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  1. 3 points
    Lugiannoni

    CONVEGNO SULLA MONETAZIONE ETRUSCA

    E' appena uscito il volume con gli atti del convegno di Populonia sulla monetazione etrusca. Chi fosse interessato può richiederlo all'editore <TAGET Edizioni> mtagete@email.it. Intanto, come promesso, allego il mio intervento sui conii populoniesi. RdA 26 Giannoni HD_compressed (2).pdf
  2. 2 points
    realino santone

    strani simboli sui bolognini di Guardiagrele

    salve, segnalo : http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/strani-simboli-sui-bolognini-di-guardiagrele/
  3. 1 point
    Lugiannoni

    CONVEGNO SULLA MONETAZIONE ETRUSCA

    Il volume contiene anche gli atti del convegno di Marciana sull'archeologia dell'isola d'Elba. Per quanto riguarda il convegno di Populonia ci sono diversi notevoli interventi: quelli di Fiorenzo Catalli sulle monete in bronzo e fuse, di De Marinis sul ritrovamento di una Metus X nello scavo da lui diretto a Prestino (CO), un magistrale intervento introduttivo di Mario Torelli sull'economia del ferro populoniese. Molto interessanti anche gli interventi di Bani sugli aurei "di fantasia" e le analisi del CNR, sempre sugli aurei; notevole anche l'intervento di Italo Vecchi sul riposizionamento di alcuni tipi monetali, rivedendo diverse attribuzioni. Camilli, Sorge e Rafanelli hanno inquadrato le rispettive monetazioni nell'ambito delle aree archeologiche di Populonia, Volterra e Vetulonia. Infine Maggiani con una relazione che prosegue la sua ricerca sui sistemi ponderali etruschi.
  4. 1 point
    Riccardo Paolucci

    CONSIDERAZIONI PERSONALI

    Trafficanti ce ne sono e tanti purtroppo, sono i Numismatici che latitano
  5. 1 point
    DeAritio

    La disfatta in Africa

    Zonderwater
  6. 1 point
    Piakos

    asta NUMISMATICA PICENA 7

    Asta interessante, stime adeguate e invitanti. L'amico Cesare riesce a costruire sempre buoni od ottimi eventi
  7. 1 point
    Lugiannoni

    PANORAMA NUMISMATICO - marzo 2019

    Panorama Numismatico nr.348 di marzo 2019 In copertina, Un insieme di prove apparentemente inedito della medaglia premio di Pietro Thermignon per l’Esposizione Generale Italiana in Torino del 1884, di Roberto Caccuri, una delle più belle tra le medaglie coniate per essere assegnate nel corso delle Esposizioni ottocentesche. Troverete, all’interno Per le curiosità numismatiche: Gianni Graziosi parla del Penny sfregiato dalle Suffragette, una moneta, conservata al British Museum di Londra, che racconta la battaglia per i diritti e l’emancipazione delle donne. Per la monetazione antica: Attraverso le medaglie emesse dall’imperatore Costantino, Alberto Castellotti racconta del suo atteggiamento verso i culti sacri, in La religiosità di Costantino il Grande e della sua famiglia: un approccio storico-numismatico. Per la monetazione italiana medievale e moderna: La monetazione mantovana riserva ancora alcune sorprese. È il caso dell’Inedito ducato d’oro di Francesco IV Gonzaga duca di Mantova, che Lorenzo Bellesia illustra nel suo articolo. Una moneta inedita che pone un problema difficile da risolvere è quella pubblicata e descritta da Franco Comoglio in Monetazione della Langobardia Maior. Un enigmatico tremisse di Cuniperto. In Monete medievali molisane. Denari tornesi di Campobasso: una interessante e rarissima variante, Realino Santone presenta un esemplare con un particolarissimo abbinamento di conii. Giuseppe Gasbarro pubblica un esemplare inedito del Mezzanino aragonese coniato nella zecca di Sulmona. Stile, forma, lettere e punti segreti permettono di porre in relazione tra loro alcune monete. Ne parla Lorenzo Bellesia in Note su tre monete medievali di Ancona: grosso agontano, grosso bolognino e denaro. Per la medaglistica: Renzo Bruni ha rintracciato a Ferrara un’opera “gemella” di una medaglia coniata per l’Archiginnasio di Bologna. Ne parla in Un’inedita medaglia di Leone XII per l’Università di Ferrara. Resoconto di una travagliata emissione. Per le monete estere: Nelle miniere russe presso il villaggio di Barentsburg, nell’arcipelago delle Svalbard, circolavano gettoni monetiformi coniati a Leningrado. Ne parla Giuseppe Carucci in Le monete di Spitzbergen. Per la rubrica Notizie dal Mondo Numismatico, si parla della Giornata di Studio dedicata ad Arturo Lusuardi che si terrà il prossimo 23 marzo a Correggio, presso il Palazzo dei Principi. Inoltre del Convegno Le tracce materiali di gesti, riti ed emozioni tra Medioevo e prima Età Moderna, che si terrà a Milano, presso la Sala Napoleonica di Palazzo Greppi, il 27 e 28 marzo prossimi. Per la rubrica Recensioni, si parla dei volume di Renzo Bruni, La verifica delle monete a Modena dal XVII al XIX secolo, e di Giuseppe Lulliri, La monetazione cartaginese in Sardegna. Emissione e circolazione (375-216 a.C.).
  8. 1 point
    carledo49

    PANORAMA NUMISMATICO - marzo 2019

    Anche qui, se ben ricordi, dovemmo bannare un certo personaggino. Non c'era pace, una lite continua. Da un lato Gielle è scusabile. Non lo vedo e non lo sento più da anni. Carlo
  9. 1 point
    carledo49

    PANORAMA NUMISMATICO - marzo 2019

    No Renzo, non scrive più da anni nei forum, da quel che so si dedica ad altro. Alle nostre ultime riunioni in associazione, circa tre o quattro anni fa, su mia precisa richiesta, mi disse che mai sarebbe rientrato. Primo perchè l'esperienza passata gli ha fatto perdere l'entusiasmo, e poi perchè non trova chi riesce ad interloquire con lui con cognizione di causa ed in maniera serena e pacata. Come dargli torto? Gli scontri pesanti li ha avuti qui da noi e nell'altro forum. Se ben ricordi gli è stato dato pure del cialtrone. Ora che la nostra associazione si è praticamente dissolta, con i vecchi soci ho scarsi, o nulli, contatti. Carlo
  10. 1 point
    Frizio

    2 € Leonardo Da Vinci

    salve a tutti, mio progetto, spero sia di vostro gradimento :-) la trovate per vederla ingrandita qui: http://www.friziodesign.it/coins23.html
  11. 1 point
    DeAritio

    La disfatta in Africa

    Storie di chi non è mai arrivato al campo. Il 12 Febbraio 1944, la nave piroscafo Oria, con a bordo più di 4.000 prigionieri di guerra italiani catturati dai tedeschi, subì uno dei naufragi più disastrosi della storia, nei pressi dell’isola di Patroklos, a sud di Atene. La nave di oltre 2000 tonnellate si scontrò, a causa di una brusca manovra dovuta a una violenta tempesta, con le rocce dei fondali bassi. I soccorsi del Pireo, per via delle condizioni meteorologiche, arrivarono soltanto il giorno seguente, lasciando a un rimorchiatore italiano di Atene il compito di intervenire per primo, quando ormai era troppo tardi per salvare i marinai, ormai annegati all’interno dello scafo. Il piroscafo Oria fu inaugurato originariamente presso un cantiere di Oslo nel 1920 col nome di “Norda 4”. In seguito all’occupazione tedesca della Norvegia, la nave passò in mano alla Germania, che dopo essere stata requisita dalle autorità francesi di Vichy, se ne riappropriò nel 1942, nel bel mezzo della Seconda Guerra mondiale. Quando le truppe tedesche, con a capo il generale Wegener, si stabilirono nell’arcipelago del Dodecaneso, in Grecia, riferirono al Reich la loro preoccupazione per il sovrannumero dei prigionieri italiani, (catturati in seguito al loro rifiuto di unirsi al partito nazista tedesco, dopo l’armistizio del 1943) che avrebbero potuto ribellarsi e indebolirle. Iniziò così il trasporto dei prigionieri dalle isole greche a campi di prigionia in Germania, grazie alle navi mercantili italiane requisite dai nazisti. Una tra queste fu proprio la Oria, che finì per essere uno dei peggiori disastri navali della storia e il peggiore in assoluto nel Mediterraneo. A bordo vi erano anche l’originario equipaggio norvegese, numerosi soldati sorveglianti tedeschi, e un carico di olii minerali e materiale per le motociclette dell’esercito tedesco. I prigionieri, insieme ai materiali, vennero rinchiusi nelle stive del piroscafo, in condizioni disumane e coi portelli chiusi dall’esterno, in modo che non potessero uscire sul ponte e tuffarsi in mare. I superstiti, che si trovavano tutti nella porzione di nave rimasta a galla, furono 37 italiani, 6 tedeschi e 5 membri dell’equipaggio norvegesi, inclusi il primo ufficiale di macchine e il comandante Rasmussen. Nel 1955 alcuni palombari greci smembrarono il relitto per recuperarne il ferro, e traslarono le salme di 250 naufraghi ancora intrappolate nelle stive, verso la costa, dove furono sepolte in fosse comuni, per poi essere traslati in piccoli cimiteri sulle coste pugliesi. A lungo dimenticato, il relitto della Oria venne poi ritrovato da un appassionato di storia e subacqueo greco di nome Aristotelis Zervoudis. Nel 1999, informato da alcuni pescatori del luogo che avevano recuperato qualche strano utensile, l’uomo si immerse a est di Patroklos, rinvenendo alcuni manufatti con iscrizioni in italiano.
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