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  1. 5 points
    Spesso e volentieri nei forum ci sono diverse anime e correnti di pensiero totalmente differenti che si confrontano anche duramente e qualche volta vanno anche oltre i limiti della decenza, del rispetto e dell'educazione. Questo però mi sembra un motivo un po' debole perchè non dia il suo contributo nel momento in cui lo ritiene opportuno, magari su un argomento di suo interesse. Non assistiamo quotidianamente a risse da soloon, gli scontri, quando si verificano, sono ben rari e controllati. Su questo concordiamo perfettamente, anzi, esprimo un giudizio ben più severo del suo in quanto certe diatribe personali da scolaretti potrebbero essere evitate o quantomeno risolte in altri ambiti o attraverso messaggistica personale. Su questo, mi dispiace, siamo su posizioni differenti. Non mi pare opportuno fornire molte spiegazioni, ma ci tengo far sapere, viste le accuse che muove, che spesso non si interviene per dare modo agli interlocutori di chiarirsi ed esprimere più compiutamente il proprio pensiero non applicando tout court la censura. Qui nessuno è posto di sentinella per agire repentinamente, certamente ci si attiva il prima possibile anche a livello di consultazioni interne, compatibilmente con la vita quotidiana e gli impegni famigliari di ciascuno di noi. Su come muoversi si spera sempre nella ragionevolezza di chi scrive, anche se, quanto successo anche in altre circostanze analoghe, mi fa seriamente dubitare esista. Carlo
  2. 4 points
    Su alcune monete greche sono raffigurate immagini realizzate allo scopo preciso di mandare in confusione il normale procedimento percettivo dell’osservatore a cui vengono inviati segnali contraddittori che ingenerano un vero e proprio corto circuito nell’assegnazione di bordi definitivi alle forme esaminate. Una veloce disamina di alcune di queste immagini che costituiscono dei veri e propri paradossi visivi. https://www.academia.edu/40940601/F._De_Luca_Paradossi_visivi_su_monete_greche_Comunicazione_Bollettino_della_Società_Numismatica_Italiana_n.74_Autunno_2019_pagg.5-10?fbclid=IwAR0TGLhJBJuKQWsUCfNiC7zVqoBT6WNMMTkLeBB6Y6AuUU1f2lns-1eKlOc
  3. 4 points
    Buonasera a tutti, Innanzitutto questo è il mio primo post su questo forum e quindi mi devo presentare. Mi chiamo Alessio e sono un appassionato di numismatica romana e, in particolar modo, del secondo secolo. Grazie all'invito dell'amico Quintus (che ringrazio sentitamente per questa proposta), colgo l'opportunità di mettervi a conoscenza del libro sulla monetazione di Faustina II che ho pubblicato su academia.edu al seguente link https://independent.academia.edu/ABusseni In questo lavoro c'é tutta la mia passione ed il mio impegno. Di seguito richiamo l'abstract riportato sul sito. Il presente libro è organizzato in capitoli ai quali corrispondono differenti aree tematiche, sempre correlate tra loro, ciascuna delle quali va a comporre il complesso mosaico necessario alla piena comprensione della monetazione di Faustina II, moglie dell'imperatore Marco Aurelio, nei suoi vari aspetti.In particolare questo studio, dopo un doveroso approfondimento storico/biografico ed una presentazione del sistema monetario vigente nel periodo, si concentra sulle legende e sui ritratti effigiati sulle monete di Faustina II descrivendone le caratteristiche ed individuandone la datazione.Vengono quindi esaminate le implicazioni storiche e le simbologie associate ai diversi tipi rappresentati sui rovesci concludendo, infine, con la definizione della sequenza cronologica dei numerosi figli messi al mondo dall'Augusta.Le peculiarità numismatiche non sono mai considerate fini a loro stesse ma sono sempre osservate ed esaminate in relazione al contesto storico e raffrontate con quanto riportato nei testi antichi e con il contenuto di alcune iscrizioni. Sarò estremamente grato verso tutti coloro che decideranno di dare un'occhiata a questo lavoro e che eventaulmente mi invieranno qualche commento. Grazie infinite Alessio
  4. 4 points
    Sapendo di suscitare l'invidia di molti, anzi, di tutti, vi presento il mio ultimissimo acquisto!!! @Piakos, voglio vedere se trovi tracce di bulino anche qui! Dimenticavo io prezzo, circa 50.000 euro, un vero affare! SETTIMIO SEVERO, 193-211 d.C. MEDAGLIONE Metallo: AE Peso: gr. 59,69 Diam.: mm. 40,73 Rarità: RRR Conservazione: qFDC Patina verde/marrone Note: really untouched Zecca di Roma, Emissione: 195 d.C. D/ L SEPTIMIVS SEVERVS PERTINAX AVG IMP IIII, busto laureato con paludamento e corazza a destra R/ P M TR P III COS II P P FIDEI MILIT, l'imperatore stante a sinistra su di un palco in atto di salutare i soldati. Dietro di lui Caracalla e Geta. Dinanzi a lui i soldati con gli stendardi Rif. bibl. Gnecchi, 16; Banti, 51; Cohen, 152 SETTIMIO SEVERO - MEDAGLIONE UNTOUCHED.JPG Ovviamente me lo tengo così per non perdere la totale originalità del pezzo. Ave! Quintus
  5. 3 points
    Salve, Sono un ragazzo della provincia di Teramo appassionato da qualche anno di monetazione medievale, principalmente delle zecche abruzzesi marchigiane. Spero di condividere belli e costruttivi con voi altri del forum. Ringrazio l'amico @realino santone per avermi seguito fin dall'inizio per farmi immergere in questo mondo. Saluti e a presto
  6. 3 points
    Mi sono fatto un giretto sul sito della Società Numismatica Italiana. A parte la finalità che è da lodare, ma questo vale per tutte le Associazioni culturali, per aderire occorre: " Per associarsi alla Società Numismatica Italiana è necessario compilare un modulo che può essere richiesto alla Segreteria. Ad ogni candidato viene di norma richiesta la presentazione da parte di due Soci effettivi, in regola con i pagamenti delle quote. Anche se priva di questi due nominativi, la domanda può comunque essere presentata al Consiglio, che si riserva di chiedere al candidato ulteriori informazioni." Fino qui non fà una piega. Adesso vi chiedo il perchè di una tale affermazione sopra citata. Chi sono i Numismatici? (nel vero senso del termine)? I Numismatici viaggiano insieme a gruppi di tre? (due paganti e un candidato)? Un Numismatico nel vero senso del termine è anche colui che è in regola con i pagamenti delle quote? Chi NON è un Numismatico nel vero senso del termine ( come me ) , ma presento domanda e mi viene disgraziatamente accettata, pago la quota e ...... Questa non è un attacco contro la Società Numismatica Italiana o tutte le Associazioni del settore , me ne guarderei bene, è solo per dire che non bastano quote sociali a fare i Numismatici. Prima bisogna essere Uomini.
  7. 3 points
    Grazie @Riccardo Paolucci. Come ho sempre detto e sostenuto, la vostra esperienza è una fonte preziosa, inestimabile, di conoscenza numismatica e il mio messaggio di prima non vuole assolutamente mettere in discussione ciò. Renzo, e altri su questo Forum, compiono opera preziosa di verità e sarò sempre grato di questo. Ed è vero, certamente, come la monetazione antica risulti fortemente inquinata in molti suoi rami. E ciò mi frustra in quanto piccolo collezionista che colleziona con lo spirito del custode passeggero dei nostri amati tondelli. Ciò detto, per limiti caratteriali miei, non riesco a farmi piacere una monetazione senza che si presentino una serie di combinazioni: amore per il periodo, per la civiltà o l’entità politica che ha voluto imprimere la propria identità su queste monete, curiosità per i personaggi e le circostanze. Nella mia semplicità, amo periodi storici ben definiti, ma - ahimé - pericolosi in questo campo. Studio, guardo, cerco di osservare con attenzione. Poi, magari anche col vostro aiuto, spero almeno di non farmi troppo male. Un caro saluto.
  8. 3 points
    In epoca antica (ma anche fino a tutto il '900) non esistevano microchip contenenti notizie o messaggi ultra riservati da inserire sotto la pelle e quindi ogni sistema poteva essere buono per trasmettere in maniera segreta. Mi pare piuttosto intrigante che la definizione inglese <mirror> si traduca in latino con <speculum>, parola da cui deriva <speculatores> che era il nome dei reparti addetti al servizio di spionaggio-controspionaggio.
  9. 3 points
    Salute a tutti. La monetazione della Grecia antica...in tutte le sue produzioni numerose e piene di fascino: dal Mar Nero, all'Afghanistan...sino al Mediterraneo resta la regina, a mio convinto e pur sommesso avviso. E nei terreni italici ed italioti abbiamo esempi che nulla hanno da invidiare ad alcune produzione coniata: Temesa? da Crotone? al diritto il tripode delfico simbolo della monetazione crotoniate...con due schinieri affiancati in ambo i lati. al rovescio un elmo corinzio e la scritta TEM... Una moneta meravigliosa ove se ne valuti la rarità..e il mistero di questo sito greco posto sulla costa della Calabria tirrenica laddove oggi l'autostrada del sole piega verso l'interno dalla costa...per raggiungere Cosenza. Individuato archeologicamente in vari stanziamenti succedutisi nel tempo antico sino all'alto medioevo, ma in assenza di un centro grande e popoloso al momento ancora non chiaro nella sua estensione ed eventuale esistenza. Un emporion? Sicuramente la Temesa greca è un'espressione legata all'impero di Sibari...e dopo la sconfitta subita dalla più valorosa anche se meno numerosa falange crotoniate in campo aperto, l'emporion tirrenico fu assorbito dall'egemonia crotoniate...di cui alla moneta in topic. Molti anni dopo l'arrivo di Pitagora, Kroton mosse contro Sibari, importante pòlis situata circa 100 km a Nord di Crotone, che poco aveva a che fare con gli ideali pitagorici. Nel 512 a.C., tre nobili crotoniati vennero uccisi e i loro corpi furono dati in pasto ai lupi che affollavano le paludi intorno a Sibari, perché uno di loro si era innamorato di una bellissima vestale dagli occhi azzurri, che aveva tentato di rapire. Quando Sibari fu capeggiata da Telys molti aristocratici furono costretti a fuggire a Crotone per rifugiarsi. Alla richiesta di Telys di consegnare gli esuli sibariti, i Crotoniati rifiutarono. Questi fatti, aggiunti alla concorrenza dovuta a motivi commerciali, politici e di diversa appartenenza religiosa, convinsero i crotoniati a scendere in guerra contro Sibari. Nel 510 a.C. iniziò una battaglia nei pressi del fiume Hylia (l'odierno Nicà tra Crucoli e Cariati), da dove i crotoniati inseguirono e annientarono le forze sibarite in una battaglia finale al guado del fiume Trionto (nei pressi di Mirto Crosia). Secondo la leggendaria tradizione, si erano fronteggiati ben 100.000 crotoniati, guidati dall'atleta olimpico Milone, contro i sibariti che li superavano per tre volte. La vittoria arrise a Kroton nonostante l'inferiorità numerica poiché i sibariti usarono, per la battaglia, un esercito di mercenari e cavalli ammaestrati a eseguire passi di danza negli spettacoli al suono dei flauti. I crotoniati, nella Battaglia di Nika, iniziarono a suonare i flauti, eseguendo la stessa melodia con la quale i cavalli erano stati ammaestrati per danzare, col risultato che le avanguardie delle truppe sibarite furono disarcionate immediatamente. E dopo settanta giorni di saccheggi venne deviato il corso del fiume Crati i cui flutti fecero sparire Sibari per sempre. Ma ce n'è ancora da dire e da analizzare... leggete questo: “Or ora approdai, con nave e compagni andando sul mare schiumoso verso genti straniere, verso Temese per bronzo, e porto ferro lucente” (Odissea, I, vv.182-184). Ce n'è abbastanza, tra moneta, storia e realtà... per sognare?
  10. 2 points
    Salve, segnalo il secondo volume : https://www.edizionidandrea.com/
  11. 2 points
    @Giuseppe Gugliandolo, @Piakos capisco il vostro ragionamento ma forse lo capirei più e meglio se fossimo sul forum <Cento modi per guadagnare con le monete> o su <Soldi facili con la Numismatica>. Quello che non condivido, in questo nostro forum - ma forse sono io che sono "fuori" - è quando dici <...se la numismatica è vista come studio e passione va più che bene, ma se si vuole investire o se si crede di aver messo da parte X euro in monete...>. Rischierò forse di passare da ingenuo talebano, ma per me la Numismatica è soltanto da vedere come <studio e passione>; questo non impedisce che uno possa comprare o vendere monete, solo che questo si chiama "commercio" non numismatica. Per fare un esempio, un contadino quando coltiva la terra ed i suoi prodotti fa "agricoltura", quando la vende non fa agricoltura, fa "commercio".
  12. 2 points
    Non mi inoltro nella discussione filosofica sul senso e l'essenza della numismatica, mentre apprezzo l'immagine di Giovacchino Murat, così come l'ai vivacemente tratteggiata. Dissento invece fortemente sul fatto che la moneta da 1 franco potrebbe interessare solo l'area tra Follonica e Bolgheri (dove peraltro il Principato non arrivava) ma potrebbe interessare opulenti collezionisti lucchesi o appassionati napoleonici aretini. Sta di fatto che proviene dalla Collezione di Murray Heiserman, di Baltimora e non di Lamporecchio.
  13. 2 points
    Home Curiosità Seconda Guerra Mondiale Tra le sabbie del Sahara Tra le sabbie del Sahara Un hangar nell'oceano di sabbia. Sorprenderebbe chiunque ritrovare, imbalsamato nella sabbia del deserto del Sahara, un aereo da combattimento, conservato perfettamente (un'impresa considerando il tempo storico di esposizione), 70 anni dopo lo schianto. L'aereo in esame è un Kittyhawk P-40 della RAF, precipitato nelle mani del sergente di volo inglese Dennis Copping, che fece parte di unità combattente con base in Egitto durante la campagna del Nord Africa. Il tragico atterraggio risale al giugno del 1942 ed è precedente alle battaglie di El Alamein. Al ritrovamento ha contribuito l'isolamento di uno degli scenari più caratteristici e affascinanti della seconda guerra mondiale come l'infinita distesa del Sahara. Ambiente che ha ospitato uno scontro a dir poco provante per la resistenza umana alle condizioni climatiche particolari e uniche del bioma locale. La campagna ha segnato le sorti per il predominio dell'area del Nord Africa, concludendosi nel maggio del "43 con la resa degli eserciti dell'Asse in Tunisia e la perdita di tutte le aree di pertinenza tedesca e italiana. A scatenare una delle più ricordate offensive nel deserto, combattuta anche ad alta quota, saranno, di lì a poco, proprio le linee britanniche. Secondo la ricostruzione relativa al rinvenimento dell'apparecchio monoposto, uscito per cause ignote dalla rotta, il pilota sarebbe sopravvissuto all'incidente, trovando poi rifugio in un riparo di "fortuna". Riparo solo momentaneo, vista la lontananza dalla città più vicina (200 miglia), in un territorio morfologicamente senza risorse e molto distante dalla civiltà per poter sopravvivere a lungo. La morte sarebbe sopraggiunta, molto probabilmente, dopo un'attesa vana dei soccorsi. La scoperta, del tutto fortuita, è stata fatta da un operatore petrolifero in esplorazione in una regione remota del deserto occidentale. Dott. Riccardo Ravizza - All Rights Reserved Ruolo periti ed esperti n. VA - 748 - p.iva 03509240127
  14. 2 points
    A bere qualcosa? Ho visto cose che voi numismatici non potete nemmeno immaginare : ettolitri di rosso rubino scorrere lungo le teche dove, inorridite, riposavano monete e medaglie; bande di giovani (e meno giovani) scorrazzare per cantine e osterie spendendo migliaia di euro fior di conio; collezioni intere di sesterzi taroccati disperse in un batter di ciglia per acquistare un bicchiere di Sassicaia......
  15. 2 points
    Il convegno sta crescendo. Sicuramente le conferenze hanno atratto più persone e, da quello che mi hanno riferito (io ero incatenato al banco), sono state tutte apprezzate. Credo quindi che la strada intrappresa sia quella giusta. Ribadisco che, comunque, tutto è nelle mani dei collezionisti. Se partecipano numerosi, la cosa riesce, altrimenti si chiude. Arka Diligite iustitiam
  16. 2 points
    Salve, segnalo : https://giornaledicremona.it/attualita/eccezionale-scoperta-dagli-scavi-di-calvatone-bedriacum-il-ripostiglio-delle-monete/?fbclid=IwAR30wkSVac0oTmad11WnLnPnucFuFp4BPTpf3n5QgQVTwEUcBtBqwjc9VWU
  17. 2 points
    Comprali i libri, le opere in pdf lasciale agli sprovveduti
  18. 2 points
    Le nuove generazioni sono all'oscuro di tanti personaggi che hanno portato in alto la Numismatica italiana nel mondo. Uno di questi è Lopez Spagni che operava nei convegni commerciali più importanti e tramite i suoi periodici listini di vendita. Reggiano di nascita viveva in provincia di Verona a Santa Lucia dei Monti, una frazione di Valeggio sul Mincio. Grande conoscitore di numismatica antica e di zecche medioevali emiliane. Uomo di altri tempi, personaggio tutto di un pezzo. Se ti dava un appuntamento alle 10 dovevi arrivare alle 9.59 perchè alle 10.01 lui andava via. Memorabili alla Locanda Belvedere di Santa Lucia ai Monti i ritardi di Roland Becker alle cene che si organizzavano e lui se la cena era fissata per le 20 alle 20.01 ordinava. Un Maestro, fu lui a farmi capire un po' di numismatica greca italiana e siciliana dandomi i primi suggerimenti e consigli. Mi ricordo nella sua villa a Santa Lucia dei Monti quando si preparava per il Convegno del giorno dopo: preparava prima uno schema su carta di come disporre i plateau sul tavolo, eppoi nella cassetta disponeva i plateau nell'ordine in cui li avrebbe tirati fuori il giorno dopo esponendoli al pubblico. Bellissima la sua Biblioteca andata dispersa dopo la sua morte. Numismatici così non ne esistono più, belli quei Convegni, quelle cene, tutti i discorsi fatti con lui. Uomo di una Cultura profonda che mi ha onorato della sua Amicizia. Nella fig. 1 illustro il suo ex libris, nella fig. 2 un suo memorabile listino e nella fig. 3 un suo studio
  19. 2 points
    Ovviamente la numismatica è una parte della vita; ma ci sono anche gli affetti della famiglia (moglie, figlia, genero), gli amici, la passione politica, le serate invernali in barca a pesca di calamari, i miei due gatti, e poi Bach, Mozart, Beethoven, Bruckner, Wagner, Verdi, Bellini, Donizetti.....
  20. 2 points
    Salve, segnalo : https://www.cronacanumismatica.com/un-cavallo-di-chieti-per-carlo-viii-dalle-legende-insolite/
  21. 2 points
    Alaisa-Kainon (Alesa) litra in bronzo cavallo a sx / grifone a sx circa 340 A.C.
  22. 2 points
    Concordo pienamente. L'esemplare postato era stato periziato da RR come qFDC. Si notano infatti numerose piccole imperfezioni dovute alla straordinaria delicatezza del metallo e maggiormente visibili per il notevole ingrandimento, oltre naturalmente alla non perfetta foto. Questo è proprio il motivo per cui una simile moneta, seppur estremamente comune, in altissima conservazione (reale), tiene ancora un buon prezzo. Carlo
  23. 2 points
    Una cosetta così...nemmeno troppo importante ma che può manifestare il tipo della bella moneta... qualità dell'incisione patina conservazione
  24. 2 points
    Questo pezzo di Volchero è in effetti un R4 e la base d'asta è congrua per il difetto che possiede nell'epigrafe. Fosse stato tutto a posto sarebbe andata come base a 4000/5000 €
  25. 2 points
  26. 2 points
    Purtroppo la storia ci ha negato questa opportunità, ma vive l'immortalità del ricordo.
  27. 2 points
    Storie di chi non è mai arrivato al campo. Il 12 Febbraio 1944, la nave piroscafo Oria, con a bordo più di 4.000 prigionieri di guerra italiani catturati dai tedeschi, subì uno dei naufragi più disastrosi della storia, nei pressi dell’isola di Patroklos, a sud di Atene. La nave di oltre 2000 tonnellate si scontrò, a causa di una brusca manovra dovuta a una violenta tempesta, con le rocce dei fondali bassi. I soccorsi del Pireo, per via delle condizioni meteorologiche, arrivarono soltanto il giorno seguente, lasciando a un rimorchiatore italiano di Atene il compito di intervenire per primo, quando ormai era troppo tardi per salvare i marinai, ormai annegati all’interno dello scafo. Il piroscafo Oria fu inaugurato originariamente presso un cantiere di Oslo nel 1920 col nome di “Norda 4”. In seguito all’occupazione tedesca della Norvegia, la nave passò in mano alla Germania, che dopo essere stata requisita dalle autorità francesi di Vichy, se ne riappropriò nel 1942, nel bel mezzo della Seconda Guerra mondiale. Quando le truppe tedesche, con a capo il generale Wegener, si stabilirono nell’arcipelago del Dodecaneso, in Grecia, riferirono al Reich la loro preoccupazione per il sovrannumero dei prigionieri italiani, (catturati in seguito al loro rifiuto di unirsi al partito nazista tedesco, dopo l’armistizio del 1943) che avrebbero potuto ribellarsi e indebolirle. Iniziò così il trasporto dei prigionieri dalle isole greche a campi di prigionia in Germania, grazie alle navi mercantili italiane requisite dai nazisti. Una tra queste fu proprio la Oria, che finì per essere uno dei peggiori disastri navali della storia e il peggiore in assoluto nel Mediterraneo. A bordo vi erano anche l’originario equipaggio norvegese, numerosi soldati sorveglianti tedeschi, e un carico di olii minerali e materiale per le motociclette dell’esercito tedesco. I prigionieri, insieme ai materiali, vennero rinchiusi nelle stive del piroscafo, in condizioni disumane e coi portelli chiusi dall’esterno, in modo che non potessero uscire sul ponte e tuffarsi in mare. I superstiti, che si trovavano tutti nella porzione di nave rimasta a galla, furono 37 italiani, 6 tedeschi e 5 membri dell’equipaggio norvegesi, inclusi il primo ufficiale di macchine e il comandante Rasmussen. Nel 1955 alcuni palombari greci smembrarono il relitto per recuperarne il ferro, e traslarono le salme di 250 naufraghi ancora intrappolate nelle stive, verso la costa, dove furono sepolte in fosse comuni, per poi essere traslati in piccoli cimiteri sulle coste pugliesi. A lungo dimenticato, il relitto della Oria venne poi ritrovato da un appassionato di storia e subacqueo greco di nome Aristotelis Zervoudis. Nel 1999, informato da alcuni pescatori del luogo che avevano recuperato qualche strano utensile, l’uomo si immerse a est di Patroklos, rinvenendo alcuni manufatti con iscrizioni in italiano.
  28. 2 points
    Ciao a tutti! Con questa mia vi comunico l'inizio di una nuova collezione (ebbene si, @DeAritiomi ha contagiato). Inizialmente pensavo di collezionare solo le banconote della Luogotenenza di Umberto II ma poi, guardando bene le banconote del Regno d'Italia, non ho saputo resistere e... eccomi qui! Seguendo i consigli del mio illustre Maestro cerco di collezionare solo conservazioni SUP o FDS, probabilmente abbasserò le mie pretese al momento di mettere in collezione qualche rarità. Questa è la prima delle banconote del Regno che vi voglio far conoscere... Regno di Vittorio Emanuele III - 1939 Stampata presso: Officine dell'Istituto Poligrafico dello Stato di Roma Dimensioni: 80 x 51 mm Decreto del: 14/11/1939 Firme: Grassi, Porena, Cossu Tiratura migliaia: 500.000 (provvisorio) Num. serie: da 1 - 000.001 a 500 - 1.000.000 Rarità: C2 Fronte: a sinistra fascio littorio tra rami di quercia, a destra il numero 2 con una spiga dietro. Rovescio: al centro statua romana. Qualcuno sa chi rappresenta la statua? (Giulio Cesare, così a sentimento) e dove si possano reperire ulteriori informazioni riguardo questa banconota? Ave! Quints
  29. 2 points
    Si tratta di monete che caratterizzano una collezione. Se si vuole fare Napoli in maniera seria bisogna mettere mano al portafogli,bisogna fare sacrifici :se si vuole una moneta non basta avere i soldi,ci vuole anche il coraggio di comprare.I forum abbondano di semplici collezionisti che ,pur potendo,non concepiscono come si possa spendere 100 euro per una moneta"vecchia",ciononostante comprano monete antiche spendendo 10/20 euro pensando che se si spende di più si è fessi,non si rendono conto che quelle monete ,che hanno pagato così poco,avrebbero dovute pagarle molto di più :così non si va da nessuna parte,bisogna dare dignità ,rispetto e valore alle monete che si vuol collezionare. Con un migliaio di euro si può tirar su una bella collezione ,anche di monete napoletane(non ad alti livelli)ma bisogna studiare. I forum possono essere considerati degli strumenti di aggregazione,per fare amicizie virtuali che,poi,si possono concretizzare in amicizie vere,concrete,fatte di frequentazioni e scambi culturali e,per chi si limita a ciò,va bene,ma se si vuole intraprendere collezioni serie,bisogna spendere soldi:molti quando giungono a dover acquistare le rarità si spaventano e smettono di collezionare perché tali monete non costano più 10/20 euro,ma molto di più. Ci vuole passione che si alimenta con la lettura,con lo studio.
  30. 1 point
  31. 1 point
    Sperando di far cosa gradita... IL TESORO DEI CAVALIERI TEMPLARI Negli ultimi tempi se n'è molto parlato grazie ai vari libri pubblicati sull'argomento ed I successivi adattamenti cinematografici, primo tra tutti "Il Codice Da Vinci". L'ordine dei cavalieri Templari venne fondato nel 1114 d.D. e la leggenda dice che nel corso degli anni, fino alla loro scomparsa nel XIV secolo, abbiano accumulato delle enormi ricchezze mai state ritrovate. Tra le molte leggende che ruotano attorno a questo misterioso ordine ed i loro tesori la più famosa è quella del Santo Graal o Sangraal. Si crede infatti che fossero riusciti ad entrare in possesso della coppa, con la quale Gesù celebrò l'Ultima Cena e nella quale Giuseppe d'Arimatea raccolse il sangue di Cristo dopo la sua crocifissione, e che lo avessero (il Graal) portato in Scozia durante la soppressione dell'ordine nel 1304 a.D. La leggenda narra che sia ancora sepolto in Scozia nella Cappella di Rosslyn,,nota anche col nome di cappella di San Matteo, situata a Roslin, nel Midlothian in Scozia. Ave! Quintus
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    Enemy Aliens, quando nei campi ci finivamo noi Pescatori, operai, muratori e falegnami: bastava essere italiano per finire in prigione 24/05/2017 8:00 AM Vincenzo Imperitura Temp Lettura articolo 4 min 0 comments Condividi l'articolo Internazionale «Sei sulla lista»: nelle settimane che precedettero l’ingresso della madre patria nella seconda guerra mondiale, gli italiani d’Australia se lo ripetevano continuamente tra di loro, quasi a sdrammatizzare i continui controlli subiti dalla polizia militare. E d’altronde era facile finire in quella «lista», bastava essere italiano, non importa se ancora solo temporaneamente residente o già naturalizzato britannico. Fascisti, antifascisti, indifferenti al regime, persino iscritti al partito comunista: in quei giorni in cui il duce preparava la rovinosa dichiarazione di guerra alla Francia e all’impero britannico, dall’altra parte del mondo, migliaia di persone che si erano ormai lasciate alle spalle la loro vecchia vita nel bel paese, diventavano d’un tratto enemy aliens, nemici stranieri. Un destino comune alle folte comunità italiane sparse per il mondo, ma che in Australia assunse caratteri impressionanti per il numero delle persone coinvolte. Se infatti negli Stati Uniti la percentuale di italo americani rinchiusi nei campi d’internamento durante la guerra si era attestata attorno al 2% dell’intera popolazione immigrata, nel quinto continente le cose erano andate in modo diverso e a finire nelle baracche costruite negli angoli più sperduti d’Australia, era stato quasi il 20% dell’intera comunità immigrata. Quasi 5 mila gli italo australiani che furono internati all’alba dell’entrata in guerra dell’Italia e fino alla fine del conflitto, in una pagina di storia quasi sconosciuta che ha lasciato profonde ferite all’interno di una comunità, quella fatta di migranti arrivati da Calabria, Sicilia, Veneto e Piemonte, che era diventata negli anni ’30 del secolo scorso l’etnia non anglosassone più numerosa del continente. Isolati nel Bush Hay, Loveday, Orange: hanno nomi innocui le località dove il ministero della guerra britannico (l’Australia era a tutti gli effetti ancora sotto il completo dominio di Londra) aveva allestito le baracche per ospitare gli enemy aliens italiani. E visto che gli “ospiti” dei campi erano ritenuti dalle autorità militari come potenziali minacce al paese (anche se tra gli internati pochissimi tra loro erano stati iscritti al partito fascista), le baracche erano state allestite il più lontano possibile dalle posizioni considerate strategiche. E così migliaia di persone (quasi tutti uomini, tra loro anche diversi anziani) furono sbattuti ai quattro angoli del continente: alcuni nelle praterie desolate del New South Wales orientale, altri nelle aree pluviali del Queensland, altri ancora, i più sfortunati, nei deserti di sabbia e roccia nel centro geografico del continente. Per finire dentro bastava pochissimo: avere fatto il militare, avere un parente fascista, anche la semplice delazione dei vicini di casa. D’altronde l’Italia era ufficialmente un paese belligerante e quelli che per gli australiani un tempo erano i propri vicini di casa, erano diventati, di colpo, potenziali agenti nemici. La categoria lavorativa più colpita fu quella dei pescatori (le autorità militari temevano l’invasione dal mare e i pescherecci d’altura con equipaggi italiani erano considerati potenziali “cavalli di troia” per introdurre nel paese armi e spie) ma nei campi finirono moltissimi operai, muratori e falegnami: a molti di loro, soprattutto dopo l’armistizio, fu chiesto in cambio della liberazione dai campi, di diventare forza lavoro in quei settori considerati strategici per il tempo di guerra. E se i campi destinati ad accogliere i prigionieri di guerra (in Australia finirono molti soldati italiani fatti prigionieri dagli inglesi durante la campagna d’Africa) erano gestiti con il rigore che ci si aspetta, le condizioni nelle baracche degli enemy aliens, erano in alcuni casi anche più pesanti. Circondati da muri e filo spinato, e sorvegliati dalla polizia militare, i nemici stranieri rimasero isolati dal resto del mondo fino alla fine della guerra, anche se con la firma dell’armistizio nel settembre del ’43, le maglie delle autorità militari britanniche si fecero un pò più larghe e a molti fu consentito di lasciare i campi. Il ritorno a casa Quando, nella primavere del 1945, l’esercito statunitense aveva ormai ricacciato indietro l’impero nipponico, il pericolo d’invasione del continente da parte dei giapponesi era diventato un lontano ricordo, e i campi destinati agli enemy aliens vennero via via smantellati dalle autorità militari. Gli internati fecero ritorno alle loro vecchie vite (molti di loro, dopo il durissimo periodo nei campi, decisero di tornare in Italia) e negli anni immediatamente successivi al conflitto, il ricordo dei muri e del filo spinato che tenne migliaia di italo australiani lontani dai propri affetti per tutta la durata della seconda guerra mondiale, si affievolì quasi del tutto. Il tempo (e un particolare senso di vergogna da parte delle autorità australiane, che pochissimo hanno fatto per mantenerne la memoria) ha ormai cancellato quasi ogni riferimento a quei campi di prigionia, dove per cinque anni, a migliaia di lavoratori italiani senza colpe particolari, vennero sospesi diritti civili e di cittadinanza, sacrificati sull’altare di una guerra straziante che aveva trasformato normali pescatori, muratori, ciabattini e agricoltori, in pericolosi enemy aliens. @vimp1
  33. 1 point
    Perché sprovveduti? Sono opere, vuoi per scadenza naturale dei diritti o per volontà dell'autore, messe a disposizione della comunità! O vuoi dirmi, per esempio, che tu durante gli studi, non hai mai fatto uso di fotocopie ed hai sempre utilizzato ed acquistato i testi, o parti di essi, richiesti dal docente?
  34. 1 point
    Ed ecco qui le prima banconote della mia nuovissima collezione di Banconote dal Mondo!!! Il mio primo acquisto, in realtà, è stato una serie di banconote del Kenia, ma non sono ancora arrivate ed allora iniziamo con queste... Che ne dite? Trovo che mediamente, le banconote delle isole, siano le più belle! Ave! Quintus P.S. Dimenticavo, un grazie a @DeAritio per avermi fatto conoscere la bellezza delle banconote!
  35. 1 point
    Anche se in ritardo tanti auguri di buon compleanno @Riccardo Paolucci
  36. 1 point
    Dalla prossima Asta Numismatik Naumann 80 del 4 Agosto JULIA DOMNA with GETA (Augusta, 193-217). Denarius. Rome. Obv: IVLIA AVGVSTA. Draped bust of Julia Domna right. Rev: P SEPT GETA CAES PONT. Bareheaded and draped bust of Geta right. RIC 571 (Septimius). Ex Tareq Hani Collection Condition: Good very fine. Weight: 2.92 g. Diameter: 17 mm.
  37. 1 point
    Nei post precedenti mi rendo conto di aver evidenziato solo gli aspetti negativi del principe Giovan Battista. Per fare ammenda riporto ora un particolare toccante che rimette la personalità del principe sotto una luce diversa. Nel 1697, sempre nel tentativo di risollevare l'economia del Principato, viene stampata, sempre sulla scia della monetazione di Cosimo III per Livorno, una moneta da mezzo tollero che presenta due particolarità estremamente rilevati e assai poco comuni nella monetazione coeva; infatti al rovescio presenta lo stemma della Comunità di Piombino (due fortezze sul mare). Ma la vera particolarità è nello stemma al dritto che presenta uno scudo partito con gli scudi Ludovisi (a sn) e della moglie Marina marchesa d'Aytona (a ds). Niente di particolare dunque? Solo apparentemente, visto che nel 1697 Giovan Battista è sposato con la seconda moglie, Anna Maria Arduino, principessa di Palizzi e la prima moglie era morta nel 1664. Insomma un omaggio e un atto d'amore del buon Giobatta alla moglie defunta. Insomma, puttaniere, dissipatore di fortune ma anche romanticone ante litteram... La moneta, unico esemplare conosciuto, si trova al British Museum.
  38. 1 point
  39. 1 point
    Sul valore dei nostri uomini niente da dire. Sugli armamenti, si può sicuramente dire che non erano all'avanguardia. La fortuna è un elemento fondamentale che và di pari passo con l'astuzia. Alcuni dei nostri Generali non avevano l'astuzia come virtù. Purtroppo.
  40. 1 point
    Il miglior ritratto di Pescennio Nigro che io abbia mai visto è quello di un denario venduto nel 2001 dalla TKALEC LTD (lotto 301 dell'asta del 19 febbraio 2001). Questo è il Pescennio... Stessa asta, lotto successivo, Un ritratto di Clodio albino stupendo... Ave! Quintus
  41. 1 point
    Spero siano finite in buone mani, e poi sarebbe stato uno stress vederle in vendita e non poter partecipare. Comunque complimenti, sia per aver raccolto tanti pezzi splendidi sia per la vendita.
  42. 1 point
    Guarda Andrea, lo Stato italiano purtroppo è diventato uno stato di polizia e non di diritto. Anche se hai le fatture di acquisto ti sequestrano la collezione, devi prenderti un avvocato e dopo un anno o due ti restituiscono il tutto con mille scuse. Intanto tu hai speso 5 o 6mila euro di avvocato e per che cosa? Per l'ignoranza di un magistrato e delle forze dell'ordine che ti vengono alle 7 di mattina a casa come fossi un delinquente. Niente purtroppo è sicuro, però il consiglio che ti dò è quello di avere le fatture di provenienza e di conservare anche il catalogo da dove acquisti. Se acquisti in Aste on line, senza catalogo cartaceo, basta solo la fattura, al limite al retro della stessa ti puoi tu stampare la foto della moneta. Per l'ignoranza delle forze dell'ordine tutto ciò che è anteriore a 50 anni può essere sequestrato. E' chiaro che sto parlando solo di fronte ad un'operazione globale fatta su tutto il territorio italiano, si è già verificato altre volte. Se acquisti a qualche convegno commerciale pretendi la ricevuta fiscale. Auguri e ottima scelta per la collezione
  43. 1 point
    Andrea... lo so che andiamo fuori dal triveneto e dalla tua specialità,,, ma se vuoi vedere una bella moneta...ecco, questa lo è! E non c'è partita! Reghion circa 300 a.C. Tetradramma: Apollo e protome leone partenza in asta: 60.000 fr.sv.
  44. 1 point
  45. 1 point
    Una bella banconota in ottima conservazione, pure rara, di Carli/Barbarito febbraio 1974. A larghe spanne, perchè una conservazione da foto è problematico stabilirla correttamente, potrebbe valere sui 300/400€, forse anche qualcosa di più. Carlo
  46. 1 point
    Evitando facili battute sulla cecità di chi ha stampato queste banconote... Della prima direi colori abbastanza orribili, non tanto come tonalità ma come accostamento, mi piacerebbe vederla di persona per valutare meglio. Nonostante tutto non mi dispiace mangiafuoco! Anche qui colori arditi ma non mi dispiacciono. Discreto anche il ritratto tra il severo ed il furbetto. Peccato poi che il R/ mi faccia abbastanza schifo. Ave! Quintus P.S. Come mai avranno emesso contemporaneamente 2 banconote dello stesso valore e pure con formati così diversi? @DeAritio hai qualche motivazione da darmi?
  47. 1 point
    Ho firmato anch'io ma come sempre sarà tempo perso, non ci filano proprio. Poi non vorrei entrare in polemica con la NIP ma proprio la NIP, la NIA e magari la Società Numismatica Italiana potrebbero muoversi e fare qualcosa al riguardo
  48. 1 point
    Spero di fare cosa gradita allegando il mio lavoro PAOLUCCI_-_BIBLIOFRIULI.doc
  49. 1 point
    Riprendendo questa discussione.....che ritengo abbastanga culturale, per il periodo, propongo: Ci sono Grani "Neapolis Rex" che hanno dei cerchi......come gli Ufo...."cerchi nel grano", ah..ahah....ah...... mentre c'è ne sono altri che hanno una forma lunga.....nel CNI ve ne sono indicati alcuni, gli autori la definiscono "bislunga"....chissà come mai....un problema tecnico o cosa ?
  50. 1 point
    Almeno R2 se non anche 3 ......... Fabrì :)posta il tuo Carlino e lascialo in questo topic; non ricordo bene, ma non è per caso lo stesso che ha postato Sanni ?
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