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Albania - 10 Lek 1939 XVII
Premetto, le foto sono molto cattive: evidenziano ogni piccolo difetto di questa moneta.

E' stato primo 10 Lek che mi è entrato in collezione e, accontentandomi di una conservazione non eccelsa, ho preferito optare una caratteristica che adoro negli argenti moderni, ovvero le oscillazioni di colore e le tendenze delle patine a colori brillanti.

Qualche graffio sul campo, piumaggio e capelli non perfetto, ma priva di colpetti al bordo. Che ne dite, un SPL + può starci?


Regno d`Italia - Occupazione Albania - Vittorio Emanuele III di Savoia (1900-1943)

10 Lek - 1939 XVII - Roma
Ag 835 - 10gr - 27mm

Rif.: M-RI-0055
 

 
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MARCVS VULPIVS NERVA TRAIANVS, sesterzio PAX
Marco Ulpio Nerva Traiano

Marco Ulpio Nerva Traiano, o più semplicemente Traiano (in latino: Marcus Ulpius Nerva Traianus; nelle epigrafi: IMPERATOR • CAESAR • DIVI • NERVAE • FILIVS • MARCVS • VLPIVS • NERVA • TRAIANVS • OPTIMVS • AVGVSTVS • FORTISSIMVS • PRINCEPS • GERMANICVS • DACICVS • PARTHICVS; nato ad Italica il 18 settembre 53 e morto a Selinunte in Cilicia l'8 agosto 117) è stato un imperatore romano, regnante dal 98 al 117.

Traiano nacque in provincia, provenendo da una colonia di Italici denominata Italica nella Hispania Bætica (attuale Andalusia, Spagna) dove la Gens Ulpia di cui faceva parte si era trasferita dall'Umbria, in particolare da Todi. Valente militare e popolare comandante, venne adottato da Nerva nel 96, succedendogli due anni dopo. Egli era divenuto un importante generale durante il regno dell'imperatore Domiziano, i cui ultimi anni furono segnati da continue persecuzioni ed esecuzioni di senatori romani. Nel settembre del 96, dopo l'assassinio di Domiziano, un vecchio senatore senza figli, Nerva, salì al trono, ma si dimostrò subito impopolare con l'esercito. Dopo un anno breve e tumultuoso al potere, l'opposizione della guardia pretoriana ne aveva ormai indebolito il potere, tanto da costringerlo a difendere il suo ruolo di princeps adottando il più popolare tra i generali del momento, Traiano, e nominandolo suo erede e successore. Nerva morì poco dopo, alla fine di gennaio del 98, lasciando a Traiano l'impero, senza tumulti e opposizioni.


Valore nominale: Sesterzio

Diametro: 34,0 mm
Peso: 24,75 gr

Dritto: IMP CAES NERVA TRAIAN AVG GERM PM, busto laureato e drrappeggiato a destra
Rovescio: TR POT COS IIII PF/ SC, Pax seduta in trono a sinistra con scettro e ramo

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 101-102 d.C.
Riferimento: RIC 432C, Cohen 636S
Rarità: n.d.
Note:

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Grazie a tutti.

Ave!

Quintus
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scudo Filippo IV
Salve,

Napoli

scudo d'oro di Filippo IV di Spagna 1621-1665

1647

Au 3,37 gr.

P.R. 12

M.I.R. 238/1

RR


 

                                                                                                            immagini da asta VARESI 65
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mezzo testone Mantova
Salve,

Mantova

mezzo testone  in argento di Francesco II Gonzaga 1484-1519

Ag 3,86 gr.

M.I.R. 219


 

 

                                                                                    immagini a asta RANIERI   10
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MARCIA OTACILIA SEVERA, sesterzio SAECVLARES
Marcia Otacilia Severa

Marcia Otacilia Severa fu augusta dell'Impero romano e moglie dell'imperatore Filippo l'Arabo.
Figlia di un certo Severiano e sposa, prima del 238, di Filippo l'Arabo, fu elevata al rango di augusta quando il marito fu eletto imperatore, nel 244; ricevette anche il titolo di mater castrorum, "madre degli accampamenti", un titolo risalente alle donne della dinastia dei Severi. Filippo mise personaggi della sua famiglia nei posti di controllo dell'apparato statale dell'impero, e il fratello di Otacilia, Severino, fu nominato comandante delle truppe del Danubio.
Diede a Filippo un figlio, Marco Giulio Severo Filippo, cesare e poi augusto, e una figlia chiamata Severina, forse quella Ulpia Severina che fu moglie dell'imperatore Aureliano. Durante il regno di Filippo, Otacilia fu onorata su monete e con statue: l'iconografia ufficiale la celebrava come madre del futuro augusto, in quanto Filippo sperava di instaurare una dinastia. La sorte di Otacilia non è nota: la coniazione di monete in sua memoria si interrompe nel 248, inducendo a ritenere che sia morta in quell'anno; ad ogni modo, dopo la caduta di Filippo nel 249, la memoria della sua famiglia fu maledetta, e il nome di Otacilia cancellato da iscrizioni e papiri.
Secondo fonti cristiane, Otacilia era in contatto con i cristiani, se non cristiana essa stessa. Eusebio di Cesarea afferma che scambiò lettere con Origene. Va notato come siano state emesse monete a nome di Otacilia e dedicate a Giunone.



Valore nominale: Sesterzio

Diametro: 28,0 mm
Peso: 15,09 gr

Dritto: MARCIA OTACIL SEVERA AVG, Draped bust with diadem of Otacilia Severa face right.
Rovescio: SAECVLARES AVGG / SC,  Hippo walking to the right.

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 248 d.C.
Riferimento: RIC 200a, Cohen 65

Rarità: n.d.
Note: Ex Paul-Francis Jacquier (Auction 47 Lot. 1437 - 21.09.2019)
           https://www.acsearch.info/search.html?id=6307613

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Grazie a tutti.

Ave!

Q.
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MARCVS AVRELIVS, sesterzio MINERVA
Marco Aurelio

Marco Aurelio Antonino Augusto (in latino Marcus Aurelius Antoninus Augustus; nato a Roma il 26 aprile 121 a.D. e morto a Sirmio il 17 marzo 180 a.D., meglio conosciuto semplicemente come Marco Aurelio, è stato un imperatore, filosofo e scrittore romano.  Su indicazione dell'imperatore Adriano, fu adottato nel 138 a.D. dal futuro suocero e zio acquisito Antonino Pio che lo nominò erede al trono imperiale.
Nato come Marco Annio Catilio Severo (in latino Marcus Annius Catilius Severus), divenne Marco Annio Vero (in latino Marcus Annius Verus), che era il nome di suo padre, al momento del matrimonio con sua cugina Faustina, figlia di Antonino, e assunse quindi il nome di Marco Aurelio Cesare, figlio dell'Augusto (in latino Marcus Aurelius Caesar Augusti filius) durante l'impero di Antonino stesso.
Marco Aurelio fu imperatore dal 161 a.D. sino alla morte, avvenuta per malattia nel 180 a.D. a Sirmio secondo il contemporaneo Tertulliano o presso Vindobona.  Fino al 169 a.D. mantenne la co-reggenza dell'impero assieme a Lucio Vero, suo fratello adottivo nonché suo genero, anch'egli adottato da Antonino Pio.  Dal 177 a.D., morto Lucio Vero, associò al trono suo figlio Commodo.  È considerato dalla storiografia tradizionale come un sovrano illuminato, il quinto dei cosiddetti "buoni imperatori" menzionati da Edward Gibbon.  Il suo regno fu tuttavia funestato da conflitti bellici (guerre partiche e marcomanniche), da carestie e pestilenze.
Marco Aurelio è ricordato anche come un importante filosofo stoico, autore dei Colloqui con sé stesso (Τὰ εἰς ἑαυτόν nell'originale in greco).  Alcuni imperatori successivi utilizzarono il nome "Marco Aurelio" per accreditare un inesistente legame familiare con lui.



Marco Aurelio come Cesare, coniata sotto Antonino Pio

Valore nominale: Sesterzio
Diametro: 32,0 mm
Peso: 29,90 gr

Dritto: AVRELIVS CAES AN-TON AVG PII F, bare-headed bust of Marcus Aurelius right.
Rovescio: TR POT X COS II, S C across field, Minerva standing left, holding owl and spear, shield to right.

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 155-156 d.C.
Riferimento: RIC 1325a
Rarità: n.d.
Note: Ex Paul-Francis Jacquier (Auction 47 Lot. 1392 - 21.09.2019) - Ex Collection J. Massoulié.
           https://www.acsearch.info/search.html?id=6307568

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Q.
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zecchino di Vasto
Salve,

asta Nomisma 62 terminata,

segnalo il lotto 948  zecchino in oro di Cesare Michelangelo D'Avalos marchese di Pescara e Vasto, Principe del Sacro Romano Impero, 

1704-1729, questa moneta non presenta i simboli della zecca di Augusta (Germania)  (simbolo pigna) e dello zecchiere Hohleisen (simbolo ferri di cavallo)

con buona probabilità è stata coniata proprio a Vasto



 

 

 

di estrema rarità,

Au 3,46 gr.

M.I.R.  813

prezzo di base 10.000,00  euro

aggiudicato a 22.000,00  + diritti

ricordo che queste monete non erano destinate alla circolazione,

ma usate per  " ostentazione "
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doppio ongaro di RETEGNO
Salve,

sempre dall ' asta NOMISMA  62

una moneta della massima rarità,

zecca di Retegno , doppio ongaro in oro di Antonio Gallo Gaetano  Trivulzio 1679-1705 

 


 

 

Au 6,70 gr.

Gnecchi n. 4 ,

R5
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Video marengo Umberto I
Salve,

allego video

VID_20200902_100037.mp4
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INIZIAMO PARLANDO DELLA STORIA DELLE MEDAGLIE
Grazie alla preziosa disponibilità dello staff di Tuttonumismatica, iniziamo oggi un cammino nel mondo della medaglistica napoleonica per tutti coloro, appassionati e non, che avranno la curiosità di comprendere meglio un mondo tanto affascinante quanto sconosciuto ma ricco di stimoli e spunti storico artistici così come un'epoca fondamentale per il mondo contemporaneo.

Nel corso delle prossime settimane non solo mostreremo tanti esemplari presenti nella collezione del Museo Medagliere dell'Europa Napoleonica, ma racconteremo anche le storie ad essi collegate così come presenteremo gli artisti che le hanno donate all'umanità.

La speranza è che queste storie fungano da stimolo per il confronto e la condivisione così come deve essere nella natura di un forum.

Spero che i temi saranno d'interesse e resto a completa disposizione per qualsiasi informazione, puntualizzazione e/o correzione fosse necessaria.

 

Buona lettura!

 

Storie Medagliere 1.pdf
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GALLIENVS, sesterzio IOVI CONSERVATORI
Gallieno

Publio Licinio Egnazio Gallieno (In latino: Publius Licinius Egnatius Gallienus, nato nel 218 a.D. e morto a Milano nel 268 a.D.) è stato un imperatore romano, dal 253 al 268 a.D., famoso per la sua riforma dell'esercito e valente condottiero. Salì al potere insieme al padre Valeriano nel 253 a.D. e quando questi, nel 260 a.D., fu catturato dai Sasanidi (dopo sette anni di regno) rimase l'unico imperatore per altri otto anni, fino alla morte quando era cinquantenne.  Durante il suo tribolato regno ci furono due secessioni di territori dell'impero (l'Impero delle Gallie a occidente e il Regno di Palmira a oriente) e molti aspiranti imperatori.

Gallieno fu un imperatore colto e sotto il suo regno arti e cultura vissero un breve ma intenso periodo di fioritura. A Gallieno si devono due provvedimenti che modificarono l'organizzazione dell'esercito e che contribuirono a superare la crisi militare. Tolse il comando delle legioni ai senatori e lo affidò a generali di estrazione equestre. Organizzò un tipo di difesa più flessibile "in profondità", ovvero, anziché distribuire le truppe su tutto il confine le concentrò nelle retrovie, nei punti strategicamente più importanti, e costituì reparti mobili basati sull'uso prevalente della cavalleria.

Rappresentò il punto di svolta nel tragico periodo di crisi che colpì l'Impero romano, dopo la fine della dinastia dei Severi.  Non è un caso che proprio Gallieno sia stato il primo a regnare per quindici anni (sette con il padre e otto da solo), cosa assai rara se si considera il primo periodo dell'anarchia militare (dal 235 al 253 a.D.).  Era, infatti, dai tempi di Settimio Severo (193 - 211 a.D.) che un Imperatore non regnava tanto a lungo. Pose, inoltre, le basi per un periodo di ripresa e riconquista, come quello degli Imperatori illirici (268 - 285 a.D.) oltre che di restaurazione, come quello tetrarchico di Diocleziano (284 - 305 a.D.).



Valore nominale: Sesterzio
Diametro: 26 mm circa
Peso: 10,24 gr

Dritto: IMP C P LIC GALLIENVS AVG , busto a destra laureato, drappeggiato e corazzato
Rovescio: IOVI CONSERVATORI, Giove stante a sinistra con fascio di fulmini e scettro, S - C in campo.

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 254 - 255 a.D.
Riferimento: RIC 215; Cohen 355
Rarità:

Note: Ex Inasta 23, San Marino (2007), 387; Ex Paul-Francis Jacquier 47, Kehl am Rhein (2019), 1447.

Ogni commento è il benvenuto!

Ave!

Quintus
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VOLVSIANVS, sesterzio IVNO MARTIALI
Volusiano

Gaio Vibio Afinio Gallo Veldumniano Volusiano (In latino: Gaius Vibius Afinius Gallus Veldumnianus Volusianus, data e luogo di nascita sconosciuti, morto a Terni nell'agosto 253 a.D) è stato un imperatore romano dal 251 al 253 a.D. insieme al padre Gaio Vibio Treboniano Gallo.

Volusiano, figlio dell'imperatore romano Treboniano Gallo e di Afinia Bebiana; aveva anche una sorella, di nome Vibia Galla. Ricevette il titolo di Cesare e princeps iuventutis nel 251 a.D., quando il padre assunse il trono e adottò, associandolo al trono come co-augusto, Ostiliano, figlio del suo predecessore Decio. Nel novembre 251 a.D., però, Ostiliano morì a causa della peste che stava flagellando Roma e Volusiano fu elevato dal padre al rango di co-augusto.  Nel 253 a.D., allo scopo di combattere il generale ribelle Marco Emilio Emiliano, proclamato imperatore dalle truppe danubiane, Treboniano e Volusiano lasciarono Roma alla testa dell'esercito diretti a nord. Erano da poco giunti ad Interamna Nahars,(l'attuale Terni) si sparse la voce che Emiliano era penetrato in Italia e che si stava avvicinando rapidamente: i soldati di Treboniano, allora, si ribellarono e uccisero lui e Volusiano.


Valore nominale: Sesterzio
Diametro: n.d.
Peso: n.d.

Dritto: IMP CAE C VIB VOLVSIANO AVG, busto a destra, laureato, drappeggiato e corazzata visto da tre quarti dietro.
Rovescio: IVNO MARTIALI, tempio tondo a due colonne, al centro del quale vi è una statua di Giunone seduta, S - C in campo.

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 251 - 252 a.D.
Riferimento: 253 a; Cohen 46
Rarità: R1

Ogni commento è il benvenuto!

Ave!

Quintus
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Quarto di scudo di Vittorio Amedeo III
Questo quarto di scudo di Vittorio Amedeo III per il regno di Sardegna "continentale" è una delle prime monete entrate in collezione, in tempi non sospetti, quando ancora si cercava il giusto compromesso prezzo/qualità. La tipologia è rara se non piuttosto rara, ed è abbastanza difficile trovarla in condizioni ottimali rispetto ai mezzi scudi, di valore venale ben maggiore, meno spendibili e di conseguenza meno utilizzati nelle spese minute. Come tutti gli spezzati le conservazioni sono spesso basse o abbastanza mediocri. La vera rarità, oltre al numero di esemplari coniati e di quelli reperibili nel mercato, sta proprio nella conservazione.

               Per la gioia dei collezionisti che spesso si domandano se questa monetazione Sabauda abbia retto all'urto della crisi economica e di quest'ultima batosta del virus che ha stravolto il mercato numismatico, debbo dire che si difende piuttosto bene e che non sarà raro reperire dei buoni pezzi ma....non certamente a prezzi da saldo come altre monetazioni successive del Regno (salvo naturalmente le rare e le alte/altissime conservazioni).

Carlo
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Analisi dei conii degli argenti di Umberto I
Il 5 Lire, nei due unici millesimi 1878 e 1879, presenta differenze sostanziali riconducibili all'utilizzo di due conii differenti. Il 1878 è caratterizzato al dritto da una impronta della testa del Sovrano più piccola, fronte impercettibilmente più alta e capelli della parte superiore leggermente più bassi. Sia al dritto che al rovescio si notano rilievi più alti e più marcati. Il 1879 presenta invece testa più grande, fronte meno alta e capelli della parte superiore più alti. Oltre a questo presenta una caratteristica unica e peculiare che viene utilizzata come segno distinguibile di genuinità della moneta: la concavità del tondello al dritto e relativa convessità del rovescio. 

 

               Il 2 Lire presenta differenze nei due conii solo al dritto, nelle dimensioni della testa del sovrano ed in alcune sue caratteristiche. 

I millesimi di coniazione 1881-82-83-84-85-86 sono accomunati al 1° tipo, quelli del 1887-97-98-99 al 2° tipo.

-Nel 1° tipo troviamo testa piccola, capelli superiori impercettibilmente più alti.

-Nel 2° tipo testa più grande e capelli più bassi.

Unica eccezione è il millesimo 1887, coniato in un numero di esemplari estremamente più elevato rispetto a tutti gli altri. Lo si potrebbe considerare un millesimo di transizione, sebbene appartenga al 2° tipo. Non è raro trovare monete con caratteristiche del primo tipo e addirittura inversioni nella struttura dei capelli della parte alta della testa. 

L'esemplare postato è un 2 Lire 1887 che appartiene al 2° tipo (testa grande), ma possiede pure caratteristiche del 1° tipo con capelli superiori più alti.

Le varianti o pseudo tali si sprecano.

Carlo
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Sesterzio di Marcus Antonius Gordianus Sempronianus Romanus Africanus
Ciao a tutti!

Dopo un periodo "oscuro" torno, con  piacere, a scrivere delle mie beneamate monete romane.

Giusto ieri ho visto nella baia un sesterzio che mi ha incuriosito, sia per il "valore" e la rarità che il venditore che pare vendere sia monete di pregio sia pornazzi spinti! 🙂

Vi presento il sesterzio:


Gordian I Africanus
Æ Sestertius
Rome, AD 238
D/IMP CAES M ANT GORDIANVS AFR AVG, laureate, draped and cuirassed bust right
R/P M TR P COS P P, Gordian, laureate and togate, standing left, holding olive branch in right hand

Il venditore non dice altro, nessun peso o diametro, nessun'altra foto.

Solo un "compralo subito" di 5000€ e la possibilità di fare una "Proposta d'acquisto".

Voi che ne dite?  E' stato sicuramente aiutato e, forse, anche rabberciato.

Quanto potrebbe valere?

Ma, soprattutto, chi rischierebbe un acquisto su ebay per un importo così elevato!?!?  Potrebbe essere un qualche tipo di truffa?

@Cliff, @Piakos, @Ross14, @Spoudaios, @Tinia Numismatica, @tinianum... voi che ne dite?  Ci date un vostro parere a riguardo?

Grazie!

Ave.

Quintus
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Moneta Argento 1 dollaro 1799
Buongiorno, sono nuovo del forum spero di non aver sbagliato nulla. Mi stavo chiedendo quanto volesse questoa moneta e dove posso certificare la sua autenticità
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LA REPUBBLICA DI SIENA IN MONTALCINO
Siamo nella metà del '500; Cosimo I de' Medici, non ancora Granduca  cerca di conquistare tutta quella parte di Toscana che ancora è indipendente. Tenta, e ci riesce per alcuni anni (dal 1548 al 1557) attraverso manovre con l'imperatore Carlo V ma dovette riconsegnare l'allora contea  di Piombino a Jacopo VI, trattenendosi una enclave all'Elba dove fondò Cosmopoli.  Non potè o non volle usare la forza dato che la madre di Jacopo era sua zia e quindi il signore di Piombino suo cugino di 1° grado. 

Poichè, invece, a Siena non aveva parenti, mosse guerra alla Repubblica senese con l'appoggio degli spagnoli di Carlo V; Siena ottenne l'aiuto di Enrico II di Francia, ma fu tutto inutile: alla fine di un lungo e drammatico assedio la città, nel 1555 si arrese ed il contingente francese, cui si erano uniti un migliaio di cittadini senesi, uscì dalla città con l'onore delle armi. I senesi, nobili e popolani, capeggiati da Filippo Strozzi, assieme ai francesi si recarono a Montalcino, dando vita alla Repubblica di Siena in Montalcino da dove continuarono la lotta contro Firenze, lotta che terminò nel 1559 a seguito della sconfitta francese nella guerra con la Spagna.

Da un punto di vista numismatico continuarono, anche da un punto di vista formale, a coniare monete "senesi", monete che Cosimo, una volta presa Montalcino  fece ritirare e rifondere in una forma di moderna damnatio memoriae e questo ne spiega la notevolissima rarità.

La vendetta, postuma, di Montalcino è stata quella di divenire una eccellenza eno-gastronomica con un vino che batte il Chianti alla grande e dei salumi da sogno!

Tornando alle cose serie, una particolarità indiretta di questa monetazione è costituita dai numerosi falsi ottocenteschi, concentrati sulla quadrupla d'oro e sul testone per il quale veniva usato lo stesso conio date le analoghe dimensioni.

 

Quadrupla passata in asta da Varesi (e dichiarata come falso storico).

Di seguito invece alcuni tipi autentici: mezzo scudo, giulio, parpagliola e mezza parpagliola.

     

             
Per chi conosce la monetazione di Siena, è evidente che si volle mantenere la tipologia precedente all'occupazione medicea, per affermare, anche con la moneta, che lì, e solo lì, era ancora la Repubblica di Siena.
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MARIA LUIGIA medaglia ponte sul Taro argentata
Buongiorno 

Sottopongo alla Vostra attenzione questa medaglia in bronzo argentato per avere informazioni, se possibile, sull’ uso e/o il perché di questo trattamento superficiale. Spero di essere nella sezione giusta, un grazie in anticipo.

-Allego foto 
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La bellezza degli aquilotti
5 lire aquilotto 1927 (2 rosette). Millesimo piuttosto comune. Le alte conservazioni e le patine particolari rendono questa moneta piuttosto affascinante sebbene la rappresentazione iconografica del regime sia molto semplice ed esplicita. 

Questa tipologia di moneta, assieme alle 10 Lire Biga furono ritirate assieme dalla circolazione in base alle norme stabilite in Gazzetta Ufficiale del giugno 1935. Per la loro coniazione vennero impiegate 660 tonnellate di monete d'argento da 1 e 2 Lire di vecchio conio precedente.. Furono messe fuoricorso alla fine del 1945 e la fine del 1947 segnò l'ultima data utile per un eventuale cambio.

Le 5 Lire aquilotto furono coniate dalla Società Metallurgica Italiana di Brescia, un fornitore privato a cui fu affidato lo specifico incarico di coniare monete dal 1927 al 1929 allo scopo do alleggerire la zecca Reale.

Carlo
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Scudi 5 Lire dei Governi Provvisori di Milano e Venezia
Di queste monete mi sono sempre detto che se avessi trovato quella più bellina, l'avrei cambiata. In realtà poi non mi sono più interessato alla cosa, e mi sono rimaste questi scudi. Io pubblico le mie, fatemi sognare con le vostre...

Lombardia - Governo Provvisorio di Milano


5 Lire Scudo - 1848 Milano (M) - Ag 900; 25gr; 37mm

Note:rami corti, stella lontana, base sottile

 

Venezia - Governo Provvisorio di Venezia


5 Lire I° Tipo  - 1848 Venezia (V) - Ag 900; 25gr; 37mm
 

 

 


5 Lire Scudo II° Tipo - 1848 Venezia (V) - Ag 900; 25gr; 37,5mm

 
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Identificazione moneta
Salve a tutti, andando sul web non ho trovato  questa moneta chi mi sa dare delucidazioni in merito??? Ringrazio anticipatamente.
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Rarità nella monetazione di Carlo Alberto
Analizzando la monetazione di Carlo Alberto, soprattutto quella in argento, non possiamo non notare un certo grado di rarità, soprattutto negli spezzati minori. Le tirature sono piuttosto basse ed il grado di rarità medesimo arriva in certi casi al massimo. Osservando queste tipologie di monete possiamo vedere che in massima parte sono in conservazioni modeste o mediocri con numerosi difetti. Già di loro sono tondelli di seconda classe (bordo deturpato, come lo definisce il Gigante), a questo aggiungiamo le problematiche derivate dalla circolazione ed arriviamo ad avere un numero estremamente esiguo di monete in alta ed altissima conservazione. Fra la monetazione decimale, antecedente il Regno d'Italia, quella di Carlo Alberto sembrerebbe appunto la meno..."curata".  La vera rarità, non solo come esigua tiratura e reperibilità, sta nelle altissime conservazioni senza i difetti caratteristici della classe monetale. Potremmo trovare monete con alte conservazioni con rilievi bellissimi e pessimo bordo (come nel caso del 5 Lire postato), ma rilievi altrettanto belli con dei bordi "intonsi"...questa si che è una vera straordinarietà. Basterebbe seguire alcune aste con esemplari del genere e vedere i prezzi di realizzo per rendersene conto.

Carlo

               
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Denario di Domiziano
DATI DELLA MONETA:
Moneta: Denario 
Metallo: Argento
Emissione: 80-81 d.C.
Grammi: 3,16
Diametro: 18 mm
Tecnica: Coniazione
Epoca: Romana
Zecca: Roma 
Dritto: CAESAR DIVI F. DOMITIANUS COS VII ; testa laureata.
Rovescio: PRINCEPS IVVENTVTIS ; elmo corinzio su trono.
Bibl. RIC 271
Conservazione: BB+

DATI DELL'IMPERATORE: 
Autorità regnante: Imperatore Domiziano (Domitianus Augustus Germanicus) 
Regno: 81-96 d.C.
Dinastia: Flavia
Nascita: Roma 24 ottobre 51 d.C.
Morte: Roma 18 settembre 96 d.C.
Coniuge: Domizia Longina (Domitia Longina)
Famiglia: Figlio dell'imperatore Vespasiano e di Flavia Domitilla Maggiore. Succedette a suo fratello Tito, anch'egli imperatore; regnante dal 79 all'anno 81 d.C. Ebbe una sorella, Flavia Domitilla. Famosa fu la relazione fra Domiziano e sua nipote, la figlia di suo fratello Tito, Giulia; morta a 26 anni.
 
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PHILIPPVS ARABS, sesterzio AETERNITAS
Filippo l'Arabo

Marco Giulio Filippo Augusto (in latino Marcus Iulius Philippus Augustus), meglio noto come Filippo l'Arabo (Philippus Arabs; nato a Trachontis nel 204 a.D. circa e morto a Verona nel 249 a.D.), è stato imperatore romano per circa cinque anni, dal 244 a.D. alla sua morte.

Sono poche le notizie sui cinque anni e mezzo di regno di questo imperatore; nato di umili origini e passato alla storia sia per aver celebrato il primo millennio di Roma che per la sua origine araba. Dopo una breve campagna sul fronte danubiano, di nuovo in subbuglio per la minaccia delle popolazioni germaniche, Filippo si recò a Roma per consolidare i rapporti con il senato e per celebrare con grande sfarzo, il 21 aprile 248 a.D., le feste del millenario di Roma. Sui confini, però la situazione fu drammatica, i Goti passarono il Danubio e invasero la Mesia mentre vari usurpatori vennero acclamati dalle truppe. Così nel 249 a.D. anche il regno di Filippo terminò nel sangue e il suo posto fu preso dal senatore Messio Decio, comandante delle truppe sul fronte danubiano.


Valore nominale: Sesterzio
Diametro: 33 mm circa
Peso: n.d.

Dritto: IMP M IVL PHILIPPVS AVG , busto a destra laureato, drappeggiato e corazzato
Rovescio: AETERNITAS AVGG, elefante che cammina a sinistra, guidato da mahout con pungolo e bastone, S - C in campo.

Zecca: Roma
Anno di coniazione: 248 - 249 a.D.
Riferimento: RIC IV 167a; Banti 8
Rarità: R2

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Ave!

Quintus
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1000 Lire Italia turrita, la vera antesignana dell'euro
A tutti gli effetti, questa bella ma tardiva moneta della Repubblica può considerarsi la vera antesignana dell'euro. Moneta bimetallica, ci mostra una bella immagine della prossima Europa che verrà e che cambierà il corso monetario della nostra nazione.

Ma c'è un però! Non nasce sotto buoni auspici in quanto viene coniata sbagliata. Il numero di pezzi emessi è talmente elevato e si è speso una fortuna per coniarla che toglierla dalla circolazione dopo pochissimo tempo sarebbe stato antieconomico con danno erariale enorme.
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