Lugiannoni

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  1. Effettivamente ha tutte le caratteristiche della monetazione etrusca ed è molto simile - anche se con l'immagine ribaltata, cosa questa non infrequente ed una qualità inferiore nella resa del volto - alla monetina citata dal catalogo < cf. Vecchi EC I, p. 287, 126 (as or obol)> di cui allego orrenda foto scattata or ora con il cellulare. Non avendo visto direttamente la moneta non posso francamente dire di più; tuttavia mi fido - salvo prova contraria - del giudizio dell'amico Italo Vecchi che la ritiene autentica.
  2. Nessun disturbo, ma onestamente non saprei cosa dirti senza vedere direttamente la moneta; così a "occhiometro" potrei azzardare a problemi del bronzo o, anche se meno probabile, ad un difetto del conio.
  3. Posso rispondere, ma non ho capito quale sia la domanda. La moneta è bella, autentica, al di sopra dello standard medio qualitativo populoniese. Vale i 1.300,00 € di partenza? Ai posteri l'ardua sentenza, avrebbe detto il Manzoni. Forse la stima tende ad essere un po' elevata visto che questa tipologia monetale non è tra le più rare (se ne conoscono più o meno 400/450 esemplari); probabilmente sulla stima hanno inciso molto la qualità della moneta e lo stato di conservazione. La comprerei? No, perchè le monete di Populonia si possono studiare senza dover spendere un euro. Si, se avessi un notevole surplus di euri (che non ho) da investire. P.S. Per chi fosse interessato o incuriosito dalle dracme con testa di Aplu, allego un mio articoletto. Aplu.pdf
  4. Non è che non colleziono: ho le mie monetine del Principato di Piombino e quelle dei governi rivoluzionari. Ma per me l'interesse vero, quello che fa scattare la molla, è lo studio degli insiemi monetali, è non lo dico per farmi bello: semplicemente è che studiando le monete - certe tipologie o certi insiemi - in qualche modo le sento mie, me ne approprio. Attualmente, per colpa o merito, della pandemia mi sono messo a studiare le monete della <Repubblica di Siena ritirata a Montalcino> attratto dalla particolare vicenda storica di quelle coniazioni, vicenda che per altro si intreccia, anche se indirettamente e su fronti opposti, con la storia di Piombino. Insomma, mi diverto tantissimo studiandole ed il piacere è ancora maggiore in quanto non sono "obbligato" a studiare queste o quelle, me scelgo di volta in volta in base a uno stimolo, a una lettura, a una suggestione. Il tutto tenendo fermo un punto: la monetazione del territorio intorno a me, quindi Piombino e Populonia. Per quest'ultime, ti dirò che sono interessanti, affascinanti e ancora con tanto da scoprire, ma l'idea che quando sento suonare alla porta possa essere la GdF mi ha sempre scoraggiato dal collezionarle!
  5. Lugiannoni

    Buongiorno a tutti!

    Innanzitutto benvenuto sul forum. Dato le tue competenze in orologi non resisto alla tentazione di chiederti un parere su un orologio da taschino che mio nonno comprò a S. Francisco - dove era emigrato - nel 1915. E' in oro 14 k , marca Waltham. Grazie.
  6. Direi abbastanza copiosa. In dettaglio: POPULONIA circa 80 serie (senza ovviamente contare le tipologie derivanti da modifiche o variazioni di conio; solo per le Metus da XX abbiamo 39 coni diversi) tra oro e argento più una decina in bronzo. VETULONIA circa 9 in bronzo. LUCA 13 in argento. VULCI 5 in argento. A queste vanno aggiunte una quindicina di serie in Ag o Br da Zecche non identificate. Va comunque aggiunto che si tratta di regola di tipologie rappresentate da relativamente pochi esemplari; cosa che vale invece solo parzialmente per Populonia dove pur avendo numerosissime serie con pochi esemplari se non unici, abbiamo le Metus da XX di cui conosciamo tra "ufficiali" e non almeno circa 1.500 monete seguite da Hercle e Aplu che sono oltre il centinaio e da alcune piccole frazioni di dracma, sempre in argento. Queste citate potrebbero - il condizionale è obbligatorio - emissioni "ufficiali" mentre il resto potrebbero essere coniazioni "private". Per le altre città etrusche non è possibile dire se il basso numero di esemplari giunti fino a noi sia dovuto al fenomeno della "rifusione" (specie da parte romana) delle monete delle città via via conquistate o ad un uso relativamente scarso della monetazione. Per Populonia la faccenda sembra aver percorso strade diverse. Intanto non fu conquistata manu militari ma vi fu piuttosto un lento processo di assorbimento; inoltre è indubbio che a Populonia la produzione monetale non sia stata, come forse negli altri centri, un episodio sporadico ma al contrario un elemento costante nell'economia populoniese.
  7. Non saprei dire molto di più di quanto non riporti Italo Vecchi; <Testa femminile con capelli legati a chignon; sulla fronte un anello(?)>. Se ne conoscono poco meno di 30 esemplari.
  8. Francamente non sono in grado di risponderti così su due piedi, senza avere in mano la moneta e anche in questo caso non sarebbe facile senza delle analisi chimiche. Tieni comunque conto che nella monetazione populoniese - ma questo vale un po' per tutta la monetazione antica - non c'era un titolo dell'oro o dell'argento costanti. Così anche per il peso, che nelle Metus varia, su uno standard teorico pari a gr 8,4, da un minimo di 4,05 ad un massimo di 9,32; lo stesso vale per il titolo dell'argento dove abbiamo monete a 950‰ ed altre a 500‰. Nell'oro addirittura si è calcolato (analisi recenti del CNR di Pisa) che più è puro e più facilmente la moneta può essere falsa.
  9. Tra una moneta falsa (il termine "falso da studio" non vuol dire assolutamente nulla) ed una originale passa la stessa differenza che esiste tra una bambola gonfiabile e una donna, specie poi quando la moneta falsa costa più di una bambola gonfiabile. Eccezzzziunale...veramente!
  10. La prima sembrerebbe in piombo e potrebbe essere Metus ma anche Hercle ma anche una scultura astratta ma anche niente. L'altra è fortemente ossidata ma potrebbe essere una Metus in argento. Detto questo non comprerei nessuna delle due!
  11. Partendo dal presupposto che per decidere sull'autenticità o meno di una moneta occorre vederla e tenendo conto che le serie auree di Populonia hanno una percentuale di falsi notevole, mi asterrei dal comprarla, anche perchè questa in particolare non sembra particolarmente entusiasmante. Per avere un termine di riferimento - da prendere anch'esso con cautela perchè fatto in molti casi sulle sole foto e indirizzato più che altro ad individuare le tipologie - puoi vedere l'articolo allegato. OMNI_10 Giannoni.pdf
  12. Caro @Ras al ghul mi spiace che tu ti sia offeso per la mia risposta che certamente non era offensiva nè voleva esserlo. In queste settimane, direi mesi, di "arresti domiciliari" bombardati ogni mezzora da trucidi bollettini di guerra pieni di morti, contagiati e tamponati l'ironia è l'unico vaccino esistente. Non certo per il covid 19 ma certo per la salute mentale. Detto questo rinnovo il mio dispiacere per l'equivoco e giuro solennemente di essere sempre serissimo, almeno nelle tue discussioni!
  13. Secondo Italo Vecchi - ed io condivido - allo stato attuale delle conoscenze si può parlare solo di <Uncertain of Etruria or Umbria> <Zecche da identificare dell'Etruria o dell'Umbria>.
  14. Lugiannoni

    asta BERTOLAMI 83

    Ci sono delle monete populoniesi che paiono passata da un tritatutto. Prezzi elevati per la conservazione.
  15. Sembrerebbe una uncia o più verosimilmente un sextans della c.d. serie ovale. Vedi I. Vecchi Italian Cast Coinage, p. 52.
  16. @Ras al ghul ti interessa anche il nome dell'ultimo proprietario, l'età della moglie e degli eventuali figli?
  17. Panorama Numismatico n. 361, maggio 2020. Data: 5 Maggio 2020In: News NumismaticaNessun commento Stampa Email In copertina, I mezzi giulî datati 1643 di Niccolò Ludovisi principe di Piombino, di Luciano Giannoni, un’analisi dei conî che fornisce ulteriori contributi alla comprensione del funzionamento della zecca piombinese. Troverete, all’interno Per le curiosità numismatiche: Tra le medaglie curiose e oggi quasi dimenticate si può citare la medaglia d’onore per le madri di famiglie numerose, istituita con la legge n. 917 e promulgata il 22 maggio 1939 da Vittorio Emanuele III, concessa alle madri di famiglie costituite da almeno sette figli. Ne parla Gianni Graziosi in Medaglie d’onore per madri prolifiche. Per la monetazione antica: Intorno al 220 d.C. Roma toccò il punto più basso della sua lunga storia, a causa di… un teen ager folle e perverso sul trono: Elagabalo: del giovanissimo imperatore, che cercò di imporre il culto del dio sole, tratta Corrado Marino in questo articolo che unisce biografia e numismatica. In questo numero diamo inzio a una serie di articoli, a firma di Roberto Diegi, sugli aurei e i solidi dell’Impero romano d’Occidente che, da Augusto, giungerà fino a Romolo Augustolo. In questa prima parte si parlerà degli Aurei della Dinastia Giulio-Claudia: da Augusto a Nerone. Per la monetazione italiana medievale e moderna: Andrea Keber e Italo Vecchi esaminano Una bolla plumbea del doge Pietro Tradonico (836-864): utilizzate dai veneziani per autenticare i documenti, le più antiche bolle conosciute andrebbero fatte risalire al IX secolo. Nel corso del Duecento la zecca di Ancona emise grandi quantità di grossi agontani e denari ma cosa accadde nel secolo successivo? Ne parla Lorenzo Bellesia in La monetazione di Ancona nel Trecento. Per la monetazione estera: Il titolo di Difensore della Fede, riportato sulle monete inglesi, risale al 1521 e fu conferito a Enrico VIII da papa Leone X, come racconta Giuseppe Carucci in Fidei Defensor. Per la medaglistica: Della rarissima medaglia di Filippo II assegnata alla zecca di Milano esiste un secondo esemplare nel Gabinetto numismatico del Kunsthistorischen Museum di Vienna, come illustra Alberto Castellotti in Sono due le celebri medaglie milanesi col Calvario di Filippo II di Spagna, Giuseppe Carucci racconta la storica impresa compiuta da Gromov, Jumashev e Danilin e ricordata in due medaglie commemorative, in Un volo record. Per la cartamoneta: Le autorità italiane non predisposero alcuna emissione per l’occupazione della Tunisia. Qual è, dunque, l’origine del biglietto con la scritta “Banca d’Italia” rintracciato da Renzo Bruni? L’autore esamina le varie possibilità in Un biglietto “sovrastampato” per l’occupazione italiana della Tunisia (novembre 1942-maggio 1943)? Per la rubrica I falsi monetari, Eros Marchetti illustra il 5 lire o scudo 1821 Vittorio Emanuele I Regno di Sardegna. Per la rubrica Notizie dal Mondo Numismatico, si parla dell’iniziativa dell’Associazione Italiana Cartamoneta per l’individuazione del “Migliore articolo 2018” e “Migliore articolo 2019” pubblicato sulla rivista semestrale «AIC Magazine». Si pubblica, inoltre, il regolamento del Concorso a premio per tesi di laurea in numismatica “Pro Mario Traina”, giunto alla terza edizione (2019-2020), aggiornato secondo le ultime disposizioni rese indispensabili dai recenti decreti legislativi.
  18. Interessante moneta con Metus affetta da ictus buccale latero-sinistro.
  19. @Marte battute a parte, la seconda è effettivamente etrusca (populoniese probabilmente) ed inedita; potrebbe appartenere ad una serie di cui non conosciamo ancora bene gli aspetti metrologici. Da qualche tempo cerco di capirci qualcosa ma non è facile.
  20. Domanda: qualcuno ha foto di monete della Repubblica di Siena ritirata in Montalcino?
  21. Dovrebbe essere un riconio della zecca di Parigi.
  22. Lugiannoni

    XX assi Populonia

    @Marte se ti interessi alla monetazione etrusca, nell'ultimo numero di OMNI 13, c'è la prima parte di un mio articolo sui coni populoniesi. Non lo posso scaricare qui perchè è troppo pesante, ma lo trovi facilmente su http://www.wikimoneda.com/omni/
  23. Cane-delfino, Populonia o Velzna, Testa di Ares? Mi arrendo. Chiamiamo il mago Otelma!