I Migliori Utenti


Gli interventi più apprezzati

Mostra i contenuti con più mi piace fino al 16/01/2017 in tutto il forum

  1. 6 points
    Reale Presidio

    I QUATTRINI DEI REALI PRESIDI DI TOSCANA

    Segnalo, anche in questa sezione, la pubblicazione, da parte dell'Editrice Diana, dei miei studi sui quattrini emessi sotto Ferdinando IV per i territori toscani del Regno di Napoli, i Reali Presìdi di Toscana. Dalla quarta di copertina: "Lo Stato dei Presìdi (1557-1801) fu un’entità statale unica ed irripetibile nel panorama storico-politico italiano. Enclave istituita da Filippo II di Spagna per garantire un approdo sicuro alle sue navi e comprendente le piazzeforti maremmane di Orbetello, Porto Ercole, Talamone e, dal 1603 Longone all’Isola d’Elba, seguì, per quasi 250 anni, le sorti della corona spagnola prima e del Regno di Napoli poi, fino all’annessione al napoleonico Regno d’Etruria. Territori di confine tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, porti militari e commerciali, nei presìdios transitavano merci e mercanti italiani e stranieri e vi circolavano monete e valute di ogni tipo. Solamente nel 1782, regnante a Napoli Ferdinando IV di Borbone, si decise di emettere una serie monetale in rame, nei tagli da quattro, due e un quattrino, destinata espressamente alla circolazione nei territori dei Reali Presìdi di Toscana. L’autore, dopo un’ampia premessa storica, dove ripercorre la genesi della nascita dello Stato dei Presìdi e ne delinea il quadro sociale ed economico, illustra gli aspetti connessi alla monetazione, soffermandosi, in particolare, sulla questione della coniazione dei “quattrini” e affrontando le problematiche prettamente numismatiche: i motivi alla base della loro coniazione, la tipologia, le varianti, gli esemplari reimpressi, la classificazione nelle fonti e nella letteratura numismatica, chiudendo con una catalogazione riepilogativa aggiornata e, in appendice, un’ipotesi sulla tiratura dei pezzi emessi, sulla base degli studi dei documenti consultati." Per info: www.classicadiana.it
  2. 6 points
    Spoudaios

    IL FUTURO PER LA NUMISMATICA DA COLLEZIONE...esiste in italia?

    Faccio anche io una capatina qui per dire la mia modestissima opinione. Non intendendomi di monete nostrane strictu sensu, faccio un paio di considerazioni generali per poi cercare di scendere nel particolare. Sono un "novizio" della numismatica, ma è ormai un po' di anni che ho a che fare (da studente prima, dottorando poi, lavoro oggi) con l'economia. Senza dilungarmi, la scienza economica è basata sull'idea di mercato fondato sullo scambio. Da questo punto di vista e da quello che leggo da voi, il mercato numismatico sembra seguire in maniera abbastanza approssimativa la solita dinamica di domanda e offerta. Questo è stato già detto, ma vorrei aggiungere il concetto di elasticità della domanda ed elasticità dell'offerta. Queste due si possono esprimere in relazione rispetto a diverse grandezza, ad esempio il prezzo. Facendola breve, con l'elasticità della domanda rispetto al prezzo si indica la variazione (spesso espressa in percentuale) della domanda di un bene rispetto alla variazione di prezzo. Se il prezzo delle patate si alza dell'1%, in che percentuale diminuisce (o aumenta) la domanda di patate? L'offerta presenta dinamiche simili. Ora, nella numismatica, eccezion fatta per alcuni settori (monete euro), l'offerta è detta inelastica. Ovverosia? Il bene commerciato (antiche? Non solo, gli histamena si producono più? e i tornesi?) non si produce più dunque alle variazioni di prezzo, la quantità offerta rimarrà la medesima (per definizione). La dinamica del prezzo, dunque, si concentra tutta (o quasi) sulla domanda. E la domanda come si forma? Preferenze, d'accordo, ma soprattutto reddito. Ed è quindi all'elasticità della domanda rispetto al reddito che dobbiamo guardare. Traduciamo: in che percentuale varia la domanda del bene "monete" rispetto ad un incremento (o decremento) percentuale del reddito? La risposta ce l'abbiamo già: le monete sono un bene di lusso e i beni di lusso hanno una domanda estremamente elastica rispetto al reddito. Cosa significa? Che se il reddito aumenta (diminuisce) dell' 1%, la domanda di quel bene aumenta (diminuisce) in maniera più che proporzionale (maggiore dell'1%). Il collezionismo numismatico in Italia, dunque, è a rischio estinzione? No, dubito che la numismatica finisca come, ad esempio, la filatelia perché, rispetto a quest'ultima, chi vi partecipa è, in media, spinto da motivazioni (passione, investimento) più alte e "resistenti" agli shocks. La filatelia, difatti, era estremamente popolare, ma spesso racchiusa in una dimensione "domestica". E' la numismatica nostrana in crisi? Probabile, il portafogli si restringe e la domanda, in media, diminuisce in maniera più che proporzionale. E in Italia stanno scomparendo intere categorie professionali, figuriamoci di collezionisti. Poi le conservazioni hanno certamente elasticità diverse, ma per il semplice motivo che chi vi accede ha portafogli diversi. Il piccolo-medio collezionista, che si è sempre magari rivolto al BB, qSPL, avrà una sua domanda rispetto al reddito per il bene "monete" più elastico di quello dell'1% più benestante della popolazione. E questo gli addetti lo sanno. Ed ecco che si stucca, ritocca, ripatina il bel sesterzio. Piccola parentesi: Poi perché tanto accanimento sulle romane ce lo può spiegare @Piakos, ma essendo beni internazionali vi può essere anche un involgarimento dei gusti collezionistici (sempre in media) di mezzo, anche se inizia a circolare una domanda che chiede "untouched" o quasi. Rimane poi l'appetibilità delle monete (le classiche si vendono ovunque, verissimo, ma l'offerta è più che abbondante) nei diversi periodi e l'attenzione di diverse figure presenti in questo strano mondo numismatico (trafficanti, traffichini, trafficoni...). Su questo e altri argomenti, però, io ho solo da imparare e voi tutti tanto da insegnarmi. Vi leggo e perdonate il tedio della lunga esposizione.
  3. 6 points
    Alberto Varesi

    IL FUTURO PER LA NUMISMATICA DA COLLEZIONE...esiste in italia?

    Vero quanto dice l'amico Renzo, @Piakos, la numismatica di medio o basso livello, quella dello spl e del bb o meno, vive da alcuni anni un periodo nero, con prezzi evidentemente ridimensionati che ora sono allineati a quelli di 20 anni fa. questo è dovuto, a mio avviso, principalmente a 2 fattori: 1- la crisi economica, che di fatto ha spazzato via i collezionisti con un portafogli meno capiente, i quali oggi hanno come pensiero fisso il cercare di arrivare a fine mese e non certo le monete 2- il cambiamento di rotta del mercato, orientato sempre più verso le alte conservazioni. I collezionisti di oggi puntano ad avere in collezione pochi pezzi, per giunta per tipologia, ma di altissima conservazione, mentre un tempo le collezioni erano più vaste e si ricercavano anche i millesimi. Credo che la zecca di Genova possa essere un esempio valido.... siamo nella civiltà dell'immagine, amava dire mio padre, dove conta più l'apparire dell'essere, dove ha più importanza la forma, del contenuto. La numismatica sembra si sia adeguata a questi nuovi standard dove è "in" il fdc, l'eccezionale, dove ci si strappa i capelli e si sborsano fior di soldoni per un ms65 al doppio di un ms62 (tradotto, fdc vs q.fdc) studiosi ? Certo, se prendiamo il panorama odierno e lo raffrontiamo con quello della fine '800 o prima metà del '900 il risultato appare deludente; la quasi totalità dei collezionisti (ma anche molti commercianti) dell'epoca erano anche studiosi di rilievo (Promis, Vitalini, Gnecchi, Cagiati ecc) mentre oggi solo una minoranza dei collezionisti (e dei commercianti) approfondisce la materia. Però nuovi libri ed articoli vedono ancora la luce, nonostante vi sia sempre meno di nuovo da dire. Le normative....tasto dolens.... Le leggi italiane, o meglio la loro nefasta interpretazione ed applicazione, hanno di fatto decimato il numero di collezionisti del settore (parlo di greche e romane) Risultato ? Le monete provenienti da scavi illeciti continuano a prendere la via dell'esterro, come è sempre stato. un panorama non certo esaltante, concordo, ma da qui ad intonare il requiem direi che - fortunatamente - ne passa. un saluto alberto
  4. 5 points
    Spoudaios

    Una patrimoniale sulle monete in arrivo nella Manovra del Governo?

    Sono d'accordo con Renzo, anche se le motivazioni dietro ad un simile pasticcio non vanno ricercate nella natura del popolo italiano. Per due motivi: il primo è che diffido sempre delle argomentazioni "antropologiche" per spiegare i fatti politici. La qualità media della classe politica è inadeguata in diversi paesi e non distinguerei fra viziosi e virtuosi per questo. Se in più vi aggiungiamo la fallacità delle regole di gioco per la selezione della classe dirigente, il riflesso dei governati sui governanti appare ancor più opaco. Il secondo è che la spiegazione più probabile per un simile articolato è la ricerca di soldi da parte della finanza pubblica per finanziare misure appetibili in campagna elettorale. Tutto qui. Non è un periodo come un altro, rammentiamo che siamo a fine legislatura. A qualcuno sarà venuta l'idea di tassare le vendite antiquarie, perché magari ha sentito la notizia di una moneta o di un quadro venduti in Italia a Tot mila euro. Successivamente, uno (o più) dirigenti avranno incaricato i tecnici dei diversi Ministeri coinvolti a fare stime di gettito recuperato, numero di potenziali persone colpite e via discorrendo. E la frittata è fatta. Con poche, grandi, transazioni si immagina un gettito di tot Milioni (non conosco numeri, né dettagli, ma ipotizzo possa essere andata così). Ovviamente, né i tecnici, né i dirigenti responsabili dell'indirizzo politico su indicazione del /i Ministro/i possono sapere che una siffatta legge favorirà il sommerso e saranno poche transazioni di rilievo a finire nella ghigliottina. La gente non venderà o venderà in canali diversi da quelli ufficiali delle Case d'Asta, provocando nocumento anche a queste ultime. Consideriamo poi il potenziale "combinato disposto" - passatemi il termine - con l'inasprimento delle pene e la discrezionalità previste nel DDL in discussione in Commissione Senato. Da una parte, la fiscalità potrebbe favorire il sommerso, dall'altra aumenta il rischio e la sanzione per chi non dovesse rivolgersi a canali ufficiali. Chissà come andrà a finire a livello sistemico. Per quanto mi riguarda, quando a 17 anni mi avvicinai alla numismatica, persone più grandi di me mi risposero di non contrarre il morbo, perché vizio costoso, da spendaccioni annoiati, da tener distante come il gioco d'azzardo e il fumo. Diedi loro ascolto e mi allontanai. Feci un errore perchè la numismatica è molto di più e ho volutamente contratto il morbo qualche anno fa e con non poche soddisfazioni. Ciò detto, sono pronto ad allontanarmene, a rendermi partecipe del generale depauperamento culturale, più pericoloso di quello materiale e pecuniario, se questo impianto legislativo dovesse passare. Quello che ho me lo porto nella tomba o lo lascio agli eredi, sperando che questi non siano tanto disperati dal vendere pagando il 16%, 20%, 35%, 40% di tasse sul ricavo. Smetterò di collezionare e coltiverò altre passioni magari più mondane: potrei divertirmi con un certo masochismo ad infliggermi una cultura calcistica a base di pizza e birra sul divano, conoscendo a memoria non il Misopogon di Giuliano (che c'entra con la numismatica? C'entra, c'entra...), ma la formazione della squadra del cuore e il modulo preferito dell'allenatore di turno. Ad un certo punto, in un siffatto Paese, è meglio che Sansone muoia con tutti i filistei.
  5. 5 points
    Reale Presidio

    I QUATTRINI DEI REALI PRESIDI DI TOSCANA

    L’EDITRICE DIANA, Associazione Culturale Italia Numismatica Presenta: RICCARDO MARTINA I quattrini dei Reali Presìdi di Toscana Lo Stato dei Presìdi (1557-1801) fu un’entità statale unica ed irripetibile nel panorama storico-politico italiano. Enclave istituita da Filippo II di Spagna per garantire un approdo sicuro alle sue navi e comprendente le piazzeforti maremmane di Orbetello, Porto Ercole, Talamone e, dal 1603 Longone all’Isola d’Elba, seguì, per quasi 250 anni, le sorti della corona spagnola prima e del Regno di Napoli poi, fino all’annessione al napoleonico Regno d’Etruria. Territori di confine tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, porti militari e commerciali, nei presìdios transitavano merci e mercanti italiani e stranieri e vi circolavano monete e valute di ogni tipo. Solamente nel 1782, regnante a Napoli Ferdinando IV di Borbone, si decise di emettere una serie monetale in rame, nei tagli da quattro, due e un quattrino, destinata espressamente alla circolazione nei territori dei Reali Presìdi di Toscana. L’autore, dopo un’ampia premessa storica, dove ripercorre la genesi della nascita dello Stato dei Presìdi e ne delinea il quadro sociale ed economico, illustra gli aspetti connessi alla monetazione, soffermandosi, in particolare, sulla questione della coniazione dei “quattrini” e affrontando le problematiche prettamente numismatiche: i motivi alla base della loro coniazione, la tipologia, le varianti, gli esemplari reimpressi, la classificazione nelle fonti e nella letteratura numismatica, chiudendo con una catalogazione riepilogativa aggiornata e, in appendice, un’ipotesi sulla tiratura dei pezzi emessi, sulla base degli studi dei documenti consultati. INDICE: PRESENTAZIONE del Sindaco di Orbetello, Andrea Casamenti PREFAZIONE di Pietro Magliocca INTRODUZIONE Cap. I - LO STATO DEI PRESIDI 1. Genesi dell’enclave spagnola in Maremma 2. Il periodo spagnolo (1557-1707) 3. I Presìdi nella storia: l’assedio di Orbetello (1646) e le battaglie per Porto Longone (1646; 1650) 4. Il periodo borbonico (1734-1801) Cap. II- LA MONETAZIONE DELLO STATO DEI PRESIDI 1. La circolazione monetaria 2. I quattrini di Ferdinando IV 3. Per un aggiornamento del Corpus Nummorum Italicorum 4. Le ribattiture Cap. III-IL CATALOGO APPENDICE La tiratura del 1782 e del 1798 calcolata sulla base dei documenti del Circolo Numismatico Napoletano BIBLIOGRAFIA A breve disponibile su http://www.classicadiana.it/ che ringrazio di cuore per la fiducia accordatami e per aver creduto in questo progetto!
  6. 5 points
    bubbolo

    IL FUTURO PER LA NUMISMATICA DA COLLEZIONE...esiste in italia?

    @Alberto Varesi e altri... Sui tulipani avevo letto e salvato un articolo (non ricordo dove pubblicato) che si riferiva alla ben nota vicenda di una banca ( la B minuscola è voluta). Ve lo passo quì : Le speculazioni finanziarie sui derivati non sono affatto una invenzione tecnologica, ingegnosamente scoperta dagli analisti finanziari americani, bensì sono un’idea finanziaria del Monte dei Paschi di Siena, che si è espressa 375 anni fa e che allora portò l’Europa alla catastrofe, seminando miseria, povertà e fame. Nei primi decenni del ‘600, grazie all’eccitazione mercantile dovuta alla scoperta dell’America e all’introduzione sui mercati europei di ingenti quantitativi di oro, argento e derrate alimentari, provenienti dal nuovo continente in via di spoliazione, gli europei creano “la borsa valori delle merci e dei preziosi” di cui Amsterdam diventa il centro propulsore. Il Monte dei Paschi di Siena, la più solida e antica banca europea (fondata nel 1472) diventa il più forte istituto di credito finanziario dell’epoca, luogo di incontro della finanza vaticana e delle rendite finanziarie delle oligarchie aristocratiche europee che lì si incontrano per scambiarsi i loro titoli e creare le grandi rendite patrimoniali europee. Nel 1593, il Monte dei Paschi di Siena finanzia Johannes Van Bommel, un grande mercante dell’epoca, il quale importa dalla Turchia i bulbi di tulipano, investendo nella loro coltivazione. Qualcosa di inspiegabile però accade. Anche se da allora sono trascorsi 400 anni, seguita a rimanere un mistero della mente umana. I tulipani diventano ben presto una specie di feticcio della neo-nata classe borghese mercantile, dando vita a una gigantesca febbre collettiva che invade tutta l’Europa. Gli storici e gli antropologi inglesi hanno addirittura coniato il termine “tulipomania” parola che, da qualche anno, indica una specie di malattia dello spirito che porta gli individui a speculare in borsa su “qualcosa di evanescente che non esiste”. Poco a poco, in tutto il continente si diffonde la mania dei tulipani che diventano ben presto un vero e proprio social status. Dovunque, da Lisbona fino a Roma, da Glasgow fino alla lontana Varsavia, gli europei si gettano nell’investimento di azioni dei bulbi di tulipano e in tutto il continente si aprono agenzie di cambio locale, gestite in appalto dal Monte dei Paschi di Siena. Al mattino si apre la contrattazione ad Amsterdam e alle 15 partono a cavallo i corrieri con i risultati del giorno, attraversando tutta l’Europa per andare a negoziare i titoli nelle diverse capitali. Ben presto, l’Europa comincia a diventare piccola e le capitali entrano in veloce contatto tra di loro, dando vita alle prime società di trasporto continentali. Nel 1605 la domanda di bulbo di tulipano raggiunge livelli vertiginosi. Vengono attribuiti nomi curiosi e strani ai bulbi e le famiglie di possidenti investono ingenti quantità di denaro su questo fiore. Nel 1623, un certo bulbo di tulipano, di un colore magari raro, arriva a costare il corrispondente di oggi di circa 50/70 mila euro. Il record viene toccato dal “semper Augustus” che viene scambiato nel 1630 per la cifra vertiginosa di 100.000 fiorini, pari a 250.000 euro odierni. In quell’anno, un certo Messer Cucinotti, ragioniere plenipotenziario di Monte dei Paschi di Siena nella sede di Amsterdam ha un’idea che seduce l’intera Europa: “la speculazione sui derivati finanziari” che lui inventa e codifica, in uno splendido testo di follia delirante finanziaria (si trovano i testi dell’epoca nella “Biblioteca pelagia di parte guelfa” a Firenze) con il termine “commercio del vento” o altrimenti detto “commercio finanziario delle nuvole”. Il Monte dei Paschi di Siena stampa dei contratti di assicurazione sul titolo dei bulbi e poi li assicura presso una loro filiale a Londra, la quale ne rivende –a prezzo maggiorato- il potenziale profitto di lì a sei mesi. Chi acquista quel titolo, lo rivende a un altro prezzo maggiorato e così via dicendo, per cui uno stesso titolo di possesso di un bulbo tocca il record nel 1632 di 186 proprietari della stessa azione a prezzi completamente diversi: la stessa azione vale 1 oppure 8 oppure 75 a seconda di quando è stata acquistata e da chi. La banca senese dà prestiti per acquistare bulbi di tulipano e raccoglie in garanzia proprietà immobiliari e terre coltivate, creando una massa finanziaria speculativa che nel dicembre del 1635 raggiunge una cifra pari a 15 volte l’intera ricchezza reale europea. Finchè alla fine del 1636 alcuni aristocratici, bisognosi di danaro in contanti per finanziare spedizioni navali o costruirsi un castello cominciano a vendere e si arriva al 9 febbraio del 1637 quando l’ondata di vendite si abbatte sul mercato provocando la più gigantesca catastrofe finanziaria che sia mai stata registrata nella storia. Il tutto avviene a una velocità inusitata per quei tempi, in pochissime settimane. E il mercato dei tulipani crolla. Migliaia e migliaia di famiglie si trovano sul lastrico perché il Monte dei Paschi di Siena attraverso le guardie reali olandesi requisisce le loro proprietà immobiliari date in garanzia per titoli di bulbi di tulipano che sulla carta valgono milioni ma che in realtà sono carta straccia. Nel solo mese di giugno del 1637, nella città di Amsterdam 15.000 persone sono travolte dal dissesto. La città di Arnheim diventa un enorme cimitero e così la città di Hannover, di Besancon, la lontanissima L’vov al confine tra la Polonia e l’Ucraina. L’Europa è travolta dal crollo della finanza sui derivati. Le famiglie rovinate abbandonano le loro terre che rimangono incolte provocando penuria e carestia nella popolazione. Nasce così la immensa ricchezza patrimoniale del Monte dei Paschi di Siena, che riesce a non fallire grazie all’intervento del Vaticano che accordandosi con il re d’Inghilterra dichiara “diabolici” i contratti stipulati dagli aristocratici di mezza Europa. Confisca i beni dati in garanzia, identificati come “oggetti del diavolo”, di cui diventa legittima proprietaria.
  7. 5 points
    f.dc

    TESI DI LAUREA

    Vedo, nella sua essenziale semplicità, una bellezza straordinaria in questo topic. Una passione senza condivisione è vuoto pneumatico. La condivisione della conoscenza diventa Cultura e patrimonio per tutti. Il mio augurio alla nostra Amica per l'esito dei Suoi studi e la mia sincera ammirazione per Cliff. Chiedo scusa ad entrambi per l'improvvida intrusione.
  8. 5 points
    f.dc

    Isole Ionie

    In questa breve discussione c'e' l'essenza della peculiare bellezza della nostra passione. Non è questione di mettere insieme "pezzi", ma capirne ragioni, contesto, simboli, senso "grafico" (iconografia, epigrafia, paleografia) e artistico. E, sopra tutto, la modestia del collezionista ( o studioso) che, nell'approccio al materiale, e' consapevole dei propri limiti, che esistono sempre e per tutti, nessuno escluso, e accetta di superare le proprie ipotesi quando un'alternativa piu' plausibile - o semplicemente vera - emerge, rendendosi ricchezza per tutti. La mia ammirazione piu' profonda a @dearitio , l'uomo prima del collezionista, che sa offrire simili insegnamenti senza che, mai, si avverta la cattedra. Spero che sia esempio e spunto di riflessione per molti, tanti, parrucconi e "calvi", a favore di uno studio laico nei principi ed ecumenico nel metodo.
  9. 4 points
    Admin

    Cambio al vertice della sezione del Sud

    Ciao a tutti amici, ho il piacere di annunciarvi che @realino santone è stato nominato nuovo responsabile della sezione sud e sostituirà il caro e prezioso Pietro Magliocca @Neapolis che in questo particolare periodo è oberato di lavoro e di impegni per i suoi studi numismatici e non può dedicare ulteriore tempo al forum. A lui vanno i miei migliori auguri per le nuove opere numismatiche oltre che un immenso ringraziamento per tutto quello che ha 'donato' al forum. Con Realino ci si pone come obbiettivo quello di mettere al centro di ogni discussione le monete e gli inediti del meridione con particolare attenzione alle richieste degli utenti che desiderano avere informazioni su rarità e valutazione della propria collezione. la sezione sarà moderata anche da @D.B.G a cui va il mio apprezzamento per aver già assunto il suo ruolo con grande competenza. Buon lavoro a tutti e un super in bocca al lupo . Claudio
  10. 4 points
    realino santone

    Cambio al vertice della sezione del Sud

    Ringrazio @Admin per la fiducia, ringrazio il responsabile uscente @Neapolis , ringrazio @Piakos per i complimenti, complimenti anche a @D.B.G , per la sezione del sud , mi auguro di fare un buon lavoro, con il contributo di TUTTI gli utenti , dello staff , spero sempre nelle nuove "leve " di giovani , " per una crescita numismatica " comune
  11. 4 points
    Lugiannoni

    L'ARCANGELO MICHELE NELLA MONETAZIONE

    Sul numero del 1 settembre de Il giornale della Numismatica c'è un mio articoletto sul culto dell'Arcangelo Michele e la sua presenza nella monetazione italiana e non solo. S.Michele.pdf
  12. 4 points
    Menelao

    NUMERI E MONOGRAMMI SULLE MONETE GRECHE: NUOVO ARTICOLO SULLA RIVISTA OMNI

    Buongiorno a tutti. Sono lieto di annunciare la pubblicazione di un mio articolo sulla rivista OMNI n.7/2017 sul tema delle lettere riportate sulle monete greche da me interpretate come numeri indicanti la tiratura dell'emissione, vale a dire il numero di monete coniate nell'ambito di quella specifica emissione. Sono particolarmente felice di vedere pubblicato questo articolo perchè inizialmente un comitato scientifico di tre cattedratici francesi lo aveva respinto per poi cambiare idea di fronte ad integrazioni del testo con nuovi argomenti e riscontri. https://www.academia.edu/34086494/Federico_De_Luca_Alphabetical_numbering_and_numerical_progressions_on_drachms_and_Massalia_s_small_bronze_coins_Revue_Numismatique_OMNI_n_11_07-2017_p.74_-111
  13. 4 points
    bubbolo

    IL FUTURO PER LA NUMISMATICA DA COLLEZIONE...esiste in italia?

    Non sigilliamola ancora. La numismatica è un ramo dell'albero dell'antiquariato e del'arte come ha scritto Piakos in apertura di un'altra discussione. A mio parere è l'unico ramo che ancora mostra foglie verdi mentre stanno seccando gli altri rami. Ramo secco 1 : Mobili antichi. I vecchi non li comprano più visto che ne hanno in casa. I giovani vanno da Ikea. Sei sedie in ottimo stato dell'800 offerte a meno di quanto si pagano oggi altrettante brutte sedie moderne e andate invendute. Non parlamo poi di cassettoni,scrivanie,armadi ecc. Ramo secco 2, o quasi secco : Dipinti dell'800 o figurativi del primo 900 che non si vendono quasi più. Gallerie d'arte specializzate che chiudono una dopo l'altra per mancanza di acquirenti. Dieci anni fa a Torino una galleria che appena aperta una mostra aveva già segnato come venduti con il bollino rosso quasi tutti i dipinti esposti nell'ottobre scorso ha venduto forse il 20 % delle tele. Ramo secco 3 : Ceramiche e porcellane. Oggi vanno piatti e tazze di plastica usa e getta. Questa è indicativa: Le suore delle missioni dellaConsolata raccolgono denaro da mercatini offrendo oggetti ricevuti in regalo. Quando un anziano se ne va lascia un alloggio arredato con i ricordi di una vita. Ricordi che agli eredi non interessano e allora molti finiscono in regalo alle suore. Hanno donato un servizio da caffè e thè di Limoges da 12, (caffettiera, teiera, lattiera tazze e tazzine, piattini ecc.) e non sapendo a quanto venderlo lo hanno portato a vedere a un antiquario ( rigattiere ?) che ha offerto 25 euro per il tutto. e mi fermo qui. Le monete hanno un vantaggio. Occupano poco spazio e un marengo vale pur sempre 5,80 grammi d'oro fino. Certo che non tutte le monete sono d'oro ma come scrive Alberto se il 40% del valore delle monete vendute all'asta gli viene dall'estero finchè il mercato è internazionale non dovrebbe esserci crisi. Io frequento un circolo numismatico e vedo che di collezionisti che comprano anche ad alto prezzo ce ne sono ancora.
  14. 4 points
    Giov60

    IL FUTURO PER LA NUMISMATICA DA COLLEZIONE...esiste in italia?

    Chiamato in causa da Renzo, mi limito a qualche osservazione perché molte sono state già fatte, più o meno opportunamente. 1) Concordo con @Alberto Varesi sul fatto che il commerciante fornisca quanto il mercato richiede: e siccome le monete antiche non si producono ex novo, così si coniano falsi, si aggiustano i pezzi danneggiati e si sopravvalutano le conservazioni. 2) Vi sono troppe aste, tanto più per il numero esiguo di collezionisti (e con poco ricambio generazionale): è perciò evidente perché il materiale meno appetibile (in termini di rarità conservazione e prezzo) rimanga invenduto. 3) L'Italia è indubbiamente la terra delle "Belle arti" e molti collezionisti anche stranieri (se non pure oriundi espatriati) guardano con interesse alle monete nostrane (o almeno a quelle di alcuni periodi, regimi o Stati che qui sussistevano): purtroppo quando una moneta schizza verso l'alto perché trainata da una chiamata telefonica o dall'intervento di un intermediatore, si può stare (quasi) certi che stia prendendo il volo per altri lidi (in particolare USA, Cina, Russia, Germania) 4) La legislazione sui Beni Culturali è poi il cappio al collo della Numismatica; inutile rimestare il dito nella piaga: leggi populiste e deleterie mal interpretate ...
  15. 4 points
    Lugiannoni

    ALCUNE OSSERVAZIONI SULLA MONETAZIONE CELTICA

    Gli amici del Forum che hanno partecipato - intervenendo o seguendo - alle due recenti discussioni avranno osservato che dal piano strettamente archeologico e numismatico siamo passati a valutazioni di tipo estetico che purtroppo non hanno quella "oggettività" del dato scientifico che io, lo dico con tutta franchezza, prediligo, pur rendendomi conto della loro legittimità e, vorrei dire, della loro necessità. E' proprio seguendo il filo di questo ragionamento che mi è tornato alla memoria un piccolo volumetto del 1956 scritto da Ranuccio Bianchi Bandinelli dal titolo piuttosto esplicito <Organicità e astrazione> e relativo al confronto tra la monetazione greca e quella dei Celti. Da questo, è seguito un altro passaggio mentale e mi sono ricordato che nella recente ristrutturazione del Forum alla responsabilità scientifica (parola alquanto impegnativa) mi erano state aggiunte le monetazioni preromane, un po' come quando dal macellaio, cercando dell'ottima trippa, chiedi il lampredotto ed il centopelli e quello, giustamente dal suo punto di vista, ti aggiunge anche parti meno pregiate come la spugna o panno. Quindi, alla fine di questa digressione estetico-culinaria, mi sono deciso a compiere il mio "dovere", aprendo una discussione - che spero interessi - sulla monetazione celta intesa, mi sia consentito, in senso geografico lato poichè tali popolazioni presentavano una sostanziale identità culturale che resta difficile ingabbiare,almeno in questa fase iniziale, entro confini nazionali. Propongo intanto alcuni esempi dai quali credo risulti chiaro come i modelli cui si ispirano sono essenzialmente modelli greci; le prime due sono dei conterranei di Asterix, la terza è di una popolazione, i Trinovantes, stanziata in Britannia. Di seguito due monete macedoni (Filippo e Alessandro II) che chiaramente sono state la fonte di ispirazione delle prime due ed in parte della terza. Organicità o astrazione? Manzoni a questo punto avrebbe detto <Ai posteri l'ardua sentenza> ma io spero che se ne possa parlare da subito......
  16. 4 points
    carledo49

    Quando si compra una moneta da internet....

    Discussione interessante, unico problema sono le reticenze ad ammettere di aver preso almeno un bidone nella vita numismatica e di esserselo tenuto. Capitato sicuramente a tutti, me compreso, inutile nasconderselo. Anni fa presi un mezzo scudo di Vittorio Amedeo III millesimato 1782 (quindi di una bella rarità) in negozio numismatico di un noto professionista locale, il quele lo ebbe, assieme ad altre monete, come articolo di scambio da un altro professionista del settore. Una bella moneta con patina "stupenda" anche se non in conservazione eccelsa. Analizzando la moneta dopo circa un paio di mesi con una certa attenzione fui assalito da dubbi allucinanti che mi indussero ad andare ad indagare con una certa insistenza. Alcuni particolari non mi tornavano ed allora presi la decisione drastica di spatinare la moneta. Sorpresa, sorpresa, sorpresa. Una moneta bulinata con data artefatta e ben bene pasticciata con raschietti e bulini varii. Un disastro. Il millesimo originale era, immagino, molto comune, ma tutto il lavoro era ricoperto ad arte da patina spessa artificiale creata da un vero artista che poi, scoprii negli anni successivi, essere un vero maestro nel compiere queste porcate su richiesta. Comunque ritornai dal venditore, il quale non potè non ammettere la sua superficialità personale e dabbenaggine. La moneta è rimasta in mio possesso come "monito" ma il venditore, negli acquisti successivi mi ha notevolmente agevolato a mo' di risarcimento (naturalmente fu una mia proposta perchè ad onor del vero voleva rendermi i quattrini). Se l'acquisto fosse stato fatto su internet o in qualche asta......francamente non so come sarebbe andata a finire, soprattutto se il tempo intercorso tra acquisto e scoperta della magagna era notevole. On line ho acqistato molto poco, se non in negozi conosciuti e di buona fama; ho sempre evitato le cosiddette monete....."viste e piaciute", pericolosissime!!! L'unica cosa che mi sento di suggerire è quella di passare letteralmente al "microscopio" il nuovo acquisto immediatamente e nel dubbio......chiedere subito un confronto con altri eventualmente più esperti. Non che si è al riparo da fregature, però..... Carlo
  17. 4 points
    f.dc

    Auguriamoci l'errore

    -Sono più rare le monete o chi le colleziona? - Per sorridere di e su noi stessi. Un fatto accaduto anni addietro. Un distinto signore si reca presso una Casa d'aste per esitare un nucleo di monete. Nulla di omogeno o organico bensì del giallume ben scelto da un uomo accorto e saldamente ancorato a terra. Un conoscitore, certamente fine, non un collezionista. Conservazioni giuste, moduli giusti, tipologie giuste, periodi storici giusti. Gli interessi si compongono facilmente su basi, commissioni, data della vendita. Avulso dal nucleo, stava un "rottame", oro anche questo, lasciato fuori dalla discussione e dalla vista fino a quel momento. "Rara deve esserlo davvero! In tanti anni che l'ho in casa non sono mai riuscito a trovarne una simile per avere un'idea (aggettivo sottinteso: venale). Ho fatto qualche ricerca ma non è materia che conosco. Ne mai l'ho mostrata ad altri prima d'ora. Voglio cedere anche questa." dice il conferente. Il numismatico prende e osserva la moneta. La osserva bene, a lungo ed in in silenzio, ad occhio nudo e con lenti. Riconosce un'imitativa ma, sui due piedi, non è in grado di esprimere oltre. Simboli da decifrare che non gli ricordano nulla.....zecchiere, zecca,....serve tempo. Sono fuori sede per lavoro, e come spesso accade, assolto il compito professionale, ritaglio spazio per la visita a qualche commerciante numismatico del luogo. Ho notizia di un asta in loco in preparazione con buon materiale di fresco conferimento e non manco l'occasione di poter assodare la voce. Trovo poco in Sede. Sono capitato nel momento sbagliato, ma non rinuncio al piacere di una conversazione. Così apprendo della moneta "misteriosa" qui conferita alla vendita. Con passione vivissima mi viena raccontata la vicenda di un tondello d'oro conosciuto, al momento in un solo esemplare, cosa accertata dopo una discreta ricerca che porta il commerciante ad un piccolo museo ove, mal catalogata, si trova la gemella della moneta cedenda. Trapelano dal discorso la soddisfazione per la piccola-grande scoperta, e la difficoltà a rapportarsi con conferente nel momento in cui occorre definire una cifra da apporre in coda alla descrizione nel catalogo. Apprendo che la determinazione della base si supera con pragmatica mossa del conferente, il quale, prossimo all'acquisto di una nuova auto per un figlio (o forse nipote) ormai alla laurea, propone la base al livello del preventivo del concessionario - non parliamo di una fuoriserie, ma di una brillante berlinetta che andava al tempo per la maggiore -. Pare cifra plausibile e così si conviene. La vicenda mi diverte e aspetto con curiosità catalogo ed asta. Arriva il volume, sfoglio fino ad una mezza pagina occupata da un tondello malmesso, in poverissima conservazione ed iconograficamente scialbo - l'ingrandimento procura solo ulteriore nocumento al relitto - La sobria nota descrittiva evidenzia la superba rarità del pezzo in coda all'annotazione storico-numismatica. Finisce invenduto ma è acquistato nel dopo-asta, plausibilmente alla base. Chapeau bas al conferente!! Forse un'anno dopo la moneta di rarità esimia riappare in altro catalogo; un'altra non la nostra protagonista, ed è anche bella, la base allettante. Finisce invenduta. Ne appaiono altre, alcune anche in tempi recentissimi. La rarità ha perso molte R, mi pare ne sia rimasta una, solinga. I prezzi proposti precipitati a qualche migliaio e spicci...ma non si accasano, o lo fanno in camera caritatis. E' un "mondo" bizzarro ma piace così. P.S. Della moneta si conoscono ad oggi cinque - sei esemplari. La rarità oggettiva esiste.
  18. 4 points
    Cliff

    I SESTERZI DI AGRIPPINA SENZA IL CARPENTUM

    Era un po' che non passavo di qui e trovo questa bella discussione nella quale ho piacere a lasciare un contributo aggiuntivo. Conoscevo la moneta (ex CNG se non sbaglio, forse Triton per di più) e anche il proprietario, un collezionista appassionato del Nord Italia, che in poco tempo era arrivato a mettere insieme una bella collezione di bronzi romani acquisendoli quasi tutti in aste internazionali con predilezione per l'americana CNG. Era anche un grande appassionato di patine e metallurgia e aveva creato un bellissimo sito web che trattava di questi argomenti in italiano. Ora ha dismesso la sua collezione ma piu' per necessità economiche improvvise (mi dicono) che per disinnamoramento per le monete romane. Questa Agrippina fu per lui però un brutto colpo. Non si era accorto delle attenzioni che la moneta aveva subito sebbene già dalla foto CNG si vedeva che qualcosa non andava. Sicuramente c'era stato del retoning, questo era evidente e credo anche lui lo sospettasse, spero. Anche la sommità della testa lasciava intravvedere che sulla crocchia dei capelli questi erano stati lavorati, ci si sarebbe dovuto aspettare quindi che non fosse affatto una moneta "vergine", dato che sotto una ripatinatura si puo' celare qualsiasi cosa con un po' di perizia. C'è da dire che pero' l'immagine del catalogo era stata fatta con degli accorgimenti specifici (e non molto corretti, almeno secondo me) in modo da lasciare la moneta in parte in controluce in modo che se ne potessero apprezzare i rilievi ma non le superfici. Il collezionista che la comprò non rimase molto contento della moneta in mano, anzi per niente, sentendosi preso in giro dalla bella foto pubblicata sul catalogo patinato. In un momento di rabbia decise quindi di gettare la moneta in acetone, svelandone cosi' tutte le alterazioni, o per lo meno quelle cromatiche e superficiali. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Purtroppo con l'acetone usato in questo modo credo che abbia anche rovinato un po' la moneta corrodendone un po' la superficie o per lo meno alterandone ulteriormente l'aspetto. So anche che poi è comunque riuscito a restituire la moneta a CNG, dopo non poche email e telefonate infuriate, e a farsi rimborsare i soldi pagati. Era stato fino a quel momento comunque un ottimo cliente per loro, altrimenti le cose non sarebbero state cosi' facili credo per il rimborso avendo lui alterato la moneta in maniera notevole. Quindi le foto sopra sono in ordine temporale opposto: la prima è la moneta come era stata posta in vendita, la seconda è la stessa moneta dopo il bagno in acetone. Detto questo il restauratore aveva secondo me comunque fatto un lavoro non terribile in questo caso, con un retoning discreto e senza andarsi a impelagare in patine piu' invasive, dopo aver stuccato qualche zona non a livello e in cui forse c'erano delle corrosioni obliteranti. Avrebbero dovuto segnalarlo? Sicuramente sarebbe stato piu' corretto e forse doveroso, ma anche il collezionista che la comprò sarebbe dovuto essere piu' cosciente di cosa acquistava. E' questa una tipologia di sesterzio da sempre molto restaurata e particolarmente difficile da trovare in buone condizioni e senza troppi aiutini, io non ci sono ancora riuscito. Non mi arrendo però, anche perchè questo di Agrippina è forse il ritratto femminile romano più elegante esistente su moneta. ps. A me risulta che nei sesterzi di Agrippina sia la versione con SC che quella con il Carpentum siano per Agrippina Maggiore, madre di Caligola, mentre quello di Agrippina Minore è sempre con il Carpentum ma con rovescio anepigrafico e diverse legende al dritto. Almeno io la sapevo così.
  19. 3 points
    bubbolo

    monete antiche

    Dovrebbero essere , almeno le prime, dei Kreuzer austriaci. ( la prima è datata 1707 e un'altra 1519) Sull'ultima leggo : patrona Hungarie. Sono necessari : peso e diametro. Le foto delle due facce possibilmente non sfocate. E sopratutto non un "Che tipo di monete sono?" Per favore e grazie no ? Senza i dati chiesti non si può stabilire se sono Kreuzer, Groschen o altro e dare una valutazione.
  20. 3 points
    Lugiannoni

    GUERRA E MONETE

    Sto leggendo un libro del prof. Luciano Canfora sulla vita e l'opera dello storico greco Tucidide. Volume, a mio avviso, molto interessante, poichè spazia con ricchezza di dati ed elementi nella storia della Grecia del V secolo con particolare riferimento ad Atene dal suo momento di massimo splendore al successivo declino. Tra le varie "stimolazioni" offerte dalla lettura ve ne è una che mi ha colpito in particolare: la richiesta di Pericle agli Ateniesi di destinare le loro 10 dracme annuali provenienti dai profitti delle miniere d'argento del Laurion per destinarle al potenziamento della flotta. Per farla breve: il legame tra denaro e guerra è ovvio: basti pensare agli enormi, spaventosi costi, non solo in vite umane, che le guerre comportano, ma mentre in epoca moderna le guerre erano (e sono) finanziate con le stesse monete che venivano utilizzate per la vita di tutti i giorni, in epoca antica c'erano delle monete che erano direttamente coniate per l'evento bellico o comunque a questo "legate". Abbiamo infatti monete emesse per preparare la città alla guerra, come appunto il particolare decadramma di Atene, oppure monete coniate in sostegno di quello che oggi chiameremmo <sforzo bellico>, come i celebri denari di Antonio durante la guerra civile o come gli shekel della rivolta giudaica o i denari emessi dagli italici (dei quali potrebbe parlare l'amico @Alberto Campanache li ha approfonditamente studiati). Infine abbiamo monete legate direttamente ad una guerra in quanto ne commemorano la fine con relativa vittoria, come il sesterzio di Vespasiano per la fine della rivolta giudaica (vedi shekel precedente) o il celebre decadramma di Siracusa firmato Kimon che si ritiene emesso a celebrare la fine della vittoriosa guerra contro i cartaginesi.. Impressioni? Pareri? Altri esempi?
  21. 3 points
    Lugiannoni

    CONVEGNO SULLA MONETAZIONE ETRUSCA

    In attesa degli Atti del convegno, che spero usciranno entro la prima metà del 2018, unisco di seguito, per chi è interessato, una sintesi del convegno, scritta dall'amico Fiorenzo Catalli. <Le monete degli Etruschi a 42 anni dal convegno di Napoli Il 6 e 7 ottobre 2017 si è svolto il Convegno “Le monete degli Etruschi a 42 anni dal convegno di Napoli” nella sede del Parco Archeologico di Baratti e Populonia (Piombino,LI) con la collaborazione del Comune di Piombino, de I Parchi della Val di Cornia, dell’Associazione Archeologica Piombinese e con il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. Il Convegno si è tenuto a 42 anni dal Convegno “Contributi introduttivi allo studio della monetazione etrusca” che si era svolto a Napoli nel 1975. Quel Convegno napoletano fu una eccellente occasione per fare il punto della situazione degli studi di numismatica nello specifico settore etrusco che in precedenza era stato visibilmente trascurato. Proprio in occasione di quel convegno sono stati ricordati gli studi del Garrucci (1885), del Sambon (1903), dell’Haeberlin (1910), della Cesano (dal 1926 al 1938) e di Panvini Rosati (dal 1961 al 1970), che hanno inevitabilmente, considerato il loro carattere frammentario, lasciato insoluti diversi quesiti. A Napoli molte risposte furono date dai grandi nomi della numismatica e dell’etruscologia, guidati da Laura Breglia e da Massimo Pallottino, nelle giornate di studio, grazie anche alla prima grande raccolta di calchi delle monete etrusche conservate in musei italiani e stranieri, per l’occasione messi a disposizione degli studiosi. Ma altri quesiti rimasero insoluti e non pochi studiosi, nei decenni successivi, si lamentarono del fatto che, nonostante i molti auspici espressi nel convegno, il settore della numismatica etrusca rimase di fatto nel dimenticatoio. Per portare avanti gli studi di numismatica etrusca non fu sfruttato l’Anno degli Etruschi (1985) con le sue molteplici manifestazioni e mostre, né furono sfruttate le mostre che nei decenni successivi furono inaugurate in Italia e all’estero. Il Convegno di Populonia non voleva avere la presunzione di colmare queste lacune ma ha voluto anzitutto fare il punto degli studi del settore, di quelli in corso e di quelli ancora da iniziare ed ancora di proporre nuovi spunti investigativi sia sugli aspetti della produzione monetaria che sulle valutazioni che tali produzioni dovevano avere nell’ambito della società etrusca. Va anzitutto citata la relazione di Andrea Camilli che dopo aver effettuato uno scavo negli archivi storici ha recuperato la cartografia che gli ha consentito di ricostruire lo sfruttamento delle scorie ferrose da parte della Società Italica Populonia negli anni a partire dai primi del ‘900. Tali scorie erano state abbandonate e gettate dagli Etruschi nell’area della necropoli arcaica in tali quantità da seppellire completamente le tombe. L’interesse per questo aspetto sta nel fatto che proprio a livello del primo strato di scorie fu rinvenuto nel 1939 un ripostiglio di oltre 600 monete in argento della zecca di Populonia, ripostiglio che, per quanto sicuramente giunto fino a noi non integro, riveste un particolare interesse per la ricostruzione della produzione monetaria della città di Populonia. Di pari interesse l’intervento di Stefano Bani che documenti alla mano, anche in questo caso tratti dagli archivi storici, ha sollevato seri dubbi sull’autenticità delle monete in oro con il tipo della testa di leone, già presenti nelle collezioni pubbliche alla fine dell’Ottocento e sulle quali si sono avanzate numerose ipotesi per un inquadramento cronologico nella produzione monetaria etrusca. Il Bani ha fatto notare che tutte le monete in questione provengono dal mercato antiquario, ed in particolare dall’area di Campiglia, e che nessuna moneta è mai stata, a differenza delle altre serie, rinvenuta in scavi archeologici. L’ipotesi del Bani sulla non autenticità di queste serie merita la massima attenzione anche perché è stata supportata al Convegno da un intervento di Stefano Legnaioli del CNR di Pisa che ha effettuato una serie di analisi non distruttive con infrarossi XRF per analizzare il metallo utilizzato per la produzione di queste monete. La forte discordanza dei risultati che riflettono oscillazioni di presenza di oro fino dal 50% asl 98% fanno accrescere i dubbi sulla autenticità della serie aurea che non dobbiamo considerare più etrusca ma ottocentesca. Un collaudato studio di Adriano Maggiani ha fatto il punto sui sistemi ponderali utilizzati dagli Etruschi documentati dal rinvenimento di pesi in diverse località. I sistemi ponderali, la cui adozione da parte della società antica ha certamente preceduto l’inizio di qualsiasi produzione monetaria nel Mediterraneo, sono alla base della produzione di moneta proprio perché la moneta antica era a “valore reale” ovvero valeva tanto quanto era il suo contenuto di metallo, oro, argento e bronzo. L’adozione di diversi sistemi ponderali ha certamente caratterizzato le diverse aree geografiche spiegando di fatto le differenze ponderali tra i pesi delle monete delle città etrusche ma anche greche di Magna Grecia e Sicilia e romane. Di grande interesse lo studio dei coni eseguito da Luciano Giannoni con particolare riguardo per le serie in argento della zecca di Populonia con il tipo della Gorgone, della testa di Apollo e di Minerva. Il Giannoni ha ricostruito e spiegato la tecnica di esecuzione di cui ha offerto una sequenza di coni (ovvero la successione dei coni che di volta in volta venivano utilizzati e/o sostituiti, in caso di rottura e di consunzione) in rapporto tra i diritti e i rovesci delle monete considerate nello studio. Studio che ha bisogno di tempo per essere “digerito” ma che si presenta ricco di novità e spunti. Italo Vecchi ha anticipato le novità e le revisioni di alcuni tipi monetali da lui studiati e pubblicati nel suo fondamentale repertorio della monetazione etrusca Etruscan Coinage. Fiorenzo Catalli ha fatto il punto della situazione sulla produzione di moneta fusa in bronzo che ha interessato le città di Tarquinia, Volterra e, nella Val d’Elsa e Val di Chiana, Arezzo o Cortona. La monetazione assai modesta nei quantitativi prodotti e nella circolazione limitata al solo territorio tarquiniese, è una evidente produzione di prestigio per una città che nel 308 a.C. fu costretta a chiedre una tregua quarantennale a Roma e che nel 281 a.C. si vide confiscare una parte del suo territorio dai Romani. La sua monetazione evidentemente legata al magistrato Vel Pinie, capostipite della famiglia di cui alla tomba degli Scudi, è databile ai decenni che hanno preceduto il 308 a.C. e la sua produzione può essere stata utilizzata per pagare servizi resi alla città proprio in occasione dello scontro con Roma. Volterra mostra invece tre serie, ben definite dalla legenda Velathri, con i tipi della testa bifronte giovanile da identificare con Culsans il dio etrusco di cui si è rinvenuta una statuetta con il nome inciso a Cortona e con i segni di valore a distinguere i differenti nominali, nell’ordine del sistema divisionale duodecimale (=un asse corrisponde a 12 once : asse, semisse, triente, quadrante, sestante e oncia. Lo stesso sistema di peso è utilizzato da altre otto serie di monete fuse in bronzo che, a giudicare dai dati di rinvenimento, potrebbero essere attribuite ad Arezzo o Cortona. Simona Rafanelli, direttrice del Museo Archeologico di Vetulonia, ha fatto una completa rassegna delle nostre conoscenze sulla moneta di quella città che reca l’iniziale del nome della stessa, Vatl per Vatluna. Le monete vetuloniesi tutte in bronzo si sono ritrovate numerose negli scavi del Falchi, che per primo identificò il sito della città etrusca, facendo riassegnare il nome all’abitato che aveva preso il nome di Colonna. Ma la Rafanelli ci ha mostrato come analoghi rinvenimenti di queste monete ancora caratterizzano gli scavi attuali. A conclusione di due giornate intense Elena Sorge, funzionario responsabile dell’area di Volterra nella Soprintendenza di Stato, ha riassunto i dati vecchi ma soprattutto quelli nuovi sulla conoscenza della città etrusca . In particolare il rinvenimento e le prime ricostruzioni sull’anfiteatro di cui si ignorava completamente l’esistenza. Dati sullo sviluppo della città che aiutato ad inquadrare culturalmente ed economicamente la produzione della moneta.>
  22. 3 points
    dearitio

    Rigutino ai suoi figli migliori

    Salve, ecco la mia ultima fatica. Di Numismatica e di materiale della Collezione Adri , ci sono solo 2 pezzi, ma dietro c'è una ricerca che durava da anni.
  23. 3 points
    lucerio

    Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale - DDL n. 2864

    http://www.casadastemontenegro.it/lotti/lotto-1-asta-10/ http://www.casadastemontenegro.it/lotti/lotto-5-asta-10/ immagino siano queste
  24. 3 points
    Piakos

    Una patrimoniale sulle monete in arrivo nella Manovra del Governo?

    Ciao @aulus Enrico, grazie per il tuo interessante intervento. per la verità un ottimo spunto per fare cultura numismatica tecnica oltre che divulgazione di problematiche basilari. Consta anche a me che il progetto di tassazione sia stato al momento accantonato dal Mibact, ma...essendo ormai inserito in finanziaria...possono essere capaci di farlo c.que passare. Purtroppo l'aria che tira e le capacità sono tali e lo dico con il massimo rispetto, il che è ancora peggio. In secundis e per quanto sommessamente mi riguarda...l'dea di tassare le collezioni e le vendite numismatiche mi appare micidiale per un mercato in antiquario in forte contrazione come quello italiano...escluse le cose eccezionali (e non sempre). Confermo però che non tutto il male verrebbe per nuocere: potrebbe essere una ottima occasione per smettere di fumare...ehm, cioè di collezionare. Sotto questo aspetto mi trovo vicino a @carledo49...ottimo numismatico. E vado a spiegarmi... La numismatica da collezione costa troppo...come già diceva in privato qualche operatore del settore, posso permettermi di fare il nome di Fabio Gigante, ma non è il solo: la pensano quasi tutti così ma, diabolicamente, tutti alla fine remano per accrescere la bolla. Ultimamente la crisi ha inciso riportando a misure più realistiche la qualità media e medio bassa. La cosa però si è riverberata implementando ulteriormente i prezzi delle qualità superiori allo spl e per l' eccezionale. Costando troppo molte monete non si riesce a rivenderle privatamente senza remissioni...a meno non si è nel campo e, il vero collezionista, quasi mai lo è. Quindi le aste la fanno da padrone.. Cosa significa tutto questo? Significa pagare commissioni anche onerose sia in acquisizione che in vendita. Se ci aggiungiamo anche la tassazione la remissione è certa e, diciamola tutta, anche pesante. No grazie. A meno che le monete non scendano di prezzo in modo sensibile (tra il 30 e il 40%) un po' come è capitato in Italia per il mercato azionario e immobiliare che, pur trattandosi di asset diversi, hanno meccanismi economici analoghi. E forse con la tassazione in argomento potrebbe accadere. Cosa diversa e giusta sarebbe tassare solamente le plusvalenze e detassare le minusvalenze. Qui mi troverei d'accordo e sarebbe anche giusto per il sistema. Giuste le fatture e le ricevute che testimonino il prezzo di acquisizione. Già si potrebbe ragionare. Ma sarebbe una normativa un po' complicata che potrebbe essere giustamente elaborata solamente da tecnici che conoscono il mercato numismatico. Non mi sembra che la normativa in progetto sia adeguata e nemmeno chi le scrive...cole l'altra normativa ferma al senato ove la definizione di "bene di importanza culturale" è assolutamente generalista e indefinita. Si pensa al riguardo di lasciare l'interpretazione al giudice caso per caso. Ma ci si rende conto? Un assurdo tecnico...uno scandalo...una vessazione contro i cittadini. Ma la colpa non è in verità dei legislatori...quanto degli Italiani che, popolo singolare e incomprensibile per gli anglosassoni e gli statunitensi...non sanno far valere e rispettare la buona gestione della cosa pubblica e della relativa normativa, perchè? Perchè gli italiani amano scivolarsi in mezzo, cosa che con la globalizzazione e la certezza dei rapporti che reclama il business internazionale non è più possibile oggi. Ecco delle verità tecniche di base, essenziali e anche estremamente semplici. Ma in Italia le verità obiettive non sono gradite. Poi...che dire? Chi fosse convinto che le monete sono uno sfizio, un lusso, una remissione per pochi e che la numismatica è un piacere e una scienza che non deve essere coltivata pensando ai guadagni...resterà libero di muoversi come prima. Io non me lo posso permettere...confesso pesanti limiti oggettivi.
  25. 3 points
    carledo49

    Una patrimoniale sulle monete in arrivo nella Manovra del Governo?

    .....e sarebbe una follia. Già vendere noi direttamente una collezione di questi tempi (con la crisi te la svalutano almeno del 50%) o i nostri eredi (che svenderebbero malamente pur di sbarazzarsi dell'ingombro e realizzare qualcosa non rendendosi conto del valore), se poi ci sarebbe pure da pagare il 40% del valore residuo in tasse....beh, con le monete mi ci faccio seppellire. Non le becca nessuno, non ci pago tasse e....restano mie per l'eternità. Ma se passa la legge farò così e darò le disposizioni opportune. Lo so che è macabro, ma una cosa del genere mi fa girare... Carlo
  26. 3 points
    Xampac

    Monetazione stati pre unitari savoia e regno d' Italia

  27. 3 points
    carledo49

    Storia, Storia Postale, Francobolli e Banconote

    Una sezione specifica del forum sulla numismatica e su altre forme di collezionismo. E' chiaro che se la cosa dovesse prender piede....ci sarebbero effetti collaterali benefici per la numismatica. Ne sono convinto. Andando male, cosa di cui dubito, ci sarà qualche visita e qualche curioso in più nel sito. Carlo
  28. 3 points
    Admin

    Storia, Storia Postale, Francobolli e Banconote

    Più che un topic forse dovremmo aprire una sezione apposita del forum da dedicare alla filatelia e cartofilia, come forme alternative/complementari alla numismatica
  29. 3 points
    rick2

    Studio Conii Augusto per Caesaraugusta magistrato Kaninio e Titio

    per caso ho pescato questa provinciale spagnola pagandola una follia, e` un po che non ci lavoro ma mi son chiesto se si potrebbe rischiare di fare uno studio dei conii , a me pare di vederne 4 o 5 al diritto , basandomi su forma e posizione del simplum ho trovato 20 immagini di monete diverse che dite ci proviamo ? per esempio la 1 , la 10 e la 16 son lo stesso conio al diritto cosi come la 8 e la 12 sempre al diritto
  30. 3 points
    Menelao

    ERACLE BAMBINO E I SERPENTI DI ERA

    http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/?p=2683
  31. 3 points
    rick2

    gloria exercitus, ufficiale o imitativa

    a voi la sentenza per me e` imitativa anche se fatta molto bene con legende corrette
  32. 3 points
    danieles1981

    Medaglia alla memoria della difesa nazionale del Tirolo del 1866

    Torno all'acquisto dopo quasi 1 anno di assenza dalle aste e dal settore numismatico, acquistando questa medaglietta facile facile. Purtroppo l'appiccagnolo è stato rimosso, ma avendolo pagato pochissimo, credo che la userò in una bacheca di effigi imperiali austriaco. Intanto, due informazioni veloci: La medaglia in questione venne istituita nel 1866 dall'imperatore Francesco Giuseppe per ricompensare i soldati e gli ufficiali dell'esercito imperiale austriaco che si fossero distinti nella difesa del Tirolo durante la guerra contro la Prussia del 1866. I tirolesi si distinsero in questo frangente in particolare nella difesa del confine meridionale con il Regno d'Italia che, alleatosi con la Prussia, minacciava l'Austria dal fronte peninsulare. Argento, 31mm, 13,1 gr
  33. 3 points
    dearitio

    La disfatta in Africa

    Altra new entry. Si tratta di un buono/banconota da 6 pence usata nei campi in Gran Bretagna. Un particolare curioso è dato dal fatto che al momento dell'emissione, il campo risultava sprovvisto di bollo, infatti il numero del medesimo è riportato a penna. Si tratta del Campo 623 e la scritta IPC significa Italian Pioneer Company.
  34. 3 points
    lorenzo

    Il douzain

    Il dozzeno Il Douzain è il nome dato a una moneta francese creata da Carlo VII (1) e chiamato il grande bianco (2) (da non confondere con il grosso bianco). Del valore di 12 denari (da cui il nome douzain), quindi equivalente a un sol e la sua composizione di mistura non era d’argento pieno. La sua titolazione si è evoluta nel corso degli anni passando da 4 a 3 parti d'argento. Anche se composto principalmente da rame, non poteva essere confuso con un pezzo da un centesimo. Tuttavia, con l’uso lo strato d'argento finì per strofinio o erosione, essendo talvolta la titolazione di argento meno del 25% contro il 70% di rame e 5% di piombo. Di piccole dimensioni, aveva come motivo su un lato una croce, sull'altro l’arma di Francia. Il douzain è stato prodotto fino alla Riforma istituita da Luigi XIII e vietato l'uso a pena di una ammenda da un’ordinanza di Luigi XIV del 16 settembre 1692. Nel frattempo, il suo potere liberatorio era limitato a piccole quantità inferiori a dieci tornesi. (Wikipedia) (1) Carlo VII, detto il Vittorioso o anche il Ben-Servito, in francese Charles VII le Victorieux e le Bien-Servi (Parigi, 22 febbraio 1403 – Mehun-sur-Yèvre, 22 luglio 1461), è stato re di Francia dal 1422 al 1461, membro della dinastia dei Valois. Era il più anziano dei figli sopravvissuti di Carlo VI di Francia e di Isabella di Baviera. Morti i primi tre delfini, nel 1417 ereditò il titolo. L'inizio del suo regno venne contrastato da Enrico VI d'Inghilterra, il cui reggente Giovanni di Lancaster governava effettivamente buona parte della Francia settentrionale, compresa Reims la città in cui venivano tradizionalmente incoronati i re di Francia. Riuscì ad essere incoronato a Reims solo nel 1429 grazie all'intervento di Giovanna d'Arco, che contribuì a liberare la Francia dagli inglesi. Con lui ebbe termine la lunghissima Guerra dei cent'anni. La fine del suo regno viene ricordata per i dissidi con il suo erede, il futuro Luigi XI di Francia. (Wikipedia) (2)bianco, grande bianco, piccolo bianco, doppio bianco, maglia bianco grande bianco Bianco, grande bianco, piccolo bianco, doppio bianco, maglia bianca, grande bianco, bianco con corone, etc. - Nel Medioevo e anche oltre il Medioevo, diverse valute portano il nome bianco. Questo nome è legato naturalmente a valute dal colore più o meno bianco composte d'argento relativamente puro (al contrario di "nero" o valute BILLON il cui argento puro contenuto è piuttosto basso). Queste monete furono coniate da vari governanti. Sotto Filippo di Valois, il grande bianco valeva 10 denari e il piccolo bianco 6 denari. Carlo V, Carlo VII, Luigi XI ot Luigi XII hanno restituito al grande bianco il valore di 12 denari. Definizione di "bianco" di Cheruel (1899): Bianco. - Argento moneta diffusa in Francia, in particolare fin dal XIV secolo. Non siamo d'accordo sul tempo in cui i bianchi cominciarono ad apparire. Alcuni scrittori li fanno risalire a Philip Augustus o St. Louis; altri sostengono che i bianchi risalgono solo a Filippo di Valois. Quello che è certo è che la distinzione tra bianchi e grandi tornei è stata istituita sotto l'ultimo regno. C'erano continue variazioni del valore dei bianchi. Sotto Filippo di Valois sono state chiamate grande bianco monete che valevano dieci denari, e pezzi di piccoli bianchi da sei denari. I re che hanno messo le finanze in ordine, come Carlo V, Carlo VII, Luigi XI e Luigi XII, hanno dato al grande bianco vecchio il valore di dodici denari. Queste monete recano l'impronta di un castello a volte, a volte gigli. (http://www.sacra-moneta.com/Nom-des-monnaies-medievales-royales-et-feodales/blanc-grand-blanc-petit-blanc-double-blanc-maille-blanche-gros-blanc.html) da: http://www.monnaiesdantan.com/vso12/charles-vii-blanc-couronne-p353.htm Charles VII - Blanc à la couronne – Chinon AVERS : + KAROLVS FRANCORVM REX. Ecu de France entre trois couronnelles dans un trilobe. REVERS : + SIT NOMEN DNI BENEDICTV. Croix cantonnée de deux couronnelles et de deux lis dans un quadrilobe. …….. Molti furono i tipi di dozzeni francesi e ne possiamo vedere alcuni esempi http://a.n.r.d.free.fr/page100.htm …….. Le guerre di religione francesi sono una serie di otto conflitti che, opponendo cattolici e protestanti, devastarono il regno di Francia nella seconda metà del XVI secolo. Lo sviluppo, nel secolo del Rinascimento, di un pensiero umanistico critico e individualistico, volto alla verifica delle acquisizioni culturali ereditate dal passato, provocò, fra l'altro, la messa in discussione dei principi dogmatici della religione cristiana e della legittimità delle istituzioni ecclesiastiche, fino ad allora insegnati e tutelati dalla Chiesa di Roma, alla quale si contestava da tempo anche la corruzione dei costumi. Nacque così in Europa, su impulso di Martin Lutero, il movimento della Riforma protestante, alla quale il cattolicesimo tradizionale oppose sia un intransigente conservatorismo, sia una proposta di autoriforma (erasmiana) oppure di adeguamento del cattolicesimo alle nuove condizioni storiche (controriforma). Queste dispute religiose provocarono, particolarmente in Francia e in Germania, una lunga serie di guerre civili. Le prime persecuzioni contro gli aderenti alle nuove idee iniziarono in Francia negli anni Venti. Occorre attendere gli anni Quaranta e Cinquanta per assistere allo sviluppo di una lotta sempre più violenta. Si fecero frequenti le distruzioni iconoclaste, da parte dei protestanti, di oggetti del rituale romano considerati sacri dai cattolici: reliquie, ostie, immagini devozionali. Alla fine del regno di Enrico II, il conflitto si politicizzò e alla morte del re nel 1559 le diverse famiglie della nobiltà predisposero alleanze in funzione delle loro ambizioni e della loro fede religiosa. Le guerre cominciarono nel 1562 proseguendo, inframmezzate da periodi di tregua, fino al 1598, anno dell'emanazione dell'Editto di Nantes. Alla revoca dell'Editto, ripresero le persecuzioni contro i protestanti nel XVII secolo (assedio de La Rochelle), e nel XVIII (rivolta dei Camisardi), fino all'Editto di Versailles di Luigi XVI del 1788. L'analisi di queste guerre - che segnarono un periodo di declino politico della Francia - è resa particolarmente complessa per l'intrecciarsi in esse di cause politiche, sociali e culturali in un contesto europeo di forte tensioni. (Wikipedia) Monetazione illegale fabbricata su ordine del Duca di Rohan (3) Da: http://www.cgb.fr/louis-xiii-le-juste-douzain-huguenot-1628-la-rochelle,v12_0822,a.html LOUIS XIII LE JUSTE Douzain huguenot 1628 La Rochelle Titulature avers : + LVDOVICVS. XIII. D G FRAN. ET. NAVAR REX - H . Description avers : Écu de France couronné, accosté de deux L . Traduction avers : (Louis XIII, par la grâce de Dieu, roi de France et de Navarre) . Titulature revers : SIT NOMEN DOMINI. BENEDICTVM 1628 . Description revers : Croix échancrée cantonnée de quatre couronnelles . Traduction revers : (Béni soit le nom du Seigneur) .3 Come ha fatto osservare F. Droulers (nota n° 111H/D), delle imitazioni grossolane o falsi douzains su doppi tornesi laminati furono coniati dal 1628 al 1633 nel sud della Francia da partigiani del R.P.R. (Religion Prétendue Réformée). Questi douzains ugonotti furono denunciati dalle sentenze della Corte delle Monete del 13 luglio e 12 dicembre 1633. Ciò che non segnala l'autore è la molteplicità dei tipi. Ne abbiamo rilevati tre con vari accantonamenti della croce del rovescio, che presentiamo per la prima volta. Fin dall’assemblea della Rochelle del 24 dicembre 1620, gli ugonotti protestarono contro il ristabilimento del culto cattolico in Béarn. I protestanti del Mezzogiorno si sollevarono e chiesero l'aiuto dell’Inghilterra. L'iniziativa protestante era sostenuta da nobili come il duca di Rohan, il duca di Soubise o il duca de La Force. Il duca di Mayenne trovò la morte il 22 settembre 1621 tentando di impadronirsi di Montauban difesa dal duca di Rohan. La pace di Montpellier del 18 ottobre 1622 confermò l'Editto di Nantes, La Rochelle e Montauban restarono piazzeforti ugonotte. La guerra riprese tuttavia nel 1625 con la presa dell’isola d'Oléron da parte del duca di Soubise. I Rochelais si sollevano. Una pace provvisoria nel 1626 non impedì a Richelieu di venire ad assediare La Rochelle nell'ottobre 1627 mentre la città veniva rifornita dagli inglesi. La Rochelle capitolò finalmente il 28 ottobre 1628 dopo il suo abbandono dalla flotta inglese. I protestanti del mezzogiorno ripresero la lotta con la sede di Privas e la capitolazione di Arles. L'Editto di Arles del 28 giugno 1629 confermò la libertà religiosa, ma privò i protestanti dei posti di sicurezza. (3) Era figlio primogenito maschio di Renato II di Rohan, principe di Léon, visconte di Porthöet e di Caterina di Parthenay, ereditiera di una potente famiglia protestante del Poitou. La nonna paterna, Isabella di Navarra d'Albret era figlia del re di Navarra. All'età di 16 anni giunse alla corte di Enrico IV. Viaggiò poi a lungo (dal maggio del 1600 per oltre 20 mesi) in Germania, Inghilterra ed Italia. Affascinò la regina Elisabetta I d'Inghilterra ed il re di Scozia Giacomo VI, che gli chiese di far da padrino al figlio, il futuro re d'Inghilterra Carlo I. Ritornato in Francia, Enrico IV elevò nel 1603 la contea di Rohan a ducato ed Enrico di Rohan divenne duca e pari di Francia. Fu quindi nominato colonnello della Guardia svizzera e sposò, nel 1604, Margherita di Béthune (1595 – 1660), figlia del futuro duca di Sully, Massimiliano. Grazie all'amicizia del re gli si prospettava una eccellente carriera: partecipò alla campagna contro il duca di Bouillon, quindi alle campagne di Fiandra contro gli spagnoli agli ordini di Maurizio di Nassau, figlio di Guglielmo il Taciturno. Ma l'assassinio del re nel 1610 distrusse le sue speranze ed egli divenne capo degli ugonotti. Dopo che i suoi sforzi per un'amichevole composizione dei conflitti fra questi e la corte di Francia fallirono, egli prese le armi, rafforzò le piazzeforti della Guyenna e della Linguadoca, difese Montauban, contro il re, impedendogli di assediare Montpellier, finché questi nel 1622 non confermò l'Editto di Nantes con il trattato di Montpellier. Dal 1621 al 1625 ci fu una serie di rivolte protestanti contro il potere centrale, nelle province dei Saintonge, Guyenna e Linguadoca, da La Rochelle, a Saint-Jean-d'Angély, a Montauban e Montpellier: in tutte queste il promotore e sostenitore era Enrico, ma dopo alcune vittorie precarie fu sconfitto dal re a Privas nel 1627. Egli cercò pure di sostenere l'assedio di La Rochelle, con l'aiuto del fratello Beniamino di Rohan-Soubise, ricorrendo all'Inghilterra. Ma la spedizione inglese, agli ordini di George Villiers, duca di Buckingam, fu uno smacco e La Rochelle fu conquistata dalle truppe del cardinale Richelieu nell'ottobre del 1628. Tuttavia egli continuò la lotta in Linguadoca, ove il 27 giugno 1629 ad Arlès Luigi XIII, su consiglio del Richelieu, dopo aver conquistato le piazzeforti protestanti, emise l'atto di grazia con il quale veniva riconosciuta la libertà di culto ai protestanti e graziati tutti coloro che avevano combattuto contro il re ma ai protestanti venne tolto il diritto di tenere le piazzeforti e governare in alternativa al potere centrale. Il duca di Rohan fu costretto all'esilio, si recò quindi a Venezia ove si mise al servizio della Repubblica e dove scrisse le sue Memorie che verranno pubblicate postume. Intraprese quindi una serie di viaggi svolgendo attività di cartografo per la Svizzera, l'Alsazia, la Borgogna ed il ducato di Milano. Riconciliatosi con il re di Francia, questi gli chiese di agire come suo ambasciatore speciale presso il Grigioni e quindi di cacciare le truppe imperiali che occupavano la Valtellina (1634). Assunto il comando di un esercito di 15.000 uomini, sconfisse le truppe imperiali a Cassano, sconfisse gli spagnoli nel 1636 sul Lago di Como dopo aver cacciato anche il duca di Lorena dalla zona, ma fu lasciato privo di rinforzi e di ordini precisi dalla Francia e quindi di propria iniziativa nel 1637 concluse con il nemico un accordo, in cui accettava di riconsegnare la Valtellina ai Grigioni, insorti sotto il comando di Jürg Jenatsch. Per questo motivo, sospettato di tradimento dalla corte francese, il duca di Rohan fu nuovamente costretto all'esilio. Fermatosi a Ginevra, ricevette dall'alleato della Francia Bernardo di Sassonia-Weimar, l'invito a riprendere le armi contro gli imperiali. Egli accettò nel gennaio 1638, ma allorché fu attaccato dall'esercito nemico presso Rheinfelden, rimase gravemente ferito e morì. Dalla moglie Margherita di Béthune-Sully ebbe solo una figlia, Margherita, che sposò nel 1645 il gentiluomo cattolico Henri de Chabot, signore di Jarnac e d'Apremont, che diede origine al ramo dei Rohan-Chabot. Questo è un altro esempio di dozzeno illegale o degli ugonotti coniato a nome di Luigi XIII che ctmpnumis ha in vendita in questi giorni il quale mostra nei quarti interni alla croce del rovescio altri elementi. Anche questo esemplare non mostra alcun segno di argento, ma sostanzialmente rispetta i canoni dei dozzeni francesi. Ora vorrei far vedere come anche da noi, in Piemonte, i dozzeni hanno avuto un considerevole successo. Da: p://www.numismaticaranieri.it/it/monete_regionali_in_argento_ed_altri_metalli/passerano__ercole_radicati__grosso_dozzeno_8692_.aspx?id=5381 Passerano - Ercole Radicati - Grosso Dozzeno Oppure un altro esemplare ancora dei Radicati con altri simboli nei riquadri della croce e nello scudo reale. PASSERANO Ercole Radicati (1585-1587) Grosso dozzeno – MIR 942 AE (g 1,98) RR Ribattuta al D/ a ragione qSPL. (https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=358&lot=954) Qui mi fermo. Non mi resta che sottolineare quale sia stato per me l’interesse nel trattare questo argomento, che mi ha permesso di mettere in luce come le imitazioni o falsificazioni in determinati periodi della storia si siano verificate con grande successo.
  35. 3 points
    Spoudaios

    IL FUTURO PER LA NUMISMATICA DA COLLEZIONE...esiste in italia?

    Stavo riflettendo su un eventuale intervento in questo topic, ma @f.dc , con la consueta eleganza, ha centrato il punto sullo scarto generazionale. Ricordo ancora, ormai qualche anno fa, una materia studiata durante l'Università. Si paragonava sul piano sociologico la probabilità di realizzarsi da parte di un giovane di oggi rispetto ad uno degli Anni Settanta. Per il primo, la capacità "principe" è quella di essere nomade. Per il secondo, cambiare il contesto sociale in cui è nato e vive. Il brillante studente universitario di oggi cerca di andarsene per affermarsi e ciò che più conta è fare carriera. Il brillante studente universitario degli Anni Settanta ambiva a cambiare il mondo attorno a sè. Insomma, siamo tornati nomadi. E nel nomadesimo di oggi, un mercato come quello, ad esempio, dei tappetti d'epoca, un tempo fiorente, non può trovare nuovi acquirenti. Un tappeto prevede cura, stabilità, radicamento. Per un giovane (dovrei dire noi, visto che sono sulla trentina?) la casa, invece, è diventata un dormitorio, un nido temporaneo e fugace in cui godere dei pochi momenti intimi che la vita frenetica di oggi impone. E' un caso tutto ciò? No, è un modello dilagante con tanto di incoraggiamento della classe dirigente. Sbaglio o non molto tempo fa un ministro della Repubblica apostrofava i sedentari giovani italiani che ancora non avevano lasciato il Paese come "giovani di Serie B"? Se ben ricordo, l'assioma dlagante da lui abbracciato vede i giovani "nomadi" come modello vincente, i sedentari come attaccati alle sottane della mamma. Ad ogni modo, i riflessi di un simile modello sul mercato collezionistico si sentono eccome. L'antiquariato ne soffre perchè richiede la costruzione, fisica ma soprattutto mentale, di uno spazio intimo, stabile e duraturo. Ettamente il contrario che oggi si offre alla fascia 20-40enni di oggi. Che poi accanto a ciò vi sia stato negli anni un sistematico depauperamento culturale, non è da negare. Ma la cultura si coltiva nel luogo in cui si vive e in Italia "non da pane", perchè abbiamo virato su un'iperspecializzazione tecnicistica che prevede, come unico sbocco, il nomadesimo appunto. E le humanae litterae? Chi può, chi ha avuto la fortuna di avere mentori, le coltiva nei coriandoli di tempo ed energie che la giornata lascia. Altrimenti, c'è Wikipedia. Non è un mondo triste, a mio parere, signor @bubbolo. E' solo più povero. E Aristotele ci insegnava già che senza il pane, non si può far della filosofia.
  36. 3 points
    Molto difficile addentrarsi in queste stime... Posso dire che i convegni sembrano sempre meno frequentati, cosi' come i negozi numismatici. Ma ciò potrebbe essere non indicativo dato che molto si è spostato sul web e nelle aste online. Fare una stima veritiera credo sia impossibile, ma anch'io confermo la crescita esponenziale di questi mediatori/trafficoni. All'ultima Verona ne era pieno. Ufficialmente si dicono collezionisti, loro collezionano solo cose belle però (a detta loro ovvio). Poi però girano sempre con l'albumino sotto braccio, si dicono interessati "a tutto quello che puo' definirsi eccezionale". Ti chiedono pezzi speficici, "perchè potrebbero avere un amico molto interessato". Se non li hai ti dicono che sei comunque fortunato ad averli incontrati, perchè per combinazione un amico gli ha appena lasciato alcuni pezzi eccezionali che cede a prezzi di favore, per far fronte a un momento di necessità.... Come non vuoi dargli un'occhiatina?? Ovviamente poi setacciano anche aste alla ricerca del pezzo mal fotografato o sottovalutato, comprano pezzi da restaurare e li restaurano in prima persona o li fanno restaurare, per poi rivenderli o rimetterli all'asta, ritirano collezioni complete da vecchi collezionisti di cui son venuti a conoscenza, e poi si dividono tra loro i pezzi che rivendono per i piu' svariati canali. Questi "collezionisti" sono in netto aumento, per lo meno in Italia. Devo dire che per fortuna nel Nord Europa, dove vivo, non sono ancora cosi' diffusi e qui mi capita ancora, andando a qualche asta, di incontrare dei veri collezionisti vecchia scuola: di quelli che vanno in sala, si visionano le monete, si sono studiati il catalogo e presi appunti con le priorità nell'asta in base alla propria collezione. Collezionisti che hanno in mente uno schema per la propria collezione e non comprano solo con l'idea di una possibile rivendita immediata. Sono sempre meno, ma ci sono ancora.
  37. 3 points
    aleale

    Monete Napoletane dalle aste e private: inedite, poco note e varianti di conio.

    Ciao a tutti, di questa, https://www.sixbid.com/browse.html?auction=3411&category=71423&lot=2829110, cosa dite? Un Coronato dell'incoronazione di Ferdinando d'Aragona senza sigle.
  38. 3 points
    f.dc

    denaro tornese

    @elio2elio Questa l'avevo persa! Ci provo. Ducato di Atene, Zecca di Tebe, Mistura, diam. mm 17-20 ca., g 0,6-1.00; moneta comune Dr. [+] GVI : DV[X] [rosetta o altro] ATENES; al centro: croce patente entro circolo dentellato Rov. : ThEBANI CIVIS; al centro: castello stilizzato Al dritto le lettere GVI DUX rendono ambigua l'attribuzione poichè tale combinazione si ritrova tanto nella monetazione di Guigliemo I de La Roche che del figlio successore, Guido II de La Roche, al pari della combinazione di lettere G DUX. Pertanto l'emessione si considera ad oggi, ed a mia conoscenza, probabile per entrambi e nel periodo che va dal 1280, data convenzionalmente fissata con la presa del titolo di Duca di Atene, fino al 1308, un anno prima della morte di Guido II de La Roche, ultimo Duca de La Roche. Sulle date di attribuzione dell'inizio della coniazione dei tornesi a Tebe, vi è incertezza. Sappiamo che Guglielmo I fu il primo a coniarli, sappiamo che riportano il titolo di Duca e, quindi, non possono essere anteriori il 1280, ma lo studio di alcuni ripostigli hanno ritardato l'inizio delle coniazioni al seconda meta degli anni 80 del XIII secolo [cfr. J. Baker and P. Calabria, “Filignano (IS): le monete tardo-medioevali”, RIN, 105 (2004), pp. 266-300] Se interessa approfondire l'argomento, sul web si possono ricercare e ottenere liberamente -e gratuitamente - oltre al titolo di approfondimento cui sopra, anche tre opere utilissime: 1) Schlumberger G. Leon, Numismatique de l'Orient latin, opera fondamentale del 1878 e ancora valida ; 2) Cecchinato. R., Il denaro Tornese della Grecia Franca - aggiornata, godibile, ricca, con molti riferimenti bibliografici. A mio gusto un gran bel "pezzo" di numismatica; 3) Fabrizi D., Il denaro tornese nell'Italia Meridionale, per passare proficuamente da una sponda all'altra dell'Adiatico. Sempre utile il classico del Malloy, Coins of the Cusader Sates, Questo da acquistarsi rilegato. Buon materiale è disponibile - è un po' che non lo frequento - al sito del forum degli Amici portoghesi di Numismatas.com nella sezione e-book, ma, onestamente, non avendo familiarità con la lingua, ignoro la legittima fruibilità dei materiali in pdf ivi disponibili. @lorenzo per migliori e piu' competenti ragguagli
  39. 3 points
    Alberto Varesi

    IL FUTURO PER LA NUMISMATICA DA COLLEZIONE...esiste in italia?

    purtroppo certi atteggiamenti seguono il mercato: vuoi la moneta fdc ? Bene, io ti dichiaro che la mia lo è (a prescindere) vuoi la moneta senza colpi, fori, graffi ecc ? Li tolgo e....voilà, la moneta torna appetibile. una volta queste cose erano meno frequenti, vuoi perchè la differenza tra moneta con colpo e quella senza non era così elevata, vuoi perchè la moneta con il colpo si vendeva. quanto alla tua domanda, sì, per diversi settori e tipologie il prezzo del bb è calato. Un esempio, il 20 lire "cappellone o elmetto", che qualche anno fa costava dai 150 ai 200 euro per un buon bb ed ora se ne spuntano meno di 100
  40. 3 points
    roby14

    hemilitra di Himera

    Grazie,... è un piacere stare con voi. Sì, è davvero impressionante quanto questo mito tramite l'influenza greca si sia diffuso praticamente in quasi tutti i popoli e le culture dei paesi del bacino del Mar Mediterraneo;il nostro bel paese ne è un esempio...aggiungo una foto fatta nel museo Faina di Orvieto, è una terracotta dipinta che ornava il tempio di Belvedere
  41. 3 points
    realino santone

    cavallo AQUILA inedito R4

    Salve, segnalo : http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/?p=13133 auguri di buona pasqua a tutti
  42. 3 points
    Cliff

    Quando si compra una moneta da internet....

    Di fregature ne ho prese molte nei primi anni di collezionismo, credo sia quasi inevitabile. Ancora sorrido se ripenso alle descrizioni entusiastiche di certi commercianti che mi "bevevo" credulone e ingenuo i primi tempi che frequentavo certi ambienti numismatici. Ricordo ancora una fregatura colossale che presi una volta per un acquisto da remoto. Anno 2005 o 2006, asta di media rilevanza nazionale, zona Romagna ma non S.Marino (chi vuol capire capisca, comunque al momento non fanno piu' aste numismatiche mi pare ma solo filateliche). Adocchio sul catalogo cartaceo un bel sesterzio di Adriano con la nave al rovescio, conservazione BB+ per non dire qSPL, bella patina verde esaltata anche nel catalogo che citava "splendida patina verde originale". Base d'asta stranamente bassa per tipologia e conservazione, mi pare 700 Euro Batto la moneta al telefono e me l'aggiudico intorno ai 1000 euro, che con i diritti fanno 1200. Sono molto soddisfatto. Arriva la moneta e in mano è una delusione pazzesca, la patina è impalpabile, artificiosa, chimica. Chiedo un parere a un guru dei bronzi e delle patine (il famoso N...mo per gli addetti ai lavori), che però in questo caso tende ad ammorbidire la problematica e la questione, dicendomi che la moneta era "toned" all'americana, che era una "non" patina, che quindi era un intervento accettabile e non truffaldino perchè difatto colorava solo la superfice ossidandola sul verde senza però coprire completamente il metallo, e che la moneta non era comunque malaccio. Io rimango comunque non convinto della situazione e della moneta in mano, che per me restava davvero artificiosa e puzzava anche di chimico. Mi stupisce anche un po' questa difesa da parte del guru, solitamente molto critico verso tutto quello che è artefatto e venduto per quello che non è, per cui mi viene anche il dubbio che il lavoro di ripatinatura potesse addirittura averlo fatto lui. Soprattutto però non mi va giù quella frase scritta a catalogo "Splendida patina verde originale". Chiamo la casa d'aste e mi lamento del fatto che la patina era tutt'altro che originale. Questi mi dicono che secondo loro era originale e che comunque le descrizioni sullo stato della moneta non sono vincolanti ma sono solo il parere dell'estensore del catalogo senza alcun valore legale, come peraltro espresso nelle condizioni di vendita dell'asta. La moneta era comunque autentica e tanto mi doveva bastare, loro rispondevano dell'autenticità ma non delle condizioni o eventuali difetti occulti che potevano essere a loro sfuggiti in completa buona fede e per i quali era imprescindibile che un eventuale compratore valutasse lui stesso la moneta dal vivo. Risposi che io avevo offerto sulla base di un catalogo cartaceo e non avevo avuto la possibilità di osservare la moneta dal vivo ma mi rispondono che nel momento stesso in cui avevo deciso di offrire sulla moneta avevo accettato anche tutte le condizione di vendita dell'asta tra cui questo trafiletto sulle condizioni/restauri e possibili difetti occulti dei lotti. L'alternativa a quel punto era di farsi fare un expertise sulla moneta da qualche perito in cui si evidenziasse l'artificiosità della patina (cosa peraltro non scontata da ottenere e comunque a pagamente, diciamo minimo un 100 euro di costo) piu' eventuale battaglia legale se continuava l'ostruzionismo da parte della casa d'aste (con neanche la sicurezza di spuntarla dato il trafiletto sui difetti occulti presente nelle condizioni di vendita, ma forse si poteva ottenere qualcosa puntanto sul diritto al recesso di un acquisto effettuato a distanza e senza previa visione del lotto). Cosa ho preferito fare io a quel punto? Alla prima occasione ho rimesso in vendita la moneta in altra asta numismatica, dove è stata venduta senza frasi di apprezzamento sulla incantevole patina ed ha realizzato mi pare 800 euro, tolti i diritti per me una perdita di più di 500 euro.... Amen, qualcuno lo chiama il prezzo dell'esperienza. Per rispondere ad Admin dico che dalla mia esperienza in situazioni di lana caprina come queste non è tanto facile uscirne senza perdite economiche almeno parziali per il collezionista comune, e serve a monte selezionare bene da chi si compra e verificare tutte le condizioni di vendita nei minimi dettagli. @Piakos mi sembra più ottimista nella possibilità di riuscire a "restituire" una moneta per questioni di restauro non dichiarato ma di solito non è cosi' semplice anche in aste ufficiali di una certa importanza (eccetto alcune aste top dove di solito non fanno problemi anche in questi casi per mantenere il loro prestigio). Probabilmente lui è stato piu' fortunato o convincente anche perchè lavorando nell'ambito legale credo che le sue rimostranze abbiano un peso diverso sui proprietari di case d'aste rispetto al peso che potrebbero avere le lamentele di un semplice privato collezionista (per la serie un conto è se ti chiama il Signor Rossi per dirti che la moneta non l'ha soddisfatto, un conto se ti chiama lo Studio Legale PincoPallo&Pescecani per dirti che secondo loro hai venduto in maniera truffaldina... ).
  43. 3 points
    Cliff

    TESI DI LAUREA

    Figurati! Scrivimi pure un messaggio in MP se hai altri dubbi su qualche testo.
  44. 3 points
    Lugiannoni

    LE MONETE DI GENOVA E IL MERCATO: 8 LIRE 1804 ECCEZIONALE

    Accetto la <chiamata in causa> ma solo per dire che c'è poco da dire. La moneta è stata venduta a 18.500 euri, con un incremento del 462,5% rispetto alla stima Bazzoni; sarebbe superfluo e banale affermare, ad esempio, il mio stipendio degli anni '90 avesse avuto oggi una tale rivalutazione, oggi, invece di avere il piacere di questa conversazione, sarei un "triste" pensionato su una spiaggia di Bora Bora, bevendo un Cuba Libre circondato da splendide isolane, in attesa che le canne da surfcasting fremano, preannunciando una gustosa cena a base di pesce. Poichè invece sono qui, posso solo constatare, come ormai vi siano due "mondi numismatici" diversi e tra loro impermeabili. In uno sta la gran massa dei collezionisti medio-bassi, ai quali sono ormai riservate monete non particolarmente rare ed in condizioni passabili, nell'altro una ristretta élite che combatte all'ultimo rilancio senza limiti per assicurarsi l'eccellenza. Se si accetta tutto questo - e non vedo come potremmo fare diversamente - ci restano solo due alternative, ammesso di non far parte del secondo mondo: o abbandonare il collezionismo (ipotesi peggiore che scarterei) o adattarsi all'idea che certe monete si possono apprezzare anche guardandole in foto (soluzione del tipo "La volpe e l'uva") così come apprezziamo un Raffaello o un Botticelli che non possederemo mai.
  45. 3 points
    lorenzo

    Lo splendore della Magna Grecia visto attraverso le monete

    .... e si è un vero capolavoro! Taras o Falanto A proposito di Tarentum non possiamo dimenticare il mito di Falanto: il ragazzo sul delfino. Da: http://quotidianodibari.it/articoli/cultura-e-spettacoli/il-delfino-e-luomo-feeling-remoto/#.WM5nVGe1tfE “Mentre navigava nello Jonio, Taras (o Falanto a seconda delle ‘vulgate’) fu sorpreso da una tempesta. Sbalzato in acqua, venne soccorso da un delfino. Depositato dal cetaceo in riva allo specchio d’acqua oggi detto Mar Grande, l’eroe greco s’innamorò del posto e decise di fondarvi una città, che poi avrebbe preso il suo nome (Taranto). Così il mito. Del mito rimase traccia così profonda nella cultura locale che verso il 560 a.C. la zecca della città jonica, allora floridissima colonia magno-greca, stampò uno statère d’argento del peso di un sette otto grammi e del diametro di 25 mm. dove una faccia reca incisa l’immagine di un delfino cavalcato da un uomo. Il caso di Taras non è isolato nella storia antica, a conferma di quanto remoto sia il rapporto tra uomo e delfino.” A mo’ di esempio, traggo da: http://www.upmed.it/storia-e-archeologia/monete-incuse-prof-pasquale-attianese-2 questa immagine per mostrare come gli antichi greci del meridione italiano rappresentavano Falanto sul delfino: Oppure in questo tondello: uno tra i più ambiti dai collezionisti: Le immagini appartengono all’Università Popolare Mediterranea di Crotone e sono coperte da copyright. Da: https://it.wikipedia.org/wiki/Falanto “Falanto (Φάλανθος) è una figura della mitologia greca, ecista dei coloni Parteni provenienti da Sparta, marito di Etra. Figlio di Arato, secondo la leggenda la sua figura è fortemente legata alla città di Taranto in quanto Falanto sarebbe il fondatore effettivo dell'antica colonia greca. Racconta Strabone, nella sua Geografia, che negli ultimi decenni dell'VIII secolo a.C., durante le lunghissime guerre messeniche, in cui Sparta era impegnata contro la vicina Messenia, le donne spartane misero in guardia i propri uomini dal pericolo conseguente al fatto che essi, per mantenere il giuramento legato a quella guerra, erano lontani dalle mogli e dalla loro città: Sparta rischiava di non avere più una giovane generazione di guerrieri e loro avrebbero agito di conseguenza. Preoccupati, gli Spartiati acconsentirono che i Perieci (cittadini che non godevano di tutti i diritti politici propri degli Spartiati), fossero autorizzati a unirsi alle donne e a procreare (figli illegittimi, detti poi 'Parthenii', e destinati, di conseguenza, a vivere emarginati e in condizione subalterna).Venne il momento in cui questi Parteni, guidati da Falanto, organizzarono una sommossa insieme agli schiavi, per ottenere dall'aristocrazia i diritti loro negati: la sommossa fallì e i rivoltosi, non potendo essere condannati a morte al pari degli schiavi, furono obbligati a lasciare la città alla ricerca di nuove terre. Prima di partire, Falanto consultò l'Oracolo di Delfi alla ricerca di un responso circa il proprio futuro; l'oracolo di Apollo, tramite la Pizia, così sentenziò: "Popolate la grassa terra degli Iapigi e siate la loro rovina." Falanto chiese anche un segno dal cielo dal quale capire quando sarebbe venuto il momento opportuno e l'oracolo sentenziò: "Quando vedrai piovere dal ciel sereno, conquisterai territorio e città." Raggiunte le terre degli Iapigi, i Parteni non riuscirono ad avere la meglio sugli indigeni, ma si limitarono a prendere possesso del promontorio di Saturo. Le ambizioni, però, erano maggiori e Falanto, disperato, si buttò tra le braccia della moglie, che, stanca e scoraggiata, cominciò a piangere e a bagnarlo con le sue lacrime. Falanto, ricordandosi dell'oracolo ritenne giunto il momento di fondare la città e guidando i suoi verso l'entroterra fondò Taranto, richiamandosi a Taras l'eroe greco-iapigio del luogo: il nome della moglie Etra ha, appunto, il significato di "cielo sereno". Mentre gli indigeni riparavano a Brindisi, Falanto poté così finalmente costituire in Italia una colonia lacedemone, retta dalle leggi di Licurgo. In seguito a contrasti con i concittadini (per seditionem), Falanto venne scacciato con ingratitudine da Taranto e si rifugiò a Brindisi, proprio presso gli Iapigi che aveva sconfitto. Lì morì e ricevette dai suoi ex nemici un'onorata sepoltura. Sul letto di morte, tuttavia, Falanto volle far del bene ai suoi ingrati concittadini: convinse i brindisini a spargere le sue ceneri nell'agorà di Taranto, perché così facendo si sarebbero assicurati la conquista della città. In realtà, l'oracolo aveva predetto a Falanto che Taranto sarebbe rimasta inviolata se le sue ceneri fossero rimaste entro le mura. Così Falanto, ingannando i brindisini fece un favore ai tarantini, che da allora gli resero l'omaggio dovuto ad un ecista.” L'ecista (dal greco οἰκιστής) nella Grecia antica era un condottiero scelto da un certo numero di cittadini per essere guidati alla colonizzazione di una terra. Prima della partenza, gli ecisti potevano consultare un oracolo per conoscere in anticipo quale sorte poteva avere il viaggio da intraprendere, cosa che anche Falanto fece.
  46. 3 points
    Piakos

    IL PERNICIOSO E NOTO PROBLEMA DELLE FALSIFICAZIONI NUMISMATICHE

    Molto interessante. Aggiungo di seguito una nota sul traffico numismatico di trincea aRoma...probabilmente meno scientifico rispetto al Becker e analoghi, ma ancora più insidioso. A tratti la descrizione potrebbe sembrare esilarante...ma ciò che c'è dietro a qualche sorriso è estremamente pernicioso per l'appassionato che si avventura da solo nel mare magno dell'acquisizione di monete da collezione. Questa nota era già stata postata nel nostro Vademecum ma occorre darle maggiore visibilità, in questa discussione. Nuovi luoghi...stesso ambiente, aneddoti per le monete della domenica e per lo scambio al minuto. Come già detto....il traffico e il commercio spicciolo di monete e di oggettistica, dopo la seconda guerra mondiale a Roma si trasferì da Piazza Montanara e si incentrò prevalentemente in altre due località: - Porta Portese - e, fino a qualche anno fa', in Piazza di Fontanella Borghese di cui postiamo la foto di seguito: In questi luoghi il collezionista e gli appassionati di numismatica sentivano parlare di personaggi dal soprannome pittoresco, come ad esempio: il Tassinaro, il Pasticcere, Buccheretto, il Prete, il Marchisciano, l'Occhialetto, il Pancione, il Roscio. Ma spesso sfuggiva , nell'andirivieni dei frequentatori, chi si celasse dietro questi “nick name” dell'epoca...così che, come nelle leggende, alla fine non si sapeva nemmeno se questi esperti, di cui risuonavano i nomi d'arte, esistessero come persone o non fossero piuttosto nomignoli inventati di sana pianta per spargere chiacchiere e depistare la realtà. ESEGESI DELL'ARTE DI VENDERE MONETE SULLA STRADA...ANALISI COMPARATA CON LA COMMEDIA DELL'ARTE... e le ricadute sulla realtà della numismatica. Qualcuno trovava intriganti i suddetti piccoli misteri...che contribuivano ad aumentare l'interesse dell'annoiato o dello sprovveduto di turno, dediti al collezionismo. Per esemplificare le attività in argomento: una volta "il tassinaro" recitò - in uno dei suddetti luoghi, il seguente monologo indirizzato ad un collezionista in crisi di astinenza: ...per stà bella e rara monneta voglio favorire questo ragazzo...che viene spesso a sta' bancarella ma non ha mai preso niente de 'bbono. Regà...te la stò a regalà...me dai 900.000 lire e non devi nemmeno dire: a! Vale da tre a cinque meloni (Fine anni '80 sec. scorso)...asseconda di quanto è potente chi ce l'ha in mano quanno la venne. Però...se sei furbo regà...primo me la devi comprà e poi la devi nasconne e nu'n la devi fa' vede a nessuno...perchè sennò vengono quà e me cazziano perchè l'ho data a te...invece che ad altri. Trovo tale monologo degno della commedia dell'arte, in quanto improvvisato con mestiere sopraffino, a braccio e canovaccio, sul tema dell'affabulazione. A mio avviso potremmo essere nello spirito del Belli...nell'osservazione dei retaggi oscuri, miserrimi e sarcastici del popolo papalino...anche se l'arte oratoria e letteraria del predetto personaggio non regge il confronto con il sommo poeta Gioacchino. In qualche modo, con il suddetto monologo, potremmo essere anche vicini a Carlo Lechner (in arte Bombolo)...attore di immense risorse mimiche, maschera del popolo romano...male usato dal sistema Cinecittà in ruoli troppo trash o deteriori, negli anni '70/80' del secolo scorso. Il monologo del suddetto proponente rammenta Bombolo quando vende i piatti a Campo de' Fiori: ...venite 'ggente, oggi ve vojo fa' contenti solo a'vvoi...c'è stato un fallimento: venno li piatti e le padelle a mille lire...li regalo! Stà padella (bonc..bonc...risuona quando ci batte il pugno) alla Rinascente la fanno 3.500 (lire)...io la regalo...ecco, datemi li sordi e pijateve sti piatti chessò n'affare. La differenza sta nel fatto che i piatti e le padelle di Bombolo erano autentiche ed utili alla bisogna...mentre le monete? Per la moneta summenzionata...l'affabulato collezionista ebbe un giorno ad incontrare un esperto detto "il pasticcere", il quale (paragnosticamente) gli disse: ma è autentica? Mamma mia! L'affabulato, roso dai dubbi, arrivò a prendere il treno per una città posta ai confini dello Stato per incontrare - fuori dell'ambiente romano - un grande Commerciante e studioso del mondo numismatico medio orientale, il quale fornì cortesia ed esimia disponibilità. Guarda e riguarda...sarà buona...sarà falsa...un'intera mattina passò fra tali interrogativi non banali per la serietà della Numismatica italiana. Alla fine, mi riferiscono che sul far del mezzogiorno...saltò fuori la moneta da un bollettino internazionale di falsi numismatici...cui il Commerciante era abbonato. Era un falso bulgaro. Ovviamente è probabile che anche il grande Commerciante volle far cadere dall'alto la cosa perdendo due ore nelle analisi e nelle ricerche. Perchè? Perchè stiamo parlando di un gran Signore...una persona colta, raffinata e di livello, che - con somma arte e psicologia mercantile - volle porre riparo al danno fatto dal "tassinaro" immettendo nel mercato un falso. In che modo? Facendo credere al povero affabulato che la moneta in esame era un falso difficile, al limite della zona grigia: è buona...non lo è ma lo sembra...forse potrebbe addirittura esserlo. Con tale tecnica retorica, la delusione dell'appassionato turlupinato fu stemperata...e il collezionista stesso alla fine della mattinata comprò anche due stupende monete...quelle si erano super autentiche. (cfr: Nota 1) Ritornando agli epigoni di Piazza Montanara a Roma (ma ogni grande città ha avuto i suoi ritrovi...) chiudiamo con una esemplificazione dei commenti domenicali che si potevano udire in loco nel corso di una sessione commerciale: ...Questa moneta è tutta ripatinata e stuccata: bòh!? Sarà stato il Pasticcere! - Per questa moneta il Marchisciano m'ha offerto un sacco di soldi...e non gliela ho voluta dare...voglio molto di più. - Quell'altra la voleva l'Occhialetto...ma è arrivato prima il Prete e l'ha presa lui. - Quella non la prendere...è passata sotto il microscopio del Roscio...sarà tutta restaurata. - L'altra volta il Pancione e l'Occhialetto hanno litigato...perchè la Vetta d'Italia (FdC) del Sòr Giacomo che si disputavano, con satinatura intatta...alla fine l'ha comprata un collezionista, ma c'iavemo messo una buona parola...e adesso hanno rifatto pace. In ogni caso gli esiti di queste nuove “piazze commerciali e di scambio” furono meno brillanti, rispetto ai tempi del Sor Checco Martinetti, per la crescente penuria di buon materiale e per l'accentuarsi della presenza delle falsificazioni nel mercato, che iniziarono ad avere una diffusione costante, contestualmente al materiale autentico e integro, sempre più scarso. NOTA 1: per porre rimedio alla figura da ingenuo che il collezionista affabulato dal "tassinaro" rischia di fare in questo aneddoto, occorre rendere giustizia. Si dice che al momento dell'acquisto fosse presente un altro collezionista abbastanza esperto, il quale cercò di entrare in competizione per acquisire l'oggetto, ma sembrava proprio che quella volta il venditore avesse puntato il nostro eroe...quindi non ci fu verso. Ovviamente qualche navigato lettore potrebbe immaginare che questo secondo collezionista tenesse, nell'occasione, bordone al venditore. In teoria...l'ipotesi non sarebbe impossibile. Fatto è che l'affabulato si recò immediatamente a far valutare l'oggetto ad un noto Commerciante professionista, ubicato non lontano dal luogo dell'acquisizione...e, sembra che costui avrebbe sdoganato come autentica la stessa moneta, dal valore non inferiore ai 4 milioni. Che dire? -Era costui in mala fede; - o non capiva che ra un falso? Meglio non dire... @f.dc
  47. 3 points
    f.dc

    Auguriamoci l'errore

    Caro Renzo, @Piakos Come sempre troppo benevolente nei mie confronti, ma ringrazio per l'immeritata considerazione, spero non troppo malriposta. Milito ancora nella squadra dei caporali; graduato si, ma sempre di truppa. E, onestamente, per scelta. Mi spiego, ci provo almeno. Le monete ancora mi divertono. Mi diverte approfondire, mi coinvolge studiare -nei miei tanti limiti -, sento ancora l'adrenalina nello scoprire cose nuove, un tassello storico, archivistico, tecnologico specifico. Non parlo di cose innovative, nulla che elevi la Scienza; banalmente qualcosa che non conoscevo prima e che - normalmente - è conoscenza scontata per altri. Ho scelto di non andare oltre perchè le monete sono sempre state la mia oasi di pace; talvolta un locus per riconciliarmi con me stesso. Non ho mai rivolto attenzione alla monetazione classica, ma il medioevo e l'evo moderno sono stati il punto centrale dei miei interessi, periodi che fino a pochi anni fa coagulavano l'interesse di pochi e, giocoforza, piu' "commercialmente puliti" vista la scarsa valenza economica relativa. Nondimeno ho vissuto sulla pelle, come qualsiasi collezionista, vicende che mi hanno aperto gli occhi, almeno un po'. E l'esito della maturazione è, in sintesi, questa discussione. Cose piccole insomma. Sostanzialmente l'illusione di un mercato fatto di appassionati per gli appassionati - che è l'iniziale illusione di tutti, un inevitabile iniziale portato ludico - l'ho persa di colpo quando, negli anni 85-94 "affrontai" il mercato americano che, al tempo, possiamo paragonare al mercato italiano -ed in larga parte europeo - di oggi. Scoprii, seguendola, la trasformazione indotta dalla "industrializzazione numismatica" che porto' al macello coloro che cercarono di resistere - collezionisti ed operatori -. Una semplificazione del mercato diretta a sostituire la competenza del collezionista con una certificazione terza, solenne e valida erga-omnes - con tutte le sue sottili e talvolta perfide implicazioni -, che, in definitiva, ignorava il collezionista ed il collezionismo puntando altrove. Attenzione, non esprimo alcun giudizio morale, semplicemente racconto un fatto. La vicinanza amicale con un anziano numismatico - con due enne maiuscole - nordamericano che volle opporsi al cambiamento e la sua sostanziale sconfitta estetica, umana, commerciale e, in definitiva, personale, mi fecero presagire alcune future direttrici della nostra comune passione e dell'ecosistema in cui è inserita, e definitivamente misi il cuore in pace sui tempi a venire. Circa la moneta del raccontino, le cose sono veramente semplici. Trattiamo di una imitativa tardo medievale, dalla rarità accertata ed evidente, di cui, a mia notizia non esistono falsi. E' semplicemente una moneta che non interessa a nessuno, sicuramente scambiata prima come altro, perchè mai classificata correttamente. Quante volte sui cataloghi abbiamo letto, per una moneta ostica ma di poco valore, "CNI 21-66", vale a dire: "chi vuole si diverta. " Nel tema dell'errore, a me pedagogicamente caro, osserviamo l'errore esiziale di un cultore dello scibile che, folgorato dalla recente scoperta si lancia all'acquisto per ingrossare il suo carniere e commette due gravi errori: - dimentica di essere spesso il solo contendente di ciò che lo appassiona; - dimentica che nel campo medievale, per ogni "unicum" scoperto, nel volgere di poco capitano altri esemplari che, semplice, non erano riconosciuti o riconoscibili prima. Accade così frequentemente che si puo' considerare norma, specie per i nominali minori. Qualora l'avesse acquistata un'incauto disinteressato allo scibile ma convinto di acquisire l'assoluto -capita anche questo - nella sostanza nulla cambia. Un errore doloroso di metodo, comunque. Puo' essere "formativo", al riguardo, sfogliare i cataloghi di vendita del XIX sec, o dei primi del '900. Si puo' scoprire che minuzie come misturine, bolognini, denarini, venivano esitati a prezzi stellari. Sollazzo e giubilo per falsari e antiquari di stomaco forte. Pezzi al tempo poco o insufficientemente documentabili, graditi a cultori di un collezionismo sistematico. Amatori numericamente soverchianti i pochi tondelli esitati (offerti alla vendita direi -si potrebbe aprire una parentesi ulteriore sulle modalità di gestione dei ritrovamenti offerti al mercato, ma è già troppo cosi -) e, tra nobili e nuova borghesia rampante, di portafoglio capiente. Ma questa è un'altra storia. O forse sempre la stessa vichiana storia.
  48. 3 points
    @Lugiannoni @Spoudaios @f.dc e tutti gli altri appassionati che vorranno cortesemente leggerci. Riflettendo sui Fora...mi sono convinto che la chiarezza e la sintesi sono importanti per attrarre l'utenza, spesso sono un po' logorroico...non va bene...a meno non ci si voglia rilassare con discorsi numismatici scientifici ed esoterici, in tre o quattro di noi, cosa meravigliosa. Qui si sta facendo un discorso complesso...cercherò quindi di essere stremamente leggibile e comprensibile. Per formare un "occhio numismatico tecnico" ci vuole molta dedizione (passione/volontà) molta cultura personale di carattere non matematico scientifico...ma umanistica ed artistica. Poi ci vorrebbe un bagaglio tecnico, da idraulico/tornitore/installatore, ad esempio, che andrebbe benissimo, perchè costui sa come muovere le mani sui metalli e conosce alcune reazioni chimiche del metallo, sia a freddo che con calore. Cioè: - tanto tempo da dedicare e si può scegliere se affrettarlo in tre/cinque anni - o diluirlo in venti/trenta...dipende da noi e anche dalle circostanze. - cultura artistico storica: per la classificazione e sensibilità per gli stili e l'arte; questo è un cavallo vincente...perchè l'idraulico/tornitore/installatore di solito non ha queste doti per vari ovvi motivi parascolastici e quindi l'umanista ha un marcia in più. - Però il tornitore metallurgo idraulico conosce il metallo...quindi anche lui ha una marcia in più. Chi dei due ha la macchina più potente...purtroppo ce l'ha l'idraulico se si mette a studiare. Studiare? Certo...mica si mette a studiare la storia dell'arte, non avrebbe voglia, basi e approcci. Si mette a studiare le monete: i conii, i falsi, l'ambiente, i cataloghi. L'ideale sarebbe unire le due cose. In Italia ne conosco due...trattasi di top player, a tempo perso uno dei due scrive qualcosina anche sui fora. I metallari/metallurghi sono di più...due scrivono anch'essi sui fora...uno dei due è un vero e proprio Principe delle Tenebre, nel senso letterale del termine: può decidere di accendere o spegnere la luce...e allora diventa dura. - Qualcosina si può affinare anche in foto e sui fora, @f.dc mi perdonerà al riguardo ma, parlo per me con estrema umiltà: se si sono acquisite delle BASI tecniche con le monete in mano, È RELATIVAMENTE FACILE RICONOSCERE DELLE PROBLEMATICHE IN FOTO sui Fora o sui cataloghi, con foto ben fatte sopra tutto. Andiamo ora a bomba: i Maestri? Ci sono, ma non possono essere unici...perchè si romperebbero le balle a starci appresso o ad averci intorno. Ed allora? Ed allora occorre frequentarne un po' rubando un po' di tempo a tutti...in cambio ci si mostrerà gentili e sopra tutto DISCRETI...MOLTO DISCRETI...che è la regola numero uno. Inoltre è ovvio che bisognerà comprare monete dai Maestri ragazzi...a gratis quasi nulla o molto poco. Infine...non si può imparare molto rimanendo sottocasa...anche a tAnche trarovare un maestro, occorre variare e poi non tutti sanno tutto. occorre prendere la macchina o il treno, teoricamente anche l'aereo. Occorre andare alle aste, ai convegni...almeno nei primi tempi, occorre andare dai Maestri che non stanno nella nostra città, dagli altri appassionati che abbiamo avuto la fortuna di conoscere...ecc. ecc. Vedete quante cose...e certo. Poi dicano che la numismatica è difficile. In realtà non è difficile...di più. Aneddoti ed elenchi...in seguito.
  49. 3 points
    Admin

    Nuova versione 2017 del forum

    Eccoci qui: la presente versione ha privilegiato più la sostanza e quindi sto intervenendo sugli ingranaggi che permettono di rendere più efficiente il forum e più veloce Ma ci sono delle novità che indicherà poco alla volta: Nuova sezione I MIGLIORI UTENTI in alto, nella barra di navigazione clicca sulla nuova sezione e scoprirete gli utenti che stanno contribuendo a rendere grande questo forum un piccolo omaggio se lo meritavano...giusto?
  50. 3 points
    Menelao

    Biblioteche numismatiche

    Bravo @Biblionummofilo!!
La ricerca dei Migliori Utenti è impostata sull'orario Roma/GMT+01:00