gielle

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    Utente avanzato
  • Compleanno 08/09/1952

Informazioni Utente

  • Sesso
    Maschio / Male
  • Località
    Domus de Maria
  • Nome
    Giuseppe Lulliri

Interessi Numismatici

  • Settore
    Monetazione medievale / Medieval Coinage
  • Settore
    Monetazione greca antica / Ancient Greek Coinage
  • Livello Studio
    Studioso autonomo / self-taught
  1. “Pseudomonete” unifaci con legenda incisa

    Le impronte barbariche del primo esemplare (tipo Lulliri, edizione 2013, nn. 47/48), riconducibili stilisticamente alle medesime rappresentazioni dei nominali vandali d’argento a nome di Onorio e battuti sotto la sovranità di Genserico, Unerico e con ogni probabilità Guntamondo, sono alla base della mia ipotesi di attribuzione dell’emissione alla stessa epoca. Il Wroth, collocandone la coniazione in una zecca vandala nord africana, attribuisce l’emissione a un certo Masuna, capo di una tribù di mori mauretani. I nummi con astro a otto raggi, più raramente a sei, entro larga ghirlanda (tipo Lulliri, edizione 2013, nn. 80/138), vengono attribuiti unanimemente dagli studiosi, con i quali concordo, a conio vandalo. Sia i ritratti che le ghirlande presenti nei suddetti nummi hanno notevoli analogie stilistiche nonché di forma con le medesime rappresentazioni della monetazione di Guntamondo; questi dati costituiscono quindi i principali riscontri su cui si fonda la mia ipotesi di attribuzione dell’emissione all’epoca della sua sovranità. I nummi con astro radiato, con D e alcune tipologie con la croce, con ogni probabilità sono stati battuti nei pochi anni che precedono il riordino del sistema monetale vandalo, voluto e attuato da Guntamondo. PS a breve aprirò un topic in cui postare materiali e richieste simili. gielle
  2. “Pseudomonete” unifaci con legenda incisa

    Per alcuni esemplari credo anch’io possa trattarsi di pesi monetali, pertanto, condivido la tua opinione relativamente ai piombi in figg. 1/2, e al bronzetto tardo romano in fig. 9, tariffato con la cifra X. Per quanto concerne i graffiti in figg. 6,7,8, sia il peso - meno di un grammo -, che le impronte, probabilmente relative rispettivamente agli anelli da cui sembrerebbero ritagliati, farebbero escludere un tale utilizzo; ostico, infatti, visto il peso, trovare tra i nominali vandali, goti o bizantini che siano, tipologie monetali con un peso teorico più o meno simile. Alla categoria dei pesi monetali potrebbe essere ricondotto invece il tondello in argento in fig. 2, in cui, vi è rappresentato un galletto e tre contrassegni ovali incusi (chicchi di grano?). Per quanto concerne gli esemplari in figg. 1,3,4,5, sia i monogrammi che lettere incise porterebbero a escludere categoricamente un tale utilizzo, è molto più probabile invece che lettere e monogrammi siano connessi a un’ipotetica autorità di riferimento, quale... Per quanto concerne tutto il resto del tuo interessante contributo non posso che condividerlo in toto... gielle
  3. Auguri ad Admin

    Auguri di vero cuore Claudio...!!! In sardo...: A CHENT'ANNOS CUN SALUDI...! Giuseppe
  4. “Pseudomonete” unifaci con legenda incisa

    Posto due piombetti, della medesima provenienza dei graffiti postati precedentemente, con la "cifra" X incisa. Fig. 1) Piombo. D/ Cifra X incisa (10 nummi?), intersecante il campo del tondello. R/ Anepigrafe. ø mm. 14, 5, g 1, 40. Fig. 2) Piombo. D/ Cifra X incisa (10 nummi?), intersecante il campo del frammento. R/ Anepigrafe. mm. 11 x 17, g 1, 50. Bibl.: Lulliri, Edizioni Numismatiche 2013, figg. nn. 849/850. gielle
  5. “Pseudomonete” unifaci con legenda incisa

    Ok Claudio ! Vedo di recuperare le foto poi le carico.
  6. “Pseudomonete” unifaci con legenda incisa

    Ciao Claudio, ben ritrovato... In alcuni casi infatti vi sono dei contrassegni che farebbero pensare a una marca di valore, vedi ad esempio fig. 3, in cui è incisa una X (10 nummi?); fig. 9, sempre con la cifra X; e fig. 1, 5, 8, dove pseudo legende di trattini o globetti potrebbero avere come riferimento un probabile valore nominale; valore attribuito a caso, e, come ipotizzato nel primo post del topic, attribuito assecondando le richieste dei committenti, slegato quindi da qualsiasi sistema monetale. Questo dato lo potrebbe dimostrare chiaramente il fatto che tondellini di piombo di 2 grammi scarsi - se vuoi ne posto alcuni esemplari - sono tariffati con la cifra X, ossia, 10 (nummi?), valore assai sproporzionato se paragonato a quello dei nominali vandali di rame delle serie ufficiali.
  7. “Pseudomonete” unifaci con legenda incisa

    Salve e benvenuto nel forum Giuseppe. Il contesto in cui sono stati recuperati, utilizzati e con ogni probabilità prodotti i graffiti in questione, ossia, un’area sacra, presumibilmente una necropoli (anche se allo stato non vi sono indizi chiari che consentano di classificare come necropoli la zona dei rinvenimenti), non dovrebbe lasciare dubbi sulle motivazioni che hanno indotto potenziali fruitori a creare tali manufatti. Pertanto, si, Giuseppe, credo anche io, come del resto ho scritto nel primo post di questo topic, che possa trattarsi di una produzione di estrema necessità, e circoscritta solo a quella determinata area dei rinvenimenti; legata, quindi, alla carenza o totale mancanza di circolante ufficiale, non mi risulta infatti che esemplari simili siano stati trovati in altre zone dell’isola. Grazie molte per i complimenti Giuseppe! Spero di leggerti ancora e presto… Cordialità Giuseppe Lulliri
  8. “Pseudomonete” unifaci con legenda incisa

    Non mi risulta che in Africa siano stati rinvenuti esemplari simili, ma questo ovviamente non può escludere a priori la possibilità che ve ne siano stati creati. L'ipotesi maura della produzione, oltre all'area circoscritta del rinvenimento di tutti i grafiti da me catalogati, Sulcis Iglesiente, sede in cui furono stanziati i coloni mauri inviati nell'isola da Genserico, è legata principalmente ad alcune lettere incise nei graffiti, poichè queste sembrerebbero avere come riferimento i praeses maurorum Sardiniae. gielle
  9. Ringrazio di vero cuore per la fiducia accordatami, incarico assai ostico, spero di esserne all'altezza... faro comunque del mio meglio per non deludere le vostre aspettative.....promesso! gielle
  10. Si Claudio, ho visto, però, trattandosi di un nummo con autorità emittente Goda, quindi, non più riconducibile alle serie vandale ufficiali, ma a emissione sarda autonoma del re Goda,sarebbe il caso di inserire come avatar una moneta vandala della serie regale; se vuoi, ti invio una bella foto
  11. Ciao Claudio, complimenti sinceri per l'ottimo lavoro !!! Farò tutto il possibile per essere più attivo nel forum... gielle
  12. “Pseudomonete” unifaci con legenda incisa

    "Una soluzione, se mi consenti un assist pur modesto, potrebbe essere che i tondelli, più che per Caronte, potessero essere utili per costringere gli occhi a rimanere chiusi dopo il decesso...e, nel contempo, potessero servire come passepartout magico, per il misterioso viaggio". Caro Renzo Per dimensioni e forma tali manufatti poco si presterebbero per l'utilizzo da te immaginato, quello che tu ipoteticamente proponi avrebbe pure una sua naturale coerenza ma l'avrebbe però solo se nell'area dei rinvenimenti fosse localizzata un'antica necropoli, di cui, almeno da quanto mi risulta, non vi è la minima traccia.
  13. “Pseudomonete” unifaci con legenda incisa

    Ciao Claudio, non mi risulta ci siano altre ipotesi al riguardo. In altro forum, senza che l'autore proponesse un'opinione sua, alternativa, c'è stato chi ha messo in discussione persino la possibilità che tali manufatti possano essere stati utilizzati come monete. Ognuno è libero di pensarla come meglio crede, personalmente, ho proposto una mia teoria, ma se c'è chi con argomenti validi e documentazione idonea riesce a dimostrare qualche altra possibilità, la mia ipotesi verrà meno, e sarò il primo a complimentarmi prendendone atto.
  14. La Sardegna Vandalica “Pseudomonete” unifaci con legenda incisa L’origine della produzione degli enigmatici e per certi versi affascinanti graffiti di cui trattasi potrebbe essere legata a una triste circostanza come, ad esempio, lo scoppio di una rivolta popolare in Sardegna. Una delle tanti azioni rivoluzionarie condotte dai sardi, da annoverare nel lungo elenco di quelle già note, che potrebbe trovare la sua giusta collocazione nel breve ma turbolento periodo che intercorre tra la deposizione di Ilderico e l’inizio del governatorato di Goda (primi mesi del 530 d.C.). Nell’ambito di un simile tragico evento potrebbe anche essere accaduto che nelle lotte furibonde tra fazioni contendenti possano essere caduti in battaglia migliaia di belligeranti, da cui, l’eventuale necessità di dover recuperare con urgenza rilevanti quantitativi di nummi da offrire come tributo a Caronte. A motivazioni simili andrebbe quindi attribuita l’origine dell’entrata in azione degli incisori “fai da te” che hanno prodotto i suddetti frammenti metallici, malamente contrassegnati, recuperati verosimilmente dal taglio di vecchi anelli e altri piccoli oggetti obsoleti inutilizzati. Ma nonostante rudi e malamente elaborati quei piccoli frammenti di rame poterono in qualche modo surrogare la vera moneta, quella che in quel particolare momento mancava, ma che era estremamente necessaria per potere in qualche modo garantire il viaggio nell’aldilà ai propri cari defunti. Pare evidente che in un simile contesto il valore attribuito ai tondelli fosse completamente slegato da quello dei nominali ufficiali in circolazione, ma fosse invece di tipo puramente simbolico, marcato quindi in assoluta libertà e, verosimilmente, assecondando le richieste dei committenti in base a un ipotetico onorario che questi di volta in volta riconoscevano al barcarolo Caronte. Presumibile, inoltre, che i graffiti in questione siano stati creati con la piena consapevolezza che mai sarebbero potuti entrare nell’ordinaria circolazione monetaria, e prodotti pertanto al solo ed esclusivo scopo dell’utilizzo pratico che ne è stato fatto (Caronte, evidentemente, non era di gusti difficili…). L’area circoscritta dei ritrovamenti non dovrebbe lasciare il minimo dubbio al riguardo, mi risulta, infatti, che tutti gli esemplari noti e catalogati, frammisti a nummi vandali imitativi e delle serie ufficiali, alcuni a nome del re Goda, provengano dalle immediate vicinanze di un’area sacra frequentata nel V-VI secolo d.C., pertanto, in piena età vandalica. Il territorio in cui sono stati elaborati, utilizzati e poi recuperati i graffiti è il Sulcis Iglesiente; nella stessa zona sono localizzati i più importanti giacimenti metalliferi della Sardegna, da dove provenivano le immense quantità di argento, piombo, zinco e rame che nei millenni hanno alimentato le officine fusorie sarde, e non solo sarde. All’interno della stessa area, denominata ancora oggi Maurreddia (Mauretania), e Maurreddus (Mauri), i suoi abitanti, subito dopo la conquista dell’Isola Genserico vi trasferì una colonia di Mori Mauretani (da cui il toponimo attuale) costituita da 3000 individui con al seguito le loro famiglie. L’opinione prevalente degli studiosi, con cui concordo pienamente, è quella che vede nello stanziamento dei Mauri nell’area sulcitana la fondazione di un presidio militare atto al controllo e alla difesa dei siti minerari. Per quanto concerne le lettere, sia singole che legate in monogramma, sembrerebbe che queste richiamino in qualche modo nomi, titoli e luogo di origine dei vari praeses che in epoca vandala si sono succeduti nel governo dell’Isola. Dei tanti personaggi che hanno ricoperto l’importante carica, oltre al goto Goda, di cui, grazie alle testimonianze di Procopio conosciamo abbastanza bene le gesta, non ci è giunto neppure un nome; ma adesso, uno spiraglio di luce al riguardo potrebbe venire proprio dalle scritte dei graffiti in questione, poiché, sia pure con una certa cautela, in forma ipotetica, in alcuni casi sono state interpretate come titoli, nomi, riferimenti al popolo mauro e alla stessa Sardegna. Descrizione degli esemplari postati: a) fig. 1, AG. D/ Monogramma, formato dalle lettere P R A E B S N, incise (lettura presunta: PRAESES (PRAESIDIBVS) SARDINIAE ); nel campo, 32 globetti, incusi. R/ Anepigrafe. ø mm. 13, 5, gr. 1,75. Bibl.: Lulliri-Urban, 102; Lulliri, edizione 2013, tav. XVII, 840. fig. 2, AG. D/ Galletto stante, a d.; in alto, a sinistra, fascio di spighe (?), intorno, pseudo leggenda di trattini. R/ Anepigrafe. ø mm. 12, gr. 1, 30. Bibl.: Lulliri. Edizione 2013, tav. XVII, 841. C) fig. 3, AE. D/ Staurogramma nella parte centrale del tondello, intorno, le lettere NS X – S E O RR, incise (lettura presunta: NUMMUS X PRAESES SARDINIAE).R/ Anepigrafe. ø mm. 12, 6, gr. 1, 50. Bibl.: Lulliri-Urban, 103; Lulliri, edizione 2013, tav. XVII, 842. D) fig. 4, AE. D/ Monogramma, formato dalle lettere P R A N S O, incise (PRANSO = nome del governatore?). R/ Anepigrafe. ø mm. 12, 8, gr. 1, 25. Bibl.: Lulliri-Urban, 104; Lulliri, edizione 2013, tav. XVII, 843. E) fig. 5, AE. D/ Monogramma, formato dalle lettere P M A V R O R U M, incise; nel campo, 2 trattini, a destra e a sinistra trattini (lettura presunta: PRAESES MAURORUM), R/ Anepigrafe. ø mm. 9, 1, gr. 0, 40. Bibl.: Lulliri-Urban,105; Lulliri, edizione 2013, tav. XVII, 844. F) fig. 6, AE. D/ Contrassegni, incisi. R/ Anepigrafe. ø mm. 7 x 8 gr. 0, 40. Bibl.: Lulliri, edizione 2013, tav. XVII, 845. G) fig. 7, AE. D/ Contrassegni, incisi. R/ Anepigrafe. ø mm. 8 x 9, 2, gr. 1, 00. Bibl.: Lulliri-Urban, 107; Lulliri, edizione 2013, tav. XVII, 846. H) fig. 8, AE. D/ Pseudolegenda di trattini e semicerchi. R/ Anepigrafe. ø mm. 6,2, x 7,9, gr. 0, 60. Bibl.: Lulliri-Urban, 106; Lulliri, edizione 2013, 847. I) fig. 9, AE. D/ Numerale X (10 nummi ?), inciso. R/ Anepigrafe (rimasugli di precedente coniatura appartenuta in origine a un mezzo centennionale del tardo impero romano. ø mm. 10, gr, 0, 80. Bibl.:Lulliri, edizione 2013, tav. XVII, 848.
  15. BRONZI IMPERIALI: Considerazioni Tecniche e carrellata fotografica.

    "Ha però una patina eccessivamente uniforme, priva di marezzature o cangiamenti cromatici" Giusta osservazione... per gli stessi motivi ho anch'io parecchi dubbi sull'autenticità della moneta... gielle