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Showing content with the highest reputation on 11/06/2019 in all areas

  1. 2 points
    ti ringrazio per i complimenti , per il 5 centesimi di Murat posso dire di aver visto qualche altro altro esemplare , per me la rarità R4 ci sta , i centesimi 3 /5 /10 ( serie decimale) di Murat vennero coniati con decreto del 3 giugno 1813 n. 1791 riusando nominali borbonici in rame di Ferdinando IV ( 6 e 3 tornesi , 9 cavalli ) , queste monete vennero ritirate perchè non bene accette dalla popolazione ( i napoletani erano avezzi a fare i conti in ducati e grana ) , con altro decreto del 14 agosto 1814 Murat reintrodusse il vecchio sistema duodecimale basato sul carlino
  2. 1 point
    Home Curiosità Seconda Guerra Mondiale Tra le sabbie del Sahara Tra le sabbie del Sahara Un hangar nell'oceano di sabbia. Sorprenderebbe chiunque ritrovare, imbalsamato nella sabbia del deserto del Sahara, un aereo da combattimento, conservato perfettamente (un'impresa considerando il tempo storico di esposizione), 70 anni dopo lo schianto. L'aereo in esame è un Kittyhawk P-40 della RAF, precipitato nelle mani del sergente di volo inglese Dennis Copping, che fece parte di unità combattente con base in Egitto durante la campagna del Nord Africa. Il tragico atterraggio risale al giugno del 1942 ed è precedente alle battaglie di El Alamein. Al ritrovamento ha contribuito l'isolamento di uno degli scenari più caratteristici e affascinanti della seconda guerra mondiale come l'infinita distesa del Sahara. Ambiente che ha ospitato uno scontro a dir poco provante per la resistenza umana alle condizioni climatiche particolari e uniche del bioma locale. La campagna ha segnato le sorti per il predominio dell'area del Nord Africa, concludendosi nel maggio del "43 con la resa degli eserciti dell'Asse in Tunisia e la perdita di tutte le aree di pertinenza tedesca e italiana. A scatenare una delle più ricordate offensive nel deserto, combattuta anche ad alta quota, saranno, di lì a poco, proprio le linee britanniche. Secondo la ricostruzione relativa al rinvenimento dell'apparecchio monoposto, uscito per cause ignote dalla rotta, il pilota sarebbe sopravvissuto all'incidente, trovando poi rifugio in un riparo di "fortuna". Riparo solo momentaneo, vista la lontananza dalla città più vicina (200 miglia), in un territorio morfologicamente senza risorse e molto distante dalla civiltà per poter sopravvivere a lungo. La morte sarebbe sopraggiunta, molto probabilmente, dopo un'attesa vana dei soccorsi. La scoperta, del tutto fortuita, è stata fatta da un operatore petrolifero in esplorazione in una regione remota del deserto occidentale. Dott. Riccardo Ravizza - All Rights Reserved Ruolo periti ed esperti n. VA - 748 - p.iva 03509240127
  3. 1 point
    Personalmente dalle foto non sono in grado di giudicare, inoltre le foto di quest'asta sono tutte abbastanza particolari per l'illuminazione molto enfatizzata Secondo me siamo al confine tra R4 ed R5, moneta di un certo pregio storico e numismatico, adornata da una conservazione molto molto alta
  4. 1 point
    Il diamante fiorentino Il grande diamante giallo di proprietà della famiglia Medici si diceva fosse grande qualcosa come 138 carati. Il taglio fu effettuato nelle botteghe granducali da un esperto veneziano, Pompeo Studentoli, e poi montato a pendente con una cornice serpentinata d'oro tempestata di piccoli diamanti. Alla fine del XVII secolo, quando morì l'ultimo dei Medici, il diamante fiorentino passò alla famiglia imperiale d'Austria (il Fiorentino compare nei ritratti di Maria Maddalena d'Austria che amava sfoggiarlo nelle grandi occasioni inserito in diademi di perle e pietre preziose). Dopo la caduta dell'impero austriaco, durante la prima guerra mondiale, la famiglia lo portò con sé in esilio in Svizzera. La sua ubicazione dopo il soggiorno elvetico è sconosciuta. Alcuni pensano che sia stato rubato da qualcuno vicino alla famiglia, mentre altri teorizzano che il diamante sia stato scomposto in pietre più piccole e poi venduto.
  5. 1 point
    Probabile! Q, spl per entrambe ci può stare per i tempi correnti ma: q.Spl. / BB+ sarebbe un giudizio realistico...e nemmeno severo. P.S. Giuseppi! ...ti ho chiamato a rispondere in 4..5 topic e post...forse anche di più e già da qualche giorno. Se mi dai un po' del tuo tempo te ne sono grato, mi/ci interessa una tua risposta. A proposito...hai visto Keber com'è presente sul sito: topic, sponde, interventi...altrochè... il Paolucci postava solo tutti i giorni. Abbiamo fatto bene a estrometterlo.
  6. 1 point
    Dopo la 1^ Guerra Mondiale, le Nazioni che vi avevano partecipato vollero onorare i sacrifici e gli eroismi delle collettività nella salma di un anonimo combattente caduto con le armi in pugno. Il Ministero della guerra diede allora incarico ad una commissione che esplorò attentamente tutti i luoghi nei quali si era combattuto, dal Carso agli Altipiani, dalle foci del Piave al Montello e l'opera fu condotta in modo che fra i resti raccolti ve ne potessero anche essere di reparti di sbarco della Marina. Fu scelta una salma per ognuna delle seguenti zone: Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele, tratto da Castagnevizza al mare. Le undici salme, una sola delle quali sarebbe stata tumulata a Roma al Vittoriano, ebbero ricovero in un primo tempo, a Gorizia, da dove furono poi trasportate nella Basilica di Aquileia il 28 ottobre 1921. Qui si procedette alla scelta della salma destinata a rappresentare il sacrificio di seicentomila soldati italiani. La scelta fu fatta da una donna, Maria Bergamas di Trieste, il cui figlio Antonio aveva disertato dall'esercito austriaco per arruolarsi nelle file italiane, ed era caduto in combattimento senza che il suo corpo potesse essere identificato. La bara prescelta (fu un malore della Bergamas di fronte alla bara a farla scegliere) fu collocata sull'affusto di un cannone e, accompagnata da reduci decorati al valore e più volte feriti, fu deposta in un carro ferroviario appositamente disegnato. Le altre dieci salme rimaste ad Aquileia furono tumulate nel cimitero di guerra che circonda il tempio romano. Il viaggio si compì sulla linea Aquileia-Venezia-Bologna-Firenze-Roma a velocità moderatissima in modo che presso ciascuna stazione la popolazione ebbe modo di onorare il caduto simbolo. La cerimonia ebbe il suo epilogo nella capitale. Tutte le rappresentanze dei combattenti, delle vedove e delle madri dei caduti, con il Re in testa, e le bandiere di tutti i reggimenti mossero incontro al Milite Ignoto, che da un gruppo di decorati di medaglia d'oro fu portato a S. Maria degli Angeli. Il 4 novembre 1921 il Milite Ignoto veniva tumulato nel sacello posto sull'Altare della Patria. Al Milite Ignoto fu concessa la medaglia d'oro con questa motivazione: "Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz'altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria." Ave! Quintus
  7. 1 point
    I gioielli della corona d'Inghilterra Già nell'anno 1216, il Re Giovanni d'Inghilterra era così disprezzato da essere conosciuto come Re Giovanni Il Cattivo (dopo essere stato chiamato Il Senzaterra per essere rimasto, ultimo dei fratelli, senza appannaggi). Dopo aver firmato la disastrosa Magna Carta, decise di fuggire dai nemici portando con sé alcuni dei Gioielli della Corona d'Inghilterra. Ma durante il tragitto qualcosa andò storto e si persero la traccia del bagaglio contenente tutti i preziosi. Sono affondati nelle acque fangose del fiume Wash al confine tra Norfolk e Lincolnshire o i gioielli sono sempre rimasti a Palazzo?
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