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Showing content with the highest reputation since 18/05/2018 in Risposte

  1. 6 points
    Admin

    Il lato bello e gioioso della numismatica

    Molto spesso sento parlare solo e soltanto delle problematiche che affliggono e devastano la numismatica. Mi riferisco ai falsi, alle manipolazioni dei restauratori, a commercianti senza scrupoli e all'assenza dei giovani. Mi sono rotto di parlare solo e soltanto di cose negative. Sono giunto alla conclusione che fare numismatica non è da tutti...ci vuole un pizzico di follia ed incoscienza, un pò di testardaggine e tanta voglia di imparare e di mettersi in gioco. Rifuggo da chi si erge a Maestro e poi non condivide nulla, quasi a custodire un segreto di pulcinella, e mi aggrego sempre più a giovani inesperti ma che hanno tanta voglia di imparare, chiedere e condividere informazioni. La numismatica è cambiata, non c'è più un'unica fonte della conoscenza, ristretta solo a pochi eletti, oggi internet ha aperto le porte a tutti e che ci piaccia o no con questa nuova realtà occorre fare i conti! Il cambiamento non ci deve fermare. Ieri ho visto un video di giovani numismatici che erano andati a Verona in occasione della fiera, erano entusiasti nel chiedere informazioni su monete, nel conoscere i commercianti e nel condividere le informazioni raccolte. mi piace vedere anche questo lato della numismatica Ora vi chiedo...il ricordo più bello che custodite grazie alla numismatica? Nel mio caso sono le lunghe chiacchierate con mio nonno sulle lire del periodo fascista. Quando portavo qualche moneta di Vittorio Emanuele III, parlavamo di aneddoti, storie e cronache della seconda guerra mondiale. Le monete che avevamo in mani non valevano nulla economicamente, ma oggi come oggi, custodiscono ricordi inestimabili.
  2. 6 points
    bubbolo

    Il lato bello e gioioso della numismatica

    Lo scorso giugno ho portato alla 5a elementare di mio nipote alcune monete e una chiavetta con foto di altre monete antiche. Interessatissimi i ragazzini e anche le ragazze (divertite sopratutto dalle pettinature delle auguste romane) Con l'auto di mio nipote ho fatto girare le monete "vere" ( una tetra diAlessandro, denari romani, un hectè di Creso, una civetta di Atene e l'euro greco che la riproponeva......) l'unico che si è annoiato è Giacomino perchè, nonno, sono tutte cose che sapevo già...
  3. 4 points
    dearitio

    Il lato bello e gioioso della numismatica

    Beati o Voi che condividete, Io navigo in un mare di "solitudine". Vorrà dire che delle mie banconote ne farò barchette.
  4. 4 points
    Lugiannoni

    Il lato bello e gioioso della numismatica

    Credo di aver già detto qualcosa in proposito in qualche altra discussione, ma provo lo stesso ad inserirmi nella discussione con alcuni miei ricordi e qualche piccola considerazione. Ho cominciato ad appassionarmi alle monete (dire alla Numismatica mi parrebbe esagerato) grazie...all'emigrazione. I miei genitori erano dell'Elba, isola ora meta di turismo con un buon livello economico, ma che dagli inizi del XX secolo fino agli anni '60 produceva essenzialmente emigranti. Poichè abitavamo a Piombino, porto per l'Elba, quando i numerosi amici e parenti dei miei rientravano al "paesello" o per rimanere o per vacanza, si fermavano a casa nostra. Io avevo 10-12 anni e spesso mi portavano dei piccoli regali uniti ad una manciata di spiccioli . Ho quindi iniziato con monetine correnti australiane, statunitensi e tedesche (queste erano le principali destinazionidell'emigrazione elbana). Ovviamente non avevano alcun valore ma mi permettevano di fantasticare su quei paesi così lontani e per me comunque esotici. In ogni modo il seme era gettato. La mia prima "acquisizione", in quegli anni, avvenne quando un compagno di banco mi cedette un doppio tornese di Luigi XIII (poteva essere stata la moneta di uno dei tre moschettieri!) in cambio di sei albi dell'Intrepido. La mia prima fregatura, sempre più o meno in quegli anni, la ebbi quando su un banchetto al mercato un tipo che si spacciava per commerciante numismatico mi vendette una moneta dell'anno "12 dopo Cristo" (sic!). Naturalmente non lo era, ma inizialmente ci credetti. Era invece un bagattino veneziano del '700 e, ripensandoci, non so chi fece l'affare, dato che la pagai l'equivalente di tre bastoncini di liquirizia! E' inutile dire che entrambe ce l'ho ancora, un po' come il "primo penny" di zio Paperone. Ripresi poi la passione durante il periodo universitario, a Firenze. Ogni tanto - e qui mi riallaccio ad un ricordo di @Riccardo Paolucci - entravo in un palazzone di fronte alla stazione di S.M. Novella e bussavo, timidamente, alla porta di Simonetti - me lo ricordo gentilissimo e disponibile - a cui chiedevo uno dei suoi listini. Già, qui viene fuori una mia abitudine conservata tuttora: se iniziavo una collezione, la prima cosa che facevo era quella di procurarmi un catalogo di quella monetazione e i listini del Simonetti erano un po' questo ed un po' la porta per sognare. Ecco qui sta la chiave per la mia iniziazione alla numismatica: il desiderio di capire studiando le monete attraverso listini o repertori (anche quando magari di quella raccolta avevo solo tre o quattro monete) e la curiosità che poi mi portava ad interessarmi di quel particolare paese o periodo. Più o meno come oggi, magari con più studio ma sempre con la stessa curiosità.
  5. 4 points
    Lugiannoni

    Perché l'oro

    @ggppProvo a tentare una risposta o, meglio, una delle risposte. Fin dall'antichità gli uomini hanno cercato, utilizzato e trasformati metalli, iniziando dai più semplici a trovare e a lavorare; metalli che hanno dato, proprio per il loro uso, il proprio nome a lunghi periodi della storia: età del Rame, del Bronzo e del Ferro. Non esiste, e non è un caso, l'età dell'oro, intesa solamente come mitico periodo (inesistente) equivalente al tempo dell'Eden. Ma il motivo per questa "assenza" è presto detto: l'oro (ma anche l'argento) brillante, lucente, malleabile ed incontaminabile può servire solo per motivi "futili": ornamento, decoro, scambio. Per poterlo avere, spesso occorreva combattere chi già lo possedeva, ma per questo servivano le armi prima in rame poi in bronzo ed infine in ferro. Stessa cosa per lavorare la terra, allevare il bestiame, cercare metalli: in tutte queste attività l'oro era inutile. C'è stato un momento, nella storia dell'uomo, in cui la possibilità e la capacità di fondere il ferro ha fatto sì questo fosse considerato più prezioso dell'oro. Non dimentichiamo che uno degli oggetti ritenuti più preziosi dal faraone e ritrovati nella tomba di Tutankamen (XIV sec.a.C.) - dove peraltro l'oro si conta non a chili ma a quintali - era un pugnale con lama in ferro. Un altro esempio: nelle tombe populoniesi dell'VIII-VII secolo a. C. troviamo anelli e bracciali intrecciati con fili di bronzo e ferro; nella celebre Tomba dei Carri, il carro più importante aveva le sponde in bronzo con complesse ageminazioni in ferro! Questo non deve meravigliare perchè in quella fase storica riuscire a portare il minerale ferroso a temperatura di fusione (>1200°) non era cosa da poco, rendendo prezioso il metallo che così si otteneva. Tuttavia - ed ecco rientrare in campo oro e argento - dopo un congruo numero di anni si accorsero che il ferro si deteriorava, rendendolo inadatto per ornamenti ma restando indispensabile per armi e strumenti da lavoro. Malleabilità e duttilità i punti di forza, ma anche di debolezza, dell'oro. Vero grandissimo punto di forza la sua inalterabilità; l'argento, che presenta caratteristiche simili, con il tempo annerisce, si patina: l'oro mantiene inalterata la sua lucentezza.
  6. 3 points
    f.dc

    Il lato bello e gioioso della numismatica

    @Admin Apprezzo lo spirito e l'intenzione del del topic che avvii, ma, come promotore di questo Sito hai il meritorio primato della introduzione al pubblico degli appassionati di argomenti e tematiche ambientali che costituiscono dei caveat importanti e, ripeto, di difficile emersione. La consapevolezza è una tematica, credo, non banale e non "aggratis", e, personalmente, penso che possa solo migliorare l'approccio e la sopravvivenza in un qualsiasi ecosistema nuovo in cui si intende inserire. Essere consapevoli, piu' consapevoli, non è lesione della gioia o del piacere. Di norma è buon viatico alla sicura, duratura, non illusoria e piacevole permanenza in luogo o in una condizione. Il ricordo piu' bello che serbo del mondo delle monete? Qualsiasi momento che ci ho trascorso, nel bene e nel meno bene, perchè sono stati tratti di vita dedicati ad una passione che si trasforma e evolve in continuazione, che ti porta a superare il manto della superficie degli uomini, delle cose, della nominatività dei rapporti che si creano. Ho incontrato Uomini straordinari, monumentali cretini, laccatissimi farabutti. Ho ascoltato riflessioni e partecipato a discussioni che, oltre la dimensione "numismatica" dei partecipanti mi hanno fatto scorgere lo spessore essenziale degli interlocutori, meglio che in qualsiasi altro ambito cui ho partecipato. Ho avuto corrispondenze, di quelle antiche, manoscritte, con molti appassionati e studiosi con i quali lo scambio è sempre andato oltre l'oggetto iniziale. Ho preso a prestito occhi e mani di altri per meglio capire cosa andavo a maneggiare. Ho un ricordo nitido di ogni acquisto e di ogni circostanza in cui ho avuto la fortuna di accedere ad una raccolta. Persone, luoghi, situazioni, che restano impressi perchè legati ad una passione che, per sua natura, e come tutte le passioni, attraversa senza mediazioni arrivando al punto della pace.
  7. 3 points
    andreakeber

    Il lato bello e gioioso della numismatica

    Oggi? voglia di apprendere? studiare? Credo che si possano contare con le dita delle mani questi "strani individui". Oggi sia nei forum che nei gruppi FB di numismatica è un continuo ed unico: "quanto vale".
  8. 3 points
    Admin

    Bolla numismatica (?)

    Bisogna essere folli per fare numismatica...folli e geniali e secondo me ogni tanto occorrerebbe parlare anche di cose belle della numismatica, perché a parlare troppo del negativo poi alla fine ci si abitua
  9. 3 points
    f.dc

    William H. Sheldon, psicologo, numismatico, ladro e truffatore

    - Il decennio 70-80 (2) - Il contesto. L'ingresso negli anni 70 vide gli USA impegnati in una guerra, quella del Vietnam, che da cinque anni umiliava l'esercito piu' potente del mondo in una guerra-guerriglia iniziata cui non era pronto e adeguato. Contestata dai giovani e da un movimento pacifista sempre piu' presente (e che sempre piu' allargava lo iato intergenerazionale). Lo sforzo bellico non fu indifferente alle casse dello Stato incrementando un deficit federale che il regime di cambi fissi fondato sull'oro, vigente dal 1944, rendeva difficile finanziare. Nell'agosto del 1971 il presidente Nixon, annunciò alla nazione la fine degli accordi di Bretton Woods e con questi la fine della parità aurea, dando inizio alla libera fluttuazione dei cambi valutari e delle quotazioni dell'oro, fino a quel momento e fissata a 33 dollari/oncia d'oro. Oro che nessun cittadino americano poteva detenere a seguito del provvedimento del 1934 con il quale Franklin D. Roosevelt impose la consegna dell'oro privato (monete e lingotti) alla casse federali per finanziare le manovre di stimolo e welfare durante la grande depressione (al tempo ad ogni nuovo dollaro stampato doveva corrispondere una riserva del 40% in oro). L'oro fu acquistato a poco meno di 21 dollari l'oncia. Nel 1971 l'inflazione USA si mantenne inferiore al 4%. Si conobbe la prima svalutazione competitiva del dollaro che portò per la prima volta il Dow Jones oltre quota 1000 dopo pochi trimestri, alla fine del 1972. Il 1973 segnò l'inizio della prima crisi petrolifera, portato della guerra del Kippur che contrapponeva Israele alla coalizione di Egitto e Siria. Il mondo arabo inflisse all'Occidente sostenitore di Israele un embargo petrolifero doloroso che comportò un incremento repentino delle quotazioni del petrolio che si protrasse per anni, inducendo una fiammata inflattiva che erose dolorosamente risparmi e capacità di spesa delle famiglie. Poco peso e beneficio significò nel medesimo anno l'abbandono USA del teatro di guerra Vietnamita. Alla fine del 1974 il Dow Jones si fermo' a 550 e l'inflazione aveva, nel corso del 1973, toccato il 12%. L'era breve di Gerald Ford, presidente che completo' il mandato Nixon dopo lo scandalo Watergate per il quale quest'ultimo si dimise, parve' un rinnovato clima di fiducia. Nel 1974 i privati furono riammessi alla proprietà dell'oro in lingotti e/o monete. In breve tempo la borsa USA rivide quota 1000 (1976) e l'inflazione scese al 5%. Fu solo una tregua. Nel 1977, presidenza Carter, l'inasprimento nei rapporti col Medio Oriente importò ulteriori tensioni sui prezzi petroliferi con immediati riflessi inflattivi ed erosione dei margini di profitto delle aziende produttrici. Fu riabilitata l'uso della clausola aurea nei contratti privati - condizione che aggancia, rivalutandolo, il prezzo di una prestazione a scadenza all'incremento del prezzo dell'oro nel periodo-. Mix micidiale che nel volgere di pochi anni portò l'inflazione al 15%, contrasse il Dow del 30%, e vide l'oro schizzare oltre i 600 dollari ( il massimo fu raggiunto nel 1980 a 800 dollari l'oncia) dando inizio a quella che fu chiamata stagflazione - inflazione senza crescita -. La seconda crisi petrolifera del 1979 - coincidente con la fuga dall'Iran dello Scià Reza Pahlevi, amico degli USA e dell'Occidente, sostituito da una teocrazia fondamentalista sciita - colpì un occidente già profondamente ferito infliggendo una crisi di fiducia che si protrasse fino alla fine dell'amministrazione Carter e spalancando le porte al ritorno del conservatorismo negli anni 80. Alcuni grafici per visualizzare le turbolenze del nostro decennio. 1) Il tasso di inflazione USA 2) Prezzo del barile di petrolio 3)Continuos Commodity Index (prezzo di un portfolio equiponderato composto di 17 beni/materie prime, tra cui frumento, succo d'arancia, bestiame ovino e suino, cotone, cacao, rame, combustibili, metalli preziosi ) 4) prezzo dell'oro
  10. 3 points
    lorenzo

    Il grosso, una moneta europea

    Ed ora credo proprio di poter concludere con una chicca: una moneta che per il suo periodo e per chi l’ha voluta, posso tranquillamente affermare che si tratta di un vero gioiello, che nello specifico è il grosso di Carlo I D’Angiò. Introduco la moneta con una specie di accompagnamento di altri grossi del Senato Romano. Da: https://www.deamoneta.com/auctions/view/211/1196 Lot 1196 Senato Romano (1184-1367), Grosso anonimo, Roma, c. 1253; AR (g 3,37; mm 22; h 11); + SENATVS SPQR, leone a s., Rv. + ROMA CAPVT MVNDI, Roma seduta in trono frontalmente, regge globo e palma. Biaggi 2081. Raro, patina di collezione. q.spl. Da: https://auctions.auroranumismatica.com/it/lot/4420/roma-senato-romano-1257-1270-grosso-/ Roma - Senato Romano (1257-1270) - Grosso - Rara MIR 118/2 Ag mm 25 g 3,37 - bella patina, debolezze, BB+ Da: https://www.vcoins.com/en/stores/numismatica_fiorentina_srl/228/product/senato_romano_11841347_ag_grosso/881428/Default.aspx SENATO ROMANO 1184-1347 AG/ GROSSO MUNT. 62 BIAGGI 2081 (R) gr. 3,41 qSPL PATINATO ! …… ed infine la mia preferita: quella che avevo annunciato ad inizio di questa ultima sezione: da: https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=2266&lot=665 ROMA. Carlo I d'Angiò, I senatoriato, 1263-1266; II senatoriato 1268-1278; III senatoriato 1281-1284. Grosso. Ar gr. 3,27 Dr. SENATVS P Q R Leone al passo verso s. Rv. ROMA CAPVT MVNDI Roma seduta in trono e frontale, con globo e ramo di palma. CNI 76; M 7; B. 102. Raro. Buon BB Provenienza: Asta Finarte n. 929 del 16/03/1995 - Numismatica Ranieri S.r.l. Auction 12 - Part 1 9 Dec 2017 – Collezionando arte di Luca Iacovino. Questa breve ed abbastanza elementare rappresentazione dei diversi tipi di questa moneta è servita a mettere sotto un riflettore il grosso. Un elemento di grande importanza mi piace di mettere in evidenza: abbiamo potuto illustrare un po’ di storia della monetazione di Atri e questo grazie alla grande competenza ed alla disponibilità dei colleghi studiosi. Da ultimo riporto quanto Wikipedia dice sulla moneta: “Il valore storicamente era compreso tra alcuni e un dozzina di denari. È stato coniato nel Medio Evo nei seguenti paesi: Italia (dal 1172) Francia (dal 1266) Boemia (dal 1300, successivamente adottato dalla maggior parte dei paesi dell'Europa centrale) Polonia (dal 1367, 3,2 grammi di argento, equivalenti a 12 denari) In Catalogna il suo equivalente era il Croat, emesso per la prima volta nel 1285. Più tardi l'uso del grosso è stato abbandonato nella maggior parte degli stati mentre altri hanno continuato a coniare soltanto monete di peso minore del grosso originale. In Polonia dal 1526 venivano coniate monete da 1/2 grosso, da 1 grosso, da un grosso e mezzo, da 2, 3, 4 e 6 grossi. Il loro peso è diminuito gradualmente fino ad 1,8 g di argento e dal 1752 furono sostituiti da monete di rame dello stesso nome. In tempi moderni il nome è stato adottato per due valute: In Polonia il grosz (plurale: grosze o groszy) è la centesima parte dello złoty polacco In Austria il Grosch (plurale: Groschen) era la centesima parte dello scellino austriaco. Nell'Ucraina occidentale grosh è ancora il termine in gergo per la copeca, la centesima parte di una hryvnia. Anche la parola ucraina per denaro, hroshi, deriva da questo termine”
  11. 3 points
    f.dc

    Manuale delle monete di Napoli

    Non sono sempre stato concorde con le posizioni di Pietro, ma ne ho sempre riconosciuto e ammirato la passione sincera e l'accanimento nella ricerca dei significati. Già l'aggiornamento che propose al lavoro del Prota, in primis, sulle sigle monetali, ne fecero intuire determinazione e capacità di lavoro. Il nuovo lavoro così vasto come arco temporale e che considera le varianti note, costituirà dopo decine di lustri un superamento sostanziale anche dei lavori del D'incerti e del De Sopo. Non ho ancora l'opera ma provvedero' con golosità ad aggiungerla alla biblioteca spero in settimana. Un ringraziamento sincero all'Autore ed all'Editore.
  12. 2 points
    Lugiannoni

    Una moneta da Teutoburgo (11-13 settembre 9 a.C.)

    Nell'asta AUCTIONES e-50, la mia attenzione è stata attratta da questa moneta (lotto 165). Francamente brutta, in conservazione inclassificabile, ma che presenta una contromarca, fortunatamente ben leggibile, AVGVAR ovvero Augusto e Varo. Qui sta tutto il fascino storico, ma non solo, della moneta che infatti parte da 1.000 CHF. Si tratta di un asse molto verosimilmente appartenuto ad uno dei tanti sfortunati legionari di Varo. Facciamo un passo indietro. Quintilio Varo, che era imparentato con Augusto avendo sposato sua nipote, figlia di Marco Vipsanio Agrippa, dopo un brillante cursus honorum fu inviato da Augusto in Germania come governatore. Incapace di comprendere il risentimento e lo spirito di rivincita di molte tribù germaniche, intraprese nel 9 a.C. una spedizione contro una presunta ribellione affidandosi ai consigli di Arminio (Hermann), un principe cherusco allevato a Roma, dove era stato portato come ostaggio e che faceva parte del corpo di spedizione come prefetto di una cohorte ausiliaria. Nonostante fosse stato avvertito, Varo si affidò ad Arminio per percorrere quella che doveva essere le via più breve, attraverso la impenetrabile foresta di Teutoburgo. Nel frattempo Arminio, a capo di numerose tribù aveva organizzato una poderosa imboscata all'esercito romano formato da tre legioni (la XVII, la XVIII e la XIX) più sei cohorti e tre alae di cavalleria ausiliaria. All'interno della fitta foresta i romani, che non potevano dispiegare le tattiche militari che in campo aperto li avevano resi invincibili, subirono per due giorni e due notti i continui attacchi dei germani e finirono sterminati il terzo giorno in una radura che Arminio aveva in precedenza fatto fortificare con un terrapieno. Più che una battaglia fu una mattanza: i romani persero circa 15.000 uomini a fronte di perdite irrisorie degli avversari. I germani non fecero prigionieri, chi non si era suicidato, come Varo ed altri ufficiali, fu ucciso dopo incredibili torture. Come sempre succede la storia presenta due facce: per i romani Arminio era un traditore, per i germani ed in seguito per i tedeschi, un eroe. Augusto quasi impazzì dal dolore per la sconfitta e per i morti di quella battaglia; nessuna legione ebbe più i numero XVII, XVIII e XIX ed il primo di questi da allora ad oggi è considerato numero infausto. Le insegne delle tre legioni furono recuperate anni dopo da Germanico, al tempo di Tiberio, che trovò sul posto un mare di ossa. Lapide del centurione Marcus Caelius morto a Teutoburgo
  13. 2 points
    ggpp

    Carlo di Borbone - Oncina

    Per rimanere in tema di monete non troppo semplici da fotografare vi presento l'ultima entrata in collezione, stavolta a darci una mano nella difficoltà riguardanti gli scatti è anche il metallo di cui è fatta. La moneta presenta dei segnetti che nelle foto del venditore non erano propriamente visibili al D/ (a parte il graffietto sul viso), la moneta comunque non presenta difetti di conio ed ha il bordo ben impresso ed i fondi lucidi [nel rovescio anche immacolati]. Tuttosommato una monetuzza carina ma dato che non sono in grado di fare delle foto decenti vi metto sia le mie che quelle del venditore. Mi ha colpito l'impressione del bordo in basso al dritto perché parecchio precisa e decisa.
  14. 2 points
    ggpp

    Convegno di Riposto, Catania

    In data 8 Luglio si terrà un convegno nel comune di Riposto, provincia di Catania, organizzato da ragazzi che ho conosciuto da poco e dal ragazzo che ha organizzato i convegni di Messina negli ultimi mesi. L'iniziativa sembra aver già catturato qualche attenzione, vi allego la locandina.
  15. 2 points
    ggpp

    Un giovane Ferdinando

    Ieri ho postato la discussione sul convegno che si sta organizzando a Riposto (Giarre - CT). Nella locandina è presente un 6 Ducati, per completezza ve lo mostro per intero trattandosi di una mia moneta. Al mio solito da bravo "delfino curioso" [vale come plagio di pubblicità?] ne approfitto per farvi due domandine. La coniazione di ori in Sicilia, con l'avvento di Carlo, è parecchio copiosa e salito al trono il figlio Ferdinando sappiamo che fa arrivare a Napoli ingenti quantitativi d'oro (e difatti le coniazioni napoletane in oro di questo periodo e delle annate precedenti sono parecchie e di relativamente semplice reperibilità. Come mai per Ferdinando le coniazioni auree siciliane sono inesistenti a parte la pochissima tiratura delle doppie once? Perché nel primo periodo del suo regno in sicilia non sono state battute monete? Inoltre, capita non di rado di vedere Ferdinando con "l'orecchino" che dovrebbe essere il punto di compasso per l'incisione del conio (se non ricordo male). Nell'esemplare postato invece di esserci un singolo punto ce ne sono due... errori nella punzonatura o cosa? Aggiungo anche una piccola curiosità, qualche decennio fa furono trovate in spiaggia, non troppo lontano da casa mia, monete in oro borboniche a seguito di una mareggiata, di seguito l'unico pezzo di articolo che sono riuscito a trovare anche se, all'articolo, avrei preferito trovare qualche 6 ducati in spiaggia
  16. 2 points
    D.B.G

    Mezzo Carlino in oro per Carlo III (?)

    ciao,ti posto l'esemplare passato in asta da nomisma citato da Pietro,guardalo attentamente.
  17. 2 points
    Riccardo Paolucci

    Il lato bello e gioioso della numismatica

    Una delle cose più belle che mi siano capitate fu quando portai a scuola nella classe di mio figlio un vassoio con le monete, soprattutto romane e vedevo i ragazzi (Scuola Media quella volta) interessarsi come non mai a quei vetusti dischetti di metallo. Nessuno però ha poi coltivato questo hobby...peccato
  18. 2 points
    Piakos

    Il lato bello e gioioso della numismatica

    f.dc dixit: @Admin Apprezzo lo spirito e l'intenzione del del topic che avvii, ma, come promotore di questo Sito hai il meritorio primato della introduzione al pubblico degli appassionati di argomenti e tematiche ambientali che costituiscono dei caveat importanti e, ripeto, di difficile emersione. La consapevolezza è una tematica, credo, non banale e non "aggratis", e, personalmente, penso che possa solo migliorare l'approccio e la sopravvivenza in un qualsiasi ecosistema nuovo in cui si intende inserire. Essere consapevoli, piu' consapevoli, non è lesione della gioia o del piacere. Di norma è buon viatico alla sicura, duratura, non illusoria e piacevole permanenza in luogo o in una condizione. Io aggiungo...vedi Clà, che dice il Maestro? Non ti devi "rompere"..anche se comprendo la dinamica a cui sagacemente tendi...😉; f.dc "etiam dixit": Il ricordo piu' bello che serbo del mondo delle monete? Qualsiasi momento che ci ho trascorso, nel bene e nel meno bene, perchè sono stati tratti di vita dedicati ad una passione che si trasforma e evolve in continuazione, che ti porta a superare il manto della superficie degli uomini, delle cose, della nominatività dei rapporti che si creano. Ho incontrato Uomini straordinari, monumentali cretini, laccatissimi farabutti. Ho ascoltato riflessioni e partecipato a discussioni che, oltre la dimensione "numismatica" dei partecipanti mi hanno fanno scorgere lo spessore essenziale degli interlocutori, meglio che in qualsiasi altro ambito cui ho partecipato. Ho avuto corrispondenze, di quelle antiche, manoscritte, con molti appassionati e studiosi con i quali lo scambio è sempre andato oltre l'oggetto iniziale. Ho preso a prestito occhi e mani di altri per meglio capire cosa andavo a maneggiare. Ho un ricordo nitido di qualsiasi acquisto e di qualsiasi circostanza in cui ho avuto la fortuna di accedere ad una raccolta. Persone, luoghi, situazioni, che restano impressi perchè legati ad una passione che, per sua natura, e come tutte le passioni, attraversa senza mediazioni arrivando al punto della pace. Esimio @f.dc oltre ad essere un Numismatico Lei è anche un poeta. I poeti sono merce R5 e sono sempre in qualità "proof". E' arricchente leggerLa e, sopra tutto, è fonte di grande dialettica e di fertili emozioni. Grazie.
  19. 2 points
    Riccardo Paolucci

    Il lato bello e gioioso della numismatica

    Sono d'accordo ma dove sono i giovani che vogliono imparare? Oggi tutti si professano Numismatici poi non hanno nemmeno una Biblioteca, al massimo hanno i prezziari, Si sentono tutti già arrivati. Sapete quante volte faccio violenza su me stesso per non rispondere in malo modo a qualche "new entry" di questo meraviglioso mondo. Eppoi il pettegolezzo...mamma mia oggi c'è un pettegolezzo continuo, "quello così...quello colà...". I commercianti ai convegni dovrebbero alzare il naso dai loro plateau (qualcuno risponderebbe "così glieli portano via") e confrontarsi con i veri Collezionisti, dare consigli come succedeva una volta. Dove sono i professionisti di una volta? Da parte mia ci provo se dall'altra parte c'è la voglia di apprendere e di studiare
  20. 2 points
    Riccardo Paolucci

    Il lato bello e gioioso della numismatica

    Oggi è cambiato tutto. Sono cambiati i Colleghi, i Collezionisti e la gente che gira attorno al nostro mondo. Manca quello spirito di sana Amicizia, di collaborazione che c'era tanti anni fa.
  21. 2 points
    Riccardo Paolucci

    Bolla numismatica (?)

    E sono d'accordo anch'io. Cosa c'è di più bello dopo aver lavorato 8/10 ore al giorno rintanarsi nel proprio studio o nel proprio angolo della casa e passare un po' di tempo con i nostri dischetti metallici ed i nostri libri? Per me 36 anni fa la cosa più bella era andare a leggere le vecchie riviste tipo Italia Numismatica e facevo un confronto dei prezzi di allora con quelli di 36 anni fa. Girarmi fra le mani e le dita le mie monete era uno spasso e purtroppo oggi, ogni tanto lo faccio meccanicamente, a volte senza cuore. Ecco allora avevo più cuore, mi innamoravo.
  22. 2 points
    D.B.G

    Mezzo Carlino in oro per Carlo III (?)

    Buongiorno a tutti, non si conoscono altri esemplari effettivamente in oro, tanto meno di presentazione, considerando la conservazione l'esemplare ha circolato, inoltre presenta i tipici graffi di conio che avrebbero fatto inorridire, e non poco, il Re nel caso gli fosse stato effettivamente presentato. La casa d'asta non ne dichiara il peso che sarebbe l'unico elemento utile per stabilire l'effettiva natura del metallo con cui è stato coniato questo carlino, inoltre si notano nei campi delle macchie scure come se l'ossidazione dell'argento stesse emergendo al di sopra della doratura stessa. Detto ciò direi che sono d'accordo con Pietro, questa moneta non merita la minima considerazione.
  23. 1 point
    ggpp

    Un Filippo dallo sguardo severo

    Oggi vi presento un amichetto timido che da settimane penso di presentarvi ma poi si nasconde o viene male in foto apposta. Si tratta di un antoniniano di Filippo l'Arabo, non è particolarmente eccezionale ma il rapporto qualità prezzo era più che soddisfacente. Al D/ troviamo il busto radiato di Filippo e la leggenda IMP M IVL PHILIPPVS AVG Al R/ ANNONA AVGG con l'annona che sorregge una cornucopia e spighe di grano su di un moggio L'ultimo antoniniano da me postato è di Gordiano ,Filippo ne è successore ma il tutto avviene in circostanze poco chiare. Citando da wikipedia: A seguito di una sconfitta nella battaglia di Mesiche (vicino Ctesifonte), Gordiano III ordinò il ritiro dell'esercito, ma morì durante il viaggio (le fonti sasanidi, che affermano che Gordiano morì durante la battaglia, non sono considerate attendibili). Filippo probabilmente, appena assunse la carica di prefetto, fu preso dall'ambizione di occupare il potere imperiale e, pertanto, fomentò lo scontento dei soldati, ormai inclini alla rivolta. Si racconta che, quando vide che gli approvvigionamenti dell'esercito erano sufficienti, mentre l'Imperatore si trovava con le armate tra Carre e Nisibis, ordinò alle navi che trasportavano i rifornimenti ai soldati lungo l'Eufrate, di avanzare verso l'interno, affinché l'esercito oppresso dalla fame e dalla mancanza di viveri si ribellasse. Il piano di Filippo riuscì. Zosimo racconta che i soldati circondarono Gordiano e, ritenendolo quale unico responsabile della loro rovina, lo uccisero. Dopo l'assassinio, Filippo fu proclamato imperatore, ma fece poi divinizzare Gordiano. Tralasciando che le fonti sono in generale considerate non troppo attendibili, il comportamento di Filippo facendo divinizzare Gordiano non diventa così ambiguo? O vi era necessità di "salvare le apparenze"?
  24. 1 point
    Riccardo Paolucci

    Il lato bello e gioioso della numismatica

    Come ho scritto in un'altra discussione ho iniziato nel 1980 quindi 38 anni fa, nel 1982 divenni segretario dell'allora glorioso Circolo Numismatico Triestino e mi ricordo le visite quasi giornaliere a Giulio Bernardi che trovava sempre tempo per un ragazzo di 22 anni come ero io. Come scritto nell'altro post allora andavo a leggere tutte le vecchie riviste come Italia NUmismatica dove il grande Oscar Rinaldi pubblicava i suoi listini e confrontavo i prezzi delle monete degli anni '50 o '60 con quelli dl 1982. Mi ricordo i preparativi per andare al Convegno di Padova (che bel convegno era allora) o di Verona o a Klagenfurt (purtroppo non lo fanno più) e Vienna: imbarcata generale e si partiva in 7/8 persone, personaggi in cerca di autore e di monete parafrasando Pirandello. O le telefonate con il grande Luigi Simonetti, che gran Signore che era!!! Ricordi e aneddoti piacevoli ne ho tanti e come detto ero innamorato della Numismatica, avevo un cuore
  25. 1 point
    lorenzo

    Le lettere dell'alfabeto sulle monete

    Lettera E Da: https://www.ebay.it/itm/SAVOIE-Emmanuel-philibert-forte-2eme-type-RARE/263516008407?ssPageName=STRK%3AMEBIDX%3AIT&_trksid=p2055119.m1438.l2649 SAVOIE Emmanuel Philibert forte 2eme type ! RARE Lettera F Da: https://www.ebay.it/itm/BRINDISI-Puglia-Federico-II-di-Svevia-Quarto-di-Denaro/253519952124?ssPageName=STRK%3AMEBIDX%3AIT&_trksid=p2055119.m1438.l2649 BRINDISI-Puglia (Federico II di Svevia) Quarto di Denaro Lettera G Da: https://www.ebay.it/itm/NAPOLI-CARLO-II-di-Spagna-Mezzo-Ducato-1693-FDC/251392471961?ssPageName=STRK%3AMEBIDX%3AIT&_trksid=p2055119.m1438.l2649 NAPOLI (CARLO II di Spagna) Mezzo Ducato 1693-FDC. Lettera H Da: https://www.ebay.it/itm/Navarre-Henri-DAlbret-Liard-a-LH/173306711521?ssPageName=STRK%3AMEBIDX%3AIT&_trksid=p2055119.m1438.l2649 Navarre - Henri D'Albret - Liard a L'H - Da: https://www.ebay.it/itm/DOMBES-Henri-II-de-Bourbon-Montpensier-Liard-au-H-1607/392042202613?ssPageName=STRK%3AMEBIDX%3AIT&_trksid=p2055119.m1438.l2649 DOMBES - Henri II de Bourbon Montpensier - Liard au H - 1607 Lettera K Da: https://www.ebay.it/itm/COMTE-DE-FLANDRE-double-mite-au-K-CHARLES-QUINT/153006401525?ssPageName=STRK%3AMEBIDX%3AIT&_trksid=p2055119.m1438.l2649 COMTE DE FLANDRE double mite au K CHARLES QUINT Da: https://www.ebay.it/itm/508606-Munten-Frankrijk-Charles-II-Denarius-Quentovic-ZF-Zilver/202284263344?ssPageName=STRK%3AMEBIDX%3AIT&_trksid=p2055119.m1438.l2649 Munten, Frankrijk, Charles II, Denarius, Quentovic, ZF, Zilver
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