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Popular Content

Showing content with the highest reputation since 07/21/2019 in Posts

  1. 3 points
    Andrea keber

    Riconoscimento monete con croce

    LEVON IV (1320-1342), Pogh +ԼԵՒՈՆ ԹԱԳԱՒՈՐ Levon re/leone araldico +ԱՄԵՆԱՅՆ ՀԱՅՈՑ di tutti gli armeni/croce latina
  2. 2 points
    Riccardo Paolucci

    Libri, PDF e...

    Comprali i libri, le opere in pdf lasciale agli sprovveduti
  3. 2 points
    Riccardo Paolucci

    Libri, PDF e...

    Sempre.
  4. 2 points
    Le nuove generazioni sono all'oscuro di tanti personaggi che hanno portato in alto la Numismatica italiana nel mondo. Uno di questi è Lopez Spagni che operava nei convegni commerciali più importanti e tramite i suoi periodici listini di vendita. Reggiano di nascita viveva in provincia di Verona a Santa Lucia dei Monti, una frazione di Valeggio sul Mincio. Grande conoscitore di numismatica antica e di zecche medioevali emiliane. Uomo di altri tempi, personaggio tutto di un pezzo. Se ti dava un appuntamento alle 10 dovevi arrivare alle 9.59 perchè alle 10.01 lui andava via. Memorabili alla Locanda Belvedere di Santa Lucia ai Monti i ritardi di Roland Becker alle cene che si organizzavano e lui se la cena era fissata per le 20 alle 20.01 ordinava. Un Maestro, fu lui a farmi capire un po' di numismatica greca italiana e siciliana dandomi i primi suggerimenti e consigli. Mi ricordo nella sua villa a Santa Lucia dei Monti quando si preparava per il Convegno del giorno dopo: preparava prima uno schema su carta di come disporre i plateau sul tavolo, eppoi nella cassetta disponeva i plateau nell'ordine in cui li avrebbe tirati fuori il giorno dopo esponendoli al pubblico. Bellissima la sua Biblioteca andata dispersa dopo la sua morte. Numismatici così non ne esistono più, belli quei Convegni, quelle cene, tutti i discorsi fatti con lui. Uomo di una Cultura profonda che mi ha onorato della sua Amicizia. Nella fig. 1 illustro il suo ex libris, nella fig. 2 un suo memorabile listino e nella fig. 3 un suo studio
  5. 2 points
    Purtroppo è così. Monete triestine di Arlongo de' Voitsberg ne trovi quante ne vuoi. E' già più difficile trovare dei Volrico e il denaro comunale. Non parliamo di Wolcango, Givardo, Leonardo e Corrado Tarsot e Rodolfo
  6. 1 point
    Giulia Mamaea Giulia Avita Mamaea o Mamea ( In latino: Iulia Avita Mamaea; nata nel 180 a.D. e morta il 18 o 19 marzo 235 a.D.) è stata Augusta dell'Impero Romano e membro della dinastia dei Severi Figlia della siriana Giulia Mesa e di Giulio Avito, Mamea era nipote dell'imperatore Settimio Severo e sorella di Giulia Soemia. Sposò Gessio Marciano, da cui ebbe un figlio, il futuro imperatore Alessandro Severo. Come membro della famiglia imperiale, assistette da una posizione privilegiata agli eventi che portarono alla morte dell'imperatore Caracalla, figlio di Severo, e all'ascesa al trono di Eliogabalo, nipote di Giulia Mesa. Il nuovo imperatore e la madre Soemia si dimostrarono incapaci, e il favore della potente Giulia Mesa ricadde su Alessandro, il quale divenne imperatore nel 222 a.D., alla morte del cugino per mano della Guardia Pretoriana. Poiché Alessandro aveva all'epoca quattordici anni, la madre Mamea regnò nel nome del figlio. La monetazione in suo onore la raffigura con la tipica pettinatura "a melone", tipicizzata da una treccia ripiegata in basso. A volte porta un copricapo lunato. È raffigurata assieme alle figure di Giunone conservatrice, Venere felice, Vesta, Pudicizia, "Felicitas publica", volte ad esaltare il suo ruolo ufficiale di nume tutelare del "ritorno all'ordine" dopo gli eccessi di Eliogabalo. Valore nominale: Sesterzio Diametro: 30 mm Peso: 16,46 gr Dritto: IVLIA MAMA-EA AVGVSTA; busto a destra con diadema e drappeggiato Rovescio: FELICITAS PVBLICA, La Felicitas seduta a sinistra, con caduceo e cornucopia, S - C in campo. Zecca: Roma Anno di coniazione: 230 a.D. Riferimento: RIC 679, Cohen 26, BMC 661 Rarità: C Ogni commento, approvazione o critica è il benvenuto! Ave! Quintus
  7. 1 point
    D.B.G

    Libri, PDF e...

    Buongiorno, grazie per la risposta, questo era ciò che mi interessava, il resto le considero opinioni personali anche se non mi reputo assolutamente un numismatico, anzi, sono semplicemente un'appassionato. Buon proseguimento di discussione.
  8. 1 point
    Riccardo Paolucci

    Libri, PDF e...

    e no, qui il discorso è diverso. Dice che fotografa alcune pagine e immagini, non parla di libri in pdf o fotocopie. Io non credo che l'apprendimento da testi digitalizzati sia penalizzato rispetto all'apprendimento da cartaceo, ma certo non ci si può definire Numismatici
  9. 1 point
    Riccardo Paolucci

    Libri, PDF e...

    Mi sembra come quelle persone alle quali piace l'Arte e si comprano i posters anzichè i quadri
  10. 1 point
    Riccardo Paolucci

    LEU NUMISMATIK Web Auction 9

    Volevo informare che l'Asta è on line https://leunumismatik.com/en/auction
  11. 1 point
    Riccardo Paolucci

    Libri, PDF e...

    Quanto male ha fatto internet alla Numismatica
  12. 1 point
    D.B.G

    Riconoscimento monete con croce

    Buonasera, non credo di infrangere nessuna legge visto che sono testi scaricabili dal portale dello stato , inoltre fotografo alcune pagine e immagini su alcuni testi in mio possesso che per comodità non posso portarmi dietro quando mi servono. La mia domanda era nata in considerazione del fatto che qualcuno può credere seriamente che l'apprendimento da testi digitalizzati sia penalizzato rispetto all'apprendimento da cartaceo.
  13. 1 point
    Andrea keber

    Libri, PDF e...

    Perché sprovveduti? Sono opere, vuoi per scadenza naturale dei diritti o per volontà dell'autore, messe a disposizione della comunità! O vuoi dirmi, per esempio, che tu durante gli studi, non hai mai fatto uso di fotocopie ed hai sempre utilizzato ed acquistato i testi, o parti di essi, richiesti dal docente?
  14. 1 point
    Gianca

    ABA

    Congratulazioni vivissime, ma non c'erano dubbi. Nel campo della Letteratura numismatica (oltrechè sulle Romane e le Medioevali) sei il migliore
  15. 1 point
    Krt

    Libri, PDF e...

    Pienamente d'accordo con Riccardo
  16. 1 point
    lorenzo

    Monasteri e monete

    Da: http://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia “L'abbazia (detta anche abazia o baddia a seconda se diretta da un abate o da una badessa), è un particolare tipo di monastero, che per il diritto canonico è un ente autonomo. Il nome deriva dal tardo latino abbatīa, appunto abate, termine che inizialmente si riferiva solo alla persona che reggeva l'edificio, per poi assumere il significato più esteso del complesso dei beni che erano a disposizione di tale carica religiosa. Infatti molto spesso per abbazia in toponomastica si intende non soltanto l'edificio in sé, quanto anche l'insediamento che si sviluppava intorno ad esso”. “La prima abbazia di cui si ha notizia fu fondata intorno al 320, che prese il nome di abadia, dal santo egizio Pacomio, che ne fece il luogo dove riunire la prima comunità monastica cenobita, elaborandone tra l'altro le regole interne. Pacomio portò avanti tale progetto poiché era dell'idea che l'ideale ascetico cristiano si sarebbe realizzato in modo migliore attraverso una comunità piuttosto che nella singola esperienza eremitica. Alla costruzione di questa prima abbazia ne seguirono altre, sia in Oriente sia in Occidente, dove però furono elaborate nuove regole interne, ispirandosi sia alla Regola benedettina, a partire dal 534 che alla Regola colombaniana di ispirazione monastica celtico-irlandese”. ______________ “Dovendo spesso gestire patrimoni fondiari anche abbastanza vasti, gli abati dovettero adottare regole precise per garantire una stabilità economica alla comunità. L'economia curtense si prestava assai bene a questo scopo, essendo principalmente adatta a feudi che necessitavano di mantenersi in un'ottica autarchica, ed essendo già stata utilizzata con successo da molti monasteri. Le abbazie cercarono così di produrre la maggior parte di quello che gli serviva all'interno dell'edificio stesso, sopperendo alle mancanze con il commercio, a volte anche con altri monasteri. I frutti di questo sistema economico, di cui abbiamo diverse informazioni grazie ai precisi inventari che venivano tenuti dai monaci, furono nella maggior parte dei casi al di sopra delle necessità delle abbazie stesse, tanto da permettere la vendita dei beni in eccesso. Il notevole benessere economico delle abbazie, come per i monasteri, era dovuto, oltre che all'efficacia dell'economia curtense, anche alla rigida e produttiva organizzazione interna della comunità religiosa (ora et labora) e agli aiuti economici sia da parte della Chiesa stessa (principalmente attraverso le diocesi) sia da parte di sovrani, nobili o piccoli signorotti di campagna”. Questa era la situazione delle abbazie nel medioevo e data la quale non è difficile capire perché molte battevano moneta. Qui di seguito faccio cenno ad alcune di queste, ma ve ne sarebbero altre ancora in giro per l’Europa. Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/bourgogne-abbayes_p11929/bourgogne-abbaye-de-cluny-12e-13e-siecle-denier_article_83655.html Bourgogne. Abbaye de Cluny (12e - 13e siècle). Denier Ha il copy-right Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/limousin_p2379/limousin-abbaye-de-saint-martial-de-limoges-fin-xiie-jusque-vers-1245-denier-ou-barbarin_article_85244.html Limousin. Abbaye de Saint-Martial de Limoges (fin XIIe jusque vers 1245). Denier ou barbarin Ha il copy-right Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/touraine_p5934/touraine-abbaye-de-st-martin-de-tours-12e-siecle-denier_article_46784.html Touraine. Abbaye de St Martin de Tours (12e siècle). Denier Ha il copy-right Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/bourgogne-abbayes_p11929/bourgogne-abbaye-de-tournus-12e-siecle-denier_article_55639.html Bourgogne. Abbaye de Tournus (12e siècle). Denier Ha il copy-right Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/bourgogne-abbayes_p11929/bourgogne-abbaye-de-saint-benigne-de-dijon-monnayage-anonyme-fin-xie-debut-xiie-siecle-denier_article_65939.html Bourgogne. Abbaye de Saint-Bénigne de Dijon. Monnayage anonyme (fin XIe - début XIIe siècle). Denier Ha il copy-right Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/alsace_c16/murbach-et-lure-abbaye_p133/alsace-abbaye-de-murbach-et-lure-francois-egon-de-furstenberg-1665-1682-pfennig-r-r_article_58834.html Alsace. Abbaye de Murbach et Lure. François-Egon de Furstenberg (1665-1682). Pfennig. R ! R ! Ha il copy-right Da: http://www.delcampe.net/item.php?id=201061214&var=Flandres-Vlaanderen-Abbaye-dEname-petit-denier-RARE-&language=F&sessionToken=sslLogin_d4ea7179f839c1c5b9fa066509eae81e Flandres Vlaanderen Abbaye d'Ename , petit denier RARE ! Numéro d'objet: 201061214 Ha il copy-right Da: http://www.dumez-numismatique.com/article.asp?langue=fr&article=10546 EPINAL, Abbaye de Saint-Goëry, denier XII°/XIII° siècle, 0,60 grm, Fl.10 p.310, TB à TTB Ha il copy-right Da: http://www.dumez-numismatique.com/article.asp?langue=en&article=10249 STRASBOURG, Mérovingiens, denier d'Adalbert 683-723, abbaye d'Honau OU Obernai?, 1,01 grms, belfort.804, TTB à SUPERBE Très rare!! Ha il copy-right Da: https://www.ma-shops.fr/poinsignon/item.php5?id=53339〈=fr Picardie. Abbaye de Corbie. Monnayage anonyme. Monnayage anonyme. Denier. + ABIAS C (rétrograde) PIC. Crosse tournée à droite et accostée d'un alpha et d'un oméga. R/: + ANSI - CIVS. Croix cantonnée de deux croisettes en 2 et 3. PA 6560 var. RN 1998 p 310, D 10 et R 17-18. 0,95 g. Ha il copy-right Da: http://www.celtic-coin-agora.com/Rem.htm Remiremont (Abbaye de) Denier s. m. (ca 1000 – 1030) Ag Mi fermo qui, tanto per dare un’idea di come fosse vivo il medioevo dove le idee non mancavano di certo. Lo dobbiamo ai religiosi se certi testi sono giunti fino a noi, sebbene quasi certamente abbiano fatto una cernita di quelli da copiare e di quelli che no.
  17. 1 point
  18. 1 point
    Riccardo Paolucci

    Tanti auguriiiiii!

    Anche se in ritardo tanti auguri
  19. 1 point
    della serie "voglio ma non posso"
  20. 1 point
    Lugiannoni

    Tanti auguriiiiii!

    @carledo49 Augurissimi!!!!!!
  21. 1 point
    Kenya, banconote bellissime! Stampa del 2019. Bellissimi colori e soggetti altretanto belli. Che lo avrebbe mai detto di vedere banconote del genere dal Kenya? Complimenti!!! Quintus
  22. 1 point
    "Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire." Rutger Hauer (Roy Batty) dal film Blade Runner
  23. 1 point
    I monogrammi riportati sugli stateri di Aspendo sono sempre stati giudicati di difficile comprensione perché ritenuti segni dalle forme greche derivanti dal dialetto panfiliano. Ma queste sigle, interpretate non come monogrammi composti di lettere ma come cifre composte di numeri (espressi in greco con le stesse lettere dell’alfabeto), si rivelano inaspettatamente dei numeri progressivi che scandivano il progredire della coniazione dei pezzi dell’emissione. L’apposizione di questi numeri facilitava la programmazione delle serie monetali da parte dell’autorità emittente ed il materiale conteggio delle monete battute da parte degli addetti della zecca perché consentiva di distinguere e contare meglio degli specifici gruppi di monete. Ecco allora che degli oscuri ed incomprensibili segni diventano una fonte formidabile di informazioni preziose. Ritorno sule tema dei monogrammi riportati sulle monete greche ed interpretabili come numeri in questo mio articolo di recentissima pubblicazione sulla rivista numismatica internazionale OMNI: https://www.academia.edu/39997497/F._De_Luca_Monograms_on_staters_minted_in_Aspendos_during_the_IV-III_Century_BC_numerical_notes_linked_to_the_size_of_the_issue_Revue_Numismatique_OMNI_no.13_07-2019_pp.40-71 Disponibile anche la versione italiana dell'articolo: https://www.academia.edu/39997443/F._De_Luca_I_monogrammi_sugli_stateri_coniati_ad_Aspendo_nel_IV-III_secolo_a._C._appunti_numerici_relativi_alle_dimensioni_dell_emissione_Versione_italiana_dell_articolo_pubblicato_sulla_rivista_numismatica_OMNI_n.13_7-2019_pagg.40-71_
  24. 1 point
    goerzer

    Trieste denaro

    Sono d'accordo con Andrea, una moneta rovinata può attirare e incuriosire, qualche volta anche più di una perfetta, soprattutto se è l'occasione per studi e approfondimenti. A parte questo, c'è anche l'aspetto economico da tener presente: penso che a tutti (a me più di una volta ) sia capitato di vedere il pane e non avere i denti e quindi di ripiegare su conservazioni magari appena decenti pur di avere fra le mani un certo pezzo
  25. 1 point
    Quintus

    CARAVSIVS, antoniniano PAX AVG

    Carausio Marco Aurelio Mauseo Carausio (In latino: Marcus Aurelius Maus(aeus) Carausius; nato in data sconosciuta e morto nel 293 a.D.) è stato un militare romano, nato nella Gallia Belgica, che nel 286 a.D. usurpò il potere, proclamandosi imperatore della Britannia e della Gallia settentrionale. Tenne il potere per sette anni, prima di essere assassinato dal suo tesoriere, Alletto, che gli succedette. Carausio era di umili origini e proveniva dalla tribù belgica dei Menapi. Si era distinto durante la campagna militare condotta dall'imperatore Massimiano contro i Bagaudi nel 286 a.D.. Divenne poi comandante della classis britannica, che pattugliava la Manica, col compito di ripulirla dai pirati franchi e sassoni, che devastavano la costa dell'Armorica e quella della Gallia Belgica. Ma Massimiano, sospettando che Carausio fosse sceso a patti con loro, ordinò la sua eliminazione. Avendo saputo ciò, nel tardo 286 a.D. o agli inizi del 287 a.D., Carausio si autoproclamò imperatore della Britannia e della Gallia settentrionale. Nel 288 a.d. o nel 289 a.D., Massimiano preparò un'invasione della Britannia, che però fallì, forse anche in seguito all'invasione dei Franchi Sali del loro re Gennobaude, che impegnò l'Augusto lungo il fronte renano, meritandogli alla fine il titolo di Germanicus maximus insieme a Diocleziano. Carausio iniziò allora a sperare di essere riconosciuto dal potere centrale e cominciò a battere moneta a Londra, a Rouen e, forse, a Colchester. Nelle sue monete egli si attribuisce i titoli di "Restitutor Britanniae" ("Restauratore della Britannia") e di "Genius Britanniae" ("Spirito della Britannia"), a dimostrazione di come egli abbia fatto leva sul risentimento della popolazione nei confronti del governo di Roma. Questo stato di cose continuò fino al 293 a.D., quando Costanzo Cloro, divenuto Cesare d'Occidente, marciò in Gallia. Isolò Carausio assediando il porto di Bononia e invadendo la Batavia (delta del Reno), così da assicurarsi le spalle da possibili attacchi degli alleati franchi di Carausio. Ma decise di non tentare una nuova invasione della Britannia, finché non avesse costruito una flotta adeguata. Ma in quello stesso anno, il tesoriere di Carausio, Allecto, assassinò l'usurpatore, prendendone il posto Dopo tre anni di regno, Allecto fu sconfitto e ucciso per incaprettamento (cioè per strangolamento) da un uomo di Costanzo Cloro, Giulio Asclepiodoto. Valore nominale: Antoniniano Diametro: 24 mm Peso: 4,25 gr Dritto: IMP C CARAVSIVS P F AVG ; busto rqadiato, corazzato e drappeggiato a destra Rovescio: PAX AVG; la Pax stante a sinistra con ramo d'olivo e scettro verticale, S in campo sinistro e P in campo destro Segno di zecca: MLXXI Zecca: Londinium Anno di coniazione: 292 a.D. Riferimento: RIC 98 var. Note: Originariamente attribuito alla zecca di Londra Ogni commento, approvazione e/o critica è il benvenuto! Ave!  Quintus
  26. 1 point
    Krt

    AUGURI

    Anche se in ritardo tanti auguri di buon compleanno @Riccardo Paolucci
  27. 1 point
    Gianca

    LIBRERIE NUMISMATICHE

    Volevo sottoporvi alcuni nomi che trattano esclusivamente o quasi testi di Numismatica e che, secondo il mio modestissimo parere, sono i migliori al mondo. Kolbe & Fanning - Stati Uniti Paul Francis Jacquier - Germania Douglas Saville - Gran Bretagna Riccardo Paolucci - Italia e Gran Bretagna Spink - Gran Bretagna Auktionshaus Tietjen - Germania Biblionumis - Italia rigorosamente in ordine di importanza, il resto è pura fuffa
  28. 1 point
    realino santone

    cavallo di BRINDISI

    Salve, allego immagini ( da asta N.A.C. 89 lotto 678) del cavallo di Ferdinando II D'Aragona, 1495-1496, zecca di Brindisi, D/ FERRANDUS II REX C , testa coronata del re a destra ; R/ BRUNDUSINA FIDELITAS , due colonne dentro scudo (stemma della città ) ; rame 1,69 gr. rif. : C.N.I 4 ; D.A. 112 , R5
  29. 1 point
    Quintus

    A PROPOSITO DI MEDAGLIONI

    Non sapevo che il 20 luglio fosse la giornata della "Commemorazione del Medaglione Assassinato". Ave! Quintus
  30. 1 point
    paragnosta costantinopolitano è notevole Renzo...mi hai fatto davvero sbellicare stavolta!
  31. 1 point
    Nessun dubbio al riguardo...giusto e scientifico! Ma commercialmente...non li trovo all'altezza! Gridano subito all'unicum!
  32. 1 point
    La presente discussione è sottoposta a copyright http://www.copyrighted.com/copyrights/view/agjf-1qel-0axa-zfzj In questo topic cercheremo di rendere note monete napoletane inedite, poco conosciute comprese le varianti di conio, già passate e che passeranno per le prossime aste numismatiche. Per una futura pubblicazione sulla monetazione credo che rimarrebbe un servizio utile. Solo un breve ammonimento sono logicamente ben accette tutte le notizie che riguardano le monete postate, con i dovuti riferimenti ma Vi prego già da ora di evitare di discorrere sui prezzi delle aste in corso. Riporto un elenco delle monete inedite e di grande rarità che sono oggetto di questo topic. L'elenco verrà aggiornato ogni volta che una moneta rara ed inedita apparirà in questa discussione: ELENCO GENERALE : - Filippo IV (1621 – 1665) mezzo ducato datato 1622 (unica data conosciuta) : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12523 - Mezzo ducato con la sigla IAF davanti al volto http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12550 - Piastra di Ferdinando I 1818 con 8 su 9 : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12553 - Tarì inedito del 1623 di Filippo IV : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12691 - Inedito: http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12695 - Carlino 1707 di Carlo VI: http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12700 - Carlino di Filippo II con al rovescio DEFENSOR FIDEI invece del corretto FIDEI DEFENSOR : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12762 - Carlino 1730 di Carlo VI con una sola G : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12779 - Carlino 1731 con il valore sul Rovescio * G : X : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12789 - Tarì di Filippo II, PR 27: http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12794 , http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12796 - Carlo V d'Asburgo - Doppia da 2 Scudi sigla A : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12888 - Sestino coniato durante la reggenza della regina Giovanna, la legenda LETICIA POPULI non inizia ad ore 12 del dritto della moneta: http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=13222 - Filippo II di Spagna, 1554-1598. Carlino sigle IAF/G. : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=15182 - Carlino di Filippo II di Spagna "DEFENSOR FIDEI: http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=15394 - Inedito Tornese : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=15231 - Coronato inedito SICILI : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=15428 - Coronato inedito : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=15555 - Rarità: http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=15611 - Rarità : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=15622 Si parte: Filippo IV (1621 – 1665) Mezzo Ducato datato 1622 (unica data conosciuta), tre esemplari presenti in totale nel Corpus Vol. XX, moneta estremamente rara (categoria R4), Sigla MC/C dietro la testa - Corpus manca - P.R. manca Il pezzo e apparso alla 5^ Asta Artcoins in data 14 maggio 2012 lotto 952. E’ una moneta che avrei comprato senza pensarci nemmeno due volte, se non ricordo male mi sembra che ne parlai con Fabrizio (IlN) … ma non avevo soldi, purtroppo, la base era molto ma molto buona, rimasta invenduta; un paio di mesi dopo l’asta convinsi un mio carissimo amico a comprarla, solo per la gioia di vederla in mani conosciute per studiarla, ma contattata l’asta il prezzo richiesto dal venditore era raddoppiato………e comunque sia credo che ne vale ancora di più.....errori da "ragazzi" Attualmente non conosco il possessore ma vi assicuro che questa è una moneta che la si vede una sola volta. Visto il periodo trattato l’amico Layer potrebbe anche commentare.
  33. 1 point
    Neapolis

    Il due Grani - POPVLORVM QVIES - 1622

    Questa sera vorrei scrivere qualche riga su questa moneta coniata (battuta) a Napoli nel periodo in cui erano attive tre officine monetarie a distanza di pochi chilometri tra loro. Si è parlato sempre poco di questo nominale.....la moneta è rarissima ..... sì, non ricordo passaggi in aste...e vabbè, ma forse è proprio per questo motivo che non ha mai spinto nessuno, di recente, ad approfondirne ciò che gli altri e noti studiosi "antichi" hanno riportato..... !! Io gli ho dato un'occhiata accurata...vediamo cosa ne esce fuori...logicamente riporto quello che è stato scritto sia dal Prota, che dal Bovi e Pannuti e Riccio: Partiamo dal Prota che nel suo lavoro sulla moneta di Filippo IV negli anni 1621 - 1623 scrive nella fonderia dell’Arsenale si debbano coniare monete di rame da due Grani e un Grano con il metodo della fusione; esse sono il due grani PVBLICA COMMODITAS e il due grani e un grano QVIES POPVLORVM. Il Prota scrive anche che un certo numero di monete da due e un Grano con il motto QVIES POPVLORVM venne eseguito nella zecca principale (a martello), ritirate e poi distrutte insieme a quelle dell’Arsenale, perché non conformi agli ordini impartiti dalla zecca principale; ma in questo caso la notizia è priva di documentazione. Il Bovi, riprende quanto scritto dal Prota che non documenta i tipi, e di conseguenza elabora una sua ipotesi: dice che le due monete (dell'Arsenale) potrebbero essere le PVBBLICHE e il Grano NEAPOLIS perché il due Grani ed il Grano QVIES POPVLORVM non sembrano essere eseguiti con tale metodo (fusione). Pannuti e Riccio, scrivono che nel 1622 furono emesse monete da Due Grani ed Un Grano fatte per fusione nella fonderia dell'Arsenale di Napoli, esse hanno peso variabile e per questa ragione anche questo esperimento fu abbandonato. Per chi è addentrato nel segmento di questo periodo del vicereale (e anche chi meno) può ben capire leggendo qui sopra che regna un gran bella confusione...e sono convinto che ancora oggi non si conoscono quali tipi effettivamente uscirono dalla fonderia dell'Arsenale. Chiedo scusa per le foto ma sono le uniche e pochissime disponibili.
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    Neapolis

    Il due Grani - POPVLORVM QVIES - 1622

    @D.B.G... @Lugiannoni..per rendere l'idea...osservate cosa mi sono inventato.
  35. 1 point
    Neapolis

    Il due Grani - POPVLORVM QVIES - 1622

    Riprendendo questa discussione.....che ritengo abbastanga culturale, per il periodo, propongo: Ci sono Grani "Neapolis Rex" che hanno dei cerchi......come gli Ufo...."cerchi nel grano", ah..ahah....ah...... mentre c'è ne sono altri che hanno una forma lunga.....nel CNI ve ne sono indicati alcuni, gli autori la definiscono "bislunga"....chissà come mai....un problema tecnico o cosa ?
  36. 1 point
    Neapolis

    Il due Grani - POPVLORVM QVIES - 1622

    @D.B.G ...bravo, quindi il Prota scrisse corretto che il Neapolis Rex venne coniato a Sant'Agostino e non nell'Arsenale.......ma perchè mai il Bovi ed il PR hanno voluto cambiare le carte il tavola ? ..... ed ho controllato, senza alcun documentazione...infatti è successo quel che è successo. Ma perchè...eppure non erano degli sprevveduti.....
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    @D.B.G..intanto scusami se non ti ho risposto all'SMS...ero indaffarato...lo faccio adesso qui. E' una medaglietta, quella che hai postato che avevo visto da tempo..ma mai presa, perchè i documenti non citano un formato così piccolo. Non saprei dire altro...per il momento, non conosco a chi venivano concesse queste piccoline...ammesse che siano dell'epoca. Grazie comunque.
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    Lo so, adesso vi starete chiedendo: ma Pietro che fa.....ha abbandonato le monete e si è messo a collezionare/studiare le medagliette ? Premesso che non colleziono e che le monete, almeno se non spuntano fuori grossissime novità e/o studi a riguardo, sono grossomodo già delineate e riportate......il meridione non era solo moneta sovrana circolante. Accompagnato al denaro/la moneta, o meglio alla risorsa finanziaria, con il quale si effettuavano scambi, si compravano merci e il "pane quotidiano" per sopravvivere ecc ecc. vi erano numerosissime altre attività, per lo più sempre autorizzate dai sovrani di turno, sia esse legate alla devozione sia a circoli, aggregazioni, istituti, accademie, collegi e via discorrendo che sono state rappresentate, o meglio tramandate, su di un altro oggetto metallico.....che è la medaglia; un prodotto artistico ideologico frutto di una civiltà e di una cultura che esalta l'individuo singolo o come detto prima, più persone......e con il desiderio di perpetuare nel tempo le proprie gesta. Il Ricciardi, il Siciliano e il D’Auria per ultimo hanno riportato e catalogato numerosissime medaglie….ma tutte esclusivamente legate ai sovrani della città di Napoli, al periodo dell’occupazione francese e dei sovrani borbonici……….e tutte le altre ? Già in collaborazione con Francesco nel Bollettino nr. 2 del Circolo Numismatico Partenopeo abbiamo dato una bella “lucidata” a tutte le attività che i sovrani borbonici e francesi (Gioacchino Murat) hanno messo in atto nella Napoli fino alla prima metà dell’ottocento e di cui non si è mai scritto nulla…….ma, secondo Voi, tutte queste attività terminarono con il sopraggiungere dell’Unità d’Italia ? ….. no, mi spiace….e allora, come mai non se ne parla o meglio non se ne mai scritto ? ….. è vero, i libri di Storia ci hanno anche raccontato una realtà diversa di come si è giunti all’Unità d’Italia nella parte meridionale di essa…..ma non far emergere ciò che la città di Napoli continuò a svolgere anche durante il periodo Savoiardo….bhè, sembra essere un qualcosa di non concepibile……eppure, gli artisti, scrittori e chi più ne ha ne metta….erano lì….e continuavano a svolgere il loro lavoro. Io in questo periodo mi stò dedicando proprio a questi studi….anche se, a discapito, sembra che una documentazione idonea sia difficile da ricercare….ma c’è la farò. Detto questo, non Vi meravigliate, se ogni tanto insisto su questi temi….ma lo faccio, soprattutto, per renderVi partecipi (per chi è appassionato alla storia del sud) di questi avvenimenti. PM @Layer@Lugiannoni @Admin@Piakos
  39. 1 point
    Neapolis

    Carlino Filippo II di Spagna

    Bravo...quindi a prescindere dalla Z ... questo è un testa nuda del 1572 !! Cavolo mi è scappato.
  40. 1 point
    Neapolis

    5 Lire di Gioacchino Napoleone

    I napoletani non amarono da subito questa monetazione e continuarono a preferire la vecchie piastre borboniche, ducati, tarì e tornesi, sia per una questione di abitudine lungamente consolidata, sia per la scarsa fiducia nel sovrano. Pertanto questo nuovo sistema decimale fu abolito dopo soli 3 anni, ritornando alle origini. Gioacchino fece in tempo a tornare ai vecchi Ducati prima di perdere il trono nel 1815; questo nuovo passaggio al sistema dei Ducati, in assenza di monetazione, è documentato dalla legge N° 2223 del 18 agosto 1814, con la quale volendo richiamare l’antico sistema monetario cui la nazione da tempo è abituata, il sovrano stabilì che il sistema monetario stabilito nel Regno con la legge del dì di 19 maggio 1811 rimane abolito ma con una modifica: il Grano, centesima parte del Ducato, fu diviso in 10 parti anziché in 12 parti, modifica mantenuta successivamente anche dai Borbone. Nell’Art. 6 viene abolito la riduzione del decimo del valore della moneta di rame stabilita nell’Art. 1 del Decreto del 16 dicembre 1811: il Ducato si cambierà quindi con 100 Grani di rame, le monete da 4 Grana e 2 Grana e mezzo saranno conteggiate rispettivamente per 3 Grana e 2 Grana; Nell’Art. 10 viene approvata una modifica sostanziale nel sistema monetario: il Grano viene diviso in 10 Cavalli invece che dell’antica sua divisione in 12; In un successivo Decreto, si parla del cambio delle lire in Ducati, basato su 1 Lira = 23 Grana; dunque la moneta da 5 lire si cambiava con 1 Ducato e 15 Grana.
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    Questa è una moneta che non mi sono mai riuscito a spiegare...come è possibile che l'effige venisse impressa così decentrata rispetto al tondello? Bellissima discussione, complimenti a Pietro che l'ha iniziata e a tutti gli utenti che la stanno portando avanti inserendo delle bellissime monete, io purtroppo posso solo ammirare Gaetano Caro Gaetano, dettagliatamente non saprei risponderti, non sono preparatissimo sulle tecniche di coniazioni, ma come ben sai e ben hai potuto osservare il periodo vicereale di monete coniate male ne è pieno...............i coniatori non erano dei "specializzati".
  42. 1 point
    Intanto grazie per avermi aperto la strada.....ho cambiato l'oggetto del Topic aggiungendo anche "Private" in effetti per chi le possiede anche quelle sono inedite. Ritornando al tuo discorso, infatti avevo scritto, quasi (sulle grandi raccolte) perchè anchè qui dipende da come il collezionista studia la moneta, magari alcune volte sfugge il particolare, oppure, aggiungo, che alcune collezioni contengono monete di cui nemmeno le si è studiate e catalogate in modo corretto. Ti faccio da subito un piccola domandina, per capire anch'io........l'esempio, nemmeno se fosse fatto apposta, è in questa discussione.....il collezionista che ha messo in vendita la sua collezione all'ArtCoins era a conoscenza che il mezzo ducato che ha postato Fabrizio (IlN) con quelle sigle fosse inedito ?
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    Su questa moneta ci siamo fatti delle lunghe chiacchierate, a suo tempo ...... rimango convinto che questa è una Bovi 76 con qualche piccola diversità nella predisposizione della data, visto la figura di Filippo IV decentrata verso destra che di conseguenza ha fatto si che la data fosse impressa più in alto prima dell'inizio del busto e non appena sotto. Moneta di elevata rarità
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    Grazie Sanni........ho aperto questo Topic allo scopo di creare un contenitore che racchiude tutte le monete che riusciremo a scovare che non sono state (fino ad oggi) ancora catalogate in modo da costruire una sorta di "Aggiornamento" alle esistenti pubblicazioni (CNI - PR - MIR e DAP) ... che ne dici ti piace l'idea ? ......... Layer ? che ne pensi ?
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    Neapolis

    La Cornucopia sulle monete di Napoli

    La seconda moneta del regno di Napoli in cui venne incisa la cornucopia è il Tornese di Filippo II Nel 1573 Filippo II (1554-1598), dopo una sospensione nella coniazione di questo nominale, riprese la coniazione del Tornese facendone coniare un tipo di grande modulo; il Tornese in questione, ha un diametro di millimetri 29; non si conosce però il peso ufficiale di questa moneta; si presuppone che potesse pesare 8 Trappesi = grammi 7,128.
  46. 1 point
    Neapolis

    La Cornucopia sulle monete di Napoli

    La cornucòpia, letteralmente "corno dell'abbondanza", (dal latino cornu, "corno" e copia, "abbondanza"), è un simbolo mitologico di cibo e abbondanza. Secondo la mitologia greca è il corno perduto dal fiume Acheloo nella lotta con Ercole per Deianira e riempito dalle Naiadi di fiori e di frutta, come simbolo dell'abbondanza, alludendo con ciò alla fertilità della valle dove scorreva l'Acheloo e all'imbrigliamento del fiume stesso per opera di qualche principe velato sotto il nome del semidio. In forma di corno traboccante frutta e fiori, è spesso presente nei dipinti in braccio alla figura simbolica dell'abbondanza. Tratto da Wikipedia. Simbolo della fertilità: è raffigurato da un corno, che in origine era quello della capra Amaltea, nutrice di Giove, colmo di frutti e circondato d’erbe e fiori; era attributo di molti dei e dee ritenuti dispensatori dei beni della terra necessarî alla vita umana. La leggenda voleva che essendosi spezzato uno dei corni della capra Amaltea che nutriva il piccolo Giove, il corno fosse riempito di frutti, circondato di fronde, e donato da Giove alle ninfe. Un'altra leggenda voleva che Ercole, vinto Acheloo, gli strappasse uno dei corni e lo consacrasse ugualmente alle ninfe. È probabile che nel corno di abbondanza si debba vedere solo una trasformazione del corno di animale, di cui in antico ci si serviva come di vaso da bere. Spontanea doveva nascere l'idea di accoppiare il corno da bere coi frutti, a significare quello che in un'umanità primitiva doveva bastare per il benessere della vita. Ed è naturale che l'emblema divenisse specialmente l'attributo degli dei che dispensano i beni terreni. Il corno di abbondanza appare raramente quale attributo di Giove e di Ercole; più spesso appare nelle figurazioni di Ade (Plutone) e di Dioniso; anche Satiri e Menadi, Sileno e il dio Pane ne sono talora forniti. In età posteriore la figurazione del corno d'abbondanza diviene via via più frequente. Da Alessandria, dove la dinastia dei Lagidi lo ebbe in particolare onore, l'emblema trovò larga diffusione in Grecia, in Italia e a Roma, specie sulle monete. Per i Romani, di cui è noto lo spirito realistico, esso acquistò un'importanza di primo piano, e rimase non solo l'attributo dei fiumi, ma si accompagnò con la figurazione di ogni divinità allegorica cui si attribuisse un senso o un augurio di prosperità, di fertilità e anche di felicità pubblica. Quindi la Fortuna, la Vittoria, la Pietà, la Concordia, l'Annona, la Felicità, l'Abbondanza, l'Onore, il Genio del Popolo romano lo ebbero come emblema, particolarmente sulle monete imperiali. E assai note e frequenti sono le figurazioni plastiche analoghe, specie del Genio di Augusto, del Genio del Popolo romano, delle Provincie, e infine della Fortuna, divinità di ben maggiore importanza a Roma che in Grecia. Per tali concetti è naturale che anche divinità maggiori, come Cerere, Giunone, Cibele, Hestia (e i suoi seguaci, gli dei Lari), siano figurate col cornucopia, che appare variamente ornato e striato, e decorato di nastri. Alla bocca del corno sono per lo più mele, melograni e una focaccia piramidale di farina e miele. Dalla Treccani La prima moneta del regno di Napoli ad averla incisa (peraltro Doppie) è il Doppio Sestino di Federico III d'Aragona (1496 - 1501) classificato al n. 9 del PR e al n. 108 del MIR Lascio a qualche altro appassionato di questa monetazione postarne delle altre.....il tema è molto presente sulle monete di Napoli.
  47. 1 point
    Caro Fabrizio su questa Piastra di Ferdinando I abbiamo fatto "conversazione" di quella speciale (mi sembra che abbiamo anche discusso sui motivi che hanno generato questa variante)....bene confermo la rarità però devo anche chiederti così come agli altri utenti/amici di portare in questa discussione solo monete inedite e/o non ancora catalogate, ed è questo l'obiettivo di questo Topic, incamerare cioè tutte le monete che vediamo non ancora riportate dai cataloghi e dai volumi su questa monetazione; in questo modo avremmo fatto un ottimo lavoro. Su questa Piastra il nostro amico Francesco aveva già provveduto a farla inserire a suo tempo nel catalogo Gigante. Un saluto Fabrì....
  48. 1 point
    Dal 1750 e fino al 1754 furono coniate Piastre e Mezze Piastre che esponevano il busto del sovrano volto a destra, denominate per questo motivo “Busto Corazzato”:
  49. 1 point
    Rileggevo questa bella discussione di Caio Cesare e non me ne voglia.......ma devo fare una piccola correzione sull'incisore della seconda Piastra da lui postata (chiedo scusa ma è quasi un obbligo per me): Incisore riportato: F.A. Ferdinando Aveta Incisore dei coni invece è Ferdinando Adovasio. due persone completamente diverse. In effeti si hanno pochissime notizie a riguardo di questo personaggio anche perché, com’è noto, esigua è stata la sua operatività all’interno della Zecca Partenopea; il catalogo Gigante, a pagina 502, ne riporta solo il nominativo mentre sia il Cagiati che il Prota ne ignorano il nome; Luigi dell’Erba si limita a dire che tali lettere sono le iniziali dell’Incisore; nel Vol XX del Corpus, sono descritte, senza certezza, come appartenenti a Ferdinando Aveta. E’ solo il Bovi, successivamente a fare chiarezza su queste sigle, documenti alla mano: In una lettera del 2 agosto del 1766 Cesare Coppola, Maestro di Zecca a Napoli, comunica al Marchese Tanucci che Ferdinando Adovasio, incisore presso la Regia Zecca, per stampiglie e timbri, aveva chiesto l’autorizzazione a fare i punzoni necessari per le nuove monete di Dodici Carlini; il Re, a tal proposito, aveva ordinato che l’Adovasio eseguisse detto lavoro in casa del Maestro di Zecca, per poter essere sicuro che l’incisione fosse fatta personalmente dal richiedente, e che l’architetto Don (D) Ferdinando Fuga avesse giudicato il valore artistico dei punzoni; l’Adovasio eseguì in casa Coppola i detti punzoni per la moneta: il dritto portava il busto del Re giovanile e sotto le sigle F.A., il rovescio il Real Stemma; il Fuga giudicò che il busto inciso sul punzone non fosse molto somigliante al giovane sovrano, per varie ragioni, fra le quali l’aver avuto l’incisore un modello di cera che non riproduceva in maniera ottimale il volto del Sovrano, ma nonostante questo, il ritratto era migliore, per fattura a quelli fatti da altri incisori, mentre il rovescio venne giudicato eseguito correttamente. Il Maestro di Zecca, Cesare Coppola, conclude la lettera dicendo che data l’urgente necessità di coniare monete da Dodici Carlini, i punzoni eseguiti dall’Adovasio potranno essere utilizzati per le Piastre descritte. Un saluto Pietro
  50. 0 points
    Il problema vero è che non c'è ricambio generazionale di giovani collezionisti
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