Leaderboard


Popular Content

Showing content with the highest reputation since 02/07/2019 in all areas

  1. 5 points
    ACQUISTATO IERI C. Cassius e Lentulus Spint. (43-42 a.C.) AR Denario 3.90 gr., zecca itinerante con Bruto e Cassio D/ C · CASSI - IMP Treppiede con cortina, decorato con due rami di alloro e filetti. R/ Jug e lituus; sotto, LENTVLVS / SPINT. Crawford 500/1 - BMC 80 - Babelon Cassia 14 e Cornelia 76 - Cohen 7. FDC Gli strumenti religiosi sono raffigurati su monete romane come simboli di uffici religiosi. La brocca e il lituo sono le immagini di funzioni collegate a due principali collegi di uffici religiosi, i Pontifizi e gli Auguri. Insieme queste funzioni hanno garantito la legittimità di tutte le azioni politiche e la sicurezza dello stato romano. Questi emblemi hanno riferimenti all'interno della cultura romana per augurio e sacrificio. Agli Auguri che presero gli auspici, che determinarono il favore divino e da soli portarono il lituo; a Pontefice Massimo che esercitava un controllo primario sui sacrifici pubblici, preparando il vino sacro alle libagioni, partecipando ai voti pubblici e ai sacrifici per assicurarsi che fossero eseguiti secondo il tradizionale mos maiorum. Collegano il potere politico con i rituali tradizionali richiesti alla magistratura repubblicana. Cesare ha tenuto molti dei più importanti e influenti uffici sacerdotali (Flamen Dialis nell'87 o nell'86 aC, Pontifex nel 73 aC, Pontifex Maximus nel 63 aC e un Augur nel 47 aC). Ha coniato monete raffiguranti immagini religiose e l'accumulazione di strumenti religiosi ha creato un nuovo tipo di moneta che si concentrava unicamente sulla definizione di strumenti di questi uffici senza altre immagini che li avrebbero tradizionalmente accompagnati. Questa nuova iconografia era intesa a significare la suprema autorità di Cesare. La funzione dell'iconografia è quella di rappresentare il potere e dopo la morte di Cesare molti comandanti militari continuarono a usare il tipo di moneta di strumenti religiosi di Cesare per significare anche la loro legittima autorità di rivendicare rapporti con lui. Anche M. Brutus e Lentulus Spinther hanno approfittato di questo nuovo tipo di moneta per rappresentare la loro autorità quando erano coinvolti nella guerra civile. Hanno coniato congiuntamente questo tipo che sul dritto ha la leggenda BRVTVS e ascia, culullus e coltello, e sul retro LENTVLVS SPINT e una brocca e lituus. L'inverso omaggio a Bruto mostra elementi legati all'ufficio che tradizionalmente rivendica la legittimità politica e il diritto di un comandante di comandare il suo esercito. Cassius Longinus e Brutus erano pretarici nel 44 aC, Bruto fu assegnato da Cesare a Macedonia e Cassio in Siria (App., BCiv, 4.57) e dopo l'omicidio di Cesare e la reazione popolare ostile le province furono riassegnate ad Antonio e Dolabella, mentre Senatus inviò Bruto a Creta e Cassio a Cirene (Plut., Brut., 19.3; App., BCiv., III, 78,12). Entrambi gli uomini, tuttavia, presero il potere nelle province loro assegnate originariamente, si incontrarono a Smirne nel 43 aC per decidere la migliore politica di opposizione perché mancavano di autorità (Plut., Brut., 28,6-7; Cass.Dio, 47.21.1 ). Il Senato confermò la loro autorità e riconobbe loro il possesso di Macedonia e Siria, quindi i simboli su questo tema tentano di rivendicare Bruto e Cassio come comandanti repubblicani tradizionali.
  2. 5 points
    https://www.academia.edu/38342474/F._De_Luca_Lo_statere_della_rifondazione_in_Il_Gazzettino_di_Quelli_del_Cordusio_Gennaio_2019_pagg.47-54 Un breve excursus nell’incredibile storia della città di Sibari, fondata tra il 720 e il 708 a.C. da coloni Greci in una zona fra due fiumi affacciata sul golfo di Taranto. La città prosperò subito e divenne presto una grande metropoli alla guida di un vero e proprio impero molto ricco e potente. Ma con la ricchezza arrivarono i problemi e i conflitti e la città venne distrutta dai nemici e caparbiamente ricostruita per ben tre volte. L'articolo analizza una moneta emessa dalla città ricostruita per la seconda volta, mettendo in evidenza la delicatezza e la maestria con cui le raffigurazioni riportate su di essa richiamano le tre diverse componenti che ricostruirono Sibari (coloni provenienti da tre distinte località). Questa moneta, quindi, era innanzitutto un omaggio a coloro che avevano collaborato concretamente a riedificare la città ma, al tempo stesso, anche una sorta di talismano contro la malasorte, un augurio di pace per la martoriata città. Insomma, questo “statere della rifondazione” costituisce un’ulteriore conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, dell’alto valore simbolico e comunicativo dello strumento Moneta.
  3. 4 points
    Lugiannoni

    CONVEGNO SULLA MONETAZIONE ETRUSCA

    E' appena uscito il volume con gli atti del convegno di Populonia sulla monetazione etrusca. Chi fosse interessato può richiederlo all'editore <TAGET Edizioni> mtagete@email.it. Intanto, come promesso, allego il mio intervento sui conii populoniesi. RdA 26 Giannoni HD_compressed (2).pdf
  4. 4 points
    238 d.C. L'anno dei Sei Imperatori "Dopo che Massimino ebbe ridotto la maggior parte delle famiglie più facoltose alla povertà, egli cominciò a ritenere che ciò fosse insignificante o poco importante, e non sufficiente a soddisfare i suoi desideri. Così si rivolse al tesoro pubblico e cominciò ad espropriare denaro cittadino, che era stato raccolto per essere distribuito al popolo romano attraverso i congiaria (distribuzioni alimentari e in denaro), oltre a fondi messi da parte per rappresentazioni teatrali e spettacoli." - (Erodiano, Storia dell'impero dopo Marco Aurelio, VII, 3.5.) I costi crescenti delle guerre, condotte prima lungo il limes renano e poi danubiano, costrinsero Massimino a confiscare nuovi beni anche ai provinciali. Le offerte nei templi, le statue degli dei, gli ornamenti in pubblici edifici e a fonderli in nuove monete al fine di “mantenere la fedeltà” dei suoi soldati con stipendia e donativa. Ciò portò ad un'aperta rivolta anche da parte di provinciali e della stessa plebe locale, i cittadini arrivarono a farsi uccidere piuttosto che permettere che i propri templi venissero profanati. Gli stessi soldati di Massimino iniziarono a mostrare dissenso poiché sapevano che, i loro familiari, rischiavano di essere uccisi dai loro stessi commilitoni in caso di opposizione al nuovo regime imperiale. Nessuno ebbe, però, il coraggio di ribellarsi apertamente fino alla fine del suo terzo anno di regno, era il marzo del 238 d.C.. Frattanto, lungo il fronte orientale, negli anni 237-238 d.C. le città della provincia romana di Mesopotamia, Nisibi e Carrhae, furono assediate e occupate dai sasanidi. Non a caso anche Erodiano suggerisce che i sasanidi rimasero tranquilli per tre o quattro anni dopo le campagne di Alessandro Severo del 232 d.C., il cui esito finale fu assai incerto per le due parti. All'inizio del 238 d.C. (all’incirca a marzo), nella provincia d'Africa, l’estorsione di un funzionario del fisco (il Procurator Augusti del distretto di Cartagine) che per mostrarsi zelante a Massimino, attraverso una sentenza, comprata in una corte corrotta, contro proprietari terrieri locali, accese una rivolta generale nell'intera provincia. I proprietari terrieri armarono i loro "clienti" e contadini, oltre ad alcuni militari e, prima uccisero il funzionario corrotto e poi presero Tisdrus (l'odierna El Djem) e proclamarono imperatore il governatore della provincia africana, Gordiano I (all'epoca ottantenne). Quest'ultimo, anche se inizialmente non voleva indossare la porpora imperiale, tanto da essere stato minacciato con le armi nel caso non avesse accettato, in seguito accettò il titolo di Augusto insieme al figlio, Gordiano II, nella città di Tisdrus. Poi decise di inviare alcuni ambasciatori a Roma per trovare consensi (tra cui il futuro imperatore Valeriano), e dispose di occupare la stessa Cartagine. Poco dopo il prefetto del pretorio di Massimino, Vitaliano, veniva ucciso a Roma da alcuni sicari li inviati da Gordiano; molti amici di Massimino furono messi a morte (tra procuratori e magistrati), compresi molti innocenti, come pure il Praefectus Urbi Sabino, ucciso dalla folla in una sommossa. Il Senato di Roma riconobbe, quindi, i due nuovi imperatori come Augusti (promettendo, addirittura, al nipote tredicenne Gordiano, pretura, consolato e titolo di Cesare), dichiarando Massimino hostis (nemico dello stato) e chiedendo, infine, l'aiuto di tutte le province affinché combattessero per la comune salvezza e libertà, ricevendo la quasi totale adesione, con la messa a morte di numerosi funzionari, amici, generali e militari fedeli a Massimino. Le onorificenze militari di quest'ultimo vennero, inoltre, revocate, il suo nome e quello di suo figlio furono cancellati dalle iscrizioni e dai papiri, le sue statue abbattute e i dipinti celebranti le sue vittorie sui germani, che adornavano la Curia, furono staccati e bruciati. Massimino, venuto a sapere di questi eventi, preferì riflettere per un paio di giorni con i suoi consiglieri, piuttosto che reagire in modo irrazionale. Poi decise di marciare verso l'Italia con l'intero suo esercito e alcuni contingenti di mauri, galli e alleati germani appena sottomessi, dopo aver fatto alle truppe un nuovo donativum. E prima di partire pronunciò questo discorso alle truppe schierate: "Sono sicuro che ciò che vi sto dicendo sarà per Voi [soldati] incredibile e inaspettato. Secondo me ha dell'incredibile, come pure appare ridicolo. Qualcuno sta levando le armi proprio contro di Voi e il vostro coraggio. Ma non i germani, che avete sconfitto in molte occasioni, neppure i sarmati, che regolarmente hanno chiesto la pace. I persiani dopo la loro recente invasione della Mesopotamia, sono ora calmi e contenti dei loro possedimenti. Il fatto che stiano in queste condizioni, è dovuto alla vostra reputazione per il coraggio con cui combattete, oltre all'esperienza del mio comando, quando fui comandante delle legioni che si trovano lungo il fiume [Eufrate]. Non sono quindi loro, ma i Cartaginesi che sono impazziti. Essi hanno persuaso o forzato un uomo debole e vecchio, che è uscito di senno per la vecchiaia, a diventare imperatore, quasi fosse un gioco in una processione. Ma che sorta di armata hanno messo insieme, quando i littori sono sufficienti a mala pena a servire il loro governatore? Quale sorta di armi utilizzano, non avendo nulla o forse solo le lance utilizzate negli scontri tra gladiatori e bestie? La loro sola esperienza di combattimento è nei cori o nelle battute spiritose o nelle danze. [...] Queste sono le persone contro cui noi dobbiamo combattere una guerra, se "guerra" è la parola corretta per definire ciò. Sono convinto che dovremo marciare verso l'Italia, fino a quando ciascuno di loro non si presenti a noi con un ramo d'ulivo e ci porti i propri figli, chiedendo il perdono e inginocchiandosi ai nostri piedi. Gli altri invece scapperanno, perché sono dei poveri codardi. Io allora distribuirò a tutti Voi le loro proprietà, e voi potrete prenderle e rallegrarvi senza alcuna riserva." - (Erodiano, Storia dell'impero dopo Marco Aurelio, VII, 8.4-8.) Dopo questo discorso alle truppe, Massimino si mise in marcia per l'Italia, portando con se' anche numerose macchine d'assedio, che però rallentarono non poco la marcia. Ciò lo convinse ad inviare, come avanguardia, le legioni pannoniche, affinché cominciassero ad occupare le prime postazioni in Italia, mentre la grande armata stava sopraggiungendo. Le unità pannoniche, non solo negli anni si erano dimostrate a lui estremamente fedeli, ma per prime si erano dichiarate favorevoli alla sua elezione ad Imperatore. Frattanto a Roma il Senato si esprimeva in questi termini, secondo la Historia Augusta: "Il Senato ed il Popolo romano, grazie ai principi Gordiani, avendo deciso di liberarsi da quella belva ferocissima [di Massimino], augurano ai proconsoli, governatori, legati, generali tribuni, magistrati, singole città, municipi, fortezze, villaggi, castelli quella prosperità che ora stanno cominciando a godere. Grazie al favore degli dei, abbiamo avuto quale imperatore il proconsolare Gordiano, uomo integerrimo e senatore di grandi principi morali, a cui abbiamo conferito il titolo di Augusto, non solo a lui ma anche al figlio, nobile e giovane Gordiano, a ulteriore protezione della Repubblica. Ora a voi sta dare il vostro assenso alla lotta per la salvezza della Repubblica, per impedire ogni scelleratezza e difenderla da quella belva e dai suoi amici, ovunque essi siano. Noi abbiamo dichiarato Massimino e suo figlio nemici pubblici (hostis)." - (Historia Augusta - I due Massimini, 15.6-9.) La rivolta in Africa fu il risultato di un episodio non programmato. Il comandante di una parte della Mauretania, chiamata Numidia, il senatore Capelliano, fedele a Massimino, sbaragliò prima le milizie di Gordiano II che morì nel corso della battaglia di Cartagine, poi indusse il padre, Gordiano I, a togliersi la vita impiccandosi, ponendo così fine alla loro rivolta. Allora Capelliano, risultato vincitore in nome di Massimino, mise a morte tutti coloro che avevano appoggiato Gordiano in Africa, distrusse città, saccheggiò templi, distribuì ai suoi soldati i dona votiva, fece quindi strage tra la plebe cittadina e la nobilitas delle città. Si preparava, infine, ad assumere il potere imperiale, nel caso in cui Massimino fosse morto. Intanto Massimino, preso da una terribile collera contro il suo stesso figlio, il quale, a suo tempo, si era rifiutato di recarsi a Roma, lasciando così ai senatori mano libera nella capitale, decise di marciare con le sue legioni pannoniche sulla "città eterna", dopo aver distribuito un nuovo e ricco donativum ai suoi soldati. Temendo ora la naturale reazione di Massimino, che si stava preparando per una marcia contro Roma, ora che i due Gordiani erano morti, i senatori decisero di continuare la resistenza eleggendo co-imperatori ed Augusti due di loro, Pupieno (che era stato praefectus Urbi) e Balbino (tardo aprile, inizi di maggio 238). Tuttavia una fazione a Roma preferì il nipote di Gordiano I, Gordiano III, tanto che ci furono duri combattimenti nelle strade di Roma: Balbino e Pupieno accettarono, allora, di proclamare il giovane Gordiano Cesare. I tre avversari di Massimino potevano contare su milizie formate da coscritti e da gruppi di giovani, mentre l'imperatore aveva a propria disposizione un grande esercito che veniva da anni di guerre. Massimino, avendo ormai capito, che l'odio che il Senato di Roma aveva nei suoi confronti "non avrebbe avuto più fine”, decise di marciare rapidamente su Roma per spazzare via i suoi oppositori. Giunto in prossimità di Emona, pensava di trovarvi un esercito pronto a combatterlo, e invece, scoprì che tutti gli abitanti della regione si erano ritirati in città, portando via tutto ciò che poteva fornire vettovagliamento per il nemico. Ciò generò i primi malcontenti tra i suoi soldati, inizialmente contenuti in silenzio, poi sfociati in contestazioni verso il loro comandante. Molti affermano che Massimino trovò invece Emona, vuota e priva di ogni genere alimentare, poichè ogni cosa era stata distrutta preventivamente dagli abitanti, che poi avevano abbandonato la città. Massimino se ne rallegrò, credendo che l'intera popolazione fosse fuggita al suo arrivo. Dopo aver soggiornato una notte, si rimise in marcia e passò le Alpi, senza incontrare alcuna opposizione. Quando l'esercito di Massimino giunse in vista di Aquileia, posta all'incrocio di importanti vie di comunicazione e deposito dei viveri e dell'equipaggiamento necessari ai soldati, la città chiuse le porte all'imperatore, guidata da due senatori incaricati dal Senato, Rutilio Pudente Crispino e Tullio Menofilo, i quali disposero molti uomini armati lungo l'intero percorso delle mura, che nel frattempo erano state rinforzate. Massimino prese allora la decisione a lui fatale: invece di scendere rapidamente sulla capitale con un contingente, mise personalmente sotto assedio la città di Aquileia, permettendo ai suoi avversari di organizzarsi: Pupieno, a cui era stata affidata la conduzione della guerra raggiunse Ravenna, da cui diresse la difesa della città assediata. Balbino era preposto alla difesa di Roma, dove fronteggiò una rivolta cittadina. Sebbene il rapporto di forze fosse ancora a vantaggio di Massimino, il difficile e prolungato assedio che si protraeva senza risultato, malgrado ci fosse stato un segnale di cedimento, poi rientrato, da parte della popolazione della città ad arrendersi, la penuria di viveri e la rigida disciplina imposta dall'imperatore (portando anche all'assassinio di alcuni generali delle legioni pannoniche), causarono l'ostilità delle truppe verso l'imperatore. Si aggiunga il fatto che il Senato di Roma aveva inviato, ex-pretori ed ex-questori, in tutte le città dell'area intorno ad Aquileia, per predisporre ovunque misure di sicurezza atte a difendere ogni cosa da possibili attacchi di Massimino, tanto che quest'ultimo si trovò nella posizione critica di essere egli stesso assediato, con l'intero mondo romano ostile. I soldati della Legio II Parthica (solitamente di stanza nei castra Albana), presi dal timore, verso mezzogiorno, durante un momento di pausa del combattimento, strapparono le sue immagini dalle insegne militari, per segnalarne la deposizione, poi lo assassinarono nel suo accampamento, assieme al figlio Massimo, mentre i due erano coricati sotto la tenda (10 maggio 238). Poi infilate le loro teste in cima a delle picche, ne fecero mostra agli Aquileiensi. "[...] lo stesso Massimino, quando si trovò abbandonato e vide il figlio ucciso sotto i suoi occhi, si diede la morte con la propria mano, affinchè non gli toccasse in sorte una morte indegna di un uomo." - (Historia Augusta - I due Massimini, 32.5.) Secondo, invece la versione Zosimo, una volta che Massimino si accorse di essere in grave pericolo per la sua vita: "[...] Massimino, condusse il proprio figlio come supplice, davanti ai soldati, pensando che la sua giovane età sarebbe stata sufficiente a cambiare il loro odio in compassione. Ma i soldati assassinarono con grande ferocia sia il ragazzo, sia subito dopo Massimino. Uno di loro si fece avanti e gli staccò la testa [di Massimino] e la portò a Roma, come evidente segno di vittoria." - (Zosimo, Storia nuova, I, 15.1-2.) A Roma allora vennero subito abbattute le sue statue ed i suoi busti, mentre il suo prefetto del pretorio fu assassinato assieme ad altri suoi amici. Poi le teste dei due ex-sovrani, padre e figlio, furono inviate nell'Urbe, mentre i loro corpi furono mutilati e dati in pasto ai cani. Il Senato elesse imperatore il tredicenne Gordiano III e ordinò la damnatio memoriae per Massimino. "Questa fu la fine dei Massimini, degna della crudeltà del padre, ma ingiusta nei confronti della bontà del figlio. La loro morte suscitò grande gioia tra i provinciali, e profondo dolore tra i barbari." - (Historia Augusta - I due Massimini, 24.1.) Quindi, ricapitolando… Ritratto Nome Regno Morte Note Inizio Fine Massimino il Trace Gaio Giulio Vero Massimino 20 marzo 235 10 maggio 238 assassinato Gaio Giulio Vero Massimino, meglio noto come Massimino il Trace (latino: Gaius Iulius Verus Maximinus; Tracia, 173 circa – Aquileia romana, 10 maggio 238), fu imperatore romano dal 235 alla sua morte. Fu il primo barbaro a raggiungere la porpora imperiale, grazie al solo consenso delle legioni, essendo nato senza la cittadinanza romana, e senza essere neppure senatore. Gordiano I Marco Antonio Gordiano Semproniano Romano Africano 22 marzo 238 fine aprile 238 suicida Marco Antonio Gordiano Semproniano Romano Africano, meglio noto come Gordiano I (latino: Marcus Antonius Gordianus Sempronianus Romanus Africanus; 159 circa – 238), fu imperatore romano per poche settimane nel marzo/aprile del 238, assieme al figlio Gordiano II. Gordiano II Marco Antonio Gordiano Semproniano Romano Africano 22 marzo 238 12 aprile 238 caduto in battaglia Marco Antonio Gordiano Semproniano Romano Africano, meglio noto come Gordiano II (latino: Marcus Antonius Gordianus Sempronianus Romanus Africanus; 192 circa – Cartagine, 12 aprile 238), fu imperatore romano per poche settimane nel 238, assieme al padre Gordiano I. Pupieno Marco Clodio Pupieno Massimo 1º febbraio 238 11 maggio 238 assassinato dai pretoriani Marco Clodio Pupieno Massimo (latino: Marcus Clodius Pupienus Maximus; 165 circa – Roma, 11 maggio 238) fu eletto imperatore romano assieme al collega Decimo Celio Calvino Balbino dal Senato il 1º febbraio 238 dopo la caduta di Gordiano I e Gordiano II mentre combattevano contro l'imperatore Massimino Trace. Balbino Decimo Celio Calvino Balbino 1º febbraio 238 11 maggio 238 assassinato dai pretoriani Decimo Celio Calvino Balbino (latino: Decimus Caelius Calvinus Balbinus; 178 – Roma, 11 maggio 238) è stato un imperatore romano, in carica da febbraio a maggio del 238, assieme al collega Pupieno. Gordiano III Marco Antonio Gordiano Pio 29 luglio 238 11 febbraio 244 caduto in battaglia oppure assassinato dal prefetto del pretorio Filippo Marco Antonio Gordiano Pio, meglio noto come Gordiano III (latino: Marcus Antonius Gordianus Pius; Roma, 20 gennaio 225 – Circesium, 11 febbraio 244, figlio di Antonia Gordiana, figlia di Gordiano I), fu imperatore romano dal 238 alla sua morte, avvenuta durante una campagna militare in Oriente contro i Sasanidi. A causa della sua giovane età (salì al trono a tredici anni e regnò fino a diciannove), il governo dell'impero fu nelle mani di reggenti appartenenti all'aristocrazia senatoriale, che si dimostrarono capaci; Gordiano funse da simbolo dell'unità dell'impero, riscuotendo il sostegno del popolo. Ave! Quintus
  5. 3 points
    Non ditemi che vi sto annoiando con il tema della possibile raffigurazione di Alcibiade su uno statere di Cizico, ma scandagliando le fonti storiche e letterarie si rinvengono tracce di un famoso discorso di Alcibiade alle sue truppe prima della battaglia di Cizico del 410 a.C.: che sia questo il discorso che sta pronunciando il condottiero raffigurato sullo statere ciziceno? https://www.academia.edu/38646324/F._De_Luca_Alcibiade_raffigurato_su_una_moneta_di_Cizico_dalle_fonti_la_prova_definitiva_Monete_Antiche_n.103_genn._febb._2019_pagg.3-10
  6. 3 points
    Buongiorno, abbiamo pensato di creare un account per la nostra associazione sperando di poter divulgare così le nostre attività e magari conoscere nuovi appassionati della nostra zona (Cremona). Cordiali saluti La Segreteria del CFNC
  7. 3 points
    In epoca antica (ma anche fino a tutto il '900) non esistevano microchip contenenti notizie o messaggi ultra riservati da inserire sotto la pelle e quindi ogni sistema poteva essere buono per trasmettere in maniera segreta. Mi pare piuttosto intrigante che la definizione inglese <mirror> si traduca in latino con <speculum>, parola da cui deriva <speculatores> che era il nome dei reparti addetti al servizio di spionaggio-controspionaggio.
  8. 3 points
    Lugiannoni

    Lupetta PLG

    Con il rischio di passare per barboso paranoico, credo che l'enunciazione della provenienza delle monete postate, al di là degli aspetti burocratico-legali, sia una questione di quella che potremmo definire "buona prassi". A questo va aggiunto - e non mi riferisco assolutamente ad Antonio1978 - che da qualche tempo si aggirano per il forum alcuni personaggi strani e vi è quindi un motivo in più per non dare esca a imboscate o trappole. Detto questo, mi unisco anch'io ai complimenti per la qualità della moneta!
  9. 2 points
    Riccardo Paolucci

    LA BELLEZZA DELL'IMPERO

    Posso farvi strabuzzare gli occhi? Una meraviglia
  10. 2 points
    Riccardo Paolucci

    GRAZIE

    Sono ormai 13 mesi che sono presente in questo Forum e voglio ringraziare tutti, indistintamente tutti, per l'accoglienza ricevuta e per la considerazione. Io da parte mia ho trovato finalmente un Forum sereno, pacato, senza figli e figliastri, dove puoi discutere di Numismatica e puoi dialogare con persone autentiche, vere e sincere. Grazie ancora
  11. 2 points
    carledo49

    CONSIDERAZIONI PERSONALI

    Questa passione maniacale di raccogliere bustine sigillate ha avuto la sua massima espressione almeno 10 anni or sono. Ci si è avvicinati anche per le numerose fregature che i collezionisti poco preparati stavano subendo. Il fenomeno ha continuato per gli anni successivi ed ora troviamo sigillati anche i ramini dell'euro. Ricordo all'epoca di essere andato controcorrente in maniera drastica liberando tutte le monete in mio possesso dai loro sepolcri plastificati, anche quelle di valore venale sostanzioso. Magari conservo i cartellini...ma le monete son tutte rigorosamente nude. Ci sarebbe poi da ridire sui cosiddetti saputelli che millantano lauree in numismatica o esperienze qualificate e qualificanti nel settore. Ho paura che le cause principali siano state le discussioni sui forum di allora, dove chi non si allineava al pensiero comune (di pochi) veniva sbeffeggiato e tacciato di ignoranza e peggio altro. Ma questo è solo il mio pensiero! Carlo
  12. 2 points
    Riccardo Paolucci

    CONSIDERAZIONI PERSONALI

    Vedi @Piakos io in tante branchie della Numismatica, come il buon vecchio Socrate, so di non sapere e quindi tante volte nemmeno mi ci infilo nelle discussioni, oggi invece vedo tanti tuttologi che pontificano su argomenti che non sono di loro competenza. Portami delle romane, delle medioevali, rinascimentali e parliamo. Se mi porti le greche ascolto perchè ho sempre da imparare anche se ho avuto un ottimo Maestro come Lopez Spagni. Sulle decimali alzo le braccia, non è il mio campo. Difficilmente vedi mie monete sigillate con la data degli ultimi 10/15 anni. Ecco questa è un'altra piaga di chi si avvicina alle monete oggi: i collezionisti di sigillature!!! Gente che si fa sigillare anche monetine da 100 € per non parlare di quelle che valgono nemmeno il costo della bustina, del cartellino e dei sigilli!!!
  13. 2 points
    Lugiannoni

    PANORAMA NUMISMATICO - marzo 2019

    Panorama Numismatico nr.348 di marzo 2019 In copertina, Un insieme di prove apparentemente inedito della medaglia premio di Pietro Thermignon per l’Esposizione Generale Italiana in Torino del 1884, di Roberto Caccuri, una delle più belle tra le medaglie coniate per essere assegnate nel corso delle Esposizioni ottocentesche. Troverete, all’interno Per le curiosità numismatiche: Gianni Graziosi parla del Penny sfregiato dalle Suffragette, una moneta, conservata al British Museum di Londra, che racconta la battaglia per i diritti e l’emancipazione delle donne. Per la monetazione antica: Attraverso le medaglie emesse dall’imperatore Costantino, Alberto Castellotti racconta del suo atteggiamento verso i culti sacri, in La religiosità di Costantino il Grande e della sua famiglia: un approccio storico-numismatico. Per la monetazione italiana medievale e moderna: La monetazione mantovana riserva ancora alcune sorprese. È il caso dell’Inedito ducato d’oro di Francesco IV Gonzaga duca di Mantova, che Lorenzo Bellesia illustra nel suo articolo. Una moneta inedita che pone un problema difficile da risolvere è quella pubblicata e descritta da Franco Comoglio in Monetazione della Langobardia Maior. Un enigmatico tremisse di Cuniperto. In Monete medievali molisane. Denari tornesi di Campobasso: una interessante e rarissima variante, Realino Santone presenta un esemplare con un particolarissimo abbinamento di conii. Giuseppe Gasbarro pubblica un esemplare inedito del Mezzanino aragonese coniato nella zecca di Sulmona. Stile, forma, lettere e punti segreti permettono di porre in relazione tra loro alcune monete. Ne parla Lorenzo Bellesia in Note su tre monete medievali di Ancona: grosso agontano, grosso bolognino e denaro. Per la medaglistica: Renzo Bruni ha rintracciato a Ferrara un’opera “gemella” di una medaglia coniata per l’Archiginnasio di Bologna. Ne parla in Un’inedita medaglia di Leone XII per l’Università di Ferrara. Resoconto di una travagliata emissione. Per le monete estere: Nelle miniere russe presso il villaggio di Barentsburg, nell’arcipelago delle Svalbard, circolavano gettoni monetiformi coniati a Leningrado. Ne parla Giuseppe Carucci in Le monete di Spitzbergen. Per la rubrica Notizie dal Mondo Numismatico, si parla della Giornata di Studio dedicata ad Arturo Lusuardi che si terrà il prossimo 23 marzo a Correggio, presso il Palazzo dei Principi. Inoltre del Convegno Le tracce materiali di gesti, riti ed emozioni tra Medioevo e prima Età Moderna, che si terrà a Milano, presso la Sala Napoleonica di Palazzo Greppi, il 27 e 28 marzo prossimi. Per la rubrica Recensioni, si parla dei volume di Renzo Bruni, La verifica delle monete a Modena dal XVII al XIX secolo, e di Giuseppe Lulliri, La monetazione cartaginese in Sardegna. Emissione e circolazione (375-216 a.C.).
  14. 2 points
    salve, segnalo : http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/strani-simboli-sui-bolognini-di-guardiagrele/
  15. 2 points
    battista63

    Medaglia di Pio V

    BUONGIORNO dOTT PIAKOS i riconi sono partiti dai primi anni del 500, con serie del Paladino ecc. anche i riconi hanno un loro valore, per esempio la medaglia pubblicata dal sig. Paolucci è in bronzo e sicuramente un riconio ( dal D\ riusciamo a capire se è un Mazio o Hamerani l unico esemplare originale si trova alla Biblioteque Nationale de Paris ed è in argento giamba
  16. 2 points
    Lugiannoni

    Presentazione e qualche domanda

    Benvenuto @Gun97 cercherò anch'io di offrirti qualche indicazione su come inmpostare una raccolta, tenendo presente che vi sono decine e decine di combinazioni, come potrai vedere dallo schemino esemplificativo che unisco. Tieni conto, naturalmente che per le monete antiche vi sono delle restrizioni, per cui se tu scegliessi quella strada acquista SOLO monete con la provenienza certificata da venditori noti e seri. Personalmente ti consiglierei anche io, come l'amico Realino Santone, di iniziare con le monete della tua città o eventualmente dei tuoi genitori. Uniresti così la raccolta numismatica alla studio della storia della zona a te vicina. Facci sapere!
  17. 2 points
  18. 2 points
    Salve, segnalo :
  19. 1 point
    Giuseppe Gugliandolo

    ASTA ANTIQVA 53

    Ho provveduto io, cosicché appena entrati si legga la data corretta dell'asta.
  20. 1 point
    carledo49

    PANORAMA NUMISMATICO - marzo 2019

    Anche qui, se ben ricordi, dovemmo bannare un certo personaggino. Non c'era pace, una lite continua. Da un lato Gielle è scusabile. Non lo vedo e non lo sento più da anni. Carlo
  21. 1 point
    Secondo me in realtà manca la voglia di organizzarli e di farli. Nella mia città, Messina, non esistevano eventi di tipo numismatico mentre adesso da circa un anno e mezzo si organizzano con continuità e con affluenze sempre maggiori. Ed il prossimo evento ospiterò gente non solo dal meridione ma anche aste e ragazzi dal nord della penisola. Direi che non è male come risultato. Ma dipende molto dalla gente... il ragazzo che organizza Messina ha provato a creare qualche convegno in più in Sicilia, prossima settimana c'è un piccolo evento a Siracusa ma proprio i collezionisti del posto hanno quasi tutti dato per confermata la loro assenza. Ecco che, con questi feedback negativi, sono loro che si negano gli eventi. E credo sia quello che sta accadendo in giro: dire semplicemente "non è più come prima, non ci sono convegni, non ci sono eventi" ma senza nessuno che si metta in gioco anche solo per provarci. E nell'ultimo esempio che ho fatto non avevano neanche alcuno sforzo, dovevano solo partecipare.
  22. 1 point
    Riccardo Paolucci

    Presentazione e qualche domanda

    Qualche manuale fondamentale: AMBROSOLI S. & GNECCHI F. - Manuale elementare di Numismatica. Lo puoi trovare anche nella versione ristampa della Cisalpino-Goliardica SACHERO L. - Guida alla Numismatica FERRI L. - La Numismatica oggi Se vai su Ebay ne trovi quanti ne vuoi ed a tutti i prezzi. Il consiglio che ti posso dare è quello di acquistare il primo, l'AMBROSOLI-GNECCHI. Poi fatti un'idea, vuoi collezionare monete romane? Acquista sempre da professionisti che ti rilasciano fattura o ricevuta fiscale, così come se vuoi collezionare monete medioevali. Lascia stare i mercatini!!! Quelli vanno bene per acquistare qualche libro Cosa importante: creati un budget, pensa a quanti € vuoi destinare mensilmente all'acquisto delle monete e ricordati di non avere fretta. La Numismatica è un piacere. Ultimo consiglio: sei di Milano, iscriviti alla Società Numismatica Italiana. Puoi andare a parlare con il dott. Gian Angelo Sozzi a nome mio Per altri dubbi o chiarimenti chiama pure, cercherò di dissiparteli
  23. 1 point
    @Riccardo Paolucci Ovviamente parlavo da semplice appassionato e curioso di numismatica; ti posso garantire che il mio ragionamento non intendeva affatto togliere valore ai libri, anzi. Lo dimostra il fatto che ho più libri di numismatica (e di storia, archeologia, ecc.) che monete. In realtànon li avevo mai pensati come "monetizzabili", ma ora mi hai messo una pulce negli orecchi!
  24. 1 point
    carledo49

    AUGURI

    Auguroni di buon compleanno anche da parte mia. Carlo
  25. 1 point
    Il ritratto è indubbiamente più verosimile e non mi pare idealizzato. Quest'altro, pur considerando l'imperizia dell'incisore, è veramente "mostruoso" tanto da meritare una condanna ad metalla!
This leaderboard is set to Rome/GMT+02:00