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  1. 4 points
    http://www.circolocastellani.org/numismatica-romana/ultimi-studi-sulla-zecca-di-fano Per chi fosse interessato: ho pubblicato (solo in digitale) la edizione rivista e a colori de: "la zecca di Fano", con in coda la versione del Castellani. Il download è libero al link sopra. ciao a tutti
  2. 4 points
    Su alcune monete greche sono raffigurate immagini realizzate allo scopo preciso di mandare in confusione il normale procedimento percettivo dell’osservatore a cui vengono inviati segnali contraddittori che ingenerano un vero e proprio corto circuito nell’assegnazione di bordi definitivi alle forme esaminate. Una veloce disamina di alcune di queste immagini che costituiscono dei veri e propri paradossi visivi. https://www.academia.edu/40940601/F._De_Luca_Paradossi_visivi_su_monete_greche_Comunicazione_Bollettino_della_Società_Numismatica_Italiana_n.74_Autunno_2019_pagg.5-10?fbclid=IwAR0TGLhJBJuKQWsUCfNiC7zVqoBT6WNMMTkLeBB6Y6AuUU1f2lns-1eKlOc
  3. 3 points
    Buongiorno Pensando di fare cosa gradita vi posto un articolo sulla "moneta vetuloniese e la circolazione monetaria tra fine III e II a.C. a Vetulonia" che potrà rimanere nel forum per le future consultazioni. Buona lettura. FOLDER-it-2013-291.pdf
  4. 2 points
  5. 2 points
    @carledo49 ci porta l'esempio per le monete del Regno d'Italia, ma fino ad ora napoli è scesa solo per alcune monete comuni [le piastre di Ferdinando II negli ultimi 20 anni sono diventantate un debito, calo nettissimo per la bassa e media conservazione, solo il FDC si è difeso un minimo]. Secondo me usciranno tante belle monete ma sono abbastanza sfiduciato nel settore quindi credo che si dovranno pagare se si vorranno acquisire. Nessuno vuol fare sconti e chi ha pagato rivuole "il suo" indietro, se non con gli interessi [o almeno quanto basta per non andare sotto coi diritti d'asta]. Insomma, forse sarebbe l'occasione di comprare ma il vero problema è sul lungo periodo: chi ci dice che il mercato si riprenderà dopo? Il numero di disoccupati cresce, la gente perde il lavoro e per molti recuperare una condizione economica ottimale non sarà semplice, la numismatica secondo me nel lungo periodo perderà altri estimatori. In breve credo che se si volesse vendere il periodo migliore era quello appena precedente all'imprevedibile crisi da covid: vendere adesso significa mirare ad un mercato che perde potere d'acquisto: in un momento di crisi e di pochi soldi/cassa integrazione, i ceti medio-bassi non penseranno agli acquisti e gli investitori credo cercheranno beni più sicuri. Vendere tra 6-12 mesi? Questo dipende da come sarà gestita la crisi economica a livello sociale e politico: se ci sarà un po' di ripresa si potrebbe tornare al mercato stabile pre-coronavirus, altrimenti si rischia di perdere ancor di più che vendere direttamente adesso. E se si volesse comprare? Reputo che i più pazienti potranno portarsi a casa materiale interessante risparmiando un po'. Riguardo la fuoriuscita di materiale più tosto non ho praticamente dubbi.
  6. 2 points
    Ricordo quando questa moneta entrò nella mia collezione. Ce la stavamo gustando online io e @ilnumismatico, che poi all'ultimo fece l'ultima offerta al posto mio. Sapeva che questa moneta mi piaceva molto e in questa conservazione e con questa patina non è roba comune. Il modulo è il classico fiorino da 29 mm per 14 gr di argento 900/. Österreich Francesco Giuseppe I d'Asburgo-Lorena (1848-1916) Fiorino Celebrazione Matrimonio, 1854, Wien Ag 900 12,4gr - 29mm - qFDC cat MO 1908, rif 145
  7. 2 points
    Come il mitico zio Paperone ogni collezionista che si rispetti ha una N° 1, la prima portata a casa (o arrivata in casa) e che ha acceso il "sacro fuoco" della numismatica. Per quanto mi riguarda iniziai alla tenera età di 14 anni (più o meno). Un amico aveva un doppio tornese di Luigi XIII ed io che ero un lettore accanito di Dumas, collegai quella monetina a D'Artagnan, Athos, porthos, Aramis, al Cardinale Richelieu e alla contessa de la Fére...Per farla breve, riuscii ad averla in cambio di alcuni albi dell'Intrepido! ovviamente la conservo tuttora!
  8. 2 points
    ho dimenticato di rispondere ahahhah.. l'elmo corinzio con il tempo divenne simbolo di aristocrazia, importanza e distinzione per il semplice fatto che farselo fare costava molto...non veniva più usato in battaglia e con il tempo era divenuto un simbolo di distinzione elitaria
  9. 2 points
    Salve, segnalo il secondo volume : https://www.edizionidandrea.com/
  10. 2 points
    Salve, Sono un ragazzo della provincia di Teramo appassionato da qualche anno di monetazione medievale, principalmente delle zecche abruzzesi marchigiane. Spero di condividere belli e costruttivi con voi altri del forum. Ringrazio l'amico @realino santone per avermi seguito fin dall'inizio per farmi immergere in questo mondo. Saluti e a presto
  11. 2 points
    @Giuseppe Gugliandolo, @Piakos capisco il vostro ragionamento ma forse lo capirei più e meglio se fossimo sul forum <Cento modi per guadagnare con le monete> o su <Soldi facili con la Numismatica>. Quello che non condivido, in questo nostro forum - ma forse sono io che sono "fuori" - è quando dici <...se la numismatica è vista come studio e passione va più che bene, ma se si vuole investire o se si crede di aver messo da parte X euro in monete...>. Rischierò forse di passare da ingenuo talebano, ma per me la Numismatica è soltanto da vedere come <studio e passione>; questo non impedisce che uno possa comprare o vendere monete, solo che questo si chiama "commercio" non numismatica. Per fare un esempio, un contadino quando coltiva la terra ed i suoi prodotti fa "agricoltura", quando la vende non fa agricoltura, fa "commercio".
  12. 2 points
    Non mi inoltro nella discussione filosofica sul senso e l'essenza della numismatica, mentre apprezzo l'immagine di Giovacchino Murat, così come l'ai vivacemente tratteggiata. Dissento invece fortemente sul fatto che la moneta da 1 franco potrebbe interessare solo l'area tra Follonica e Bolgheri (dove peraltro il Principato non arrivava) ma potrebbe interessare opulenti collezionisti lucchesi o appassionati napoleonici aretini. Sta di fatto che proviene dalla Collezione di Murray Heiserman, di Baltimora e non di Lamporecchio.
  13. 2 points
    Home Curiosità Seconda Guerra Mondiale Tra le sabbie del Sahara Tra le sabbie del Sahara Un hangar nell'oceano di sabbia. Sorprenderebbe chiunque ritrovare, imbalsamato nella sabbia del deserto del Sahara, un aereo da combattimento, conservato perfettamente (un'impresa considerando il tempo storico di esposizione), 70 anni dopo lo schianto. L'aereo in esame è un Kittyhawk P-40 della RAF, precipitato nelle mani del sergente di volo inglese Dennis Copping, che fece parte di unità combattente con base in Egitto durante la campagna del Nord Africa. Il tragico atterraggio risale al giugno del 1942 ed è precedente alle battaglie di El Alamein. Al ritrovamento ha contribuito l'isolamento di uno degli scenari più caratteristici e affascinanti della seconda guerra mondiale come l'infinita distesa del Sahara. Ambiente che ha ospitato uno scontro a dir poco provante per la resistenza umana alle condizioni climatiche particolari e uniche del bioma locale. La campagna ha segnato le sorti per il predominio dell'area del Nord Africa, concludendosi nel maggio del "43 con la resa degli eserciti dell'Asse in Tunisia e la perdita di tutte le aree di pertinenza tedesca e italiana. A scatenare una delle più ricordate offensive nel deserto, combattuta anche ad alta quota, saranno, di lì a poco, proprio le linee britanniche. Secondo la ricostruzione relativa al rinvenimento dell'apparecchio monoposto, uscito per cause ignote dalla rotta, il pilota sarebbe sopravvissuto all'incidente, trovando poi rifugio in un riparo di "fortuna". Riparo solo momentaneo, vista la lontananza dalla città più vicina (200 miglia), in un territorio morfologicamente senza risorse e molto distante dalla civiltà per poter sopravvivere a lungo. La morte sarebbe sopraggiunta, molto probabilmente, dopo un'attesa vana dei soccorsi. La scoperta, del tutto fortuita, è stata fatta da un operatore petrolifero in esplorazione in una regione remota del deserto occidentale. Dott. Riccardo Ravizza - All Rights Reserved Ruolo periti ed esperti n. VA - 748 - p.iva 03509240127
  14. 2 points
    A bere qualcosa? Ho visto cose che voi numismatici non potete nemmeno immaginare : ettolitri di rosso rubino scorrere lungo le teche dove, inorridite, riposavano monete e medaglie; bande di giovani (e meno giovani) scorrazzare per cantine e osterie spendendo migliaia di euro fior di conio; collezioni intere di sesterzi taroccati disperse in un batter di ciglia per acquistare un bicchiere di Sassicaia......
  15. 2 points
    Il convegno sta crescendo. Sicuramente le conferenze hanno atratto più persone e, da quello che mi hanno riferito (io ero incatenato al banco), sono state tutte apprezzate. Credo quindi che la strada intrappresa sia quella giusta. Ribadisco che, comunque, tutto è nelle mani dei collezionisti. Se partecipano numerosi, la cosa riesce, altrimenti si chiude. Arka Diligite iustitiam
  16. 2 points
    Salve, segnalo : https://giornaledicremona.it/attualita/eccezionale-scoperta-dagli-scavi-di-calvatone-bedriacum-il-ripostiglio-delle-monete/?fbclid=IwAR30wkSVac0oTmad11WnLnPnucFuFp4BPTpf3n5QgQVTwEUcBtBqwjc9VWU
  17. 1 point
    Salve, segnalo : Troverete, all’interno Per le curiosità numismatiche: Gianni Graziosi parla della storia del Vicereame della Nuova Granada, una pertinenza coloniale dell’impero spagnolo, vasto territorio che corrispondeva più o meno agli odierni stati di Colombia, Ecuador, Venezuela e Panama, compresa una piccola parte del Brasile e del Perù, e delle bandiere raffigurate sulle monete di questi stati, in Bandiere di libertà. Per la monetazione antica: Proseguendo il suo approfondimento sugli aurei di epoca romana, Roberto Diegi affronta Gli aurei da Antonino Pio alla Riforma di Caracalla: l’oro, in questo periodo, continuò ad essere coniato in grande quantità, grazie alle numerose transazioni commerciali che trovavano nella moneta aurea il mezzo di scambio e di pagamento più valido. Per la monetazione italiana medievale e moderna: Le monete con la scritta “marchia anconitana” furono battute a Macerata? Se la risposta è affermativa, rimangono monete a nome dei papi per Ancona nel XV secolo? Sono le domande che si pone Lorenzo Bellesia in Quel che rimane della monetazione di Ancona a nome dei papi nel Quattrocento. Per la medaglistica: Il rientro a Roma del pontefice dopo l’esilio di Gaeta venne ricordato in varie medaglie coniate nel 1850, illustrate da Fabio Robotti in 1850: il ritorno a Roma di Pio IX. Per la cartamoneta: La moneta, mezzo di pagamento e segno di indipendenza e sovranità nazionale, venne emessa anche da stati che erano lungi dall’averle raggiunte, come Venezia e l’Ungheria nel 1848. All’opposto ci sono stati sovrani senza una propria moneta, come il Montenegro e il Kosovo e casi particolari di microstati quali San Marino e il Principato di Monaco. Ne parla Corrado Marino in Stati senza moneta cartacea. Per la monetazione estera: La moneta da due rubli in argento non venne mai emessa ma è conosciuta in diversi esemplari. Quando e perché furono coniati? Giuseppe Carucci indaga la questione in Una fantomatica moneta del 1722. Per la monetazione contemporanea: Il saluto romano che compare sulla moneta da due lire ha una particolarità. Ne parla Alberto Castellotti in Un littore mancino. Per le notizie varie di numismatica: Riprendono a settembre le videoconferenze numismatiche della Società Mediterranea di Metrologia Numismatica: i prossimi appuntamenti. La conferenza del Circolo Numismatico Ticinese sui Rapporti monetari tra Svizzera e Italia, è rimandata al 2021. Il nuovo numero di «Panorama Numismatico» è disponibile al prezzo di 5,50 euro presso la Redazione o sullo shop online www.panorama-numismatico.com
  18. 1 point
    Augurissimi Carlo.
  19. 1 point
    Ciao, L' Aquila cavallo di Papa Innocenzo VIII , 1485 , rame, vista la conservazione sulle 20 euro
  20. 1 point
    Interessante, allego immagini di un rarissimo gettone per l'incoronazione di Napoleone in metallo dorato immagini da asta NOMISMA 51
  21. 1 point
  22. 1 point
    una simile concentrazione di bronzi ritoccati in questa ed anche nelle precedenti aste non può essere casuale e rappresenta una precisa filosofia di vendita che personalmente non condivido. Nessuno mette in dubbio l'onestà del venditore che, in ogni caso, dichiara alcune di queste monete "smoothed" e/o "tooled". Tuttavia, a mio parere, se anche questi sesterzi realizzassero 100 milioni di euro, continuerebbero a rimanere delle monete pesantemente compromesse a prescindere da chi le pone in vendita, fosse anche il Padreterno. Il fatto che siano ritoccate in modo dilettantistico ed evidente anche ad occhi inesperti non può certo costituire un'attenuante ma, al contrario, le rende ancora piú indigeste.
  23. 1 point
    Benvenuto te, alle tue monete e ai tuoi bellissimi orologi. A presto
  24. 1 point
    Grazie @Lugiannoni. Ho postato quella moneta perché non mi convinceva e non mi convince neppure adesso. Poi viene venduta a circa 300€: se qualcosa è troppo bello per essere vero la maggior parte delle volte è una fregatura Tra l'altro le foto sfocate sembrano messe: 1 per ostacolare una corretta valutazione; 2 per fare credere al compratore che le foto sono state realizzate da uno non esperto, quindi per avvalorare l'ipotesi che chi vende non sa bene che cosa ha tra le mani, e se dovesse sbagliare pazienza, dal momento che non è un esperto. Furberie studiate a tavolino.
  25. 1 point
    Salve, Napoli medaglia per la nascita di Francesco II di Borbone,1836, busti affiancati del re Ferdinando II e della regina Maria Cristina, allegoria della città di Napoli seduta, incorona il reale bambino tenuto dal genio alato, Opus : Laudicina AE 65 mm D'Auria 188 immagini da asta Bertolami 69
  26. 1 point
    Salve, segnalo il nuovo intervento della prof. Travaini su Radio3 , oggi 30 aprile alle 22:30 circa sul tema excalibur nella Sicilia normanna https://www.raiplayradio.it/
  27. 1 point
    Ti ringrazio per la stima ma non me la sento di dare un valore commerciale, visto che l'oggetto è sicuramente proposto da una casa d'aste che ha sicuramente fatto la sua stima; stima che, come sempre in questi casi, non vale tanto per il "valore in sè" ma piuttosto per il valore che il venditore gli attribuisce. Se poi la moneta provenisse da acquisizione illecita non darei comunque un valore, per ovvi motivi. Del resto il valore commerciale spesso lo fa l'incontro tra l'offerta e l'interesse al possesso della moneta; mi è capitato di vedere - una quindicina di anni fa - la vendita a 250€ di una monetina il cui valore non superava i 50€. Alla fine mi è anche difficile scindere il valore storico da quello commerciale: una moneta forata, ad esempio, perde valore "commerciale" ma nelle più importanti raccolte pubbliche le troviamo comunque dato che è il loro valore di documento "storico" non solo resta inalterato ma anzi in alcuni casi si accresce, poichè testimonia un particolare culto o devozione. Un testone di Niccolò o Giovan Battista Ludovisi, ad esempio, lo prenderei anche con due fori, ma capisco che per chi colleziona VE III sarebbe solo un brutto bottone! (Anzi se qualcuno ce l'ha e se ne vuole disfare....). Insomma, caro Renzo, è la solita strada biforcata della numismatica: interesse storico o commerciale. Talvolta i due rami corrono paralleli, qualche altra si uniscono, spesso divergono.
  28. 1 point
    Salve, segnalo : https://www.cronacanumismatica.com/lucia-travaini-ci-racconta-le-monete-di-giuda-su-rai-radio3/
  29. 1 point
    Caro @danieles1981, anche io ho una serietta uguale , entrambi abbiamo gli stessi valori e ci mancano i valori da 25 centesimi, 5 + 10 + 100 Lire. La serie viene indicata come una "Non emessa". Ancora mi mangio i gomiti per non aver preso un 2 Lire con il timbro del Battaglione di Arezzo e firma del Comandante. In pratica dovevano servire per i campi di concentramento sparsi per gli appennini, dove i prigionieri Austriaci erano addetti al disboscamento e alla lavorazione dei legnami. Come ti dicevo, ufficialmente non sono mai stati emessi, forse perchè la guerra era già finita. Al contrario la Municipalità di Bolzano ha emesso l'ultima banconota austriaca il 01-11-1918.
  30. 1 point
    Buonasera a tutti Tramite SMS ho avuto il responso formale che la moneta viene considerata autentica, con valutazione dello stato di conservazione spl+. Mi ritengo soddisfatto di tutto, in ogni caso alla prima occasione di incontro personale con il numismatico in questione vedo di trarre le sue considerazioni In merito. Un saluto e grazie di tutto.
  31. 1 point
    La foto lascia intendere sia stata ripresa con luce incidente e non con luce anche riflessa. Alcune attrezzature, attraverso la presenza di una lastra di plexiglass (o vetro) permettono di avere illuminazione della moneta sia dal lato dello stativo che da quello opposto, con l'obiettivo fotografico che riprende anch'esso attraverso tale lastra. Ciò permette una illuminazione ottimale anche se tende a nascondere alcuni riflessi propri del metallo.
  32. 1 point
    Bella moneta Carlo, non lavata e come la vita l'ha circolata (poco) e come sempre interessante il tuo intervento.
  33. 1 point
    Salve, segnalo : https://www.deamoneta.com/auctions/search/694
  34. 1 point
    Andiamo per ordine: la moneta ha una tiratura di 510 mila unità. Per una mole del genere è abbastanza verosimile che si siano usati più conii. Andando oltre la discussione puramente accademica, esistono dei parametri ben rigidi ed indiscutibili (pur nella moltitudine di conii utilizzati) che vengono presi in considerazione nel giudizio di originalità di una moneta. Il più importante, in questo caso, è la condizione ellittica della circonferenza. A questa aggiungi i particolari dei caratteri della legenda, della corona e dei capelli. Qualunque conio si usi, questi devono avere le medesime caratteristiche. Possiamo entrare anche nel merito di piccole variazioni dovute ad eccessiva usura del conio (conio stanco), particolari specifici sottoposti ad usura da circolazione, ma i parametri standard che si prendono in considerazione non possono essere messi in discussione. In alcuni casi possiamo trovare in una moneta alcune caratteristiche differenti rispetto ad altre (varianti). Questo però implica l'utilizzo di conii differenti. Nella moneta in questione, ad onor del vero un "bel esemplare da studio", gli indicatori che vengono considerati per stabilire l'originalità tendono a far pensare ad un falso. Carlo
  35. 1 point
    Moneta difficile e di fascino DBG. Complimenti!
  36. 1 point
    Posso dire che sicuramente non ci sono le grandi affluenze del passato, ma credo e spero che questi convegni servono anche per conoscersi di persona
  37. 1 point
    Grazie a tutti per gli apprezzamenti! Effettivamente nei miei sesterzi ci dev'essere, prima di tutto, un ritratto che mi "ispiri"! Ave! Quintus
  38. 1 point
    Interessante variante, RRR
  39. 1 point
    Enemy Aliens, quando nei campi ci finivamo noi Pescatori, operai, muratori e falegnami: bastava essere italiano per finire in prigione 24/05/2017 8:00 AM Vincenzo Imperitura Temp Lettura articolo 4 min 0 comments Condividi l'articolo Internazionale «Sei sulla lista»: nelle settimane che precedettero l’ingresso della madre patria nella seconda guerra mondiale, gli italiani d’Australia se lo ripetevano continuamente tra di loro, quasi a sdrammatizzare i continui controlli subiti dalla polizia militare. E d’altronde era facile finire in quella «lista», bastava essere italiano, non importa se ancora solo temporaneamente residente o già naturalizzato britannico. Fascisti, antifascisti, indifferenti al regime, persino iscritti al partito comunista: in quei giorni in cui il duce preparava la rovinosa dichiarazione di guerra alla Francia e all’impero britannico, dall’altra parte del mondo, migliaia di persone che si erano ormai lasciate alle spalle la loro vecchia vita nel bel paese, diventavano d’un tratto enemy aliens, nemici stranieri. Un destino comune alle folte comunità italiane sparse per il mondo, ma che in Australia assunse caratteri impressionanti per il numero delle persone coinvolte. Se infatti negli Stati Uniti la percentuale di italo americani rinchiusi nei campi d’internamento durante la guerra si era attestata attorno al 2% dell’intera popolazione immigrata, nel quinto continente le cose erano andate in modo diverso e a finire nelle baracche costruite negli angoli più sperduti d’Australia, era stato quasi il 20% dell’intera comunità immigrata. Quasi 5 mila gli italo australiani che furono internati all’alba dell’entrata in guerra dell’Italia e fino alla fine del conflitto, in una pagina di storia quasi sconosciuta che ha lasciato profonde ferite all’interno di una comunità, quella fatta di migranti arrivati da Calabria, Sicilia, Veneto e Piemonte, che era diventata negli anni ’30 del secolo scorso l’etnia non anglosassone più numerosa del continente. Isolati nel Bush Hay, Loveday, Orange: hanno nomi innocui le località dove il ministero della guerra britannico (l’Australia era a tutti gli effetti ancora sotto il completo dominio di Londra) aveva allestito le baracche per ospitare gli enemy aliens italiani. E visto che gli “ospiti” dei campi erano ritenuti dalle autorità militari come potenziali minacce al paese (anche se tra gli internati pochissimi tra loro erano stati iscritti al partito fascista), le baracche erano state allestite il più lontano possibile dalle posizioni considerate strategiche. E così migliaia di persone (quasi tutti uomini, tra loro anche diversi anziani) furono sbattuti ai quattro angoli del continente: alcuni nelle praterie desolate del New South Wales orientale, altri nelle aree pluviali del Queensland, altri ancora, i più sfortunati, nei deserti di sabbia e roccia nel centro geografico del continente. Per finire dentro bastava pochissimo: avere fatto il militare, avere un parente fascista, anche la semplice delazione dei vicini di casa. D’altronde l’Italia era ufficialmente un paese belligerante e quelli che per gli australiani un tempo erano i propri vicini di casa, erano diventati, di colpo, potenziali agenti nemici. La categoria lavorativa più colpita fu quella dei pescatori (le autorità militari temevano l’invasione dal mare e i pescherecci d’altura con equipaggi italiani erano considerati potenziali “cavalli di troia” per introdurre nel paese armi e spie) ma nei campi finirono moltissimi operai, muratori e falegnami: a molti di loro, soprattutto dopo l’armistizio, fu chiesto in cambio della liberazione dai campi, di diventare forza lavoro in quei settori considerati strategici per il tempo di guerra. E se i campi destinati ad accogliere i prigionieri di guerra (in Australia finirono molti soldati italiani fatti prigionieri dagli inglesi durante la campagna d’Africa) erano gestiti con il rigore che ci si aspetta, le condizioni nelle baracche degli enemy aliens, erano in alcuni casi anche più pesanti. Circondati da muri e filo spinato, e sorvegliati dalla polizia militare, i nemici stranieri rimasero isolati dal resto del mondo fino alla fine della guerra, anche se con la firma dell’armistizio nel settembre del ’43, le maglie delle autorità militari britanniche si fecero un pò più larghe e a molti fu consentito di lasciare i campi. Il ritorno a casa Quando, nella primavere del 1945, l’esercito statunitense aveva ormai ricacciato indietro l’impero nipponico, il pericolo d’invasione del continente da parte dei giapponesi era diventato un lontano ricordo, e i campi destinati agli enemy aliens vennero via via smantellati dalle autorità militari. Gli internati fecero ritorno alle loro vecchie vite (molti di loro, dopo il durissimo periodo nei campi, decisero di tornare in Italia) e negli anni immediatamente successivi al conflitto, il ricordo dei muri e del filo spinato che tenne migliaia di italo australiani lontani dai propri affetti per tutta la durata della seconda guerra mondiale, si affievolì quasi del tutto. Il tempo (e un particolare senso di vergogna da parte delle autorità australiane, che pochissimo hanno fatto per mantenerne la memoria) ha ormai cancellato quasi ogni riferimento a quei campi di prigionia, dove per cinque anni, a migliaia di lavoratori italiani senza colpe particolari, vennero sospesi diritti civili e di cittadinanza, sacrificati sull’altare di una guerra straziante che aveva trasformato normali pescatori, muratori, ciabattini e agricoltori, in pericolosi enemy aliens. @vimp1
  40. 1 point
    Marco Aurelio Marco Aurelio Antonino Augusto (in latino Marcus Aurelius Antoninus Augustus; nato a Roma il 26 aprile 121 a.D. e morto a Sirmio il 17 marzo 180 a.D., meglio conosciuto semplicemente come Marco Aurelio, è stato un imperatore, filosofo e scrittore romano. Su indicazione dell'imperatore Adriano, fu adottato nel 138 a.D. dal futuro suocero e zio acquisito Antonino Pio che lo nominò erede al trono imperiale. Nato come Marco Annio Catilio Severo (in latino Marcus Annius Catilius Severus), divenne Marco Annio Vero (in latino Marcus Annius Verus), che era il nome di suo padre, al momento del matrimonio con sua cugina Faustina, figlia di Antonino, e assunse quindi il nome di Marco Aurelio Cesare, figlio dell'Augusto (in latino Marcus Aurelius Caesar Augusti filius) durante l'impero di Antonino stesso. Marco Aurelio fu imperatore dal 161 a.D. sino alla morte, avvenuta per malattia nel 180 a.D. a Sirmio secondo il contemporaneo Tertulliano o presso Vindobona. Fino al 169 a.D. mantenne la co-reggenza dell'impero assieme a Lucio Vero, suo fratello adottivo nonché suo genero, anch'egli adottato da Antonino Pio. Dal 177 a.D., morto Lucio Vero, associò al trono suo figlio Commodo. È considerato dalla storiografia tradizionale come un sovrano illuminato, il quinto dei cosiddetti "buoni imperatori" menzionati da Edward Gibbon. Il suo regno fu tuttavia funestato da conflitti bellici (guerre partiche e marcomanniche), da carestie e pestilenze. Marco Aurelio è ricordato anche come un importante filosofo stoico, autore dei Colloqui con sé stesso (Τὰ εἰς ἑαυτόν nell'originale in greco). Alcuni imperatori successivi utilizzarono il nome "Marco Aurelio" per accreditare un inesistente legame familiare con lui. Valore nominale: Sesterzio Diametro: 30,5 mm Peso: 25,71 gr Dritto: M ANTONINVS AVG - TR P XXVIII , busto laureato drappeggiato e corazzato a destra Rovescio: IMP VI - COS III, Iuppiter seduto a sinistra, tiene una vittoria nella mano destra ed un lungo scettro nella sinistra, S - C in campo Zecca: Roma Anno di coniazione: 174 a.D. Riferimento: RIC.1098, Cohen 252, BMC/RE.1470, SIR.109 Rarità: R1 Commenti? Grazie a tutti. Ave! Q.
  41. 1 point
    No a questa non interverrò, ma nel prossimo numero del magazine dovrebbe esserci un mio articolo.
  42. 1 point
    Hai proprio ragione @Piakos, quando esiste la dialettica serena ogni confronto è utilissimo. Sicuramente ogni moneta è figlia del suo periodo e della potenza dell' Impero. Non a caso più grande era l'Impero e più era ricca e bella la monetazione, e , permettetemi è anche più pesante lo scempio sulla cultura (numismatica e non) del popolo sottomesso. Io prendo sempre come esempio Mantova. 1796 Dopo vari passaggi della città sempre sotto assedio, tra Austriaci e Francesi, comincia a scarseggiare il metallo. Per favorire il commercio e l'economia anche sotto assedio ( il terzo ), nascono i "buoni" ossidionali. Dopo un primo tentativo fatto sul cuoio, viene usata la carta. Questi tipi di buoni, vengono chiamate cedole. Nascono le prime fedi di credito, che in pratica sono delle promesse di pagamento su carta. Nasce in quel periodo quella che viene comunemente chiamata la "monetazione d' emergenza". In pratica , in mancanza di metallo, viene stampata una banconota/buono con lo stesso potere di acquisto. L' ultimo esempio di questa pratica , molti di noi la ricordano , cosi' come si ricordano l'oggetto: i famosi miniassegni. Gli Esseni si chiamavano tra di loro figli della luce? Le monete più belle, con più storia, con più valore e anche le più desiderate e affascinanti non avranno mai una cosa : - la Filigrana. Forse da quel periodo sono nati i figli della controluce. Anche questa è Arte e Storia.
  43. 1 point
    Se mi è concesso, vi carico due foto della moneta_
  44. 1 point
  45. 1 point
    Altre new entry, sempre aspettando il Kenya! Che ne dite? Ora sono alla ricerca di quelld da 20.000 e 50.000 scellini! Ave! Quintus
  46. 1 point
    Salve, segnalo : https://www.cronacanumismatica.com/un-cavallo-di-chieti-per-carlo-viii-dalle-legende-insolite/
  47. 1 point
    La prima grande emissione di Notgeld iniziò allo scoppio della Prima guerra mondiale. A causa dell'inflazione provocata ai costi della guerra, il valore dei materiali con cui le monete erano prodotte divenne maggiore di quello nominale. Molte istituzioni iniziarono a tesaurizzare la monete,inoltre, il metallo usato per la coniazione divenne necessario per la produzione delle forniture belliche. Ciò causò una estrema carenza di metallo monetario, a cui fu posto rimedio emettendo banconote di piccolo taglio. Queste banconote furono anche richieste dai collezionisti e quando gli istituti di emissione se ne resero conto, continuarono a stamparli anche dopo la fine dello stato di necessità. In alcuni casi, il periodo di validità del biglietto era già terminato quando fu stampato! I biglietti stampati nel 1920-21 erano estremamente colorati e contenevano rappresentazioni di soggetti disparati, come edifici, scene e folclore locali. La banconota in questione è stata emessa dalla Municipalità di Mauthausen, luogo tristemente famoso anche negli anni a venire, e riporta sul retro l'immagine del Cimitero dei Prigionieri di Guerra Italiani e Serbi.
  48. 1 point
    @Reale Presidio Bravissimo Riccardo....mi compiaccio per questo "antipasto" ..... senti, ho dato una letta veloce, mi riservo per altri dettagli a lavoro ultimato, ma dovresti modificare le schede sul lato sx alle monete dove compaiono le sigle RC ed integrare con Regia Corte. Per il resto come bozza mi sembra ok......bravo, anche se inserirei qualche notizia storica, in premessa, più accurata e dettagliata....e del motivo e delle vicende di come si arrivò alla coniazione di queste monete; nel BCNN del 1972 (sai già dove pescarlo), nei documenti che trovi in allegato, potresti, se vuoi completare alla perfezione la tua collezione, inserendo qualche notizia in merito....sarebbe opportuno. Ciao
  49. 1 point
    Ecco cos'altro c'era alla CNG...lotto 1280.........uhmm.........uhmm..... !! @@Layer se ci sei batti un colpo !!! Cerchiamo un pò tutti di capire meglio....vi và ?
  50. 1 point
    Ciao @@Sannio ... da come li vedo io, poi posso anche sbagliare, non son X ma punti di interpunzione formati da 2 cerchietti sovrapposti a sx e 2 a destra, nel mezzo la solita croce che si trova sulle monete di questo periodo, magari venuta maluccio (Carlini e Mezzi) o al max una specie di "triscele". La particolarità consiste nel fatto che le altre interpunzioni sono formate da semplici "punti". Ti faccio i complimenti....perchè la monetuzza è davvero "bella".
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