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  1. 6 points
    Riccardo Paolucci

    ULTIMO ARRIVO (Strepitoso)

    ACQUISTATO IERI C. Cassius e Lentulus Spint. (43-42 a.C.) AR Denario 3.90 gr., zecca itinerante con Bruto e Cassio D/ C · CASSI - IMP Treppiede con cortina, decorato con due rami di alloro e filetti. R/ Jug e lituus; sotto, LENTVLVS / SPINT. Crawford 500/1 - BMC 80 - Babelon Cassia 14 e Cornelia 76 - Cohen 7. FDC Gli strumenti religiosi sono raffigurati su monete romane come simboli di uffici religiosi. La brocca e il lituo sono le immagini di funzioni collegate a due principali collegi di uffici religiosi, i Pontifizi e gli Auguri. Insieme queste funzioni hanno garantito la legittimità di tutte le azioni politiche e la sicurezza dello stato romano. Questi emblemi hanno riferimenti all'interno della cultura romana per augurio e sacrificio. Agli Auguri che presero gli auspici, che determinarono il favore divino e da soli portarono il lituo; a Pontefice Massimo che esercitava un controllo primario sui sacrifici pubblici, preparando il vino sacro alle libagioni, partecipando ai voti pubblici e ai sacrifici per assicurarsi che fossero eseguiti secondo il tradizionale mos maiorum. Collegano il potere politico con i rituali tradizionali richiesti alla magistratura repubblicana. Cesare ha tenuto molti dei più importanti e influenti uffici sacerdotali (Flamen Dialis nell'87 o nell'86 aC, Pontifex nel 73 aC, Pontifex Maximus nel 63 aC e un Augur nel 47 aC). Ha coniato monete raffiguranti immagini religiose e l'accumulazione di strumenti religiosi ha creato un nuovo tipo di moneta che si concentrava unicamente sulla definizione di strumenti di questi uffici senza altre immagini che li avrebbero tradizionalmente accompagnati. Questa nuova iconografia era intesa a significare la suprema autorità di Cesare. La funzione dell'iconografia è quella di rappresentare il potere e dopo la morte di Cesare molti comandanti militari continuarono a usare il tipo di moneta di strumenti religiosi di Cesare per significare anche la loro legittima autorità di rivendicare rapporti con lui. Anche M. Brutus e Lentulus Spinther hanno approfittato di questo nuovo tipo di moneta per rappresentare la loro autorità quando erano coinvolti nella guerra civile. Hanno coniato congiuntamente questo tipo che sul dritto ha la leggenda BRVTVS e ascia, culullus e coltello, e sul retro LENTVLVS SPINT e una brocca e lituus. L'inverso omaggio a Bruto mostra elementi legati all'ufficio che tradizionalmente rivendica la legittimità politica e il diritto di un comandante di comandare il suo esercito. Cassius Longinus e Brutus erano pretarici nel 44 aC, Bruto fu assegnato da Cesare a Macedonia e Cassio in Siria (App., BCiv, 4.57) e dopo l'omicidio di Cesare e la reazione popolare ostile le province furono riassegnate ad Antonio e Dolabella, mentre Senatus inviò Bruto a Creta e Cassio a Cirene (Plut., Brut., 19.3; App., BCiv., III, 78,12). Entrambi gli uomini, tuttavia, presero il potere nelle province loro assegnate originariamente, si incontrarono a Smirne nel 43 aC per decidere la migliore politica di opposizione perché mancavano di autorità (Plut., Brut., 28,6-7; Cass.Dio, 47.21.1 ). Il Senato confermò la loro autorità e riconobbe loro il possesso di Macedonia e Siria, quindi i simboli su questo tema tentano di rivendicare Bruto e Cassio come comandanti repubblicani tradizionali.
  2. 5 points
    Lugiannoni

    Libri, PDF e...

    Quindi, se ho capito bene, quando voglio ascoltare, che so, la 7^ di Bruckner o la 5^ di Beethoven dovrei andare a Berlino o a Dresda e qualora non fossero in programma, far venire a casa mia i Berliner o la Sächsische Staatskapelle, con relativi direttori, tipo Thielemann o Muti o Baremboin? Perchè è evidente che tra ascolto diretto di un orchestra e CD vi è lo stesso rapporto che esiste tra frusciante libro e PDF o, peggio ancora, fotocopia. Io abito in una cittadina di provincia e per poter studiare la monetazione che mi interessa dovrei essere perennemente in viaggio e acquistare decine e decine di volumi, con costi che noi miseri mortali difficilmente potremmo sostenere. Infine anch'io qualche scuola l'ho fatta, pur senza andare ai Parioli (fare tutti i giorni 200 km sarebbe stato un po' stancante), a partire da un piccolo liceo scientifico di provincia dove tenevamo anche noi la giacca (magari non firmata e a volte riciclata dal proprio padre) e la cravatta, e che, con libri in parte nuovi in parte usati, in parte fotocopiati o ciclostilati ha sfornato - parlo solo della mia classe - due sindaci, un ammiraglio, tre dirigenti d'azienda, due medici, quattro professori universitari, ecc. (eravamo una classe numerosa, tipica della scuola statale). Poi l'Università: lì non c'erano ancora i PDF ma le fotocopie, addirittura usate, erano pane quotidiano e, tutto sommato la mia porca figura credo di averla fatta, tra soddisfazioni professionali, pubblicazioni, riconoscimenti. Quindi evitiamo di fare gli "sboroni", please!
  3. 5 points
    E chi dice questo? Le serie del 1947 ogni Casa d'Aste che tratta monete italiane moderne e contemporanee ce le ha così come le caravelle contro vento. Smettere perchè? Smettere la malattia del FDC a tutti i costi quello si. Se i Collezionisti italiani tornassero ad essere Collezionisti e non investitori e ricominciassero a cercare le monete in SPL o BB con la stessa spesa di una moneta FDC avrebbero una panoramica più completa della monetazione trattata. Guarda che su questo argomento con me sfondi una porta aperta.
  4. 5 points
    Spesso e volentieri nei forum ci sono diverse anime e correnti di pensiero totalmente differenti che si confrontano anche duramente e qualche volta vanno anche oltre i limiti della decenza, del rispetto e dell'educazione. Questo però mi sembra un motivo un po' debole perchè non dia il suo contributo nel momento in cui lo ritiene opportuno, magari su un argomento di suo interesse. Non assistiamo quotidianamente a risse da soloon, gli scontri, quando si verificano, sono ben rari e controllati. Su questo concordiamo perfettamente, anzi, esprimo un giudizio ben più severo del suo in quanto certe diatribe personali da scolaretti potrebbero essere evitate o quantomeno risolte in altri ambiti o attraverso messaggistica personale. Su questo, mi dispiace, siamo su posizioni differenti. Non mi pare opportuno fornire molte spiegazioni, ma ci tengo far sapere, viste le accuse che muove, che spesso non si interviene per dare modo agli interlocutori di chiarirsi ed esprimere più compiutamente il proprio pensiero non applicando tout court la censura. Qui nessuno è posto di sentinella per agire repentinamente, certamente ci si attiva il prima possibile anche a livello di consultazioni interne, compatibilmente con la vita quotidiana e gli impegni famigliari di ciascuno di noi. Su come muoversi si spera sempre nella ragionevolezza di chi scrive, anche se, quanto successo anche in altre circostanze analoghe, mi fa seriamente dubitare esista. Carlo
  5. 5 points
    realino santone

    PETIZIONE PER IL COLLEZIONISMO

    Salve, segnalo : https://www.change.org/p/senato-della-repubblica-salviamo-il-collezionismo
  6. 5 points
    https://www.academia.edu/38342474/F._De_Luca_Lo_statere_della_rifondazione_in_Il_Gazzettino_di_Quelli_del_Cordusio_Gennaio_2019_pagg.47-54 Un breve excursus nell’incredibile storia della città di Sibari, fondata tra il 720 e il 708 a.C. da coloni Greci in una zona fra due fiumi affacciata sul golfo di Taranto. La città prosperò subito e divenne presto una grande metropoli alla guida di un vero e proprio impero molto ricco e potente. Ma con la ricchezza arrivarono i problemi e i conflitti e la città venne distrutta dai nemici e caparbiamente ricostruita per ben tre volte. L'articolo analizza una moneta emessa dalla città ricostruita per la seconda volta, mettendo in evidenza la delicatezza e la maestria con cui le raffigurazioni riportate su di essa richiamano le tre diverse componenti che ricostruirono Sibari (coloni provenienti da tre distinte località). Questa moneta, quindi, era innanzitutto un omaggio a coloro che avevano collaborato concretamente a riedificare la città ma, al tempo stesso, anche una sorta di talismano contro la malasorte, un augurio di pace per la martoriata città. Insomma, questo “statere della rifondazione” costituisce un’ulteriore conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, dell’alto valore simbolico e comunicativo dello strumento Moneta.
  7. 5 points
    Qualche settimana fa ho pubblicato su CRONACA NUMISMATICA on line una cosa sulle monete delle quali si parla nei Vangeli, associando ai vari episodi, oltre alle monete, quadri emblematici che tali episodi illustrano. A chi interessa consiglio di andare direttamente sul sito di CRONACA NUMISMATICA dove lo potete trovare con un'ottima impaginazione. Comunque allego anche un pdf dell'articolo. Le monete dei Vangeli.pdf.
  8. 4 points
    Riccardo Paolucci

    RARE BOOKS & FINE ARTS LTD

    Salve carissimi, il 30 Giugno con l'Asta 56 si conclude il mio rapporto con ANTIQVA in Slovenia ed il giorno dopo inizierò a dirigere la RARE BOOKS & FINE ARTS LTD a Londra. Rimarrò in Antiqva come consulente Numismatico esterno ma tutti i miei Clienti li trasferisco a Londra. Già in Settembre organizziamo la 1a Asta elettronica. Non appena sarà on line sarete avvisati. Nel frattempo se qualcuno avesse mareriale da proporre (Libri di Numismatica e Monete Classiche con qualche puntata sulle zecche italiane) sono a disposizione di tutti.
  9. 4 points
    Sapendo di suscitare l'invidia di molti, anzi, di tutti, vi presento il mio ultimissimo acquisto!!! @Piakos, voglio vedere se trovi tracce di bulino anche qui! Dimenticavo io prezzo, circa 50.000 euro, un vero affare! SETTIMIO SEVERO, 193-211 d.C. MEDAGLIONE Metallo: AE Peso: gr. 59,69 Diam.: mm. 40,73 Rarità: RRR Conservazione: qFDC Patina verde/marrone Note: really untouched Zecca di Roma, Emissione: 195 d.C. D/ L SEPTIMIVS SEVERVS PERTINAX AVG IMP IIII, busto laureato con paludamento e corazza a destra R/ P M TR P III COS II P P FIDEI MILIT, l'imperatore stante a sinistra su di un palco in atto di salutare i soldati. Dietro di lui Caracalla e Geta. Dinanzi a lui i soldati con gli stendardi Rif. bibl. Gnecchi, 16; Banti, 51; Cohen, 152 SETTIMIO SEVERO - MEDAGLIONE UNTOUCHED.JPG Ovviamente me lo tengo così per non perdere la totale originalità del pezzo. Ave! Quintus
  10. 4 points
    Andrea1982

    Mi presento a tutti. Buonasera.

    Buonasera a tutti. Mi chiamo Andrea Moro Zuccolo. Ho 37 anni..portati discretamente..anche se per molti risulto "antico"...o come mi definisco spesso un'anima Antica. Sono nato il 02/03/82 A Monselice (Padova)..un paesino sperduto nel Parco Regionale dei Colli Euganei. A poche centinaia di metri dalla residenza del sommo Petrarca. Ora per motivi lavorativi abito in provincia di Treviso.. Ho sempre avuto il piacere di studiare con impegno la storia, sopratutto quella "Veneziana"..avendo anche lavorato a Venezia..studiato a scuola..e poi da adulto frequentando le biblioteche della mia zona. Ho scoperto le monete veneziane leggendo un libro..mi sono spesso immedesimato in questi libri. Venezia e' storia..ogni pietra racconta e trasuda vicessitudini di mercanti..di navi..di commercio..ricchi Patrizzi che speculavano sulle merci, di sete preziose, per adornare donne pompose di alto rango sociale..nelle loro feste. I ghetti..con gli emarginati sociali..che con espedienti raccimolavano pochi spicci per soddisfare i loro bisogni primari...le rivolte degli operai alla fonda dell'arsenale...le continue epidemie di peste...volevo "toccare" con mano tutto questo. Spesso quando tengo in mano una moneta, mi chiedo la sua storia "personale" fatta di mani e sudore..di sogni e necessita'..di patimenti o di non necessario..Questo e' il vero motivo sul perche' raccolgo e catalogo queste monete. Le mie non saranno rare o fior di conio..ma raccontano una storia..fatta di uomini, di estrema ricchezza o di grande poverta'..Grazie a tutti..Questo sono io..o almeno la mia parte migliore...
  11. 4 points
    Lugiannoni

    CONVEGNO SULLA MONETAZIONE ETRUSCA

    E' appena uscito il volume con gli atti del convegno di Populonia sulla monetazione etrusca. Chi fosse interessato può richiederlo all'editore <TAGET Edizioni> mtagete@email.it. Intanto, come promesso, allego il mio intervento sui conii populoniesi. RdA 26 Giannoni HD_compressed (2).pdf
  12. 4 points
    238 d.C. L'anno dei Sei Imperatori "Dopo che Massimino ebbe ridotto la maggior parte delle famiglie più facoltose alla povertà, egli cominciò a ritenere che ciò fosse insignificante o poco importante, e non sufficiente a soddisfare i suoi desideri. Così si rivolse al tesoro pubblico e cominciò ad espropriare denaro cittadino, che era stato raccolto per essere distribuito al popolo romano attraverso i congiaria (distribuzioni alimentari e in denaro), oltre a fondi messi da parte per rappresentazioni teatrali e spettacoli." - (Erodiano, Storia dell'impero dopo Marco Aurelio, VII, 3.5.) I costi crescenti delle guerre, condotte prima lungo il limes renano e poi danubiano, costrinsero Massimino a confiscare nuovi beni anche ai provinciali. Le offerte nei templi, le statue degli dei, gli ornamenti in pubblici edifici e a fonderli in nuove monete al fine di “mantenere la fedeltà” dei suoi soldati con stipendia e donativa. Ciò portò ad un'aperta rivolta anche da parte di provinciali e della stessa plebe locale, i cittadini arrivarono a farsi uccidere piuttosto che permettere che i propri templi venissero profanati. Gli stessi soldati di Massimino iniziarono a mostrare dissenso poiché sapevano che, i loro familiari, rischiavano di essere uccisi dai loro stessi commilitoni in caso di opposizione al nuovo regime imperiale. Nessuno ebbe, però, il coraggio di ribellarsi apertamente fino alla fine del suo terzo anno di regno, era il marzo del 238 d.C.. Frattanto, lungo il fronte orientale, negli anni 237-238 d.C. le città della provincia romana di Mesopotamia, Nisibi e Carrhae, furono assediate e occupate dai sasanidi. Non a caso anche Erodiano suggerisce che i sasanidi rimasero tranquilli per tre o quattro anni dopo le campagne di Alessandro Severo del 232 d.C., il cui esito finale fu assai incerto per le due parti. All'inizio del 238 d.C. (all’incirca a marzo), nella provincia d'Africa, l’estorsione di un funzionario del fisco (il Procurator Augusti del distretto di Cartagine) che per mostrarsi zelante a Massimino, attraverso una sentenza, comprata in una corte corrotta, contro proprietari terrieri locali, accese una rivolta generale nell'intera provincia. I proprietari terrieri armarono i loro "clienti" e contadini, oltre ad alcuni militari e, prima uccisero il funzionario corrotto e poi presero Tisdrus (l'odierna El Djem) e proclamarono imperatore il governatore della provincia africana, Gordiano I (all'epoca ottantenne). Quest'ultimo, anche se inizialmente non voleva indossare la porpora imperiale, tanto da essere stato minacciato con le armi nel caso non avesse accettato, in seguito accettò il titolo di Augusto insieme al figlio, Gordiano II, nella città di Tisdrus. Poi decise di inviare alcuni ambasciatori a Roma per trovare consensi (tra cui il futuro imperatore Valeriano), e dispose di occupare la stessa Cartagine. Poco dopo il prefetto del pretorio di Massimino, Vitaliano, veniva ucciso a Roma da alcuni sicari li inviati da Gordiano; molti amici di Massimino furono messi a morte (tra procuratori e magistrati), compresi molti innocenti, come pure il Praefectus Urbi Sabino, ucciso dalla folla in una sommossa. Il Senato di Roma riconobbe, quindi, i due nuovi imperatori come Augusti (promettendo, addirittura, al nipote tredicenne Gordiano, pretura, consolato e titolo di Cesare), dichiarando Massimino hostis (nemico dello stato) e chiedendo, infine, l'aiuto di tutte le province affinché combattessero per la comune salvezza e libertà, ricevendo la quasi totale adesione, con la messa a morte di numerosi funzionari, amici, generali e militari fedeli a Massimino. Le onorificenze militari di quest'ultimo vennero, inoltre, revocate, il suo nome e quello di suo figlio furono cancellati dalle iscrizioni e dai papiri, le sue statue abbattute e i dipinti celebranti le sue vittorie sui germani, che adornavano la Curia, furono staccati e bruciati. Massimino, venuto a sapere di questi eventi, preferì riflettere per un paio di giorni con i suoi consiglieri, piuttosto che reagire in modo irrazionale. Poi decise di marciare verso l'Italia con l'intero suo esercito e alcuni contingenti di mauri, galli e alleati germani appena sottomessi, dopo aver fatto alle truppe un nuovo donativum. E prima di partire pronunciò questo discorso alle truppe schierate: "Sono sicuro che ciò che vi sto dicendo sarà per Voi [soldati] incredibile e inaspettato. Secondo me ha dell'incredibile, come pure appare ridicolo. Qualcuno sta levando le armi proprio contro di Voi e il vostro coraggio. Ma non i germani, che avete sconfitto in molte occasioni, neppure i sarmati, che regolarmente hanno chiesto la pace. I persiani dopo la loro recente invasione della Mesopotamia, sono ora calmi e contenti dei loro possedimenti. Il fatto che stiano in queste condizioni, è dovuto alla vostra reputazione per il coraggio con cui combattete, oltre all'esperienza del mio comando, quando fui comandante delle legioni che si trovano lungo il fiume [Eufrate]. Non sono quindi loro, ma i Cartaginesi che sono impazziti. Essi hanno persuaso o forzato un uomo debole e vecchio, che è uscito di senno per la vecchiaia, a diventare imperatore, quasi fosse un gioco in una processione. Ma che sorta di armata hanno messo insieme, quando i littori sono sufficienti a mala pena a servire il loro governatore? Quale sorta di armi utilizzano, non avendo nulla o forse solo le lance utilizzate negli scontri tra gladiatori e bestie? La loro sola esperienza di combattimento è nei cori o nelle battute spiritose o nelle danze. [...] Queste sono le persone contro cui noi dobbiamo combattere una guerra, se "guerra" è la parola corretta per definire ciò. Sono convinto che dovremo marciare verso l'Italia, fino a quando ciascuno di loro non si presenti a noi con un ramo d'ulivo e ci porti i propri figli, chiedendo il perdono e inginocchiandosi ai nostri piedi. Gli altri invece scapperanno, perché sono dei poveri codardi. Io allora distribuirò a tutti Voi le loro proprietà, e voi potrete prenderle e rallegrarvi senza alcuna riserva." - (Erodiano, Storia dell'impero dopo Marco Aurelio, VII, 8.4-8.) Dopo questo discorso alle truppe, Massimino si mise in marcia per l'Italia, portando con se' anche numerose macchine d'assedio, che però rallentarono non poco la marcia. Ciò lo convinse ad inviare, come avanguardia, le legioni pannoniche, affinché cominciassero ad occupare le prime postazioni in Italia, mentre la grande armata stava sopraggiungendo. Le unità pannoniche, non solo negli anni si erano dimostrate a lui estremamente fedeli, ma per prime si erano dichiarate favorevoli alla sua elezione ad Imperatore. Frattanto a Roma il Senato si esprimeva in questi termini, secondo la Historia Augusta: "Il Senato ed il Popolo romano, grazie ai principi Gordiani, avendo deciso di liberarsi da quella belva ferocissima [di Massimino], augurano ai proconsoli, governatori, legati, generali tribuni, magistrati, singole città, municipi, fortezze, villaggi, castelli quella prosperità che ora stanno cominciando a godere. Grazie al favore degli dei, abbiamo avuto quale imperatore il proconsolare Gordiano, uomo integerrimo e senatore di grandi principi morali, a cui abbiamo conferito il titolo di Augusto, non solo a lui ma anche al figlio, nobile e giovane Gordiano, a ulteriore protezione della Repubblica. Ora a voi sta dare il vostro assenso alla lotta per la salvezza della Repubblica, per impedire ogni scelleratezza e difenderla da quella belva e dai suoi amici, ovunque essi siano. Noi abbiamo dichiarato Massimino e suo figlio nemici pubblici (hostis)." - (Historia Augusta - I due Massimini, 15.6-9.) La rivolta in Africa fu il risultato di un episodio non programmato. Il comandante di una parte della Mauretania, chiamata Numidia, il senatore Capelliano, fedele a Massimino, sbaragliò prima le milizie di Gordiano II che morì nel corso della battaglia di Cartagine, poi indusse il padre, Gordiano I, a togliersi la vita impiccandosi, ponendo così fine alla loro rivolta. Allora Capelliano, risultato vincitore in nome di Massimino, mise a morte tutti coloro che avevano appoggiato Gordiano in Africa, distrusse città, saccheggiò templi, distribuì ai suoi soldati i dona votiva, fece quindi strage tra la plebe cittadina e la nobilitas delle città. Si preparava, infine, ad assumere il potere imperiale, nel caso in cui Massimino fosse morto. Intanto Massimino, preso da una terribile collera contro il suo stesso figlio, il quale, a suo tempo, si era rifiutato di recarsi a Roma, lasciando così ai senatori mano libera nella capitale, decise di marciare con le sue legioni pannoniche sulla "città eterna", dopo aver distribuito un nuovo e ricco donativum ai suoi soldati. Temendo ora la naturale reazione di Massimino, che si stava preparando per una marcia contro Roma, ora che i due Gordiani erano morti, i senatori decisero di continuare la resistenza eleggendo co-imperatori ed Augusti due di loro, Pupieno (che era stato praefectus Urbi) e Balbino (tardo aprile, inizi di maggio 238). Tuttavia una fazione a Roma preferì il nipote di Gordiano I, Gordiano III, tanto che ci furono duri combattimenti nelle strade di Roma: Balbino e Pupieno accettarono, allora, di proclamare il giovane Gordiano Cesare. I tre avversari di Massimino potevano contare su milizie formate da coscritti e da gruppi di giovani, mentre l'imperatore aveva a propria disposizione un grande esercito che veniva da anni di guerre. Massimino, avendo ormai capito, che l'odio che il Senato di Roma aveva nei suoi confronti "non avrebbe avuto più fine”, decise di marciare rapidamente su Roma per spazzare via i suoi oppositori. Giunto in prossimità di Emona, pensava di trovarvi un esercito pronto a combatterlo, e invece, scoprì che tutti gli abitanti della regione si erano ritirati in città, portando via tutto ciò che poteva fornire vettovagliamento per il nemico. Ciò generò i primi malcontenti tra i suoi soldati, inizialmente contenuti in silenzio, poi sfociati in contestazioni verso il loro comandante. Molti affermano che Massimino trovò invece Emona, vuota e priva di ogni genere alimentare, poichè ogni cosa era stata distrutta preventivamente dagli abitanti, che poi avevano abbandonato la città. Massimino se ne rallegrò, credendo che l'intera popolazione fosse fuggita al suo arrivo. Dopo aver soggiornato una notte, si rimise in marcia e passò le Alpi, senza incontrare alcuna opposizione. Quando l'esercito di Massimino giunse in vista di Aquileia, posta all'incrocio di importanti vie di comunicazione e deposito dei viveri e dell'equipaggiamento necessari ai soldati, la città chiuse le porte all'imperatore, guidata da due senatori incaricati dal Senato, Rutilio Pudente Crispino e Tullio Menofilo, i quali disposero molti uomini armati lungo l'intero percorso delle mura, che nel frattempo erano state rinforzate. Massimino prese allora la decisione a lui fatale: invece di scendere rapidamente sulla capitale con un contingente, mise personalmente sotto assedio la città di Aquileia, permettendo ai suoi avversari di organizzarsi: Pupieno, a cui era stata affidata la conduzione della guerra raggiunse Ravenna, da cui diresse la difesa della città assediata. Balbino era preposto alla difesa di Roma, dove fronteggiò una rivolta cittadina. Sebbene il rapporto di forze fosse ancora a vantaggio di Massimino, il difficile e prolungato assedio che si protraeva senza risultato, malgrado ci fosse stato un segnale di cedimento, poi rientrato, da parte della popolazione della città ad arrendersi, la penuria di viveri e la rigida disciplina imposta dall'imperatore (portando anche all'assassinio di alcuni generali delle legioni pannoniche), causarono l'ostilità delle truppe verso l'imperatore. Si aggiunga il fatto che il Senato di Roma aveva inviato, ex-pretori ed ex-questori, in tutte le città dell'area intorno ad Aquileia, per predisporre ovunque misure di sicurezza atte a difendere ogni cosa da possibili attacchi di Massimino, tanto che quest'ultimo si trovò nella posizione critica di essere egli stesso assediato, con l'intero mondo romano ostile. I soldati della Legio II Parthica (solitamente di stanza nei castra Albana), presi dal timore, verso mezzogiorno, durante un momento di pausa del combattimento, strapparono le sue immagini dalle insegne militari, per segnalarne la deposizione, poi lo assassinarono nel suo accampamento, assieme al figlio Massimo, mentre i due erano coricati sotto la tenda (10 maggio 238). Poi infilate le loro teste in cima a delle picche, ne fecero mostra agli Aquileiensi. "[...] lo stesso Massimino, quando si trovò abbandonato e vide il figlio ucciso sotto i suoi occhi, si diede la morte con la propria mano, affinchè non gli toccasse in sorte una morte indegna di un uomo." - (Historia Augusta - I due Massimini, 32.5.) Secondo, invece la versione Zosimo, una volta che Massimino si accorse di essere in grave pericolo per la sua vita: "[...] Massimino, condusse il proprio figlio come supplice, davanti ai soldati, pensando che la sua giovane età sarebbe stata sufficiente a cambiare il loro odio in compassione. Ma i soldati assassinarono con grande ferocia sia il ragazzo, sia subito dopo Massimino. Uno di loro si fece avanti e gli staccò la testa [di Massimino] e la portò a Roma, come evidente segno di vittoria." - (Zosimo, Storia nuova, I, 15.1-2.) A Roma allora vennero subito abbattute le sue statue ed i suoi busti, mentre il suo prefetto del pretorio fu assassinato assieme ad altri suoi amici. Poi le teste dei due ex-sovrani, padre e figlio, furono inviate nell'Urbe, mentre i loro corpi furono mutilati e dati in pasto ai cani. Il Senato elesse imperatore il tredicenne Gordiano III e ordinò la damnatio memoriae per Massimino. "Questa fu la fine dei Massimini, degna della crudeltà del padre, ma ingiusta nei confronti della bontà del figlio. La loro morte suscitò grande gioia tra i provinciali, e profondo dolore tra i barbari." - (Historia Augusta - I due Massimini, 24.1.) Quindi, ricapitolando… Ritratto Nome Regno Morte Note Inizio Fine Massimino il Trace Gaio Giulio Vero Massimino 20 marzo 235 10 maggio 238 assassinato Gaio Giulio Vero Massimino, meglio noto come Massimino il Trace (latino: Gaius Iulius Verus Maximinus; Tracia, 173 circa – Aquileia romana, 10 maggio 238), fu imperatore romano dal 235 alla sua morte. Fu il primo barbaro a raggiungere la porpora imperiale, grazie al solo consenso delle legioni, essendo nato senza la cittadinanza romana, e senza essere neppure senatore. Gordiano I Marco Antonio Gordiano Semproniano Romano Africano 22 marzo 238 fine aprile 238 suicida Marco Antonio Gordiano Semproniano Romano Africano, meglio noto come Gordiano I (latino: Marcus Antonius Gordianus Sempronianus Romanus Africanus; 159 circa – 238), fu imperatore romano per poche settimane nel marzo/aprile del 238, assieme al figlio Gordiano II. Gordiano II Marco Antonio Gordiano Semproniano Romano Africano 22 marzo 238 12 aprile 238 caduto in battaglia Marco Antonio Gordiano Semproniano Romano Africano, meglio noto come Gordiano II (latino: Marcus Antonius Gordianus Sempronianus Romanus Africanus; 192 circa – Cartagine, 12 aprile 238), fu imperatore romano per poche settimane nel 238, assieme al padre Gordiano I. Pupieno Marco Clodio Pupieno Massimo 1º febbraio 238 11 maggio 238 assassinato dai pretoriani Marco Clodio Pupieno Massimo (latino: Marcus Clodius Pupienus Maximus; 165 circa – Roma, 11 maggio 238) fu eletto imperatore romano assieme al collega Decimo Celio Calvino Balbino dal Senato il 1º febbraio 238 dopo la caduta di Gordiano I e Gordiano II mentre combattevano contro l'imperatore Massimino Trace. Balbino Decimo Celio Calvino Balbino 1º febbraio 238 11 maggio 238 assassinato dai pretoriani Decimo Celio Calvino Balbino (latino: Decimus Caelius Calvinus Balbinus; 178 – Roma, 11 maggio 238) è stato un imperatore romano, in carica da febbraio a maggio del 238, assieme al collega Pupieno. Gordiano III Marco Antonio Gordiano Pio 29 luglio 238 11 febbraio 244 caduto in battaglia oppure assassinato dal prefetto del pretorio Filippo Marco Antonio Gordiano Pio, meglio noto come Gordiano III (latino: Marcus Antonius Gordianus Pius; Roma, 20 gennaio 225 – Circesium, 11 febbraio 244, figlio di Antonia Gordiana, figlia di Gordiano I), fu imperatore romano dal 238 alla sua morte, avvenuta durante una campagna militare in Oriente contro i Sasanidi. A causa della sua giovane età (salì al trono a tredici anni e regnò fino a diciannove), il governo dell'impero fu nelle mani di reggenti appartenenti all'aristocrazia senatoriale, che si dimostrarono capaci; Gordiano funse da simbolo dell'unità dell'impero, riscuotendo il sostegno del popolo. Ave! Quintus
  13. 4 points
    Egregio amico, premetto che la dialettica (almeno un po') colta e serena è il sale della vita e della conoscenza. Peraltro il buon Socrate la praticava affermando di non sapere nulla (pover'uomo..) In tale ambito mi sembra di rammentare con qualche certezza andando semplicemente a braccio nel mare magno delle mie modestissime competenze che: 1) studi sulla Sindone attinenti le tecniche di fisica nucleare hanno affermato, con buona probabilità, che la sindone non è opera pittorica ma bensì immagine formatasi per irradiazione: https://www.sindone.org/santa_sindone/la_sindone/00024094_teoria_dell_energia_radiante.html Peraltro tali studi sono stati recentemente ripetuti e confermati con una certa convinzione. L'immagine dell'uomo della Sindone a far data (almeno) dall'VIII secolo d.C è stata riprodotta su monete di Bisanzio con una notevole misura di particolari L'immagine dell'uomo della Sindone è stata riproposta già dal V - VI secolo d.C. nell'icona del Monastero di Santa Caterina nel Sinai, anche in questo caso il numero dei particolari che coincidono con l'immagine sindonica è tale da escludere coincidenze... http://www.montegrisa.org/la-sindone-e-liconografia-del-volto-di-cristo Poi ci sono i pollini e la polvere sicuramente della Palestina rinvenute nell'esame del tessuto sindonico...esattamente compatibili con i tempi del Cristo. e poi...tante altre cose. Affermare oggi che la Santa Sindone possa essere esattamente il tessuto che ha avvolto Cristo, può essere ancora un atto di fede...perchè non c'è prova oggi possibile al riguardo...allo stesso modo affermare che la Santa Sindone sia una pittura medievale...è cosa fuori dalla storia, dalla scienza, dall'evidenza, dalla logica storica...oltre che un pochino banale o, se vogliamo, trattasi dia affermazione non particolarmente colta. I documenti da Ella portati sono da inquadrare in tale ottica e nello scetticismo dei tempi medievali quando "la chiesa e il castello, eretti sopra il paesello," non permettevano e non amavano che si uscisse da canoni liturgici imposti dal potere allora consolidato...tanto più per causa di uno straccio di lino allora non comprensibile e quindi...tutto quello che l'uomo non comprende...vine da questi irriso. Purtroppo, a prescindere dalla Sindone, non è che oggi le cose siano cambiate...anzi, più o meno, si sta tornando in quegli ambienti storici e culturali, opportunamente rivisitati per favorire le dinamiche dell'attuale società liquida opportunamante imposta per una tecnica afinalizzata e per i consumi. Il pensiero non serve..anzi, rompe un po' le scatole.
  14. 4 points
    Il mio Sabato è cominciato con una lunga mattinata a lavoro. Piccolo briefing e poi via, corro al convegno, non mangio neanche. Faccio la conoscenza di persone nuove, ma non vedo il volto che cercavo. A Palermo ho conosciuto un gentilissimo studioso di monete siciliane con diversi articoli e scoperte sulle spalle. Non vedevo l'ora di avere quel po' di cultura, di imparare quel qualcosa in più, anche in quest'occasione. Mi aspettavo avesse un banco, invece stavolta no: mi ha spiegato che essendo da solo se avesse avuto un banco non avrebbe potuto "andare a caccia". Non ha utilizzato questo termine che ho romanzato io, però credo sia quello che fanno i veri esperti. Era impegnato in degli acquisti e dopo aver salutato tutti sono corso a mangiare: non ero sicuro se avevo semplicemente fame o fame di monete. E siccome la seconda alle volte è pericolosa, mi sono allontanato per pranzare che a pancia piena si ragiona meglio. Una volta tornato ho avuto parlato con lo studioso ed amico su citato: abbiamo approfondito alcune questioni e conto in questi giorni di parlargli di una teoria che mi è balenata in mente riguardo alcune monete. Lo scambio culturale è stato profiquo e mi ha regalato un libro: Le monete "locali" di Messina. Devo dire che si prospetta particolarmente interessante: l'autore, dopo 50 anni di studi, è riuscito a trovare la soluzione ad un quesito che aveva chiesto, tramite uno scambio epistolare avvenuto nel 1964, a Rodolfo Spahr. Credo sia un testo interessante non solo per il contenuto ma proprio perchè, indirettamente, insegna un metodo di studio scientifico approcciato alla numismatica. Torniamo al convegno: oltre al libro non sono tornato a mani vuote, ho preso una monetuzza tanto carina e non semplicissima da trovare. L'affulenza è stata molto maggiore rispetto al precedente evento e l'organizzazione è piaciuta a tutti, unica pecca a detta di alcuni l'illuminazione che in alcune zone era carente, ma si migliora pian piano e per un evento in crescita c'è sempre l'opportunità di fare di meglio. Mi è giunta voce che nomi dal nord Italia abbiano chiamato l'organizzatore per comunicargli che avrebbero voluto sapere con più anticipo dell'evento in questione in modo da partecipare anch'essi. Sperando di vederli nel prossimo evento in territorio peloritano, ammetto che mi ha dato gioia sapere ciò. La Messina numismatica si muove. Anche stavolta, però, non sono contento della parte culturale: più presente della precedente ma vedo i nomi più interessati agli scambi, agli acquisti, e poco alla parte culturale. Se tutto va bene alla prossima edizione proporrò qualcosa... se va male, in quella successiva Unica pecca: arrivato quasi alle 14 non ho avuto modo di salutare qualche amico Calabro o del sud Sicilia che già si era defilato
  15. 4 points
    Ragazzi, importanti novità: l'organizzazione ha dovuto chiudere le prenotazioni di tavoli in anticipo perché è finito lo spazio a disposizione nonostante stavolta la sala sia di dimensioni doppie rispetto al convegno di Ottobre! Questo è un traguardo importantissimo per la numismatica nella mia città, si è partiti da neanche un convegno ad iniziare ad attirare gente da Sicilia, Calabria e Campania, forse anche da altre regioni. Spero che la mia città possa divenire fulcro importante per la numismatica a livello nazionale, adesso andiamo a questo convegno e... Vediamo che si riesce ad organizzare per il prossimo! Dell'ultimo lamentavo la mancanza della parte scientifica del convegno e la semplice presenza per lo più commerciale, stavolta ci sono nomi interessanti per ambo le fazioni
  16. 4 points
    Quintus

    R.N. Espero

    Oggi 2 gennaio 2019 è l’anniversario della morte di mio padre. Ci ha la lasciato nel lontano 1984 all’età di 50 anni, dopo diversi anni di sofferenza, prima a causa di un tumore a milza e ghiandole linfatiche e poi per una paresi che lo ha tormentato per gli ultimi 3 anni di vita (se così la vogliamo chiamare). Come forse saprete, mio padre, era appassionato di modellismo e costruiva bellissimi modelli sia di navi che aerei (e anche altro a dire il vero, ha fatto anche un modello del L.E.M.), modelli sia statici che radiocomandati e tutti fatti “da zero”, senza comodi kit, ma basandosi solo sui progetti originali e producendo tutti i pezzi in legno, metallo e alla fine, per le “grandi serie”, anche la vetroresina. Ma tornando a noi… verso la fine degli anni ’70, in onore del sacrificio degli uomini della R.N. Espero decise di costruire il suddetto modello. Modello… facile a dirsi, ma se il modello è in una scala di 1:20 e l’originale misura quasi 100 metri… il risultato finale è un “modellino” di quasi 5 metri, costruito in una cantina di 5,30 metri di lunghezza! La costruzione è durata quasi 1 anno ma, alla fine, l’oggetto era stupendo. Realizzato per poter essere radiocomandato. Era dotato di 2 motori elettrici, le torrette principali potevano essere ruotate a destra e sinistra e variare l'alzo dei cannoni mentre i fumaioli potevano emettere fumo grazie al liquido che veniva utilizzato per il fumo in discoteca. Alla fine il “modellone” fu venduto al figlio di un ammiraglio che lo tenne esposto per anni (insieme ad altre decine di modelli fatti da mio padre) presso il Museo Navale a La Spezia. Ad oggi non ho idea di che fine abbiano fatto tutte le sue produzioni. Quella che segue è la breve storia della fine della R.N. Espero, cacciatorpediniere della Regia Marina Italiana. Varato nel 1927 presso i cantieri Ansaldo di Sestri Ponente. Faceva parte della Classe Turbine insieme ad altre 7 unità. Il motto dell'Espero era: "Venti impetu delendo ruo" (mi lancio all'attacco con l'impeto del vento). Allo scoppio della seconda guerra mondiale era caposquadriglia della II Squadriglia Cacciatorpediniere che comprendeva i gemelli Borea, Ostro e Zeffiro. La base era Taranto ed il comandante dell’unità era il Capitano di vascello Enrico Baroni. Quello che segue è il racconto, tratto dalle pagine di wikipedia del sacrificio dei nostri marinai per permettere ai compagni di salvarsi. Il 27 giugno 1940, di sera, l’Espero salpò da Taranto per la sua prima missione di guerra: trasportare a Tobruk, insieme all’Ostro ed allo Zeffiro, due batterie contraeree (od anticarro) della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale per un totale di 10 bocche da fuoco, 120 tonnellate di munizioni ed i relativi serventi, 162 camicie nere. Nel pomeriggio del giorno seguente le tre unità della II Squadriglia furono avvistate ed attaccate, un centinaio di miglia a nord di Tobruk, dal 7° Cruiser Squadron della Royal Navy: lo componevano gli incrociatori leggeri Sydney (australiano), Orion, Liverpool, Neptune e Gloucester (britannici), che iniziarono il tiro alle ore 18, da una distanza compresa tra i 16.000 ed i 18.000 metri. La teorica velocità superiore che i tre cacciatorpediniere italiani avrebbero dovuto avere era vanificata dall'appesantimento rappresentato dal carico imbarcato. Il comandante Baroni prese dunque la decisione di sacrificare la propria nave nel tentativo di trattenere gli incrociatori inglesi, ordinando al contempo ad Ostro e Zeffiro di dirigere per Bengasi alla massima velocità (entrambi i cacciatorpediniere scamparono così alla distruzione e giunsero in porto indenni). L’Espero aprì il fuoco alle 18.10 ed andò incontro agli incrociatori inglesi, manovrando ad elevata velocità per evitare le bordate, stendendo cortine fumogene per coprire la ritirata delle unità gemelle, sparando – inutilmente – con i cannoni e lanciando siluri per costringere le unità britanniche a tenersi a distanza: infatti occorsero due ore di combattimento e ben 5000 proiettili (tra cui 1600 del calibro principale, 152 mm), perché la nave venisse colpita. A colpire il cacciatorpediniere fu principalmente il Sydney. I primi proiettili caduti a bordo del cacciatorpediniere provocarono numerose vittime tra le camicie nere, sistemate in coperta, poi fu colpita una caldaia ed in breve l’Espero venne immobilizzato; mentre tre degli incrociatori si avvicinavano sino a 5.000 metri per ultimarne la distruzione, lanciò altri due siluri. Furono messe a mare alcune imbarcazioni, mentre alcuni dei pezzi continuarono a sparare sino all'affondamento; furono allagati i depositi munizioni e l’Espero dapprima sbandò sulla sinistra, poi si raddrizzò, quindi, colpito ancora ed in fiamme, sbandò sulla dritta e s'inabissò alle 20.15 nel punto 35°18' N e 20°12' E, portando con sé gran parte dell'equipaggio. Il comandante Baroni, ferito, affondò volontariamente con la sua nave: alla sua memoria fu conferita la Medaglia d'Oro al Valor Militare. Però non dimentichiamo anche gli altri componenti dell’equipaggio che sacrificarono la lori vita da eroi. Il Sydney, portatosi nei pressi del luogo dell'affondamento, recuperò uno zatterino con 37 (o 41) superstiti, mentre le altre imbarcazioni, parte non viste, parte allontanatesi per evitare la prigionia, rimasero alla deriva per diversi giorni. Solo una, con a bordo 36 uomini (tra cui il comandante in seconda), fu infine soccorsa. Prima però rimase alla deriva per 13 giorni: entro tre giorni fame, sete e follia (alcuni uomini, impazziti per la fame ed il sole, si gettarono in acqua, tra questi il comandante in seconda) avevano ridotto il numero degli occupanti a 14, divenuti poi 7 quando, quattro giorni dopo l'affondamento, fu trovata una scialuppa abbandonata con a bordo quattro barilotti d'acqua, che consentì la sopravvivenza degli uomini rimasti, tranne uno. Il decimo e l'undicesimo giorno furono avvistati aerei, ma solo tredici giorni dopo l'affondamento i 6 superstiti, stremati, furono tratti in salvo dal sommergibile Topazio. L'Espero fu la prima unità perduta nella sanguinosa guerra dei convogli per la Libia. Questa è solo una delle tante eroiche gesta dei militari italiani, spesso scherniti e derisi, messi in secondo piano perché "italiani". Ma nulla abbiamo da invidiare alle altre nazioni in quanto orgoglio, dedizione, coraggio e generosità. Ave! Quintus
  17. 4 points
    Evidentemente i collezionisti dei sesterzi imperiali somigliano molto a quanto diceva Cesare parlando di Bruto (<Non sa cosa vuole, ma lo vuole fortemente>). Vi presentano un senterzio stupendo, come uscito dalla Zecca ed ecco che andate a cercare il pelo nell'uovo: <i piani sono sbassati... i capelli ritoccati (ma chi di noi non va mai dal barbitonsore?)...la patina è artificiale..> ecc. ecc. Poi arriva un sesterzio che, poveretto, risente di tutti gli acciacchi tipici di una lunga età (l'anca, le cateratte, il soffietto al cuore...) ed eccoli lì, tutti a inveire contro contro chi si presenta onestamente senza trucchi e parrucchi! Collezionare dei bei denarini noo?
  18. 4 points
    Quintus

    TALLERO MARIA TERESA IN ORO ??

    Caro @Antoniosss o qualunque sia il tuo nome, se ti sei iscritto al forum per pigliare per il sedere i presenti ti sei proprio sbagliato. Invece di fare il furbo e sostituire le immagini di quel catorcio che avevi mostrato con un'altra moneta faresti meglio a crescere e diventare un adulto. La discussione è chiusa qui. A mai più risentirti. Quintus
  19. 4 points
    carledo49

    TALLERO MARIA TERESA IN ORO ??

    Mi domando se sia il caso di porsi in questa maniera. Hai posto una domanda e ti è stata data una risposta, che piaccia o meno. Mi spiace non sia soddisfatto, ma simili considerazioni sono fuori luogo e poco tollerate. Se vuoi continuare la discussione con serenità, costrutto e soprattutto con civiltà ben venga, diversamente puoi porre i tuoi quesiti altrove. Carlo
  20. 4 points
    Quintus

    POSTVMVS, sesterzio LAETITIA AVG

    @Piakos La numismatica è lo studio scientifico della moneta e della sua storia, in tutte le sue varie forme, dal punto di vista storico-geografico, artistico ed economico. La numismatica può essere una passione, un lavoro e, per i più fortunati, entrambe le cose. Sono anche profondamente convinto che per "fare numismatica" non si debba essere necessariamente ricchi... anche una moneta poco leggibile è carica di storia e interesse, forse non sarà "bella da vedere" come una fdc ma ha comunque interesse e dignità. Tutto il resto (chiacchiere, boria, invidia, lucro, cattiveria, nessun rispetto, doppiezza, mania d'onnipotenza e presunzione) fanno parte di quella quasi totale schifezza che è l'uomo. Poi, fortunatamente, ogni tanto si trovano anche persone che amano la numismatica per quello che è e la mettono d'avanti a tutto quello che ho detto prima. Qualcuno mi/ci giudica quattro gatti sfigati? Fosse il pensiero di un uomo che stimo mi preoccuperei... ma da certe persone lo considero un complimento. Ave! Quintus
  21. 4 points
    Non ho modificato i tuoi post negli ultimi due giorni...in precedenza è stata solo una cortesia per evitarti probabili e/o possibili problemi sia di natura giudiziale e quant'altro: se fossi più perspicace me ne saresti grato e ti rammenteresti quando ti salvai le terga dalle ire di un grande Numismatico con sede commerciale in Svizzera, sono passati degli anni...ma non moltissimi. Da allora non hai perso il vizio...un po ' di pelo si. Ma sono problemi tuoi alla fine... Tu sei un classico figlio...dei nostri ultimi tempi, anche se un po' attempato come bebè. Tutta tecnica...solo tecnica..che peraltro, come ti hanno già detto anche qui..a volertela rigirare un po ' come ti pare, si rischia la "supercazzola". Questo cerchi di potertelo permettere perchè tecnicamente ritieni che nessuno ( o quasi...) può essere paritariamente in linea con te...ed allora anche un tecnico come te diventa retorico e può ricorrere a sofismi: "supercazzola" con "scappellamento" a destra...per oggi, domani forse a sinistra. La realtà è un'altra...se speri, anche buttandola in caciara, che ti si dica cosa ha di tecnicamente errato ed evidentemente sbagliato la produzione dell'oggetto in topic...aspetterai a lungo, perchè come - sai molto bene - certi argomenti ormai non vengono più esplicitati per evitare di servire su un piatto d'argento al forgitore o metallurgo elementi per perfezionare la propria tecnica. Quindi "se la vanno in tasca"...i metallari, che certe cose non gliele dice più nessuno. L'importante è che siano note le varie generazioni produttive più recenti a chi vuole impegnarci tempo per conoscerle e per intuirle e capirle. Intanto i segni e gli errori sono nei campi e si vedono per chi sa guardare...e li vedi anche tu, infatti non ti arrischi a dimostrare la specchiata virtù. Poi occorre rimarcare la tua profonda non conoscenza dell'arte commisurata e rapportata ai vari periodi storici, strumento questo a te non dato, che permette però di cogliere quasi subito le problematiche riproduttive e : per quanto si ricorra alla pressa, al doctored, alla pressofusione, alla ribatittura di monete antiche riscaldate o al parmacotto e al san Daniele...non c'è verso bello mio, la sensibilità dell'antico incisore è irriproducibile e, per molti aspetti, nemmeno copiabile. Certo la si deve aver fatta propria quell' antica sensibilità...e allora sono piselli senza zucchero per chi tenta di riprodurla. Siccome è molto probabile che non hai fatto certi studi, e si vede anche da tante altre cose...e nemmeno hai avuto le basi e una sensibilità per gli studi umanistici e classici che ti potesse consentire di girare per musei, pinacoteche e medaglieri con un occhio colto e raffinato per farti le ossa, o nemmeno hai la possibilità di accumulare un vasto archivio di immagini sapendo discernere tra le stesse con cultura e sensibilita per l'arte...cerchi di cavartela dicendo che codeste sono tutte amenità e voli pindarici. Anche se sai che non è vero. Nessuno può vietarti di continuare a difenderti così...anche se ciò che così dici è essa stessa la madre di tutte le non verità...noi invece che conosciamo i doni infiniti che reca lo studio e la visione diretta rapportati ad una adeguata preparazione... ce ne sbattiamo allegramente di ciò che puoi pensare e possiamo però avere occhio : background e know how per valutare gli oggetti anche in prima battuta, salvo poi analisi che quasi sempre confermano l'intuizione. L'analisi stilistica ve la possiamo anche esplicitare: tanto non ci capiscono una passera e non riescono a sintonizzarcisi per correggere. L'analisi tecnica ce la teniamo in serbo...così per correggere gli errori ci metteranno tempo...ammesso che li trovino. Hai capì Alessà! E nulla di personale...solo Numismatica è! Ma ogni tanto con te bisogna andarci chiari e trasparenti...come facevano i banditi della macchia maremmana, con lo schioppo a trombone caricato a mitraglia... Amici comunque sempre...se vuoi.
  22. 4 points
    Sono pezzi particolari, quasi unici, per cui non c'è l'abitudine dell'occhio a un conio conosciuto che puo' esserci per un sesterzio. Bisogna andarsi a guardare lo Gnecchi e fare dei confronti. Oppure andare sul tecnico basandoci solamente su quello che vediamo qui e facendo un confrondo con lo stile canonico dell'arte romana applicata a medaglioni, monete e bassorilievi. Iniziamo dalla patina e dalle superfici: quella non è una patina tevere originale, intesa come quella patina "non patina" generata da una giacitura acquifera naturale, non ne ha le caratteristiche distintive e peculiari (se vuoi in privato possiamo parlare di queste caratteristiche. Inizio a pensare che determinati dettagli tecnici è meglio non divulgarli troppo urbi et orbi. Veniamo difatti letti un po' da tutti e mi accorgo che con il tempo determinati difetti vengono corretti...). Non è neanche una moneta banalmente spatinata. Le superfici sono state probabilmente trattate con degli acidi e poi ossidate. Prima e durante possono esserci stati altri passaggi. Per sapere il motivo di questi trattamenti manca un'informazione fondamentale che è come si presentava inizialmente questo esemplare. La cosa che però possiamo dedurre è che non è una moneta intonsa e che è stata sicuramente oggetto di un trattamento estensivo che ne ha perlomeno trattato la maggioranza delle superfici. Stile e modellato: In attesa di un'immagine di confronto dallo Gnecchi possiamo fare un confronto con gli stili canonici del tempo. Ho anche posseduto per un buon periodo un medaglione di periodo coevo con un ritratto ancora abbastanza integro quindi qualche considerazione mi sento di farla. Le zone che "quadrano" meno sono sicuramente al dritto l'occhio, la guancia e la corona di alloro nella zona sommitale, i campi a sinistra, le decorazioni del mantello trionfale sulla spalla in basso. Sul retro le zone che guarderei con attenzione sono la figura in piedi centrale di Commodo e il soldato che lo precede in corteo, la legenda in esergo. Tutto considerato mi sembra molto probabile secondo la mia opinione personale che questo esemplare abbia subito un restauro articolato (forse anche estensivo) che ce lo presenta oggi in una forma anche esteticamente appetibile e plausibile a prima vista, ma che è comunque lontana da quello che la definizione Fior di Conio a catalogo lascerebbe pensare a chi si volesse fermare a una sola occhiata veloce.
  23. 4 points
    carledo49

    staff 2019

    Un sincero e doveroso ringraziamento a Claudio è il minimo che possa fare in una circostanza del genere. Fin dai primi giorni del mio coinvolgimento nel Forum, ha sempre avuto stima e fiducia nei miei confronti, nel prosieguo una grande pazienza e comprensione per i miei momenti "delicati" dovuti alle gravi problematiche familiari che mi hanno del tutto coinvolto e reso successivamente quasi totalmente latitante per alcuni anni, dimostrandomi un grande sostegno, sensibilità e tolleranza per la mia perdita di interesse nella numismatica soprattutto nel momento in cui i presupposti del precedente incarico conseguentemente venivano meno. Ma si sa, il tempo è galantuomo ed a volte le cose volgono anche al meglio. Mi piace pensare che questa sia una nuova tappa nell'avventura numismatica, accanto ai vecchi amici che mi hanno stimolato ed incoraggiato ed ai nuovi che imparerò a conoscere ed apprezzare. Senza retorica per me il Forum rimarrà sempre un luogo importante dove passare serenamente il tempo, coltivando una sana passione, una grande distrazione insomma dalla quotidianità della vita ed un angolo tranquillo per poter continuare ad apprendere, sviluppare nuovi argomenti numismatici ed a socializzare con tanti appassionati. Ragazzi, un caro saluto a tutti! Carlo
  24. 4 points
    Come mio consueto impegno, in occasione della mostra sociale del circolo numismatico filatelico di Rovereto, ho predisposto una raccolta di ricerche sul tema in oggetto. In allegato l'articolo Qui, notizie sulla mostra (5-7 ottobre 2018) http://www.ccnfr.it/xxiv-mostra-di-filatelia-numismatica-e-cartofilia/ Qui, l'intero volumetto con gli altri articoli e la presentazione della mostra (interessante l'articolo sulla filatelia egregiamente proposto da mons Luigi Bressan, arcivescovo emerito di Trento) http://www.ccnfr.it/wordpress/wp-content/uploads/Mostra-2018.pdf Della maggior parte degli argomenti proposti, la raccolta di nozioni e articoli in rete è stato fondamentale. Un grazie anche a @DeAritio che mi ha supportato nella predisposizione dell'esposizione. Caos_Valutario_al_termine_della_Grande_Guerra.pdf
  25. 4 points
    Riccardo Paolucci

    Ciao

    Grazie Claudio, posso anche immaginarmi chi sia. Che devo dire? RIMANGO
  26. 4 points
    Quintus

    CORPUS NUMMORUM FORUM JULII

    Ragazzi, per favore, questa discussione sta prendendo una brutta piega. Direi di chiuderla così e di tornare a discutere di numismatica e di pubblicazioni ad essa inerenti. Se avete cose da chiarire vi prego di farlo privatamente. Grazie! Q.
  27. 4 points
    Admin

    staff 2019

    E' ufficiale, diamo il benvenuto a due nuovi membri staff: @Quintus per la seziona romana - imperiale (moderatore di sezione); @Giuseppe Gugliandolo per la sezione monetazione Sud Italia (moderatore di sezione) che coadiuverà il Responsabile di sezione @realino santone. Nuovi ingressi, nuova linfa e tanta voglia di fare Facciamo crescere questo splendido forum, c'è tanto da fare anche se tanto stiamo facendo. Ora che lo staff sta crescendo il forum crescerà su gambe solide e forti. Forza Tuttonumismatica.
  28. 4 points
    Riccardo Paolucci

    CORPUS NUMMORUM FORUM JULII

    Ragazzi è un successo!!! Il primo giorno che è in vendita e sono state vendute 55 copie!!! Non credevo
  29. 3 points
    Riccardo Paolucci

    FINALMENTE!!!

    Terminata la ristrutturazione dei locali della RARE BOOKS & FINE ARTS in quel di Londra, siamo riusciti ad aprire l'atelier, ERA ORA. In Studio ci sarà fissa Laura che è stata mia preziosissima assistente a Leeds quando c'era la Riccardo Paolucci & Son
  30. 3 points
    Andrea keber

    Riconoscimento monete con croce

    LEVON IV (1320-1342), Pogh +ԼԵՒՈՆ ԹԱԳԱՒՈՐ Levon re/leone araldico +ԱՄԵՆԱՅՆ ՀԱՅՈՑ di tutti gli armeni/croce latina
  31. 3 points
    Lugiannoni

    OMNI 13

    E' uscito il n. 13 di OMNI, come sempre ricco di studi interessanti. http://www.wikimoneda.com/OMNI/revues/OMNI_13.pdf
  32. 3 points
    Quintus

    Finalmente le prime del 2019

    Dici? Io non ne sono così certo. Comunque sabato parto per il Kenia e me ne procuro un po''! Ne vuoi qualcuna? D'altra parte, dopo il Piakosterrorismo fatto in altra sede, mollo la collezione di romane ed inizio quella delle banconote del Kenia, queste chi vuoi che me le falsifichi!?!? Ave o meglio Jambo! Quintus l'Africano
  33. 3 points
    Grazie @Riccardo Paolucci. Come ho sempre detto e sostenuto, la vostra esperienza è una fonte preziosa, inestimabile, di conoscenza numismatica e il mio messaggio di prima non vuole assolutamente mettere in discussione ciò. Renzo, e altri su questo Forum, compiono opera preziosa di verità e sarò sempre grato di questo. Ed è vero, certamente, come la monetazione antica risulti fortemente inquinata in molti suoi rami. E ciò mi frustra in quanto piccolo collezionista che colleziona con lo spirito del custode passeggero dei nostri amati tondelli. Ciò detto, per limiti caratteriali miei, non riesco a farmi piacere una monetazione senza che si presentino una serie di combinazioni: amore per il periodo, per la civiltà o l’entità politica che ha voluto imprimere la propria identità su queste monete, curiosità per i personaggi e le circostanze. Nella mia semplicità, amo periodi storici ben definiti, ma - ahimé - pericolosi in questo campo. Studio, guardo, cerco di osservare con attenzione. Poi, magari anche col vostro aiuto, spero almeno di non farmi troppo male. Un caro saluto.
  34. 3 points
    Interessante Renzo. Cosa ci spinge a collezionare monete? Io colleziono monete che testimonino un periodo storico vissuto da una civiltà in contesti ben specifici. Mi piace studiarle, capire cosa c'è dietro una determinata coniazione e quali fossero le circostanze in cui furono coniate. Pur non sottovalutando l'importanza della storia della Chiesa dalla Controriforma in poi, non è un periodo che attira il mio interesse. Non lo attirano le monete del XIX secolo, né quelle del XX secolo, come neanche le monete della Repubblica Italiana. E se dovessi decidere di collezionar monete poco insidiose, andrei sugli euro. Ancora devo trovarlo un euro appiccagnolato. Vogliamo mettere? Questo mi condanna ad orientarmi su monetazioni rischiose? Possibile. Ci si prova, con cautela, sinché c'è il gusto di farlo. Ciò detto, grazie, come sempre, della concreta panoramica. Ad maiora.
  35. 3 points
    Buongiorno, abbiamo pensato di creare un account per la nostra associazione sperando di poter divulgare così le nostre attività e magari conoscere nuovi appassionati della nostra zona (Cremona). Cordiali saluti La Segreteria del CFNC
  36. 3 points
    In epoca antica (ma anche fino a tutto il '900) non esistevano microchip contenenti notizie o messaggi ultra riservati da inserire sotto la pelle e quindi ogni sistema poteva essere buono per trasmettere in maniera segreta. Mi pare piuttosto intrigante che la definizione inglese <mirror> si traduca in latino con <speculum>, parola da cui deriva <speculatores> che era il nome dei reparti addetti al servizio di spionaggio-controspionaggio.
  37. 3 points
    danieles1981

    Palancone 10 centesimi 1893 BI

    Ogni tanto qualche italiana di qualità Regno d`Italia Umberto I di Savoia (1878-1900) 10 centesimi 1893 Birmingham (BI) Rame 950; 10gr; 30mm Gig.48; Comune FDC con tracce di "rosso" residue
  38. 3 points
    realino santone

    mostra tesoretto di Racalmuto

    Salve, segnalo : https://www.malgradotuttoweb.it/il-tesoretto-aureo-di-racalmuto/
  39. 3 points
    Non solo non risenti dei diritti d'asta ma ti prendi anche gli altri
  40. 3 points
    Riccardo Paolucci

    COLLABORAZIONE

    Con il prossimo mese di Gennaio 2019 iniziamo una collaborazione con questa prestigiosissima Casa d'Aste
  41. 3 points
    Neapolis

    asta NAC 112 - zecche italiane

    Ah....se qualcuno sta per chiederMi: ma se non venne coniato a bilanciere...quale sistema si utilizzò, considerato che non è una coniazione al martello ? .... la risposta è nel volume...figuriamoci, non voglio farmi la pubblicità, ma non perdetelo (sincero) ...è molto Illuminate anche per molte altre monete del periodo.
  42. 3 points
    Lo spessore culturale del suo interlocutore è più che accreditato nel mondo numismatico e non solo , riguardo all'ego credo che spetti ai lettori farsi una propria personale idea su chi abbia dimostrato più "saccenza" il luogo di "competenza". Ciò premesso, poiché qui siamo abituati ad interloquire in modo amichevole, anche e soprattutto nelle discussioni dove non si condividono le idee altrui, ritengo opportuno ricordare che chi non è in grado o non vuole rispettare questo "modo di relazionarsi" può liberamente scrivere di numismatica altrove.
  43. 3 points
    Neapolis

    asta NAC 112 - zecche italiane

    Delle cinque indicate da @Piakos, le prime tre sarebbero da prendere, prezzo richiesto a parte. Sono monete da museo, ovvio che ad ogni passaggio (dopo qualche anno), chi decide di ri-venderle le propone ad un prezzo molto maggiorato. Di sicuro non è un collezionista, di conseguenza da investitore (oramai chi compra queste monete .. lo è), vuole guadagnarci qualcosina..... !! Un collezionista non si disfarebbe mai di quei tre pezzi. Poi c'è ne sono anche altri.....
  44. 3 points
    Buonasera, Con la qualità tecnica disponibile oggi, migliorata in modo impensabile anche a confronto di pochi anni fa, la scelta dell’attrezzarura risulta meno complicata. Limitatamente alla fotografia monetale, se non si hanno necessità professionali, a si ricercano comunque risultati qualitativi di un certo spessore, le moderne bridge danno sicuramente soddisfazioni ad un costo contenuto. Nkn scarterei comunque le moderne compatte, se non si ricercano risultati particolari, specie in fase di stampa. Un’immagine vale più di mille parole. L’attrezzatura, per quanto riguarda la fotografia monetale, potrebbe anche avere un’importanza di secondo piano se si sa come sfruttarla al meglio, e sopperire le eventuali limitazioni tecniche con un appropriato uso della post produzione. allego le foto di un 5 lire di Vittorio Emanuele II, fotografato con una vecchia compatta acquistata più di 10 anni fa, e di un littore fotografato con una reflex di qualche anno fa con ottica macro. Come vedete, seppur per il 5 lire è stata usato un vero e proprio “reperto archeologico” il risultato è comunque accettabile
  45. 3 points
    Sarà la cervicale...o la tiroide...
  46. 3 points
    carledo49

    ESULANO MA...

    Hai perfettamente ragione, anche se di stupende ce ne sono anche altre, soprattutto tra le Pontificie. Per il XVIII secolo aggiungerei anche questa che a me piace moltissimo. Ma i gusti sono sempre....personali. Una bella oncia da 30 tarì del 2° tipo di Ferdinando III di Borbone del Regno di Sicilia. Tratto da Dea Moneta ACR15 del 21/4/15
  47. 3 points
    Spoudaios

    QUELLO CHE NON SOPPORTO DEI FORUM

    Su questo argomento la mia posizione non è affatto netta. Mi spiego subito: da una parte, non "metterci la faccia" è un incoraggiamento per troll o leoni da tastiera. Purtroppo in giro ce ne sono ed è un fenomeno endemico ad Internet stesso. Dall'altra, soprattutto per chi posta monete, l'anonimato garantisce un minimo di privacy, utile per evitare di attirare attenzioni sgradevoli. Su Facebook, ad esempio, sono stati segnalati diversi furti in casa dopo la pubblicazione di monete particolarmente importanti. I malfattori hanno fatto presto a rintracciare il proprietario e l'immobile... E se qualcuno, diciamo per i casi della vita, avesse Linkedin o una pubblicazione del proprio CV su Internet (e capita sempre più spesso, soprattutto fra noi giovani che dobbiamo garantirci visibilità)? Lì l'indirizzo di casa è scritto nero su bianco... Possiamo anche tutti firmarci con nome e cognome e codice fiscale se preferite, ma allo stesso tempo suggerirei di non pubblicare monete importanti, se si ha la fortuna di averne. Dipende anche dal tipo di Forum che vogliamo, tutto qui. In attesa di conoscerci di persona, con immutata stima vi saluto
  48. 3 points
    Sicuramente un bello e raro scudo per la Sardegna, emesso da Vittorio Amedeo III, unico millesimo di coniazione, il 1773, pochissimi esemplari usciti dalla zecca di Torino, emissione nel primo anno di regno del sovrano che succedette al padre e novità rivoluzionaria al rovescio di una moneta che unisce in se una serie di preminenze. Con il Pregone del Vicerè di Sardegna, il conte di Robbione, il 13 luglio 1773, si notifica al pubblico le nuove monete del regno che verranno coniate per la Sardegna e che avranno l' "arma della real casa" (aquila incoronata con la croce) sul classico stemma crociato sardo ed i quattro mori. Quindi tutte le monete con stemma sardo saranno così modificate. Non sono ben chiari i motivi che hanno spinto la Reale Casa a battere un numero così esiguo di scudi, ed in generale di tutte le monete di metallo nobile, si pensa che la Sardegna, regione depressa e molto povera avesse solo dei minimi bisogni di tali monete, utili solo per sostanziose transazioni. Comunque la coniazione di questo specifico nominale sembrerebbe sia stata esaurita nell'arco di un paio di mesi usando pochissimi coni (non si conoscono varianti). Per gli altri nominali in argento abbiamo una prima coniazione negli anni '73-74 ed una a fine regno "per supplire ai bisogni del pubblico e del commercio nell'isola". Effettuando una ricerca sul numero di emissioni di questa moneta, noto che il Montenegro mi riporta 12.500 unità. Già di per sè un numero piuttosto esiguo, paragonato all'analogo scudo del padre di Vittorio Amedeo III. Cito lo splendito volume dell'amico Michele Cappellari su "La monetazione dei Savoia per la Sardegna", in quanto mi fornisce dei dati piuttosto differenti. Infatti il Promis riferisce le annotazioni contenute nei registri di zecca e nei conti camerali, e "riporta come fino al 1796 (ultimo anno del regno) si emisero Carlini, mezzi Carlini e Doppiette per un numero di 13.334 esemplari e scudi n° 12.500 COMPRESI gli spezzati". Quindi la cifra riportata dal Montenegro riguardante il solo scudo sardo sarebbe da considerarsi errata in quanto comprendente mezzi scudi e quarti di scudo. Già di per se ha una rarità R3, se poi andiamo sulle alte conservazioni, concordo con la scuola di pensiero che la rarità aumenta. Carlo
  49. 3 points
    DeAritio

    Montenegro

    La prima cosa che risalta subito agli occhi è la strana nitidezza dei 2 timbri. La seconda è che sono perfettamente diritti ( qui qualcuno ha preso le misure ) La terza e la più importante , anche se è molto simile all'originale, non si notano i doppi cerchi del timbro. Poi ce ne sono altri. Per darti un idea le sterline dell' Operazione Bernhard hanno in media 28 errori, che non sono bastate ai Bancari/Banchieri/Direttori a distinguerle da quelle vere.
  50. 3 points
    Lugiannoni

    Una moneta di nome giulio

    Interessante discussione. Il giulio ed il mezzo giulio erano tagli che circolavano anche nel Principato di Piombino (ancora un attacco di campanilismo!) NICCOLO' LUDOVISI (1634-1664) Mezzo giulio GIOVAN BATTISTA LUDOVISI (1664-1699) mezzo giulio giulio
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