoli in generale piuttosto interessanti e, anche stavolta, la presenza di due "tuttonumismatici"! Niente male, ma sarebbe preferibile una presenza più massiccia della componente italiana. Alla prossima.
  27. 1 point
    Non entro nel merito del risultato d'asta, piuttosto essendo stato citato passo ad esprimere un parere tecnico. Per prima cosa non posso che ribadire quale debba essere l'approccio per una valutazione numismatica corretta: la conoscenza della tipologia monetale in questione. Ciò comporta riconoscere tutti quei difetti di produttivi caratteristici del periodo e della zecca in questione, che non influiscono assolutamente sulla conservazione bensì sul valore economico finale. Non tenere conto di questo "piccolo ma grande" dettaglio, comporta l'ottenimento di una valutazione distorta. Ergo, si disdegna una moneta che invece merita. Di qui non si scampa. Altra cosa: non ho capito cosa si intende per Fdc. Moneta con assenza totale di circolazione? Ok Moneta con assenza di difetti di produzione? Parliamone! In questo caso mi permetto sommessamente di correggere questo approccio valutativo, indicandovi, ad esempio, cosa riferisce il Gigante (un testo basilare) per quanto riguarda le monete di 3° classe, a cui al tipologia in questione appartiene: "Moneta quasi sempre con difetti di conio, che sono la regola (ho abbreviato, ma la sostanza non cambia). La valutazione indicata nel catalogo (quindi, FdC incluso), è riferita alle monete con i difetti di conio descritti. L'assenza dei difetti di conio aumenta maggiormente la valutazione". Per tornare alla moneta in questione... Questa moneta oggetto della discussione ha avuto un passaggio in un'asta Varesi, la 60 del Maggio 2012. valutata come "straordinaria qualità, FdC rosso". Aggiungere qualcosa sulla stima operata da un professionista del calibro dello stimato titolare della casa d'aste credo sia superfluo. Posso comunque aggiungere che ho avuto modo di vedere personalmente in mano questo esemplare, e per la tipologia, è assai dura pensare di trovare un ritratto più rappresentativo di questo. La moneta risulta abbastanza centrata, con buonissima compattezza del metallo (solo un leggerissimo crack superficiale al dritto), qualità della coniazione molto buona per il dritto, ancora meglio per il rovescio. Difetti al dritto come sfogliature di metallo (lo sbreghetto) e la falla di conio (il colpetto) a cui il buon piakos faceva riferimento, sono minime in rapporto all'altissima conservazione, alla naturalezza della ramatura, ed in ultimo ma non meno importante, alla generale qualità di coniazione (oltre agli altri pregi sopra già citati). Sarebbe come bistrattare per la bassa conservazione questo testone papale di Paolo V con ritratto al dritto e stemma con angeli al rovescio tuttora in asta https://www.deamoneta.com/auctions/view/668/330 quando invece è tra i migliori esemplari apparsi sul mercato (visto in mano, ed ho avuto l'onore persino di fotografarlo. Visitate la mia pagina Facebook per ammirarla). Se la giudicassimo solo per la conservazione che vediamo, per le debolezze di conio ed il modulo in certi punti molto irregolare, ci perderemmo di apprezzare non solo una pregevole moneta di gran gusto, ma anche un ritratto molto vivido di Paolo V per questo testone! Insomma, per ogni tipologia, c'è una chiave di lettura, basata su ricerca, conoscenza e gusto. Per un 10 grani, direi che questo esemplare si difende "più che molto bene". Meglio, è difficile trovare.
  28. 0 points
    Salve, segnalo con dispiacere il furto di monete presso HATRIA NUMISMATICA, un abbraccio a Chistian
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