Quintus

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    Monetazione Romana - Impero

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  1. Lettera di Aurelius Polion, legionario romano del III secolo, alla famiglia Dopo quasi centoventi anni dal ritrovamento, avvenuto a Tebtunis (Egitto), del papiro scritto in greco contenente la lettera di Aurelius Polion (Aurelio Polione) è stata finalmente tradotta! Nel 2012 un dottorando della Rice University, Grant Adams, ha avuto il coraggio di infilarsi negli archivi e tirare fuori la lettera raccolta oltre 1 secolo fa e mai tradotta. Pur non essendo completa, questa missiva del III secolo ha un grandissimo valore storico. Leggendola si capisce che il giovane soldato serviva come volontario a migliaia di chilometri da casa, nella Legio II Auditrix (di stanza in Pannonia) e che cercava di ottenere un permesso per tornare dalla sua famiglia (con la quale aveva qualche problema in sospeso). Nella lettera si parla anche di altre missive spedite dallo stesso soldato, avendo così anche l’ennesima testimonianza che, nel mondo romano, gli scambi epistolari erano molto vivaci. Immagine originale della lettera di Aurelius Polion, fonte University of California/Berkley’s Bancroft Library. (fronte della lettera) Aurelius Polion, soldato della Legio II Auditrix, a suo fratello Heron, alla sorella Ploutou, alla madre Seinouphis la panettiera e signora (?), tanti cari saluti. Prego giorno e notte che voi godiate di buona salute, e omaggio sempre tutti gli dei da parte vostra. Io non smetto di scrivervi, ma voi non pensate mai a me. Ma io faccio la mia parte scrivendovi sempre e non smettendo mai di stare vicino a voi con la mente e con il cuore. Eppure non mi scrivete mai per dirmi della vostra salute e di come ve la cavate. Sono preoccupato per voi, perché sebbene riceviate spesso lettere da me, non avete mai risposto, così non posso sapere come voi … mentre ero in Pannonia vi ho spedito (delle lettere), ma mi avete trattato come un estraneo … sono partito … e voi siete felici che (?) … l’esercito. Io non ho … voi … per l’esercito, ma io … sono andato via da voi. Vi ho mandato sei lettere … proverò a ottenere un permesso dal comandante e verrò da te in modo che tu possa capire che sono tuo fratello… Ho chiesto (?) niente a voi per l’esercito, ma vi ho delusi perché sebbene vi abbia scritto, nessuno di voi (?) … ha considerazione. Sentite, vostro (?) vicino … sono tuo fratello. Anche voi, rispondetemi … scrivetemi. Chiunque di voi …, inviate il suo … a me. Salutate mio padre Aphrodisios e mio (?) zio (?) Atesios … sua figlia … suo marito e Orsinouphis e i figli della sorella di sua madre, Xenphon e Ouenophis conosciuto anche come Protas … gli Aurelii … la lettera … (retro della lettera) ai figli e a Seinouphis la panettiera … da (?) Aurelius (?) Polion, della legione II Adiutrix … dalla (?) Pannonia Inferior (?) … Consegnata a Acutius (?) Leon (?), veterano della legione … da parte di Aurelius Polion, soldato della legione II Adiutrix, affinché la possa inviare a casa. La missiva era stata affidata ad Acutius Leon, un veterano della legione, affinché la facesse recapitare ai destinatari. Il greco di Aurelius era piuttosto scarso e le evidenti influenze latine sono presenti sia nella punteggiatura che nella sintassi. E’ probabile che Aurelius fosse abituato a scrivere e ricevere ordini in latino, e che quindi il suo greco scritto ne fosse influenzato. Ave! Quintus
  2. Quintus

    Tra mito e realtà_Tesori mai ritrovati

    Sperando di far cosa gradita... IL TESORO DEI CAVALIERI TEMPLARI Negli ultimi tempi se n'è molto parlato grazie ai vari libri pubblicati sull'argomento ed I successivi adattamenti cinematografici, primo tra tutti "Il Codice Da Vinci". L'ordine dei cavalieri Templari venne fondato nel 1114 d.D. e la leggenda dice che nel corso degli anni, fino alla loro scomparsa nel XIV secolo, abbiano accumulato delle enormi ricchezze mai state ritrovate. Tra le molte leggende che ruotano attorno a questo misterioso ordine ed i loro tesori la più famosa è quella del Santo Graal o Sangraal. Si crede infatti che fossero riusciti ad entrare in possesso della coppa, con la quale Gesù celebrò l'Ultima Cena e nella quale Giuseppe d'Arimatea raccolse il sangue di Cristo dopo la sua crocifissione, e che lo avessero (il Graal) portato in Scozia durante la soppressione dell'ordine nel 1304 a.D. La leggenda narra che sia ancora sepolto in Scozia nella Cappella di Rosslyn,,nota anche col nome di cappella di San Matteo, situata a Roslin, nel Midlothian in Scozia. Ave! Quintus
  3. Dopo la 1^ Guerra Mondiale, le Nazioni che vi avevano partecipato vollero onorare i sacrifici e gli eroismi delle collettività nella salma di un anonimo combattente caduto con le armi in pugno. Il Ministero della guerra diede allora incarico ad una commissione che esplorò attentamente tutti i luoghi nei quali si era combattuto, dal Carso agli Altipiani, dalle foci del Piave al Montello e l'opera fu condotta in modo che fra i resti raccolti ve ne potessero anche essere di reparti di sbarco della Marina. Fu scelta una salma per ognuna delle seguenti zone: Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele, tratto da Castagnevizza al mare. Le undici salme, una sola delle quali sarebbe stata tumulata a Roma al Vittoriano, ebbero ricovero in un primo tempo, a Gorizia, da dove furono poi trasportate nella Basilica di Aquileia il 28 ottobre 1921. Qui si procedette alla scelta della salma destinata a rappresentare il sacrificio di seicentomila soldati italiani. La scelta fu fatta da una donna, Maria Bergamas di Trieste, il cui figlio Antonio aveva disertato dall'esercito austriaco per arruolarsi nelle file italiane, ed era caduto in combattimento senza che il suo corpo potesse essere identificato. La bara prescelta (fu un malore della Bergamas di fronte alla bara a farla scegliere) fu collocata sull'affusto di un cannone e, accompagnata da reduci decorati al valore e più volte feriti, fu deposta in un carro ferroviario appositamente disegnato. Le altre dieci salme rimaste ad Aquileia furono tumulate nel cimitero di guerra che circonda il tempio romano. Il viaggio si compì sulla linea Aquileia-Venezia-Bologna-Firenze-Roma a velocità moderatissima in modo che presso ciascuna stazione la popolazione ebbe modo di onorare il caduto simbolo. La cerimonia ebbe il suo epilogo nella capitale. Tutte le rappresentanze dei combattenti, delle vedove e delle madri dei caduti, con il Re in testa, e le bandiere di tutti i reggimenti mossero incontro al Milite Ignoto, che da un gruppo di decorati di medaglia d'oro fu portato a S. Maria degli Angeli. Il 4 novembre 1921 il Milite Ignoto veniva tumulato nel sacello posto sull'Altare della Patria. Al Milite Ignoto fu concessa la medaglia d'oro con questa motivazione: "Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz'altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria." Ave! Quintus
  4. Ma no, vedi che tra le 2 monete sono passati 2 anni ed un paio di investimenti da carrozza con tiro da 8 cavalli? Povero... deve aver sofferto mooooolto! Ave! Quintus
  5. Mi stai deludendo... Ogni vino è, pur dello stesso vitigno o mix, è diverso dall'altro, fosse anche solo per l'annata. E' come dire che visto un sesterzio li hai visti tutti... ERESIA! Se generalizzi così, scusami, ma mi sa che non conosci i vini ma parli solo per sentito dire oppure non riesci a percepire le differenze. Credo si chiami libertà... sbaglio? Comunque sia, va bene, parliamo di monete... Ave! Quintus P.S. Ma qui non si poteva parlare di quel che si vuole?
  6. Ciao. Potresti postare una foto, per favore? Ave! Quintus
  7. Forte? Ma sono solo 12 o 13°, se non ricordo male! Dovresti provare un bel californiano o cileno da 15° e oltre. Comunque sia... BUONO!!! La sua morte, per me, sono pecorino e pane carasau. Invece oggi stappo questo... https://www.negoziodelvino.it/primitivo-di-manduria-sessantanni-dop-P1989.htm A pranzo abbiamo cinghiale con la polenta e formaggi vari tra cui pecorino toscano stagionato e parmigiano 72 mesi, una bomba di gusto che però a piace. Poi, nel pomeriggio (direi quasi a sera), dopo la siesta, già mi vedo con il mio calice di Ippocrasso mentre sistemo qualche Antoniniano di Probo! Ave! Quintus
  8. Ma tu hai mai assaggiato quelli che ho indicato? Carpanè in primis ma anche l'Amarone, il ripasso ed il Valpolicella Superiore? Se si fai comunque lo "sforzo" di provare quelli di Scriani,. In casa mi sono rimaste solo poche bottiglie, annate dal 2011 ad oggi. Tu provale e poi possiamo parlare di tutto quel che vuoi! E nondar retta ai legionari, loro il vino buono non se lo potevano permettere! Posca fortem... vinum ebrium facit. Sarà anche vero... ma l'aceto bevetevelo voi! Ave! Quintus P.S. Ma di avvinazzati ci siamo solo io, te e Superciuk? Dai, forza, scoprite le carte!
  9. Ciao! Io ho un debole per i vini veneti, anche se non disdegno quelli "poveri" della mia terra e, in assoluto tutti quelli che hanno una vera "anima". Rosso, per l più fermo e "robusto", il mio preferito in assoluto è il Carpanè. Corvina in purezza, vendemmia tardiva, 14,5° di felicità. Servito a temperatura ambiente (18/20°) dopo averlo lasciato almeno un paio d'ore a respirare. Me lo gusto con secondi di carne rossa o formaggi "importanti" tra cui consiglio il Parmigiano Reggiano 36 o 48 mesi oppure un bel pecorino sardo o toscano ben stagionato. Mi piace molto anche come "vino da compagnia", un bel calice mentre mi studio un sesterzio di Galba o di Nerva è l'ideale! Se volete assaggiarlo (ma non solo lui, questa cantina ha ottimi vini) vi consiglio vivamente: http://www.scriani.it/ Mentre da degustare con il Parmigiano meno stagionato, i salumi tipici delle mie parti e la famosa "torta fritta" consiglio vivamente un buon lambrusco nero, scuro come la notte, secco e frizzante al punto giusto. Adatto a sgrassare la bocca e a far gustare nuovamente quello che state mangiando. In questo caso consiglio il "Terre Verdiane" o, meglio, il Nero di Lambrusco della "Cantine Ceci": http://www.lambrusco.it Sempre della Cantine Ceci da assaggiare la malvasia secca sia Otello che Terre Verdiane, fresca in estate o con il pesce. Altro vino rosso poco "impegnativo" è il Gutturnio fermo, mi piace molto quello delle cantine "Tenuta La Ratta", Gutturnio Superiore dei Colli Piacentini: https://www.tenutalaratta.it/it/Vini/42/Gutturnio-superiore-colli-piacentini/ Ma, come dicevo, bevo anche dal Barbera al Gewürztraminer dal Müller-Thurgau al Nero d'Avola dal Cannonau di Sardegna al Fiano Di Avellino. Ovviamente non considero l'acqua sporca di polverine stile Tavernello o San Crispino! E voi che vini bevete? @Admin @Piakos @carledo49 @DeAritio @Lugiannoni @Cliff @danieles1981 @Giuseppe Gugliandolo e tutti gli altri!!? Ave! Quintus
  10. 50 anni + Sassicaia = Tenuta San Guido! Passiamo all'area chiacchiera libera e parliamo un po' di vini? Ave! Quintus
  11. Vedo, ci siamo sovrapposti nei messaggi! Grazie! Q.
  12. Così l'ho interpretata anch'io... oppure trattasi di pesce con coda a C! Anche questa era, per me, un difetto di conio... e nonostante tutti questi "difettacci" resta una moneta che mi piace molto. Ma si sa, io amo le ruzziche! C'è un'anima gentile che mi spiega qualcosa di questa moneta? Partendo dalle basi, magari! Ave! quintus
  13. Quintus

    Finalmente le prime del 2019

    Sempre peggio. Speriamo nelle nuove banconote nel 2020, ormai non manca molto. Ave! Quintus
  14. Cavolo @Piakos ti rendi conto che hai postato una moneta NON romana che mi piace!?!? R5 vuol dire sempre alcuni esemplari conosciuti? Cos'è quella righetta dietro la testa dopo la VI.? Segno sul conio? Ave! Quintus
  15. Diciamo che sarebbe bello vedere una foto della moneta con i colori reali. Così mi pare un po' "slavato" come colore. Sbaglio? Ave! Quintus