Lugiannoni

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  1. Lugiannoni

    PASQUA 2019

  2. Lugiannoni

    Conio stanco?!

    Se la foto non è sfocata, potrebbe essere un problema del conio. Comunque da un punto di vista strettamente numismatico la moneta non ha alcun valore aggiunto, anzi. Puoi aggiungerne un'altra e prendere un buon caffè.
  3. @Riccardo Paolucci, @Piakos, non voglio sostenere che le varianti siano il top del collezionismo e forse c'è chi può tentare di specularci, tuttavia rappresentano il prodotto di un nuovo conio o di uno vecchio modificato e la loro conoscenza è utile per calcolare il numero di conii usati e conseguentemente ipotizzare la quantità di monete emesse.
  4. @Piakos ho la sensazione che, ultimamente, tu soffra di una grave forma di <Ipocondria numismatica>. Capisco infatti che collezionare monete antiche sia complicato ma diciamoci la verità: cosa in Italia non è complicato, oberato da "grida" manzoniane, avvolto nelle cortine fumogene emesse da giudici e legulei? In un Paese dove tre giudici donne (!!!) assolvono alcuni violentatori dicendo che siccome la violentata era brutta assai, in pratica le hanno fatto un favore, ti meravigli se un PM particolarmente zelante e ottuso può sequestrare tutto ciò che ha più di 50 anni, me compreso? E allora? Come direbbero i discendenti di Allectvs <Wait, Keep calm and drink a bier>! Per quanto riguarda l'aureo di Allectvs credo, coerentemente con quanto da tempo sostengo, data la sua unicità - a meno che l'altro esemplare non sia in un museo inglese - dovrebbe essere acquistato dallo Stato, previa corretta valutazione economica.
  5. Per @Quintus Buona lettura! F._De_Luca_Alcibiade_raffigurato_su_una.pdf
  6. Credo che sarebbe altrettanto sbagliato passare da un opposto all'altro. Faccio un esempio per essere compreso con chiarezza. Se trovo un reperto archeologico all'interno di un'area archeologica nota, notificata e oggetto di scavi e ricerche archeologiche, anche non necessariamente in atto, l'oggetto che trovo (coccio, monile, statuetta o moneta) è di proprietà indiscutibilmente dello Stato e chi lo possiede possiede un bene non suo ed è quindi paradossale che in caso di vendita lo Stato debba riacquistare ciò che è legittimamente suo. Altra cosa è, a mio avviso, l'oggetto archeologico rinvenuto in aree prive di "apparente" interesse archeologico e non soggette a notifica; in questo caso il mio ritrovamento è un contributo alla migliore conoscenza di una storia, di un periodo o di un episodio fino al momento sconosciuto. Lo Stato dovrebbe allora valutare se l'oggetto è degno di un interesse particolare e quindi, previa valutazione oggettiva del valore, acquistarlo (riconoscendo comunque alla Stato un legittimo diritto di prelazione); in caso contrario lasciarlo allo scopritore/rinvenitore. In questo modo, come avviene ad esempio in Inghilterra, verrebbe salvaguardato il diritto legittimo della collettività (lo Stato), costituendo inoltre una fitta rete di volontari/volenterosi capaci di ampliare in maniera esponenziale le conoscenze scientifiche sul territorio; basti pensare al numero incredibilmente ampio di tesori rinvenuti nelle campagne inglesi ed a lnumero invece incredibilmente esiguo degli stessi rinvenuti nelle campagne italiane, il cui potenziale archeologico è incommensurabilmente maggiore di quello inglese.
  7. Lugiannoni

    ASTA ARTEMIDE LI

    Ci sono più di quaranta monete populoniesi; diverse molto rare se non inedite, altre messe maluccio ma sempre interessanti. Quella di miglior conservazione è la dracma con il volto di Aplu (lotto 25), mentre la didracma con Metus al D/ e il polpo al R/ (lotto 22) è quella che più mi attira per la sua populoniesità (si dice?) e per l'odore di mare!
  8. Il volume contiene anche gli atti del convegno di Marciana sull'archeologia dell'isola d'Elba. Per quanto riguarda il convegno di Populonia ci sono diversi notevoli interventi: quelli di Fiorenzo Catalli sulle monete in bronzo e fuse, di De Marinis sul ritrovamento di una Metus X nello scavo da lui diretto a Prestino (CO), un magistrale intervento introduttivo di Mario Torelli sull'economia del ferro populoniese. Molto interessanti anche gli interventi di Bani sugli aurei "di fantasia" e le analisi del CNR, sempre sugli aurei; notevole anche l'intervento di Italo Vecchi sul riposizionamento di alcuni tipi monetali, rivedendo diverse attribuzioni. Camilli, Sorge e Rafanelli hanno inquadrato le rispettive monetazioni nell'ambito delle aree archeologiche di Populonia, Volterra e Vetulonia. Infine Maggiani con una relazione che prosegue la sua ricerca sui sistemi ponderali etruschi.
  9. E' appena uscito il volume con gli atti del convegno di Populonia sulla monetazione etrusca. Chi fosse interessato può richiederlo all'editore <TAGET Edizioni> mtagete@email.it. Intanto, come promesso, allego il mio intervento sui conii populoniesi. RdA 26 Giannoni HD_compressed (2).pdf
  10. Panorama Numismatico nr.348 di marzo 2019 In copertina, Un insieme di prove apparentemente inedito della medaglia premio di Pietro Thermignon per l’Esposizione Generale Italiana in Torino del 1884, di Roberto Caccuri, una delle più belle tra le medaglie coniate per essere assegnate nel corso delle Esposizioni ottocentesche. Troverete, all’interno Per le curiosità numismatiche: Gianni Graziosi parla del Penny sfregiato dalle Suffragette, una moneta, conservata al British Museum di Londra, che racconta la battaglia per i diritti e l’emancipazione delle donne. Per la monetazione antica: Attraverso le medaglie emesse dall’imperatore Costantino, Alberto Castellotti racconta del suo atteggiamento verso i culti sacri, in La religiosità di Costantino il Grande e della sua famiglia: un approccio storico-numismatico. Per la monetazione italiana medievale e moderna: La monetazione mantovana riserva ancora alcune sorprese. È il caso dell’Inedito ducato d’oro di Francesco IV Gonzaga duca di Mantova, che Lorenzo Bellesia illustra nel suo articolo. Una moneta inedita che pone un problema difficile da risolvere è quella pubblicata e descritta da Franco Comoglio in Monetazione della Langobardia Maior. Un enigmatico tremisse di Cuniperto. In Monete medievali molisane. Denari tornesi di Campobasso: una interessante e rarissima variante, Realino Santone presenta un esemplare con un particolarissimo abbinamento di conii. Giuseppe Gasbarro pubblica un esemplare inedito del Mezzanino aragonese coniato nella zecca di Sulmona. Stile, forma, lettere e punti segreti permettono di porre in relazione tra loro alcune monete. Ne parla Lorenzo Bellesia in Note su tre monete medievali di Ancona: grosso agontano, grosso bolognino e denaro. Per la medaglistica: Renzo Bruni ha rintracciato a Ferrara un’opera “gemella” di una medaglia coniata per l’Archiginnasio di Bologna. Ne parla in Un’inedita medaglia di Leone XII per l’Università di Ferrara. Resoconto di una travagliata emissione. Per le monete estere: Nelle miniere russe presso il villaggio di Barentsburg, nell’arcipelago delle Svalbard, circolavano gettoni monetiformi coniati a Leningrado. Ne parla Giuseppe Carucci in Le monete di Spitzbergen. Per la rubrica Notizie dal Mondo Numismatico, si parla della Giornata di Studio dedicata ad Arturo Lusuardi che si terrà il prossimo 23 marzo a Correggio, presso il Palazzo dei Principi. Inoltre del Convegno Le tracce materiali di gesti, riti ed emozioni tra Medioevo e prima Età Moderna, che si terrà a Milano, presso la Sala Napoleonica di Palazzo Greppi, il 27 e 28 marzo prossimi. Per la rubrica Recensioni, si parla dei volume di Renzo Bruni, La verifica delle monete a Modena dal XVII al XIX secolo, e di Giuseppe Lulliri, La monetazione cartaginese in Sardegna. Emissione e circolazione (375-216 a.C.).
  11. Non lo escluderei. Ma non escluderei anche qualche altro elemento; intanto -sempre relativamente ai giovani - l'aspetto economico ha il suo peso. Pur condividendo in buona parte il tuo pessimismo vorrei volgere la cosa in positivo e qui mi rivolgo a tutti gli amici dello staff ma non solo. Intanto sarebbe utile avere una prima risposta ( @Admin ?) al tuo quesito sui giovani del forum. In secondo luogo suggerirei di pensare insieme a come organizzare una breve indagine almeno sulla vita nei circoli delle città più grandi (i capoluoghi di provincia?): attività, iscritti, ecc.
  12. Come presidente del piccolo circolo Filatelico Numismatico Piombinese mi associo alle lamentazioni degli amici che mi precedono. E' evidente che un piccolo circolo in una piccola cittadina com'è Piombino abbia una vita stentata e un corpo sociale che per benevolenza - visto che comprende anche me - posso definire "maturo" ma ho il sospetto che sia anche un po' (tanto) colpa nostra. Siamo certi di aver fatto di tutto e di più per attrarre i giovani, facendoli accostare al collezionismo e allo studio numismatico? Il caso milanese, con "Quelli del Cordusio" o quello del Circolo Partenopeo (ma so di esperienze interessanti ad esempio anche nel fiorentino) sono solo una miracolosa eccezione o c'è qualcosa che in altri contesti è mancata? Mi rendo conto che si parla di due città con oltre un milione di abitanti ciascuna per cui se solo un abitante su 2.000 si interessa di numismatica abbiamo un nucleo potenziale di 500 persone! Sarebbe interessante - e utile - poter aprire una discussione ed avere la testimonianza di qualche amico che frequenta questi circoli per cogliere il "trucco" della loro vitalità. E' probabile che si debbano superare gli angusti limiti territoriali dei piccoli centri guardando forse ad una "intercomunalità". Proviamo a coinvolgere i giovani che seguono il Forum, cercando di capire il loro modo di pensare e di vedere il problema.
  13. Lugiannoni

    Mi sono sempre chiesto

    I conii erano di regola realizzati in ferro dolce o in lega di rame e successivamente incisi a bulino per ricavare l'immagine voluta. E' evidente che i conii, specie quelli di martello che subivano direttamente il colpo di mazza, avevano una durata relativa, mediamente dopo circa 2-3.000 monete erano sottoposti a rottura (prendi questo numero come assolutamente ipotetico e indicativo perchè soggetti a molteplici variabili ) . Quindi nessuna cera persa o altra modalità di fusione. Non a caso nel Medioevo e nel Rinascimento (la tecnica era praticamente la stessa dell'età greco-romana) per preparare i conii venivano chiamati orefici ed incisori spesso celeberrimi come Benvenuto Cellini, Gaspare Mola o gli Hamerani. Sotto l'immagine di due conii antichi; uno è della famosa tetradracma di Atene e l'altro di una moneta celtica. Come vedi dalla foto, il conio ateniese sembrerebbe in ferro dolce inserito un supporto troncopiramidale. Spero di esserti stato utile.
  14. Lugiannoni

    Antonino Pio e Marco Aurelio, medaglione

    Una piccola aggiunta a coronamento di quanto detto in precedenza. Antonio, denario - cohortes specvlatorvm
  15. Lugiannoni

    Auguri al giovane Claudio

    Auguroni Claudio!
  16. Lugiannoni

    Presentazione e qualche domanda

    Benvenuto @Gun97 cercherò anch'io di offrirti qualche indicazione su come inmpostare una raccolta, tenendo presente che vi sono decine e decine di combinazioni, come potrai vedere dallo schemino esemplificativo che unisco. Tieni conto, naturalmente che per le monete antiche vi sono delle restrizioni, per cui se tu scegliessi quella strada acquista SOLO monete con la provenienza certificata da venditori noti e seri. Personalmente ti consiglierei anche io, come l'amico Realino Santone, di iniziare con le monete della tua città o eventualmente dei tuoi genitori. Uniresti così la raccolta numismatica alla studio della storia della zona a te vicina. Facci sapere!
  17. Lugiannoni

    senza parole, tristezza infinita

    Non lo conoscevo personalmente,ma mi unisco al tuo cordoglio.
  18. @Riccardo Paolucci Ovviamente parlavo da semplice appassionato e curioso di numismatica; ti posso garantire che il mio ragionamento non intendeva affatto togliere valore ai libri, anzi. Lo dimostra il fatto che ho più libri di numismatica (e di storia, archeologia, ecc.) che monete. In realtànon li avevo mai pensati come "monetizzabili", ma ora mi hai messo una pulce negli orecchi!
  19. Al di là delle considerazioni sul perchè di simile operazione al ribasso, devo confessare che, sicuramente per un mio difetto mentale e forse sbaglio, non considero i libri - eccezion fatta ovviamente per incunaboli, quartine, ecc. - investimenti "materiali" e quindi mi riesce difficile pensare alloro acquisto in funzione, anche, di una successiva vendita. Cosa parzialmente diversa è per le monete. Comunque la si pensi mi mordo le mani per non aver dato un'occhiata a quell'asta: portare via a tre lire dei volumi delle varie Silloges Nummorum mi avrebbe decisamente ingolosito. Speriamo nella prossima!
  20. Lugiannoni

    AUGURI

    Grazie di cuore a tutti!Un brindisi ed una fetta di torta ideali a tutti!