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  1. 4 points
    Sapendo di suscitare l'invidia di molti, anzi, di tutti, vi presento il mio ultimissimo acquisto!!! @Piakos, voglio vedere se trovi tracce di bulino anche qui! Dimenticavo io prezzo, circa 50.000 euro, un vero affare! SETTIMIO SEVERO, 193-211 d.C. MEDAGLIONE Metallo: AE Peso: gr. 59,69 Diam.: mm. 40,73 Rarità: RRR Conservazione: qFDC Patina verde/marrone Note: really untouched Zecca di Roma, Emissione: 195 d.C. D/ L SEPTIMIVS SEVERVS PERTINAX AVG IMP IIII, busto laureato con paludamento e corazza a destra R/ P M TR P III COS II P P FIDEI MILIT, l'imperatore stante a sinistra su di un palco in atto di salutare i soldati. Dietro di lui Caracalla e Geta. Dinanzi a lui i soldati con gli stendardi Rif. bibl. Gnecchi, 16; Banti, 51; Cohen, 152 SETTIMIO SEVERO - MEDAGLIONE UNTOUCHED.JPG Ovviamente me lo tengo così per non perdere la totale originalità del pezzo. Ave! Quintus
  2. 2 points
    Admin

    Le monete della Salapia romana

    Condivido sul forum alcune interessanti notizie numismatiche inerenti uno scavo vicino alla cittadina di Trinitapoli in Puglia. Gli scavi riguardano l'antica Salapia romana. Eì interessante vedere come gli antichi abitanti abbiano tesaurizzato bronzetti di piccolo modulo addirittura di secoli prima. Mancano oro e argento tra i tipi monetali. La numismatica, cioè lo studio delle monete, è una disciplina importantissima quando si studia la storia di un territorio. A Salapia tra il 2014 e il 2016 sono state recuperate quasi cinquecento monete che ci aiutano a raccontare la storia della città imperiale, quella tardoantica, la bizantina ed infine quella medievale. Attraverso lo studio dei reperti monetali possiamo descrivere il ruolo economico avuto da Salapia durante la sua lunga esistenza, il suo rapporto con altre città o con i traffici commerciali che provenivano da terra e da mare. Sulle monete, ad esempio, ci sono delle sigle che ci consentono di risalire alla zecca di appartenenza e di conseguenza di comprendere con quale parte del bacino del Mediterraneo avesse maggiormente rapporti. Ma una moneta ci fornisce anche utili informazioni sulla quotidianità, sulla vita economica dei Salapini. Ad esempio, nel V e nel VI secolo circolavano ancora tante monete, (molte battute anche secoli prima!) alcune piccolissime con un peso anche inferiore ad un grammo. Per noi sono la prova che in un momento di grande trasformazione socio-politica a Salapia si continuava ad utilizzare la moneta come strumento di scambio. Le monete recuperate sono principalmente in bronzo che in età tardo antica dovevano rappresentare il mezzo principale per le transazioni economiche. A Salapia ne sono state recuperate quasi 250 nascoste all’interno di un piccolo contenitore in ceramica. Il gruzzolo ci riporta direttamente al proprietario, ai suoi progetti, ai suoi timori per un futuro incerto o alla speranza che se nascosti adeguatamente gli sarebbero tornati utili in un altro momento. Breve nota curiosa: perché le monete possano fornirci informazioni utili esse devono essere pesate, misurato il diametro e, soprattutto, pulite perché possano essere identificate e catalogate. Ma alcune volte una moneta fornisce informazioni così come è, anche senza toccarla. Nel lungo processo di immobilizzazione che subisce può succedere che si “incontri” e si fondi con altri oggetti. Alcuni non sarebbero arrivati fino a noi senza questo incontro. Dall’area delle botteghe, all’interno di uno scarico di materiale ceramico, edilizio e di resti di attività domestiche proviene una moneta su cui si conserva una piccola foglia. Fonte immagini e testo: Progetto Salapia Pagina Facebook
  3. 2 points
    Quintus

    Le monete della Salapia romana

    Estratto da: "LE MONETE DELLA COLLEZIONE BATTISTA NEL MUSEO CIVICO DI FOGGIA" di Carla Russo SALAPIA Salapia (Salpia, Salpis) (etn. Salpini, Salapini, Salapitani), comune di Trinitapoli, provincia di Foggia. Uno dei problemi più difficili dell’antica Daunia è quello riguardante l’ubicazione dell’antica Salapia, città che Strabone chiama Elpie e dice colonia dei Rodi-Coi. La città doveva sorgere nelle vicinanze del lago detto di Salpi, situato nella parte meridionale e in riva al golfo di Manfredonia (sinus Sipuntinus); è un lago costiero diviso dall’Adriatico da una stretta lingua di terra, ai cui lati si aprono due piccoli canali, che lo mettono in comunicazione col mare. Il lago coincide con quello che gli antichi chiamavano Salpina palus o, più raramente, Salapina palus. Il nome del lago non viene ricordato nelle fonti antiche, motivo per cui tutti gli studiosi sono concordi nel considerare che il lago prese il nome dalla città che sorse sulle sue rive: l’antica città di Salpia o Salapia. D’altro lato i testi antichi sono concordi nel segnalare in questa regione una palude malsana. Dalle fonti antiche risulta che l’antica città di Salapia occupò ben tre siti diversi, anche se vicini tra di loro. La più antica città di Salapia viene comunemente detta Salapia greca, ma si potrebbe chiamare Salapia grecoromana, oppure per distinguerla da quella romana, Salapia rodiese o anche l’antica Elpie. Riguardo alla sua ubicazione, sebbene varie siano le ipotesi degli studiosi, sembrerebbe che sia ubicata verso l’insediamento dauno rivelato dalla fotografia aerea sul Fosso Marana di Lupara nella contrada Torretta dei Monaci. La seconda città trasferita in luogo pìù salubre, costruita dai romani nella seconda metà del I sec. a.C. (forse nel 29 a.C.) è detta Salapia romana e il suo sito è riconosciuto nei resti antichi situati sulla piccola altura conosciuta col nome di Monte di Salpi e chiaramente individuata dalla fotografia aerea. La terza città è invece una tarda stazione industriale romana sulla litoranea adriatica conosciuta col nome di Salinae. Per quanta riguarda il nome della città antica, le ipotesi sono varie: alcuni sono d’accordo nel ritenere che Salapia significhi «luogo del sale», per la produzione del sale che il lago lasciava spontaneamente disseccandosi; altri sostengono che il nome significhi «acqua salata» forse perché la città era situata vicino al lago formato dall’inondazione del mare. Come risulta poi da T. Livio e da Appiano la città di Salapia ebbe un ruolo importante durante la seconda guerra punica quando fu occupata da Annibale dal 216 al 210 a.C.: ciò è testimoniato anche dalle sue monete, infatti non c’è coniazione che può essere collocata a Salapia dopo quella data. Durante la guerra sociale fu occupata e devastata da C. Cosconio. Vitruvio nomina «oppidum Salpia vetus» mentre alla stessa città si riferisce Cicerone e forse anche Plinio il Vecchio. Della Salapia romana ci dà invece notizie topografiche più precise Vitruvio, che la dice costruita in luogo salubre dopo che il senato accolse la richiesta dei Salapini fatta attraverso un certo M. Hostilius. I cittadini chiesero a M. Hostilius di interessarsi di loro e costui ottenne dal senato romano il trasferimento della città. La nuova Salapia, lontana quattuor milia passus ab oppido veteri (circa 6 Km.) situata in luogo salubre - salubri loco - fu costruita con le sue mura ed ebbe il suo porto aperto in mare (His confectis lacum aperuit in mare, et portum e lacum municipio perfecit). Questa nuova città fu edificata dove oggi si trova il Monte di Salpi. La città si trovava sulla sponda nord-occidentale del lago di Salpi, mentre il suo porto fu costruito sul mare, presso l’attuale Torre Pietra, dove affiorano resti di costruzioni romane (resti di un molo oggi in gran parte coperto dall’acqua). Difficile è invece stabilire se il brano di Strabone che indica Salapia quale porto di Arpi si riferisce a questa città oppure alla «Salpia vetus». A questo proposito gli storici non sono concordi: c’è chi pensa alla città antica, mentre altri non escludono che si tratti del porto aperto in mare di cui parla Vitruvio; infatti sembra che la notizia sia da riferire alla Salpia vetus, la quale diventò il porto di Arpi dopo il 194 a.C. quando i Romani dedussero la colonia di Sipontum con una parte del territorio tolto ad Arpi, punita così per la sua infedeltà durante le vicende della seconda guerra punica. Se questa congettura è giusta, allora pure questo passo straboniano è da riferire alla più antica città di Salapia. La Salapia romana compare ancora nei gromatici, come pure in Tolomeo, mentre non si riscontra negli itinerari antichi, in quanto la città non veniva a trovarsi sulle grandi arterie di traffico dell’impero romano. Sperando possa esservi utile e d'interesse così come lo è stato per me. Ave! Quintus
  4. 2 points
    Lugiannoni

    MA AL DI FUORI DELLA NUMISMATICA?

    Ovviamente la numismatica è una parte della vita; ma ci sono anche gli affetti della famiglia (moglie, figlia, genero), gli amici, la passione politica, le serate invernali in barca a pesca di calamari, i miei due gatti, e poi Bach, Mozart, Beethoven, Bruckner, Wagner, Verdi, Bellini, Donizetti.....
  5. 2 points
    Admin

    MA AL DI FUORI DELLA NUMISMATICA?

    Assolutamente viaggiare...sarebbe un sogno ripartire per l'Africa e rimanerci un mesetto in giro tra savana e costa. Zaino in spalla. Anche a me piace il buon cibo, ma quello della tradizione preferibilmente mangiato nei posti non turistici e spartani senza troppi fronzoli..e poi che ve lo dico a fare, amo il mare in ogni stagione e in ogni sfaccettatura.
  6. 1 point
    Admin

    Le monete della Salapia romana

    Mi hanno riferito che ci sarà una pubblicazione per le monete ritrovate durante gli scavi
  7. 1 point
    Admin

    Le monete della Salapia romana

    Vi posto alcune informazioni pubblicate dagli archeologici che stanno conducendo gli scavi H come Hostilius. Ogni storia hai i suoi personaggi chiave. Per la storia di Salapia uno di questi fu Marcus Hostilius, vissuto nella seconda metà del I secolo a.C. È Vitruvio, in un passaggio del ‘De Architectura’ (1.4.12) a spiegarci il perché. Presumibilmente tra la fine del III e l’inizio del II sec. a.C. si registrò un peggioramento delle condizioni ambientali con il progressivo ristagno del corpo d’acqua che allora circondava l’antica città di Salpia Vetus. La zona diventó presto insalubre e si diffusero malattie come la malaria. I salapini, disperati, cercarono a lungo una soluzione e fu proprio Marcus Hostilius a individuare un’area più salubre e ventilata, situata nei pressi della laguna costiera, a sole quattro miglia romane dal precedente insediamento, in cui poter rifondare la città. A quel punto, Marcus si recò a Roma per chiedere il permesso al senato e al popolo romano di poter trasferire l’intera comunità nel nuovo luogo designato. Ottenuto il loro benestare, egli acquistó i terreni da privati e li vendette ai Salapini al prezzo simbolico di un sesterzio a lotto. La nuova città cominciò quindi a prendere forma, con la cinta muraria, la divisione in isolati, la costruzione di case e edifici pubblici, proprio come la conosciamo oggi grazie alle prospezioni geofisiche e agli scavi in corso. Fu quindi l’intervento di Marcus Hostilius a ridare speranza ai Salapini che poterono trasferirsi e riorganizzarsi in un luogo che a lungo ospitó la Salapia rifondata.
  8. 1 point
    Lugiannoni

    Documenti antichi

    Due cambiali del 1812 da Portoferraio. In francese perchè durante l'Impero Napoleonico l'Elba era territorio metropolitano della Francia.
  9. 1 point
    Krt

    Trieste

    Queste finora le monete di Trieste che ho
  10. 1 point
    Riccardo Paolucci

    RARE BOOKS & FINE ARTS LTD

    Salve carissimi, il 30 Giugno con l'Asta 56 si conclude il mio rapporto con ANTIQVA in Slovenia ed il giorno dopo inizierò a dirigere la RARE BOOKS & FINE ARTS LTD a Londra. Rimarrò in Antiqva come consulente Numismatico esterno ma tutti i miei Clienti li trasferisco a Londra. Già in Settembre organizziamo la 1a Asta elettronica. Non appena sarà on line sarete avvisati. Nel frattempo se qualcuno avesse mareriale da proporre (Libri di Numismatica e Monete Classiche con qualche puntata sulle zecche italiane) sono a disposizione di tutti.
  11. 1 point
    Che interessi si hanno oltre alla Numismatica? Come ci si svaga, si riposa, ci si rilassa? In questo tempo stressante, fatto di corse e di pensieri iper veloci come possiamo staccare la spina e rilassarci? Bèh a me piace leggere, ascoltare musica (a proposito dal 2000 sono co-titolare di uno studio di registrazione in Inghilterra), mi piace vedere i pochi VERI Amici, bere qualcosa con loro, mangiare con loro. Oltre alla Numismatica poi, come qualcuno già sa, i miei interessi vanno al Calcio in quanto Vice-Presidente di una società di IV Serie in Austria. Dopo averlo giocato per tanti anni a buon livello ed averlo abbandonato per la nausea sul finire degli anni '80, mi sono rimesso in gioco e sono onorato della mia appartenenza ora al Golling. Insomma ogni tanto c'è un tour de force per i continui viaggi ma mi diverto e tanto basta. E voi?
  12. 1 point
    Piakos

    MA AL DI FUORI DELLA NUMISMATICA?

    Musica...anche se siamo rimasti fermi per la progressive rock blues...a Jimi! Mi concolo con Pachelbel! Umanistica: mi piace dialogre e conoscere l'animo umano. Poesia!!!!! Da un paio di anni. Gonfiati di vino: già l'astro che segna l'estate dal giro celeste ritorna, tutto è arso di sete, e l'aria fumica per la calura. Acuta tra le foglie degli alberi la dolce cicala di sotto le ali fitto vibra il suo canto, quando il sole a picco sgretola la terra. Solo il cardo è in fiore: le femmine hanno avido il sesso, i maschi poco vigore, ora che Sirio il capo dissecca e le ginocchia. (Traduzione di Salvatore Quasimodo) da Alceo.
  13. 1 point
    Andrea keber

    Trieste denaro

    Nuovo arrivo in collezione. Farà sicuramente storcere il naso a molti: tosara e fratturata, ma la storia (anche recente) che pochi mm raccontano... Ex collezione Schaurek, ex collezione F. Savio... TRIESTE Volrico vescovo 1233-1254 denaro con mura
  14. 1 point
    Riccardo Paolucci

    Trieste denaro

    E questo ti fa onore
  15. 1 point
    Krt

    Trieste

    La mia Bibliotechina...
  16. 1 point
    Krt

    Buongiorno

    Le monete le ho sempre comperate da lui
  17. 1 point
    realino santone

    Documenti antichi

    bisogna vederli uno ad uno, comunque, il genere di questi postati li ho visti vendere a 10/15 euro al pezzo, in buone condizioni ( senza strappi, macchie , buchi ), sentiti con @Admin se è interessato e magari vi accordate per l'intero blocco, fatte Voi
  18. 1 point
    Maura

    Documenti antichi

    Scusate che sa dirmi qualcosa?
  19. 1 point
    La legenda di rovescio significa : si allontanino le cose vecchie, alludendo alla distruzione di un ipotetico libro con i nomi dei baroni ribelli, proprio il libro in fiamme
  20. 1 point
    Salve, allego immagini (da coll. privata ) del carlino di Federico III D'Aragona, zecca : Napoli metallo : argento epoca : 1496-1501 D/ + FEDERICUS :DEI : G :R :SIC: HIER ; testa cornata del re a sinistra , dietro sigla T del Tramontano. R/ + RECEDANT : VETERA ; libro con fiamme . rif. : P.R. 5-6 ; MIR 106 , note varianti, testa che interrompe la legenda , e numero di fiamme
  21. 1 point
    Riccardo Paolucci

    Un'interessante moneta

    Dalla prossima Asta Numismatik Naumann 80 del 4 Agosto JULIA DOMNA with GETA (Augusta, 193-217). Denarius. Rome. Obv: IVLIA AVGVSTA. Draped bust of Julia Domna right. Rev: P SEPT GETA CAES PONT. Bareheaded and draped bust of Geta right. RIC 571 (Septimius). Ex Tareq Hani Collection Condition: Good very fine. Weight: 2.92 g. Diameter: 17 mm.
  22. 1 point
    Riccardo Paolucci

    RARE BOOKS & FINE ARTS LTD

    Si stanno registrando una marea di Collezionisti. Vuoi vedere che questa piattaforma è veramente valida?
  23. 1 point
    Lugiannoni

    GALBA, sesterzio LIBERTAS PVBLICA

    Ma ci sarà un sesterzio a modo?
  24. 1 point
    Quintus

    FERIE...DOLCI FERIE

    Questa invece non la commento... ti invidio in silenzio! :-I Ave! Q.
  25. 1 point
    Ed ora passo ad elencarvi i vari tipi di sesterzi, originali, modificati in epoca moderna e rifatti al giorno d'oggi. Ovviamente, da purista quale sono, parliamo sempre di monete untouched o sedicenti tali, patina verde/marrone.. Come già abbiamo avuto modo di vedere questo è un sesterzio originale untouched, proveniente da un hoard inglese! SESTERZIO_ORIGINALE.JPG Questo è stato "sistemato" partendo da materiale originale... fatti in serie ma ancora, in qualche modo, godibili. Provenienza Italia. SESTERZIO_RIFATTO.JPG Questo è un falso moderno... probabile provenienza Cina. SESTERZIO_FALSO.JPG Sperando di esservi stato utile. Ave! Q.
  26. 1 point
    E' in lingua tedesca ma spero di fare lo stesso cosa gradita Nachrichtenblatt 2 19.pdf
  27. 1 point
    Riccardo Paolucci

    QUANDO L'AUTORE...

    Grazie delle bellissime parole, queste parole ripagano delle ultime recenti amarezze e ti spronano a dare sempre il meglio
  28. 1 point
    Riccardo Paolucci

    QUANDO L'AUTORE...

    ...vale qualcosa https://www.youcanprint.it/index.php?option=com_chronocontact&Itemid=4353&lang=it https://www.youcanprint.it/index.php?option=com_chronocontact&Itemid=4353&lang=it
  29. 1 point
    Gianca

    QUANDO L'AUTORE...

    Quando l'Autore è 36 anni sul mercato numismatico, quando l'Autore ci ha fornito di tante belle monete e di tanti bei libri, quando l'Autore è una persona seria, capace ed affidabile non ha nemmeno bisogno di presentazioni. Grazie @Riccardo Paolucci
  30. 1 point
    La mia grossa occasione mancata c'è stata nel 1991. Alcuni muratori in un muro nella bergamasca trovano una "svalangata" di monete d'oro dal XV al XVI secolo. Tramite un mio Cliente riesco a vedere una parte di questo ritrovamento dove purtroppo c'erano una quindicina di Ducati di Koln. Premetto che i muratori in questione erano 3. Comunque gli offro una determinata cifra a patto di vedere anche il resto in mano agli altri due muratori. Interviene una persona di Bergamo, che non è più tra noi, che riesce a scavalcarmi ed acquista per una cinquantina di milioni dell'epoca tutti e tre i lotti. Risultato finale: tutte le monete vengono inserite in un'Asta e realizzano qualcosa come un paio di miliardi di lire dell'epoca! Il buon Clelio Varesi, padre dell'amico Alberto, mi telefonò e mi disse testuali parole "Paolucci sei un pirla" Dopo che gli spiegai com'erano andate le cose mi disse "Paolucci ritiro il pirla", grande Clelio, numismatici così non ci sono più
  31. 1 point
    Riccardo Paolucci

    MONETE DELL'ISTRIA

    Volevo segnalare l'interessante studio dell'amico Andrea Keber riguardante, forse, l'unica moneta esistente dell'Istria. Veramente notevole la sua scoperta di questa inedita moneta. Complimenti davvero KEBER - Una moneta inedita di tipo frisacense con il titolo di Marchese d'Istria
  32. 1 point
    Spero di fare cosa gradita allegando il mio lavoro PAOLUCCI_-_BIBLIOFRIULI.doc
  33. 1 point
    Le ricerche e gli studi numismatici hanno prodotto tra il secolo scorso e l’attuale i grandi manuali e le straordinarie classificazioni su cui si fondano la maggior parte delle nostre attuali conoscenze; riconosco che queste opere possano apparire in parte oggi superate in seguito ad un approfondimento critico successivo delle teorie sostenute, rimettendo persino in discussione numerose certezze, ma fin dove ci saremmo potuti spingere a livello di conoscenza medesima se molti studiosi, animati da grande passione nel senso più nobile del termine, non avessero universalmente ed incondizionatamente divulgato le loro scoperte e le proprie competenze? Da umile "apprendista studioso" nonché piccolo collezionista che sente l’esigenza di crescere culturalmente studiando ed approfondendo il contesto storico e artistico delle monete che possiede e delle tematiche a cui si sta avvicinando, mi piacerebbe capire i reali propositi che animano questi deplorevoli personaggi della Numismatica, tanto abilmente descritti da Piakos, che si ritengono persino i custodi delle verità assolute e che continuano a rendere questa Scienza esclusiva prerogativa di pochi dotti. Sappiamo che negli ultimi anni la Numismatica ha compiuto la revisione di grandi repertori, grazie al moltiplicarsi di monografie sempre più specializzate, più analitiche e più pregevoli nei loro risultati in maniera contestuale al fenomeno complesso sempre più diffuso riguardante poi il collezionismo in tutte le sue sfaccettature. La passione per le monete é stata considerata dall’antichità classica oggetto di curiosità e diletto per ricchi. I più vecchi collezionisti erano personaggi colti, come Pompeo, Giulio Cesare, Sallustio o come Svetonio, il quale scrisse che in occasione dei saturnali l’imperatore Augusto distribuiva monete antiche dei paesi più lontani. In oltre pare che i sesterzi contorniati che venivano distribuiti durante i giochi del IV e V sec. d.C. venissero considerati «esemplari per collezionisti », con le impronte e le rappresentazioni di imperatori vissuti nel passato: erano, a tutti gli effetti, monete commemorative. Nel medioevo le monete furono considerate per le loro vitrù magiche e usate come talismani e oggetti di superstizione per le loro figurazioni. Diffusa era la leggenda che riconosceva nelle Dracme di Rodi i denari di Giuda e per questo motivo erano molto ricercate. Il Petrarca comprava monete che classificava con emozione, così formò una collezione di monete antiche molto considerevole che poi donò all’imperatore Carlo IV. Molti furono i collezionisti eccellenti tra i quali i Medici, Alfonso d’Aragona, Gonzaga, molti Dogi, Papi e lo stesso Re d'Italia Vittorio Emanuele III. Si torna al punto di partenza, ossia quello dell’importanza della divulgazione per aiutare persone di ogni livello culturale a comprendere il ruolo della Numismatica (intesa come scienza), grazie a un linguaggio (inteso nel senso più ampio) che possa far capire che hanno rilievo non soltanto i singoli studi o poche opinioni: quello che conta infatti è evidenziare come la conoscenza scientifica condivisa sia strumento straordinario che permetta finalmente una trasformazione più profonda del semplice collezionismo, senza alcuna riserva. Carlo
  34. 1 point
    Ci sono poi alcuni Accademici ( Docenti e Ricercatori universitari) che non si degnano neanche di sforzarsi di condividere la loro conoscenza al di fuori delle aule universitarie. Ci sono Personaggi che credono di essere custodi di verità assolute da rilevare solo attraverso lezioni universitarie, libri di testo o conferenze di alto livello. Ma i semplici utenti che magari vogliono approfondire, chiedere qualche informazioni o dato storico- numismatico e che potrebbero possedere giusto talento e adeguata preparazione... non sono ritenuti degni di avere risposta o di avviare un utile processo dialettico. Una numismatica che io definisco 1.0 ovvero: ho delle competenze, sono un professore , archeologo o uno studioso importante, quindi parlo solo con i miei simili.
  35. 1 point
    Monete crude... Ci sono poi i tecnici del settore: operatori commerciali, Case d'asta, periti ed esperti, il Ministero competente ed i propri Collaboratori...tutte entità che operano legittimamente e validamente in ambito proprio e, ovviamente e per definizione, tali soggetti non necessariamente perseguono finalità o “target” comuni e condivisi...più probabile che possano essere in antitesi. C'è infine una scarsa probabilità di ricevere o reperire pareri univoci sulla numismatica e su singole monete. Il contrasto alle falsificazioni appare interposto con scarsa convinzione...sicuramente con scarsa efficacia, atteso il numero crescente di falsi riscontrabili in varie situazioni e compendi. Tutto appare infatti relativo: la ponderazione dello stato di conservazione delle monete, la valutazione economica di ogni singola moneta, le somme di aggiudicazione in asta, le quotazione sui cataloghi...l'integrità e quant'altro. Persino le Associazioni di categoria appaiono, per lo più, muoversi con politiche differenti...se non contrastanti. Resta eclatante il caso di una norma, emessa e poi abrogata, del Codice Urbani che, molti numismatici (collezionisti e operatori commerciali), salutarono con estremo favore in quanto tendeva a liberalizzare le monete ritenute comuni e ripetitive. Per converso una Società Numismatica spinse - di fatto - per abrogare tale favorevole norma . Ora è vero che ogni moneta, nel mondo antico, è un unicum a suo modo e che le monete sono tutte interessanti ed affascinati oggetti di studio...che possono esistere delle varianti...ma di qui, a spingere per l'abrogazione di una misura di salvaguardia per il collezionismo...ci sarebbe da discutere e non poco. Insomma...nell'ambiente sembra sempre latente ed incombente la mancata condivisione di interessi, nonché latitante una deontologia certa e condivisa. Cose che, a prescindere dalle singole posizioni e convenienze del momento, finiscono per rivelarsi alla fine uno “status” pernicioso permanete e potenzialmente implosivo per la Numismatica. P.S. Suggerimento per tutti... L'insegnamento base che i vecchi Guru davano ai loro allievi prima ancora di spiegare la materia e le monete: Signori! In numismatica si impone prudenza ed una discrezione cosmica. Uno a caso adesso potrebbe dire: Scusi Piakos...ma lei parla di discrezione alla fine, dopo aver mosso sopra i sette veli? Certo che lei è un bel personaggio! Rispondo: io mi pongo qui sopra come modestissimo studioso autonomo che mette a disposizione, di tutti gli iscritti a questo Sito, delle informazioni utili alla navigazione nel mare magno della numismatica. Quindi, per dare esperienza...occorre discutere in senso tecnico e si può e si deve dire che Gargamella è il cattivo dei Puffi. D'altro canto un Vademecum numismatico ed ambientale è stato richiesto da molti numismatici collezionisti che, ad avviso di questo Sito, non possono e non debbono essere lasciati privi degli strumenti di confronto e di dialettica necessari per coltivare al meglio una importante passione culturale. Se dopo aver preso atto della indubbia sussistenza di alcune difficoltà tecniche qui accennate ...TUTTI coloro che hanno voce in capitolo, decidessero di assumere iniziative adeguate...sarebbe fatto opportuno e determinante per il mondo del collezionismo e potremmo adeguarci per realizzare una numismatica semplice, garantita e trasparente. TUTTI in costante costruttivo dialogo tra di noi numismatici e con con chi è preposto alla tutela dei beni culturali.
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