Lugiannoni

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Everything posted by Lugiannoni

  1. Domenico Luppino è anche troppo generoso e lo ringrazio. Diciamo, più semplicemente che, sia per motivi anagrafici che di lavoro, ho avuto modo di accostare alcuni temi su cui ho sempre avuto particolare interesse e passione e cioè la statistica applicata, la preistoria e la numismatica. Poichè ritengo giusto presentarmi agli amici del forum, unisco di seguito una specie di mio curriculum che potrebbe essere di qualche utilità per i membri del forum interessati ai temi su cui mi sono occupato e mi sto ancora occupando. Attualmente pensionato, mi sono laureato a Firenze in Architettura nel lontano1972 e ho lavorato fino al 2012 presso il Comune di Piombino, come responsabile dell’Ufficio Beni Culturali ed Archeologici; in questa veste ero curatore della raccolta numismatica comunale, incentrata, inutile dirlo, sulla monetazione del Principato di Piombino. Partecipo da anni a campagne di scavo archeologico in Toscana ed in Puglia. Sono attualmente vice Presidente dell’Associazione Archeologica Piombinese, membro della redazione della rivista “Rassegna di Archeologia” e socio collaboratore dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Sono altresì iscritto al Circolo Filatelico Numismatico Piombinese, ed ricopro l'incarico di vice Presidente. Ho pubblicato numerosi articoli su varie riviste scientifiche con particolare attenzione ai metodi statistici applicati allo studio degli insiemi archeologici, oltre ad articoli dedicati ad aspetti particolari della monetazione del Principato di Piombino. Alcune delle pubblicazioni curate o realizzate: Giannoni L. (1992): THE DISCRIMINANT ANALYSIS APPLIED TO SOME SITES OF ITALIAN EPIGRAVETTIAN in Quaternaria Nova, II, pp.91-110. Galiberti A., Giannoni L. (1993): L'ANALISI MORFOLOGICA DEI GRATTATOI DEL GRAVETTIANO EVOLUTO E FINALE DI GROTTA PAGLICCI (SCAVI 1970-71) in Origini, XVII, pp.125-166. Galiberti A., Giannoni L. (2000): I GRATTATOI AURIGNAZIANI DEGLI STRATI F, G ED H DEL RIPARO MOCHI AI BALZI ROSSI: ANALISI MORFOLOGICA (SCAVI 1938-49) in Rassegna di Archeologia,17, pp.47-68. Galiberti A., Giannoni L. (2003):UNA PROPOSTA DI DATABASE PER LA RACCOLTA DEI DATI TECNOLOGICI E TIPOLOGICI RELATIVI AGLI STRUMENTI LITICI in Rassegna di Archeologia,20/A, pp.9-21. Galiberti A., Giannoni L. (2005): L'ANALISI MORFOLOGICA DEI GRATTATOI DEL PALEOLITICO SUPERIORE COME APPROFONDIMENTO DELL'ANALISI TIPOLOGICA LAPLACIANA in Askategi-miscellanea in memoria di G. Laplace; R.S.P., suppl. 1,pp.109-120. Giannoni L., Rosini M. (2005): ANALISI STATISTICHE APPLICATE ALLO STUDIO TIPOLOGICO DELL'INDUSTRIA FITTILE DEL SITO DI RIPABIANCA DI MONTERADO (AN) in Askategi-miscellanea in memoria di G. Laplace; R.S.P., suppl. 1,pp.372-393. Galiberti A., Palma di Cesnola A., Freguglia M., Giannoni L., Perrini L. (2008): LE INDUSTRIE LITICHE DELLO STRATO 2 DEL RIPARO ESTERNO DI PAGLICCI NEL SAGGIO DEL 1971:LO STUDIO TIPOLOGICO in Bullettino di Paletnologia Italiana, 97, pp. 1-56. Giannoni L. (2010): ALCUNE OSSERVAZIONI SULLA MONETAZIONE DA 1 FRANCO E DA 5 FRANCHI DI ELISA E FELICE BACIOCCHI in Panorama Numismatico, n° 249, pp.21-24. Giannoni L. (a cura di) (2011): LA ZECCA DI PIOMBINO DA JACOPO VII APPIANI A GIOVAN BATTISTA LUDOVISI, Nuovi quaderni dell'Archivio storico di Piombino, 1- ed. Archivinform. Giannoni L.(a cura di) (2011): L'ASSEDIO DI PIOMBINO DEL 1448, Nuovi quaderni dell'Archivio storico di Piombino, 2- ed. Archivinform. Giannoni L.(2012): "DUALISMI" E IPOTESI SULLE MONETE PIOMBINESI in Il Giornale della Numismatica, n° 10, pp.49-51. Giannoni L.(2013): LE MONETE DEL PRINCIPATO DI PIOMBINO E DEL PRINCIPATO DI LUCCA E PIOMBINO: APPUNTI PER UN’AGGIORNAMENTO DEL CORPUS NUMMORUM ITALICORUM, in Panorama Numismatico, n° 287 e segg. Arrivato in fondo e rileggendo il tutto mi rendo conto di correre il rischio di appparire più di quanto sia in realtà, e cioè una persona tranquilla, disponibile sempre alla discussione e al dialogo e, cosa per me importante, a mettere in discussione idee e ipotesi.
  2. Beh, visti i risultati degli ultimi anni, non so se essere paragonati ad una Ferrari sia un complimento! Scherzi a parte, le cose, specie nella loro applicazione pratica, sono più semplici di quanto possano apparire, nel senso che si tratta alla fine di utilizzare delle formule per le quali o esistono programmi già strutturati oppure si può utilizzare il buon vecchio foglio di calcolo.
  3. ASTRIS ET AVSTRO SECVNDIS Motto che compare sulle monete di Niccolò Ludovisi, principe di Piombino. La traduzione più accreditata è <Con il favore dell'imperatore d'Austria e del cielo> con un chiaro riferimento all'investitura del principato avuta dalla Camera Imperiale. L'altra versione, più legata al mare e alla navigazione, sarebbe <Con il favore del vento di Mezzogiorno e delle stelle>. By lu.giannoni 29-10-2003
  4. Per quanto riguarda il mio piccolo dbase sulle monete piombinesi, questo è il prospetto: Jacopo VII: 52 (prevalentemente grossi) Niccolò Ludovisi: 93 quattrini, 39 crazie più una decina di pezzi "unici" Giovan Battista Ludovisi: 28 soldi, 13 quattrini, 12 tra crazie e duetti e la solita decina di pezzi "unici". Rincorro quasi quotidianamente i siti di aste alla ricerca di nuovi pezzi ma non si trovano con frequenza (a parte qualche quattrino).
  5. Leggendo la tua risposta <sono bayesiano e non frequentista> mi è venuta in mente una breve discussione durante un seminario di preistoria (premessa: da molti anni mi occupo di paletnologia ed è lì che utilizzo essenzialmente i metodi statistici) tra un cattolico (credo fosse addirittura un sacerdote) sostenitore dell'evoluzionismo darwiniano ed un americano (credo mormone o simile) che sosteneva il creazionismo. E' inutile dire che a nessuno dei due fu possibile entrare nel merito, tanto diametralmente distanti erano le basi di partenza che non permettevano alcun ragionamento condiviso. Ma torniamo al punto. Tu dici <.....a milano nel 1762 c eran 100.000 abitanti , la lira con 9 conii (+-2o 3) e un ipotesi larga di 20.000 pezzi al conio e` stata prodotta in un numero di 200-250.000 pezzi molto molto pochi per le esigenze economiche di una citta` simile.......> e da questo trai la conclusione che <.....la circolazione al tempo non era sufficiente e che probabilmente c era anche moneta austriaca (forse piu` del 50%) nel circolante.> . Bene; ma se io dicessi che in realtà c'erano altri 13 (o 17 o 23...) conii e che così veniva soddisfatta la necessità di circolante, senza ricorrere alla moneta austriaca, direi una cosa altrettanto logica ma......altrettanto indimostrabile. Quindi, poichè da buon toscano sono un galileiano convinto, ho bisogno di una dimostrazione che mi garantisca la veridicità dell'assunto. Se la prova non è possibile, allora utilizzo uno strumento, più o meno condiviso dagli studiosi di numismatica (ad es. Carter) che mi permette di formulare una ragionevole ipotesi di lavoro. Per quanto riguarda la formula di Carter (CARTER 1983 - A simplified method for calculating the original number of die-link statistics, "The American Numismatic Society Museum Notes", 28, pp 195-206.) si tratte in pratica di utilizzare un' equazione corrispondente al rapporto tra n. monete note/n. conii noti eed una per calcolare la deviazione standard e quindi la banda di oscillazione del valore ottenuto. Le equazioni variano in funzione del n. conii e monete noti. Nel caso tuo, con 24 monete e 9 coni sia del D/ che del R/ (discreta anomalia perchè normalmente i conii di martello dovrebbero essere almeno 1/3 più degli altri) il risultato della formula di Carter è: 12,11 +- 1,83 (= 1 DS al 68%); 12,11 +- 3,67 (= 2 DS al 95%).
  6. Il tuo ragionamento contiene alcune valutazioni che definirei aprioristiche, nel senso che sono conseguenti ad alcune ipotesi di partenza ma non si basano su nessun "appiglio" di tipo statistico. Può darsi benissimo che tu abbia ragione ma il vero problema è che alla domanda:<su cosa si basano le tue conclusioni?> puoi solo rispondere (ovviamente semplifico): <perchè mi sembra logico così!>. Ora qui sta l'utilità dei metodi statistici di cui abbiamo parlato: servono a dare una base (bada bene, non certa ma ragionevole e scientificamente condivisa) ai ragionamenti che facciamo. Per chiarire meglio ti propongo una prova. Se mi fai avere il n° totale delle monete analizzate ed il n° dei conii individuati (sia del dritto che del rovescio), applicando la formula di Carter - non a caso si chiama metodo per l'individuazione del numero probabile dei conii - possiamo vedere se e/o quanto si discostino i risultati dalle tue deduzioni. Stavo per dimenticare: non necessariamente il numero delle monete di cui si individuano i coni del D/ deve essere lo stesso per il R/.
  7. COLLOQUE « LA CORSE ET LE MONDE MEDITERRANEEN DES ORIGINES AU MOYEN-AGE : ECHANGES ET CIRCUITS COMMERCIAUX » Bastia- 21-23 novembre. Appena di ritorno vedrò come postare l'intervento; non lo faccio prima per correttezza verso gli amici corsi.
  8. Come saprai il numero teorico di monete ottenibili da un conio è più volatile dell'etere! Scherzi a parte, quando scrissi la nota ebbi modo di discuterne con il compianto amico Giuliano Marchetti che, in base alle sue esperienze dirette mi indico una media di 8.000 colpi (monete) per un conio di martello, contro i 10-16.000 per un conio di incudine. Da questa ipotesi ho tratto in conseguenza le mia. Chiaramente il tutto va preso non come dato matematico ma piuttosto, ripeto, come ipotesi di lavoro. Ho abbastanza esperienza nel campo della statistica applicata ai dati archeologici (e quindi anche alla numismatica) per essere convinto che il peggior errore che si possa fare in questo campo è quello di scambiare un'ipotesi di lavoro per una verità indiscutibile. La formula di Carter consente di calcolare il numero di conii presunti (+- la deviazione standard) partendo dal numero di monete studiabili e dal conseguente numero di conii individuati. Esistono anche altre formule (ad esempio quella di Esty). A conferma di quanto dicevo sopra sulla necessità di cautela, a seconda della formula usata si ottengono risultati assai spesso ben diversi!
  9. In effetti è un po' che ci giro intorno, ma vuoi per le pessime condizioni delle monete (vedi ad es. i quattrini di Niccolò) vuoi per l'eccessivamente esiguo numero dei pezzi a disposizione, la cosa è difficilmente fattibile. L'unico studio che sono riuscito a fare è sui grossi di Jacopo VII, che ho pubblicato nel volume sulla Zecca di Piombino uscito nel 2011 e a cui ti rimando per i dettagli. In sintesi, su una base di 27 grossi è stato possibile individuare 6 conii del D/ e 9 del R/ (quantità al limite delle possibilità ragionevoli di calcolo). Applicando la formula di Carter è venuta fuori un'ipotesi di 8 +- 1 conii del D/ e 16+- 4 per il R/ da cui potrebbe discendere che potrebbero essere stati coniati mediamente in un anno 12.000/14.000 grossi; il tutto con estrema cautela. Provo ad allegare la figura con illustrate le relazioni tra i conii. Il numero delle linee equivale al numero degli esemplari rilevati. Come vedi si lavora su entità al limite della validità statistica. P.S. Mi spiace citarmi, ma sono l'unico, assieme alla dott.sa Franca Maria Vanni, che ha scritto attorno alle monete piombinesi.
  10. Per chi ne fosse interessato, inserisco alcune notizie sintetiche sulla Zecca di Piombino, sperando che magari salti fuori, oltre naturalmente a qualche appassionato, qualcuna delle molte monete piombinesi di cui abbiamo solo notizie dai disegni dello Zanetti. La Zecca di Piombino La zecca di Piombino fu aperta da Jacopo VII Appiani nel 1594 e cessò la sua attività con la morte di Giovan Battista Ludovisi nel 1699. Nel XVIII secolo Guid’Antonio Zanetti, dedicandola al cardinale legato di Bologna, Boncompagni-Ludovisi, scrisse una disertazione sulle monete di Piombino all’interno della sua Nuova Raccolta delle Monete e Zecche d’Italia. Ad oggi gli unici strumenti di lavoro utili per la classificazione degli esemplari sono il volume XI del Corpus Nummorum Italicorum dedicato alle zecche minori toscane, edito nel 1929, il MIR, anch’esso sulle zecche minori toscane ed il mio lavoro Le monetete del Principato di Piombino e del Principato di Lucca e Piombino: appunti per un aggiornamento del Corpus Nummorum Italicorum in corso di pubblicazione su Panorama Numismatico; a questi lavori di carattere generale si devono aggiungere alcuni brevi saggi inseriti nel catalogo della mostra del 1987 (F.M.Vanni-L.Tondo: Le monete di Piombino: dagli etruschi ad Elisa Baciocchi) ed il recente volume a più voci sulle problematiche legate alla Zecca piombinese da me curato (La Zecca di Piombino: da Jacopo VII Appiani a Giovan Battista Ludovisi). Elenco sintetico dei tipi coniati (con l’avvertenza che molti sono pezzi unici e di altri si conosce solo il disegno realizzato a suo tempo dallo Zanetti): Iacopo VII Appiani - testone - paolo - grosso - crazia - quattrino Niccolò Ludovisi - da due doppie - doppia - piastra - mezza piastra - testone - giulio - mezzo giulio - crazia - quattrino Giovan Battista Ludovisi - doppia - zecchino - tollero - mezzo tollero - mezza piastra - testone - giulio - mezzo giulio - crazia - soldo - duetto - quattrino
  11. Non proprio, nel senso che ho esaminato una delle due monete di Aleria (della seconda si conosce solo una brutta foto) dal punto di vista statistico-metrologico e ho cercato di individuare - questa è stata la cosa forse più interessante e sicuramente più divertente - altre monete prodotte dallo stesso conio, mettendole poi in sequenza temporale. Se ti interessa dopo il convegno ti faccio avere il breve testo.
  12. Il fatto è che sto concludendo una breve comunicazione - che farò ad un convegno in Corsica - su due didracme con Gorgone rinvenute ad Aleria , quindi sono "fresco" di foto, immagini, dati e informazioni in merito.....Ma non sono un super esperto in monetazione etrusca.
  13. Vorrei inserire un piccolo chiarimento per rendere più precisa la questione delle monete etrusche <con unica faccia>. Se infatti le monete etrusche sono prevalentemente uniface (in particolare gli aurei e i tagli in argento più piccoli) , nelle didracme (Gorgone, Atena e Ercole) si trovano con frequenza monete che possono essere considerate "complete". Ne inserisco alcune come esempio. Come si vede il R/ è molto semplificato (caducei, X, PVPLVNA,polpo, ecc.) ma non toglie che la moneta presenti due conii.
  14. Ciao, vedo che continui a sognare la moneta napoleonica dell'Elba. Ma il progetto di cui parli è stato realizzato durante il breve regno/esilio elbano o è una fantasia attuale?
  15. Mi scuso per il ritardo nell'intervenire. Per quanto riguarda il 3 centesimi non ho trovato sinora differenze ma ti sarei gratissimo se puoi postarmi le differenti foto. Sui 5 franchi ho cercato di fare una ricerca la più analitica possibile ma si può commettere errori. Poichè, come forse avrai visto, su Panorama Numismatico da settembre esce a fascicoli un mio lavoro sulle monete della Zecca piombinese che terminerà a dicembre proprio con le monete di Lucca e Piombino, è sempre possibile, se necessario, fare alcune correzioni in corso di stampa. Lo scopo principale del lavoro è proprio quello di organizzare un corpus base su cui lavorare sia per aggiungere che per modificare e/o correggere. Tra l'altro, visto che non sono agilissimo a muovermi all'interno di pagine web, siti, ecc., sarebbe possibile essere avvertiti con una e-mail quando compaiono interventi su questa discussione e su quella più generale su Lucca e Piombino? Comunque la mia mail è:lu.giannoni@tin.it
  16. Ha proposito delle varie tipologie delle monete di Lucca e Piombino, può' essere di aiuto l'articolo da me pubblicato sul n. 249 di Panorama Numismatico (si può' aprire anche andando sul sito di NOMISMA Aste). Spero mi perdoniate l'auto citazione!