Menelao

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  • Numismatic studies
    Monetazione greca antica / Ancient Greek Coinage
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    Studioso autonomo / self-taught

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  1. Nella mia visione i monogrammi erano appunti interni destinati al personale della zecca per cui erano in qualche modo criptici: servivano come promemoria senza essere ingombranti. In tale ottica sono ben ammissibili delle approssimazioni e delle grandezze sottintese. Cosa diversa sarebbe stata se quelle cifre avessero dovuto indicare il valore "facciale" della moneta (esempio 100.000 lire): in tal caso uno o più zeri sottintesi avrebbero certamente ingenerato confusione...
  2. Perchè in greco le cifre venivano espresse in decine (dekades), centinaia (hekatontades), migliaia (chiliades), decine di migliaia (myriades) e centinaia di migliaia (dekakismyriades): così, ad esempio, Luciano (Scytha 10) per designare “i dieci oratori attici” dice “ē Attikē dekas, cioè “la decina attica”; Platone (Fedro 257) per indicare la cifra di 9.000 anni usa l’espressione “ennea chiliades etōn”, vale a dire “nove migliaia di anni”; Erodoto (Storie 3,91) parla di “myrias medìmnōn, “una miriade di medimni di grano” per indicare “diecimila medimni di grano”; nel Libro di Daniele il profeta ha una visione di Dio in cui “mille migliaia (chiliai chiliades) lo servivano e diecimila miriadi (myriai myriades) lo assistevano” (Dn. 7,10); Plutarco (Mario 34) usa l’espressione “myriadōn epta ēmisous priasthai”, “comprare per sette miriadi e mezza (di dracme)”. Oltre che nella formazione delle cifre del sistema numerale attico o acrofonico, il criterio della moltiplicazione a volte era utilizzato anche nei testi scritti e nel linguaggio corrente per indicare delle quantità utilizzando aggettivi numerali cardinali, aggettivi numerali collettivi o avverbi moltiplicativi (non utilizzando quindi simboli numerici): la cifra che si intendeva indicare, cioè, non veniva indicata direttamente ma si otteneva da una moltiplicazione tra le quantità indicate da due o più aggettivi numerali cardinali, tra un aggettivo numerale cardinale e un aggettivo numerale collettivo (es. “decina”, “trentina”, etc.) o tra un cardinale ed un avverbio moltiplicativo. Demostene (Sulla corona, 237), ad esempio, esprime il numero di 15.000 stranieri con l’espressione “myrioi men kai pentakischilioi xenoi”, “diecimila e cinque volte mille stranieri”; Eschilo (Persiani, 323) denota la quantità di 250 navi per mezzo dell’espressione “pentēkonta pentakis neōn”, “cinque volte cinquanta navi”, mentre indica la quantità di 300 navi con “triakades deka neōn”, “dieci trentine di navi” (Persiani, 339): come si vede, per sapere qual è la quantità a cui si allude nel primo caso bisogna moltiplicare 5 x 50 per avere il totale di 250 e nel secondo caso è necessario moltiplicare 10 x 30 per ottenere la quantità di 300.
  3. L'immagine riportata in apertura di discussione pare appartenere proprio ad una moneta simile al secondo pezzo del mio post precedente...
  4. e su alcune monete emesse nel 185-170 a.C. da Agatocle re di Bactria per commemorare il predecessore Eutidemo I
  5. Salve, si tratta di un simbolo che ricorre soprattutto nella monetazione dei re di Battria. Nel mio libro "I Numeri svelati. Alla ricerca delle notazioni numeriche riportate sulle monete greche" interpreto in chiave numerica molti monogrammi riportati su alcune monete greche: per me, cioè, in alcuni casi i monogrammi non erano altro che numeri (espressi con le stesse lettere dell'alfabero, che aiutavano a tenere il conto delle monete emesse. Poichè l'unità monetaria base in Grecia era la dracma tali numeri erano espressi in dracme anche se riportati su monete di valore superiore (ad esempio tetradrammi). Ecco dunque come interpreto quel simbolo riportato su alcune monete di Demetrio I re di Battria (200-185 a.C.)....
  6. BELLEZZA ALLO STATO PURO..... Maison Palombo > Auction 18 Auction date: 17 November 2019 Lot number: 16 Sicile - Syracuse Agathocles (317-289) 100 Litrae en électrum. D'une conservation et d'un style exceptionnels - Magnifique frappe sur flan large. Le plus bel exemplaire connu, le second avec ces coins. Exemplaire de la vente Münzen und Medaillen des 19 et 20 juin 1975, N° 94 et de la collection Michel Eddé. 6.52g- G.K. Jenkins, Electrum coinage at Syracus. Essays Robinson, pl. 15.3. Pratiquement FDC - CHOICE AU* After a successful invasion in 410 BC, the Carthaginians held the West of Sicily, which explains the frequency of the wars between Syracuse and Carthage in the fourth century – especially once the tyrant Agathokles seized power in Syracuse in 317 BC: he even invaded North Africa in 310 BC, and almost captured Carthage! This certainly explains the choice of using electrum, a metal which in which several Carthaginian denominations were struck and which could have been recognized in Africa (whilst the type would have been familiar to Greek mercenaries). These coins, much rarer than those with Heracles strangling the lion, and without direct reference to the Syracusan leader, refer in their reverse legend to Artemis Soteira i.e. 'Artemis the Savior', the huntress who is depicted with her quiver, sister of Apollo who features on the obverse with his attribute, the lyre. Estimate: 90000 CHF
  7. E' apparso sul mercato il secondo esemplare conosciuto di statere di Sibari che riporta l'etnico per intero. https://www.romanumismatics.com/209-lot-486-lucania-sybaris-ar-stater?arr=0&auction_id=63&box_filter=0&cat_id&department_id&exclude_keyword&export_issue=0&gridtype=listview&high_estimate=125000&image_filter=0&keyword&list_type=list_view&lots_per_page=100&low_estimate=50&month&page_no=1&paper_filter=0&search_type&sort_by=high_low&view=lot_detail&year&fbclid=IwAR1Bvykk3mXNOj9QoMlrnScnP0U_kkRNkFOCUWC7-vZw9mLduOQlixm4aD0
  8. Per me questo ritratto di 3/4 di Apollo è semplicemente meraviglioso... Leu Numismatik AG (1991-2007), Auction 81, lot 158, 16/05/2001. Stima di partenza CHF 180.000,00 Tetradrachm (Silver, 14.42 g 1), 357/6. Laureate bust of Apollo facing, his head turned slightly to the right and with drapery around the neck line. Rev. on square frame surrounding a race torch with its flame to right; to left of the torch handle, Sphinx seated to right. Cf. Kraay/Hirmer 415. Le Rider pl. 50, 20 (this coin). Lorber 43 a (this coin, illustrated in an enlargement on the cover). Very attractively toned, a well-nigh perfect coin, the most beautiful of all the facing-head tet-radrachms of Amphipolis and one of the prettiest of all ancient Greek coins. Extremely fine.From the Thessalonica Region Hoard of 1965 (Coin Hoards I, 37). This coin is unquestionably one of the great masterpieces of Greek numismatic art, and is surely one of the loveliest. Facing heads were very difficult to engrave, and only the very best, or most confident, die cutters attempted to do them. First used successfully on coinage in late 5th century Sicily (as above, 68, 74, 108), there was a great vogue for such heads in the 4th century, the best known being those on coins from Rhodes, Amphipolis, Ainos, Klazomenai and Larissa. On the whole, those from Amphipolis were the best made, by engravers of great ability, though often with highly varied ideas about how Apollo should look. In some cases he has the toughness of an athlete, while in others he can be very delicately portrayed. The present coin shows us a very young Apollo of a dazzling, ideal beauty, without, however, even a hint of either the staring intensity which makes him clearly godlike on some Amphipolis dies, or the insipidity which appears on others.
  9. Sulla ricostruzione della sequenza numerica non sono ancora in grado di indicare delle cifre precise e quindi di coglierne il senso (ovviamente sempre ipotizzando che la mia ipotesi sia fondata). Sul senso specifico del monogramma LAMBDA-YPSILON faccio notare la curiosa coincidenza con un monogramma riportato su alcune monete coniate a Babilonia da Alessandro il Grande, sempre interpretato da me come numero e su cui anche sto riflettendo...
  10. Allora, la mia idea sul senso delle lettere riportate al di sopra del toro è quella da me espressa in tanti articoli: che si tratti cioè di numeri (espressi in greco con le stesse lettere dell'alfabeto) che venivano incisi sui conii di rovescio per aiutare a portare il conto delle monete vaia via coniate. Questo spiegherebbe il perchè di tante lettere diverse riportate su monete che sembrano appartenere alla medesima emissione...
  11. Purtroppo non sono stato operativo per un po' di tempo causa viaggio all'estero e quindi leggo solo ora questa discussione. Se ci riesco gia' domani cerchero' nei miei appunti delle ipotesi di soluzione.
  12. Complimenti a @Lugiannoni per il suo interrsantissimo contributo.