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  1. 3 points
    bubbolo

    monete antiche

    Dovrebbero essere , almeno le prime, dei Kreuzer austriaci. ( la prima è datata 1707 e un'altra 1519) Sull'ultima leggo : patrona Hungarie. Sono necessari : peso e diametro. Le foto delle due facce possibilmente non sfocate. E sopratutto non un "Che tipo di monete sono?" Per favore e grazie no ? Senza i dati chiesti non si può stabilire se sono Kreuzer, Groschen o altro e dare una valutazione.
  2. 2 points
    Reale Presidio

    I QUATTRINI DEI REALI PRESIDI DI TOSCANA

    Segnalo, anche in questa sezione, la pubblicazione, da parte dell'Editrice Diana, dei miei studi sui quattrini emessi sotto Ferdinando IV per i territori toscani del Regno di Napoli, i Reali Presìdi di Toscana. Dalla quarta di copertina: "Lo Stato dei Presìdi (1557-1801) fu un’entità statale unica ed irripetibile nel panorama storico-politico italiano. Enclave istituita da Filippo II di Spagna per garantire un approdo sicuro alle sue navi e comprendente le piazzeforti maremmane di Orbetello, Porto Ercole, Talamone e, dal 1603 Longone all’Isola d’Elba, seguì, per quasi 250 anni, le sorti della corona spagnola prima e del Regno di Napoli poi, fino all’annessione al napoleonico Regno d’Etruria. Territori di confine tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, porti militari e commerciali, nei presìdios transitavano merci e mercanti italiani e stranieri e vi circolavano monete e valute di ogni tipo. Solamente nel 1782, regnante a Napoli Ferdinando IV di Borbone, si decise di emettere una serie monetale in rame, nei tagli da quattro, due e un quattrino, destinata espressamente alla circolazione nei territori dei Reali Presìdi di Toscana. L’autore, dopo un’ampia premessa storica, dove ripercorre la genesi della nascita dello Stato dei Presìdi e ne delinea il quadro sociale ed economico, illustra gli aspetti connessi alla monetazione, soffermandosi, in particolare, sulla questione della coniazione dei “quattrini” e affrontando le problematiche prettamente numismatiche: i motivi alla base della loro coniazione, la tipologia, le varianti, gli esemplari reimpressi, la classificazione nelle fonti e nella letteratura numismatica, chiudendo con una catalogazione riepilogativa aggiornata e, in appendice, un’ipotesi sulla tiratura dei pezzi emessi, sulla base degli studi dei documenti consultati." Per info: www.classicadiana.it
  3. 2 points
    La tua premessa contiene già le risposte! Ovvero: - la moneta in foto, per me, è assolutamente desiderabile e affascinante! - i valori espressi dalle aste, essendo andato invenduto (se non è più disponibile probabilmente sarà stato restituito al conferente), a tuttoggi non hanno una sostanza commerciale. Io dico che questa moneta, un pezzo unico, dovrebbe stare nel medagliere del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Sul discorso scritat PROVA, ricordo il caso di un'altra moneta dei Reali Presìdi (sono un po' monotematico, scusate): il 4 quattrini del 1782, citato nel CNI e appartenente alla Collezione Reale, fu ribattuto su una prova in rame del 6 ducati di Carlo III. Quindi, quel 6 ducati in rame era ovvio che fosse una prova. Mentre i grani di Carlo VI, se fossero entrati in circolazione sarebbero stati spendibili, altroché! Analogamente si potrebbe porre la questione per le monete in rame del 1770 e del 1786, tutte R5. Prove o monetazione frettolosamente annullata o ritirata? Valgono il prezzo di qualche decina di migliaia di euro? In poche parole, il grano del 1719 e il tornese del 1714 di Carlo VI, o il rame di Ferdinando IV del 1770 e del 1786 per me non sono curiosità numismatiche ma monete importantissime. E chi ha i soldi per permettersele, contento lui! Opinioni personalissime di un "ragazzo" che non colleziona napoletane...
  4. 2 points
    Ho avuto modo di trattare di questa moneta in un articolo su PN, in occasione di un'apparizione sul mercato di un esemplare da 4 quattrini 1782 ribattuto su un tondello del grano di Carlo VI: https://www.panorama-numismatico.com/panorama-numismatico-nr-323-dicembre-2016/ Come giustamente riportato sopra, il Pannuti-Riccio ipotizza questo nominale non-emesso sotto Carlo VI, ma come prova. Quindi, in risposta alle domande di @Piakos, essendo prove, si spiegherebbe l'elevata conservazione dei pochi esemplari rimasti. Inoltre, il 4 quattrini qui esposto, dimostra che alcuni (quasi tutti?) tondelli giacenti da 60 anni in zecca, sono stati utilizzati, in un periodo in cui la mancanza di rame era cronica, per la coniazione dei 4 quattrini per i Reali Presìdi. Ciò andrebbe ad incidere sulla rarità dei pezzi da un grano. Anche se non fossero stati delle prove (ma allora possibile che non appaiano sul mercato pezzi usurati e circolati?), la rarità sarebbe appunto confermata dall'eventuale ritiro dei pezzi al termine della dominazione austriaca, e la loro giacenza in zecca in vista di un possibile riutilizzo (i 4 quattrini appunto).
  5. 2 points
    Alberto Varesi

    n.016 LE ODIERNE DINAMICHE DEL MERCATO NUMISMATICO: VALORI E TENDENZE

    Non sono un analista, mi diventa difficile fare previsioni su quello che potrà essere il mercato numismatico, anche solo a breve o medio termine. che la fascia bassa e quella media ce le fossimo giocate da tempo è cosa nota a tutti gli operatori del settore e fintanto che questa benedetta ripresa economica non si farà vedere, nulla cambierà. negli ultimi anni abbiamo assistito ad una crescente richiesta di materiale in alta conservazione, appannaggio non solo di collezionisti dal palato raffinato ma anche, pare, di investitori ai quali poco importa del risvolto storico/culturale della moneta. monete belle ce ne sono tante ma la numismatica non è un bene rinnovabile, quel che c'è....è quello (salvo poi imbatterci in monete dai rilievi "ringiovaniti"), quindi c'è da aspettarsi, prima o poi, una rarafazione del materiale di qualità, ma non credo che questo si vedrà gia dal 2018.
  6. 1 point
    È l'ultimo Imperatore Austriaco.. Dopo si passa alla dinastia dei Borbone di Napoli con autonomia e sovranità sul Regno.. La linea "Asburgo di Spagna" va dal 1516 al 1700 Con Carlo Vl si conclude la lunga fase "Vicereale"
  7. 1 point
    Qualcosa di rilevante, se proprio vogliamo, ci sarebbe; a partire dallo stemma Austriaco sul petto dell'aquila bicipite che afferra gli stemmi di Napoli e Sicilia... Da questo punto di vista è l'unica con questa effige e la storia successiva degli eventi porterà importanti novità per il Regno di Napoli.
  8. 1 point
    andreakeber

    monete antiche

    Grosso tirolino (zecca di Hall per la contea del Tirolo) a nome di Sigismondo (valore 15€) denaro ungherese di Ludovico (valore 10€) Mamma mia per due monetine : dati ponderali ecc. e dai....
  9. 1 point
    Ho il piacere di partecipare a questa importante discussione e prendendo alla lettera il topic mi consento di postare questa moneta in foto, ecco il diritto: E qui abbiamo il rovescio: MONETA TRANSITATA SU ASTE DELLA NOMISMA, DESCRIZIONE: NAPOLI Carlo VI (1707-1734) Grano 1719 – P.R. 24; MIR 329 (R/4, solo disegnato) CU (g 6,78) RRRRR Dalla nostra asta n. 35, 2007, lotto 723. Esemplare di eccezionale qualità per una moneta la cui apparizione sul mercato numismatico è da considerarsi estremamente rara, in Pannuti e Riccio viene illustrato un esemplare di conservazione inferiore a questo mentre nel CNI sono citati due soli esemplari, uno nella collezione reale ed uno al Museo di Napoli, entrambi C1 – FDC) CU (g 6,78) RRRRR Dalla nostra asta n. 35, 2007, lotto 723. Esemplare di eccezionale qualità per una moneta la cui apparizione sul mercato numismatico è da considerarsi estremamente rara, in Pannuti e Riccio viene illustrato un esemplare di conservazione inferiore a questo mentre nel CNI sono citati due soli esemplari, uno nella collezione reale ed uno al Museo di Napoli, entrambi C1 – FDC Osservo, riguardo alla predetta descrizione della casa d'aste, che il testo in realtà non dice molto riguardo alla storia ed alla Numismticità di questa moneta...anzi, non dice quasi nulla. Quindi, malgrado il metallo non prezioso, si tratterebbe di una moneta a dir poco egregia, sicuramente è un'ottima incisione in entrambi i lati...sicuramente affascinante nell'insieme delle raffigurazioni, al rovescio vediamo rappresentati negli stemmi, tenuti dalle zampe dell'aquila, le insegne sia di Napoli che della Sicilia...mi sembra. Ma il pezzo forte dovrebbe essere la esimia rarità, unita alla bellezza del conio. A questo punto, per trarre insegnamento numismatico da questa moneta mi chiedo: - perchè una simile moneta, un grano...quindi un conio di modesto valore venale, è così rara anzi nota in pochissimi esmplari? - come è possibile che un nominale destinato al commercio ed agli scambi correnti o minuti è rimasto in grande conservazione? - Forse non è la moneta così rara come descritta? - Quali sono il valore numismatico ed anche il valore collezionistico di un simile esemplare? Sono queste tipologie in cima ai desideri degli appassionati? @D.B.G , @realino santone , @Layer , @Neapolis , @Admin, @Francesco Di Rauso , ma chiunque voglia rispondere sarà ben gradito.
  10. 1 point
    Piakos

    CI SONO ANCORA MOLTI APPASSIONATI DI MONETE ROMANE ANTICHE?

    Salve amici... bella la discussione. Non ci sono certezze, ci sono delle probabilità e ognuno vede le cose a suo modo, lo sappiamo tutti. Per quanto riguarda gli anni dal 1980...purtroppo il lievitare dei prezzi non è addebitabile ai collezionisti, quanto ai commercianti o ai trafficanti che sulla passione dei numismatici hanno picchiato duro e con ingordigia. Che poi i collezionisti abbiano avallato la crescita senza opporsi...sono d'accordo. Non era un investimento, almeno per le monete, piuttosto, insisto sulla passione. Oggi tutti le monete mezze o a 2/3...cioè dal BB al q.spl. sono crollate perchè, appunto, come dice Dea...la classe che le acquisiva non c'è più. Almeno al momento. Se tutta la gente che comprava il BB+ e il q.spl. da 500.000 lire fino ai 3 milioni...avesse comprato belle monete anche al doppio e più...negli ultimi anni avrebbe potuto avere delle soddisfazioni anche cospicue. Cosa significa? Che mediamente gli italiani sono un po' strani...credono di essere astuti, invece fuori dalla quotidianità spicciola...non lo sono affatto. Manca la preparazione, il coraggio, la visione oltre il naso...il progetto, la capacità di analizzare e valutare in modo appropriato il mercato. Un esempio? L'italiano compra quando comprano tutti...favorisce il formarsi di bolle tutte italiane...poi, quando tutti vendono...vende. Vedi gli immobili...o, come dice Dea...l'antiquariato, anche di qualche pregio dove, con prezzi in costante salita...tutti a comprare credendo nell'investimento oltre che nel piacere di possedere begli oggetti e appartamenti belli o da reddito. Un bel capolavoro! Come se ne esce....? Non saprei dirlo con esattezza...ma se pure se ne uscisse...sarebbe un miracolo. Speriamo in bene...ma per l'antiquariato e per il mattone la vedo dura. Forse le monete reagiranno prima. Il che è tutto dire.
  11. 1 point
    Piakos

    cavallo napoletano di Carlo VIII , R4

    Salve Realino...direi che trattasi di una moneta di grande interesse, ma non ci hai segnalato il grading della conservazione che in foto non è ben definibile. Peraltro la tua segnalazione mi fa venire in mente un paio di grani, uno di re Ferdinando e l'altro di carlo VI di Borbone che oltre ad essere stati segnalati come R5 erano in grandissima conservazione. Sarebbe interessante il tuo colto e specialistico parere al riguardo. Posterò i topic al riguardo se sei d'accordo.
  12. 1 point
    Lugiannoni

    PANORAMA NUMISMATICO - gennaio 2018

    Panorama Numismatico nr.335, gennaio 2018 Data: 21 dicembre 2017In: News NumismaticaNessun commento Stampa Email In copertina, L’armetta della piastra “in verbo tvo” di Innocenzo X, di Roberto Fuda, un interessante studio su questa moneta, insolita per la presenza dello stemma del cardinale Gil de Albornoz y Carrillo junior, al tempo Camerlengo del Sacro Collegio. Troverete, all’interno, per le curiosità numismatiche: A cento anni dalla fine della Prima guerra mondiale, Gianni Graziosi ricorda le medaglie legate a quel periodo, onorificenze che conservano intatto il loro fascino e i valori connessi: lo spirito di sacrificio, il coraggio, l’eroismo e la dignità della persona, in Coniate nel bronzo nemico. Per la monetazione antica: Roberto Diegi prosegue la sua indagine intorno alla presenza dell’immagine del Capricorno sulle coniazioni antiche, in Il simbolo del Capricorno sulle monete non è stata un’esclusiva di Augusto. Per la monetazione italiana medievale e moderna: Il sistema carolingio, ideato alla fine dell’VIII secolo, segnò una cesura con l’epoca precedente e introdusse innovazioni utilizzate nel sistema monetario anglosassone fino al secolo scorso; ne parla Giuseppe Amisano in La riforma monetaria di Carlo Magno. Malgrado i provvedimenti presi per arrestare la tosatura della moneta d’argento locale, l’azione dei tosatori continuò a lungo nel Regno di Sicilia; ne trattano approfonditamente Pierluigi Baisi e Matteo Mattaliano in La verifica ponderale delle monete tosate durante il regno di Filippo V. Roberto Reynaudo ha rintracciato Un nuovo insolito zecchino veneziano, passato recentemente in asta pubblica e ora in collezione privata. Alberto Castellotti parla di una moneta coniata da Carlo Emanuele II con il doppio ritratto del sovrano e della madre Cristina, in Una doppia sabauda inedita. Con l’articolo Francesco I d’Este, 15 bolognini per il Levante diverso nel rovescio, col busto somigliante a un ecclesiastico, Claudio Cassanelli amplia il corpus delle coniazioni del duca estense grazie ad alcuni esemplari recentemente comparsi in aste pubbliche. Per la cartamoneta: Quella degli “uomini illustri” fu una emissione di cartamoneta particolarmente innovativa sia per lo stile iconografico che per le tecniche di realizzazione; ne parla Gaetano Russo in La serie degli Uomini illustri del Banco di Napoli. Rilievi storici, artistici e monetari. Corrado Marino ci accompagna in un viaggio alla scoperta di un soggetto interessante quanto difficile e complesso, in La Cina dal Celeste Impero alla Repubblica popolare. Un incredibile numero di banconote messe in circolazione da decine di istituti di emissione. Per la monetazione estera: L’introduzione di cartamoneta in Russia venne attuato sotto forma di assegnati che erano garantiti dalla moneta in rame, come ci illustra Giuseppe Carucci in Gli assegnati russi, 1769-1843. Per le medaglie e decorazioni: Fu lo stesso Guglielmo Marconi a contribuire alla costruzione della prima stazione radio dello Stato Pontificio, che trasmetteva direttamente dai Giardini Vaticani. Fabio Robotti ne delinea la storia parlando della Medaglia annuale di Pio XI per la Stazione radio Vaticana. Per la rubrica dedicata alle Recensioni, sono presentati i volumi di Alessandro Toffanin, Monete italiane regionali. Stato Pontificio, I, appartenente alla collana MIR, e di Vincenzo Dessì, La moneda de Sardenya medieval i moderna. Bases documentals, che contiene la trascrizione di manoscritti risalenti ai periodi catalano-aragonese e spagnolo in Sardegna. Per la rubrica Notizie dal Mondo Numismatico, si parla del volume dedicato all’epistolario di Benedetto Pistrucci pubblicato nella collana Studi e ricerche del «Bollettino di Numismatica»; inoltre delle iniziative del Circolo Numismatico Patavino per il 2018 e dei realizzi delle recenti aste MDC e Éditions Gadoury. Per la rubrica Emissioni numismatiche, troverete descritte le recenti coniazioni in oro emesse dalla Repubblica di San Marino.
  13. 1 point
    lorenzo

    Monasteri e monete

    Proseguo ora l’esame delle zecche tenute da ecclesiastici sul territorio italiano. La prima è sicuramente lo Stato Pontificio, il quale aveva numerose officine sparse per tutto il suo territorio e delle quali sarebbe troppo lungo fare una descrizione. Ne posso ricordare una per tutte che riguarda la monetazione del Senato Romano, della quale qui si è parlato a lungo. Questo era l’estensione dello Stato pontificio prima dell’unificazione dell’Italia: (http://www.artistiticinesi-ineuropa.ch/ita/morelli-c-ita.html) : Un vastissimo territorio da governare, quindi, per cui era necessaria una monetazione locale. Nicolò Maltraversi Reggio Emilia, l’antica Regium Lepidi, fu municipio romano. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente la città venne quasi spopolata. Dopo la conquista longobarda (VI secolo) la città fu capitale del Ducato di Reggio, poi nell'Alto Medioevo, da sede vescovile, divenne libero comune, ma restò soggetta a feroci lotte intestine, che la portarono alla trasformazione in Signoria sotto gli Este e in seguito a Ducato. Nel 1211 venne eletto vescovo della diocesi di Reggio Emilia Nicolò Maltraversi, il quale fu un grande diplomatico ed intervenne in diverse controversie politiche. “Grazie al favore dell'imperatore (Federico II), ottenne da questi privilegi circa l'utilizzo delle acque del Secchia e dell'Enza e la possibilità di giudicare ogni lite nelle zone vicine entro quattro miglia. Ebbe inoltre la riconferma degli antichi privilegi del vescovo di Reggio Emilia, nonché il possesso del palazzo imperiale che il predecessore Pietro aveva ricevuto da Enrico VI nel 1195. Tra l'altro, ottenne il diritto di battere moneta, che mise in pratica nel 1233: in quell'anno vennero coniate un picciolo e un grosso, recanti sul recto la scritta "episcopus" e sul verso la scritta "de Regio" con un giglio; la zecca di Reggio Emilia era ancora attiva ad oltre un secolo di distanza dalla morte del Maltraversi.” Ed ecco il grosso, per altro, molto bello: (https://www.ebay.it/itm/Reggio-Emilia-Nicolo-Maltraversi-Grosso-AG-Ottima-conservazione/222693906892?_trkparms=aid%3D222007%26algo%3DSIM.MBE%26ao%3D2%26asc%3D20170831090034%26meid%3Dad786659ad404339948472d4e476f78b%26pid%3D100005%26rk%3D3%26rkt%3D6%26sd%3D263423173877&_trksid=p2047675.c100005.m1851) (DE REGIO ed EPISCOPVS) del valore di 12 piccioli: l’altra moneta coniata dal Vescovo. Gregorio da Montelongo (Ferentino, 1200 circa – Cividale del Friuli, 8 settembre 1269) è stato un patriarca cattolico italiano, Patriarca di Aquileia dal 1251 al 1269. Argento, 0,25 gr. Molto raro. SPL. D: + GREGORI PATI Croce patente in cerchio perlinato. R: + AQVILEGIA . Giglio con filamenti e globetti. Bibliografia di riferimento: Bernardi 23. “Nacque da Lando di Montelongo, appartenente ad una famiglia imparentata con i Conti di Segni, cui apparteneva anche papa Innocenzo III[1], cugino del padre. La casata era originaria di Montelongo (territorio tra Ferentino ed Alatri [1]). Fu dapprima legato papale in Lombardia dal 1238, dove guidò la coalizione delle città guelfe contro l'Imperatore Federico II. Nel 1247 fu inviato da papa Innocenzo IV a Parma per guidare la difesa della città nell'assedio che si concluse nel febbraio dell'anno successivo con la vittoria dei parmensi. Nel 1251 venne nominato patriarca di Aquileia (anche se per la consacrazione si dovrà attendere il 1256); qui egli guidò la fazione guelfa contro Federico II, in risposta Corrado IV (erede e figlio di Federico II) sobillò i comuni istriani alla rivolta. Gregorio si impegnò inoltre per preservare e rafforzare l'integrità territoriale e spirituale del Patriarcato: partecipò alla crociata contro Ezzelino III da Romano,essendo presente di persona alla difesa di Padova (settembre 1255) ed inviando truppe ai crociati fino al 1257; riuscì inoltre ad occupare l'enclave austriaca di Pordenone (1262). Cessata la minaccia rappressentata dai ghibellini e particolarmente da Ezzelino, affrontò Ulrico III duca di Carinzia e Alberto I di Gorizia, che fece assassinare Giacomo d'Orzone, vicedomino vescovo di Concordia ed il suo seguito presso il colle di Medea (1268) e catturò il patriarca a Villanova dello Judrio (20 luglio 1267), liberandolo solo il 27 agosto dopo che gli fu garantita l'impunità e ottenendo un accordo di pace (1259). Gregorio non dimenticò l'affronto ma morì mentre era impegnato nelle operazioni militari contro lo stesso Alberto. Siglò inoltre nel 1268 un accordo con la Serenissima in cui si fissavano i confini delle rispettive pertinenze in Istria, territorio che sarà a lungo conteso fra i due stati. Sul fronte della politica interna il patriarca concesse il castello di Cassacco in feudo alla nobile famiglia di Montegnacco (1254) ed un mercato a Tolmezzo (1258).” Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Due personaggi storici di grande spessore, i quali meritano di essere ricordati.
  14. 1 point
    lorenzo

    Monasteri e monete

    Da: http://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia “L'abbazia (detta anche abazia o baddia a seconda se diretta da un abate o da una badessa), è un particolare tipo di monastero, che per il diritto canonico è un ente autonomo. Il nome deriva dal tardo latino abbatīa, appunto abate, termine che inizialmente si riferiva solo alla persona che reggeva l'edificio, per poi assumere il significato più esteso del complesso dei beni che erano a disposizione di tale carica religiosa. Infatti molto spesso per abbazia in toponomastica si intende non soltanto l'edificio in sé, quanto anche l'insediamento che si sviluppava intorno ad esso”. “La prima abbazia di cui si ha notizia fu fondata intorno al 320, che prese il nome di abadia, dal santo egizio Pacomio, che ne fece il luogo dove riunire la prima comunità monastica cenobita, elaborandone tra l'altro le regole interne. Pacomio portò avanti tale progetto poiché era dell'idea che l'ideale ascetico cristiano si sarebbe realizzato in modo migliore attraverso una comunità piuttosto che nella singola esperienza eremitica. Alla costruzione di questa prima abbazia ne seguirono altre, sia in Oriente sia in Occidente, dove però furono elaborate nuove regole interne, ispirandosi sia alla Regola benedettina, a partire dal 534 che alla Regola colombaniana di ispirazione monastica celtico-irlandese”. ______________ “Dovendo spesso gestire patrimoni fondiari anche abbastanza vasti, gli abati dovettero adottare regole precise per garantire una stabilità economica alla comunità. L'economia curtense si prestava assai bene a questo scopo, essendo principalmente adatta a feudi che necessitavano di mantenersi in un'ottica autarchica, ed essendo già stata utilizzata con successo da molti monasteri. Le abbazie cercarono così di produrre la maggior parte di quello che gli serviva all'interno dell'edificio stesso, sopperendo alle mancanze con il commercio, a volte anche con altri monasteri. I frutti di questo sistema economico, di cui abbiamo diverse informazioni grazie ai precisi inventari che venivano tenuti dai monaci, furono nella maggior parte dei casi al di sopra delle necessità delle abbazie stesse, tanto da permettere la vendita dei beni in eccesso. Il notevole benessere economico delle abbazie, come per i monasteri, era dovuto, oltre che all'efficacia dell'economia curtense, anche alla rigida e produttiva organizzazione interna della comunità religiosa (ora et labora) e agli aiuti economici sia da parte della Chiesa stessa (principalmente attraverso le diocesi) sia da parte di sovrani, nobili o piccoli signorotti di campagna”. Questa era la situazione delle abbazie nel medioevo e data la quale non è difficile capire perché molte battevano moneta. Qui di seguito faccio cenno ad alcune di queste, ma ve ne sarebbero altre ancora in giro per l’Europa. Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/bourgogne-abbayes_p11929/bourgogne-abbaye-de-cluny-12e-13e-siecle-denier_article_83655.html Bourgogne. Abbaye de Cluny (12e - 13e siècle). Denier Ha il copy-right Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/limousin_p2379/limousin-abbaye-de-saint-martial-de-limoges-fin-xiie-jusque-vers-1245-denier-ou-barbarin_article_85244.html Limousin. Abbaye de Saint-Martial de Limoges (fin XIIe jusque vers 1245). Denier ou barbarin Ha il copy-right Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/touraine_p5934/touraine-abbaye-de-st-martin-de-tours-12e-siecle-denier_article_46784.html Touraine. Abbaye de St Martin de Tours (12e siècle). Denier Ha il copy-right Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/bourgogne-abbayes_p11929/bourgogne-abbaye-de-tournus-12e-siecle-denier_article_55639.html Bourgogne. Abbaye de Tournus (12e siècle). Denier Ha il copy-right Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/bourgogne-abbayes_p11929/bourgogne-abbaye-de-saint-benigne-de-dijon-monnayage-anonyme-fin-xie-debut-xiie-siecle-denier_article_65939.html Bourgogne. Abbaye de Saint-Bénigne de Dijon. Monnayage anonyme (fin XIe - début XIIe siècle). Denier Ha il copy-right Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/alsace_c16/murbach-et-lure-abbaye_p133/alsace-abbaye-de-murbach-et-lure-francois-egon-de-furstenberg-1665-1682-pfennig-r-r_article_58834.html Alsace. Abbaye de Murbach et Lure. François-Egon de Furstenberg (1665-1682). Pfennig. R ! R ! Ha il copy-right Da: http://www.delcampe.net/item.php?id=201061214&var=Flandres-Vlaanderen-Abbaye-dEname-petit-denier-RARE-&language=F&sessionToken=sslLogin_d4ea7179f839c1c5b9fa066509eae81e Flandres Vlaanderen Abbaye d'Ename , petit denier RARE ! Numéro d'objet: 201061214 Ha il copy-right Da: http://www.dumez-numismatique.com/article.asp?langue=fr&article=10546 EPINAL, Abbaye de Saint-Goëry, denier XII°/XIII° siècle, 0,60 grm, Fl.10 p.310, TB à TTB Ha il copy-right Da: http://www.dumez-numismatique.com/article.asp?langue=en&article=10249 STRASBOURG, Mérovingiens, denier d'Adalbert 683-723, abbaye d'Honau OU Obernai?, 1,01 grms, belfort.804, TTB à SUPERBE Très rare!! Ha il copy-right Da: https://www.ma-shops.fr/poinsignon/item.php5?id=53339〈=fr Picardie. Abbaye de Corbie. Monnayage anonyme. Monnayage anonyme. Denier. + ABIAS C (rétrograde) PIC. Crosse tournée à droite et accostée d'un alpha et d'un oméga. R/: + ANSI - CIVS. Croix cantonnée de deux croisettes en 2 et 3. PA 6560 var. RN 1998 p 310, D 10 et R 17-18. 0,95 g. Ha il copy-right Da: http://www.celtic-coin-agora.com/Rem.htm Remiremont (Abbaye de) Denier s. m. (ca 1000 – 1030) Ag Mi fermo qui, tanto per dare un’idea di come fosse vivo il medioevo dove le idee non mancavano di certo. Lo dobbiamo ai religiosi se certi testi sono giunti fino a noi, sebbene quasi certamente abbiano fatto una cernita di quelli da copiare e di quelli che no.
  15. 1 point
    Ras al ghul

    Asta numismatica Paolucci XI del 1/2/2018

    Con le aste siamo proiettati già a febbraio 2018: è on line l'asta XI Paolucci che scadrà alle 18.30 del 1 febbraio 2018 l'asta è al seguente link https://www.deamoneta.com/auctions/search/538 Oltre ai libri che Paolucci propone nelle sue aste(qualcosa d'interessante da leggere lo si trova sempre,in vendita nei lotti delle sue aste)ad esempio:Lotto 168 il libro sulla bellissima monetazione del Patriarcato di Aquileia scritto da G.Bernardi a un buon prezzo a base d'asta;lotto 176 di R.Calciati"Corpus Nummorum Siculorum"molto richiesto dagli appassionati di Numismatica;in alcuni lotti sono presenti i volumi del CNI ,mi sembra in edizione originale;lotto 183 c'è lo Gnecchi sulle monete di Milano;lotto 216 libri su monete romane al British Museum Paolucci è un appassionato di monete di Aquileia,Trieste,Gorizia e Merano soprattutto, e ,nelle sue aste,tali monete sono un must Interessanti monete fra quelle medievali e rinascimentali in vendita e si trovano anche varie monete per gli appassionati dei Savoia Ras al ghul
  16. 1 point
    Cliff

    CI SONO ANCORA MOLTI APPASSIONATI DI MONETE ROMANE ANTICHE?

    Quoto il buon Piakos. Non è certamente il momento di vendere, perchè c'è questa tendenza ancora a fare di tutta l'erba un fascio e ad accumunare le monete pulite (bene) alle monete smoothed o peggio tooled. Il mercato fa fatica a discriminare perchè un po' manca la conoscenza negli ultimi arrivati e si è persa l'abitudine della sala e di andare a vedere le monete dal vivo: ora tutto è veloce, live, online. E una moneta viene promossa o bocciata dal mercato solo sulla base di una foto, della stima a catalogo e del nome di chi la vende. E' un'arma a doppio taglio e succede anche il contrario dove in rari casi in aste di nome la gente si scanna per una moneta mediocre perchè la descrizione o la foto lasciano pensare altro... Se non è il momento di vendere potrebbe essere dunque il momento di comprare. Occorre occhio ed esperienza e tastare dove si puo' le monete con mano, ma è vero che ci sono in giro delle belle occasioni con monete valide svendute qui e là a frazioni dei loro realizzi di 10 anni fa (soprattutto nei casi di collezionisti deceduti ed eredi privi di conoscenza del mercato). L'eccezionale continua a vedersi sempre meno ma è vero che tra tanto ciarpame in vendita è presente anche materiale valido venduto sotto costo. Alcuni commercianti vecchi lupi di mare se ne sono accorti ed ultimamente si son messi a "fare fieno" per il loro stock in molte aste internazionali.
  17. 1 point
    Lugiannoni

    GUERRA E MONETE

    Visto che l'amico @Piakos ha citato l'oro, ecco un esempio un po' particolare. Il console Tito Quintio Flaminino nel 196 a.C. sconfigge Filippo V di Macedonia e durante i giochi Istmici che si svolgevano a Corinto proclama la libertà e l'indipendenza della Grecia dalla dominazione macedone. Naturalmente il console, acclamato come liberatore, diventa l'idolo dei greci e in quel contesto nella stessa Corinto vengono coniati degli stateri d'oro con al D/ il profilo in bello stile ellenistico del console ed al R/ una Vittoria stante,con nelle mani palma e corona ed il nome T . QVINCTI. Insomma, una moneta che commemora la fine di una guerra. Non occorre lavorare troppo di fantasia per capire che questo "culto della personalità" creasse nel Senato sconcerto e opposizione tanto che le monete furono presto "ritirate", facendone una delle monete più rare. Non volendo farmi bello con le penne altrui, allego un bell'articolo di @Alberto Campana, pubblicato su Panorama Numismatico di alcuni anni fa. MONETE_DORO_DELLA_REPUBBLICA_ROMANA._III.pdf
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