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  1. 4 points
    Su alcune monete greche sono raffigurate immagini realizzate allo scopo preciso di mandare in confusione il normale procedimento percettivo dell’osservatore a cui vengono inviati segnali contraddittori che ingenerano un vero e proprio corto circuito nell’assegnazione di bordi definitivi alle forme esaminate. Una veloce disamina di alcune di queste immagini che costituiscono dei veri e propri paradossi visivi. https://www.academia.edu/40940601/F._De_Luca_Paradossi_visivi_su_monete_greche_Comunicazione_Bollettino_della_Società_Numismatica_Italiana_n.74_Autunno_2019_pagg.5-10?fbclid=IwAR0TGLhJBJuKQWsUCfNiC7zVqoBT6WNMMTkLeBB6Y6AuUU1f2lns-1eKlOc
  2. 4 points
    Sapendo di suscitare l'invidia di molti, anzi, di tutti, vi presento il mio ultimissimo acquisto!!! @Piakos, voglio vedere se trovi tracce di bulino anche qui! Dimenticavo io prezzo, circa 50.000 euro, un vero affare! SETTIMIO SEVERO, 193-211 d.C. MEDAGLIONE Metallo: AE Peso: gr. 59,69 Diam.: mm. 40,73 Rarità: RRR Conservazione: qFDC Patina verde/marrone Note: really untouched Zecca di Roma, Emissione: 195 d.C. D/ L SEPTIMIVS SEVERVS PERTINAX AVG IMP IIII, busto laureato con paludamento e corazza a destra R/ P M TR P III COS II P P FIDEI MILIT, l'imperatore stante a sinistra su di un palco in atto di salutare i soldati. Dietro di lui Caracalla e Geta. Dinanzi a lui i soldati con gli stendardi Rif. bibl. Gnecchi, 16; Banti, 51; Cohen, 152 SETTIMIO SEVERO - MEDAGLIONE UNTOUCHED.JPG Ovviamente me lo tengo così per non perdere la totale originalità del pezzo. Ave! Quintus
  3. 3 points
    Mi sono fatto un giretto sul sito della Società Numismatica Italiana. A parte la finalità che è da lodare, ma questo vale per tutte le Associazioni culturali, per aderire occorre: " Per associarsi alla Società Numismatica Italiana è necessario compilare un modulo che può essere richiesto alla Segreteria. Ad ogni candidato viene di norma richiesta la presentazione da parte di due Soci effettivi, in regola con i pagamenti delle quote. Anche se priva di questi due nominativi, la domanda può comunque essere presentata al Consiglio, che si riserva di chiedere al candidato ulteriori informazioni." Fino qui non fà una piega. Adesso vi chiedo il perchè di una tale affermazione sopra citata. Chi sono i Numismatici? (nel vero senso del termine)? I Numismatici viaggiano insieme a gruppi di tre? (due paganti e un candidato)? Un Numismatico nel vero senso del termine è anche colui che è in regola con i pagamenti delle quote? Chi NON è un Numismatico nel vero senso del termine ( come me ) , ma presento domanda e mi viene disgraziatamente accettata, pago la quota e ...... Questa non è un attacco contro la Società Numismatica Italiana o tutte le Associazioni del settore , me ne guarderei bene, è solo per dire che non bastano quote sociali a fare i Numismatici. Prima bisogna essere Uomini.
  4. 3 points
    Grazie @Riccardo Paolucci. Come ho sempre detto e sostenuto, la vostra esperienza è una fonte preziosa, inestimabile, di conoscenza numismatica e il mio messaggio di prima non vuole assolutamente mettere in discussione ciò. Renzo, e altri su questo Forum, compiono opera preziosa di verità e sarò sempre grato di questo. Ed è vero, certamente, come la monetazione antica risulti fortemente inquinata in molti suoi rami. E ciò mi frustra in quanto piccolo collezionista che colleziona con lo spirito del custode passeggero dei nostri amati tondelli. Ciò detto, per limiti caratteriali miei, non riesco a farmi piacere una monetazione senza che si presentino una serie di combinazioni: amore per il periodo, per la civiltà o l’entità politica che ha voluto imprimere la propria identità su queste monete, curiosità per i personaggi e le circostanze. Nella mia semplicità, amo periodi storici ben definiti, ma - ahimé - pericolosi in questo campo. Studio, guardo, cerco di osservare con attenzione. Poi, magari anche col vostro aiuto, spero almeno di non farmi troppo male. Un caro saluto.
  5. 2 points
    Buongiorno Pensando di fare cosa gradita vi posto un articolo sulla "moneta vetuloniese e la circolazione monetaria tra fine III e II a.C. a Vetulonia" che potrà rimanere nel forum per le future consultazioni. Buona lettura. FOLDER-it-2013-291.pdf
  6. 2 points
  7. 2 points
    @carledo49 ci porta l'esempio per le monete del Regno d'Italia, ma fino ad ora napoli è scesa solo per alcune monete comuni [le piastre di Ferdinando II negli ultimi 20 anni sono diventantate un debito, calo nettissimo per la bassa e media conservazione, solo il FDC si è difeso un minimo]. Secondo me usciranno tante belle monete ma sono abbastanza sfiduciato nel settore quindi credo che si dovranno pagare se si vorranno acquisire. Nessuno vuol fare sconti e chi ha pagato rivuole "il suo" indietro, se non con gli interessi [o almeno quanto basta per non andare sotto coi diritti d'asta]. Insomma, forse sarebbe l'occasione di comprare ma il vero problema è sul lungo periodo: chi ci dice che il mercato si riprenderà dopo? Il numero di disoccupati cresce, la gente perde il lavoro e per molti recuperare una condizione economica ottimale non sarà semplice, la numismatica secondo me nel lungo periodo perderà altri estimatori. In breve credo che se si volesse vendere il periodo migliore era quello appena precedente all'imprevedibile crisi da covid: vendere adesso significa mirare ad un mercato che perde potere d'acquisto: in un momento di crisi e di pochi soldi/cassa integrazione, i ceti medio-bassi non penseranno agli acquisti e gli investitori credo cercheranno beni più sicuri. Vendere tra 6-12 mesi? Questo dipende da come sarà gestita la crisi economica a livello sociale e politico: se ci sarà un po' di ripresa si potrebbe tornare al mercato stabile pre-coronavirus, altrimenti si rischia di perdere ancor di più che vendere direttamente adesso. E se si volesse comprare? Reputo che i più pazienti potranno portarsi a casa materiale interessante risparmiando un po'. Riguardo la fuoriuscita di materiale più tosto non ho praticamente dubbi.
  8. 2 points
    Ricordo quando questa moneta entrò nella mia collezione. Ce la stavamo gustando online io e @ilnumismatico, che poi all'ultimo fece l'ultima offerta al posto mio. Sapeva che questa moneta mi piaceva molto e in questa conservazione e con questa patina non è roba comune. Il modulo è il classico fiorino da 29 mm per 14 gr di argento 900/. Österreich Francesco Giuseppe I d'Asburgo-Lorena (1848-1916) Fiorino Celebrazione Matrimonio, 1854, Wien Ag 900 12,4gr - 29mm - qFDC cat MO 1908, rif 145
  9. 2 points
    ho dimenticato di rispondere ahahhah.. l'elmo corinzio con il tempo divenne simbolo di aristocrazia, importanza e distinzione per il semplice fatto che farselo fare costava molto...non veniva più usato in battaglia e con il tempo era divenuto un simbolo di distinzione elitaria
  10. 2 points
    Salve, segnalo il secondo volume : https://www.edizionidandrea.com/
  11. 2 points
    Salve, Sono un ragazzo della provincia di Teramo appassionato da qualche anno di monetazione medievale, principalmente delle zecche abruzzesi marchigiane. Spero di condividere belli e costruttivi con voi altri del forum. Ringrazio l'amico @realino santone per avermi seguito fin dall'inizio per farmi immergere in questo mondo. Saluti e a presto
  12. 2 points
    @Giuseppe Gugliandolo, @Piakos capisco il vostro ragionamento ma forse lo capirei più e meglio se fossimo sul forum <Cento modi per guadagnare con le monete> o su <Soldi facili con la Numismatica>. Quello che non condivido, in questo nostro forum - ma forse sono io che sono "fuori" - è quando dici <...se la numismatica è vista come studio e passione va più che bene, ma se si vuole investire o se si crede di aver messo da parte X euro in monete...>. Rischierò forse di passare da ingenuo talebano, ma per me la Numismatica è soltanto da vedere come <studio e passione>; questo non impedisce che uno possa comprare o vendere monete, solo che questo si chiama "commercio" non numismatica. Per fare un esempio, un contadino quando coltiva la terra ed i suoi prodotti fa "agricoltura", quando la vende non fa agricoltura, fa "commercio".
  13. 2 points
    Non mi inoltro nella discussione filosofica sul senso e l'essenza della numismatica, mentre apprezzo l'immagine di Giovacchino Murat, così come l'ai vivacemente tratteggiata. Dissento invece fortemente sul fatto che la moneta da 1 franco potrebbe interessare solo l'area tra Follonica e Bolgheri (dove peraltro il Principato non arrivava) ma potrebbe interessare opulenti collezionisti lucchesi o appassionati napoleonici aretini. Sta di fatto che proviene dalla Collezione di Murray Heiserman, di Baltimora e non di Lamporecchio.
  14. 2 points
    Home Curiosità Seconda Guerra Mondiale Tra le sabbie del Sahara Tra le sabbie del Sahara Un hangar nell'oceano di sabbia. Sorprenderebbe chiunque ritrovare, imbalsamato nella sabbia del deserto del Sahara, un aereo da combattimento, conservato perfettamente (un'impresa considerando il tempo storico di esposizione), 70 anni dopo lo schianto. L'aereo in esame è un Kittyhawk P-40 della RAF, precipitato nelle mani del sergente di volo inglese Dennis Copping, che fece parte di unità combattente con base in Egitto durante la campagna del Nord Africa. Il tragico atterraggio risale al giugno del 1942 ed è precedente alle battaglie di El Alamein. Al ritrovamento ha contribuito l'isolamento di uno degli scenari più caratteristici e affascinanti della seconda guerra mondiale come l'infinita distesa del Sahara. Ambiente che ha ospitato uno scontro a dir poco provante per la resistenza umana alle condizioni climatiche particolari e uniche del bioma locale. La campagna ha segnato le sorti per il predominio dell'area del Nord Africa, concludendosi nel maggio del "43 con la resa degli eserciti dell'Asse in Tunisia e la perdita di tutte le aree di pertinenza tedesca e italiana. A scatenare una delle più ricordate offensive nel deserto, combattuta anche ad alta quota, saranno, di lì a poco, proprio le linee britanniche. Secondo la ricostruzione relativa al rinvenimento dell'apparecchio monoposto, uscito per cause ignote dalla rotta, il pilota sarebbe sopravvissuto all'incidente, trovando poi rifugio in un riparo di "fortuna". Riparo solo momentaneo, vista la lontananza dalla città più vicina (200 miglia), in un territorio morfologicamente senza risorse e molto distante dalla civiltà per poter sopravvivere a lungo. La morte sarebbe sopraggiunta, molto probabilmente, dopo un'attesa vana dei soccorsi. La scoperta, del tutto fortuita, è stata fatta da un operatore petrolifero in esplorazione in una regione remota del deserto occidentale. Dott. Riccardo Ravizza - All Rights Reserved Ruolo periti ed esperti n. VA - 748 - p.iva 03509240127
  15. 2 points
    A bere qualcosa? Ho visto cose che voi numismatici non potete nemmeno immaginare : ettolitri di rosso rubino scorrere lungo le teche dove, inorridite, riposavano monete e medaglie; bande di giovani (e meno giovani) scorrazzare per cantine e osterie spendendo migliaia di euro fior di conio; collezioni intere di sesterzi taroccati disperse in un batter di ciglia per acquistare un bicchiere di Sassicaia......
  16. 2 points
    Il convegno sta crescendo. Sicuramente le conferenze hanno atratto più persone e, da quello che mi hanno riferito (io ero incatenato al banco), sono state tutte apprezzate. Credo quindi che la strada intrappresa sia quella giusta. Ribadisco che, comunque, tutto è nelle mani dei collezionisti. Se partecipano numerosi, la cosa riesce, altrimenti si chiude. Arka Diligite iustitiam
  17. 2 points
    Salve, segnalo : https://giornaledicremona.it/attualita/eccezionale-scoperta-dagli-scavi-di-calvatone-bedriacum-il-ripostiglio-delle-monete/?fbclid=IwAR30wkSVac0oTmad11WnLnPnucFuFp4BPTpf3n5QgQVTwEUcBtBqwjc9VWU
  18. 2 points
    Comprali i libri, le opere in pdf lasciale agli sprovveduti
  19. 2 points
    Le nuove generazioni sono all'oscuro di tanti personaggi che hanno portato in alto la Numismatica italiana nel mondo. Uno di questi è Lopez Spagni che operava nei convegni commerciali più importanti e tramite i suoi periodici listini di vendita. Reggiano di nascita viveva in provincia di Verona a Santa Lucia dei Monti, una frazione di Valeggio sul Mincio. Grande conoscitore di numismatica antica e di zecche medioevali emiliane. Uomo di altri tempi, personaggio tutto di un pezzo. Se ti dava un appuntamento alle 10 dovevi arrivare alle 9.59 perchè alle 10.01 lui andava via. Memorabili alla Locanda Belvedere di Santa Lucia ai Monti i ritardi di Roland Becker alle cene che si organizzavano e lui se la cena era fissata per le 20 alle 20.01 ordinava. Un Maestro, fu lui a farmi capire un po' di numismatica greca italiana e siciliana dandomi i primi suggerimenti e consigli. Mi ricordo nella sua villa a Santa Lucia dei Monti quando si preparava per il Convegno del giorno dopo: preparava prima uno schema su carta di come disporre i plateau sul tavolo, eppoi nella cassetta disponeva i plateau nell'ordine in cui li avrebbe tirati fuori il giorno dopo esponendoli al pubblico. Bellissima la sua Biblioteca andata dispersa dopo la sua morte. Numismatici così non ne esistono più, belli quei Convegni, quelle cene, tutti i discorsi fatti con lui. Uomo di una Cultura profonda che mi ha onorato della sua Amicizia. Nella fig. 1 illustro il suo ex libris, nella fig. 2 un suo memorabile listino e nella fig. 3 un suo studio
  20. 2 points
    Ovviamente la numismatica è una parte della vita; ma ci sono anche gli affetti della famiglia (moglie, figlia, genero), gli amici, la passione politica, le serate invernali in barca a pesca di calamari, i miei due gatti, e poi Bach, Mozart, Beethoven, Bruckner, Wagner, Verdi, Bellini, Donizetti.....
  21. 2 points
    Salve, segnalo : https://www.cronacanumismatica.com/un-cavallo-di-chieti-per-carlo-viii-dalle-legende-insolite/
  22. 1 point
    Salve, 10 grana (o carlino) 1832 re Ferdinando II di Borbone, Napoli, variante con testa , stemma e caratteri delle legende grandi , è stata coniata usando il conio del dritto del 3 ducati 1832, D/ FERDINANDUS II . REX ; testa nuda ed imberbe verso destra , sotto 1832 ; R/ REGNI UTR . SIC. ET HIER ; stemma coronato ; contorno : rigato argento 2,29 gr. d : 18,5 mm Gig. 144/2 ( questo esemplare) RRR immagini da asta Nomisma 54
  23. 1 point
    Salve, segnalo : È uscito il nuovo numero di «Panorama Numismatico» (n. 360, aprile 2020). In copertina, Il denaro di Ancona dal Duecento al Quattrocento, di Lorenzo Bellesia: il Duecento è stato un secolo di profondo rinnovamento della moneta italiana e il denaro di Ancona ne fu protagonista ma la sua storia continuò anche dopo. Troverete, all’interno Per le curiosità numismatiche: Qual è stata, lungo i secoli, l’evoluzione dei portamonete? Da semplici sacchetti in stoffa o cuoio sono diventati veri e propri oggetti d’arte, arricchiti da incisioni e ricchi decori. Gianni Graziosi ne illustra molti splendidi esemplari in Eleganti contenitori per monete. Per la monetazione antica: Roberto Diegi termina, con questa terza parte, la sua indagine sui Tetradrammi alessandrini, partendo, in questa occasione, da Elagabalo fino alla Tetrarchia. Per la monetazione italiana medievale e moderna: Alberto Castellotti racconta la storia dei fiorini contraffatti da Mastro Adamo e del castello di Romena dei conti Guidi, in Appunti di numismatica dantesca. Dietro la presenza dello scudetto rappresentato su una moneta di Federico III vi può essere la figura del mercante aquilano Iacopo di Notar Nanni, come ritiene Giuseppe Gasbarro in Ipotesi di attribuzione di uno scudo araldico su un cavallo di Federico III d’Aragona ribattuto (1495-1501). Per la medaglistica: Enrico Rinaldi ha ritrovato una delle quattro medaglie speciali realizzate per gli artisti che si esibirono durante il grande concerto tenutosi a Firenze nel 1845, in Quattro medaglie Uniche. Lo Stabat Mater sconosciuto. Per le notizie varie di numismatica: Giuseppe Carucci narra Le avventure di un collezionista: il ritrovamento di una moneta da 10 rubli d’oro del 1906 e altre vicende di un appassionato di numismatica. Una rara, nuova, moneta che ricorda il nome perduto di un re britannico dei Coritani rivela anche il nome dei suoi antenati e permette una revisione radicale di come pensiamo fosse governata la sua tribù. Ne parla Chris Rudd in Trovato cucciolo smarrito. Per la rubrica I falsi monetari, Eros Marchetti illustra il 5 lire o scudo 1873 Roma. Per la rubrica Notizie dal Mondo Numismatico, si parla del nuovo numero di «AIC Magazine», la rivista di riferimento per gli appassionati di cartamoneta, ideato dall’Associazione Italiana Cartamoneta la quale ha appena pubblicato anche gli atti del Convegno culturale Charta Nummaria. Quando la carta diventa moneta, tenutosi lo scorso anno.
  24. 1 point
    Salve, segnalo : https://www.cronacanumismatica.com/lucia-travaini-ci-racconta-le-monete-di-giuda-su-rai-radio3/
  25. 1 point
    Caro @danieles1981, anche io ho una serietta uguale , entrambi abbiamo gli stessi valori e ci mancano i valori da 25 centesimi, 5 + 10 + 100 Lire. La serie viene indicata come una "Non emessa". Ancora mi mangio i gomiti per non aver preso un 2 Lire con il timbro del Battaglione di Arezzo e firma del Comandante. In pratica dovevano servire per i campi di concentramento sparsi per gli appennini, dove i prigionieri Austriaci erano addetti al disboscamento e alla lavorazione dei legnami. Come ti dicevo, ufficialmente non sono mai stati emessi, forse perchè la guerra era già finita. Al contrario la Municipalità di Bolzano ha emesso l'ultima banconota austriaca il 01-11-1918.
  26. 1 point
    Buongiorno a tutti. Questa è la prima volta che, oltre alla “presentazione” che scrivo su questo forum dove, spero di sentire le Vostre considerazioni in merito alla moneta in questione, acquistata da poco. Non conoscendo la tipologia specifica e, pertanto, i caratteri salienti che contraddistinguono i pezzi autentici sono a chiedere un vostro parere. Un grazie in anticipo. Peso 28,065 gr, diametro 39,6 circa, spessore 2,5 mm
  27. 1 point
    Ecco @carledo49 che ha suscitato la mia invidia... Dei pezzi di grandissima qualità! Complimenti
  28. 1 point
    La foto lascia intendere sia stata ripresa con luce incidente e non con luce anche riflessa. Alcune attrezzature, attraverso la presenza di una lastra di plexiglass (o vetro) permettono di avere illuminazione della moneta sia dal lato dello stativo che da quello opposto, con l'obiettivo fotografico che riprende anch'esso attraverso tale lastra. Ciò permette una illuminazione ottimale anche se tende a nascondere alcuni riflessi propri del metallo.
  29. 1 point
    Bella moneta Carlo, non lavata e come la vita l'ha circolata (poco) e come sempre interessante il tuo intervento.
  30. 1 point
    Andiamo per ordine: la moneta ha una tiratura di 510 mila unità. Per una mole del genere è abbastanza verosimile che si siano usati più conii. Andando oltre la discussione puramente accademica, esistono dei parametri ben rigidi ed indiscutibili (pur nella moltitudine di conii utilizzati) che vengono presi in considerazione nel giudizio di originalità di una moneta. Il più importante, in questo caso, è la condizione ellittica della circonferenza. A questa aggiungi i particolari dei caratteri della legenda, della corona e dei capelli. Qualunque conio si usi, questi devono avere le medesime caratteristiche. Possiamo entrare anche nel merito di piccole variazioni dovute ad eccessiva usura del conio (conio stanco), particolari specifici sottoposti ad usura da circolazione, ma i parametri standard che si prendono in considerazione non possono essere messi in discussione. In alcuni casi possiamo trovare in una moneta alcune caratteristiche differenti rispetto ad altre (varianti). Questo però implica l'utilizzo di conii differenti. Nella moneta in questione, ad onor del vero un "bel esemplare da studio", gli indicatori che vengono considerati per stabilire l'originalità tendono a far pensare ad un falso. Carlo
  31. 1 point
    salve, segnalo : Anno XIX n. 109 Gennaio/Febbraio· Solus: bronzo "testa elmata/cavallo e caduceo". Esempio in legenda di toponimo abbreviato "'K". (Alberto Campana e Valeria Perin) [3-8]. · Gaius Antonius, il fratello sfortunato di Marcus. (Antonio Morello) [9-24]· Il linguaggio delle immagini: Zeus (Giove) - Europa - Amaltea - Dione - Poseidone (Nettuno) - Asclepio (Esculapio). (Giovanni Santelli e Alberto Campana) [25-33]. · La riforma monetaria di Basilio II (Alberto D'Andrea e Andrea Torno Ginnasi) [34-46]. · ANASTATICA, inserto di letteratura numismatica.Dal De Vipera al Cagiati: la letteratura numismatica relativa alla zecca di Benevento.(Luca Lombardi) [1-8]
  32. 1 point
    Treboniano Gallo Gaio Vibio Treboniano Gallo (In latino: Gaius Vibius Trebonianus Gallus, nato a Monte Vibiano Vecchio nel 206 a.D. e morto a Terni nell'agosto 253 a.D.) è stato imperatore romano dal 251 a.D. al 253 a.D. insieme al figlio Volusiano, che Treboniano associò al suo trono insieme al figlio di Decio, Ostiliano. Il suo regno fu caratterizzato da una lunga serie di disastri, come la peste che colpì l'Impero romano per anni, le incursioni delle popolazioni barbare oltre i confini dell'impero e la perdita (secondo alcune fonti avvenuta durante il suo regno) della Siria in favore dei Sasanidi ed il saccheggio di Antiochia. Uomo di indubbie qualità amministrative, il suo programma fu impresso nella dicitura di molte monete che fece battere: Pax aeterna. Valore nominale: Sesterzio Diametro: 27,5 mm circa Peso: 17,78 gr Dritto: IMP CAES C VIBIVS TREBONIANVS GALLUS AVG, busto laureato e drappeggiato a destra Rovescio: VICTORIA AVGG,la Vittoria in piedi rivolta a sinistra, tiene nella mano destra una corona e una fronda di palma nella mano sinistra, S - C in campo Zecca: Roma Anno di coniazione: 251-253 a.D. Riferimento: RIC 125; Cohen 130; Sear 9681 Rarità: Note: (sesterzio di barra) Felice e Sereno 2020! Ave! Quintus
  33. 1 point
    Salve, segnalo : https://nomisma.bidinside.com/it/auc/52/asta-14-e-live/1/
  34. 1 point
    Auguri a @DeAritio
  35. 1 point
    Renzo, stai diventando un cinico cantore del FDC? Non solo si tratta di una delle uniche due esistenti ma è un pezzo di storia italiana e napoleonica nonchè di storia numismatica di tutto rispetto. Altro che quei patacconi in oricalco coniati in un milione di esemplari, ampiamente manipolati e taroccati che sono appetibili solo dagli ammerecani!
  36. 1 point
    Enemy Aliens, quando nei campi ci finivamo noi Pescatori, operai, muratori e falegnami: bastava essere italiano per finire in prigione 24/05/2017 8:00 AM Vincenzo Imperitura Temp Lettura articolo 4 min 0 comments Condividi l'articolo Internazionale «Sei sulla lista»: nelle settimane che precedettero l’ingresso della madre patria nella seconda guerra mondiale, gli italiani d’Australia se lo ripetevano continuamente tra di loro, quasi a sdrammatizzare i continui controlli subiti dalla polizia militare. E d’altronde era facile finire in quella «lista», bastava essere italiano, non importa se ancora solo temporaneamente residente o già naturalizzato britannico. Fascisti, antifascisti, indifferenti al regime, persino iscritti al partito comunista: in quei giorni in cui il duce preparava la rovinosa dichiarazione di guerra alla Francia e all’impero britannico, dall’altra parte del mondo, migliaia di persone che si erano ormai lasciate alle spalle la loro vecchia vita nel bel paese, diventavano d’un tratto enemy aliens, nemici stranieri. Un destino comune alle folte comunità italiane sparse per il mondo, ma che in Australia assunse caratteri impressionanti per il numero delle persone coinvolte. Se infatti negli Stati Uniti la percentuale di italo americani rinchiusi nei campi d’internamento durante la guerra si era attestata attorno al 2% dell’intera popolazione immigrata, nel quinto continente le cose erano andate in modo diverso e a finire nelle baracche costruite negli angoli più sperduti d’Australia, era stato quasi il 20% dell’intera comunità immigrata. Quasi 5 mila gli italo australiani che furono internati all’alba dell’entrata in guerra dell’Italia e fino alla fine del conflitto, in una pagina di storia quasi sconosciuta che ha lasciato profonde ferite all’interno di una comunità, quella fatta di migranti arrivati da Calabria, Sicilia, Veneto e Piemonte, che era diventata negli anni ’30 del secolo scorso l’etnia non anglosassone più numerosa del continente. Isolati nel Bush Hay, Loveday, Orange: hanno nomi innocui le località dove il ministero della guerra britannico (l’Australia era a tutti gli effetti ancora sotto il completo dominio di Londra) aveva allestito le baracche per ospitare gli enemy aliens italiani. E visto che gli “ospiti” dei campi erano ritenuti dalle autorità militari come potenziali minacce al paese (anche se tra gli internati pochissimi tra loro erano stati iscritti al partito fascista), le baracche erano state allestite il più lontano possibile dalle posizioni considerate strategiche. E così migliaia di persone (quasi tutti uomini, tra loro anche diversi anziani) furono sbattuti ai quattro angoli del continente: alcuni nelle praterie desolate del New South Wales orientale, altri nelle aree pluviali del Queensland, altri ancora, i più sfortunati, nei deserti di sabbia e roccia nel centro geografico del continente. Per finire dentro bastava pochissimo: avere fatto il militare, avere un parente fascista, anche la semplice delazione dei vicini di casa. D’altronde l’Italia era ufficialmente un paese belligerante e quelli che per gli australiani un tempo erano i propri vicini di casa, erano diventati, di colpo, potenziali agenti nemici. La categoria lavorativa più colpita fu quella dei pescatori (le autorità militari temevano l’invasione dal mare e i pescherecci d’altura con equipaggi italiani erano considerati potenziali “cavalli di troia” per introdurre nel paese armi e spie) ma nei campi finirono moltissimi operai, muratori e falegnami: a molti di loro, soprattutto dopo l’armistizio, fu chiesto in cambio della liberazione dai campi, di diventare forza lavoro in quei settori considerati strategici per il tempo di guerra. E se i campi destinati ad accogliere i prigionieri di guerra (in Australia finirono molti soldati italiani fatti prigionieri dagli inglesi durante la campagna d’Africa) erano gestiti con il rigore che ci si aspetta, le condizioni nelle baracche degli enemy aliens, erano in alcuni casi anche più pesanti. Circondati da muri e filo spinato, e sorvegliati dalla polizia militare, i nemici stranieri rimasero isolati dal resto del mondo fino alla fine della guerra, anche se con la firma dell’armistizio nel settembre del ’43, le maglie delle autorità militari britanniche si fecero un pò più larghe e a molti fu consentito di lasciare i campi. Il ritorno a casa Quando, nella primavere del 1945, l’esercito statunitense aveva ormai ricacciato indietro l’impero nipponico, il pericolo d’invasione del continente da parte dei giapponesi era diventato un lontano ricordo, e i campi destinati agli enemy aliens vennero via via smantellati dalle autorità militari. Gli internati fecero ritorno alle loro vecchie vite (molti di loro, dopo il durissimo periodo nei campi, decisero di tornare in Italia) e negli anni immediatamente successivi al conflitto, il ricordo dei muri e del filo spinato che tenne migliaia di italo australiani lontani dai propri affetti per tutta la durata della seconda guerra mondiale, si affievolì quasi del tutto. Il tempo (e un particolare senso di vergogna da parte delle autorità australiane, che pochissimo hanno fatto per mantenerne la memoria) ha ormai cancellato quasi ogni riferimento a quei campi di prigionia, dove per cinque anni, a migliaia di lavoratori italiani senza colpe particolari, vennero sospesi diritti civili e di cittadinanza, sacrificati sull’altare di una guerra straziante che aveva trasformato normali pescatori, muratori, ciabattini e agricoltori, in pericolosi enemy aliens. @vimp1
  37. 1 point
    Marco Aurelio Marco Aurelio Antonino Augusto (in latino Marcus Aurelius Antoninus Augustus; nato a Roma il 26 aprile 121 a.D. e morto a Sirmio il 17 marzo 180 a.D., meglio conosciuto semplicemente come Marco Aurelio, è stato un imperatore, filosofo e scrittore romano. Su indicazione dell'imperatore Adriano, fu adottato nel 138 a.D. dal futuro suocero e zio acquisito Antonino Pio che lo nominò erede al trono imperiale. Nato come Marco Annio Catilio Severo (in latino Marcus Annius Catilius Severus), divenne Marco Annio Vero (in latino Marcus Annius Verus), che era il nome di suo padre, al momento del matrimonio con sua cugina Faustina, figlia di Antonino, e assunse quindi il nome di Marco Aurelio Cesare, figlio dell'Augusto (in latino Marcus Aurelius Caesar Augusti filius) durante l'impero di Antonino stesso. Marco Aurelio fu imperatore dal 161 a.D. sino alla morte, avvenuta per malattia nel 180 a.D. a Sirmio secondo il contemporaneo Tertulliano o presso Vindobona. Fino al 169 a.D. mantenne la co-reggenza dell'impero assieme a Lucio Vero, suo fratello adottivo nonché suo genero, anch'egli adottato da Antonino Pio. Dal 177 a.D., morto Lucio Vero, associò al trono suo figlio Commodo. È considerato dalla storiografia tradizionale come un sovrano illuminato, il quinto dei cosiddetti "buoni imperatori" menzionati da Edward Gibbon. Il suo regno fu tuttavia funestato da conflitti bellici (guerre partiche e marcomanniche), da carestie e pestilenze. Marco Aurelio è ricordato anche come un importante filosofo stoico, autore dei Colloqui con sé stesso (Τὰ εἰς ἑαυτόν nell'originale in greco). Alcuni imperatori successivi utilizzarono il nome "Marco Aurelio" per accreditare un inesistente legame familiare con lui. Valore nominale: Sesterzio Diametro: 30,5 mm Peso: 25,71 gr Dritto: M ANTONINVS AVG - TR P XXVIII , busto laureato drappeggiato e corazzato a destra Rovescio: IMP VI - COS III, Iuppiter seduto a sinistra, tiene una vittoria nella mano destra ed un lungo scettro nella sinistra, S - C in campo Zecca: Roma Anno di coniazione: 174 a.D. Riferimento: RIC.1098, Cohen 252, BMC/RE.1470, SIR.109 Rarità: R1 Commenti? Grazie a tutti. Ave! Q.
  38. 1 point
    No a questa non interverrò, ma nel prossimo numero del magazine dovrebbe esserci un mio articolo.
  39. 1 point
    Se mi è concesso, vi carico due foto della moneta_
  40. 1 point
    Anche se in ritardo tanti auguri di buon compleanno @Riccardo Paolucci
  41. 1 point
    Cari amici delle antiche e di Roma in particolare...ecque qua Dall'asta Bertolami London di dopo domani 11 luglio... osservate e buon divertimento estetico per codesto monumento.
  42. 1 point
    Nei post precedenti mi rendo conto di aver evidenziato solo gli aspetti negativi del principe Giovan Battista. Per fare ammenda riporto ora un particolare toccante che rimette la personalità del principe sotto una luce diversa. Nel 1697, sempre nel tentativo di risollevare l'economia del Principato, viene stampata, sempre sulla scia della monetazione di Cosimo III per Livorno, una moneta da mezzo tollero che presenta due particolarità estremamente rilevati e assai poco comuni nella monetazione coeva; infatti al rovescio presenta lo stemma della Comunità di Piombino (due fortezze sul mare). Ma la vera particolarità è nello stemma al dritto che presenta uno scudo partito con gli scudi Ludovisi (a sn) e della moglie Marina marchesa d'Aytona (a ds). Niente di particolare dunque? Solo apparentemente, visto che nel 1697 Giovan Battista è sposato con la seconda moglie, Anna Maria Arduino, principessa di Palizzi e la prima moglie era morta nel 1664. Insomma un omaggio e un atto d'amore del buon Giobatta alla moglie defunta. Insomma, puttaniere, dissipatore di fortune ma anche romanticone ante litteram... La moneta, unico esemplare conosciuto, si trova al British Museum.
  43. 1 point
    Negli ani 80 e 90 tutto era ancora un'altra cosa... e negli anni 50...60 meglio ancora.
  44. 1 point
    Il miglior ritratto di Pescennio Nigro che io abbia mai visto è quello di un denario venduto nel 2001 dalla TKALEC LTD (lotto 301 dell'asta del 19 febbraio 2001). Questo è il Pescennio... Stessa asta, lotto successivo, Un ritratto di Clodio albino stupendo... Ave! Quintus
  45. 1 point
    La presente discussione è sottoposta a copyright http://www.copyrighted.com/copyrights/view/agjf-1qel-0axa-zfzj In questo topic cercheremo di rendere note monete napoletane inedite, poco conosciute comprese le varianti di conio, già passate e che passeranno per le prossime aste numismatiche. Per una futura pubblicazione sulla monetazione credo che rimarrebbe un servizio utile. Solo un breve ammonimento sono logicamente ben accette tutte le notizie che riguardano le monete postate, con i dovuti riferimenti ma Vi prego già da ora di evitare di discorrere sui prezzi delle aste in corso. Riporto un elenco delle monete inedite e di grande rarità che sono oggetto di questo topic. L'elenco verrà aggiornato ogni volta che una moneta rara ed inedita apparirà in questa discussione: ELENCO GENERALE : - Filippo IV (1621 – 1665) mezzo ducato datato 1622 (unica data conosciuta) : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12523 - Mezzo ducato con la sigla IAF davanti al volto http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12550 - Piastra di Ferdinando I 1818 con 8 su 9 : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12553 - Tarì inedito del 1623 di Filippo IV : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12691 - Inedito: http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12695 - Carlino 1707 di Carlo VI: http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12700 - Carlino di Filippo II con al rovescio DEFENSOR FIDEI invece del corretto FIDEI DEFENSOR : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12762 - Carlino 1730 di Carlo VI con una sola G : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12779 - Carlino 1731 con il valore sul Rovescio * G : X : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12789 - Tarì di Filippo II, PR 27: http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12794 , http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12796 - Carlo V d'Asburgo - Doppia da 2 Scudi sigla A : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=12888 - Sestino coniato durante la reggenza della regina Giovanna, la legenda LETICIA POPULI non inizia ad ore 12 del dritto della moneta: http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=13222 - Filippo II di Spagna, 1554-1598. Carlino sigle IAF/G. : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=15182 - Carlino di Filippo II di Spagna "DEFENSOR FIDEI: http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=15394 - Inedito Tornese : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=15231 - Coronato inedito SICILI : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=15428 - Coronato inedito : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=15555 - Rarità: http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=15611 - Rarità : http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/?p=15622 Si parte: Filippo IV (1621 – 1665) Mezzo Ducato datato 1622 (unica data conosciuta), tre esemplari presenti in totale nel Corpus Vol. XX, moneta estremamente rara (categoria R4), Sigla MC/C dietro la testa - Corpus manca - P.R. manca Il pezzo e apparso alla 5^ Asta Artcoins in data 14 maggio 2012 lotto 952. E’ una moneta che avrei comprato senza pensarci nemmeno due volte, se non ricordo male mi sembra che ne parlai con Fabrizio (IlN) … ma non avevo soldi, purtroppo, la base era molto ma molto buona, rimasta invenduta; un paio di mesi dopo l’asta convinsi un mio carissimo amico a comprarla, solo per la gioia di vederla in mani conosciute per studiarla, ma contattata l’asta il prezzo richiesto dal venditore era raddoppiato………e comunque sia credo che ne vale ancora di più.....errori da "ragazzi" Attualmente non conosco il possessore ma vi assicuro che questa è una moneta che la si vede una sola volta. Visto il periodo trattato l’amico Layer potrebbe anche commentare.
  46. 1 point
    Spero di fare cosa gradita allegando il mio lavoro PAOLUCCI_-_BIBLIOFRIULI.doc
  47. 1 point
    Lo so, adesso vi starete chiedendo: ma Pietro che fa.....ha abbandonato le monete e si è messo a collezionare/studiare le medagliette ? Premesso che non colleziono e che le monete, almeno se non spuntano fuori grossissime novità e/o studi a riguardo, sono grossomodo già delineate e riportate......il meridione non era solo moneta sovrana circolante. Accompagnato al denaro/la moneta, o meglio alla risorsa finanziaria, con il quale si effettuavano scambi, si compravano merci e il "pane quotidiano" per sopravvivere ecc ecc. vi erano numerosissime altre attività, per lo più sempre autorizzate dai sovrani di turno, sia esse legate alla devozione sia a circoli, aggregazioni, istituti, accademie, collegi e via discorrendo che sono state rappresentate, o meglio tramandate, su di un altro oggetto metallico.....che è la medaglia; un prodotto artistico ideologico frutto di una civiltà e di una cultura che esalta l'individuo singolo o come detto prima, più persone......e con il desiderio di perpetuare nel tempo le proprie gesta. Il Ricciardi, il Siciliano e il D’Auria per ultimo hanno riportato e catalogato numerosissime medaglie….ma tutte esclusivamente legate ai sovrani della città di Napoli, al periodo dell’occupazione francese e dei sovrani borbonici……….e tutte le altre ? Già in collaborazione con Francesco nel Bollettino nr. 2 del Circolo Numismatico Partenopeo abbiamo dato una bella “lucidata” a tutte le attività che i sovrani borbonici e francesi (Gioacchino Murat) hanno messo in atto nella Napoli fino alla prima metà dell’ottocento e di cui non si è mai scritto nulla…….ma, secondo Voi, tutte queste attività terminarono con il sopraggiungere dell’Unità d’Italia ? ….. no, mi spiace….e allora, come mai non se ne parla o meglio non se ne mai scritto ? ….. è vero, i libri di Storia ci hanno anche raccontato una realtà diversa di come si è giunti all’Unità d’Italia nella parte meridionale di essa…..ma non far emergere ciò che la città di Napoli continuò a svolgere anche durante il periodo Savoiardo….bhè, sembra essere un qualcosa di non concepibile……eppure, gli artisti, scrittori e chi più ne ha ne metta….erano lì….e continuavano a svolgere il loro lavoro. Io in questo periodo mi stò dedicando proprio a questi studi….anche se, a discapito, sembra che una documentazione idonea sia difficile da ricercare….ma c’è la farò. Detto questo, non Vi meravigliate, se ogni tanto insisto su questi temi….ma lo faccio, soprattutto, per renderVi partecipi (per chi è appassionato alla storia del sud) di questi avvenimenti. PM @Layer@Lugiannoni @Admin@Piakos
  48. 1 point
    Sanni scusami ma ti devo correggere il MIR lo riporta al nr. 328 così come lo riporta il PR al nr. 21 è il Corpus a non riportarlo. Daccordo con te sulle Rarità.
  49. 1 point
    Almeno R2 se non anche 3 ......... Fabrì :)posta il tuo Carlino e lascialo in questo topic; non ricordo bene, ma non è per caso lo stesso che ha postato Sanni ?
  50. 1 point
    La seconda moneta del regno di Napoli in cui venne incisa la cornucopia è il Tornese di Filippo II Nel 1573 Filippo II (1554-1598), dopo una sospensione nella coniazione di questo nominale, riprese la coniazione del Tornese facendone coniare un tipo di grande modulo; il Tornese in questione, ha un diametro di millimetri 29; non si conosce però il peso ufficiale di questa moneta; si presuppone che potesse pesare 8 Trappesi = grammi 7,128.
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