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  1. Traggo spunto dalle considerazioni ultimamente espresse sul tema in topic in questo Sito, ultimamente. Il problema di fondo che attiene alla numismatica (specie in Italia) e alla medaglistica è costituito dalla necessità che la massa del materiale circolante sia commisurato all'interesse effettivo di un mercato di nicchia, mutevole anche nel tempo breve. Tanti gli appassionati...tanti sono o dovrebbero essere, più o meno, gli oggetti posti sul mercato...tollerata una minima quantità di invenduto ritenuta fisiologica. La numismatica (considerando la medaglistica un'estensione della stessa) è, come noto, una branca (e una scienza) difficile. Diventa misteriosa ove esplorata sotto il profilo delle dinamiche commerciali. La legge della domanda e dell'offerta, in un mercato di nicchia, non sempre regna sovrana. Il materiale oggetto di alienazione, per tutelare l'interesse dei conferenti, può essere abilissimamente gestito dagli operatori professionali. Alla stregua di un investimento da tutelare...e non c'è niente di male. La cosa richiede però tempo, fiducia nel gestore e qualche lauta percentuale. In presenza di quantità e dinamiche spontanee è sempre probabile qualche delusione per chi vende. Sicuramente grosse collezioni (e anche le non grosse) o significativi afflussi di oggetti specifici...vengono filtrati e gestiti con intelligenza commerciale. E questo è un dato rilevante sul tema. Nelle Aste prevale l'abile operatore o la forza della sala? Il mercato è indotto o è incontrollabile? Sarebbe interessante sentire dei pareri al riguardo. Tutti gli operatori negano che anche un mercato di nicchia come quello numismatico possa essere gestito. Resta un dato fondamentale, sopra abilmente segnalato anche da Renzo, i tempi tecnici per l'assorbimento del materiale medaglistico (ed anche numismatico) posto in vendita non sono brevi. Raccontiamo un caso classico. Il Sig. X si pone quale restitutore al mercato di un interessante compendio folto e monotematico. Si affida ad una stimata Casa d'aste e dichiara: fate come vi pare ma io questa roba, acquistata regolarmente, non la voglio più e non voglio perdere troppo tempo. Che accadrà? Probabilmente, se tutto verrà licitato in unica asta, il mercato non assorbirà al meglio i lotti, il conto economico finale sarà probabilmente in passivo per il conferitore stesso e l'invenduto significativo. Specificamente in questi tempi magri. In conclusione: un mercato che fatica ad assorbire il materiale anche su prezzi congrui, difficilmente potrà essere regolare e del tutto consolidato. La navigazione sarà sempre a vista...sperando nel bel tempo e nel fato. Attualmente sembrerebbero dare qualche garanzia solamente la grandissima qualità o la rarità comunque in buona conservazione. Ma non è detto che debba continuare così. La numismatica e gli oggetti ad essa connessi come le medaglie, restano un settore soggetto a dinamiche difficili, in funzione del limitato numero degli appassionati. Sicuramente ci sono più monete di quante possano entrare (tutte) nelle collezioni, per converso ci sono poche monete in grande / affascinante conservazione di quante vengono ambite dagli appassionati. Chi in tali contesti vuole difendersi deve essere: molto bravo, molto fortunato od un operatore semi professionale.
  2. La presenza di tipologie con le stesse caratteristiche fanno pensare ad una originalità. C. que il bulino e gli aiuti che può dare al metallo andrebbero visionati in diretta, possibilmente con un buon bioculare.
  3. La tua raccolta non è una collezione...è un museo.
  4. Semplicemente mostruoso... con riferimento alla competenza e ai "pezzi" di dearitio... Mi inchino.
  5. Cataloghi numismatici: conviene mantenersi aggiornati?

    Quoto Luciano e concordo. Non è facile capire di Numismatica con i cataloghi...spesso sono uno strumento ambientale per tirare dentro nuovi collezionisti con le coordinate ufficiali ambientali...quasi sempre sposate dal catalogo.
  6. Un bravissimo a Daniele. @gioccano Preciso e mi scuso per non averlo fatto prima...che davo per scontato l'amore per la storia, l'arte e il contesto delle coniazioni...sono certo che anche e sopra tutto per le monete eccezionali (o quasi...), possibilmente anche rare, non si possano spendere somme significative senza sapere cosa si acquisisce. Insomma...la passione cercheremo di darla per scontata in quanto una moneta importante rende felice chi la toglie al mercato e poi la possiede proprio in quanto ha un fascino e una importanza. Naturalmente ciò vale per ogni moneta...comprese quelle c.d. da ciotola, anzi... Se poi si ha la fortuna di poter entrare in possesso di qualcosa di egregio (potremmo dire a valore aggiunto) la libido va alle stelle. Sentiamo anche: @Menelao @Cliff @Giov60 @Admin @D.B.G @rick2 @Spoudaios e chi altri volesse darci qualche cortese e ben accetta risposta...
  7. Ma... coloro che anche senza far parte del mondo milionesco internazionale e che compra solo oro o monete di grande di livello... acquisiscono comunque monete egregie e in ottima conservazione entro certi limiti di ragionevolezza: 1- sono comunque dei "fresconi"; 2- sono dei fortunati... 3- sono dentro un gioco che non padroneggiano... 4- sono più furbi di noi perchè quelle monete le potranno cederle facilmente in ogni momento dovessero decidere... Ecco un altro sfizioso quesito, ognuno può citare il numero della risposta ch ritengono più probabile.
  8. Chi ha una certa disponibilità temo che voglia quelle... Forse anche noi, ad avere qualche centinaio da spendere Daniele. @bubbolo so che tu non ami volare troppo alto, per prudenza e per scelta. Però mi sembra che nei vari post di questi anni...sia qui che in altre sedi...non hai mai contestato la validità di acquisti selettivi, senza farsi prendere per la gola...cioè senza esagerare. Chi più spende meno spende (cioè meno tempo e soldi rimette)? Vale anche in numismatica?
  9. Sorci Verdi

    Chi è quella bella ragazza? Interessantissimo come sempre Dea...
  10. poco più o non molto meno i 16 meloni del 1992 sarebbero i 30.000 euro di oggi (secono una rivalutazione rele e non con le tabelle istat che non tengono effettivamente conto della svalutazione effettiva del potere d'acquisto a 360 gradi su ogni bene, compresi quelli di lusso. QUINDI LE COSE QUADRANO. Per un 4 ducati Venezia in egregia conservazione ci vorrebbe un 30mila, come - peraltro - mi diceva Rauch un paio di anni fa' a Verona. Adesso un giochino con Daniele...se tu li avessi da profondere in numismatica...ce li spenderesti? O comunque no, anche ad avere ereditato/vinto belle somme. Intendiamoci...non parlo di diecine di miloni di euro...diciamo qualche milioncino...
  11. Insomma...una moneta rara? Un R3....credo, che in conservazione ottima diventa R4?...e, peraltro, mi sembra che veramente eccezionale forse non esiste, la tiratura fu limitata...poi furono fuse dopo la conquista sabauda ed anche un po' maltrattate. I colpi sul bordo (raddrizzati più o meno) sono sicuramente dovuti al fatto che le monete furono scagliate in terra o conto i muri per sfregio.
  12. Chi usa il sidol...non è in numismatica. Temo che un misto varecchina o assimilati sia stato passato nelle monete ddi DBG...quel bicolore è un po' stranotto, ma occorrerebbe vedere le monete in mano.
  13. E pensare che oggi, anzi da qualche anno, le lavano...per dare un'impressione di moneta appena coniata: - liquidi magici; - dentifricio; - sapone di marsiglia... di tutto....
  14. Allora attendiamo tue nuove al riguardo Dany.