Lugiannoni

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Everything posted by Lugiannoni

  1. Due cambiali del 1812 da Portoferraio. In francese perchè durante l'Impero Napoleonico l'Elba era territorio metropolitano della Francia.
  2. Ovviamente la numismatica è una parte della vita; ma ci sono anche gli affetti della famiglia (moglie, figlia, genero), gli amici, la passione politica, le serate invernali in barca a pesca di calamari, i miei due gatti, e poi Bach, Mozart, Beethoven, Bruckner, Wagner, Verdi, Bellini, Donizetti.....
  3. Ma ci sarà un sesterzio a modo?
  4. Panorama Numismatico n.352 di Luglio-Agosto 2019 In copertina si ricordano i 50 anni dallo sbarco sulla Luna, grazie all’articolo di Gianni Graziosi sulle emissioni commemorative che numerose nazioni hanno dedicato alla ricorrenza. Troverete, all’interno Per la monetazione antica: Le monete ibride, ossia quelle che accoppiano un diritto proprio di un imperatore al rovescio di un altro, sono uno degli enigmi della monetazione romana imperiale perché esistono solo per alcuni imperatori e solo nei denari. Ne parla Lorenzo Bellesia in Un nuovo denario ibrido di Giulia Domna. L’imperatore Elagabalo portò a Roma, dalla Siria, una pietra nera venerata e dedicò a essa numerose coniazioni. Ne tratta Roberto Diegi in La Pietra nera di Elagabalo era quasi certamente un meteorite. Uno sguardo rapido alle sue monete. Per la monetazione italiana medievale e moderna: Quanto tempo rimanevano in circolazione le monete? C’è da stupirsi della loro longevità leggendo una grida che cita emissioni precedenti almeno di mezzo secolo, come illustra Lorenzo Bellesia in Una grida bolognese del 1710 e le monete ancora in circolazione di Mantova, Guastalla e Mirandola. Marco Bianchi ha rintracciato due diverse coppie di conii per le monete di Maria Luigia con data 1815; ne parla in Conio variato nelle monete da 40 lire 1815 Maria Luigia per Parma. Giuseppe Gasbarro ha trovato la citazione di una rara moneta medievale marchigiana in un documento trecentesco, come riporta in È un mezzo denaro di Macerata? Da una recente asta numismatica, la “ricomparsa” e la “riabilitazione” di una rarissima moneta appartenuta alla Collezione Martinori e ritenuta all’epoca non autentica, nell’articolo di Giorgio Fusconi Un interessante denaro Antiquiore di papa Valentino. Per la medaglistica: Fabio Robotti parla di due medaglie pontificie dedicate alla Sindone e della storia della santa reliquia, in La Sacra Sindone e Casa Savoia. Per la cartamoneta: Una banconota può rappresentare la testimonianza delle molteplici culture che hanno lasciato la loro impronta nella storia della Sicilia, come illustra Giovanni Ardimento in Il Banco di Sicilia negli itinerari trasfigurativi di una emissione: il 500 lire tipo 1897. La banconota da 500 lire emessa nel periodo di transizione tra monarchia e Repubblica italiana è rarissima. Ne parla Gaetano Russo, tracciando anche la storia di quel periodo travagliato, in Dalla monarchia alla Repubblica: una transizione epocale a margine di una banconota. Per la rubrica Notizie dal mondo numismatico, il 68° Congresso IANP tenutosi a Carefree, in Arizona, e le conclusioni della Giornata di Studio “Napoleone e la sua famiglia: un’Europa da rivedere, tenutasi il 18 maggio scorso a Castiglion Fiorentino.
  5. Però quello di Bertolami è molto più bello|
  6. Il detto <Non ci sono limiti alla fantasia> trova incredibili conferme. Lot 15. GRECHE - ETRURIA - Populonia - 5 Assi - Testa di Turms a d. /R Lettere, globetto e crescente Mont. 124 (AG g. 0,74)MB. Auctioneer:Inasta Spa Estimate--- Starting price:35,00 EUR Quello che più mi ha colpito non è tanto il <Testa di Turms> ma piuttosto il <lettere, globetto e crescente> al R/. Siamo al mito!
  7. Sono d'accordo. Il "gioco" delle varianti nasce essenzialmente dalle "necessità" del mercato di creare sempre nuove e ghiotte occasioni (per chi vende) da offrire ai collezionisti. Da un punto di vista della rarità, le così dette varianti sono quasi sempre dovute al fatto che dopo un certo numero di "battiture" uno dei due coni viene sostituito ed il nuovo può presentare lievi differenze. Questo secondo conio verrà a sua volta sostituito, ecc. ecc. A questo punto è facile dedurre che se un conio dura (metto un numero ipotetico) per 50.000 battute, quello che lo sostituirà e che presenta la "variante", produrrà più o meno altre 50.000 monete. Quindi è evidente che in linea teorica nessuna è più rara dell'altra, salvo l'esistenza di documenti che comprovino l'interruzione nell'uso di quel particolare conio ed allora ci troveremmo di fronte ad una tiratura molto più bassa della media. Tutto il resto è mercato speculativo.
  8. @DeAritio come sempre un contributo impeccabile nella sua drammaticità. Vorrei chiederti se conosci il contenuto di quegli appunti vergati sul retro.
  9. Nei post precedenti mi rendo conto di aver evidenziato solo gli aspetti negativi del principe Giovan Battista. Per fare ammenda riporto ora un particolare toccante che rimette la personalità del principe sotto una luce diversa. Nel 1697, sempre nel tentativo di risollevare l'economia del Principato, viene stampata, sempre sulla scia della monetazione di Cosimo III per Livorno, una moneta da mezzo tollero che presenta due particolarità estremamente rilevati e assai poco comuni nella monetazione coeva; infatti al rovescio presenta lo stemma della Comunità di Piombino (due fortezze sul mare). Ma la vera particolarità è nello stemma al dritto che presenta uno scudo partito con gli scudi Ludovisi (a sn) e della moglie Marina marchesa d'Aytona (a ds). Niente di particolare dunque? Solo apparentemente, visto che nel 1697 Giovan Battista è sposato con la seconda moglie, Anna Maria Arduino, principessa di Palizzi e la prima moglie era morta nel 1664. Insomma un omaggio e un atto d'amore del buon Giobatta alla moglie defunta. Insomma, puttaniere, dissipatore di fortune ma anche romanticone ante litteram... La moneta, unico esemplare conosciuto, si trova al British Museum.
  10. Limone e acqua tiepida potrebbero sostituire la meno gradevole bava?
  11. Incredibilmente la Repubblica romana del '49 è una delle poche monete mancanti nella mia raccolta "Governi Rivoluzionari". Complimenti @Riccardo Paolucci
  12. L'idea dei minibot nasce come misura per saldare i debiti della Pubblica Amministrazione nei confronti di ditte e privati creditori. Limitati ad uso interno. Stante una presunta difficoltà di cassa dello Stato, in pratica sarebbero stati utilizzati sia per per pagare le varie tasse, diventando di fatto una semi partita di giro sia per pagamenti tra aziende, ma sempre su base volontaria.
  13. I postdi @DeAritio edi @Spoudaios sono entrambi eloquentemente drammatici. Il primo denuncia, giustamente, le smargiassate di Alexander, sottolineando l'eroismo ed il coraggio dei nostri soldati (personalmente ho conosciuto un reduce da El Alamein e ascoltato i suoi racconti) mentre il secondo elenca impietosamente le vergognose condizioni con le quali i nostri soldati furono letteralmente e scientemente mandati al macello in Africa, in Russia, nel Mediterraneo. A tanto valore corrispose in misura uguale e contraria l'incapacità di molti generali e l'idiozia criminale di chi mandò in guerra allo sbaraglio centinaia di migliaia di giovani. Per quanto riguarda il brano di Graziani, lo trovo semplicemente vergognoso, viste che lui è stato uno dei maggiori complici e responsabili delle mancanze che sottolinea rivolgendo, oltretutto in modo ambiguo, molte responsabilità contro i soldati italiani, che descrive come inetti e impreparati.
  14. Come detto in precedenza, le <crazie> erano una moneta tipicamente toscana, anche se conosciamo crazie per Cipro, battute da Venezia. Di seguito una breve carrellata di crazie, ricordando che erano monete in mistura, del perso oscillante attorno ai gr 0.90, anche se qualche casa d'aste o qualche commerciante le indicano come AR. Granducato di Toscana, Cosimo I Granducato di Toscana, Cosimo I, per Siena Massa di Lunigiana, Alberico I Cybo Malaspina Piombino, Nicolò Ludovisi
  15. Panorama Numismatico nr.351, giugno 2019 In copertina, Omnibonus, un intagliatore alla zecca dell’oro di Venezia tra Francesco Dandolo e Bartolomeo Gradenigo, di Roberto Fuda: la zecca veneziana, nel corso del Trecento, fu notevolmente ampliata grazie all’arrivo di ingenti quantitativi d’oro dalle miniere slovacche; per questo, tra XIV e XV secolo, vi lavorarono importanti intagliatori. Troverete, all’interno: Per le curiosità numismatiche: Il salnitro è un componente fondamentale della polvere da sparo e la sua raccolta era svolta da specifici funzionari dello stato, detti “salnitrari”, che come riconoscimento, portavano una particolare medaglia. Di queste coniazioni parla Gianni Graziosi in C’erano una volta i salnitrari. Per la monetazione antica: Roberto Diegi illustra Un tetradramma alessandrino di Massimiano, probabilmente un falso ma molto ben eseguito. Per la monetazione italiana medievale e moderna: L’agontano è una moneta molto comune e può presentare simboli diversi che possono essere ordinati cronologicamente, come fa Lorenzo Bellesia in I simboli del grosso agontano. La contesa del Regno di Napoli tra la Francia e la Spagna ebbe l’epilogo nell’anno 1503, quando Ferdinando, detto il Cattolico, lo conquistò con le armi e la città restò sotto la corona spagnola per circa duecento anni. A questo periodo risale Il cavallo di Ferdinando il Cattolico battuto a Napoli dopo la conquista del Regno, di cui parla Pietro Magliocca. I liards di produzione francese furono tra le monete più imitate nelle zecche piemontesi. Mario Veronesi ne tratta in Alcuni inediti di Frinco e Passerano. Per la monetazione estera: Nel 1766 la zarina Caterina II la Grande trasformò la Siberia da governatorato in Regno, con annesso diritto a battere moneta. Ciò rispondeva anche a una particolare necessità, viste le difficoltà di comunicazione con la regione settentrionale della Russia. Ne parla Giuseppe Carucci in Le monete del Regno di Siberia. Per la medaglistica: Angelo Cutolo illustra Alcune medaglie dell’Istituto Pontano e la sua storia: tre medaglie che testimoniano le attività dell’istituto napoletano fondato dai Gesuiti nella seconda metà dell’Ottocento. Alberto Castellotti racconta di una rarissima medaglia di Maria Luigia ricomparsa in asta dopo un quarto di secolo di latenza, in Noblesse oblige: la duchessa e gli incisori, un rapporto difficile. Per la cartamoneta: Dopo il 1945 la dottrina comunista si diffuse anche nell’Asia orientale. Ho Chi Min fondò, dunque, il movimento Vietminh e stampò le sue prime banconote già nel 1946. Corrado Marino ne parla in Venti di guerra sul Tonchino. Dal crollo del colonialismo francese all’affermarsi del Viet Nam del Nord comunista. Giovanni Carannante ha trovato, su un biglietto del Banco di Napoli, alcune firme che non sono le stesse riportate solitamente sui cataloghi. Da lì è partito per una ricerca archivista presso l’istituto bancario, che racconta in La banconota da 500 lire emissione 1885 del Banco di Napoli. Per la rubrica Recensioni, sono presentati i volumi di Pablo Giacosa, Gettoni monetali della Valle d’Aosta, pubblicato in collaborazione con il Centro Numismatico Valdostano, e Appunti di Numismatica, volume che festeggia il decennale di Numismatica Italiana, il più grande gruppo Facebook in Italia dedicato alla passione per la numismatica. Per la rubrica Emissioni numismatiche, troverete le recenti emissioni della zecca italiana dedicate a Leonardo da Vinci, al trentennale della caduta del Muro di Berlino e a Cristoforo Colombo.
  16. https://www.cronacanumismatica.com/gli-esperti-del-british-dichiarano-tesoro-il-ritrovamento-di-sleaford/ Proprio giorni fa ho letto su Cronaca Numismatica on line di un altro ritrovamento da metal detector eccezionale in Gran Bretagna. In questo caso il tesoro è stato riconosciuto di eminente valore storico, dichiarato di interesse nazionale ed acquisito dallo Stato. Pur non avendo particolari simpatie per la Gran Bretagna, devo ammettere che anche in questo caso si sono comportati con grande correttezza e intelligenza. Hat!
  17. E' impossibile restare freddi di fronte alle atrocità che scaturiscono dalle guerre. Gli uomini diventano automi con un unico scopo e obiettivo: uccidere altri uomini. E allora viene spontaneo lanciare un grido: <sia maledetto chi provoca e inizia le guerre!>. @DeAritio, grazie per ricordarci, con i tuoi drammatici racconti, quanto profondi siano gli abissi della stupidità e della ferocia umana.
  18. <Con un metal detector è stato ritrovato un rarissimo aureo di Alletto (se ne conosce 1 solo altro esemplare). Valutato circa 100.000 sterline verrà, grazie alla permissiva legislazione inglese, messo all'asta. Il ricavato verrà spartito...> Così nella nota postata da @Quintus. Certo, possiamo anche definire la legislazione inglese "permissiva", tuttavia ha consentito che si conoscesse, fotografasse e catalogasse la seconda moneta conosciuta di Alletto. Mi domando: quante monete uniche o rarissime non conosceremo mai, o le conosceremo in maniera niente affatto scientifica, grazie alla nostra legislazione "rigida"? Alcune di queste monete compariranno in qualche asta, possibilmente all'estero, altre resteranno segretamente a riposo in qualche cassetta di sicurezza magari in attesa di un cliente che la acquisterà privatamente; di tutte non sapremo mai il luogo di rinvenimento ed eventualmente il contesto. La conoscenza e la storia ne avranno guadagnato o perso?
  19. @Spoudaios la <crazia> è una moneta toscana, introdotta per la prima volta da Cosimo I, del valore di 5 quattrini (20 denari). successivamente fu introdotta anche negli stati in qualche misura legati economicamente al Granducato; la troviamo infatti, oltre che a Piombino, a Urbino e a Massa Carrara. Il nome deriva probabilmente dal tedesco <kreuzer>. Poichè si trattava di una moneta di mistura, con circa un 30% di argento, è abbastanza facile comprendere come nelle zecche dei piccoli stati si prestasse a manovre speculative, calando sensibilmente la percentuale di argento e per questo nel Granducato, piuttosto rigoroso (a parte le monete per il levante!) sulle politiche monetarie. erano assai spesso bandite. @Piakos A proposito del "personaggio" Giovan Battista c'è ui episodio che la dice lunga sul personaggio quando era ancora giovanotto. Essendo la sua famiglia legatissima alla corona di Spagna - il padre Nicolò fu vicerè di Aragona e poi di Sardegna - per Giovan Battista fu giocoforza partecipare alla guerra nelle Fiandre; bene, da lì scrive lettere disperate alle sorelle perchè teme di essere ucciso, ma non dai protestanti orangisti, bensì da "compagni" di gioco, cui doveva notevoli somme!
  20. Conservazione splendida. Quanto è rara?
  21. (seconda parte) Ma quali furono, nello specifico, i motivi del bando di queste crazie? Se si osserva la foto a sinistra (orientata come quella a destra) con una certa attenzione nei punti indicati dalle frecce e dagli ovali,, si vedrà che è stata battuta sopra una crazia del tipo raffigurato a destra. Ma poichè quella a destra era una crazia del padre, a suo tempo bandita (anche se, a mio parere, più per motivi politici che di scarso valore intrinseco) ecco che il bando per la nuova crazia diventava quasi automatico.