Spoudaios

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Spoudaios è stato il miglior utente nel giorno 7 Novembre 2017

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    Monetazione romana antica
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    Monetazione bizantina
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  1. Caro @f.dc, nessun problema, non penso ci sia nulla per cui scusarsi. Peccato sentito che le rimostranze rimangano private e non siano riportate nel forum. Ne sarebbe potuto nascere un dibattito interessante e proficuo per l'accrescimento della comune conoscenza. Peccato. Grazie ancora per l'interessantissima esposizione. Seguo con interesse.
  2. Spoudaios

    Gordiano e la Laetitia

    Ciao @ggpp, hai fatto una domanda molto interessante che potremmo leggere in due direzioni: L'utilizzo dei conii e la produzione monetale. Sull'utilizzo dei conii, penso che un conio in linea di principio venisse utilizzato sempre sino a rottura. Sappiamo che esso era un oggetto prezioso e gelosamente custodito (trafugare un conio poteva fare la fortuna dei falsari), per cui è difficile ipotizzarne un utilizzo parziale o limitato. Non ricordo bene il riferimento (un articolo di Esty mi pare), ma il grande numero di esemplari unici derivanti da un solo conio (chiamati singletons) ritrovati in diversi tesori, ha portato più di uno studioso a ipotizzare una durata di vita per molti conii piuttosto ridotta. In altre parole, poteva capitare che un conio prima di diventare "stanco" o usurato, si rompesse. Noi, però, non troveremmo conferma dagli esemplari in nostro possesso, se non mutuando tale congettura dall'elevato numero di singletons. Ad ogni modo, essendo spesso il rovescio corrispondente al conio di martello, non è insolito trovare conii di dritto più longevi, ovvero lo stesso conio di dritto associato a diversi rovesci. Così, spesso abbiamo esemplari con il rovescio caratterizzato da conio stanco e il dritto da conio meno usurato. Questo però può essere visto come un fenomeno implicito al sistema di produzione. La tua moneta rientra in questa casistica. Nel III secolo, e in dipendenza dei regni e degli anni, la produzione monetale è sicuramente variata per determinati nominali. Dovrei recuperarti qualche riferimento in tal senso, ma se ben ricordo si stima che poco prima di Aureliano l'emissione di antoniniani abbia raggiunto un picco a livello di offerta di moneta. Questa veniva spesso regolamentata in base alle necessità (belliche) del momento, e sicuramente l'antoniniano raggiunse uno svilimento figlio di fattori contingenti sfavorevoli (esaurimento dei filoni di argento dalla seconda metà del III secolo in poi, come ipotizzato da Savio? Frodi interne alla zecca?). Sarei invece cauto nel parlare di svalutazione tout court. Oggi come allora, una valuta si svaluta e si rivaluta semplicemente a seconda del suo prezzo (intrinseco o esplicito rispetto ad altre valute). Diverse riforme - da Aureliano alla doppia maiorina di Giuliano II ad esempio - hanno teso a rivalutare il nominale in bronzo /rame. Riferendoci alla riforma di Diocleziano del 294 d.c., se l'argenteo da una parte durò poco, forse per scarsità di materia prima (argento), miliarensi e silique introdotti più o meno dagli anni venti del IV secolo ebbero vita lunga con variazioni di peso, modulo e fino in base alle contingenze. Insomma, non fu una svalutazione continua, ma ciclica in base a periodi di stabilità/instabilità. Ciao!
  3. Spoudaios

    Gordiano e la Laetitia

    Bell'esemplare, su tondello largo. Conio leggermente stanco al rovescio, ma la moneta non ha praticamente circolato. Complimenti!
  4. Spoudaios

    Un Galba stranamente "pettinato"

    Sì, considerato il post di @Alberto Varesi, cambio considerazioni, ma non conclusioni. Buona, ma cara. Si passa.
  5. Grazie per il post @f.dc, seguo con interesse. L'influenza lombrosiana è evidente anche per le monete. Piena adesione all'aspetto esteriore per stabilire il valore/prezzo di una moneta, morfologia umana per stabilire l'intelligenza e il temperamento dell'individuo. Se il pensiero lombrosiano può affondare le proprie radici in quello eugenetico, la classificazione monetale americana deriva da entrambi.
  6. Spoudaios

    Auguriamoci l'errore

    Gentile @f.dc, leggerla è un piacere. Non solo per i contenuti, sempre accattivanti e istruttivi, ma anche per la forma. Lei sa scrivere. E molto bene. Non è poco.
  7. Spoudaios

    Un Galba stranamente "pettinato"

    Non piace neanche a me. Da foto, avrei dubbi anche sull'autenticità. Gli stacchi della legenda non mi convincono affatto e sembrano immergersi nei fondi. Anche in caso di acclarata autenticità, ma come detto l'esemplare non urla, è bruttino assai.
  8. Spoudaios

    Asta Bolaffi 32 del 30-31/5 e 1/6/2018

    A me questa tornata non è piaciuta. Già il bronzo integro è mitologia, ma qui andiamo molto oltre per diversi esemplari. Si passa senza grandi rammarichi.
  9. Spoudaios

    Come possiamo aiutare il forum?

    Ah, bè, ma nessuno nega i punti di forza del Sito. Se vogliamo stimolare il Forum, però, tocca andare su tutto ciò che è perfettibile. 😉 Il punto 3) con un po' di organizzazione potrebbe essere percorribile e non bisognerebbe inventarsi molto. Interessante l'idea dei video, @Admin Claudio, ma alcuni commercianti (sono esclusi i gentiluomini presenti) sono ritrosi alle volte a partecipare ai Forum e, di conseguenza, forse anche a partecipare ai podcast. L'idea non era male, ma non so se si adatta bene all'ambiente (@Piakos e gli altri amici, però, lo conoscono meglio di me).
  10. Le greche sono insidiosette. Ma tutte queste fratturine ai bordi?
  11. Spoudaios

    Gli argentei della Prima Tetrarchia: il tesoro di Sisak

    La composizione del tesoro Lo Jelocnik, dunque, censisce come dicevamo circa 1415 esemplari, tutti argentei, corrispondenti secondo una stima dell'autore a "due terzi circa del tesoro originale". Per tutti gli esemplari, lo Jelocnik riesce ad attribuire una zecca, ad eccezione di uno. Un argenteo, addirittura, appare come un falso coevo al sotterramento del tesoro. La percentuale degli esemplari attribuiti alle diverse zecche appare il seguente: Siscia: 533 esemplari - 37,7% Roma: 529 esemplari - 37,4% Ticino: 333 esemplari - 23,6 % Heraclea: 14 esemplari - 1% Treviri: 4 esemplari - 0,3% Ad una prima analisi, stupisce la presenza di esemplari provenienti da Roma che quasi eguagliano quelli di Siscia. Difatti, se la numerosità di questi ultimi si spiega con il sotterramento vicino alla zecca della città omonima, il numero elevato di esemplari della zecca romana ci restituisce un quadro di circolazione monetale molto particolare. Secondo l'autore stesso, difatti, se gli argentei di una zecca distante come Roma quasi eguagliano quelli provenienti da Siscia "la conclusione risiede nell'abbondanza delle emissioni romane, di diverse volte maggiore di quelle della zecca di Siscia". La conclusione è in qualche modo corroborata dal numero di esemplari con conio stanco provenienti da Roma (vedi esemplare sotto - Lotto 300, Asta Artemide XLIX).
  12. Spoudaios

    Asse di Domiziano

    Molto gradevole Antonio.
  13. Spoudaios

    monetazione veneziana medievale

    Grazie, molto utile!
  14. Spoudaios

    ASTA PAOLUCCI XII

    Senza considerare che ogni offerta equivale alla stipula di un contratto. Spiacente sentire queste cose @Riccardo Paolucci.
  15. Spoudaios

    Costantino e la monetina della serie "liberalitas"

    Ciao @Antonio1978, moneta di sicuro interesse. Queste frazioni, probabilmente distribuite al popolo di Roma dopo la vittoria su Massenzio, ci offrono una chiara testimonianza della propaganda costantiniana in un periodo tumultuoso per l'Impero con una situazione politica complessa emersa dalle ceneri della Tetrarchia. Costantino qui è appunto FVNDAT PACIS, poiché ha liberato Roma dalla tirannide di Massenzio che l'aveva illegalmente occupata. L'immagine del pacificatore è qualcosa che Costantino mira a trasmettere al popolo romano e ci è confermata dalle fonti epigrafiche. L'immagine al rovescio, Marte che trascina il prigioniero, è una rappresentazione classica e punta all'immediatezza del messaggio propagandistico, intuibile da tutti coloro che avessero avuto in mano la moneta all'epoca dell'emissione Il pezzo, un tempo raro (per il RIC, R3 o R4 in dipendenza dell'officina), oggi direi che è scarso con una certa rarità per le conservazioni elevate. Il tuo esemplare è molto gradevole, a mio modo di vedere, e trasmette appieno la storicità che testimonia. Complimenti!