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La moneta più rara e/o affacinante
La più rara:

VENEZIA

Grosso di primo tipo con al R/ il Redentore accantonato da quattro crocette.
(probabilmente Giovanni Gradenigo 1355-1356)*
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*unico doge (il cui nominativo non è leggibile causa la tosatura) ad aver emesso grossi con questa caratteristica 😉 R5
1,6 grammi


Durante il dogato di Enrico Dandolo (1194-1205) a Venezia viene introdotta una nuova moneta d'argento il grosso o matapan (dall'arabo mantaban ovvero re seduto). La data della prima coniazione di grossi non e certa: varie fonti documentali fanno oscillare la data della sua emissione tra il 1194 ed il 1201: la data più probabile sembra essere il 1194.

Il grosso entra in circolazione come multiplo del denaro, diventa la base della lira veneziana, con un rapporto di cambio con il denaro che va a fissarsi a 1:26, come affermano i cronisti Dandolo e Sanudo e come ci viene confermato dall’esame del peso e dell’intrinseco della moneta. Alcune teorie riportano come rapporto originale 1:24 (grosso:denaro) aggiungendo che dopo qualche mese sarebbe stato modificato e portato a 1:26. Il Grosso Matapan rappresenta una valuta forte che si impone velocemente come moneta di riferimento nei pagamenti internazionali come, ad esempio, nei Balcani e nel Mediterraneo orientale.

L'immagine del grosso non è relazionabile con nessun'altra emissione veneziana o contemporanea europea, essa è chiaramente modellata sulla monetazione bizantina, la scelta non fu una scelta casuale: le monete bizantine erano le più accettate nel mediterraneo orientale, dove Venezia aveva un grande giro d'affari: Al dritto S. Marco, che rappresenta l’idea del Comune indipendente di Venezia, a destra in piedi, cinto il capo di aureola, col libro dei Vangeli nella mano sinistra, consegna colla destra al Doge, con un manto ornato di gemme, tiene colla sinistra un rotolo, che rappresenta la promissione ducale, e colla destra regge il vessillo, la cui banderuola colla croce è volta a sinistra. Entrambe le figure sono di faccia. A sinistra il nome del doge, lungo l’asta sotto l’oriflamma DVX in senso verticale a destra S • M • VЄNЄTI. Il rovescio e occupato dal Cristo in trono col libro appoggiato sul ginocchio sinistro. Il Redentore ha il capo avvolto da largo nimbo colla croce, a destra e a sinistra della testa  IC XC.

Il suo successo, determinato anche dall'iconografia facilmente riconoscibile, è avvalorato dalle numerose imitazioni messe in opera sia in area italiana che mediterranea.





Questa tipologia di grosso detta di primo tipo ha un peso medio di 2.1 grammi, un titolo di 965 ‰. è la più diffusa e la più longeva (periodo di coniazione: 1192 – 1356), adottata da diversi dogi per quasi due secoli senza che subisse alcun cambiamento nella rappresentazione figurativa (vi sono minime variazioni nel disegno, ad esempio del vessillo con Soranzo ed  in alcuni segni di zecca sia al dritto che al rovescio ).
  • 12 replies

Riconoscimento e valutazione monete
Salve, durante lo sgombero di una soffitta di un parente sono venuto in possesso di queste 3 monete ( di cui sono allegate le immagini fronte e retro), non trovandole dopo una lunga ricerca su internet ho deciso di affidarmi a voi. Qualcuno le riconosce? Sa la provenienza e/o il valore? Grazie mille in anticipo.
  • 1 reply

Convegno di Messina, 14 Aprile 2019
Il 14 Aprile si terrà il convegno a Messina in occasione dell'apertura del Circolo Numismatico dello Stretto .

La sede, oramai mi sento di dire che è "la solita" perché la stessa delle ultime due occasioni e vicinissima sia alla stazione dei treni che alla zona portuale. Ci sono anche 2 parcheggi in zona [2/3 isolati dal luogo].

A sponsorizzare stavolta troviamo ACM, Artemide, InAsta e Nomisma che sono anche interessati a creare un collegamento col Circolo Numismatico nascente. Alcuni di loro saranno anche presenti al convegno, se non tutti.

Il Circolo Numismatico dello Stretto presenterà anche un primo bollettino numismatico al quale conto di partecipare.

 

 

 
  • 5 replies

Aquileia, piccolo di Pagano
In arrivo:

Aquileia
Pagano della Torre (1319-1332).
Piccolo
g. 0.27 mm. 13
M.I.R. Triveneto 34


A qualcuno, me lo  sento, la conservazione farà storgere il naso. Entrerà comunque nella collezione in quanto una variante della tipologia (∴ tra gli scettri) e riposerà con la "sorella"
  • 8 replies

Collezione Adri - Monetazione Partigiana
Dopo l’8 settembre 1943 gli antifascisti più decisi cominciarono ad organizzarsi militarmente, costituendo gruppi autonomi sempre più numerosi riuniti poi nel CLN (Comitato di Liberazione Nazionale); essi riuscirono a sopravvivere tra disagi e stenti di ogni genere in mancanza di aiuto da parte degli Alleati, che arrivò molto tardi, quando il movimento si era ormai consolidato.

Tra le iniziative prese (oltre naturalmente a quelle militari) anche alcune di carattere finanziario, quali l’emissione di prestiti, imposizioni fiscali, requisizioni, emissione di buoni monetari e francobolli e “tutto ciò che può essere acquistato anche per ragioni di collezionismo” (Giorgio Bocca – Storia d’Italia nella guerra partigiana).

Alla lotta armata di liberazione partecipò una minoranza degli antifascisti, ma milioni di italiani, pur senza prendere le armi, in coraggioso silenzio, sostennero in modo attivo e passivo la Resistenza: tra gli atti di sostegno va inclusa anche la sottoscrizione dei prestiti partigiani e l’accettazione della ricevuta che, se trovata, comportava la fucilazione.

La tipologia dei buoni monetari è molto vasta, sia per la varietà degli emittenti, sia per la frequente articolazione delle emissioni in più tagli fissi; esteticamente, presenta forme di grande semplicità, anche rozze, tenendo conto delle difficoltà incontrate per l’allestimento in clandestinità.

In mancanza dei buoni , la soluzione più pratica , fu quella di timbrare le banconote del Regno con i bolli partigiani  e il controvalore alla fine del conflitto.


 I biglietti emessi dai partigiani sono della massima rarità, non solo perchè il loro possesso poteva significare la morte ma anche perchè, alla fine della guerra, questi biglietti furono rimborsati per disposizione del Comitato di Liberazione.


 
  • 7 replies

ULTIMO ARRIVO (Strepitoso)
ACQUISTATO IERI

C. Cassius e Lentulus Spint. (43-42 a.C.) AR Denario 3.90 gr., zecca itinerante con Bruto e Cassio  D/ C · CASSI - IMP Treppiede con cortina, decorato con due rami di alloro e filetti. R/ Jug e lituus; sotto, LENTVLVS / SPINT. Crawford 500/1 - BMC 80 - Babelon Cassia 14 e Cornelia 76 - Cohen 7. FDC
  • 12 replies

CONVEGNO SULLA MONETAZIONE ETRUSCA
E' appena uscito il volume con gli atti del convegno di Populonia sulla monetazione etrusca. Chi fosse interessato può richiederlo all'editore <TAGET Edizioni> mtagete@email.it.


Intanto, come promesso, allego il mio intervento sui conii populoniesi.

RdA 26 Giannoni HD_compressed (2).pdf
  • 4 replies

Monete d'emergenza in Porcellana (Porzellangeld)
Nei primi anni 20, in Germania e in Austria vi fu una vera e propria "esplosione" di produzione di monete d'emergenza. In molti casi esse fungevano da promozione turistica, così la città di Dresda decise di produrre i propri "notgeld" in porcellana. Intuizione poi seguita da molte altre città tedesche.
  • 10 replies

UN NOMOS R5 PREGNO DI STORIA PUR NEL SUO MISTERO
Salute a tutti.

La monetazione della Grecia antica...in tutte le sue produzioni numerose e piene di fascino: dal Mar Nero, all'Afghanistan...sino al Mediterraneo resta la regina, a mio convinto e pur sommesso avviso.

E nei terreni italici ed italioti abbiamo esempi che nulla hanno da invidiare ad alcune produzione coniata:


Temesa? da Crotone?

al diritto il tripode delfico simbolo della monetazione crotoniate...con due schinieri affiancati in ambo i lati. al rovescio un elmo corinzio e la scritta TEM...

Una moneta meravigliosa ove se ne valuti la rarità..e il mistero di questo sito greco posto sulla costa della Calabria tirrenica laddove oggi l'autostrada del sole piega verso l'interno dalla costa...per raggiungere Cosenza. Individuato archeologicamente in vari stanziamenti succedutisi nel tempo antico sino all'alto medioevo, ma in assenza di un centro grande e popoloso al momento ancora non chiaro nella sua estensione ed eventuale esistenza.

  • 1 reply

falsi moderni del cavallo di ORTONA
Salve,

allego immagini di un falso moderno del cavallo di Ortona,

 esaminando delle collezioni private ne ho trovato 3 esemplari , purtroppo i proprietari li hanno pagati per buoni,

quindi occhio !!!!

con buona probabilità questi falsi sono stati fatti nella stessa Ortona  intorno al 1970 

 
  • 17 replies

Un 12 Tarì... R3
Oggi vi presento una variante del 12 Tarì dell'Incoronazione di Carletto.

Le varianti sulla leggenda sono innumerevoli: caratteri grandi, caratteri piccoli, caratteri mezzi, punto di separazione tra SIC e ET  (CAROLVS D G SIC ET HIER REX HISP INF) vicino a SIC, nel mezzo sopra la testa, in basso... insomma le varietà sono tante ma rinvenibili tutte con una certa semplicità ed a mio avviso meno eclatanti ed interessanti.

Perché tante varianti? Si ritiene che le monete per commemorare l'incoronazione siano con state coniate anche negli anni successivi [e questo spiegherebbe la mancanza di coniazioni di grosso modulo dopo il 1735], a sostenere questa tesi vi è una variante del 3 Tarì dell'incoronazione che riporta la data anacronistica del 1747, errore che sarebbe difficile da giustificare ed abbastanza improbabile se le coniazioni di questa tipologia fossero cessate nel 1735.

Secondo alcuni, questa variante del 12 Tarì è stata quella di "primo conio", il primo conio del 12 Tarì dell'incoronazione, ma questa resta una semplice ipotesi della quale è difficile trovare corrispondenze.

Passiamo alla moneta. La conservazione non è ottimale ma... ci accontentiamo. Il gigante riporta, da quest'anno, la variante "leggenda continua" come R3. Personalmente oltre questo conosco pochissimi pezzi e cercando immagini sul web per questa variante, non se ne trova traccia: da nessuna parte, ne sui vari forum, ne sui vari siti ne viene riportata dalle aste [almeno quelle di cui ho traccia].


 

 

Differisce dai conii ben noti prima di tutto per la leggenda che qui risulta continua e senza separazioni sopra la testa.

Aggiungo un'esemplare esitato da bolaffi nell'auction 24 del 2014 per il confronto.


 

 

 

Ma la vera ed interessante differenza sta nella data: il cinque nella monetazione di Carlo per la Sicilia è sempre rappresentato da una S, le monete riportano difatti la data come 173S. Questa variante no, riporta [correttamente?] un 5 al posto della S. Facciamo un piccolo paragone [perdonatemi la differenza di dimensioni tra le due immagini, non era voluta].



 

La teoria per la quale la variante con leggenda continua e 5 anziché S nella data sia stata la prima emissione prende un minimo di credibilità se concepisce l'idea che i ragazzi in zecca hanno perso, rotto, distrutto  il punzone col 5 ma... ma quanto è probabile?

Secondo altri la coniazione della data con la S è dovuta allo stile contemporaneo che si era adottato e non ad una mancanza della zecca.

Secondo voi? Sarebbe interessante notare e capire anche la differenza del carattere usato per il 5, non solo nelle date ma nei valori: la cinquina [mezzo tarì = 5 grani] d'argento riporta il valore sempre con una S mentre la stessa moneta ma per il predecessore, Carlo VI d'Asburgo indica il valore con un bel 5. Solo nel 1795 col figlio Ferdinando [le coniazioni a suo nome del 1775 e del 1785 rimangono con la S nella data].
  • 7 replies

La Guerra Fredda- La propaganda nelle banconote
"Ricorda questo 'denaro!'
Questo fu lasciato indietro dal fascismo di Horthy.

Nel 1946: 1 mese di stipendio = 200 kg di peso = 1 kg di ciliegie.
I comunisti hanno creato bei soldi!

Guadagno medio:
Nel 1947:
Un conduttore 278 fiorini = 163,5 litri di latte = 24 kg di zucchero
Un guidatore 363 fiorino = 213,5 litri di latte = 31 kg di zucchero
Un operaio esperto 466 fiorini = 274 litri di latte - 40 kg di zucchero

Oggi:
Un conduttore 501 fiorino = 334 litri di latte = 83,5 kg di zucchero
Un guidatore 550 fiorini = 366 litri di latte = 91,6 kg di zucchero
Un operaio specializzato 602 fiorini = 401 litri di latte = 100 kg di zucchero

I vecchi proprietari della BSzKRT hanno detratto l'imposta, la pensione di vecchiaia e l'assicurazione
sanitaria dal tuo stipendio.
Oggi non devi pagare per loro!
Il piano economico quinquennale ha alzato il livello di vita del 150% rispetto a prima della guerra.
Vota per i piani economici quinquennali e per la pace!
Vota per l'MDP, i leader del movimento popolare!
  • 4 replies

Mezzo Carlino in oro per Carlo III (?)
Sabato ad una mostra ho avuto modo di conoscere qualche commerciante siciliano.

Uno di loro era in possesso di questa moneta: Mezzo Carlino 1758 in oro (coooosa???) chiuso dalla NGC. Facendo una ricerca non troppo complessa trovo quest'asta https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=2262&lot=1277  nella quale è stato battuto il pezzo a 1700€.  La richiesta attuale di chi la possiede è più del doppio.


 

Però però però... molte cose non quadrano! Cominciamo col dire che la moneta proviene da montatura e non esistono (che io sappia) riferimenti a questa coniazione in oro, l'asta ed la perizia NGC non portano riferimenti al peso della moneta. NGC lo porta come esemplare di presentazione al re ma reputo poco credibile la cosa dati i graffi di conio al D/. So che esistono esemplari di presentazione in oro di monete argentee per Murat, ma siamo mezzo secolo dopo e per l'appunto si trovano sia nelle fonti sia in condizioni "da presentazione" (frase ultimamente, forse, abusata).

La descrizione dell'asta riporta (in francese) "coniata in oro" mentre la perizia NGC dice prima del "carlino in oro" e poi "gold plated"... quindi semplicemente placcata? Se così fosse, divertente l'idea di creare rarità...

 
  • 28 replies

15 centesimi Governo provvisorio di Venezia
Nel biennio 1848-49 a Venezia risorge il leone alato di San Marco, ricomparendo su tutte le monete, quasi a testimonianza della decisione dei veneziani di ricreare la Repubblica. La nuova Repubblica di San Marco richiamava nel nome l'antica Serenissima scomparsa mezzo secolo prima.

Tutte queste monete rappresentano in sostanza l'eroismo della città, assediata dagli Austro-Ungarici, che resistette per ben 16 mesi.

Vengono coniate monete in oro da 20 Lire, due tipi in argento da 5 Lire, ed una in bassa mistura da 15 centesimi che, assieme a quelle di rame da 5-3 ed1 centesimo, serviranno per il commercio al minuto.

 

               15 centesimi

E' una moneta di necessità e/o emergenza, al pari delle altre, coniata nella Venezia sotto assedio.

E' in bassa mistura e presenta molte variabili in peso ed in percentuale di metallo nobile. In teoria sarebbe dovuto essere leggermente meno di 1/3 la sua percentuale ma alcune ne hanno una concentrazione più alta e, si pensa, nell'ultimo periodo di coniazione, una percentuale molto più bassa (probabilmente dovuta a scarsezza di scorte di argento), anche se era stato stabilitito a priori una tolleranza dell' 85%. 

Anche il peso ha delle notevoli variabili, si passa da un minimo di 1,26g  fino a 1,88g, sempre per un diametro di 18mm.

Discreta la sua tiratura che, con circa 155 mila esemplari, ne fa una moneta abbastanza comune anche se in conservazioni elevatissime diventa più difficile reperirla.

Presenta un contorno liscio

Al D GOVERNO PROVVISORIO DI VENEZIA con leone nimbato ed alato a sinistra in basso Z.V. (segno della zecca di Venezia)

Al D CENTESIMI DI LIRA CORRENTE 1848 nel centro 15 racchiuso in cerchio perlinato.

Moneta emessa con Decreto del 2° Governo provvisorio di Venezia 10/12/1848

Il peso della moneta in foto, proveniente da collezione privata, è di di 1,33g

Carlo

 
  • 4 replies

20 centesimi Libertà librata
E' considerata una delle monete più belle del Regno d'Italia, ricca di fascino e molto apprezzata.

Si discosta dalle altre coniazioni del periodo per non avere, al dritto, la testa dell'autorità emittente ma la prosecuzione dell'allegoria che caratterizza l'intera moneta. Il bozzetto di questa moneta nacque in maniera un po' particolare, durante il soggiorno biellese dell'autore Leonardo Bistolfi, il quale maturò l'idea di figura da utilizzare osservando una contadina locale prosperosa.

Per questo tipo di moneta fu prevista anche la coniazione di pezzi da 10 e da 5 centesimi, sempre con lo stesso materiale, operazione che non fu mai portata a compimento. Queste nuove monete avrebbero circolato come sostituti di altri nicheli da 25 centesimi e di alcune pezzature di rame. 

L'autorizzazione alla coniazione di queste nuove monete avvenne con Regio decreto n° 22 del 23 gennaio 1908.

Materiale: nichelio 975/1000

Diametro: 21,5-21,7

Peso: 4g

Contorno: rigato

Assi alla francese

Modello: Leonardo Bistolfi

Incisore: Luigi Giorgi

Al R Figura femminile allegorica che rappresenta la libertà librata in volo a sinistra , ignuda, drappeggiata con sottile velo e con fiaccola in mano, a sinistra indicazione del valore e segno della zecca di Roma R. In basso stemma crociato sabaudo con corona reale e fregi, sui bordi affianco dello scudo i nomi  dell'incisore e modello.

Al D busto muliebre che tiene in mano una spiga di grano, rappresentante l'allegoria della Mater Frugum. Scritta ITALIA tra spiga e bordo.

Primo anno di coniazione era il 1908 e proprio in quell'anno ci fu l'inaugurazione della posa della prima pietra del nuovo edificio da adibire a stabilimento della zecca di Roma. Venne perciò stabilito, come memoria dell'avvenimento, di porre all'interno della prima pietra un contenitore cilindrico di metallo contenente una pergamena quale ricordo della circostanza ed una serie di monete di pregio coniate nel medesimo anno. Tra queste, appunto, i 20 centesimi Libertà librata.

L'avvento della Prima guerra mondiale ed il notevole costo del metallo, impiegato soprattutto per scopi bellici, rese poco opportuno ulteriori coniazioni dopo il 1914. Si riprese a battere moneta solo nel 1919.

Moneta piuttosto comune in tutti i suoi millesimi di coniazioni, tranne il 1919, anno della ripresa della coniazione. I millesimi dal '26 al '35 sono modeste battiture destinate ai numismatici.

Carlo
  • 9 replies

Documenti antichi
Non ne ho una vera e propria collezione ma ho una ventina di pezzi, che mi affascinano per la loro particolarità. Pezzi di carta scritti di pugno oltre 150 anni fa, fanno sempre un certo effetto...
  • 14 replies

Il nuovo Reale di Carlo Emanuele 3°
Durante il regno di Carlo Emanuele 3°, nel 1768, con la nuova ed imponente riforma monetaria, vengono ritirate tutte le vecchie monete, battute nell'isola prima dell'avvento dei Savoia, durante la dominazione spagnola, tra le quali figuravano persino pezzi d'argento di Carlo V ed il Reale di Ferdinando V che circolava da ben 250 anni. Con la riforma fortemente voluta dal Sovrano vengono coniate nuove monete:

 

3 in oro (Carlino, mezzo Carlino, Doppietta)

3 in argento (Scudo, mezzo Scudo, quarto di Scudo)

3 in mistura (Reale, mezzo Reale, Soldo)

3 in rame (3 Cagliaresi, 1 Cagliarese, 1/2 Cagliarese)

 

Il valore delle nuove monete, espresse in Reali ed in Lire, erano:

Carlino=100 Reali o L. 50

mezzo Carlino=50 Reali o L. 25

Doppietta=20 Reali o L. 10

Scudo=10 Reali o L.4,80

mezzo Scudo=5 Reali o L.2,40

1/4 di Scudo=2,5 Reali o L.1,20

Reale=L. 0,48

1/2 Reale=L. 0,24

Soldo=L. 0,10

3 Cagliaresi=L. 0,05

1 Cagliarese=L. 0,01

mezzo Cagliarese=L. 0,005

 

               Tranne lo Scudo sardo, il Carlino ed il mezzo Carlino, le altre monete d'argento ed in mistura hanno le medesime date di emissione.

               Dalla comparazione delle nuove monete si evince che l'elemento più importante era il Reale, sia come valore intrinseco perchè praticamente alla portata di tutti, in quanto le pezzature superiori ben poco venivano utilizzate dal popolo se non per importanti transazioni, poi perchè coniato in un numero di esemplari nettamente superiore alle altre monete. Per i cinque anni di emissione uscirono dalla zecca di Torino esattamente 1.710.056 unità.

 

 

Reale nuovo (2° tipo)

al D testa del sovrano con lunga capigliatura (più sobria rispetto al vecchio Reale) rivolto a destra ed intorno CAR. EM. D. G. REX. SAR. CYP. ET. IER  in esergo millesimo di coniazione (1768,69,70,71,72)

al R scudo sardo accartocciato con testine dei quattro mori e sormontato da corona, intorno DUX. SAB. ET. MONISF. PRINC. PED. &

materiale: mistura (argento 500/1000)

peso: 3,80-2,28g

diametro: 22mm

contorno: cordonato in rilievo.

assi alla francese

zecca: Torino

Incisore: Lorenzo Lavy
  • 6 replies

Montenegro
L'occupazione italiana del Montenegro e del Sangiaccato avvenne nell’ aprile del 1941 durante l'invasione del Regno di Jugoslavia .

Nel 1941 gli eserciti dell'Italia fascista, del Terzo Reich, della Bulgaria e dell'Ungheria

(l'Ungheria partecipò solo all'operazione 25) occuparono i territori balcani e della Grecia.

Il Regio Esercito Italiano (R.E.I.) era presente con ben 31 Divisioni e 670 mila soldati.

All’inizio tutto il territorio del Montenegro e il Sangiaccato fu occupato e presidiato dalla Divisione di

fanteria “Messina”,dai Reali Carabinieri , dalla Polizia, Guardia di Finanza e dalle Unità di cetnici  montenegrini.

Il 12 luglio 1941 fu proclamato a Cettigne, sotto il protettorato dell’Italia, il “libero e indipendente” Regno di Montenegro.

Nel medesimo mese, al fine di sostenere le spese dell'occupazione militare , venne deciso di mettere in circolazione  banconote  dell' ex jugoslavia obliterate con timbratura italiana " verificato ".

 
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Tallero d'Italia, una moneta poco amata e sfortunata
TALLERO D'ITALIA       

           Chiamato Italicum per distinguerlo da quello Maria Teresa (o di convenzione), era una bella moneta in argento 835/1000 di 40 mm di diametro e 28,07 g di peso, fatta coniare con Regio Decreto 856 del 21/5/1918 per la colonia d'Eritrea dalla zecca di Roma.

  • 14 replies

Il bolognino
Come ho fatto cenno del bolognino nella breve esposizione delle monete degli Sforza anconetani, ora qui ne parlo più diffusamente a riprova del fatto che il bolognino era per il suo tempo una moneta abbastanza diffusa in Italia.

Non sto qui a sottolineare di quale raffinata bellezza sono state coniate alcune monete con particolare riguardo alla lettera A, la quale è spesso la lettera finale di una scritta che sta in circolo sulla parte esterna della moneta, nonchè, con quale cura queste monete sono state eseguite e pensare che siamo nel medioevo!
  • 4 replies

Tetradramma di Aureliano e penso a Zenobia
Buonasera,

Posterò una moneta di Aureliano di lecita provenienza e particolare fascino.

Purtroppo non ho i valori ponderale esatti ma dovremmo essere oltre gli 8 grammi.

La moneta è un tetradramma di Aureliano e Vaballato per la zecca di Alessandria d'Egitto.

Vaballato era il figlio della regina di Palmira Zenobia.

La moneta fu coniata nel 271 quando Aureliano lo nominò restauratore della pace in Oriente per le sue conquiste e le sue operazioni militari contro i parti.

Successivamente la situazione mutò a causa delle mire usurpatrici di madre e figlio che furono sconfitti da Aureliano e portati prigionieri a Roma successivamente Palmira sarebbe stata annientata con l'abbattimento delle mura.

La moneta ha come riferimento bibliografico MILNE 4319.

D. Aureliano nei campi LA (anni di regno)

R Vaballato nei campi LD

 
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ASSE da gens sconosciuta
salve agli esperti Rep Roman Coins,

vi posto le immagini di un asse che non riesco a definirlo e che non lo vedo tra i vari Crawford.

Dritto il bifronte di Giano in alto il segno I

Rovescio Prua di nave a destra e in alto la gens xxxx?

--Io vedo SSAP o anche SSAF ma non trovo nessuna gens o magistrati monetari che risponda a questa abbreviaz.

Dalle caratteristiche dovrebbe essere tra circa200a.C al 70a.C dimens: 33mm grammi: 25,11

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Potete aiutarmi? Voi vedete anche SSAP oppure cos'altro può essere?

saluti
  • 11 replies

Una moneta di nome giulio
Oggi vorrei proporre una piccola serie di immagini di monete di Papi di straordinaria bellezza e grande valore storico. Tutte monete che hanno fatto passare attraverso alcuni secoli una moneta denominata giulio dal nome del Pontefice che per primo le ha dato questo nome e che altri Papi anch’essi hanno chiamato così. Altri Papi hanno dato il proprio nome alle loro monete.
  • 9 replies

Marengo collo lungo Vittorio Em. 2° Re di Sardegna
Marengo 1861 per Torino, periziato con variante (sconosciuta) P al posto di F (Ferraris) sotto il taglio del collo al di sopra del millesimo. Foto non perfetta (l'oro è sempre un soggetto difficile) ma la P è abbastanza visibile. 

Se ne conoscono altre del medesimo tipo?

Carlo


 
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