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    Quintus

    Le monete della Salapia romana

    Estratto da: "LE MONETE DELLA COLLEZIONE BATTISTA NEL MUSEO CIVICO DI FOGGIA" di Carla Russo SALAPIA Salapia (Salpia, Salpis) (etn. Salpini, Salapini, Salapitani), comune di Trinitapoli, provincia di Foggia. Uno dei problemi più difficili dell’antica Daunia è quello riguardante l’ubicazione dell’antica Salapia, città che Strabone chiama Elpie e dice colonia dei Rodi-Coi. La città doveva sorgere nelle vicinanze del lago detto di Salpi, situato nella parte meridionale e in riva al golfo di Manfredonia (sinus Sipuntinus); è un lago costiero diviso dall’Adriatico da una stretta lingua di terra, ai cui lati si aprono due piccoli canali, che lo mettono in comunicazione col mare. Il lago coincide con quello che gli antichi chiamavano Salpina palus o, più raramente, Salapina palus. Il nome del lago non viene ricordato nelle fonti antiche, motivo per cui tutti gli studiosi sono concordi nel considerare che il lago prese il nome dalla città che sorse sulle sue rive: l’antica città di Salpia o Salapia. D’altro lato i testi antichi sono concordi nel segnalare in questa regione una palude malsana. Dalle fonti antiche risulta che l’antica città di Salapia occupò ben tre siti diversi, anche se vicini tra di loro. La più antica città di Salapia viene comunemente detta Salapia greca, ma si potrebbe chiamare Salapia grecoromana, oppure per distinguerla da quella romana, Salapia rodiese o anche l’antica Elpie. Riguardo alla sua ubicazione, sebbene varie siano le ipotesi degli studiosi, sembrerebbe che sia ubicata verso l’insediamento dauno rivelato dalla fotografia aerea sul Fosso Marana di Lupara nella contrada Torretta dei Monaci. La seconda città trasferita in luogo pìù salubre, costruita dai romani nella seconda metà del I sec. a.C. (forse nel 29 a.C.) è detta Salapia romana e il suo sito è riconosciuto nei resti antichi situati sulla piccola altura conosciuta col nome di Monte di Salpi e chiaramente individuata dalla fotografia aerea. La terza città è invece una tarda stazione industriale romana sulla litoranea adriatica conosciuta col nome di Salinae. Per quanta riguarda il nome della città antica, le ipotesi sono varie: alcuni sono d’accordo nel ritenere che Salapia significhi «luogo del sale», per la produzione del sale che il lago lasciava spontaneamente disseccandosi; altri sostengono che il nome significhi «acqua salata» forse perché la città era situata vicino al lago formato dall’inondazione del mare. Come risulta poi da T. Livio e da Appiano la città di Salapia ebbe un ruolo importante durante la seconda guerra punica quando fu occupata da Annibale dal 216 al 210 a.C.: ciò è testimoniato anche dalle sue monete, infatti non c’è coniazione che può essere collocata a Salapia dopo quella data. Durante la guerra sociale fu occupata e devastata da C. Cosconio. Vitruvio nomina «oppidum Salpia vetus» mentre alla stessa città si riferisce Cicerone e forse anche Plinio il Vecchio. Della Salapia romana ci dà invece notizie topografiche più precise Vitruvio, che la dice costruita in luogo salubre dopo che il senato accolse la richiesta dei Salapini fatta attraverso un certo M. Hostilius. I cittadini chiesero a M. Hostilius di interessarsi di loro e costui ottenne dal senato romano il trasferimento della città. La nuova Salapia, lontana quattuor milia passus ab oppido veteri (circa 6 Km.) situata in luogo salubre - salubri loco - fu costruita con le sue mura ed ebbe il suo porto aperto in mare (His confectis lacum aperuit in mare, et portum e lacum municipio perfecit). Questa nuova città fu edificata dove oggi si trova il Monte di Salpi. La città si trovava sulla sponda nord-occidentale del lago di Salpi, mentre il suo porto fu costruito sul mare, presso l’attuale Torre Pietra, dove affiorano resti di costruzioni romane (resti di un molo oggi in gran parte coperto dall’acqua). Difficile è invece stabilire se il brano di Strabone che indica Salapia quale porto di Arpi si riferisce a questa città oppure alla «Salpia vetus». A questo proposito gli storici non sono concordi: c’è chi pensa alla città antica, mentre altri non escludono che si tratti del porto aperto in mare di cui parla Vitruvio; infatti sembra che la notizia sia da riferire alla Salpia vetus, la quale diventò il porto di Arpi dopo il 194 a.C. quando i Romani dedussero la colonia di Sipontum con una parte del territorio tolto ad Arpi, punita così per la sua infedeltà durante le vicende della seconda guerra punica. Se questa congettura è giusta, allora pure questo passo straboniano è da riferire alla più antica città di Salapia. La Salapia romana compare ancora nei gromatici, come pure in Tolomeo, mentre non si riscontra negli itinerari antichi, in quanto la città non veniva a trovarsi sulle grandi arterie di traffico dell’impero romano. Sperando possa esservi utile e d'interesse così come lo è stato per me. Ave! Quintus
  2. 1 point
    Lugiannoni

    Documenti antichi

    Due cambiali del 1812 da Portoferraio. In francese perchè durante l'Impero Napoleonico l'Elba era territorio metropolitano della Francia.
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