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Lugiannoni

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Su Lugiannoni

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    Utente aureus
  • Compleanno 20/02/1946

Informazioni Utente

  • Sesso
    Maschio
  • Località
    Piombino
  • Nome
    Luciano Giannoni

Interessi Numismatici

  • Settore
    Monetazione napoleonica
  • Settore
    Monetazione etrusca
  • Livello Studio
    Studioso autonomo
  • Responsabile Scientifico di
    Monetazione Etrusca e popolazioni pre-romane in Italia

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  1. Lugiannoni

    Il primo IMPERATORE

    Sono portato a concordare con @Ross14. Cesare, che era stato, sia di persona che indirettamente vittima di Silla, intervenne per riportare la barra del potere verso i ceti popolari - non a caso era nipote di Mario - in un momento in cui il potere era in mano ad una oligarchia senatoria chiusa e reazionaria di cui Cicerone fu il rappresentante più noto. E' stato detto giustamente che Cesare è morto troppo presto per capire davvero gli sbocchi che avrebbe potuto avere la sua politica. Parlando di Cesare mi viene naturale l'accostamento a Napoleone, non tanto e non solo per la genialità sui campi di battaglia, ma principalmente per aver compreso che in una fase storica di involuzione e degenerazione - in Francia il Direttorio con il ritorno delle pulsioni monarchiche e la corruzione dilagante, mentre a Roma proseguiva il rafforzamento della classe latifondista senatoriale a scapito del progressivo impoverimento dei ceti popolari iniziato con l'uccisione dei Gracchi - non vi era altro modo che assumere il ruolo di dictator per imporre una svolta radicale riequilibrando i rapporti di forza nella società romana. Va anche aggiunto che la situazione sociale era giunta ad un livello insostenibile. Che la politica di Cesare fosse nella direzione giusta lo dimostrano le reazioni del popolo al momento della sua morte; i sedicenti tirannicidi si salvarono per un soffio al linciaggio e furono comunque destinati alla sconfitta finale. Si badi bene: che le masse corrano ed osannino il capo di turno finchè è vivo è cosa frequente; assai più rara che si mobilitino per difenderne la memoria e vendicarne la morte.
  2. Lugiannoni

    Tesoretto in Ungheria

    Ritrovamento estremamente interessante. Tuttavia se l'eterogeneità temporale si capisce abbastanza visto che le monete in argento o in oro erano l'equivalente di piccoli lingottini, meno chiari sono spesso le ragioni che si adducono per spiegare come il tesoro si è formato. Quasi sempre si parla di guerre imminenti ma in molti casi queste non sono poi scoppiate. Allora cosa è successo al seppellitore: se lo è dimenticato? è morto mentre andava a recuperarlo e nessuno quindi ha più saputo dov'era? Ma in tale caso è credibile che un tale, temendo una guerra o una invasione seppellisca un tesoro senza aver informato nessuno della famiglia (in caso di guerra il rischio di decesso non era certo improbabile)?
  3. E' uscito in questi giorni un bellissimo volume dell'amico Renato Villoresi sulla monetazione della Zecca di Ancona. Pur rimanendo il C.N.I. un testo base da cui non si può prescindere, è sempre più necessaria, anche alla luce delle acquisizioni avvenute da allora ad oggi, una rilettura critica ed un adeguamento sulla produzione delle numerose Zecche italiane ed il volume si muove appunto in questa direzione.
  4. Moneta che, a mio parere, ha un valore storico notevolissimo e che, purtroppo, manca ancora alla mia raccolta di monete dei governi <rivoluzionari>. Ricorda l'eroico e sfortunato momento della Repubblica dell'ammiraglio Caracciolo, della Pimentel, di Pagano e degli altri martiri così come ricorda ad eterna infamia il tradimento e la vigliaccheria di Ferdinando IV e dell'ammiraglio Nelson. Comunque un bel pezzo della nostra storia.
  5. Il XIII ed il XIV secolo, particolarmente in Toscana ma non solo, fu caratterizzato da continue lotte interne alle varie città - tra guelfi e ghibellini, tra bianchi o neri, tra bergolini e raspanti e così via - ma si videro anche continue lotte tra Firenze contro Pisa, Siena contro Firenze, Lucca contro Pisa Pisa contro Genova, Arezzo contro Perugia. Una costante di queste piccole guerre "intercomunali" era data dal fatto che l'esercito della città che al momento aveva vinto la battaglia si accampava sotto le mura della città sconfitta e lì venivano organizzate gare di corsa sia a cavallo che a piedi (particolarmente famosa quella organizzata dai perugini sotto le mura di Arezzo dove, per massimo oltraggio, fecero correre, seminude, le prostitute che erano al seguito del proprio esercito) nonchè macabre impiccagioni di animali a simboleggiare i nemici sconfitti; tutto per schernire ed umiliare i perdenti. A tutte queste attività spesso si aggiungeva, per ulteriore spregio, la battitura di proprie monete. In questo caso, al di là della beffe e dello scherno vi era un significato politico marcato: noi battiamo le nostre monete sotto le vostre mura come le battiamo nella nostra città perchè ora anche questo è nostro territorio. Normalmente le monete erano battute con i conii usati normalmente; vi sono però alcuni rari casi di conii realizzati ad hoc. Un caso è quello che risale al 1256, quando, avendo Pisa occupato parte del territorio di Lucca (guelfa a quel tempo, ed alleata di Firenze), i fiorentini (alleati di Lucca) ricacciarono gli invasori in località Ponte al Serchio. Rincorsi i nemici fin nel loro territorio, a San Jacopo in Val di Serchio, come ci informa Giovanni Villani nella sua Cronica, lì tagliarono un grosso pino e sul suo ceppo, posto il conio d'incudine, batterono un fiorino d'oro con ai piedi del Battista un rametto con tre pigne che alludevano evidentemente al pino su cui i fiorentini avevano battuto moneta in territorio pisano. Per par conditio occorre anche dire che nel 1363 i pisani alle porte di Firenze coniarono monete d'oro con l'aquila - simbolo orgoglioso della Pisa ghibellina - che tiene tra gli artigli il Marzocco, simbolo di Firenze. Circa cento anni dopo ancora Firenze e ancora Pisa. I fiorentini, anche stavolta vincitori, battono ad Ospedaletto, praticamente sotto le mura pisane, un fiorino d'oro ed un grosso in argento ed anche stavolta il conio è "fatto su misura". Sotto i piedi del S. Giovanni una volpe, a simboleggiare i pisani. In più, per rincarare la dose, accanto alla testa del Battista uno spezzone di catena per ricordare la cattura delle catene che chiudevano l'imboccatura del Porto Pisano. Insomma la moneta serviva non solo a rappresentare la potenza economica di una città o di uno stato, ma anche quella militare!
  6. Lugiannoni

    FFdF... ovvero Falsi Follis dalla Francia

    Dopo @carledo49 e @Realino Santone mi sento obbligato a ringraziare Piakos per un titolo (maestro) che non credo di meritare. Non è per falsa modestia, anzi mi piacerebbe esserlo, ma per ora troverei un buon compromesso con la formula <buon conoscitore di alcuni settoriali aspetti della numismatica>. Complimenti comunque a Renzo per la bella narrazione storico-mitologica legata alla moneta di Agatocle.
  7. Non è facile valutare solo da foto l'autenticità o meno di una moneta, specie se fusa. Nel caso specifico - ma, ripeto, occorrerebbe una visione ed una valutazione dirette - la moneta sembrerebbe presentare delle "anomalie" rispetto ai tipi comunemente conosciuti. Infatti i sei raggi della ruota sono presenti dal quincussis al triens ma con una fascia di peso che va (mediamente) da 750g a55g. I tipi più piccoli (dal quadrante all'oncia) presentano 5 o 4 raggi a meno che non si tratti di moneta "coniata" e non fusa. Le difformità dell'ancora, allora, potrebbe essere un problema legato all'uso di più conii. volta volta sostituiti per rotture. Mi rendo conto di non aver chiarito molto, ma in queste forme monetali "arcaiche" la variabilità è notevolissima.
  8. Lugiannoni

    Monete iconiche di epoca classica

    Due case d'asta serissime; il problema, per le classiche, potrebbe nascere al momento di passare la dogana... e non certo per paura del contagio!
  9. Lugiannoni

    Monete iconiche di epoca classica

    In teoria acquistando una moneta etrusca, una romana, una della Magna Grecia ed una della Sicilia si potrebbe ottenere lo scopo, poichè avremmo rappresentate le 4 grandi civiltà e culture dell'Italia antica. Ma poi c'è la realtà: queste monete, per motivi ovvi, provengono assai spesso da ritrovamenti clandestini ed il loro acquisto si configura come reato, a meno di acquistarle da professionisti in grado di garantirne le liceità e la provenienza. Forse la soluzione più tranquilla e anche meno impegnativa economicamente può essere magari l'acquisto di un denario romano di epoca repubblicana, ma sempre da un rivenditore serio e capace di fornire garanzie sulla provenienza e, ovviamente, sull'autenticità.
  10. Lugiannoni

    Staff 2020/2021... nuovo ingresso

    Complimenti e buon lavoro!
  11. No; per ora conoscevamo cinghiali, delfini, civette, polpi, leoni ed animali fantastici come chimere e leoni marini, ma non aquile. Personalmente ritengo che a Populonia, un po' come nell'Atene delle wappenmunzen, circolassero monete "private" con simboli (ma premetto che è una ipotesi difficilmente dimostrabile almeno per ora) forse legati ad animali totemici della famiglia o del clan, qualcosa di molto simile agli stemmi nobiliari medievali.
  12. Concordo con le considerazioni fatte; non condivido, almeno per la situazione particolare di Pompei, invece l'affermazione sulla scarsa capacità indiziaria di una moneta extra tesoretto. Una considerazione del genere è valida ma solo in una situazione stratigrafica confusa o rimaneggiata o tale per cui la mancanza di strati sovrastanti non consenta una collocazione temporale precisa, ma questo non mi parrebbe il caso di Pompei, dove le colate piroclastiche sigillarono nel breve spazio di ore il livello della città sotto metri e metri di cenere compattata. Vi è poi il caso inverso - è questo il caso di Prestino presso Como - dove una moneta, una Metus populoniese del primo tipo, è stata datata grazie al suo rinvenimento in uno strato perfettamente inquadrabile nella 2^ metà del V sec.a.C, stabilendo quindi un ottimo termine ante quem. Il guaio è che talvolta la ricerca dello scoop, con la conseguente notorietà e magari finanziamenti, può portare ad "inventare" l'evento!
  13. Domanda di un ingenuo: ma ci sono davvero degli imbecilli che mettono questi annunci e altri imbecilli al cubo che abboccano?
  14. Certo. Aggiungo anche - l'avevo scordato - che al momento della seconda vendita (ovviamente la mia!) era scritto <BB con tracce di montatura> Ovviamente telefonai alla casa d'aste e mi risposero candidamente che nella prima valutazione alle <tracce di montatura> non si faceva cenno e allora mi risposero candidamente che avevano ERRONEAMENTE valutato troppo lo stato della moneta non vedendo le "tracce" e che poi, rivedendola, l'avevano valutata più correttamente. Visto che comunque dalla vendita recuperai poco più di quanto l'avevo pagata, chiusi lì la questione.
  15. Parlando di esperienze personali (o quasi) dovrei dire che sia nelle perizie che nelle valutazioni vi è la stessa certezza di quando si esce di casa senza mascherina. Mi spiego meglio. Perizie. Ho conosciuto una persona che una trentina di anni fa comprò una monete periziata da un Nome di tutta fiducia per la modica cifra di circa 30 milioni di lire e quando la vedova ha deciso di rivenderla ha scoperto che la moneta era falsa! Conservazione. Alcuni anni fa comprai ad un'asta una moneta qSPL. Quando poi decisi di "ristrutturare" le mie piccole raccolte, cedendone una per incrementarne un'altra, misi in vendita anche quella moneta presso la stessa casa d'aste presso la quale avevo fatto l'acquisto; valutazione <BB>. Questi due episodi ovviamente non significano che sia sempre così; ma invitano, io credo, a non prendere stime, perizie e valutazioni come scolpite nella pietra nella consapevolezza che anche i migliori periti o esperti sono soggetti all'umano errore.
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