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Showing content with the highest reputation since 12/12/2017 in tutto il forum

  1. 6 points
    Admin

    Il lato bello e gioioso della numismatica

    Molto spesso sento parlare solo e soltanto delle problematiche che affliggono e devastano la numismatica. Mi riferisco ai falsi, alle manipolazioni dei restauratori, a commercianti senza scrupoli e all'assenza dei giovani. Mi sono rotto di parlare solo e soltanto di cose negative. Sono giunto alla conclusione che fare numismatica non è da tutti...ci vuole un pizzico di follia ed incoscienza, un pò di testardaggine e tanta voglia di imparare e di mettersi in gioco. Rifuggo da chi si erge a Maestro e poi non condivide nulla, quasi a custodire un segreto di pulcinella, e mi aggrego sempre più a giovani inesperti ma che hanno tanta voglia di imparare, chiedere e condividere informazioni. La numismatica è cambiata, non c'è più un'unica fonte della conoscenza, ristretta solo a pochi eletti, oggi internet ha aperto le porte a tutti e che ci piaccia o no con questa nuova realtà occorre fare i conti! Il cambiamento non ci deve fermare. Ieri ho visto un video di giovani numismatici che erano andati a Verona in occasione della fiera, erano entusiasti nel chiedere informazioni su monete, nel conoscere i commercianti e nel condividere le informazioni raccolte. mi piace vedere anche questo lato della numismatica Ora vi chiedo...il ricordo più bello che custodite grazie alla numismatica? Nel mio caso sono le lunghe chiacchierate con mio nonno sulle lire del periodo fascista. Quando portavo qualche moneta di Vittorio Emanuele III, parlavamo di aneddoti, storie e cronache della seconda guerra mondiale. Le monete che avevamo in mani non valevano nulla economicamente, ma oggi come oggi, custodiscono ricordi inestimabili.
  2. 6 points
    bubbolo

    Il lato bello e gioioso della numismatica

    Lo scorso giugno ho portato alla 5a elementare di mio nipote alcune monete e una chiavetta con foto di altre monete antiche. Interessatissimi i ragazzini e anche le ragazze (divertite sopratutto dalle pettinature delle auguste romane) Con l'auto di mio nipote ho fatto girare le monete "vere" ( una tetra diAlessandro, denari romani, un hectè di Creso, una civetta di Atene e l'euro greco che la riproponeva......) l'unico che si è annoiato è Giacomino perchè, nonno, sono tutte cose che sapevo già...
  3. 5 points
    andreakeber

    Il grosso, una moneta europea

    spero che si sia notata la contromarca bulgara ... ... Nella Dobrugia (una regione geografica situata tra il Danubio e il Mar Nero) la monetazione serba circolava ma aveva la caratteristica (ma anche altre monetazioni straniere come ad esempio i basilikon bizantini) di aver impressa una contromarca. La contromarca aveva la funzione di "parificare" la moneta straniera (che aveva un fino di circa il 90,3%) rispetto alla mistura del circolante locale. Sono note 4 diverse contromarche: 1. La lettera τ all'interno di un quadrato. 2. Un quadrato vuoto. 3. due cerchi concentrici. 4. Un uccello all'interno di un quadrato
  4. 5 points
    f.dc

    Manuale delle monete di Napoli

    Non sono sempre stato concorde con le posizioni di Pietro, ma ne ho sempre riconosciuto e ammirato la passione sincera e l'accanimento nella ricerca dei significati. Già l'aggiornamento che propose al lavoro del Prota, in primis, sulle sigle monetali, ne fecero intuire determinazione e capacità di lavoro. Il nuovo lavoro così vasto come arco temporale e che considera le varianti note, costituirà dopo decine di lustri un superamento sostanziale anche dei lavori del D'incerti e del De Sopo. Non ho ancora l'opera ma provvedero' con golosità ad aggiungerla alla biblioteca spero in settimana. Un ringraziamento sincero all'Autore ed all'Editore.
  5. 5 points
    andreakeber

    Come possiamo aiutare il forum?

    Far crescere,secondo me, il forum non significa, unicamente, veder lievitare il numero degli iscritti. Un forum adulto assume il significato di laboratorio di idee, di confronto, di proposta... Troppo spesso, ahimè, (parlo di aree tematiche che seguo) le discussioni sembrano diventare un monologo, ovvero manca una controparte che dimostri un minimo di interesse alla moneta, alla monetazione proposta: anche il fatto di porre domande, anche quelle ritenute "stupide", può far nascere un piccolo dibattito. Spero che questo mio intervento sia stato capito
  6. 5 points
    Reale Presidio

    I QUATTRINI DEI REALI PRESIDI DI TOSCANA

    Segnalo, anche in questa sezione, la pubblicazione, da parte dell'Editrice Diana, dei miei studi sui quattrini emessi sotto Ferdinando IV per i territori toscani del Regno di Napoli, i Reali Presìdi di Toscana. Dalla quarta di copertina: "Lo Stato dei Presìdi (1557-1801) fu un’entità statale unica ed irripetibile nel panorama storico-politico italiano. Enclave istituita da Filippo II di Spagna per garantire un approdo sicuro alle sue navi e comprendente le piazzeforti maremmane di Orbetello, Porto Ercole, Talamone e, dal 1603 Longone all’Isola d’Elba, seguì, per quasi 250 anni, le sorti della corona spagnola prima e del Regno di Napoli poi, fino all’annessione al napoleonico Regno d’Etruria. Territori di confine tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, porti militari e commerciali, nei presìdios transitavano merci e mercanti italiani e stranieri e vi circolavano monete e valute di ogni tipo. Solamente nel 1782, regnante a Napoli Ferdinando IV di Borbone, si decise di emettere una serie monetale in rame, nei tagli da quattro, due e un quattrino, destinata espressamente alla circolazione nei territori dei Reali Presìdi di Toscana. L’autore, dopo un’ampia premessa storica, dove ripercorre la genesi della nascita dello Stato dei Presìdi e ne delinea il quadro sociale ed economico, illustra gli aspetti connessi alla monetazione, soffermandosi, in particolare, sulla questione della coniazione dei “quattrini” e affrontando le problematiche prettamente numismatiche: i motivi alla base della loro coniazione, la tipologia, le varianti, gli esemplari reimpressi, la classificazione nelle fonti e nella letteratura numismatica, chiudendo con una catalogazione riepilogativa aggiornata e, in appendice, un’ipotesi sulla tiratura dei pezzi emessi, sulla base degli studi dei documenti consultati." Per info: www.classicadiana.it
  7. 4 points
    andreakeber

    Catalogo delle monete medievali del Triveneto

    Presto (l'editore parla del mese entrante) disponibile sia in formato cartaceo che ebook : 190 pagine; 556 tipologie monetarie censite, senza contare le varianti e le monete ancora di incerta attribuzione; tabelle con descrizione delle imitazioni delle monete tirolesi e veneziane; La monetazione della Dalmazia veneta vasta bibliografia la copertina non essendo quella definitiva potrebbe subire ancora delle variazioni.
  8. 4 points
    Spoudaios

    MONETE COMMEMORATIVE - CONSTANTINOPOLI/S e URBS ROMA

    Queste monete sono molto importanti dal punto di vista storiografico, perché forniscono indizi utili a rispondere al seguente quesito: Costantino vedeva Costantinopoli come "seconda Roma" o "nuova Roma"? Le monete con le personificazioni di Roma e Costantinopoli fanno propendere il piatto della bilancia sulla prima ipotesi. Costantino non voleva soppiantare l'Urbe, ma assecondare la propria spinta a Oriente (conclusasi con la sconfitta di Licinio) e creare una città florida e robusta, quasi dinastica, che fosse seconda, per l'appunto, solo a Roma. La moneta proposta da @Quintus è stata oggetto di studio: la chiave di lettura dell'immagine del rovescio, vittoria alata sulla prua di una nave, sembra richiamare ciò che Bisanzio simboleggiava in quegli anni, ovvero la definitiva vittoria su Licinio avvenuta lì nei pressi (secondo alcuni, ciò avrebbe convinto Costantino alla fondazione di Costantinopoli proprio sull'antica Bisanzio). Allo stesso modo, Costantino avrebbe fatto trasportare una statua equestre di Alessandro Magno da Crisopoli, dove si era svolto lo scontro decisivo con Licinio, a Costantinopoli. Il riferimento al noto condottiero macedone non è casuale. Lungo tutta la monetazione costantiniana, troviamo tre riferimenti certi in termini numismatici: Augusto (idealizzazione del ritratto in contrasto con lo stile tetrarchico), Traiano (il "redivivo" S.P.Q.R. OPTIMO PRINCIPI) e i Tolomei con la prua della nave coniata al rovescio della commemorativa in oggetto, per l'appunto, e sul mezzo follis LIBERTAS PVBLICA, coniata anch'essa per celebrare la vittoria su Licinio e distribuita, si dice, proprio ai sudditi della nuova capitale d'Oriente. Dai Tolomei, il nostro avrebbe anche preso ad esempio iconografico il diadema, introducendo nuovamente l'immagine di un sovrano in contatto diretto e privilegiato con la divinità con lo sguardo rivolto al cielo. Ciao!
  9. 4 points
    Antonio1978

    Mezzo follis di Massenzio - Ostia

  10. 4 points
    f.dc

    William H. Sheldon, psicologo, numismatico, ladro e truffatore

    "Il prof. William Herbert Sheldon, jr., (1898 - 1977) ideò la scala di valutazione di 70 punti che è lo standard della moderna numismatica americana. Fu pioniere dello studio del primo rame americano, Large Cents e Half Cents battuti fino al 1857. Sottrasse monete dalla collezione della Società Numismatica Americana e truffò sistematicamente molti altri collezionisti." (E l'incipit di un articolo del 2013 di Mike Marotta, liberamente tradotto) Non c'è gratuita ferocia. E' l'inizio ad effetto della storia che ha trasformato in industria fiorente quello che altrove è branca collezionistica di nicchia. Il tempo di organizzare la stesura per proporre meglio che posso e nel minore spazio possibile una vicenda complessa, spesso incompresa e/o malintesa, sicuramente odiata dal mondo collezionistico aduso allo studio ed alla ricerca.
  11. 4 points
    DeAritio

    Il lato bello e gioioso della numismatica

    Beati o Voi che condividete, Io navigo in un mare di "solitudine". Vorrà dire che delle mie banconote ne farò barchette.
  12. 4 points
    Lugiannoni

    Il lato bello e gioioso della numismatica

    Credo di aver già detto qualcosa in proposito in qualche altra discussione, ma provo lo stesso ad inserirmi nella discussione con alcuni miei ricordi e qualche piccola considerazione. Ho cominciato ad appassionarmi alle monete (dire alla Numismatica mi parrebbe esagerato) grazie...all'emigrazione. I miei genitori erano dell'Elba, isola ora meta di turismo con un buon livello economico, ma che dagli inizi del XX secolo fino agli anni '60 produceva essenzialmente emigranti. Poichè abitavamo a Piombino, porto per l'Elba, quando i numerosi amici e parenti dei miei rientravano al "paesello" o per rimanere o per vacanza, si fermavano a casa nostra. Io avevo 10-12 anni e spesso mi portavano dei piccoli regali uniti ad una manciata di spiccioli . Ho quindi iniziato con monetine correnti australiane, statunitensi e tedesche (queste erano le principali destinazionidell'emigrazione elbana). Ovviamente non avevano alcun valore ma mi permettevano di fantasticare su quei paesi così lontani e per me comunque esotici. In ogni modo il seme era gettato. La mia prima "acquisizione", in quegli anni, avvenne quando un compagno di banco mi cedette un doppio tornese di Luigi XIII (poteva essere stata la moneta di uno dei tre moschettieri!) in cambio di sei albi dell'Intrepido. La mia prima fregatura, sempre più o meno in quegli anni, la ebbi quando su un banchetto al mercato un tipo che si spacciava per commerciante numismatico mi vendette una moneta dell'anno "12 dopo Cristo" (sic!). Naturalmente non lo era, ma inizialmente ci credetti. Era invece un bagattino veneziano del '700 e, ripensandoci, non so chi fece l'affare, dato che la pagai l'equivalente di tre bastoncini di liquirizia! E' inutile dire che entrambe ce l'ho ancora, un po' come il "primo penny" di zio Paperone. Ripresi poi la passione durante il periodo universitario, a Firenze. Ogni tanto - e qui mi riallaccio ad un ricordo di @Riccardo Paolucci - entravo in un palazzone di fronte alla stazione di S.M. Novella e bussavo, timidamente, alla porta di Simonetti - me lo ricordo gentilissimo e disponibile - a cui chiedevo uno dei suoi listini. Già, qui viene fuori una mia abitudine conservata tuttora: se iniziavo una collezione, la prima cosa che facevo era quella di procurarmi un catalogo di quella monetazione e i listini del Simonetti erano un po' questo ed un po' la porta per sognare. Ecco qui sta la chiave per la mia iniziazione alla numismatica: il desiderio di capire studiando le monete attraverso listini o repertori (anche quando magari di quella raccolta avevo solo tre o quattro monete) e la curiosità che poi mi portava ad interessarmi di quel particolare paese o periodo. Più o meno come oggi, magari con più studio ma sempre con la stessa curiosità.
  13. 4 points
    Lugiannoni

    Perché l'oro

    @ggppProvo a tentare una risposta o, meglio, una delle risposte. Fin dall'antichità gli uomini hanno cercato, utilizzato e trasformati metalli, iniziando dai più semplici a trovare e a lavorare; metalli che hanno dato, proprio per il loro uso, il proprio nome a lunghi periodi della storia: età del Rame, del Bronzo e del Ferro. Non esiste, e non è un caso, l'età dell'oro, intesa solamente come mitico periodo (inesistente) equivalente al tempo dell'Eden. Ma il motivo per questa "assenza" è presto detto: l'oro (ma anche l'argento) brillante, lucente, malleabile ed incontaminabile può servire solo per motivi "futili": ornamento, decoro, scambio. Per poterlo avere, spesso occorreva combattere chi già lo possedeva, ma per questo servivano le armi prima in rame poi in bronzo ed infine in ferro. Stessa cosa per lavorare la terra, allevare il bestiame, cercare metalli: in tutte queste attività l'oro era inutile. C'è stato un momento, nella storia dell'uomo, in cui la possibilità e la capacità di fondere il ferro ha fatto sì questo fosse considerato più prezioso dell'oro. Non dimentichiamo che uno degli oggetti ritenuti più preziosi dal faraone e ritrovati nella tomba di Tutankamen (XIV sec.a.C.) - dove peraltro l'oro si conta non a chili ma a quintali - era un pugnale con lama in ferro. Un altro esempio: nelle tombe populoniesi dell'VIII-VII secolo a. C. troviamo anelli e bracciali intrecciati con fili di bronzo e ferro; nella celebre Tomba dei Carri, il carro più importante aveva le sponde in bronzo con complesse ageminazioni in ferro! Questo non deve meravigliare perchè in quella fase storica riuscire a portare il minerale ferroso a temperatura di fusione (>1200°) non era cosa da poco, rendendo prezioso il metallo che così si otteneva. Tuttavia - ed ecco rientrare in campo oro e argento - dopo un congruo numero di anni si accorsero che il ferro si deteriorava, rendendolo inadatto per ornamenti ma restando indispensabile per armi e strumenti da lavoro. Malleabilità e duttilità i punti di forza, ma anche di debolezza, dell'oro. Vero grandissimo punto di forza la sua inalterabilità; l'argento, che presenta caratteristiche simili, con il tempo annerisce, si patina: l'oro mantiene inalterata la sua lucentezza.
  14. 4 points
    Riccardo Paolucci

    Auguriamoci l'errore

    Giugno 1990...bei tempi, dovevo ancora compiere 30 anni...ultimi giorni a Trieste prima del mio trasferimento in quel di Bergamo. Mi arriva una telefonata di due amici bergamaschi, allora erano amici poi un po' di meno, che vengono a Trieste e se ho piacere di andare a pranzo con loro. Certamente che avevo piacere di ritrovarmi con loro, anche in vista del mio prossimo trasferimento. Vengono a casa mia, aperitivo e mi parlano di una moneta: il denaro di Latisana!!! Porca pupazza, il sogno della mia vita...da quando ho iniziato a collezionare monete medioevali del Friuli Venezia Giulia, quella moneta era il mio sogno! Il prezzo...20 milioni delle vecchie lire! E porca pupazza, faccio due conti visto anche l'acquisto della casa a Bergamo e dentro di me dico "si ce la faccio". Nel momento che penso a questo arriva mia moglie, le donne sembra che ti leggano nella mente, e le chiesi se potevo acquistare la moneta per la mia Collezione (sempre meglio chiedere alle mogli prima di sottrarre denaro alle casse della famiglia). La sua risposta fu "Se vuoi il divorzio comprala pure". Ma come? Ho acquistato cose anche a prezzo maggiore e non mi hai mai detto nulla e ora per un oggetto che entrerebbe in Collezione valorizzandola mi neghi questo piacere...Bèh mia moglie aveva ragione anche quella volta. Sei mesi dopo acquistai il denaro di Latisana con altre dieci monete triestine direttamente dal proprietario della moneta pagando tutto il lotto 20 milioni. La morale? dar sempre retta alle mogli, non sbagliano mai
  15. 4 points
    f.dc

    Auguriamoci l'errore

    - Non sempre crescere significa diventare grandi. Una nota di metodo ...mancato - Ebbi la bella occasione di rincontrare per puro caso un eccelso collezionista conosciuto ai tempi dell'università e dal quale imparai molto. Già maturo ai tempi della conoscenza, lo ritrovai incanutito ma sempre acuto e brillante. Mi raccontò che aveva da poco terminato la cessione della sua raccolta ultracinquantennale di grossi moduli d'argento, scudi e talleri prevalentemente europei e, nonostante il buon esito delle licitazioni dei suoi nummi, sentiva il rammarico profondo di non aver ottenuto un miglior riscontro a causa della sua antipatia per le "monete inscatolate". Mi ricordai, durante la sua narrazione, la reazione al limite della maleducazione che il mio interlocutore ebbe parecchi anni prima, quando raccontandogli dell'esperienza negativa di un collezionista americano amico alla cessione di materiale di prim'ordine senza procedere alla certificazione in slab, mi permisi di suggerirgli la sigillatura almeno per quella parte della collezione che oltre oceano avrebbe trovato alla vendita migliore gradimento. Ne sentii di tutti i colori; con voce a tratti alterata giunse a dirmi che nessun collezionista avrebbe mai raccolto scatole di plastica. Proponendolo, secondo la sua interpretazione, ledevo il decoro della passione per la ricerca e lo studio numismatico. Ero, insomma, un criminale ambientale. Aveva venticinque anni più di me; benchè sanguigno di fronte agli eccessi, mantenni il contegno mordendomi la lingua e lasciai senza salutarlo la sala del Hotel San Marco dove, al tempo, ancora si teneva il convegno di Bergamo. Anch'egli ricordò quell'episodio nella conversazione chiosando che: "non per tutto si cresce in saggezza con l'età". E' così. Al termine della collezione, la passione deve far spazio ad altro. Non è piu' un fatto emozionale. Le monete da documento tornano ad essere merce, al pari del momento in cui sono state acquisite. Merce da vendere, da presentare al meglio al mercato. L'oggetto di passione diviene un qualcosa che richiede una visione ed un approccio pragmatici, meramente utilitaristici. Al collezionista restano, comunque e intatti, tutta la bellezza, il godimento, l'arricchimento intimo che gli anni di collezionismo hanno comportato. Ogni moneta è una storia. Di ogni moneta ricordiamo le vicende che ci hanno portato alla sua acquisizione al monetiere, i fatti e le persone circostanti, le amicizie, le rivalità, la ricerca, lo studio. Questo è quanto rimane al collezionista ed è, in definitiva, quello che più vale.
  16. 4 points
    Alberto Campana

    n.016 LE ODIERNE DINAMICHE DEL MERCATO NUMISMATICO: VALORI E TENDENZE

    Ho letto l'interessante discussione, dove praticamente è stato detto tutto. Innanzi tutto nella Numismatica italiana c'è una crisi che non è soltanto economica (per cui monete BB/SPL trovano difficile collocazione, mentre solo pezzi di altissima conservazione continuano a tirare), ma, ritengo, soprattutto socioculturale. E' in atto un fisiologico ricambio generazionale, dove però i giovani non hanno generalmente il livello culturale della generazione precedente. Forse credono di capire e conoscere le monete, grazie anche all'enorme quantità di materiale e di superficiali informazioni che girano online, ma noto che non comprano e neppure cercano di procurarsi testi di approfondimento spendendo il necessario. Non per nulla è in crisi l'editoria numismatica e ormai tutti gli editori si stanno convertendo alla tipografia digitale (più scadente dell'offset), che permette almeno di stampare poche copie per volta. C'è in corso un forte scadimento anche delle ricerche numismatiche e mi sembra che non ci siano molti i giovani anche accademici che si impegnano. I giovani ormai vogliono tutto e subito e conta molto anche l'apparenza, come un FDC in un testone. Solo chi ha dedicato un serio studio a un settore numismatico e sa pazientare in mezzo a tante offerte grazie a una buona base culturale, può benissimo mettere su una bella collezione numismatica, senza dover ricorrere a pezzi perfetti, ma semplicemente a pezzi bene coniati e con sufficienti dettagli che possono essere valorizzati appunto solo con approfondita conoscenza anche scientifica. Solo con pazienza e sincera passione, supportata appunto da studi, si riesce anche parare meglio un altro importante negativo aspetto, che è quello dei pezzi falsi o bulinati. Infine il giovane collezionista, magari inconsciamente, soffre anche delle tipiche difficoltà nelle relazioni interpersonali. Il ricorso all'internet ha provocato un forte scadimento nei contatti personali con altri collezionisti, magari più esperti e che possono aiutare. Quando ero giovane frequentavo convegni che erano numerosi e molto affollati e imparavo tantissimo. Avevo tanti maestri, che rimpiango....
  17. 4 points
    realino santone

    bolognino di Tagliacozzo

    Vista la ricorrenza dei 750 anni della battaglia di Tagliacozzo,( 1268), allego una moneta coniata nella città , un bolognino in argento,coniato sotto Giacomo Orsini e l'antipapa Alessandro V, 1409-1410, R3, ometto volutamente il cavallo in quanto non ci sono prove certe della coniazione nella città, D/ ALEXADR ° PP ° V, busto del pontefice con giglio sul petto, R/ + TALIACOZO * , lettere T °A°L°C° disposte a croce dentro circolo perlinato, C.N.I. vol. XVIII n. 1 D.A. 1
  18. 4 points
    Piakos

    Il Sebeto nelle monete e nella storia di Napoli

    Questa discussione sul Fiume di Napoli...oggi semi scomparso e/o ridotto a rigagnolo dal percorso fangoso e malsano, potrebbe non finire mai...così come nulla che appartenga alla città di Napoli potrebbe trovare un esaustiva conclusione. Troppa la cultura, troppa la storia, troppe la cose da dire e da scrivere. Riguardo al Sebeto postiamo quest'ultima nota, che vide protagonista l'ultimo principe degli Hohenstaufen e la sua tragica fine in Italia...in questa nostra Italia che i principi e gli imperatori tedeschi...sognavano di unificare senza in verità riuscire nell'impresa...e, probabilmente se non certamente...sarebbe stato meglio o cosa migliore...se vi fossero riusciti. Perchè? Cosa semplice è la risposta oggi con le ultime analisi storiche ed obiettive sul punto: l'Italia come sappiamo non è una nazione condivisa e che condivide le cose dell'Italia...divisa come ancora è...dal 1860, dopo la breccia di Porta Pia, in almeno tre sotto nazioni ed, effettivamente in Regioni che spesso se non sempre hanno poco in comune tra di loro in quanto ad interessi specifici, approcci storici e sociali, dialetti, abitudini, usi, costumi e quant'altro. Una unificazione se non precoce (nell'alto medioevo) almeno non tardiva (entro il 1400) avrebbe reso - CON TUTTA PROBABILITÀ - l'Italia potente e indiscussa ...le divisioni avrebbero avuto tempo e modo di smussarsi e di essere metabolizzate sotto un regno ricco e potente, atteso il genio italico e le molte risorse italiche...allora ancora centro del mondo nel centro del Mediterraneo. Ma torniamo al fiume di Napoli...il Sebeto ed a Corradino di Svevia, che - sceso in Italia a nemmeno 16 anni di età per riprendere possesso del Regno di Sicilia (sud dell'Italia), dopo la sfortunata battaglia di Tagliacozzo ove fu sconfitto (vilmente con l'uso dell'imboscata a tradimento) da Carlo D'Angiò (uomo del papa e quindi di parte guelfa) - fu alla fine condotto a Napoli e decapitato (senza pietà e senza legale motivazione), nella Piazza del mercato...DOVE IL D'ANGIÒ SPOSTÒ TALE SPIAZZO (dal Foro della Neapolis greca e romana) e che nel medioevo nota come Campo Moricino, che era situato nei pressi del mare. VEDI NOTA 1 Non lontano doveva scorrere ancora il Sebeto...infatti una epigrafe in marmo di età imperiale, rinvenuta scavando nei pressi di Porta del Mercato ne è una prova. Tale epigrafe rappresenta un tempietto in onore al Sebeto che porta la scritta “P. Mevius Eufychus aedicolam restituit Sebetho” a testimonianza del fatto che P. Mevio Eutico consacrò un sacello al leggendario fiume che, con la massima probabilità aveva letto e foce nelle adiacenze. I luoghi dovevano essere questi: si vede il ponte dalle molte arcate...capace di tenere le piene del fiume, si vedono le mura della città e la porta. Dopo la decapitazione di Corradino, (che era il figlio di Corrado IV di Svevia) e dei suoi seguaci di parte nobile, i corpi unitamente alle teste ormai separate dal corpo, furono sepolte in riva al mare di Napoli ove era la FOCE DEL SEBETO...POCO OLTRE LA PORTA DEL MERCATO, non lontano dal luogo della decapitazione, ove furono sommariamente sepolti, inumati solo con delle pietre buttate sopra delle fosse sommarie...cosa che, fece scandalo e che, alla fine richiamò l'attenzione del Vescovo per procedere ad una inumazione degna. Tali macabre ed indegne vicende furono dovute ai timori di Carlo D'Angiò in effetti un fellone protetto dalla cavalleria pesante francese che, all'epoca, era la migliore d'Europa e che aveva portato con se nella misura di 1000 cavalieri scelti). Carlo temeva gli Hohenstaufen cui - di fatto - stava usurpando il regno, in quanto spettava legittimamente a Corradino e, fino a quando non vide la testa di Corradino ruzzolare sul patibolo...non devette dormire sonni tranquilli. Di seguito: Lo spazio pubblico del campo Moricino e la decapitazione di Corradino (da T. Colletta, Napoli città portuale e mercantile…, 2006). 500 NOTA 1: Per datare l’importante scelta urbanistica di decentramento, ante litteram, per la Napoli duecentesca, nella scarsità delle fonti angioine, ampiamente riconosciuta, bisogna rifarsi a dei documenti indiretti riguardanti concessioni e donazioni da parte dei sovrani francesi di terre demaniali -”terre vacue”- ai monasteri, nei quali si fa più volte riferimento all’esistenza del mercato nuovo al Campo Moricino. Da questi atti, aventi valore legale, si può dedurre che l’autorità regia aveva deciso di fondare il mercato in area diversa da quella fino a quel momento usata, già alla fine del Duecento. Le Concessioni sovrane a cui si fa riferimento riguardano i due istituendi monasteri nel 1270, proprio ai margini della futura area pubblica di mercato, fanno parte dei Registri angioini e sono conservate anche nelle carte dei due monasteri “soppressi” durante il decennio francese. Nelle Concessioni, da ritenersi dei documenti ufficiali, il sovrano precisa molto dettagliatamente la localizzazione delle terre donate nel “campus Moricinum” vicino al mare e i termini della funzione mercato in quel luogo oltre le mura orientali, già esistenti. Particolare rilevanza abbiamo dato all’operazione urbanistica di trasferimento del Mercato pubblico da una posizione di centralità nell’antica agorà-forum, ad una posizione decentrata, Dopo la decapitazione di Corradino, (che era il figlio di Corrado IV di Svevia) e dei suoi seguaci di parte nobile, i corpi unitamente alle teste ormai separate dal corpo, furono sepolte in riva al mare di Napoli ove era la FOCE DEL SEBETO...POCO OLTRE LA PORTA DEL MERCATO, non lontano dal luogo della decapitazione.verso oriente fuori la porta a mare ed alla identificazione di possibili modelli di riferimento offertasi al primo Angiò per tale rilevante decisione che determinò la trasformazione di una zona esterna alla cinta muraria marittima nel nuovo grande spazio aperto per la vendita dei generi commestibili nel Campo Moricino. Posizione decentrata, alla quale però non si aggiungono funzioni culturali e politico-amministrative che vengono svolte ancora nella città di antico impianto, dando così luogo ad una città maggiormente organizzata dal punto di vista funzionale (da T. Colletta, Napoli città portuale e mercantile, 2006). SPAZIO ATTUALE dal satellite Dedicato questo pur modesto contributo agli amici di Napoli: @Layer e al maestro @Neapolis che auspichiamo torni presto tra noi, concluse da Pietro le fatiche per il testo sulle monete di Napoli, di prossima uscita. Poichè, infine, non dobbiamo dimenticare che questo è un Sito dedicato prevalentemente alla Numismatica postiamo una rara moneta coniata sotto Corradino di Svevia: Messina -Corrado II di Svevia (Corradino), 1254-1258. Mezzo denaro, mistura 0,36 g. C· all’interno di cerchio caricato su lunga croce che taglia la leggenda. Rv. Leggenda intorno ad aquila, ad ali spiegate, volta verso s. Spahr 172. Travaini 58a. MEC 14, –.Molto raro. BB Ne esiste un altro conio, dato come inedito: Messina-Mezzo denaro, mistura 0,30 g. Leggenda intorno a C sormontata da segno di abbreviazione. Rv. Leggenda intorno a croce accantonata da trifoglio nel secondo e terzo quarto. Spahr –. Travaini cf. 63 (denaro). MEC 14, cf. 596 (denaro).Apparentemente inedito. BB Questa due ultime emissioni di Corradino di Svevia vengono alternativamente attribuite alle zecche di Messina o Brindisi. In quest'ultima al R/ parrebbe di leggere SICIL REX; in entrambe al D/ la C di Corrado. Un'osservazione: la C è sovrastata da un omega che, spesso, in unione all'alfa indica la fine. Quasi un tragico presagio della fine di Corradino. Foto delle monete e relative descrizioni sono di @Lugiannoni , al quale va il nostro ringraziamento. @Neapolis Pietro...proprio poco tempo fa' parlavamo della rarità delle monete... @Riccardo Paolucci amico mio...che dici? Siamo prolissi? Siamo eccessivi? Nei tempi che corrono...n'ce leggerà nisciuno?
  19. 4 points
    Piakos

    UN SESTERZIO DI CALIGOLA...VALUTATE VOI.

    Volendo dare una valutazione che può sintetizzare il topic, possiamo giungere alla solita conclusione ormai iper consolidata: bronzi romani intonsi e per di più in conservazione buona/ottima ne esistono relativamente pochi e, quelli che sono apparsi nel tempo e nei tempi sono ormai stati tesaurizzati. Le monete in bronzo antico presentavano sempre delle concrezioni spesso voluminose, delle ossidazioni, dei colpi. Per renderle leggibili e/o godibili occorre metterci del lavoro sopra. Tuttavia la moneta in argomento è autentica, onesta nelle superfici quanto basta per essere collezionabile e, inoltre, in conservazione a mio avviso splendida. Ci si potrebbe trovare il pelo nell'uovo...certo, c'era della cuprite e probabilmente c'è q.che bozzetto, ma allora tanto vale cambiare genere e orientarsi su monete moderne. In qualche modo questo topic vuole porre questo Caligola come un esempio di ciò che può essere collezionato...una sorta di limite sotto il quale non scendere.
  20. 3 points
    andreakeber

    Il grosso aquilino di Vicenza

    Segnalo: https://www.cronacanumismatica.com/il-grosso-aquilino-della-zecca-di-vicenza-storia-e-varianti/ sono molto soddisfatto per la pubblicazione, tuttavia ho riscontrato qualche errore grammaticale (probabilmente per la fretta di pubblicarlo da parte della redazione) e qualche errore nella figura che spiega la disposizione (e la mancanza dei protagonisti: i tondelli) e nella bibliografia dove @Riccardo Paolucci viene confuso con il compianto Raffaele Sono, comunque, super felice per Roberto e gli auguro ogni bene. (in questi casi si dice bene? m...a? in c. alla balena?) allego la mia immagine 
  21. 3 points
    Lugiannoni

    Una moneta da Teutoburgo (11-13 settembre 9 a.C.)

    Come avevo già scritto in risposta all'amico Campana, poichè conosco non solo l'estrema gentilezza e disponibilità del dott. @Rodolfo Martini, ma essendo anche consapevole delle sue indiscutibili conoscenze e capacità, prendo atto con piacere e interesse di quanto precisa e, naturalmente, nel ringraziarlo per il suo intervento che a questo punto riterrei conclusivo, ribadisco <ubi maior, minor cessat>. Mi sento anche in dovere di sottolineare un aspetto che riguarda in generale la vita di un forum: quando una discussione si mantiene su un piano di correttezza e onestà intellettuale, pur nelle iniziali diversità di opinioni, se ne trae tutti un beneficio ed un accrescimento delle proprie conoscenze.
  22. 3 points
    andreakeber

    Il lato bello e gioioso della numismatica

    Oggi? voglia di apprendere? studiare? Credo che si possano contare con le dita delle mani questi "strani individui". Oggi sia nei forum che nei gruppi FB di numismatica è un continuo ed unico: "quanto vale".
  23. 3 points
    Piakos

    Auguriamoci l'errore

    per tutti gli amici di questo Sito e a @f.dc in dedica: f.dc dixit: Al collezionista restano, comunque e intatti, tutta la bellezza, il godimento, l'arricchimento intimo che gli anni di collezionismo hanno comportato. Ogni moneta è una storia. Di ogni moneta ricordiamo le vicende che ci hanno portato alla sua acquisizione al monetiere, i fatti e le persone circostanti, le amicizie, le rivalità, la ricerca, lo studio. Questo è quanto rimane al collezionista ed è, in definitiva, quello che più vale. Per proprietà transitiva posso citare Valentino Zeichen...tra i massimi poeti italiani dei nostri tempi, forse l'ultimo poeta.. deceduto da poco tempo e mai troppo rimpianto per intelligenza, sensibilità e lotta certa alla stupidità. Cito da La Sumera...il suo unico romanzo ...in effetti speciale, dove alberga il ricordo per la Roma degli anni '70 raccontando di tre amici che giravano per Roma nel tentativo di leggere e vivere il loro tempo e la loro condizione giovanile: ....si trovava nella piazza sotto i monti Parioli, circondata da palme e per questo pregna di un orientale sapore...lì dava appuntamento alle donne, non in contemporanea, ma ad una per volta, e lì aveva dato appuntamento, tempo addietro, anche quella che gli era piaciuta di più...ed ora, mentre ne attendeva un'altra qualche anno dopo...rammentava la prima, non per serialità, ma per ammirata dedica e per uccidere (annullare) il tempo (decorso). Franco potrebbe sostituire nella scrittura di Zeichen il termine donna con il temine moneta...e, credo potrebbe essere la stessa cosa. Idem potrebbe essere per non pochi...di noi. Una foto del grande Valentino...davanti alla sua baracca nei pressi della via Flaminia...dove viveva, dignitosamente, libero per non essere nel conto e nel libro paga di nessuno.Lo invitavano quasi tutti i fine settimana le altolocate tenutarie dei salotti dei Parioli ove diceva che: vado, bevo, mangio, annuisco e mi incazzo...per poi sparire nella notte... una sua poesia: Presumibilmente, sembro un poeta di elevata rappresentanza sebbene la mia insufficienza cardiaca ha per virtù medica il libro «cuore». Abito appena sopra il livello del mare mentre la salute, la purezza, la ricchezza e gli sport invernali stazionano oltre i mille metri. Perciò mi ossigeno respirando l’aria dei paradisi alpini così arditamente fotografati dagli scalatori sociali nonostante la pericolosità dei dislivelli.
  24. 3 points
    Riccardo Paolucci

    LA ZECCA DI CASTRO

    Piccolo e modesto studio sulla zecca di Castro in allegato Zecca Castro.docx
  25. 3 points
    bubbolo

    monete antiche

    Dovrebbero essere , almeno le prime, dei Kreuzer austriaci. ( la prima è datata 1707 e un'altra 1519) Sull'ultima leggo : patrona Hungarie. Sono necessari : peso e diametro. Le foto delle due facce possibilmente non sfocate. E sopratutto non un "Che tipo di monete sono?" Per favore e grazie no ? Senza i dati chiesti non si può stabilire se sono Kreuzer, Groschen o altro e dare una valutazione.
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