Lugiannoni

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About Lugiannoni

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  • Birthday 02/20/1946

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  • Gender
    Maschio
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    Piombino
  • Name
    Luciano Giannoni

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  • Numismatic studies
    Monetazione napoleonica
  • Numismatic studies
    Monetazione etrusca
  • Study level
    Studioso autonomo

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  1. Il candelabro tutto d'oro è probabile che si sia trasformato in un più che cospicuo numero di aurei di Tito o di Domiziano. A proposito del sacco di Gerusalemme del 70 d.C. mi vengono a mente i versetti del Vangelo di Luca 23, 27-31:<Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
  2. Ho capito. Se una è ricca, bella, potente, ammirata da poeti e statisti e magari nobile e rende il marito simile ad un cervo (es. Donna Franca Jacona della Motta dei baroni di San Giuliano) è "super partes", se invece è middle class e rende il marito simile ad un cervo allora è una zoccola. Basta intendersi.
  3. @Quintus scusa l'impertinenza, ma <...Si tramanda che avesse una personalità attiva.> significa che era una grandissima zoccola?
  4. Scaricato. In settimana mi riprometto la lettura, ma non so se sarò in grado di commentare data la mia più che scarsa conoscenza della monetazione imperiale. Una cosa però vorrei chiederti, essendomi per ora limitato alla lettura dell'abstract: esaminando la monetazione di Faustina hai mica studiato anche i coni e le loro varianti?
  5. @Ross14 innanzitutto benvenuto. Detto questo, a leggere quanto hai scritto sui sesterzi di Faustina minore direi che hai una notevole conoscenza della monetazione romana. Aspettiamo con piacere di leggere altri tuoi interventi!
  6. Panorama Numismatico n.353, settembre 2019 In copertina l’articolo di Marco Bianchi, Conio variato nella moneta da 2 lire 1815 Maria Luigia per Parma, il secondo di tre articoli dedicati alle varianti delle emissioni della duchessa di Parma. Troverete, all’interno Per le curiosità numismatiche: In Quando un fumetto diventa un mito, Gianni Graziosi dedica la sua rubrica ad Asterix in occasione dei sessant’anni dalla sua prima apparizione, evento per il quale Monnaie de Paris ha emesso una moneta celebrativa da 2 euro. Per la monetazione antica: Roberto Diegi si occupa di Due imperatori o usurpatori dei quali, forse, neppure si ricordano i nomi: Tetrico I e Tetrico II, che regnarono per brevissimo tempo ma emisero molte monete. Alberto Castellotti assegna alla zecca di Roma una piccola moneta costantiniana, in Una inedita e sorprendente frazione di follis di Costantino II. Per la monetazione italiana medievale e moderna: Claudio e Guglielmo Cassanelli parlano della mostra Galleria metallica. Ritratti e imprese dal Medagliere Estense che si è tenuta recentemente al Palazzo dei Musei di Modena, aggiungendovi una rassegna delle medaglie di Francesco II d’Este. Per la medaglistica: Una placchetta ricorda il viaggio simbolico che l’8 novembre 1979 papa Giovanni Paolo II fece in treno fino alla stazione di Roma Salario. Fabio Robotti racconta la vicenda in La medaglia di San Giovanni Paolo II in occasione della sua partecipazione alla XXI Giornata del Ferroviere. Per la cartamoneta: Corrado Marino racconta La breve e poco conosciuta storia di un piccolo territorio tra Siberia e Mongolia chiamato Tannu Tuva che, durante la sua breve indipendenza, emise una serie di rarissime e assai costose banconote. Per la monetazione estera: A partire dalla seconda metà del XVIII secolo sulle monete russe non comparve più il ritratto del sovrano. Questo uso proseguì fino al 1885 quando venne deciso che sulle monete d’oro e su alcune in argento tornasse a comparire il ritratto del regnante. Ne parla Giuseppe Carucci in Il ritorno del ritratto. Per la monetazione contemporanea: Renzo Bruni, grazie a Una tessera per “vuoto a rendere” della Giacomo Costa fu Andrea, racconta la storia della società ligure che, dalla produzione di olio alla creazione di una compagnia di navigazione, è diventata una delle aziende più importanti del dopoguerra. Per la rubrica Notizie dal mondo numismatico, si pubblica il programma del Convegno Monete frazionate. Aspetti economici, questioni cronologiche, quadri regionali, che si terrà all’Università Cattolica Sacro Cuore di Milano i prossimi 15 e 16 settembre. Si parla, inoltre, della nuova sezione numismatica al Museo Bruschi di Arezzo, aperta al pubblico il 21 giugno scorso, e della terza edizione del Concorso a premio per una tesi di laurea in Numismatica dedicato a Mario Traina.
  7. Se tanto mi da tanto, Courbier non sembrerebbe molto portato alle somiglianze!
  8. Sarei tentato di suggerire una ipotesi che, se confermata, aprirebbe un nuovo orizzonte alla storia romana e non solo. E se fossero non tanto delle imitative, ma piuttosto - e ne vedrei conferma nell'uso di triplici sistemi numeral-linguistici - la prima, sinora sconosciuta edizione di un gioco destinato non solo all'uso interno, come erano i latruncoli, ma anche all'export il cui nome (del gioco) era Monopolicus?
  9. Mi permetta, pregiatissimo Quintus, di lodare la Sua puntuale e sottile notazione che colloca, come da Lei supra affermato, le emissioni in oggetto in un ben definito e corretto arco temporale. Resta comunque confermata l'esimia rarità delle monete testè presentate che, voglio sperare, possano andare ad impreziosire una pubblica raccolta. A questo proposito mi permetta di suggerire la romana AMA. Vale!
  10. Non c Mi spiace contraddirti, ma questi documenti dell'epoca - e quindi incontrovertibili - dimostrano senza ombra di dubbio che i romani scrivevano IIX e non, come si è finora erroneamente pensato, VIII ! E' uno scoop storico eccezionale!
  11. In una precedente discussione <Piombino: l'apparizione "fulminea" di una S.Anastasia... > ho descritto il principe Giovan Battista Ludovisi, evidenziando <..sue donnesche imprese...> come avrebbe detto Leporello (Mozart-Da Ponte Don Giovanni), nonchè, come scrisse un cronista del suo tempo, <aver avuto poco cervello> nel dilapidare l'enorme fortuna ereditata dal padre Niccolò. Tuttavia, esaminandolo da un punto di vista strettamente numismatico e iconografico, G. B. Ludovisi fu un innovatore, nel senso che superò la monotonia della precedente monetazione paterna, basata essenzialmente su soli due tipi base: volto di profilo / stemma; stemma / Immacolata, creando una maggiore varietà di tipi. Oltre al mezzo tollero con lo stemma della comunità piombinese (ora al British) fece coniare uno splendido tollero con al R/ una veduta del porto di Piombino. La moneta, in realtà nasce piuttosto per bassi motivi economici; poichè riprendeva la tipologia del contemporaneo tollero granducale la speranza non troppo celata era quella di inserirsi nel giro della monetazione per l'Oriente, cui appunto il tollero di Cosimo III era destinato, lucrando sul titolo più basso di questo tipo di monetazione. Esemplari conosciuti: due (Roma e Vienna). Un'altra tipologia piuttosto originale fu quella dei due mezzi giulij. Mentre al dritto c'è lo scudo con lo stemma di famiglia (nel primo caso Ludovisi/D'Aytona, nel secondo Ludovisi)) al rovescio troviamo in uno il monogramma MA dedicato alla moglie Maria d'Aytona mentre nell'altro il monogramma JBL, facilmente comprensibile. Inutile dire che di entrambi conosciamo pochissimi esemplari (sul MIR sono indicati R5!).
  12. Non sono rare ed il loro valore, dato anche lo stato di conservazione, oscillante tra 20 e 30 € . Condivido comunque quanto detto da @Piakos : le monete, specie quelle antiche, hanno un interesse storico-culturale che travalica il semplice valore economico del momento.
  13. La prima (D/palma e due globetti - R/testa di cavallo) dovrebbe essere sardo-punica mentre la seconda (D/ testadi Kore - R/ testa di cavallo) siculo-punica. La stessa tipologia si trova però anche nella zecca di Cartagine, ma punterei sulla zecca siciliana.
  14. Con l'ingrandimento la cosa è più chiara. Si tratta di una sterlina coniata nella zecca di Melbourne (Australia); resta confermato quanto già detto sul valore.