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DeAritio

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  1. DeAritio

    Emissioni del 2020

    GIORDANIA
  2. DeAritio

    Tanti auguri a... Lugiannoni

    Auguroni!
  3. DeAritio

    Le mille lire di Giuseppe Verdi

    Sono d'accordo con te, purtroppo c'è chi li legge. Se gli argomenti sono "bassi", sarebbe opportuno NON generalizzare e rimanere nel proprio orticello....
  4. Le mille lire di Giuseppe Verdi Naturalmente, nel collezionare banconote rare, antiche e di valore è fondamentale stabilire che non si tratti di un falso, ma che siano autentiche Uno dei pezzi da collezione più ambiti nel nostro Paese è la cosiddetta banconota da mille lire di Giuseppe Verdi. La serie introdotta dalla Banca d’Italia nel 1962 e terminata con la messa in soffitta dall’Euro, nel 2001, ha dedicato decennio dopo decennio, una facciata della banconota ad un personaggio rilevante della storia del nostro Paese. La banconota di Verdi è proprio uno di quei pezzi e potreste benissimo averne una in casa. Se ne avete una in ottimo stato di conservazione, con la giusta data di emissione, potreste anche ricevere una valutazione fino a 1.000 euro. Chiaramente, ci sono altre banconote dello stesso tipo che sono state vendute ad importi più bassi, come 700-800 euro, o anche meno perché, magari, in cattivo stato di conservazione. Cosa aspettate? Frugate nei vostri cassetti e guardate se ne avete conservata una per sbaglio! Questo è un articolo che gira nel web. Ho omesso volontariamente nome e cognome del giornalista perchè è come sparare sulla croce rossa.... Quindi: 1) Naturalmente, nel collezionare banconote rare, antiche e di valore è fondamentale stabilire che non si tratti di un falso, ma che siano autentiche. Qui siamo a livelli di premio Pulitzer 2) Uno dei pezzi da collezione più ambiti nel nostro Paese è la cosiddetta banconota da mille lire di Giuseppe Verdi. Certo, la tiratura del Verdi, varia da 40 milioni a 300 milioni di pezzi, direi che è ambitissima 3)La serie introdotta dalla Banca d’Italia nel 1962 e terminata con la messa in soffitta dall’Euro, nel 2001 Veramente, l'ultima serie del Verdi è del 30 /05 / 1981, e dopo da 1000 lire sono stati emessi il Marco Polo e la Montessori. Solo in un piccolo periodo hanno continuato a essere spendibili con il Marco Polo, già nel 1985 non li voleva più nessuno. 4)Se ne avete una in ottimo stato di conservazione, con la giusta data di emissione, potreste anche ricevere una valutazione fino a 1.000 euro. E allora dillo che è il decreto 04/01/1968, serie sostitutiva X14, emesso in 480.000 pezzi, ma 1000 euro te li sogni... 5)Chiaramente, ci sono altre banconote dello stesso tipo che sono state vendute ad importi più bassi, come 700-800 euro, o anche meno perché, magari, in cattivo stato di conservazione. Ovviamente... 6)Cosa aspettate? Frugate nei vostri cassetti e guardate se ne avete conservata una per sbaglio! Ultima raccomandazione, controllate anche i cassetti della biancheria, magari tra un paio di calzini o di mutande vi ritrovate un Verdi! (per sbaglio) Ah, dimenticavo.... le famose mille lire Verdi di cui si parla sono una serie speciale sostitutiva, ma NON sono quelle della foto. Ma come si fà a illudere le persone senza nemmeno sapere di cosa si parla
  5. DeAritio

    Emissioni del 2020

    SIERRA LEONE
  6. DeAritio

    Euro a firma Lagarde

    Christine Lagarde è presidente della BCE dal 1° novembre 2019 e quindi la sua firma inizierà ad essere stampata sulle banconote euro. La sua firma comparirà sulle sei banconote della seconda serie; ricordiamo che il biglietto da 500 euro non viene più emesso. Sulle banconote non comparirà la data 2019, ma continuerà ad esservi stampato l’anno della loro prima emissione. Un esempio lo potete vedere nelle immagini sotto riportate. Partiamo con la firma Lagarde dal 2013 per finire al 2019. La Lagarde è la quarta persona a ricoprire il ruolo di governatore della BCE, dopo Duisenberg, Trichet e Draghi.
  7. DeAritio

    2 euro Dante Alighieri 2002 con due stelle mancanti

    Benvenuta @Alexandra14 , aldilà della tua domanda/curiosità sul 2€ , vorrei soffermarmi sulla tua nota. Usa il tuo spirito e la tua voglia di sapere, per "crescere". Ad maiora
  8. DeAritio

    asta NOMISMA 21 e live

    Cari amici di Nomisma, sapete che vi stimo e vi voglio bene, ma a volte è meglio non mettere niente sulla categoria banconote.
  9. Soči, Russia, 23 febbraio 2014 I XXII Giochi olimpici invernali, noti anche come Soči 2014, si sono svolti a Soči (Russia) dal 7 al 23 febbraio 2014. Nella stessa località si sono tenuti gli XI Giochi paralimpici invernali. Alcune gare sono state disputate nella stazione sciistica di Krasnaja Poljana, a circa 45 km dalla città olimpica, mentre il villaggio olimpico è stato ospitato nella cittadina di Adler, a circa 28 km da Soči. Le mascotte delle Olimpiadi sono tre animali: l'orso polare, la lepre artica e il leopardo delle nevi. È stata la prima manifestazione olimpica invernale ospitata dalla Russia. Precedentemente l'Unione Sovietica aveva ospitato i Giochi Olimpici estivi del 1980 di Mosca. Il costo totale delle infrastrutture e degli impianti realizzati in previsione dell'evento ammontava a 12 miliardi di dollari, ma diversi fattori hanno determinato l'espansione del budget ad oltre 51 miliardi di dollari, rendendo quella di Soči la manifestazione olimpica più costosa di sempre. La vigilia dell'inizio dei Giochi è stata molto tesa e ha suscitato numerosi dibattiti, tra gli attacchi terroristici degli estremisti islamici guidati da Dokka Umarov e le proteste contro la legge omofoba approvata in Russia nel 2013, continuate anche durante le competizioni sportive. 2014 - Banconota Russa - 100 Rubli - Giochi Olimpici Sochi.
  10. Campagne tra Parabiago e Nerviano, Milano, 21 febbraio 1339 La battaglia di Parabiago fu uno scontro verificatosi il 21 febbraio 1339 nelle campagne attorno a Parabiago e Nerviano, tra le truppe milanesi da Azzone Visconti, guidate dallo zio Luchino, contro i ribelli della Compagnia di San Giorgio guidati dallo zio Lodrisio, pretendente al titolo di Signore di Milano. Alle prime luci dell'alba del 21 febbraio Lodrisio uscì da Legnano e decise di attaccare i nemici entrando segretamente in Parabiago da tre vie: da Canegrate, dal Sempione e lungo l'Olona. L'avanguardia dell'esercito cittadino, 2.000 fanti e 800 cavalieri al comando di Rainald von Lonrich, fu inizialmente colta di sorpresa poiché molti soldati ancora dormivano ma presto riuscì a riorganizzarsi e ad opporre resistenza. Lo scontro si svolse in un clima particolarmente freddo, ed il campo di battaglia era ricoperto da una coltre di neve. Verso mezzogiorno le difese cedettero e Rainald von Lonrich fu costretto a consegnarsi insieme a Giovanni Visconti e ai trecento cavalieri ancora in grado di combattere; i restanti duemila fanti e cinquecento cavalieri erano stati uccisi, feriti o erano fuggiti a Nerviano per dare l'allarme al resto dell'esercito. Luchino allora si portò con le sue truppe verso Parabiago ma prima di giungervi, per sollevare il morale dei suoi uomini, fece cavalieri alcuni nobili che lo seguivano. Tra essi si ricordano il milanese Protaso Caimi, il lodigiano Lucio Vistarini, il genovese Giovanni Fieschi, i piacentini Lanzarotto Anguissola e Dondazio Malvicini della Fontana e un alessandrino degli Inviziati. Fu quindi attaccata battaglia. Si dice che i due eserciti, avendo entrambi le insegne Viscontee, per distinguersi gridassero Miles Sancti Ambrosii (Soldati di Sant'Ambrogio), per i milanesi, e Rithband Heinrich (Cavalleria di Enrico), per la Compagnia di San Giorgio. Per alcune fasi, i soldati di Lodrisio ebbero la meglio e tra le file ambrosiane si distinsero i soldati di Pinalla Aliprandi, tra i quali un certo Antonio, figlio illegittimo di Matteo Visconti, quindi ziastro di Azzone; egli fece strage di mercenari tedeschi e si impossessò del loro stendardo. Alla fine però molti comandanti milanesi furono uccisi, feriti o catturati, così Luchino trovatosi in condizioni disperate, prese una decisione estrema: si armò di lancia e furiosamente si buttò a cavallo tra le file nemiche, venne poi disarcionato, ferito, spogliato e fatto prigioniero dai Lodrisiani che lo legarono ad un noce; i suoi si persero d'animo e cominciarono la ritirata verso Nerviano. Lodrisio vide avvicinarsi la vittoria, si accampò nel centro di Parabiago paese e con i comandanti studiò le mosse per entrare in Milano, mentre i suoi soldati si davano all'ozio ed alle razzie. I fuggiaschi raggiunsero Milano ed impauriti cominciarono a raccontare l'esito parziale della battaglia, che sembrava ormai conclusa in favore dei loro nemici. Azzone mise in allerta i militi entro le mura ed impose di chiudere tutte le porte cittadine, impedendo l'ingresso e l'uscita a chiunque. Pare poi che egli si ritirasse nella sua cappelletta privata per pregare Dio e Sant'Ambrogio. Altri però raggiunsero Rho, dove Roberto Villani trovò i rinforzi ferraresi di Ettore da Panigo e altri trecento cavalieri savoiardi, scelse quindi di riorganizzare le fila ambrosiane e si pose in marcia verso Parabiago: fu facile per lui cogliere di sorpresa le vedette e liberato Luchino, riprese a dar battaglia. I soldati di Lodrisio, disorganizzati e stanchi dopo ore di combattimento, furono presto sconfitti. MILANO - Azzone Visconti, 1329-1339. Grosso da 2 soldi. Ar gr. 2,89 Dr. A3O VICECOMES MEDIOLANVM Croce gigliata in doppio quadrilobo ornata di quattro trifogli. Rv. S AMBR OSIVS Sant'Ambrogio, frontale e seduto su trono, regge pastorale e solleva la d. per benedire. MIR 87/1; Cr. 2.
  11. DeAritio

    AIC magazine 6

    Spero di poter pubblicare qualcosa sul prossimo numero.
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