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  1. 3 points
    Siamo nella metà del '500; Cosimo I de' Medici, non ancora Granduca cerca di conquistare tutta quella parte di Toscana che ancora è indipendente. Tenta, e ci riesce per alcuni anni (dal 1548 al 1557) attraverso manovre con l'imperatore Carlo V ma dovette riconsegnare l'allora contea di Piombino a Jacopo VI, trattenendosi una enclave all'Elba dove fondò Cosmopoli. Non potè o non volle usare la forza dato che la madre di Jacopo era sua zia e quindi il signore di Piombino suo cugino di 1° grado. Poichè, invece, a Siena non aveva parenti, mosse guerra alla Repubblica senese con l'appoggio degli spagnoli di Carlo V; Siena ottenne l'aiuto di Enrico II di Francia, ma fu tutto inutile: alla fine di un lungo e drammatico assedio la città, nel 1555 si arrese ed il contingente francese, cui si erano uniti un migliaio di cittadini senesi, uscì dalla città con l'onore delle armi. I senesi, nobili e popolani, capeggiati da Filippo Strozzi, assieme ai francesi si recarono a Montalcino, dando vita alla Repubblica di Siena in Montalcino da dove continuarono la lotta contro Firenze, lotta che terminò nel 1559 a seguito della sconfitta francese nella guerra con la Spagna. Da un punto di vista numismatico continuarono, anche da un punto di vista formale, a coniare monete "senesi", monete che Cosimo, una volta presa Montalcino fece ritirare e rifondere in una forma di moderna damnatio memoriae e questo ne spiega la notevolissima rarità. La vendetta, postuma, di Montalcino è stata quella di divenire una eccellenza eno-gastronomica con un vino che batte il Chianti alla grande e dei salumi da sogno! Tornando alle cose serie, una particolarità indiretta di questa monetazione è costituita dai numerosi falsi ottocenteschi, concentrati sulla quadrupla d'oro e sul testone per il quale veniva usato lo stesso conio date le analoghe dimensioni. Quadrupla passata in asta da Varesi (e dichiarata come falso storico). Di seguito invece alcuni tipi autentici: mezzo scudo, giulio, parpagliola e mezza parpagliola. Per chi conosce la monetazione di Siena, è evidente che si volle mantenere la tipologia precedente all'occupazione medicea, per affermare, anche con la moneta, che lì, e solo lì, era ancora la Repubblica di Siena.
  2. 2 points
    Buongiorno a tutti, volevo segnalare che dopo un lungo lavoro, è nato un sito (totalmente gratuito) dedicato interamente alle tecniche e agli errori di coniazione. www.erroridiconiazione.com I contenuti del sito sono presi in gran parte da un libro che avevo scritto nel 2015 e che, invece di ripubblicare come seconda edizione, ho deciso di renderlo fruibile a tutti gratuitamente per avere anche la possibilità di interagire con i collezionisti di errori e aggiornarlo man mano. La prima parte del sito è dedicata ad un’esposizione dettagliata della storia delle tecniche e delle tecnologie di coniazione, con una descrizione dettagliata del moderno processo di coniazione delle monete destinate alla circolazione. Solo dopo aver appreso i concetti base di tale processo ho ritenuto opportuno analizzare nella seconda parte i singoli errori, illustrandone le varie cause ed effetti. Questa seconda parte non vuole essere un classico catalogo con elencazione dei vari errori di coniazione, ma mira ad illustrare la dinamica e le cause di formazione dei singoli errori al fine di poter essere in grado di distinguere gli errori “artefatti” dagli errori “genuini” e comprendere la rarità di frequenza dell’errore. C’è poi una sezione in cui vengono analizzati gli errori di coniazione più celebri della monetazione italiana illustrando l’origine del relativo errore (es. 100 lire 1972/, 200 lire mezza luna, 2 centesimi 1915 quattro mani, etc.). Il sito deve essere ancora migliorato su certi aspetti, ma l’ossatura principale è ultimata e fruibile. Se avete commenti, segnalazioni o osservazioni scrivete qui o all’indirizzo email che trovate sul sito. Grazie! Andrea
  3. 2 points
    Buonasera, dovrebbe essere un cavallo della zecca dell'aquila coniato sotto Carlo VIII del tipo con croce tripartita, Al D/ KROLVS. D. G. REX. FRR, stemma di Francia coronato. Al R/ CIVITAS *AQVILANA, croce tripartita con aquila sotto. Non essendo la mia monetazione di interesse non so dire altro.
  4. 2 points
    Salve, segnalo ad @Admin e a TUTTI : https://www.edizionidandrea.com/copia-di-kalkas la pubblicazione tra qualche mese
  5. 1 point
    Ciao a tutti, Per una esposizione di un paio di anni fa avevo acquistato questa serietta di Buoni di prigionia. Ammetto la mia più totale ignoranza in materia. Chiedo magari ai più esperti i cenni storici legati a questa particolare emissione. Passo al venale; mi sembra di capire che la serietta ha un certo valore, non altissimo ma non è proprio paccottiglia. Chiedo conferme o smentite. Grazie a tutti Comando del Corpo d'Armata Territoriale di Firenze Biglietti per campi di Prigionia Serie 5 e 10 centesimi + 1 e 2 lire
  6. 1 point
    Aquila, Carlo VIII, 1495 cavallo con croce tripartita, vista la bassa conservazione direi 15 euro
  7. 1 point
    Posto un'esemplare analogo meglio conservato.
  8. 1 point
    Fare un'asta per liberarsi pure dei fondi di magazzino? Penso siano tutti gli invenduti di poca qualità che in anni son rimasti sul groppone della casa d'aste. Non è molta roba, comunque. La base d'asta è 1€ e senza prezzo di riserva. Probabilmente vogliono disfarsi di questo materiale con un po' di profitto. Carlo
  9. 1 point
    Salve, Firenze, repubblica 1475 (I semestre) fiorino in oro (largo) D/ + FLORENTIA ; giglio R/ S. IOHAN NES .B segno stemma Ugolini con G ; il santo in piedi con mantello , benedicente con a destra, croce sulla spalla sinistra 3,50gr. Bern. 1304 ; MIR 28/4 RR Immagini da asta della Numismatica Picena 4
  10. 1 point
    Salve, segnalo : https://www.cronacanumismatica.com/lucia-travaini-ci-racconta-le-monete-di-giuda-su-rai-radio3/
  11. 1 point
    Caro @danieles1981, anche io ho una serietta uguale , entrambi abbiamo gli stessi valori e ci mancano i valori da 25 centesimi, 5 + 10 + 100 Lire. La serie viene indicata come una "Non emessa". Ancora mi mangio i gomiti per non aver preso un 2 Lire con il timbro del Battaglione di Arezzo e firma del Comandante. In pratica dovevano servire per i campi di concentramento sparsi per gli appennini, dove i prigionieri Austriaci erano addetti al disboscamento e alla lavorazione dei legnami. Come ti dicevo, ufficialmente non sono mai stati emessi, forse perchè la guerra era già finita. Al contrario la Municipalità di Bolzano ha emesso l'ultima banconota austriaca il 01-11-1918.
  12. 1 point
    Non si evidenziano marchi o segni particolari, pertanto se questi sono la prerogativa dei riconi la cosa mi rassicura...Nella foto della medaglia in discussione (argentata) ha, in effetti, alcune lievi sfumature che si evidenziano come parti più scure che ritengo riconducibili alla tipologia del trattamento superficiale. Ovvero rappresentative di un metodo effettuato con amalgama di mercurio-argento che, portano indurre a pensare ad un trattamento d’epoca del periodo di emissione della medaglia stessa...differenti da quello più recenti effettuati con un bagni galvanici. In ogni caso, le varianti di tonalità, non sono rappresentative della tipica ossidatura dell’argento. Allego due foto fatte “veloci” delle due medaglie accostate rimandano, per maggiori dettagli, a quelle postante in precedenza. A presto...
  13. 1 point
    Intanto complimenti per la bellissima medaglia di Maria Luigia. Una magnifica effigie della Duchessa di Parma, molto dettagliata e di notevole qualità artistica. Riguardo alla tua domanda, posso solo fare delle ipotesi, non avendo dati e quindi alcuna certezza. Ragionando per logica posso affermare che la metallocromia è, ed era, una pratica abbastanza diffusa anche nel 1800. Il bronzo, formato quindi da una lega di rame e di stagno (tra 15 e 20%), è un po' sensibile a corrosione. L'argentatura probabilmente veniva impiegata sia per migliorare l'aspetto del manufatto, sia per fornirgli una certa protezione. Ho citato l'elevata qualità artistica della medaglia; probabilmente lo scopo, in questo caso, era appunto il miglioramento estetico. Ma credo l'abbia pensato anche tu. Altro non saprei dirti. Carlo
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