Adriapel

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  1. Il tesoretto di Albano

    Cari Amici del Forum Ho partecipato ad una commemorazione dell'archeologo Lugli ad Albano ed ho avuto modo di visitare il museo. Nel museo è visibile il tesoretto di monete rinvenuto nei pressi di Albano ed in particolare nei pressi della Regina Viarum in località Vascarelle da una giovane archeologa. I Denari di epoca repubblicana perfettamente conservati vanno dal III sec al I secolo a.C. Fiorenzo Catalli ha tenuto una conferenza su tale Tesoretto. Veniva ipotizzato che tale tesoro fosse stato nascosto da un legionario nel periodo della guerra civile tra Mario e Silla e ritrovato secoli dopo da una giovane archeologa . Vorrei sapere da voi se avete notizie più precise circa questo ritrovamento. Le monete che ho intravisto sono della fam Tituria, Minucia e altre famiglie. Qualcuno di voi ha notizie più precise o articoli circa questo ritrovamento. un caro saluto Adriapel
  2. Cari Amici del Forum Sarei interessato a sapere quali monete vennero coniate al tempo dell'uomo nuovo "Manio Curio Dentato" così definito da Cicerone. Questo personaggio di cui si parla poco ma del quale molto è rimasto nell'antica Roma è veramente affascinante e a mio avviso può per certi aspetti essere paragonato per grandiosità a Caio Giulio Cesare come condottiero. Credeva nella repubblica e per la repubblica di Roma lavorava.L'area sacra di largo Argentina in Roma ci lascia un suo ricordo. Infatti dei templi repubblicani denominati A,B,C,D e localizzati nell'area sacra del campo Marzio, Marco Curio Dentato edificò, senato compiacente, il tempio denominato C e dedicato alla Dea Feronia del quale rimane intatta l'ara. D'altronde Marco era di origine Sabina e non ci dimentichiamo Feronia era una divinità tipicamente Sabina "Locus Feroniae". Marco era un grande condottiero e la sua esperienza fu fondamentale nell'espansione di Roma verso sud, est e nord della penisola. Vorrei ricordare il suo grande impegno contro i Sabini , i Sanniti e per ultimo contro Pirro a Maleventum dove questo diavolo di uomo piegò un grande condottiero come Pirro. Fece molto di più, infatti fece sfilare a Roma gli elefanti (sconosciuti dai Romani) tolti letteralmente a Pirro a Malevantum odierna Benevento. Questo è l'antefatto, ma mi chiedevo la monetazione al suo tempo quale era. Sicuramente il denaro di argento fu successivo e a memoria il didramma argenteo era la moneta che più circolava a quel tempo. Sarei curioso di sapere quale altre monete giravano nelle tasche dei Romani in quel tempo. L'intervallo di tempo era tra il 290 a.C e il 270 a.c. Aspetto una vostra risposta e se possibile anche iconografica delle monete. un caro saluto Adriapel
  3. Il tesoretto di Albano

    Cari amici del forum Sarebbe possibile avere un reprint dell'articolo un caro saluto Adriapel
  4. Il tesoretto di Albano

    A proposito il museo di Albano è veramente interessante e la Direttrice Daniela De Angelis molto competente. Inoltre il territorio archeologico circostante è estremamente importante. D'altronde il progetto Septimontium derivava da Alba Longa.
  5. Il tesoretto di Albano

    Caro Alberto credo di si. Dove è possibile trovare un reprint dell'articolo delle Rivista Italiana Numismatica mi piacerebbe leggerlo. un saluto Adriapel
  6. Il tesoretto di Albano

    Molto interessanti le considerazioni di Admin. Le monete vanno dal III al I sec A.C e quindi hanno circolato in che periodo?
  7. Il tesoretto di Albano

    Ringrazio Fiorenzo Catalli, sarà' un vero piacere leggere la sua pubblicazione su questo ritrovamento. Un saluto a tutti
  8. alla storia e al passato

  9. I Lares Praestites su un denario della gens Caesia

    Avevo molta confusione tra Dei Penati e Lari ma Italo Calvino mi ha chiarito le idee con degli esempi illuminanti. "Italo Calvino nelle sue Città invisibili scrive che la città di Leandra è protetta da dei di due tipi – dei così piccoli che non si vedono e così numerosi che non si possono contare. Gli uni stanno sulla porta delle case o all’entrata, vicino all’attaccapanni e al portaombrelli; nei traslochi seguono le famiglie. Gli altri invece vivono nelle cucine: fanno parte della casa, e quando la famiglia se ne va, restano con i nuovi inquilini. I primi sono i Penati; i secondi sono i Lari. I primi, i Penati, sono in movimento perché cambiano di casa al seguito delle famiglie. I secondi invece, i Lari, non si muovono mai: se butti giù una vecchia casa per costruire un grande casermone, i Penati rimangono, anzi si moltiplicano nelle cucine di altrettanti appartamenti – forse erano già lì quando la casa non c’era ancora, tra le erbacce di un’area fabbricabile. Lari e Penati si assomigliano; tra di loro parlano e discutono, spesso litigano" Reputo questo passo bellissimo e illuminante per noi amanti delle storie e delle monete un saluto Adriapel
  10. Vesta e le origini di Roma

    Vorrei aprire questa discussione su Vesta. La forma rotonda del Tempio di Vesta riportata sulla moneta repubblicana di Q Cassius Longinus che allego mi induce ad alcune riflessioni. Anticamente tutti noi ben sappiamo la leggenda di Romolo e Remo, ma invero la Pastorizia ed in particolare i Pastori provenienti dalle zone vulcaniche dei castelli e affascinati dalla pianura si spostarono sul colle Palatino. Il vantaggio del colle era avere il Tevere come fonte di acqua e attorno pianure e acquitrini nella zona del Valabro. I Latini presero possesso quindi del Palatino e non andarono più oltre sbarrati dal Tevere, e a nord dall'Aniene. Oltre il tevere vi era il popolo degli Etruschi già strutturato come civiltà evoluta. I Sabini di contro si stabilirono sul Quirinale, erano più numerosi rispetto ai Latini. La prime abitazioni di entrambi questi due popoli erano capanne di forma circolare, l'accendere il fuoco era in antichità cosa assai difficile e quindi questi abitanti sia Latini che Sabini avevano costituito una capanna tonda che manteneva il fuoco pubblico. Il fuoco...il sacro fuoco. E' veramente emozionante pensare che il tempio di Vesta abbia questa forma in quanto lo spirito romano è stato sempre quello di conservare e preservare la memoria delle proprie arcaiche tradizioni. Vesta....il fuoco pubblico sacro. Il culto di Vesta quindi è il culto arcaico dei primi abitanti Latini e Sabini. Si può quindi spiegare anche come altri templi come quello di Hercules nel foro Boario e quello di Deae Diae sulla Velia siano di forma rotonda trattandosi di culti che appartengono ai più antichi dell'agro romano. un saluto Adriapel
  11. denaro Giulio Cesare

    La storia non ha prezzo..... e per me dal punto di vista affettivo-numismatico Giulio Cesare è sempre Giulio Cesare.
  12. denaro Giulio Cesare

    Dopo aver accertato la provenienza della moneta. Trattasi probabilmente di un Denario di C. Iulius Caesar, Denario, che raffigura la testa diademata di Venere. Spagna, 46-45 a.C.; AR (g 3,90; mm 20; h 11); Testa diademata di Venere dietro, Cupido, Rv. Trofeo con scudo ovale e carnyx su ciascun lato; ai piedi, due prigionieri, un uomo ed una donna (la Gallia); Crawford 468/1; Sydenham 1014. Una moneta che raffigura la Gallia Capta. Interessante e intrigante.
  13. Vesta e le origini di Roma

    Grazie Piakos mi hai aperto a nuovi orizzonti della storia romana che per certi aspetti non ho approfondito (da Teodosio in poi). Comunque questa discussione ha portato ad aspre ed attuali considerazioni. E' meglio che mi muovo sempre con molta attenzione. Comunque la tua disamina storica da Teodosio ad oggi è affascinante e inquietante. L'Europa attuale ha perso lo spirito dell'antica roma che era uno spirito di conquista ma anche di successiva unione di popoli tra loro così diversi. Tutti potevano essere per certi aspetti romani e alcuni (schiavi) se lo dovevano sudare e meritare. L'Europa è cambiata , noi siamo cambiati. Per noi le antiche tradizioni sono sparite e le abbiamo omesse in cambio di consumismo puro; abbiamo dimenticato da dove siamo venuti e chi eravamo in passato. Un vero peccato!. un saluto Adriapel
  14. I soci contribuivano nella costituzione della legione romana e venivano disposti sulle ali. Da Polibio risulta chiaramente come gli equites dei soci erano molto più numerosi degli equites romani. Questo la dice lunga sull'importanza dei cavalieri nelle città Latine alleate di Roma. Se si pensa al lago Regillo e all'epico scontro tra la Lega Latina e Roma, vi era un nutrito gruppo di equites nella Lega Latina. Tali Equites sono stati impiegati successivamente dai Romani durante le guerre Puniche. La moneta rappresentata di Cori ci dice come i cavalieri di Cori erano tenuti in gran conto dai Romani. Fà riflettere come dopo il 338 tutto il Lazio era ai piedi di Roma ma le regole imposte alle città Laziali erano differenti. Perché Roma tratta differentemente i soci Latini?. Velletri, Anzio e Terracina cadono in una vera e propria servitù buona parte della cittadinanza è espulsa e i beni confiscati mentre al contrario città come Cora, Tivoli e Preneste ottengono il diritto all'indipendenza e il rinnovamento della vecchia alleanza aequo iure. La forte cavalleria di Cora ha potuto giocare un ruolo delle parti in questa scelta storica?. un saluto Adriapel
  15. Quadrante di Nerone

    Cari amici del forum vi posto un quadrante di Nerone di per sé comune ma che mi affascina particolarmente. vorrei poter interpretare il dritto e il rovescio. Ramo di ulivo e civetta con ali spiegate su di un altare con ghirlande. Potrei pensare alla civetta come simbolo di Atena quindi "Sapienza". Mentre l'ulivo è segno di terra feconda oppure è l'albero preferito da Atena. Infatti Atena viene ritratta mentre tiene sulla mano destra l'ulivo. Mi chiedo perché Nerone pone questi due soggetti su di un quadrante. Quale potrebbe essere il reale significato ?. Un caro saluto Adriapel
  16. Quadrante di Nerone

    mi è caro tutt'ora
  17. I re di roma

    Grazie Piakos in quanto al colto numismatico non direi, mi definirei curioso di sapere e conoscere la storia che sta dietro ad ogni moneta. La moneta a mio avviso è storia viva e dalla moneta si impara molto anzi direi moltissimo. La curiosità fa cultura !. La non curiosità dà l'ignoranza un salutone Adriapel
  18. Ben trovato Piakos mi fa piacere ritrovarti. La discussione è alquanto interessante ma come ben sapete la mia passione è nella monetazione romana repubblicana e del primo impero, comunque devo dire che la monetazione della magna grecia è veramente affascinante. Infatti loro battevano moneta d'argento fin dalla metà del VI secolo. Ma la cosa affascinante è che le monete italiote erano scambiate con le monete greche e quindi venivano riconosciute in Grecia come monete di scambio. Venivano chiamate in grecia "nomoi italikoi" e in Grecia non si faceva distinzione se gli stateri derivavano da monetazione italiota o autoctona. Roma non ha fatto altro che ricopiare le monete di Taranto e questo la dice lunga sull'eccelsa arte della monetazione italiota-greca. Con l'arrivo della dominazione romana tutti i popoli italici hanno dovuto attenersi alla monetazione romana e questo potrebbe essere stata una pecca dal punto di vista artistico. Non riesco a comprendere come Roma abbia acquisito tecniche di costruzioni dagli etruschi e dai greci (il primo esempio è l'arco a volta della cloaca massima) ma non abbiano assimilato l'arte monetaria dalla magna grecia (o forse solo nel primo periodo). Sicuramente questo portò ad una uniformità nei prezzi e nei commerci e un aumento della prosperità, ma l'arte di battere moneta resta sempre una prerogativa delle città della magna grecia e della grecia stessa. Un caro saluto a tutti Adriapel
  19. I re di roma

    A proposito un saluto a tutti gli utenti del forum sarà' per me un piacere partecipare quanto possibile alle vostre discussioni Un saluto Adriapel
  20. I re di roma

    Il bosco sacro di numa pompilio di cui tu fai cenno si trova nel parco della caffarella a Roma a ridosso della fonte egeria. È' veramente emozionante passarci