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  1. 3 points
    Piakos

    UN NOMOS R5 PREGNO DI STORIA PUR NEL SUO MISTERO

    Salute a tutti. La monetazione della Grecia antica...in tutte le sue produzioni numerose e piene di fascino: dal Mar Nero, all'Afghanistan...sino al Mediterraneo resta la regina, a mio convinto e pur sommesso avviso. E nei terreni italici ed italioti abbiamo esempi che nulla hanno da invidiare ad alcune produzione coniata: Temesa? da Crotone? al diritto il tripode delfico simbolo della monetazione crotoniate...con due schinieri affiancati in ambo i lati. al rovescio un elmo corinzio e la scritta TEM... Una moneta meravigliosa ove se ne valuti la rarità..e il mistero di questo sito greco posto sulla costa della Calabria tirrenica laddove oggi l'autostrada del sole piega verso l'interno dalla costa...per raggiungere Cosenza. Individuato archeologicamente in vari stanziamenti succedutisi nel tempo antico sino all'alto medioevo, ma in assenza di un centro grande e popoloso al momento ancora non chiaro nella sua estensione ed eventuale esistenza. Un emporion? Sicuramente la Temesa greca è un'espressione legata all'impero di Sibari...e dopo la sconfitta subita dalla più valorosa anche se meno numerosa falange crotoniate in campo aperto, l'emporion tirrenico fu assorbito dall'egemonia crotoniate...di cui alla moneta in topic. Molti anni dopo l'arrivo di Pitagora, Kroton mosse contro Sibari, importante pòlis situata circa 100 km a Nord di Crotone, che poco aveva a che fare con gli ideali pitagorici. Nel 512 a.C., tre nobili crotoniati vennero uccisi e i loro corpi furono dati in pasto ai lupi che affollavano le paludi intorno a Sibari, perché uno di loro si era innamorato di una bellissima vestale dagli occhi azzurri, che aveva tentato di rapire. Quando Sibari fu capeggiata da Telys molti aristocratici furono costretti a fuggire a Crotone per rifugiarsi. Alla richiesta di Telys di consegnare gli esuli sibariti, i Crotoniati rifiutarono. Questi fatti, aggiunti alla concorrenza dovuta a motivi commerciali, politici e di diversa appartenenza religiosa, convinsero i crotoniati a scendere in guerra contro Sibari. Nel 510 a.C. iniziò una battaglia nei pressi del fiume Hylia (l'odierno Nicà tra Crucoli e Cariati), da dove i crotoniati inseguirono e annientarono le forze sibarite in una battaglia finale al guado del fiume Trionto (nei pressi di Mirto Crosia). Secondo la leggendaria tradizione, si erano fronteggiati ben 100.000 crotoniati, guidati dall'atleta olimpico Milone, contro i sibariti che li superavano per tre volte. La vittoria arrise a Kroton nonostante l'inferiorità numerica poiché i sibariti usarono, per la battaglia, un esercito di mercenari e cavalli ammaestrati a eseguire passi di danza negli spettacoli al suono dei flauti. I crotoniati, nella Battaglia di Nika, iniziarono a suonare i flauti, eseguendo la stessa melodia con la quale i cavalli erano stati ammaestrati per danzare, col risultato che le avanguardie delle truppe sibarite furono disarcionate immediatamente. E dopo settanta giorni di saccheggi venne deviato il corso del fiume Crati i cui flutti fecero sparire Sibari per sempre. Ma ce n'è ancora da dire e da analizzare... leggete questo: “Or ora approdai, con nave e compagni andando sul mare schiumoso verso genti straniere, verso Temese per bronzo, e porto ferro lucente” (Odissea, I, vv.182-184). Ce n'è abbastanza, tra moneta, storia e realtà... per sognare?
  2. 2 points
    DeAritio

    La disfatta in Africa

    Storie dai campi . Il capitano Ercole Sante Rossi, nato a Secugnago nel 1899, in patria non tornò mai perché a 45 anni di età trovò la morte proprio in quel campo per mezzo delle pallottole inglesi. Era il 21 aprile del 1944 e alcuni prigionieri avevano deciso di celebrare, cantando, il Natale di Roma. La motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare è abbastanza eloquente sullo svolgimento dei fatti: “Durante la prigionia trasfondeva nei compagni, cui la sorte lo aveva accomunato, la sua fierezza di combattente sostanziata da ardente amore per la Patria esausta in conseguenza di diversi avvenimenti bellici. All’ordine perentorio dell’autorità detentrice di scioglimento di una riunione di Ufficiali, che nella ricorrenza di una festa nazionale si erano fraternamente raccolti per ricordare la Patria lontana con nostalgiche canzoni di guerra e inni patriottici, si opponeva con dignitosa fierezza e anziché piegarsi all’imposizione preferiva affrontare da forte la prevista immancabile reazione a fuoco che ne stroncava la fiorente giovinezza”. (Yol, India, 21 aprile 1942). E’ interessante notare che la motivazione della Medaglia d’Oro, concessa dopo la fine della guerra e pertanto in epoca di defascistizzazione e di repubblica democratica, si esprima con un linguaggio tipico dell’epoca. I militari vengono definiti non “camerati” ma “compagni”, si glissa con noncuranza sul tipo di canzoni patriottiche cantate dal Rossi (è facile immaginare, come in effetti fu) che il repertorio non potesse non includere inni come “Giovinezza”, “Faccetta Nera”, l’“Inno a Roma” o la “Marcia Reale”) e non si cita nemmeno quale fosse la “festa nazionale” in questione, che solo dalla data di morte del Rossi (21 aprile) si desume fosse il Natale di Roma. Particolari sulle esequie: il corteo funebre era aperto da un picchetto d’onore inglese in armi, e non mancarono la corona d’alloro del comandante del campo, gli spari a salve e i trombettieri che suonarono il silenzio.
  3. 1 point
    Quintus

    Le mie banconote - Regno d'Italia

    Ciao a tutti! Con questa mia vi comunico l'inizio di una nuova collezione (ebbene si, @DeAritiomi ha contagiato). Inizialmente pensavo di collezionare solo le banconote della Luogotenenza di Umberto II ma poi, guardando bene le banconote del Regno d'Italia, non ho saputo resistere e... eccomi qui! Seguendo i consigli del mio illustre Maestro cerco di collezionare solo conservazioni SUP o FDS, probabilmente abbasserò le mie pretese al momento di mettere in collezione qualche rarità. Questa è la prima delle banconote del Regno che vi voglio far conoscere... Regno di Vittorio Emanuele III - 1939 Stampata presso: Officine dell'Istituto Poligrafico dello Stato di Roma Dimensioni: 80 x 51 mm Decreto del: 14/11/1939 Firme: Grassi, Porena, Cossu Tiratura migliaia: 500.000 (provvisorio) Num. serie: da 1 - 000.001 a 500 - 1.000.000 Rarità: C2 Fronte: a sinistra fascio littorio tra rami di quercia, a destra il numero 2 con una spiga dietro. Rovescio: al centro statua romana. Qualcuno sa chi rappresenta la statua? (Giulio Cesare, così a sentimento) e dove si possano reperire ulteriori informazioni riguardo questa banconota? Ave! Quints
  4. 1 point
    DeAritio

    Verso le 3000 visite per la collezione "disfatta in Africa"

    Era il 27 luglio quando è stato postato questo topic. Ad oggi entrambe le 2 collezioni si accingono a tagliare il traguardo delle 4000 e 3000 visite. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato.
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