lorenzo

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  1. Benvenuto, Crociato. Spero di esserti utile e tu a me.

  2. Ora, vorrei proporre alcune imitazioni del gigliato napoletano. Ve ne sono state altre, ma le difficoltà di reperirle in internet non sono poche. https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=1580&lot=1617 France, Avignon, Eugenius IV (1431-47), Carlin, 1.97g, evgenivs pp. cartvs., Pope enthroned, holding cross, rev. + :santvs: petrvs: et: paulvs:, keys crossed, shield above (Berman 319; P.d'A 4246; Munt 27), good very fine. “Papa Eugenio IV Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Eugenio IV, nato Gabriele Condulmer (in latino: Eugenius IV; Venezia, 11 gennaio 1383 – Roma, 23 febbraio 1447), è stato il 207º papa della Chiesa cattolica dal 1431 alla morte. Apparteneva ai Canonici regolari di San Giorgio in Alga.” https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=1580&lot=1633 France, Orange, Raymond IV (1340-93), Carlin, 1.81g, .r princ eps. avra, Prince enthroned facing, rev. mon-et. ci-vitas-avra, cross with cornet in each quarter (B. 986; P.d'A 4514), very fine. Il principato di Orange Nell'undicesimo e dodicesimo secolo la città di Orange ed i suoi dintorni erano governati dai discendenti di un certo William IV Bertrand. Si autonominarono conti di Orange, ma anche principi perchè si riferivano ad una diretta subordinazione al re di Borgogna. I conti di Orange hanno aderito anche al titolo di principe dopo aver pagato un omaggio al conte di Provenza per una parte del loro territorio. In ogni caso, dopo la riorganizzazione della classe dei principi imperiali nel 1180, non sono stati principi imperiali. Nel 1146 il principato fu diviso tra i fratelli William Adhemar e Rambaud. Il nipote di William Adhemar lasciò la sua parte nel 1218 all'Ordine di San Giovanni di Jeruzalem che vi governò fino al 1307. La parte di Rambaud venne dal matrimonio nel 1173 con la Casa di Baux. Dopo la morte di Guglielmo I nel 1218 fu divisa tra i suoi figli Guglielmo II e Raimondo II. Dopo la morte di Guglielmo III nel 1256 le parti furono nuovamente riunite. In attesa del trattato tra Raimondo II e Guglielmo III del 1256 vi sono i sigilli dello zio e di suo nipote. In campo c'è una tromba, la bandoliera che racchiude una stella a otto punte. Il corno di tromba era sui sigilli dei successivi sovrani di Orange, riuniti dopo un trattato tra Carlo d'Angiò, il successore dei Cavalieri di San Giovanni e Bertrando IV nel 1308. I colori esatti sono noti dal regno di Raimondo IV ( 1340-'93) quando è raffigurato nelle armature di Belklenville e Gelre. https://it.wikipedia.org/wiki/Gigliato#/media/File:Knights_of_Rhodes_AR_Gigliato_2000364.jpg Crusaders, Knights of Rhodes (Knights Hospitallers). John-Ferdinand of Heredia. 1377-1396. AR Gigliato (29mm, 3.90 g, 12h). John-Ferdinand kneeling left before cross potent; to right, castle above G Cross fleurée. Metcalf, Crusades 1214-5 var. (symbols); CCS 2525h. VF, flat strike on periphery. Juan Fernández de Heredia (in aragonese Johan Ferrández d'Heredia ( circa 1310 - 1396) fu il Gran Maestro dell'Ordine Ospedaliero dal 24 settembre 1377 alla sua morte. Il suo impegno fu occupato dalla "questione di Acaia" con il persistente ma infruttuoso sforzo da parte dei Cavalieri per acquisire il Principato di Acaia nel sud della Grecia. Fu anche un grande mecenate della traduzione e composizione di opere storiografiche in lingua aragonese e consigliere di due re d'Aragona.
  3. Anche io non le conoscevo, poi è venuto a trovarmi un amico è mi ha portato un vegetale sconosciuto a forma di palla. Ho cercato ed ho trovato il nome ed anche come vanno coltivate le tillandsie. Poi, ho imparato ed oggi ne ho alcuni esemplari molto belli. Ti faccio solo un esempio, ma ne posso fare altri La tengo con altre sul balcone appoggiate a un graticcio di legno. Noterai dei piccoli frutti rossi: è un peperoncino nato spontaneamente e chissà da dove viene. Ora so che si chiama peperoncino arlecchino ed è uno spettacolo. A me poi piace pure il piccante! A presto: federico
  4. Ciao, Giuseppe, ho letto invece con interesse, molto interesse quello che hai scritto. Qui si comincia a intravvedere un pericolo per me: non posso sbagliare più e se da una parte è un bene, dall'altra mi costringe ad essere esatto in quello che dico, sempre supponendo che le fonti siano state a loro volta anch'esse esatte. Che tu fossi curioso lo si capisce, ma bambino poi non lo avrei detto. Completati gli studi, compresa la laurea potresti essere sulla trentina, ma se ho sbagliato non mi correggere, per favore, lasciami questa illusione. Io ho qualche primavera in più e questo pure al forum l'ho detto. Non ho detto il numero di telefono perchè non uso più il telefonino da tanto tempo, ma il computer è il mio pane quotidiano. Praticamente, ci faccio tutto o quasi. soprattutto le ricerche, quelle che ti colpiscono tanto. Occhio, che se colpiscono come una volta mi ha colpito un libro, potrebbero fare male. Bene, è stato un piacere leggerti. Ti auguro una belleissima serata in quella stupenda isola dove vivi, piena di sole, di luci e qualcuno ha pure un balcone pieno di tillandsie. Conosci? Ne ho di bellissime e siccome le curo come fossero un figlio, crescono a meraviglia specie le xerografiche o le streptofille, ma anche le altre non scherzano quanto a bellezza. Quest'anno molte sono fiorite. alcune con dei fiorellini molto piccoli, altre sono più vistose. Tutte belle lo stesso. Ciao e a presto, se vuoi: federico
  5. " Lorenzo nel Nick e Federico di nome" Lorenzo perchè mi piace e l'ho scelto io, Federico lo hanno scelto i miei genitori, ma alla fine mi piace lo stesso . Comunque non era un mistero per nessuno o quasi nel forum di questa mia doppia personalità. A Volte è bello anche essere un pò faceti, un pò pazzerelli ed io lo so fare bene. Ma veniamo alle cose serie, quelle che fanno bene alla mente. Sapere perchè di volta in volta i termini di paragone tra un metallo ed un altro è un fatto che per saperle tutte bisogna essere laureato. No dai, non è così: credo che le equivalenze venissero stabilite di volta in volta. Noi abbiamo la fortuna di trovarle già bell'e fatte. Noto una cosa: il tuo profondo senso critico e la tua volontà di imparare, di capire. Pure con le romane fai così? Per me quello è un mondo a sè stante e ancora non ha una presa sulla mia volontà di imparare. Una domanda: più che una curiosità per te cosa rappresentano le equivalenze? Ai fini pratici non sono più di una notazione e servono a far salire o calare il valore di una moneta.
  6. Grazie, la mia voleva essere una battuta simpatica comunque grazie per il voto lusinghiero: Buona giornata da federico, che sarei io
  7. Battere moneta era una spesa impegnativa o sbaglio Battere moneta non è certamente un evento poco costoso era importante battere moneta battere moneta certo che era importante. Quando un regnante era a corto di finanze batteva moneta sia per pagare il dovuto, sia per aumentare il circolante Il carlino/gigliato è leggermente più pesante del carlino/saluto d'argento A Napoli il carlino d’oro a 24 k pesava gr 4,44 (saluto d’oro) Il saluto d’argento era in tutto uguale al primo e pesava 3,39 grammi e valeva 1/14 del saluto d'oro (mi scuso dell’errore: avevi ragione tu; d’altra parte se fosse tutto perfetto non ci servirebbero gli studiosi come te che fanno l’esame a chi scrive. Ti ringrazio e te ne do atto) Il gigliato intorno ai 3,8/3,9 grammi, quindi più pesante del saluto d’argento Cosa tiene in mano l'arcangelo Gabriele? Non lo so, ma trattandosi della moneta di un re di origine francese, potrebbe benissimo avere in mano il giglio della corona di Francia. cosa c'è in mezzo tra l'arcangelo e la Madonna in quello di Enrico? È evidente che è un vaso con un fiore multiplo dentro Ho notato che tra l'esemplare postato da te e quello di wikipedia la scritta ivi presente è al contrario È un particolare di cui non ho tenuto conto, anzi, non me ne sono proprio reso conto, trattandosi di una descrizione e non di una analisi epigrafica. Se le legende sono scritte in maniera differente è possibile che siamo in presenza di emissioni diverse. Ora però mi devi dare il voto.
  8. Per risponderti esaurientemente devo fare una scaletta delle tue domande/perplessità. Non è detto che sappia dartene ragione in toto. Comunque, ci proverò. A presto
  9. Il carlino o saluto Carlo I D’Angiò (1266-1285) fece coniare due carlini uno in oro e l’altro in argento che furono detti saluto d’oro e saluto d’argento a causa della rappresentazione del R/ dove un angelo saluta Maria, l’Annunciazione. Saluto (o Salut) è il nome dato a monete coniate in diversi paesi europei. A Napoli il carlino d’oro a 24 k pesava gr 4,44 e valeva 5 tari d’oro del reale e dell’augustale ed era detto saluto d’oro e fu emesso nel 1278. https://www.sixbid.com/browse.html?auction=1060&category=21551&lot=996009 Regno di Napoli - Carlo I d'Angiò (1266-1285) - Saluto d'oro Rara Carlo II D’Angiò modificò il carlino e al posto dell’Annunciazione fece mettere la croce gigliata e per questa ragione questo si chiamo gigliato. Il saluto d’argento era in tutto uguale al primo e pesava 3,39 grammi e valeva ¼ del saluto d’oro. Fu coniato anche il mezzo saluto d’argento. Il saluto (o Salut) è stato il nome di monete coniate in diversi paesi europei. In Francia il Salut d’or fu coniato da Carlo VI (1380-1422) e da Carlo VII (1422-1461). Aveva un peso di 3,87 grammi. In Inghilterra fu coniata una moneta simile a quella francese da Enrico V nel 1422 e da Enrico VI quando era diventato Re di Francia a causa della battaglia di Agincourt del 1415 per la quale i reali inglesi erano diventati eredi al trono di Francia. https://www.monnaiedeparis.fr/en/collections-patrimoniales/salut-d-henri-vi-d-angleterre Salut d’Henri VI d’Angleterre Paris, France Type : Monnaies Period : 1423 Provenance : Europe , France Materials : Or Technique : Frappe au marteau “La battaglia di Azincourt (o di Agincourt) si svolse presso Azincourt, località nel dipartimento del Passo di Calais nella regione del Nord-Passo di Calais il 25 ottobre 1415 nell'ambito della Guerra dei cent'anni, e vide scontrarsi le forze del Regno di Francia di Carlo VI contro quelle del Regno d'Inghilterra di Enrico V. In virtù della decisiva vittoria riportata dagli inglesi è considerata uno dei momenti più cupi della storia della Francia e al contrario uno dei più fulgidi della storia dell'Inghilterra.” (Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.) Siti consigliati: https://www.monnaiedeparis.fr/en/collections-patrimoniales/salut-d-henri-vi-d-angleterre https://www.numiscorner.fr/products/henri-vi-de-lancastre-salut-dor-frappe-a-paris-duplessy-443a https://www.numiscorner.fr/products/monnaie-france-henri-vi-salut-dor-rouen-pcgs-au-details-duplessy-443 https://www.emonnaies.fr/le-blog-emonnaies/le-salut-dor-dhenry-viroi-de-france-et-dangleterre/
  10. Regno di Napoli Roberto I d’Angiò fu Re di Napoli fino al 1343 Giovanna I D’Angiò regina di Napoli dal 1343 al 1381 anno in cui fu deposta dal cugino Carlo D’Angiò-Durazzo, era nipote di Roberto e figlia di Carlo, Carlo di Durazzo la fede imprigionare a Muro Lucano, dove venne assassinata nel 1382. Carlo D’Angiò-Durazzo (1345-1386) fu Re di Napoli dal 1382 col nome di Carlo III fu nominato erede di Giovanna I. Nel 1386 fu a sua volta assassinato in Buda, dove l'anno prima era stato proclamato re d'Ungheria. Dopo la sua morte gli succedettero entrambi i figli sul trono di Napoli, prima Ladislao e poi Giovanna, entrambi però moriranno senza figli legittimi, determinando in questo modo la fine del dominio angioino sul Regno di Napoli. Margherita di Durazzo (1348-1412) moglie di Carlo di Durazzo. Dopo l'assassinio del marito (1386), governò il regno per il figlio Ladislao, coadiuvata dal cardinale Acciaiuoli. Contro di loro mosse Luigi II d'Angiò, proclamato re dall'antipapa Clemente VII. Alfonso I D’Aragona (1396 - 1458) detto il Magnanimo, figlio di Ferdinando I. Re di Sicilia dal 1416 al 1458 e dal 1442 anche Re di Napoli. Dunque, dal 1343 al 1396 è trascorso poco più di mezzo secolo ed ancora non si è spento l’interesse per il gigliato, il quale ora si chiamerà carlino come in Francia terra di origine dei D’Angiò, ma la moneta non è più copiata pedissequamente, ma solo al D/, mentre al R/ a tutt’altra epigrafia. Questo è l’esempio del caso: https://www.ebay.it/itm/NAPOLI-ALFONSO-I-1442-1458-AG-CARLINO/123145981571 NAPOLI - ALFONSO I 1442-1458 - AG/ CARLINO Ed anche qui non sembra che vi siano dubbi sulla volontà del Re di rinnovare i fasti di una coniazione fortunata.
  11. Ciao Giuseppe. Non so se hai notato, ma dove andava il Re .lo accompagnava un gigliato e siccome aveva le mani in pasta anche dalle parti sue, li lo hanno chiamato carlin. Era una moneta prestigiosa, benche ritengo non facile da imitare. Lo hanno fatto in tanti e ritengo che tutte le valute abbiano avuto un cero successo. In ogni modo, personalmente, preferisco quella del Re anche se dal punto di vista del collezionista altre possono aver assunto una maggiore rarità e per questo un valore maggiore.
  12. lorenzo

    L'uva sulle monete

    Ti ringrazio di avermi informato, ma già avevo abbandonato la cosa. Ho sempre un certo riguardo per il copyright, dato che non si sa mai quando è possibile usare un brano o una immagine e quando no.
  13. Aggiungo per maggiore completezza di informazione che il gigliato è stato ritenuto un buonissima moneta ed è stato imitato abbondantemente. Qui di seguito riporto un sito nel quale si possono leggere le molte imitazioni che ci sono state: http://www.attilacoins.com/Roberto-d-angio-gigliato-di-prato.asp
  14. Carlo D’Angiò Oggi vorrei parlare di una moneta che mi ha sempre intrigato. “Carlo I d'Angiò (Parigi, 21 marzo 1226 – Foggia, 7 gennaio 1285), figlio del re di Francia, Luigi VIII il Leone e di Bianca di Castiglia, fu re di Sicilia dal 1266 fino alla sua cacciata dall'isola nel 1282 in seguito ai Vespri Siciliani. Continuò a regnare sui territori peninsulari del Regno, con capitale Napoli, con il titolo di re di Napoli, fino alla sua morte, avvenuta nel 1285. Per il matrimonio con Beatrice di Provenza, figlia del conte di Provenza e di Forcalquier Raimondo Berengario IV, Carlo ereditò i titoli del padre di lei e fu conte di Provenza e di Forcalquier dal 1246. Nel 1247, suo fratello Luigi IX il Santo, re di Francia, lo fece conte d'Angiò e del Maine, andando così a fondare un nuovo ramo cadetto dei Capetingi, gli Angioini. Conquistò e si autoproclamò re d'Albania nel 1272, comprò da Maria di Antiochia il titolo di Re di Gerusalemme nel 1277, e per il testamento con Guglielmo II di Villehardouin, alla sua morte nel 1278, ereditò il Principato d'Acaia e fu da allora anche principe d'Acaia.” Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Ecco di seguito alcuni esempi del gigliato (in Italia) o carlino (in Francia) e come questo tipo di moneta abbia subito solo delle piccole varianti. https://www.ebay.it/itm/Tres-belle-monnaie-Royaume-de-Naples-Robert-dAnjou-Carlin-1309-1343/261880421409 - Royaume de Naples - Robert d'Anjou - 1309-1343 Carlin d'argent - 1339 Robert est roi titulaire de Jérusalem et de Sicile. Il est roi de Naples et comte de Provence. https://www.ebay.it/itm/COMTE-DE-PROVENCE-carlin-dargent-ROBERT-DANJOU/153073453157 COMTE DE PROVENCE ROBERT D'ANJOU carlin d'argent http://www.icollector.com/Napoli-Roberto-d-Angi-1309-1343-Gigliato-1317-1319_i8693436 Napoli Roberto D’Angiò 1398 -1343 gigliato con la ghianda al D/ http://www.gongoff.com/frutti-simbologia/ghianda “La ghianda, il frutto della quercia, un simbolo di potenza. La ghianda per i miti celtici era associata alla vita, alla fertilità e all'immortalità. I Druidi inghiottendo la ghianda, riconoscevano le loro doti profetiche; le ghiande erano anche il frutto sacro del Torah, come Albero di Vita – l’albero di quercia, le foglie e le ghiande di quercia formano uno dei "magici" circoli di segni, che, secondo gli astrologi, raffigurano la protezione o l'abbondanza naturale. La ghianda per molti popoli fin dai tempi antichi era considerata simbolo di vita, di fertilità, di salute, di virilità. Il valore simbolico della quercia è dovuta al fatto maschile che la ghianda ricorda i testicoli di un uomo. La ghianda nei popoli germanici era considerata sacra, era l'emblema del dio Thor. Gli antichi romani credevano che la ghianda avesse proprietà curative, che fosse in grado di ringiovanirti. In passato una ghianda indossata come un amuleto, ti proteggeva contro l'invecchiamento e l'alcolismo.” Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. https://www.ebay.it/itm/NAPOLI-Roberto-DANGIO-Gigliato-GIGLIO/261174471117?hash=item3ccf3629cd:g:EMMAAOSwP79Zvu8a Il giglio al D/ “Presso gli imperi egiziano e assiro i Gigli diventarono l’emblema della sovranità reale e dell’innocenza verginale delle ragazze avviate al matrimonio. Presso i Greci e i Romani simboleggiava l’amore sublime e la procreazione. Nell’iconografia cristiana questo fiore è uno dei simboli associati alla Madonna, all’Arcangelo Gabriele e a Sant’Antonio di Padova, più in generale, alla castità e alla purezza. Tra le tante leggende in cui il Giglio è protagonista si narra che Maria abbia scelto Giuseppe perché lo vide con un Giglio tra le mani. Il significato più antico e che dura ancora oggi di questo bellissimo fiore è la purezza e la castità; non solo esprime anche nobiltà e fierezza d’animo. È il fiore ideale da regalare ad una donna fiera, onesta e di classe così da considerarla come una regina. I Gigli simboleggiano inoltre l’innocenza, la verginità e il candore.”