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  1. 4 points
    Piakos

    Un medaglione quasi intonso? O un capolavoro di restauro?

    Non ho modificato i tuoi post negli ultimi due giorni...in precedenza è stata solo una cortesia per evitarti probabili e/o possibili problemi sia di natura giudiziale e quant'altro: se fossi più perspicace me ne saresti grato e ti rammenteresti quando ti salvai le terga dalle ire di un grande Numismatico con sede commerciale in Svizzera, sono passati degli anni...ma non moltissimi. Da allora non hai perso il vizio...un po ' di pelo si. Ma sono problemi tuoi alla fine... Tu sei un classico figlio...dei nostri ultimi tempi, anche se un po' attempato come bebè. Tutta tecnica...solo tecnica..che peraltro, come ti hanno già detto anche qui..a volertela rigirare un po ' come ti pare, si rischia la "supercazzola". Questo cerchi di potertelo permettere perchè tecnicamente ritieni che nessuno ( o quasi...) può essere paritariamente in linea con te...ed allora anche un tecnico come te diventa retorico e può ricorrere a sofismi: "supercazzola" con "scappellamento" a destra...per oggi, domani forse a sinistra. La realtà è un'altra...se speri, anche buttandola in caciara, che ti si dica cosa ha di tecnicamente errato ed evidentemente sbagliato la produzione dell'oggetto in topic...aspetterai a lungo, perchè come - sai molto bene - certi argomenti ormai non vengono più esplicitati per evitare di servire su un piatto d'argento al forgitore o metallurgo elementi per perfezionare la propria tecnica. Quindi "se la vanno in tasca"...i metallari, che certe cose non gliele dice più nessuno. L'importante è che siano note le varie generazioni produttive più recenti a chi vuole impegnarci tempo per conoscerle e per intuirle e capirle. Intanto i segni e gli errori sono nei campi e si vedono per chi sa guardare...e li vedi anche tu, infatti non ti arrischi a dimostrare la specchiata virtù. Poi occorre rimarcare la tua profonda non conoscenza dell'arte commisurata e rapportata ai vari periodi storici, strumento questo a te non dato, che permette però di cogliere quasi subito le problematiche riproduttive e : per quanto si ricorra alla pressa, al doctored, alla pressofusione, alla ribatittura di monete antiche riscaldate o al parmacotto e al san Daniele...non c'è verso bello mio, la sensibilità dell'antico incisore è irriproducibile e, per molti aspetti, nemmeno copiabile. Certo la si deve aver fatta propria quell' antica sensibilità...e allora sono piselli senza zucchero per chi tenta di riprodurla. Siccome è molto probabile che non hai fatto certi studi, e si vede anche da tante altre cose...e nemmeno hai avuto le basi e una sensibilità per gli studi umanistici e classici che ti potesse consentire di girare per musei, pinacoteche e medaglieri con un occhio colto e raffinato per farti le ossa, o nemmeno hai la possibilità di accumulare un vasto archivio di immagini sapendo discernere tra le stesse con cultura e sensibilita per l'arte...cerchi di cavartela dicendo che codeste sono tutte amenità e voli pindarici. Anche se sai che non è vero. Nessuno può vietarti di continuare a difenderti così...anche se ciò che così dici è essa stessa la madre di tutte le non verità...noi invece che conosciamo i doni infiniti che reca lo studio e la visione diretta rapportati ad una adeguata preparazione... ce ne sbattiamo allegramente di ciò che puoi pensare e possiamo però avere occhio : background e know how per valutare gli oggetti anche in prima battuta, salvo poi analisi che quasi sempre confermano l'intuizione. L'analisi stilistica ve la possiamo anche esplicitare: tanto non ci capiscono una passera e non riescono a sintonizzarcisi per correggere. L'analisi tecnica ce la teniamo in serbo...così per correggere gli errori ci metteranno tempo...ammesso che li trovino. Hai capì Alessà! E nulla di personale...solo Numismatica è! Ma ogni tanto con te bisogna andarci chiari e trasparenti...come facevano i banditi della macchia maremmana, con lo schioppo a trombone caricato a mitraglia... Amici comunque sempre...se vuoi.
  2. 3 points
    Giuseppe Gugliandolo

    Un 12 Tarì... R3

    Oggi vi presento una variante del 12 Tarì dell'Incoronazione di Carletto. Le varianti sulla leggenda sono innumerevoli: caratteri grandi, caratteri piccoli, caratteri mezzi, punto di separazione tra SIC e ET (CAROLVS D G SIC ET HIER REX HISP INF) vicino a SIC, nel mezzo sopra la testa, in basso... insomma le varietà sono tante ma rinvenibili tutte con una certa semplicità ed a mio avviso meno eclatanti ed interessanti. Perché tante varianti? Si ritiene che le monete per commemorare l'incoronazione siano con state coniate anche negli anni successivi [e questo spiegherebbe la mancanza di coniazioni di grosso modulo dopo il 1735], a sostenere questa tesi vi è una variante del 3 Tarì dell'incoronazione che riporta la data anacronistica del 1747, errore che sarebbe difficile da giustificare ed abbastanza improbabile se le coniazioni di questa tipologia fossero cessate nel 1735. Secondo alcuni, questa variante del 12 Tarì è stata quella di "primo conio", il primo conio del 12 Tarì dell'incoronazione, ma questa resta una semplice ipotesi della quale è difficile trovare corrispondenze. Passiamo alla moneta. La conservazione non è ottimale ma... ci accontentiamo. Il gigante riporta, da quest'anno, la variante "leggenda continua" come R3. Personalmente oltre questo conosco pochissimi pezzi e cercando immagini sul web per questa variante, non se ne trova traccia: da nessuna parte, ne sui vari forum, ne sui vari siti ne viene riportata dalle aste [almeno quelle di cui ho traccia]. Differisce dai conii ben noti prima di tutto per la leggenda che qui risulta continua e senza separazioni sopra la testa. Aggiungo un'esemplare esitato da bolaffi nell'auction 24 del 2014 per il confronto. Ma la vera ed interessante differenza sta nella data: il cinque nella monetazione di Carlo per la Sicilia è sempre rappresentato da una S, le monete riportano difatti la data come 173S. Questa variante no, riporta [correttamente?] un 5 al posto della S. Facciamo un piccolo paragone [perdonatemi la differenza di dimensioni tra le due immagini, non era voluta]. La teoria per la quale la variante con leggenda continua e 5 anziché S nella data sia stata la prima emissione prende un minimo di credibilità se concepisce l'idea che i ragazzi in zecca hanno perso, rotto, distrutto il punzone col 5 ma... ma quanto è probabile? Secondo altri la coniazione della data con la S è dovuta allo stile contemporaneo che si era adottato e non ad una mancanza della zecca. Secondo voi? Sarebbe interessante notare e capire anche la differenza del carattere usato per il 5, non solo nelle date ma nei valori: la cinquina [mezzo tarì = 5 grani] d'argento riporta il valore sempre con una S mentre la stessa moneta ma per il predecessore, Carlo VI d'Asburgo indica il valore con un bel 5. Solo nel 1795 col figlio Ferdinando [le coniazioni a suo nome del 1775 e del 1785 rimangono con la S nella data].
  3. 3 points
    Riccardo Paolucci

    COLLABORAZIONE

    Con il prossimo mese di Gennaio 2019 iniziamo una collaborazione con questa prestigiosissima Casa d'Aste
  4. 3 points
    realino santone

    falsi moderni del cavallo di ORTONA

    Salve, allego immagini di un falso moderno del cavallo di Ortona, esaminando delle collezioni private ne ho trovato 3 esemplari , purtroppo i proprietari li hanno pagati per buoni, quindi occhio !!!! con buona probabilità questi falsi sono stati fatti nella stessa Ortona intorno al 1970
  5. 3 points
    DeAritio

    Lire 100 R.S.I. GOVERNO ITALIANO DELLE ISOLE DELL'EGEO 1944

    Non è proprio così. Dopo l'armistizio, tutte le forze armate italiane presenti a Rodi si schierarono dalla parte della R.S.I. Il problema più grosso, economicamente parlando, fu quello di non avere aiuti e rifornimenti dalla patria. Per sopperire alla carenza di moneta, dopo aver esaurito le scorte degli assegni a taglio fisso (il Governatore Faralli emise un decreto il quale li parificava a biglietti di banca) furono stampat i biglietti da 50 e 100 lire sui fogli di carta da bollo. Credo sia più corretto dire che le banconote, nei due tagli con la scritta Governo delle isole italiane dell'Egeo, sono le uniche circolanti nelle colonie, non stampate dalle Officine Carte Valori di Roma o Officine de L'Aquila.
  6. 3 points
    Neapolis

    asta NAC 112 - zecche italiane

    Ah....se qualcuno sta per chiederMi: ma se non venne coniato a bilanciere...quale sistema si utilizzò, considerato che non è una coniazione al martello ? .... la risposta è nel volume...figuriamoci, non voglio farmi la pubblicità, ma non perdetelo (sincero) ...è molto Illuminate anche per molte altre monete del periodo.
  7. 3 points
    Admin

    ANCORA UN "MISTERO" NELLA MONETAZIONE ETRUSCA

    Lo spessore culturale del suo interlocutore è più che accreditato nel mondo numismatico e non solo , riguardo all'ego credo che spetti ai lettori farsi una propria personale idea su chi abbia dimostrato più "saccenza" il luogo di "competenza". Ciò premesso, poiché qui siamo abituati ad interloquire in modo amichevole, anche e soprattutto nelle discussioni dove non si condividono le idee altrui, ritengo opportuno ricordare che chi non è in grado o non vuole rispettare questo "modo di relazionarsi" può liberamente scrivere di numismatica altrove.
  8. 3 points
    Neapolis

    asta NAC 112 - zecche italiane

    Delle cinque indicate da @Piakos, le prime tre sarebbero da prendere, prezzo richiesto a parte. Sono monete da museo, ovvio che ad ogni passaggio (dopo qualche anno), chi decide di ri-venderle le propone ad un prezzo molto maggiorato. Di sicuro non è un collezionista, di conseguenza da investitore (oramai chi compra queste monete .. lo è), vuole guadagnarci qualcosina..... !! Un collezionista non si disfarebbe mai di quei tre pezzi. Poi c'è ne sono anche altri.....
  9. 3 points
    DeAritio

    Nuovo Magazine

    Nel prossimo numero ( il 2 ) che sarà presentato in occasione del Convegno di Verona , un mio piccolo contributo . Un anteprima sugli articoli è sul sito http://www.associazioneitalianacartamoneta.it/
  10. 2 points
    Admin

    Omni n.11 - ecco le scadenze

    Domani invio una mail per avere le date precise e vi aggiorno
  11. 2 points
    Neapolis

    asta NAC 112 - zecche italiane

    Se poi vogliamo integrare con questa terza monetuzza....uhmmmmm !! Si parla e sono classificati anche questi ducati nel volume. Questo venuto fuori adesso alla NAC era un esemplare a me sconosciuto (nel senso che non faceva parte dei miei conteggi). MA il libro era già in stampa....uno in più in meno che cambia.....ah....ahah...ah.....
  12. 2 points
    Neapolis

    asta NAC 112 - zecche italiane

    A riguardo il Tarì detto del Sole...eh...ehehh.....è una lunga storia che potreste leggere integralmente da Verona in poi. Infatti ho scritto molto su questa coniazione (sempre da altri descritta a bilanciere...ma non lo è), il volume che tocca il periodo del vicereame spagnolo dal 1616 al 1623 verrà distribuito dal prossimo ed imminente Veronafil. Questo esemplare, oltre ad essere passato alla inAsta, proviene direttamente dalla collezione Catemario (passato per la Spink Taisei del 1994); ad oggi si contano solo 4 esemplari: 2 ai musei, questo ..... e l'ultimo passato proprio giorni fa alla Nomisma 58 lotto 965 (ex Civitas Neapolis).
  13. 2 points
    Neapolis

    asta NAC 112 - zecche italiane

    Ecco delle belle discussioni.... ma andiamo per gradi così illumino un pochino le vicende di questi tre pezzi RAAArissimi: AH non è sconosciuto; sono le sigle di Alberto Hamerani. La differenza del tarì al confronto degli altri due pezzi il Ducato ed il Mezzo Ducato sempre con AH sta nell'interpunzione delle legende. Il ducato ed il Mezzo hanno i trisceli....questo tarì NO. Questa stessa moneta passò alla Nomisma 49 (2014) e realizzò 13.000 euro + diritti. Venne trascritta come R4, ma nel mio Manuale è R5..... sfido chiunque a trovarne altri pezzi in giro.
  14. 2 points
    Lugiannoni

    ANCORA UN "MISTERO" NELLA MONETAZIONE ETRUSCA

    Potremmo continuare all'infinito, rischiando lo sfinimento, con un continuo rilancio di ipotesi. Oltretutto Lei ha il difetto (o il pregio, se preferisce) di creare delle condizioni "su misura" utili a smentire l'ipotesi opposta. Un esempio:<...resto dell’opinione che il conio di rovescio fosse fisso e fosse un piano...> ma successivamente dice: <Il conio di dritto, fissato su di un ceppo e sporgente leggermente dal piano del ceppo per motivi pratici di esclusione di interferenze tra torsello e incudine.> .Per quale misterioso motivo un conio "normale" doveva sporgere dal piano per evitare eventuali "interferenze" mentre un conio su lastra poteva essere complanare alla lastra stessa senza "interferenze"? Ripeto, Lei ha le sue convinzioni granitiche ben radicate che, a quanto vedo, non sono mai sfiorate dall'ombra del dubbio; io non pretendo di avere certezze ma solo quelle che ritengo possano essere le ipotesi più semplici e plausibili (noti la forma dubitativa!). In questo modo è impossibile una discussione utile e proficua per entrambi.
  15. 2 points
    Cliff

    ALESSANDRO SEVERO, sesterzio pulito o rifatto?

    Ogni tanto ho visto monete che erano in vendita da piccoli venditori minori uno/due mesi prima ricomparire poi da lui dopo che le aveva spoliate e riacconciate a suo gusto...:( Io non ci vedo bulino, solo spatinatura aggressiva e poi riossidatura con qualche ricetta casereccia. I rilievi sembran più alti perché in questo modo elimina anche residui di patina e incrostazioni dai fondi e così aumenta la distanza tra fondi e sommità dei rilievi.
  16. 2 points
    danieles1981

    Österreich Joseph I 3 kreuzer 1707 Breslau

    Da troppo tempo non introduco monete nuove, così introduco quelle vecchie (già in collezione). Ed ecco una monetina, fresca fresca, non troppo consumata, perfettamente leggibile e dai rilievi ancora più che buoni. Österreich (Austria) Joseph I von Habsburg (1705-1711) 3 kreuzer 1707, Breslau (F.N) Argento; 1,52gr; 22mm Cat.: Her.216 Joseph I von Habsburg Giuseppe I d'Asburgo (Vienna, 26 luglio 1678 – Vienna, 17 aprile 1711) è stato Imperatore del Sacro Romano Impero dal 1705 alla morte, nonché Re di Ungheria e Boemia e Arciduca d'Austria. Egli era il figlio maggiore dell'Imperatore Leopoldo I e della sua terza moglie, Eleonora del Palatinato-Neuburg, figlia di Filippo Guglielmo, Elettore Palatino. Nato a Vienna, venne educato dal Principe Dietrich Otto von Salm, divenendo un buon linguista. Nel 1687 ricevette la corona d'Ungheria e divenne Re dei Romani il 6 gennaio 1690.
  17. 2 points
    Lugiannoni

    Moneta greca

    Questi i tre esemplari ANS: direi proprio che l'amica @wendy75 è partita con la migliore!
  18. 1 point
    Durante l'appassionata discussione sulla moneta con polpo e anfora, si è sfiorato il tema dell'<estetica> etrusca Presento quindi agli amici che seguono questa parte del forum, alcuni elementi di confronto, sperando di stimolare, oltre che una discussione, un'approfondimento su di un tema che ha riflessi importanti sulla monetazione. Inizio con tre monete simili; le prime due opera rispettivamente di Evainetos e Kimon, due dei più importanti incisori siracusani del V sec.a.C. mentre la terza è populoniese di III sec. Seguono due Apollo; il primo è il famoso Apollo di Piombino (e scusate se è poco!), rinvenuto nel mare di Populonia ma di fattura greca, mentre l'altro è il celebre Apollo di Veio L'ultimo raffronto è pittorico, si tratta di due affreschi in ambito tombale. Il primo viene da Pestum, il secondo da Tarquinia. Lascio a chi avrà voglia di vedere questo post la formulazione di pareri e giudizi; mi limito soltanto a suggerire di non valutare le differenze tra l'arte greca e quella etrusca in termini di "migliore" o "peggiore" ma, semmai, di vedere l'una (quella etrusca) come "altra" rispetto ai canoni del classicismo cui siamo culturalmente indotti.
  19. 1 point
    Giuseppe Gugliandolo

    asta NAC 112 - zecche italiane

    Ci provo. Grano di Filippo III CLARITAS UNIVERSA col sole radiante al Rovescio? Perdonami però non sono sicuro di aver afferrato cosa intendi dire
  20. 1 point
    D.B.G

    asta NAC 112 - zecche italiane

    Hai notato la BARRETTA sotto la M di Michele Cavo?
  21. 1 point
    D.B.G

    asta NAC 112 - zecche italiane

    Mamma mia! Il ritratto di Filippo è eccezionale, sembra che venga fuori dal tondello
  22. 1 point
    Neapolis

    asta NAC 112 - zecche italiane

    A parte gli scherzi: solo 8 e con questo 9...... ma 4 sono ai musei. Ho detto tutto.
  23. 1 point
    Lugiannoni

    Prossima HESS DIVO n°335 del 6/12/2018

    Può darsi che io abbia preso un granchio, poco male. Per nostra reciproca curiosità domani o dopodomani provo a stampare le tre foto su un acetato e verifico le possibili concordanze. Se hai ragione, quando passi da Piombino ti devo un caffè, in caso contrario me lo devi se vengo dalle parti di Messina!
  24. 1 point
    Quintus

    ALESSANDRO SEVERO, sesterzio pulito o rifatto?

    Temo che la risposta esatta sia questa... Ave! Q.
  25. 1 point
    Neapolis

    Ferdinando IV di Borbone Piastra da 120 grana 1805

    Ciao Carlo……”il Numismatico” freme, avevo letto ieri sera la Discussione, ma tra impegni familiari e quelli di lavoro, avevo deciso di rimandare tutto ad oggi...... un’eccellente discussione, meritava non una semplicistica risposta. Carlo …..molto impegnativa e allo stesso tempo contenente una serie di domande alle quali certamente, per alcune di esse, nella bibliografia attuale non hai trovato risposta. Cercherò di fare del mio meglio……. Qui trovi il sunto di un po’ di lavori che sono stati fatti su questo Nominale e che Fabrizio ha riportato; intanto ti rispondo dapprima alle richieste da te evidenziate in blu, una alla volta, per poi passare ad un intervento più dettagliato in modo che tu possa avere le idee più chiare circa la coniazione di questo Nominale e le sue peripezie. 1) Maestro di Zecca: Filippo Rega per il dritto (che riscosse 300 Ducati); il Perger fu incisore dei primi coni…...per intenderci quelli di prova. 2) Per il rovescio ? > Michele Arnaud (che riscosse 150 Ducati); 3) Credo la risposta sia contenuta nella tua domanda…mi spiego: secondo un mio parere il Diodati subì l’influenza dell’amico principe di Castelcicala, ambasciatore a Londra, dal quale aveva ottenuto una serie completa di tutte le più belle monete di oro e di argento che la Zecca di Londra aveva emesso, (tra le quali le monete di Giorgio III) inserendole nel Medagliere appena istituito, ove raccolse e classificò tutte le monete e le prove che fin dal tempo dei Re Aragonesi la Zecca aveva Coniato. (nel 1860, con l’annessione di Napoli al Regno d’Italia, detto Medagliere venne a costituire il maggior numero di monete che oggi costituiscono la collezione numismatica del Museo Nazionale di Napoli). 4) Secondo un documento del Prota si coniarono unmilione e seicentomila Ducati ( in 4 liberate) equivalente a circa 1.330.000 Pz.; in un successivo lavoro del Pannuti queste cifre sono state riviste, egli esaminando alcuni documenti nell’Archivio di Stato di Napoli riscontrò che le liberate furono 8 e non 4 per un complessivo importo di 3.600.000 Ducati equivalente a 3.000.000 di Pz. (tieni presente però che il Pannuti ci riferisce che in 2 delle 8 liberate sono incluse anche le liberate per la coniazione di monete da 6 Carlini - 60 Grana per Ducati 32.881 equivalenti a 54.800 PZ.)….quindi se ai 3.000.000 di pz. da 12 Carlini togliamo i 54.800 da 6 Carlini, possiamo più o meno presupporre che i pz. da 120 Grana - 12 Carlini coniati furono circa 2.950.000. Come ben ti è noto poi, delle monete da 12 Carlini esistono due coni, uno che raffigura il Re con i capelli lisci e l’altro con capelli ricciuti….nessuno ad oggi è stato in grado di stabilire quale sia stato il primo e quando esso sia stato sostituito dal secondo…..quello però che si è riusciti a capire è che la Piastra con i capelli lisci è più rara di quella con i capelli ricciuti; il motivo ? venne coniata in sole 2 liberate. 5) Ne riscontrate delle altre ? ….nella tua no, ma se proprio vorremmo essere pignoli si dovrebbe fare un confronto degli Stemmi al rovescio (nel tuo caso solo quelli piccoli però), come ti ha evidenziato “il Numismatico” tempo fa affrontai l’argomento con un altro utente, peraltro preparatissimo, hai visti i risultati ? c’è da impazzire. Procediamo >>> Il Ministro delle Finanze (De Medici) dopo la morte del Cav. Antonio Panelli (maestro di zecca prima del Diodati) avvenuta il 13 marzo del 1803, affidò la Direzione della Zecca a Luigi Diodati, nel giugno del 1804, giurista, economista e profondo conoscitore della dottrina numismatica ed esperto della tecnica. L’ auspicio del De Medici fu quello di far innalzare alla Zecca di Napoli il primato Italiano, introducendo tramite l’incarico dato al Diodati quelle innovazioni e migliorie che il progresso esigeva…..ed il Diodati non deluse le aspettative; sotto la sua direzione la Zecca venne classificata come la migliore non solo d’Italia ma anche d’Europa; corredò la zecca del migliore materiale tecnico del tempo, ampliò i locali delle officine monetarie e si servì dell’opera dei migliori incisori ed operai. Migliorò le operazioni meccaniche della coniazione delle monete d’argento e fu proprio in queste dove egli meglio si affermò. Nel luglio del 1804 il De Medici (Ministro delle Finanze) lo invitava a dare corso e soprattutto materializzare un nuovo modello per la coniazione della moneta d’argento del valore di 12 Carlini; il Diodati dopo pochi giorni inviava il suo progetto, corredandolo del disegno della nuova moneta. (vedi foto postata) Il disegno inciso da Domenico Perger (incisore prima del Rega) non piacque al Re con la motivazione che non si facesse altro rovescio sulle monete all’infuori di quello con le sue Armi Reali. Il Diodati dopo il rifiuto del suo progetto diede incarico al Perger di eseguire dei nuovi disegni ispirandosi alle monete inglesi di Giorgio III che tanto gli piacquero. Il primo progetto del Perger, non avendo le lettere in rilievo nella fascia, venne approvato il 10 ottobre 1804 ed eseguitasi la monetazione diede cattiva “prova” perché le monete slabbrandosi, si spezzavano nel conio. (si presuppone per un difetto del bilanciere o perché i tondelli erano di metallo poco adatto); il 18 ottobre 1804 venne approvato un secondo progetto del Perger con le lettere in rilievo nella fascia, ne fu eseguita un’esigua emissione nel dicembre del 1804….divenuti rarissimi e sono quelli da te descritti e presenti nel catalogo Gigante. Ma anche questa moneta presentò molte difficoltà nella coniazione, molti si rivelarono i difetti di dettaglio, le lettere della fascia tagliate nel contorno e non ultimo, esteticamente, non erano soddisfacenti, con il busto del sovrano rappresentato all’eroica…..questi motivi determinarono la causa dell’ulteriore rigetto da parte della Regia Corte. Cosa accadde? … gli appaltatori della monetazione d’argento, visto che le cosa andavano per le lunghe e avvalendosi delle loro prerogative di contratto decisero di dare l’incarico a due nuovi incisori, fuori della zecca, Filippo Rega e Michele Arnaud; il Rega ebbe l’ordine di eseguire il conio del dritto mentre l’Arnaud quello del rovescio; presentati i modelli verso la fine di dicembre del 1804 trovarono la loro piena approvazione; la coniazione incominciò il 5 gennaio del 1805 e venne continuata per tutta l’annata, fino al principio del 1806. Si è notato però (ai gironi nostri compreso) che anche quest’ultima realizzazione ha presentato/presenta delle difficoltà di lavorazione e di tecnica tanto che si è avuto bisogno di realizzare numerosi coni……….la prova sul campo sono le numerosissime varianti che ad oggi ci appariscono………VENTISETTE ? secondo me no, c’è ne sono molte di più se includiamo le diverse forme degli stemmi, alle quali aggiungo….non ultima una interessantissima che riguarda il contorno (ma questa credo che sia presente solo nelle “capelli lisci”) che presenta due C speculari….cosa stessero a significare ? questo ad oggi è un quesito ancora da sciogliere. Spero di esserti stato utile e ….. alla prossima; un consiglio….non disperare, la Monetazione Napoletana è affascinante proprio per questo motivo, la novità è sempre dietro l’angolo e c’è ancora molto da scoprire, a volte vengono fuori delle vere e proprie sorprese, io le stò vivendo.
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