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  1. 5 points
    Riccardo Paolucci

    Ciao

    Grazie Claudio, posso anche immaginarmi chi sia. Che devo dire? RIMANGO
  2. 5 points
    Riccardo Paolucci

    CORPUS NUMMORUM FORUM JULII

    Ragazzi è un successo!!! Il primo giorno che è in vendita e sono state vendute 55 copie!!! Non credevo
  3. 4 points
    Admin

    staff 2019

    E' ufficiale, diamo il benvenuto a due nuovi membri staff: @Quintus per la seziona romana - imperiale (moderatore di sezione); @Giuseppe Gugliandolo per la sezione monetazione Sud Italia (moderatore di sezione) che coadiuverà il Responsabile di sezione @realino santone. Nuovi ingressi, nuova linfa e tanta voglia di fare Facciamo crescere questo splendido forum, c'è tanto da fare anche se tanto stiamo facendo. Ora che lo staff sta crescendo il forum crescerà su gambe solide e forti. Forza Tuttonumismatica.
  4. 3 points
    carledo49

    Tallero d'Italia, una moneta poco amata e sfortunata

    TALLERO D'ITALIA Chiamato Italicum per distinguerlo da quello Maria Teresa (o di convenzione), era una bella moneta in argento 835/1000 di 40 mm di diametro e 28,07 g di peso, fatta coniare con Regio Decreto 856 del 21/5/1918 per la colonia d'Eritrea dalla zecca di Roma. La moneta fu coniata su richiesta privata e la somiglianza con quella "Maria Teresa" non era casuale. Lo scopo infatti era quello di far accettare alla popolazione indigena una nuova moneta italiana. Circolò abbastanza a lungo ma la sua coniazione fu sospesa rapidamente dopo sole circa 500 mila unità, in quanto le popolazioni locali continuavano imperterrite ad utilizzare il vecchio Tallero Maria Teresa, preferendolo a quello Italico, secondo il Lanfranco, per una sorta di punto di riferimento del consumo dell'argento della moneta medesima (il valore della moneta era proporzionato al peso di metallo nobile). Il riferimento era il bottone della spilla, in leggero rilievo, che fermava il vestito della Sovrana ed al tatto si poteva percepire lo stato di usura della moneta e di conseguenza il suo peso calante. Il nostro tallero non avendo un simile riferimento, sempre secondo il Lanfranco, venne scartato e scarsamente impiegato. Accennai prima al fatto che la nostra moneta, se la si osserva attentamente, era piuttosto somigliante a quella che avrebbe dovuto sostituire; anche qui, volendo, punti di riferimento indicatori di usura del tondello c'erano, basti guardare la spilla in rilievo nei capelli della figura muliebre o l'altezza della corona nella parte superiore della moneta. Se vogliamo raccontarcela tutta, al di là di ogni congettura filosofica o meramente pratica, gli indigeni dovevano avere un pollice con un senso del tatto veramente straordinario, oserei dire da scrittura Braille per riuscire a percepire la sporgenza del bottone. Ho provato con una moneta in FDC a toccare questa presunta sporgenza, ma francamente, non avendo neppure callosità nelle mani da carpentiere, non sono riuscito a percepire nulla. Senza sminuire il lavoro del Lanfranco, credo che alla base dell'insuccesso del nostro sfortunato Tallero ci siano altre ragioni di origine politica o non volutamente rese pubbliche. Comunque, visto il fallimento della nostra moneta, nel 1935 si volle riconiare la vecchia moneta "Maria Teresa" grazie ad un accordo stipulato con l'Austria. Il numero dei pezzi coniati fu enorme, ufficialmente oltre i 19 milioni, ma si continuò fino al 1950 probabilmente anche per ragioni nostalgiche. Durante la seconda guerra mondiale, secondo Domenico Luppino nel suo "Stato e collezionismo, indagine sulla numismatica" il Tallero di convenzione fu ulteriormente coniato in un numero imprecisato di pezzi e a più riprese, sino a tutto il '41, per favorire il reclutamento di truppe coloniali. Venne coniato anche da altre nazioni, tra cui l'Inghilterra per aizzare le popolazioni locali contro le nostre truppe. Anche di queste coniazioni non se ne conoscono i quantitativi.
  5. 3 points
    Admin

    Ciao

    Il comportamento di caravella57, anche dopo questa discussione, era evidentemente provocatorio, nonostante l'invito a chiarirsi in privato, per cui purtroppo è stato emesso il ban e nascosti i post non pertinenti. Claudio
  6. 3 points
    Quintus

    CORPUS NUMMORUM FORUM JULII

    Ragazzi, per favore, questa discussione sta prendendo una brutta piega. Direi di chiuderla così e di tornare a discutere di numismatica e di pubblicazioni ad essa inerenti. Se avete cose da chiarire vi prego di farlo privatamente. Grazie! Q.
  7. 3 points
    andreakeber

    Panorama Numismatico settembre 2018

    Segnalo l'uscita del n° 342 della rivista con all'interno un mio articolo su " Il grosso aquilino di Vicenza"
  8. 3 points
    Admin

    staff 2019

    e dopo i nuovi ingressi nello staff...passiamo ai nuovi incarichi: il nostro @Lugiannoni assumerà l'incarico di moderatore globale del forum....un compito importante e complicato. Sarà in qualche modo la sentinella che farà rispettare il regolamento e che potrà gestire tutte le sezioni del forum.. Un grazie a Luciano, parte attivissima del forum e che, con il suo instancabile lavoro, ha contribuito in maniera preponderante alla crescita di questa comunità virtuale.
  9. 3 points
    andreakeber

    CORPUS NUMMORUM FORUM JULII

    Festeggiamo?
  10. 3 points
    lorenzo

    Una moneta di nome giulio

    Oggi vorrei proporre una piccola serie di immagini di monete di Papi di straordinaria bellezza e grande valore storico. Tutte monete che hanno fatto passare attraverso alcuni secoli una moneta denominata giulio dal nome del Pontefice che per primo le ha dato questo nome e che altri Papi anch’essi hanno chiamato così. Altri Papi hanno dato il proprio nome alle loro monete. I testi sono stati tratti da Wikipedia, l'enciclopedia libera, mentre, le immagini dai siti citati. GIULIO Giulio II, nato Giuliano della Rovere (Albisola, 5 dicembre 1443 – Roma, 21 febbraio 1513), è stato il 216º papa della Chiesa cattolica dal 1503 alla sua morte. Noto come "il Papa guerriero" o "il Papa terribile", è uno dei più celebri pontefici del Rinascimento. Era figlio di Raffaello della Rovere, nipote di Sisto IV, e di Teodora di Giovanni Manirola. Apparteneva all'Ordine dei frati minori conventuali. Da: https://www.google.it/search?q=giulio+moneta&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwiDg7Spo4XdAhUK4YUKHU5UAjsQ_AUICygC&biw=1536&bih=686#imgrc=xsP3XMGAy-Q6-M: Stemma della Rovere. Sopra chiavi decussate e tiara. Intorno IVLIVS II PONT. MAX. Santi Pietro e Paolo stanti di fronte, una rosetta tra loro. Intorno S. PETRVS. S. PAVLUS. In esergo ROMA AR Giulio (3,29 g). Zecca di Roma Il Giulio era una moneta pontificia da 2 grossi. Il nome veniva da papa Giulio II che l'aveva aumentata di peso e di intrinseco nel 1504. Con ordinanza del 20 luglio 1504 il Papa stabilì: "Reformetur stampae monetariae pro ducatis, carlenis, bononiensis etc. Cogitetur de cunio monetae si posset reduci Urbs ad monetam papalem exclusa forensi etc." I carleni (o carlini) furono quindi riformati e cambiarono il loro nome in giuli, in modo da distinguerli da quelli precedenti. Contenevano 4 grammi abbondanti di argento. Il loro valore divenne quindi superiore di un terzo al carlino pontificio. Pochi anni dopo, nel 1508, già il contenuto d'argento era calato sotto i 4 grammi. Nel 1535 ci fu un'ulteriore riduzione a 3,65 grammi. La prima coniazione di Giulio II recava al dritto le armi papali ed al rovescio i santi Pietro e Paolo. Nel 1540 Paolo III coniò le monete con 3,85 grammi di fino che presero il nome di paoli. Il nome di giulio fu usato anche dalle altre zecche papali e da alcune italiane. Il giulio papale di Bologna fu contraffatto a Masserano da un Fieschi prima del 1597. Questa moneta pesava solo 3,4 grammi. L'ultima moneta coniata con questo nome fu il giulio d'argento battuto da Pio VII nel 1817; pesava 2,642 g ed aveva un titolo di 917/1000. Valeva ancora 2 grossi ossia 10 baiocchi. I nomi di paolo e giulio erano in uso a Roma, anche quando queste monete non erano più in circolazione, per indicare la moneta da 20 baiocchi. LEONE Papa Leone X, in latino: Leo X, nato Giovanni di Lorenzo de' Medici (Firenze, 11 dicembre 1475 – Roma, 1º dicembre 1521), è stato il 217º papa della Chiesa cattolica dal 1513 alla sua morte. Giovanni era il quartogenito (il secondo figlio maschio) di Lorenzo de' Medici e Clarice Orsini e portò alla corte pontificia lo splendore e i fasti tipici della cultura delle corti rinascimentali. Fu l'ultimo Papa a essere semplice diacono al momento dell'elezione Da: https://www.sixbid.com/browse.html?auction=2672&category=56199&lot=2246561 Ancona Leone X (Giovanni de'Medici), 1513-1521. Giulio, AR 3,75 g. Muntoni 74. Berman 672. Dubbini-Mancinelli pag. 107 (7° tipo). Raro. BB CLEMENTE VII Clemente VII, nato Giulio Zanobi di Giuliano de' Medici (Firenze, 26 maggio 1478 – Roma, 25 settembre 1534), esponente della famiglia fiorentina dei Medici, fu il 219º papa della Chiesa cattolica dal 1523 alla morte. Da: https://www.biddr.ch/auctions/nacit/browse?a=43&l=32921 Giulio, AR 3,79 g. CLEMENS VII PONT MAX Busto barbuto a s. con piviale ornato. Rv. MISIT DOMIN – ANG SVVM S. Pietro liberato da un angelo; all'esergo ROMA segno di Giacomo Balducci zecchiere. Muntoni 48. Berman 843. Rarissimo. Ritratto di eccezionale esecuzione e leggera patina, migliore di Spl. Questo doppio carlino, di grande rarità e conservazione, fu coniato poco dopo il rientro a Roma di Papa Clemente VII, avvenuto l’8 ottobre 1529, quando, per il poco tempo passato, il ricordo del sacco e della sua prigionia in Castel Sant’Angelo, dovevano essere ben nitidi nella memoria sia del Pontefice che della popolazione e la rappresentazione dell’angelo che libera San Pietro dal carcere Mamertino e la relativa legenda sono chiare allusioni a quello sciagurato periodo. I conii sono certamente opera di Benvenuto Cellini, anche se nella sua ”Vita” non ne parla. L’abile mano del grande artista è inequivocabile e, ad ulteriore conferma, dai documenti della zecca sappiamo che all’epoca Cellini, ovvero il 16 aprile 1529, era stato nominato dal Papa unico incisore camerale: Dilecto filio Benvenuto Cellini Aurifici fiorentino: De acuitate ingenii virtute probitate et solerti scientia tua confidentes ac cupientes te favore prosegui grazioso officium conficendarum stamparum cudendi monetam pro tempore Zeccha alme urbis nostre cum honoribus oneribusque et emolumentis consuetis…… indignationis nostre pena aliquas stampas in Zeccha nostra nisi per manus dicti Benvenuti recipiant et admictant aut desuper monetam cudere audeant vel presumant . A conferma del fatto che il Cellini era stato assunto alla zecca sappiamo, inoltre, che in data 12 giugno 1529 fu eseguito un mandato di pagamento, il cui originale è conservato presso l’Archivio di Stato di Firenze, per venti ducati a suo favore in quanto ” nuovo maestro delle stampe ”. Da tale incarico fu sollevato il 2 Gennaio 1534. PAOLO III Paolo III, nato Alessandro Farnese (Canino, 29 febbraio 1468 – Roma, 10 novembre 1549), è stato il 220º papa della Chiesa cattolica dal 1534 alla sua morte. Nel 1540 autorizzò la fondazione della Compagnia di Gesù su proposta di Ignazio di Loyola e convocò il Concilio di Trento nel 1545. Da: https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_(moneta)#/media/File:Paolo_1540.jpg Il paolo o paulo era una moneta pontificia; questo nome fu dato al giulio da 2 grossi quando nel 1540 papa Paolo III (da cui il nome) ne fece aumentare il contenuto d'argento a 3,85 g. La prima coniazione di Paolo III recava al dritto le armi papali e al rovescio San Paolo. Ai tempi dell'arrivo dei rivoluzionari francesi, il Paolo era valutato sulla piazza milanese col valore di 14 soldi. A Roma ancora nell'Ottocento era il nome popolare della moneta da 10 baiocchi. I nomi di paolo e giulio erano in uso a Roma fino al pontificato di Pio IX, anche quando queste monete non erano più in circolazione, per indicare la moneta da 10 baiocchi. Lo stesso nome presero monete di altri stati italiani. Nel Granducato di Toscana circolò il paolo da 8 crazie. GREGORIO XIII Gregorio XIII, in latino: Gregorius XIII, nato Ugo Boncompagni (Bologna, 7 gennaio 1502 – Roma, 10 aprile 1585), è stato il 226º papa della Chiesa cattolica (225º successore di Pietro) dal 13 maggio 1572 alla morte. Per la storiografia successiva è considerato come uno dei pontefici più importanti dell'età moderna, soprattutto per quanto riguarda l'attuazione della Riforma cattolica e la riforma apportata al calendario che prende il suo nome. Da: https://www.deamoneta.com/auctions/view/556/472 Ancona. Gregorio XIII (1572-1585). Giulio. M. 311/314 Berm. 1225. AG. g. 3.05 Interessantissimo e raro errore nella legenda del D/ che riporta GREGOGI qBB. SISTO V Sisto V, nato Felice Piergentile e a trent'anni Felice Peretti (Grottammare, 13 dicembre 1521 – Roma, 27 agosto 1590), è stato il 227º papa della Chiesa cattolica (226º successore di Pietro) dal 1585 alla morte; apparteneva all'ordine dei frati minori conventuali. Da: https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=1256&lot=614 BOLOGNA Sisto V (Felice Peretti), 1585-1590 Sisto o Giulio. Ar gr. 3,02 Stemma ovale. Rv. S. Petronio stante. M. 99; B. 1363. Foro otturato. MB
  11. 3 points
    Lugiannoni

    Una moneta di nome giulio

    Interessante discussione. Il giulio ed il mezzo giulio erano tagli che circolavano anche nel Principato di Piombino (ancora un attacco di campanilismo!) NICCOLO' LUDOVISI (1634-1664) Mezzo giulio GIOVAN BATTISTA LUDOVISI (1664-1699) mezzo giulio giulio
  12. 3 points
    lorenzo

    Una moneta di nome giulio

    Pensa che New Orleans come nome ha origini molto remote e il padre di tutto il percorso e l'imperatore romano Lucio Domizio Aureliano che in Gallia ha lasciato una traccia profonda dando il nome ad una parte di territorio detta Orleans. da: http://www.inumis.com/vso//charles-le-chauve-denier-a-la-porte-orleans-a17842.html Denier à la porte. Orléans. A/ + CARLVS REX FR. Croix cantonnée de quatre besants. R/ (à 6 h.) + AVRE - .LI. - ANIS. Porte de ville. Argent. 1,26 g. 19,5 mm. 9 h. D.725 (75 ex.). MG.944. SUP. Da qui New Orleans. Quella dell'uso del proprio nome per una divisa è antico quasi quanto l'uomo AVRELIANIS del rovescio di questo bellissimo denaro non è altro che la trasformazione del nome latino AURELIANUS. Un peso calante delle monete era poco importante all'atto pratico e come ripeto il denaro provisino, quando era autentico, aveva pesi via via sempre più bassi, ma a qquesto aggiungerei anche il denaro di Lucca che anch'esso ha subito una sorte pressochè simile
  13. 2 points
    Lugiannoni

    Asta Roma Numismatics XVI

    Roma numismatics propone l'asta XVI^,con scadenza 26 settembre. Si tratta di un cospicuo gruppo di quasi 90 monete etrusche, tra le quali,ovviamente, la parte del leone è fatta dalla monetazione populoniese. In gran parte monete in buone condizioni di conservazione. Non mi addentro sulla congruità delle basi di partenza - espresse in sterline - ma vorrei fare alcune piccole osservazioni su alcuni lotti proposti, segnalando alcune interessanti particolarità ma anche qualche incongruenza. [le foto non rispettano le relative proporzioni]. Lotto 4 - si tratta della celebre didracma - oggetto di discussione su questo forum - con polpo/anfora attribuita inizialmente a PISAE da I. Vecchi ma che ora lo stesso Vecchi riporta correttamente a Populonia; 5/6 gli esemplari "ufficialmente" conosciuti. --------------------------------------------------- Lotto 5 - superbo esemplare della tridracma di Populonia ( V sec.a.C.); con cinghiale; la valutazione (25.000 GBP) e la partenza (20.000 GBP) sembrano congrui. --------------------------------------------------- Lotto 9 - gli autori del catalogo definiscono la moneta <unpublished and unique>, ma proprio perchè tale, almeno nelle intenzioni, meriterebbe un approfondimento. --------------------------------------------------- Lotto 23 - Il mistero dell'oro degli Etruschi. Sembra il titolo di un giallo ma in realtà è difficile dire se tra le monete d'oro di Populonia siano prevalenti le autentiche o le false. Nel dubbio, mi astengo. --------------------------------------------------- Lotti 34, 35, 36 - tre classiche Metus, il cui interesse, più per gli studiosi che per i collezionisti, sta nel fatto che presentano una vistosa frattura di conio che consente, analizzando la sua evoluzione, di stabilire la sequenza temporale della coniazione, specie in rapporto ai tipi del rovescio. --------------------------------------------------- Lotto 41 - Si tratta di una didracma con la rappresentazione piuttosto rara, anzi rarissima (un solo esemplare conosciuto) del volto di Metus, la cui stima è incredibilmente bassa (stima 1.500-partenza 1.200 GBP) (si veda anche il commento al lotto 42). --------------------------------------------------- Lotto 42 - la moneta, ancora una didracma della serie di Metus, viene dichiarata <Very Rare; one of only ten examples from this die.>. Quello che mi resta oscuro è perchè abbia una valutazione (6.500-5.200) notevolmente al n. 41 che è indubbiamente più raro. Misteri delle aste!
  14. 2 points
    Riccardo Paolucci

    CORPUS NUMMORUM FORUM JULII

    Finalmente a settembre uscirà il mio CORPUS NUMMORUM FORUM JULII, la fatica di una vita numismatica. Non chiedetemi copie o prezzi perchè avrà tutto in mano l'editore. Oltre a questo uscirà un altro mio libro OSSIAN una traduzione dall'inglese all'italiano delle opere del bardo medioevale che curai anni fa per il Fitzwilliam Museum
  15. 2 points
    Admin

    Asta Varesi 73 - 13 novembre 2018

    Buone le basi di partenza degli aurei antichi...vedremo nelle fasi finali di quanto saliranno.. Invitante
  16. 2 points
    carledo49

    asta RANIERI 1 online

    In effetti le foto lasciamo molto a desiderare, sembrerebbero tutte sovraesposte. Belle monete e prezzi, per ora, piuttosto accessibili. Non so poi. E come dice Renzo....anche le conservazioni non eccelse hanno ancora interesse. Ben venga allora la vecchia moda, incominciavo a stufarmi dei talebani delle conservazioni eccelse. Carlo
  17. 2 points
    Quintus

    Asta Varesi 73 - 13 novembre 2018

    Intendi "Risparmiare per spendere in monete d'oro" o "Risparmiare evitando di prendere monete d'oro"? Io, onestamente, opterei per la prima. Ho riguardato le monete in asta e, come prezzo base, non siamo a livelli proibitivi, anzi. Bisogna vedere se, come purtroppo credo, i prezzi andranno alle stelle. Dimenticavo di fare i complimenti a Mr. @Alberto Varesi per le bellissime monete. Giuro che, quando sarò ricco, spenderò un sacco di soldi nelle sue aste! Ave! Q.
  18. 2 points
    In genere mi oppongo al lavaggio delle monete ma credo che stavolta uno strappo alla regola sia accettabile Spero che il materiale possa tornare presto nelle mani del proprietario...
  19. 2 points
    I gigliati postumi battuti a Napoli al tempo di Ladislao di Durazzo durante la «Great Bullion Famine» (1386-1414), in Bulletin du Cercle d’études numismatiques 55/2 (Bruxelles), pp. 16-22 Résumé : Cette étude documente la frappe des giliats et des tornesi angevins à Naples sous les règnes de Charles III de Durazzo, Louis II d'Anjou et Ladislas de Durazzo (1386-1414), offrant une première image de la frappe de la monnaie de ce dernier souverain. Ses émissions précédentes étaient limitées à deux dénominations d'argent et à quelques deniers de billon. La productivité de la Monnaie de Naples, même à la lumière d'autres études du même auteur, contraste donc fortement avec la "Grande Famine de métal" qui aurait caractérisé toute l'Europe. Abstract: Questo studio documenta la coniazione di gigliati e tornesi angioini a Napoli durante i regni di Carlo III di Durazzo, Ludovico II d’Angiò e Ladislao di Durazzo (1386-1414), offrendo un primo quadro delle coniazioni di quest’ultimo sovrano. Le sue emissioni precedentemente erano limitate a due nominali d’argento e a pochi denari di mistura. Pertanto la produttività della zecca di Napoli, anche alla luce di altri studi dello stesso autore, risulta in netto contrasto con la «Great Bullion Famine» che avrebbe caratterizzato tutta l’Europa. https://www.academia.edu/37326855/I_gigliati_postumi_battuti_a_Napoli_al_tempo_di_Ladislao_di_Durazzo_durante_la_Great_Bullion_Famine_1386-1414_in_Bulletin_du_Cercle_d_études_numismatiques_55_2_Bruxelles_pp._16-22
  20. 2 points
    Lugiannoni

    Una moneta di nome giulio

    Aggiungo, per migliore conoscenza, un estratto da una pagina del <libretto della Zecca> del 1643, in cui si parla, appunto, della produzione dei mezzi giulii di Niccolò Ludovisi. (l'immagine proviene dall'Archivio Segreto Vaticano, dove il libretto è conservato; il testo completo l'ho pubblicato su PANORAMA NUMISMATICO, 05/2016).
  21. 2 points
    Quintus

    MASSIMINO IL TRACE, sesterzio FIDES MILITVM

    Ciao @Admin! Non ti preoccupare, non offendi la mia "sensibilità"! Avendo questa come "riferimento"... Il naso perplime anche me! Conto sul fatto che costando 35€ non sia stata "sistemata" ma dipenda da foto e usura. Attendo di vederla di persona per giudicare meglio. Ave! Q. P.S. Ma a voi non ricorda Nonna Abelarda?
  22. 2 points
    realino santone

    CONVEGNO DI RICCIONE 2018

    Saluti a tutti da Riccione
  23. 2 points
    Riccardo Paolucci

    CORPUS NUMMORUM FORUM JULII

    A parte le vendite, sono felicissimo che la gente si interessi al lavoro di una vita di Numismatica. Quanti appunti, quante foto, quante monete, quante discussioni. Che bella la Numismatica
  24. 2 points
    DeAritio

    20 lire Mussolini

    Basta solo questo..... https://www.corriere.it/cronache/13_maggio_04/germania-banconota-trenta-euro_3b15bb78-b4a6-11e2-bb5d-f80cf18001da.shtml
  25. 2 points
    Alberto Varesi

    ASTA PAOLUCCI XIV

    Comunque bubbolo alias daniels1981, visto che il mio post ha provocato cotanto stupore e sdegno (manco avessi scritto chissà cosa, ma a quanto apre mettere nero su bianco che ras al ghul e odjob sono la stessa persona è lesa maestà), levo le tende e chiedo che il mio account venga cancellato. vi lascio ai post "scientifici" di Paolo, sempre che riusciate a comprenderne il significato. bye bye
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