Lugiannoni

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    Luciano Giannoni

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  • Settore
    Monetazione napoleonica
  • Settore
    Monetazione etrusca
  • Livello Studio
    Studioso autonomo

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  1. Lugiannoni

    Perché l'oro

    Il sistema economico delle civiltà precolombiane era basato sullo scambio, ma non dobbiamo pensare che fossero dei "selvaggi primitivi". Avevano la scrittura, facevano di conto ed avevano notevolissime conoscenze astronomiche. Per quanto riguarda il problema "fiduciario" , la questione è notevolmente complessa e non è un caso che la moneta cartacea (o comunque di materiale non prezioso) in Europa, ad esempio, dopo disastrosi tentativi nel XVIII e XIX secolo, prende campo definitivo allorchè il suo utilizzo diviene esteso in tutti i paesi e comunque viene garantito dall'oro o laddove, come nella Cina visitata da Marco Polo, vi è un'autorità statuale forte che ne garantisce il valore. Inoltre, sto andando in maniera sintetica e schematica, mentre un governo può, a seguito di una situazione di crisi drammatica - l'esempio classico è la Germania degli anni '20 - decidere di svalutare una moneta cartacea, ma nessun governo potrà decidere di "svalutare" l'oro, al più può decidere che non lo puoi comprare o detenere (vedi gli USA al tempo di F. D. Roosevelt). Un ultimo esempio sulla profonda differenza tra oro e moneta fiduciaria. Durante la Guerra Fredda i paesi occidentali non riconoscevano valore alle monete dei paesi dell'Est per cui questi potevano commerciare con i paesi occidentali solo utilizzando l'oro per gli acquisti o acquistando, sempre contro oro, valuta occidentale.
  2. Lugiannoni

    Perché l'oro

    Fin dalla preistoria l'uomo sente bisogni non direttamente legati da necessità immediate di sopravvivenza; già i neanderthaliani seppellivano i propri morti con un qualcosa intorno di molto simile ad un corredo funebre. Con l'uomo di Cro Magnon compare l'arte, sia parietale che mobiliare, contemporaneamente all'uso di collane e braccialetti utilizzando conchiglie fossili e non, cristalli di quarzo, elementi lavorati in osso e in steatite, denti animali. Insomma oggetti non "utili" ma in qualche modo "attraenti". Da questo all'utilizzo dell'oro il passo non è lungo; quando ne vengono scoperte le qualità diventa oggetto privilegiato di ornamento e la sua relativa rarità fa si che diventi prezioso e ricercato. Ovviamente questo avviene in Eurasia; nel sud America l'oro era l'unico metallo noto ed il suo uso ornamentale era conseguenza dell'impossibilità di usarlo per altri usi. Non dimentichiamo che per i nativi americani del centro-sud America la brama per l'oro dei conquistadores era incomprensibile. Nelle isole del Pacifico, mancando l'oro, il suo ruolo viene assunto dalle conchiglie alle quali, come per l'oro da noi, veniva attribuito un valore di intermediario per gli scambi. Dopo alcuni secoli dal suo primo utilizzo, in Eurasia l'oro, già utilizzato verosimilmente per scambi e donativi, diventa lo strumento principale, seguito poi dall'argento, per la mediazione nello scambio e nell'acquisto/vendita di merci, ma non sarà mai moneta fiduciaria, poichè ha un proprio intrinseco valore che travalica l'uso monetale.
  3. Lugiannoni

    Perché l'oro

    @ggppProvo a tentare una risposta o, meglio, una delle risposte. Fin dall'antichità gli uomini hanno cercato, utilizzato e trasformati metalli, iniziando dai più semplici a trovare e a lavorare; metalli che hanno dato, proprio per il loro uso, il proprio nome a lunghi periodi della storia: età del Rame, del Bronzo e del Ferro. Non esiste, e non è un caso, l'età dell'oro, intesa solamente come mitico periodo (inesistente) equivalente al tempo dell'Eden. Ma il motivo per questa "assenza" è presto detto: l'oro (ma anche l'argento) brillante, lucente, malleabile ed incontaminabile può servire solo per motivi "futili": ornamento, decoro, scambio. Per poterlo avere, spesso occorreva combattere chi già lo possedeva, ma per questo servivano le armi prima in rame poi in bronzo ed infine in ferro. Stessa cosa per lavorare la terra, allevare il bestiame, cercare metalli: in tutte queste attività l'oro era inutile. C'è stato un momento, nella storia dell'uomo, in cui la possibilità e la capacità di fondere il ferro ha fatto sì questo fosse considerato più prezioso dell'oro. Non dimentichiamo che uno degli oggetti ritenuti più preziosi dal faraone e ritrovati nella tomba di Tutankamen (XIV sec.a.C.) - dove peraltro l'oro si conta non a chili ma a quintali - era un pugnale con lama in ferro. Un altro esempio: nelle tombe populoniesi dell'VIII-VII secolo a. C. troviamo anelli e bracciali intrecciati con fili di bronzo e ferro; nella celebre Tomba dei Carri, il carro più importante aveva le sponde in bronzo con complesse ageminazioni in ferro! Questo non deve meravigliare perchè in quella fase storica riuscire a portare il minerale ferroso a temperatura di fusione (>1200°) non era cosa da poco, rendendo prezioso il metallo che così si otteneva. Tuttavia - ed ecco rientrare in campo oro e argento - dopo un congruo numero di anni si accorsero che il ferro si deteriorava, rendendolo inadatto per ornamenti ma restando indispensabile per armi e strumenti da lavoro. Malleabilità e duttilità i punti di forza, ma anche di debolezza, dell'oro. Vero grandissimo punto di forza la sua inalterabilità; l'argento, che presenta caratteristiche simili, con il tempo annerisce, si patina: l'oro mantiene inalterata la sua lucentezza.
  4. Lugiannoni

    Ben trovati

    Benvenuto anche da parte mia. Mi unisco all'invito a partecipare attivamente alle discussioni: tieni presente che tutti siamo ignoranti e nessuno lo è veramente purchè abbia voglia di interagire con gli altri in un continuo imparare/insegnare.
  5. @f.dc Seguo con lo stesso interesse con cui seguirei un intrigante giallo a puntate. Quanto dici per il mercato numismatico americano mi ricorda molto strettamente il meccanismo con cui in quel paese i galleristi "creano" e "inventano" sedicenti pittori e scultori che poi piazzano a cifre iperboliche, incassando ovviamente percentuali iperboliche. La storia della bolla dei tulipani continua....
  6. Lugiannoni

    Il grosso, una moneta europea

    Altro grosso, un po' tardo (1588-1600). Principato di Piombino, Jacopo VII d'Appiano (o Appiani). D/ IAC VII . ARAG . APP . PRIN . PLVMB, al centro stemma Appiani Aragona; R/+ FLECTE . RAMOS . ARBOR . ALTA; al centro croce patente; in esergo 9 . R . 8.
  7. Prestigio e tradizione. Riporto per esteso i titoli del re di Spagna. (Da Wikipedia) Maestà cattolica Re di Castiglia Re di León Re di Aragona Re delle Due Sicilie Re di Gerusalemme Re di Navarra Re di Granada Re di Toledo Re di Valencia Re di Galizia Re di Maiorca Re di Minorca Re di Siviglia Re di Cordova Re di Corsica Re di Sardegna Re di Murcia Re di Jaén Re di Algeciras Re di Algarve Re delle Isole Canarie Re di Ungheria Re di Dalmazia Re di Croazia Re delle Indie Orientali, Occidentali, delle Isole e della Terraferma del Mare Oceano Principe di Svevia Margravio del Sacro Romano Impero Arciduca d'Austria Duca di Borgogna Duca di Brabante Duca di Milano Duca di Atene e Neopatria Duca del Limburgo Duca del Lussemburgo Duca di Lotaringia Duca di Gheldria Duca di Stiria Duca di Carniola Duca di Carinzia Duca del Württemberg Langravio d'Alsazia Marchese di Oristano Conte palatino di Borgogna Conte di Asburgo Conte delle Fiandre Conte del Tirolo Conte di Rossiglione Conte di Barcellona Conte di Artois Conte del Palatinato Conte di Hainaut Conte di Namur Conte di Gorizia Conte del Gocèano Conte di Ferrete Conte di Kyburg Signore di Biscaglia Signore di Molina Signore di Frisia Signore di Salins-les-Bains Signore della Marca slovena Signore di Pordenone Signore di Tripoli Capitano generale della reale forza armata e supremo comandante Protocanonico della Papale Basilica Patriarcale Maggiore Arcipretale Liberiana di Santa Maria Maggiore in Roma Come vedi, tranne quelli attinenti al territorio spagnolo, gli altri sono puramente di prestigio. Pensa se si presentasse in Ungheria o in Croazia o presso le sedi regionali della Lombardia e del Veneto o della Campania, Puglia, Calabria e Sicilia pretendendo i suoi diritti di sovranità: nella migliore delle ipotesi sarebbe accolto da un medico psichiatra accompagnato da due o tre infermieri!
  8. Lugiannoni

    Il grosso, una moneta europea

    Con un pizzico di sano campanilismo aggiungerei anche il grosso battuto a Massa Marittima dal 1317 al 1337, quando la città venne conquistata da Siena. La tipologia è quella classica dei grossi italiani: al D/ DE . MASSA e croce patente con due piccole M nel primo e terzo quarto; al R/ S . CERBON (S. Cerbone, patrono di Massa M.ma e della diocesi di Massa e Populonia).
  9. Chiaramente il titolo di "Re delle due Sicilie" indicava una volontà di sostituire in toto la dinastia dei Borbone di Napoli; il fatto che la Sicilia fosse "temporaneamente" in mano a Ferdinando IV non incideva sul diritto proclamato di regnare su tutti i territori appartenuti, appunto, ai Borboni. Questo intestarsi il regno di un territorio non posseduto non deve meravigliare più di tanto. I Savoia, ad esempio, si proclamavano "re di Cipro e Gerusalemme" mentre tra i titoli dell'attuale re di Spagna ci sono, tra i tanti, anche quelli di re di Corsica, di Milano, di Napoli, delle Fiandre, ecc. e, ovviamente, di Gerusalemme. Si tratta chiaramente di titolature che risalgono a tempi passati o "di pretenzione",relative cioè a territori di cui, appunto, si pretendeva il possesso.
  10. Diceva Catalano in "Quelli della notte": < E' molto meglio sposare una donna bellissima, ricchissima e innamoratissima, piuttosto che una povera, brutta e che vi disprezza!>. Naturalmente il presupposto sine qua non era che la donna fosse davvero bellissima, ecc. La stessa cosa mi sembrerebbe di poter dire della bellissima (?) moneta di Rhegion. E se dopo l'acquisto/matrimonio la moneta/donna si rivelasse modellata dal cerone e quindi fasulla? In base ad una semplice e banale verifica statistica, il rischio sarebbe teoricamente del 50% (50 buona-50 falsa), ma se io comprassi 150 monete lo stesso rischio, per effetto dei numeri, si ridurrebbe notevolmente, garantendomi almeno 75 monete buone, con una perdita finanziaria massima di 15.000 €, mentre nella singola il rischio equivale ad una perdita del 100%; ergo....
  11. Panorama Numismatico nr.339 – Maggio 2018 In copertina, i fascicoli sulle Monete italiane d’oro prendono avvio con Ancona, a cura di Lorenzo Bellesia, con una introduzione sulle immagini che frequentemente si trovano sulle monete anconetane: il cavaliere armato e l’effige di San Ciriaco. Troverete, all’interno Per le curiosità numismatiche: La Rivoluzione francese segnò profondamente la storia europea; una delle sue conseguenza fu la carenza di metallo che portò alla creazione di gettoni prodotti da privati cittadini. Tra le emissioni più belle e note di tali gettoni vi furono quelle dei fratelli Monneron, delle quali parla Gianni Graziosi in Médailles de confiance. Monete di necessità dei fratelli Monneron. Per la monetazione antica: In epoca imperiale i medaglioni in bronzo erano coniati solo come donativi o potevano circolare come monete? Vincenzo Rapposelli approfondisce questo tema partendo da Un nuovo esemplare di un medaglione bronzeo di Marco Aurelio da sei assi. Per la monetazione italiana medievale e moderna: Lorenzo Bellesia presenta la quinta parte del suo catalogo degli Zecchini papali coniati a Roma nel Settecento, dedicata a papa Pio VI. Recenti apparizioni sul mercato numismatico hanno accresciuto le conoscenze sulle monete mantovane battute dallo zecchiere tedesco David Gauger; ne parla Lorenzo Bellesia in Un nuovo tallero di Vincenzo I Gonzaga di Mantova. L’immagine della Madonna di San Luca, che comparve sugli scudi e sui mezzi scudi bolognesi alla fine del XVIII secolo, venne nuovamente ripresa alla metà dell’Ottocento. In I mezzi scudi della seconda Repubblica Romana: un ritorno al passato, Giovanni B. Vigna, Michele Chimienti e Guglielmo Cassanelli, attraverso una meticolosa ricerca d’archivio e un attento esame dei materiali, ripercorrono la storia della monetazione di tale periodo. Per le notizie varie di numismatica: I recenti eventi accaduti in Catalogna hanno portato Michele Chimienti e Fabio Pettazzoni a chiedersi quali siano le origini della volontà autonomistica della regione iberica. Attraverso la numismatica, i due autori presentano la seconda parte della loro approfondita ricerca che ha inizio ai tempi dell’alto Medioevo e arriva fino ai giorni nostri, in Una lunga storia di autonomia: politica e monete in Catalogna. Per la rubrica Notizie dal Mondo Numismatico, Giovanni Ruotolo illustra diffusamente l’Incontro Culturale Numismatico nel Parco Nazionale del Gargano Langobardorum Nummorum Doctrina, che si terrà il 13 ottobre 2018 a Monte Sant’Angelo (Fg).
  12. Lugiannoni

    Piastra R3

    Mi inserisco un attimo nella discussione <edito/inedito>. A mio avviso, una moneta è da considerare inedita, anche se pubblicata in un catalogo d'asta, qualora nello stesso catalogo non sia evidenziata la particolarità che presenta. Lapallissianamente, diventa edita quando una pubblicazione ne chiarisce gli aspetti finora sconosciuti.
  13. Lugiannoni

    Come possiamo aiutare il forum?

    Condivido l'idea della stampa dei quaderni così come ritengo utilissima la collaborazione con la S.N.I. e con altre eventuali organizzazioni. Vedo più problematica la questione del mercatino, ma probabilmente a causa della mia difficoltà a capire come potrebbe essere organizzato. Terzo problema: la "scarsità" di utenti "dialoganti". Qui la faccenda si complica; oggi prevale la pessima abitudine di dialogare sui "social", ma in realtà più che di dialogo dovremmo parlare assai di frequente di scambio di ingiurie, offese e, nella "migliore" delle ipotesi, scemenze. Noi siamo in questo senso un mare di serenità e di tranquillo scambio di idee. Mi dispiacerebbe molto si perdesse queste caratteristiche per un pugno di utenti in più.
  14. Sorvolando sulla questione <vestito-pigiama>,dato che, francamente mi sarei aspettato un binomio più stuzzicante tipo, che so, <vestito-guepiere> vorrei spendermi in difesa delle "capsule" da non confondere assolutamente con le odiose scatolette sigillate. Le prime proteggono ottimamente le monete più delicate, specie in ambienti che possono presentare problemi (aria salmastra, forte tasso di umidità, ecc.). Io stesso le ho usate nel piccolo museo di cui sono responsabile e lemonete, ancorché nelle vetrine,sono perfettamente leggibili; inoltre in qualsiasi momento possono essere aperte - e successivamente richiuse - consentendo la visione diretta e lo studio della moneta stessa. Insomma, ritengo la capsula una soluzione conservativa semplice, economica e funzionale.
  15. @PiakosVedo che mi chiami in causa, e certo non per sapere se ero da giovane un fans del grande Carosone; lo ero ma più di tutti mi divertiva il mitico Gegè Di Giacomo. Veniamo ora alla Numismatica facendo una premessa: dai dati economici risulta che anche in Italia, come nel resto del mondo, aumenta la ricchezza di pochi a scapito dei tanti con una borghesia media, che era la spina dorsale di molti settori, numismatica inclusa, sempre più impoverita. Ovviamente questo comporta che in tutti i campi, numismatica compresa, vi sia che vede accrescere le proprie disponibilità a comprare e ad investire, facendo lievitare i prezzi. Che piaccia o no, mi pare che si confermi quanto vado dicendo, e cioè che esistono due numismatiche distinte, vorrei dire, per censo. Da un lato quella che tu giustamente individui e che punta su monete preferibilmente di modulo medio-grande, possibilmente rare e in conservazione SPL/FDC. Monete che costituiscono (quasi sempre) anche un buon investimento finanziario. Dall'altro, gli altri. Mi pare di poter dire che questo è in buona parte confermato dal fatto che vedo sempre più di frequente, accanto ad aste con monete del primo tipo i cui prezzi di partenza non stanno sotto i 500/1.000 €, aste dove puoi arricchire (numericamente) la tua collezione con prezzi da 80/100 € , per non parlare poi dei vari eBay ecc. Può piacere o non piacere ma, come avrebbe detto Humphrey Bogart, <Questo è il Mercato bellezza, e tu non puoi farci niente!>