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  1. 6 points
    Reale Presidio

    I QUATTRINI DEI REALI PRESIDI DI TOSCANA

    Segnalo, anche in questa sezione, la pubblicazione, da parte dell'Editrice Diana, dei miei studi sui quattrini emessi sotto Ferdinando IV per i territori toscani del Regno di Napoli, i Reali Presìdi di Toscana. Dalla quarta di copertina: "Lo Stato dei Presìdi (1557-1801) fu un’entità statale unica ed irripetibile nel panorama storico-politico italiano. Enclave istituita da Filippo II di Spagna per garantire un approdo sicuro alle sue navi e comprendente le piazzeforti maremmane di Orbetello, Porto Ercole, Talamone e, dal 1603 Longone all’Isola d’Elba, seguì, per quasi 250 anni, le sorti della corona spagnola prima e del Regno di Napoli poi, fino all’annessione al napoleonico Regno d’Etruria. Territori di confine tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, porti militari e commerciali, nei presìdios transitavano merci e mercanti italiani e stranieri e vi circolavano monete e valute di ogni tipo. Solamente nel 1782, regnante a Napoli Ferdinando IV di Borbone, si decise di emettere una serie monetale in rame, nei tagli da quattro, due e un quattrino, destinata espressamente alla circolazione nei territori dei Reali Presìdi di Toscana. L’autore, dopo un’ampia premessa storica, dove ripercorre la genesi della nascita dello Stato dei Presìdi e ne delinea il quadro sociale ed economico, illustra gli aspetti connessi alla monetazione, soffermandosi, in particolare, sulla questione della coniazione dei “quattrini” e affrontando le problematiche prettamente numismatiche: i motivi alla base della loro coniazione, la tipologia, le varianti, gli esemplari reimpressi, la classificazione nelle fonti e nella letteratura numismatica, chiudendo con una catalogazione riepilogativa aggiornata e, in appendice, un’ipotesi sulla tiratura dei pezzi emessi, sulla base degli studi dei documenti consultati." Per info: www.classicadiana.it
  2. 3 points
    bubbolo

    monete antiche

    Dovrebbero essere , almeno le prime, dei Kreuzer austriaci. ( la prima è datata 1707 e un'altra 1519) Sull'ultima leggo : patrona Hungarie. Sono necessari : peso e diametro. Le foto delle due facce possibilmente non sfocate. E sopratutto non un "Che tipo di monete sono?" Per favore e grazie no ? Senza i dati chiesti non si può stabilire se sono Kreuzer, Groschen o altro e dare una valutazione.
  3. 3 points
    Lugiannoni

    GUERRA E MONETE

    Sto leggendo un libro del prof. Luciano Canfora sulla vita e l'opera dello storico greco Tucidide. Volume, a mio avviso, molto interessante, poichè spazia con ricchezza di dati ed elementi nella storia della Grecia del V secolo con particolare riferimento ad Atene dal suo momento di massimo splendore al successivo declino. Tra le varie "stimolazioni" offerte dalla lettura ve ne è una che mi ha colpito in particolare: la richiesta di Pericle agli Ateniesi di destinare le loro 10 dracme annuali provenienti dai profitti delle miniere d'argento del Laurion per destinarle al potenziamento della flotta. Per farla breve: il legame tra denaro e guerra è ovvio: basti pensare agli enormi, spaventosi costi, non solo in vite umane, che le guerre comportano, ma mentre in epoca moderna le guerre erano (e sono) finanziate con le stesse monete che venivano utilizzate per la vita di tutti i giorni, in epoca antica c'erano delle monete che erano direttamente coniate per l'evento bellico o comunque a questo "legate". Abbiamo infatti monete emesse per preparare la città alla guerra, come appunto il particolare decadramma di Atene, oppure monete coniate in sostegno di quello che oggi chiameremmo <sforzo bellico>, come i celebri denari di Antonio durante la guerra civile o come gli shekel della rivolta giudaica o i denari emessi dagli italici (dei quali potrebbe parlare l'amico @Alberto Campanache li ha approfonditamente studiati). Infine abbiamo monete legate direttamente ad una guerra in quanto ne commemorano la fine con relativa vittoria, come il sesterzio di Vespasiano per la fine della rivolta giudaica (vedi shekel precedente) o il celebre decadramma di Siracusa firmato Kimon che si ritiene emesso a celebrare la fine della vittoriosa guerra contro i cartaginesi.. Impressioni? Pareri? Altri esempi?
  4. 2 points
    La tua premessa contiene già le risposte! Ovvero: - la moneta in foto, per me, è assolutamente desiderabile e affascinante! - i valori espressi dalle aste, essendo andato invenduto (se non è più disponibile probabilmente sarà stato restituito al conferente), a tuttoggi non hanno una sostanza commerciale. Io dico che questa moneta, un pezzo unico, dovrebbe stare nel medagliere del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Sul discorso scritat PROVA, ricordo il caso di un'altra moneta dei Reali Presìdi (sono un po' monotematico, scusate): il 4 quattrini del 1782, citato nel CNI e appartenente alla Collezione Reale, fu ribattuto su una prova in rame del 6 ducati di Carlo III. Quindi, quel 6 ducati in rame era ovvio che fosse una prova. Mentre i grani di Carlo VI, se fossero entrati in circolazione sarebbero stati spendibili, altroché! Analogamente si potrebbe porre la questione per le monete in rame del 1770 e del 1786, tutte R5. Prove o monetazione frettolosamente annullata o ritirata? Valgono il prezzo di qualche decina di migliaia di euro? In poche parole, il grano del 1719 e il tornese del 1714 di Carlo VI, o il rame di Ferdinando IV del 1770 e del 1786 per me non sono curiosità numismatiche ma monete importantissime. E chi ha i soldi per permettersele, contento lui! Opinioni personalissime di un "ragazzo" che non colleziona napoletane...
  5. 2 points
    Ho avuto modo di trattare di questa moneta in un articolo su PN, in occasione di un'apparizione sul mercato di un esemplare da 4 quattrini 1782 ribattuto su un tondello del grano di Carlo VI: https://www.panorama-numismatico.com/panorama-numismatico-nr-323-dicembre-2016/ Come giustamente riportato sopra, il Pannuti-Riccio ipotizza questo nominale non-emesso sotto Carlo VI, ma come prova. Quindi, in risposta alle domande di @Piakos, essendo prove, si spiegherebbe l'elevata conservazione dei pochi esemplari rimasti. Inoltre, il 4 quattrini qui esposto, dimostra che alcuni (quasi tutti?) tondelli giacenti da 60 anni in zecca, sono stati utilizzati, in un periodo in cui la mancanza di rame era cronica, per la coniazione dei 4 quattrini per i Reali Presìdi. Ciò andrebbe ad incidere sulla rarità dei pezzi da un grano. Anche se non fossero stati delle prove (ma allora possibile che non appaiano sul mercato pezzi usurati e circolati?), la rarità sarebbe appunto confermata dall'eventuale ritiro dei pezzi al termine della dominazione austriaca, e la loro giacenza in zecca in vista di un possibile riutilizzo (i 4 quattrini appunto).
  6. 2 points
    Alberto Varesi

    n.016 LE ODIERNE DINAMICHE DEL MERCATO NUMISMATICO: VALORI E TENDENZE

    Non sono un analista, mi diventa difficile fare previsioni su quello che potrà essere il mercato numismatico, anche solo a breve o medio termine. che la fascia bassa e quella media ce le fossimo giocate da tempo è cosa nota a tutti gli operatori del settore e fintanto che questa benedetta ripresa economica non si farà vedere, nulla cambierà. negli ultimi anni abbiamo assistito ad una crescente richiesta di materiale in alta conservazione, appannaggio non solo di collezionisti dal palato raffinato ma anche, pare, di investitori ai quali poco importa del risvolto storico/culturale della moneta. monete belle ce ne sono tante ma la numismatica non è un bene rinnovabile, quel che c'è....è quello (salvo poi imbatterci in monete dai rilievi "ringiovaniti"), quindi c'è da aspettarsi, prima o poi, una rarafazione del materiale di qualità, ma non credo che questo si vedrà gia dal 2018.
  7. 2 points
    dearitio

    La disfatta in Africa

    Il campo di prigionia di Sawtry (Wood Walton Lane, England) ospitava diverse centinaia di prigionieri di guerra italiani in edifici prefabbricati in cemento e alloggi in capanna. Il campo aveva il suo ospedale e una cappella. Dopo la guerra, quando il campo fu chiuso, la sua struttura venne temporaneamente utilizzata per ospitare famiglie locali. Il buono/banconota ha un valore di 3 pence.
  8. 2 points
    dearitio

    Collezione Adri - gli errori e le varianti sulle banconote

    Con molto piacere @bubbolo. Per prima cosa una curiosità non sulla banconota , ma sulla dicitura : Banca Nazionale del Regno d'Italia. Questa nuova intestazione venne usata per la prima volta in coincidenza del corso forzoso del 1866. Il primo biglietto con questa dicitura fu il 10 Lire "cavourino", in pratica l'antenato di quello postato. <Il primo 10 Lire fu emesso il 15-5-1866 con firme Stallo Bozzi Nazari, seguìrono le emissioni del 12-6-1866 , 25-7-1866 e 28-9-1870 con medesime firme , intervallate dall'emissione del 24-1-1868 a firme Galliano Nazari. Dimensioni del biglietto 103x60 mm e filigrana assente. Nel 1872, il 17-7 fu emesso il biglietto postato . Firme Galliano Nazari e differisce dalle emissioni precedenti per 2 particolari. Il più evidente è sul retro , dove compare la figura di donna (Italia diademata), mentre in fronte spariscono le lettere per indicare l'emissione e compaiono le cifre numeriche per indicare la serie. Emessa in 8.000.000 di esemplari, nelle condizioni in cui si trova, è un bel pezzo. Curiosità di tutte emissioni è che furono stampate dall' American Bank Note Company (ABNC) di New York. Anni dopo , ritroveremo l'ABNC di nuovo collaborare con la Banca d'Italia. Questo allegato, è una specie di "tagliando di controllo" usato sui pacchi di banconote di occupazione Americana, dalla ABNC.
  9. 1 point
    È l'ultimo Imperatore Austriaco.. Dopo si passa alla dinastia dei Borbone di Napoli con autonomia e sovranità sul Regno.. La linea "Asburgo di Spagna" va dal 1516 al 1700 Con Carlo Vl si conclude la lunga fase "Vicereale"
  10. 1 point
    Qualcosa di rilevante, se proprio vogliamo, ci sarebbe; a partire dallo stemma Austriaco sul petto dell'aquila bicipite che afferra gli stemmi di Napoli e Sicilia... Da questo punto di vista è l'unica con questa effige e la storia successiva degli eventi porterà importanti novità per il Regno di Napoli.
  11. 1 point
    andreakeber

    monete antiche

    Grosso tirolino (zecca di Hall per la contea del Tirolo) a nome di Sigismondo (valore 15€) denaro ungherese di Ludovico (valore 10€) Mamma mia per due monetine : dati ponderali ecc. e dai....
  12. 1 point
    Ho il piacere di partecipare a questa importante discussione e prendendo alla lettera il topic mi consento di postare questa moneta in foto, ecco il diritto: E qui abbiamo il rovescio: MONETA TRANSITATA SU ASTE DELLA NOMISMA, DESCRIZIONE: NAPOLI Carlo VI (1707-1734) Grano 1719 – P.R. 24; MIR 329 (R/4, solo disegnato) CU (g 6,78) RRRRR Dalla nostra asta n. 35, 2007, lotto 723. Esemplare di eccezionale qualità per una moneta la cui apparizione sul mercato numismatico è da considerarsi estremamente rara, in Pannuti e Riccio viene illustrato un esemplare di conservazione inferiore a questo mentre nel CNI sono citati due soli esemplari, uno nella collezione reale ed uno al Museo di Napoli, entrambi C1 – FDC) CU (g 6,78) RRRRR Dalla nostra asta n. 35, 2007, lotto 723. Esemplare di eccezionale qualità per una moneta la cui apparizione sul mercato numismatico è da considerarsi estremamente rara, in Pannuti e Riccio viene illustrato un esemplare di conservazione inferiore a questo mentre nel CNI sono citati due soli esemplari, uno nella collezione reale ed uno al Museo di Napoli, entrambi C1 – FDC Osservo, riguardo alla predetta descrizione della casa d'aste, che il testo in realtà non dice molto riguardo alla storia ed alla Numismticità di questa moneta...anzi, non dice quasi nulla. Quindi, malgrado il metallo non prezioso, si tratterebbe di una moneta a dir poco egregia, sicuramente è un'ottima incisione in entrambi i lati...sicuramente affascinante nell'insieme delle raffigurazioni, al rovescio vediamo rappresentati negli stemmi, tenuti dalle zampe dell'aquila, le insegne sia di Napoli che della Sicilia...mi sembra. Ma il pezzo forte dovrebbe essere la esimia rarità, unita alla bellezza del conio. A questo punto, per trarre insegnamento numismatico da questa moneta mi chiedo: - perchè una simile moneta, un grano...quindi un conio di modesto valore venale, è così rara anzi nota in pochissimi esmplari? - come è possibile che un nominale destinato al commercio ed agli scambi correnti o minuti è rimasto in grande conservazione? - Forse non è la moneta così rara come descritta? - Quali sono il valore numismatico ed anche il valore collezionistico di un simile esemplare? Sono queste tipologie in cima ai desideri degli appassionati? @D.B.G , @realino santone , @Layer , @Neapolis , @Admin, @Francesco Di Rauso , ma chiunque voglia rispondere sarà ben gradito.
  13. 1 point
    Piakos

    CI SONO ANCORA MOLTI APPASSIONATI DI MONETE ROMANE ANTICHE?

    Salve amici... bella la discussione. Non ci sono certezze, ci sono delle probabilità e ognuno vede le cose a suo modo, lo sappiamo tutti. Per quanto riguarda gli anni dal 1980...purtroppo il lievitare dei prezzi non è addebitabile ai collezionisti, quanto ai commercianti o ai trafficanti che sulla passione dei numismatici hanno picchiato duro e con ingordigia. Che poi i collezionisti abbiano avallato la crescita senza opporsi...sono d'accordo. Non era un investimento, almeno per le monete, piuttosto, insisto sulla passione. Oggi tutti le monete mezze o a 2/3...cioè dal BB al q.spl. sono crollate perchè, appunto, come dice Dea...la classe che le acquisiva non c'è più. Almeno al momento. Se tutta la gente che comprava il BB+ e il q.spl. da 500.000 lire fino ai 3 milioni...avesse comprato belle monete anche al doppio e più...negli ultimi anni avrebbe potuto avere delle soddisfazioni anche cospicue. Cosa significa? Che mediamente gli italiani sono un po' strani...credono di essere astuti, invece fuori dalla quotidianità spicciola...non lo sono affatto. Manca la preparazione, il coraggio, la visione oltre il naso...il progetto, la capacità di analizzare e valutare in modo appropriato il mercato. Un esempio? L'italiano compra quando comprano tutti...favorisce il formarsi di bolle tutte italiane...poi, quando tutti vendono...vende. Vedi gli immobili...o, come dice Dea...l'antiquariato, anche di qualche pregio dove, con prezzi in costante salita...tutti a comprare credendo nell'investimento oltre che nel piacere di possedere begli oggetti e appartamenti belli o da reddito. Un bel capolavoro! Come se ne esce....? Non saprei dirlo con esattezza...ma se pure se ne uscisse...sarebbe un miracolo. Speriamo in bene...ma per l'antiquariato e per il mattone la vedo dura. Forse le monete reagiranno prima. Il che è tutto dire.
  14. 1 point
    Piakos

    cavallo napoletano di Carlo VIII , R4

    Salve Realino...direi che trattasi di una moneta di grande interesse, ma non ci hai segnalato il grading della conservazione che in foto non è ben definibile. Peraltro la tua segnalazione mi fa venire in mente un paio di grani, uno di re Ferdinando e l'altro di carlo VI di Borbone che oltre ad essere stati segnalati come R5 erano in grandissima conservazione. Sarebbe interessante il tuo colto e specialistico parere al riguardo. Posterò i topic al riguardo se sei d'accordo.
  15. 1 point
    Lugiannoni

    PANORAMA NUMISMATICO - gennaio 2018

    Panorama Numismatico nr.335, gennaio 2018 Data: 21 dicembre 2017In: News NumismaticaNessun commento Stampa Email In copertina, L’armetta della piastra “in verbo tvo” di Innocenzo X, di Roberto Fuda, un interessante studio su questa moneta, insolita per la presenza dello stemma del cardinale Gil de Albornoz y Carrillo junior, al tempo Camerlengo del Sacro Collegio. Troverete, all’interno, per le curiosità numismatiche: A cento anni dalla fine della Prima guerra mondiale, Gianni Graziosi ricorda le medaglie legate a quel periodo, onorificenze che conservano intatto il loro fascino e i valori connessi: lo spirito di sacrificio, il coraggio, l’eroismo e la dignità della persona, in Coniate nel bronzo nemico. Per la monetazione antica: Roberto Diegi prosegue la sua indagine intorno alla presenza dell’immagine del Capricorno sulle coniazioni antiche, in Il simbolo del Capricorno sulle monete non è stata un’esclusiva di Augusto. Per la monetazione italiana medievale e moderna: Il sistema carolingio, ideato alla fine dell’VIII secolo, segnò una cesura con l’epoca precedente e introdusse innovazioni utilizzate nel sistema monetario anglosassone fino al secolo scorso; ne parla Giuseppe Amisano in La riforma monetaria di Carlo Magno. Malgrado i provvedimenti presi per arrestare la tosatura della moneta d’argento locale, l’azione dei tosatori continuò a lungo nel Regno di Sicilia; ne trattano approfonditamente Pierluigi Baisi e Matteo Mattaliano in La verifica ponderale delle monete tosate durante il regno di Filippo V. Roberto Reynaudo ha rintracciato Un nuovo insolito zecchino veneziano, passato recentemente in asta pubblica e ora in collezione privata. Alberto Castellotti parla di una moneta coniata da Carlo Emanuele II con il doppio ritratto del sovrano e della madre Cristina, in Una doppia sabauda inedita. Con l’articolo Francesco I d’Este, 15 bolognini per il Levante diverso nel rovescio, col busto somigliante a un ecclesiastico, Claudio Cassanelli amplia il corpus delle coniazioni del duca estense grazie ad alcuni esemplari recentemente comparsi in aste pubbliche. Per la cartamoneta: Quella degli “uomini illustri” fu una emissione di cartamoneta particolarmente innovativa sia per lo stile iconografico che per le tecniche di realizzazione; ne parla Gaetano Russo in La serie degli Uomini illustri del Banco di Napoli. Rilievi storici, artistici e monetari. Corrado Marino ci accompagna in un viaggio alla scoperta di un soggetto interessante quanto difficile e complesso, in La Cina dal Celeste Impero alla Repubblica popolare. Un incredibile numero di banconote messe in circolazione da decine di istituti di emissione. Per la monetazione estera: L’introduzione di cartamoneta in Russia venne attuato sotto forma di assegnati che erano garantiti dalla moneta in rame, come ci illustra Giuseppe Carucci in Gli assegnati russi, 1769-1843. Per le medaglie e decorazioni: Fu lo stesso Guglielmo Marconi a contribuire alla costruzione della prima stazione radio dello Stato Pontificio, che trasmetteva direttamente dai Giardini Vaticani. Fabio Robotti ne delinea la storia parlando della Medaglia annuale di Pio XI per la Stazione radio Vaticana. Per la rubrica dedicata alle Recensioni, sono presentati i volumi di Alessandro Toffanin, Monete italiane regionali. Stato Pontificio, I, appartenente alla collana MIR, e di Vincenzo Dessì, La moneda de Sardenya medieval i moderna. Bases documentals, che contiene la trascrizione di manoscritti risalenti ai periodi catalano-aragonese e spagnolo in Sardegna. Per la rubrica Notizie dal Mondo Numismatico, si parla del volume dedicato all’epistolario di Benedetto Pistrucci pubblicato nella collana Studi e ricerche del «Bollettino di Numismatica»; inoltre delle iniziative del Circolo Numismatico Patavino per il 2018 e dei realizzi delle recenti aste MDC e Éditions Gadoury. Per la rubrica Emissioni numismatiche, troverete descritte le recenti coniazioni in oro emesse dalla Repubblica di San Marino.
  16. 1 point
    lorenzo

    Monasteri e monete

    Da: http://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia “L'abbazia (detta anche abazia o baddia a seconda se diretta da un abate o da una badessa), è un particolare tipo di monastero, che per il diritto canonico è un ente autonomo. Il nome deriva dal tardo latino abbatīa, appunto abate, termine che inizialmente si riferiva solo alla persona che reggeva l'edificio, per poi assumere il significato più esteso del complesso dei beni che erano a disposizione di tale carica religiosa. Infatti molto spesso per abbazia in toponomastica si intende non soltanto l'edificio in sé, quanto anche l'insediamento che si sviluppava intorno ad esso”. “La prima abbazia di cui si ha notizia fu fondata intorno al 320, che prese il nome di abadia, dal santo egizio Pacomio, che ne fece il luogo dove riunire la prima comunità monastica cenobita, elaborandone tra l'altro le regole interne. Pacomio portò avanti tale progetto poiché era dell'idea che l'ideale ascetico cristiano si sarebbe realizzato in modo migliore attraverso una comunità piuttosto che nella singola esperienza eremitica. Alla costruzione di questa prima abbazia ne seguirono altre, sia in Oriente sia in Occidente, dove però furono elaborate nuove regole interne, ispirandosi sia alla Regola benedettina, a partire dal 534 che alla Regola colombaniana di ispirazione monastica celtico-irlandese”. ______________ “Dovendo spesso gestire patrimoni fondiari anche abbastanza vasti, gli abati dovettero adottare regole precise per garantire una stabilità economica alla comunità. L'economia curtense si prestava assai bene a questo scopo, essendo principalmente adatta a feudi che necessitavano di mantenersi in un'ottica autarchica, ed essendo già stata utilizzata con successo da molti monasteri. Le abbazie cercarono così di produrre la maggior parte di quello che gli serviva all'interno dell'edificio stesso, sopperendo alle mancanze con il commercio, a volte anche con altri monasteri. I frutti di questo sistema economico, di cui abbiamo diverse informazioni grazie ai precisi inventari che venivano tenuti dai monaci, furono nella maggior parte dei casi al di sopra delle necessità delle abbazie stesse, tanto da permettere la vendita dei beni in eccesso. Il notevole benessere economico delle abbazie, come per i monasteri, era dovuto, oltre che all'efficacia dell'economia curtense, anche alla rigida e produttiva organizzazione interna della comunità religiosa (ora et labora) e agli aiuti economici sia da parte della Chiesa stessa (principalmente attraverso le diocesi) sia da parte di sovrani, nobili o piccoli signorotti di campagna”. Questa era la situazione delle abbazie nel medioevo e data la quale non è difficile capire perché molte battevano moneta. Qui di seguito faccio cenno ad alcune di queste, ma ve ne sarebbero altre ancora in giro per l’Europa. Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/bourgogne-abbayes_p11929/bourgogne-abbaye-de-cluny-12e-13e-siecle-denier_article_83655.html Bourgogne. Abbaye de Cluny (12e - 13e siècle). Denier Ha il copy-right Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/limousin_p2379/limousin-abbaye-de-saint-martial-de-limoges-fin-xiie-jusque-vers-1245-denier-ou-barbarin_article_85244.html Limousin. Abbaye de Saint-Martial de Limoges (fin XIIe jusque vers 1245). Denier ou barbarin Ha il copy-right Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/touraine_p5934/touraine-abbaye-de-st-martin-de-tours-12e-siecle-denier_article_46784.html Touraine. Abbaye de St Martin de Tours (12e siècle). Denier Ha il copy-right Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/bourgogne-abbayes_p11929/bourgogne-abbaye-de-tournus-12e-siecle-denier_article_55639.html Bourgogne. Abbaye de Tournus (12e siècle). Denier Ha il copy-right Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/bourgogne-abbayes_p11929/bourgogne-abbaye-de-saint-benigne-de-dijon-monnayage-anonyme-fin-xie-debut-xiie-siecle-denier_article_65939.html Bourgogne. Abbaye de Saint-Bénigne de Dijon. Monnayage anonyme (fin XIe - début XIIe siècle). Denier Ha il copy-right Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/alsace_c16/murbach-et-lure-abbaye_p133/alsace-abbaye-de-murbach-et-lure-francois-egon-de-furstenberg-1665-1682-pfennig-r-r_article_58834.html Alsace. Abbaye de Murbach et Lure. François-Egon de Furstenberg (1665-1682). Pfennig. R ! R ! Ha il copy-right Da: http://www.delcampe.net/item.php?id=201061214&var=Flandres-Vlaanderen-Abbaye-dEname-petit-denier-RARE-&language=F&sessionToken=sslLogin_d4ea7179f839c1c5b9fa066509eae81e Flandres Vlaanderen Abbaye d'Ename , petit denier RARE ! Numéro d'objet: 201061214 Ha il copy-right Da: http://www.dumez-numismatique.com/article.asp?langue=fr&article=10546 EPINAL, Abbaye de Saint-Goëry, denier XII°/XIII° siècle, 0,60 grm, Fl.10 p.310, TB à TTB Ha il copy-right Da: http://www.dumez-numismatique.com/article.asp?langue=en&article=10249 STRASBOURG, Mérovingiens, denier d'Adalbert 683-723, abbaye d'Honau OU Obernai?, 1,01 grms, belfort.804, TTB à SUPERBE Très rare!! Ha il copy-right Da: https://www.ma-shops.fr/poinsignon/item.php5?id=53339〈=fr Picardie. Abbaye de Corbie. Monnayage anonyme. Monnayage anonyme. Denier. + ABIAS C (rétrograde) PIC. Crosse tournée à droite et accostée d'un alpha et d'un oméga. R/: + ANSI - CIVS. Croix cantonnée de deux croisettes en 2 et 3. PA 6560 var. RN 1998 p 310, D 10 et R 17-18. 0,95 g. Ha il copy-right Da: http://www.celtic-coin-agora.com/Rem.htm Remiremont (Abbaye de) Denier s. m. (ca 1000 – 1030) Ag Mi fermo qui, tanto per dare un’idea di come fosse vivo il medioevo dove le idee non mancavano di certo. Lo dobbiamo ai religiosi se certi testi sono giunti fino a noi, sebbene quasi certamente abbiano fatto una cernita di quelli da copiare e di quelli che no.
  17. 1 point
    lorenzo

    Monasteri e monete

    Proseguo ora l’esame delle zecche tenute da ecclesiastici sul territorio italiano. La prima è sicuramente lo Stato Pontificio, il quale aveva numerose officine sparse per tutto il suo territorio e delle quali sarebbe troppo lungo fare una descrizione. Ne posso ricordare una per tutte che riguarda la monetazione del Senato Romano, della quale qui si è parlato a lungo. Questo era l’estensione dello Stato pontificio prima dell’unificazione dell’Italia: (http://www.artistiticinesi-ineuropa.ch/ita/morelli-c-ita.html) : Un vastissimo territorio da governare, quindi, per cui era necessaria una monetazione locale. Nicolò Maltraversi Reggio Emilia, l’antica Regium Lepidi, fu municipio romano. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente la città venne quasi spopolata. Dopo la conquista longobarda (VI secolo) la città fu capitale del Ducato di Reggio, poi nell'Alto Medioevo, da sede vescovile, divenne libero comune, ma restò soggetta a feroci lotte intestine, che la portarono alla trasformazione in Signoria sotto gli Este e in seguito a Ducato. Nel 1211 venne eletto vescovo della diocesi di Reggio Emilia Nicolò Maltraversi, il quale fu un grande diplomatico ed intervenne in diverse controversie politiche. “Grazie al favore dell'imperatore (Federico II), ottenne da questi privilegi circa l'utilizzo delle acque del Secchia e dell'Enza e la possibilità di giudicare ogni lite nelle zone vicine entro quattro miglia. Ebbe inoltre la riconferma degli antichi privilegi del vescovo di Reggio Emilia, nonché il possesso del palazzo imperiale che il predecessore Pietro aveva ricevuto da Enrico VI nel 1195. Tra l'altro, ottenne il diritto di battere moneta, che mise in pratica nel 1233: in quell'anno vennero coniate un picciolo e un grosso, recanti sul recto la scritta "episcopus" e sul verso la scritta "de Regio" con un giglio; la zecca di Reggio Emilia era ancora attiva ad oltre un secolo di distanza dalla morte del Maltraversi.” Ed ecco il grosso, per altro, molto bello: (https://www.ebay.it/itm/Reggio-Emilia-Nicolo-Maltraversi-Grosso-AG-Ottima-conservazione/222693906892?_trkparms=aid%3D222007%26algo%3DSIM.MBE%26ao%3D2%26asc%3D20170831090034%26meid%3Dad786659ad404339948472d4e476f78b%26pid%3D100005%26rk%3D3%26rkt%3D6%26sd%3D263423173877&_trksid=p2047675.c100005.m1851) (DE REGIO ed EPISCOPVS) del valore di 12 piccioli: l’altra moneta coniata dal Vescovo. Gregorio da Montelongo (Ferentino, 1200 circa – Cividale del Friuli, 8 settembre 1269) è stato un patriarca cattolico italiano, Patriarca di Aquileia dal 1251 al 1269. Argento, 0,25 gr. Molto raro. SPL. D: + GREGORI PATI Croce patente in cerchio perlinato. R: + AQVILEGIA . Giglio con filamenti e globetti. Bibliografia di riferimento: Bernardi 23. “Nacque da Lando di Montelongo, appartenente ad una famiglia imparentata con i Conti di Segni, cui apparteneva anche papa Innocenzo III[1], cugino del padre. La casata era originaria di Montelongo (territorio tra Ferentino ed Alatri [1]). Fu dapprima legato papale in Lombardia dal 1238, dove guidò la coalizione delle città guelfe contro l'Imperatore Federico II. Nel 1247 fu inviato da papa Innocenzo IV a Parma per guidare la difesa della città nell'assedio che si concluse nel febbraio dell'anno successivo con la vittoria dei parmensi. Nel 1251 venne nominato patriarca di Aquileia (anche se per la consacrazione si dovrà attendere il 1256); qui egli guidò la fazione guelfa contro Federico II, in risposta Corrado IV (erede e figlio di Federico II) sobillò i comuni istriani alla rivolta. Gregorio si impegnò inoltre per preservare e rafforzare l'integrità territoriale e spirituale del Patriarcato: partecipò alla crociata contro Ezzelino III da Romano,essendo presente di persona alla difesa di Padova (settembre 1255) ed inviando truppe ai crociati fino al 1257; riuscì inoltre ad occupare l'enclave austriaca di Pordenone (1262). Cessata la minaccia rappressentata dai ghibellini e particolarmente da Ezzelino, affrontò Ulrico III duca di Carinzia e Alberto I di Gorizia, che fece assassinare Giacomo d'Orzone, vicedomino vescovo di Concordia ed il suo seguito presso il colle di Medea (1268) e catturò il patriarca a Villanova dello Judrio (20 luglio 1267), liberandolo solo il 27 agosto dopo che gli fu garantita l'impunità e ottenendo un accordo di pace (1259). Gregorio non dimenticò l'affronto ma morì mentre era impegnato nelle operazioni militari contro lo stesso Alberto. Siglò inoltre nel 1268 un accordo con la Serenissima in cui si fissavano i confini delle rispettive pertinenze in Istria, territorio che sarà a lungo conteso fra i due stati. Sul fronte della politica interna il patriarca concesse il castello di Cassacco in feudo alla nobile famiglia di Montegnacco (1254) ed un mercato a Tolmezzo (1258).” Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Due personaggi storici di grande spessore, i quali meritano di essere ricordati.
  18. 1 point
    Ras al ghul

    Asta numismatica Paolucci XI del 1/2/2018

    Con le aste siamo proiettati già a febbraio 2018: è on line l'asta XI Paolucci che scadrà alle 18.30 del 1 febbraio 2018 l'asta è al seguente link https://www.deamoneta.com/auctions/search/538 Oltre ai libri che Paolucci propone nelle sue aste(qualcosa d'interessante da leggere lo si trova sempre,in vendita nei lotti delle sue aste)ad esempio:Lotto 168 il libro sulla bellissima monetazione del Patriarcato di Aquileia scritto da G.Bernardi a un buon prezzo a base d'asta;lotto 176 di R.Calciati"Corpus Nummorum Siculorum"molto richiesto dagli appassionati di Numismatica;in alcuni lotti sono presenti i volumi del CNI ,mi sembra in edizione originale;lotto 183 c'è lo Gnecchi sulle monete di Milano;lotto 216 libri su monete romane al British Museum Paolucci è un appassionato di monete di Aquileia,Trieste,Gorizia e Merano soprattutto, e ,nelle sue aste,tali monete sono un must Interessanti monete fra quelle medievali e rinascimentali in vendita e si trovano anche varie monete per gli appassionati dei Savoia Ras al ghul
  19. 1 point
    Cliff

    CI SONO ANCORA MOLTI APPASSIONATI DI MONETE ROMANE ANTICHE?

    Quoto il buon Piakos. Non è certamente il momento di vendere, perchè c'è questa tendenza ancora a fare di tutta l'erba un fascio e ad accumunare le monete pulite (bene) alle monete smoothed o peggio tooled. Il mercato fa fatica a discriminare perchè un po' manca la conoscenza negli ultimi arrivati e si è persa l'abitudine della sala e di andare a vedere le monete dal vivo: ora tutto è veloce, live, online. E una moneta viene promossa o bocciata dal mercato solo sulla base di una foto, della stima a catalogo e del nome di chi la vende. E' un'arma a doppio taglio e succede anche il contrario dove in rari casi in aste di nome la gente si scanna per una moneta mediocre perchè la descrizione o la foto lasciano pensare altro... Se non è il momento di vendere potrebbe essere dunque il momento di comprare. Occorre occhio ed esperienza e tastare dove si puo' le monete con mano, ma è vero che ci sono in giro delle belle occasioni con monete valide svendute qui e là a frazioni dei loro realizzi di 10 anni fa (soprattutto nei casi di collezionisti deceduti ed eredi privi di conoscenza del mercato). L'eccezionale continua a vedersi sempre meno ma è vero che tra tanto ciarpame in vendita è presente anche materiale valido venduto sotto costo. Alcuni commercianti vecchi lupi di mare se ne sono accorti ed ultimamente si son messi a "fare fieno" per il loro stock in molte aste internazionali.
  20. 1 point
    Lugiannoni

    GUERRA E MONETE

    Visto che l'amico @Piakos ha citato l'oro, ecco un esempio un po' particolare. Il console Tito Quintio Flaminino nel 196 a.C. sconfigge Filippo V di Macedonia e durante i giochi Istmici che si svolgevano a Corinto proclama la libertà e l'indipendenza della Grecia dalla dominazione macedone. Naturalmente il console, acclamato come liberatore, diventa l'idolo dei greci e in quel contesto nella stessa Corinto vengono coniati degli stateri d'oro con al D/ il profilo in bello stile ellenistico del console ed al R/ una Vittoria stante,con nelle mani palma e corona ed il nome T . QVINCTI. Insomma, una moneta che commemora la fine di una guerra. Non occorre lavorare troppo di fantasia per capire che questo "culto della personalità" creasse nel Senato sconcerto e opposizione tanto che le monete furono presto "ritirate", facendone una delle monete più rare. Non volendo farmi bello con le penne altrui, allego un bell'articolo di @Alberto Campana, pubblicato su Panorama Numismatico di alcuni anni fa. MONETE_DORO_DELLA_REPUBBLICA_ROMANA._III.pdf
  21. 1 point
    zeccadibronzo

    120 grana 1859, curiosità, riproduzione.

    Il 29 ottobre 1972, il nunero 883 del settimanale TOPOLINO reclamizzava la nuova campagna pubblicitaria della Perugina di cui al D.M. 2/223834 del 2/5/72 (v. immagini cliccando qui): <<... bastano 4 punti ritagliati dal retro degli incarti delle confezioni della cioccolata CARRARMATO, per avere subito dal vostro negoziante una "moneta antica in regalo". Si trattava in realtà di "perfette riproduzioni in metallo pesante", come recitava la pubblicità dell'epoca, realizzate su tondello ferromagnetico. Queste monete, a distanza di anni, spuntano fuori dalle cantine, dai cassetti dei nonni o dal terreno, dando a coloro che le ritrovano la speranza di aver scoperto un tesoro. Mi pare opportuno documentare questa produzione attraverso una ricerca effettuata nel web: In un'immagine pubblicitaria sono raccolte le dodici monete del gruppo. La fonte è "mariacarmela7915" (v. link). Nell'immagine è presente un errore, in quanto le monete n° 1 e n° 6 hanno il dritto scambiato. I dettagli delle singole monete.
  22. 1 point
    realino santone

    120 grana 1859, curiosità, riproduzione.

  23. 1 point
    roby14

    Falsi moderni di monete antiche

    Questo argento di fantasia fu il mio inciampo nei falsi capitato nell'entusiasmo degli inizi.Allora non sapevo distinguere l'usura di una moneta dall'evanescenza dei rilievi di una fusione...persi non poco tempo a cercare di collocare questo toro cozzante e la testa di una Persefone fra le emissioni greche! Ma è una battaglia senza sosta che miete vittime ben più illustri di me...
  24. 1 point
    dearitio

    La disfatta in Africa

    Si tratta di un buono/banconota da 6 pence usata nei campi in Gran Bretagna. Si tratta del Campo 635 e la scritta IPC significa Italian Pioneer Company. Esistono 2 campi accreditati con questo numero e sono : Lord Mayor's Camp, Amble e Weston Camp, King's Newton . Il primo fu aperto nel 1944 per ospitare gli americani che arrivavano per le invasioni della Normandia. In seguito fu utilizzato prima per i prigionieri di guerra italiani e poi per gli ufficiali nazisti. Le cronache parlano di "Campo ampio composto da un corpo di guardia, due padiglioni per i prigionieri e un campo sportivo." Fu chiuso nell'estate del 1948. Il secondo mi risulta utilizzato solo per prigionieri tedeschi.
  25. 1 point
    Admin

    Piccoli problemi ~ ora risolti

    Sul sito si è verificato un problema sul server che ospita il nostro sito. Ho ripristinato una versione del forum di 14 giorni fa quindi qualche topic potrebbe mancare. Era una misura necessaria. Aggiornate i topic e quindi postate postate
  26. 1 point
    Ras al ghul

    Ducale:mi occorre il disegno

    Bene,ecco la foto della moneta di cui mi occorre il disegno(magari preso da qualche libro di oltre 70 anni fa) La foto è presa dall'asta Numismatica Ars Classica n°57 e la moneta era presentata al lotto n°574 Grazie Ras al ghul
  27. 1 point
    Piakos

    Conferenza numismatica ATRI [ TE ]

    Quoto Admin, di grande interesse questa iniziativa, in un contesto culturale sempre più povero si distingue sia l'idea che l'organizzazione. Magari potessimo tornare diffusamente al contesto dei caffè culturali, come negli anni 1960, quando cultura e società non erano per "carbonari" e per esoterici.
  28. 1 point
    Admin

    Conferenza numismatica ATRI [ TE ]

    Bella iniziativa. Tante date e tanti incontri. C'è solo l'imbarazzo della scelta
  29. 1 point
    dearitio

    Le Banconote circolanti nella Colonia Italia.

    Questa postata è una banconota proveniente dalla serie speciale/sostitutiva , riconoscibile da quello che viene chiamato asterisco (stella) al posto della prima lettera.
  30. 1 point
    La chiave numismatica è di estrema importanza per la effettiva datazione della sindone.. la monetazione di Costantinopoli è un palese esempio di come la sindone sia stata esposta al pubblico culto e quindi anche il volto fu percepito e inciso sulle monete del periodo. Inoltre come dice Luciano , i rivoli e le concentrazioni di sangue sono tipiche delle crocifissioni del periodo. Per i romani la crocifissione era la pena riservata agli schivi ribelli e ai briganti. Era preceduta dalla lettura della sentenza e dall'apposizione del titolo, ovvero della motivazione, che veniva portata al collo del condannato. Quest'ultimo doveva necessariamente subire anche la flagellazione, che in base alla classe sociale veniva espletata con vari strumenti e comunque vi erano apposite persone addette. Il condannato doveva attreversare la città e giungere fuori le mura dove trovava il lugo del supplizio. L'uso dei chiodi nei polsi era frequente ma non necessario perchè lo scopo della crocefissione era la morte per soffocamento, ovvero quando non si riusciva più a sostenersi con le gambe il corpo rimaneva appeso alle braccia con la lenta compressione dei polmoni che impediva di respirare e di conseguenza interveniva un arresto cardio circolatorio. Quindi si potevano usare anche anelli o corde ai polsi. Anche i piedi potevano essere lasciati liberi in questo modo la morte interveniva prima. Infatti, poteva capitare che i parenti dei condannati chiedevano di togliere il sostegno ai piedi (o comunque si potevano rimpere le ginocchia) per dare una morte meno dolorosa. I condannati erano spogliati, flagellati, esibiti al pubblico e poi crecefissi e spesso tenuti in vita per moltissime ore. Le tecniche di crocifissione sono ben conosciute dai romani, daltronde dal 73 al 71 a.C. hanno crocifisso migliaia e migliaia di sostenitori di Spartaco. Costantino I mise fine a questa pena, però nella pratica si continuò ad usarla.
  31. 1 point
    Neapolis

    n.016 LE ODIERNE DINAMICHE DEL MERCATO NUMISMATICO: VALORI E TENDENZE

    Infatti .... mi trovo a leggere questo topic, e bisogna, come al solito, distinguere da chi lo fa per passione/studio da chi compra monete per investimento...tutto qui sta il discorso. Lo studioso cerca monete oggetto di studio, approfondendo la storia di quel pezzo, del perchè è al di fuori della norma, del perchè è diverso dagli altri conii ecc.ecc. non si sogna minimamente se il prezzo pagato sia quello giusto e/o se la moneta potrebbe svalutarsi e/o valutarsi; egli, fateci caso perchè è sempre così poi, non fa altro che rendere nota la o le monete che ha collezionato....e sarà poi in seguito il mercato (se decide di venderle) a decretare il suo valore finale....crisi o non crisi. Per l'investitore e per l'amante della bella moneta, il discorso cambia...lui è sempre alla ricerca dell'affare, cercando di unire il prezzo alla qualità perchè subito dopo deve, e spesso al più presto, trarne del profitto, per poi ricominciare con un altro pezzo, magari ancora più bello....in questo caso lo studio non c'entra proprio nulla, ma a volte capita che rimane a bocca asciutta (e qui la crisi c'entra eccome). Detta tra di noi...sono due persone distinte, ognuna con interessi diversi.....e purtroppo le monete, come qualsiasi altro bene, sono anche questo, e bisogna accettare chi la numismatica la vive in questo senso. Pietro Magliocca.
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