Spoudaios

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  1. Spoudaios

    COSTANTINO II, follis VOT V di TESSALONICA

    A tal proposito, Riccardo, una domanda: c'è ad oggi qualcosa di assimilabile a "Numismatic Literature" dell'ANS dove, di anno in anno, si raccolgono le pubblicazioni di carattere numismatico da tutto il globo? Se non sbaglio, la serie si è interrotta nel 2007 ed è un vero peccato. Bisogna giocoforza fare riferimento al "Survey of Numismatic Research" che esce ogni quinquennio? Scusate l'OT.
  2. Spoudaios

    costanzo cloro commemorativa

    Ciao @giacutuli, è sicuramente una segnalazione interessante la tua e merita un approfondimento. La mia domanda, però, è la seguente: a Roma furono coniati esclusivamente esemplari commemorativi come divisionali da maiorina oppure furono coniati sia come maiorina che come nummi? Mi pare che sia il secondo caso, anche se questa settimana non ho ancora avuto il tempo di verificare. Questo può cambiare di molto l'interpretazione del fatto, ossia del motivo per cui a Roma arrivarono istruzioni molto diverse dalle altre zecche. Queste monete furono coniate con il chiaro intento di stabilire, una buona volta, il principio dinastico e l'abbandono della tetrarchia che Costantino aveva già iniziato a prefigurare almeno sei-sette anni prima della coniazione in oggetto. Questo ci è testimoniato anche dalle votive emesse massicciamente per i nuovi Cesari, Crispo e Costantino II dopo Serdica (317 d.c.). Insomma, uno sguardo al passato e uno al futuro. Ciao.
  3. Spoudaios

    costanzo cloro commemorativa

    Ciao @giacutuli, se ho ben capito, tu ti riferisci alle pecuniae maiorinae per le tre commemorative, ovvero la degenerazione ultima dell'argenteus di Dioclezianea memoria. Accanto a queste, noi dovremmo avere il follis o centenionalis communis, che è ciò che nella discussione abbiamo chiamato mezzi follis o frazioni minori. L'attribuzione a Licinio è grottesca, per cui c'è da capire da dove nasca l'errore. Non appena ho un attimo, verifico volentieri. Grazie per la stimolante discussione. Ciao.
  4. Spoudaios

    costanzo cloro commemorativa

    Comunque, a scanso di equivoci, c'è sempre la possibilità che a Roma abbiano coniato follis anziché mezzi follis. Grazie per averlo portato alla mia attenzione. E' sicuramente un argomento molto interessante @giacutuli.
  5. Spoudaios

    COSTANTINO II, follis VOT V di TESSALONICA

    Ciao @Quintus, disturbi qui non ce ne sono, figurati! Heh, domandona. Io suggerisco sempre di partire da una lettura generica sulla numismatica romana ("Monete Romane" di Savio mi sembra un buon punto di inizio), per poi orientarsi sul periodo. Poi andrebbe definito l'intervallo temporale. Per intenderci, se ti interessa il periodo 294-337 (Tetrarchia dopo la riforma di Diocleziano e Costantino padre), io mi leggerei le parti introduttive dei volumi VI e VII del RIC. Sono in inglese ed alcuni passaggi un po' macchinosi, ma forniscono un quadro complessivo molto utile, nonostante siano un po' datati. Poi, c'è qualche libro generico come il "Roman Bronze Coins, 294-364 dc, from Paganism to Christianity" di V. Failmezger, ma a me non è piaciuto e, nella speranza che nessuno si offenda troppo, non lo consiglierei a meno di trovarlo a buon prezzo. Essendo però (quasi) irreperibile, rischi di pagarlo veramente troppo rispetto a ciò che trovi al suo interno, come ha fatto il sottoscritto (il prezzo dell'esperienza, dicono). Abbiamo, per lo stesso periodo, libri / cataloghi che si occupano di singole zecche (Aquileia, Londra ed Arelate, ad esempio), singoli tesoretti (Sisak e Centur, ad esempio), singoli imperatori (Massenzio o Magnenzio, ad esempio). Lì mi dovresti dare qualche indicazione in più tu su ciò che ti aggrada. Poi ci sono i papers specialistici... So e capisco benissimo quanto sia difficile circoscrivere la propria collezione. Ma se si vuole approfondire, dalla mia poca esperienza, è imprescindibile farlo, almeno per un periodo di tempo che soddisfi le tue curiosità di studio. Considera solo questo: in 70 anni, dal 294 al 364 d.c., abbiamo almeno quattro riforme monetarie diverse (Diocleziano - 294 d.c., Costantino - 318 d.c., Costanzo II e Costante - 348 d.c., Giuliano II - 362 d.c.), senza contare i passaggi intermedi (riforma di Magnenzio nel 351 d.c. e contro-riformina di Costanzo II nel 351-352 d.c.). Dico questo non per scoraggiare, ma per mettere in evidenza la complessità di un periodo storico tutto sommato abbastanza ridotto (70 anni appunto). Ad ogni modo, io so di non sapere, quindi girerei volentieri il quesito al nostro "spacciatore" di testi e conoscenza numismatica di fiducia, @Riccardo Paolucci, che magari ci saprà suggerire qualcosa (anche a me mancano parecchi dei testi citati, quindi sono benvenuti suggerimenti sul periodo con fervidi ringraziamenti anche da parte mia ).
  6. Spoudaios

    centennionale di Costantino - Sarmatia devicta

    Ok, allora effetto luce. Complimenti ancora per l'ottima aggiunta.
  7. Spoudaios

    costanzo cloro commemorativa

    Ciao @giacutuli, sono d'accordo con te, è certamente contro-intuitivo aver attribuito a Licinio l'emissione di queste monete, in quanto furono coniate tutte ed esclusivamente da zecche costantiniane. L'errore è però talmente grossolano e macro-scopico che vorrei approfondire per capirne il motivo. Non ho ancora guardato bene il RIC VII. Sei sicuro che RIC VII 108 non sia affatto di Roma? In base a cosa è Tessalonica e Siscia? Solo per il peso e il modulo? C'è qualche studio in merito che mi aiuti ad orientarmi? Comunque, appena posso mi guardo il RIC VII e cerco di farmi un'idea. Intanto, ti passo il "corrigenda" dello Stepniewski per la legenda al dritto: http://www.notinric.lechstepniewski.info/cv7.html vedi p. 310. Ciao.
  8. Spoudaios

    COSTANTINO II, follis VOT V di TESSALONICA

    Buongiorno @Quintus, queste monete votive furono coniate per celebrare gli Augusti e i "nuovi" Cesari all'indomani della pace di Serdica (317 d.c.). Ricordiamo, difatti, che dopo la prima guerra contro Licinio, furono elevati al rango di Cesari Crispo e Costantino II da un lato e Liciniano dall'altro. Le monete votive furono coniate in abbondanza proprio per rendere noto ai sudditi il nuovo assetto ed augurare un lungo regno a loro e agli Augusti padri. Andiamo sulla moneta in topic: Tessalonica all'epoca è la zecca più orientale di Costantino. Secondo un articolo del Bruun addirittura degli anni Cinquanta (devo recuperare il riferimento), se la memoria non mi inganna, quella che abbiamo davanti è la prima emissione della votiva dentro la corona di alloro (Serie TS (officina) VII). Devo verificare, ma ciò che rende piuttosto rara la tua moneta è l'emissione: nella primissima votiva entro la corona di alloro, difatti, Costantino II ha una legenda al dritto più lunga, mentre qui la troviamo già accorciata (NOB C al posto di NOB CAES). Potrebbe quindi essere una "emissione di passaggio" dall'una all'altra con relativamente pochi esemplari coniati. Prendi però tutto ciò che ti dico cum grano salis. Sto andando a memoria e non ho i riferimenti bibliografici sotto mano. In generale, poi, è sempre difficile stabilire la rarità di queste monete: esse furono coniate massicciamente e spesso vengono vendute in lotti multipli nelle aste, quindi potrebbero esserci parecchi esemplari in giro che non hanno ricevuto spazio o registrato transazioni singole. Passando alla tua moneta: penso sia autentica, ma qualche delinquente l'ha fortemente compromessa in fase di pulizia (acidi? elettrolisi? Non ne ho la più pallida idea). E' collezionabilissima e merita dignità, però in quanto rimane una moneta che porta con sé una grande testimonianza storica, quindi sempre godibile.
  9. Spoudaios

    centennionale di Costantino - Sarmatia devicta

    Dunque, questo conferma ciò che la patina ci comunicava già. La moneta è andata ad Oriente e lì è stata interrata dopo aver circolata un poco. Penso, difatti, che i segni di circolazione ci siano. Dalle foto, mi pare un buon BB, quindi non è stata subito tesaurizzata, ma ha viaggiato prima di finire nel lotticino di cui sopra. Complimenti @Antonio1978. Una bella testimonianza. P.S. L'hai per caso pulita da una foto ad un'altra? Sembra che la parte più superficiale della patina nella seconda foto non ci sia più .
  10. Spoudaios

    VISITA A FRIESACH

    Questo è indubbio, Riccardo. Ma qualche foto per noi semplici appassionati e collezionisti?
  11. Spoudaios

    costanzo cloro commemorativa

    Interessante. Se dovessi aver tempo, mi riserverò di approfondire la storia di questi follis di Roma. In generale, le sei zecche, negli anni in questione, sono certamente sotto il controllo di Costantino, per cui mi pare difficile attribuire quale autorità emittente Licinio. Inoltre, fanno tute parte di una propaganda costantiniana che punta al riconoscimento del principio dinastico (semi-leggendario quello da Claudio II, Massimiano era il suocero, Costanzo il padre). Dopo il 317, difatti, qualsiasi rimando alla defunta Tetrarchia si estingue lentamente. Ultimo appunto per @giacutuli: per RIC VII 105, esiste solo DIVO CONSTANTIO PIO PRINCIP. DIVO CONSTANTIO PIO PRINCIPI esiste solo per RIC VII 108. E' un errore di classificazione imputabile al vecchio RIC già segnalato dagli specialisti e su cui le Case d'Asta cascano ancora un poco, non avendo scorto le segnalazioni di riferimento, ma riferendosi al solo catalogo originale. Temo che il caso della CGB.fr rientri in questo.
  12. Spoudaios

    centennionale di Costantino - Sarmatia devicta

    La Sarmatia Devicta è parte della propaganda costantiniana negli anni subito antecedenti all'ultimo, decisivo scontro con Licinio. Costantino mira sicuramente a rassicurare i sudditi: egli è colui che garantisce la pace ("BEATA TRANQVILLITAS"), mentre ai Cesari dedica la serie votiva con la Vittoria (le varie Victoriae Laetae). Man mano che si va avanti, però, la spina dorsale della pars imperiale di Costantino, l'esercito, viene a rifarsi avanti nella propaganda. Ecco dunque la virtvs dell'esercito con insegna e i due prigionieri. Esercito che, rassicura l'Imperatore, sotto la sua guida garantisce pace e sicurezza. Ebbene sì, perché i Sarmati vengono sconfitti per cui "SARMATIA DEVICTA". Il prossimo? Che domande: è Licinio, da cui, secondo alcuni la serie "Costantiniana Daphne" di qualche anno dopo. Sulla moneta in topic, che dire? Purtroppo la foto è con luce scura, ma si intravede una bella patina deserto. Se la zecca è Sirmio, forse questa moneta ha avuto come terreno di giacenza un'altra regione, più desertica, quindi medio-orientale. Che abbia seguito un legionario nelle campagne di Costantino l'anno successivo contro Licinio? Non ci è dato saperlo, ma immaginare non costa nulla. Ciao.
  13. Spoudaios

    costanzo cloro commemorativa

    Ringrazio @giacutuli per la spiegazione e l'interessante argomento. Premesso che le commemorative costantiniane non le ho mai studiate "ad hoc", mi vengono in mente una serie di quesiti: 1. E' fatto certo e generalizzato che Roma nel 318 coniò commemorative in modulo più ampie e più pesanti o si tratta di singoli esemplari provenienti da Roma in mezzo a tanti altri? 2. Prendiamo per buona un'emissione speciale di Roma alla vigilia della riforma di Costantino del 318 (il cui primo nummus riformato si avrà con le diverse Victoriae Laetae): se le altre monete valevano circa mezzo follis, queste commemorative "romane" quanto valevano? Come si potevano distinguere dalle altre soprattutto dopo aver circolato un poco (e aver perso, quindi, l'argentatura superficiale)? Ricordiamoci sempre che non troveremo mai una moneta esattamente uguale (in linea di massima, anche in modulo e in peso) all'altra essendo tutte coniate a mano. 3. Se queste monete fanno effettivamente parte di una coniazione "speciale", a quale fine? Donativum al popolo? Se sì, perché non si sono distinte per tipo al rovescio o busto al dritto per rendere il messaggio esplicito? In soldoni, vorrei chiarire una cosa: siamo sicuri che ci si trovi di fronte ad un'emissione rara e particolare e non ad esemplari semplicemente più larghi e pesanti coniati dalla zecca di Roma? No, perché non sarebbe la prima volta. Per fare un esempio sui follis della Prima Tetrarchia, ad esempio, sappiamo che quelli di Roma pesavano mediamente di più rispetto a quelli delle altre zecche occidentali (ma ciò non è indice di maggiore rarità dell'esemplare). E teniamo sempre a mente che i pesi e i moduli non erano precisi al millimetro o al grammo, ragion per cui, ad esempio nei follis tetrarchici, anche i cataloghi parlino di un intervallo di peso (in genere fra 8,5 gr. - 10,5 gr.). Ci sono anche follis che eccedono il massimo, ma ciò non li rende rari per se, ma semplici ( e godibili) scostamenti dall'intervallo. Attenzione anche ai facili entusiasmi: gli esperti CGB.fr hanno sottolineato l'inedito per la legenda al dritto, non per il modulo o il peso che sono, come detto, molto variabili fino ai tempi moderni ed anche all'interno delle stesse emissioni. Con ciò non voglio negare l'importanza della segnalazione di @giacutuli: è possibile che a Roma in un dato momento, per le stesse emissioni, abbiano coniato follis anziché mezzi follis. Dovremmo però appurare con certezza che non siano il risultato semplice di uno scostamento, seppur sistematico, dalla media di modulo e peso. A presto. Spoudaios
  14. Spoudaios

    Il piccolo ripostiglio del grande Follis Tetrarchico

    Esemplari belli e particolari @Quintus. Lo stile rozzo del secondo (e l'assenza di zecca nell'esergo) potrebbero quasi far propendere per una coniazione "da campo". Andrebbe confrontato con i testi di riferimento.
  15. Spoudaios

    Il piccolo ripostiglio del grande Follis Tetrarchico

    Sul tesoretto vi direi che la base è comunque "arrivata". A giudicare dalla datazione e ammettendo la provenienza orientale, potremmo quasi ipotizzare la ripresa delle ostilità con i Persiani da parte del vecchio Costantino come potenziale causa di interramento. Ostilità improvvidamente iniziate dall'imperatore morente e eredità pesante sulle spalle dei figli. Ma sono congetture semplici, considerata l'assenza di dettagli sulla provenienza.