DeAritio

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Everything posted by DeAritio

  1. Cambogia Al cambio odierno poco più di 3€.
  2. Dispositivo dell'art. 453 Codice penale Fonti → Codice penale → LIBRO SECONDO - Dei delitti in particolare → Titolo VII - Dei delitti contro la fede pubblica → Capo I - Della falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo E' punito con la reclusione da tre a dodici anni e con la multa da euro 516 a euro 3.098: 1) chiunque contraffà monete nazionali o straniere, aventi corso legale nello Stato o fuori (1); 2) chiunque altera in qualsiasi modo monete genuine, col dare ad esse l'apparenza di un valore superiore (2); 3) chiunque, non essendo concorso nella contraffazione o nell'alterazione, ma di concerto con chi l'ha eseguita (3) ovvero con un intermediario, introduce nel territorio dello Stato o detiene o spende o mette altrimenti in circolazione monete contraffatte o alterate; 4) chiunque, al fine di metterle in circolazione, acquista o comunque riceve, da chi le ha falsificate, ovvero da un intermediario, monete contraffatte o alterate. La stessa pena si applica a chi, legalmente autorizzato alla produzione, fabbrica indebitamente, abusando degli strumenti o dei materiali nella sua disponibilità, quantitativi di monete in eccesso rispetto alle prescrizioni. La pena è ridotta di un terzo quando le condotte di cui al primo e secondo comma hanno ad oggetto monete non aventi ancora corso legale e il termine iniziale dello stesso è determinato(4). Note (1) Non si ritene configurabile ta le reato qualora si tratti di monete da collezione, quindi sfornite di corso legale. le quali potranno invece rilevare ai sensi del reato di truffa ex art. 640. (2) Si tratta di condotte realizzabili con ogni mezzo, essendo questo un reato di forma libera. (3) L'elemento del concerto appare essenziale, in quanto in sua assenza non si applica al norma in esame bensì gli articoli 455 e 457. Si tratta di un incontro di volontà dirette ad un fine comune, che può realizarsi anche tramite un intermediario, che però deve essere estraneo alle condotte di contraffazione e falsificazione. (4) Gli ultimi due commi sono stati aggiunti dall’art. 1, comma 1, lett. a), D.Lgs. 21 giugno 2016, n. 125.
  3. “ INCIDENTE DIPLOMATICO “ Tutti i biglietti riportano sul retro, in inglese, le quattro libertà sancite nella costituzione degli Stati Uniti: freedom of speech (libertà di parola), freedom of religion (libertà di religione), freedom from want (libertà dal bisogno), freedom from fear (libertà dalla paura). La scritta freedom of religion (libertà di religione), in un paese cattolico come il nostro, fu presa come un'offesa verso la Chiesa. Quindi dovettero correre ai ripari per non peggiorare i già cattivi rapporti col Vaticano. Questa, che sembrava come una imposizione, venne poi legalizzata con l'articolo 23 dell' armistizio “LUNGO” del 29 settembre 1943 che aveva addossato alle Nazioni Unite la loro emissione.
  4. Ci siamo sentiti telefonicamente, ma non me lo immaginavo di sapere dal nostro Forum che oggi è il tuo compleanno. Auguri @Vivant Denon
  5. IL MIO 8 SETTEMBRE di Emilio Camozzi Ho sempre usato cancellare dalla mia mente i momenti brutti. Penso sia il segreto della mia longevità . Quando una volta ho sentito che si stava commemorando in televisione l’otto settembre 1943,sono trasecolato. Non credevo si potesse commemorare una giornata di lutto. E’ luttuoso perdere la guerra, ma perderla come abbiamo fatto noi, tradendo l’alleato, lasciando allo sbando un milione e mezzo di soldati e cinquanta milioni di italiani che non sapevano nemmeno più chi applaudire o chi fischiare, è mostruoso. Il pensiero ritorna alla prigionia in Egitto, dopo El Alamein. Premetto che noi prigionieri, alla sconfitta ci eravamo un pò allenati. Risaliva al giorno che ci avevano catturati e rinchiusi nei campi di concentramento. Avevamo avuto anche l’opportunità di commentare gli avvenimenti, che ci avevano toccati in prima persona, e quindi ne parlavamo con cognizione di causa. Già la caduta del fascismo ci aveva fatto subodorare che qualcosa di losco era in atto. Quando, un mese dopo,la medaglia d’oro Ettore Muti fu assassinato dai carabinieri, ne avemmo la conferma. Già alla fine di luglio gli inglesi avevano posto la condizione della collaborazione. Consisteva nel firmare un documento che imponeva di non arrecare danni al materiale bellico inglese, di essere inquadrati in reparti comandati da ufficiali inglesi e di vestire un’uniforme fornita dagli inglesi. Tutto ciò non era permesso dal regolamento militare italiano, e le pene andavano dalla perdita dei diritti civili alla pena di morte. Lavoravo e scontavo la prigionia, in un campo d’aviazione gestito dai neozelandesi. Facevo il cuoco alla mensa sottufficiali. Giocavo nella squadra di calcio rappresentativa dell’Italia nel Medio Oriente. Insomma, me la passava benino, anzi, molto bene. Eravamo un quarantina di prigionieri. Fui l’unico a non firmare la cooperazione. Ormai gli altri mi guardavano con sospetto. Gli unici a congratularsi con me furono i neozelandesi. Dicevano che ero stato l’unico a comportarsi con onore. Fui subito trasferito al campo 321 e rinchiuso in un gabbia isolata assieme ad altri otto. Gabbia sta per camerata comune, ovvero un rettangolo di terreno di cento metri per cinquanta. Avevamo un tenda , delle brandine decenti, ed eravamo trattati bene anche sotto il profilo alimentare da un comandante di campo sudafricano che cercava di non farci mancare nulla, e che si divertiva a passare di sera qualche ora con noi, ed a mangiare gli spaghetti che lui ci portava in omaggio e che noi cucinavamo. Ai quattro angoli di tutte le gabbie erano stati piazzati altoparlanti che ci trasmettevano gli ordini del giorno ed un sommario delle notizie, un pochino manipolate dagli inglesi. Dopo le otto di sera erano silenziosi, perchè verso quell’ora molti andavano a dormire. La sera dell’otto settembre era per noi come una di tante altre sere. Stavamo preparando il sugo per gli immancabili spaghetti che sarebbero arrivati assieme al comandante di campo. Arrivò alle nove. Come al solito, un pò per celia ed un pò per rispetto, ci schierammo ai lati dell’ingresso della tenda per salutarlo stando sull’attenti. Generalmente accettava l’omaggio sorridendo come ad uno scherzo e rispondeva militarmente. Quella sera era buio in volto , si fermò prima di passare fra noi , con il volto scuro, quasi iroso. Pensammo di aver combinato qualcosa di grave, soprattutto perchè non aveva con se i soliti spaghetti. Ci raccogliemmo attorno a lui. Ci disse, con quel poco di italiano che aveva appreso stando con noi: “Per voi la guerra è finita. l’ Italia ha chiesto l’armistizio. Per noi continua”. Si sentiva che aveva un groppo alla gola. Il gruppo si sciolse in silenzio. Ognuno si allontanò per piangere per conto suo. Un soldato si vergogna delle proprie lacrime. Dopo un pò il capitano De Pangher, triestino e nostro capo gabbia, ci chiamò uno per uno. Ci disse:” Cantiamo per piangere il nostro dolore”. Il comandante del campo si avviò verso l’uscita. De Pangher lo chiamò e lo pregò di rimanere con noi. Accettò. Cantammo quasi sottovoce l’inno a Roma. L’emozione riempiva la melodia di stonature. Terminata, la ricominciammo, a voce più alta. Alla fine, il capo campo sudafricano ci pregò di ripeterla, per far capire agli altri chi noi eravamo. Questa volta, più che cantarla la gridammo. Il capo campo aveva gli occhi bagnati di lacrime come tutti noi e tentava di cantare con noi la nostra rabbia. Dalle gabbie che ci circondavano i prigionieri cooperatori ci guardavano, ancora ignari di quanto era successo. Alla fine si allontanarono in silenzio, forse un tantino vergognosi. Questo è quanto mi resta di quella triste giornata. Emilio Camozzi fonte:CongedatiFolgore.com
  6. Auguri anche da parte mia, @Ross14
  7. LA CAMERA AFFONDA LA ' LIRA PESANTE' ROMA - Colpo di scena: la lira pesante va in soffitta. Si allontana, almeno per ora, la possibilità di eliminare tre zeri dalla moneta italiana. Dopo un lungo "sonno" in Parlamento, il progetto ha ricevuto ieri la bocciatura, unanime e inattesa, dei deputati della commissione Finanze. Dicono che è una misura inutile, costosa e perfino fuori moda, ora che arriva l' Europa unita. Ma non formalizzano il "no". Il verdetto perciò non è definitivo. La parola ripassa al governo, che peraltro da anni, da decenni caldeggia questo progetto: nella prossima seduta interverrà il sottosegretario al Tesoro, Maurizio Sacconi. Lira pesante. O "lira nuova", come si dovrebbe chiamare. Quasi un richiamo irresistibile per numerosi governi. Ma, in un certo senso, anche l' ultima tappa di un lungo cammino iniziato nell' immediato dopoguerra da Luigi Einaudi, ripreso dopo anni dai ministri Gaetano Stammati e Filippo Maria Pandolfi, caldeggiato nell' 85 dall' allora presidente del Consiglio, Bettino Craxi, fiducioso di poterlo realizzare in tempi rapidissimi. Invece, niente da fare. Arriva lo scioglimento delle Camere, che blocca tutto. E la lira resta ancora quella "vecchia" di sempre. Non sul piano tecnico, dove tutto è ormai pronto per la grande (e graduale) riforma: logo, disegni, grafica. Effetti cromatici, elementi decorativi. E il look dei sottomultipli delle monete, inevitabili col drastico taglio dei tre zeri. A quel tempo la Banca d' Italia decise perfino di consultare una task force di psicologi, incaricati di prevedere le reazioni della gente comune alla novità. Forse per evitare un replay di quel che successe in Francia, quando nel ' 59 De Gaulle introdusse il franco pesante e una coppia di pensionati si tolse la vita, convinta che il valore della moneta si fosse ridotto di 100 volte. Lira nuova: il tempo scorre e la riforma continua a intopparsi. Sostenitori e oppositori a scontrarsi tra loro, su mai sopite questioni: la moneta del futuro semplifica davvero i conteggi? E non eserciterà un impatto negativo sull' inflazione? E sul piano tecnico-pratico, che ne sarà dei registratori di cassa o delle varie macchine mangiasoldi in circolazione, a cominciare dai self service di benzina? Finché Giovanni Goria non decide di rilanciare il sasso nello stagno. Seguito da Giuliano Amato, che è poi il firmatario, insieme all' allora ministro del Bilancio Emilio Colombo, del provvedimento ripescato dal Parlamento e adesso bocciato. E' il 1988. Nella relazione che accompagna il provvedimento si legge che la lira può perdere i suoi tre zeri perché la situazione economica del paese è stabile, la fase di "accentuata recessione è passata", l' inflazione "mostra segni di rallentamento". Insomma, è il momento buono, "non solo opportuno ma necessario" per "restituire all' unità monetaria un valore concreto ai fini degli scambi". Ma adesso è diverso, almeno secondo i deputati della commissione Finanze, che silurano, inaspettatamente, il provvedimento. "Ora l' inflazione è in ripresa ed è in atto una recessione della nostra economia", spiega il capogruppo dc in commissione, Mario Usellini. Secondo cui il taglio degli zeri potrebbe essere dannoso per il livello già alto dei prezzi "a causa degli arrotondamenti che inevitabilmente ci sarebbero". Oltre che costoso per la disastrata finanza pubblica italiana: un salasso "oscillante tra i 5 e i 10 mila miliardi". E inutile, "visto che si sta andando verso una moneta unica europea in cui la lira perderà gradualmente di significato". Usellini racconta il colpo di scena così: "Non abbiamo trovato un solo elemento a favore di questa misura". L' esperienza dirà chi ha ragione. Nell' attesa, vale forse la pena di ricordare quel che disse un giorno Guido Carli, allora governatore della Banca d' Italia, citando Luigi Einaudi, il primo sostenitore della riforma: "L' esigenza necessaria di una moneta non è di essere grossa o piccola, è di essere stabile e cioè di essere quella con la quale da un anno all' altro chi la possiede può acquistare una quantità costante di roba". di ELENA POLIDORI 10 ottobre 1991
  8. Operazione Bernhard era il nome di un piano segreto tedesco, sviluppato durante la seconda guerra mondiale, per mettere in crisi l'economia britannica attraverso l'immissione massiccia di banconote false da £5, £10, £20 e £50. I falsi avrebbero dovuto far aumentare l'inflazione e quindi distruggere il sistema economico e finanziario del nemico. Un'analisi storica fu pubblicata nel 2006 nel volume Krueger's Men di Lawrence Malkin; l'Operazione Bernhard è considerata la più grande operazione di contraffazione di banconote, nello specifico di sterline, di tutta la storia. Grande sia dal punto di vista della quantità, pari a circa 133 milioni di sterline, sia dal punto di vista della strepitosa qualità delle banconote stampate. L'operazione prende il nome dal capitano delle SS Bernhard Krueger, già esperto nella falsificazione di passaporti, che ne era il responsabile. La stampa dei biglietti avvenne presso le baracche 18 e 19 del campo di concentramento di Sachsenhausen posto 35 chilometri a nord di Berlino, tramite il lavoro di 137 deportati ebrei di 13 differenti nazionalità, tutti esperti in modo professionale di stampa su carta. I biglietti vennero utilizzati dai servizi segreti nazisti, sia per pagare Cicero che per liberare Benito Mussolini a Campo Imperatore. Gran parte del denaro contraffatto, racchiuso in casse metalliche, venne gettato dai nazisti, negli ultimi giorni di guerra, nel Lago di Töplitz, in Austria Nei primi anni '90 uno studio di Lance K. Campbell ha rivelato i numeri di serie usati per le banconote contraffatte. 5 pounds: A128-A275, A281-A314, A317-A398, B105-B131, B134-B182, B186-B237, B256-B279, J373-J377. 10 pounds: K102-K184, K187-K199, L100-L107, V105-V153, V163-V170. 20 pounds: M43-M55 50 pounds: N42-N61
  9. Forse sarà il caso di cominciare a collezionare i cataloghi.....
  10. No a questa non interverrò, ma nel prossimo numero del magazine dovrebbe esserci un mio articolo.
  11. I gioielli della corona d'Inghilterra Già nell'anno 1216, il Re Giovanni d'Inghilterra era così disprezzato da essere conosciuto come Re Giovanni Il Cattivo (dopo essere stato chiamato Il Senzaterra per essere rimasto, ultimo dei fratelli, senza appannaggi). Dopo aver firmato la disastrosa Magna Carta, decise di fuggire dai nemici portando con sé alcuni dei Gioielli della Corona d'Inghilterra. Ma durante il tragitto qualcosa andò storto e si persero la traccia del bagaglio contenente tutti i preziosi. Sono affondati nelle acque fangose del fiume Wash al confine tra Norfolk e Lincolnshire o i gioielli sono sempre rimasti a Palazzo?
  12. Aggiorniamo questa discussione con un 50 Lire della Cassa di Risparmio di Pisa. Biglietto di non facile reperimento, secondo i cataloghi, con la curiosità della prima serie e numeri relativamente bassi.
  13. Luciano...occhio all' umidità. Copriti!
  14. Nessun problema @ilnumismatico, faccio questo parallelismo, non tra monete e banconote, ma sul sistema di valutazione che si applica sull' oggetto stimato. In Italia, non è molto usata questa scala, di solito con 5 o 6 definizioni e qualche + o - si fa la stima o come ha fatto Lei mettendola tra un grado e l'altro. Aldilà del gradimento personale , un minimo punto fermo che è il riferimento di ogni stato di conservazione deve esserci, altrimenti @Piakos è veramente incontentabile.
  15. Roma 26 Ottobre 2019 "CHARTA NVMMARIA _ Quando la carta diventa moneta" prima giornata di studio della Cartamoneta in Italia Locandina definitiva.pdf Programma CHARTA NVMMARIA AGGIORNATO.pdf
  16. Questo è il range della moneta: MS60-63 (mint state moneta non circolata che non presenta la minima traccia di usura ma che può però presentare graffietti microscopici o segni di contatto. Anche tracce di pulizia e minimi segni di ossidazione sono ammessi. Quindi se il bordo stortignaccolo è la minima traccia di usura; la narice che ha preso un colpetto è un graffietto microscopico; il panneggio della coscia è un segno di contatto; la zona del bacino e del pancino ha subito pulizie. Torna tutto! W NGC!
  17. Nigeria Il governo nigeriano ha aumentato del 50% il salario minimo. L’ annuncio è del ministro del Lavoro, Chris Ngige. La retribuzione minima mensile nel paese africano più popoloso è attualmente pari a 18 mila Naira (poco meno di 44 euro). Nel novembre del 2018 era stata rifiutata una proposta di accordo basata su un incremento a 30 mila Naira, fino all'intesa raggiunta con i sindacati nelle scorse settimane. Il salario passa da 44 a 66 euro. La banconota sotto riportata corrisponde a circa € 1,50.
  18. Io posso solo dirti che il settore della Cartamoneta è messo in secondo piano dalle Case d'Asta. Mentre alcune lo ignorano a prescindere, altre mettono in vendita materiale comune. Il risultato non è più dei confortanti. Chi compra? Io quando frequentavo mostre e convegni , partivo da quello di Modena a gennaio e finivo a Bologna a Dicembre. Calcolando il risparmio tra autostrade, gasolio e pranzi, posso permettermi qualche acquisto mirato. Case d'aste rigorosamente estere.
  19. ???????Perchè non l'hai scritto tu questo?
  20. Hai proprio ragione @Piakos, quando esiste la dialettica serena ogni confronto è utilissimo. Sicuramente ogni moneta è figlia del suo periodo e della potenza dell' Impero. Non a caso più grande era l'Impero e più era ricca e bella la monetazione, e , permettetemi è anche più pesante lo scempio sulla cultura (numismatica e non) del popolo sottomesso. Io prendo sempre come esempio Mantova. 1796 Dopo vari passaggi della città sempre sotto assedio, tra Austriaci e Francesi, comincia a scarseggiare il metallo. Per favorire il commercio e l'economia anche sotto assedio ( il terzo ), nascono i "buoni" ossidionali. Dopo un primo tentativo fatto sul cuoio, viene usata la carta. Questi tipi di buoni, vengono chiamate cedole. Nascono le prime fedi di credito, che in pratica sono delle promesse di pagamento su carta. Nasce in quel periodo quella che viene comunemente chiamata la "monetazione d' emergenza". In pratica , in mancanza di metallo, viene stampata una banconota/buono con lo stesso potere di acquisto. L' ultimo esempio di questa pratica , molti di noi la ricordano , cosi' come si ricordano l'oggetto: i famosi miniassegni. Gli Esseni si chiamavano tra di loro figli della luce? Le monete più belle, con più storia, con più valore e anche le più desiderate e affascinanti non avranno mai una cosa : - la Filigrana. Forse da quel periodo sono nati i figli della controluce. Anche questa è Arte e Storia.
  21. Art. 2-decies. Collezioni numismatiche (( 1. Alla lettera A, numero 13, dell'allegato A al codice dei beni culturali e del paessaggio, la lettera b) e' sostituita dalla seguente: «b) collezioni aventi interesse storico, paleontologico, etnografico o numismatico, ad eccezione delle monete antiche e moderne di modesto valore o ripetitive, o conosciute in molti esemplari o non considerate rarissime, ovvero di cui esiste un notevole numero di esemplari tutti uguali». 2. Per le monete di modesto valore o ripetitive, ovvero di cui esiste un notevole numero di esemplari tutti uguali, non rientranti nelle collezioni di cui alla lettera b) della lettera A, numero 13, dell'allegato A al codice dei beni culturali e del paesaggio, come sostituita dal comma 1 del presente articolo, e' escluso l'obbligo di denuncia di cui all'articolo 59 del medesimo codice, nonche' ogni altro obbligo di notificazione alle competenti autorita' )). Riferimenti normativi: - Si riporta il testo dell'allegato A al citato decreto legislativo n. 42 del 2004, cosi' come sostituito dalla presente legge: «Allegato A A. Categorie di beni: 1. Reperti archeologici aventi piu' di cento anni provenienti da: a) scavi e scoperte terrestri o sottomarine; b) siti archeologici; c) collezioni archeologiche. 2. Elementi, costituenti parte integrante di monumenti artistici, storici o religiosi e provenienti dallo smembramento dei monumenti stessi, aventi piu' di cento anni. 3. Quadri e pitture diversi da quelli appartenenti alle categorie 4 e 5 fatti interamente a mano su qualsiasi supporto e con qualsiasi materiale. 4. Acquerelli, guazzi e pastelli eseguiti interamente a mano su qualsiasi supporto. 5. Mosaici diversi da quelli delle categorie 1 e 2 realizzati interamente a mano con qualsiasi materiale e disegni fatti interamente a mano su qualsiasi supporto. 6. Incisioni, stampe, serigrafie e litografie originali e relative matrici, nonche' manifesti originali. 7. Opere originali dell'arte statuaria o dell'arte scultorea e copie ottenute con il medesimo procedimento dell'originale, diverse da quelle della categoria 1. 8. Fotografie, film e relativi negativi. 9. Incunaboli e manoscritti, compresi le carte geografiche e gli spartiti musicali, isolati o in collezione. 10. Libri aventi piu' di cento anni, isolati o in collezione. 11. Carte geografiche stampate aventi piu' di duecento anni. 12. Archivi e supporti, comprendenti elementi di qualsiasi natura aventi piu' di cinquanta anni. 13. a) Collezioni ed esemplari provenienti da collezioni di zoologia, botanica, mineralogia, anatomia. b) Collezioni aventi interesse storico, paleontologico, etnografico o numismatico, ad eccezione delle monete antiche e moderne di modesto valore o ripetitive, o conosciute in molti esemplari o non considerate rarissime, ovvero di cui esiste un notevole numero di esemplari tutti uguali. 14. Mezzi di trasporto aventi piu' di settantacinque anni. 15. Altri oggetti di antiquariato non contemplati dalle categorie da 1 a 14, aventi piu' di cinquanta anni. I beni culturali rientranti nelle categorie da 1 a 15 sono disciplinati da questo testo unico soltanto se il loro valore e' pari o superiore ai valori indicati alla lettera B. B. Valori applicabili alle categorie indicate nella lettera A (in euro): 1) qualunque ne sia il valore. 1. Reperti archeologici. 2. Smembramento di monumenti. 9. Incunaboli e manoscritti. 12. Archivi; 2) 13.979,50. 5. Mosaici e disegni. 6. Incisioni. 8. Fotografie. 11. Carte geografiche stampate; 3) 27.959,00. 4. Acquerelli, guazzi e pastelli; 4) 46.598,00. 7. Arte statuaria. 10. Libri. 13. Collezioni. 14. Mezzi di trasporto. 15. Altri oggetti; 5) 139.794,00. 3. Quadri. Il rispetto delle condizioni relative ai valori deve essere accertato al momento della presentazione della domanda di restituzione.». - Si riporta il testo dell'art. 59 del gia' citato decreto legislativo n. 42 del 2004: «Art. 59 (Denuncia di trasferimento). - 1. Gli atti che trasferiscono, in tutto o in parte, a qualsiasi titolo, la proprieta' o la detenzione di beni culturali sono denunciati al Ministero. 2. La denuncia e' effettuata entro trenta giorni: a) dall'alienante o dal cedente la detenzione, in caso di alienazione a titolo oneroso o gratuito o di trasferimento della detenzione; b) dall'acquirente, in caso di trasferimento avvenuto nell'ambito di procedure di vendita forzata o fallimentare ovvero in forza di sentenza che produca gli effetti di un contratto di alienazione non concluso; c) dall'erede o dal legatario, in caso di successione a causa di morte. Per l'erede, il termine decorre dall'accettazione dell'eredita' o dalla presentazione della dichiarazione ai competenti uffici tributari; per il legatario, il termine decorre dall'apertura della successione, salva rinuncia ai sensi delle disposizioni del codice civile. 3. La denuncia e' presentata al competente soprintendente del luogo ove si trovano i beni. 4. La denuncia contiene: a) i dati identificativi delle parti e la sottoscrizione delle medesime o dei loro rappresentanti legali; b) i dati identificativi dei beni; c) l'indicazione del luogo ove si trovano i beni; d) l'indicazione della natura e delle condizioni dell'atto di trasferimento; e) l'indicazione del domicilio in Italia delle parti ai fini delle eventuali comunicazioni previste dal presente Titolo. 5. Si considera non avvenuta la denuncia priva delle indicazioni previste dal comma 4 o con indicazioni incomplete o imprecise.».