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Post in Il piccolo ripostiglio del grande Follis Tetrarchico
Galerio

Gaio Galerio Valerio Massimiano (in latino: Gaius Galerius Valerius Maximianus).
Nato a Felix Romuliana nel 250 a.D. circa e morto a Serdica il 5 maggio 311 a.D., è stato un imperatore romano durante la tetrarchia dal 293 fino alla sua morte.

Valore nominale: Follis
Diametro: 23/25 mm circa
Peso: 6,04 gr

Dritto: IMP MAXIMIANVS PF AV, busto laureato a destra
Rovescio: GENIO AV-GVSTI, Genio nudo volto a sinistra, modio sul capo, clamide sulla spalla sinistra, patera nella mano destra e cornucopia nella mano sinistra.

Campo sinistro: crescent
Campo destro: B
Marchio di zecca: SIS
Zecca: Siscia
Anno di coniazione: 309-311 a.D.
Riferimento: RIC VI Siscia 198a/207a; Sear 14505
Rarità: S
Note: RIC VI Siscia 198a  e207a sono identici.

GIULIANO L'APOSTATA, pareri su doppia maiorina
Ciao a tutti!

Ho trovato in vendita su internet una "classica" doppia maiorina di Giuliano ad un prezzo, a parer mio, astronomico.

Sarei molto interessato ad un vostro commento a riguardo... vi  piace, non vi piace, vi convince o no, quanto la valutereste?


8,82 grammi per ben 28mm di diametro.  Zecca, ovviamente, di Antiochia.

Attendendo un vostro riscontro... @Cliff @Piakos @Spoudaios e tutti quelli che avranno la gentilezza di intervenire.

Ave!

Quintus
  • 6 replies

Scudo 1845 Gregorio XVI
Scudo del 2° tipo Gregorio XVI  1845 an XV

Argento 900/1000

38mm diametro

26,90 g di peso

contorno rigato

di 2° classe

Al dritto GREGORIUS XVI PONT MAX  e anno di pontificato. Busto rivolto a sinistra con zucchetto, mozzetta e stola, in basso mdz Cerbara

Al rovescio SCUDO con data tra due rami di ulivo legati in basso con fiocco.

 

               Con documento ufficiale nel 10 gennaio 1835 venne riformata la circolazione monetaria dello Stato Pontificio con l'introduzione di un nuovo sistema decimale bimetallico, basato sullo scudo romano d'argento del peso di 26,898, diviso in 100 Baiocchi (un baiocco =5 quattrini).

In sostanza quindi tutte le monete coniate dopo quella data avevano il titolo dell'oro e dell'argento 900/1000 anzichè 916,66/1000

Il peso della monetazione in argento invece, rispetto alla coniazione antecedente il 1835, era leggermente superiore.

In foto uno scudo del secondo tipo, il quale differiva da quello del primo tipo che aveva titolo 916,898/1000 e peso 26,43.

Scudo proveniente da collezione privata, buone condizioni di conservazione, sigillato come SPL da perito.

Carlo

 

 

 
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BALBINVS, sesterzio PROVIDENTIA DEORVM
Balbino

Decimo Celio Calvino Balbino (in latino: Decimus Caelius Calvinus Balbinus, nato nel 178 a.D. e morto a Roma l'11 maggio 238) è stato un imperatore romano, noto più semplicemente come Balbino. Fu in carica da febbraio a maggio del 238 a.D., assieme al collega Pupieno.
Poche informazioni sono disponibili su Balbino riguardo il periodo antecedente l'ascesa al trono imperiale. L'ipotesi più accreditata è quella della discendenza Publio Celio Balbino Vibullo Pio, console ordinario nel 137 a.D.. Patrizio di nascita, fu il figlio, naturale o adottato, di Celio Calvino, legato in Cappadocia nel 184 a.D..
Fu console per due volte, il primo incarico fu di console suffetto, probabilmente intorno al 200 a.D., il secondo fu il consolato ordinario con Caracalla nel 213 a.D., che rende plausibile il godimento, da parte di Balbino, del favore dell'imperatore.
Quando Gordiano I e Gordiano II vennero proclamati imperatori in Africa, il Senato Romano nominò una commissione di venti uomini, incluso Balbino, per coordinare le azioni contro l'imperatore in carica Massimino il Trace.
Giunta la notizia della sconfitta e morte dei Gordiani per mano di un governatore fedele a Massimino (Capeliano), il Senato elesse Decimo Celio Calvino Balbino e Marco Clodio Pupieno Massimo imperatori. I senatori, riuniti nel Tempio di Giove Capitolino, vennero però assaliti dalla folla, che richiedeva a gran voce l'elezione al trono di un parente dei Gordiani. Dopo aver tentato inutilmente di lasciare il tempio con una scorta armata, i due imperatori decisero di elevare al rango di cesare il giovane nipote di Gordiano I... Gordiano III.
All'epoca Balbino aveva circa sessant'anni: l'essere un senatore anziano, ricco e con le giuste conoscenze gli liberò la strada per il soglio imperiale. Mentre a Pupieno, più esperto militarmente, furono affidati gli eserciti e, quindi, si mise subito in marcia verso Ravenna per andare incontro a Massimino che veniva da nord mentre Balbino rimase a Roma.
  • 3 replies

GALBA, sesterzio LIBERTAS PVBLICA
Galba

Servio Sulpicio Galba Cesare Augusto (in latino: Servius Sulpicius Galba Caesar Augustus, nato a Terracina il  24 dicembre 3 a.C.       e morto a Roma       15 gennaio 69 a.D. ) è stato un imperatore romano, noto come Servio Sulpicio Galba o più semplicemente con il cognomen Galba. Percorse l'intero " cursus honorum" fino al consolato e agli incarichi di governatore in Germania superiore, Africa proconsolare e nella Hispania Tarraconensis. Sostenne la rivolta di Giulio Vindice e, alla morte di questi e di Nerone, ascese al trono.
Primo a regnare durante l'Anno dei Quattro Iimperatori. Dopo appena sette mesi di governo, il 15 gennaio del 69 a.D. fu deposto e assassinato dai pretoriani che elevarono Otone       al rango di nuovo imperatore.


Valore nominale: Sesterzio
Diametro: 35 mm
Peso: 25,59 gr

Dritto: IMP SER SVLP GALBA CAES AVG TR P; busto laureato e drappeggiato a destra drappeggiato sulla spalla sinistra
Rovescio: LIBERTAS PVBLICA; la Libertas stante a sinistra con pileo e scettro, S - C in campo.

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 68 a.D.
Riferimento: RIC 309, ACG 328
Note: Ex Sotheby's 15 novembre 1982, lotto 93; Ex Tinia Numismatica "Cesare" 7 aprile 2018, lotto 562

Ogni commento, approvazione e/o critica è il benvenuto!

Ave! 

Quintus

 
  • 9 replies

Medaglione GETA di fascino
Cari amici delle antiche e di Roma in particolare...ecque qua


Dall'asta Bertolami London di dopo domani 11 luglio...

osservate e buon divertimento estetico per codesto monumento.
  • 22 replies

Un nuovo denaro della zecca di Landstrass
L'attività di zecca a Kostanjevica e le sue fasi iniziali.

Nel giugno 1195, in una dieta promossa a Milano dall'arcivescovo salisburghese Adalberto, viene emanato un editto, da parte dell'imperatore Enrico IV, in cui si proibisce di imitare le emissioni di Salisburgo. (Fig. 1)
Aquileia e la sua zecca, con Pellegrino II, fa coniare allora un denaro piano dalla legenda interrotta dalla figura (M.I.R. Triv. z.m., n°7) e successivamente monete larghe, scodellate, di fattura originale e stilisticamente ricercate (M.I.R. Triv. z.m., n°8), staccandosi dell'influenza frisacense: denari anonimi che recano entrambi impressa la figura del Patriarca al dritto e un tempio con frontone tra due torri al rovescio. (Fig. 2) Con legenda AQVILEGIA P
Questo denaro viene quasi subito (poco dopo il 1195) preso a modello dalla collegata zecca tergestina (Trieste) e dal suo Vescovo Wolcango. (M.I.R. Triv. z.m., n° 273; Fig. 3) Con legenda TRIES EPISCOP
e dalla Contea di Gorizia (Mainardo II, 1186-1232 in coabitazione con Engelberto III,, fino al 1220) con due differenti indicazioni di zecca: la città di Lienz, con la legenda LIVNZALIS o DELIVNZO, (M.I.R. Triv. z.m., n° 102-3; Fig. 4) e la cittadina portuale di Latisana, con la legenda PORTVTESANA (M.I.R. Triv. z.m., n° 170; Fig. 5)
  • 3 replies

mezzo trionfo SICILIA
Salve,

allego immagini di un rarissimo (R5)  mezzo trionfo siciliano dell 'Imperatore Carlo V,

zecca di Messina, oro  1,70 gr. , 18 mm ,

1531-1534,

sigle di zecchiere : BN   Bartolomeo lo Nobile ,

moneta di incredibile bellezza

 rif. :

Spahr 5; Varesi 265 ;  DBS 100 ,

immagini da collezione privata
  • 2 replies

FINISCE IN COLLEZIONE
Lotto 180. Adriano (117-138). Denario (3,51 g), Roma, 134-138 d.C. Av.: HADRIANVS - AVG COS III P P Testa nuda a destra. Rev.: FELICI-TAS AVG Felicitas con caduceo e ramo, testa volta a sinistra.

RIC II 234, RSC II 614. Uno splendido esemplare con un ritratto ben definito e un timbro stampato quasi pieno, delicatamente tinto. FDC

Asta Rauch 108

Prezzo base € 800,00

Aggiudicato € 850,00 + diritti
 
  • 18 replies

5 soldi 1810 Napoleone I Re d'Italia (25 centesimi)
Piccola moneta in argento coniata da Napoleone I, Re d'Itala (1805-1814) con l'effigie della corona ferrea radiata, simbolo del potere e del Sacro Romano Impero, comune a tutti gli spezzati al di sotto del valore di 1 Lira.

Napoleone si fece incoronare Re nel Duomo di Milano il 26 maggio del 1805, ponendosi sul capo la corona e pronunziando la storica frase: "Dio me l'ha data, guai a chi la tocca". Diciamo che la corona di Teodolinda non gli portò granchè bene come anche ad altri Sovrani che se la posero sul capo, quasi tutti non italiani.

Nella moneta in questione possiamo notare:

Al dritto: testa nuda di Napoleone rivolta a destra e circondata dalla legenda NAPOLEONE IMPERATORE E RE. Nell'esergo il millesimo, circondato a sinistra dal simbolo di una melagrana (segno delle zecca di Milano) ed a destra dal simbolo di una lampada ad olio che rappresenta il marchio dell'incisore e direttore della zecca di Milano, Luigi Manfredi. Qui, appunto vennero preparati tutti i conii per la monetazione del Regno d'Italia.

Al rovescio: nelle legenda REGNO D'ITALIA che circonda la corona ferrea. In esergo valore e segno di zecca.

Contorno: stellette in incuso

Metallo: argento 900/1000

Diametro: 15mm

Peso: 1,25g

Assi alla francese.

Moneta di 3° classe

 

La moneta in questione, sebbene di buona conservazione, mostra tutte le debolezze di conio della sua categoria, strappi di coniazione, superficie e bordi deturpati, imprecisioni nei caratteri della legenda non certamente dovuti a varianti (come ad esempio le due A di ITALIA senza stanghetta centrale) e surplus di metallo.

 

In foto anche una prova dei 5 soldi (progetto di uno dei vari nominali con corona mai andato in porto). Tratto da Artemide XLVIII dic. 2017.

Carlo

 
  • 11 replies

SEVERVS ALEXANDER, sesterzio VITTORIA
Alessandro Severo

Marco Aurelio Severo Alessandro Augusto (in latino: Marcus Aurelius Severus Alexander Augustus, nato ad Arca Caesarea il 1º ottobre 208 a.D. e morto a Mogontiacum il 18 o 19 marzo 235 a.D.).  Nato come Marco Bassiano Alessiano (Marcus Bassianus Alexianus) ma meglio noto semplicemente come Alessandro Severo (Alexander Severus), è stato un imperatore romano, appartenente alla dinastia dei Severi, che regnò dal 222 a.D. al 235 a.D., anno della sua morte.

Adottato dal cugino e imperatore Eliogabalo, dopo il suo assassinio, Alessandro salì al trono. Data la sua giovane età (fu imperatore a soli tredici anni), il potere fu effettivamente esercitato dalle donne della sua famiglia, la nonna Giulia Mesa e la madre Giulia Mamea. Passato alla storia come esempio di buon imperatore, rispettò le prerogative del senato e si prese cura dei sudditi, non aumentò il carico fiscale e favorì il sincretismo religioso, infatti nel suo larario trovò posto anche una statua di Gesù Cristo, insieme a quella di Abramo.

Come Antonino Pio, di carattere fu mite e buono, ebbe nobili inclinazioni, anche quando giudicò su colpe gravissime, non comminò mai la pena di morte.

L'imperatore non fu però all'altezza dei problemi militari che dovette affrontare. Nel 226 la dinastia dei Sassanidi iniziò un'offensiva che strappò ai Romani la Cappadocia e la Mesopotamia, arrivando addirittura a minacciare la Siria. Severo riuscì ad arginare l'invasione, ma dovette rapidamente trasferirsi sul fronte del Reno per difendere la Gallia dall'aggressione dei Germani. Nel 235 fu assassinato dai soldati durante una campagna contro le tribù germaniche in quanto stava trattando un accordo col nemico ed essi trovavano troppo esitante la sua condotta in guerra. Al suo posto salì al trono un generale di origine barbarica e di grandi capacità militari, Massimino il Trace.


 

Valore nominale: Sesterzio
Diametro: 29 mm
Peso: 19,74 gr

Dritto: IMP ALEXAN – DER PIVS AVG; busto laureato a destra drappeggiato sulla spalla destra
Rovescio: P M TR P – X COS III P P, La Vittoria in piedi volta a sinistra, con una ghirlanda nella mano destra e un ramo di palma nella sinistra, S - C in campo.

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 231 a.D.
Riferimento: RIC 521; Sear 8001; Cohen 419 (da verificare)
Rarità: C

Ogni commento, approvazione e/o critica è il benvenuto!

Ave!

Quintus
  • 1 reply

Uno strano sesterzio di GALLIENO
Ciao a tutti.

Giringirando mi sono imbattuto in un sesterzio di Gallieno che mi pare alquanto "strano".

Premesso che conosco chi lo vende (venditore straniero non professionista) e che, normalmente, non vende fregature anche se spesso le sue monete non sono propriamente "intonse", anzi, alcune sono, purtroppo, "smanazzate" alla grande.

Al solito mette foto-francobollo, credo per non far notare le maialate fatte! 🙂  Io ho provato ad ingrandirle leggermente per meglio valutare i particolari, ma il risultato è quel che è.


Non ho troppa esperienza in falsi, ma data la poca "incisività" dei rilievi, l'evanescenza del nastro dei capelli, le stranezza delle lettere.

Mi da tanto l'idea di una fusione fatta male.

Voi che ne dite?  @Piakos @Cliff e tutti gli altri, ogni commento è il benvenuto.

Ave!

Quintus
  • 16 replies

SEVERVS ALEXANDER, sesterzio QUADRIGA
Alessandro Severo

Marco Aurelio Severo Alessandro Augusto (in latino: Marcus Aurelius Severus Alexander Augustus, nato ad Arca Caesarea il 1º ottobre 208 a.D. e morto a Mogontiacum il 18 o 19 marzo 235 a.D.).  Nato come Marco Bassiano Alessiano (Marcus Bassianus Alexianus) ma meglio noto semplicemente come Alessandro Severo (Alexander Severus), è stato un imperatore romano, appartenente alla dinastia dei Severi, che regnò dal 222 a.D. al 235 a.D., anno della sua morte.

Adottato dal cugino e imperatore Eliogabalo, dopo il suo assassinio, Alessandro salì al trono. Data la sua giovane età (fu imperatore a soli tredici anni), il potere fu effettivamente esercitato dalle donne della sua famiglia, la nonna Giulia Mesa e la madre Giulia Mamea. Passato alla storia come esempio di buon imperatore, rispettò le prerogative del senato e si prese cura dei sudditi, non aumentò il carico fiscale e favorì il sincretismo religioso, infatti nel suo larario trovò posto anche una statua di Gesù Cristo, insieme a quella di Abramo.

Come Antonino Pio, di carattere fu mite e buono, ebbe nobili inclinazioni, anche quando giudicò su colpe gravissime, non comminò mai la pena di morte.

L'imperatore non fu però all'altezza dei problemi militari che dovette affrontare. Nel 226 la dinastia dei Sassanidi iniziò un'offensiva che strappò ai Romani la Cappadocia e la Mesopotamia, arrivando addirittura a minacciare la Siria. Severo riuscì ad arginare l'invasione, ma dovette rapidamente trasferirsi sul fronte del Reno per difendere la Gallia dall'aggressione dei Germani. Nel 235 fu assassinato dai soldati durante una campagna contro le tribù germaniche in quanto stava trattando un accordo col nemico ed essi trovavano troppo esitante la sua condotta in guerra. Al suo posto salì al trono un generale di origine barbarica e di grandi capacità militari, Massimino il Trace.


 

Valore nominale: Sesterzio
Diametro: 29 mm
Peso: 19,74 gr

Dritto: IMP SEV ALE – XANDER AVG; busto laureato a destra drappeggiato sulla spalla sinistra
Rovescio: P M TR – VIII COS III P P, l'imperatore sulla quadriga volta a destra, S - C in campo.

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 229 a.D.
Riferimento: RIC 495,  Cohen 377
Rarità: ?

Ogni commento, approvazione e/o critica è il benvenuto!

Ave!

Quintus
  • 5 replies

Varianti reali, presunte tali e semplici curiosità negli scudi di Vittorio Emanuele II Re d'Italia.
Molti collezionisti ed appassionati della monetazione del Regno d'Italia, in merito a questa bellissima moneta, si sono posti il problema di una reale e concreta valutazione di alcune possibili "varianti" sia in termini di rarità che di quotazione. Ma poi sono effettivamente delle varianti o sono semplici curiosità ininfluenti o addirittura degli errori?

Aprendo un catalogo ed osservando la serie di scudi emessa da questo Sovrano (dal 1861 al 1878) possiamo notare, almeno sulla carta e sul "prezzario" di molti venditori numismatici, alcune varianti poco considerate o insignificanti ed altre che raggiungono valutazioni importanti e grado di rarità elevato.

E' pur vero che l'apprezzamento varia se si compra o se si vende, ma nella selva delle ipotesi, molte le considererei del tutto prive di significato, la cui esaltazione è solo frutto di una mera speculazione.

 

 

               Apro la rassegna con il millesimo 1876 la cui "variante" più nota è la R di zecca spostata a sinistra, rispetto alla punta del fiocco che lega, al rovescio, i rami di lauro. Analizzando decine di queste monete da 5 Lire così millesimate, ho notato che la R assume varie posizioni. Da quella canonica con la punta del fiocco al centro della rotondità della R, sino a spostarsi in varie posizioni intermedie, arrivando all'esterno della rotondità, facendo quindi scivolare man mano a sinistra il segno di zecca.

Quanto è reale questa variante e quanto incide sul valore di questa moneta?

Se vogliamo essere onesti, sebbene i cataloghi considerino un po' più di difficile reperibilità la R spostata, reputerei questi spostamenti insignificanti nel merito e nel valore intrinseco del tondello. E se vogliamo essere onesti fino in fondo, forse è più difficile a questo punto trovare una posizione canonica della R rispetto alle posizioni alternative. Direi quindi più una curiosità che altro, anche se molti venditori la pensano in maniera differente.

 

               Nelle foto indico almeno tre posizioni differenti della R, da quella normale fino all'estremo spostamento a sinistra.

Cosa ne pensate?

Carlo

 

 

 

         
  • 22 replies

SALLVSTIA ORBIANA, sesterzio CONCORDIA AVGVSTORVM
SALLUSTIA ORBIANA

Gnea Seia Erennia Sallustia Barbia Orbiana (in latino: Gnaea Seia Herennia Sallustia Barbia Orbiana; nata nel 226 a.D. circa) è stata imperatrice romana, moglie dell'imperatore Alessandro Severo.

Orbiana era figlia di famiglia aristocratica; suo padre, Seio Sallustio, era un prefetto del pretorio.

Nel 225 a.D. sposò il sedicenne imperatore Alessandro Severo, ricevendo così il titolo di augusta; il padre, Sallustio, fece una rapida carriera divenendo persino caesare. Secondo Erodiano, Orbiana, entrò in contrasto con la potente suocera, Giulia Mamea, che desiderava il titolo di augusta solo per sé,  al contrario, Alessandro, ne era follemente innamorato.

Mamea, che aveva regnato da dietro il trono del figlio da quando questi era stato eletto imperatore all'età di tredici anni, entrò in contrasto anche con Sallustio.  Nel 227 a.D. Sallustio fu accusato di aver tramato di rovesciare il trono di Alessandro con l'aiuto della guardia pretoriana e fu messo a morte e contemporaneamente, Mamea, ordinò che Orbiana venisse mandata in esilio in Libia malgrado Alessandro avesse tentato di difendere la moglie prima di cedere alla madre.

Come augusta, Orbiana venne ritratta su diverse emissioni monetarie, le quali, causa il suo breve regno, sono piuttosto rare.  Principalmente si tratta di emissioni celebranti la concordia augustorum, la "concordia degli augusti", frequentemente troviamo la raffigurazione di Orbiana e Alessandro che si stringono la mano in un gesto di concordia.


Valore nominale: Sesterzio
Diametro: 30 mm
Peso: 23,31 gr

Dritto: SALL BARBIA ORBIANA AVG; busto a destra drappeggiato e con diadema
Rovescio: CONCORDIA AVGVSTORVM, la Concordia con patera e doppia cornucopia, S - C in campo.

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 225 a.D.
Riferimento: RIC 655
Rarità: ?

Ogni commento, approvazione e/o critica è il benvenuto!

Ave!

Quintus
  • 8 replies

Sezione Occasioni Numismatiche sul web
Vendo, repubblica italiana dal 1997 al 2004 quasi completa (mancano i francobolli più costosi >2,50 euro) completa però di foglietti perfettamente conservati + molte annate complete dal 1960 al 1980. Tutti i francobolli nuovi, gomma integra e dentatura perfetta.

Prezzo a meno del valore del facciale (oltre 190 euro). Vendo a 150,00 euro, includo album e spedizione a mio carico

 

Alcune foto della disposizione
  • 1 reply

Sezione Occasioni Numismatiche sul web
Vendo

Vittorio Emanuele II

Scudo 5 lire 1872 (Milano)

Conservazione qFDC

Acquistato da INASTA 43, lotto 4877

Prezzo: 100 euro (spedizione tramite porta raccomandata compresa)


 

 
  • 0 replies

Aiuto identificazione moneta. Grazie.
Buonasera a tutti gli amanti delle monete antiche come me, sono nuovo del sito...appena iscritto.

Volevo chiedere la gentilezza a chi è più esperto di me, se potevate aiutarmi ad identificare questa moneta.

Non mi serve l'identificazione completa, che penso sia difficile, visto le condizioni di essa, almeno conoscere il periodo.

Sto diventando pazzo a capire di che moneta si tratti. Mi sono iscritto a questo sito perchè ho visto che è frequentato da molta gente esperta.

Vi ringrazio e buona serata a tutti.

Alvaro
  • 4 replies

Buono da 1 Lira (Italia Seduta)
Successivamente alla prima guerra mondiale, dal 1922, fu battuto in nichelio un "Buono da 1 Lira" che, assieme al "Buono da 2 Lire" furono coniati per sopperire alle spese di guerra e sostituire i biglietti di Stato a corso forzoso.

Le specifiche erano:

-Nichelio 975/1000

-diametro 26,5mm

-peso 8g

-contorno rigato

-Moneta di 1° classe.

 

Dritto: figura allegorica simboleggiante l'Italia seduta su di un piedistallo e rivolta verso sinistra mentre regge con la destra un ramoscello d'ulivo; con la sinistra regge una Vittoria Alata. Sullo sfondo la scritta ITALIA. A destra del piedistallo i nomi degli autori su due righe: G. Romagnoli e A. Motti INC. In esergo il millesimo.

Rovescio: indicazione del valore Buono da 1 Lira su due righe affiancata dallo stemma Sabaudo e corona reale. Lungo il bordo una corona d'alloro.

 

Quattro millesimi dedicati alla circolazione ed otto dedicati ai numismatici.

Moneta piuttosto comune, coniata complessivamente in circa 150 milioni di untà.

Modello del G. Romagnoli con Attilio Silvio Motti incisore.

Codesta moneta venne emessa con R. decreto 301 del 21 dicembre 1921.

 

               Con Vittorio Emanuele III, già con le sue prime emissioni, troviamo un nuovo slancio artistico che ha ravvivato ed ingentilito le tristi e monotone decimali del regno. Nuova iconografia e nuove allegorie adornano anche le pezzature più umili del vasto campionario coniato dall'ultimo Sovrano, il quale, da affermato collezionista e fine intenditore, ben sapeva quale messaggio poteva esprimere una moneta.

 

Spesso ci si domanda da dove provenisse l'spirazione dell'immagine iconografica; basta andare un po' indietro nel tempo e di idee interessanti ne saltano fuori moltissime.

Carlo
  • 5 replies

ANTONINVS PIVS, sesterzio PAX AVG
Antonino Pio

Cesare Tito Elio Adriano Antonino Augusto Pio, nato come Tito Aurelio Fulvo Boionio Arrio Antonino
(in latino: Titus Aurelius Fulvus Boionius Arrius Antoninus Pius, nato a Lanuvio il 19 settembre 86 e morto a Lorium        il 7 marzo 161).

E' stato un imperatore romano dal 138 al 161. Imperatore saggio, l'epiteto "pius" gli venne attribuito per il sentimento di amore filiale che manifestò nei confronti del padre adottivo che fece divinizzare. Il suo regno fu caratterizzato da un'epoca di pace interna e di floridità economica. L'unico fronte in movimento fu quello in Britannia, dove Antonino avanzò oltre il Vallo di Adriano, facendo erigere un altro vallo più a nord, che però fu abbandonato dopo solo venti anni dalla costruzione. Antonino mantenne sempre un atteggiamento deferente verso il senato, amministrò saggiamente l'impero evitando sperperi e non avviò nuove costruzioni importanti o riforme urbanistiche. Fu attento alle tradizioni religiose senza però perseguitare i culti non ufficiali. In questo periodo l'impero ottenne il pieno consenso delle "elite cittadine" e delle province, che beneficiavano ampiamente della Pax Romana.

 


 

Valore nominale: Sesterzio
Diametro: 30 mm
Peso: 23,37 gr

Dritto: ANTONINVS AVG PIVS P P TR P, testa laureata a destra
Rovescio: COS IIII / PAX - AVG, Pax in piedi volta a sinistra con in mano a sinistra una cornucopia e nella destra una torcia con la quale appicca il fuoco ad un mucchio di armi. S - C in campo.

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 147 a.D.
Riferimento: RIC 777, Cohen 594
Rarità: R1?

Questo è il mio ultimo acquisto.

Mi piace tantissimo il R/ con la pace che "brucia" la guerra! 🙂
Ogni commento, approvazione e/o critica è il benvenuto!

Ave!

Quintus
  • 1 reply

La moneta più rara e/o affacinante
La più rara:

VENEZIA

Grosso di primo tipo con al R/ il Redentore accantonato da quattro crocette.
(probabilmente Giovanni Gradenigo 1355-1356)*
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*unico doge (il cui nominativo non è leggibile causa la tosatura) ad aver emesso grossi con questa caratteristica 😉 R5
1,6 grammi


Durante il dogato di Enrico Dandolo (1194-1205) a Venezia viene introdotta una nuova moneta d'argento il grosso o matapan (dall'arabo mantaban ovvero re seduto). La data della prima coniazione di grossi non e certa: varie fonti documentali fanno oscillare la data della sua emissione tra il 1194 ed il 1201: la data più probabile sembra essere il 1194.

Il grosso entra in circolazione come multiplo del denaro, diventa la base della lira veneziana, con un rapporto di cambio con il denaro che va a fissarsi a 1:26, come affermano i cronisti Dandolo e Sanudo e come ci viene confermato dall’esame del peso e dell’intrinseco della moneta. Alcune teorie riportano come rapporto originale 1:24 (grosso:denaro) aggiungendo che dopo qualche mese sarebbe stato modificato e portato a 1:26. Il Grosso Matapan rappresenta una valuta forte che si impone velocemente come moneta di riferimento nei pagamenti internazionali come, ad esempio, nei Balcani e nel Mediterraneo orientale.

L'immagine del grosso non è relazionabile con nessun'altra emissione veneziana o contemporanea europea, essa è chiaramente modellata sulla monetazione bizantina, la scelta non fu una scelta casuale: le monete bizantine erano le più accettate nel mediterraneo orientale, dove Venezia aveva un grande giro d'affari: Al dritto S. Marco, che rappresenta l’idea del Comune indipendente di Venezia, a destra in piedi, cinto il capo di aureola, col libro dei Vangeli nella mano sinistra, consegna colla destra al Doge, con un manto ornato di gemme, tiene colla sinistra un rotolo, che rappresenta la promissione ducale, e colla destra regge il vessillo, la cui banderuola colla croce è volta a sinistra. Entrambe le figure sono di faccia. A sinistra il nome del doge, lungo l’asta sotto l’oriflamma DVX in senso verticale a destra S • M • VЄNЄTI. Il rovescio e occupato dal Cristo in trono col libro appoggiato sul ginocchio sinistro. Il Redentore ha il capo avvolto da largo nimbo colla croce, a destra e a sinistra della testa  IC XC.

Il suo successo, determinato anche dall'iconografia facilmente riconoscibile, è avvalorato dalle numerose imitazioni messe in opera sia in area italiana che mediterranea.





Questa tipologia di grosso detta di primo tipo ha un peso medio di 2.1 grammi, un titolo di 965 ‰. è la più diffusa e la più longeva (periodo di coniazione: 1192 – 1356), adottata da diversi dogi per quasi due secoli senza che subisse alcun cambiamento nella rappresentazione figurativa (vi sono minime variazioni nel disegno, ad esempio del vessillo con Soranzo ed  in alcuni segni di zecca sia al dritto che al rovescio ).
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Riconoscimento e valutazione monete
Salve, durante lo sgombero di una soffitta di un parente sono venuto in possesso di queste 3 monete ( di cui sono allegate le immagini fronte e retro), non trovandole dopo una lunga ricerca su internet ho deciso di affidarmi a voi. Qualcuno le riconosce? Sa la provenienza e/o il valore? Grazie mille in anticipo.
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Convegno di Messina, 14 Aprile 2019
Il 14 Aprile si terrà il convegno a Messina in occasione dell'apertura del Circolo Numismatico dello Stretto .

La sede, oramai mi sento di dire che è "la solita" perché la stessa delle ultime due occasioni e vicinissima sia alla stazione dei treni che alla zona portuale. Ci sono anche 2 parcheggi in zona [2/3 isolati dal luogo].

A sponsorizzare stavolta troviamo ACM, Artemide, InAsta e Nomisma che sono anche interessati a creare un collegamento col Circolo Numismatico nascente. Alcuni di loro saranno anche presenti al convegno, se non tutti.

Il Circolo Numismatico dello Stretto presenterà anche un primo bollettino numismatico al quale conto di partecipare.

 

 

 
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Aquileia, piccolo di Pagano
In arrivo:

Aquileia
Pagano della Torre (1319-1332).
Piccolo
g. 0.27 mm. 13
M.I.R. Triveneto 34


A qualcuno, me lo  sento, la conservazione farà storgere il naso. Entrerà comunque nella collezione in quanto una variante della tipologia (∴ tra gli scettri) e riposerà con la "sorella"
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Collezione Adri - Monetazione Partigiana
Dopo l’8 settembre 1943 gli antifascisti più decisi cominciarono ad organizzarsi militarmente, costituendo gruppi autonomi sempre più numerosi riuniti poi nel CLN (Comitato di Liberazione Nazionale); essi riuscirono a sopravvivere tra disagi e stenti di ogni genere in mancanza di aiuto da parte degli Alleati, che arrivò molto tardi, quando il movimento si era ormai consolidato.

Tra le iniziative prese (oltre naturalmente a quelle militari) anche alcune di carattere finanziario, quali l’emissione di prestiti, imposizioni fiscali, requisizioni, emissione di buoni monetari e francobolli e “tutto ciò che può essere acquistato anche per ragioni di collezionismo” (Giorgio Bocca – Storia d’Italia nella guerra partigiana).

Alla lotta armata di liberazione partecipò una minoranza degli antifascisti, ma milioni di italiani, pur senza prendere le armi, in coraggioso silenzio, sostennero in modo attivo e passivo la Resistenza: tra gli atti di sostegno va inclusa anche la sottoscrizione dei prestiti partigiani e l’accettazione della ricevuta che, se trovata, comportava la fucilazione.

La tipologia dei buoni monetari è molto vasta, sia per la varietà degli emittenti, sia per la frequente articolazione delle emissioni in più tagli fissi; esteticamente, presenta forme di grande semplicità, anche rozze, tenendo conto delle difficoltà incontrate per l’allestimento in clandestinità.

In mancanza dei buoni , la soluzione più pratica , fu quella di timbrare le banconote del Regno con i bolli partigiani  e il controvalore alla fine del conflitto.


 I biglietti emessi dai partigiani sono della massima rarità, non solo perchè il loro possesso poteva significare la morte ma anche perchè, alla fine della guerra, questi biglietti furono rimborsati per disposizione del Comitato di Liberazione.


 
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