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  1. 6 points
    andreakeber

    Come possiamo aiutare il forum?

    Far crescere,secondo me, il forum non significa, unicamente, veder lievitare il numero degli iscritti. Un forum adulto assume il significato di laboratorio di idee, di confronto, di proposta... Troppo spesso, ahimè, (parlo di aree tematiche che seguo) le discussioni sembrano diventare un monologo, ovvero manca una controparte che dimostri un minimo di interesse alla moneta, alla monetazione proposta: anche il fatto di porre domande, anche quelle ritenute "stupide", può far nascere un piccolo dibattito. Spero che questo mio intervento sia stato capito
  2. 6 points
    Reale Presidio

    I QUATTRINI DEI REALI PRESIDI DI TOSCANA

    Segnalo, anche in questa sezione, la pubblicazione, da parte dell'Editrice Diana, dei miei studi sui quattrini emessi sotto Ferdinando IV per i territori toscani del Regno di Napoli, i Reali Presìdi di Toscana. Dalla quarta di copertina: "Lo Stato dei Presìdi (1557-1801) fu un’entità statale unica ed irripetibile nel panorama storico-politico italiano. Enclave istituita da Filippo II di Spagna per garantire un approdo sicuro alle sue navi e comprendente le piazzeforti maremmane di Orbetello, Porto Ercole, Talamone e, dal 1603 Longone all’Isola d’Elba, seguì, per quasi 250 anni, le sorti della corona spagnola prima e del Regno di Napoli poi, fino all’annessione al napoleonico Regno d’Etruria. Territori di confine tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, porti militari e commerciali, nei presìdios transitavano merci e mercanti italiani e stranieri e vi circolavano monete e valute di ogni tipo. Solamente nel 1782, regnante a Napoli Ferdinando IV di Borbone, si decise di emettere una serie monetale in rame, nei tagli da quattro, due e un quattrino, destinata espressamente alla circolazione nei territori dei Reali Presìdi di Toscana. L’autore, dopo un’ampia premessa storica, dove ripercorre la genesi della nascita dello Stato dei Presìdi e ne delinea il quadro sociale ed economico, illustra gli aspetti connessi alla monetazione, soffermandosi, in particolare, sulla questione della coniazione dei “quattrini” e affrontando le problematiche prettamente numismatiche: i motivi alla base della loro coniazione, la tipologia, le varianti, gli esemplari reimpressi, la classificazione nelle fonti e nella letteratura numismatica, chiudendo con una catalogazione riepilogativa aggiornata e, in appendice, un’ipotesi sulla tiratura dei pezzi emessi, sulla base degli studi dei documenti consultati." Per info: www.classicadiana.it
  3. 5 points
    f.dc

    Auguriamoci l'errore

    - Non sempre crescere significa diventare grandi. Una nota di metodo ...mancato - Ebbi la bella occasione di rincontrare per puro caso un eccelso collezionista conosciuto ai tempi dell'università e dal quale imparai molto. Già maturo ai tempi della conoscenza, lo ritrovai incanutito ma sempre acuto e brillante. Mi raccontò che aveva da poco terminato la cessione della sua raccolta ultracinquantennale di grossi moduli d'argento, scudi e talleri prevalentemente europei e, nonostante il buon esito delle licitazioni dei suoi nummi, sentiva il rammarico profondo di non aver ottenuto un miglior riscontro a causa della sua antipatia per le "monete inscatolate". Mi ricordai, durante la sua narrazione, la reazione al limite della maleducazione che il mio interlocutore ebbe parecchi anni prima, quando raccontandogli dell'esperienza negativa di un collezionista americano amico alla cessione di materiale di prim'ordine senza procedere alla certificazione in slab, mi permisi di suggerirgli la sigillatura almeno per quella parte della collezione che oltre oceano avrebbe trovato alla vendita migliore gradimento. Ne sentii di tutti i colori; con voce a tratti alterata giunse a dirmi che nessun collezionista avrebbe mai raccolto scatole di plastica. Proponendolo, secondo la sua interpretazione, ledevo il decoro della passione per la ricerca e lo studio numismatico. Ero, insomma, un criminale ambientale. Aveva venticinque anni più di me; benchè sanguigno di fronte agli eccessi, mantenni il contegno mordendomi la lingua e lasciai senza salutarlo la sala del Hotel San Marco dove, al tempo, ancora si teneva il convegno di Bergamo. Anch'egli ricordò quell'episodio nella conversazione chiosando che: "non per tutto si cresce in saggezza con l'età". E' così. Al termine della collezione, la passione deve far spazio ad altro. Non è piu' un fatto emozionale. Le monete da documento tornano ad essere merce, al pari del momento in cui sono state acquisite. Merce da vendere, da presentare al meglio al mercato. L'oggetto di passione diviene un qualcosa che richiede una visione ed un approccio pragmatici, meramente utilitaristici. Al collezionista restano, comunque e intatti, tutta la bellezza, il godimento, l'arricchimento intimo che gli anni di collezionismo hanno comportato. Ogni moneta è una storia. Di ogni moneta ricordiamo le vicende che ci hanno portato alla sua acquisizione al monetiere, i fatti e le persone circostanti, le amicizie, le rivalità, la ricerca, lo studio. Questo è quanto rimane al collezionista ed è, in definitiva, quello che più vale.
  4. 5 points
    Alberto Campana

    n.016 LE ODIERNE DINAMICHE DEL MERCATO NUMISMATICO: VALORI E TENDENZE

    Ho letto l'interessante discussione, dove praticamente è stato detto tutto. Innanzi tutto nella Numismatica italiana c'è una crisi che non è soltanto economica (per cui monete BB/SPL trovano difficile collocazione, mentre solo pezzi di altissima conservazione continuano a tirare), ma, ritengo, soprattutto socioculturale. E' in atto un fisiologico ricambio generazionale, dove però i giovani non hanno generalmente il livello culturale della generazione precedente. Forse credono di capire e conoscere le monete, grazie anche all'enorme quantità di materiale e di superficiali informazioni che girano online, ma noto che non comprano e neppure cercano di procurarsi testi di approfondimento spendendo il necessario. Non per nulla è in crisi l'editoria numismatica e ormai tutti gli editori si stanno convertendo alla tipografia digitale (più scadente dell'offset), che permette almeno di stampare poche copie per volta. C'è in corso un forte scadimento anche delle ricerche numismatiche e mi sembra che non ci siano molti i giovani anche accademici che si impegnano. I giovani ormai vogliono tutto e subito e conta molto anche l'apparenza, come un FDC in un testone. Solo chi ha dedicato un serio studio a un settore numismatico e sa pazientare in mezzo a tante offerte grazie a una buona base culturale, può benissimo mettere su una bella collezione numismatica, senza dover ricorrere a pezzi perfetti, ma semplicemente a pezzi bene coniati e con sufficienti dettagli che possono essere valorizzati appunto solo con approfondita conoscenza anche scientifica. Solo con pazienza e sincera passione, supportata appunto da studi, si riesce anche parare meglio un altro importante negativo aspetto, che è quello dei pezzi falsi o bulinati. Infine il giovane collezionista, magari inconsciamente, soffre anche delle tipiche difficoltà nelle relazioni interpersonali. Il ricorso all'internet ha provocato un forte scadimento nei contatti personali con altri collezionisti, magari più esperti e che possono aiutare. Quando ero giovane frequentavo convegni che erano numerosi e molto affollati e imparavo tantissimo. Avevo tanti maestri, che rimpiango....
  5. 5 points
    Piakos

    UN SESTERZIO DI CALIGOLA...VALUTATE VOI.

    Volendo dare una valutazione che può sintetizzare il topic, possiamo giungere alla solita conclusione ormai iper consolidata: bronzi romani intonsi e per di più in conservazione buona/ottima ne esistono relativamente pochi e, quelli che sono apparsi nel tempo e nei tempi sono ormai stati tesaurizzati. Le monete in bronzo antico presentavano sempre delle concrezioni spesso voluminose, delle ossidazioni, dei colpi. Per renderle leggibili e/o godibili occorre metterci del lavoro sopra. Tuttavia la moneta in argomento è autentica, onesta nelle superfici quanto basta per essere collezionabile e, inoltre, in conservazione a mio avviso splendida. Ci si potrebbe trovare il pelo nell'uovo...certo, c'era della cuprite e probabilmente c'è q.che bozzetto, ma allora tanto vale cambiare genere e orientarsi su monete moderne. In qualche modo questo topic vuole porre questo Caligola come un esempio di ciò che può essere collezionato...una sorta di limite sotto il quale non scendere.
  6. 5 points
    Spoudaios

    Una patrimoniale sulle monete in arrivo nella Manovra del Governo?

    Sono d'accordo con Renzo, anche se le motivazioni dietro ad un simile pasticcio non vanno ricercate nella natura del popolo italiano. Per due motivi: il primo è che diffido sempre delle argomentazioni "antropologiche" per spiegare i fatti politici. La qualità media della classe politica è inadeguata in diversi paesi e non distinguerei fra viziosi e virtuosi per questo. Se in più vi aggiungiamo la fallacità delle regole di gioco per la selezione della classe dirigente, il riflesso dei governati sui governanti appare ancor più opaco. Il secondo è che la spiegazione più probabile per un simile articolato è la ricerca di soldi da parte della finanza pubblica per finanziare misure appetibili in campagna elettorale. Tutto qui. Non è un periodo come un altro, rammentiamo che siamo a fine legislatura. A qualcuno sarà venuta l'idea di tassare le vendite antiquarie, perché magari ha sentito la notizia di una moneta o di un quadro venduti in Italia a Tot mila euro. Successivamente, uno (o più) dirigenti avranno incaricato i tecnici dei diversi Ministeri coinvolti a fare stime di gettito recuperato, numero di potenziali persone colpite e via discorrendo. E la frittata è fatta. Con poche, grandi, transazioni si immagina un gettito di tot Milioni (non conosco numeri, né dettagli, ma ipotizzo possa essere andata così). Ovviamente, né i tecnici, né i dirigenti responsabili dell'indirizzo politico su indicazione del /i Ministro/i possono sapere che una siffatta legge favorirà il sommerso e saranno poche transazioni di rilievo a finire nella ghigliottina. La gente non venderà o venderà in canali diversi da quelli ufficiali delle Case d'Asta, provocando nocumento anche a queste ultime. Consideriamo poi il potenziale "combinato disposto" - passatemi il termine - con l'inasprimento delle pene e la discrezionalità previste nel DDL in discussione in Commissione Senato. Da una parte, la fiscalità potrebbe favorire il sommerso, dall'altra aumenta il rischio e la sanzione per chi non dovesse rivolgersi a canali ufficiali. Chissà come andrà a finire a livello sistemico. Per quanto mi riguarda, quando a 17 anni mi avvicinai alla numismatica, persone più grandi di me mi risposero di non contrarre il morbo, perché vizio costoso, da spendaccioni annoiati, da tener distante come il gioco d'azzardo e il fumo. Diedi loro ascolto e mi allontanai. Feci un errore perchè la numismatica è molto di più e ho volutamente contratto il morbo qualche anno fa e con non poche soddisfazioni. Ciò detto, sono pronto ad allontanarmene, a rendermi partecipe del generale depauperamento culturale, più pericoloso di quello materiale e pecuniario, se questo impianto legislativo dovesse passare. Quello che ho me lo porto nella tomba o lo lascio agli eredi, sperando che questi non siano tanto disperati dal vendere pagando il 16%, 20%, 35%, 40% di tasse sul ricavo. Smetterò di collezionare e coltiverò altre passioni magari più mondane: potrei divertirmi con un certo masochismo ad infliggermi una cultura calcistica a base di pizza e birra sul divano, conoscendo a memoria non il Misopogon di Giuliano (che c'entra con la numismatica? C'entra, c'entra...), ma la formazione della squadra del cuore e il modulo preferito dell'allenatore di turno. Ad un certo punto, in un siffatto Paese, è meglio che Sansone muoia con tutti i filistei.
  7. 5 points
    Reale Presidio

    I QUATTRINI DEI REALI PRESIDI DI TOSCANA

    L’EDITRICE DIANA, Associazione Culturale Italia Numismatica Presenta: RICCARDO MARTINA I quattrini dei Reali Presìdi di Toscana Lo Stato dei Presìdi (1557-1801) fu un’entità statale unica ed irripetibile nel panorama storico-politico italiano. Enclave istituita da Filippo II di Spagna per garantire un approdo sicuro alle sue navi e comprendente le piazzeforti maremmane di Orbetello, Porto Ercole, Talamone e, dal 1603 Longone all’Isola d’Elba, seguì, per quasi 250 anni, le sorti della corona spagnola prima e del Regno di Napoli poi, fino all’annessione al napoleonico Regno d’Etruria. Territori di confine tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, porti militari e commerciali, nei presìdios transitavano merci e mercanti italiani e stranieri e vi circolavano monete e valute di ogni tipo. Solamente nel 1782, regnante a Napoli Ferdinando IV di Borbone, si decise di emettere una serie monetale in rame, nei tagli da quattro, due e un quattrino, destinata espressamente alla circolazione nei territori dei Reali Presìdi di Toscana. L’autore, dopo un’ampia premessa storica, dove ripercorre la genesi della nascita dello Stato dei Presìdi e ne delinea il quadro sociale ed economico, illustra gli aspetti connessi alla monetazione, soffermandosi, in particolare, sulla questione della coniazione dei “quattrini” e affrontando le problematiche prettamente numismatiche: i motivi alla base della loro coniazione, la tipologia, le varianti, gli esemplari reimpressi, la classificazione nelle fonti e nella letteratura numismatica, chiudendo con una catalogazione riepilogativa aggiornata e, in appendice, un’ipotesi sulla tiratura dei pezzi emessi, sulla base degli studi dei documenti consultati. INDICE: PRESENTAZIONE del Sindaco di Orbetello, Andrea Casamenti PREFAZIONE di Pietro Magliocca INTRODUZIONE Cap. I - LO STATO DEI PRESIDI 1. Genesi dell’enclave spagnola in Maremma 2. Il periodo spagnolo (1557-1707) 3. I Presìdi nella storia: l’assedio di Orbetello (1646) e le battaglie per Porto Longone (1646; 1650) 4. Il periodo borbonico (1734-1801) Cap. II- LA MONETAZIONE DELLO STATO DEI PRESIDI 1. La circolazione monetaria 2. I quattrini di Ferdinando IV 3. Per un aggiornamento del Corpus Nummorum Italicorum 4. Le ribattiture Cap. III-IL CATALOGO APPENDICE La tiratura del 1782 e del 1798 calcolata sulla base dei documenti del Circolo Numismatico Napoletano BIBLIOGRAFIA A breve disponibile su http://www.classicadiana.it/ che ringrazio di cuore per la fiducia accordatami e per aver creduto in questo progetto!
  8. 4 points
    f.dc

    William H. Sheldon, psicologo, numismatico, ladro e truffatore

    "Il prof. William Herbert Sheldon, jr., (1898 - 1977) ideò la scala di valutazione di 70 punti che è lo standard della moderna numismatica americana. Fu pioniere dello studio del primo rame americano, Large Cents e Half Cents battuti fino al 1857. Sottrasse monete dalla collezione della Società Numismatica Americana e truffò sistematicamente molti altri collezionisti." (E l'incipit di un articolo del 2013 di Mike Marotta, liberamente tradotto) Non c'è gratuita ferocia. E' l'inizio ad effetto della storia che ha trasformato in industria fiorente quello che altrove è branca collezionistica di nicchia. Il tempo di organizzare la stesura per proporre meglio che posso e nel minore spazio possibile una vicenda complessa, spesso incompresa e/o malintesa, sicuramente odiata dal mondo collezionistico aduso allo studio ed alla ricerca.
  9. 4 points
    realino santone

    bolognino di Tagliacozzo

    Vista la ricorrenza dei 750 anni della battaglia di Tagliacozzo,( 1268), allego una moneta coniata nella città , un bolognino in argento,coniato sotto Giacomo Orsini e l'antipapa Alessandro V, 1409-1410, R3, ometto volutamente il cavallo in quanto non ci sono prove certe della coniazione nella città, D/ ALEXADR ° PP ° V, busto del pontefice con giglio sul petto, R/ + TALIACOZO * , lettere T °A°L°C° disposte a croce dentro circolo perlinato, C.N.I. vol. XVIII n. 1 D.A. 1
  10. 4 points
    Piakos

    Il Sebeto nelle monete e nella storia di Napoli

    Questa discussione sul Fiume di Napoli...oggi semi scomparso e/o ridotto a rigagnolo dal percorso fangoso e malsano, potrebbe non finire mai...così come nulla che appartenga alla città di Napoli potrebbe trovare un esaustiva conclusione. Troppa la cultura, troppa la storia, troppe la cose da dire e da scrivere. Riguardo al Sebeto postiamo quest'ultima nota, che vide protagonista l'ultimo principe degli Hohenstaufen e la sua tragica fine in Italia...in questa nostra Italia che i principi e gli imperatori tedeschi...sognavano di unificare senza in verità riuscire nell'impresa...e, probabilmente se non certamente...sarebbe stato meglio o cosa migliore...se vi fossero riusciti. Perchè? Cosa semplice è la risposta oggi con le ultime analisi storiche ed obiettive sul punto: l'Italia come sappiamo non è una nazione condivisa e che condivide le cose dell'Italia...divisa come ancora è...dal 1860, dopo la breccia di Porta Pia, in almeno tre sotto nazioni ed, effettivamente in Regioni che spesso se non sempre hanno poco in comune tra di loro in quanto ad interessi specifici, approcci storici e sociali, dialetti, abitudini, usi, costumi e quant'altro. Una unificazione se non precoce (nell'alto medioevo) almeno non tardiva (entro il 1400) avrebbe reso - CON TUTTA PROBABILITÀ - l'Italia potente e indiscussa ...le divisioni avrebbero avuto tempo e modo di smussarsi e di essere metabolizzate sotto un regno ricco e potente, atteso il genio italico e le molte risorse italiche...allora ancora centro del mondo nel centro del Mediterraneo. Ma torniamo al fiume di Napoli...il Sebeto ed a Corradino di Svevia, che - sceso in Italia a nemmeno 16 anni di età per riprendere possesso del Regno di Sicilia (sud dell'Italia), dopo la sfortunata battaglia di Tagliacozzo ove fu sconfitto (vilmente con l'uso dell'imboscata a tradimento) da Carlo D'Angiò (uomo del papa e quindi di parte guelfa) - fu alla fine condotto a Napoli e decapitato (senza pietà e senza legale motivazione), nella Piazza del mercato...DOVE IL D'ANGIÒ SPOSTÒ TALE SPIAZZO (dal Foro della Neapolis greca e romana) e che nel medioevo nota come Campo Moricino, che era situato nei pressi del mare. VEDI NOTA 1 Non lontano doveva scorrere ancora il Sebeto...infatti una epigrafe in marmo di età imperiale, rinvenuta scavando nei pressi di Porta del Mercato ne è una prova. Tale epigrafe rappresenta un tempietto in onore al Sebeto che porta la scritta “P. Mevius Eufychus aedicolam restituit Sebetho” a testimonianza del fatto che P. Mevio Eutico consacrò un sacello al leggendario fiume che, con la massima probabilità aveva letto e foce nelle adiacenze. I luoghi dovevano essere questi: si vede il ponte dalle molte arcate...capace di tenere le piene del fiume, si vedono le mura della città e la porta. Dopo la decapitazione di Corradino, (che era il figlio di Corrado IV di Svevia) e dei suoi seguaci di parte nobile, i corpi unitamente alle teste ormai separate dal corpo, furono sepolte in riva al mare di Napoli ove era la FOCE DEL SEBETO...POCO OLTRE LA PORTA DEL MERCATO, non lontano dal luogo della decapitazione, ove furono sommariamente sepolti, inumati solo con delle pietre buttate sopra delle fosse sommarie...cosa che, fece scandalo e che, alla fine richiamò l'attenzione del Vescovo per procedere ad una inumazione degna. Tali macabre ed indegne vicende furono dovute ai timori di Carlo D'Angiò in effetti un fellone protetto dalla cavalleria pesante francese che, all'epoca, era la migliore d'Europa e che aveva portato con se nella misura di 1000 cavalieri scelti). Carlo temeva gli Hohenstaufen cui - di fatto - stava usurpando il regno, in quanto spettava legittimamente a Corradino e, fino a quando non vide la testa di Corradino ruzzolare sul patibolo...non devette dormire sonni tranquilli. Di seguito: Lo spazio pubblico del campo Moricino e la decapitazione di Corradino (da T. Colletta, Napoli città portuale e mercantile…, 2006). 500 NOTA 1: Per datare l’importante scelta urbanistica di decentramento, ante litteram, per la Napoli duecentesca, nella scarsità delle fonti angioine, ampiamente riconosciuta, bisogna rifarsi a dei documenti indiretti riguardanti concessioni e donazioni da parte dei sovrani francesi di terre demaniali -”terre vacue”- ai monasteri, nei quali si fa più volte riferimento all’esistenza del mercato nuovo al Campo Moricino. Da questi atti, aventi valore legale, si può dedurre che l’autorità regia aveva deciso di fondare il mercato in area diversa da quella fino a quel momento usata, già alla fine del Duecento. Le Concessioni sovrane a cui si fa riferimento riguardano i due istituendi monasteri nel 1270, proprio ai margini della futura area pubblica di mercato, fanno parte dei Registri angioini e sono conservate anche nelle carte dei due monasteri “soppressi” durante il decennio francese. Nelle Concessioni, da ritenersi dei documenti ufficiali, il sovrano precisa molto dettagliatamente la localizzazione delle terre donate nel “campus Moricinum” vicino al mare e i termini della funzione mercato in quel luogo oltre le mura orientali, già esistenti. Particolare rilevanza abbiamo dato all’operazione urbanistica di trasferimento del Mercato pubblico da una posizione di centralità nell’antica agorà-forum, ad una posizione decentrata, Dopo la decapitazione di Corradino, (che era il figlio di Corrado IV di Svevia) e dei suoi seguaci di parte nobile, i corpi unitamente alle teste ormai separate dal corpo, furono sepolte in riva al mare di Napoli ove era la FOCE DEL SEBETO...POCO OLTRE LA PORTA DEL MERCATO, non lontano dal luogo della decapitazione.verso oriente fuori la porta a mare ed alla identificazione di possibili modelli di riferimento offertasi al primo Angiò per tale rilevante decisione che determinò la trasformazione di una zona esterna alla cinta muraria marittima nel nuovo grande spazio aperto per la vendita dei generi commestibili nel Campo Moricino. Posizione decentrata, alla quale però non si aggiungono funzioni culturali e politico-amministrative che vengono svolte ancora nella città di antico impianto, dando così luogo ad una città maggiormente organizzata dal punto di vista funzionale (da T. Colletta, Napoli città portuale e mercantile, 2006). SPAZIO ATTUALE dal satellite Dedicato questo pur modesto contributo agli amici di Napoli: @Layer e al maestro @Neapolis che auspichiamo torni presto tra noi, concluse da Pietro le fatiche per il testo sulle monete di Napoli, di prossima uscita. Poichè, infine, non dobbiamo dimenticare che questo è un Sito dedicato prevalentemente alla Numismatica postiamo una rara moneta coniata sotto Corradino di Svevia: Messina -Corrado II di Svevia (Corradino), 1254-1258. Mezzo denaro, mistura 0,36 g. C· all’interno di cerchio caricato su lunga croce che taglia la leggenda. Rv. Leggenda intorno ad aquila, ad ali spiegate, volta verso s. Spahr 172. Travaini 58a. MEC 14, –.Molto raro. BB Ne esiste un altro conio, dato come inedito: Messina-Mezzo denaro, mistura 0,30 g. Leggenda intorno a C sormontata da segno di abbreviazione. Rv. Leggenda intorno a croce accantonata da trifoglio nel secondo e terzo quarto. Spahr –. Travaini cf. 63 (denaro). MEC 14, cf. 596 (denaro).Apparentemente inedito. BB Questa due ultime emissioni di Corradino di Svevia vengono alternativamente attribuite alle zecche di Messina o Brindisi. In quest'ultima al R/ parrebbe di leggere SICIL REX; in entrambe al D/ la C di Corrado. Un'osservazione: la C è sovrastata da un omega che, spesso, in unione all'alfa indica la fine. Quasi un tragico presagio della fine di Corradino. Foto delle monete e relative descrizioni sono di @Lugiannoni , al quale va il nostro ringraziamento. @Neapolis Pietro...proprio poco tempo fa' parlavamo della rarità delle monete... @Riccardo Paolucci amico mio...che dici? Siamo prolissi? Siamo eccessivi? Nei tempi che corrono...n'ce leggerà nisciuno?
  11. 4 points
    realino santone

    Cambio al vertice della sezione del Sud

    Ringrazio @Admin per la fiducia, ringrazio il responsabile uscente @Neapolis , ringrazio @Piakos per i complimenti, complimenti anche a @D.B.G , per la sezione del sud , mi auguro di fare un buon lavoro, con il contributo di TUTTI gli utenti , dello staff , spero sempre nelle nuove "leve " di giovani , " per una crescita numismatica " comune
  12. 4 points
    Admin

    Cambio al vertice della sezione del Sud

    Ciao a tutti amici, ho il piacere di annunciarvi che @realino santone è stato nominato nuovo responsabile della sezione sud e sostituirà il caro e prezioso Pietro Magliocca @Neapolis che in questo particolare periodo è oberato di lavoro e di impegni per i suoi studi numismatici e non può dedicare ulteriore tempo al forum. A lui vanno i miei migliori auguri per le nuove opere numismatiche oltre che un immenso ringraziamento per tutto quello che ha 'donato' al forum. Con Realino ci si pone come obbiettivo quello di mettere al centro di ogni discussione le monete e gli inediti del meridione con particolare attenzione alle richieste degli utenti che desiderano avere informazioni su rarità e valutazione della propria collezione. la sezione sarà moderata anche da @D.B.G a cui va il mio apprezzamento per aver già assunto il suo ruolo con grande competenza. Buon lavoro a tutti e un super in bocca al lupo . Claudio
  13. 4 points
    Lugiannoni

    L'ARCANGELO MICHELE NELLA MONETAZIONE

    Sul numero del 1 settembre de Il giornale della Numismatica c'è un mio articoletto sul culto dell'Arcangelo Michele e la sua presenza nella monetazione italiana e non solo. S.Michele.pdf
  14. 3 points
    danieles1981

    Croce d'onore del 1912/13 "Mobilizationkreutz"

    Medaglia comune ed economica, ma la cercavo con nastrino ancora degno di essere esposto. Ed eccola qui... La croce commemorativa 1912/13 fu istituita il 9 luglio 1913 dall'imperatore Francesco Giuseppe I di Austria-Ungheria e veniva consegnata ai militari che prestarono servizio almeno quattro settimane con un'unità mobilitata in occasione della crisi dei Balcani alla fine di settembre 1912. Metallo dorato; 15,7gr; 30mm
  15. 3 points
    Piakos

    n.017 Aspetti del collezionismo numismatico italiano nel ‘900.

    Ancora più di trent’anni fa si lamentava la mancanza di una storia del collezionismo numismatico italiano che è ancora da scrivere , ma che difficilmente si potrà fare da parte di una sola persona, data la vastità e la specificialità dei numerosi centri culturali del nostro paese e del diffuso localismo, che ha imposto studi e ricerche limitate ad una città (Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Palermo), regione (la Sicilia, la Magna Grecia, il Veneto) o singole famiglie (i Medici, i Barberini, i Borgia, gli Este, i Gonzaga, i Farnese , etc.) etc., ben difficilmente riconducibili ad una unità storicamente ricostruibile. Ora per i periodi antecedenti al 1800 disponiamo di singoli interventi in articoli, in miscellanee ed in opere di più vasto impegno , che hanno permesso di studiare nelle sue grandi linee alcuni aspetti del collezionismo numismatico in Italia ma, venendo al periodo a cavallo dei due secoli XIX e XX, i contributi si fanno più esigui e mancano del tutto per quest’ultimo secolo . Compito d’altra parte veramente arduo, in quanto riesce difficile sintetizzare le caratteristiche del collezionismo nel secolo da poco trascorso. In effetti è stato un periodo, complesso sotto il punto di vista politico, economico e culturale e non ancora completamente sedimentato nella coscienza comune. Infatti l’Italia è passata da una economia agricola e proto industriale ad un’industrializzazione con sviluppo del terziario che ha coinvolto ampi strati della popolazione con forti mutamenti sociali a seguito dei due conflitti mondiali. Si unisca a ciò, dal secondo dopoguerra, la maggiore scolarizzazione e la facilità all’accesso ai mass media, per cui - in questo mutato clima - anche il collezionismo in generale, e quello numismatico in particolare, si è venuto modificando nella sua tipologia, assumendo nuovi aspetti e nuove tendenze. Infatti per tutto il secolo XX è persistita una vivacità di collezioni numismatiche di carattere generale e tematiche, sempre tuttavia attente alla temperie politica e sociale del momento ed alle caratteristiche culturali ed economiche dei diversi esponenti di detto collezionismo. Il tutto va poi rapportato ai diversi periodi storici in cui si possono suddividere questi cent’anni. Infine il quadro che ne risulta appare quanto mai variegato e composito e ciò è dovuto sia alla particolare composizione della società italiana del Novecento sia alla distribuzione geografica dei collezionisti, in generale tra un Meridione particolarmente attenti alle emissioni della Magna Grecia e della Sicilia ed un Centro Nord più attento alle epoche medievali e moderne ed infine con un onnipresente favore per la monetazione romana. Inoltre questo diffuso interesse per la raccolta di monete si poggia anche sulla loro disponibilità, varia, affascinante e facilmente disponibile sul mercato, soprattutto per esemplari di conservazione media o mediocre, per un collezionismo povero, mentre non mancano raccolte ricche di esemplari di ottima conservazione per collezionisti più esigenti o di rarità per collezionisti culturalmente più preparati e/o con maggiori disponibilità economiche. Infatti già nella seconda metà del XIX secolo si era venuta affermando, anche in Italia, una tendenza che poi si svilupperà sempre più nel secolo successivo, per la quale il collezionismo di oggetti artistici ed in particolare di monete e medaglie non è più un fatto legato o connesso unicamente con le esigenze del potere sia religioso che laico o politico, ma diviene sempre più elemento che connota lo stato sociale della nuova borghesia imprenditoriale che si viene affiancando alla nobiltà, prevalentemente agraria, che dominava nella società dell’Italia preunitaria . Così si spiega l’interesse e il gusto, da parte di un ceto più ampio e meno colto, per la raccolta di monete legate ad avvenimenti recenti o ancora attuali, come l’avventura di Napoleone, la serie della Repubblica di Venezia o del Regno dei Borboni, da poco terminati, l’incipiente Regno d’Italia, la serie delle monete medievali delle diverse zecche italiane o le monete papali, sempre d’attualità, data la continuità della serie dei pontefici. A questo collezionismo in parte nuovo si affiancano, soprattutto al Sud, raccolte di monete greche di origine locale, mentre sempre stabile rimane l’interesse per la serie romana repubblicana ed imperiale, esaltata quest’ultima, nella prima metà del ‘900, dal Fascismo che della romanità si era fatto un vanto ed un modello da emulare. Entro tale filone si inserisce in pieno la collezione di Vittorio Emanuele III, che si dedica alle emissioni delle zecche d’Italia e che nasce già nel 1879, quando il sovrano aveva 10 anni, per divenire uno degli interessi principali della sua vita . Il tipo di collezionismo italiano dedicato alle piccole e grandi zecche locali, facile da realizzare, per l’abbondanza del materiale disponibile ed il generale disinteresse dei più, e poco costoso, per gli stessi motivi, diviene una nota distintiva dell’emergente classe borghese, in rapporto anche all’accrescersi del loro potenziale economico e sociale. Si vengono così formando alla fine dell’800 e nei decenni successivi numerose collezioni private di cittadini abbienti, ma non necessariamente nobili o appartenenti a famose casate nobiliari, che raccolgono materiale interessante, talvolta acriticamente, ma che poi, generalmente alla morte del collezionista, confluiscono nelle raccolte pubbliche. Tale consapevolezza, unita ad un intenso lavoro dei preposti alla tutela, finiranno con il mutare l’atteggiamento del grosso pubblico verso i collezionisti numismatici e renderli consapevoli che questi personaggi sono centrali non solo nel mondo della numismatica, ma anche della cultura in genere. Si pensi alla collezione Papadopoli a Venezia, alla Bottacin a Padova, alla Palagi a Bologna, etc. Tale atto di donazione assume con il tempo anche una forte testimonianza di una identità civica che caratterizza la società italiana della seconda metà dell’Ottocento e del primo Novecento, dove, soprattutto al Nord, persiste e si consolida lo schema museografico napoleonico, cioè un museo "imperiale" a Parigi, il Louvre, uno "reale" a Milano, Brera, e tanti musei civici nelle diverse città del Regno d’Italia. Entro tale schema si inseriscono anche la genesi e la formazione delle collezioni pubbliche di monete e medaglie tra fine del XIX e inizi del XX secolo in diversi musei italiani e con ciò giungiamo fino ad oggi. Tale aspetto conferma in un certo qual modo il fatto che spesso dal collezionismo privato si passi a quello pubblico con donazioni o acquisizioni, che poi favoriscono la crescita di studi e di interessi scientifici. Durante il periodo tra le due guerre mondiali e soprattutto nel secondo dopoguerra, il fenomeno del collezionismo interessa anche la classe dei professionisti: medici, ingegneri, notai, avvocati, dirigenti d’azienda che rappresentano il ceto dirigente della società, ma accanto a questi si hanno anche collezioni realizzate da commercianti, sacerdoti, impiegati di banca, insegnanti; ciò comporta una sorta di democratizzazione del fenomeno, come riflesso di una società più egualitaria e simile nei suoi comportamenti. Questo stato di cose sfocia dagli anni settanta in poi anche nella diffusione del collezionismo numismatico come hobby, con collezioni di modesto o nullo valore scientifico, quali ad esempio, quello dei mini-assegni degli anni ’70, quello delle monete della Repubblica Italiana o quello dell’Euro del XXI secolo. Negli ultimi anni si è anche diffuso il collezionismo bancario, che già aveva avuto interessi per le monete antiche, se nel 1928 la Banca Italiana di Sconto vende i propri pezzi. Potremmo ricordare alcune collezioni attuali di questi istituti, come la Banca Popolare di Vicenza a Palazzo Leoni Montanari (collezione di oselle); la Fondazione della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone ; la Banca Collezione Mormino a Palermo (monete greche della Sicilia); la Banca Agricola Mantovana (collezione Gonzaga); la Cassa di Risparmio di Genova (monete genovesi). Questo nuovo tipo di mecenatismo ha portato questi nuovi protagonisti del collezionismo storico-artistico ad affiancarsi agli enti tradizionalmente deputati alla conservazione ed allo studio del nostro patrimonio nazionale. Anche in questo caso vale l’appartenenza al luogo che, come per le persone, determina la scelta della tipologia collezionistica, che quindi ha, ancora una volta, una forte valenza localistica. (da idee e testi di Giovanni Gorini...Continua...)
  16. 3 points
    Riccardo Paolucci

    Il Sebeto nelle monete e nella storia di Napoli

    No amico mio non sei prolisso, sei esaustivo. Complimenti per quanto scritto, quasi quasi mi fai tornare la voglia delle monete di Napoli
  17. 3 points
    Riccardo Paolucci

    convegno di PARMA 27-28 aprile

    Ho sempre auspicato un bel Convegno al Sud della nostra martoriata Italia ma purtroppo...fino al 2000 sono stato un associato NIP (anche fondatore e promotore quella volta assieme a Bernardi, Grigoli e pochi altri) ed ho sempre chiesto tre convegni NIP in Italia, nord (Milano) centro (Roma) e sud (Napoli o Palermo) ma non se ne fece mai nulla.
  18. 3 points
    tinianum

    Prima asta Tinia - Varesi "Cesare" - 7 aprile 2018

    Proprio per tornare a quella numismatica fatta di monete rare e/o storicamente importanti , con prezzi “umani” per collezionisti/studiosi più che per speculatori/investitori/esteti. Monete da mettere in collezione apprezzandone il messaggio e non la rifinitura superficiale, come troppo spesso accade ultimamente, senza peraltro che questo garantisca alcuno dalla presenza di rilavorazione e miglioramenti più o meno occulti a qualsiasi livello. Una sorta di “Amarcord” Caro Renzo, nelle nostre umili intenzioni , per veri numismatici: collezionisti e amanti della storia che sappiano apprezzare una moneta non solo per l'aspetto estetico. Perché la forsennata ricerca del pezzo super, la filosofia del "bello a tutti i costi" porta unicamente, lo sai meglio di me, ad essere preda di falsari ed abili restauratori. insomma una sorta di viaggio nel tempo all’epoca in cui le monete avevano tutte una loro dignità e si metteva in collezione il pezzo mancante o importante e non il trofeo quasi esclusivamente estetico. Speriamo che l’intenzione venga apprezzata nel giusto modo dai tanti Collezionisti e Numismatici, con le maiuscole, che ancora ci sono.
  19. 3 points
    Ringrazio per la definizione di grande numismatico tecnico e pragmatico. Come Numismatico ho spaziato in vari campi (le decimali le ho abbandonate quasi subito) mi sono innamorato perdutamente delle medioevali di questa zona e delle monete romane. Il mio guaio è che prima di essere un Professionista o Commerciante che dir si voglia, sono un Collezionista. Hai ragione affermando che la Numismatica è cultura.
  20. 3 points
    DeAritio

    Collezione Adri - gli errori e le varianti sulle banconote

    Con molto piacere @bubbolo. Per prima cosa una curiosità non sulla banconota , ma sulla dicitura : Banca Nazionale del Regno d'Italia. Questa nuova intestazione venne usata per la prima volta in coincidenza del corso forzoso del 1866. Il primo biglietto con questa dicitura fu il 10 Lire "cavourino", in pratica l'antenato di quello postato. <Il primo 10 Lire fu emesso il 15-5-1866 con firme Stallo Bozzi Nazari, seguìrono le emissioni del 12-6-1866 , 25-7-1866 e 28-9-1870 con medesime firme , intervallate dall'emissione del 24-1-1868 a firme Galliano Nazari. Dimensioni del biglietto 103x60 mm e filigrana assente. Nel 1872, il 17-7 fu emesso il biglietto postato . Firme Galliano Nazari e differisce dalle emissioni precedenti per 2 particolari. Il più evidente è sul retro , dove compare la figura di donna (Italia diademata), mentre in fronte spariscono le lettere per indicare l'emissione e compaiono le cifre numeriche per indicare la serie. Emessa in 8.000.000 di esemplari, nelle condizioni in cui si trova, è un bel pezzo. Curiosità di tutte emissioni è che furono stampate dall' American Bank Note Company (ABNC) di New York. Anni dopo , ritroveremo l'ABNC di nuovo collaborare con la Banca d'Italia. Questo allegato, è una specie di "tagliando di controllo" usato sui pacchi di banconote di occupazione Americana, dalla ABNC.
  21. 3 points
    Cliff

    Una patrimoniale sulle monete in arrivo nella Manovra del Governo?

    Diciamo che di indizi ne stiamo avendo parecchi purtroppo... Ma le antenne non è che le abbiamo solo noi e...c'è anche chi le ha piu' alte e ricettive come abbiamo visto... Il problema quindi ora è che ultimamente (ultimo anno/18 mesi almeno) sta arrivando sul mercato sempre piu' materiale anche di alto livello, e quello che era eccezionale 3/4 anni fa ora è già diventato belloccio o più che splendido ma non eccezionale. Quindi automaticamente possibile preda di avvoltoi e speculatori...anche perchè non c'è troppo il tempo di fare balletti con le basi sostenute a protezione o le riserve per poi in caso riproporre a distanza di un annetto. Va tenuto conto sempre che le monete di una certa importanza risentono ancora di determinate sovraesposizioni sul mercato. Dall'altra parte ci sono i commercianti internazionali, identificabili con gli avvoltoi a volte, che tendono a fare scorte di stock in questi periodi, soprattutto se poi hanno accesso a mercati e clienti che non risentono della crisi e che ancora pagano bene determinato materiale. Insomma per il collezionista di monete anche di un certo livello non è un periodo facile, ora come non mai siamo anche noi in balia del dilemma classico con il quale gli agenti di borsa devono confrontarsi ogni giorno "buy, sell or hold?". Come dice Piakos serve impegno e dolore, ma anche pragmaticità. Credo che, come in borsa, la strategia vincente potrebbe essere un mix delle tre azioni di base. Certo serve impegno, intuizione e anche fortuna. Non è detto però che molti collezionisti abbiano voglia di giocare a questo tavolo, a costo anche di rassegnarsi a perdite importanti pur di "chiamarsi fuori".
  22. 3 points
    lucerio

    Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale - DDL n. 2864

    http://www.casadastemontenegro.it/lotti/lotto-1-asta-10/ http://www.casadastemontenegro.it/lotti/lotto-5-asta-10/ immagino siano queste
  23. 3 points
    carledo49

    Storia, Storia Postale, Francobolli e Banconote

    Una sezione specifica del forum sulla numismatica e su altre forme di collezionismo. E' chiaro che se la cosa dovesse prender piede....ci sarebbero effetti collaterali benefici per la numismatica. Ne sono convinto. Andando male, cosa di cui dubito, ci sarà qualche visita e qualche curioso in più nel sito. Carlo
  24. 3 points
    Lugiannoni

    CONVEGNO SULLA MONETAZIONE ETRUSCA

    Il congresso è terminato con un notevole successo, sia per la qualità degli interventi che per la presenza di un numeroso pubblico costituito da studiosi, appassionati ma sopratutto da un numero consistente di giovani allievi provenienti da varie Università. L'anno prossimo avremo gli Atti, che pubblicheremo su RASSEGNA DI ARCHEOLOGIA. Intanto un paio di foto. Apertura del Convegno: al tavolo l'assessore P.Pellegrini, il Soprintendente A. Muzzi, il prof. M. Torelli, che presiedeva il convegno e F. Ghizzani Marcìa, presidente della Parchi ValdiCornia. Il pubblico Durante la visita alle mura dell'Acropoli di Populonia; da sn. F. Catalli, L. Giannoni, S. Bani ed I. Vecchi Alla fine una meritata pausa: da sn.: sig.ra Catalli, F. Catalli, E. Sorge, A. Maggiani, A. Viesti, H. Maiorana, S. Bani, I.Vecchi, L. Giannoni, A.Galiberti.
  25. 3 points
    Menelao

    ERACLE BAMBINO E I SERPENTI DI ERA

    http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/?p=2683
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