Lugiannoni

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  1. Stamani ho telefonato alla casa d'aste. Cortesissimi ed interessati, ma ho la sensazione che non la toglieranno dalla vendita. Mi auguro, per il futuro acquirente, di essermi sbagliato, ma non ci credo. In effetti la recente pubblicazione di I. Vecchi tende a generare l'equivoco. Infatti nel vol. 1/2 a pag. 444 riporta due "sorelle" (realizzate con lo stesso conio di una tipologia peraltro diversa da tutte le altre del tipo 48) della nostra moneta mentre successivamente, alla pl.38, n.48.78 riporta la "nostra": Un errore (non è l'unico in un'opera peraltro notevolissima e indispensabile per lo studio della monetazione etrusca) che sta generando, a mio avviso, un bel pasticcio. Ciliegina sulla torta, la moneta, come riporta correttamente la casa d'aste, è dorata (gilt in antiquity)!
  2. @f.dc , @Piakos , chi, come me, vive la numismatica nella dimensione provinciale del piccolo studioso con una piccola collezione, nel seguire il vostro dialogo estremamente interessante e illuminante rischia di sentirsi spaesato. Un po' come Alice nel paese delle Meraviglie, meraviglie che luccicano, brillano e risplendono ma dietro le quali si celano creature evanescenti ed enigmatiche delle quali non saprai mai se sono benigne o maligne finchè non hai varcato, titubante e in ansia, la loro porta. D'altra parte questa vostra narrazione, per quanto crudemente realistica, ha lo scopo di gettare una lama di luce su un mondo con molti lati oscuri o comunque opachi; ben venga quindi. Resto in attesa delle prossime puntate.
  3. I segni di valore (X:X) sono corretti; tieni presente che gli etruschi non avevano la stessa cura dei greci per le coniazioni. Per avere un dato para-statistico, si trovano mediamente tre monete su dieci con il tondello centrato. Inoltre i capelli (si veda anche questa seconda immagine) sono diversi dalle due Metus autentiche mentre appartengono allo stesso conio di quella falsa. Stesso discorso per la bocca, che ha la parte centrale del labbro superiore con una flessione piuttosto accentuata. Avvertire la casa d'aste? può essere un'idea, ma potrebbero anche mandarmi al diavolo dicendomi:<Chi diavolo sei per affermare l'autenticità di una moneta?>. Ci penserò un momento.
  4. Questa moneta è offerta attualmente da una casa d'aste. Si tratta della classica didramma con Metus al D/ e sul retro due caducei contrapposti. Apparentemente tutto normale; si tratta di una tipologia non frequentissima ma comunque attestata con vari esemplari presenti anche nei ripostigli di Populonia e Montalcino. Da notare che tutti gli esemplari che conosciamo di questa tipologia provengono da un unico conio. Italo Vecchi nei suoi volumi ETRUSCAN COINAGE, al capitolo sui falsi (forgeries) riporta la seguente foto, ripresa da "IBSCC Bulletin on Counterfeits BOCS Vol 15 No.1 1990 Page 6 Item 7a". A questo punto chiedo agli amici più esperti un parere: @Piakos , @Admin, @Spoudaios, @Alberto Campana, @bubbolo, ecc. cosa ne pensate?
  5. Azzardo, pur con il timore di dire una baggianata. Poichè la moneta 2. presenta al R/, nell'area centrale, la stessa macchia marrone chiare visibile anche nella moneta 1., sembrerebbe non aver avuto interventi di "ricoloritura" o patinatura che in qualche misura avrebbero modificato colore e forma della macchia stessa. Direi piuttosto che è stata migliorata la foto, che nella 2. si presenta più argentea. Renzo @Piakos, questa volta c'ho azzeccato?
  6. Come sempre le "provocazioni" di @Piakos sono stimolanti quindi proviamo a stare al gioco. Personalmente non credo all'ipotesi di una crisi "irreversibile" ma piuttosto ad una battuta d'arresto congiunturale. Le monete di alta conservazione e rarità resteranno sempre, come conferma Renzo, interessanti ed appetibili sia agli investitori che ai collezionisti di fascia alta mentre per le altre occorre non dimenticare che il collezionismo numismatico - a differenza di quello filatelico, ad esempio - è molto spesso legato allo studio ed alla ricerca e quindi anche le monetine di conservazione media continueranno ad attirare collezionisti e studiosi, grazie anche ad un "provvidenziale", anche se non eccezionale, congelamento dei prezzi, peraltro molto "frastagliato". Ho visto infatti negli ultimi tempi monete, non oltre R2 ed in conservazione decisamente mediocre, in asta a prezzi di partenza doppi e più rispetto ad un anno fa. La crisi semmai può aver colpito, ma non ho dati su questo, il settore delle così dette commemorative o di altri settori di monetazione contemporanea.
  7. Giuro che non dirò più nulla sulle monete greche o romane prima che @Admin e/o @Piakos ne abbiano testa l'autenticità!
  8. Queste ultime osservazioni di @bubbolo mi pare diano un'indicazione piuttosto precisa: il collezionista medio e medio-basso (termini questi che indicano esclusivamente le disponibilità economiche) si rivolge - posso aggiungere: intelligentemente? - a quelle tipologie che, come appunto dice @bubbolo, <...negli anni 70/80 non le voleva nessuno....> o che <Qualche anno fa si compravano a peso o poco più>. E' altresì vero che anche queste, aumentando la domanda, tenderanno a crescere di prezzo, ma prima che si arrivi a certe follie presenti in altre e più "blasonate" tipologie ne passerà comunque del tempo. Mi pare che si confermi un'ipotesi che formulai in altra discussione (mi rendo conto per primo che l'autocitazione è un brutto sintomo...) relativamente all'esistenza di due numismatiche: quella per i grandi investitori-collezionisti a livello internazionale e quella per i suddetti collezionisti medi, con il vantaggio che questi, intervenendo in settori poco noti e/o studiati, potranno auspicabilmente stimolare lo studio di monetazioni sinora più trascurate.
  9. Complimenti a Pietro @Neapolis per il suo articolo!
  10. Panorama Numismatico nr.328 – Maggio 2017 In copertina, Sulle monete da dodici carlini coniate nella zecca di Napoli a ricordo del felice ritorno di Ferdinando IV di Borbone e Maria Carolina dal viaggio in Austria. Documenti e considerazioni sui motivi di una doppia coniazione, di Pietro Magliocca: grazie a una ricerca archivistica, è stato possibile far luce su una incognita della monetazione meridionale. Troverete, all’interno: Traendo spunto da un fatto di cronaca, Gianni Graziosi parla di Banconote “troppo” false, ossia cercare di spendere un biglietto palesemente contraffatto, è punibile dalla legge? Per la monetazione antica: Le tipologie monetali legate alla misteriosa città di Uranopoli sono il punto di partenza di una riflessione sulla diffusione del culto di Afrodite Urania in ambito mediterraneo, in Afrodite Urania. Storia occidentale di una divinità orientale, di Davide Bruni. L’immagine della Fortuna venne rappresentata sulle monete dall’antichità al Rinascimento. Ne illustra alcuni esempi Alberto Castellotti in I vari volti della fortuna (disponibile come anteprima online). Per la monetazione moderna: Continua la pubblicazione dell’articolo di Mario Veronesi Modena: sesini, bolognini, muraiole e giorgini di Francesco I d’Este. Proposta per una collocazione cronologica, comprese alcune varianti inedite, con la quarta parte di questo studio sistematico su tipologie, stili, caratteri e rappresentazioni delle coniazioni modenesi nel corso del XVII secolo. In Una variante inedita della petachina di Filippo Maria Visconti per la zecca di Genova, Giuseppe Merlino parla dell’esemplare di una moneta priva del biscione visconte fatta coniare dal duca di Milano nella zecca ligure. Per la monetazione estera: Corrado Marino illustra Le prime emissioni islamiche, che fecero la comparsa nella Penisola araba e nel vicino Oriente pochi anni dopo la morte di Maometto, piccoli bronzi ad imitazione delle monete bizantine. Nel Settecento i sovrani russi vollero che il loro Paese fosse dotato di articolato sistema monetario e, per questo, stabilirono numerose sedi per la coniazione di monete. Ne parla Giuseppe Carucci in Le zecche di Russia. Per la monetazione contemporanea: La pubblicazione di un documento inedito sulle monete dichiarate fuori corso nel 1842 solleva alcuni interrogativi, come osserva Renzo Bruni in Nota sulle monete di rame per la Sardegna con data 1842. Per le notizie varie di numismatica: Bernardino Mirra prosegue la ricostruzione della storia delle riviste numismatiche iniziata molto tempo fa e giunta ora alla diciannovesima parte, in Le nostre gloriose riviste numismatiche. Per la rubrica Notizie dal mondo numismatico si parla della Medaglia per il 125° anniversario della Società Numismatica Italiana, opera di Piero Monassi, e del nuovo Gazzettino di Quelli del Cordusio. Per la rubrica Emissioni Numismatiche, le prime emissioni della Repubblica italiana per il 2017. Per la rubrica Recensioni sono presentati due volumi appartenenti all’opera Prove progetti e rarità numismatiche della monetazione italiana di Domenico Luppino, dedicati all’epoca napoleonica (1796-1815) e al Principato di Monaco (1505-2015). Inoltre l’ultimo volume degli Annali dell’Istituto Italiano di Numismatica (n. 61, 2015) e il fascicolo del «Bollettino di Numismatica» dedicato al ripostiglio dell’Atrium Vestae nel Foro romano (R. Naismith, F. Tinti, The Forum Hoard of Anglo-Saxon Coins).
  11. La monetazione siracusana - ed in generale quella siciliana - sia che si tratti delle coniazioni in argento che in bronzo, ha una produzione che da un punto di vista qualitativo non ha eguali. Penso, limitandomi ad alcuni nomi, a Selinunte, Naxos, Catania, alla stessa Palermo che , pur essendo cartaginese, partecipa con pieno titolo a questa bellissima e irripetibile stagione della numismatica antica.
  12. Non so se qualcuno ha fatto questa ricerca, ma credo sarebbe interessante, anche per poter fare dei confronti, conoscere come stanno le cose in altri paesi dell'area euro. Penso in particolare alla Francia, alla Spagna e al Belgio, paesi dove sono presenti importanti case d'asta di livello europeo e dove anche lì la crisi economica ha pesato - seppur meno che da noi - negativamente. Se si appurasse che in questi paesi il mercato numismatico ha tenuto, credo proprio che le pessimistiche previsioni dell'amico Renzo @Piakos potrebbero trovare conferma, indicando una situazione difficilmente recuperabile in tempi brevi.
  13. Sicuramente tutti conoscerete la "bolla dei tulipani" scoppiata nel XVII secolo in Olanda. Per i pochi che non la conoscessero dico solo che si creò una frenesia speculativa centrata sull'acquisto dei bulbi, che giunse addirittura all'acquisto di futures. Il bulbo di un tulipano particolarmente bello e ricercato, il Semper Augustus - ripeto, un solo bulbo! - arrivò ad essere acquistato per 6.000 fiorini oro! tulipano Semper Augustus Inutile e superfluo dire che quando la bolla scoppiò - e tutti sappiamo che le bolle prima o poi scoppiano - vi furono centinaia di olandesi benestanti e/o ricchi che avevano venduto palazzi e proprietà e che si trovarono in rovina. Non voglio con questo preconizzare future sciagure del mercato numismatico, ma mi rifiuto di credere, come ha detto qualcuno, <che la Storia insegna che nessuno impara dalla Storia>. Un modo, azzardo, potrebbe essere quello di "sganciare" le quotazioni delle FDC/SPL dalle conservazioni minori. Mi pare di aver notato, specie nei prezzari, che all'aumento di valore delle conservazioni massime, corrisponde un rialzo spalmato un po' su tutte le altre, a cascata. Posso sbagliarmi, ma se così fosse confermato, rivedendo questo meccanismo il mercato delle monete "cenerentole" potrebbe forse riavere una boccata di ossigeno, rivitalizzandosi.
  14. @Alberto Varesi ha fatto un quadro realistico e, per certi aspetti, disarmante dell'attuale situazione; tanto più veritiero provenendo da una persona che nel mondo della numismatica lavora da anni con serietà. Nelle cose dette da Varesi vedo anche una conferma di alcune mie riflessioni e lo stimolo a continuare a raccogliere e studiare le monete che mi interessano, sperando (egoisticamente, lo confesso) che il buon vecchio BB continui ad essere disprezzato dai fanatici (e facoltosi) amanti del FDC e continui ad essere acquistabile, magari con ulteriori ribassi!
  15. Non sono così addentrato nel mondo del commercio numismatico da poter parlare con certezze acquisite. Intuitivamente (escludendo le moderne commemorative e gli euri) direi che il Regno è quella che ha un fortissimo potere attrattivo, seguita dalle romane e greche. Quest'ultime tuttavia risentono delle restrizioni di legge e del proliferare dei fakes. Ve ne sono altre "a rischio" (forse le napoletane?) ma è comunque evidente che nelle raccolte più diffuse si annidano più agevolmente falsari, speculatori, affaristi e maneggioni e questo prima o poi le sottopone al rischio "sub-prime". Accadrà, non accadrà? Non lo so, ma per tranquillità me ne tengo lontano.