Lugiannoni

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  1. Renzo, tutto è possibile, specie nella monetazione antica. Tieni comunque presente che di questa moneta conosciamo due conii del dritto su 5 esemplari e mi pare poco probabile che il falsario si sia preoccupato di realizzare due diversi coni. Del resto sulla monetazione etrusca, dal momento che non vi sono riferimenti stratigrafici o temporali certi, tranne che per la didracma Metus X (scavi de Marinis a Prestino-Como) rinvenuta in strato datato alla seconda metà del V sec. a. C. e per le posteriori didracme Metus da XX rinvenute a ponte Gini-Orentano (PI) (scavi Ciampoltrini) in strati del pieno III sec.; a queste si può aggiungere il ripostiglio di Populonia, rinvenuto alla base dei livelli di scorie e quindi con un termine post quem IV-inizi III, contenente essenzialmente didracme con Metus ma anche con Hercle e dracme con Aplu ed Artumes. Tutto considerato, sono portato a considerare queste monete autentiche.
  2. Durante l'appassionata discussione sulla moneta con polpo e anfora, si è sfiorato il tema dell'<estetica> etrusca Presento quindi agli amici che seguono questa parte del forum, alcuni elementi di confronto, sperando di stimolare, oltre che una discussione, un'approfondimento su di un tema che ha riflessi importanti sulla monetazione. Inizio con tre monete simili; le prime due opera rispettivamente di Evainetos e Kimon, due dei più importanti incisori siracusani del V sec.a.C. mentre la terza è populoniese di III sec. Seguono due Apollo; il primo è il famoso Apollo di Piombino (e scusate se è poco!), rinvenuto nel mare di Populonia ma di fattura greca, mentre l'altro è il celebre Apollo di Veio L'ultimo raffronto è pittorico, si tratta di due affreschi in ambito tombale. Il primo viene da Pestum, il secondo da Tarquinia. Lascio a chi avrà voglia di vedere questo post la formulazione di pareri e giudizi; mi limito soltanto a suggerire di non valutare le differenze tra l'arte greca e quella etrusca in termini di "migliore" o "peggiore" ma, semmai, di vedere l'una (quella etrusca) come "altra" rispetto ai canoni del classicismo cui siamo culturalmente indotti.
  3. Direi che si tratta di un piccolo delfino stilizzato; non ho trovato un esemplare migliore, ma non dimentichiamo che in greco antico la parola delfino è δελφίς cioè Delphis e quindi il delfino era l'equivalente del toponimo, Qualche altro esempio
  4. Direi, vedendo la forma delle corna e del muso, che si tratta di un montone o ariete.
  5. Non vi è dubbio sul fatto che la via marittima fosse preferibile - ma non d'inverno - peri traffici commerciali e in alcuni momenti fosse anche, malgrado il rischio di burrasche, la più sicura o certamente la meno pericolosa; basti pensare a Rutilio Namaziano ed il suo viaggio di ritorno il Gallia. Ma la suggestione che suggerivo era anche una più strettamente legata all' iconografia delle due monete
  6. ..azz! Spero proprio di si, visto che da una settimana mi sto dannando a tradurre il mio articolo in inglese!
  7. Lungi da me voler rinfocolare sterili ed inutili polemiche ma poichè la discussione da me iniziata, al netto delle polemiche accennate, credo avesse un certo interesse, pongo all'attenzione questa moneta, venuta fuori durante una mia ricerca; è un triemiobolo di Delfi, nella Focide ed è databile al Vsec. a. C. Si tratta, con tutta certezza, di una seppia (Sepia officinalis) affiancata da due piccoli delfini, ma onestamente, non offre una certa suggestione?
  8. Lugiannoni

    The New York Sale - Auction 45 -- Moussaieff Collection

    Puoi mettere il link dell'asta?
  9. Lugiannoni

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    Yes!
  10. Lugiannoni

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    A Naxos abbiamo, in argento, tetradracme, didracme, dracme, emidracme e litre ma ciascuna ha una propria tipologia che la distingue dalle altre. ecco, ad esempio una didracma, sempre di Naxos
  11. Lugiannoni

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    Se fosse una tetradracma il peso dovrebbe oscillare attorno ai 17 gr, ma vedendola direi che il peso sia il problema minore!
  12. Lugiannoni

    CNG - TRITON XXII (8-9 Gennaio)

    Le greche sono da urlo. Tutte interessanti e belle; in particolare la serie dei tetra di Siracusa con i coni realizzati da Kimon, Euainetos, Eumenes, Eukleidas...
  13. Lugiannoni

    Auguri a f.dc

    Tantissimi auguri a @f.dc !
  14. Confermo. Ho un lavoro che sto limando ma che è pronto al 90%. E' un po' lungo (40 cartelle) ma spero non sia un problema. Il titolo (provvisorio) è: "Un primo tentativo di repertorio quantitativo delle emissioni monetali populoniesi".
  15. Lugiannoni

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    Come ho detto in precedenza, sapere il peso è fondamentale. Per quel che riguarda l'ipotesi del gadget, è possibile, anche se di regola le riproduzioni hanno una qualità migliore. Direi che probabilmente il pessimo stato di conservazione, unito alla forte usura farebbero propendere per l'autenticità fatta salva, ovviamente, la verifica del peso e del metallo usato.
  16. Lugiannoni

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    Nella monetazione di Naxos esistono, naturalmente, monete in bronzo ma hanno tutt'altra tipologia.
  17. Lugiannoni

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    Puoi postare la foto cui ti riferisci?
  18. Lugiannoni

    VERONAFIL

    Parrebbe nessuno......
  19. Lugiannoni

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    Con un po' di fantasia e - lo ripeto - conoscendo il peso ed il metallo, potrebbe essere il parente brutto di questa (senza offesa).
  20. Lugiannoni

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    La tipologia sembrerebbe quella della monetazione di Naxos,ma è fondamentale conoscere il peso.
  21. Lugiannoni

    Prossima HESS DIVO n°335 del 6/12/2018

    Non so se e quando potrò venire a Messina ma comunque prepara gli spiccioli! Battuta a parte, dalla sovrapposizione risulterebbero essere prodotte dallo stesso conio di rovescio. Naturalmente nella stampa si possono verificare delle leggere modifiche nella scala delle foto dovute al calore, ma direi che la sovrapposizione è accettabile all'85-90%.
  22. Nelle mie ricerche sulla monetazione populoniese, in particolare nelle monete con al D/ il volto di Metus (o Gorgoneion) ho avuto modo di notare che in molti rovesci sono presenti degli archi di circonferenza, spesso incrociantisi tra loro. A chi ha una conoscenza superficiale con le monete etrusche la cosa può non sembrare particolarmente strana, vista l'eterogeneità dei rovesci di queste monete che vanno dal completamente liscio alla rappresentazione di caducei o polpi o stelle e crescenti lunari per arrivare a segni in croce, pseudo-bottoni, ecc. Tuttavia, affinando lo sguardo, si può coglierne un primo aspetto particolare: sono incusi. Una ulteriore indagine ci rivela che il raggio di tali archi è pressochè uguale a quello della perlinatura presente al D/ e che paiono effettivamente il negativo di questa. Tutto chiaro dunque? Niente affatto in realtà, dato che non è assolutamente chiaro come si siano formati. Non sembrano una scelta volontaria dell'incisore dei conii, perché avrebbe dovuto incidere sul conio di rovescio, in positivo, questi segni disordinati con un dispendio di lavoro assurdo. Né si possono essere formati impilando le monete appena coniate ed in uno stato ancora plastico, perché questo implicherebbe non solo una plasticità dell'argento pari all'argilla, ma semmai spiegherebbe un arco di circonferenza, non certo più di uno ed incrociati. Per ora resta, almeno per me, un problema insolubile. @Piakos @Alberto Campana, @Lorenzo, @Menelao e chiunque altro..... Suggerimenti, ipotesi, idee in merito?
  23. @Admin quali sono le scadenze per il prossimo numero di OMNI?