Lugiannoni

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  1. Credo che abbiate ragione entrambi @realino santone e @rick2. Il fatto che di una moneta ne esistano solo tre esemplari è certamente indice di notevole rarità, tale da meritare un'attenzione e un prezzo particolari, ma come quantificarli? Ci sono monete della stessa rarità che hanno spuntato cifre a 4 zeri ed oltre, altre solo qualche centinaio di euro. Faccio un esempio basandomi sulla monetazione che meglio conosco; uno zecchino di G.B. Ludovisi (7-8 esemplari noti) è stato venduto a 42.000 CHF; un quattrino inedito di Jacopo VII (2 esemplari noti) a 400. Se contasse solo il criterio della rarità vi sarebbe chiaramente, non dico da rovesciare, ma almeno da rivedere il rapporto tra le due. Ma, e qui emerge il nocciolo della questione, il valore non è un dato oggettivo - come il peso o il diametro - ma è stabilito dal mercato, con il gioco tra domanda e offerta; se il pur raro tornese è rimasto invenduto significa che in quel momento non interessava e quindi il suo valore era, oggettivamente, di gran lunga inferiore ai 3.000 richiesti. Se poi a questo si aggiunge che si tratta di una collezione "di nicchia", si comprende che fino a che, tra i relativamente rari collezionisti del settore, non vi è uno disposto ad aprire la borsa indipendentemente dalla cifra richiesta, la moneta, per quanto rara, resterà a lungo presso il suo attuale proprietario. Avendo un mercato ristretto, infatti, non può nemmeno essere considerata un buon investimento a breve-medio termine.
  2. @Piakos Una delle due, per ora, il portafoglio l'ha un po' alleggerito; concordo invece per quanto riguarda lo spirito e la collezione!
  3. Mi faccio un po' di pubblicità! Due monete inedite di Jacopo VII Appiani, principe di Piombino di L. Giannoni Apparse in recenti aste, grazie ad un'approfondita e moderna ricerca su iconografia e conii vanno ad arricchire il repertorio delle emissioni della zecca toscana.
  4. @Spoudaios E' impossibile cogliere il senso dell'aver acquistata una moneta verosimilmente falsa due volte (1-perchè è falsa,2-perchè è stata dorata !) e lasciata invece una autentica e molto bella, e qui dissento da @Piakos e @Spoudaios se ho capito correttamente il loro ragionamento: studio da tempo la monetazione etrusca e in particolare le Gorgoni e posso assicurare che, tenendo conto del livello medio di questi tipi, quella invenduta era ad un livello di conservazione più che notevole, anzi azzarderei un q.FDC. Acquistata per validarla come autentica? Potrebbe essere, ma sarebbe comunque un'operazione dissennata e in perdita, perchè su quella moneta le voci sempre più autorevoli circolano, e appigliarsi ad un chiaro errore del peraltro ottimo Vecchi mi pare cosa di corto respiro.
  5. L'avevo visto. Un affare....per chi l'ha venduta! Comunque, s eavrò occasione a settembre di vedere Italo Vecchi, vorrò parlargliene.
  6. @Admin ha ragione quando dice che in Italia manca il senso civico (magari mancasse solo quello!); tuttavia a questa oggettiva mancanza fa riscontro da un lato una concezione ancora troppo spesso elitaria ed accademica della ricerca archeologica, dall'altro la radicata concezione, da parte dello Stato e dei suoi rappresentanti, che il cittadino è tendenzialmente un nemico, nel caso specifico un tombarolo, un ricettatore di cose antiche, un "predone". Di fatto si è creata una spirale perversa: io, Stato, penso che tu rubi "a prescindere", io cittadino, poichè mi ritieni un ladro a prescindere, se posso rubo e mi sento moralmente giustificato dalla tua sfiducia. E' ovvio che così non andremo da nessuna parte. Conosco casi in cui chi ha consegnato materiali archeologici spontaneamente si è poi ritrovato in un ginepraio di sospetti, dubbi, accuse. Il lavoro per cambiare le cose sarà certamente lungo, ma credo, nella convinzione che a chi ha maggiori onori spettino anche maggiori oneri, che debba essere lo Stato a fare le prime mosse, ad esempio autorizzando gli MD e contemporaneamente attuando un sistema efficace di premialità e sanzioni, così da invogliare il ricercatore a informare dei risultati delle proprie proprie ricerche, che poi è quello che accade in Gran Bretagna, in Olanda, in Svezia, in Germania,....... Ovviamente le sanzioni per chi sgarra dovrebbero essere reali e pesanti.
  7. @Spoudaios Se intendi la linea con freccia blu, ho molte perplessità sulla sua funzione. Azzardo: il residuo della circonferenza che veniva tracciata per fare da guida alla legenda?
  8. Provo a risponderti. Intanto benvenuto sul forum; spero tu possa continuare a seguirci ed a partecipare alle nostre discussioni. Per quanto riguarda la tua richiesta, prima di risponderti nel merito vorrei chiederti se il tuo desiderio di entrare nel mondo della numismatica è strettamente legato agli euro o se invece li hai scelti perchè ti appare come la raccolta "più facile". Nel primo caso allora penso ti convenga partire basso (es.: 80 €) e vedere dove si arriva; sicuramente avrai già fatto, più o meno, un calcolo del valore mediodelle monete offerte. Se invece gli euro sono un pretesto per iniziare una collezione numismatica, ti consiglierei di andare un po' più indietro con il tempo, vedendo, ad esempio, se nel passato la città (o la regione) dove vivi erano sede di zecca, In questo caso potresti iniziare una raccolta decisamente più appassionante e di maggiore soddisfazione. Facci sapere!
  9. @Spoudaios ti riferisci alla linea concava?
  10. Panorama Numismatico nr.329, giugno 2017 . In copertina, Le medaglie di Maria Luigia, duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla (1815-1847). Catalogo prezzario, di Ivan Cavazzoni, la prima catalogazione delle medaglie della sovrana – di cui, nel 2016, si sono celebrati i 200 anni dall’arrivo nel Ducato emiliano – completa di prezzario. Troverete, all’interno: Dal Museo Bode di Berlino, nel marzo scorso, è stata rubata una moneta da un milione di dollari canadesi. Per vari motivi, esso può essere considerato un Furto da Guinness dei primati, come scrive Gianni Graziosi nel suo articolo dedicato ai vari record registrati in numismatica. Per la monetazione antica: Lorenzo Bellesia pubblica Un quinario inedito di Treboniano Gallo, moneta che la zecca di Roma emetteva in pochissimi esemplari. Per la monetazione moderna: Sulla base di importanti testimonianze, Raffaele Iula cerca di stabilire in quale periodo la zecca di Salerno abbia iniziato a coniare tarì di tipo anonimo, in L’introduzione dei tarì anonimi longobardi della zecca di Salerno: problemi di cronologia. La possibile esistenza di una zecca salernitana provinciale è al centro dell’articolo di Isidoro Minniti e Luigi Lamorte, Un follaro inedito di Ruggero Duca per la zecca di Melfi. In un’asta recente è apparsa una interessante moneta di Bozzolo finora mai pubblicata. Ne parla Giovanni Longo in Una variante inedita di una moneta di Scipione Gonzaga coniata dalla zecca di Bozzolo. La pubblicazione dell’articolo di Mario Veronesi Modena: sesini, bolognini, muraiole e giorgini di Francesco I d’Este. Proposta per una collocazione cronologica, comprese alcune varianti inedite, studio sistematico su tipologie, stili, caratteri e rappresentazioni delle coniazioni modenesi nel corso del XVII secolo, è giunta, in questo numero, alla quinta parte. Per le notizie varie di numismatica: Mirella Comino illustra il riallestimento della sezione didattica del museo friulano dedicato alle medaglie, unico nel suo genere in Italia, in Il Museo d’Arte della Medaglia di Buja rinnova la sezione didattica. Dalle opere di Piero Monassi. Per la monetazione estera: Lo zar Pietro I fece coniare numerose medaglie legate ad avvenimenti importanti della storia russa, spesso conferite a ufficiali e soldati che si erano distinti in battaglia. Ne tratta Giuseppe Carucci in Le medaglie di Pietro I. Per la cartamoneta: Giovanni Ardimento parla di un argomento a noi vicino ma di cui ancora si conosce poco: La “lira pesante”: i retroscena di un progetto incompiuto, pubblicando anche le immagini dei bozzetti ideati dai tecnici e dagli artisti chiamati dalla Banca d’Italia a lavorare sul progetto. Per la rubrica Recensioni è presentato il volume di Bernardino Mirra Bibliografia numismatica italiana (secc. V-XIX). Aggiornamento 2009-2015, complemento al primo volume della Bibliografia dello stesso autore, strumento indispensabile per ogni studioso di numismatica. Per la rubrica Emissioni Numismatiche, le prime emissioni della Repubblica di San Marino per il 2017 dedicate a Giotto, ai Giochi dei Piccoli Stati Europei e alla fondazione dell’AS Roma. Per la rubrica Notizie dal mondo numismatico si parla della mostra che aprirà a Fabriano il 3 giugno, presso il Museo della Carta e della Filigrana, intitolata Come si fanno i soldi? Fabbricare banconote, francobolli, assegni, che rimarrà in esposizione fino al 16 settembre 2016.
  11. @Mircos Queste sono le 100 lire "Vetta d'Italia" originali ed autentiche. Da un rapido raffronto non è difficile vedere che la tua è una riproduzione e nemmeno ben fatta. Anni fa, se ricordo bene, una ditta dolciaria produsse le riproduzioni di varie monete e questa potrebbe una di quelle. Comunque potrebbe essere l'occasione per cominciare ad interessarsi delle monete "vere". Che ne dici? Noi siamo qui.
  12. @Piakos, un attacco di pessimismo cosmico o un triste ma realistico De Profundis per la numismatica italica?
  13. @Admin credo che, al di là di sigle e nomi debba valere nei confronti di chi vende monete, siano Baie o simili, siano case d'asta o negozianti la stesso criterio che io chiamo "regola del fornaio". Tutte le mattine ti servi da lui, ha il pane buono e quindi continui ad andarci finchè una mattina ti rifila il pane del giorno prima. A quel punto puoi fare due cose: o glielo dici, dandogli implicitamente un'altra chance o cambi fornaio. So di bidoni ipergalattici rifilati da stimatissimi e titolati commercianti e di buoni affari fatti con un membro del "terzo strato" di Piakosiana definizione.
  14. Mi pare che la disanima prospettata da @bubbolo dei vari settori del collezionismo sia spietatamente vera. La numismatica continua ad avere un appeal, dovuto alle tante cose che una moneta riesce a racchiudere in sè; attrae l'investitore per il metallo prezioso con cui è stata realizzata e per la possibilità di fare in futuro un buon guadagno, affascina l'appassionato d'arte per la bellezza e la raffinatezza delle immagini che porta impresse, intriga lo storico per le implicazioni e le trasformazioni sociali ed economiche di cui è stata protagonista, piace ad un potenziale collezionista perchè reperibile con ragionevole facilità e spesa e contemporaneamente organizzabile senza troppe difficoltà grazie alle migliaia di cataloghi, listini, monografie con le quali strutturare la propria raccolta. Infine c'è un aspetto che rende la collezione numismatica maggiormente affrontabile: che puoi farti una collezione, certamente non la stessa, sia che tu sia operaio in una fabbrica o il padrone della fabbrica. Parlo ovviamente delle monete "vere", non delle medagliette per collezionisti di moderne "commemorative". Tutto questo è più difficile, al contrario, da trovare in una porcellana di Sevrés o di Meissen o in una pregevolissima cinquecentina veneziana, essendo oltretutto gli oggetti collezionabili in numero decisamente inferiore rispetto alla domanda. E' naturale che settori del collezionismo con tali limitate caratteristiche alla lunga tendano all'estinzione. Per carità di patria, essendo presidente di un circolo filatelico-numismatico, non dico nulla dei francobolli, limitandomi a sottoscrivere quanto scrive @bubbolo.