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  1. 2 points
    Adriano Publio Elio Traiano Adriano, noto come Adriano (in latino: Publius Aelius Traianus Hadrianus, nato ad Italica il 24 gennaio 76 a.D. e morto a Baia il 10 luglio 138 a.D.) è stato un imperatore romano della dinastia degli imperatori adottivi, regnò dal 117 a.D. fino alla sua morte. Successore di Traiano, fu uno dei "buoni imperatori" secondo lo storico Edward Gibbon. Colto e appassionato ammiratore della cultura greca, viaggiò per tutto l'impero e valorizzò le province. Fu attento a migliorare le condizioni dei militari. In Britannia costruì un vallo fortificato, il "Vallo di Adriano". Inaugurò una nuova strategia militare per l'Impero: all'espansione e alla conquista sostituì il consolidamento dei confini e della loro difesa. Mantenne le conquiste di Traiano, a parte la Mesopotamia che assegnò a un sovrano vassallo. Il suo governo fu caratterizzato da tolleranza, efficienza e splendore delle arti e della filosofia. Grazie alle ricchezze provenienti dalle conquiste, Adriano ordinò l'edificazione di molti edifici pubblici in Italia e nelle province, come terme, teatri, anfiteatri, strade e porti. Nella villa che fece costruire a Tivoli riprodusse i monumenti greci che amava di più e trasformò la sua dimora in museo. L'imperatore lasciò anche a Roma, con l'edificazione del Mausoleo, la Mole Adriana, e con la ricostruzione del Pantheon, distrutto da un incendio. Valore nominale: Sesterzio Diametro: 33,5 mm Peso: 25,07 gr Dritto: IMP CAESAR TRAIAN HADRIANVS AVG, busto laureato drappeggiato e corazzato a destra Rovescio: P M TR P COS III, Ceres in piedi rivolta a sinistra, tiene nella mano destra spighe grano e una lunga torcia nella mano sinistra, S - C in campo Zecca: Roma Anno di coniazione: 121 a.D. Riferimento: RIC.610, Cohen 1075, BMC 1244 Rarità: R1 Note: Chi è Ceres Nella religione romana Cerere (in latino: Ceres, Cereris) era una divinità materna della terra e della fertilità, nume tutelare dei raccolti e dea della nascita, poiché tutti i fiori, la frutta e gli esseri viventi erano ritenuti suoi doni, tant'è che si pensava che avesse insegnato agli uomini la coltivazione dei campi. Per questo veniva solitamente rappresentata come una matrona severa e maestosa, ma allo stesso tempo bella e affabile, con una corona di spighe sul capo, una fiaccola in una mano e grano e/o frutta nell'altra. Il "flamine cereale" presiedeva il suo culto. E' sorella di Vesta, Giunone, Plutone, Nettuno e Giove, e figlia di Saturno e Opi, la sua figlia più conosciuta è Proserpina. Buon Natale e Felice e Sereno 2020! Ave! Quintus
  2. 1 point
    Insomma il caso è risolto, avete già detto tutto (e anche bene). L'altro esemplare falso della stessa tipologia presente sul FAC non lascia adito a dubbi. Discreta figuraccia per gli esperti parigini di CGB, rimane il dubbio se ci sono o se ci fanno... Visto il prezzo basso appioppato a questo esemplare, quando di solito si contraddistinguono per prezzi altini, viene il dubbio che ci fanno...che è ancora peggio. Ma @Piakos è in montagna a sciare che non ci ha calcolato?
  3. 1 point
    In linea di massima è estremamente difficile stabilire un valore ad una moneta di cui conosciamo uno o due esemplari per la semplice ragione che non essendo passata mai in asta non esistono punti di riferimento, dal momento che è il mercato a fare il prezzo. Ho visto pezzi unici di monete di piccolo taglio superare i 20.000€ ma altre, sicuramente uniche, restare invendute perchè la richiesta è stata ritenuta eccessiva o, peggio, perchè rifiutandola si spera che torni in asta ad un prezzo ridotto. Paradossalmente una moneta di cui si conoscono decine di esemplari è assai più facile da valutare. Vediamo comunque se qualche amico del forum che conosce la monetazione di Gubbio potrà aiutarti.
  4. 1 point
    Benvenuto, la moneta dovrebbe essere il secondo esemplare noto, di elevato valore , bisogna visionarla dal vivo
  5. 1 point
    https://www.forumancientcoins.com/fakes/displayimage.php?album=search&cat=0&pos=0
  6. 1 point
    Benvenuto. Tuttavia devo farti una precisazione: questo è un forum di numismatici, non di indovini. In pratica, potresti postare due foto più grandi e ben leggibili? Grazie. Inoltre devi chiarire se ti interessa una valutazione di un grosso di F.M.I della Rovere qualsiasi o di uno in particolare, poichè, come sai certamente, il valore è legato alla conservazione ed eventualmente all'anno di emissione.
  7. 1 point
    Moneta seria, da vero collezionista di bronzi imperiali. L'espressività del ritratto di Adriano è sicuramente il punto forte. Complimenti!
  8. 1 point
    La lettera di Natale del soldato prigioniero arriva ai nipoti con 75 anni di ritardo Salerno Domenica 29 Dicembre 2019 di Davide Speranza È affascinante ripercorrere con la fantasia le infinite variabili che possono condizionare l’esito di un evento, dal suo principio alla risoluzione. E se una lettera natalizia, di 75 anni fa, in condizioni di fame e miseria, fosse ritrovata per puro caso dagli stessi familiari del giovane soldato che la scrisse in un campo di prigionia? Destino, caso, volontà divina. Sembra una straordinaria fiaba natalizia, e per certi versi lo è davvero. Ma la storia è vera. Protagonista è Pietro Perfetto, all’epoca giovane militare mandato al fronte, durante la Seconda guerra mondiale, per combattere in Nord Africa, Egitto. Originario di Pagani, aveva solo 26 anni. I soldati italiani fatti prigionieri erano considerati manodopera a basso costo e indicati con il dispregiativo “wop” (da una sorta di traduzione della parola “guappo”). Anche dopo il cosiddetto “sbandamento”, con il conseguente Armistizio stipulato dagli italiani con gli Alleati, i prigionieri continuarono a lavorare nei campi fino a diventare essi stessi merce di scambio. Il giovane Pietro fu liberato solo nel 1947, dopo 5 anni di sofferenze in un paese lontano. All’inizio di gennaio 1945, scrisse una lettera ai suoi genitori. L’esigenza di far sapere ai suoi cari della sua sopravvivenza era forte. Quella busta-lettera non arrivò mai nell’Agro nocerino. Dopo decenni è ritornata a casa, grazie alla perseveranza dell’appassionato di storia locale Marcello Sforza, marito di Teresa Perfetto ovvero la nipote di nonno Pietro. E già perché il soldato paganese riuscì a conquistarsi la libertà, tornando a casa e mettendo su famiglia. Proprio in questi giorni, la figlia Carmela è giunta a Pagani da Grosseto, per prendere quella preziosa missiva. «Tutto è partito da un mio lavoro sulla Prima guerra mondiale - spiega Marcello Sforza - Sono appassionato di storia locale, e sono andato alla ricerca di date di nascita, documenti. I tempi sono maturi per fare studi di questo tipo, anche grazie a internet. Abbiamo anche organizzato un convegno a Pagani, nell’Auditorium Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Ho dovuto fare ricerche all’Archivio di Stato di Roma e in quello di Salerno, seguendo piste di fogli matricolari, precetti militari, le vicende dei militari estrapolate dall’Albo d’oro dei caduti di guerra. Sulla Seconda guerra mondiale ero interessato ai partigiani e alla Repubblica sociale. Mi interessavo delle cartoline dei soldati e avevo trovato una lettera che uno di questi repubblichini aveva scritto alla madre. Lettere afferenti a campi di prigionia inglesi, soprattutto in Egitto, ma anche a Gaza. Mi sono imbattuto in molti collezionisti privati. Molte lettere erano legate al periodo natalizio, poco prima e poco dopo il Natale, i soldati potevano scrivere anche se non lettere molto lunghe. È stato così che per puro caso mi sono ritrovato tra le mani la lettera di un certo Pietro Perfetto». Quel Pietro era il nonno di sua moglie. Si è avviata subito una nuova raccolta di notizie per avvalorare l’episodio. La lettera era ancora chiusa con il timbro del campo di prigionia. Il soldato Perfetto era stato fatto prigioniero dagli inglesi in Egitto e poi trasferito in Palestina. Nella lettera comunica il suo stato di salute ed una importante notizia. «Le feste di Natale e Capodanno le ho passate molto bene e spero anche voi… in ricorrenza del Santo Natale venne il padre cappellano… mi sono fatto cresimare» scrive il soldato, felice almeno per questo passo spirituale.
  9. 1 point
    Ma lo sooo... avevo capito!!! Noi siamo amicici no? Ave! Q. P.S. Ma con l'Adriano invece non ti viene da invidiarmi almeno un pochino?
  10. 1 point
    Mi dispiace perché l'invidia è una brutta cosa... ma d'altra parte sono felice che ti piaccia come piace a me! Ave! Q.
  11. 1 point
    Grazie a tutti per gli apprezzamenti! Effettivamente nei miei sesterzi ci dev'essere, prima di tutto, un ritratto che mi "ispiri"! Ave! Quintus
  12. 1 point
    Oggi vi presento un pezzo che sta in collezione da un po', proveniente da un'importante collezione palerminata ormai dismessa. La moneta è un 4 tarì del 1735 coniato per l'incoronazione di Carlo di Borbone in Sicilia. La legenda al rovescio, FAUSTO CORONATIONIS ANNO, è un chiaro riferimento al lieto evento. Al dritto la legenda è CAROLUS D G SIC ED HIER REX HISP INF, Carlo per grazia di Dio re di Sicilia e Gerusalemme, infante di Spagna. Quest'ultimo titolo veniva dato a tutti gli eredi presuntivi al trono siculo e diventerà la legenda che caratterizzerà le emissioni successive delle monete in argento (HISPAN INFANS) andando anche a caratterizzare l'emissione in oro delle doppie once [l'oncia avrà sempre il motto "RESURGIT", come le once del predecessore]. Il 4 tarì del 1735 risulta forse la moneta più facile, tra quelle coniate da Carlo in Sicilia, da trovarsi in alta conservazione. Come anche i 6 tarì dello stesso anno, il difetto più comune su questa tipologia di moneta è il "graffio di tondello" (per alcuni "graffio di conio"). La mia moneta li riporta su amo i lati. Un difetto presente ma decisamente meno frequente sono le rotture di conio, l'esemplare postato nel presenta una sottile, leggera, che taglia per tutta la parola "ANNO" al rovescio e prosegue un po' oltre fino al punto, al dritto ne presenta due, una tra la E e la R di HIER e l'altra, molto vistosa che parte dalla base della D ed arriva fino a SIC per poi andare verso il bordo. Quest'ultima poco gradevole. La moneta presenta un'altro difetto, il cono abbastanza debole al dritto che ha reso il busto parzialmente evanescente. La moneta presenta dei segnetti di circolazione ma l'usura è prevalentemente assente [al rovescio il petto dell'aquila risultano schiacciate a causa dei graffi di conio. La moneta in mano presenta un lustro abbastanza piacevole. Particolare interessante, tutte le A al dritto ed al rovescio sono V rovesciate nell'esemplare postato, ma la moneta può presentare anche delle A. Tra gli esemplari che ho avuto modo di studiare uno addirittura sembrava avere la A di FAUSTO corretta e tutte le altre V rovesciate, in realtà l'impressione era dovuta ad una frattura di conio che tagliava proprio sulla V rovesciata [che in altri esemplari poi ho potuto vedere proseguire oltre man mano che la frattura cresceva]. Insomma, ho una moneta piena di difetti in raccolta
  13. 1 point
    Arrivo fresco fresco di oggi! Della collezione "Banconote delle Isole". Non so il perché ma mi pare che le banconote "isolane" abbiano una marcia in più. Ave! Q.
  14. 1 point
    Benvenuto @quadriga82.
  15. 1 point
    Questo è uno dei tanti. Una semplice bozza.
  16. 1 point
    un mutuo...mah...ormai in tanti vogliono fare affari facili con ste cose...ma sti mutui pero...ops prezzi...
  17. 1 point
    Salve, segnalo : https://nomisma.bidinside.com/it/auc/52/asta-14-e-live/1/
  18. 1 point
    salve...sono d accordissimo con questa analisi,in tutto
  19. 1 point
    Myanmar Si comincia il 2020 con una banconota da 1000 kyat = 0,61 €
  20. 1 point
    La serie completa di questa serie comprende buoni dal valore di 1, 2, 5, 10, 20 e 50 heller + 1, 2, 5, 10 e 20 corone. Particolarità è la data di emissione : Maggio 1918. Nonostante i grandi problemi di approvvigionamento di materie prime da mandare al fronte, i 50 e più lager austriaci, sono pieni di prigionieri. Da qui la necessità di emettere nuovi tipi di buoni. Altra particolarità è la località: Mauthausen. Sarà tristemente nota anche 25 anni dopo. Veniamo alla domanda di @matteirc. Per prima cosa dobbiamo valutare le condizioni dei biglietti e la loro tiratura. Le condizioni sono tra il BB e lo SPL. Si possono notare pieghe pesanti, macchioline sulla vignetta e angoli arrotondati. Sono per la quasi totalità, biglietti di BASSO costo, nonostante siano di NON facile reperimento. Aldilà del valore economico, i tuoi buoni hanno un altro valore. Approfondisci la loro storia e se vuoi, risentiamoci per la Banca Romana.
  21. 1 point
    Di che anno è? Quelle emesse come serie annuale della zecca dal 1968 fino al 2001 sono meno comuni rispetto a quelle da normale circolazione emesse tra il 1958 ed il 1967. Carlo
  22. 1 point
    La patina è un fenomeno abbastanza variabile come segno superficiale del trascorrere del tempo per un qualunque materiale, sia che si tratti di monete che di francobolli. Le variabili sono soprattutto gli ambienti in cui sono esposti i materiali su cui si innescano ulteriori reazioni che incidono sulle modalità di formazione delle patine; questi sono le prassi di conservazione (luogo aperto o chiuso), umidità dell'aria, qualità dell'aria, vicinanza di particolari sostanze, contatto con tessuti, prodotti chimici od altro. Non sto a fare una trattazione tediosa sulla patina, sta di fatto che sicuramente l'ambiente ed il modo di conservazione lascerà dei segni inequivocabili e specifici su ciascun materiale. Nello specifico, posso dire che non so come sia stata conservata questa moneta in quanto l'ho in casa solo da due giorni. Per similitudine posso solo fare una deduzione, paragonandola ad un'altra in mio possesso da tanto tempo che era di mio nonno, un vecchio ritrovamento in un baule. La moneta era avvolta in fogli di carta velina e così è rimasta per quasi cent'anni. Carlo
  23. 1 point
    Kenya, banconote bellissime! Stampa del 2019. Bellissimi colori e soggetti altretanto belli. Che lo avrebbe mai detto di vedere banconote del genere dal Kenya? Complimenti!!! Quintus
  24. 1 point
    Altre new entry, sempre aspettando il Kenya! Che ne dite? Ora sono alla ricerca di quelld da 20.000 e 50.000 scellini! Ave! Quintus
  25. 1 point
    A Maggio 2018, durante la manifestazione di Verona è stata presentata una nuova pubblicazione : l' AIC Magazine. Come dice il Direttore, Dott. Stefano Poddi, l'AIC Magazine è un punto d'incontro, un crocevia o una piazza, dove possiamo trovarci con chi ha la nostra stessa passione. La sigla stà per Associazione Italiana Cartamoneta. Un interessante realtà con cui spero di collaborare.
  26. 1 point
    Bellissima ed interessane iniziativa .... tantissimi auguri agli organizzatori
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