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  1. 6 points
    Riccardo Paolucci

    ULTIMO ARRIVO (Strepitoso)

    ACQUISTATO IERI C. Cassius e Lentulus Spint. (43-42 a.C.) AR Denario 3.90 gr., zecca itinerante con Bruto e Cassio D/ C · CASSI - IMP Treppiede con cortina, decorato con due rami di alloro e filetti. R/ Jug e lituus; sotto, LENTVLVS / SPINT. Crawford 500/1 - BMC 80 - Babelon Cassia 14 e Cornelia 76 - Cohen 7. FDC Gli strumenti religiosi sono raffigurati su monete romane come simboli di uffici religiosi. La brocca e il lituo sono le immagini di funzioni collegate a due principali collegi di uffici religiosi, i Pontifizi e gli Auguri. Insieme queste funzioni hanno garantito la legittimità di tutte le azioni politiche e la sicurezza dello stato romano. Questi emblemi hanno riferimenti all'interno della cultura romana per augurio e sacrificio. Agli Auguri che presero gli auspici, che determinarono il favore divino e da soli portarono il lituo; a Pontefice Massimo che esercitava un controllo primario sui sacrifici pubblici, preparando il vino sacro alle libagioni, partecipando ai voti pubblici e ai sacrifici per assicurarsi che fossero eseguiti secondo il tradizionale mos maiorum. Collegano il potere politico con i rituali tradizionali richiesti alla magistratura repubblicana. Cesare ha tenuto molti dei più importanti e influenti uffici sacerdotali (Flamen Dialis nell'87 o nell'86 aC, Pontifex nel 73 aC, Pontifex Maximus nel 63 aC e un Augur nel 47 aC). Ha coniato monete raffiguranti immagini religiose e l'accumulazione di strumenti religiosi ha creato un nuovo tipo di moneta che si concentrava unicamente sulla definizione di strumenti di questi uffici senza altre immagini che li avrebbero tradizionalmente accompagnati. Questa nuova iconografia era intesa a significare la suprema autorità di Cesare. La funzione dell'iconografia è quella di rappresentare il potere e dopo la morte di Cesare molti comandanti militari continuarono a usare il tipo di moneta di strumenti religiosi di Cesare per significare anche la loro legittima autorità di rivendicare rapporti con lui. Anche M. Brutus e Lentulus Spinther hanno approfittato di questo nuovo tipo di moneta per rappresentare la loro autorità quando erano coinvolti nella guerra civile. Hanno coniato congiuntamente questo tipo che sul dritto ha la leggenda BRVTVS e ascia, culullus e coltello, e sul retro LENTVLVS SPINT e una brocca e lituus. L'inverso omaggio a Bruto mostra elementi legati all'ufficio che tradizionalmente rivendica la legittimità politica e il diritto di un comandante di comandare il suo esercito. Cassius Longinus e Brutus erano pretarici nel 44 aC, Bruto fu assegnato da Cesare a Macedonia e Cassio in Siria (App., BCiv, 4.57) e dopo l'omicidio di Cesare e la reazione popolare ostile le province furono riassegnate ad Antonio e Dolabella, mentre Senatus inviò Bruto a Creta e Cassio a Cirene (Plut., Brut., 19.3; App., BCiv., III, 78,12). Entrambi gli uomini, tuttavia, presero il potere nelle province loro assegnate originariamente, si incontrarono a Smirne nel 43 aC per decidere la migliore politica di opposizione perché mancavano di autorità (Plut., Brut., 28,6-7; Cass.Dio, 47.21.1 ). Il Senato confermò la loro autorità e riconobbe loro il possesso di Macedonia e Siria, quindi i simboli su questo tema tentano di rivendicare Bruto e Cassio come comandanti repubblicani tradizionali.
  2. 6 points
    La più rara: VENEZIA Grosso di primo tipo con al R/ il Redentore accantonato da quattro crocette. (probabilmente Giovanni Gradenigo 1355-1356)* - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - *unico doge (il cui nominativo non è leggibile causa la tosatura) ad aver emesso grossi con questa caratteristica R5 1,6 grammi Durante il dogato di Enrico Dandolo (1194-1205) a Venezia viene introdotta una nuova moneta d'argento il grosso o matapan (dall'arabo mantaban ovvero re seduto). La data della prima coniazione di grossi non e certa: varie fonti documentali fanno oscillare la data della sua emissione tra il 1194 ed il 1201: la data più probabile sembra essere il 1194. Il grosso entra in circolazione come multiplo del denaro, diventa la base della lira veneziana, con un rapporto di cambio con il denaro che va a fissarsi a 1:26, come affermano i cronisti Dandolo e Sanudo e come ci viene confermato dall’esame del peso e dell’intrinseco della moneta. Alcune teorie riportano come rapporto originale 1:24 (grosso:denaro) aggiungendo che dopo qualche mese sarebbe stato modificato e portato a 1:26. Il Grosso Matapan rappresenta una valuta forte che si impone velocemente come moneta di riferimento nei pagamenti internazionali come, ad esempio, nei Balcani e nel Mediterraneo orientale. L'immagine del grosso non è relazionabile con nessun'altra emissione veneziana o contemporanea europea, essa è chiaramente modellata sulla monetazione bizantina, la scelta non fu una scelta casuale: le monete bizantine erano le più accettate nel mediterraneo orientale, dove Venezia aveva un grande giro d'affari: Al dritto S. Marco, che rappresenta l’idea del Comune indipendente di Venezia, a destra in piedi, cinto il capo di aureola, col libro dei Vangeli nella mano sinistra, consegna colla destra al Doge, con un manto ornato di gemme, tiene colla sinistra un rotolo, che rappresenta la promissione ducale, e colla destra regge il vessillo, la cui banderuola colla croce è volta a sinistra. Entrambe le figure sono di faccia. A sinistra il nome del doge, lungo l’asta sotto l’oriflamma DVX in senso verticale a destra S • M • VЄNЄTI. Il rovescio e occupato dal Cristo in trono col libro appoggiato sul ginocchio sinistro. Il Redentore ha il capo avvolto da largo nimbo colla croce, a destra e a sinistra della testa IC XC. Il suo successo, determinato anche dall'iconografia facilmente riconoscibile, è avvalorato dalle numerose imitazioni messe in opera sia in area italiana che mediterranea. Questa tipologia di grosso detta di primo tipo ha un peso medio di 2.1 grammi, un titolo di 965 ‰. è la più diffusa e la più longeva (periodo di coniazione: 1192 – 1356), adottata da diversi dogi per quasi due secoli senza che subisse alcun cambiamento nella rappresentazione figurativa (vi sono minime variazioni nel disegno, ad esempio del vessillo con Soranzo ed in alcuni segni di zecca sia al dritto che al rovescio ).
  3. 5 points
    Andrea1982

    Mi presento a tutti. Buonasera.

    Buonasera a tutti. Mi chiamo Andrea Moro Zuccolo. Ho 37 anni..portati discretamente..anche se per molti risulto "antico"...o come mi definisco spesso un'anima Antica. Sono nato il 02/03/82 A Monselice (Padova)..un paesino sperduto nel Parco Regionale dei Colli Euganei. A poche centinaia di metri dalla residenza del sommo Petrarca. Ora per motivi lavorativi abito in provincia di Treviso.. Ho sempre avuto il piacere di studiare con impegno la storia, sopratutto quella "Veneziana"..avendo anche lavorato a Venezia..studiato a scuola..e poi da adulto frequentando le biblioteche della mia zona. Ho scoperto le monete veneziane leggendo un libro..mi sono spesso immedesimato in questi libri. Venezia e' storia..ogni pietra racconta e trasuda vicessitudini di mercanti..di navi..di commercio..ricchi Patrizzi che speculavano sulle merci, di sete preziose, per adornare donne pompose di alto rango sociale..nelle loro feste. I ghetti..con gli emarginati sociali..che con espedienti raccimolavano pochi spicci per soddisfare i loro bisogni primari...le rivolte degli operai alla fonda dell'arsenale...le continue epidemie di peste...volevo "toccare" con mano tutto questo. Spesso quando tengo in mano una moneta, mi chiedo la sua storia "personale" fatta di mani e sudore..di sogni e necessita'..di patimenti o di non necessario..Questo e' il vero motivo sul perche' raccolgo e catalogo queste monete. Le mie non saranno rare o fior di conio..ma raccontano una storia..fatta di uomini, di estrema ricchezza o di grande poverta'..Grazie a tutti..Questo sono io..o almeno la mia parte migliore...
  4. 5 points
    Spesso e volentieri nei forum ci sono diverse anime e correnti di pensiero totalmente differenti che si confrontano anche duramente e qualche volta vanno anche oltre i limiti della decenza, del rispetto e dell'educazione. Questo però mi sembra un motivo un po' debole perchè non dia il suo contributo nel momento in cui lo ritiene opportuno, magari su un argomento di suo interesse. Non assistiamo quotidianamente a risse da soloon, gli scontri, quando si verificano, sono ben rari e controllati. Su questo concordiamo perfettamente, anzi, esprimo un giudizio ben più severo del suo in quanto certe diatribe personali da scolaretti potrebbero essere evitate o quantomeno risolte in altri ambiti o attraverso messaggistica personale. Su questo, mi dispiace, siamo su posizioni differenti. Non mi pare opportuno fornire molte spiegazioni, ma ci tengo far sapere, viste le accuse che muove, che spesso non si interviene per dare modo agli interlocutori di chiarirsi ed esprimere più compiutamente il proprio pensiero non applicando tout court la censura. Qui nessuno è posto di sentinella per agire repentinamente, certamente ci si attiva il prima possibile anche a livello di consultazioni interne, compatibilmente con la vita quotidiana e gli impegni famigliari di ciascuno di noi. Su come muoversi si spera sempre nella ragionevolezza di chi scrive, anche se, quanto successo anche in altre circostanze analoghe, mi fa seriamente dubitare esista. Carlo
  5. 5 points
    https://www.academia.edu/38342474/F._De_Luca_Lo_statere_della_rifondazione_in_Il_Gazzettino_di_Quelli_del_Cordusio_Gennaio_2019_pagg.47-54 Un breve excursus nell’incredibile storia della città di Sibari, fondata tra il 720 e il 708 a.C. da coloni Greci in una zona fra due fiumi affacciata sul golfo di Taranto. La città prosperò subito e divenne presto una grande metropoli alla guida di un vero e proprio impero molto ricco e potente. Ma con la ricchezza arrivarono i problemi e i conflitti e la città venne distrutta dai nemici e caparbiamente ricostruita per ben tre volte. L'articolo analizza una moneta emessa dalla città ricostruita per la seconda volta, mettendo in evidenza la delicatezza e la maestria con cui le raffigurazioni riportate su di essa richiamano le tre diverse componenti che ricostruirono Sibari (coloni provenienti da tre distinte località). Questa moneta, quindi, era innanzitutto un omaggio a coloro che avevano collaborato concretamente a riedificare la città ma, al tempo stesso, anche una sorta di talismano contro la malasorte, un augurio di pace per la martoriata città. Insomma, questo “statere della rifondazione” costituisce un’ulteriore conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, dell’alto valore simbolico e comunicativo dello strumento Moneta.
  6. 4 points
    Buonasera a tutti , intanto faccio i miei complimenti ad @andreakeberper il suo lavoro, inoltre volevo dire una cosa : è da un po' che mi sono allontanato da questo forum ma ogni tanto faccio una visitina perché ci sono delle discussioni che reputo interessanti per ciò che mi compete e non nascondo che qualche volta sono stato tentato di scrivere qualcosa ma poi quando leggo certi commenti mi passa la voglia. Non conosco personalmente i due studiosi della discussione e quindi non ho interessi nei confronti di nessuno però leggere certe cose danno fastidio e soprattutto fanno male a chi la numismatica la ama aldilà del fatto di essere uno studioso, un commerciante o un semplice appassionato. Spesso in questo forum leggo di pace, amicizia e rispetto ma più volte mi sono convinto del contrario, inoltre noto con tristezza che nessuno dei moderatori, admin e vice admin interviene quanto meno per sedare gli animi, e questo è ancora più triste. Probabilmente questo post verrà rimosso o sarà motivo di rivalsa ma voglio dire ancora che continuando così non si arriva da nessuna parte. Buona serata a tutti.
  7. 4 points
    Lugiannoni

    CONVEGNO SULLA MONETAZIONE ETRUSCA

    E' appena uscito il volume con gli atti del convegno di Populonia sulla monetazione etrusca. Chi fosse interessato può richiederlo all'editore <TAGET Edizioni> mtagete@email.it. Intanto, come promesso, allego il mio intervento sui conii populoniesi. RdA 26 Giannoni HD_compressed (2).pdf
  8. 4 points
    238 d.C. L'anno dei Sei Imperatori "Dopo che Massimino ebbe ridotto la maggior parte delle famiglie più facoltose alla povertà, egli cominciò a ritenere che ciò fosse insignificante o poco importante, e non sufficiente a soddisfare i suoi desideri. Così si rivolse al tesoro pubblico e cominciò ad espropriare denaro cittadino, che era stato raccolto per essere distribuito al popolo romano attraverso i congiaria (distribuzioni alimentari e in denaro), oltre a fondi messi da parte per rappresentazioni teatrali e spettacoli." - (Erodiano, Storia dell'impero dopo Marco Aurelio, VII, 3.5.) I costi crescenti delle guerre, condotte prima lungo il limes renano e poi danubiano, costrinsero Massimino a confiscare nuovi beni anche ai provinciali. Le offerte nei templi, le statue degli dei, gli ornamenti in pubblici edifici e a fonderli in nuove monete al fine di “mantenere la fedeltà” dei suoi soldati con stipendia e donativa. Ciò portò ad un'aperta rivolta anche da parte di provinciali e della stessa plebe locale, i cittadini arrivarono a farsi uccidere piuttosto che permettere che i propri templi venissero profanati. Gli stessi soldati di Massimino iniziarono a mostrare dissenso poiché sapevano che, i loro familiari, rischiavano di essere uccisi dai loro stessi commilitoni in caso di opposizione al nuovo regime imperiale. Nessuno ebbe, però, il coraggio di ribellarsi apertamente fino alla fine del suo terzo anno di regno, era il marzo del 238 d.C.. Frattanto, lungo il fronte orientale, negli anni 237-238 d.C. le città della provincia romana di Mesopotamia, Nisibi e Carrhae, furono assediate e occupate dai sasanidi. Non a caso anche Erodiano suggerisce che i sasanidi rimasero tranquilli per tre o quattro anni dopo le campagne di Alessandro Severo del 232 d.C., il cui esito finale fu assai incerto per le due parti. All'inizio del 238 d.C. (all’incirca a marzo), nella provincia d'Africa, l’estorsione di un funzionario del fisco (il Procurator Augusti del distretto di Cartagine) che per mostrarsi zelante a Massimino, attraverso una sentenza, comprata in una corte corrotta, contro proprietari terrieri locali, accese una rivolta generale nell'intera provincia. I proprietari terrieri armarono i loro "clienti" e contadini, oltre ad alcuni militari e, prima uccisero il funzionario corrotto e poi presero Tisdrus (l'odierna El Djem) e proclamarono imperatore il governatore della provincia africana, Gordiano I (all'epoca ottantenne). Quest'ultimo, anche se inizialmente non voleva indossare la porpora imperiale, tanto da essere stato minacciato con le armi nel caso non avesse accettato, in seguito accettò il titolo di Augusto insieme al figlio, Gordiano II, nella città di Tisdrus. Poi decise di inviare alcuni ambasciatori a Roma per trovare consensi (tra cui il futuro imperatore Valeriano), e dispose di occupare la stessa Cartagine. Poco dopo il prefetto del pretorio di Massimino, Vitaliano, veniva ucciso a Roma da alcuni sicari li inviati da Gordiano; molti amici di Massimino furono messi a morte (tra procuratori e magistrati), compresi molti innocenti, come pure il Praefectus Urbi Sabino, ucciso dalla folla in una sommossa. Il Senato di Roma riconobbe, quindi, i due nuovi imperatori come Augusti (promettendo, addirittura, al nipote tredicenne Gordiano, pretura, consolato e titolo di Cesare), dichiarando Massimino hostis (nemico dello stato) e chiedendo, infine, l'aiuto di tutte le province affinché combattessero per la comune salvezza e libertà, ricevendo la quasi totale adesione, con la messa a morte di numerosi funzionari, amici, generali e militari fedeli a Massimino. Le onorificenze militari di quest'ultimo vennero, inoltre, revocate, il suo nome e quello di suo figlio furono cancellati dalle iscrizioni e dai papiri, le sue statue abbattute e i dipinti celebranti le sue vittorie sui germani, che adornavano la Curia, furono staccati e bruciati. Massimino, venuto a sapere di questi eventi, preferì riflettere per un paio di giorni con i suoi consiglieri, piuttosto che reagire in modo irrazionale. Poi decise di marciare verso l'Italia con l'intero suo esercito e alcuni contingenti di mauri, galli e alleati germani appena sottomessi, dopo aver fatto alle truppe un nuovo donativum. E prima di partire pronunciò questo discorso alle truppe schierate: "Sono sicuro che ciò che vi sto dicendo sarà per Voi [soldati] incredibile e inaspettato. Secondo me ha dell'incredibile, come pure appare ridicolo. Qualcuno sta levando le armi proprio contro di Voi e il vostro coraggio. Ma non i germani, che avete sconfitto in molte occasioni, neppure i sarmati, che regolarmente hanno chiesto la pace. I persiani dopo la loro recente invasione della Mesopotamia, sono ora calmi e contenti dei loro possedimenti. Il fatto che stiano in queste condizioni, è dovuto alla vostra reputazione per il coraggio con cui combattete, oltre all'esperienza del mio comando, quando fui comandante delle legioni che si trovano lungo il fiume [Eufrate]. Non sono quindi loro, ma i Cartaginesi che sono impazziti. Essi hanno persuaso o forzato un uomo debole e vecchio, che è uscito di senno per la vecchiaia, a diventare imperatore, quasi fosse un gioco in una processione. Ma che sorta di armata hanno messo insieme, quando i littori sono sufficienti a mala pena a servire il loro governatore? Quale sorta di armi utilizzano, non avendo nulla o forse solo le lance utilizzate negli scontri tra gladiatori e bestie? La loro sola esperienza di combattimento è nei cori o nelle battute spiritose o nelle danze. [...] Queste sono le persone contro cui noi dobbiamo combattere una guerra, se "guerra" è la parola corretta per definire ciò. Sono convinto che dovremo marciare verso l'Italia, fino a quando ciascuno di loro non si presenti a noi con un ramo d'ulivo e ci porti i propri figli, chiedendo il perdono e inginocchiandosi ai nostri piedi. Gli altri invece scapperanno, perché sono dei poveri codardi. Io allora distribuirò a tutti Voi le loro proprietà, e voi potrete prenderle e rallegrarvi senza alcuna riserva." - (Erodiano, Storia dell'impero dopo Marco Aurelio, VII, 8.4-8.) Dopo questo discorso alle truppe, Massimino si mise in marcia per l'Italia, portando con se' anche numerose macchine d'assedio, che però rallentarono non poco la marcia. Ciò lo convinse ad inviare, come avanguardia, le legioni pannoniche, affinché cominciassero ad occupare le prime postazioni in Italia, mentre la grande armata stava sopraggiungendo. Le unità pannoniche, non solo negli anni si erano dimostrate a lui estremamente fedeli, ma per prime si erano dichiarate favorevoli alla sua elezione ad Imperatore. Frattanto a Roma il Senato si esprimeva in questi termini, secondo la Historia Augusta: "Il Senato ed il Popolo romano, grazie ai principi Gordiani, avendo deciso di liberarsi da quella belva ferocissima [di Massimino], augurano ai proconsoli, governatori, legati, generali tribuni, magistrati, singole città, municipi, fortezze, villaggi, castelli quella prosperità che ora stanno cominciando a godere. Grazie al favore degli dei, abbiamo avuto quale imperatore il proconsolare Gordiano, uomo integerrimo e senatore di grandi principi morali, a cui abbiamo conferito il titolo di Augusto, non solo a lui ma anche al figlio, nobile e giovane Gordiano, a ulteriore protezione della Repubblica. Ora a voi sta dare il vostro assenso alla lotta per la salvezza della Repubblica, per impedire ogni scelleratezza e difenderla da quella belva e dai suoi amici, ovunque essi siano. Noi abbiamo dichiarato Massimino e suo figlio nemici pubblici (hostis)." - (Historia Augusta - I due Massimini, 15.6-9.) La rivolta in Africa fu il risultato di un episodio non programmato. Il comandante di una parte della Mauretania, chiamata Numidia, il senatore Capelliano, fedele a Massimino, sbaragliò prima le milizie di Gordiano II che morì nel corso della battaglia di Cartagine, poi indusse il padre, Gordiano I, a togliersi la vita impiccandosi, ponendo così fine alla loro rivolta. Allora Capelliano, risultato vincitore in nome di Massimino, mise a morte tutti coloro che avevano appoggiato Gordiano in Africa, distrusse città, saccheggiò templi, distribuì ai suoi soldati i dona votiva, fece quindi strage tra la plebe cittadina e la nobilitas delle città. Si preparava, infine, ad assumere il potere imperiale, nel caso in cui Massimino fosse morto. Intanto Massimino, preso da una terribile collera contro il suo stesso figlio, il quale, a suo tempo, si era rifiutato di recarsi a Roma, lasciando così ai senatori mano libera nella capitale, decise di marciare con le sue legioni pannoniche sulla "città eterna", dopo aver distribuito un nuovo e ricco donativum ai suoi soldati. Temendo ora la naturale reazione di Massimino, che si stava preparando per una marcia contro Roma, ora che i due Gordiani erano morti, i senatori decisero di continuare la resistenza eleggendo co-imperatori ed Augusti due di loro, Pupieno (che era stato praefectus Urbi) e Balbino (tardo aprile, inizi di maggio 238). Tuttavia una fazione a Roma preferì il nipote di Gordiano I, Gordiano III, tanto che ci furono duri combattimenti nelle strade di Roma: Balbino e Pupieno accettarono, allora, di proclamare il giovane Gordiano Cesare. I tre avversari di Massimino potevano contare su milizie formate da coscritti e da gruppi di giovani, mentre l'imperatore aveva a propria disposizione un grande esercito che veniva da anni di guerre. Massimino, avendo ormai capito, che l'odio che il Senato di Roma aveva nei suoi confronti "non avrebbe avuto più fine”, decise di marciare rapidamente su Roma per spazzare via i suoi oppositori. Giunto in prossimità di Emona, pensava di trovarvi un esercito pronto a combatterlo, e invece, scoprì che tutti gli abitanti della regione si erano ritirati in città, portando via tutto ciò che poteva fornire vettovagliamento per il nemico. Ciò generò i primi malcontenti tra i suoi soldati, inizialmente contenuti in silenzio, poi sfociati in contestazioni verso il loro comandante. Molti affermano che Massimino trovò invece Emona, vuota e priva di ogni genere alimentare, poichè ogni cosa era stata distrutta preventivamente dagli abitanti, che poi avevano abbandonato la città. Massimino se ne rallegrò, credendo che l'intera popolazione fosse fuggita al suo arrivo. Dopo aver soggiornato una notte, si rimise in marcia e passò le Alpi, senza incontrare alcuna opposizione. Quando l'esercito di Massimino giunse in vista di Aquileia, posta all'incrocio di importanti vie di comunicazione e deposito dei viveri e dell'equipaggiamento necessari ai soldati, la città chiuse le porte all'imperatore, guidata da due senatori incaricati dal Senato, Rutilio Pudente Crispino e Tullio Menofilo, i quali disposero molti uomini armati lungo l'intero percorso delle mura, che nel frattempo erano state rinforzate. Massimino prese allora la decisione a lui fatale: invece di scendere rapidamente sulla capitale con un contingente, mise personalmente sotto assedio la città di Aquileia, permettendo ai suoi avversari di organizzarsi: Pupieno, a cui era stata affidata la conduzione della guerra raggiunse Ravenna, da cui diresse la difesa della città assediata. Balbino era preposto alla difesa di Roma, dove fronteggiò una rivolta cittadina. Sebbene il rapporto di forze fosse ancora a vantaggio di Massimino, il difficile e prolungato assedio che si protraeva senza risultato, malgrado ci fosse stato un segnale di cedimento, poi rientrato, da parte della popolazione della città ad arrendersi, la penuria di viveri e la rigida disciplina imposta dall'imperatore (portando anche all'assassinio di alcuni generali delle legioni pannoniche), causarono l'ostilità delle truppe verso l'imperatore. Si aggiunga il fatto che il Senato di Roma aveva inviato, ex-pretori ed ex-questori, in tutte le città dell'area intorno ad Aquileia, per predisporre ovunque misure di sicurezza atte a difendere ogni cosa da possibili attacchi di Massimino, tanto che quest'ultimo si trovò nella posizione critica di essere egli stesso assediato, con l'intero mondo romano ostile. I soldati della Legio II Parthica (solitamente di stanza nei castra Albana), presi dal timore, verso mezzogiorno, durante un momento di pausa del combattimento, strapparono le sue immagini dalle insegne militari, per segnalarne la deposizione, poi lo assassinarono nel suo accampamento, assieme al figlio Massimo, mentre i due erano coricati sotto la tenda (10 maggio 238). Poi infilate le loro teste in cima a delle picche, ne fecero mostra agli Aquileiensi. "[...] lo stesso Massimino, quando si trovò abbandonato e vide il figlio ucciso sotto i suoi occhi, si diede la morte con la propria mano, affinchè non gli toccasse in sorte una morte indegna di un uomo." - (Historia Augusta - I due Massimini, 32.5.) Secondo, invece la versione Zosimo, una volta che Massimino si accorse di essere in grave pericolo per la sua vita: "[...] Massimino, condusse il proprio figlio come supplice, davanti ai soldati, pensando che la sua giovane età sarebbe stata sufficiente a cambiare il loro odio in compassione. Ma i soldati assassinarono con grande ferocia sia il ragazzo, sia subito dopo Massimino. Uno di loro si fece avanti e gli staccò la testa [di Massimino] e la portò a Roma, come evidente segno di vittoria." - (Zosimo, Storia nuova, I, 15.1-2.) A Roma allora vennero subito abbattute le sue statue ed i suoi busti, mentre il suo prefetto del pretorio fu assassinato assieme ad altri suoi amici. Poi le teste dei due ex-sovrani, padre e figlio, furono inviate nell'Urbe, mentre i loro corpi furono mutilati e dati in pasto ai cani. Il Senato elesse imperatore il tredicenne Gordiano III e ordinò la damnatio memoriae per Massimino. "Questa fu la fine dei Massimini, degna della crudeltà del padre, ma ingiusta nei confronti della bontà del figlio. La loro morte suscitò grande gioia tra i provinciali, e profondo dolore tra i barbari." - (Historia Augusta - I due Massimini, 24.1.) Quindi, ricapitolando… Ritratto Nome Regno Morte Note Inizio Fine Massimino il Trace Gaio Giulio Vero Massimino 20 marzo 235 10 maggio 238 assassinato Gaio Giulio Vero Massimino, meglio noto come Massimino il Trace (latino: Gaius Iulius Verus Maximinus; Tracia, 173 circa – Aquileia romana, 10 maggio 238), fu imperatore romano dal 235 alla sua morte. Fu il primo barbaro a raggiungere la porpora imperiale, grazie al solo consenso delle legioni, essendo nato senza la cittadinanza romana, e senza essere neppure senatore. Gordiano I Marco Antonio Gordiano Semproniano Romano Africano 22 marzo 238 fine aprile 238 suicida Marco Antonio Gordiano Semproniano Romano Africano, meglio noto come Gordiano I (latino: Marcus Antonius Gordianus Sempronianus Romanus Africanus; 159 circa – 238), fu imperatore romano per poche settimane nel marzo/aprile del 238, assieme al figlio Gordiano II. Gordiano II Marco Antonio Gordiano Semproniano Romano Africano 22 marzo 238 12 aprile 238 caduto in battaglia Marco Antonio Gordiano Semproniano Romano Africano, meglio noto come Gordiano II (latino: Marcus Antonius Gordianus Sempronianus Romanus Africanus; 192 circa – Cartagine, 12 aprile 238), fu imperatore romano per poche settimane nel 238, assieme al padre Gordiano I. Pupieno Marco Clodio Pupieno Massimo 1º febbraio 238 11 maggio 238 assassinato dai pretoriani Marco Clodio Pupieno Massimo (latino: Marcus Clodius Pupienus Maximus; 165 circa – Roma, 11 maggio 238) fu eletto imperatore romano assieme al collega Decimo Celio Calvino Balbino dal Senato il 1º febbraio 238 dopo la caduta di Gordiano I e Gordiano II mentre combattevano contro l'imperatore Massimino Trace. Balbino Decimo Celio Calvino Balbino 1º febbraio 238 11 maggio 238 assassinato dai pretoriani Decimo Celio Calvino Balbino (latino: Decimus Caelius Calvinus Balbinus; 178 – Roma, 11 maggio 238) è stato un imperatore romano, in carica da febbraio a maggio del 238, assieme al collega Pupieno. Gordiano III Marco Antonio Gordiano Pio 29 luglio 238 11 febbraio 244 caduto in battaglia oppure assassinato dal prefetto del pretorio Filippo Marco Antonio Gordiano Pio, meglio noto come Gordiano III (latino: Marcus Antonius Gordianus Pius; Roma, 20 gennaio 225 – Circesium, 11 febbraio 244, figlio di Antonia Gordiana, figlia di Gordiano I), fu imperatore romano dal 238 alla sua morte, avvenuta durante una campagna militare in Oriente contro i Sasanidi. A causa della sua giovane età (salì al trono a tredici anni e regnò fino a diciannove), il governo dell'impero fu nelle mani di reggenti appartenenti all'aristocrazia senatoriale, che si dimostrarono capaci; Gordiano funse da simbolo dell'unità dell'impero, riscuotendo il sostegno del popolo. Ave! Quintus
  9. 3 points
    Quintus

    Finalmente le prime del 2019

    Dici? Io non ne sono così certo. Comunque sabato parto per il Kenia e me ne procuro un po''! Ne vuoi qualcuna? D'altra parte, dopo il Piakosterrorismo fatto in altra sede, mollo la collezione di romane ed inizio quella delle banconote del Kenia, queste chi vuoi che me le falsifichi!?!? Ave o meglio Jambo! Quintus l'Africano
  10. 3 points
    Grazie @Riccardo Paolucci. Come ho sempre detto e sostenuto, la vostra esperienza è una fonte preziosa, inestimabile, di conoscenza numismatica e il mio messaggio di prima non vuole assolutamente mettere in discussione ciò. Renzo, e altri su questo Forum, compiono opera preziosa di verità e sarò sempre grato di questo. Ed è vero, certamente, come la monetazione antica risulti fortemente inquinata in molti suoi rami. E ciò mi frustra in quanto piccolo collezionista che colleziona con lo spirito del custode passeggero dei nostri amati tondelli. Ciò detto, per limiti caratteriali miei, non riesco a farmi piacere una monetazione senza che si presentino una serie di combinazioni: amore per il periodo, per la civiltà o l’entità politica che ha voluto imprimere la propria identità su queste monete, curiosità per i personaggi e le circostanze. Nella mia semplicità, amo periodi storici ben definiti, ma - ahimé - pericolosi in questo campo. Studio, guardo, cerco di osservare con attenzione. Poi, magari anche col vostro aiuto, spero almeno di non farmi troppo male. Un caro saluto.
  11. 3 points
    DeAritio

    La disfatta in Africa

    Grazie @Admin, @Lugiannoni, @Quintus, @carledo49 e tutti coloro che hanno letto e visitato le pagine di questo topic e che la impreziosiscono con domande e immagini. Le emozioni e i sentimenti fanno parte dell' uomo. L' importante non ci sia l'indifferenza.
  12. 3 points
    Alcune immagini quasi in diretta. Buona affluenza di pubblico
  13. 3 points
    Se la tipografia rispetta i tempi di consegna disponibile al convegno di Verona allego anche l'indice:
  14. 3 points
    andreakeber

    I grossi di Venezia

    Coll. personale
  15. 3 points
    andreakeber

    La moneta più rara e/o affacinante

    Coll. personale (3,3 g, 20 mm) Imitazione di esagramma o miliarensi cerimoniali - si trovano spessissimo nell'area tra l'Ungheria e la Romania, probabilmente furono imitate dagli Avari o da popolazioni limitrofe e tendono a imitare le monete di Costante II barbuto. da - K. Bíró-Sey, Újabb avar utánzatú ezüstpénz a MNM éremgyűjteményében, in Numizmatikai Közlöny szerkesztője 76/77 (1977/78), pp. 49-52, Budapest 1978. Una moneta molto simile venne rinvenuta, in un tesoretto, nel paese ungherese di Endrőd . Zona di interesse archeologico in quanto area di inumazione del popolo avaro. In Ungheria non è difficile imbattersi in queste aree nelle quali, spesso, il defunto era accompagnato da diversi reperti : argille oggetti d'uso quotidiano, gioielli e monete. Le monete solitamente sono imitazioni in oro dei solidi bizantini e molto più raramente di esagrammi e/o miliarensi in argento. Queste imitazioni per lo più ricalcano il tipo monetale di Costante II (641-668) ma anche di Eraclio (610-640) e di Maurizio Tiberio (582– 602).Esse riportano una pseudo legenda (i caratteri risultano solo accennati o senza senso), risulta quindi impossibile una loro interpretazione. Il busto frontale rappresentato al D/ (?) ricalca quasi fedelmente i tipi monetali bizantini (la presenza del globo nella mano ad esempio) anche se il diadema appare solo accennato o proprio assente e la barba appare molto accentuata. Al R/ (?) il busto appare meno complesso e sembra ricalcare le rappresentazioni che questo popolo faceva di se stesso . Una rappresentazione "pasticciata" probabilmente utilizzata con la funzione di garanzia sulla bontà del fino e di conseguenza sul valore della moneta stessa. Il peso di questi esemplari e di simili varia alquanto: da un minimo di circa 2 grammi a 3, 75 (più rare le emissioni "pesanti").
  16. 3 points
    Premessa: a causa degli impegni sono dovuto partire presto per tornare a Roma, quindi me ne sono andato bene o male a metà convegno. Detto ciò, il convegno è andato molto bene e sono tornato parecchio soddisfatto a livello di acquisti. Il circolo numismatico dello stretto sta guadagnando iscritti, e non solo dalla sicilia o dal meridione, alcuni anche da Torino si sono interessati alla questione. Il bollettino ha avuto abbastanza successo ed il mio articolo, sulle once di Carlo di Borbone, ha destato un po' l'interesse essendo molto completo e presentando diverse tra le varianti inedite, rare e poco note, della tipologia. L'affluenza è stata interessante e con la partecipazione di Numismatici e commercianti importanti, alcuni mai venuti in sicilia per convegni, sono tornati a casa molto contenti.
  17. 3 points
    carledo49

    La moneta più rara e/o affacinante

    Questa bella pontificia sicuramente non delle più rare, al tempo della sua acquisizione, mi aveva colpito per la conservazione e patina coeva (merce piuttosto rara), a parte il dettaglio dei lineamenti del Pontefice stesso. Carlo
  18. 3 points
    andreakeber

    I Visconti nel Veneto. Il Denaro

    Alla fine del 1387 Verona cade nelle mani di Galeazzo Visconti e la zecca sembra interrompere la sua attività (probabilmente ripresa nel 1398). Nel 1388 si coniano il grosso con la biscia, sesini e probabilmente le prime emissioni di denari. Le monete propongono elementi iconografici del tutto affini a quelli dei corrispondenti nominali realizzati dalla zecca di Milano e il patrono di Verona, S. Zeno, viene proposto visto di fronte, in cattedra, con caratteristiche simili quelle di S. Ambrogio sulle corrispondenti emissioni milanesi, indice di una forte dipendenza di Verona da Milano. Il secondo grosso o pegione d’Argento è stato coniato da Gian Galeazzo Visconti tra il 1398, quando anche a Milano venne disposta una nuova emissione e quando , forse, la zecca veronese viene riattivata, e il 1400. Nella stessa circostanza si coniano il soldo e il sesino con croce accantonata da trifogli. coll. personale VERONA GALEAZZO VISCONTI 1388-1390, Denaro (con N, prima emissione): D/ ✠ •D•MDL'•VERONE• ՅȻ'• nel campo le lettere gotiche G Z sopra Ω - R/ ✠ COMES•VIRԎVԎVM • nel campo croce fiorita Varianti: ... VEROͶE... (lettera N inversa) Al R/ Croce con in ciascuno dei quarti globetto; Croce con/senza in ciascuno degli angoli globetto coll. personale VERONA (1398) GALEAZZO VISCONTI 1388-1390, Denaro (con ח) : D/ ✠ •D•MDL'•VERO חE• ՅȻ'• nel campo le lettere gotiche G Z sopra Ω - R/ ✠ COMES•VIRԎVԎVM • nel campo croce fiorita Varianti: Diversa posizione della legenda (vedi immagine e come riferimento la crocetta ad ore 12) Al R/ Croce con/senza in ciascuno dei quarti globetto Nel 1388 Padova è occupata da Gian Galeazzo Visconti e Francesco da Carrara viene fatto prigioniero. Nei due anni di occupazione da parte dei Visconti, non vengono battute monete a Padova, anche se alcuni denari piccoli coniati a Milano (alcuni studiosi azzardano Verona) portano in leggenda il nome della città. coll. personale PADOVA GALEAZZO VISCONTI 1388-1390, Denaro: D/ ✠ D•MDL'• PADVE•ՅȻ'• nel campo le lettere gotiche G Z sopra Ω - R/ ✠ COMES•VIRԎVԎVM • nel campo croce fiorita Varianti: D/ ✠ •D•...; ...PADVEՅȻ'• Nel campo: Nulla / Globetto sotto la Z / Globetto tra G e Z / Globetto a sx di Ω Al R/ Croce con/senza in ciascuno dei quarti globetto Ricordo che l'Ω rappresenta un segno di abbreviatura
  19. 3 points
    Ragazzi... questo è un salotto buono al quale partecipiamo in pochi...quindi si possono anche dire delle verità...che come sappiamo non sono mai molto gradite da ogni ambiente. il concetto base resta uno: se non mi diverto non gioco...e se inizio a ripensarci la notte...scappo. Più che ipocondria...vedo più rispondente l'esempio sulle passioni sentimentali: una persona normale con una vita normale con buoni fondamentali ed anche psicologicamente equilibrata...e magari con qualche euro in più da poter spendere tranquillamente...può essere sentimentalmente coinvolto da una bella signora anche intelligente e di buon eloquio (uno potrebbe dire: e dove le trovi? ah ah ah!). Può capitare...anzi capita che la signora sia però un po' furba e dopo qualche tempo (non molto) punti a sistemarsi a scapito dello status quo del coinvolto. Allora i casi diventano tre: il coinvolto si sveglia e anche a malincuore...si smarca, sfidando le ire dell'incantatrice. (probabilità che si svegli? Poche!) Ah ah ah! il coinvolto da passione è sotto botta e la se la piglia in tasca...quando si sveglierà sarà probabilmente tardi...(probabilità? Tante!) Ih ih ih! il coinvolto inizia a mangiare la foglia ma ormai non vuole rinunciare alle belle e rare emozioni e pensa di poter giocare ad armi pari...alla fine si fa male comunque, (probabilità? abbastanza!) uuuhhh uh uh! Ecco...diciamo che il collezionismo numismatico è molto simile (se non uguale) per complicanze e difficoltà ambientali alla casistica di cui sopra. E diciamo che io mi sono svegliato! Se sia troppo tardi non lo so...lo dirà il mercato se e quando. Aaahhh! Uh uh uh...ahiai! Ma...nelle more...io prima di comprare...ci penso molte volte...e cerco di evitarlo. Mi godo quello che ho e non sono tante...per quante avrebbero potuto essere. Resto tuttavia sempre convinto che la numismatica sia in assoluto una bella signora di raro fascino che mi guarda e mi invita a farle la corte...e che non vi siano molte valide alternative collezionistiche di pari spessore e interesse che possano reggere il confronto, Diciamo che non voglio farmi più coinvolgere e faccio il distratto. E allora? E allora...chi di meglio non ha...con la moglie si addorme, che per solito... è una persona per bene. Se poi si è sbagliato anche con la moglie...non c'è speranza. @carledo49 o Carlo? Carino il post però...non trovi?
  20. 3 points
    Antonio1978

    Romolo 1/4 di follis

    Buonasera, Mi sono fatto il regalo per il mio compleanno 1/4 di follis di Romulo figlio di Massenzio. 310-311 D/ DIVO ROMVLO NVBIS CONS R/ AETERNAE MEMORIAE con tempio sormontato da aquila RIC VI Roma 239 in esergo RT g 1.80 Moneta di lecita provenienza.
  21. 3 points
    Non ditemi che vi sto annoiando con il tema della possibile raffigurazione di Alcibiade su uno statere di Cizico, ma scandagliando le fonti storiche e letterarie si rinvengono tracce di un famoso discorso di Alcibiade alle sue truppe prima della battaglia di Cizico del 410 a.C.: che sia questo il discorso che sta pronunciando il condottiero raffigurato sullo statere ciziceno? https://www.academia.edu/38646324/F._De_Luca_Alcibiade_raffigurato_su_una_moneta_di_Cizico_dalle_fonti_la_prova_definitiva_Monete_Antiche_n.103_genn._febb._2019_pagg.3-10
  22. 3 points
    Buongiorno, abbiamo pensato di creare un account per la nostra associazione sperando di poter divulgare così le nostre attività e magari conoscere nuovi appassionati della nostra zona (Cremona). Cordiali saluti La Segreteria del CFNC
  23. 3 points
    In epoca antica (ma anche fino a tutto il '900) non esistevano microchip contenenti notizie o messaggi ultra riservati da inserire sotto la pelle e quindi ogni sistema poteva essere buono per trasmettere in maniera segreta. Mi pare piuttosto intrigante che la definizione inglese <mirror> si traduca in latino con <speculum>, parola da cui deriva <speculatores> che era il nome dei reparti addetti al servizio di spionaggio-controspionaggio.
  24. 3 points
    Lugiannoni

    Lupetta PLG

    Con il rischio di passare per barboso paranoico, credo che l'enunciazione della provenienza delle monete postate, al di là degli aspetti burocratico-legali, sia una questione di quella che potremmo definire "buona prassi". A questo va aggiunto - e non mi riferisco assolutamente ad Antonio1978 - che da qualche tempo si aggirano per il forum alcuni personaggi strani e vi è quindi un motivo in più per non dare esca a imboscate o trappole. Detto questo, mi unisco anch'io ai complimenti per la qualità della moneta!
  25. 2 points
    Carissimo @Spoudaios se proprio andiamo a guardare, purtroppo, tutte le monetazioni sono compromesse. Oggi trovi falsi e/o monete lavorate in tutti i settori numismatici. Ti metti a collezionare la Zecca di Venezia? Ma se oggi rifanno ducati, zecchini e multipli!!! Basta acquistare una miriade di ducati e/o zecchini bucati ed ecco che un bravo "pasticcere" ti fa un ducato, uno zecchino raro o un multiplo. Credo che, a parte chi sia alle prime armi, tutti abbiamo l'occhio allenato per distinguere le cose ed a volte come dice il buon @Piakos non basta neppure quello. Divertiamoci, divertitevi. Pensa chi collezionava francobolli che ora si ritrova con pezzetti di carta colorata in mano senza nessun valore.
  26. 2 points
    Piakos

    FINISCE IN COLLEZIONE

    EXCURSUS Già negli anni 1990 il responsabile del circolo numismatico di una grande banca italiana...forse allora QUELLA CON MAGGIOR numero di dipendenti dixit: attenzione alle monete classiche! Le rifanno...perchè hanno un interesse internazionale. Farle costa poco o nulla...ogni 1.000 lire di guadagno è trovato per strada. Lei per non correre troppi rischi o per capacità economiche limitate fa le testine degli imperatori in argento. Occhio! una buona percentuale sembra buona ma non lo è...le fanno in Germania...pensi un po'... IN seguito i grandi ritrovamenti nell'ex spazio sovietico compresa la Jugoslavia e poi la Turchia e la Grecia...ha un po' interrotto l'attività delle zecche moderne...ma poi...eauritisi tali stock emersi con il disfacimento politico del Levante e dell'est europa...ha rimesso in moto le zecche anche Bulgare e compagnia...oltre a quelle occidentali più discrete, tecnologiche e criptate. La Sicilia si è mossa principalmente sulle monete proprie. Pensate anche a quante monete imperatoriali e di Bruto...sono arrivate da fuori...tutte molto dubbie...ed erano fatte meglio. Con questo lungi da me il decretare che tutti i denarini anche questi di Adriano siano falsi...per carità...saranno sicuramente molto coerenti. Io però non compro più il classico e faccio prima. In italia ci sono delle monete stupende...dal 1500 in poi...sino a V.E. III come i grandi moduli in argento e in oro...col tempo ho imparato ad aprrezzarei anche se il mondo antico ha maggior fascino. Però le moderne dal 1500 in poi...sono facilmente autentiche...pensate alle serie papali quanto siano belle: piaste mezze piaste testoni...con i moneuenti al rovescio e con gli stemmi con chiavi decussate. Soni meno affascinanti? Non è vero...tutte le monete se ottimamente raffigurate sono fascinose e se in più sono quasi sicuramente autentiche e non pasticciate meglio ancora! Se le pasticciano o le bulinano è più semplice accorgersene. Ma probabilmente sbaglio io...acquisite le classiche con tranquillità che sono belle e le fanno bene.
  27. 2 points
    @Spoudaios la <crazia> è una moneta toscana, introdotta per la prima volta da Cosimo I, del valore di 5 quattrini (20 denari). successivamente fu introdotta anche negli stati in qualche misura legati economicamente al Granducato; la troviamo infatti, oltre che a Piombino, a Urbino e a Massa Carrara. Il nome deriva probabilmente dal tedesco <kreuzer>. Poichè si trattava di una moneta di mistura, con circa un 30% di argento, è abbastanza facile comprendere come nelle zecche dei piccoli stati si prestasse a manovre speculative, calando sensibilmente la percentuale di argento e per questo nel Granducato, piuttosto rigoroso (a parte le monete per il levante!) sulle politiche monetarie. erano assai spesso bandite. @Piakos A proposito del "personaggio" Giovan Battista c'è ui episodio che la dice lunga sul personaggio quando era ancora giovanotto. Essendo la sua famiglia legatissima alla corona di Spagna - il padre Nicolò fu vicerè di Aragona e poi di Sardegna - per Giovan Battista fu giocoforza partecipare alla guerra nelle Fiandre; bene, da lì scrive lettere disperate alle sorelle perchè teme di essere ucciso, ma non dai protestanti orangisti, bensì da "compagni" di gioco, cui doveva notevoli somme!
  28. 2 points
    Riccardo Paolucci

    Prossimo convegno di Verona

    Rapina a Verona per Riccardo Rossi "Vi informiamo di un fatto increscioso accaduto ieri Venerdi alla fiera nella 2ª giornata di Veronafil . Una volta caricata l'auto e usciti dalla fiera direzione Castel D'Azzano siamo stati seguiti. Durante il ritorno mio marito si fermava a una ricevitoria - tabacchi ,scendendo nello stesso frangente abbiamo sentito io e mio figlio aprirsi il baule dell'auto e 2 ladri asportavano dall'auto 1 valigetta contenente monete italiane estere e classiche, 1 borsone contenente vari album di cartamoneta italiana ed estera ed 1 borsello contenente altro materiale . Inutile il tentativo di mio figlio di fermarli aggrappandosi alla macchina che lo trascinava ad alta velocità per circa 150 metri. Vi chiederei se vi proponessero di acquistare cartamoneta italiana ed estera in alta conservazione di inviarci delle foto e aiutarci a recuperare qualcosa in modo da verificare che non sia quella rubata. Per noi la fiera è finita e abbiamo preferito anticipare il rientro. Sicuramente non parteciperemo più alla fiera di Verona. Grazie per la collaborazione" Queste le parole della moglie di Riccardo, Maria Carmela Picciau Non si può rischiare la vita, oltre a perdere il capitale, per cercare di fare onestamente il proprio lavoro. Ormai è diventato un tiro al bersaglio e se questa è l 'Italia pronta a chiederti solo tasse e gabelle (per i lavoratori onesti) rimango all'estero
  29. 2 points
    Ieri, come previsto, sono stato a Castiglion Fiorentino. Durante il viaggio (3 ore e 24') ', date le condizioni meteo, mi sono congratulato con me stesso per aver preso, a suo tempo, anche la patente nautica! A parte questa digressione, è stato veramente un bel convegno; relazioni di notevole interesse e livello con la partecipazione del Gotha degli studiosi di medaglistica come potrete vedere dal programma allegato. Da parte mia un poster su un personaggio napoleonico molto sui generis, Lucien Bonaparte. Purtroppo non ho visto @DeAritio come speravo. Notevolissima la collezione di medaglie del nostro amico @Vivant Denon (nella foto al microfono) esposta nel museo locale che vale la pena vedere. Programma Convegno - PUBBLICO (1) (1).pdf
  30. 2 points
    realino santone

    Sicula???

    Alaisa-Kainon (Alesa) litra in bronzo cavallo a sx / grifone a sx circa 340 A.C.
  31. 2 points
    Ripropongo gli ultimi acquisti: doppioni ma quando si trovano si prendono
  32. 2 points
    Visto il grigiore generale mi sembra un'ottima Vendita. I tempi son cambiati e purtroppo passati. Oggi tante Aste sono i vecchi Listini di vendita e la bellezza del materiale proposto da Leu Numismatik spicca
  33. 2 points
    La collezione me la vendo io!
  34. 2 points
    Concordo pienamente. L'esemplare postato era stato periziato da RR come qFDC. Si notano infatti numerose piccole imperfezioni dovute alla straordinaria delicatezza del metallo e maggiormente visibili per il notevole ingrandimento, oltre naturalmente alla non perfetta foto. Questo è proprio il motivo per cui una simile moneta, seppur estremamente comune, in altissima conservazione (reale), tiene ancora un buon prezzo. Carlo
  35. 2 points
    Gianca

    LIBERTA'

    Mi sembra che uno come Lei non debba smettere la professione. E' uno della vecchia guardia ed ha quasi la mia stessa età (magari potessi andarci io in pensione), può e deve dare ancora tanto alla Numismatica.
  36. 2 points
    Se vogliamo aprire una sottosezione dal titolo "TUTTOFOSSILI.COM" ci sto. Come @Andrea1982 ammonniti, belemniti, trilobiti e, più recenti, conchiglie e denti di squalo pliocenici. Però il grosso della raccolta del Pliocene l'ho donata ad un locale museo.
  37. 2 points
    Riccardo Paolucci

    ULTIMO ARRIVO (Strepitoso)

    ULTIMISSIMO ARRIVO https://www.deamoneta.com/antiqva/view/22307
  38. 2 points
  39. 2 points
    Non ti preoccupare Andrea...non ti scoraggiare...se non compri su Ebay e non frequenti tipi loschi e trafficanti che ricettano...come vedo che sei un ragazzo per bene...non verrà nessuno. Per venire i tutori a inquisirti ..deve esserci un motivo cioè q.cuno ha fatto il tuo nome e hai fatto acquisti incauti. IN OGNI CASO sono attenzionate sopra TUTTO le monete classiche e le altomedievali.
  40. 2 points
    @Riccardo Paolucci, @Piakos, non voglio sostenere che le varianti siano il top del collezionismo e forse c'è chi può tentare di specularci, tuttavia rappresentano il prodotto di un nuovo conio o di uno vecchio modificato e la loro conoscenza è utile per calcolare il numero di conii usati e conseguentemente ipotizzare la quantità di monete emesse.
  41. 2 points
    Ras al ghul

    CONSIDERAZIONI PERSONALI

    Io dico che si legge poco in generale ed ancor meno di Numismatica.Leggere di Numismatica è il motore che ti fa andare avanti nel collezionare e nello studiare le monete che si collezionano . Bisogna assolutamente leggere le riviste di Numismatica , anche quelle online( Cronaca Numismatica) che ,per le tematiche affrontate abbracciano un po'tutta la Numismatica . Bisogna anche leggere libri monotematici che parlano delle monete che si collezionano. Inoltre e questa è la pecca dei forum di Numismatica,bisognerebbe" far esplodere" di post le sezioni inerenti alle pubblicazioni e ciò non avviene Paolucci da un grande contributo alla Numismatica effettuando aste interamente o parzialmente dedicate a letteratura numismatica . Ci sono anche altri tipo Bertolami che in collaborazione con LAC fa aste proponendo cataloghi e letteratura numismatica, poi c'è Elsen e qualcun altro a cui capita il conferente che cede la propria biblioteca .
  42. 2 points
    Caro Renzo, come darti torto? Ma "La forza è potente in me" e non ho voglia di gettare la spugna prima del tempo. Quindi per il momento, tengo botta e cerco di essere pronto ad ogni possibile evenienza. Ave! Q.
  43. 2 points
    Questo pezzo di Volchero è in effetti un R4 e la base d'asta è congrua per il difetto che possiede nell'epigrafe. Fosse stato tutto a posto sarebbe andata come base a 4000/5000 €
  44. 2 points
    Riccardo Paolucci

    LA BELLEZZA DELL'IMPERO

    Ero un bambino ed ho vaghi ricordi, ma mio nonno (Riccardo come me) mi portava in Piazza di Spagna da Santamaria dove faceva i suoi acquisti (li conosceva dagli anni '30). Io ero felice perchè andavo in giro con mio nonno e quei signori mi regalavano le caramelle ed i cioccolatini. Chi andava mai a pensare che in futuro provavo a scimmiottarli facendo finta di essere un Numismatico come loro! Quella Numismatica aveva un profumo di antico, di buono non sapeva di rancido e stantio come adesso e quelli sono stati i padri della Numismatica italiana come Baranowsky, Ratto, De Falco, De Nicola. Ho avuto l'onore di essere stato un interlocutore del grande Simonetti. Ero alle prime armi ma le sue telefonate settimanali le attendevo fra mille emozioni. Ma quanto eravamo più belli
  45. 2 points
    Per @Quintus Buona lettura! F._De_Luca_Alcibiade_raffigurato_su_una.pdf
  46. 2 points
    carledo49

    CONSIDERAZIONI PERSONALI

    Questa passione maniacale di raccogliere bustine sigillate ha avuto la sua massima espressione almeno 10 anni or sono. Ci si è avvicinati anche per le numerose fregature che i collezionisti poco preparati stavano subendo. Il fenomeno ha continuato per gli anni successivi ed ora troviamo sigillati anche i ramini dell'euro. Ricordo all'epoca di essere andato controcorrente in maniera drastica liberando tutte le monete in mio possesso dai loro sepolcri plastificati, anche quelle di valore venale sostanzioso. Magari conservo i cartellini...ma le monete son tutte rigorosamente nude. Ci sarebbe poi da ridire sui cosiddetti saputelli che millantano lauree in numismatica o esperienze qualificate e qualificanti nel settore. Ho paura che le cause principali siano state le discussioni sui forum di allora, dove chi non si allineava al pensiero comune (di pochi) veniva sbeffeggiato e tacciato di ignoranza e peggio altro. Ma questo è solo il mio pensiero! Carlo
  47. 2 points
    Lugiannoni

    PANORAMA NUMISMATICO - marzo 2019

    Panorama Numismatico nr.348 di marzo 2019 In copertina, Un insieme di prove apparentemente inedito della medaglia premio di Pietro Thermignon per l’Esposizione Generale Italiana in Torino del 1884, di Roberto Caccuri, una delle più belle tra le medaglie coniate per essere assegnate nel corso delle Esposizioni ottocentesche. Troverete, all’interno Per le curiosità numismatiche: Gianni Graziosi parla del Penny sfregiato dalle Suffragette, una moneta, conservata al British Museum di Londra, che racconta la battaglia per i diritti e l’emancipazione delle donne. Per la monetazione antica: Attraverso le medaglie emesse dall’imperatore Costantino, Alberto Castellotti racconta del suo atteggiamento verso i culti sacri, in La religiosità di Costantino il Grande e della sua famiglia: un approccio storico-numismatico. Per la monetazione italiana medievale e moderna: La monetazione mantovana riserva ancora alcune sorprese. È il caso dell’Inedito ducato d’oro di Francesco IV Gonzaga duca di Mantova, che Lorenzo Bellesia illustra nel suo articolo. Una moneta inedita che pone un problema difficile da risolvere è quella pubblicata e descritta da Franco Comoglio in Monetazione della Langobardia Maior. Un enigmatico tremisse di Cuniperto. In Monete medievali molisane. Denari tornesi di Campobasso: una interessante e rarissima variante, Realino Santone presenta un esemplare con un particolarissimo abbinamento di conii. Giuseppe Gasbarro pubblica un esemplare inedito del Mezzanino aragonese coniato nella zecca di Sulmona. Stile, forma, lettere e punti segreti permettono di porre in relazione tra loro alcune monete. Ne parla Lorenzo Bellesia in Note su tre monete medievali di Ancona: grosso agontano, grosso bolognino e denaro. Per la medaglistica: Renzo Bruni ha rintracciato a Ferrara un’opera “gemella” di una medaglia coniata per l’Archiginnasio di Bologna. Ne parla in Un’inedita medaglia di Leone XII per l’Università di Ferrara. Resoconto di una travagliata emissione. Per le monete estere: Nelle miniere russe presso il villaggio di Barentsburg, nell’arcipelago delle Svalbard, circolavano gettoni monetiformi coniati a Leningrado. Ne parla Giuseppe Carucci in Le monete di Spitzbergen. Per la rubrica Notizie dal Mondo Numismatico, si parla della Giornata di Studio dedicata ad Arturo Lusuardi che si terrà il prossimo 23 marzo a Correggio, presso il Palazzo dei Principi. Inoltre del Convegno Le tracce materiali di gesti, riti ed emozioni tra Medioevo e prima Età Moderna, che si terrà a Milano, presso la Sala Napoleonica di Palazzo Greppi, il 27 e 28 marzo prossimi. Per la rubrica Recensioni, si parla dei volume di Renzo Bruni, La verifica delle monete a Modena dal XVII al XIX secolo, e di Giuseppe Lulliri, La monetazione cartaginese in Sardegna. Emissione e circolazione (375-216 a.C.).
  48. 2 points
    Grazie a tutti per aver espresso le vostre opinioni, adesso ho un'idea della dinamica. Quando ho visto le basi basse, mi sono intimidito, ho temuto ci fosse una trappola dietro l'angolo: spese di spedizione fuori dalla norma, commissioni + IVA non comprese appieno dal sottoscritto e così via. Devo dire, invece, che è andata bene e sono molto soddisfatto dell'acquisto. Per il maestro, @Riccardo Paolucci, è un titolo meritato per un bibliofilo della tua caratura ed esperienza. Non solo attingi e ti impegni nell'arte mercantile del mercato numismatico e librario, ma contribuisci alla conoscenza di tutti noi collezionisti con i tuoi scritti. Trovo che i valori della conoscenza e dell'esperienza siano imprescindibili e che vada riconosciuta loro l'autorità che meritano. Oggi questa è spesso vilipesa, vista con diffidenza, ed è diffusa l'effimera illusione che si possa sopperire con scorciatoie "googlesche", ma così non è. Ringrazio tutti voi, dunque, che mettete in generosa condivisione questi valori. Non è scontato. A presto. Spoudaios
  49. 2 points
  50. 2 points
    Salve, segnalo :
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