Lugiannoni

Moderatore Globale
  • Numero contenuti

    1593
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni da Miglior Utente

    157

Lugiannoni è stato il miglior utente nel giorno 19 Novembre

Lugiannoni ha scritto i contenuti più apprezzati del forum!

Su Lugiannoni

  • Rank
    Utente premium
  • Compleanno 20/02/1946

Informazioni Utente

  • Sesso
    Maschio
  • Località
    Piombino
  • Nome
    Luciano Giannoni

Interessi Numismatici

  • Settore
    Monetazione napoleonica
  • Settore
    Monetazione etrusca
  • Livello Studio
    Studioso autonomo

Donazioni

  • Donazioni
    1 donazione

Visite recenti

12223 visite nel profilo
  1. Mi spiace che non si voglia lavare la testa, ma tant'è.
  2. Mi spiace di essere stata la causa indiretta di tutto quanto sopra. Voglio solo precisare alcune cose. Non temo affatto la dialettica anche aspra avendo fatto per decenni attività politico-amministrativa ma è chiaro che una discussione ha un senso ed un significato se risponde al classico schema: tesi - antitesi - sintesi; ma questo presuppone in entrambi i dialoganti la volontà di capire e cogliere gli argomenti dell'altro. Se però uno dei due abbia l è convinto di essere il detentore unico della VERITA', allora lo schema salta. Poichè sin da quando ho aperto la discussione mi sono posto in posizione dubitativa, cercando insieme ad altri amici risposte convincenti per cercare di chiarire, prima di tutto a me stesso, un problema per il quale non ho tuttora una spiegazione convincente non credo proprio io di essere il "talebano" proprietario della Vera Fede. Tuttavia, visto che sono più interessato ad una spiegazione valida che non ad avere a tutti i costi ragione, dico che sono sin d'ora disponibile a verificare assieme a lui, , le varie ipotesi e non ha problemi a dargli ragione qualora si possa dimostrare la bontà delle sue opinioni sperimentalmente, a sostegno delle quali non possono certo bastare dei ragionamenti che somigliano molto a delle vere supercazzole (ecco il perchè del mio richiamo finale al conte Mascetti!). Tralascio ogni commento sulle offese personali rivoltemi dal sig. Alessandro, rimandando a Dante, Inferno, canto III, verso 51. P.S. Non sono laureato in statistica.
  3. Lugiannoni

    Prossima HESS DIVO n°335 del 6/12/2018

    Può darsi che io abbia preso un granchio, poco male. Per nostra reciproca curiosità domani o dopodomani provo a stampare le tre foto su un acetato e verifico le possibili concordanze. Se hai ragione, quando passi da Piombino ti devo un caffè, in caso contrario me lo devi se vengo dalle parti di Messina!
  4. ...senza contare che la supercazzola prematurata come se fosse antani.
  5. Se facessi un veloce riscontro su famiglie random italiane e prendessi quelle presenti nel mio condominio risulterebbe che l' 83,3% degli italiani sono pensionati e solo il 16,6% lavora. Poichè maggiore è il numero del campione utilizzato e ovviamente più preciso sarà il risultato, il calcolo statistico per ottenere la moda è stato effettuato sulla totalità dei tipi conosciuti (legalmente): per Metus XX su un campione di 1271 monete, per Hercle su 178 monete e per Aplu su 276. Per eventuali errori si rivolga, eventualmente anche mio nome, alla StatPoint inc. proprietaria del pacchetto Statgraphics Centurion XV.
  6. Potremmo continuare all'infinito, rischiando lo sfinimento, con un continuo rilancio di ipotesi. Oltretutto Lei ha il difetto (o il pregio, se preferisce) di creare delle condizioni "su misura" utili a smentire l'ipotesi opposta. Un esempio:<...resto dell’opinione che il conio di rovescio fosse fisso e fosse un piano...> ma successivamente dice: <Il conio di dritto, fissato su di un ceppo e sporgente leggermente dal piano del ceppo per motivi pratici di esclusione di interferenze tra torsello e incudine.> .Per quale misterioso motivo un conio "normale" doveva sporgere dal piano per evitare eventuali "interferenze" mentre un conio su lastra poteva essere complanare alla lastra stessa senza "interferenze"? Ripeto, Lei ha le sue convinzioni granitiche ben radicate che, a quanto vedo, non sono mai sfiorate dall'ombra del dubbio; io non pretendo di avere certezze ma solo quelle che ritengo possano essere le ipotesi più semplici e plausibili (noti la forma dubitativa!). In questo modo è impossibile una discussione utile e proficua per entrambi.
  7. Visto che evidentemente la matematica e la statistica sono per Lei un mondo misterioso e oscuro, credo che un ulteriore proseguimento della discussione sarebbe peggiore del classico dialogo tra sordi. Lei resti tranquillamente delle sue opinioni, il mondo se ne farà una ragione ed io dormirò tranquillo come le altre sere . P.S. Mi occupo da oltre vent'anni di statistica applicata ai dati archeologici e credo quindi di sapere la differenza ed il diverso significato tra moda e media, quando è utile l'una e quando l'altra. Per una informazione minimale basta comunque Wikipedia alla parola <moda>.
  8. Che posso dirLe prima di andare a letto, solo che la fisica e la meccanica che ho studiato all'Università sarà stata probabilmente non euclidea e quindi non conciliabile con quella che Lei propone. Anche se, ripensandoci, la matematica e la fisica non c'entrano nulla, visto che si parla di manualità e che la verifica è facile da farsi sperimentalmente.
  9. Mi spiace dirlo, ma forse è Lei che non ha letto bene quanto ho scritto. Lo ripeto: non esiste differenza tra Metus XX, Hercle e Menrva, tutte e tre hanno una moda di gr 8,4!
  10. Anche con un conio di incudine "tradizionale" ed un conio di martello largo due-tre volte il tondello non è implicita una battuta disassata. Che posso dire: confermo quanto ho scritto a conclusione del mio intervento precedente.
  11. Sulla metrologia delle Metus da XX ho scritto di recente assieme a Fiorenzo Catalli su RASSEGNA DI ARCHEOLOGIA e rimando a quello per i dettagli . L'oscillazione tra valori minimi, appunto 5 gr, e massimi,anche oltre 9 gr non deve meravigliare ed è conseguenza del taglio grossolano dei tondelli. Inoltre non è vero che vi sia una differenza di peso tra Metus XX ed Hercle. Infatti da un punto di vista matematico-statistico per verificare il valore più vicino al peso teorico, occorre valutare la moda e non la media, come purtroppo spesso viene fatto. Dall'esame della moda risulta che entrambe le didracme hanno una moda pari 8,4 e le dracme con Aplu 4,2. Quindi questonon depone a favore dell'accumulo recente.
  12. Mi limito alla questione del conio di diametro maggiore rispetto al tondello: questo non solo è possibile, ma è vero, come ho in parte dimostrato al convegno di Populonia (per inciso: a chi interessa gli Atti usciranno entro la fine dell'anno), per i rovesci con le croci, ma al tempo stesso questo non implica un conio "tabulare" ma solo un conio di martello di diametro maggiore del tondello, cosa che, come nel caso appunto delle croci, consentiva di operare con maggior rapidità senza dover badare alla precisione della centratura. So che resterà della propria idea, ma questo fa parte della natura umana: se tutti si fosse d'accordo su tutto, il mondo sarebbe di una noia mortale.
  13. @Admin su questo concordo con @tinianum. Il vaso è integro. Riguardo al ripostiglio, è compatibile nella misura in cui chi nasconde un tesoro mette dentro tutto quello che vuol tutelare (quasi sempre non riuscendoci). Se vi è il dubbio su qualche moneta deriva dal fatto che quando i carabinieri andarono casa per casa a ricercare le monete, qualcuno potrebbe, comprensibilmente per i tempi, aver trattenuto quella/e di maggior valore dandone altre, trovate in precedenza sporadicamente fra le scorie.
  14. Magari fosse così semplice. Partiamo dalla coniazione. Normalmente venivano preparati due coni: uno veniva incassato in un supporto (conio di incudine o pila) mentre l'altro, mobile, sopportava direttamente il colpo di mazza (conio di martello o torsello); potevano essere di bronzo o di ferro. Su uno dei lati più stretti veniva inserito del ferro dolce sul quale , bulinando e scavando, si otteneva il negativo dell'immagine. E' evidente che per l'incisore lavorare su una superficie di 30-40 mm al massimo era assai più agevole e razionale che operare su una piastra che, dovendo contenere più conii, avrebbe dovuto avere una dimensione ben più ampia, costringendo l'incisore non avrebbe potuto ad un lavoro certamente scomodo intorno a tale piastra. Non è quindi un caso che ovunque si usasse il sistema dei due conii "isolati". a sn conio di martello, a ds conio di incudine. Noi non abbiamo prova dell'esistenza materiale di conii populoniesi -ma sappiamo ovviamente che li avevano - proprio perchè la spiegazione più semplice è spesso la più probabile, mi sentirei di sostenere che, fino a prova contraria, si usassero i due conii "classici". Come spiegare, secondo la mia ipotesi, il conio con la scritta MI PVPLVNA LES su una moneta con Aplu? visto che se ne conosce (legalmente) una sola su oltre trecento esemplari noti e considerato che è lo stesso conio utilizzato per alcune didracme con il volto di Menrva (entrambi i conii sono di 16 mm alla perlinatura) è più semplice pensare che una tantum il malleator abbia utilizzato - per errore o per scelta non lo sapremo mai - il conio di martello di un'altra moneta (il cui tondello peraltro è superiore di diametro). "Questione polpo". Non è esattamente vero che <il polpo è palesemente impossibile da alloggiare nello spazio del tondello>; questo avviene in alcune monete, non in tutte, ma è evidente anche ad un profano che i populoniesi non badassero affatto nè alla centratura ne alla dimensione e forma del tondello. Purtuttavia il dritto con Metus - forma del tondello permettendo - è prevalentemente centrato, mentre il "decentramento" avviene più frequentemente sul rovescio, come ben sa chi ha effettuato numerose sperimentazioni di coniazione, ed è appunto questo il caso dei rovesci delle monete populoniesi. Per quanto riguarda il polpo, come altri segni, quando il colpo era giusto ed il tondello "tondo" risultava perfettamente centrato. Alcuni esempi di buona centratura malgrado il tondello: Insomma, mi pare di aver risposto in maniera documentata e credibile. Questo non significa che la mia sia la verità indiscutibile, ma è appunto - e su questo mi pare concordiamo - la spiegazione più semplice.
  15. Quella del "rovesciamento" è stata francamente la prima idea avuta quando ho iniziato lo studio dei conii delle Metus da XX unità; tuttavia, esaminando un migliaio di monete ho verificato che in realtà il conio di martello è quello liscio o con altre raffigurazioni diverse dalla testa di Metus. Oltretutto, sempre nell'ipotesi del conio di martello con il volto di Metus, visto che le "impressioni ad arco di cerchio" sembrano corrispondere dimensionalmente alla perlinatura, la battitura "fasulla" avrebbe dovuto incidere sul piano anche parte del volto, cosa che non risulterebbe. Non vi è dubbio, in ogni modo, che ad oggi conosciamo assai poco dei funzionamentie dell'organizzazione delle officine monetali populoniesi. Naturalmente ben felice di accettare altre ipotesi che si dimostrassero valide alla prova "galileiana".