Lugiannoni

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Su Lugiannoni

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    Utente premium
  • Compleanno 20/02/1946

Informazioni Utente

  • Sesso
    Maschio
  • Località
    Piombino
  • Nome
    Luciano Giannoni

Interessi Numismatici

  • Settore
    Monetazione napoleonica
  • Settore
    Monetazione etrusca
  • Livello Studio
    Studioso autonomo

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  1. Lugiannoni

    Auguri

    Mi associo di tutto cuore: auguroni Carlo!
  2. Ottima iniziativa! I cataloghi NAC sono fonti preziose per ricerche e studi.
  3. @Piakos Ho usato, forse, la parola "investimento" in maniera scorretta ma per il resto sono sostanzialmente d'accordo con te, pur se vediamo il problema da punti di vista differenti. Dissento invece sul "braccino corto" e sul "non avere il denaro sufficiente". Nel primo caso infatti si tratta spesso di valutazione , che magari può anche essere errata, del reale valore della moneta offerta. Nel secondo caso, rifiuto l'idea che la numismatica sia solo un affare per ricchi e, fortunatamente ci sono anche le monetine da "ciotola" che permettono, ad esempio, a decine di giovani, non necessariamente aventi cognome Agnelli o Benetton o DeBenedetti o Rothschild, di avvicinarsi alla numismatica.
  4. Quando è passata in CNG partiva da 200$ ma ne ha realizzati 130. La moneta è messa maluccio e il prezzo basso lo certifica. Tanto per avere un termine di riferimento, quella che allego da CNG (sempre un Tinia da V unità) è stata venduta a 2.500 $ ! Questo non significa che se vuoi farti una piccola collezione di monete etrusche devi necessariamente avere un portafoglio inesauribile; se non compri per investimento ma soltanto per il gusto di avere delle monete populoniesi di 2.300 anni fa, direi che è un buon acquisto (e l'amico @Piakos mi perdonerà).
  5. Effettivamente ha tutte le caratteristiche della monetazione etrusca ed è molto simile - anche se con l'immagine ribaltata, cosa questa non infrequente ed una qualità inferiore nella resa del volto - alla monetina citata dal catalogo < cf. Vecchi EC I, p. 287, 126 (as or obol)> di cui allego orrenda foto scattata or ora con il cellulare. Non avendo visto direttamente la moneta non posso francamente dire di più; tuttavia mi fido - salvo prova contraria - del giudizio dell'amico Italo Vecchi che la ritiene autentica.
  6. Nessun disturbo, ma onestamente non saprei cosa dirti senza vedere direttamente la moneta; così a "occhiometro" potrei azzardare a problemi del bronzo o, anche se meno probabile, ad un difetto del conio.
  7. Posso rispondere, ma non ho capito quale sia la domanda. La moneta è bella, autentica, al di sopra dello standard medio qualitativo populoniese. Vale i 1.300,00 € di partenza? Ai posteri l'ardua sentenza, avrebbe detto il Manzoni. Forse la stima tende ad essere un po' elevata visto che questa tipologia monetale non è tra le più rare (se ne conoscono più o meno 400/450 esemplari); probabilmente sulla stima hanno inciso molto la qualità della moneta e lo stato di conservazione. La comprerei? No, perchè le monete di Populonia si possono studiare senza dover spendere un euro. Si, se avessi un notevole surplus di euri (che non ho) da investire. P.S. Per chi fosse interessato o incuriosito dalle dracme con testa di Aplu, allego un mio articoletto. Aplu.pdf
  8. Non è che non colleziono: ho le mie monetine del Principato di Piombino e quelle dei governi rivoluzionari. Ma per me l'interesse vero, quello che fa scattare la molla, è lo studio degli insiemi monetali, è non lo dico per farmi bello: semplicemente è che studiando le monete - certe tipologie o certi insiemi - in qualche modo le sento mie, me ne approprio. Attualmente, per colpa o merito, della pandemia mi sono messo a studiare le monete della <Repubblica di Siena ritirata a Montalcino> attratto dalla particolare vicenda storica di quelle coniazioni, vicenda che per altro si intreccia, anche se indirettamente e su fronti opposti, con la storia di Piombino. Insomma, mi diverto tantissimo studiandole ed il piacere è ancora maggiore in quanto non sono "obbligato" a studiare queste o quelle, me scelgo di volta in volta in base a uno stimolo, a una lettura, a una suggestione. Il tutto tenendo fermo un punto: la monetazione del territorio intorno a me, quindi Piombino e Populonia. Per quest'ultime, ti dirò che sono interessanti, affascinanti e ancora con tanto da scoprire, ma l'idea che quando sento suonare alla porta possa essere la GdF mi ha sempre scoraggiato dal collezionarle!
  9. Lugiannoni

    Buongiorno a tutti!

    Innanzitutto benvenuto sul forum. Dato le tue competenze in orologi non resisto alla tentazione di chiederti un parere su un orologio da taschino che mio nonno comprò a S. Francisco - dove era emigrato - nel 1915. E' in oro 14 k , marca Waltham. Grazie.
  10. Direi abbastanza copiosa. In dettaglio: POPULONIA circa 80 serie (senza ovviamente contare le tipologie derivanti da modifiche o variazioni di conio; solo per le Metus da XX abbiamo 39 coni diversi) tra oro e argento più una decina in bronzo. VETULONIA circa 9 in bronzo. LUCA 13 in argento. VULCI 5 in argento. A queste vanno aggiunte una quindicina di serie in Ag o Br da Zecche non identificate. Va comunque aggiunto che si tratta di regola di tipologie rappresentate da relativamente pochi esemplari; cosa che vale invece solo parzialmente per Populonia dove pur avendo numerosissime serie con pochi esemplari se non unici, abbiamo le Metus da XX di cui conosciamo tra "ufficiali" e non almeno circa 1.500 monete seguite da Hercle e Aplu che sono oltre il centinaio e da alcune piccole frazioni di dracma, sempre in argento. Queste citate potrebbero - il condizionale è obbligatorio - emissioni "ufficiali" mentre il resto potrebbero essere coniazioni "private". Per le altre città etrusche non è possibile dire se il basso numero di esemplari giunti fino a noi sia dovuto al fenomeno della "rifusione" (specie da parte romana) delle monete delle città via via conquistate o ad un uso relativamente scarso della monetazione. Per Populonia la faccenda sembra aver percorso strade diverse. Intanto non fu conquistata manu militari ma vi fu piuttosto un lento processo di assorbimento; inoltre è indubbio che a Populonia la produzione monetale non sia stata, come forse negli altri centri, un episodio sporadico ma al contrario un elemento costante nell'economia populoniese.
  11. Non saprei dire molto di più di quanto non riporti Italo Vecchi; <Testa femminile con capelli legati a chignon; sulla fronte un anello(?)>. Se ne conoscono poco meno di 30 esemplari.
  12. Francamente non sono in grado di risponderti così su due piedi, senza avere in mano la moneta e anche in questo caso non sarebbe facile senza delle analisi chimiche. Tieni comunque conto che nella monetazione populoniese - ma questo vale un po' per tutta la monetazione antica - non c'era un titolo dell'oro o dell'argento costanti. Così anche per il peso, che nelle Metus varia, su uno standard teorico pari a gr 8,4, da un minimo di 4,05 ad un massimo di 9,32; lo stesso vale per il titolo dell'argento dove abbiamo monete a 950‰ ed altre a 500‰. Nell'oro addirittura si è calcolato (analisi recenti del CNR di Pisa) che più è puro e più facilmente la moneta può essere falsa.
  13. Tra una moneta falsa (il termine "falso da studio" non vuol dire assolutamente nulla) ed una originale passa la stessa differenza che esiste tra una bambola gonfiabile e una donna, specie poi quando la moneta falsa costa più di una bambola gonfiabile. Eccezzzziunale...veramente!