bubbolo

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  1. Iscritto il 12 maggio. Chiede notizie di alcune monete e poi passano otto giorni e non riappare per leggere le risposte. (Ha fatto la stessa domanda sull'altro forum e anche li non lo si è più rivisto).
  2. Questa matina ho seguito il LIVE di un'asta su deamoneta (Il ponte) e mi sono segnato alcun realizzi. Premessa : diritti 25% (non poco) conservazioni : quelle del venditore, dalle foto non si può dire se erano giuste o meno giuste. 100 lire 1903 qFDC 15.000 - 5 Lire 1901 SPL 34.000 Vetta SPL 7.000 --- Coppia 100+50 1936 qFDC 17.500 Non seguo V.E. III quindi non posso commentare. Cambiamo campo . I libri di argomento numismatico. Pare che non li voglia più nessuno. C'era un'asta Paolucci nei giorni scorsi con qualche monetina ( ho comprato due matapan al prezzo di uno, Jac.Contarini e Bart.Gradenigo in discreta conservazione per totali tutto compreso 95 eurini) e un buon numero di libri. Venduti tre o quattro alla base. Mi sono comprato "L'Histoire par les Monnaies" di Th.Reinach, ristampa Forni, per 10 euretti. (13 in totale ). Ma anche le altre aste che propongono libri non fanno meglio.
  3. Non incensatemi troppo. Cerco di coltivare la mia quasi cinquantennale passione e cerco di trasmetterla per quanto possibile. Sono stato a parlare di monete alla 5a elementare di mio nipote ( mi ha detto che si è annoiato perchè erano tutte cose che già sapeva....) Ho trovato interesse e attenzione. Ho parlato dell'invenzione della moneta, di quel che era in uso prima (il baratto) . Avevo caricato su una chiavina le foto di alcune monete storiche(antiche + fiorino e ducato d'oro) e ne ho anche portate perchè potessero vederle "in mano". Hanno fatto domante e commenti. Sarebbe utile che chi ha bambini alle elementari tenesse qualche lezione di numismatica.
  4. @vespa " Salve sono entrato in possesso di queste monete che sono in oro però non coincidono con il peso 3,54 dichiarato da wikipedia, le monete pesano 2,65 circa però quello che mi viene da pensare e che possano aver perso qualcosa negli anni, secondo voi sono vere? 1) Fiorino di Lubecca : Autentico , pesa circa 3,50 come tutti i fiorini di Lubecca e di altri luoghi. dalle tue foto si capisce quasi nulla. Ho provato a migliorarle ma è come cercare di migliorare la "Première Dame" per farla sembrare sua nipote. negli anni non possono perdere un quarto del peso, al massimo 0,05 Ergo : imitazioni (e pure mal fatte). Ciao
  5. Grazie e auguri anche a Lei. Considerati i miei 81 fra una settimana sto abbastanza bene.
  6. Egregio Signore @f.dc Se Lei adopera i "cosiddetti acronimi" è ovvio che non la irritano. Ho scritto che " ognuno può scrivere nel modo che più gli piace e come meglio crede". Io non "sancisco o superfluamente ribadisco" ma penso che per quanto possibile, e lo è quasi sempre, preferisco scrivere in italiano senza usare sigle "americane". Poi, lo ripeto, ognuno scriva come gli pare. Cordiali saluti Roberto Reynaudo
  7. Premetto che non sono un cultore di sigle da messaggio telematico. Il noto sito detto "fessbuc" non avrà mai il dis-piacere di annoverarmi tra i suoi frequentatori e nemmeno userò mai i cosiddetti "acronimi" (IMHO,LOL et similia) che francamente mi irritano. Poi ognuno può scrivere nel modo che più gli piace e come meglio crede. Torniamo al nòcciolo della discussione: Mi deprime il vedere, quando scorro le offerte di qualche asta di casa straniera importante ( ma non al top) il vedere che nei "world coins" ci sono poche monete italane tra le quali l'immancabile "20 Lire gold Umberto I,1882", qualche Toscana, qualche Papale "traces of mount", e per fortuna dei Ducati-Zecchini veneziani ( gli unici che vanno via sempre e attirano offerte qualche volta persino eccessive). Poi ci vedo 50 ori francesi, e monete olandesi, svedesi....,tutte in numero ben maggiore delle italiane. In un'asta recente di Kunker se si escludono alcune "sparate" su qualcosa di super-raro, il resto è andato alla base oppure invenduto.
  8. Oggi ho seguito un poco un' asta live e sono rimasto impressionato dall'interesse per le Provinciali Romane. Quasi tutti bronzi e bronzetti andati ben oltre le stime. Sarà forse perchè non sono pasticciati. Le patine mi sembravano intoccate. Niente di lucidato, spatinato,ripatinato e di conseguenza non di alta conservazione. Ricordo che negli anni 70/80 non le voleva nessuno. Altra tipologia che negli ultimi anni è salita molto : le islamiche d'oro. Qualche anno fa si compravano a peso o poco più. Oggi è impossibile (infatti ho smesso di aggiungerne alla collezioncina che ho. Pagate poco, oggi vanno ad almeno il 50% in più).
  9. Il problema, irrisolvibile, è che non possiamo sapere se, per esempio, ecu e louis d'or in Francia li comprano alle aste i francesi oppure chissà chi di chissadove. Idem per le monete di altri stati. Potrebbe dirci qualcosa @Alberto Varesi se vuole. Alle sue aste comprano solo italici o anche d'altrove ? e se sì, che cosa ? Io da qualche tempo ho ridotto gli acquisti non per questioni finanziarie ( qualche centinaio di euro ogni tanto riesco a mettercelo) ma perchè vengo spesso superato anche di molto con offerte che penso vengano da.....Boh!! Cosa dire di una moneta in vendita su mashop a 300 + 10 posta ( troppo ) che al'asta per una simile ho offerto 200 e fa 350 +20% + postali ?
  10. @Alberto Varesi "pensate solo a quante vendite propongono, nell'arco di un anno, l'oro del re numismatico...... " Ci sono più monete che collezionisti. Forse i commercianti che ho visto comprare avevano avuto un incarico da loro clienti...? Mi ha detto un commerciante che sono passati da lui dei russi che gli hanno comprato tutto l'oro, purchè fossero monete "di peso", senza discutere sul prezzo. Almeno quelle monete sono finite all'estero... https://www.sixbid.com/browse.html?auction=3648 cito quest'asta dove si fatica a trovare uno SPL. ex coll.Clain-Stefanelli, ex Dattari , ex coll.formata negli anni 30. era vero collezionismo e si comprava la moneta per studiarla, anche se era di pessima conservazione.
  11. Torniamo al collezionismo. E' ormai noto a tutti che : Il prezzo di beni, servizi e tassi di interesse, in condizioni normali, si forma a seconda delle convenienze del sistema finanziario/industriale/politico dominante. Ove ciò non sia fisicamente possibile il prezzo si forma attraverso l’incontro fra domanda ed offerta. Poichè il sistema finanziario/industriale/politico dominante (forse) non ha ancora rivolto le sue sporche attenzioni al commercio numismatico, oggi è ancora in essere la seconda parte della suddetta citazione è cioè il prezzo si forma attraverso l’incontro fra domanda ed offerta. E' indubbio, e lo dico da anni, che per il regno e in particolare per VE III e ancor piùin particolare per gli ORI del suddetto ci sia più offerta che domanda. Ci sono aste che ne rigurgitano. Una a Torino di B....fi di "cioccolatini" ne aveva, se ben ricordo, addirittura 110, tutti venduti ma se ho visto bene a commercianti che, mi dicono, hanno interesse a sostenere i prezzi. ( e qui mi devo ricredere perchè in questi frangenti il sistema finanziario-commerciale interviene eccome se interviene...Ovvio. Se ci sono più monete che collezionisti i prezzi non possono salire,ma che almeno non scendano eccheccavolo....). Se il COLLEZZZZIONISTA (maiuscolo e in grassetto e pure con 4 zeta) persegue il suo scopo che è quello di collezzzzionare e studiare non si preoccupa se la monetina che ha pagato 100 se vuol venderla recupera 20. Ma perchè venderla......la vendano gli eredi ( e quello che fanno e se recuperano 20 chissenef. tanto mica l'hanno accattata loro, ed è comunque tutto denaro recuperato tanto alla "buonanima" non importa più niente). Così succede che a collezionare monete che collezionano altri tre in tutto il mondo e quindi non c'è quasi concorrenza si comprano inediti o minimonete (obboli,mezzobboli e quaqquaraqquà, scusate intendevo scrivere tetartemorion mi è scappato il dito..) per 35 euro ( extremely rare) e per poco di più degli inediti o dei " sesta conosciuta di questa città", due sono nei musei e tu ha comprato la quarta in mano a collezionisti. Manca un pezzo di metallo su un lato, è indubbiamente passata di mano un milione di volte e si vede, ma cosa pretendi per 60 eurozzi. Non so quale futuro ci sarà per la numismatica in Italia ma sicuramente lo vedo meno brillante di quello di altri paesi. Cordiali saluti e buone monete a tutti
  12. @Alberto Varesi e altri... Sui tulipani avevo letto e salvato un articolo (non ricordo dove pubblicato) che si riferiva alla ben nota vicenda di una banca ( la B minuscola è voluta). Ve lo passo quì : Le speculazioni finanziarie sui derivati non sono affatto una invenzione tecnologica, ingegnosamente scoperta dagli analisti finanziari americani, bensì sono un’idea finanziaria del Monte dei Paschi di Siena, che si è espressa 375 anni fa e che allora portò l’Europa alla catastrofe, seminando miseria, povertà e fame. Nei primi decenni del ‘600, grazie all’eccitazione mercantile dovuta alla scoperta dell’America e all’introduzione sui mercati europei di ingenti quantitativi di oro, argento e derrate alimentari, provenienti dal nuovo continente in via di spoliazione, gli europei creano “la borsa valori delle merci e dei preziosi” di cui Amsterdam diventa il centro propulsore. Il Monte dei Paschi di Siena, la più solida e antica banca europea (fondata nel 1472) diventa il più forte istituto di credito finanziario dell’epoca, luogo di incontro della finanza vaticana e delle rendite finanziarie delle oligarchie aristocratiche europee che lì si incontrano per scambiarsi i loro titoli e creare le grandi rendite patrimoniali europee. Nel 1593, il Monte dei Paschi di Siena finanzia Johannes Van Bommel, un grande mercante dell’epoca, il quale importa dalla Turchia i bulbi di tulipano, investendo nella loro coltivazione. Qualcosa di inspiegabile però accade. Anche se da allora sono trascorsi 400 anni, seguita a rimanere un mistero della mente umana. I tulipani diventano ben presto una specie di feticcio della neo-nata classe borghese mercantile, dando vita a una gigantesca febbre collettiva che invade tutta l’Europa. Gli storici e gli antropologi inglesi hanno addirittura coniato il termine “tulipomania” parola che, da qualche anno, indica una specie di malattia dello spirito che porta gli individui a speculare in borsa su “qualcosa di evanescente che non esiste”. Poco a poco, in tutto il continente si diffonde la mania dei tulipani che diventano ben presto un vero e proprio social status. Dovunque, da Lisbona fino a Roma, da Glasgow fino alla lontana Varsavia, gli europei si gettano nell’investimento di azioni dei bulbi di tulipano e in tutto il continente si aprono agenzie di cambio locale, gestite in appalto dal Monte dei Paschi di Siena. Al mattino si apre la contrattazione ad Amsterdam e alle 15 partono a cavallo i corrieri con i risultati del giorno, attraversando tutta l’Europa per andare a negoziare i titoli nelle diverse capitali. Ben presto, l’Europa comincia a diventare piccola e le capitali entrano in veloce contatto tra di loro, dando vita alle prime società di trasporto continentali. Nel 1605 la domanda di bulbo di tulipano raggiunge livelli vertiginosi. Vengono attribuiti nomi curiosi e strani ai bulbi e le famiglie di possidenti investono ingenti quantità di denaro su questo fiore. Nel 1623, un certo bulbo di tulipano, di un colore magari raro, arriva a costare il corrispondente di oggi di circa 50/70 mila euro. Il record viene toccato dal “semper Augustus” che viene scambiato nel 1630 per la cifra vertiginosa di 100.000 fiorini, pari a 250.000 euro odierni. In quell’anno, un certo Messer Cucinotti, ragioniere plenipotenziario di Monte dei Paschi di Siena nella sede di Amsterdam ha un’idea che seduce l’intera Europa: “la speculazione sui derivati finanziari” che lui inventa e codifica, in uno splendido testo di follia delirante finanziaria (si trovano i testi dell’epoca nella “Biblioteca pelagia di parte guelfa” a Firenze) con il termine “commercio del vento” o altrimenti detto “commercio finanziario delle nuvole”. Il Monte dei Paschi di Siena stampa dei contratti di assicurazione sul titolo dei bulbi e poi li assicura presso una loro filiale a Londra, la quale ne rivende –a prezzo maggiorato- il potenziale profitto di lì a sei mesi. Chi acquista quel titolo, lo rivende a un altro prezzo maggiorato e così via dicendo, per cui uno stesso titolo di possesso di un bulbo tocca il record nel 1632 di 186 proprietari della stessa azione a prezzi completamente diversi: la stessa azione vale 1 oppure 8 oppure 75 a seconda di quando è stata acquistata e da chi. La banca senese dà prestiti per acquistare bulbi di tulipano e raccoglie in garanzia proprietà immobiliari e terre coltivate, creando una massa finanziaria speculativa che nel dicembre del 1635 raggiunge una cifra pari a 15 volte l’intera ricchezza reale europea. Finchè alla fine del 1636 alcuni aristocratici, bisognosi di danaro in contanti per finanziare spedizioni navali o costruirsi un castello cominciano a vendere e si arriva al 9 febbraio del 1637 quando l’ondata di vendite si abbatte sul mercato provocando la più gigantesca catastrofe finanziaria che sia mai stata registrata nella storia. Il tutto avviene a una velocità inusitata per quei tempi, in pochissime settimane. E il mercato dei tulipani crolla. Migliaia e migliaia di famiglie si trovano sul lastrico perché il Monte dei Paschi di Siena attraverso le guardie reali olandesi requisisce le loro proprietà immobiliari date in garanzia per titoli di bulbi di tulipano che sulla carta valgono milioni ma che in realtà sono carta straccia. Nel solo mese di giugno del 1637, nella città di Amsterdam 15.000 persone sono travolte dal dissesto. La città di Arnheim diventa un enorme cimitero e così la città di Hannover, di Besancon, la lontanissima L’vov al confine tra la Polonia e l’Ucraina. L’Europa è travolta dal crollo della finanza sui derivati. Le famiglie rovinate abbandonano le loro terre che rimangono incolte provocando penuria e carestia nella popolazione. Nasce così la immensa ricchezza patrimoniale del Monte dei Paschi di Siena, che riesce a non fallire grazie all’intervento del Vaticano che accordandosi con il re d’Inghilterra dichiara “diabolici” i contratti stipulati dagli aristocratici di mezza Europa. Confisca i beni dati in garanzia, identificati come “oggetti del diavolo”, di cui diventa legittima proprietaria.
  13. Mi fate venire il torcicollo con le foto. 20 centesimi di Dirham del Marocco datati 2015 se ho visto bene.
  14. Fessbuc non mi avrà mai. E' diventato la palestra degli imbecilli. Un posto dove sfogare i loro peggiori istinti. Ergo.................
  15. https://www.sixbid.com/browse.html?auction=3276 Monete e medaglie napoletane di buon aspetto e conservazione