Caio Cesare Germanico

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  1. Ciao Rick, ho sfogliato un po' il RIC, V A, ma non ho trovato nulla con XI all'esergo. In effetti, le uniche lettere riportate per Roma (e, secondo me, solo Roma possiamo considerare come Zecca perché le altre utilizzano segni diversi) sono Z, H ed N. Credo dunque che si tratti effettivamente di un not in RIC.
  2. Ciao Admin, grazie per i complimenti. La questione delle monete suberate, come saprai, non è del tutto chiusa. Le tesi principali sono due: la prima, vuole che i suberati siano dei falsi, quindi non approvati dall'autorità centrale; la seconda, invece, li considera come emissioni realizzate con coni "originali", non prodotti da falsari, a causa di particolari esigenze economiche e politiche. Personalmente, sarei più vicino alla seconda ipotesi, in quanto molti denari suberati (tra cui penso possiamo inserire anche questo di Rick) presentano un'accurata esecuzione, anche a livello stilistico, dei dettagli dei soggetti effigiati e questo mi porta a pensare che il conio utilizzato per la battitura sia stato realizzato da artigiani specializzati (che troviamo presso le zecche "autorizzate"). Credo quindi che l'emissione di suberati sia legata a qualche fattore storico-economico che portò lo Stato alla produzione di suberati per incrementare il numerario di circolante per affrontare al meglio grandi spese in periodi o zone geografiche particolarmente critici. Nel caso in questione, parliamo del denario di Rick: questo tipo fu emesso nel 42 a.C., come ho detto nel primo messaggio, anno in cui si combatterono, sul piano storico, le due battaglie di Filippi, in Macedonia, che videro contrapposti i partiti dei Cesaricidi (Bruto e Cassio) e i Cesariani (Ottaviano e Marco Antonio). La guerra civile che si combatteva in questo periodo portò alla creazione di grandi eserciti e, si sa, per mantenere tutti questi uomini c'era bisogno di denaro (per vettovaglie, trasporti, paghe e armamento in generale). Questa situazione di conflitto portò lo Stato, cioè i partiti rivali, ad avere costante bisogno di denaro, coniato dai magistrati che apposero i propri nomi sulle monete. In questo caso, Vibio Varo fu magistrato monetale schierato dalla parte di Ottaviano e dunque lavorava e coniava monete per il sostegno del partito dei Cesariani. Non è da escludere, dunque, che l'emissione suberata di cui stiamo disquisendo sia stata realizzata dall'autorità centrale (Ottaviano) per far fronte alle particolari esigenze e spese che comportava lo stato di guerra (le battaglie di Filippi).
  3. Ciao Admin, ho letto con interesse questa discussione e sto cercando di trovare una risposta alla tua (altrettanto interessante e poco comune) domanda. Da una prima ricerca, sembra che gli stessi Gemelli, Romolo e Remo, furono venerati nel mondo romano come Lari. Forse, l'iconografia dei Lari raffigurati come personaggi in numero di due potrebbe derivare da questa considerazione verso il fondatore dell'Urbe e di suo fratello gemello (che erano appunto in due). Attendiamo comunque anche qualche altra idea.
  4. Ciao Rick. Il denario suberato da te presentato in questo topic è il seguente: Autorità: C. Vibius Varus. D/ Testa laureata di Ercole barbuto rivolta a destra. R/ Minerva armata stante a destra, regge con la mano sinistra una Vittoria, mentre con l'altra tiene una lancia. Intorno, C. VIBIVS - VARVS. Riferimenti: Crawford, 494/37; Babelon "Vibia", 23. Luogo ed anno di emissione: Roma, 42 a.C. Rarità: R. Ecco una foto (ex Gemini VIII, lotto 236) dello stesso denario a titolo di esempio: In definitiva, per rispondere anche all'altra domanda, quella riguardante il presunto simbolo, ti faccio presente che non vi è alcuna sorta di simbolo dietro la testa di Ercole, ma quello che tu hai scambiato per un bastone altro non è che ciò che rimane dei lacci che pendono dal nodo della corona di alloro indossata dalla figura del semidio, come potrai ben notare dall'immagine allegata. Spero di esserti stato d'aiuto.
  5. Interessante questa discussione, Rick. Anche io concordo con Arka: all'esergo leggo SIRM e nel RIC sembra mancare. Noto che è più facile trovare dei "not in RIC" tra le tardo-imperiali, rispetto alle emissioni dei primi due secoli dell'Impero, forse perché le redazioni dei primi volumi del RIC, che abbracciano questo periodo, sono più curate ed aggiornate invece degli ultimi volumi, che trattano il basso Impero.
  6. Salve Bubbolo. Avevo compreso che ti riferivi alla scritta DIVA al R/ che si trovava più in basso, ma nei cataloghi che ho consultato e che ho nominato sopra tale differenza non è contemplata, ovvero nel descrivere gli esemplari non c'è alcuna differenza, per loro, se la parola si trova più in basso o più in alto. Secondo me, non risiede in questa caratteristica il requisito che rende estranea questa moneta ai normali cataloghi, quanto piuttosto il fatto che sia noto, con questi tipi, solo l'aureo e non il denario.
  7. Salve a tutti. Mi piace questa discussione perchè le emissioni di Galba sono particolarmente affascinanti, almeno per me che sono appassionato di storia alto-imperiale. Veniamo alle monete. Se ho ben capito, il denario in questione, definito inedito dalla Casa di vendite, è il primo. Dunque, partirei subito con la classificazione: D/ SER. GALBA. IMP. CAESAR. AVG. P. M. TR. P. Busto laureato a destra con globetto. R/ DIVA - AVGVSTA, Livia stante a sinistra con patera e scettro lungo. Zecca spagnola (Tarraco?), 68 d.C. Ho controllato nel RIC I e con queste caratteristiche ho trovato solo un aureo (RIC I, 55; BMC 166) dato R3. Quindi, nel RIC manca. Ho trovato altri tre esemplari simili su acsearch che riporto qui di seguito: Galba, A.D. 68-69. AR Denarius. Tarraco(?), A.D. 68. Laureate head of Galba right, globe at point of bust. Rv. Livia standing left, holding patera and scepter. 3.43 grams. RIC -. BMC -. RSC -. Unpublished in the standard reference works with this obverse legend. Light porosity. Toned. Very Fine. (400-500) From the collection of Lawrence Feinberg. Ex Stack's, april 2010, lot 405. Empire. Galba. Denarius (AR, 3.438g, 6h), Tarraco, 68-69 AD. RIC 55. Rare. Nicely toned. Bold portrait. Choice very fine. Ex The Bru Sale, live auction 1, lot 117. Galba (AD 68-69), Denarius 3.54g, Tarraco?, SER GALBA IMP CAESAR AVG P M TR P, laureate head right, globe at point of bust, rev DIVA AVGVSTA, Livia, draped, standing left, holding patera and sceptre (RIC 55; BMC 166; RCV 2102 var). Old tone, nearly extremely fine. Ex Baldwin's 47, lot 171. Come possiamo notare già da questi semplici esempi, sia Baldwin's che The Bru Sale hanno deciso, in maniera diversa, di ricondurre il denario al RIC 55 che, pur mantenendo la stessa tipologia, è tuttavia un aureo. Molto più preciso e coerente, invece, mi risulta il giudizio dato da Stack's che definisce questo denario è sconosciuto ai principali cataloghi di riferimento. Dunque, mi sento di concordare con quest'ultima affermazione: almeno in opere generali come il RIC e il BMC tale tipologia è assente. Infatti, ho sfogliato anche il Cohen e il RSC e manca anche in questi altri due cataloghi. E' facile che sia un ibrido risultato dall'accoppiamento di due conii diversi, non destinati alla stessa emissione, come ha ben detto anche Rick. In generale, penso anche io che siamo di fronte ad un ibrido non censito dai principali cataloghi, e credo anche che sia una scoperta recente: da una prima ricerca su acsearch mi risulta che i "primi" esemplari di questo denario sono stati messi in vendita in tempi relativamente vicini, tra il 2006 e il 2007. In questo modo, non può comparire in cataloghi come il RIC che sono stati composti e riveduti molti anni prima. Deve essere un denario raro, ma non si può dire se col tempo ne usciranno sempre più esemplari (la prima impressione che ho avuto è proprio questa). I conii delle monete presentate nelle immagini di Bubbolo sono tutti diversi tra loro, come sottolinea correttamente Lugiannoni. Inoltre, vorrei far notare come l'esemplare del British Museum porti nella legenda al D/ SER GALBA IMP CASAR AVG TR P. con CASAR invece di CAESAR. L'ibrido inedito analizzato prima e l'errore di battitura nella legenda di questo denario del BM mi portano a pensare ad un periodo storico abbastanza confuso, confusione questa che si rifletteva in zecca, la quale aveva il gravoso compito di coniare moneta sonante per pagare le truppe: infatti, nel 68 è la volta della ribellione di Giulio Vindice, nella Lugdunense, contro Nerone, e, nello stesso anno, Galba, in Spagna fu proclamato Imperatore. La cosa interessante da notare, che coincide con le esposizioni che fin qui ho dato per spiegare i denari con le anomalie sopra riportate, è che il primo provvedimento preso da Galba nel 68 è l'arruolamento di nuove truppe sotto il suo comando, rimpinguando i ranghi della Legio VII Gemina, da sempre a lui fedele. Dunque, con l'ingrandimento delle schiere di Galba, la prima necessità era il pagamento dei soldati, il che non fece altri che aumentare il lavoro della zecca spagnola che si ritrovò, in questo modo, sotto una pressione molto più forte di epoche precedenti, il che la rendeva molto più soggetta a situazioni per noi oggi "anomale", come queste due sottolineate in questo topic. Spero di essere stato esaustivo e di non essermi dilungato troppo.
  8. Ciao Rick. Credo si tratti di Arcadio, come la seguente: Arcadius, AE4, Alexandria. DN ARCADIVS PF AVG, pearl diademed, draped, cuirassed bust right. SALVS REI-PVBLICAE, Victory advancing left, trophy over shoulder, dragging captive. Dot in left field. Mintmark ALEA. RIC IX Alexandria 20c, rated common.
  9. Salve Rick. Credo di sì, è la RIC 408 e quello all'esergo è proprio un delfino: riesco a vedere anche la pinna ventrale nella foto in basso a sinistra.
  10. Grazie, Piakos, per il tuo commento: anche io sto aspettando un altro momento libero per scrivere la seconda parte con il relativo catalogo. Penso manchi poco ormai.
  11. Salve Rick. Grazie per questa preziosa segnalazione. Concordo in toto con quanto hai detto: è una fusione moderna. Anche il taglio della moneta non mente... Secondo me, il numero dei falsi di monete romane comuni è in crescita a causa della popolarità di cui gode questo tipo di monetazione e quindi ne approfittano.
  12. Ciao Antonino, grazie per la domanda. Da quello che emerge dalle narrazioni storiche, apprendiamo che gli assassini di Caio, i quali erano i difensori filo-persiani della fortezza di Artagira, furono sconfitti dalle stesse legioni del nipote di Augusto, che riuscirono, come detto, ad espugnare la fortezza nemica e ad uccidere o catturare buona parte dei rivoltosi. Tutto questo accadde mentre Caio era ancora in cura per la ferita ricevuta. Dunque, non ci fu bisogno di alcuna spedizione, anche perchè la questione armena con la Partia si risolse nelle stesse circostanze.
  13. Grazie mille per l'interessamento, Admin. Ho intenzione di sviluppare la seconda parte di questo topic sulla figura dell'altro fratello, Lucio, in modo da esporre in quella circostanza la restante parte delle monete, sia provinciali che di zecche centrali, che riguardano entrambi. Qualsiasi contributo è ben accetto, anzi non può far altro che piacere.
  14. Stavo pensando: non sappiamo altro di questo Baxter oltre a quello detto finora? Volevo mettere insieme un po' di materiale su di lui.
  15. Catalogo delle principali monete battute a nome del SOLO Caio Cesare. Zecche occidentali. 1. Denario, zecca di Lugdunum. 17 a.C.? D/ AVGVSTVS DIVI F. Testa laureata di Augusto a destra. R/ C. CAES. Caio Cesare al galoppo verso destra; dietro, insegne militari e, in esergo, AVGVS. F. RIC I, 199; BMC 500. (Ex NAC 59; lotto 1843). 2. Denario, zecca incerta. 17 a.C. D/ Testa di giovane nuda, rivolta a destra (Caio Cesare?). Sotto, CA-ES-AR, il tutto in corona di quercia. R/ Candelabro ornato. Ai lati, AVG-VST, il tutto circondato da una sequenza di festoni con patere e bucrani. RIC I, 540; BMC 684. (Ex Triton V, 2002, lotto 1861). Zecche orientali. 3. AE Bronzo, zecca di Laodicea (Frigia), 5 a.C. D/ ΓAIOΣ - KAIΣAP. Testa nuda a destra. R/ ΛAOΔIKEΩN. Aquila ad ali spiegate con testa a sinistra. Ai lati, due monogrammi. RPC 2900; SNG Cop. 557. (Ex Helios, 5, lotto 950). 4. AE Bronzo di Hierapolis (Frigia), 5 a.C.(Sotto il magistrato Diphilos). D/ ΓAIOΣ. Testa nuda a destra. R/ IEPA - ΠOΛEITΩN ΔIΦIΛOΣ ai lati di un ramo di palma. RPC 2950. (Ex Gemini III 2007, lotto 342). 5. AE Bronzo di Apamea (Frigia), 5 a.C. D/ ΓAIOΣ - KAIΣAP. Testa nuda a destra. R/ (AΔ?)ΣOΛEΩΣ POVΦOV. Statua di culto di Artemide. In esergo, APAMEWN. RPC 3130; SNG von Aulock 8305. (Ex CNG 61, lotto 1048). 6. AE Bronzo di Cipro, 1 d.C. D/ AVGVST TRIB POT PONT MAX. Testa laureata di Augusto a destra. R/ C CAESAR AVG F PONT COS. Testa nuda di Caio Cesare a destra. RPC 3908 (il RPC ne censisce solo 6 esemplari). Moneta coniata per l'arrivo di Caio in Siria. (Ex oldromancoins.com). In apposita discussione (Parte 2) verranno presentate le monete dedicate ad entrambi i fratelli.
  16. Caio Cesare e la Roma augustea. Molto è stato scritto sul problema che Augusto, il primo imperatore della storia di Roma, ha dovuto affrontare sulla questione della sua successione. Già questa caratteristica (il pensiero costante a chi salirà a reggere le redini dello Stato dopo la sua morte) ci fa capire che l'epoca Repubblicana è definitivamente tramontata e un nuovo scenario storico si è appena aperto: quello più celebre in assoluto della Roma augustea, che spianerà la strada a tutte le vicende imperiali che seguiranno. L'intento di questo piccolo appunto è capire chi erano in realtà questi due fratelli, Caio e Lucio, e che ruolo svolsero all'interno di questo nuov panorama nella Roma a cavallo tra I sec. a.C. e I sec. d.C. Partiamo subito con il più grande tra i due, il primogenito: Caio Cesare. Calco in gesso che illustra un ritratto giovanile di Caio Cesare. Museo dell'Ara Pacis, Roma. L'originale, in marmo, è custodito al Museo Oliveriano di Pesaro. Età Augustea. (Foto di G. Dall'Orto, 2008). Egli nacque a Roma nel 20 a.C., figlio di Agrippa, braccio destro e comandante militare delle truppe di Augusto, e da Giulia Maggiore, figlia di quest'ultimo. Svetonio1 ci racconta come Caio sarebbe nato con il nome di Caio Vipsanio Agrippa e sono nel 17 a.C., quando, con suo fratello Lucio, fu adottato dal nonno, Augusto, cambiò nome il Caio Giulio Cesare, o, come meglio lo conosciamo, in Caio Cesare. In questo modo la carriera politica dei due fanciulli non solo fu facilitata, ma fu anche molto precoce e soprattutto veloce, data la necessità di Augusto di confermarli nel loro ruolo di suoi eredi, non solo familiari. Nel 6 a.C., Caio fu eletto console a quattordici anni,2 ma Augusto declinò quest'onore per suo nipote, ancora così giovane. L'imperatore, però, concesse comunque al nipote di ricoprire il pontificato, una carica sacerdotale ugualmente di una certa importanza. L'anno successivo (5 a.C.), Caio indossò la toga virilis diventando ufficialmente adolescens e fu proclamato senatore da Augusto in persona. La più importante carica, per cui oggi sono noti entrambi i fratelli, gli fu conferita dal nonno proprio in quest'occasione: sia Caio che Lucio furono nominati Principes Iuventutis, merito ricordato anche sulle coniazioni imperiali commissionate da Augusto per i nipoti (si veda più avanti la parte dedicata alle monete). Nel frattempo, in Armenia, il sovrano filo-romano Artavaside III era stato spodestato dal filo-partico Tigrane IV, sconvolgendo, così, i delicati equilibri che l'Armenia manteneva tra Roma e Partia, le due superpotenze dell'epoca. Morto ormai da tempo Agrippa, con Tiberio in esilio volontario a Rodi, Augusto fu costretto (o forse vide una splendida occasione per mettere in luce agli occhi del mondo suo nipote e suo erede) a mandarvi Caio con una missione diplomatica ben precisa: ristabilire la pace in Armenia a favore dei Romani senza istigare uno scontro con i Parti. Si era nell'anno 1 a.C., ma Caio raggiunse la Siria solo nell'1 d.C., anno d'inizio del suo primo, vero consolato. L'incontro diplomatico tra la legazione di Caio e quella del re dei Parti, Fraate V, fu inconcludente: le due fazioni, pur volendo evitare la guerra, non riuscirono a trovare un accordo e solo la spontanea sottomissione di Tigrane d'Armenia ad Augusto, per mezzo di Caio stesso, riuscì a convincere Fraate a cedere le sue posizioni. Inoltre, i due riuscirono a fissare con successo il confine tra Impero Romano e quello Partico lungo il corso del fiume Eufrate. Poco piùche ventenne, Caio sposò, sempre nell'1, una sua parente, Livilla, figlia di Druso Maggiore e di Antonia Minore. Le cose in Oriente, però, peggiorarono imprevedibilmente: Tigrane IV fu assassinato in seguito ad una congiura e una rivolta anti-romana divampò in tutto il Paese, costringendo Caio ad intervenire con le sue legioni. Caduto in un agguato nei pressi della fortezza di Artagira, Caio fu aggredito a tradimento e, pur riuscendo a sfuggire al tranello, rimase gravemente ferito. Il forte in cui fu tesa l'imboscata a Caio fu espugnato poco dopo dalle sue truppe, che, non senza difficoltà, riuscirono a vincere una strenua resistenza portata avanti dai ribelli. La ferita ricevuta fu però fatale a Caio, il quale morì poco dopo per le complicazioni riportate. Si era nel 4 d.C. e il giovane principe romano aveva solo 24 anni. Insieme al fratello Lucio, morto in altre circostanze che andremo a chiarire in apposita sede, fu seppellito a Roma, nel Mausoleo di famiglia, quello di Augusto. La sua missione, nonostante tutto, ebbe successo poichè la rivolta anti-romana fu sedata e l'Armenia ricadde comunque sotto il controllo dell'Impero. Come si evince dall'analisi delle monete, Augusto teneva particolarmente a Caio: infatti, tra i due fratelli, fu il solo ad avere il privilegio di vedere coniate monete solamente a suo nome, senza quello del fratello minore Lucio. Forse, nei suoi disegni Augusto avrebbe voluto lasciare l'impero a Caio e non a tutti e due... _______________________________ 1 Vedi Svetonio, "Vite dei Dodici Cesari", Augusto, 64. 2 Forse questa fu una mossa astuta dei Senatori per conquistarsi il favore imperiale. Tale esibizione, però, non solo andava contro la legge per il consolato, ma non colpì particolarmente neanche lo stesso Augusto.
  17. Interessante: per caso riesci a riportarmi la pagina del catalogo di Varesi 2005 dove viene presentato questo listino o quantomeno come veniva esitato? Grazie ancora, Arka, per i preziosi suggerimenti.
  18. Grazie a tutti per le info! Ricambio con calore il saluto di Piakos, sperando di poter dedicare effettivamente un po' di tempo in più a questo forum. Grazie anche ad Arka che con semplicità ha delineato efficacemente il contenuto di questo catalogo. Se non chiedo troppo, potresti dirmi l'asta in cui passò invenduto questo listino, o quantomeno dove posso trovare informazioni in merito?
  19. Ciao Bubbulo. Complimenti per questa discussione e, in particolare, per la moneta! E' un esemplare molto bello, pienamente leggibile e anche in buona conservazione per il tipo. Poi, ricostruire la sua storia collezionistica, sapere che è uscito da raccolte si può dire antiche, dà ulteriore fascino e lustro a questa moneta. Ora, ricostruito il suo pedigree, ci starebbe bene un approfondimento storico.
  20. Ottimo, non vedo l'ora di leggere la tua discussione, allora. Ho già dato una prima occhiata, comunque, e avevi ragione: del catalogo della collezione Baxter sembra non ci sia traccia. Ne deduco che debba essere un libro raro o quantomeno difficile da reperire...
  21. Grazie mille per l'indicazione, Bubbolo: vedrò se questo sito (che si preannuncia molto promettente) contiene qualcosa che fa al caso mio. Altre notizie su questo collezionista e sulla sua collezione sono difficili da trovare, vero?
  22. Un saluto a tutti. Credo che questa sia la sezione più adatta dove postare alcune mie curiosità, almeno spero di non essermi sbagliato. Di recente, mi sono imbattuto, durante una ricerca, nel nominativo che leggete anche nel titolo: S.T. Baxter, un collezionista americano di Firenze della metà dell'Ottocento. Volendo approfondire le sue vicende, ho notato che si trova pochissimo sul suo conto e sulla storia della sua collezione numismatica, la quale fu dispersa dalla ditta Sambon verso la fine dello stesso secolo. Ora mi rivolgo a voi per sapere se potete indicarmi maggiori informazioni su Baxter e sulla sua collezione e se è considerato raro il catalogo stilato da Sambon per la sua collezione: qualsiasi cosa che riguardi lui e il "suo" catalogo. Grazie in anticipo!
  23. Salve Oedema. Le monete presentate sono entrambe autentiche e appartenenti alla medesima tipologia. Inannzi tutto, concordo con chi ti ha indicato la classificazione dei denari: anche secondo me potresti tranquillamente metterli da parte come Crawford 350A/2. Queste piccole varianti che fai notare, come ha ben detto anche Admin, sono normali per una moneta comune come questa e dipendono da chi ha inciso il conio: i riccioli dei capelli, ad esempio, sono presenti in tutti i denari che ho potuto vedere sul web, ma hanno forma diversa. Il fatto di avere forme differenti non implica che si tratti di una variante o di una rarità maggiore per questo tipo di monetazione. Anche il fatto che ci sia o meno un fiocco dietro la corona d'alloro sulla testa di Apollo, al diritto, poco cambia per la classificazione e per le descrizioni riportate nei cataloghi: resta pur sempre una semplice testa laureata. Nell'esemplare postato da Admin, ad esempio, dietro la testa si vedono i lacci pendenti della corona d'alloro che nelle tue monete non c'è, ma non per questo sono due cose diverse o dovrebbero avere due classificazioni distinte. Nella figura che ti posto qui di seguito (tratta dall'asta ACR 9, lotto 183) si vedono benissimo le estremità pendenti dietro la testa prodotte da un nodo della corona di lauro, simili a quelle che si intravedono nella moneta postata da Admin (qui si vedono meglio): Nulla di particolare, dunque, e per i cataloghi non c'è differenza: vai tranquillo che siamo di fronte a due Crawford 350A/2.