Lugiannoni

Global Moderator
  • Content Count

    1,784
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    182

Everything posted by Lugiannoni

  1. Non credo. Probabilmente è stata "tagliata" dividendo tra loro le due facce e, forse, ricavando un piccolo vuoto tra di loro dove nascondere qualcosa (messaggio? veleno?).
  2. Lugiannoni

    Lupetta PLG

    Non sono un "romanologo" e quello che potrebbe sembrare un crescente potrebbe essere anche una piega del dorso. Ma quello che vorrei chiederti è: la provenienza della moneta è regolare?
  3. Al di là della corretta e difficile lettura, mi pare di cogliere, sottotraccia, una tensione latente che sarebbe utile sciogliere, così che tutti, me compreso, si possa capire meglio l'interessantissima questione. KEEP CALM AND READ CAMP*§ç@SSO!
  4. Benvenuto anche da parte mia. Hic manebis optime!
  5. Panorama Numismatico nr.347 Febbraio 2019 In copertina, Chirurgia in nummis, di Giorgio Di Matteo, che illustra una serie di coniazioni antiche e moderne dedicate alla medicina, alla pratica chirurgica e a chirurghi celebri. Troverete, all’interno Per le curiosità numismatiche: In periodi di grave carenza di metallo per coniare monete, una soluzione frequente fu quella di reperire la materia prima fondendo le campane delle chiese. Così fu, ad esempio, durante la Rivoluzione francese e poi durante l’assedio austro-russo di Mantova. Ne parla Gianni Graziosi in Quando le campane servivano per coniar sonanti monete. Per la monetazione antica: Roberto Diegi racconta la figura di Alessandro Magno: grande condottiero ma uomo molto discutibile. Una breve rassegna numismatica delle sue coniazioni in oro e argento. Per la monetazione italiana medievale e moderna: La ricca monetazione della città felsinea riserva un’altra piccola sorpresa: Un quattrino bolognese con data 1592, di cui parla nel suo articolo Lorenzo Bellesia. Mario Veronesi ha rintracciato un esemplare inedito battuto nella zecca di Guastalla a nome di Ferrante II, in Guastalla. Un sesino inedito frutto di un errore nell’accoppiamento dei conii. Cosa indicano i globetti che compaiono sulla variante di marchesano recentemente apparsa in asta pubblica? Renzo Bruni indaga in Una moneta riscoperta: una interessante variante del marchesano grosso di Nicolò III ignorato dalla più recente bibliografia. Per la medaglistica: Un conio di rovescio di una medaglia di Innocenzo XII fu modificato per essere utilizzato sotto un altro pontefice. Ma quando fu cambiato quel piccolo particolare? Lorenzo Bellesia avanza alcune ipotesi in Il riutilizzo di un conio modificato da una medaglia di Innocenzo XII ad una di Benedetto XIII. Da Giulio II a Pio IX, molte furono le medaglie papali dedicate a Civitavecchia e alle opere urbanistiche fatte erigere dai Pontefici. Carmine Costanzo ne illustra alcuni esemplari, in Le medaglie pontificie per Civitavecchia: il rovescio in comune. Per la cartamoneta: Corrado Marino parla della Travagliata storia della Cambogia attraverso le sue emissioni cartacee. Dalla fine del colonialisno francese all’ascesa al trono del figlio del “sovrano immortale” Norodom Sianuk. Per la rubrica Notizie dal Mondo Numismatico, si parla del nuovo «Gazzettino di Quelli del Cordusio», inoltre della mostra Galleria metallica. Ritratti e imprese dal medagliere estense, alla Galleria Estense di Modena fino al 31 marzo 2019, e della Giornata di Studio in memoria di Arturo Lusuardi che si terrà il 23 marzo 2019. Per la rubrica Recensioni, si parla del volume di Gaetano Russo e Giovanni Ardimento, Anatomia di una banconota: dall’arte alla tecnologia; dell’ultimo libro di Pietro Magliocca, Nuove considerazioni sulla moneta di Napoli negli anni 1616-1623; del secondo volume del MIR dedicato alle monete dello Stato Pontificio, a firma di Alessandro Toffanin; infine di due volumi che trattano di monetazione estera: Reference Catalogue Coins and Medals of Ragusa (Dubrovnik), di Borna Barac, e Coins Minted by the Knights in Malta. A comprehensive catalogue, 1530 to 1798, di John A. Gatt.
  6. Qui non si tratta di essere o non essere "catto-numismatici". Mi pare piuttosto che, usando i termini più corretti, si tratti di un dialogo - a questo punto lo definirei inutile - che vede da una parte una persona come Lei, che invece di replicare con argomenti concreti si limita ogni volta a rispondere con supponenza e gratuita spocchia, dando anche, e neppur troppo velatamente, degli "sprovveduti" agli altri. Provi, magari, ad illuminarci con le sue conoscenze sulla monetazione greca e/o romana e ne saremo ben grati.
  7. Lugiannoni

    Penso greca?

    Esatto. Io mi riferivo genericamente all'uso della quadriga ma hai fatto bene a precisare.
  8. Confesso che non sono particolarmente appassionato a "contraddittori" che si trascinano stancamente e la tentazione di lasciar perdere è tanta. Tuttavia, vuoi perchè sono stato l'iniziatore di questa discussione e non voglio che certe "incomprensioni" possano essere imputate alla mia poca chiarezza, vuoi perchè essendo "moderatore", addirittura "globale", devo dare il buon esempio e replicare. Ma stavolta vorrei provare a rovesciare il discorso, affidando l'onere al nostro "contraddittore" che, sia detto per inciso ha il vezzo di voler apparire fintamente "incolto". 1- Se è vero che la Sindone viene "costruita" alla fine del XIV secolo, come si spiega il particolare dei fori a L sulla Sindone presenti anche nel codice Prey, realizzato un paio di secoli prima? 2 - Se è esistito, nel XIV un pittore così bravo da dipingere un telo di lino con l'indicazione di dettagli anatomici così esatti (polso anzichè palmo) perchè nessun altro pittore, successivamente ha riportato con esattezza questo "nuovo" particolare? 3 - Sempre il pittore del punto 2) era sicuramente, oltre che anatomo-patologo, un genio della pittura riuscendo a"segnare" la sagoma antero-posteriore di un corpo non solo senza usare normali pigmenti (colori) ma addirittura rendendo l'immagine al negativo? Possibile che un tale genio - per cortesia non mi dica Leonardo - sia rimasto sconosciuto ed incognito al Mondo? 4 - Se la Sindone è del XIV secolo, l'incisore del conio della moneta di Giustiniano II dove avrebbe visto, 700 anni prima, i dettagli del volto? Forse in sogno? Per cortesia, mi risponda, se vuole, ma in maniera precisa e puntuale, senza tirar fuori colti e incolti, termini più adatti all'agronomia che a una discussione riguardante la storia, la pittura, la religione e la numismatica.
  9. In certi casi mia nonna buon'anima diceva:<Non c'e peggior sordo di chi non vuol sentire>. Dal momento che mentre io cerco di proporre elementi derivati da studi ed analisi moderne (pollini, ematologia, confronti iconografici, ecc) Lei mi risponde sia citando una relazione del 1390 (sic!) che citando una sua personale apodittica convinzione (Le sue prove mi lasciano interdetto... ...compare dopo 1300 anni... ) credo onestamente che il nostro scambio dialettico possa considerarsi concluso, risparmiando entrambi tempo prezioso da impiegare più proficuamente.
  10. Fermo restando che ognuno è libero di credere, o non credere, ciò che vuole tant'è che ci sono anche i "terrapiattisti", mi pare di aver portato degli elementi concreti e documentali a sostegno dell'autenticità della Sindone. Tuttavia mi sarebbe piaciuto che, a sostegno della sua tesi, mi avesse portato una documentazione un po' meno evanescente delle dichiarazioni di Clemente VII del 1390. In pratica mi aspetterei che lei o altri smontassero quella che ritengo una delle prove "principe": quella iconografica. Visto che dal V secolo i chiodi superiori vengono disegnati o scolpiti o dipinti nel palmo della mano, evidentemente perchè quella era la posizione ritenuta "reale", si deve supporre che il "pittore della Sindone" (si badi bene, vissuto chiaramente tra il 1260 ed il 1390) non solo fosse stato in possesso di elementi di cultura anatomica ma avesse avuto anche precoci conoscenze di tecnica fotografica, visto che l'immagine sul telo è al negativo. Per non parlare delle tecniche di riconoscimento palinologico (con un proto-microscopio?), visto che sul telo vi sono pollini che abbracciano un areale geografico molto vasto e un ampio spettro diacronico. Ed infine, se così bravo, perchè non ha dipinto, prima o dopo, nessuna immagine di una crocifissione "giusta" con la quale avrebbe conseguito notevole e meritata fama? Infine, per quanto riguarda la "contaminazione" ricordo che il ragionamento è partito da un mio piccolo lavoro di numismatica romana imperiale centrato sulle monete in uso in Palestina e Giudea nel primo quarto del I secolo ed anche tra le prove pro Sindone vi sono alcune monete bizantine. Quindi nessun "fuori tema": se ad uno non piace un argomento di discussione può intervenire, come ha correttamente fatto Lei oppure non seguirla, passando oltre.
  11. E' improbabile; la Veronica presenta dei dettagli quali ad esempio l'iride delle pupille, che mal si conciliano con le modalità con le quali si sarebbe dovuta formare, asciugando il volto di Gesù. Al contrario il mandylion è coerente e compatibile con la storia della Sindone. Questa infatti sarebbe stata conservata ad Edessa e successivamente compare a Costantinopoli attorno al VII secolo (vedi monete di Giustiniano II). Aggiungo un ulteriore elemento: il Cristo Pantocrator del duomo di Monreale, realizzato da mosaicisti Bizantini alla fine del XII secolo (quindi ante datazione C14) presenta le stesse particolarità del solido coniato 500 anni prima. Questo significa che la conoscenza del volto della Sindone era diffusa e radicata a Bisanzio da diversi secoli. Certamente la storia della Sindone prima del suo arrivo in Europa è lacunosa ma questo non invalida la sua particolarità e unicità di telo acheropito (non dipinto da mano umana).
  12. Se mi ricordo bene, ne abbiamo già parlato in un altro topic; tuttavia ci tengo a risponderti perchè, come forse si sarà capito è un argomento che mi interessa in maniera particolare. Effettivamente alcuni decenni fa,credo 1988, furono fatti degli esami con tanto di datazioni al C14 dando come risultato una data tra il 1260 e il 1390; questo sarebbe un dato definitivo? niente affatto. Se durante gli scavi che ho fatto in passato o in quelli cui partecipo tuttora avessi prelevato i campioni nel modo in cui sono stati prelevati quelli della Sindone - a mani nude - mi avrebbero giustamente cacciato a pedate dallo scavo. A questo si deve aggiungere che la Sindone ha in passato subito pesanti contaminazioni, basti pensare all'incendio subito nel 1532 ed alle successive manipolazioni subite dalle Clarisse che la rammendarono nei punti danneggiati dalle fiamme. E' evidente che il fuoco, il fumo, l'acqua gettata per spengerlo, le mani delle Clarisse che pregando mentre cucivano, hanno verosimilmente sparso minuscole gocce di saliva sono stati tutti elementi che hanno "ringiovanito il tasso di C14.,senza contare le numerose ostensioni che in passato avvenivano senza teche protettive per cui era svolta,appesa, riavvolta esposta al fumo di candele. Quindi la prova del Carbonio vale quanto un due di briscola. Si può aggiungere anche che la immunofluorescenza ematologica e l'esame a fasci di raggi di uno spettroscopio ad assorbimento atomico e hanno escluso la presenza di coloranti e pigmenti mentre hanno confermato che la"vernice" è in realtà sangue umano gruppo AB (peraltro un gruppo molto raro). Ci sono poi anche l'analisi pollinica ed altre analisi chimiche ma non voglio nè dilungarmi nè annoiare. A mio avviso le prove determinanti sono le prove storiche. Mi spiego. se la Sindone fosse stata realizzata, come da C14 dopo il 1260 non vi dovrebbe esserne traccia in epoca anteriore mentre invece esiste il codice Prey, conservato a Budapest e datato al 1192-5 che riporta chiara mente un qualcosa di simile al telo Sacro. Ma prima ancora, alla fine del VII sec. l'imperatore Giustiniano secondo conia una moneta dove al dritto c'è l'immagine di Cristo Pantocrator ben diversa da quelle presenti nei solidi di epoca antecedente eche riprende evidentemente lo stesso volto che è sulla Sindone: la barba a 2 punte, il "ricciolo" sulla fronte che è una chiara cattiva interpretazione della colatura di sangue (va tenuto conto che l'immagine sul telo è meno visibile di quanto lo sia l'immagine nel negativo fotografico), un accenno di tumefazioni, ecc. E' chiaro quindi che in quel periodo la Sindone, o meglio il Mandylion (il telo sindonico ripiegato in modo tale che si vedesse solo il volto) era già noto, come in questa immagine del X secolo. Infine la prova che per me è la madre di tutte le prove. Tutti conosciamo infinite immagini pittoriche della crocifissione ed in tutte i chiodi sono infissi, erroneamente da un punto di vista anatomico, nel palmo della mano, ma nella Sindone i chiodi sono infissi,correttamente, nel polso! Questo perchè, essendo stata abolita da Costantino la crocifissione come pena capitale, già un paio di secoli dopo se ne era persa memoria degli aspetti "tecnici" come dimostra questa scultura lignea del V secolo! So di essere stato un po' lungo ma l'argomento lo merita, con tutte le sciocchezze che circolano in proposito.
  13. Qualche settimana fa ho pubblicato su CRONACA NUMISMATICA on line una cosa sulle monete delle quali si parla nei Vangeli, associando ai vari episodi, oltre alle monete, quadri emblematici che tali episodi illustrano. A chi interessa consiglio di andare direttamente sul sito di CRONACA NUMISMATICA dove lo potete trovare con un'ottima impaginazione. Comunque allego anche un pdf dell'articolo. Le monete dei Vangeli.pdf.
  14. Lugiannoni

    Penso greca?

    Greca, in particolare la troviamo nella monetazione di Siracusa e di altre città della Sicilia, come Kamarina o Selinunte.
  15. Forse in Italia, ma se in Francia un FDC viene venduto a 48 € mi pare che dubbi ne restino pochi. E' decisamente comune.
  16. La cosa è più semplice di quanto possa sembrare. Basta andare sul sito della francese CGB e, nella boutique, c'è questa, FDC a 48€
  17. Secondo me, pur comprendendo le ragioni della tua indignazione, fai un errore confondendo due piani della Numismatica: quello del valore storico, in cui comprenderei anche il valore "affettivo" e artistico, e quello del valore venale. Questi piani possono in certi momenti intersecarsi ma sono comunque diversi. Oltretutto esistono monete che uniscono il valore storico ma che essendo estremamente rare e particolarmente belle sono anche un investimento; pensa ad una tetradracma di Siracusa firmato da Evainetos! Ovviamente le monete rispondono anche ad un'altra logica, che è quella, pura e semplice, della domanda e dell' offerta. Se sul mercato vi sono 1.000 monete X e i collezionisti sono 10.000, è evidente che quella moneta avrà un costo ben superiore ad un'altra, assai più antica, di cui però disponiamo di 15.000 esemplari. Perchè scandalizzarsi? Anzi, dovresti essere felice di poter collezionare monete belle e ricche di storia al prezzo di tre caffè. Ognuno è libero di scegliere la propria collezione in base ai propri gusti e al proprio...portafoglio.
  18. @giacutuli Ha ragione @Giuseppe Gugliandolo. Innanzitutto il fatto che abbia un valore venale basso non gli toglie nulla della sua storia e del suo fascino ed in più c'è il vantaggio di impostare una collezione a costo bassissimo. Se ti piace il settore ed il periodo, nulla di meglio!
  19. Eccolo; non vi aspettate cose strabilianti! Arte, monete e devozione.pdf
  20. Grazie Renzo @Piakos ma tempo fa avevo fatto una conferenza proprio sul tema dei rapporti tra arte, religione e numismatica e mi ero un po' documentato e mi aveva colpito, appunto, questa possibile "primogenitura" della moneta rispetto alla pittura dato che normalmente è avvenuto il solito. Se può interessare, posso mettere sul forum il Power Point usato.
  21. Ad oggi non mi risulterebbero immagini (pittura,bassorilievo o mosaico) con vaso al centro. In questa ipotesi dobbiamo attribuire - almeno temporaneamente - la "primogenitura" al bravissimo incisore del Saluto. Salvo prova contraria, potremmo supporre che tra la fine del 1200 e gli inizi del '300 si sia introdotta in Italia (forse proveniente dalla Francia o dal Nord Europa?) l'iconografia dell'Annunciazione con a sinistra l'Arcangelo Gabriele, a destra la Madonna - perchè lo sguardo nel mondo latino e greco scorre da sinistra a destra e quindi si arresta sulla figura della Vergine - ed al centro un vaso con gigli, simbolo di purezza. Iconografia che con il Rinascimento mantiene lo stesso schema ma perde il vaso centrale, sostituito talvolta da un giglio impugnato dall'Angelo.
  22. La cosa è abbastanza intrigante; infatti nell'Annunciazione di Giotto non vi è alcun vaso. In quella di Pietro Cavallini, composta a mosaico posteriormente al 1291, vi è un vaso di gigli, così come nella predella della Maestà di Duccio di Boninsegna, realizzata nei primi anni del '300. Cavallini Duccio Come si può vedere in entrambi i casi il gesto quasi imperioso dell'Angelo è analogo a quello del Saluto ed anche qui la Madonna ha una ritrosia accentuata dalla forma sinuosa del corpo. Il fatto è che sono entrambi, come nel caso di Simone, posteriori alla moneta. In più, va aggiunto che Simone Martini risiedette a Napoli nei primo anni del '300 e quindi sicuramente avrà visto (e avuto) qualche saluto, d'oro o di argento. Le ricerche proseguono...
  23. Caro @Piakos non sono in grado di rispondere alle tue domande ma posso solo dire che la moneta, per quanto rara, mi sembra solo una penosa imitazione dell'augustale federiciano.