f.dc

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    Monetazione del Sud Italia
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    Monetazione medievale
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  1. f.dc

    Ben trovati

    Benvenuto al Forum. I momenti di stanca li conosciamo, credo, tutti. La loro bellezza è che poi si riparte con potenziato vigore. A leggerti presto.
  2. - Il decennio 70-80 (2) - Il contesto. L'ingresso negli anni 70 vide gli USA impegnati in una guerra, quella del Vietnam, che da cinque anni umiliava l'esercito piu' potente del mondo in una guerra-guerriglia iniziata cui non era pronto e adeguato. Contestata dai giovani e da un movimento pacifista sempre piu' presente (e che sempre piu' allargava lo iato intergenerazionale). Lo sforzo bellico non fu indifferente alle casse dello Stato incrementando un deficit federale che il regime di cambi fissi fondato sull'oro, vigente dal 1944, rendeva difficile finanziare. Nell'agosto del 1971 il presidente Nixon, annunciò alla nazione la fine degli accordi di Bretton Woods e con questi la fine della parità aurea, dando inizio alla libera fluttuazione dei cambi valutari e delle quotazioni dell'oro, fino a quel momento e fissata a 33 dollari/oncia d'oro. Oro che nessun cittadino americano poteva detenere a seguito del provvedimento del 1934 con il quale Franklin D. Roosevelt impose la consegna dell'oro privato (monete e lingotti) alla casse federali per finanziare le manovre di stimolo e welfare durante la grande depressione (al tempo ad ogni nuovo dollaro stampato doveva corrispondere una riserva del 40% in oro). L'oro fu acquistato a poco meno di 21 dollari l'oncia. Nel 1971 l'inflazione USA si mantenne inferiore al 4%. Si conobbe la prima svalutazione competitiva del dollaro che portò per la prima volta il Dow Jones oltre quota 1000 dopo pochi trimestri, alla fine del 1972. Il 1973 segnò l'inizio della prima crisi petrolifera, portato della guerra del Kippur che contrapponeva Israele alla coalizione di Egitto e Siria. Il mondo arabo inflisse all'Occidente sostenitore di Israele un embargo petrolifero doloroso che comportò un incremento repentino delle quotazioni del petrolio che si protrasse per anni, inducendo una fiammata inflattiva che erose dolorosamente risparmi e capacità di spesa delle famiglie. Poco peso e beneficio significò nel medesimo anno l'abbandono USA del teatro di guerra Vietnamita. Alla fine del 1974 il Dow Jones si fermo' a 550 e l'inflazione aveva, nel corso del 1973, toccato il 12%. L'era breve di Gerald Ford, presidente che completo' il mandato Nixon dopo lo scandalo Watergate per il quale quest'ultimo si dimise, parve' un rinnovato clima di fiducia. Nel 1974 i privati furono riammessi alla proprietà dell'oro in lingotti e/o monete. In breve tempo la borsa USA rivide quota 1000 (1976) e l'inflazione scese al 5%. Fu solo una tregua. Nel 1977, presidenza Carter, l'inasprimento nei rapporti col Medio Oriente importò ulteriori tensioni sui prezzi petroliferi con immediati riflessi inflattivi ed erosione dei margini di profitto delle aziende produttrici. Fu riabilitata l'uso della clausola aurea nei contratti privati - condizione che aggancia, rivalutandolo, il prezzo di una prestazione a scadenza all'incremento del prezzo dell'oro nel periodo-. Mix micidiale che nel volgere di pochi anni portò l'inflazione al 15%, contrasse il Dow del 30%, e vide l'oro schizzare oltre i 600 dollari ( il massimo fu raggiunto nel 1980 a 800 dollari l'oncia) dando inizio a quella che fu chiamata stagflazione - inflazione senza crescita -. La seconda crisi petrolifera del 1979 - coincidente con la fuga dall'Iran dello Scià Reza Pahlevi, amico degli USA e dell'Occidente, sostituito da una teocrazia fondamentalista sciita - colpì un occidente già profondamente ferito infliggendo una crisi di fiducia che si protrasse fino alla fine dell'amministrazione Carter e spalancando le porte al ritorno del conservatorismo negli anni 80. Alcuni grafici per visualizzare le turbolenze del nostro decennio. 1) Il tasso di inflazione USA 2) Prezzo del barile di petrolio 3)Continuos Commodity Index (prezzo di un portfolio equiponderato composto di 17 beni/materie prime, tra cui frumento, succo d'arancia, bestiame ovino e suino, cotone, cacao, rame, combustibili, metalli preziosi ) 4) prezzo dell'oro
  3. @Lugiannoni Grazie per l'apprezzamento Luciano. Mi fa piacere parlare di un fatto che ha impresso una dinamica sconosciuta ad un ambiente altrimenti soporoso. Sugli esiti non giudico. Non mi sento in grado.
  4. - Il decennio 70-80 (1) - Fu un decennio fondamentale. A mio avviso segnò il cambiamento epocale nel collezionismo numismatico. Furono dieci anni che videro un insieme di modificazioni delle macrovariabili di contesto, che, in più ambiti, innescarono delle trasformazioni ambientali i cui epiloghi grotteschi, ove non tristi, riscontriamo ai giorni nostri. Concentriamoci sul nostro mondo. Nel tempo considerato si incardinò oltreoceano la svolta che trasformò la numismatica americana. Il collezionismo di studio fece spazio, progressivamente e velocemente all'investimento in "beni numismatici" attraverso una combinazione di mosse efficace e abilmente riorientata nel tempo; partendo dalla difesa istituzionale (l'ANA fu voluta dal Congresso) del mercato numismatico dai falsi - e quindi dalla sua salvaguardia - si crearono gradualmente i presupposti per uno sviluppo vorticoso di un mercato dell'investimento con l'ingresso di soggetti funzionali alla finanziarizzazione del collezionismo. Apparvero Enti certificatori, soggetti terzi, indici, etc. che andarono a condizionare anche le scelte ed i comportamenti di coloro che si illusero di esserne immuni. Le turbolenze socio-economiche del periodo e le conseguenti incertezze furono le condizioni che agevolarono la nascita e la formazione della nuova industria -perchè di questa si tratta - . Non posso dire dire che fu tutto preordinato; certamente si organizzarono al meglio tutti gli attori in campo man mano che si delineavano lineamenti e possibilità di sviluppo nuovi per un mercato altrimenti e storicamente di nicchia e limitato in volume e valori. Sarà un "paragrafo" poco numismatico e noioso. Mi impegno ad essere quanto più chiaro e conciso, ma non posso garantire l'esito.
  5. f.dc

    Persia antica

    @simoneo80 Complimenti per l'affascinante monetazione che ci illustri con tangibile passione. Bel lavoro!
  6. E' online la nuova asta della Numismatica Picena. Come al solito compatta e con molte chicche per gli specialisti del Medioevo. Ricca la sezione di medaglie papali. Da sfogliare con molta attenzione. Presenti diversi nummi di straordinario interesse per rarità e/o conservazione. Tradizionalmente molto accurate le conservazioni indicate e corrette le basi. https://www.deamoneta.com/auctions/search/578
  7. Grazie @Spoudaios Una dialettica franca è per molti, non per tutti. I primi sono qui ben rappresentati, per fortuna.
  8. f.dc

    Il grosso, una moneta europea

    Grazie @lorenzo Tra tutti i grossi autonomi abruzzesi, l'Atriano spicca per rarità. Le rarissime apparizioni sono, inoltre, di tondelli in conservazione veramente misera ove non miserrima. E' presente in pochissime collezioni specializzate. Moneta molto ricercata anche in passato, come testimoniato dai tanti falsi del sec. XIX, che giunti fino a noi, sono talvolta accolti nelle collezioni per colmare un "buco" di difficile ricopertura. Carattere della rarità, comune anche ai bolognini Atriani; tutti nummi di rarità esimia. Fa riflettere il fatto che il grosso atriano non fu, al suo tempo, scarso. E' documentato da molteplici fonti d'epoca. Molto utile lo studio del c.d. "Tesoro Ceccarani", tesoretto trovato a Perugia e studiato congiuntamente e repertoriato dai proff. Catalli e Manconi, dopo un primo intervento della prof.ssa Travaini. 3800 monete del quattrocento italiano, prevalentemente in argento provenienti, vista la zona del ritrovamento, dalla casa di un notabile o di un commerciante. Erano presenti nel rinvenimento, oltre ad altri nominali, 15 grossi di Chieti, 6 grossi di Atri e 5 di Cittaducale. Eppure, già nell'800 Atri è sostanzialmente inaccessibile ai collezionisti.
  9. - Una personalissima puntualizzazione - Qualcuno che ha letto, ma non scrive, ha rimostrato con improvvida ed infantile veemenza su una mia affermazione al terzo post su questa discussione. Nello specifico sull'equivalenza delle etichette VF, XF e UNC ai nostrani MB/qBB, BB/mBB e BBSPL/qSPL. Ribadisco con forza taurina quanto ho scritto. Nessuna, nessuna, delle tre etichette prende in considerazione non solo l'italico FDC ma neppure lo splendido!! Comprendo che in circostanze specifiche possa far gioco una interpretazione del tipo bb-spl-fdc; molti testi riportano l'analogia, ma è una semplificazione storica puramente esemplificativa; disfunzionale, inaccettabile e disonesta in mercato. La "prova dell'occhio" è inconfutabile ed è l'unica che vale. Sulle convenienze di congiuntura non metto bocca; ognuno pieghi la propria condotta a piacimento e di se risponda. Arriveremo alle equivalenze in settantesimi delle nostre italiche etichette. Ma ho ancora da scrivere. Sono lento, rifletto. Provo ad aver cura degli altri. Chiedo scusa con sentimento agli Amici del Forum per aver abusato della Sede, ma correva un punto di chiarezza. Scusate ancora. Franco Di Carlantonio
  10. - I "compari" - L'uomo non fu commendevole. Ma la sua scala fu chiaramente pensata per una specifica tipologia monetale. Mai pensò ad un modello di universale applicazione. Gli va riconosciuto. A volte le cose viaggiano da sole, non hanno bisogno di spinte. Nel 1975 L'American Numismatic Association (ANA), consapevole e sostenitrice dei principi di studio minuzioso delle caratteristiche tipiche di consunzione delle monete avanzate da Sheldon nonchè del progressivo affievolirsi della validità del criterio men che lineare della diade stato di conservazione/prezzo (il mercato era al tempo ben oltre qualsiasi aritmetica proposta), compì il "salto quantico" , proponendo l'estensione del modello a qualsiasi tipologia monetale USA. Nel 1977 fu data alle stampe la I edizione del "Official A.N.A. Grading Standards for United States Coins", testo -edito ancora oggi - che stabiliva con prussiana precisione come definire in 70-esimi la conservazione di qualsiasi moneta in seguito all'osservazione visuale, lente da 7X (vado a memoria) alla mano. Il mondo collezionistico e commerciale si divise in due. Chi rimase ancorato allo schema precedente e chi sposò compiutamente la nuova proposta. Questo fu il momento in cui cambiò radicalmente e irreversibilmente aspetto il mercato numismatico USA. L'inflazione sostenuta, unita al crollo dell'oro e dell'argento, rendevano sempre più difficile mantenere il potere di acquisto del risparmio. Le monete da collezione potevano essere un elemento di diversificazione dei portafogli, ma non tutti erano numismatici esperti. Una certezza erga-omnes della bontà di un'acquisizione necessitava di una "certificazione" super-partes che permettesse anche ai non introdotti di procedere con sicurezza all'acquisto di un nummo da collezione.
  11. Considerazione davvero ficcante...
  12. f.dc

    Il grosso, una moneta europea

    questa è dura davvero...durissima...anche di piu'!
  13. -Il mariuolo- Lo studio approfondito del suo scibile numismatico d'elezione gli aprì le porte, ed il monetiere, della collezione Clapp di Large Cents conservata dall'American Numismatic Association (la SNI Usa). Sheldon non perse l'occasione per sostituire i pezzi migliori con suoi meno in forma. Non solo. Successivamente, essendo ben introdotto presso un tal James Clarke, poderoso collezionista morente al tempo, sostituì i pezzi della collezione Clapp già ottenuti fraudolentemente, con quelli, ancor migliori del Clarke. Pare, inoltre, che con "l'ausilio" di un terzo che aveva al tempo accesso alle collezioni dell'ANS, procedette ad ulteriori sottrazioni ex-abrupto, senza cioè procedere ad alcun rimpiazzo dei nummi prelevati. Qust'ultima vicenda fu origine di una lunga vertenza giudiziaria, chiusasi nel corso degli anni 90, e scaturita dalle sconclusionate e, spesso fantasiose, origini dichiarate al momento dell'alienazione delle raccolte dello Sheldon e dei suoi "clienti". Non vi era congruenza fisica e soprattutto visuale tra le origini riportate in schedatura e le immagini , ad esempio, dei cataloghi delle vendite indicate. Abile "pasticciere" e dedito alla ripatinatura, conseguì buoni profitti con traffici tra collezionisti che propesero per la fiducia al suo nome ed alla sua valentia di ricercatore numismatico.
  14. f.dc

    Il grosso, una moneta europea

    Cittaducale (Abruzzo fino al 1927. oggi in provincia di Rieti) Monetazione Autonoma (1459-1460) Doppio Bolognino o Grosso D/ DE CIVITA DVCALI R/ S. MAI NN VS. (CNI 1var.) Silver gr. 1,21 Very Rare, Provenienza Asta Kunst u. Med.Listino N.51 VF E' questa la variante con la legenda al dr. che inizia con una castello stilizzato. Ancora oggi, nonostante autorevoli recenti interventi, non si è sciolta la ragione della presenza del castello ad inizio legenda in vece della croce della tipologia ordinaria. Giuliani e Fabrizi nei loro recenti studi sulla monetazione Angioina ci hanno introdotto alle c.d "allegorie di prescrizione", ma, trattandosi si una monetazione autonoma, non penso si possa estendere il concetto al presente tondello. Ottimo pane per chi volesse dedicare tempo alla ricerca. La medesima moneta, in forma piu' smagliante e correttamente orientata al dr., la troviamo sulla copertina del volume MIR sulle zecche minori meridionali.
  15. f.dc

    Le cartine sulle monete

    Altro che "i Maestri non esistono"! Grazie @Lugiannoni e complimenti per la passione ammirevole @ggpp.