carledo49

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  1. E' vero che l'altissima conservazione accresce il grado di rarità, ma la rarità intrinseca di una moneta è ben altra cosa. Se si conoscono di un determinato tondello una decina di esemplari, una conservazione alta in questo caso inizia a perdere di significato. Alta o bassa che sia, rimane sempre un R4/R5. La formula la possiamo giustificare solo nel caso di monete non moderne di buona rarità. Solo in questo caso l'alta conservazione ha valore discriminante ed incrementale. In altre circostanze è mera speculazione. Carlo
  2. Nessuna buona nuova. Da noi...tutto tace. I pochi che ancora riuscivano ad andare a Verona ora sono in difficoltà. Gli stessi commercianti sono piuttosto disorientati. Una osservazione degna di essere citata, ma in senso negativo, è che il commercio si sta orientando sulle altissime conservazioni con prezzi abbastanza simili alla pre crisi/covid. Unica nota (ma stonata), visto che c'è una ricerca spasmodica di questo tipo di conservazione per non smenarci più di tanto al momento della dismissione della collezione, è che le conservazioni sono piuttosto gonfiate. Molti SPL vengono venduti come "stato zecca" o quasi , e diversi BB, o poco più, come SPL. La speculazione continua. Ha cambiato veste (più subdola per i poco smaliziati) ma sempre presente in un modo o nell'altro. Carlo
  3. carledo49

    Salve a tutti.

    Ciao Giancarlo e benvenuto. Qui troverai sicuramente amici competenti nella monetazione che ti interessa ed altri che coltivano, da esperti, la tua stessa passione per le banconote e che potranno darti una mano. Carlo
  4. carledo49

    FURTO MONETE

    Per quanto riguarda l'Italia sicuramente. Ho seri dubbi per l'estero. Se sono dei ladri di galline il malloppo sarà stato "affidato" a terzi ben più scaltri che sanno muoversi nel sottobosco della numismatica. Rimane comunque l'azione indegna ed esecrabile che lascia dei segni indelebili nei malcapitati. Carlo
  5. Non conosco questa monetazione, dal peso sembra un piccolo modulo. Che diametro ha? Carlo
  6. carledo49

    10 £ 1946 data prova

    Confronto diretto. Magari ci sfugge qualcosa.
  7. carledo49

    10 £ 1946 data prova

    Il confronto lo facciamo fare anche ad altri che ci leggono. Boh, detto tra noi... Carlo
  8. carledo49

    10 £ 1946 data prova

    Francamente...è un particolare che ignoro. Sapevo della rarità di questo millesimo e di quella ancora superiore del successivo, ma non ho mai sentito parlare di date simili a prove e come tali di rarità inaudite. Non vorrei ci fossero speculazioni. Ma questo è solo un mio recondito pensiero. Carlo
  9. carledo49

    Video marengo Umberto I

    Stupenda moneta, millesimo comune ma conservazione ed aspetto piuttosto rimarchevoli. Carlo
  10. Un sogno irrealizzabile per i comuni mortali, anche super appassionati di Sabaude. Moneta già di suo piuttosto rara. In questa conservazione il numero si riduce drasticamente a pochissime unità. Carlo
  11. Fa parte della monetazione del primo periodo (1730-1755) di Carlo Emanuele 3 Diritto: CAR EM D G REX SAR CYP ET IER Semibusto centrale del sovrano rivolto a destra con corazza, mantello, collare dell'Annunziata pendente sul petto e lunga capigliatura. Rovescio: DVX SAB ET MON/TISF PRINC PED Scudo completo con stemma accartocciato inquartato, sormontato da corona e caricato dallo scudo sardo e da un ovale contenente l'aquila di Sicilia con scudo crociato sabaudo, il tutto circondato dal collare dell'Annunziata accostato da due leoni accovacciati ai lati. In alto il millesimo (1733 in foto). Taglio: Tondini concatenati Specifiche: Argento 917/1000 42/43 mm di diametro grammi 29,12/29,92 di peso Zecca di Torino incisore Gio. Maria Maltese Mir 925a Biaggi 791a Simonetti 12 La tipologia dello scudo d'argento da 5 Lire per Carlo Emanuele 3 venne prescritta alla zecca di Torino con una prima ordinanza (o Regio biglietto) nel 18 aprile 1733 in cui si ordinava la battitura di nuova specie di moneta. Successivamente ne seguirono altre tra cui quella del 6 maggio 1733 dove ci sono le disposizioni per approntare lo scudo, il mezzo scudo ed il quarto di scudo, quella del 29 luglio 1733 e finalmente quella definitiva del 18 dicembre dello stesso anno in cui si ordina finalmente la battitura degli scudi. Le ordinanze fissarono una produzione di scudi per un valore totale di un milione di Lire corrispondente ad un totale di 200 mila pezzi. Le date di emissione sono 3: 1733, 1734, e 1735 I gradi di rarità sono notevoli (R3 per i due primi millesimi ed R4 per il terzo). L'esemplare postato recante il millesimo 1733 proviene da Ed. V Gadoury coin auction del 15-16 Novembre 2019 Base d'asta: 20.000€ Aggiudicazione 26.000€ + diritti Conservazione dichiarata: MS61 Carlo
  12. Notevole, peccato per lo scarso numero di studiosi italiani. Carlo
  13. carledo49

    Buona sera a tutti

    Salve @Bromi78 benvenuto nel forum. Siamo a disposizione per ogni eventuale tuo quesito o chiarimento. Ogni tuo contributo è gradito. Una buona serata. Carlo
  14. carledo49

    10 £ 1946 data prova

    Da quel che ho interpretato probabilmente la storia delle prove 1946 italma. Magari se ho capito male sarà lui a spiegarsi meglio. Carlo
  15. carledo49

    10 £ 1946 data prova

    Premetto che le prove ed i progetti, in numismatica, non mi hanno mai esaltato; nel caso in oggetto sapevo che la monetazione emessa nell'arco 1946-1956 non ha traccia ufficiale di emissioni di prove, anche se girano sul mercato esemplari di queste monete di questo periodo di tempo. Ciò sarebbe imputabile a comportamenti sconvenienti dei componenti della zecca di allora e dei relativi controllori. Per tutti i moduli del 1946 si possono rinvenire esemplari riportanti la dicitura PROVA con legenda ITALIA ed altri con legenda REPUBBLICA ITALIANA. Le prove come ITALIA risalgono al reggente Umberto II e differiscono leggermente da quelle successive REPUBBLICA ITALIANA. Queste ultime sono più che altro degli studi sulla eventuale nuova monetazione che sono stati replicati in due o tre esemplari poi sottratti e venduti privatamente creando una rarità, neppure presenti al Museo della Zecca. Della serie ITALIA, invece, sono presenti al Museo due o tre esemplari e messe in circolazione altre due o tre serie sottratte da persone della zecca stessa. Al netto del discorso comunque dovrebbe esistere un documento riguardante le monete italma millesimate 1946 con legenda REPUBBLICA ITALIANA, emesso dal Ministero del Tesoro, indirizzato al responsabile della monetazione di uno stato estero (Stati Uniti) nel quale si comunica che la serie completa come PROVA è stata coniata dalla zecca in 60 esemplari e consegnati in omaggio a personalità. La magistratura che indagò sulla uscita di queste monete dalla zecca, in mancanza di documentazione ufficiale non ritenendo valido e probante questo documento, sequestrò queste monete. Carlo
  16. carledo49

    Emissioni del 2020

    Differenze sostanziali tra quelle a firma Draghi e le nuove di Lagarde?
  17. carledo49

    Auguri

    Grazie, grazie di cuore per il pensiero Carlo
  18. Questa moneta ha conservato le medesime caratteristiche di quella del predecessore, Carlo Emanuele 3. Il materiale era una mistura abbastanza povera al 271/1000 e non a caso era considerata "scadente moneta piemontese". Dopo il 1793 hanno dilagato nei territori confinanti il Regno di Sardegna essendo state battute in quantitativi estremamente elevati., ma, essendo state coniate per il Regno continentale, almeno in Sardegna non hanno mai circolato. Caratteristica peculiare di questa tipologia è l'approssimazione e le imprecisioni del conio che spesso si presenta decentrato, basso seppur in alta conservazione e non scevro di numerose imperfezioni dell'impronta, soprattutto del dritto. Ufficialmente ne sono state coniate 12 milioni per una decina di date differenti, ma a partire dal 1793 dovrebbero esserci altre coniazioni non ufficiali. Moneta comune e di non elevato valore numismatico, tranne che per alcuni millesimi. Il 1782 in foto infatti è un R2. Al Rovescio troviamo uno scudo ovale a cartoccio con aquila spiegata coronata, caricata nel cuore con lo scudo sabaudo. Al Dritto la testa del Re rivolto a destra con lunghi capelli legati a fiocco. Nell'esergo la data. Diametro 26/27 mm con un peso di circa 4,73 gr. Zecca di Torino Contorno in rilievo ornato con foglie. Carlo
  19. Ovviamente, ovviamente Ne avessi mai trovata una in tanti anni che ho fatto immersioni subacquee. Eppure ho perlustrato in lungo ed in largo l'isola di Sant'Antioco, la Sulky punica, la cittadina romana, nulla, in mare...assolutamente nulla. Carlo
  20. carledo49

    10 centesimo! errore o cosa?

    Apposta? Suvvia, che senso avrebbe? La moneta è datata ed ha ampiamente circolato. E' appunto un segnetto casuale dovuto all'usura della circolazione. Carlo
  21. carledo49

    10 centesimo! errore o cosa?

    Salve! La stella in questione, di base (più o meno in tante esaminate), è leggermente deformata già di suo. A questo aggiungi il colpetto sul corpo centrale della stella che accentua la deformazione e...il gioco è fatto. Non c'è traccia di alcuna anomalia. Carlo
  22. carledo49

    Due banconote con gli stessi numeri

    Salve @Giovanni.t benvenuto nel forum. I numeri quasi consecutivi delle due banconote rappresentano solamente una mera curiosità. Nulla di più. Sono probabilmente nuove provenienti dalla medesima mazzetta e rilasciate da qualche banca. Carlo
  23. Direi che i numeri parlano da soli. Una bella soddisfazione ottenuta nella divulgazione di argomenti sensibili non molto conosciuti esposti in maniera sapiente ed accattivante. Carlo
  24. Appunto, la perizia è importante. Parliamo sempre di uno scudone R2 Carlo