danieles1981

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  1. Salve a tutti, scrivo qui perchè la paccottiglia di persone su facebook forse non potrà capire il mio punto di vista. Ieri guardavo il programma di Giletti (si lo so, è quel che è, ma si eleva a critico acculturato e quindi saprà apprezzare le critiche). Parlavano delle regioni virtuose. In testa su tutte Trentino e Sudtirol. Io vivo in questa regione, la mia famiglia, 80 anni fa, ha fondato qui la loro storia recente e posso solo dire del bene. Il Trentino Welshtirol e Sudtirol sono province virtuose, le prime in Italia sulla raccolta differenziata, sulla cultura e istruzione, sulla qualità della vita, sull'occupazione, sul pagamento di tasse da lavoro dipendente, sulle partite iva, sull'ambiente (bacini imbriferi, boschi, montagne, ...), e su molto altro ancora. E con un po' di invidia attribuivano questo primato al fatto che buona parte delle tasse (che ricordo sono più alte con molte addizionali) rimangono nelle nostre tasche. In realtà non è proprio così. Per un rapido paragone, un piccolo appartamento di 50mq in periferia costa oltre 180mila euro, e una pizza in pizzeria non meno di 8 euro. Capita a fagiolo. Da qualche anno seguo un appassionato signore di Trento che mi ha illuminato su molti aspetti. E ieri hanno intervistato la Eva Klotz, come se lei fosse la porta voce di un movimento scissionista diramato sul territorio. Io posso assicurare che non è così: qui non ci si sente austriaci ma tirolesi. Il tirolo non è vienna per capirci. Il tirolo inteso come territorio da Borghetto d'Avio a Kufstein, nelle provincie di Trento, Bozen e Innsbruck. A scuola insegnano gli eroi italiani, e non gli eroi del nostro territorio. Per i tirolesi Garibaldi e Mazzini, ha fatto ben poco. Ma Hofer ha lottato per il Tirolo e le sue etnie. E con lo smembramento del territorio austriaco nel 1920? Nel 1923 con "la riforma dei cognomi" di Tolomei è stata resa fuori legge la lingua tedesca e le minoranze ladine. La toponomastica dei luoghi, i cognomi, le parole e i dialetti violentati e italianizzati nel Ventennio. Si andava in galera se si usava la parola Tirolo, tyrol, bolzen, tient, rofreit, brixen,... In provincia di Bolzano, si è sempre parlato tedesco, in Trentino da secoli si parla italiano, nelle valli orientali il ladino dalla notte dei tempi. Sono tirolese anche se parlo italiano. Quindi la signora Klotz non parla per il tirolo, ma per una sparuta marmaglia di secessionisti. La parola Triveneto nient'altro è che una locuzione per identificare un territorio non definibile (trento e trieste distano una marea di km), Il vero movimento freie volker (popoli liberi) si basa su un movimento di armonia del territorio, armonia tra le 3 lingue ufficiali, cultura e territorio. I tirolesi è un popolo che si rimbocca le maniche, pacifista e accogliente. Per mille anni ha vissuto secondo le regole delle comunità. I dialetti divenuti vere e proprie lingue, con dialetti diversi da valle a valle, da paese a paese. Spesso anche tra quartiere e quartiere. E spesso l'ignoranza spesso del popolo tirolese è la rovina. Chi conosce bene lo scopo di Battisti e Chiesa per poterci ragionare su? Di Andreas Hofer? L'arma degli alpini che stimo e ammiro? Non si insegna più ad essere legati al nostro territorio. Nel nostro presente: il trentino, per orografia non è adatta alle grandi aziende e alle grandi vie di comunicazione, e siamo tagliati fuori dai grandi progetti nazionali. Questa potrebbe essere la nostra fortuna lavorando sul turismo e sulle piccole imprese locali. Come in ogni parte d'italia di dovrebbe essere legati al proprio territorio e conoscerlo profondamente per saper apprezzare il futuro. Per questo dico che qui, ci si sente tirolesi, non austriaci, e purtroppo non italiani... Dico questo perchè l'Italia non si comporta da buon padre di famiglia; si capisce che Papà Roma ha tanti difetti e non lavora per il bene dei propri figli, così può capitare che magari i figli più virtuosi, che risparmiano e che magari si sentono più bravi (a torto o a ragione), venga voglia di andare a vivere da solo. Soprattutto perchè ci si sente un po' dei figli non biologici... Non sono molto bravo con le parole, spero di aver espresso il mio pensiero senza offendere nessuno...
  2. Ora è chiaro perchè l'Italia voleva fortemente questo meraviglioso territorio. A dire il vero rivendicava solo il tirolo di lingua italiana (l'attuale Trentino). La popolazione del sudtirol, non voleva l'unione con l'Italia (e non la accetta molto nemmeno ora a dire il vero...)
  3. Vi prego, dedicatevi e dedicate a questo territorio, 10 minuti del vostro tempo e godetevi la visione di questo spot
  4. Vicino a Castel Toblino ci sono vigneti top per i bianchi come il Nosiola, Pinot grigio. Non amo i bianchi ma il mio preferito è il gewurztraminer, che non è di quella zona (Tramin, in italiano Termeno nel pieno Tirolo italiano). Io quando penso agli asburgo, come ho accennato, penso al Teroldego: Tiroler Golt, l'oro del tirolo. Questo vitigno ha origine nella piana Rotaliana, una ampia pianura ventilata e bel soleggiata ai piedi delle Val di Non. E' stato importato all'inizio del 1800 dall'Alta Vallagarina (Rovereto, Nomi, Volano...) infatti ha caratteristiche simili al Marzemino e Lagrein. Ecco quando penso agli Asburgo, penso al Teroldego. Isera, nel mio comune, è rinomato il Marzemino. Ad isera era presente un ramo dei conti Von Lichtestein (von liechtenstein-kastelkorn). Ora i ruderi di Castel Corno sono situati ad una quota di 750 e io ho la fortuna di abitare a poche centinaia di metri da questo posto meraviglioso. Siamo nel XV secolo, e penso al Fürstbistum Trient (Principato Arcivescovile di Trento). Nogaredo, vicino a Isera e Villa Lagarina. Il bellissimo Castel Noarna ora è sede di una cantina di coltivazione vigne e produzione di ottimi vini bianchi. Chardonnay, Nosiola, Sauvignon blanc, ma anche Merlot, Lagrain e Teroldego. Questo castello è stato in passato sede dei notissimi Cartelbarco (signori già di Rovereto e Lizzana), e dei von Lodron, tra i tanti ricordo Paride von Lodron, arcivescovo di Salisburdo nella prima metà del 1600.. Mi sorge un ispirazione. Monete enogastronomiche?
  5. @Quintus, qualcosina nella mia risposta prima della tua... L'aquila bicipite è quella asburgica... Dettagli sulla moneta nella foto: https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=2115&lot=946
  6. @Piakos L'aquila in petto Arciducato d'Austria negli scudi Duca di Borgogna Re di Sicilia Il busto di Carlo VI ornato del Toson d'Oro
  7. @Piakos, che monetina... è un rame, e questo non mi alletta molto, ma hai scelto una moneta presente nella Collezione Reale e pochissimo altro. L'aaquila che guarda alla nostra sinistra, cosa ha in bocca? Mi sembra una mega escrescenza di metallo che unisce il becco alla C. A mio avviso anche la righetta che segnala @Quintus, a mio avviso è frutto di un conio segnato perchè non mi sembra una incusione ma un rilievo... La legenda ad ore 7 e ad ore 9 del retro sembra danneggiata ma non so capire se è qualche reazione del rame o qualche difetto del conio...
  8. Rimando all'altro esemplare postato da @Piakos
  9. danieles1981

    Asta HD Rauch 109 - novembre 2019

    Il castello dei conti del Tirolo c'è ancora. Si chiama Castel Tirolo. Una perla in una valle incantevole. Diciamo che come Trentino e Alto Adige, anche la popolazione si è un po' disabituata a sentirsi Austriaci. Eppure siamo italiani da appena 100 anni. Quindi, nella storia degli ultimi 8 secoli, il Tirolo e il Trentino era un bene da salvaguardare e curare. I famosi "giardini di Sissi" sono in Trentino. Il vino tipico trentino Teroldego, ovvero Tiroler Gold, il vino che Francesco Giuseppe amava di più in abbinamento alla sua cacciagione. I nostri schutzen erano una associazione (non esercito) che la corona asburgica ha fortemente voluto per salvaguardare questo meraviglioso territorio. Tutto l'amore per gli alpini, ma molti trentino e sudtirolesi vedono un po' strano tutte le belle manifestazioni per gli alpini, i fanti, i bersaglieri che di fanno è stato un esercito invasore. Nemmeno una parola si spende per Andreas Hofer, patriota tirolese di fine '700, che non siamo in grado di dedicare nemmeno una statua, mentre a Mantova ha un museo intero. Chiudo l'analisi totalmente personale, perdonatemi,. Oltre al fascino del modulo della medaglia, l'intera Austria aveva a cuore il proprio imperatore. Di fatto si faceva ben volere. Sissi poi vedeva di buon occhio le minoranze austriache (il trentino in lingua italiana era una di queste). Infatti Sissi passava molti mesi in Trentino per guarire dalla sua salute cagionevole. Diciamo che per gli avvenimenti importanti della casa Asburgo c'è sempre un occhio di riguardo anche nel campo collezionistico...
  10. Esattamente, nel 1713 divenne Re di Napoli e ottenne Ducato di Milano, Regno di Sardegna, ecc ecc... insomma, quando gli asburgo dominavano pesantemente nella penisola italiana e in Europa... Per capirci, lui...
  11. Francesco Stefano di Lorena (Nancy, 8 dicembre 1708 - Innsbruck, 18 agosto 1765) fu imperatore del Sacro Romano Impero (col nome di Francesco I) e granduca di Toscana col nome di Francesco Stefano o Francesco II (dopo Francesco I de' Medici). Era conosciuto in precedenza come Francesco Stefano III, duca di Lorena ed era figlio e successore di Leopoldo di Lorena (1679 - 1729) e di Elisabetta Carlotta di Borbone-Orléans (1676 - 1744). Sposò Maria Teresa , figlia dell'imperatore Carlo VI , il 12 febbraio 1736 ed a seguito della Guerra di successione polacca dove dovette cedere l'avito titolo ducale e ricevette il titolo granducale di Toscana. Per garantire l'indipendenza alla Toscana e non renderla una regione dello stato asburgico si stabilì di tenere separate le due corone, mantenendo per il primogenito della casata degli Asburgo - Lorena il titolo imperiale, mentre per il secondogenito quello granducale. Francesco Stefano arrivò così a Firenze il 20 gennaio 1739[1]ma, avendo accettato contro voglia l'incarico, non risiedette mai in città, preferendo la corte viennese e lasciando un consiglio a gestire la Toscana. Nel 1740 ricevette dalla sposa, che ormai era diventata sovrana dei territori asburgici, il titolo di co-reggente e partecipò alla guerra di successione Austriaca in qualità di Feldmaresciallo, ma non ebbe molta fortuna. Alla morte di Carlo Alberto di Baviera (1745) divenne Imperatore grazie al fatto che era il marito dell'erede del trono degli Asburgo (la moglie in quanto donna non avrebbe mai potuto ottenere direttamente il titolo di Imperatrice del Sacro Romano Impero, ma solo l'ereditarietà dei territori grazie all'abolizione della Legge Salica stabilita dal padre nel 1713 e accettata dagli altri stati con la Pace di Aquisgrana del 1748), cioè del più potente dei grandi elettori dell'Imperatore del Sacro Romano Impero. Gli scarsi oneri che comportava la corona imperiale, ormai svuotata di reali poteri, e quella granducale, lasciarono a Francesco Stefano molto tempo libero, che lui impegnò riuscendo a gettare le basi per il patrimonio della famiglia imperiale, separato da quello statale e sottoposto a obbligo fiscale, che durò fino alla requisizione dopo la prima Guerra Mondiale, da parte della neonata repubblica austriaca. Morì improvvisamente nel 1765 a Innsbruck, dove si doveva celebrare il matrimonio tra Maria Ludovica di Borbone e suo figlio Leopoldo, e gli successe al titolo imperiale e alla nomina di co-reggente dei domini asburgici il figlio Giuseppe II. Insieme alla moglie fu il fondatore della dinastia degli Asburgo-Lorena, che resse le redini dell'Austria e degli stati ereditari asburgici sino alla Prima guerra mondiale.
  12. Altra monetina che risiede in collezione da molti anni, che mi da sempre soddisfazione, nonostante la sua conservazione media. Sacro Romano Impero Österreich - Tirol Francesco I di Lorena (1745-1765) 1/2 Taler 1755; Hall Argento; 13,9gr; 35mm Conservazione: BB/BB+
  13. Sono 3 o 4 anni che non compero oro. Quale può essere una cifra umana per un marengo? I primi nel 2002 li acquistai a 80 euro se non erro... gli ultimi l'anno scorso li ho venduti a 260...
  14. Questo è vero. Me ne accorgo io nel mio piccolo. Quando ho bisogno di far cassa per qualche nuova acquisizione. Questo però mi lascia un po' di amaro in bocca quando penso che un domani che non vorrò più tenere le mie collezioncine come notgeld o i piccoli kreuzer austriaci, mi toccherà svenderle...
  15. danieles1981

    Asta HD Rauch 109 - novembre 2019

    @Piakos Volendo partire da quest'asta, con molta polvere da sparo disponibile, punterei sicuramente a questo pezzo... https://www.hdrauch.com/site/de/coins.php?akcija=showSingleLot&what=goStart&a_sn=c109&a_gid=9043&a_pid=901&ad_id=66708 Conservazione eccezionale per la tipologia; l'aquila tirolese dal piumaggio conservato in maniera egregia. Sicuramente questo tallero non ha circolato. e da questo: https://www.hdrauch.com/site/de/coins.php?akcija=showSingleLot&what=goStart&a_sn=c109&a_gid=9043&a_pid=901&ad_id=66716 Dalla base d'asta più umana ma molto molto bello Il Duca Ferdinando Carlo, nato a Caldaro ora italiana, culla del Tirolo. Ricordo che il tirolo è più identificabile nel Sud-Tirol piuttosto che bel Tirolo austriaco, poichè il paese Tirolo (vicino Merano) è stato "capoluogo" e sede dei Conti del Tirolo dalla prima metà del XI fino al XV secolo, fino a quando la sede fu spostata a Merano fino al 1848.