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Ross14

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  1. Moneta spatinata ma non bulinata ed un ritratto di Nerva in bello stile: ogni volta che vedo il suo profilo non riesco a non sorridere pensando al Giulio Cesare di Asterix, molto più simile al successore di Domiziano che non al reale dittatore perpetuo. La consunzione è coerente e concentrata nei punti maggiormente esposti. E' presente qualche concrezione verdognola nei punti più protetti. Si tratta di una moneta invidiabile di cui bisogna essere orgogliosi. La Libertas con pileo celebrata al rovescio ricorda il brusco passaggio dal governo autocratico di Domiziano ad un nuovo corso caratterizzato da un maggiore riconoscimento tributato al potere del Senato e, conseguentemente, alla libertà degli ottimati. Datazione: il 97 viene individuato con certezza grazie al numero di consolato (III) rivestito proprio quell'anno mentre l'anno successivo avrebbe assunto il IV. La ricostruzione delle Tribuniciae Potestates di Nerva è invece controversa. Alcuni gli assegnano una TR P III (non attestata sulle monete) che altri negano. Un ricostruzione sensata mi pare quella di Giuseppe Camodeca nel suo lavoro scaricabile al link: https://www.academia.edu/2520240/Sul_dies_imperii_e_sul_giorno_della_tribunicia_potestas_di_Nerva_un_riesame Di seguito riporto lo schema delle sue conclusioni: dies imperii 19 sett. 96 (investitura da parte del Senato) trib. pot. I, cos. II 19 (?) sett. 96 - 31 dic. 96 trib. pot. I, cos. III 1° gen. 97 - 18 sett. 97 trib. pot. II, cos. III 19 sett. 97 - 31 dic. 97 trib. pot. II, cos. IIII 1° gen. 98 - 27(/28) gen. 98
  2. Bello e raro! I sesterzi di consacrazione possiedono un forza seduttiva notevole. L'immagine al rovescio dell'imperatore che ascende al cielo venne utilizzata anche per le auguste, dove l'uccello è però un pavone (si vedano le due Faustine). La simbologia è ovvia: l'aquila per Giove e il pavone per Giunone a significare che l'imperatore o l'imperatrice divinizzati trovano posto a fianco del loro corrispettivo celeste. @Quintusil RIC la classifica R. Senza il fulmine tra le zampe (diventerebbe RIC 660) è rara. Da una ricerca sul sito del British pare che ci siano due RIC 660 ma nessun RIC 659. E se non c'è nel database del British vuol dire che è rara. Anche su acsearch se ne trovano pochine Sempre più complimenti!
  3. Mi ricollego all'excursus sulla celebrazione del secondo decennale di Antonino Pio per pubblicare il mio denario inerente all'evento. A mio parere, il ritratto al diritto appare particolarmente bello. È invece un peccato che la moneta sia pulita ed appaia piuttosto lucida. 18mm / 3,51g Diritto: ANTONINVS AVG PIVS PP TRP XXII, testa laureata a destra Rovescio: VOTA SVSCEPTA DEC III/ COS IIII, l'imperatore velato stante verso sinistra in atto di sacrificare sopra un tripode con una fiamma sulla sommità. RIC 294b (a) Ex Tom Vossen, ex Rauch 29 (21/2/2019) Lotto 126. Riprendendo il discorso del mio post precedente, la Tribunicia Potestas al diritto è sempre la XXII. Ogni commento sulla moneta è il benvenuto. Ciao Alessio .
  4. Ciao @Quintus sarò ripetitivo nelle mie espressioni ma ti porgo i miei complimenti anche per questo sesterzio. Come hai detto tu è vissuto ma appare genuino, ben leggibile e godibile. Le monete dei VOTA del secondo secolo hanno sempre esercitato su di me una certa attrattiva... Per questo specifico evento del Principato di Antonino Pio ricordo che ci sono monete sia pervota soluta decennalis II sia per i vota suscepta decennalis III. Il giorno dell'inizio del III decennale (vota suscepta) o equivalentemente della conclusione del secondo (vota soluta) cadeva il 10 Luglio del 158. Tale data era compresa all'interno della Tribunicia Potestas XXI (10/12/157 - 09/12/158). Tuttavia la Tribunicia Potestas menzionata al diritto di questo sesterzio è la XXII, così come su tutte le altre monete riguardanti l'evento. Il RIC parla dell'aureo RIC III 283 recante la TR POT XXI e con il rovescio dei Vota ma non riesco a trovarne un reale riscontro nei vari database. C'è poi il sesterzio RIC 985 sempre con la TR POT XXI con al rovescio l'immagine di Antonino sacrificante sull'altare ma i vota non sono citati in modo esplicito e quindi non è scontato che si riferisca effettivamente a loro. Questo quadro potrebbe indicare che le celebrazioni di questi vota vennero ritardate di alcuni mesi per qualche ragione che non conosco. Al contrario, tornando indietro di 10 anni al primo decennale del 10 Luglio 148, varie monete riportano la Tribunicia Potestas "corretta", ovvero la XI (10/12/147 - 09/12/148), anche se ne vennero coniate altre con la XII. .
  5. Il sesterzio di consacrazione di Antonino Pio con la pira è una moneta abbastanza comune, tuttavia questo rovescio risulta sempre piuttosto attraente. Il sesterzio postato, pur con un certo grado di usura, risulta ancora gradevole e con una patina genuina (@Quintus sempre complimenti!) Antonino Pio fu il primo imperatore per il quale venne rappresentata la pira sulle monete. Si ha solo un precedente: quello della moglie Faustina II morta nel 140, ben 21 anni prima del marito. Da questo momento in poi la pira sulle monete di divinizzazione divenne un cliché imprescindibile. Per la descrizione della pira e della relativa celebrazione funebre riporto il passo esaustivo di Erodiano (riferito a Settimo Severo) ho già citato nel mio libro su Faustina II. Erodiano, Storia dell’impero dopo Marco Aurelio 4, 2. “E’ infatti costume dei Romani celebrare l’avvento tra gli dei di quegli imperatori che muoiono lasciando i propri figli sul trono; questo rito si chiama Apoteosi e nel corso di esso può notarsi in tutta la città un miscuglio di lutto e di cerimonie festive. Infatti si seppelliscono con un solenne funerale i resti del defunto seguendo il rito usato per gli uomini comuni; inoltre si prepara una figura di cera identica al personaggio onorato e la si espone elevata in alto sopra un grandissimo letto di avorio nel vestibolo del palazzo imperiale, avvolgendola in abiti trapunti d’oro. La figura ha un colorito pallido e sta distesa come quella di un malato; intorno al letto siedono per gran parte del giorno, a sinistra tutti i senatori avvolti in veste nere, a destra tutte le donne cui le magistrature del marito o del padre conferiscono particolare prestigio. Nessuna si adorna d’oro o porta collane, indossano invece semplici vesti bianche e stanno in atteggiamento di cordoglio. Questa parte del rito dura sette giorni, nel frattempo i medici avvicinandosi frequentemente al letto esaminano il malato e annunciano ogni volta che le condizioni sono peggiori. Quando si ritiene che sia giunto il momento della morte, i più nobili dell’ordine equestre e alcuni giovani scelti tra i Senatori, sollevano il letto sulle spalle e lo portano lungo la Via Sacra fino al Foro Antico che è il luogo dove i magistrati romani depongono la carica. Il letto viene quindi collocato fra le due tribune a forma di gradinate. Sopra una di queste prende posto un coro di fanciulli scelti fra le più nobili famiglie senatorie; sull’altra un coro di donne anch’esse nobili; ambedue i cori intonano in onore del defunto inni e peani, composti secondo un ritmo solenne e triste. Quindi il letto viene di nuovo sollevato e portato fuori dalla città fino al così detto Campo Marzio. Ivi nel punto in cui più larga si estende la pianura , sorge una costruzione a base quadrata, in forma di tenda militare, fatta soltanto di grandi travi lignee, a esclusione di qualsiasi altro materiale. Questa è riempita internamente di legna da ardere e all’esterno è adorna di drappi intessuti a fili d’oro, sculture in avorio, quadri variamente colorati. Su questo edificio ne sorge un altro, simile nella forma e negli ornamenti, ma più piccolo, con varie aperture a guisa di porta; quindi un terzo e un quarto, ciascuno più piccolo del precedente, fino all’ultimo che è piccolissimo. La forma di tutto l’edificio potrebbe paragonarsi a quelle torri che sorgono presso i porti e di notte, mediante un fuoco acceso, indicano alle navi la rotta più sicura; generalmente sono chiamate fari. Il letto viene posto nel secondo ripiano insieme con tutti gli aromi e gli incensi che produce la Terra, inoltre vi si aggiunge ogni sorta di altre sostanze profumate: frutti, erbe, succhi, tutto gettato alla rinfusa. Non vi è infatti né provincia, né città, né alto magistrato che non faccia a gara nel mandare queste funebri offerte per onorare l’ imperatore. Quando si è raccolto un ingente cumulo di aromi e tutto l’edificio ne è pieno si svolge intorno a esso un corteo a cavallo e tutto l’ordine equestre sfila in giro secondo una norma prestabilita cavalcando al ritmo di una marcia guerriera. Sfilano poi sempre attenendosi ad un ordine determinato, dei cocchi su cui stanno cittadini in toga pretesta, con maschere che rappresentano le fattezze dei più gloriosi generali e imperatori romani. Compiuta questa cerimonia il successore al trono prende una fiaccola e l’accosta all’edificio; quindi anche gli altri presenti, da ogni parte avvicinano le fiaccole e tutta la costruzione con grande facilità si infiamma per la moltitudine di sostanze aromatiche e la legna che contiene. Dalla più alta e più piccola sezione che fa da culmine all’ edificio, viene lasciata libera un’aquila che sale nell’etere insieme con le fiamme; i Romani credono che essa porti dalla Terra al cielo l’ anima dell’ imperatore, il quale da quel giorno in poi riceve culto come gli altri dei”.
  6. Si tratta di un bellissimo e raro sesterzio per il quale ti porgo i miei complimenti. Tra l'altro il rovescio è suggestivo ed inquadrato nel contesto storico: il legame tra la rappresentazione di Apollo Salutari e la peste che stava imperversando risulta evidente. Ricordo che Esculapio, dio della medicina e delle guarigioni, era figlio di Apollo.
  7. Ross14

    siliqua

    Ciao Quintus, aspetto la tua spiegazione!
  8. Vediamo ora il rovescio: la scena mostra due guerrieri in piedi che puntano la spada verso un porcellino retto da un terzo guerriero. Il guerriero di sinistra ha la barba e si appoggia ad una lancia con la punta rivolta perso l'altro mentre quello di destra regge il fodero della spada ed una lancia con la punta rivolta verso il basso. Secondo un'interpretazione unanime questa scena raffigura un rito di giuramento. Ci sono innumerevoli interpretazioni: a mio parere l'immagine simboleggia il patto di fedeltà rinnovato dai Romani con gli alleati italici in concomitanza dell'invasione annibalica (si veda il passo di Livio già menzionato relativo a questo episodio). Interessante è il parallelismo mitologico secondo cui l'uomo di sinistra sarebbe il re Latino e quello di destra Enea.
  9. Lasciando un poco da parte gli aspetti metrologici e ponderali, passiamo a parlare dell'immagine al diritto, del tutto analoga a quella dei più celebri quadrigati. Qual è la divinità rappresentata? Elenco 3 possibilità: Giano imberbe (ma perché rappresentarlo imberbe e non secondo i canoni tradizionali?) Fons, dio delle fonti e figlio di Giano (tuttavia oggi è una divinità considerata non centrale nel pantheon romano: perché rappresentarlo su monete così diffuse, importanti e di lunga vita come i quadrigati oltre che sui nostri aurei? Forse Fons era più importante di quanto pensiamo oggi nella seconda parte del III secolo a.C.?) La raffigurazione gianiforme dei Dioscuri (visione poetica ma corrisponde alla realtà? O si tratta solamente di una suggestione di Crawford?) Voi cosa ne pensate?
  10. Ross14

    AUGURI ( accadde oggi....26 gennaio 1981 )

    Tanti auguri in ritardo!
  11. La serie del Giuramento viene collocata e definita nei suoi valori grazie alla serie marziale, considerata successiva. La stessa serie marziale viene poi ritenuta coeva, così come i primi denari, alla riduzione sestantale dell'asse. Se le cose stanno veramente in questi termini, è possibile azzardare un'equivalenza di valore tra oro e argento nel 211 a.C. o giù di lì. Considerando i segni di valore espressi in assi sestantali sia per i primi denari sia per l'aureo marziale: I primissimi denari avevano un valore di 10 assi (segno di valore X) e un peso di 4,36g L'aureo marziale più pesante aveva un valore di 60 assi (segno di valore LX) e un peso di 3,36g L'equivalenza di valore oro-argento diventa: 1g di oro = 4,36X60/(10x3,36) = 7,78g di argento Si consideri che quasi due secoli dopo la riforma di Augusto stabilì il rapporto 1g d'oro=12,20 g di argento E' quindi possibile un rapporto di valore così contenuto tra oro e argento (7,8)? Ed è ammissibile una differenza così elevata rispetto al tempo di Augusto (12,20)? La nebbia resta fitta...
  12. @Giuseppe Gugliandolo Tra l'altro il pezzo con xxx, per chi lo ritiene autentico, avrebbe una datazione intermedia basata sui dati ponderali tra la serie del giuramento senza segni di valore e la serie marziale. Ciò rende la composizione coincidente con quella dell'aureo marziale un'argomentazione assolutamente sensata. In ogni caso le diverse teorie su queste monete vanno ritenute non delle certezze ma delle possibilità. Considerando i dubbi tuttora irrisolti e il mistero che le avvolge, ritengo lo studio delle prime emissioni repubblicane una delle tematiche numismaticamente più appassionanti e coinvolgenti. Sui dati ponderali ci sono delle altre considerazioni da esporre che vedrò di pubblicare nei prossimi post.
  13. Ciao @Giuseppe Gugliandolo Relativamente all'aureo del giuramento con segno XXX, si conoscono 4 esemplari. Se non sbaglio ci sono due conii di diritto, di rovescio non ricordo. Vedrò di riuscire a recuperare le 4 immagini (spero). Ricercando sul web ho trovato questo articolo di Campana che descrive sotto vari punti di vista questa serie monetale. Tra l'altro, pur con numeri diversi che dipendono da ciò che si "crede" per le riduzioni dell'asse, ha utilizzato più o meno lo stesso metodo per determinare il valore dei due nominali. Io, a differenza dell'articolo, mi sono attenuto al modello rigorosamente Crawfordiano della svalutazione dell'asse. In ogni caso, consiglio di leggere questo splendido scritto di Campana di cui riporto il link. A pagina 6 del pdf (9 del cartaceo) si parla delle ragioni della falsità del pezzo da XXX unità che, tuttavia, mi lasciano un poco perplesso, basandosi principalmente su un ragionamento sui dati ponderali e le equivalenze di valore dove, tuttavia, sussistono solamente delle ipotesi. https://www.panorama-numismatico.com/wp-content/uploads/I.-Monete-doro-repubblica-romana.pdf E' molto interessante l'analisi della lega effettuata su questa moneta che è diversa da quella dell'aureo del giuramento ma corrispondente a quella dell'aureo marziale.
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