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  1. Grazie Bronzo, superlativo! ...siete tutti dei grandi ragazzi. Ma..per poco che possa ricordare...napoli non era già nell'ambito dell'influenza o dei possdimenti degli Asburgo? Carlo V....Filippo....
  2. Chiedo venia, ma non riesco a focalizzare la particolare importanza di un grano...ove meramente legato alla rarità R5. Dovrebbe esserci dell'altro: fatti storici, elementi culturali, particolare pregio dell'incisione sotto il profilo artistico che, unite al numero di tre (un paio in più...un paio meno) esemplari noti, rende la moneta di importanza museale. Altrimenti la moneta avrebbe un rilievo squisitamente numismatico e, come tale, non sufficiente ad ascriverne la rilevanza egregia per la cultura della nazione. Credo anche di aver capito che questo grano di Ferdinando del 1786 dovrebbe essere della stessa importanza di quello di Carlo Vi sopra studiato, almeno stante anche la descrizione della casa d'aste: NAPOLI Ferdinando IV di Borbone (1759-1816) Grano da 12 cavalli 1786 - Gig. 136 (indicato R/5); MIR 396 (indicato R/5) CU (g 6,04) RRRRR Tipologia estremamente rara, probabilmente emessa in pochissimi esemplari per presentazione e non accettata, forse per i rilievi molto alti del D/ tanto che la rendono assai simile ad una medaglia. Il MIR scrive che questa tipologia avrebbe il contorno con treccia in rilievo mentre il nostro esemplare lo presenta liscio seppure con le piccole imperfezioni tipiche delle monete di rame napoletane FDC Sulla stima di 25.000 euro è, però, rimasto invenduto...come mai? Potete confermare l'importanza? Avete idee riguardo alla mancata vendita?
  3. Realino? Vedo che hai apprezzato il pensiero di Presidio, come del resto ho fatto io. Poichè stiamo parlando di una moneta importante...mi farebbe piacere se comunque esternassi delle tue motivazioni specialistiche...Presidio è stato molto esauriente ma, da non specialista di Napoli, mi sfugge se il pregio del grano consiste nella unicità o, se, dietro vi sono anche motivazioni storiche e culturali che hanno portato alla rarità esimia. Se cioè trattasi di una moneta storicamente anche significativa. Se anche Presidio Vuole aggiungere ultime osservazioni, ne saremo ben contenti.
  4. Molto interessanti gli interventi sopra postati. Per non sembrare passivo, rispetto al tema introdotto, rammento cosa dicevano sul tema delle "prove" alcuni ottimi numismatici purtroppo venuti a mancare: se sulla moneta manca l'apposizione della scritta specifica PROVA O PROVA DI STAMPA...le monete restano tali, il motivo che (per q.che ragione) non abbiano avuto una tiratura adeguata deve essere considerato un fatto sopraggiunto che non inficia il valore nominale di scambio e la possibilità di essere immessa nella circolazione. Anzi...la cosa ne farebbe aumentare esponenzialmente il valore numismatico e collezionistico. Il grano in argomento nel 2007 sarebbe stato battuto, dopo i primi minuti, da tre persone, tra cui un grande collezionista americano (che aveva ceduto la propria raccolta di bronzi romani). La competizione fece salire il prezzo, Fu aggiudicato a 32.000 euro + diritti. Per il grano è mancato recentemente l'interesse in asta, ma - da ultimo - la Casa ha dichiarato che la moneta non è più disponibile come invenduto, è quindi possibile che q.cuno l'abbia comunque trattata. Alcuni ritengono che le monete, specificamente oggetti del genere sopra descritto, non abbiano un valore definibile (basso od alto che possa essere...) ma valgono quello che il mercato possa essere disposto a pagarlo. Altri ritengono che un listino dei valori sia invece stilabile. E allora l'argomento diventa interessante: - la moneta in foto è desiderabile e affascinante, a prescindere dal volerci spendere somme amatoriali (ad averle...)? - i valori espressi dalle 2 aste per l'oggetto, diciamo dai 20.000 - ai 30.000 euro...hanno una sostanza commerciale? Queste domande perchè quando gli oggetti diventano esoterici...appunto non è che ci si capisca più molto ed esercitarci sul tema, a mio avviso, non è tempo perso. In poche parole: siamo di fronte a una moneta importante o ad una sorta di curiosità numismatica su cui provare a speculare? Ovvio che a tali domande possano meglio rispondere gli specialisti del settore, che meglio conoscono anche valori e desideri.
  5. monete antiche

    Ciao Andrea...piacerissimo di leggerti, ci sono state in giro per le sezioni di tua maggiore competenza, varie chiamate per te, alcune anche non "fresche"! ma c.que di interesse. Colgo l'occasione del tuo post per informarti, anche se off topic.
  6. Ho il piacere di partecipare a questa importante discussione e prendendo alla lettera il topic mi consento di postare questa moneta in foto, ecco il diritto: E qui abbiamo il rovescio: MONETA TRANSITATA SU ASTE DELLA NOMISMA, DESCRIZIONE: NAPOLI Carlo VI (1707-1734) Grano 1719 – P.R. 24; MIR 329 (R/4, solo disegnato) CU (g 6,78) RRRRR Dalla nostra asta n. 35, 2007, lotto 723. Esemplare di eccezionale qualità per una moneta la cui apparizione sul mercato numismatico è da considerarsi estremamente rara, in Pannuti e Riccio viene illustrato un esemplare di conservazione inferiore a questo mentre nel CNI sono citati due soli esemplari, uno nella collezione reale ed uno al Museo di Napoli, entrambi C1 – FDC) CU (g 6,78) RRRRR Dalla nostra asta n. 35, 2007, lotto 723. Esemplare di eccezionale qualità per una moneta la cui apparizione sul mercato numismatico è da considerarsi estremamente rara, in Pannuti e Riccio viene illustrato un esemplare di conservazione inferiore a questo mentre nel CNI sono citati due soli esemplari, uno nella collezione reale ed uno al Museo di Napoli, entrambi C1 – FDC Osservo, riguardo alla predetta descrizione della casa d'aste, che il testo in realtà non dice molto riguardo alla storia ed alla Numismticità di questa moneta...anzi, non dice quasi nulla. Quindi, malgrado il metallo non prezioso, si tratterebbe di una moneta a dir poco egregia, sicuramente è un'ottima incisione in entrambi i lati...sicuramente affascinante nell'insieme delle raffigurazioni, al rovescio vediamo rappresentati negli stemmi, tenuti dalle zampe dell'aquila, le insegne sia di Napoli che della Sicilia...mi sembra. Ma il pezzo forte dovrebbe essere la esimia rarità, unita alla bellezza del conio. A questo punto, per trarre insegnamento numismatico da questa moneta mi chiedo: - perchè una simile moneta, un grano...quindi un conio di modesto valore venale, è così rara anzi nota in pochissimi esmplari? - come è possibile che un nominale destinato al commercio ed agli scambi correnti o minuti è rimasto in grande conservazione? - Forse non è la moneta così rara come descritta? - Quali sono il valore numismatico ed anche il valore collezionistico di un simile esemplare? Sono queste tipologie in cima ai desideri degli appassionati? @D.B.G , @realino santone , @Layer , @Neapolis , @Admin, @Francesco Di Rauso , ma chiunque voglia rispondere sarà ben gradito.
  7. Alberto è sempre ponderato ma esauriente. Tuttavia, se non ci sono ulteriori collezioni o raccolte assemblate con qualità e gusto, quindi con pezzi egregi, che approderanno in asta nel 2018...come dei treni che arrivano in stazione un po' in ritardo, credo che le monete super inizieranno a sparire...mi sembra che già stiano scomparendo ... come lacrime in un giorno di pioggia, tanto per parafrasare il famoso replicante del film Blade Runner.
  8. Sono anni che si discute della consistenza e delle dinamiche del mercato numismatico. E' una problematica assimilabile al segreto di Fatima...non in senso sacrilego...ma esoterico o misterico. Occorre precisare che il mercato del collezionismo numismatico è' una realtà geograficamente complessa e difficile, spesso in ombra...con molta gente che non compare...ma comunque opera sul mercato. Altra gente che compra e conserva , altra che si stanca...vuole cambiare genere...monete, oppure vuole uscire perchè delusa da troppe problematiche e da molte delusioni. Non c'è un' analisi completa che possa giungere ad una conclusione sulla Numisamtica...ma possiamo provare a tratteggiare luci e problemi. Ognuno conosce la propria esperienza e, solo in parte, quella di amici, conoscenti, colleghi, i quali avranno la propria, con altre conoscenze, altri clienti, operatori e così via...come in una giostra senza luci. Ognuno di questi personaggi non ha interesse a divulgare delle verità o i propri asset commerciali..semmai il contrario. Dire e non dire...far credere...favoleggiamenti...telefonate al dottore di turno...al notabile illustrissimo:...ecco, passi...abbiamo questo e quello...certo dottore...massima discrezione mi raccomando...certo è reciproca. Illustrissimo dottore c'è l'asta giusta per il suo bel compendio...conferisca...conferisca pure. Carissimo Architetto, la compri Lei questa bella moneta...l'ha vista Caio...la paga di più, ma vuole una rateizzazione eccessiva. I comuni denominatori non sono moltissimi...in Italia alcuni interagiscono o leggono più o meno nei Fora, come questo, ma gli altri? Il materiale di prima scelta è in realtà relativamente abbondante nei cavau e negli stock, ma vienen tesaurizzato o centellinato: può apparire come i coriandoli a carnevale e poi scomparire...per qualche mese...per qualche anno...per molto tempo, gestito con attenzione. Nei periodi di crisi - per ovvi motivi di carente liquidità - una parte del materiale fuoriesce più spesso e in modo copioso: dalle nebbie, dalle collezioni, dai caveau, dagli stock, dalle millanterie. Quindi ingenera confusione ed incertezza, si può restare disorientati. Di qui le domande correnti. E' altrettanto ovvio che in un periodo critico del ciclo economico...tutto quel materiale non potrà trovare assorbimento: specificamente nella conservazione media o bassa. Oggi vediamo tante Aste, ma anche molti operatori, commercianti, trafficanti, pseudo collezionisti che puntano a costituire la propria collezione a gratis o, esclusivamente a fare soldi con le monetetrafficando occultamente ai margini del mercato professionale. In un ambiente ove i collezionisti che spendono più di qualche euro non sono moltissimi, ognuno di quei personaggi professionali intanto può anche compensare ed operare direttamente sul mercato per compensare la latitanza di veri collezionisti. E così, gli operatori (trafficali o professionale) tutti incidono operando insieme...intanto che arriva il cliente o riparte il ciclo...si comprano e vendono le monete tra di loro. Ognuna di quelle transazioni tra "colleghi" incide e contribuisce a muovere un mercato non amplissimo come altri, un po' come accade alle azioni a scarso flottante. Per di più, ad ogni Asta, ci sono monete di un'altra asta o di Aste colleghe...che poi le scambiano di nuovo. In queste condizioni...vai a fare uno screening? O un'analisi di mercato che abbia qualche valore? Ed allora se ne può fare a meno...di analisi che, nella migliore della ipotesi, saranno pur sempre parziali e, l'importante, è saperlo...avere coscienza di quanto sopra rappresentato. Parliamo invece di certezze o di ipotesi positive: Chi al momento del passaggio dalla lira all'euro aveva belle monete invece di liquidi in banca ha salvato il proprio capitale da una svalutazione media che va del 50% al 100%. Non è poca cosa. Chi in questi ultimi anni ha conservato belle monete invece di acquistare strumenti finanziari...ha salvato qualcosa o parte del proprio patrimonio oltre a gratificare la propria cultura e il proprio piacere. E' probabile che, prima o poi, pagheremo il conto dei derivati finanziari e del salvataggio delle banche e dei valori economici...con un ritorno dell'inflazione. Le belle monete potrebbero, in tal caso, rivelarsi una valida diversificazione patrimoniale oltre che un motivo di soddisfazione per gli appassionati. In tale previsione potete anche spiegare uno dei motivi che inducono i prezzi delle monete integre e ben conservate in alto, malgrado la crisi delle partite correnti. In ogni caso quando il materiale importante o di qualità viene alla luce bisognerebbe avere il coraggio di comprare, pensando che - come sempre - nuovamente andrà rarefacendosi, alla ripresa del ciclo o per esaurimento delle scorte commerciali. Prima della crisi del 2011, il mercato della numismatica andava bene...pensate al regno d'Italia, a V.E.III e ad alcune monete in particolare: alle papali, a molte tra le moderne ed anche alle monete romane dove, ad esempio nel bronzo, la qualità BB era più comprata delle monete importanti o di ottima conservazione. Difficilmente la numismatica potrà finire come la filatelia, da tempo entrata in una crisi semi irreversibile. I francobolli sono interessanti, belli e documentano molto...ma non hanno consistenza...è carta. Non pensate che io sia volgare...purtroppo, in questo momento, il mondo è volgare. Le monete hanno consistenza non solo materiale...sono assimilabili a oggetti preziosi e/o ad opere d'arte. Sono tascabili e affascinanti. Sono molto più facili da commerciare o da restituire al mercato...di molti altri prodotti d'arte. Le aste: hanno avuto, sino al 2000, un grande merito: hanno affrancato i collezionisti dal servaggio nei confronti degli operatori, sia in acquisto che - sopra tutto - in vendita. Gli appassionati...lentamente hanno capito e si sono mossi da soli senza ritornare dal commerciante che, ovviamente, deve vendere al doppio di quanto ha speso e deve ricomprare almeno alla metà. Internet ha fatto il resto. Tuttavia oggi le aste sono veramente troppe...coprono tutti i giorni dell'anno con un minimo di sosta solo nei periodi di vacanza o ferie. In questo modo stanno distorcendo il mercato giocando ormai un ruolo inverso...spesso pernicioso. Ormai, per il mercato è importante solo vendere...va bene tutto, specialmente ciò che sembra bello e magari non lo è...o lo è con l'aiutino di belle foto...o con l'aiutino del restauro...al limite della falsificazione, o tamite qualche forzatura spacciata per consigli ai collezionisti. La dottore la compri...ne vale la pena...le darà soddisfazione...è molto bella...c'è un difettino ma è compensato dal pedigree...ecc. ecc. Chi si può permettere di comprare senza riflettere troppo...preso dalla passione per le monete, alla fine dice le solite cose: ma che mi importa dei valori e dell'investimento, io compro perchè mi piace. Chi invece non ama buttare il proprio danaro e per comprare monete fa delle rinuncie...dovrebbe muoversi con molta prudenza e centellinare gli acquisti.
  9. monete antiche

    Direi di si... ma trde, forse del 1500...e non mi sembrano italiane.
  10. Un caro saluto a tutti. Desta molta apprensione in molti affezionati delle monete romane imperiali, specialmente quelle di bronzo, il fatto che il mercato sembrerebbe essere in sensibile ribasso. - Le monete imperiali d'argento soffrono molto le grandi quantità giunte in questi ultimi 20 anni dall'est e dal medio oriente...specialmente dalla Turchia e dalla Grecia. - Le monete di bronzo soffrono per la nota problematica dei rifacimenti, ripatinature e delle falsificazioni. Poi entrambe le tipologie sono nell'occhio dei Tutori e del Mibact. Conseguenze? Diminuzione dell'interesse e ribasso dei prezzi. Per chi negli ultimi 10 anni si fosse spinto a comprare nelle varie aste a prezzi crescenti e di qualche significato...sorge un problema che si traduce in una sensibile remissione in caso di cessione e, comunque, non fa piacere avere degli oggetti che vengono svalutati. Sarebbe interessante sentire dei pareri. @Spoudaios @Cliff @Alberto Campana @Alberto Varesi @rick2 @Arka e chi altri volesse cortesemente darci un parere sulla veridicità e il riscontro di questi temi.
  11. CI SONO ANCORA MOLTI APPASSIONATI DI MONETE ROMANE ANTICHE?

    Salve amici... bella la discussione. Non ci sono certezze, ci sono delle probabilità e ognuno vede le cose a suo modo, lo sappiamo tutti. Per quanto riguarda gli anni dal 1980...purtroppo il lievitare dei prezzi non è addebitabile ai collezionisti, quanto ai commercianti o ai trafficanti che sulla passione dei numismatici hanno picchiato duro e con ingordigia. Che poi i collezionisti abbiano avallato la crescita senza opporsi...sono d'accordo. Non era un investimento, almeno per le monete, piuttosto, insisto sulla passione. Oggi tutti le monete mezze o a 2/3...cioè dal BB al q.spl. sono crollate perchè, appunto, come dice Dea...la classe che le acquisiva non c'è più. Almeno al momento. Se tutta la gente che comprava il BB+ e il q.spl. da 500.000 lire fino ai 3 milioni...avesse comprato belle monete anche al doppio e più...negli ultimi anni avrebbe potuto avere delle soddisfazioni anche cospicue. Cosa significa? Che mediamente gli italiani sono un po' strani...credono di essere astuti, invece fuori dalla quotidianità spicciola...non lo sono affatto. Manca la preparazione, il coraggio, la visione oltre il naso...il progetto, la capacità di analizzare e valutare in modo appropriato il mercato. Un esempio? L'italiano compra quando comprano tutti...favorisce il formarsi di bolle tutte italiane...poi, quando tutti vendono...vende. Vedi gli immobili...o, come dice Dea...l'antiquariato, anche di qualche pregio dove, con prezzi in costante salita...tutti a comprare credendo nell'investimento oltre che nel piacere di possedere begli oggetti e appartamenti belli o da reddito. Un bel capolavoro! Come se ne esce....? Non saprei dirlo con esattezza...ma se pure se ne uscisse...sarebbe un miracolo. Speriamo in bene...ma per l'antiquariato e per il mattone la vedo dura. Forse le monete reagiranno prima. Il che è tutto dire.
  12. CI SONO ANCORA MOLTI APPASSIONATI DI MONETE ROMANE ANTICHE?

    Dea....dacci un tuo compiuto parere....
  13. cavallo napoletano di Carlo VIII , R4

    Salve Realino...direi che trattasi di una moneta di grande interesse, ma non ci hai segnalato il grading della conservazione che in foto non è ben definibile. Peraltro la tua segnalazione mi fa venire in mente un paio di grani, uno di re Ferdinando e l'altro di carlo VI di Borbone che oltre ad essere stati segnalati come R5 erano in grandissima conservazione. Sarebbe interessante il tuo colto e specialistico parere al riguardo. Posterò i topic al riguardo se sei d'accordo.
  14. PANORAMA NUMISMATICO - gennaio 2018

    Bene...tutti in edicola o in libreria.
  15. CI SONO ANCORA MOLTI APPASSIONATI DI MONETE ROMANE ANTICHE?

    C'è un altro dato... poichè la crisi sembra essere alle spalle nel mondo e anche in italia la gente sembra averla digerita o metabolizzata...è altamente probabile che le belle monete (cioè quelle super...) verranno nuovamente tesaurizzate e se ne vedranno sempre meno in giro. Infatti negli ultimi anni complice la crisi economica internazionale si sono viste belle collezioni nelle aste e anche singole belle monete in vendita. Oggi, che il pericolo sembra essere cessato...la spinta a cedere belle cose per realizzare cash a difesa della crisi quasi sicuramente verrà meno. Per conseguenza ed in crisi di astinenza i collezionisti dovrebbero riposizionarsi su conservazioni umane: lo spl, il q.spl e anche il buon BB dovrebbero tornare di moda anche perchè oggi costano finalmente poco, relativamente ai prezzi anche di 15...10 anni fa', prima che iniziasse una lenta ma inesorabile discesa delle stime e delle quotazioni.
  16. Alcuni operatori principali del settore numismatico sostengono che potrebbe rarefarsi sensibilmente l'offerta di materiale importante e/o in grande qualità dal 2018 a venire. La crisi sembra in via di soluzione...sicuramente si è attenuata, quindi c'è minore timore e maggiore fiducia. In conseguenza i possessori di belle monete avrebbero minori motivi per liquidare le loro raccolte. Stando così le cose, le monete che fanno gola torneranno ad apparire raramente sul mercato, al contrario che in questi ultimi 6 o sette anni...dove di cose splendide o migliori, alcune anche rarissime, ne abbiamo viste spesso. Per cui le monete c.d. medie, per importanza e qualità...ma comunque belle e piene di storia, potrebbero soffrire meno e tornare "di moda". @f.dc
  17. Il Denaro Provisino

    E' probabile la tua tesi Lorenzo. peraltro in un sito come Roma, anche in quei tempi grami, c'erano frequentazioni, commercio, visite, con tutto il conseguente indotto per la ristorazione, i soggiorni e gli acquisti, per cui la moneta minuta aveva un significato tecnico per gli scambi. La cosa merita attenzione e nuovi elementi a sostegno...auspichiamo l'uscita di altri esemplari nell'ambiente numismatico.
  18. GUERRA E MONETE

    Moneta importante...da grande collezione. Probailmente anche un investimento, se non pagata un prezzo da futuro remoto...come per tutte le cose.
  19. Salve amici. che fine ha fatto la proposta di tassazione, per le plusvalenze in caso di vendita di opere d'arte/collezioni filateliche e numismatiche, collegata alla finanziaria. E gli inasprimenti per la vendita/esportazione di monete da collezione con il limite di13.000 euro...mi pare fosse questa la soglia sotto la quale sarebbe sufficiente l'autocertificazione per ogni moneta? @Admin @Cliff @bubbolo @Spoudaios @carledo49 @D.B.G @Alberto Campana @Alberto Varesi
  20. GUERRA E MONETE

    Impressioni ottime caro Luciano. Il parere è concorde con quanto hai rappresentato con padronanza per la materia. Posso solo aggiungere che, generalmente nel modo greco, il tetradrammo è la moneta emessa, in primo momento, per le grosse partite di commercio laddove non vi era oro a sufficienza. I carichi delle navi non venivano correntemente vendute al dettaglio nei porti (Efeso, le rotte delle marinerie Rodie e Calcidesi sino al golfo di Napoli, , Cartagine, Taranto, Corinto, Siracusa, Cizico, Mileto, le Poleis coloniali del Mar Nero e quant'altre)...ma venivano acquistati dai grandi commercianti mediatori che le reindirizzavano a occidente o a nord del Levante e delle coste anatoliche e greche. Occorre precisare che i carichi migliori o più ricchi venivano pagati in oro, coniato o meno. Ce ne è testimone il grande Eraclito (di Efeso) che recandosi al porto recitava: oro...merci, merci...oro, a rafforzare l'assioma che tutto scorre e tutto muta. Poichè l'oro era raro rispetto all'argento... il tetradramma (in argento appunto) venne coniato proprio come grosso taglio per le importanti partite a compensare e/o sostituire l'oro. In un secondo o terzo momento, quando le falangi degli opliti iniziarono a non essere più composte dai cittadini delle Poleis il tetradramma venne a dare merecede ai mercenari e al riguardo valse lo stesso metro: oro o grossi tagli d'argento. Infine occorre precisare che in tutte le coste del mediterraneo l'arte militare si reggeva anche su professionisti...cioè mercenari: Archiloco, grande poeta del VII secolo a.C., esercitava l'arte sia con la spada (al migliore offerente) che con la poetica. Quindi il grosso taglio d'argento fu sempre necessario al mondo antico. Per non parlare della pirateria...anch'essa un mestiere non considerato disonorevole...che si autofinanziava con le scorrerie, mentre il tetradramma compensava le marinerie che difendevano uomini e merci dagli attacchi in mare.
  21. La disfatta in Africa

    Eccezionale consulenza storica!
  22. Falsi moderni di monete antiche

    Se hai voglia e un po' di tempo per leggerti il nostro topic sul tetra di Aitna a Brussell (un'altra moneta che "non esiste") potrai farti una cultura, a prescindere dalla valutazione sul singolo pezzo (c'è chi ancora lo valuta per buono...quasi tutti gli studiosi in ambito internazionale), la dinamica del topic è comunque incentrata sul dare conto delle dinamiche del falso sin dal 1800.
  23. La disfatta in Africa

    Ma come venivano assegnati e spesi questi buoni? Forse una distribuzione contingentata...
  24. La disfatta in Africa

    Un altro pezzo da grande raccolta.