Lugiannoni

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  1. Lugiannoni

    AUGURI

    Siete tutti dei cari amici: Vi ringrazio!
  2. Lugiannoni

    Buongiorno a tutti del forum

    Ben arrivato!
  3. In un'altra discussione sulla monetazione romana repubblicana ho postato un denario di Bruto che qui replico e sulla base della discussione nata mi è venuta una idea (spero non peregrina): perchè non postare le monete che, nel bene o nel male, hanno in qualche misura segnato dei momenti storici? CNG, Triton XXIII, l. 620 D/Testa di Bruto a ds. BRVT IMP L • PLAET • CEST R/ Pileo tra due pugnalivolti in basso: sotto EID • MAR.
  4. Lugiannoni

    IL "VALORE" DI UN TRADIMENTO

    @Admin Claudio, io guarderei la cosa da un diverso punto di vista; la Repubblica prima di Cesare era ormai stata svuotata da una oligarchia senatoriale divisa da lotte interne e sorda e cieca di fronte ai mutamenti sociali. L'uccisione dei fratelli Gracchi, la guerra sociale, la rivolta di Catilina, la lotta tra Mario e Silla furono tutte punte di un iceberg di disagi sociali che il fenomeno schiavistico accentuava, impoverendo sempre più le campagne e le plebi urbane. Cesare riuscì a cogliere questo profondo malessere giocandolo, certo, anche a fini personali, ma attuando politiche che oggi definiremo "progressiste". I suoi assassini erano un coacervo di rancori personali, di invidia, di nostalgia per i tempi in cui l'oligarchia senatoriale governava indiscussa, di - c'era anche questo - livore per dover ringraziare Cesare per averli o perdonati o addirittura promossi: insomma a Filippi fu messa una pietra sopra il cadavere di una Repubblica che aveva da tempo cessato di essere Res publica.
  5. Non c'è dubbio che il denario emesso da Bruto (Zecca itinerante al seguito delle legioni) sia di grandissimo impatto emotivo e propagandistico: due pugnali (armi con cui Cesare fu ucciso) che affiancano un pileus, berretto usato dagli schiavi liberati, ma che svela una malcelata volontà di auto glorificazione e forte personalizzazione, dal momento che la prassi repubblicana, cui Bruto tanto si ispirava, era di mettere il nome del magistrato monetario (in questo caso L. Plaetorius Cestianus) tant'è che nessun altro cesaricida che battè moneta - in primis Cassio - mise la propria effigie. Ma, come disse una volta Cesare a proposito del suo ingrato pupillo <Bruto non sa cosa vuole, ma lo vuole fortemente!>. Indubbiamente un risultato con la sua moneta Bruto l'ha ottenuto: alla recente asta della CNG è stata battuta a ben 300.000 USD! Non male per uno che aveva pugnalato il suo probabile padre nonchè suo mentore.
  6. Lugiannoni

    asta In Asta 86

    I <grossi agontani>, così chiamati perchè il "prototipo" fu coniato ad Ancona, mi hanno sempre affascinato. Battuti in diverse Zecche dell'Italia centrale, uno dei più rari (e costosi) è quello di Massa Marittima, la cui Zecca opero per non più di un paio di anni. D/ + .DE MASSA (sperone) + (sperone) - Croce patente in corona rigata , nel 1° e 3° quadrante M gotica. R/ + .S' . CERBON' - S.Cerbone di prospetto, mitrato e nimbato, recante nella sinistra il pastorale e benedicente con la destra, in corona rigata.
  7. Credo che ci farò un salto!
  8. Lugiannoni

    Buon Compleanno

    Auguri Daniele!!!!!!
  9. Chiarisco meglio il "numerosi". In Italia dalla fine dell'impero romano d'occidente e poi in ancor più nel periodo comunale e delle Signorie abbiamo avuto un numero incredibile di Zecche: qualcuna è durata qualche decina di anni, altre secoli. Tutto questo e ha prodotto migliaia di monete di vario metallo e valore, ma ha anche creato un campo sterminato di ricerca, di studio ma anche centinaia e centinaia di collezionisti di questa o di quella Zecca locale. Persone come me, ad esempio, che non troverai mai nei saloni delle grandi aste milionarie ma più facilmente le troverai nei convegni di provincia dove si scambiano o acquistano le loro "monetine". Anche in questi casi abbiamo certo la/le monete rarissime, irraggiungibili, ma vi sono anche tantissimi "spiccioli" con le loro varianti, e le loro particolarità tali da soddisfare il piacere dell'acquisto e da permetterti di guardare, riguardare e poi catalogare e confrontare la monetina appena acquistata, il tutto senza dover abbassare gli occhi di fronte alla moglie o ai figli per aver sperperato le poche sostanze messe faticosamente da parte dalla famiglia. E' questo, credo, il bello del collezionismo. Il resto è investimento, gioco in borsa, affari. Cose certamente non disprezzabili, ma "altre" rispetto ad una sana passione numismatica.
  10. Della situazione della numismatica italiana ne abbiamo discusso a lungo ed in sostanza è giustificato il pessimismo di @Piakos. Dal mucchio, però, tenderei a trarre fuori le monete veramente rare. Esistono infatti numerosi collezionisti numismatici - e qui divergo da Renzo - che acquistano non solo e non tanto per investimento, ma piuttosto perchè fanno collezioni di "nicchia" o comunque relative a piccole Zecche regionali. In questi casi se la moneta è, ad esempio, una R5 (pochissimi o un solo esemplare conosciuto) ed il prezzo è "umano" la tentazione all'acquisto è forte. Il fatto che poi, come dice Renzo, <i moduli piccoli non turbano i sonni di chi spende> dovrebbe rendere la moneta appetibile agli interessati. Ovviamente non si deve pensare di ottenere cifre da record....
  11. Lugiannoni

    AUGURI anche a...

    Tanti auguri! (In ritardo ma non meno sinceri).
  12. Mi permetto di correggere la "delimitazione" geografica: la Maremma nord iniziava tra Follonica e Piombino.
  13. In linea di massima è estremamente difficile stabilire un valore ad una moneta di cui conosciamo uno o due esemplari per la semplice ragione che non essendo passata mai in asta non esistono punti di riferimento, dal momento che è il mercato a fare il prezzo. Ho visto pezzi unici di monete di piccolo taglio superare i 20.000€ ma altre, sicuramente uniche, restare invendute perchè la richiesta è stata ritenuta eccessiva o, peggio, perchè rifiutandola si spera che torni in asta ad un prezzo ridotto. Paradossalmente una moneta di cui si conoscono decine di esemplari è assai più facile da valutare. Vediamo comunque se qualche amico del forum che conosce la monetazione di Gubbio potrà aiutarti.
  14. Benvenuto. Tuttavia devo farti una precisazione: questo è un forum di numismatici, non di indovini. In pratica, potresti postare due foto più grandi e ben leggibili? Grazie. Inoltre devi chiarire se ti interessa una valutazione di un grosso di F.M.I della Rovere qualsiasi o di uno in particolare, poichè, come sai certamente, il valore è legato alla conservazione ed eventualmente all'anno di emissione.
  15. Lugiannoni

    auguri

    @Piakos Quella di Piombino è rarissima, se ne conoscono soltanto due esemplari, uno a Roma e uno a Vienna, entrambi in collezioni pubbliche. Il tollero invece, coniato sia da Cosimo III che dal padre Ferdinando II, non è raro, tranne alcuni anni. Questo è il tollero del padre di Cosimo III. Due personaggi tra di loro agli antipodi; tanto questi fu aperto, colto, intelligente e governante attento ai bisogni dei suoi sudditi. quanto il figlio fu ottuso, bigotto e pessimo sovrano. L'unico serio problema (serio per quel tempo) di Ferdinando II fu la sua preferenza per gli stallieri e i valletti più che per le dame di corte. Questo fece sì che Cosimo venisse "sequestrato" dalla bigottissima madre Vittoria della Rovere, con conseguenze disastrose-.
  16. Lugiannoni

    auguri

    Ben volentieri. Negli ultimi anni del '600 la crisi economica del piccolo principato piombinese è al culmine. Le politiche economiche e monetarie del principe Giovan Battista Ludovisi hanno creato enormi problemi. Giovan Battista tenta di intervenire, tardivamente, con una serie di provvedimenti. Tra questi si inserisce l'emissione di una moneta che, richiamandosi all'iconografia del tollero per l'Oriente del Granducato di Toscana, spera di inserire in quel "mercato". Comunemente definita <piastra> è in realtà, per peso e lega, Un vero e proprio <tollero> come è stato ben chiarito da Bellesia in un suo lavoro. Il rovescio rappresenta una veduta del porto di Piombino (non di quello attuale, ovviamente) mentre al dritto c'è il profilo del principe. Unisco l'immagine del D/ di questa bella e rarissima moneta (due esemplari noti, uno nella collezione reale e l'altro al Kunsthistoriches Museum di Vienna) e quella di un tollero fiorentino cui evidentemente si ispira. E' inutile dire che la coniazione di questa moneta non servì, come non avrebbe potuto servire, a risolvere i problemi dello Stato piombinese.
  17. E' rarissimo, ma può succedere che due monete abbiano la stessa identica decentratura di conio, ma è impossibile che abbiano le stesse piccole fratture!
  18. Forse ho capito male io, ma la prima moneta (per intendersi, quella con fondo grigio) sarebbe quella degli anni '70 e l'altra(sfondo arboreo) è quella ritrovata di recente? perchè se così fosse qualcosa non torna dato che sono le foto della stessa moneta.
  19. Lugiannoni

    TREBONIANVS GALLVS, sesterzio VICTORIA

    Per gli imperatori romani del III secolo era valida la poesia di Ungaretti <Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie>! Bel ritratto realistico.
  20. Lugiannoni

    auguri

    Un augurio di buone feste a tutti!
  21. Non sono particolarmente addentro alle cose macro-economiche ma sapevo che in Borsa come nel mercato immobiliare esiste una regola (non so se aurea o ferrea) in base alla quale occorre comprare quando il mercato scendere per poi vendere quando rialza. Non funziona così anche in numismatica?
  22. Sono sempre stato interessato agli aspetti della TIPOLOGIA tanto da essermene occupato per anni in campo archeologico. Tenterò di applicarla anche al'individuazione del <fenotipo collezionista numismatico>.Qualcuno, giustamente, potrà obiettare: ma a che serve? La risposta è semplice. Serve a delineare, fuor di genericità, le varie articolazioni in cui si dirama la figura del "collezionista" e di conseguenza le specifiche caratteristiche comportamentali. Tipo 1 - il collezionista "fancazzista": compra ad ogni uscita delle commemorative della Zecca di Stato e accumula medagliette pseudomonetali in pregiate confezioni. Il valore di tali oggetti è talvolta inferiore al valore del metallo ma comunque tutto ciò consente al tipo 1 di considerarsi un "collezionista numismatico" a costo mentale = 0, mentre l'investimento in € è assai maggiore e, in prospettiva, pochissimo remunerativo. Tipo 2 - il collezionista "compulsivo": compra qualsiasi tondello di metallo abbia il sentore di moneta. Inesperto della materia, se è giovane pian piano potrà diventare il tipo 3. Tipo 3a - il collezionista "monotematico": decide di collezionare monete ed ha una discreta/buona disponibilità finanziaria che gli consente di individuare un tema e su quello si impegna in maniera semi-maniacale. Tipo 3b - è il tipo 2 che non ha le disponibilità finanziarie del tipo di cui sopra e quindi , una volta evolutosi da un punto di vista numismatico, riesce attraverso cambi, vendite, svendite e parsimoniosi acquisti a concentrarsi su un tema. Tipo 4 - il collezionista "topo d'archivio": deriva spesso dai tipi 3 e si appassiona pian piano alle proprie monete più per quello che raccontano che per il loro valore tanto che, nei casi limite, può anche disfarsi delle monete fisiche, restando comunque legato ai suoi studi e trascorrendo più tempo negli archivi storici che nei negozi di numismatica. Nella maggior parte dei casi, però mantiene e cerca di incrementare la propria collezione. Tipo 5 - la specie peggiore; ha notevoli disponibilità economiche, non colleziona monete ma le compra per investire al pari delle azioni in Borsa o degli acquisti sul mercato immobiliare. La sua avidità è spesso la causa del lievitare dei prezzi. Se lo conosci lo eviti, anche perchè cercherà di comprare, blandendoti, le tue monete migliori a 2 soldi per "fare l'affare". Conclusione? ognuno faccia come meglio crede, ma eviti di comperare sesterzi se prima non ha chiesto il parere al bounty-killer dei taroccatori, pasticceri et similia, al secolo l'amico @Piakos!
  23. Facendo alcuni calcoli utilizzando indici ISTAT i 500.000 € del 2000 dovrebbero essere 700.000 di oggi. Da questa a 1.500.000 c'e un bel salto. Se è vero come è vero che nel mondo oggi 26 persone possiedono quanto hanno 3,8 miliardi di persone, non è difficile capire chi potrebbe averla comprata!
  24. E' stata venduta a soli 1.700.000 CHF (1.500.000 €) più la provvigione!