I Migliori Utenti


Gli interventi più apprezzati

Showing content with the highest reputation on 01/02/2020 in tutto il forum

  1. 1 point
    Ciao ragazzi! Oggi mi stavo guardando qualche asta ed in una vecchia nomisma ho avuto modo di vedere questa bella medaglia asburgica. In seguito alla guerra di Successione Spagnola, la sicilia venne ceduta ai Savoia che, grazie all'isola, poterono per la prima volta fregiarsi del titolo di sovrani, nonostante la famiglia di antichissima nobiltà. Negli anni successivi la Spagna tentò una riconquista dell'isola ma non fu altro che una piccola parentesi le cui tracce storiche sono rimaste anche nella monetazione isolana: nel 1718* si fermano le coniazioni di Vittorio Amedeo ed sono presenti delle rare monete da un grano e da 3 piccioli a nome di Filippo V di Spagna. Nel 1719, però, Carlo d'Asburgo riconquista l'isola e viene coniata questa medaglia per commemorare la presa della cittadella di Messina. Cercando informazioni sulla cittadella, su wikipedia si dice che non fu mai espugnata... ed allora il dubbio, ma come? Tutti i sovrani che in questo periodo si sono impossessati dell'isola sono dovuti per forza passare da lì. La spiegazione sta nel gioco di parole con cui, l'autore dell'articolo su wikipedia, presenta l'inespugnabilità della fortezza: nessun nemico è mai riuscito a penetrare la fortificazione voluta da Carlo II in seguito alla rivolta di Messina [1674-1678], ma le volte in cui venne "conquistata" fu in seguito ad assedi che costrinsero alla resa per mancanza di viveri o di risorse gli occupanti. Una mezza verità ben celata Abbiamo accennato alla cessazione delle coniazioni di Vittorio Amedeo nel 1718, la città di Palermo [e quindi la Zecca] venne conquistata per prima durante l'avanzata Spagnola, ma... esistono delle monete da un grano con data 1719 che risultano anche di una certa Rarità, se n'è parlato su lamoneta e lo studioso Antonio Loteta ha approfondito nel suo articolo "Storia della moneta da un grano in Sicilia" pubblicato negli "Appunti numismatici 2019" editi dal circolo numismatico romano laziale. Nel post citato troverete anche la foto del grano del 1719. https://www.lamoneta.it/topic/179611-grano-1719/?tab=comments#comment-2016571 Grano di Filippo V prima di perdere la Sicilia durante le guerre di Successione D/ PHILUPPVS V DEI GRA \ TIA, R/ REX SI \ CILIAE, nel centro dentro ornata FE \ LICI \ TAS \ 1701 su 4 righe Grano di Vittorio Amedeo del 1718 D/ VICT AME DG SIC ET CIP REX R/ PUBLICA COMMO \ DITAS \ 1718 su 4 righe Grano di Filippo V coniato nel 1719, insieme al 3 Piccioli sarà l'unica coniazione effettuata dal sovrano spagnolo nella terra sicula appena ri-conquistata. D/ D • G • / H / IS / P Aquila coronata ad ali spiegate volta a destra portante un nastro con la scritta PHILIPPVS • R/ ET. / SIC / ILIAE / R / EX, entro ornato VT / COMM / ODIVS / 1719 in 4 righe Guardando la rappresentazione della mia città, mi sono lasciato colpire da un'idea: identificarne i posti più rappresentativi tra quelli presenti. 1) - Partiamo dalla punta della falce, il forte San Salvatore, caratterizzato da mura spesse ben 8 metri, è una struttura imponente. Ad oggi ospita una stelle con la statua della Madonna della Lettera alla quale la città di Messina è molto devota. Si narra che una delegazione messinese di cristiani, giunta in terra santa, ricevette una lettera di benedizione direttamente dalla madre del Cristo chiusa e legata con alcuni suoi capelli. Parte del contenuto della lettera è riportata nella parte del forte esposta verso la città "VOS ET IPSAM CIVITATEM BENEDICIMUS" 2) - Faro "Nel 1537 nell'ambito della realizzazione di un imponente sistema difensivo esteso all'intera città, ordinata dall'Imperatore Carlo V, viene stabilito di riedificare una nuova torre con funzioni di "faro portuale" nel braccio di San Raineri, a servizio della città, dandone incarico per la progettazione e la costruzione allo Scultore fiorentino Giovanni Angelo Montorsoli, che in quegli anni era stato chiamato dal Senato messinese per edificare, allo sbocco dell'acquedotto del Camaro, sulla piazza del Duomo, la fontana di Orione e altre opere come la fontana del Nettuno, l'apostolato del Duomo e la chiesa di San Lorenzo. La Lanterna fu edificata nel periodo tra il 1555 e il 1557. Il Montorsoli utilizzò parte della struttura preesistente, costituita dai ruderi del Monastero dedicato a San Raineri, risalente al XIII secolo, progettando un corpo di fabbrica a forma di piramide tronca dell'altezza originaria di 29 metri, con paramenti inclinati a "scarpa". Lo sviluppo è su tre piani, che accolgono altrettante camere sovrapposte a pianta quadrata con soffitti a volte e collegate tra loro da una scala a chiocciola in pietra, ricavata tra le mura, che conduce al terrazzo dove era posizionata la loggetta della lanterna." Estratto dal sito marina.difesa.it, vedi http://www.marina.difesa.it/cosa-facciamo/per-la-cultura/musei/forte_salvatore_messina/Pagine/La-Lanterna.aspx Ho visto che sul sito sono presenti anche approfondimenti sul Forte San Salvatore. http://www.marina.difesa.it/cosa-facciamo/per-la-cultura/musei/forte_salvatore_messina/Pagine/forte_sansalvatore_homepage.aspx 3) - Cittadella di Messina La cittadella tanto citata per gli importanti avvenimenti bellici citati. Di questa, oggi, non restano che poche tracce e qualche muro perimetrale ancora in piedi, il tutto nel completo abbandono. 4) - Forte don Blasco Facente parte delle fortificazioni volute da Carlo V [le stesse mura della città sono state volute dal sovrano asburgico], adesso è completamente distrutto. Da un bar che ha aperto in loco è possibile vedere parte delle mura della città e del forte 5) Duomo di Messina Il Duomo di messina è già argomento ben noto e dai tanti approfondimenti e restauri. Meno conosciuta è la cripta sotterranea di cui recentemente sono venuto a conoscenza. Sul sito del FAI è stata molto approfondita. https://www.fondoambiente.it/luoghi/cripta-della-cattedrale-messina Come vedete ci sono altri punti evidenziati... li approfondiremo con calma nei prossimi giorni. Tutte le foto di materiale numismatico provengono da aste Nomisma.
  2. 1 point
    Napoli , Re Roberto D'Angiò 1309 -1343 gigliato in argento , postumo (coniato dopo la morte del sovrano) P.R. 1/2 ; MIR 28 una delle monete simbolo del regno di Napoli nel periodo medievale
  3. 1 point
  4. 1 point
    segnalo che il mio articolo sul gigliato è visibile sul sito di PN : https://www.panorama-numismatico.com/
  5. 1 point
    Commodo Cesare Lucio Marco Aurelio Commodo Antonino Augusto, alla nascita Lucio Elio Aurelio Commodo (in latino: Lucius Aelius Aurelius Commodusnato, nato a Lanuvium il 31 agosto 161 a.D. e morto a Roma il 31 dicembre 192 a.D.), è stato un imperatore romano, membro della dinastia degli Antonini e regnò dal 180 al 192. Così come Caligola e Nerone, è descritto dagli storici come stravagante, crudele e depravato. Figlio dell'Imperatore filosofo Marco Aurelio, Commodo fu associato al trono nel 177 a.D. succedendo al padre nel 180 a.D.. Avverso al Senato e da questi odiato, governò in maniera autoritaria, esibendosi anche come gladiatore e in prove di forza e facendosi soprannominare l'Ercole romano. Durante i dodici anni di principato, nonostante la fama di despota, gli sono sono riconosciuti diversi meriti: ad esempio esercitò un'ampia tolleranza religiosa, ponendo fine alle persecuzioni contro i cristiani dopo alcuni anni dall'ascesa al trono, le quali ricominciarono dopo la sua morte. Egli stesso praticò culti orientali e stranieri; il regno di Commodo diede anche un nuovo impulso alle arti che si svilupparono rispetto all'arte dei primi Antonini. Durante il suo regno eresse vari monumenti celebranti le imprese del padre Marco Aurelio, tra i quali la Colonna Aureliana, e forse completò anche la statua equestre di Marco Aurelio che si trova oggi nei Musei Capitolini (una copia è esposta al centro della piazza del Campidoglio). Amato dal popolo e appoggiato dall'esercito, al quale aveva elargito consistenti somme di denaro, riuscì a mantenere il potere tra numerose congiure, fino a quando venne assassinato in un complotto ad opera di alcuni senatori, pretoriani e della sua amante Marcia, finendo strangolato dal suo maestro di lotta, l'ex gladiatore Narcisso, cospirazione che portò al potere Pertinace. Sottoposto a "damnatio memoriae" dal senato, venne riabilitato e divinizzato dall'imperatore Settimio Severo, che voleva ricollegarsi alla dinastia antoniniana cercando il favore dei membri superstiti della famiglia di Commodo e Marco Aurelio. Valore nominale: Sesterzio Diametro: 27 mm circa Peso: 16,98 gr Dritto: M ANTONINVS COMMODVS AVG, busto laureato a destra Rovescio: TR P VII IMP IIII COS III P P, Roma in piedi rivolta a sinistra, tiene nella mano destra la Vittoria e una lancia nella mano sinistra con la punta rivolta verso il basso, S - C in campo Zecca: Roma Anno di coniazione: 181-182 a.D. Riferimento: RIC 324, Cohen 829, BMC 477 Rarità: Note: Felice e Sereno 2020! Ave! Quintus
La ricerca dei Migliori Utenti è impostata sull'orario Roma/GMT+02:00