Spoudaios

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  1. Spoudaios

    Un bel denarino di Settimio Severo 193-211

    Il denario è molto gradevole e il conio stanco al rovescio è tipico del periodo. Esemplare interessante per l'iconografia al rovescio. Basti qui menzionare Leptis Magna per capire cosa porti dietro di sé a livello storico e artistico.
  2. Spoudaios

    Tirolo e tirolesi

    Il topic è interessante, anche se ha preso una piega un po' diversa dal titolo. Nel flusso di coscienza di @Piakos noto disincanto e un certo pessimismo, lo stesso che colgo quando analizziamo il mondo numismatico. L'uomo perde centralità quando il modello di società è "mercato-centrico". Il fatto che non vi sia una visione alternativa di società, nel secondo Dopoguerra incarnata soprattutto dagli ideali della sinistra, ha reso il mondo paradossalmente più instabile e conflittuale dentro e fra regioni diverse. Emergono però elementi di novità tesi a permeare la prossima visione del mondo: la questione ambientale, l'emergenza climatica, comunque la si pensi, mette a nudo i limiti di un sistema teso a sfruttare le risorse naturali fino al loro esaurimento. Il modello mercantilista non fornisce risposte a questo limite e, ponendo la centralità sul profitto, non può derogare allo sfruttamento della Natura e, quindi, dell'uomo stesso. Ebbene, questi due temi sono collegati. Senza risorse naturali l'Uomo muore e rimettendo al centro la "questione ambientale", ecco che l'uomo di riflesso riprende la centralità che gli spetta. E ciò porta con sé vecchie e nuove battaglie: disuguaglianza, compressione dei salari, modello alternativo di sviluppo. I francesi dicono: "Fin du monde, fin du mois, meme combat". I semi per la prossima alternativa sono già piantati nelle coscienze delle nuove generazioni e, un cauto ottimismo muove oggi le mie parole, il moto si è avviato e non si arresterà per gli anni a venire. @Piakos, a Valle Giulia si lanciarono uova, afferma chi c'era. Sì, è vero, i figli della media borghesa erano lì, ma non c'erano solo loro. Figli di operai, impiegati, esclusi si affacciavano, grazie a quel moto, al mondo universitario a loro precedentemente precluso e che si sarebbe aperto sempre più verso l'esterno, proprio grazie a quei moti e a chi non poteva tollerare l'esclusione come regola generale dell'istruzione superiore e, quindi, della mobilità (e giustizia?) sociale. Ideali antichi, l'Illuminismo già li poneva, portati avanti con forme di proteste dilaganti e centrali in tutta Europa. Un movimento antisistemico come si ebbe nel 1848 e nel 1789 prima di allora. Propendo quindi anch'io per le considerazioni di @Lugiannoni sulla versione pasoliniana di un episodio che rischia di offuscare un movimento importante dal punto di vista storico-culturale e sul quale, ahinoi, ancora oggi non si riesce a dibattere con serenità e necessario distacco. Merita una risposta anche @danieles1981: il Ventennio represse le minoranze, di tutti i tipi, e tutti ricordano con orrore la marcia su Bolzano promossa dai fascisti. Il fatto che vi sia stata una reazione forte in senso contrario nel secondo Dopoguerra non può essere scollegata da quella storia. L'Austria portò l'Italia davanti all'ONU nel 1955 e nel 1958 (vado a memoria) per discriminazioni e il federalismo fiscale di cui gode la Regione è figlia anche del tentativo "riparatorio" messo in campo dallo Stato italiano. Molti, in diverse parti di Italia, si sentono oggi figli illegittimi di papà Roma e non ne riconoscono la potestà, vista l'incapacità della stessa di affrontare problemi strutturali e centrali. Le forze centrifughe acquisiscono forza nei periodi di crisi, ma penso e credo che non vi sia Sudtirolo senza un'Italia che ne riconosca il valore e le conferisca l'autonomia di cui oggi gode così come non vi può essere Italia senza un Sudtirolo dinamico e aperto come quello che abbiamo conosciuto nel lungo periodo di pace che oggi viviamo. E questo con buona pace dei "Freiheit" di ogni specie e natura. Saluti.
  3. Certo, solidi bizantini dal VII all'XI ad esempio.
  4. Stima a € 80, realizzata a € 160. Esemplare carino...
  5. Mannaggia @Piakos, in questo processo mi fai difendere chi accuserei per tante altre ragioni. Ma sia, non mi sottraggo. Ti sbagli se pensi che il Patriarca di Costantinopoli o il Papa di Roma non sapessero cosa fosse il Logos (penso a Fozio o Silvestro II, grandissime personalità di ampio respiro culturale). Pensiamo solo ad un dato: è grazie alla perseveranza degli ecclesiastici bizantini se ci sono pervenute tutte le opere di Platone. Ma non è solo una questione di testimonianza. Il Cristianesimo delle origini è nutrito da personaggi colti, intrisi di cultura classica, e un imperatore restauratore come Giuliano lo sa bene quando emette l'editto sulla proibizione dell'insegnamento da parte di professori cristiani. Gregorio di Nazianzo lo svela subito: "Sono nostri, tu dici, la cultura e l'ellenismo, in essa rientra anche la venerazione per gli dei. [...] come dimostrerai tu che la cultura ti appartiene? E anche se è tua, come ce la proibirai con la tua stolta legislazione? A quale Ellenismo, infatti, appartiene la cultura?" Non entriamo nel dibattito sulla legge in sé. Rimaniamo concentrati sull'intento. Giuliano sa che il Cristianesimo ben volentieri prende in prestito elementi classici, li adotta e li adatta al proprio Credo (che lui esplicitamente critica, fra l'altro, nella stessa interpretazione della legge). Ma ben sa che vi sono fra di essi ferventi ammiratori della cultura classica, persone dalla sapienza ed eloquenza inarrivabile (si pensi a Proeresio). Ma vuole privarli dell'accesso alla paideia, perché per lui la cultura e la venerazione degli dei vanno di pari passo e se i "Galilei" si privano dell'uno (la religione), dovranno anche rinunciare all'altra. Pensiamo davvero che non si fecero passi avanti quando il Cristianesimo si impose sulla religione classica? A Bisanzio la medicina fece passi da giganti; l'Università di Costantinopoli, la Magnaura, sotto la direzione di Psello nell'XI Secolo faceva della filosofia un punto cardine (Psello fu chiamato "principe dei filosofi" non a caso). Non ci semplifichiamo troppo la vita, @Piakos, fu un processo culturale lungo e complesso. Sinesio di Cirene era amico di Ipazia, ricordiamocelo. I Parabolani erano criminali e la Storia li condannerà sempre per ciò che fecero all'umanità, privandoci di Ipazia, filosofa e scienziata, che arrivò a teorizzare l'ellissi dell'orbita terrestre (la Terra tonda l'avevano già scovata gli Alessandrini sotto i Tolomei). E su questo, nessun mea culpa potrà mai riparare al danno fatto a tutti noi.
  6. Spoudaios

    PHILIPPVS ARABS, AE28 VIMINACIUM

    Bella, ma faccio le veci di @Piakos. Questa mi par smoothed.
  7. Ho qualche minuto libero e volentieri riprendo il sasso lanciato anche se questo è lo spazio dedicato alla splendida passione di @NeroCupo. Il punto non è cosa è scritto sui testi sacri, ma la lettura che ne è stata data. Io penso che la comprensione del dominio dell'uomo sulla natura non può definirsi insito nel sistema pre-industriale. Si saltano dei passaggi. Weber, uno dei padri della sociologia, lo espone chiaramente nella sua "Etica protestante e spirito del Capitalismo". Una lettura particolare della Bibbia, quella luterana, ed ancor più specifica della stessa, quella calvinista, portano con sé il l'humus culturale del sistema industriale. In sintesi estrema, egli afferma, l'uomo calvinista rifiuta qualsiasi intermediazione ecclesiastica nel rapporto fra l'uomo e Dio. Come può, dunque, egli stesso essere sicuro di potersi annoverare fra gli eletti che hanno il favore divino? La risposta si evolve con il tempo, in luoghi dove nasce e cresce una classe mercantile spregiudicata (Olanda e Inghilterra), e si esplica nell'accumulazione. Di cosa? Delle ricchezze che il Creato ci dona e che l'uomo può e deve accumulare con una vita frugale e morigerata. Egli diviene, insomma, il tesoriere di Dio per garantirsi un posto nel Regno dei Cieli e rispondere così all'angoscia soterico-esistenziale. Ecco il seme culturale del sistema capitalistico e industriale! Ecco dove si impone la techné che permette la dominazione dell'uomo sulla Natura! Il cattolicesimo sarà, contrariamente a quanto si pensi, strenuo oppositore di questo spunto culturale che si diffonde, non a caso, in primis nei paesi di fede luterana o anglicana, dove solo l'accumulazione di ricchezze sprigionatesi dal Nuovo Continente può permettere ad una nuova classe dirigente di sopravvivere e le fedi "scismatiche" di collocarsi culturalmente. Non si può, dunque, affermare che il cristianesimo, tout-court, abbia favorito una visione tecnica e non antropocentrica. Questa visione si affermerà, con l'amalgamarsi di diversi ingredienti, molti secoli dopo il sincretismo e l'assimilazione di elementi pagani - per meglio dire Elleni - nel cristianesimo tardo-imperiale. Il Logos, Renzo, il Cristianesimo lo assimilò dalla tradizione platonica: il concetto di Dio come unità (Uno, monade) trascendente il molteplice (che da lui trae esistenza) e inconoscibile e indicibile. Nella visione della realtà come processo dell'Uno, tipica del neoplatonismo, si tentò di inserire la tradizione trinitaria: l'Uno e Dio padre, vous o logos al Verbo figlio di Dio, Anima del Mondo con lo Spirito Santo. Potremmo proseguire per ore, ma ci fermiamo qui per il momento.
  8. Spoudaios

    Libro sulla monetazione imperiale di Faustina II

    Lavoro interessante e certamente da leggere. Penso possa diventare un riferimento sulla monetazione di Faustina II. Congratulazioni!
  9. Spoudaios

    Buongiorno

    Benvenuto! La tua passione arricchirà tutta la comunità, ne sono certo.
  10. Il pessimismo cosmico leopardiano aggiunge cupezza ad una discussione che porta luce nelle nostre amatoriali menti. Suvvia, Renzo, ricordati: per quanto potrai camminare non incontrerai mai i confini della tua anima, tanto è profondo il tuo Logos. Logos che per i Cristiani è il Verbo. La cultura giudaico-cristiana non ha soppiantato quella greco-romana, ma le due si sono sincretizzate a vicenda. A proposito, c'è un ottimo negozio di libri antichi proprio dietro al Pantheon, se non ricordo male.
  11. Io ci andrò. per chiunque volesse un caffé...ci vediamo lì.
  12. Eccezionale contributo @NeroCupo. Purtroppo non so leggere lo yiddish, ma forse fra qualche serata mi metto con attenzione... :)
  13. Spoudaios

    Auguri @Quintus

    Auguri @Quintus!
  14. Spoudaios

    IVLIA MAMAEA, sesterzio FELICITAS PVBLICA

    La FELICITAS PVBLICA, in questo caso seduta con caduceo e cornucopia, è un motivo ampiamente usato dalla Mamaea. In altri sesterzi, si presenta come in piedi, gambe incrociate, poggiata su una colonna con caduceo in mano (simile raffigurazione della SECVRITAS). La pettinatura "a melone" e il diadema, tipica della prima metà del III secolo, ci trasmette l'immagine di una plenipotenziaria atta a restituire dignità alla carica imperiale dopo gli eccessi di Elagabalo. Andrà male, come già accennato da Luciano.
  15. Ciao @Quintus, l'esemplare che hai postato presenta un bel ritratto con un'escrescenza di metallo al rovescio proprio sull'orecchio. Non ti saprei dire il motivo, però. Se siamo nel 300 A.D., è un anno esemplare di ordine e stabilità per la Tetrarchia. Galerio ha vinto i Persiani a Oriente, Massimiano è a Roma per i lavori delle Terme di Diocleziano dopo aver sedato la tribù berbera dei Quinquegentiani (o la federazione di tribù berbere sotto questo nome), Costanzo Cloro ha respinto da poco i barbari sul Reno. La zecca è sempre quella di frontiera, Treviri, è dopo aver battuto i "nemici esterni", i tetrarchi si preparano ad affrontare quelli "interni". L'inflazione e i cristiani. La classificazione la devo controllare a casa con il RIC sotto mano. Anche questo un esemplare gradevole da aggiungere alla collezione. Ciao!