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GALLIENVS, sesterzio IOVI CONSERVATORI
Gallieno

Publio Licinio Egnazio Gallieno (In latino: Publius Licinius Egnatius Gallienus, nato nel 218 a.D. e morto a Milano nel 268 a.D.) è stato un imperatore romano, dal 253 al 268 a.D., famoso per la sua riforma dell'esercito e valente condottiero. Salì al potere insieme al padre Valeriano nel 253 a.D. e quando questi, nel 260 a.D., fu catturato dai Sasanidi (dopo sette anni di regno) rimase l'unico imperatore per altri otto anni, fino alla morte quando era cinquantenne.  Durante il suo tribolato regno ci furono due secessioni di territori dell'impero (l'Impero delle Gallie a occidente e il Regno di Palmira a oriente) e molti aspiranti imperatori.

Gallieno fu un imperatore colto e sotto il suo regno arti e cultura vissero un breve ma intenso periodo di fioritura. A Gallieno si devono due provvedimenti che modificarono l'organizzazione dell'esercito e che contribuirono a superare la crisi militare. Tolse il comando delle legioni ai senatori e lo affidò a generali di estrazione equestre. Organizzò un tipo di difesa più flessibile "in profondità", ovvero, anziché distribuire le truppe su tutto il confine le concentrò nelle retrovie, nei punti strategicamente più importanti, e costituì reparti mobili basati sull'uso prevalente della cavalleria.

Rappresentò il punto di svolta nel tragico periodo di crisi che colpì l'Impero romano, dopo la fine della dinastia dei Severi.  Non è un caso che proprio Gallieno sia stato il primo a regnare per quindici anni (sette con il padre e otto da solo), cosa assai rara se si considera il primo periodo dell'anarchia militare (dal 235 al 253 a.D.).  Era, infatti, dai tempi di Settimio Severo (193 - 211 a.D.) che un Imperatore non regnava tanto a lungo. Pose, inoltre, le basi per un periodo di ripresa e riconquista, come quello degli Imperatori illirici (268 - 285 a.D.) oltre che di restaurazione, come quello tetrarchico di Diocleziano (284 - 305 a.D.).



Valore nominale: Sesterzio
Diametro: 26 mm circa
Peso: 10,24 gr

Dritto: IMP C P LIC GALLIENVS AVG , busto a destra laureato, drappeggiato e corazzato
Rovescio: IOVI CONSERVATORI, Giove stante a sinistra con fascio di fulmini e scettro, S - C in campo.

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 254 - 255 a.D.
Riferimento: RIC 215; Cohen 355
Rarità:

Note: Ex Inasta 23, San Marino (2007), 387; Ex Paul-Francis Jacquier 47, Kehl am Rhein (2019), 1447.

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Quintus
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VOLVSIANVS, sesterzio IVNO MARTIALI
Volusiano

Gaio Vibio Afinio Gallo Veldumniano Volusiano (In latino: Gaius Vibius Afinius Gallus Veldumnianus Volusianus, data e luogo di nascita sconosciuti, morto a Terni nell'agosto 253 a.D) è stato un imperatore romano dal 251 al 253 a.D. insieme al padre Gaio Vibio Treboniano Gallo.

Volusiano, figlio dell'imperatore romano Treboniano Gallo e di Afinia Bebiana; aveva anche una sorella, di nome Vibia Galla. Ricevette il titolo di Cesare e princeps iuventutis nel 251 a.D., quando il padre assunse il trono e adottò, associandolo al trono come co-augusto, Ostiliano, figlio del suo predecessore Decio. Nel novembre 251 a.D., però, Ostiliano morì a causa della peste che stava flagellando Roma e Volusiano fu elevato dal padre al rango di co-augusto.  Nel 253 a.D., allo scopo di combattere il generale ribelle Marco Emilio Emiliano, proclamato imperatore dalle truppe danubiane, Treboniano e Volusiano lasciarono Roma alla testa dell'esercito diretti a nord. Erano da poco giunti ad Interamna Nahars,(l'attuale Terni) si sparse la voce che Emiliano era penetrato in Italia e che si stava avvicinando rapidamente: i soldati di Treboniano, allora, si ribellarono e uccisero lui e Volusiano.


Valore nominale: Sesterzio
Diametro: n.d.
Peso: n.d.

Dritto: IMP CAE C VIB VOLVSIANO AVG, busto a destra, laureato, drappeggiato e corazzata visto da tre quarti dietro.
Rovescio: IVNO MARTIALI, tempio tondo a due colonne, al centro del quale vi è una statua di Giunone seduta, S - C in campo.

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 251 - 252 a.D.
Riferimento: 253 a; Cohen 46
Rarità: R1

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Quintus
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Quarto di scudo di Vittorio Amedeo III
Questo quarto di scudo di Vittorio Amedeo III per il regno di Sardegna "continentale" è una delle prime monete entrate in collezione, in tempi non sospetti, quando ancora si cercava il giusto compromesso prezzo/qualità. La tipologia è rara se non piuttosto rara, ed è abbastanza difficile trovarla in condizioni ottimali rispetto ai mezzi scudi, di valore venale ben maggiore, meno spendibili e di conseguenza meno utilizzati nelle spese minute. Come tutti gli spezzati le conservazioni sono spesso basse o abbastanza mediocri. La vera rarità, oltre al numero di esemplari coniati e di quelli reperibili nel mercato, sta proprio nella conservazione.

               Per la gioia dei collezionisti che spesso si domandano se questa monetazione Sabauda abbia retto all'urto della crisi economica e di quest'ultima batosta del virus che ha stravolto il mercato numismatico, debbo dire che si difende piuttosto bene e che non sarà raro reperire dei buoni pezzi ma....non certamente a prezzi da saldo come altre monetazioni successive del Regno (salvo naturalmente le rare e le alte/altissime conservazioni).

Carlo
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Analisi dei conii degli argenti di Umberto I
Il 5 Lire, nei due unici millesimi 1878 e 1879, presenta differenze sostanziali riconducibili all'utilizzo di due conii differenti. Il 1878 è caratterizzato al dritto da una impronta della testa del Sovrano più piccola, fronte impercettibilmente più alta e capelli della parte superiore leggermente più bassi. Sia al dritto che al rovescio si notano rilievi più alti e più marcati. Il 1879 presenta invece testa più grande, fronte meno alta e capelli della parte superiore più alti. Oltre a questo presenta una caratteristica unica e peculiare che viene utilizzata come segno distinguibile di genuinità della moneta: la concavità del tondello al dritto e relativa convessità del rovescio. 

 

               Il 2 Lire presenta differenze nei due conii solo al dritto, nelle dimensioni della testa del sovrano ed in alcune sue caratteristiche. 

I millesimi di coniazione 1881-82-83-84-85-86 sono accomunati al 1° tipo, quelli del 1887-97-98-99 al 2° tipo.

-Nel 1° tipo troviamo testa piccola, capelli superiori impercettibilmente più alti.

-Nel 2° tipo testa più grande e capelli più bassi.

Unica eccezione è il millesimo 1887, coniato in un numero di esemplari estremamente più elevato rispetto a tutti gli altri. Lo si potrebbe considerare un millesimo di transizione, sebbene appartenga al 2° tipo. Non è raro trovare monete con caratteristiche del primo tipo e addirittura inversioni nella struttura dei capelli della parte alta della testa. 

L'esemplare postato è un 2 Lire 1887 che appartiene al 2° tipo (testa grande), ma possiede pure caratteristiche del 1° tipo con capelli superiori più alti.

Le varianti o pseudo tali si sprecano.

Carlo
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Sesterzio di Marcus Antonius Gordianus Sempronianus Romanus Africanus
Ciao a tutti!

Dopo un periodo "oscuro" torno, con  piacere, a scrivere delle mie beneamate monete romane.

Giusto ieri ho visto nella baia un sesterzio che mi ha incuriosito, sia per il "valore" e la rarità che il venditore che pare vendere sia monete di pregio sia pornazzi spinti! 🙂

Vi presento il sesterzio:


Gordian I Africanus
Æ Sestertius
Rome, AD 238
D/IMP CAES M ANT GORDIANVS AFR AVG, laureate, draped and cuirassed bust right
R/P M TR P COS P P, Gordian, laureate and togate, standing left, holding olive branch in right hand

Il venditore non dice altro, nessun peso o diametro, nessun'altra foto.

Solo un "compralo subito" di 5000€ e la possibilità di fare una "Proposta d'acquisto".

Voi che ne dite?  E' stato sicuramente aiutato e, forse, anche rabberciato.

Quanto potrebbe valere?

Ma, soprattutto, chi rischierebbe un acquisto su ebay per un importo così elevato!?!?  Potrebbe essere un qualche tipo di truffa?

@Cliff, @Piakos, @Ross14, @Spoudaios, @Tinia Numismatica, @tinianum... voi che ne dite?  Ci date un vostro parere a riguardo?

Grazie!

Ave.

Quintus
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Moneta Argento 1 dollaro 1799
Buongiorno, sono nuovo del forum spero di non aver sbagliato nulla. Mi stavo chiedendo quanto volesse questoa moneta e dove posso certificare la sua autenticità
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LA REPUBBLICA DI SIENA IN MONTALCINO
Siamo nella metà del '500; Cosimo I de' Medici, non ancora Granduca  cerca di conquistare tutta quella parte di Toscana che ancora è indipendente. Tenta, e ci riesce per alcuni anni (dal 1548 al 1557) attraverso manovre con l'imperatore Carlo V ma dovette riconsegnare l'allora contea  di Piombino a Jacopo VI, trattenendosi una enclave all'Elba dove fondò Cosmopoli.  Non potè o non volle usare la forza dato che la madre di Jacopo era sua zia e quindi il signore di Piombino suo cugino di 1° grado. 

Poichè, invece, a Siena non aveva parenti, mosse guerra alla Repubblica senese con l'appoggio degli spagnoli di Carlo V; Siena ottenne l'aiuto di Enrico II di Francia, ma fu tutto inutile: alla fine di un lungo e drammatico assedio la città, nel 1555 si arrese ed il contingente francese, cui si erano uniti un migliaio di cittadini senesi, uscì dalla città con l'onore delle armi. I senesi, nobili e popolani, capeggiati da Filippo Strozzi, assieme ai francesi si recarono a Montalcino, dando vita alla Repubblica di Siena in Montalcino da dove continuarono la lotta contro Firenze, lotta che terminò nel 1559 a seguito della sconfitta francese nella guerra con la Spagna.

Da un punto di vista numismatico continuarono, anche da un punto di vista formale, a coniare monete "senesi", monete che Cosimo, una volta presa Montalcino  fece ritirare e rifondere in una forma di moderna damnatio memoriae e questo ne spiega la notevolissima rarità.

La vendetta, postuma, di Montalcino è stata quella di divenire una eccellenza eno-gastronomica con un vino che batte il Chianti alla grande e dei salumi da sogno!

Tornando alle cose serie, una particolarità indiretta di questa monetazione è costituita dai numerosi falsi ottocenteschi, concentrati sulla quadrupla d'oro e sul testone per il quale veniva usato lo stesso conio date le analoghe dimensioni.

 

Quadrupla passata in asta da Varesi (e dichiarata come falso storico).

Di seguito invece alcuni tipi autentici: mezzo scudo, giulio, parpagliola e mezza parpagliola.

     

             
Per chi conosce la monetazione di Siena, è evidente che si volle mantenere la tipologia precedente all'occupazione medicea, per affermare, anche con la moneta, che lì, e solo lì, era ancora la Repubblica di Siena.
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MARIA LUIGIA medaglia ponte sul Taro argentata
Buongiorno 

Sottopongo alla Vostra attenzione questa medaglia in bronzo argentato per avere informazioni, se possibile, sull’ uso e/o il perché di questo trattamento superficiale. Spero di essere nella sezione giusta, un grazie in anticipo.

-Allego foto 
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La bellezza degli aquilotti
5 lire aquilotto 1927 (2 rosette). Millesimo piuttosto comune. Le alte conservazioni e le patine particolari rendono questa moneta piuttosto affascinante sebbene la rappresentazione iconografica del regime sia molto semplice ed esplicita. 

Questa tipologia di moneta, assieme alle 10 Lire Biga furono ritirate assieme dalla circolazione in base alle norme stabilite in Gazzetta Ufficiale del giugno 1935. Per la loro coniazione vennero impiegate 660 tonnellate di monete d'argento da 1 e 2 Lire di vecchio conio precedente.. Furono messe fuoricorso alla fine del 1945 e la fine del 1947 segnò l'ultima data utile per un eventuale cambio.

Le 5 Lire aquilotto furono coniate dalla Società Metallurgica Italiana di Brescia, un fornitore privato a cui fu affidato lo specifico incarico di coniare monete dal 1927 al 1929 allo scopo do alleggerire la zecca Reale.

Carlo
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Scudi 5 Lire dei Governi Provvisori di Milano e Venezia
Di queste monete mi sono sempre detto che se avessi trovato quella più bellina, l'avrei cambiata. In realtà poi non mi sono più interessato alla cosa, e mi sono rimaste questi scudi. Io pubblico le mie, fatemi sognare con le vostre...

Lombardia - Governo Provvisorio di Milano


5 Lire Scudo - 1848 Milano (M) - Ag 900; 25gr; 37mm

Note:rami corti, stella lontana, base sottile

 

Venezia - Governo Provvisorio di Venezia


5 Lire I° Tipo  - 1848 Venezia (V) - Ag 900; 25gr; 37mm
 

 

 


5 Lire Scudo II° Tipo - 1848 Venezia (V) - Ag 900; 25gr; 37,5mm

 
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Identificazione moneta
Salve a tutti, andando sul web non ho trovato  questa moneta chi mi sa dare delucidazioni in merito??? Ringrazio anticipatamente.
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Rarità nella monetazione di Carlo Alberto
Analizzando la monetazione di Carlo Alberto, soprattutto quella in argento, non possiamo non notare un certo grado di rarità, soprattutto negli spezzati minori. Le tirature sono piuttosto basse ed il grado di rarità medesimo arriva in certi casi al massimo. Osservando queste tipologie di monete possiamo vedere che in massima parte sono in conservazioni modeste o mediocri con numerosi difetti. Già di loro sono tondelli di seconda classe (bordo deturpato, come lo definisce il Gigante), a questo aggiungiamo le problematiche derivate dalla circolazione ed arriviamo ad avere un numero estremamente esiguo di monete in alta ed altissima conservazione. Fra la monetazione decimale, antecedente il Regno d'Italia, quella di Carlo Alberto sembrerebbe appunto la meno..."curata".  La vera rarità, non solo come esigua tiratura e reperibilità, sta nelle altissime conservazioni senza i difetti caratteristici della classe monetale. Potremmo trovare monete con alte conservazioni con rilievi bellissimi e pessimo bordo (come nel caso del 5 Lire postato), ma rilievi altrettanto belli con dei bordi "intonsi"...questa si che è una vera straordinarietà. Basterebbe seguire alcune aste con esemplari del genere e vedere i prezzi di realizzo per rendersene conto.

Carlo

               
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Denario di Domiziano
DATI DELLA MONETA:
Moneta: Denario 
Metallo: Argento
Emissione: 80-81 d.C.
Grammi: 3,16
Diametro: 18 mm
Tecnica: Coniazione
Epoca: Romana
Zecca: Roma 
Dritto: CAESAR DIVI F. DOMITIANUS COS VII ; testa laureata.
Rovescio: PRINCEPS IVVENTVTIS ; elmo corinzio su trono.
Bibl. RIC 271
Conservazione: BB+

DATI DELL'IMPERATORE: 
Autorità regnante: Imperatore Domiziano (Domitianus Augustus Germanicus) 
Regno: 81-96 d.C.
Dinastia: Flavia
Nascita: Roma 24 ottobre 51 d.C.
Morte: Roma 18 settembre 96 d.C.
Coniuge: Domizia Longina (Domitia Longina)
Famiglia: Figlio dell'imperatore Vespasiano e di Flavia Domitilla Maggiore. Succedette a suo fratello Tito, anch'egli imperatore; regnante dal 79 all'anno 81 d.C. Ebbe una sorella, Flavia Domitilla. Famosa fu la relazione fra Domiziano e sua nipote, la figlia di suo fratello Tito, Giulia; morta a 26 anni.
 
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PHILIPPVS ARABS, sesterzio AETERNITAS
Filippo l'Arabo

Marco Giulio Filippo Augusto (in latino Marcus Iulius Philippus Augustus), meglio noto come Filippo l'Arabo (Philippus Arabs; nato a Trachontis nel 204 a.D. circa e morto a Verona nel 249 a.D.), è stato imperatore romano per circa cinque anni, dal 244 a.D. alla sua morte.

Sono poche le notizie sui cinque anni e mezzo di regno di questo imperatore; nato di umili origini e passato alla storia sia per aver celebrato il primo millennio di Roma che per la sua origine araba. Dopo una breve campagna sul fronte danubiano, di nuovo in subbuglio per la minaccia delle popolazioni germaniche, Filippo si recò a Roma per consolidare i rapporti con il senato e per celebrare con grande sfarzo, il 21 aprile 248 a.D., le feste del millenario di Roma. Sui confini, però la situazione fu drammatica, i Goti passarono il Danubio e invasero la Mesia mentre vari usurpatori vennero acclamati dalle truppe. Così nel 249 a.D. anche il regno di Filippo terminò nel sangue e il suo posto fu preso dal senatore Messio Decio, comandante delle truppe sul fronte danubiano.


Valore nominale: Sesterzio
Diametro: 33 mm circa
Peso: n.d.

Dritto: IMP M IVL PHILIPPVS AVG , busto a destra laureato, drappeggiato e corazzato
Rovescio: AETERNITAS AVGG, elefante che cammina a sinistra, guidato da mahout con pungolo e bastone, S - C in campo.

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 248 - 249 a.D.
Riferimento: RIC IV 167a; Banti 8
Rarità: R2

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Quintus
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1000 Lire Italia turrita, la vera antesignana dell'euro
A tutti gli effetti, questa bella ma tardiva moneta della Repubblica può considerarsi la vera antesignana dell'euro. Moneta bimetallica, ci mostra una bella immagine della prossima Europa che verrà e che cambierà il corso monetario della nostra nazione.

Ma c'è un però! Non nasce sotto buoni auspici in quanto viene coniata sbagliata. Il numero di pezzi emessi è talmente elevato e si è speso una fortuna per coniarla che toglierla dalla circolazione dopo pochissimo tempo sarebbe stato antieconomico con danno erariale enorme.
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TREBONIANVS GALLVS, sesterzio VICTORIA
Treboniano Gallo

Gaio Vibio Treboniano Gallo (In latino: Gaius Vibius Trebonianus Gallus, nato a Monte Vibiano Vecchio nel 206 a.D. e morto a Terni nell'agosto 253 a.D.) è stato imperatore romano dal 251 a.D. al 253 a.D. insieme al figlio Volusiano, che Treboniano associò al trono suo trono insieme al figlio di Decio, Ostiliano.

Il suo regno fu caratterizzato da una lunga serie di disastri, come la peste che colpì l'Impero romano per anni, le incursioni delle popolazioni barbare oltre i confini dell'impero e la perdita (secondo alcune fonti avvenuta durante il suo regno) della Siria in favore dei Sasanidi ed il saccheggio di Antiochia.

Uomo di indubbie qualità amministrative, il suo programma fu impresso nella dicitura di molte monete che fece battere: Pax aeterna.


Valore nominale: Sesterzio
Diametro: 27,5 mm circa
Peso: 17,78 gr

Dritto: IMP CAES C VIBIVS TREBONIANVS GALLUS AVG, busto laureato e drappeggiato a destra
Rovescio: VICTORIA AVGG,la Vittoria in piedi rivolta a sinistra, tiene nella mano destra una corona e una fronda di palma nella mano sinistra, S - C in campo

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 251-253 a.D.
Riferimento: RIC 125; Cohen 130; Sear 9681
Rarità:
Note: (sesterzio di barra)

Felice e Sereno 2020!

Ave!

Quintus
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COMMODUS, sesterzio ROMA
Commodo

Cesare Lucio Marco Aurelio Commodo Antonino Augusto, alla nascita Lucio Elio Aurelio Commodo (in latino: Lucius Aelius Aurelius Commodusnato, nato a Lanuvium il 31 agosto 161 a.D. e morto a Roma il 31 dicembre 192 a.D.), è stato un imperatore romano, membro della dinastia degli Antonini e regnò dal 180 al 192. Così come Caligola e Nerone, è descritto dagli storici come stravagante, crudele e depravato.

Figlio dell'Imperatore filosofo Marco Aurelio, Commodo fu associato al trono nel 177 a.D. succedendo al padre nel 180 a.D.. Avverso al Senato e da questi odiato, governò in maniera autoritaria, esibendosi anche come gladiatore e in prove di forza e facendosi soprannominare l'Ercole romano.

Durante i dodici anni di principato, nonostante la fama di despota, gli sono sono riconosciuti diversi meriti: ad esempio esercitò un'ampia tolleranza religiosa, ponendo fine alle persecuzioni contro i cristiani dopo alcuni anni dall'ascesa al trono, le quali ricominciarono dopo la sua morte. Egli stesso praticò culti orientali e stranieri; il regno di Commodo diede anche un nuovo impulso alle arti che si svilupparono rispetto all'arte dei primi Antonini. Durante il suo regno eresse vari monumenti celebranti le imprese del padre Marco Aurelio, tra i quali la Colonna Aureliana, e forse completò anche la statua equestre di Marco Aurelio che si trova oggi nei Musei Capitolini (una copia è esposta al centro della piazza del Campidoglio).

Amato dal popolo e appoggiato dall'esercito, al quale aveva elargito consistenti somme di denaro, riuscì a mantenere il potere tra numerose congiure, fino a quando venne assassinato in un complotto ad opera di alcuni senatori, pretoriani e della sua amante Marcia, finendo strangolato dal suo maestro di lotta, l'ex gladiatore Narcisso, cospirazione che portò al potere Pertinace. Sottoposto a "damnatio memoriae" dal senato, venne riabilitato e divinizzato dall'imperatore Settimio Severo, che voleva ricollegarsi alla dinastia antoniniana cercando il favore dei membri superstiti della famiglia di Commodo e Marco Aurelio.


Valore nominale: Sesterzio
Diametro: 27 mm circa
Peso: 16,98 gr

Dritto: M ANTONINVS COMMODVS AVG, busto laureato a destra
Rovescio: TR P VII IMP IIII COS III P P, Roma in piedi rivolta a sinistra, tiene nella mano destra la Vittoria e una lancia nella mano sinistra con la punta rivolta verso il basso, S - C in campo

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 181-182 a.D.
Riferimento: RIC 324, Cohen 829, BMC 477
Rarità:
Note:

Felice e Sereno 2020!

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Quintus

 
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HADRIANVS, sesterzio CERES
Adriano

Publio Elio Traiano Adriano, noto come Adriano (in latino: Publius Aelius Traianus Hadrianus, nato ad Italica il 24 gennaio 76 a.D. e morto a Baia il 10 luglio 138 a.D.) è stato un imperatore romano della dinastia degli imperatori adottivi, regnò dal 117 a.D. fino alla sua morte.

Successore di Traiano, fu uno dei "buoni imperatori" secondo lo storico Edward Gibbon. Colto e appassionato ammiratore della cultura greca, viaggiò per tutto l'impero e valorizzò le province. Fu attento a migliorare le condizioni dei militari. In Britannia costruì un vallo fortificato, il "Vallo di Adriano". Inaugurò una nuova strategia militare per l'Impero: all'espansione e alla conquista sostituì il consolidamento dei confini e della loro difesa. Mantenne le conquiste di Traiano, a parte la Mesopotamia che assegnò a un sovrano vassallo. Il suo governo fu caratterizzato da tolleranza, efficienza e splendore delle arti e della filosofia. Grazie alle ricchezze provenienti dalle conquiste, Adriano ordinò l'edificazione di molti edifici pubblici in Italia e nelle province, come terme, teatri, anfiteatri, strade e porti. Nella villa che fece costruire a Tivoli riprodusse i monumenti greci che amava di più e trasformò la sua dimora in museo. L'imperatore lasciò anche a Roma, con l'edificazione del Mausoleo, la Mole Adriana, e con la ricostruzione del Pantheon, distrutto da un incendio.


Valore nominale: Sesterzio
Diametro: 33,5 mm
Peso: 25,07 gr

Dritto: IMP CAESAR TRAIAN HADRIANVS AVG, busto laureato drappeggiato e corazzato a destra
Rovescio: P M TR P COS III, Ceres in piedi rivolta a sinistra, tiene nella mano destra spighe grano e una lunga torcia nella mano sinistra, S - C in campo

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 121 a.D.
Riferimento: RIC.610, Cohen 1075, BMC 1244
Rarità: R1
Note:

Chi è Ceres

Nella religione romana Cerere (in latino: Ceres, Cereris) era una divinità materna della terra e della fertilità, nume tutelare dei raccolti e dea della nascita, poiché tutti i fiori, la frutta e gli esseri viventi erano ritenuti suoi doni, tant'è che si pensava che avesse insegnato agli uomini la coltivazione dei campi. Per questo veniva solitamente rappresentata come una matrona severa e maestosa, ma allo stesso tempo bella e affabile, con una corona di spighe sul capo, una fiaccola in una mano e grano e/o frutta nell'altra. Il "flamine cereale" presiedeva il suo culto. E' sorella di Vesta, Giunone, Plutone, Nettuno e Giove, e figlia di Saturno e Opi, la sua figlia più conosciuta è Proserpina.

Buon Natale e Felice e Sereno 2020!


Ave!

Quintus
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La disfatta in Africa
 Nella Seconda Guerra Mondiale uno dei teatri di guerra più importanti fu l'Africa.

In questo continente, infatti, i fatti di guerra ci parlano di imprese eroiche o di disfatte clamorose,

di Battaglie passate alla storia e di Generali “immortali”.

L'Italia il 10 giugno dichiara guerra a Francia

e Gran Bretagna.

La strategia Italiana era quella di unire le colonie, dalla Libia al Corno d'Africa , meglio conosciuto come Africa Orientale Italiana (A.O.I) , conquistando le colonie Inglesi dell'Egitto , Sudan e Kenia.

In questa breve cronologia, vengono riportati le fasi salienti fino alla perdita delle colonie.
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MAXENTIVS, follis CONSERV VRB SVAE (tempio tetrastilo)
Massenzio

Marco Aurelio Valerio Massenzio (in latino Marcus Aurelius Valerius Maxentius; nato nel 278 a.D. e morto a Roma il 28 ottobre 312 a.D.) è stato un imperatore romano autoproclamato, che governò l'Italia e l'Africa tra il 306 a.D. e il 312 a.D.; ebbe il riconoscimento del Senato romano ma non quello degli augusti Galerio e Severo (dal quale fu fatto uccidere), che riconosceranno Costantino mentre Massenzio l'otterrà anche tramite la forza militare, per cui è considerato da molti un usurpatore.
Figlio dell'imperatore Massimiano, co-regnante di Diocleziano e di Eutropia. Secondo la volontà di Diocleziano e Massimiano, Costantino e Massenzio, figli, rispettivamente, di Costanzo Cloro e Massimiano stesso, avrebbero dovuto subentrare come cesari di Costanzo e Galerio, ma questi ultimi non li scelsero, optando invece per Massimino e Severo. Massenzio e Costantino presero così il potere con la forza dei loro sostenitori, anche se il secondo riuscirà da subito ad avere l'investitura da Galerio, mentre il primo fu sempre considerato da quest'ultimo solo un usurpatore. Governò, inizialmente, dapprima con il titolo di princeps invictus e poi come augusto autoproclamato, assieme al padre Massimiano, che tuttavia nell'aprile del 308 a.D. sarà estromesso dal potere e costretto a riparare dal genero Costantino, dal quale verrà ucciso nel 310 a.D. per aver tramato contro la sua persona.
Ultimo imperatore a risiedere stabilmente in Roma, Massenzio cercò di abbellire, restaurare e migliorare l'antica capitale, realizzando importanti opere edilizie, tra cui il tempio del Divo Romolo (dedicato al figlio defunto), la basilica di Massenzio (ultima grande basilica civile, completata da Costantino), la villa e il circo di Massenzio e altre. Massenzio morì nella battaglia di Ponte Milvio contro le truppe di Costantino.


Valore nominale: Follis
Diametro: 28 mm
Peso: 9,57 gr

Dritto: IMP C MAXENTIUS P F AVG, busto laureato a destra
Rovescio: CONSERV VRB SVAE, tempio tetrastilo all'interno del quale l'imperatore riceve un globo da Roma seduta a destra, da notare romolo e remo allattati dalla lupa sul timpano
Marchi di zecca: AQS (Aquileia officina S)

Zecca: Aquileia (Friuli)
Anno di coniazione: 307 a.D.
Riferimento: RIC 113,  Cohen 42
Rarità:

Altra moneta in mio possesso da un po' di tempo.  Follis di Massenzio del quale mi innamorai a prima vista.
Che ne dite?  Al solito, commenti, impressioni?

Grazie a tutti.

Ave!

Quintus
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FLORIANVS, antoniniano CONCORDIA MILITVM
Floriano

Marco Annio Floriano (in latino Marcus Annius Florianus, morto a Tarso nell'agosto 276 a.D.) è stato un imperatore romano.  Floriano, che era probabilmente il fratellastro di Tacito, fu da questi nominato prefetto del pretorio. Nel 276 a.D. si recò con l'imperatore in Asia Minore, per combattere i Goti, dopo la vittoria sui Goti, Tacito intendeva tornare in Occidente, lasciando il controllo delle operazioni a Floriano, ma a Tyana fu assassinato (giugno 276 a.D.).
Floriano si proclamò allora imperatore, ottenendo il riconoscimento in Asia Minore e in Occidente; molto presto, però, gli si schierò contro Marco Aurelio Probo, il quale comandava l'esercito siriano (e forse anche quello egiziano); allora Floriano smise di inseguire verso nord gli Eruli e portò il proprio l'esercito verso la Cilicia per affrontare Probo. Floriano aveva l'esercito più numeroso, ma Probo era un comandante più capace e riuscì ad evitare l'ingaggio. Nell'agosto del 276 a.D. a Tarso (Turchia) i due eserciti si preparavano allo scontro decisivo, ma Floriano fu assassinato prima della battaglia dai suoi stessi soldati. Aveva regnato per soli 88 giorni.  Ricoprì un consolato, probabilmente nel 276 a.D..


Valore nominale: Antoniniano
Diametro: 24 mm
Peso: 3,76 gr

Dritto: IMP FLORIANVS AVG, busto radiato drappeggiato e corazzato a destra
Rovescio: CONCORDIA MILITVM, La VITTORIA stante a destra tiene una corona nella mano destra ed un ramo di palma nella mano sinistra,, di fronte L'imperatore Floriano tende la mano destra e tiene un lungo scettro verticale nella sinistra.
Marchi di zecca: T

Zecca: Cizico (Misia)
Anno di coniazione: 276 a.D.
Riferimento: RIC V-1 Cyzicus 116, SEAR 11853
Rarità: S

Oggi rispolveriamo una bellissimo antoniniano di un imperatore poco famoso e che rimase in carica come Imperatore per soli 88 giorni.

Che ne dite?  Al solito, commenti, impressioni?  Dai, su, datemi un po' di soddisfazione! 🙂

@Piakos @Cliff @Spoudaios @Ross14 ... e tutti quelli che ho dimenticato, ditemi che ne pensate.  🙂

Grazie a tutti.

Ave!

Quintus
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Assegni a taglio fisso
Gli assegni a taglio fisso rientrano nella monetazione d'emergenza, caratteristica nei periodi di carenza della cartamoneta.
Durante la Repubblica Sociale (23-9-1943/25-4-1945) la limitata disponibilita' dei biglietti della Banca d'Italia indusse il Governo, presieduto da Mussolini, ad autorizzare numerose banche all'emissione di assegni bancari, assegni circolari e vaglia cambiari, da immettere nella circolazione monetaria come cartamoneta ufficiale, assumendone tutte le caratteristiche legali e giuridiche.

I tagli degli assegni a taglio fisso emessi dalle varie banche variarono  dalle 5 lire fino  alle 100.000 lire.
Le caratteristiche principali di questo tipo di assegni sono:

•     la data , ricadente nel periodo della Repubblica Sociale :

•     l’importo fisso, prestampato o apposto attraverso dei timbri :

•     l’ordinatario (il beneficiario del titolo di credito) dell'assegno   sia un funzionario della banca emittente.

 
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MARCVS AVRELIVS, sesterzio IVPPITER
Marco Aurelio

Marco Aurelio Antonino Augusto (in latino Marcus Aurelius Antoninus Augustus; nato a Roma il 26 aprile 121 a.D. e morto a Sirmio il 17 marzo 180 a.D., meglio conosciuto semplicemente come Marco Aurelio, è stato un imperatore, filosofo e scrittore romano.  Su indicazione dell'imperatore Adriano, fu adottato nel 138 a.D. dal futuro suocero e zio acquisito Antonino Pio che lo nominò erede al trono imperiale.
Nato come Marco Annio Catilio Severo (in latino Marcus Annius Catilius Severus), divenne Marco Annio Vero (in latino Marcus Annius Verus), che era il nome di suo padre, al momento del matrimonio con sua cugina Faustina, figlia di Antonino, e assunse quindi il nome di Marco Aurelio Cesare, figlio dell'Augusto (in latino Marcus Aurelius Caesar Augusti filius) durante l'impero di Antonino stesso.
Marco Aurelio fu imperatore dal 161 a.D. sino alla morte, avvenuta per malattia nel 180 a.D. a Sirmio secondo il contemporaneo Tertulliano o presso Vindobona.  Fino al 169 a.D. mantenne la co-reggenza dell'impero assieme a Lucio Vero, suo fratello adottivo nonché suo genero, anch'egli adottato da Antonino Pio.  Dal 177 a.D., morto Lucio Vero, associò al trono suo figlio Commodo.  È considerato dalla storiografia tradizionale come un sovrano illuminato, il quinto dei cosiddetti "buoni imperatori" menzionati da Edward Gibbon.  Il suo regno fu tuttavia funestato da conflitti bellici (guerre partiche e marcomanniche), da carestie e pestilenze.
Marco Aurelio è ricordato anche come un importante filosofo stoico, autore dei Colloqui con sé stesso (Τὰ εἰς ἑαυτόν nell'originale in greco).  Alcuni imperatori successivi utilizzarono il nome "Marco Aurelio" per accreditare un inesistente legame familiare con lui.


Valore nominale: Sesterzio
Diametro: 30,5 mm
Peso: 25,71 gr

Dritto: M ANTONINVS AVG - TR P XXVIII , busto laureato drappeggiato e corazzato a destra
Rovescio: IMP VI - COS III, Iuppiter seduto a sinistra, tiene una vittoria nella mano destra ed un lungo scettro nella sinistra, S - C in campo

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 174 a.D.
Riferimento: RIC.1098, Cohen 252, BMC/RE.1470, SIR.109
Rarità: R1

Commenti?

Grazie a tutti.

Ave!

Q.
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VOLVSIANO, sesterzio PAX  AVGG
Volusiano

Gaio Vibio Afinio Gallo Veldumniano Volusiano (In latino: Gaius Vibius Afinius Gallus Veldumnianus Volusianus; luogo e data di nascita sconosciuti e  moto a Terni nell'agosto 253 a.D.) è stato un imperatore romano dal 251 a.D. al 253 a.D. insieme al padre Gaio Vibio Treboniano Gallo.
Volusiano era figlio dell'imperatore romano Treboniano Gallo e di Afinia Bebiana; aveva anche una sorella di nome Vibia Galla. Ricevette il titolo di Cesare e princeps iuventutis nel 251  a.D., quando il padre assunse il trono e adottò, associandolo al trono come co-augusto, Ostiliano, figlio del suo predecessore Decio.  Nel novembre 251 a.D. Ostiliano morì a causa della peste che stava flagellando Roma, e Volusiano fu elevato dal padre al rango di co-augusto.
Nel 253 a.D. , allo scopo di combattere il generale ribelle Marco Emilio Emiliano, proclamato imperatore dalle truppe danubiane, Treboniano e Volusiano lasciarono Roma alla testa dell'esercito, diretti a nord. Giunti appena a Interamna Nahars (Terni) si sparse la voce che Emiliano era penetrato in Italia e che si stava avvicinando rapidamente, i soldati di Treboniano, allora, si ribellarono e uccisero lui e Volusiano.


Valore nominale: Sesterzio
Diametro: 29 mm circa
Peso: 14,56 gr

Dritto: IMP CAE C VIB VOLVSIANO AVG, busto laureato drappeggiato e corazzato a destra
Rovescio: PAX AVGG, Pax stante a sinistra, tiene ramoscello e scettro. S - C in campo.

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 251-252 a.D.
Riferimento: RIC 256a, Cohen 74, Sear 9790
Rarità: C

La conservazione non è delle migliori ma mantiene tutta la sua dignità dii "moneta vissuta"!  Che ne dite?  Commenti?

Grazie a tutti.

Ave!

Quintus

 

 
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MAXIMINVS THRAX, sesterzio PAX AVGVSTI
Massimino il Trace

Gaio Giulio Vero Massimino (in latino: Gaius Iulius Verus Maximinus), nato in Tracia nel 173 a.D. circa e morto ad Aquileia Romana il 10 maggio 238 a.D.).
Meglio noto come Massimino il Trace (in latino: Maximinus Thrax) è stato imperatore romano dal 235 a.D. alla sua morte nel 238 a.D..
Fu il primo barbaro a raggiungere la porpora imperiale, grazie al solo consenso delle legioni, essendo nato senza la cittadinanza romana e senza essere neppure senatore. Fu anche il primo imperatore a non aver mai messo piede a Roma in quanto trascorse i suoi tre anni di regno impegnato in vittoriose campagne militari. Fu anche il primo imperatore-soldato del III secolo.


Valore nominale: Sesterzio
Diametro: 31 mm circa
Peso: 19,55 gr

Dritto: MAXIMINUS PIUS AVG GERM, busto laureato drappeggiato e corazzato a destra
Rovescio: PAX AVGVSTI, Pax stante a sinistra, tiene ramoscello e scettro. S - C in campo.

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 235-236 a.D.
Riferimento: RIC 81
Rarità: C

Che ne dite?  Commenti?

Grazie a tutti.

Ave!

Q.
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