DeAritio

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  1. La disfatta in Africa Nella Seconda Guerra Mondiale uno dei teatri di guerra più importanti fu l'Africa. In questo continente, infatti, i fatti di guerra ci parlano di imprese eroiche o di disfatte clamorose, di Battaglie passate alla storia e di Generali “immortali”. L'Italia il 10 giugno dichiara guerra a Francia e Gran Bretagna. La strategia Italiana era quella di unire le colonie, dalla Libia al Corno d'Africa , meglio conosciuto come Africa Orientale Italiana (A.O.I) , conquistando le colonie Inglesi dell'Egitto , Sudan e Kenia. In questa breve cronologia, vengono riportati le fasi salienti fino alla perdita delle colonie. 1940 9 dicembre: lancio dell'operazione Compass; le forze meccanizzate britanniche della Western Desert Force, al comando del generale O'Connor travolgono lo schieramento italiano 12 dicembre: caduta di Sidi el Barrani con 38.000 prigionieri italiani; le colonne corazzate britanniche continuano l'avanzata verso il confine libico 1941 5 gennaio: Bardia viene occupata dalla Western Desert Force inglese; catturati 45.000 prigionieri italiani 22 gennaio: anche Tobruch viene occupata dalle forze inglesi; altri 27.000 soldati italiani cadono prigionieri 25 gennaio: dopo un duro scontro tra carri armati britannici e italiani a El Mechili, le forze meccanizzate del generale O'Connor avanzano verso il golfo della Sirte per tagliare la ritirata alle truppe italiane in Cirenaica Nel gennaio 1941 le forze italiane erano ancora in superiorità numerica (nonostante l'AOI fosse isolata dalla madrepatria), anzi erano cresciute numericamente a ben 340.000 uomini grazie al reclutamento di cittadini italiani ed etiopici a seguito dello scoppio della guerra; le forze britanniche invece potevano contare su oltre 250.000 uomini, senza contare le forze della guerriglia etiopica 7 febbraio: Battaglia di Beda Fomm: vittoria finale britannica e disfatta delle residue forze italiane in ritirata. 9 febbraio: I britannici arrivano fino ad El Agheila, conquistando il grosso della Cirenaica; catturati dal 9 dicembre 1940 oltre 130.000 soldati italiani 20 febbraio 1941 il generale De Simone ordinò la ritirata generale che si trasformò rapidamente in rotta; le perdite ammontarono a 30.000 soldati tra morti, dispersi e prigionieri 24 marzo: Primo intervento del'Afrikakorps; i britannici vengono sconfitti a El Agheila, inizio della riconquista della Cirenaica da parte delle forze italo-tedesche del generale Erwin Rommel 22 aprile ,dopo che un gruppo di arbegnuoc etiopici del famoso capo Abebe Aregai si era unito ad una Brigata Sudafricana, presero d'assalto le postazioni italiane . I sudafricani ebbero 9 morti e 30 feriti e fecero 8.000 prigionieri. 15 giugno: i Britannici lanciano l'Operazione Battleaxe 18 novembre: il comandante inglese Auchinleck lancia l'Operazione Crusader 27 novembre si scatena la battaglia di Gondar e poco poterono i soldati italiani contro i carri armati britannici: le forze di Nasi, dopo essersi comportate egregiamente, si arresero e pagarono con 4.000 morti (3.700 ascari e 300 italiani) e 8.400 feriti. Fu la sconfitta finale in Africa Orientale 1942 4 febbraio: la linea del fronte ripassa il confine egiziano e si stabilizza tra al Gazala e Bir Hakeim 26 maggio: le forze italo-tedesche sfondano la linea presso al Gazala (Battaglia di Gazala) 11 giugno: grande battaglia di carri nel deserto. Le divisioni corazzate tedesche sconfiggono i reparti britannici 30 giugno: le truppe italo-tedesche raggiungono El Alamein (prima battaglia di El Alamein) 4 novembre: le forze Alleate rompono la linea dell'Asse ad El Alamein (seconda battaglia di El Alamein) 8 novembre: lancio dell'Operazione Torch, gli alleati sbarcano in Algeria ed in Marocco 25 novembre: le forze anglo-americane sbarcate nel Nord Africa francese iniziano l'offensiva in Tunisia 5 dicembre: vittoria tedesca nella battaglia di Tebourba; le forze alleate sono bloccate sul fronte tunisino 24 dicembre: le truppe alleate interrompono la loro offensiva in Tunisia 1943 19 febbraio: Battaglia del Passo di Kasserine: nuova vittoria delle forze dell'Asse 21 marzo: Operazione Pugilist lanciata da Montgomery sul fronte del Mareth 7 maggio: gli inglesi entrano a Tunisi, gli americani a Biserta 13 maggio: il Gruppo d'armate Afrika si arrende in tutta la Tunisia Campi per prigionieri di guerra Italiani Prima dell’8 settembre 1943 le sconfitte militari italiane in Africa, in Unione Sovietica e in Sicilia avevano prodotto un elevato numero di prigionieri. Secondo Rochat i soldati catturati dagli Inglesi in Africa settentrionale e in Etiopia furono circa 400.000, quelli presi dagli Americani in Tunisia e in Sicilia 125.000. Infine, vi furono gli oltre 40.000 militari lasciati ai francesi in Tunisia. Centinaia i campi, che spaziarono dall’Inghilterra al Medio Oriente, dal Sudafrica all’India. L’interesse degli Alleati per i prigionieri fu dovuta, innanzitutto, al loro utilizzo di manodopera a basso costo. Tant’è vero che, anche dopo l’armistizio, gli italiani, salvo alcuni gruppi di ufficiali, non vennero affatto liberati. L’unica conseguenza fu la richiesta rivolta loro di firmare una generica adesione alla guerra contro il nazi-fascismo e a diventare “cooperatori”, cioè leali collaboratori nel lavoro prestato. In genere le condizioni di vita nei campi furono piuttosto accettabili, ad eccezione di quelli francesi in Tunisia dove gli Italiani soffrirono la fame e vennero sottoposti al lavoro forzato e a vessazioni di ogni genere. Alla fine si contarono ben 3.000 decessi. Un grosso contingente di militari italiani fu imprigionato in Kenya, dove gli Inglesi provvidero a trasferire la maggior parte delle truppe sconfitte dell’Africa Orientale Italiana (AOI), insieme al viceré Amedeo di Savoia, poi morto in prigionia, e al generale Guglielmo Nasi. Altri prigionieri vennero inviati nei campi del Sudan. Secondo i dati forniti da quest’ultimo risultavano prigionieri, nell’estate del 1942, circa 70.000 italiani, fra cui 5.000 ufficiali e qualche migliaia di civili classificati come reclusi politici. Ad eccezione di Amedeo di Savoia, Nasi e pochi altri ufficiali, cui fu destinata una villa a Donyo Sabouk, gli ufficiali vennero divisi fra i campi di Eldoret e di Londiani, mentre soldati e sottufficiali vennero ripartiti nei campi di Nairobi, Burguret, Gil Gil, Naivasha, Ndarugu, Nakuru, Naniuki, Ginja, Mitubiri, con i loro distaccamenti di Kisumu, Kitale, Kajado, Longido. La particolarità di questi campi fu che, almeno nella prima fase, le convinzioni fasciste perdurarono. Tanto che venivano addirittura organizzate squadre di punizione per i dissidenti. Dopo l’8 settembre nei campi del Kenya nacquero nuovi contrasti tra i prigionieri, cioè tra chi divenne “badogliano” e chi preferì restare “fascista”. Di qui scontri e tumulti interni. Un altro campo importante era quello di Zonderwater, ubicato in Sud Africa, dove erano rinchiusi più di 70.000 militari italiani catturati dagli inglesi durante le prime campagne africane. Considerata una vera e propria “Città del prigioniero”, aveva al suo interno i più temibili tra i nostalgici fascisti. Gli italiani detenuti nei campi inglesi, pur vivendo situazioni migliori di quelli internati in Germania, erano considerati solo come manodopera a basso costo. Denominati con l’appellativo dispregiativo di “Wops”, derivante dall’anagramma di “Pows” (“prigionieri di guerra”) e dalla trasposizione inglese del termine “guappo”, anche dopo l’8 settembre non migliorarono molto la propria condizione. Le autorità britanniche, infatti, si guardarono bene dal reclutare militari italiani per inviarli a combattere i nazifascisti, continuando a trattenerli per sfruttarli soprattutto nei lavori agricoli, dove erano considerati molto più affidabili degli altri prigionieri. I militari italiani, inoltre, erano considerati con disprezzo e diffidenza dalla popolazione civile specialmente a causa delle relazioni che essi intrattenevano con le donne inglesi e sulle quali il governo di Sua Maestà fu tutt’altro che accondiscendente. Gli Inglesi inoltre si avvalsero della colonia India per “ospitare” i militari Italiani. Le condizioni di vita su questi campi era veramente infernale, tanto che il numero dei decessi fu altissimo. Uno dei peggiori campi si dice sia stato quello di Clement Town , che per ironia della sorte, sorse su un villaggio costruito da un missionario Italiano , Padre Clemente . Tristemente noti furono anche i campi di Bangalore, Bhopal, Ramgarh e Dehra Dun. Sui prigionieri internati negli Stati Uniti, invece, vi è da precisare che molti di essi vennero ceduti agli americani dagli inglesi e francesi, in violazione della Convenzione di Ginevra che vietava il passaggio di prigionieri da una nazione alleata all’altra. Le condizioni di questi militari italiani furono naturalmente molto diverse da quelli detenuti negli altri campi, tant’è che molti di loro conservarono un buon ricordo di quella esperienza. La prima fondamentale differenza fu sicuramente l’abbondanza di cibo. Addirittura non mancarono casi in cui, invece di aspettare pacchi da casa, erano i prigionieri stessi a mandare aiuti ai propri cari in Italia. In alcuni campi, come quello di Hereford, le condizioni di detenzione furono durissime per i “non cooperatori”. Fascisti e oppositori vennero trattati malissimo. Non mancarono episodi di affamamento e di violenza, come quello verificatosi a Fort Lawton dove un militare italiano venne linciato dai soldati neri della base che ritenevano il proprio trattamento peggiore di quello riservato agli Italiani. Le autorità statunitensi, inoltre, applicarono le normative internazionali a proprio uso e consumo. Tant’è che quando dopo l’armistizio il nostro Paese assunse la qualifica di “cobelligerante”, gli Italiani, invece di essere rimandati in patria, continuarono a lavorare per gli Americani come manodopera a basso costo. "DICHIARO CHE LE BANCONOTE/BUONI PRESENTATI SONO DI LECITA PROVENIENZA E DI MIA PROPRIETÀ’. CONFERISCO AL MUNACS IL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI UNICAMENTE PER SCOPI INERENTI AL PRESENTE CONCORSO"
  2. DeAritio

    La disfatta in Africa

    Zonderwater
  3. DeAritio

    Novità Euro 2019

    Ecco le immagini dei 2€ commemorativi del 2019 già con il bozzetto approvato. Italia, Belgio (2), Estonia e Francia.
  4. DeAritio

    Novità Euro 2019

    Germania e Lituania.
  5. Dopo l’8 settembre 1943 gli antifascisti più decisi cominciarono ad organizzarsi militarmente, costituendo gruppi autonomi sempre più numerosi riuniti poi nel CLN (Comitato di Liberazione Nazionale); essi riuscirono a sopravvivere tra disagi e stenti di ogni genere in mancanza di aiuto da parte degli Alleati, che arrivò molto tardi, quando il movimento si era ormai consolidato. Tra le iniziative prese (oltre naturalmente a quelle militari) anche alcune di carattere finanziario, quali l’emissione di prestiti, imposizioni fiscali, requisizioni, emissione di buoni monetari e francobolli e “tutto ciò che può essere acquistato anche per ragioni di collezionismo” (Giorgio Bocca – Storia d’Italia nella guerra partigiana). Alla lotta armata di liberazione partecipò una minoranza degli antifascisti, ma milioni di italiani, pur senza prendere le armi, in coraggioso silenzio, sostennero in modo attivo e passivo la Resistenza: tra gli atti di sostegno va inclusa anche la sottoscrizione dei prestiti partigiani e l’accettazione della ricevuta che, se trovata, comportava la fucilazione. La tipologia dei buoni monetari è molto vasta, sia per la varietà degli emittenti, sia per la frequente articolazione delle emissioni in più tagli fissi; esteticamente, presenta forme di grande semplicità, anche rozze, tenendo conto delle difficoltà incontrate per l’allestimento in clandestinità. In mancanza dei buoni , la soluzione più pratica , fu quella di timbrare le banconote del Regno con i bolli partigiani e il controvalore alla fine del conflitto. I biglietti emessi dai partigiani sono della massima rarità, non solo perchè il loro possesso poteva significare la morte ma anche perchè, alla fine della guerra, questi biglietti furono rimborsati per disposizione del Comitato di Liberazione.
  6. DeAritio

    Collezione Adri - Monetazione Partigiana

    Sempre dal gruppo Partito d'Azione (Giustizia e Libertà) un buono da £ 5000.
  7. DeAritio

    Finalmente le prime del 2019

    La Repubblica Ceca è la prima ad emettere nuove banconote nel 2019.
  8. DeAritio

    Finalmente le prime del 2019

    Dal 2016 la Svizzera ha inaugurato le sue nuove serie di banconote, con l’emissione del biglietto da 50 franchi. Il filo conduttore di tutte le emissioni sarà la scienza, lo sport e l'ambiente.Gli altri tagli (10, 20, 100, 200 e 1.000 franchi) entreranno tutti in circolazione entro il 2019, in modo da operare una sostituzione graduale. I nuovi biglietti sono stati stampati su un supporto chiamato Durasafe, risultato di un’innovativa combinazione fra carta e polimero. Proprio per questa nuova tecnica e per problemi legati alla nuova tecnologia di sicurezza utilizzata per la stampa dei biglietti le emissioni hanno subito un ritardo nella messa in circolazione.
  9. DeAritio

    Circolo Filatelico Numismatico Cremonese

    Benvenuti. Oltre alla divulgazione della vostra attività confidiamo di un vostro coinvolgimento nelle discussioni del forum (specialmente sulla cartamoneta)
  10. DeAritio

    Finalmente le prime del 2019

    Svizzera, il nuovo 1000 Franchi
  11. DeAritio

    Asta 80

    Per chi ha voglia di guardare della cartamoneta fuori dal comune gli consiglio di dare un occhiata alle prossime offerte dell'Asta 80 di Inasta. Bella varietà di biglietti campione ( mi somo caduti gli occhi sul 50 turrita e su Le regine del mare ). Prezzi sicuramente in linea sia con la qualità che con la rarità.
  12. DeAritio

    Auguri al giovane Claudio

    Mi unisco agli Auguri e anche al ritardo...
  13. DeAritio

    Mi sono sempre chiesto

    Buongiorno @enzomustica, nessun dubbio sulla maestria dagli artisti di qualsiasi epoca, solo che generalizzare sulla magnificienza mi risulta eccessivo. Tempo fà fù aperta una discussione sulle monete più brutte e ti assicuro che in giro ci sono Comunque, se puoi fare qualche esempio, sono sicuro che sul Forum troverai qualcuno che possa rispondere al tuo quesito.
  14. DeAritio

    Novità Euro 2019

    Bozzetti di Francia e San Marino.
  15. DeAritio

    Finalmente le prime del 2019

    Australia e Libia
  16. DeAritio

    Occasioni dal web ( tanto per non piangere )

    Altra occasione, stavolta viene dalla Spagna. Olè.
  17. DeAritio

    AUGURI

    Auguri @Lugiannoni.
  18. DeAritio

    Finalmente le prime del 2019

    Uzbekistan.
  19. Aldilà di quelle descritte , anche nel vecchio topic, l'assegno in tuo possesso, ha un particolare che è raro trovare negli ATF.
  20. No, non è un Assegno Circolare a tasso fisso. Ha anche un particolare che................. E' un Assegno Circolare emesso nel 1942, andato in Stanza di Compensazione i primi mesi del '43 e poi rimesso in circolazione con data nella R:S:I. Il fatto che ci siano 9 mesi di differenza , non vuol dire assolutamente che ha circolato. Il timbro è stato fatto con un semplice bollo con datario, di facile reperimento in tutti gli uffici dell'epoca. No. Si tratta di un tentativo di frode (scoperta). Da qui il timbro.
  21. Benvenuto @Girosa per me si tratta di un Assegno Circolare . Non ha le caratteristiche di un ATF.
  22. DeAritio

    Finalmente le prime del 2019

    Sudan_Gennaio_2019
  23. DeAritio

    Finalmente le prime del 2019

    Curiosità dalle Bahamas. Mentre si tende ad aumentare il valore facciale , una banconota controcorrente. Vale solo 50 centesimi .
  24. DeAritio

    Finalmente le prime del 2019

    Probabilissimo. Si unisce anche il Rwanda alle new entry del 2019.