DeAritio

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  1. @matteircVista la tua domanda su questi buoni, ti invito a leggere anche la discussione Notgeld austriaco presente sul Forum. Sicuramente la scritta sul retro è comprensibilissima vista l'immagine che la precede.
  2. In poche parole dice che è un buono emesso per uso esclusivo del campo non spendibile al di fuori di esso.
  3. La serie completa di questa serie comprende buoni dal valore di 1, 2, 5, 10, 20 e 50 heller + 1, 2, 5, 10 e 20 corone. Particolarità è la data di emissione : Maggio 1918. Nonostante i grandi problemi di approvvigionamento di materie prime da mandare al fronte, i 50 e più lager austriaci, sono pieni di prigionieri. Da qui la necessità di emettere nuovi tipi di buoni. Altra particolarità è la località: Mauthausen. Sarà tristemente nota anche 25 anni dopo. Veniamo alla domanda di @matteirc. Per prima cosa dobbiamo valutare le condizioni dei biglietti e la loro tiratura. Le condizioni sono tra il BB e lo SPL. Si possono notare pieghe pesanti, macchioline sulla vignetta e angoli arrotondati. Sono per la quasi totalità, biglietti di BASSO costo, nonostante siano di NON facile reperimento. Aldilà del valore economico, i tuoi buoni hanno un altro valore. Approfondisci la loro storia e se vuoi, risentiamoci per la Banca Romana.
  4. I romani amavano molto i piaceri della tavola, soprattutto il vino. Cosa fare per rimediare dopo aver alzato troppo il gomito? Plinio il Vecchio suggeriva uova di gufo crude e polmone di pecora arrostito. T. Couture, I romani della decadenza, 1879, Musée d'Orsay
  5. E' ormai giunto il momento di postare un biglietto con dei problemi di colore....
  6. La banconota o la moneta è un mezzo di scambio grazie al quale possiamo acquistare beni o servizi. Il valore può essere classificato in due modi: a) valore nominale: ovvero il valore impresso sulla moneta o banconota; b) valore reale: ovvero il potere di acquisto (cioè la quantità di beni e servizi che in un dato momento può essere acquistata con l'impiego della moneta o banconota). Tra le due definizioni c'è una differenza fondamentale: spesso infatti valore reale e valore nominale non coincidono, poiché il valore nominale non è altro che un numero mentre il valore reale è l'effettivo quantitativo di ricchezza della quale disponiamo. Il fenomeno che influisce su questa diversità è l'inflazione, cioè un continuo aumento dei prezzi che provoca un deprezzamento della moneta: il valore nominale della moneta rimane uguale mentre il valore reale diminuisce. Di conseguenza se si dispone di una banconota di € 100 (valore nominale) apparentemente si ha un potere di acquisto costante (dato che il valore nominale non cambia), ma questo valore non è il valore effettivo del bene e cambia nel tempo perché l'inflazione fa si che il valore reale non coincida più con quello nominale: con la banconota si potranno acquistare beni che costano € 100 ma il loro prezzo prima che il tasso di inflazione aumentasse era minore, quindi a parità di banconota possiamo comprare una quantità di beni che ha un valore effettivo minore. All'aumentare dei prezzi, il potere di acquisto della moneta diminuisce quindi per ricavare il valore monetario reale bisogna ricorrere agli strumenti per misurare il tasso di inflazione poiché in questo modo si può sapere a quanto ammonta l'aumento dei prezzi e il deprezzamento della moneta. L'entità dell'inflazione si misura attraverso: 1) l'indice dei prezzi all'ingrosso: transazioni commerciali tra imprese, rapporti tra produttore - grossista e grossista - dettagliante (è utile per stabilire la posizione dell'Italia verso l'estero); 2) l'indice dei prezzi al consumo: transazioni commerciali tra dettaglianti - consumatori cioè tra imprese e famiglie (è l'indice più usato); 3) l'indice del costo della vita: transazioni tra dettaglianti - consumatori (è molto simile al precedente ma se ne differenzia per la diversa ponderazione: entrambi gli indici devono essere diversamente ponderati quando la composizione del paniere dei beni subisce una variazione).
  7. Altre leccornie imperdibili. Io sono fortunato. Ho anche il 5% di sconto e pagherei solo 237,50!
  8. Orticaria a parte , il periodo storico è ricco e vario di metodi di pagamento sotto forma di buoni rimborsabili. Questo postato è una ricevuta legata ad buono di prelevamento. Ovviamente non potremo mai sapere se la "cessione del bene" sia stata volontaria o forzata , stà di fatto che con il buono si poteva esigere il pagamento del bene medesimo. Nel nostro caso è un qualcosa di poca entità , mentre si conoscono ricevute/buoni di prelevamento per automezzi, mucche, vestiti ecc.ecc.
  9. Home Curiosità Seconda Guerra Mondiale Tra le sabbie del Sahara Tra le sabbie del Sahara Un hangar nell'oceano di sabbia. Sorprenderebbe chiunque ritrovare, imbalsamato nella sabbia del deserto del Sahara, un aereo da combattimento, conservato perfettamente (un'impresa considerando il tempo storico di esposizione), 70 anni dopo lo schianto. L'aereo in esame è un Kittyhawk P-40 della RAF, precipitato nelle mani del sergente di volo inglese Dennis Copping, che fece parte di unità combattente con base in Egitto durante la campagna del Nord Africa. Il tragico atterraggio risale al giugno del 1942 ed è precedente alle battaglie di El Alamein. Al ritrovamento ha contribuito l'isolamento di uno degli scenari più caratteristici e affascinanti della seconda guerra mondiale come l'infinita distesa del Sahara. Ambiente che ha ospitato uno scontro a dir poco provante per la resistenza umana alle condizioni climatiche particolari e uniche del bioma locale. La campagna ha segnato le sorti per il predominio dell'area del Nord Africa, concludendosi nel maggio del "43 con la resa degli eserciti dell'Asse in Tunisia e la perdita di tutte le aree di pertinenza tedesca e italiana. A scatenare una delle più ricordate offensive nel deserto, combattuta anche ad alta quota, saranno, di lì a poco, proprio le linee britanniche. Secondo la ricostruzione relativa al rinvenimento dell'apparecchio monoposto, uscito per cause ignote dalla rotta, il pilota sarebbe sopravvissuto all'incidente, trovando poi rifugio in un riparo di "fortuna". Riparo solo momentaneo, vista la lontananza dalla città più vicina (200 miglia), in un territorio morfologicamente senza risorse e molto distante dalla civiltà per poter sopravvivere a lungo. La morte sarebbe sopraggiunta, molto probabilmente, dopo un'attesa vana dei soccorsi. La scoperta, del tutto fortuita, è stata fatta da un operatore petrolifero in esplorazione in una regione remota del deserto occidentale. Dott. Riccardo Ravizza - All Rights Reserved Ruolo periti ed esperti n. VA - 748 - p.iva 03509240127
  10. Il diamante fiorentino Il grande diamante giallo di proprietà della famiglia Medici si diceva fosse grande qualcosa come 138 carati. Il taglio fu effettuato nelle botteghe granducali da un esperto veneziano, Pompeo Studentoli, e poi montato a pendente con una cornice serpentinata d'oro tempestata di piccoli diamanti. Alla fine del XVII secolo, quando morì l'ultimo dei Medici, il diamante fiorentino passò alla famiglia imperiale d'Austria (il Fiorentino compare nei ritratti di Maria Maddalena d'Austria che amava sfoggiarlo nelle grandi occasioni inserito in diademi di perle e pietre preziose). Dopo la caduta dell'impero austriaco, durante la prima guerra mondiale, la famiglia lo portò con sé in esilio in Svizzera. La sua ubicazione dopo il soggiorno elvetico è sconosciuta. Alcuni pensano che sia stato rubato da qualcuno vicino alla famiglia, mentre altri teorizzano che il diamante sia stato scomposto in pietre più piccole e poi venduto.