I Migliori Utenti


Gli interventi più apprezzati

Showing content with the highest reputation since 25/12/2019 in tutto il forum

  1. 5 points
    Adriano Publio Elio Traiano Adriano, noto come Adriano (in latino: Publius Aelius Traianus Hadrianus, nato ad Italica il 24 gennaio 76 a.D. e morto a Baia il 10 luglio 138 a.D.) è stato un imperatore romano della dinastia degli imperatori adottivi, regnò dal 117 a.D. fino alla sua morte. Successore di Traiano, fu uno dei "buoni imperatori" secondo lo storico Edward Gibbon. Colto e appassionato ammiratore della cultura greca, viaggiò per tutto l'impero e valorizzò le province. Fu attento a migliorare le condizioni dei militari. In Britannia costruì un vallo fortificato, il "Vallo di Adriano". Inaugurò una nuova strategia militare per l'Impero: all'espansione e alla conquista sostituì il consolidamento dei confini e della loro difesa. Mantenne le conquiste di Traiano, a parte la Mesopotamia che assegnò a un sovrano vassallo. Il suo governo fu caratterizzato da tolleranza, efficienza e splendore delle arti e della filosofia. Grazie alle ricchezze provenienti dalle conquiste, Adriano ordinò l'edificazione di molti edifici pubblici in Italia e nelle province, come terme, teatri, anfiteatri, strade e porti. Nella villa che fece costruire a Tivoli riprodusse i monumenti greci che amava di più e trasformò la sua dimora in museo. L'imperatore lasciò anche a Roma, con l'edificazione del Mausoleo, la Mole Adriana, e con la ricostruzione del Pantheon, distrutto da un incendio. Valore nominale: Sesterzio Diametro: 33,5 mm Peso: 25,07 gr Dritto: IMP CAESAR TRAIAN HADRIANVS AVG, busto laureato drappeggiato e corazzato a destra Rovescio: P M TR P COS III, Ceres in piedi rivolta a sinistra, tiene nella mano destra spighe grano e una lunga torcia nella mano sinistra, S - C in campo Zecca: Roma Anno di coniazione: 121 a.D. Riferimento: RIC.610, Cohen 1075, BMC 1244 Rarità: R1 Note: Chi è Ceres Nella religione romana Cerere (in latino: Ceres, Cereris) era una divinità materna della terra e della fertilità, nume tutelare dei raccolti e dea della nascita, poiché tutti i fiori, la frutta e gli esseri viventi erano ritenuti suoi doni, tant'è che si pensava che avesse insegnato agli uomini la coltivazione dei campi. Per questo veniva solitamente rappresentata come una matrona severa e maestosa, ma allo stesso tempo bella e affabile, con una corona di spighe sul capo, una fiaccola in una mano e grano e/o frutta nell'altra. Il "flamine cereale" presiedeva il suo culto. E' sorella di Vesta, Giunone, Plutone, Nettuno e Giove, e figlia di Saturno e Opi, la sua figlia più conosciuta è Proserpina. Buon Natale e Felice e Sereno 2020! Ave! Quintus
  2. 4 points
    Buon anno a tutti! Spero di iniziarlo nel migliore dei modi informandovi che ho appena pubblicato sul mio profilo di academia.edu la nuova revisione deil'articolo in oggetto "Marco Aurelio e il mistero della Tribunicia Potestas V - Una revisione delle datazioni delle Tribuniciae Potestates di Antonino Pio e di Marco Aurelio". Questa seconda edizione, rispetto alla precedente, presenta una modifica della cronologia delle Tribuniciae Potestates di Antonino Pio, nuovi elementi a supporto della tesi finale ed un arricchimento dei riferimenti epigrafici. Il link è sempre lo stesso: https://www.academia.edu/40820890/Marco_Aurelio_e_il_mistero_della_Tribunicia_Potestas_V_-_Una_revisione_delle_datazioni_delle_Tribuniciae_Potestates_di_Antonino_Pio_e_di_Marco_Aurelio Grazie a tutti coloro che saranno interessati ad approfondire l'argomento discusso
  3. 3 points
    Commodo Cesare Lucio Marco Aurelio Commodo Antonino Augusto, alla nascita Lucio Elio Aurelio Commodo (in latino: Lucius Aelius Aurelius Commodusnato, nato a Lanuvium il 31 agosto 161 a.D. e morto a Roma il 31 dicembre 192 a.D.), è stato un imperatore romano, membro della dinastia degli Antonini e regnò dal 180 al 192. Così come Caligola e Nerone, è descritto dagli storici come stravagante, crudele e depravato. Figlio dell'Imperatore filosofo Marco Aurelio, Commodo fu associato al trono nel 177 a.D. succedendo al padre nel 180 a.D.. Avverso al Senato e da questi odiato, governò in maniera autoritaria, esibendosi anche come gladiatore e in prove di forza e facendosi soprannominare l'Ercole romano. Durante i dodici anni di principato, nonostante la fama di despota, gli sono sono riconosciuti diversi meriti: ad esempio esercitò un'ampia tolleranza religiosa, ponendo fine alle persecuzioni contro i cristiani dopo alcuni anni dall'ascesa al trono, le quali ricominciarono dopo la sua morte. Egli stesso praticò culti orientali e stranieri; il regno di Commodo diede anche un nuovo impulso alle arti che si svilupparono rispetto all'arte dei primi Antonini. Durante il suo regno eresse vari monumenti celebranti le imprese del padre Marco Aurelio, tra i quali la Colonna Aureliana, e forse completò anche la statua equestre di Marco Aurelio che si trova oggi nei Musei Capitolini (una copia è esposta al centro della piazza del Campidoglio). Amato dal popolo e appoggiato dall'esercito, al quale aveva elargito consistenti somme di denaro, riuscì a mantenere il potere tra numerose congiure, fino a quando venne assassinato in un complotto ad opera di alcuni senatori, pretoriani e della sua amante Marcia, finendo strangolato dal suo maestro di lotta, l'ex gladiatore Narcisso, cospirazione che portò al potere Pertinace. Sottoposto a "damnatio memoriae" dal senato, venne riabilitato e divinizzato dall'imperatore Settimio Severo, che voleva ricollegarsi alla dinastia antoniniana cercando il favore dei membri superstiti della famiglia di Commodo e Marco Aurelio. Valore nominale: Sesterzio Diametro: 27 mm circa Peso: 16,98 gr Dritto: M ANTONINVS COMMODVS AVG, busto laureato a destra Rovescio: TR P VII IMP IIII COS III P P, Roma in piedi rivolta a sinistra, tiene nella mano destra la Vittoria e una lancia nella mano sinistra con la punta rivolta verso il basso, S - C in campo Zecca: Roma Anno di coniazione: 181-182 a.D. Riferimento: RIC 324, Cohen 829, BMC 477 Rarità: Note: Felice e Sereno 2020! Ave! Quintus
  4. 3 points
    Ancora alcune riflessioni sui monogrammi riportati sulle monete greche.... https://www.academia.edu/41457653/F._De_Luca_La_Numismatica_una_disciplina_sottratta_alle_comuni_regole_della_logica_in_Il_Gazzettino_di_Quelli_del_Cordusio_Milano_Giugno_2019_pagg._41-43
  5. 2 points
    Dal 15 gennaio e fino al 5 febbraio 2020 a Campobasso ,in centro,ci sarà una mostra di monete medievali molisane. Il piano progettuale della mostra e della sua presentazione ha partecipato al bando indetto dal Comune di Campobasso per gli eventi artistici e culturali per l'inverno 2019/2020 ed è stato approvato dall'amministrazione comunale ricevendone il patrocinio del Comune di Campobasso ma anche il patrocinio della NIA(Numismatici Italiani Associati) In tutto verranno esposte 82 monete alcune inedite emesse in Molise ed in Capitanata Nella collezione esposta è confluita quella di monete campobassane pubblicate nel primo libro monotematico sulla Zecca di Campobasso e San Severo Molto belli sono i foglietti scritti a mano che accompagnano alcune monete della collezione che appartenevano al precedente collezionista (fine secolo XIX metà secolo XX) INGRESSO GRATUITO in allegato la locandina della mostra Locandina Arancione A4 (1)Corretta.pdf
  6. 2 points
    Napoli, mezzo denaro regale di re Carlo II D'Angiò 1285 -1309, D / + KAROL : SCD :REX , testa coronata del re . R / + IERL : ET : SICIL , quattro gigli a croce . mistura 0,45 gr. P.R. 6 ; MIR 27 R4
  7. 2 points
    Salve, segnalo l'aggiunta della variante con data ribattuta da me pubblicata su Panorama Numismatico di novembre 2019, anche su www.numispedia.it by Gigante : https://numispedia.it/catalog/coin/Vittorio-Amedeo-III-di-Savoia-1773-1796-Regno-di-Sardegna-Lira-da-20-soldi-1795-Scudo-a-cartoccio-Torino-Mistura-di-argento/2559
  8. 1 point
    Ciao ragazzi! Oggi mi stavo guardando qualche asta ed in una vecchia nomisma ho avuto modo di vedere questa bella medaglia asburgica. In seguito alla guerra di Successione Spagnola, la sicilia venne ceduta ai Savoia che, grazie all'isola, poterono per la prima volta fregiarsi del titolo di sovrani, nonostante la famiglia di antichissima nobiltà. Negli anni successivi la Spagna tentò una riconquista dell'isola ma non fu altro che una piccola parentesi le cui tracce storiche sono rimaste anche nella monetazione isolana: nel 1718* si fermano le coniazioni di Vittorio Amedeo ed sono presenti delle rare monete da un grano e da 3 piccioli a nome di Filippo V di Spagna. Nel 1719, però, Carlo d'Asburgo riconquista l'isola e viene coniata questa medaglia per commemorare la presa della cittadella di Messina. Cercando informazioni sulla cittadella, su wikipedia si dice che non fu mai espugnata... ed allora il dubbio, ma come? Tutti i sovrani che in questo periodo si sono impossessati dell'isola sono dovuti per forza passare da lì. La spiegazione sta nel gioco di parole con cui, l'autore dell'articolo su wikipedia, presenta l'inespugnabilità della fortezza: nessun nemico è mai riuscito a penetrare la fortificazione voluta da Carlo II in seguito alla rivolta di Messina [1674-1678], ma le volte in cui venne "conquistata" fu in seguito ad assedi che costrinsero alla resa per mancanza di viveri o di risorse gli occupanti. Una mezza verità ben celata Abbiamo accennato alla cessazione delle coniazioni di Vittorio Amedeo nel 1718, la città di Palermo [e quindi la Zecca] venne conquistata per prima durante l'avanzata Spagnola, ma... esistono delle monete da un grano con data 1719 che risultano anche di una certa Rarità, se n'è parlato su lamoneta e lo studioso Antonio Loteta ha approfondito nel suo articolo "Storia della moneta da un grano in Sicilia" pubblicato negli "Appunti numismatici 2019" editi dal circolo numismatico romano laziale. Nel post citato troverete anche la foto del grano del 1719. https://www.lamoneta.it/topic/179611-grano-1719/?tab=comments#comment-2016571 Grano di Filippo V prima di perdere la Sicilia durante le guerre di Successione D/ PHILUPPVS V DEI GRA \ TIA, R/ REX SI \ CILIAE, nel centro dentro ornata FE \ LICI \ TAS \ 1701 su 4 righe Grano di Vittorio Amedeo del 1718 D/ VICT AME DG SIC ET CIP REX R/ PUBLICA COMMO \ DITAS \ 1718 su 4 righe Grano di Filippo V coniato nel 1719, insieme al 3 Piccioli sarà l'unica coniazione effettuata dal sovrano spagnolo nella terra sicula appena ri-conquistata. D/ D • G • / H / IS / P Aquila coronata ad ali spiegate volta a destra portante un nastro con la scritta PHILIPPVS • R/ ET. / SIC / ILIAE / R / EX, entro ornato VT / COMM / ODIVS / 1719 in 4 righe Guardando la rappresentazione della mia città, mi sono lasciato colpire da un'idea: identificarne i posti più rappresentativi tra quelli presenti. 1) - Partiamo dalla punta della falce, il forte San Salvatore, caratterizzato da mura spesse ben 8 metri, è una struttura imponente. Ad oggi ospita una stelle con la statua della Madonna della Lettera alla quale la città di Messina è molto devota. Si narra che una delegazione messinese di cristiani, giunta in terra santa, ricevette una lettera di benedizione direttamente dalla madre del Cristo chiusa e legata con alcuni suoi capelli. Parte del contenuto della lettera è riportata nella parte del forte esposta verso la città "VOS ET IPSAM CIVITATEM BENEDICIMUS" 2) - Faro "Nel 1537 nell'ambito della realizzazione di un imponente sistema difensivo esteso all'intera città, ordinata dall'Imperatore Carlo V, viene stabilito di riedificare una nuova torre con funzioni di "faro portuale" nel braccio di San Raineri, a servizio della città, dandone incarico per la progettazione e la costruzione allo Scultore fiorentino Giovanni Angelo Montorsoli, che in quegli anni era stato chiamato dal Senato messinese per edificare, allo sbocco dell'acquedotto del Camaro, sulla piazza del Duomo, la fontana di Orione e altre opere come la fontana del Nettuno, l'apostolato del Duomo e la chiesa di San Lorenzo. La Lanterna fu edificata nel periodo tra il 1555 e il 1557. Il Montorsoli utilizzò parte della struttura preesistente, costituita dai ruderi del Monastero dedicato a San Raineri, risalente al XIII secolo, progettando un corpo di fabbrica a forma di piramide tronca dell'altezza originaria di 29 metri, con paramenti inclinati a "scarpa". Lo sviluppo è su tre piani, che accolgono altrettante camere sovrapposte a pianta quadrata con soffitti a volte e collegate tra loro da una scala a chiocciola in pietra, ricavata tra le mura, che conduce al terrazzo dove era posizionata la loggetta della lanterna." Estratto dal sito marina.difesa.it, vedi http://www.marina.difesa.it/cosa-facciamo/per-la-cultura/musei/forte_salvatore_messina/Pagine/La-Lanterna.aspx Ho visto che sul sito sono presenti anche approfondimenti sul Forte San Salvatore. http://www.marina.difesa.it/cosa-facciamo/per-la-cultura/musei/forte_salvatore_messina/Pagine/forte_sansalvatore_homepage.aspx 3) - Cittadella di Messina La cittadella tanto citata per gli importanti avvenimenti bellici citati. Di questa, oggi, non restano che poche tracce e qualche muro perimetrale ancora in piedi, il tutto nel completo abbandono. 4) - Forte don Blasco Facente parte delle fortificazioni volute da Carlo V [le stesse mura della città sono state volute dal sovrano asburgico], adesso è completamente distrutto. Da un bar che ha aperto in loco è possibile vedere parte delle mura della città e del forte 5) Duomo di Messina Il Duomo di messina è già argomento ben noto e dai tanti approfondimenti e restauri. Meno conosciuta è la cripta sotterranea di cui recentemente sono venuto a conoscenza. Sul sito del FAI è stata molto approfondita. https://www.fondoambiente.it/luoghi/cripta-della-cattedrale-messina Come vedete ci sono altri punti evidenziati... li approfondiremo con calma nei prossimi giorni. Tutte le foto di materiale numismatico provengono da aste Nomisma.
  9. 1 point
    Ragazzi preparati e davvero ottime persone Ho il piacere di conoscerli e di averci condiviso qualche "gita fuori porta". Avessi saputo che venivano avrei provato ad infiltrarmi
  10. 1 point
    Vi segnalo questo libro appena pubblicato: Copertina cartonata rigida 22X30 Carta patinata da gr.100 Foto a colori Pagine 212 € 16+ 6 raccomandata tracciata per acquisti: numismatica2.0@libero.it
  11. 1 point
    Troppo facile intervenire ora a carte scoperte... cmq ogni tanto fa bene visitare la sezione falsi del FAC
  12. 1 point
    Domenica 19 gennaio 2020 sono venuti a trovarmi due appassionati numismatici Davide Fabrizi ed Eliodoro Vaglivello ed ho mostrato loro la collezione esposta di monete medievali molisane.Siamo stati mezza giornata a discutere di Numismatica Venendo,i due,hanno dato un senso in più a questo evento, organizzato da me ,che ha il patrocinio del Comune di Campobasso e della Numismatici Italiani Associati. La location è splendida:piano terra di un palazzo dove ha sede anche la Prefettura di Campobasso. Pubblico alcune foto della mostra e della giornata di domenica 19 gennaio 2020 .Siamo stati a visitare anche il Castello Monforte di Campobasso,come documentato da foto Ras al ghul
  13. 1 point
    Insomma il caso è risolto, avete già detto tutto (e anche bene). L'altro esemplare falso della stessa tipologia presente sul FAC non lascia adito a dubbi. Discreta figuraccia per gli esperti parigini di CGB, rimane il dubbio se ci sono o se ci fanno... Visto il prezzo basso appioppato a questo esemplare, quando di solito si contraddistinguono per prezzi altini, viene il dubbio che ci fanno...che è ancora peggio. Ma @Piakos è in montagna a sciare che non ci ha calcolato?
  14. 1 point
    In linea di massima è estremamente difficile stabilire un valore ad una moneta di cui conosciamo uno o due esemplari per la semplice ragione che non essendo passata mai in asta non esistono punti di riferimento, dal momento che è il mercato a fare il prezzo. Ho visto pezzi unici di monete di piccolo taglio superare i 20.000€ ma altre, sicuramente uniche, restare invendute perchè la richiesta è stata ritenuta eccessiva o, peggio, perchè rifiutandola si spera che torni in asta ad un prezzo ridotto. Paradossalmente una moneta di cui si conoscono decine di esemplari è assai più facile da valutare. Vediamo comunque se qualche amico del forum che conosce la monetazione di Gubbio potrà aiutarti.
  15. 1 point
    https://www.forumancientcoins.com/fakes/displayimage.php?album=search&cat=0&pos=0
  16. 1 point
    Benvenuto. Tuttavia devo farti una precisazione: questo è un forum di numismatici, non di indovini. In pratica, potresti postare due foto più grandi e ben leggibili? Grazie. Inoltre devi chiarire se ti interessa una valutazione di un grosso di F.M.I della Rovere qualsiasi o di uno in particolare, poichè, come sai certamente, il valore è legato alla conservazione ed eventualmente all'anno di emissione.
  17. 1 point
    Moneta seria, da vero collezionista di bronzi imperiali. L'espressività del ritratto di Adriano è sicuramente il punto forte. Complimenti!
  18. 1 point
    La lettera di Natale del soldato prigioniero arriva ai nipoti con 75 anni di ritardo Salerno Domenica 29 Dicembre 2019 di Davide Speranza È affascinante ripercorrere con la fantasia le infinite variabili che possono condizionare l’esito di un evento, dal suo principio alla risoluzione. E se una lettera natalizia, di 75 anni fa, in condizioni di fame e miseria, fosse ritrovata per puro caso dagli stessi familiari del giovane soldato che la scrisse in un campo di prigionia? Destino, caso, volontà divina. Sembra una straordinaria fiaba natalizia, e per certi versi lo è davvero. Ma la storia è vera. Protagonista è Pietro Perfetto, all’epoca giovane militare mandato al fronte, durante la Seconda guerra mondiale, per combattere in Nord Africa, Egitto. Originario di Pagani, aveva solo 26 anni. I soldati italiani fatti prigionieri erano considerati manodopera a basso costo e indicati con il dispregiativo “wop” (da una sorta di traduzione della parola “guappo”). Anche dopo il cosiddetto “sbandamento”, con il conseguente Armistizio stipulato dagli italiani con gli Alleati, i prigionieri continuarono a lavorare nei campi fino a diventare essi stessi merce di scambio. Il giovane Pietro fu liberato solo nel 1947, dopo 5 anni di sofferenze in un paese lontano. All’inizio di gennaio 1945, scrisse una lettera ai suoi genitori. L’esigenza di far sapere ai suoi cari della sua sopravvivenza era forte. Quella busta-lettera non arrivò mai nell’Agro nocerino. Dopo decenni è ritornata a casa, grazie alla perseveranza dell’appassionato di storia locale Marcello Sforza, marito di Teresa Perfetto ovvero la nipote di nonno Pietro. E già perché il soldato paganese riuscì a conquistarsi la libertà, tornando a casa e mettendo su famiglia. Proprio in questi giorni, la figlia Carmela è giunta a Pagani da Grosseto, per prendere quella preziosa missiva. «Tutto è partito da un mio lavoro sulla Prima guerra mondiale - spiega Marcello Sforza - Sono appassionato di storia locale, e sono andato alla ricerca di date di nascita, documenti. I tempi sono maturi per fare studi di questo tipo, anche grazie a internet. Abbiamo anche organizzato un convegno a Pagani, nell’Auditorium Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Ho dovuto fare ricerche all’Archivio di Stato di Roma e in quello di Salerno, seguendo piste di fogli matricolari, precetti militari, le vicende dei militari estrapolate dall’Albo d’oro dei caduti di guerra. Sulla Seconda guerra mondiale ero interessato ai partigiani e alla Repubblica sociale. Mi interessavo delle cartoline dei soldati e avevo trovato una lettera che uno di questi repubblichini aveva scritto alla madre. Lettere afferenti a campi di prigionia inglesi, soprattutto in Egitto, ma anche a Gaza. Mi sono imbattuto in molti collezionisti privati. Molte lettere erano legate al periodo natalizio, poco prima e poco dopo il Natale, i soldati potevano scrivere anche se non lettere molto lunghe. È stato così che per puro caso mi sono ritrovato tra le mani la lettera di un certo Pietro Perfetto». Quel Pietro era il nonno di sua moglie. Si è avviata subito una nuova raccolta di notizie per avvalorare l’episodio. La lettera era ancora chiusa con il timbro del campo di prigionia. Il soldato Perfetto era stato fatto prigioniero dagli inglesi in Egitto e poi trasferito in Palestina. Nella lettera comunica il suo stato di salute ed una importante notizia. «Le feste di Natale e Capodanno le ho passate molto bene e spero anche voi… in ricorrenza del Santo Natale venne il padre cappellano… mi sono fatto cresimare» scrive il soldato, felice almeno per questo passo spirituale.
  19. 1 point
    Ma lo sooo... avevo capito!!! Noi siamo amicici no? Ave! Q. P.S. Ma con l'Adriano invece non ti viene da invidiarmi almeno un pochino?
  20. 1 point
    Mi dispiace perché l'invidia è una brutta cosa... ma d'altra parte sono felice che ti piaccia come piace a me! Ave! Q.
  21. 1 point
    Grazie a tutti per gli apprezzamenti! Effettivamente nei miei sesterzi ci dev'essere, prima di tutto, un ritratto che mi "ispiri"! Ave! Quintus
  22. 1 point
    Treboniano Gallo Gaio Vibio Treboniano Gallo (In latino: Gaius Vibius Trebonianus Gallus, nato a Monte Vibiano Vecchio nel 206 a.D. e morto a Terni nell'agosto 253 a.D.) è stato imperatore romano dal 251 a.D. al 253 a.D. insieme al figlio Volusiano, che Treboniano associò al suo trono insieme al figlio di Decio, Ostiliano. Il suo regno fu caratterizzato da una lunga serie di disastri, come la peste che colpì l'Impero romano per anni, le incursioni delle popolazioni barbare oltre i confini dell'impero e la perdita (secondo alcune fonti avvenuta durante il suo regno) della Siria in favore dei Sasanidi ed il saccheggio di Antiochia. Uomo di indubbie qualità amministrative, il suo programma fu impresso nella dicitura di molte monete che fece battere: Pax aeterna. Valore nominale: Sesterzio Diametro: 27,5 mm circa Peso: 17,78 gr Dritto: IMP CAES C VIBIVS TREBONIANVS GALLUS AVG, busto laureato e drappeggiato a destra Rovescio: VICTORIA AVGG,la Vittoria in piedi rivolta a sinistra, tiene nella mano destra una corona e una fronda di palma nella mano sinistra, S - C in campo Zecca: Roma Anno di coniazione: 251-253 a.D. Riferimento: RIC 125; Cohen 130; Sear 9681 Rarità: Note: (sesterzio di barra) Felice e Sereno 2020! Ave! Quintus
  23. 1 point
    Oggi vi presento un pezzo che sta in collezione da un po', proveniente da un'importante collezione palerminata ormai dismessa. La moneta è un 4 tarì del 1735 coniato per l'incoronazione di Carlo di Borbone in Sicilia. La legenda al rovescio, FAUSTO CORONATIONIS ANNO, è un chiaro riferimento al lieto evento. Al dritto la legenda è CAROLUS D G SIC ED HIER REX HISP INF, Carlo per grazia di Dio re di Sicilia e Gerusalemme, infante di Spagna. Quest'ultimo titolo veniva dato a tutti gli eredi presuntivi al trono siculo e diventerà la legenda che caratterizzerà le emissioni successive delle monete in argento (HISPAN INFANS) andando anche a caratterizzare l'emissione in oro delle doppie once [l'oncia avrà sempre il motto "RESURGIT", come le once del predecessore]. Il 4 tarì del 1735 risulta forse la moneta più facile, tra quelle coniate da Carlo in Sicilia, da trovarsi in alta conservazione. Come anche i 6 tarì dello stesso anno, il difetto più comune su questa tipologia di moneta è il "graffio di tondello" (per alcuni "graffio di conio"). La mia moneta li riporta su amo i lati. Un difetto presente ma decisamente meno frequente sono le rotture di conio, l'esemplare postato nel presenta una sottile, leggera, che taglia per tutta la parola "ANNO" al rovescio e prosegue un po' oltre fino al punto, al dritto ne presenta due, una tra la E e la R di HIER e l'altra, molto vistosa che parte dalla base della D ed arriva fino a SIC per poi andare verso il bordo. Quest'ultima poco gradevole. La moneta presenta un'altro difetto, il cono abbastanza debole al dritto che ha reso il busto parzialmente evanescente. La moneta presenta dei segnetti di circolazione ma l'usura è prevalentemente assente [al rovescio il petto dell'aquila risultano schiacciate a causa dei graffi di conio. La moneta in mano presenta un lustro abbastanza piacevole. Particolare interessante, tutte le A al dritto ed al rovescio sono V rovesciate nell'esemplare postato, ma la moneta può presentare anche delle A. Tra gli esemplari che ho avuto modo di studiare uno addirittura sembrava avere la A di FAUSTO corretta e tutte le altre V rovesciate, in realtà l'impressione era dovuta ad una frattura di conio che tagliava proprio sulla V rovesciata [che in altri esemplari poi ho potuto vedere proseguire oltre man mano che la frattura cresceva]. Insomma, ho una moneta piena di difetti in raccolta
  24. 1 point
    Benvenuto @quadriga82.
  25. 1 point
  26. 1 point
    un mutuo...mah...ormai in tanti vogliono fare affari facili con ste cose...ma sti mutui pero...ops prezzi...
  27. 1 point
    Salve, segnalo : https://nomisma.bidinside.com/it/auc/52/asta-14-e-live/1/
  28. 1 point
    salve...sono d accordissimo con questa analisi,in tutto
  29. 1 point
  30. 1 point
    Auguri a @DeAritio
  31. 1 point
    E' rarissimo, ma può succedere che due monete abbiano la stessa identica decentratura di conio, ma è impossibile che abbiano le stesse piccole fratture!
  32. 1 point
  33. 1 point
    Per gli imperatori romani del III secolo era valida la poesia di Ungaretti <Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie>! Bel ritratto realistico.
  34. 1 point
  35. 1 point
    Interessante! E' vero che varia dalla consuetudine, ma la si classifica proprio una variante? I millesimi ribattuti in genere vengono accomunati a mere curiosità. Poi tutto è possibile. Carlo
  36. 1 point
  37. 1 point
    Posso solo complimentarmi con te per il tuo lavoro.
  38. 1 point
    Salve, segnalo : Gli articoli in questo numero: Curiosità numismatiche – Pag. 3 Corrado Marino, L’imperatore Adriano richiama alla disciplina – Pag. 9 Roberto Diegi, Marcus Aemilius Aemilianus e Marcus Aurelius Marius – Pag. 13 Alberto Castellotti, Un’antichissima testimonianza cristiana – Pag. 19 Cristiano Maniscalco, I Cavalieri di Ponte Molle – Pag. 21 Franca Maria Vanni, Iside e la fontana della Rigenerazione – Pag. 39 Fabio Robotti, La medaglia del Beato Pio IX a ricordo delle celebrazioni dell’8 giugno 1862 – Pag. 45 Recensioni – Pag. 52 Notizie dal mondo numismatico – Pag. 55 Emissioni numismatiche 2019 – Pag. 59 Mostre e Convegni – Pag. 60 Aste in agenda – Pag. 61 Indice annata 2019 – Pag. 62 In copertina: Un ritratto fotografico di Luigi Giorgi. Cina, dollaro tipo 3, 1914, progetto di Luigi Giorgi.
  39. 1 point
  40. 1 point
    Da leggere! https://www.lastampa.it/cultura/2017/09/29/news/il-figlio-del-reduce-che-recupera-i-nostri-caduti-in-africa-1.34428003
  41. 1 point
    Myanmar Si comincia il 2020 con una banconota da 1000 kyat = 0,61 €
  42. 1 point
    C'è una pletora di materiale da paura, non ci siamo mai resi conto della complessità del fenomeno ed il timore di rimetterci la cotenna spinge in maniera esponenziale a vendere (o svendere che dir si voglia). Di converso è il momento propizio per fare ottimi acquisti a prezzi estremamente contenuti per chi inizia a collezionare o per chi lo fa già da tempo e intende fermamente continuare. Pezzi che sino a ieri erano nettamente impossibili acquisire ora è piuttosto facile trovarli senza svenarsi. Basta aspettare, c'è ampia scelta. Carlo
  43. 1 point
    Alla romagnola...il patacca è un truffatore, Detto anche: bruscolinaro, banaro, sòla, falsone, gabbatore di povere fanciulle.
  44. 1 point
    Di che anno è? Quelle emesse come serie annuale della zecca dal 1968 fino al 2001 sono meno comuni rispetto a quelle da normale circolazione emesse tra il 1958 ed il 1967. Carlo
  45. 1 point
    La patina è un fenomeno abbastanza variabile come segno superficiale del trascorrere del tempo per un qualunque materiale, sia che si tratti di monete che di francobolli. Le variabili sono soprattutto gli ambienti in cui sono esposti i materiali su cui si innescano ulteriori reazioni che incidono sulle modalità di formazione delle patine; questi sono le prassi di conservazione (luogo aperto o chiuso), umidità dell'aria, qualità dell'aria, vicinanza di particolari sostanze, contatto con tessuti, prodotti chimici od altro. Non sto a fare una trattazione tediosa sulla patina, sta di fatto che sicuramente l'ambiente ed il modo di conservazione lascerà dei segni inequivocabili e specifici su ciascun materiale. Nello specifico, posso dire che non so come sia stata conservata questa moneta in quanto l'ho in casa solo da due giorni. Per similitudine posso solo fare una deduzione, paragonandola ad un'altra in mio possesso da tanto tempo che era di mio nonno, un vecchio ritrovamento in un baule. La moneta era avvolta in fogli di carta velina e così è rimasta per quasi cent'anni. Carlo
  46. 1 point
    Kenya, banconote bellissime! Stampa del 2019. Bellissimi colori e soggetti altretanto belli. Che lo avrebbe mai detto di vedere banconote del genere dal Kenya? Complimenti!!! Quintus
  47. 1 point
    Altre new entry, sempre aspettando il Kenya! Che ne dite? Ora sono alla ricerca di quelld da 20.000 e 50.000 scellini! Ave! Quintus
  48. 1 point
    A Maggio 2018, durante la manifestazione di Verona è stata presentata una nuova pubblicazione : l' AIC Magazine. Come dice il Direttore, Dott. Stefano Poddi, l'AIC Magazine è un punto d'incontro, un crocevia o una piazza, dove possiamo trovarci con chi ha la nostra stessa passione. La sigla stà per Associazione Italiana Cartamoneta. Un interessante realtà con cui spero di collaborare.
  49. 1 point
    Bellissima ed interessane iniziativa .... tantissimi auguri agli organizzatori
  50. 1 point
    la pensano tutti piu` o meno cosi` il problema e` che nessuno ha il coraggio di scriverlo sui forum e quindi e` prevalsa la voce di quei pochi che sostenevano il certificato tra l altro i sostenitori maggiori di questo certificato avevano dei secondi fini e spesso erano commercianti che non si dichiaravano come tali nei vari forum
La ricerca dei Migliori Utenti è impostata sull'orario Roma/GMT+01:00