Spoudaios

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    Monetazione romana antica
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    Monetazione bizantina
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  1. ciao a tutti !

    Ciao Renato, benvenuto fra noi. Poni domande, leggi e, quando ti sentirai pronto, interagisci tranquillamente con gli utenti del Forum. Siamo tutti qui per crescere numismaticamente insieme. Ciao!
  2. Siamo di fronte ad un eclatante falso dunque?
  3. UN SOLIDO ECCEZIONALE DI GIUSTINIANO II

    Ciao @Lugiannoni, ammetto, difatti, di non voler entrare nel discorso specifico sulla Sindone, per mia manifesta ignoranza su un argomento molto dibattuto. L'ipotesi che proponi è interessante per quanto si debba per forza ipotizzare la presenza di una copia a Costantinopoli all'epoca. Comunque sia, tutto molto ma molto suggestivo.
  4. Non ti saprei dire. Come accennavo nell'altro post, l'ipotesi di tassazione non era molto ben elaborata, ma non conosco le motivazioni politiche o tecniche dietro il parere negativo del MIBACT. Per il DDL in oggetto, potremmo avere notizie durante la seduta pubblica del Senato n.908, prevista per il 15 novembre. Il DDL verrà annunciato, ma non dovrebbe essere discusso, considerando che non compare nell'ODG. Manteniamo il nostro piccolo "osservatorio" vivo sulla questione, ma vedo probabile l'approvazione entro breve (d'altra parte, le opposizioni vivono in maniera un po' abulica il testo in oggetto, quindi mi stupirei se passassero emendamenti o simili).
  5. Non è detto, ma deve essere una priorità per il MIBACT, perché corrono. Ora bisogna seguire l'iter dappresso.
  6. Buonasera amici del forum, importanti novità: il DDL oggetto della discussione sta per essere trasmesso all'Assemblea. Unico emendamento di peso risulta l'abrogazione del seguente articolo: Art. 518-sexies. - (Illecita detenzione di beni culturali). -- Fuori dei casi di ricettazione, chiunque detiene un bene culturale sapendo della sua provenienza illecita è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa fino a euro 20.000. Ecco i dettagli: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLCOMM/1048784/index.html Saluti.
  7. Gli argentei della Prima Tetrarchia: il tesoro di Sisak

    Sì, quello è il raro e importante libro di Jelocnik. Foto del ritrovamento non ne porta, ma ve ne sono del vaso in argento che rende molto bene l'idea. Le posterò .
  8. Doppia Maiorina di Giuliano: anche le maiorine non sfuggono

    Ah, addirittura una sòla? (Non l'ho presa io, per carità).
  9. UN SOLIDO ECCEZIONALE DI GIUSTINIANO II

    @Lugiannoni, iconograficamente ci siamo, la somiglianza urla. Però mi sembra in contraddizione con alcune considerazioni di carattere storico: prima di tutto, di quale sindone parliamo? Se parliamo del Mandylion, esso era a Edessa all'epoca di Giustiniano II sotto dominazione musulmana. Per averla a Costantinopoli, bisognerà attendere l'intervento di Giovanni Curcuas all'epoca di Costantino VII. Quella di Torino, poi, sembra potersi datare al XIV secolo, ma se anche ammettessimo che si tratti del Mandylion, resta il problema dell'originale non facilmente a disposizione a Costantinopoli nel VII-VIII secolo. Forse vi era una copia? Probabile, ma non mi sovviene alcuna fonte che indichi ciò. D'altra parte, non so Grierson da dove prenda spunto per lo Zeus fidio, ma ricordiamoci che prima della barbarie della IV Crociata (1204), Costantinopoli conservava e si adornava di bronzi di Fidia, Prassitele ed altre opere perdute di epoca classica ed ellenistica e fuse dai barbari crociati per...coniarvi monete. I Romei consideravano le opere classiche esecrande, ma ne ammiravano la bellezza e la consideravano, a ragione, una loro legittima eredità.
  10. UN SOLIDO ECCEZIONALE DI GIUSTINIANO II

    Vi è poco da aggiungere ai due esemplari e alle due ottime introduzioni di @Piakos e @Lugiannoni. Secondo il Grierson, il maestosto ritratto di Cristo del solido posta da Luciano riprende in realtà quello dello Zeus di Fidia, enfatizzando la natura divina del Cristo. Nel secondo caso (solido postato da @Piakos), il ritratto si riferisce alla natura umana del Cristo con una corona di riccioli ben curata ed un volto giovanile. Secondo alcuni, questa tipologia di ritratto potrebbe aver origine dalla Siria. Il primo tipo, in forma più cruda, verrà ripresa da Michele III, mentre Basilio I la rimpiazzerà con una figura di Cristo in trono. Il secondo tipo, invece, non ricomparirà più nella monetazione bizantina, se si esclude una variante con Gesù bambino introdotta da Manuele I. Posto due esemplari di seguito: Primo esemplare: solido di Michele III, Asta CNG, Mail Bid Sale 64. Secondo esemplare: Herperon di Manuele I, NAC Auction R (2007).
  11. Gli argentei della Prima Tetrarchia: il tesoro di Sisak

    La riforma di Diocleziano: l'argenteus Prima di proseguire il nostro viaggio sul tesoro di Sisak, può forse essere utile fare un passo indietro e parlare del nominale oggetto della discussione, l'argenteus. Questa è, a posteriore e in maniera univoca, la moneta d'argento per eccellenza della riforma monetaria di Diocleziano. Nel 294 d.c., anno dell'introduzione della riforma monetaria, Diocleziano si rese conto di due cose fondamentali: (i) la presa di coscienza che il vero arbitro del potere era l'esercito; (ii) i fallimenti delle riforme monetarie precedenti, non da ultima quella di Aureliano. Il punto (i) è fondamentale: Diocleziano introdusse difatti una serie di misure fiscali e una riforma monetaria a tutto tondo per poter garantire il soldo ai soldati e il vettovagliamento necessario all'esercito che operava ai confini più disparati dell'Impero. Per far ciò, occoreva un sistema di produzione monetaria ampiamente centralizzzato ed una moneta che non fosse soggetta agli svilimenti continui dovuti all'instabilità politica ed economica endemica del III secolo. Una moneta, insomma, con un alto valore intrinseco che garantisse quello fiduciario. Il punto (ii) è importante: Aureliano aveva già iniziato a razionalizzare il sistema delle zecche, centralizzarndone il controllo e limitandone gli abusi. Aveva anche tentato di rinvigorire l'antoniniano, il nominale più diffuso del III secolo, introducendo il cosiddetto Aurelianiano, una moneta con un valore nominale superiore a quello del radiato che lo precedeva. La riforma, per quanto ambiziosa e ben impostata, si arenò in pochi anni, poichè nella sola monetazione enea co-esistevano e cirolavano cinque nominali diversi. Tenuto conto di queste difficoltà e dei propri scopi, Diocleziano si pose l'obiettivo di riformare la monetazione con un nominale in oro, uno in argento, l'argenteus per l'appunto ed uno in bronzo (il nummus o follis) con pochissimi divisionali aggiuntivi. L'imperatore, dunque, re-introdusse una moneta d'argento puro (avvenimento unicoin tutto il III secolo), l'argenteus, procurandosi il metallo attraverso tuti i mezzi a sua disposizione: confische, bottini di guerra, imposizioni, tasse e sovrattasse. Parliamo di una moneta di 1/96 di libbra e con un titolo altissimo, circa il 95%. I tipi dell'argenteus, moneta "buona" destinata probabilmente al pagamento degli ufficiali di medio rango dell'esercito, si concentrano su motivi militari (VIRTVS MILITVM, VICTORIA SARMATICA) e ne vennero coniati diversi esemplari almeno sino alla fine della Tetrarchia. D'altro canto, il nominale non sopravvisse a lungo al suo ideatore, poichè l'Impero faceva fatica a reperire il metallo necessario.
  12. Doppia Maiorina di Giuliano: anche le maiorine non sfuggono

    Per farsi un'idea dei prezzi, posto un esemplare citato nell'Asta G & M 245 del 7 marzo 2017 (lotto 1806). Base € 700. Conservazione non ottimale, ma argentatura, almeno da foto, quasi intatta su tutto l'esemplare. E' andato comunque per € 650.
  13. Doppia Maiorina di Giuliano: anche le maiorine non sfuggono

    Un Maestro si distingue per competenza, passione, esperienza e disponibilità a trasmettere le proprie conoscenze. Il mio parere conta poco, ma ti meriti il titolo, seppur virtuale e senza che questo possa portarti altri benefici in termini materiali (purtroppo!). Non posso che concordare. Aspetterò l'occasione giusta anche se la passione a volte offusca il giudizio ed erode la pazienza. Intanto, il mercato ci propone quest'oggi una doppia maiorina SPL a base sostenuta. Copio la descrizione. E' licitata in Asta Dea Moneta XLVIII. Monete 467 Julian II (361-363). AE 28 mm. Sirmium mint. Obv. DN FL CL IVLIANVS PF AVG. Pearl-diademed, draped and cuirassed bust right. Rev. SECVRITAS REIPVB. Bull standing right, head facing; above, two stars; in exergue: star ASIRM wreath. RIC 106. AE. g. 8.81 An outstanding example, perfectly struck from masterly engraved dies, in exceptional state of preservation. Enchanting enamel-like dark green patina. Good EF/EF. Insomma, BB+/SPL. Ora, la moneta ha rilievi alti, buona conservazione (vedi la barba al /D) e un rovescio ben conservato. La mia incompetenza mi porterebbe a dubitare di guancia e bocca però, ma probabilmente mi faccio ingannare dalla foto e dai rilievi alti. Forse meriterebbe, ma la base è un po' eccessiva, a mio modesto parere. Si parte da € 750. Pareri?
  14. Doppia Maiorina di Giuliano: anche le maiorine non sfuggono

    Maestro, non me ne fai passare una! A mia discolpa posso dire quanto segue: tutte e tre provengono da nota collezione e hanno curriculum che risale anche agli anni Ottanta. Tutte, ad eccezione di Sirmio, sembrano non aver subito interventi pesanti, oltre ad una vigorosa pulizia (penso ad Antiochia). O no?
  15. Doppia Maiorina di Giuliano: anche le maiorine non sfuggono

    Buonasera amici, a novembre vengono battuti tre esemplari di doppie maiorine di Giuliano II in asta, a mio parere quasi tutte appetibili. La prima è una moneta della prima officina di Sirmio. Stilisticamente, i ritratti di questa zecca sembrano essere fra i più curati e per tre motivi legati fra loro: 1. La bravura dell'incisore. 2. La grandezza del ritratto: a Sirmio si conia un dritto dal ritratto grande del volto di Giuliano rispetto a quello presente in altre zecche (vedi la zecca di Costantinopoli con l'esemplare sopra esposto o il secondo esemplare della zecca di Cizico). 3. La barba di Giuliano: la caratteristica barba del nostro Autokrator è qui presentata come ben curata. Secondo alcuni autori, questo ritratto antecede la barba poco curata presente in altre zecche e potrebbe fornire uno spunto cronologico per datare le emissioni. L'ipotesi, di per sè valida, perde forza se si accetta l'introduzione della riforma monetaria giulianea al 363, così come ipotizzato dal Kent, quindi pochi mesi prima della morte del nostro Augusto. La seconda moneta è coniata alla zecca di Cizico. Come vedete, qui si rientra nel gruppo dei "ritratti piccoli" del nostro imperatore. I dettagli della barba sono meno evidenti, ma c'è nella ritrattistica qualche somiglianza con lo stile di Costantinopoli. La terza moneta, coniata ad Antiochia, presenta invece la barba non curata che gli Antiocheni tanto disprezzavano nel loro imperatore e che Giuliano difende strenuamente e con pungente sarcasmo nel Misopogon (l'odiatore della barba, appunto). Siamo nel febbraio 363 e questa che vediamo è forse l'ultima serie di ritratti di Giuliano prima della fatale campagna di Persia. Ora, ciascuna moneta ha motivi di interesse: Sirmio per lo stile molto accurato del ritratto e per il primo piano di Giuliano. Cizico per la moneta con elevata presenza di incrostazioni e con patina gradevole, Antiochia perchè altamente simbolica di una città che non provò affetto per il suo Imperatore, per il ritratto che lo ritrae probabilmente negli ultimi mesi di vita e per la patina. Se voi doveste puntare su una delle tre, su quale puntereste? (Vale anche l'opzione "nessuna delle tre"). Ciao.