giuseppe carzedda

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giuseppe carzedda è stato il miglior utente nel giorno 27 Febbraio 2014

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Su giuseppe carzedda

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    Utente normale
  • Compleanno 17/10/1969

Informazioni Utente

  • Sesso
    Maschio / Male
  • Località
    Siniscola (Nuoro)

Interessi Numismatici

  • Settore
    Monetazione romana antica / Ancient Roman coinage
  • Settore
    Monetazione barbarica / Barbaric Coinage
  • Livello Studio
    Studioso autonomo / self-taught
  1. giuseppe carzedda

    i 10 rottami della settimana , tutti ae4

    "la moneta raffigura i 3 imperatori , arcadio onorio e il piccolo teodosio ii in mezzo , nel 408 con la morte di onorio invece di 3 si passa a 2 imperatori (alti uguali) che son più rare di queste (non che queste sian eccessivamente comuni) "... Stai attento...Arcadio, era il figlio primogenito di Teodosio nato nel 377 d.C. e a lui, diciottenne, era stato affidato il governo della parte orientale dell’Impero. Onorio invece nacque nel 383 d.C. e divenne imperatore d’Occidente a soli 12 anni. In altre parole, prima di morire Teodosio suddivise l’Impero tra i due figli, appunto Onorio e Arcadio: per cui la figura più piccola dubito che sia Teodosio. I cinque esemplari, tutti riduzioni di follis in AE3 con tematica gloria romanorvm, sono infatti a nome di Onorio(i primi due a sinistra) e Arcadio (i restanti tre).
  2. giuseppe carzedda

    una lupetta imitativa di lugdunum

    Sarebbe interessante poterle vedere tutte insieme, verificando così nei dettagli se le incisioni dei coni sono volta per colta riconducibili ad un unica maestranza.
  3. giuseppe carzedda

    una lupetta imitativa di lugdunum

    Mi trovi assolutamente d'accordo, certo è che la zecca di Lione è un particolare riferimento per emissioni recanti ritratti e illustrazioni alquanto 'barbarizzate', e questo pur restando nell'ambito delle coniazioni governative e non clandestine. Per quanto riguarda le immagini fotografiche posso consigliarti uno strumento molto facile da usare, ma al contempo estremamente efficace...dagli uno sguardo. http://www.ebay.it/itm/Softbox-50cm-Studio-Fotografico-Portatile-Kit-Luci-con-Treppiede-e-4-Fondali-/111253298624?pt=Studio_e_laboratorio&hash=item19e7369dc0
  4. giuseppe carzedda

    una lupetta imitativa di lugdunum

    Buona sera, Quando la patina o una tonalità troppo scura 'mette in discussione' la profondità di una moneta, l'unica via è la fotografia a mezzo di un obiettivo macro scattata a luce radente. Si ottengono così risultati inaspettati. Per quanto riguarda l'esemplare - e la cosa potrà sembrare strana - sono dell'avviso che la zecca sia assolutamente governativa (in questo caso quella di Lugdunum) con al proprio attivo tuttavia maestranze d'estrazione umile. Non sono infatti inusuali esempi di nominali ivi coniati a nome di Magnenzio e Decenzio o anche di Costanzo II che si fanno notare per la ritrattistica dai tratti pertinenti 'crudi' o rovesci con tematiche più 'pasticciate' che illustrate. Questo fenomeno, che può essere riscontrato quasi esclusivamente sul monetato prodotto a Lione, è da attribuirsi ai numerosi 'passaggi di mano' che la zecca ha dovuto subire a partire dall'età tetrarchica, con personale qualificato e specializzato che per ovvie ragioni si ritrovò spesso a dover cambiare sede. Il tutto ovviamente a scapito della qualità del livello estetico dei nominali prodotti.
  5. giuseppe carzedda

    AIUTO tesi di laurea!

    Gent.ma Utente, Mi fa piacere sapere che la numismatica si stia tingendo sempre più di rosa, tanto che la mia compagna si è laureata proprio quest'anno con una bellissima tesi sulle evidenze numismatiche medievali di un villaggio abbandonato nel nord-Sardegna. L'argomento della Sua tesi è oltremodo complesso, ma di enorme interesse. Per questo Le consiglio di trattare l'argomento seguendo tre direzioni. La prima è legata alla trattazione della parte storica e sociopolitica relativamente al delicato passaggio repubblica-impero mentre la seconda direzione è quella che porta a disquisire sull'aspetto economico all'indomani della presa di potere di Ottaviano, dove per gradi occorrerà esporre il sistema monetario durante la transazione che vede la monetazione repubblicana (indicata un po' impropriamente 'consolare') passare per quella definita di tipo 'imperatoria' (ciò emessa dalle forze belligeranti impegnate nelle varie guerre civili) per approdare, dopo le riforme augustee, alla tipologia più propriamente imperiale. Posso consigliarLe, oltre ovviamente alle fonti classiche, due lavori interessanti e anche piuttosto recente: 1) Chantal Gabrielli, Moneta e finanza a Roma in età repubblicana, Carocci, 2012. 2) Giuseppe Pensabene, La guerra tra Cesare Ottaviano e Sesto Pompeo e le corrispondenze attuali, Gangemi, 1991. Il terzo filone, non ultimo per importanza, è quello che descriverà la piena presa di coscienza da parte delle autorità emittenti (Senato - Imperatore) dell'enorme potere propagandistico della moneta e la strumentalizzazione iconografica e tematica della stessa. E' questa la parte che, fungendo un po' da spartiacque tra due visioni epocali, riesce ad indicare (talvolta anche meglio di altre evidenze archeologiche) il pieno ed avvenuto passaggio di tutta una serie di poteri. Relativamente agli aspetti artistici e all'uso delle immagini sulla monetazione Le posso consigliare la seguente bibliografia di uno studioso che a mio parere è tra i più grandi conoscitori dell'argomento, Paul Zancker: 1) Studien zu den Augustus-Porträts (Studi sui ritratti augustei), Band 1: Der Actium-Typus. Göttingen 1973. 2) Augustus und die Macht der Bilder (Augusto e il potere delle immagini), C.H. Beck, München 1987, 4a edizione, 2003. Spero di esserLe stato d'aiuto e casomai dovesse avere qualche dubbio mi faccia sapere. Cordialmente G. Carzedda
  6. Sulla comparsa delle lettere nel campo, in particolar modo sul monetato del IV secolo d.C. esistono diverse teorie. Una, per me la più accreditata, le indica come fossero una sorta di firma dell'incisore, o quantomeno un indicazione al suo operato.
  7. Per rick2: Le due monete che hai postato in apertura sono entrambi nummi imitativi in linea con la riduzione di follis in Ae4 della serie 'Gloria Exercitus' coniati in area danubiana o balcanica, il taglio dei tratti pertinenti dei ritratti parla chiaro. Sono pezzi a mio avviso molto interessanti che dimostrano con quanta dovizia i falsari riuscivano a mettere a punto un surrogato di moneta spicciola che difficilmente avrebbe trovato ostacoli nella circolazione (specie laddove la carenza di monetato ufficiale di tipologia spicciola creava difficoltà alle piccole transazioni commerciali). Le altre tre monete, sempre della medesima serie, paradossalmente sono di conio ufficiale, e nell'ordine sono da attribuirsi a Costantino Magno (vedasi il MAX AVG), Costante (da Augusto, vedasi CONSTANS PF AVG) e Costantino II (ancora Cesare, vedasi CONSTANTINVS NOB C[aesar]). La cosa che trae in inganno è l'illustrazione del versus, che in tutti e tre gli esemplari è poco curata, al limite della stilizzazione. La prima e la terza moneta provengono dalla zecca di Lione (P[ercussa]LG - Lugdunum), mentre il secondo esemplare è della zecca di Trier (TR[reviri]P[rima]). Vorrei attirare la Vostra attenzione sui ritratti, che nei due esemplari contraffatti sono grossolani e tradiscono la loro origine fraudolenta presentando dettagli poco curati, cosa che invece non avviene mai (o quantomeno molto raramente) sulla monetazione ufficiale dove gli attributi identificativi (corona d'alloro, diademi e paludamenti) sono sempre curati...
  8. giuseppe carzedda

    Denari LIMES

    Buona sera a tutti, Ho letto con attenzione la vostra discussione e mi ritrovo d'accordo col collega rick2, dato che anch'io tra le monete da studio conservo dei denari in metallo vile ma coniati con impronta da conio ufficiale. Tra le altre cose, ho potuto notare come la suberazione di denari imperiali - pellicola applicata con battitura a freddo per poi coniare sul tondello riscaldato - rimase in auge per tutto il primo secolo d.C. (conservo qualche esemplare a nome di Domiziano con pellicola d'argento non proprio finissima), per poi venir sostituita durante la fine del secondo e buona parte del terzo secolo con un molto più economico bagnetto d'argento (numerosi in questo senso sono gli esemplari a nome di Alessandro Severo & Co.). Il pezzo in oggetto è sicuramente interessante, anche perché probabilmente coniato in epoca successiva all'autorità emittente rappresentata.
  9. Grazie Giuse' sei stato molto esaustivo, per un attimo avevo pensato che il tipo con la ghirlanda fosse da attribuirsi alle emissioni di Ae4 di Teodorico come appunto riporta il Wroth.
  10. Per Giuseppe al volo...mi daresti un parere su questi due nominali? pondometria nominale imitativo (?) di Onorio: diametro 9mm, peso 0,96 gr. pondometria nominale tipo 'rosetta in ghirlanda': diametro 12 mm, peso 1,02 gr.
  11. Buonasera Giuse', In tutto questo, la cosa che non mi convince - ed è qui che sta il vero rompicapo - è l'immane difficoltà nel poter ricondurre questi pezzi ad una precisa unità ponderale di riferimento...a meno che non rappresentino dei sottopesi da un decimo di nomismata bizantini del VI secolo, utilizzati per pesare e dunque verificare le monete, considerando che ad un nomismata corrispondono circa 4,43 grammi...
  12. giuseppe carzedda

    una carrellata di imitative di tetrico

    Personalmente ho troppi dubbi per poter abbracciare la teoria della coniazione in epoca successiva, per quanto la storia coniata in ambito sardo durante il suo essere esarcato d'Africa dovrebbe farmi pensare il contrario (e il pensiero corre in questo senso ad esempio verso le pseudoimperiali vandale). Aggiungo anche che le imitative del FelTempReparatio e della tipologia Gloria Exercitvs, quasi tutte di produzione danubiana, svelano la straordinaria manualità degli anonimi e clandestini incisori, una manualità a mio avviso superiore a quella dei falsari di area gallica o britannica che li hanno preceduti. E per dirtela tutta passandomi il termine poco accademico, trovo che i radiati barbari siano una vera "figata" dato che in esse è racchiusa quella volontà ribelle e assolutamente libera da imposizioni istituzionali non solo nello stile interpretativo del tratto pertinente delle immagini, ma anche nel fabbricarsi autonomamente moneta spicciola ad uso e consumo delle classi sociali meno abbienti. Ho diversi esemplari di radiati barbari molto ben fatti che possiamo confrontare con emissioni danubiane altrettanto ricercate nel conio, appena mi avanza del tempo te li mostro così mi dici cosa ne pensi.
  13. giuseppe carzedda

    una carrellata di imitative di tetrico

    Premesso che questa tipologia monetaria è a tuttoggi ancora poco studiata e a torto relegata ai margini da una numismatica spesso avara di considerazione verso tutto ciò che sul mercato antiquario non crea indotto economico di rilievo (la verità sia detta) e relativamente agli esemplari da te postati desidero aggiungere alcune cose. Dunque, per 'radiati barbari' sono chiamate le imitazioni dell'antoniniano, il multiplo del denario introdotto con la riforma di Caracalla ed emesso durante l'Impero Romano del III secolo. Essi sono così denominati per via dello stile piuttosto crudo e della corona radiata spesso abnorme nelle dimensioni indossata dall'imperatore rappresentato. Questa tipologia monetaria fu emessa ad opera di falsari privati durante la crisi del secondo quarto del terzo secolo soprattutto nelle provincie occidentali. Curiosamente queste emissioni clandestine non furono considerate nella loro genesi come falsa monetazione anche perché essendo di dimensioni nettamente inferiori, dunque visibilmente sottopeso rispetto alle emissioni di Stato, sicuramente finirono tacitamente accettate all’interno del circuito fungendo da moneta divisionaria spicciola, fondamentale per l’uso quotidiano nelle piccole transazioni. Qualche studioso del passato avanzò l’ipotesi che i radiati barbari fossero stati prodotti in tempi molto successivi ai loro prototipi (forse addirittura in epoca Sassone o Franca), ma studi recenti hanno confutato questa teoria collocando questa espressione economica in contemporanea ai prototipi d’ispirazione. Secondo lo studioso Philip Hill, in Britannia vi furono diverse ‘Scuole artistiche’ di falsari. Dai rinvenimenti effettuati si è potuto scoprire come i radiati barbari vennero chiaramente prodotti in località diverse. Pare ad esempio che nell'Inghilterra settentrionale vi furono officine in cui predominava la produzione di esemplari con rappresentazioni a rilievo molto basso e senza bordo perlinato, mentre dalle regioni meridionali prevalevano illustrazioni con figure aventi una maggiore profondità. Differenziazioni stilistiche delle diverse officine clandestine possono riscontrarsi anche sulle emissioni prodotte nell'Europa continentale, in special modo nell’impero Romano Gallico di Postumo e dei Tetrici.
  14. Buongiorno a tutti, Ho osservato con attenzione le immagini dei due piombetti, e facendo dei confronti con altri esemplari simili da me visti in precedenza sarei propenso ad ascriverli, unitamente agli esemplari in bronzo squadrati e contrassegnati da globetti, alla categoria dei pesi monetali e/o commerciali di epoca tardo romana e bizantina. All'uopo rimando alla consultazione di una pagina del Forum Ancient Coins, FORVM's Classical Numismatics Gallery, dove è possibile vedere tutta una serie di reperti incredibilmente simili. Ora, e questo è il mio personale pensiero, credo che non sarebbe inverosimile immaginare come in un dato istante, e a fronte di una sentita penuria di liquidità, nel circuito monetario siano apparsi frammisti a vecchie e redivive monete imperiali ritariffate, anche dei pesi monetali che per ignoranza o semplice necessità venivano scambiati. E' esattamente questo che intendo quando parlo di moneta di necessità relativamente ai reperti indicati da Giuseppe, ossia del pseudo-denaro (da intendersi in questo caso disgiunto dal concetto di moneta) la cui destinazione d'uso iniziale (in questo caso quella di peso monetale o commerciale) successivamente si ritrova 'allargata' nel momento in cui esso finisce per circolare in una realtà territoriale diversa e in un momento di particolare bisogno. Chiaramente sfugge ogni possibile collegamento o rapporto di valore/controvalore - sempre che ce ne fosse mai stato uno - con la valuta in circolazione. Mi piacerebbe conoscere il vostro pensiero in merito. Ecco intanto il link: http://www.forumancientcoins.com/gallery/thumbnails.php?album=3262
  15. giuseppe carzedda

    ufficiali o imitative ?

    Buonasera a tutti, A mio parere il primo nominale è per tipologia (la tematica del FelTempReparatio assieme al tipo "Due Vittorie" fu tra i più imitati al tempo) ed inquadramento stilistico (tratti pertinenti dell'immagine imperiale crudi ma non troppo da compromettere l'indice di gradimento ed impedirne l'accettazione) da ascriversi chiaramente a quella produzione clandestina caratteristica delle regioni danubiane, e le pseudolegende su recto e versus ne sono la conferma. La seconda moneta, verosimilmente coeva della prima e appartenente sempre alla stessa serie del FelTempReparatio, ma recante la Fenice ritta sul globo (da intendersi come simbolo dell'eterna rinascita) è invece di matrice ufficiale. Nonostante la difficile lettura dovuta allo stato di conservazione della moneta, la conferma della sua origine non fraudolenta risiede in alcuni dettagli del ritratto imperiale, come il diadema di perle e le ciocche dei capelli all'altezza della nuca, particolarmente curati e ricercati. La terza moneta, appartenente alla così detta serie urbica commemorativa, è anch'essa prodotta dal conio ufficiale, tuttavia occorre fare un appunto. All'esergo è indicata la zecca di Lugdunum (att. Lione) ove nelle varie officine sicuramente erano impiegate delle maestranze locali che imprimevano nel vero senso della parola, un loro personalissimo stile interpretativo al conio. Da questo si deduce che, fermo restando l'ufficialità dell'emissione (fondamentale in questo senso è notare come sia stata perfettamente rispettata al versus la proporzione tra Lupa e Gemelli), l'incisione del conio sia stata effettuata semplicemente da una mano non affinata.