I Migliori Utenti


Gli interventi più apprezzati

Showing content with the highest reputation since 12/02/2014 in tutto il forum

  1. 5 points
    Spesso e volentieri nei forum ci sono diverse anime e correnti di pensiero totalmente differenti che si confrontano anche duramente e qualche volta vanno anche oltre i limiti della decenza, del rispetto e dell'educazione. Questo però mi sembra un motivo un po' debole perchè non dia il suo contributo nel momento in cui lo ritiene opportuno, magari su un argomento di suo interesse. Non assistiamo quotidianamente a risse da soloon, gli scontri, quando si verificano, sono ben rari e controllati. Su questo concordiamo perfettamente, anzi, esprimo un giudizio ben più severo del suo in quanto certe diatribe personali da scolaretti potrebbero essere evitate o quantomeno risolte in altri ambiti o attraverso messaggistica personale. Su questo, mi dispiace, siamo su posizioni differenti. Non mi pare opportuno fornire molte spiegazioni, ma ci tengo far sapere, viste le accuse che muove, che spesso non si interviene per dare modo agli interlocutori di chiarirsi ed esprimere più compiutamente il proprio pensiero non applicando tout court la censura. Qui nessuno è posto di sentinella per agire repentinamente, certamente ci si attiva il prima possibile anche a livello di consultazioni interne, compatibilmente con la vita quotidiana e gli impegni famigliari di ciascuno di noi. Su come muoversi si spera sempre nella ragionevolezza di chi scrive, anche se, quanto successo anche in altre circostanze analoghe, mi fa seriamente dubitare esista. Carlo
  2. 5 points
    "DICHIARO CHE LE MONETE/MEDAGLIE PRESENTATE SONO DI LECITA PROVENIENZA E DI MIA PROPRIETÀ’. CONFERISCO AL MUNACS IL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI UNICAMENTE PER SCOPI INERENTI AL PRESENTE CONCORSO" PERSIA Il nome Persia (in persiano antico Pārsa) è stato a lungo usato per riferirsi alla nazione dell'attuale Iran, al suo popolo, o ai suoi antichi imperi. Tale nome deriva dall'antico nome greco dell'Iran, Persis, che a sua volta deriva dal nome del clan principale di Ciro il Grande, Pars o Parsa, che ha dato il suo nome anche a una provincia dell'Iran meridionale, Fārs (in lingua persiana moderna). Quella che segue è una lista delle principali dinastie della Persia, che include tutti i regni e gli Imperi che hanno governato sul territorio geografico dell'attuale Iran e i loro sovrani, da Ciro il Grande a Mohamma Rez Pahlavi. Sono omesse le dinastie che hanno esercitato solo un dominio parziale sul territorio persiano. Impero Achemenide 550 - 330 a.C. La dinastia achemenide è stata una casa reale di origine persiana, dominante nell'area iranica e in seguito creatrice di un vasto impero multietnico estendentesi su territori di Asia, Europa e Africa, dalla metà del VI secolo a.C. all'invasione macedone di Alessandro Magno nel 331 a.C., con l'assassinio di Dario III nel 330 a.C. - Siglos - Xerxes I / Darius II - 486-405 BC THE ROYAL COINAGE - 3rd type B - early (SNG Cop# 1030, BMC Greek# 15, BMC Greek# 69, SNG Cop# 281) - Siglos - Darius III - 336-330 a.C. 4th type C (SNG Cop# 1031, BMC Greek# 176) Dario III Codomano (380 a.C. – Battriana, 330 a.C.) fu l'ultimo esponente degli Achemenidi sul trono di Persia, testimone delle strepitose conquiste di Alessandro Magno, il quale in pochi anni conquistò il più grande impero che il mondo avesse fino a quel momento conosciuto. Impero Partico 247 a.C. - 224 d.C. L'Impero partico era una delle maggiori potenze politiche e culturali iraniche nell'antica Persia. Era retto dalla dinastia arsacide, fondata dal primo re dei Parti, Arsace I, il quale, alla testa della tribù nomade scitico-iranica dei Parni, fondò l'Impero a metà del III secolo a.C. grazie alla conquista della regione della Partia nel nordest dell'Iran, all'epoca una satrapia in rivolta contro l'Impero seleucide. - Drachm - Vardanes I - 40-47 d.C. Sellwood Type 64.31 - Ecbatana mint (GCV# 5788var) Vardane I è stato un sovrano dei Parti che regnò a partire dal 40 al 47. Succedette al padre Artabano II, dovette continuamente combattere contro il suo rivale Gotarze II. Riportò Seleucia sul Tigri sotto il dominio partico dopo una ribellione di sette anni. Ctesifonte, la residenza dei sovrani partici sulla sponda opposta del Tigri rispetto a Seleucia beneficiò di questa guerra, e per questo motivo Ammiano Marcellino chiama Vardane "fondatore di Ctesifonte". Condusse una campagna vittoriosa contro l'esercito di Dahae al servizio di Gotarze, fino al fiume Sindes (il Tejen). Nel 47 circa fu assassinato durante la caccia; Gotarze gli succedette al trono. - Drachm - Phraates - 100-150 d.C. - Kingdom of Elymais (Vassal of Parthia) Fra il 147 a.C. ed il 224 d.C. in quello che era stato il territorio dell'Elam, fiorì il regno di Elimaide, non più di lingua elamitica, che rimase quasi sempre vassallo dell'Impero partico. Re Fraate era figlio di Urdu Malka (Orode), che regnò intorno metà del secondo secolo dC. Impero Sasanide 224 - 651 d.C. L'Impero Sasanide ( Ērān Shahr in Persiano Medio "Impero Ariano") fu l'ultimo impero persiano preislamico, governato dalla dinastia sassanide dal 224 al 651. L'Impero sassanide, che era succeduto a quello dei Parti, è stato riconosciuto come una delle potenze maggiori in Asia Occidentale, Meridionale e Centrale, insieme all'Impero romano/bizantino, nella Tarda Antichità. - Drachm - Yazdgard I - 399-420 AD type I/1 - Ram-Ohrmazd mint (with loop - type I/1) - Degree of rarity: Non Common Yazdgard era il figlio di Sapore III, e succedette a Bahram IV. Saggio, benevolente e astuto, si dimostrò tollerante in questioni religiose, sebbene rimanesse devoto allo Zoroastrismo. Ma quando il vescovo cristiano, Abdaas, cercò di bruciare il tempio del Grande Fuoco della capitale sasanide, Yazdgard cambiò allora politica verso i cristiani, ordinando che venissero espulsi dal regno e che tutte le chiese fossero distrutte. Nel 419 Yazdgard si ammalò gravemente. Alla morte di Yazdgard, Barham salì al trono, con nome di Bahram V. - Drachm - Peroz I - 459-484 AD type III/3 - winged crown - Goyman / Gorgan mint (Göbl# III/3) Alla morte di suo padre (Yazdgard II) era Governatore della distante Sistan. In sua assenza, salì al trono il fratello minore Hormizd e Peroz fu costretto a cercare protezione presso gli Eftaliti. Il re eftalita Khush-Nevaz era contento di accoglierlo e di aiutarlo nella guerra contro suo fratello. Con l'aiuto degli Eftaliti, Peroz condusse un esercito contro Hormizd, sconfiggendolo e tenendolo in cattività. Le fonti sono discordi sul destino di Hormizd dopo la sua cattura. Secondo alcune, fu condannato a morte. Tuttavia secondo lo storico persiano Mirkhond, Peroz lo perdonò e gli risparmiò la vita. Scoppiò una guerra con gli eftaliti (gli unni bianchi). Insultato dal re eftalita Khush-Newaz, Peroz invase il paese degli Eftaliti costringendoli alla ritirata. Ma subì poi una cocente sconfitta e fu costretto ad arrendersi e a pagare loro dei tributi. Verso la fine del suo regno, Peroz aveva formato un esercito di 50.000-100.000 uomini e invase il regno degli Eftaliti in modo da vendicarsi dalla sconfitta nella prima campagna. Tuttavia gli Eftaliti tesero un'imboscata all'esercito di Peroz. Il piano ebbe successo e i Persiani vennero sconfitti perdendo molti uomini, tra cui lo stesso imperatore. Khush-Newaz, tuttavia, trattò il cadavere del suo ex amico con rispetto e lo rimandò in Persia dove venne sepolto con grandi onori. - Drachm - Hormazd IV - 579-590 d.C. type I/1 - Abarshahr / Abarsahr mint (Semnan / Khorasan) (Göbl# I/1) Ormisda IV, figlio di Cosroe I, fu il 21° Re di Persia, regnante dal 579 al 590 d.C. Sembra essere stato imperioso e violento, ma non senza cuore; protesse la gente comune e introdusse una severa disciplina nel suo esercito e nella sua corte. Quando i sacerdoti chiedevano la persecuzione dei Cristiani, egli rifiutava di farlo in quanto era convinto che il trono e il governo sarebbero stati più stabili se ci fosse stata tolleranza religiosa. Di conseguenza Ormisda IV si fece molti nemici nelle classi dominanti, il che portò a molte esecuzioni e confische. Ormisda non resse il trono per molto. I magnati deposero e accecarono Ormisda IV e proclamarono suo figlio Cosroe II re. Le fonti sono discordi sul modo in cui venne ucciso Ormisda: Teofilatto sostiene che Cosroe lo uccise alcuni giorni dopo l'accecamento; lo storico e vescovo armeno Sebeos sostiene invece che furono i cortigiani di Ormisda a ucciderlo. - Drachm - Khusru II - 590-628 d.C. 595-596 - Eran-khvarrah-Shapur Khuzistan mint - type II/2 (Göbl# II/2) 622-623 - Jayy mint - type II/3 (Göbl# IIb/3) Cosroe II di Persia (Ctesifonte, 570 circa – Ctesifonte, 28 febbraio 628) nipote di Cosroe I, venne soprannominato Parwiz (il vittorioso), per le numerose campagne militari guidate brillantemente; regnò dal 590 al 628. Il 23 febbraio 628 Cosroe II, perso tutto il suo prestigio e il sostegno dell'aristocrazia, venne rovesciato e rinchiuso in un sotterraneo per ordine del figlio Siroe (che salì al trono con il nome di Kavadh II) e, dopo cinque giorni di torture, spirò. La leggenda vuole che all'apice del suo regno si fece costruire un trono sfarzoso tripartito: i tre scranni stavano ad indicare che egli era (o meglio, sarebbe dovuto diventare) imperatore romano d'Oriente, del Vicino Oriente e dell'Asia fino all'India. Conquista islamica della Persia La conquista islamica della Persia segnò una svolta decisiva nella storia di questo Paese. Nel volgere di alcuni secoli la maggioranza dei Persiani abbandonò lo Zoroastrismo e divenne musulmana, mentre le caratteristiche della civiltà persiana venivano assorbite dalla nuova classe dirigente islamica. La caduta rapida dell'Impero sassanide fu completata nel giro di cinque anni, e la maggior parte del suo territorio fu annessa al califfato islamico; tuttavia, diverse città persiane continuarono a resistere rivoltandosi all'autorità islamica. La popolazione locale, non costretta per forza a convertirsi all'Islam, divenne suddita del Califfato islamico, e, in quanto dhimmi (cioè non ancora convertiti all'Islam), furono costretti a pagare una Jizya ( la Jizya sostituì le tasse imposte dai Sasanidi) fin quando non si fossero convertiti all'Islam. - ½ Drachm - 'Umar b. al-'Ala - 771-782 AD (Abbasid Governors of Tabaristan) "DICHIARO CHE LE MONETE/MEDAGLIE PRESENTATE SONO DI LECITA PROVENIENZA E DI MIA PROPRIETÀ’. CONFERISCO AL MUNACS IL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI UNICAMENTE PER SCOPI INERENTI AL PRESENTE CONCORSO"
  3. 4 points
    Su alcune monete greche sono raffigurate immagini realizzate allo scopo preciso di mandare in confusione il normale procedimento percettivo dell’osservatore a cui vengono inviati segnali contraddittori che ingenerano un vero e proprio corto circuito nell’assegnazione di bordi definitivi alle forme esaminate. Una veloce disamina di alcune di queste immagini che costituiscono dei veri e propri paradossi visivi. https://www.academia.edu/40940601/F._De_Luca_Paradossi_visivi_su_monete_greche_Comunicazione_Bollettino_della_Società_Numismatica_Italiana_n.74_Autunno_2019_pagg.5-10?fbclid=IwAR0TGLhJBJuKQWsUCfNiC7zVqoBT6WNMMTkLeBB6Y6AuUU1f2lns-1eKlOc
  4. 4 points
    Buonasera a tutti, Innanzitutto questo è il mio primo post su questo forum e quindi mi devo presentare. Mi chiamo Alessio e sono un appassionato di numismatica romana e, in particolar modo, del secondo secolo. Grazie all'invito dell'amico Quintus (che ringrazio sentitamente per questa proposta), colgo l'opportunità di mettervi a conoscenza del libro sulla monetazione di Faustina II che ho pubblicato su academia.edu al seguente link https://independent.academia.edu/ABusseni In questo lavoro c'é tutta la mia passione ed il mio impegno. Di seguito richiamo l'abstract riportato sul sito. Il presente libro è organizzato in capitoli ai quali corrispondono differenti aree tematiche, sempre correlate tra loro, ciascuna delle quali va a comporre il complesso mosaico necessario alla piena comprensione della monetazione di Faustina II, moglie dell'imperatore Marco Aurelio, nei suoi vari aspetti.In particolare questo studio, dopo un doveroso approfondimento storico/biografico ed una presentazione del sistema monetario vigente nel periodo, si concentra sulle legende e sui ritratti effigiati sulle monete di Faustina II descrivendone le caratteristiche ed individuandone la datazione.Vengono quindi esaminate le implicazioni storiche e le simbologie associate ai diversi tipi rappresentati sui rovesci concludendo, infine, con la definizione della sequenza cronologica dei numerosi figli messi al mondo dall'Augusta.Le peculiarità numismatiche non sono mai considerate fini a loro stesse ma sono sempre osservate ed esaminate in relazione al contesto storico e raffrontate con quanto riportato nei testi antichi e con il contenuto di alcune iscrizioni. Sarò estremamente grato verso tutti coloro che decideranno di dare un'occhiata a questo lavoro e che eventaulmente mi invieranno qualche commento. Grazie infinite Alessio
  5. 4 points
    Sapendo di suscitare l'invidia di molti, anzi, di tutti, vi presento il mio ultimissimo acquisto!!! @Piakos, voglio vedere se trovi tracce di bulino anche qui! Dimenticavo io prezzo, circa 50.000 euro, un vero affare! SETTIMIO SEVERO, 193-211 d.C. MEDAGLIONE Metallo: AE Peso: gr. 59,69 Diam.: mm. 40,73 Rarità: RRR Conservazione: qFDC Patina verde/marrone Note: really untouched Zecca di Roma, Emissione: 195 d.C. D/ L SEPTIMIVS SEVERVS PERTINAX AVG IMP IIII, busto laureato con paludamento e corazza a destra R/ P M TR P III COS II P P FIDEI MILIT, l'imperatore stante a sinistra su di un palco in atto di salutare i soldati. Dietro di lui Caracalla e Geta. Dinanzi a lui i soldati con gli stendardi Rif. bibl. Gnecchi, 16; Banti, 51; Cohen, 152 SETTIMIO SEVERO - MEDAGLIONE UNTOUCHED.JPG Ovviamente me lo tengo così per non perdere la totale originalità del pezzo. Ave! Quintus
  6. 4 points
    Come mio consueto impegno, in occasione della mostra sociale del circolo numismatico filatelico di Rovereto, ho predisposto una raccolta di ricerche sul tema in oggetto. In allegato l'articolo Qui, notizie sulla mostra (5-7 ottobre 2018) http://www.ccnfr.it/xxiv-mostra-di-filatelia-numismatica-e-cartofilia/ Qui, l'intero volumetto con gli altri articoli e la presentazione della mostra (interessante l'articolo sulla filatelia egregiamente proposto da mons Luigi Bressan, arcivescovo emerito di Trento) http://www.ccnfr.it/wordpress/wp-content/uploads/Mostra-2018.pdf Della maggior parte degli argomenti proposti, la raccolta di nozioni e articoli in rete è stato fondamentale. Un grazie anche a @DeAritio che mi ha supportato nella predisposizione dell'esposizione. Caos_Valutario_al_termine_della_Grande_Guerra.pdf
  7. 4 points
    Ne posto qualcheduna, ma fate altrettanto anche voi mi raccomando
  8. 4 points
  9. 4 points
    Credo di aver già detto qualcosa in proposito in qualche altra discussione, ma provo lo stesso ad inserirmi nella discussione con alcuni miei ricordi e qualche piccola considerazione. Ho cominciato ad appassionarmi alle monete (dire alla Numismatica mi parrebbe esagerato) grazie...all'emigrazione. I miei genitori erano dell'Elba, isola ora meta di turismo con un buon livello economico, ma che dagli inizi del XX secolo fino agli anni '60 produceva essenzialmente emigranti. Poichè abitavamo a Piombino, porto per l'Elba, quando i numerosi amici e parenti dei miei rientravano al "paesello" o per rimanere o per vacanza, si fermavano a casa nostra. Io avevo 10-12 anni e spesso mi portavano dei piccoli regali uniti ad una manciata di spiccioli . Ho quindi iniziato con monetine correnti australiane, statunitensi e tedesche (queste erano le principali destinazionidell'emigrazione elbana). Ovviamente non avevano alcun valore ma mi permettevano di fantasticare su quei paesi così lontani e per me comunque esotici. In ogni modo il seme era gettato. La mia prima "acquisizione", in quegli anni, avvenne quando un compagno di banco mi cedette un doppio tornese di Luigi XIII (poteva essere stata la moneta di uno dei tre moschettieri!) in cambio di sei albi dell'Intrepido. La mia prima fregatura, sempre più o meno in quegli anni, la ebbi quando su un banchetto al mercato un tipo che si spacciava per commerciante numismatico mi vendette una moneta dell'anno "12 dopo Cristo" (sic!). Naturalmente non lo era, ma inizialmente ci credetti. Era invece un bagattino veneziano del '700 e, ripensandoci, non so chi fece l'affare, dato che la pagai l'equivalente di tre bastoncini di liquirizia! E' inutile dire che entrambe ce l'ho ancora, un po' come il "primo penny" di zio Paperone. Ripresi poi la passione durante il periodo universitario, a Firenze. Ogni tanto - e qui mi riallaccio ad un ricordo di @Riccardo Paolucci - entravo in un palazzone di fronte alla stazione di S.M. Novella e bussavo, timidamente, alla porta di Simonetti - me lo ricordo gentilissimo e disponibile - a cui chiedevo uno dei suoi listini. Già, qui viene fuori una mia abitudine conservata tuttora: se iniziavo una collezione, la prima cosa che facevo era quella di procurarmi un catalogo di quella monetazione e i listini del Simonetti erano un po' questo ed un po' la porta per sognare. Ecco qui sta la chiave per la mia iniziazione alla numismatica: il desiderio di capire studiando le monete attraverso listini o repertori (anche quando magari di quella raccolta avevo solo tre o quattro monete) e la curiosità che poi mi portava ad interessarmi di quel particolare paese o periodo. Più o meno come oggi, magari con più studio ma sempre con la stessa curiosità.
  10. 4 points
    Giugno 1990...bei tempi, dovevo ancora compiere 30 anni...ultimi giorni a Trieste prima del mio trasferimento in quel di Bergamo. Mi arriva una telefonata di due amici bergamaschi, allora erano amici poi un po' di meno, che vengono a Trieste e se ho piacere di andare a pranzo con loro. Certamente che avevo piacere di ritrovarmi con loro, anche in vista del mio prossimo trasferimento. Vengono a casa mia, aperitivo e mi parlano di una moneta: il denaro di Latisana!!! Porca pupazza, il sogno della mia vita...da quando ho iniziato a collezionare monete medioevali del Friuli Venezia Giulia, quella moneta era il mio sogno! Il prezzo...20 milioni delle vecchie lire! E porca pupazza, faccio due conti visto anche l'acquisto della casa a Bergamo e dentro di me dico "si ce la faccio". Nel momento che penso a questo arriva mia moglie, le donne sembra che ti leggano nella mente, e le chiesi se potevo acquistare la moneta per la mia Collezione (sempre meglio chiedere alle mogli prima di sottrarre denaro alle casse della famiglia). La sua risposta fu "Se vuoi il divorzio comprala pure". Ma come? Ho acquistato cose anche a prezzo maggiore e non mi hai mai detto nulla e ora per un oggetto che entrerebbe in Collezione valorizzandola mi neghi questo piacere...Bèh mia moglie aveva ragione anche quella volta. Sei mesi dopo acquistai il denaro di Latisana con altre dieci monete triestine direttamente dal proprietario della moneta pagando tutto il lotto 20 milioni. La morale? dar sempre retta alle mogli, non sbagliano mai
  11. 4 points
    Ringrazio @Admin per la fiducia, ringrazio il responsabile uscente @Neapolis , ringrazio @Piakos per i complimenti, complimenti anche a @D.B.G , per la sezione del sud , mi auguro di fare un buon lavoro, con il contributo di TUTTI gli utenti , dello staff , spero sempre nelle nuove "leve " di giovani , " per una crescita numismatica " comune
  12. 4 points
    2 - L'OBOLO DI CESARE < … mandarono informatori, che si fingessero persone oneste, per coglierlo in fallo nelle sue parole e poi consegnarlo all'autorità e al potere del governatore. Costoro lo interrogarono: «Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno, ma insegni secondo verità la via di Dio. È lecito che noi paghiamo il tributo a Cesare?». Conoscendo la loro malizia, disse: «Mostratemi un denaro: di chi è l'immagine e l'iscrizione?». Risposero: «Di Cesare». Ed egli disse: «Rendete dunque a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio». Così non poterono coglierlo in fallo davanti al popolo e, meravigliati della sua risposta, tacquero. > (Luca 20,20-26) Si tratta di uno dei più noti episodi della vita di Gesù. L'intento di coloro che lo interrogano è chiaramente ambiguo e provocatorio: infatti gli ebrei odiavano il fatto di dover pagare un tributo a Roma ma al tempo stesso una risposta positiva avrebbe fatto passare agli occhi dei presenti Gesù come un filo-romano. Anche qui, come in altre parti dei Vangeli, si parla genericamente di <denaro>, tuttavia il testo ci aiuta perchè avendo la moneta al dritto l'immagine dell'imperatore (Augusto o Tiberio) e escludendo si trattasse di un aureo, l'ipotesi più probabile ci porta verso un denario. Nel mondo anglo-sassone c'è un denario, in particolare, che viene associato a questo episodio tanto da essere comunemente denominato "tribute penny" ed è il denario con al dritto il volto di Tiberio e sul retro Livia seduta divinizzata; con gli stessi conii abbiamo anche un aureo. . Non si tratta però di un'attribuzione sicura. Ritrovamenti archeologici di tesoretti monetali testimoniano la presenza prevalente in Palestina di un altro tipo di denario, questa volta appartenente ad Augusto. Si tratta del denario con il volto di Augusto e, al rovescio, i due giovani nipoti Caio e Lucio Cesare. Di seguito tre pregevoli rappresentazioni seicentesche di questo episodio dovute a Bernardo Strozzi, Bartolomeo Manfredi e, last but not the least, Rubens.
  13. 4 points
    Carissimo Renzo ( e tutti i simpatici partecipanti alla discussione...) se avete un pochino di pazienza ( ma senza attendere decadi ... ) sto preparando alcune osservazioni con tanto di apparato fotografico di confronto, che è quello che mi porta via più tempo. Credo possiamo avere dei risultati molto istruttivi e anche un pochino sorprendenti... Giusto per anticipare : posizioni reali delle lettere ( ! ), rilievi ( ! ), altri esemplari da stesso conio... ( ! ) e ovviamente raffronti ! Da ultimo : conclusioni.... Cordialmente, Enrico P.S. Ho paura che poi sia come con le ciliegie, una tira l'altra...
  14. 3 points
    Salve, Sono un ragazzo della provincia di Teramo appassionato da qualche anno di monetazione medievale, principalmente delle zecche abruzzesi marchigiane. Spero di condividere belli e costruttivi con voi altri del forum. Ringrazio l'amico @realino santone per avermi seguito fin dall'inizio per farmi immergere in questo mondo. Saluti e a presto
  15. 3 points
    Mi sono fatto un giretto sul sito della Società Numismatica Italiana. A parte la finalità che è da lodare, ma questo vale per tutte le Associazioni culturali, per aderire occorre: " Per associarsi alla Società Numismatica Italiana è necessario compilare un modulo che può essere richiesto alla Segreteria. Ad ogni candidato viene di norma richiesta la presentazione da parte di due Soci effettivi, in regola con i pagamenti delle quote. Anche se priva di questi due nominativi, la domanda può comunque essere presentata al Consiglio, che si riserva di chiedere al candidato ulteriori informazioni." Fino qui non fà una piega. Adesso vi chiedo il perchè di una tale affermazione sopra citata. Chi sono i Numismatici? (nel vero senso del termine)? I Numismatici viaggiano insieme a gruppi di tre? (due paganti e un candidato)? Un Numismatico nel vero senso del termine è anche colui che è in regola con i pagamenti delle quote? Chi NON è un Numismatico nel vero senso del termine ( come me ) , ma presento domanda e mi viene disgraziatamente accettata, pago la quota e ...... Questa non è un attacco contro la Società Numismatica Italiana o tutte le Associazioni del settore , me ne guarderei bene, è solo per dire che non bastano quote sociali a fare i Numismatici. Prima bisogna essere Uomini.
  16. 3 points
    Grazie @Riccardo Paolucci. Come ho sempre detto e sostenuto, la vostra esperienza è una fonte preziosa, inestimabile, di conoscenza numismatica e il mio messaggio di prima non vuole assolutamente mettere in discussione ciò. Renzo, e altri su questo Forum, compiono opera preziosa di verità e sarò sempre grato di questo. Ed è vero, certamente, come la monetazione antica risulti fortemente inquinata in molti suoi rami. E ciò mi frustra in quanto piccolo collezionista che colleziona con lo spirito del custode passeggero dei nostri amati tondelli. Ciò detto, per limiti caratteriali miei, non riesco a farmi piacere una monetazione senza che si presentino una serie di combinazioni: amore per il periodo, per la civiltà o l’entità politica che ha voluto imprimere la propria identità su queste monete, curiosità per i personaggi e le circostanze. Nella mia semplicità, amo periodi storici ben definiti, ma - ahimé - pericolosi in questo campo. Studio, guardo, cerco di osservare con attenzione. Poi, magari anche col vostro aiuto, spero almeno di non farmi troppo male. Un caro saluto.
  17. 3 points
    Ragazzi... questo è un salotto buono al quale partecipiamo in pochi...quindi si possono anche dire delle verità...che come sappiamo non sono mai molto gradite da ogni ambiente. il concetto base resta uno: se non mi diverto non gioco...e se inizio a ripensarci la notte...scappo. Più che ipocondria...vedo più rispondente l'esempio sulle passioni sentimentali: una persona normale con una vita normale con buoni fondamentali ed anche psicologicamente equilibrata...e magari con qualche euro in più da poter spendere tranquillamente...può essere sentimentalmente coinvolto da una bella signora anche intelligente e di buon eloquio (uno potrebbe dire: e dove le trovi? ah ah ah!). Può capitare...anzi capita che la signora sia però un po' furba e dopo qualche tempo (non molto) punti a sistemarsi a scapito dello status quo del coinvolto. Allora i casi diventano tre: il coinvolto si sveglia e anche a malincuore...si smarca, sfidando le ire dell'incantatrice. (probabilità che si svegli? Poche!) Ah ah ah! il coinvolto da passione è sotto botta e la se la piglia in tasca...quando si sveglierà sarà probabilmente tardi...(probabilità? Tante!) Ih ih ih! il coinvolto inizia a mangiare la foglia ma ormai non vuole rinunciare alle belle e rare emozioni e pensa di poter giocare ad armi pari...alla fine si fa male comunque, (probabilità? abbastanza!) uuuhhh uh uh! Ecco...diciamo che il collezionismo numismatico è molto simile (se non uguale) per complicanze e difficoltà ambientali alla casistica di cui sopra. E diciamo che io mi sono svegliato! Se sia troppo tardi non lo so...lo dirà il mercato se e quando. Aaahhh! Uh uh uh...ahiai! Ma...nelle more...io prima di comprare...ci penso molte volte...e cerco di evitarlo. Mi godo quello che ho e non sono tante...per quante avrebbero potuto essere. Resto tuttavia sempre convinto che la numismatica sia in assoluto una bella signora di raro fascino che mi guarda e mi invita a farle la corte...e che non vi siano molte valide alternative collezionistiche di pari spessore e interesse che possano reggere il confronto, Diciamo che non voglio farmi più coinvolgere e faccio il distratto. E allora? E allora...chi di meglio non ha...con la moglie si addorme, che per solito... è una persona per bene. Se poi si è sbagliato anche con la moglie...non c'è speranza. @carledo49 o Carlo? Carino il post però...non trovi?
  18. 3 points
    In epoca antica (ma anche fino a tutto il '900) non esistevano microchip contenenti notizie o messaggi ultra riservati da inserire sotto la pelle e quindi ogni sistema poteva essere buono per trasmettere in maniera segreta. Mi pare piuttosto intrigante che la definizione inglese <mirror> si traduca in latino con <speculum>, parola da cui deriva <speculatores> che era il nome dei reparti addetti al servizio di spionaggio-controspionaggio.
  19. 3 points
    Salute a tutti. La monetazione della Grecia antica...in tutte le sue produzioni numerose e piene di fascino: dal Mar Nero, all'Afghanistan...sino al Mediterraneo resta la regina, a mio convinto e pur sommesso avviso. E nei terreni italici ed italioti abbiamo esempi che nulla hanno da invidiare ad alcune produzione coniata: Temesa? da Crotone? al diritto il tripode delfico simbolo della monetazione crotoniate...con due schinieri affiancati in ambo i lati. al rovescio un elmo corinzio e la scritta TEM... Una moneta meravigliosa ove se ne valuti la rarità..e il mistero di questo sito greco posto sulla costa della Calabria tirrenica laddove oggi l'autostrada del sole piega verso l'interno dalla costa...per raggiungere Cosenza. Individuato archeologicamente in vari stanziamenti succedutisi nel tempo antico sino all'alto medioevo, ma in assenza di un centro grande e popoloso al momento ancora non chiaro nella sua estensione ed eventuale esistenza. Un emporion? Sicuramente la Temesa greca è un'espressione legata all'impero di Sibari...e dopo la sconfitta subita dalla più valorosa anche se meno numerosa falange crotoniate in campo aperto, l'emporion tirrenico fu assorbito dall'egemonia crotoniate...di cui alla moneta in topic. Molti anni dopo l'arrivo di Pitagora, Kroton mosse contro Sibari, importante pòlis situata circa 100 km a Nord di Crotone, che poco aveva a che fare con gli ideali pitagorici. Nel 512 a.C., tre nobili crotoniati vennero uccisi e i loro corpi furono dati in pasto ai lupi che affollavano le paludi intorno a Sibari, perché uno di loro si era innamorato di una bellissima vestale dagli occhi azzurri, che aveva tentato di rapire. Quando Sibari fu capeggiata da Telys molti aristocratici furono costretti a fuggire a Crotone per rifugiarsi. Alla richiesta di Telys di consegnare gli esuli sibariti, i Crotoniati rifiutarono. Questi fatti, aggiunti alla concorrenza dovuta a motivi commerciali, politici e di diversa appartenenza religiosa, convinsero i crotoniati a scendere in guerra contro Sibari. Nel 510 a.C. iniziò una battaglia nei pressi del fiume Hylia (l'odierno Nicà tra Crucoli e Cariati), da dove i crotoniati inseguirono e annientarono le forze sibarite in una battaglia finale al guado del fiume Trionto (nei pressi di Mirto Crosia). Secondo la leggendaria tradizione, si erano fronteggiati ben 100.000 crotoniati, guidati dall'atleta olimpico Milone, contro i sibariti che li superavano per tre volte. La vittoria arrise a Kroton nonostante l'inferiorità numerica poiché i sibariti usarono, per la battaglia, un esercito di mercenari e cavalli ammaestrati a eseguire passi di danza negli spettacoli al suono dei flauti. I crotoniati, nella Battaglia di Nika, iniziarono a suonare i flauti, eseguendo la stessa melodia con la quale i cavalli erano stati ammaestrati per danzare, col risultato che le avanguardie delle truppe sibarite furono disarcionate immediatamente. E dopo settanta giorni di saccheggi venne deviato il corso del fiume Crati i cui flutti fecero sparire Sibari per sempre. Ma ce n'è ancora da dire e da analizzare... leggete questo: “Or ora approdai, con nave e compagni andando sul mare schiumoso verso genti straniere, verso Temese per bronzo, e porto ferro lucente” (Odissea, I, vv.182-184). Ce n'è abbastanza, tra moneta, storia e realtà... per sognare?
  20. 3 points
    Ah....se qualcuno sta per chiederMi: ma se non venne coniato a bilanciere...quale sistema si utilizzò, considerato che non è una coniazione al martello ? .... la risposta è nel volume...figuriamoci, non voglio farmi la pubblicità, ma non perdetelo (sincero) ...è molto Illuminate anche per molte altre monete del periodo.
  21. 3 points
    Lo spessore culturale del suo interlocutore è più che accreditato nel mondo numismatico e non solo , riguardo all'ego credo che spetti ai lettori farsi una propria personale idea su chi abbia dimostrato più "saccenza" il luogo di "competenza". Ciò premesso, poiché qui siamo abituati ad interloquire in modo amichevole, anche e soprattutto nelle discussioni dove non si condividono le idee altrui, ritengo opportuno ricordare che chi non è in grado o non vuole rispettare questo "modo di relazionarsi" può liberamente scrivere di numismatica altrove.
  22. 3 points
    Galerio Gaio Galerio Valerio Massimiano (in latino: Gaius Galerius Valerius Maximianus). Nato a Felix Romuliana nel 250 a.d. circa e morto a Serdica il 5 maggio 311 a.D., è stato un imperatore romano durante la tetrarchia dal 293 fino alla sua morte. Valore nominale: Follis Diametro: 29,00 mm circa Peso: 8,41 gr Dritto: MAXIMIANVS NOB CAES, busto corazzato a destra Rovescio: GENIO POPV-LI ROMANI, Genio nudo volto a sinistra, modio sul capo, clamide sulla spalla sinistra, patera nella mano destra e cornucopia nella mano sinistra. Marchio di zecca: nessuno Zecca: Londra Anno di coniazione: dal 300 a.D. Riferimento: RIC VI London 15; Sear 14344 Rarità: C2 Note: Le monete RIC VI Londra 15, 21 e 35 sono virtualmente identiche. Cambiano dimensioni di collo, testa e busto. Ave! Q.
  23. 3 points
    ciao a tutti, mi sono appena iscritto... Mi piacciono le monete romane del quarto secolo e soprattutto mi piace fare delle chiacchierate in allegria e leggerezza sull argomento, senza seriosita' e pesantezza..e maleducazione, cose che mi hanno spinto a lasciare il forum dove precedentemente bazzicavo. Mi voglio divertire con le monete e non utilizzarle come rigonfiamento del mio ego. Non sono espertissimo e manco voglio esserlo, ragion per cui se ne sparo di grosse perdonatemi. Confesso che il mio unico scopo è possedere le monete che mi piacciono..il mio motto è: più monete meno libri... Saluto in particolare @Quintus ..
  24. 3 points
    Allora analizzare la figura dell'imperatore Nerone non è semplice Lucio Domizio Enobarbo, questo era il suo vero nome, nacque ad Anzio il 15 dicembre del 37 d.C. da Agrippina e Gneo Domizio Enobarbo. Fu proprio la madre, bramosa di potere, a farlo sposare a 16 anni con la figlia appena dodicenne dell'imperatore Claudio, da cui era stato adottato.. L'anno dopo il matrimonio Claudio morì avvelenato e Nerone divenne imperatore. I sospetti dell'omicidio però ricaddero subito su Agrippina che fu sospettata anche di un altro omicidio, quello del figlio naturale di Claudio. Probabilmente Nerone sapeva. Nelle intenzioni di Agrippina, la moglie degli imperatori potevano essere allontanate o addirittura uccide, mentre le madri conservavano ampia influenza sui figli imperatori. Peccato che Nerone però la allontanò quasi subito dal palazzo e la fece uccidere. C'è chi dice che fu proprio il matricidio a scatenare in Nerone sensi atroci di colpa, con depressione e paranoia che spesso veniva contrastata con stati di megalomania ed euforia senza senso. Il resto poi è storia....
  25. 3 points
    @Spoudaios, @ggpp, Non conosco molto bene la monetazione del III sec. ma conosco un po' meglio le questioni relative ai conii. La produttività di un conio di D/ e di R/ è materia abbastanza controversa ma ci sono alcuni dati certi derivati dagli studi della monetazione tardo-repubblicana, in particolare i denarii del triunviro Auro, Argento, Aere Flando Feriundo Crepusius, attivo nell'82 a.C., che contrassegnava i conii. Secondo T. W. Buttrey, che ha studiato queste emissioni furono utilizzati 479 conî del D/ e 519 del R/. Il rapporto è di circa 8/9 conii de D/ a fronte di circa 10/11 conii del R/. Buttrey suggerisce, attraverso una serie di calcoli, un volume complessivo di circa 2.300.000 denarii con un consumo medio giornaliero di 4 conii ed una produzione media di circa 5.000/6.000 monete per conio. Il Crawford invece ha calcolato una produzione massima, per conio, di circa 30.000 denari! Personalmente preferisco l'ipotesi "bassa" del Buttrey; comunque sia è evidente che dopo 3/4.000 violente martellate il conio di martello iniziasse ad avere problemi ma vorrei dire, avendo alla mente la situazione dei conii etruschi, che il conio della moneta postata fosse ancora a metà utilizzo.
  26. 3 points
    Spero di fare cosa gradita allegando il mio lavoro PAOLUCCI_-_BIBLIOFRIULI.doc
  27. 3 points
    http://www.casadastemontenegro.it/lotti/lotto-1-asta-10/ http://www.casadastemontenegro.it/lotti/lotto-5-asta-10/ immagino siano queste
  28. 3 points
    Torno all'acquisto dopo quasi 1 anno di assenza dalle aste e dal settore numismatico, acquistando questa medaglietta facile facile. Purtroppo l'appiccagnolo è stato rimosso, ma avendolo pagato pochissimo, credo che la userò in una bacheca di effigi imperiali austriaco. Intanto, due informazioni veloci: La medaglia in questione venne istituita nel 1866 dall'imperatore Francesco Giuseppe per ricompensare i soldati e gli ufficiali dell'esercito imperiale austriaco che si fossero distinti nella difesa del Tirolo durante la guerra contro la Prussia del 1866. I tirolesi si distinsero in questo frangente in particolare nella difesa del confine meridionale con il Regno d'Italia che, alleatosi con la Prussia, minacciava l'Austria dal fronte peninsulare. Argento, 31mm, 13,1 gr
  29. 3 points
    purtroppo certi atteggiamenti seguono il mercato: vuoi la moneta fdc ? Bene, io ti dichiaro che la mia lo è (a prescindere) vuoi la moneta senza colpi, fori, graffi ecc ? Li tolgo e....voilà, la moneta torna appetibile. una volta queste cose erano meno frequenti, vuoi perchè la differenza tra moneta con colpo e quella senza non era così elevata, vuoi perchè la moneta con il colpo si vendeva. quanto alla tua domanda, sì, per diversi settori e tipologie il prezzo del bb è calato. Un esempio, il 20 lire "cappellone o elmetto", che qualche anno fa costava dai 150 ai 200 euro per un buon bb ed ora se ne spuntano meno di 100
  30. 3 points
    Molto interessante. Aggiungo di seguito una nota sul traffico numismatico di trincea aRoma...probabilmente meno scientifico rispetto al Becker e analoghi, ma ancora più insidioso. A tratti la descrizione potrebbe sembrare esilarante...ma ciò che c'è dietro a qualche sorriso è estremamente pernicioso per l'appassionato che si avventura da solo nel mare magno dell'acquisizione di monete da collezione. Questa nota era già stata postata nel nostro Vademecum ma occorre darle maggiore visibilità, in questa discussione. Nuovi luoghi...stesso ambiente, aneddoti per le monete della domenica e per lo scambio al minuto. Come già detto....il traffico e il commercio spicciolo di monete e di oggettistica, dopo la seconda guerra mondiale a Roma si trasferì da Piazza Montanara e si incentrò prevalentemente in altre due località: - Porta Portese - e, fino a qualche anno fa', in Piazza di Fontanella Borghese di cui postiamo la foto di seguito: In questi luoghi il collezionista e gli appassionati di numismatica sentivano parlare di personaggi dal soprannome pittoresco, come ad esempio: il Tassinaro, il Pasticcere, Buccheretto, il Prete, il Marchisciano, l'Occhialetto, il Pancione, il Roscio. Ma spesso sfuggiva , nell'andirivieni dei frequentatori, chi si celasse dietro questi “nick name” dell'epoca...così che, come nelle leggende, alla fine non si sapeva nemmeno se questi esperti, di cui risuonavano i nomi d'arte, esistessero come persone o non fossero piuttosto nomignoli inventati di sana pianta per spargere chiacchiere e depistare la realtà. ESEGESI DELL'ARTE DI VENDERE MONETE SULLA STRADA...ANALISI COMPARATA CON LA COMMEDIA DELL'ARTE... e le ricadute sulla realtà della numismatica. Qualcuno trovava intriganti i suddetti piccoli misteri...che contribuivano ad aumentare l'interesse dell'annoiato o dello sprovveduto di turno, dediti al collezionismo. Per esemplificare le attività in argomento: una volta "il tassinaro" recitò - in uno dei suddetti luoghi, il seguente monologo indirizzato ad un collezionista in crisi di astinenza: ...per stà bella e rara monneta voglio favorire questo ragazzo...che viene spesso a sta' bancarella ma non ha mai preso niente de 'bbono. Regà...te la stò a regalà...me dai 900.000 lire e non devi nemmeno dire: a! Vale da tre a cinque meloni (Fine anni '80 sec. scorso)...asseconda di quanto è potente chi ce l'ha in mano quanno la venne. Però...se sei furbo regà...primo me la devi comprà e poi la devi nasconne e nu'n la devi fa' vede a nessuno...perchè sennò vengono quà e me cazziano perchè l'ho data a te...invece che ad altri. Trovo tale monologo degno della commedia dell'arte, in quanto improvvisato con mestiere sopraffino, a braccio e canovaccio, sul tema dell'affabulazione. A mio avviso potremmo essere nello spirito del Belli...nell'osservazione dei retaggi oscuri, miserrimi e sarcastici del popolo papalino...anche se l'arte oratoria e letteraria del predetto personaggio non regge il confronto con il sommo poeta Gioacchino. In qualche modo, con il suddetto monologo, potremmo essere anche vicini a Carlo Lechner (in arte Bombolo)...attore di immense risorse mimiche, maschera del popolo romano...male usato dal sistema Cinecittà in ruoli troppo trash o deteriori, negli anni '70/80' del secolo scorso. Il monologo del suddetto proponente rammenta Bombolo quando vende i piatti a Campo de' Fiori: ...venite 'ggente, oggi ve vojo fa' contenti solo a'vvoi...c'è stato un fallimento: venno li piatti e le padelle a mille lire...li regalo! Stà padella (bonc..bonc...risuona quando ci batte il pugno) alla Rinascente la fanno 3.500 (lire)...io la regalo...ecco, datemi li sordi e pijateve sti piatti chessò n'affare. La differenza sta nel fatto che i piatti e le padelle di Bombolo erano autentiche ed utili alla bisogna...mentre le monete? Per la moneta summenzionata...l'affabulato collezionista ebbe un giorno ad incontrare un esperto detto "il pasticcere", il quale (paragnosticamente) gli disse: ma è autentica? Mamma mia! L'affabulato, roso dai dubbi, arrivò a prendere il treno per una città posta ai confini dello Stato per incontrare - fuori dell'ambiente romano - un grande Commerciante e studioso del mondo numismatico medio orientale, il quale fornì cortesia ed esimia disponibilità. Guarda e riguarda...sarà buona...sarà falsa...un'intera mattina passò fra tali interrogativi non banali per la serietà della Numismatica italiana. Alla fine, mi riferiscono che sul far del mezzogiorno...saltò fuori la moneta da un bollettino internazionale di falsi numismatici...cui il Commerciante era abbonato. Era un falso bulgaro. Ovviamente è probabile che anche il grande Commerciante volle far cadere dall'alto la cosa perdendo due ore nelle analisi e nelle ricerche. Perchè? Perchè stiamo parlando di un gran Signore...una persona colta, raffinata e di livello, che - con somma arte e psicologia mercantile - volle porre riparo al danno fatto dal "tassinaro" immettendo nel mercato un falso. In che modo? Facendo credere al povero affabulato che la moneta in esame era un falso difficile, al limite della zona grigia: è buona...non lo è ma lo sembra...forse potrebbe addirittura esserlo. Con tale tecnica retorica, la delusione dell'appassionato turlupinato fu stemperata...e il collezionista stesso alla fine della mattinata comprò anche due stupende monete...quelle si erano super autentiche. (cfr: Nota 1) Ritornando agli epigoni di Piazza Montanara a Roma (ma ogni grande città ha avuto i suoi ritrovi...) chiudiamo con una esemplificazione dei commenti domenicali che si potevano udire in loco nel corso di una sessione commerciale: ...Questa moneta è tutta ripatinata e stuccata: bòh!? Sarà stato il Pasticcere! - Per questa moneta il Marchisciano m'ha offerto un sacco di soldi...e non gliela ho voluta dare...voglio molto di più. - Quell'altra la voleva l'Occhialetto...ma è arrivato prima il Prete e l'ha presa lui. - Quella non la prendere...è passata sotto il microscopio del Roscio...sarà tutta restaurata. - L'altra volta il Pancione e l'Occhialetto hanno litigato...perchè la Vetta d'Italia (FdC) del Sòr Giacomo che si disputavano, con satinatura intatta...alla fine l'ha comprata un collezionista, ma c'iavemo messo una buona parola...e adesso hanno rifatto pace. In ogni caso gli esiti di queste nuove “piazze commerciali e di scambio” furono meno brillanti, rispetto ai tempi del Sor Checco Martinetti, per la crescente penuria di buon materiale e per l'accentuarsi della presenza delle falsificazioni nel mercato, che iniziarono ad avere una diffusione costante, contestualmente al materiale autentico e integro, sempre più scarso. NOTA 1: per porre rimedio alla figura da ingenuo che il collezionista affabulato dal "tassinaro" rischia di fare in questo aneddoto, occorre rendere giustizia. Si dice che al momento dell'acquisto fosse presente un altro collezionista abbastanza esperto, il quale cercò di entrare in competizione per acquisire l'oggetto, ma sembrava proprio che quella volta il venditore avesse puntato il nostro eroe...quindi non ci fu verso. Ovviamente qualche navigato lettore potrebbe immaginare che questo secondo collezionista tenesse, nell'occasione, bordone al venditore. In teoria...l'ipotesi non sarebbe impossibile. Fatto è che l'affabulato si recò immediatamente a far valutare l'oggetto ad un noto Commerciante professionista, ubicato non lontano dal luogo dell'acquisizione...e, sembra che costui avrebbe sdoganato come autentica la stessa moneta, dal valore non inferiore ai 4 milioni. Che dire? -Era costui in mala fede; - o non capiva che ra un falso? Meglio non dire... @f.dc
  31. 3 points
    Salve a tutti... vedo solo adesso la discussione (purtroppo...) ... adesso è tardi, vedrò di intervenire meglio nei prossimi giorni... ad ogni modo, riguardo all'attribuzione di questi denari a Volterra, posso dire che l'area geografica dei ritrovamenti documentati è assolutamente circoscritta... per quanto riguarda poi i denari e le loro diversità, sono riuscito nel tempo a reperirne diversi... a sufficienza per riuscire a comporre, a parere mio, dei gruppi ordinabili crono-tipologicamente... spero di riuscire a pubblicare tra questo ed il prossimo anno un piccolo articolo in proposito, tramite il materiale che sono riuscito a mettere insieme...
  32. 3 points
    Non è stato facile ma ci sono riuscito: https://www.academia.edu/29627515/Drachmes_inedites_de_la_Ligue_Lycienne
  33. 3 points
    Tornato da Milano dove sono stato in sala per i due giorni dell'asta. La Scarlato l'ho seguita poco in quanto fuori completamente dal mio interesse...ma sentivo da lontano i botti delle aggiudicazioni...ambiente prevalentemente per investitori: Per la ANPB posso dire: - le monete viste in mano si sono rivelate, per la maggior parte, migliori che nel catalogo e molte sono state le tentazioni per tutti i partecipanti; come sempre le valutazioni sulle conservazioni vergate da Alberto Varesi si sono confermate rigorose e tecnicamente professionali. - tra le pontificie molteplici sono state le occasioni per acquisire monete belle ed importanti...cosa che non capita spesso. Chi ha potuto ne ha approfittato...tranne che per alcune monete dove le mani c.d. "forti" hanno spinto le quotazioni a prezzi speculativi o amatoriali, comunque da investimento impegnativo. Ad esempio Sisto V nella piastra ha realizzato 27.000 euro e la quadrupla di Innocenzo XII, con le vacchette al rovescio, ha quotato ben 67.000 euro dopo una battaglia in sala. Ci hanno provato anche alcuni "umani collezionisti" un po' folli a portare a casa qualcosa di importante ma non c'è stato verso: in queste tipologie per grandi portafogli non ci sono possibilità...per la serie: chi ha più polvere spara!! E costoro se ne importano poco di quanti soldi stanno sparando a mitraglia e ad alzo zero...anche fossero logicamente troppi. - l'asta è stata comunque appassionante e anche numismaticamente divertente oltre che istruttiva....assolutamente ben frequentata da numismatici di ottimo livello e di ottimo spessore. Forse è mancata la folla che , personalmente, avevo invece visto alle ultime due aste della Nac Milano , ad esempio non c'era Crippa...indiscusso primo Numismatico di Milano, non c'erano molti commercianti padani, non mi sembra di aver visto Ranieri...Negrini...e nemmeno grandi operatori stranieri, tranne la NG che prò non ha dato battaglia. Abbastanza attivo il telefono in sala e anche il collegamento internet. - Insomma...quanto alla frequentazione l'asta è sembrata un po' sottovalutata senza reale motivo. Forse un altro proprietario delle monete - attesa la decisione meditata e presa di dismettere la struttura portante della collezione - avrebbe disperso quasi tutte le monete in suo possesso. Sembra, invece, che una parte - forse le più belle e le più amate - siano rimaste nella raccolta privata. Non posso dire certo io se strategicamente ne sia valsa la pena, visto che comunque si era deciso di vendere. Resta il fatto che la fila per entrare alla ANPB non c'è stata...ed è un peccato, probabilmente un'eccezionale occasione in parte mancata. A prescindere dalle sacrosante decisioni della proprietà, resta l'ottima (anzi ineccepibile) organizzazione di @Alberto Varesi che - in sede d'asta oltre che di organizzazione - ha dato ennesima ed esimia prova di essere uno dei nostri Numismatici più abili, efficienti e preparati...titolare di una delle Case d'asta più attente alle esigenze ed agli interessi dei collezionisti italiani. Nel senso che con sagacia Varesi riesce ad equilibrare l'interesse di chi vende e di chi compra...mi ripeto ma è il caso di farlo: con rara sagacia e competenza. Che vi devo dire? Sono rimasto colpito positivamente dall'asta di Varesi, ne avevo sempre sentito parlare bene già da molti anni...e ora ho constatato "de visu" il perchè. Per concludere.... Bella raccolta! Bell'asta! Complimenti sinceri a tutti.
  34. 3 points
    Panorama Numismatico nr.321 – Ottobre 2016 È uscito il numero di ottobre (a. XXXIII, n. 321) di Panorama Numismatico. In copertina, il primo articolo di una serie dedicata ai principali incisori di conii monetali nella zecca di Bologna nel corso del XIX secolo: Un bolognese prestato a Milano: Luigi Manfredini, a firma di Giovanni B. Vigna, Michele Chimienti e Guglielmo Cassanelli: Luigi Manfredini fu colui che realizzò buona parte delle monete del periodo napoleonico, spesso in collaborazione con Gerolamo Vassallo o Giuseppe Salvirch, sia per la zecca Bologna che per quella di Milano, e al quale gli autori attribuiscono alcuni nuovi conii. Troverete all’interno: Errori e varianti di conio sono molto frequenti in numismatica, nonostante l’automatizzazione delle fasi di lavorazione. Tra i più recenti, l’imbarazzante errore che si trova impresso sulla moneta da 50 pesos del Cile in bronzo d’alluminio, coniato nel 2008, di cui parla Gianni Graziosi in 50 pesos della Repubblica de Chiie… scusate de Chile. Per la monetazione antica: Roberto Diegi intende riempire un vuoto storico dedicando l’articolo a Galla Placidia, una imperatrice ancora poco conosciuta che, oltre all’influenza alla corte imperiale e in ambito religioso, fece coniare alcune monete in oro, argento e bronzo oggi di particolare rarità. Per la monetazione moderna: Giovanni Longo tratta di Una rara moneta del Canavese ritrovata. Il grosso dei conti di San Martino. Nessun documento ritrovato finora, però, ha mai menzionato l’esistenza di una zecca dei conti di Canavese; qual è l’origine di queste rare monete? In seguito alla comparsa, in aste pubbliche, di due esemplari di follaro della zecca di Salerno con piccole varianti non censite, Pierluigi Canoro dedica un intervento a questo argomento, inNote su due varianti inedite di follari salernitani. Claudio Cassanelli, analizzando alcune monete destinate al Levante fatte coniare dal duca Cesare d’Este, illustra i risultati della ricerca in Cesare I d’Este. Contraffazione ad imitazione della moneta polacca dreigroscher o artilucco. Alberto Castellotti si occupa del ducatone con la nave fatto coniare da Vincenzo II Gonzaga, moneta allegorica particolarmente rara di cui già si interessò Alessandro Magnaguti, in Un galeone per l’isola che non c’è. Per la medaglie e decorazioni: Il rito dell’investitura pontificale aveva il suo apice nella solenne presa del Possesso della basilica di San Giovanni in Laterano, dopo la cerimonia dell’incoronazione. Fabio Robotti ci parla della medaglia coniata in occasione della cavalcata di Pio IX, l’ultima prima della caduta dello Stato Pontificio, in La medaglia per l’ultima cavalcata del Possesso nella Roma pontificia. Per la monetazione contemporanea: Dopo l’Unità d’Italia si presentarono stringenti esigenze di finanziamento al novello Stato. A partire dal 1866, vari furono i decreti che riguardarono l’emissione di biglietti bancari, come illustrato da Giovanni Ardimento in Le prime emissioni della Banca Nazionale del Regno: problemi tecnici, monetari e finanziari. Per la rubrica Recensioni, Fabio Robotti parla del libro di Alessio Varisco, Fides et caritas. Il beato Gherardo de’ Saxo e i 900 anni dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta, con una sezione dedicata alla faleristica in cui è illustrato l’intero corpus di insegne sia del Sovrano Militare Ordine di Malta che dell’Ordine pro Merito Melitensi. Per la rubrica Emissioni numismatiche si presentano le ultime emissioni dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato italiano (2 euro celebrativi, divisionale proof, coniazioni in oro e argento), e le emissioni dello Stato del Vaticano (2 euro commemorativi, monetazione in oro da 10 e 100 euro).
  35. 3 points
    8 Settembre 1943 / 8 Settembre 2016 Con questa banconota da 100 dracme delle Isole Ionie con fori di annullamento,( che ricordano tanto quelli delle pallottole... ) vorrei ricordare TUTTI i nostri Caduti.
  36. 3 points
    La prima grande emissione di Notgeld iniziò allo scoppio della Prima guerra mondiale. A causa dell'inflazione provocata ai costi della guerra, il valore dei materiali con cui le monete erano prodotte divenne maggiore di quello nominale. Molte istituzioni iniziarono a tesaurizzare la monete,inoltre, il metallo usato per la coniazione divenne necessario per la produzione delle forniture belliche. Ciò causò una estrema carenza di metallo monetario, a cui fu posto rimedio emettendo banconote di piccolo taglio. Queste banconote furono anche richieste dai collezionisti e quando gli istituti di emissione se ne resero conto, continuarono a stamparli anche dopo la fine dello stato di necessità. In alcuni casi, il periodo di validità del biglietto era già terminato quando fu stampato! I biglietti stampati nel 1920-21 erano estremamente colorati e contenevano rappresentazioni di soggetti disparati, come edifici, scene e folclore locali. La banconota in questione è stata emessa dalla Municipalità di Mauthausen, luogo tristemente famoso anche negli anni a venire, e riporta sul retro l'immagine del Cimitero dei Prigionieri di Guerra Italiani e Serbi.
  37. 3 points
    La monetazione sabauda è piuttosto "scarsa" in termini di varianti. Nello specifico della tipologia, a parte il millesimo 1855 per Torino ove l'ordinale II in leggenda è mutato in H, non non si riconoscono varianti. Frequente invece è la possibilità di sfasamenti di conio tra il dritto ed il rovescio per tutti gli anni di coniazione della tipologia. Nel Tuo caso piu' che di variante credo IMHO si debba parlare di apprezzabile curiosità. Complimenti, bella moneta.
  38. 3 points
    @@Cliff Caro Enrico, mi viene da sorridere...per evitare di piangere. La moneta è la stessa...l'hanno rifatta...punto. Ancora i metallurghi cfr. qui per al definizione :http://www.tuttonumismatica.com/topic/893-n003-b-cose-veramente-la-numismatica-applicata-per-il-collezionista/ non sono al massimo nella resa dello stile dei rilievi...forse ci arriveranno, intanto ci stanno provando. Vedi che il perlinato non è stato rinfrescato? Un po' di metallo è stato reinciso modernamente con strumenti elettronici che sono meno invasivi del bulino (ne è venuto via poco...sono minimi solchi più che asportazioni), q.cosina sarà stata aggiunta anche per cancellare bene il lavoro...una spolverata minimicron, come nelle patine di alcuni bronzi che però chiedono maggiori spessori e quantità di cacchette e vernici e terre. Dall'esame attento del bordo e di q.che altra cosa che è meglio non dire si può sgamare l'artificio anche senza avere il termine di paragone del prima e del dopo. Peraltro i particolari, nella resa finale, sono mosci...se li guardi bene. Certo che un normale collezionista ci casca dentro alla grande, inserendo nella collezione un altro bidone vicino ad altri già rifilati in varia tipologia.... Che cosa vogliamo dire adesso? Non hai letto cosa si dice in altri lidi? Come si fa' ad avere monete antiche in bell'aspetto senza restaurarle? E poi vai a vedere se costa di più o di meno...quanto è stata restaurata...chi se ne accorge... Leggi, se non lo hai già fatto, qui: http://www.tuttonumismatica.com/topic/2612-leontini-semi-aracaico-un-tetra-che-mi-ha-sempre-intrigato/?p=24596 e vedi che da queste conclusioni coerenti con il resto del topic emerge comunque scetticismo. Ammiro il tuo sforzo per cercare una verità...e fai bene a perseguirlo per la tua crescita personale e tecnica nella Numismatica, valore che solo può salvare il collezionista ove raggiunto Sai Cosa scriveva a suo tempo l'ottimo Bizerba in altri lidi: che a spiegare e ad approfondire si rischia di dare le perle ai .....- Tanto varrebbe non farlo. La legge in numismatica è: io sono bravo e compro (quasi) tutte cose giuste e valide...gli altri se la pijano n'saccoccia! Così moltissimi si rassegnano...altrettanti si adeguano. La cosa che desta più perplessità è lo sdoganamento, nelle Tribune e tra gli opinionisti, di Personaggi capaci e pratici di lavori come quello da te postato. Che posseggono l'officina da bric a brac a casa (piccoli restauri e pasticcerie minime da: mò te faccio un favore a ti curo il cancro del sesterzio...e poi hanno l'officina con il pantografo a laser e i meccanismi digitalizzati nell'altro studio od officina. E poi può essere bannato il povero Rick2 (grande numismatico) che si fa ingarellare nella polemica...e danno maggior lustro ad altri...che comunque non diranno mai come stanno veramente le cose. Questi ultimi però danno l'aiutino nelle discussioni...qualche indizio, qualche provocazione, qualche rimprovero...e una piattaforma campa. Un buco nero si manifesta davanti alle porte di Thannaiser.... La maggior parte degli appassionati non lo sanno...altri intuiscono o lo sanno...ma fanno finta di niente. Le contraffazioni sono in corso di evoluzione...più o meno siamo alla quarta generazione ponendo uno start dagli anni 1970...e condonando quelle precedenti che ancora girano. Dove arriveranno? La sensibilità e la morbidezza espressiva di una moneta (antica) autentica non si può rendere...perchè è come l'amore che non si può comprare. Ma intanto chi potrebbe essere in grado di vedere una moneta fino in fondo potrebbe avere interessi, concomitanze, colleganze, amicizie, convenienze...per non dire. Io non ho detto che è buona. Risposta: Si!!! Bravo!...ma non hai nemmeno detto che non ti convinceva. Poi c'è l'ambiente generale: come hai detto tu alla fine non conviene a nessuno andare oltre. I collezionisti hanno monete "passate per autentiche o integre" da rivendere o da lasciare ai nipoti...i commercianti da fartele acquistare. Meglio lasciar perdere. Eppoi..tutte queste falsificazioni... ? Ma non sarà dietrologia? Ricapitolando: - da quando le zone e i campi di resa di monete antiche sono (finalmente) maggiormente controllate; - da quando le monete sporadiche in superficie si sono esaurite; - da quando i pesticidi e le piogge acide corrodono il metallo nei campi; il materiale anche di qualità si è rarefatto. Peraltro le belle monete antiche uscite a suo tempo, sono spesso patrimonio di gente che non ha bisogno di vendere e, quindi, giacciono in collezioni senza circolare nel mercato. MORALE: si trova poco o nulla! Cosa fanno i biricchini? Se le rifanno e se le ricantano: vengono acquisite nelle aste del mondo delle mezze scarciofole a prezzo minimo...e, dopo la riattazione e la rigenerazione, si cerca di venderle a prezzo massimo. Ogni operatore commerciale privo di scrupoli e/o metallurgo cerca in ogni moneta i margini di miglioramento...se li vede: la compra tirando sul prezzo e manda materiale in carrozzeria. Le aste stanno diventando numerose come le stelle...vai a vedere il buco nero, il pianeta X, l'asteroide...in mezzo alla galassia. Così che le monete, tra vere ed aliene, rischiano di diventare inconsistenti...come lacrime nella pioggia. (cit. ne da Blade Runner...). DEDICATO A: @@Lugiannoni @@Giov60 @@Arka @@ilnumismatico (che potrebbe ben descrivere cose analoghe per gli argenti più moderni). @@Neapolis @@Biblionummofilo @@Admin @@lorenzo @@ggpp @@bubbolo @@fabio @@Alberto Campana @@Tinia Numismatica
  39. 3 points
    Riprendiamo il tema in topcic e ripetiamo (repetita iuvant): ....un sudario con l'immagine impressa di un uomo morto per essere stato crecefisso è transitata per Odessa e ivi è rimasta per largo tempo prima di essere traslata a Bisanzio. I primi tempi del cristianesimo il sudario di cristo rimase probabilmente nascosto, temendo i primi cristiani una sacrilega distruzione o un furto. Da Gerusalemme su traslato ad Edessa dove molte tracce storiche e citazioni sono concordi sul punto, qui il sudario venne poi ancora occultato nel timore di distruzione o asportazione...addirittura venne dimenticata l'esatta ubicazione del nascondiglio. Il Sudario venne ritrovato nel VI su indicazioni oniriche e metafisiche ed in occasione dell'assedio persiano di Corsroe I alla città il campo del re persiano prese fuoco e il suo esercito dovette ritirarsi...dopo che il sudario di cristo venne portato in processione all'interno delle mura della città. Quell'immagine fu visibile agli artisti bizantini e non solo.... Ed è proprio in quest'epoca, nel 692 d.C. che una prima moneta con il volto sindonico è comparsa. Si tratta in assoluto del primo volto di Cristo: un solido fatto coniare da Giustiniano II, che riporta numerosi dettagli riscontrabili solamente da chi avesse avuto modo di osservare la Sindone: - tumefazioni delle guancie; - capelli e barba fortemente asimmetrici; - naso rotto; ecc. Postiamo ora l'immagine di un particolare conio di quel periodo, sotto Giustiniano II, che mostra il naso storto con una curvatura simile a quella del naso, evidentemente rotto, della sindone. ma vediamo anche la forte somiglianza con l'immagine sindonica: l'occhio destro con la palpebra rialzata e il sinistro semichiuso, per le percosse; la barba e i capelli, sono entrambi copiosamente carenti sul lato destro del volto. Questo particolare sarà poi presente in tutte le monete con l'immagine di cristo fino al 1400. Inoltre i capelli asimmetrici della sindone sono sono molto più lunghi alla sinistra del volto, come nella moneta da noi postata e cadono sulla spalla. Con varie tecniche sperimentate e credibili si è comuqnue scoperto che i punti di contatto tra la moneta in foto e ka sindone sono ben 168. Non credo ci sia altro da dire...
  40. 3 points
    Mi piacerebbe iniziare questa nuova discussione, facendo riferimento a al libro di Alberto Angela “i tre giorni di Pompei “ in effetti Alberto Angela sostiene con più argomentazioni che il disastroso evento avvenne in autunno e non in estate. L’argomento che interessa la nostra discussione è quello di un dinario d’argento scoperto nelle mani di una matrona, morta nella “Casa del Bracciale d’Oro” a Pompei. Questa moneta si trova ora al Museo Archeologico di Napoli con il numero d’inventario P.1412/176. Come dicevo sopra, è un denario d’argento, coniato da Tito, lo si vede su diritto, testa laureata di Tito volto a d., sul bordo si legge IMP TITVS CAES VESPASIAN AVG PM sul rovescio: TR P VIIII IMP XIIII COS VII PP - capricorno a s. sotto globo, poi si legge ma molto in piccolo, IMP XV (che sarebbe l’abbreviazione del fatto che Tito, per una vittoria militare sia stato acclamato imperatore per la 15° volta; si tratta in pratica della “salutatio iperatoria” quanto appunto le truppe acclamavano il proprio comandante (l’imperator) e chiedevano al Senato di onorare il trionfo. E qui secondo la tesi di Angela si ha una data-riferimento precisa, perché sappiamo grazie a una lettera di Tito ai decurioni della città di Munigua (antica città iberica elevata a Municipium da Vespasiano) e a un diploma di congedo ritrovato nella regione del Fayyum, che Tito viene acclamato per la 14° volta Imperator il 7 settembre, pertanto la 15° non può essere stata che dopo 8 settembre.La lettura è molto difficile, perché la moneta è molto rovinata e ossidata dal tempo, di conseguenza l’interpretazione non è così chiara e inequivocabile, per questo che mi domando, è l’unico esemplare attualmente conosciuto? Il RIC lo lasssifica: II p. 118 n° 19. Voi cosa ne dite? Le immagini allegate sono di proprietà della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e protette dalle leggi italiane ed internazionali sul copyright. Il loro utilizzo è consentito esclusivamente per uso scientifico e didattico, non finalizzato a scopo di lucro
  41. 3 points
    Màh! Che ti debbo dire Luciano? hai fatto bene a postare la singolare posizione di questo prof. Io non la condivido...anzi, detto in confidenza...appare una fesseria. Cosa può entrarci un documento storico ed artistico come una coniazione...con le malefatte dell''emittente? A volerla dire più esplicita...la moneta da sempre è lo strumento del diavolo di cui, come noto, non è possibile cambiare la natura. Quasi sicuro, per converso, che se lo cerchi e lo frequenti (in tante occasioni che la vita può rendere disponibili) è lui che cambierà te. Su questa base le monete sarebbero tutte uguali...e andrebbero evitate.
  42. 3 points
    Innanzitutto grazie mille per l'esauriente risposta! Cerco di risponde alle domande che mi hai fatto, poi ci medito sù, probabilmente ti farò qualche altra domanda. Il monetiere (costruito da me) è quello fotografato qui sotto. Il fondo di velluto e le griglie in legno non sono incollati in modo da poterli facilmente sostituirli, se necessario. Non ho monete d'oro (magari... forse un giorno, se mi decido a osare...!) ma in argento e rame/bronzo e qualche altro metallo non nobile. Vorrei tenere tutte le monete nel monetiere, visto che c'è spazio (ci sono circa 400 spazi, ho esposte circa 150 monete di varie epoche). Per quanto riguarda i cartellini: ho un archivio informatico consultabile online (scritto da me in PHP/MySQL) con foto professionali e tutte le informazioni (mancano solo gli scan delle fatture, che conservo in cartaceo, ma prima o poi inserico anche quelli...). Posso anche ora generare i cartellini al volo (ho anche questa opzione), ma, secondo te, dovrei stampare i cartellini per tutte le monete e metterli tra la moneta e il velluto, o dovrei "sprecare" uno spazio per i cartellini? Sono un po' perplesso, non pensavo di ospitare anche i cartellini nel monetiere. Visto che in archivio ho le foto e posso fare ricerche, forse basta portare il laptop vicino al monetiere e consultare l'archivio invece di stampare i cartellini? Per le perizie: un po' mi dispiacerebbe rompere i sigilli, ma ho letto che a lungo andare l'argendo può prendere macchie verdi se conservato nella plastica. Ci penso, perché si tratta di monete dal costo relativamente basso (da 50€ a 130€, quelle periziate, e la perizia non l'ho mai pagata). Un saluto, Luca
  43. 3 points
    Io dico che per sabato a pranzo basta allontanarci pochi metri dall'albergo e andremo a pranzo; poi magari la pizza in serata (di sabato). @@Piakos
  44. 3 points
    Sono lieto che quanto ho scritto abbia incontrato il suo interesse. Gli Utenti che prima di me hanno risposto hanno in materia competenza, titoli, fondamentali e valentia che esorbitano sideralmente i miei come lampante da quanto prodotto su questo ed altri fora e nel mondo reale. Senza contare la generosa costanza con cui intervengono dando tono, spessore e vitale continuità al forum. Per il resto condivido appieno quanto scritto da @daniels1981 nel precedente post.
  45. 3 points
    Non è un rastrello... si usa per la carditura della lana. Le conchiglie sono le stesse usate per ricavare la porpora... A quanto pare sono tutti strumenti legati alla produzione tessile
  46. 3 points
    Caro ggpp, hai la mia migliore stima e ti seguo sempre volentieri e con interesse per l'acume e il valore aggiunto che contraddistingue i tuoi interventi. Consentimi quindi un discorso generale sul tema della legislazione in ambito numismatico. Purtroppo il modo in cui è stato trattato e impostato il tema legato alla legislazione - incentrato sui sequestri - in altri Siti numismatici è fondamentalmente fuorviante. L'Italia è un paese di cittadini dalle grandi risorse creative ma dalla visione generale, storica, legale, civica e nazionale ...nonchè numismatica/ambientale, leggermente provinciale e vagamente insufficiente. Quindi operando in modo abile nella comunicazione e nella divulgazione di temi e problematiche è possibile influenzare i soggetti asseconda di quanto si ritenga opportuno o conveniente. Su tale spartito poi tutti possono diventare musicisti e suonare erroneamente il pezzo. E la cosa ancora più assurda è che se qualcuno prova a reimpostare i discorsi e le tematiche: - può diventare un po' antipatico...anzi probabilmente lo diventa, in quanto va ad incidere su un sentire e su un credere ormai consolidato ; con le relative conseguenze. Per cercare di affrontare queste tematiche, in allegato ad altre collegate e parimenti "delicate", il modesto scrivente due anni fa' su un altro forum fu posto in premoderazione permanente, anche senza aver litigato od offeso qualcuno. Detto in soldoni: hanno spento la voce...cioè la penna. Poi q.cuno provò a scrivere in una sezione libera, non leggendomi più nel dato Sito: ma che fine ha fatto piakos? Ebbene...chi di dovere ha oscurato i topic in circa 15 minuti...ed è capitato due volte a due utenti diversi del dato Forum. Poi non ci ha più provato più nessuno...ammesso che qualcuno avesse voluto farlo. Uno adesso potrebbe dire: piakos, non ce ne importa molto di questi tuoi decorsi, sono cose tue...ci dispiace se ti hanno trattato male...sono cose che capitano...inutile rinvangare il passato, falla finita e andiamo al concreto. Giusto! Solo che citando quanto sopra il pur modesto scrivente non ha alcuna intenzione di poelmizzare e rinvangare, va benissimo così. Volevo solo citare dei fatti e non delle chiacchiere, collegandoli a temi difficili e, mi ripeto, delicati che toccano interessi variegati e anche antitetici tra loro ma composti su un tema: meno è rappresentato/divulgato il reale interesse/diritto del collezionista e meglio è. Lasciamolo alle rappresentanze di categoria. Quali? Quelle dei professionisti e degli operatori, in possibile dialogo con il Ministero. Ma gli appassionati da chi sono veramente rappresentati? Da nessuno. Cfr. qui http://www.tuttonumismatica.com/topic/1484-n011-l-associazione-di-categoria-tra-i-collezionisti-numismatici/ Ad esempio e per tornare pienamente ai precedenti post, gli appassionati (studiosi o collezionisti che siano) hanno il pieno diritto di sapere che: - i sequestri appartengono solo all'ambito delcodice penale; - che per scattare un sequestro occorre un mandato e quindi una notizia criminis e un'indagine seria in corso a seguito di uno o più reati commessi; - quasi sempre chi finisce in queste spire in qualche modo è stato indotto in tentazione e ha commesso degli errori...anche uno solo. Al riguardo molto spesso se non sempre...si è coscientemente acquisito qualcosa che non doveva essere comprato o sono intercorse frequentazioni in qualche modo sbagliate. Poi ci si può anche difendere e riuscire a non farsi condannare...ma le circostanze di base restano quasi sempre quelle. - Per il resto non si parla di sequestri ma, caso mai, di dineghi, di confisca, di notifica, di acquisizioni coattive...che sono categorie diverse e attengono ad un ambito tecnico diverso, dove il diritto civile e quello amministrativo dominano nella relativa misura. Poi...dove comincia il possibile abuso della P.A. e dove finisce l'ignoranza o la voglia di pagare poco le monete o di possedere monete eccezionali? E come mai nessuno parla più di tanto della piaga dei falsi e - sopra tutto - delle falsificazioni, che riempiono i monetieri di tutti...compresi quelli pubblici ingenerando rischi di implosione del mercato e della richiesta. Ovviamente se i falsi non vengono riconosciuti come tali e le falsificazioni sono sdoganate come restauri...il problema si risolve commercialmente. Insomma...il tema è vasto, è complesso ed è delicato. Inoltre non c'è un solo tema...ma ce ne sono diversi. Infine, se non si è dei tecnici e non si conoscono bene le regole, le norme, le monete, l'ambiente, i personaggi e quant'altro...anche solo la divulgazione di questi temi diventa difficile e complicato in quanto i discorsi possono essere fraintesi o incompresi. Ecco perchè ci si poneva l'obiettivo di un Vademecum su temi e topic proposti solo dallo staff in modo sincero, alla luce del sole e con espressione sintetica...andando diritto al sodo e al nocciolo, di volta in volta.; con ottica prevalente all'interesse del collezionista. Così da poter limitare, ad esempio, cosa a volte succede nelle assemblee di condominio; dove non è raro vedere alcuni condomini che votano o parlano contro il proprio stesso interesse: - per disinformazione; - per errata convinzione; - per partito preso; - per simpatia/antipatia nei confonti di altri; - per interposti interessi. Sicuramente in discussioni fiume, potenzialmente di trenta e passa pagine è più difficile mantenere la barra a dritta. Lo facciamo questo Vademecum? Nell'ambito di ogni topic, che verrebbe proposto, la discussione sarebbe ovviamente libera e ognuno potrà esprimere il proprio sereno ed urbano parere. P.S. Chiedo venia per qualche sincerità un po' marcata, ma a noi interessa affrontare le cose per come le cose sono. Il tema potrebbe essere trattato in modo più soft e politico...ma perderebbe riferimenti ed efficacia. Tanto varrebbe allora evitare il tema e continuare a parlare solo di monete.
  47. 3 points
    Per vedere un esempio di firma apposta su una cartella sostenuta da una Nike, basta guardare un eccezionale tetradramma firmato di Siracusa (= Tudeer 44), che era appartenuto alla leggendaria collezione del Cav. Athos Moretti e rivenduto in asta NAC 27/2004, 117. Un autentico capolavoro (che fu aggiudicato allora a 48.000 CHF, cifra facilmente superabile oggi): Si vede bene il nome dell'incisore EYAIN ETO (in due righe), mentre il rovescio risulta firmato (in caratteri più grossi) da un altro incisore, EVMENON. Infatti nella cosiddetta serie dei "Maestri Firmanti" ogni incisore si occupava di un determinato conio e spesso si hanno combinazioni di diritto e rovescio che erano opera di incisori diversi, che non sempre apponevano la propria firma (in genere la firma veniva incisa quando l'artista era veramente soddisfatto della sua opera….).
  48. 3 points
    La foto non mi esalta ma forse sono troppo pignolo. Qualche segnetto c'è, ma Montenegro l'ha segnata FDC63
  49. 3 points
    Ciao Renzo se vai avanti tu, io poi ti seguo... Da me comunque non devi aspettarti polemiche o commenti sterili, tutt'altro ! Fare il punto della situazione giuridica in numismatica sarebbe comunque interessante...e già sai quante cose nuove ignote ai più ( compreso Mibac) ne verrebbero fuori ! Tempo ne ho pochino, mi riprometto di scrivere qualcosa di "serio" da un po' di tempo ( porto di Ostia del Cavino, sesterzio di Pertinace dubbissimo, scene di adlocutio e non...), vediamo se mi organizzo e...partorisco! Un salutone, Enrico
  50. 2 points
    Con un po' di ritardo scrivo questo post dietro invito di @@Neapolis che non perde occasione (e meno male ) per farmi approfondire diversi argomenti... Le sigle VM - MM (Vincenzo Maria Marchese Mazzara) e M - M (Marchese Mazzara) appartengono a Vincenzo Maria Mazzara, maestro di zecca dal 1747 al Luglio 1750. Dal Luglio 1750, a Vincenzo subentra il figlio Domenico a causa della sua morte. Quest'ultimo non fu mai veramente Maestro di Zecca ma fu un amministratore dei diritti a lui spettanti in quanto erede del padre e, di conseguenza, non appose mai sigle proprie sulle monete ma usò quelle già esistenti del padre. Domenico mantenne la carica fino al 1758. La sigla M - M compare per la prima volta sulla piastra sebeto del 1747 e, non vorrei sbagliarmi, è l'unico anno in cui compare su una piastra, mentre la troviamo costantemente sui nominali minori. La sigla VM - MM compare per la prima volta sulla piastra Firmata Securitas del 1747 e comparirà su tutte le piastre fino alla fine del mandato di Domenico. Il motivo di questa differenza di sigle tra piastre e nominali minori è da ricercarsi probabilmente nel fatto che questi ultimi essendo di modulo minore non consentivano di apporre delle sigle così particolari ed ingombranti. Parliamoci chiaro, si sarebbe potuto capire qualcosa se la sigla VM - MM fosse stata apposta su un 5 Grana? La particolarità è tutta nelle piastre sebeto con M - M, uniche nel loro genere. Non so dove andare a cercare ma sarebbe interessante capire se furono coniate per prime queste oppure le Firmata Securitas in modo da vedere se l'apposizione delle M - M fu un'idea iniziale poi cambiata in VM - MM oppure se le M - M furono un errore degli incisori e quindi venne bloccata la coniazione. Io propendo più per la prima ipotesi visto che del 1747 non abbiamo piastre sebeto con VM - MM e quindi non ci sarebbe stata questa "correzione". Cosa ne pensate? Gaetano
La ricerca dei Migliori Utenti è impostata sull'orario Roma/GMT+01:00