Quintus

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About Quintus

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    Monetazione Romana - Impero

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  1. Qui c'è poco da dire. Meglio star zitti, in religioso silenzio, e godersi lo stupendo ritratto che, pur non avendo dei rilievi altissimi, ha un'espressività che è incredibile! Se poi ci mettiamo anche il suggestivo retro e la stupenda patina... mamma che invidia, come voreri una moneta così per le mani! Invece, se parliamo dell'imperatore... Commodo è al secondo posto tra i miei più antipatici, secondo solo ad Elagabalo, non per quello che ci ha inculcato lo stupendo "Il gladiatore" ma per come l'ho conosciuto leggendo qua e la. C'è anche , a chi può interessare, una bella mini-serie su Netflix a lui dedicata. Per l'esattezza è la prima stagione de "L'Impero romano", le 8 puntate della prima stagione sono appunto incentrate su vita e morte di Commodo. Ma tornando alla moneta... BELLISSIMA, stavo guardando anche le altre monete della discussione ma, ad onor del vero, per quanto le riconosca belle non mi emozionano come quelle romane. Ave! Quintus P.S. @Piakos, io non ho trovato foto belle, se sai dove trovare qualche immagine di monete di Postumo con il doppio ritratto, credo anche quelle siano bellissime!
  2. ...ok, guarda che io ero serio! Ave! Q.
  3. Evvai, con il sesterzio di Antonino siamo a 2! Ave! Q.
  4. Non fare il modesto, dai! Magari ti contagio un po' e la passione per le romane ti torna! Da quello che ho letto e che mi è stato detto la presenza di quei "pallini" ed il colore sono dovuti a: "È un buon sesterzio di provenienza torbiera o altra giacitura anaerobica , non c'è molto altro da aggiungere a parte i complimenti al compratore per l'ottima scelta e il buon gusto." Se non si tratta di una patina come la definiresti? Ave! Quintus
  5. Antoniniano Imitativo di Tetrico I Gaio Pio Esuvio Tetrico (In latino: Gaius Pius Esuvius Tetricus) conosciuto anche come Tetrico I(data di nascita sconosciuta, morto dopo il 273 a.D.), è stato l'ultimo imperatore dell'Impero delle Gallie, uno stato secessionista dell'Impero romano durante la Crisi del terzo secolo. La sua sconfitta, per mano dell'imperatore romano Aureliano, coincise con la riunificazione delle Gallie all'Impero romano. È elencato tra i Trenta Tiranni della Historia Augusta. Tetrico nacque da una famiglia aristocratica gallo-romana. Di rango senatoriale, ricopriva il ruolo amministrativo di praeses provinciae (governatore provinciale) della Gallia Aquitania al tempo dell'assassinio dell'imperatore gallico Vittorino. La madre di Vittorino, Vittoria, fece un donativo all'esercito affinché acclamasse Tetrico imperatore, nei pressi di Burdigalia (Bordeaux, Francia), nella primavera del 271 a.D.: il nuovo imperatore fu riconosciuto in Gallia e Britannia, mentre l'Hispania e la città di Strasburgo ritornarono all'impero romano. Subito dopo l'elezione, Tetrico fu impegnato a respingere una incursione dei Germani, intenzionati a sfruttare il caos susseguente la morte di Vittorino; dopo questa campagna celebrò la Victoria Germanica. Successivamente si recò ad Augusta Treverorum (moderna Treviri, Germania), e la fece sua capitale, al posto di Colonia, verso la fine del 271 a.D.: la città, infatti, si trovava vicino al vitale confine renano, e permetteva di intervenire più tempestivamente in caso di sconfinamento delle tribù germaniche. Per stabilizzare il proprio regno, combatté nuovamente con i Germani nel 272 a.D..; nel 273 a.D. fu console per la seconda volta, e nello stesso anno elevò il figlio Tetrico iunior al rango di cesare. Tetrico non tentò di espandere l'impero, se si esclude la riacquisizione dell'Aquitania, che era tornata sotto il controllo di Roma durante il regno di Claudio il Gotico. Nel 273 a.D., dopo aver riconquistato le province orientali, l'imperatore romano Aureliano iniziò la sua campagna contro l'Impero delle Gallie, allo scopo di riportare le province secessioniste all'interno dell'impero. Tetrico, dopo aver assunto il primo consolato congiunto con il figlio nel 274 a.D., si mosse a sud con l'esercito. e si scontrò con Aureliano nella Battaglia di Chalons (febbraio o marzo 274 a.D.), nei pressi di Châlons-sur-Marne, nella quale fu catturato assieme al figlio. Dopo essere stato pubblicamente esposto nel trionfo celebrato da Aureliano a Roma assieme a Zenobia, Tetrico fu risparmiato assieme al figlio; mantenne anzi il proprio rango, e ricevette il titolo di corrector Lucaniae et Bruttiorum, morendo alcuni anni dopo. Secondo alcune fonti, Tetrico, forse preoccupato dalla usurpazione di Faustino, contattò Aureliano prima della battaglia decisiva, citando Virgilio e promettendogli di arrendersi in cambio della vita; l'esercito di Tetrico, abbandonato dal proprio comandante, lottò ma fu sconfitto; Tetrico fu invece premiato con il posto di corrector. Gli storici moderni ritengono che questa sia la versione della propaganda di Aureliano, che Tetrico non abbia tradito i propri uomini, ma che anzi sia stato fiducioso nella vittoria; la sua nomina a corrector sarebbe stata dovuta alla necessità di Aureliano di disporre di amministratori capaci in occidente, oltre che della volontà di ingraziarsi l'aristocrazia senatoriale mostrandosi clemente con un suo rappresentante. Valore nominale: Antoniniano Diametro: 18 mm Peso: 3,94 gr Dritto: Legenda di fantasia; busto a destra, barbuto, radiato e corazzato Rovescio: Legenda di fantasia; strumenti sacrificali Segno di zecca: n.d. Zecca: Zecca locale in Gallia Anno di coniazione: 271-274 a.D. Riferimento: "tipo" RIC V 111 Note: Ogni commento è il benvenuto! Ave!  Quintus
  6. Le imitazioni antiche di monete romane ufficiali si collocano soprattutto in questi quattro periodi storici: Imitazioni illiriche e balcaniche di assi e dupondi dei monetieri di Augusto, spesso contromarcate e di fattura molto scadente (R. Martini, 2002 e 2003). In qualche caso, si ha l’impressione che la moneta e la contromarca siano assolutamente contemporanee ( = conio della moneta già predisposto con la contromarca, che è anch’essa sovente barbarica, ad esempio con le lettere S e C invertite). 2 Imitazioni bronzee o di mistura dei denari degli Antonini e dei Severi, dette a volte “monete del Limes”, coniate probabilmente in regione danubiana presso le truppe, a volte da zecche itineranti o comunque ufficiali o autorizzate. Sono sovente di buon livello tecnico, a parte il basso titolo di argento. 3 Imitazione dei radiati del III secolo (antoniniani e derivati). Sono situate nel periodo di maggior turbolenza dell’Impero, caratterizzato anche da improvvisa chiusura di zecche, difficoltà nelle comunicazioni e trasporti militari, improvviso insediamento di “usurpatori”. Imitazioni del IV secolo, dal 318 al 363 circa e poi successivamente al 379 (quindi: da Costantino 1° a Teodosio 1°). Esse si giustificano con la povertà estrema di emissioni bronzee in alcuni periodi, specie nel Settentrione (Gallia e Britannia), la prolungata chiusura di alcune zecche, l’isolamento di ampi settori dell’Impero per eventi bellici (esempio la Britannia). (Tratto da uno scritto di Gianfranco Pittini)
  7. Grazie per l'apprezzamento, ieri sera non sono riuscito a controllare fisicamente la moneta, ma guardando quelle su acsearch effettivamente è abbastanza simile. Probabilmente sono state tutte ripulite allo stesso modo. Comunque sia resta una bella moneta... Ave! Q.
  8. Ora vedo poco che son dal cellu. Questa sera la recupero e provo a confrontarla. Ave! Q.
  9. Dici? Forse ricordo male, ma mi pareva che i capelli fossero un poco sistemati. Ma son contento di ricordare male! Ave! Q.
  10. No, dai, di @Piakos ne basta 1 per forum! Scherzi a parte, si, effettivamente non è proprio untouched ma al tempo non badavo troppo a all'originalità, le acquistavo se mi piacevano. Il R/ è un po' sofferto e la capigliaitura non so se è stata sistemata, forse un leggero velo di lacca?!?! Ave! Q.
  11. Filippo l'Arabo Marco Giulio Filippo Augusto (in latino Marcus Iulius Philippus Augustus), meglio noto come Filippo l'Arabo (Philippus Arabs; nato a Trachontis nel 204 a.D. circa e morto a Verona nel 249 a.D.), è stato imperatore romano per circa cinque anni, dal 244 a.D. alla sua morte. Sono poche le notizie sui cinque anni e mezzo di regno di questo imperatore; nato di umili origini e passato alla storia sia per aver celebrato il primo millennio di Roma che per la sua origine araba. Dopo una breve campagna sul fronte danubiano, di nuovo in subbuglio per la minaccia delle popolazioni germaniche, Filippo si recò a Roma per consolidare i rapporti con il senato e per celebrare con grande sfarzo, il 21 aprile 248 a.D., le feste del millenario di Roma. Sui confini, però la situazione fu drammatica, i Goti passarono il Danubio e invasero la Mesia mentre vari usurpatori vennero acclamati dalle truppe. Così nel 249 a.D. anche il regno di Filippo terminò nel sangue e il suo posto fu preso dal senatore Messio Decio, comandante delle truppe sul fronte danubiano. Valore nominale: --. AE28 Diametro: 28 mm Peso: 18,91 gr Dritto: IMP M IVL PHILIPPVS AVG; busto laureato a destra, drappeggiato e corazzato Rovescio: P M S COL VIM, Moesia stante a sinistra tra toro e leone, ANVI (data) in exergo Zecca: Viminacium Anno di coniazione: 245 a.D. Riferimento: Boric-Breskovic 617, AMNG I 102, SNG Copenhagen 152 Rarità: C Ogni commento è il benvenuto! Ave! Quintus
  12. Giulia Mamaea Giulia Avita Mamaea o Mamea ( In latino: Iulia Avita Mamaea; nata nel 180 a.D. e morta il 18 o 19 marzo 235 a.D.) è stata Augusta dell'Impero Romano e membro della dinastia dei Severi Figlia della siriana Giulia Mesa e di Giulio Avito, Mamea era nipote dell'imperatore Settimio Severo e sorella di Giulia Soemia. Sposò Gessio Marciano, da cui ebbe un figlio, il futuro imperatore Alessandro Severo. Come membro della famiglia imperiale, assistette da una posizione privilegiata agli eventi che portarono alla morte dell'imperatore Caracalla, figlio di Severo, e all'ascesa al trono di Eliogabalo, nipote di Giulia Mesa. Il nuovo imperatore e la madre Soemia si dimostrarono incapaci, e il favore della potente Giulia Mesa ricadde su Alessandro, il quale divenne imperatore nel 222 a.D., alla morte del cugino per mano della Guardia Pretoriana. Poiché Alessandro aveva all'epoca quattordici anni, la madre Mamea regnò nel nome del figlio. La monetazione in suo onore la raffigura con la tipica pettinatura "a melone", tipicizzata da una treccia ripiegata in basso. A volte porta un copricapo lunato. È raffigurata assieme alle figure di Giunone conservatrice, Venere felice, Vesta, Pudicizia, "Felicitas publica", volte ad esaltare il suo ruolo ufficiale di nume tutelare del "ritorno all'ordine" dopo gli eccessi di Eliogabalo. Valore nominale: Denario Diametro: 19 mm Peso: 3,26 gr Dritto: IVLIA MA-MAEA AVG; busto a destra con diadema e drappeggiato Rovescio: FELICIT-A-S PVBLICA, Felicitas stante a sinistra, con caduceo e gomito poggiato su bassa colonna Zecca: Roma Anno di coniazione: 228 a.D. Riferimento: BMC 483, Cohen 17, RIC 335 Rarità: C Ogni commento è il benvenuto! Ave! Quintus
  13. Tonga... arrivoooooooooooooooooooo!!! Oh mia patria sì bella e perduta! Oh membranza sì cara e fatal! Amen... Q.
  14. ... è la prima volta che me lo dici! Sono commosso... piango! Ave! Quintus P.S. Da oggi solo sesterzi da 3000 in su, così mi fai i complimenti! P.P.S. Patina FANTASTICA, nevvero!?!?