lorenzo

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  1. lorenzo

    Kamarina: usura o bulino?

    Dopo una parentesi sui falsi in oro di un lungo periodo ( .che da VI a.C. al VI d.c.(nel basso impero e a Bisanzio per i falsi in oro sono ormai così duplicati e falsificati, tra oriente e occidente...che non si è mai sicuri di cosa veramente si sta acquisendo.), torno sull’argomento in trattazione. Molti anni fa avevo notato questa monetina e mi era venuto in mente, date le condizioni di come si trovava, di tentarne un recupero. La moneta era questa, che già di suo non aveva un granchè di bello. Una grossa corrosione e notevoli altre piccole corrosioni al rovescio mentre al diritto qualcuno aveva danneggiato volontariamente il volto stilizzato. Il recupero diventava una opera certosina che non garantiva alcun buon risultato, ma ho voluto provare più che altro per saggiare le mie possibilità di restauratore. Questo che segue è quanto sono riuscito a fare: Non ho cancellato tutti i graffi, ho lasciato quelli che hanno dato alla moneta una usura più naturale, mentre ho rimosso quelli che deturpavano il volto. A proposito di questa moneta devo fare una precisazione: Mistura – moneta di tipo bleso-chartrain – Visconti di Chateaudun 996/1037 D/ anepigrafe. Testa bleso-chartrain a destra dentro due crocette opposte; l’occhio è formato da un besante, nel campo a sinistra una S coricata; tutto dentro un cerchio perlinato R/ croce dentro un cerchio perlinato – intorno: +DUNIS CASTHH; tutto dentro un secondo cerchio perlinato Peso: gr 0,4 diametro: 16 NOTA 1: questa moneta ha il peso di un obolo. NOTA 2: Il solo esemplare repertoriato proviene dal tesoro di Saumur (Duplessy 339). Il suo sotterramento daterebbe intorno al 1035-1040. Questo tipo coincide con la comparsa della S stesa sotto la crocetta di sinistra. Questo pezzo manca nella raccolta dunoise ed è assente nel Gabinetto delle Medaglie. Solo il museo di Chartres ne possiede ancora una copia. Questo tipo monetario è attribuito da Daniel Legros a Eudes II. (Estratto bibliografico : J. Duplessy, Monnaies et trésors en pays Dunois) NOTA 3: A Poey D’Avant gli oboli di Chateaudun erano noti e questo tipo lo descrive al vol. I tavola XXXVII n.12
  2. lorenzo

    Kamarina: usura o bulino?

    Piakos mi chiarisci il tuo pensiero? Che vuoi dire con "l e monetazioni dal VI avanti...al VI dopo...sono un'avventura"
  3. lorenzo

    Kamarina: usura o bulino?

    Ciao, ggpp. qui il bulino ci ha dato di brutto: il volto della donna è sfigurato. Osserva questi tre bronzi. Il primo è di CNG, il secondo di TINTINNA ed il terzo di ANCIENT IMPORTS. Tutti e tre passati regolarmente per aste internazionali Tre bronzi di Messana Mamertini che si somogliano, ma uno almeno è stato ritoccato; il terzo e Ancient Imports lo dice (Lindgren Plaint Coin). Pratica lecita, per carità, quando è necessario, ma non quando il tondello viene snaturato. In questo caso non mi pare ci siano motivi per i quali la moneta abbia perso le sue caratteristiche. A volte capita che bisogna "pulire " una moneta e nel fare questa operazione qualcosa va storto e viene toccato anche qualche rilievo di una certa importanza. Risultato: la moneta è deturpata. Con un buon intervento di restauro si può recuperare qualcosa e questo vuol dire che non sempre un uso del bulino debba considerarsi un abuso ai danni del tondello.
  4. lorenzo

    Kamarina: usura o bulino?

    La domanda è: “Possibile un'usura concentrata sul lato sinistro...o bella opera di bulino?” Non è facile rispondere con certezza a queste domande se non si può avere una visione diretta del tondello, possibilmente al microscopio. Tuttavia posso dire che in quanto a legende svanite, questa non farebbe un granchè eccezione, dato che non è la prima che vedo in questo modo. Per nascondere eventuali interventi con i bulini, credo che questo faccia parte del gioco, in quanto, chi ritocca i fondi può essere capace di nascondere eventuali manomissioni.
  5. lorenzo

    Kamarina: usura o bulino?

    Ho avuto modo di vedere monete ritoccate col bulino: fanno un brutto effetto, sono innaturali e per fortuna le medievali ne vanno quasi del tutto immuni. Ad ogni modo è impossibile fare uno studio analitico sull’epigrafia di una moneta ritoccata: sarebbe quasi come fare la biografia di chi ha operato sul tondello.
  6. lorenzo

    LA MORIANA

    Ecco come l'amico francese Philippe ha letto la stessa moneta. Potrebbe avere un senso......
  7. lorenzo

    LA MORIANA

    ....... allora........ propongo la seguente lettura, assolutamente senza alcun rigore scientifico. Le ipotesi di Michel GRANDIS hanno un senso preciso anche se di alcune si può parlare di imitazioni, così come credo che sia la moneta in esame. Una imitazione di un obolo di Vienne e la dimostrazione potrebbe consistere nelle legende espresse con un metodo grossolano.
  8. lorenzo

    LA MORIANA

    Salve a tutti. Ero sul pezzo e non me ne ero accorto. Mi spiego meglio: non molto tempo fa mi sono imbattuto su di un obolo di Vienne che così mi era sembrato, se non che, qualcosa non tornava. Questo obolo che se lo scorgi per terra non lo raccogli, io lo avevo comprato per il motivo che ho detto. Volevo, insomma, capire cosa aveva scritto su di sé. Appare chiaro che intorno alla croce c’è un VIENNA accettabile ma intorno al profilo del Santo non si può affatto leggere NOBILIS. Ho cercato tra le imitazioni che conoscevo, ma non è emerso nulla fin quando non sono arrivato qui http://a.n.r.d.free.fr/page165.htm dove Michel Grandis il 20 marzo 2017 ha scritto un articolo sulle “Monnaies de VIENNE ou de MAURIENNE au XIème siècle”, le monete di Vienne o di Maurienne all’XI secolo. Esattamente riferibile a quanto da me già scritto in questo mio elaborato. La conclusione è che la monetina che avevo intenzione di studiare rimane ancora da studiare, però qualcosa mi dice che c’entra con la Moriana. Voi che ci leggete nella legenda che sta intorno al volto del Santo?
  9. lorenzo

    AUGURI

    Una serena Pasqua a tutti gli amici del forum, unitamente alle loro famiglie
  10. L’8 maggio 2009 veniva pubblicata qui http://monnaiesdyonne.blogspot.it/2009/05/une-obole-inedite-dauxerre.html l’immagine di un obolo inedito di Auxerre in vendita su di un noto sito di monete Così descritto: Dritto: + AVTISIODERCI, Croce in rilievo in un cerchio di globetti Rovescio: anepigrafe, croce in un triplo cerchio di globetti Diametro: 14-15 mm, peso: sconosciuto Un obolo assente nelle maggiori opere di studiosi esperti di questa branca della Numismatica medievale francese. Sempre nello stesso articolo viene citato un altro esemplare, presente questo nell’opera di Poey d’Avant, con il riferimento PA5885 (Pl.CXXXVI, 6) che riporto di seguito per maggiore chiarezza di esposizione così descritto: Dritto: + AVTISIODERC, croce in un cerchio di globetti (la lettera S è costituita da quattro globetti disposti in croce) Rovescio: anepigrafe crocetta in alto al posto della legenda, croce in un triplo cerchio di globetti Diametro: 15-16 mm, peso: 0,62 g. Il secondo esemplare è noto e molto simile al primo e i due ad un esame superficiale potrebbero essere presi per uguali, se non fosse per la legenda presente al diritto, anche questa molto simile ma non è uguale: AVTISIODERCI e AVTISIODERC. Inoltre, questi esemplari hanno legende che normalmente nella monetazione di Auxerre non appaiono. Mi riferisco all’inserimento della lettera I successiva alle lettere AVT. Ora su altro sito di monete (https://www.ebay.it/itm/RARE-Auxerre-Comt%C3%A9-d-Auxerre-Obole-anonyme/162861359267?ssPageName=STRK%3AMEBIDX%3AIT&_trksid=p2057872.m2749.l2649) è apparso quest’altro obolo, anche questo diverso dagli altri due e con ogni probabilità è un nuovo inedito. E’ questo: Anche questo esemplare sembrerebbe contenere la legenda AVTISIODERCI, mentre la croce del rovescio è quella tipica di Auxerre (Croix auxerroise) e non una croce patente come negli esemplari prima esposti. La moneta ha un diametro dichiarato di 13 mm e un peso di 0,58 gr. Un altro obolo con le caratteristiche comuni ai precedenti lo troviamo qui: https://www.cgb.fr/auxerre-comte-dauxerre-anonymes-obole-tb-,bfe_258272,a.html#group E’ noto ed è così catalogato: D/ Titulature avers : + AVTISIOCERCI, (C RÉTROGRADE APRÈS AVTSIO). Description avers : Croix. R/Titulature revers : TROIS BESANTS À 12 HEURES. Description revers : Croix auxerroise. Référence ouvrage : Bd.1732 (5 fr.) - PA.5883 var. (pl. 136/4) COMMENTO “Cette monnaie est d'un style très proche des deniers au revers anépigraphe contenus dans le trésor dit du "Loiret" qui contenait une quantité importante de monnaies du roi Raoul (923-936).” Questa moneta è di uno stile molto vicino ai denari con l'anepigrafia al rovescio contenuti nel tesoro detto di "Loiret" che conteneva una grande quantità di monete di Re Raoul (923-936). ------------- La monetazione di Auxerre iniziò dopo l'editto di Pistres nell'864. Alla fine del decimo secolo, abbiamo monete di Eudes de Champagne con il nome delle città di Sens e Auxerre. Nel 1076, Guglielmo I (1040-1097) cedette la contea a suo figlio, Robert, vescovo di Auxerre. Nel 1089, Guglielmo II (1089-1147) riunì di nuovo le due contee. Guglielmo III (1147-1161) gli succedette. Guglielmo IV unì le contee di Auxerre, Nevers e Tonnerre.
  11. lorenzo

    Il Denaro Provisino

    Come dire: meglio eliminarlo il mezzo denaro francese, sia bene inteso solo quello, dato che l'altro quello romano è solo una teoria. Su questa ipotesi non avrei da ridire: è possibile anche se poi il mezzo provisino è stato usato in una transazione e non vedo la ragione di volerlo fare fuori dato che l'uso quotidiano poteva essere diffuso. Quello di cui non mi stancherò mai di dire, come se fosse un mantra, è che il mezzo provisino romano ancora ha da venì alla luce come pure ha da venì fuori lo strumento che ne avrebbe autorizzato la coniazione. Fin qui dobbiamo accettare per forza di cose che qualsiasi moneta con ridotto valore ponderale non può essere considerato un mezzo denaro provisino. Quando qualcosa di certo ne documenterà la sua coniazione, allora bisognerà rivedere tutta la materia. Prevengo subito una ulteriore obiezione: un qualsivoglia ordine verbale a coniare tale numerale in qualche modo sarebbe stato riportato dagli storici o studiosi della materia.
  12. lorenzo

    Il Denaro Provisino

    ..... ma se ci fosse stato davvero il mezzo provisino romano e se anche ci fosse stato il tentativo di eliminarlo, ebbene, qualche esemplare comunque sarebbe arrivato fino a noi. Soprattutto, sarebbe stato trovato il documento o traccia di esso che atorizzava a battere moneta anche del mezzo denaro, cosa che non è stata mai scoperta.Ti domando, secondo te, quale è il mezzo denaro che sarebbe stato eliminato? Se quello francese è tanto estraneo quanto il denaro che ha circolato a Roma, ma solo di questo se ne ritrovata la presenza.
  13. lorenzo

    Il Denaro Provisino

    Dopo avere esposto una piccola serie di monete dal peso ridottissimo e non del Senato romano, ma utili a dimostrare come certi pesi siano stati di uso corrente nel passato, possiamo adesso osservare un altro tondello con peso leggermente superiore ai due del Sanato romano già descritti il quale troviamo qui: da: https://www.ebay.it/itm/ROMA-Monete-anonime-secc-XII-XV-Mezzo-denaro-provisino-RR/222846882922?hash=item33e2b5946a:g:evgAAOSwEBxZbi2h Che il venditore così cataloga: “ROMA - Monete anonime secc. XII-XV. Mezzo denaro ?? provisino, Mist. 0,32 g. + (SENA)TV(SPQR) Pettine sormontato da lettera (S tra due bisanti). Rv. + (ROM)A CAP(VT) (MVN) Croce trifogliata ? Non rintracciato nei testi consultati.” Appare evidente come questa moneta sia anch’essa senatoriale per quel che rimane dell’epigrafia, la quale il venditore definisce con formula dubitativa Mezzo denaro ?? provisino forse a causa del peso di 0,32 g ma Non rintracciato nei testi consultati. Come più volte ormai ripetuto non si è ancora trovata neppure una traccia che il Senato abbia autorizzato una emissione di questo peso e quando si è parlato di messo denaro provisino come in questo caso: “La pergamena che è stata postata, però parla di pensione annua di un provisino e mezzo. C’è da chiedersi: il mezzo provisino come veniva dato a Nicola Abate del monastero dei Santi Cosma e Damiano? Il provisino è dunque divenuto una moneta internazionale, se è vero come è vero che nel Lazio ha circolato per circa due secoli, quando cioè la zecca romana è restata chiusa.” (vedi sopra) Appunto, circa due secoli. Un tempo durante il quale il mezzo denaro provisino francese poteva essere introdotto come moneta spendibile a Roma al pari del denaro di Champagne. Stante così le cose a Roma la moneta francese era diventata moneta nazionale e non sorprende più trovare anche qualche raro esempio dell’uso del mezzo denaro. C’è un secondo esemplare del peso di gr 0,32 anch’esso definito mezzo denaro provisino. E' qui: http://www.mcsearch.info/record.html?id=756803 Ed è così catalogato: “Mezzo denaro provisino, Roma, Roman senate, XIV-XV cent., MI, (g 0,32, mm 9, h 1). + ( ROMA CAPUD MVN ), horizontal comb, above symbols: two crescents united, at r. and l. circle, Rv. cross. manca in tutti i testi consultati , inedito Crushes of die. good very fine.” Anche questo manca in tutti i testi consultati , inedito. Mi domando: a Roma quanto era necessario il mezzo provisino? Quando il Senato ha cominciato a coniare il suo provisino non circolava ancora il provisino francese? E perchè non insieme al suo mezzo provisino?
  14. lorenzo

    IL MISTERO DI SELINUNTE E DEI SUOI TETRADRAMMI

    Non c'è che dire, un esame a vastissimo raggio e fatto senza risparmiare le proprie forze. Questa analisi meriterebbe di essere inviata ad OMNI per la pubblicazione così come è e neppure tradotta in altra lingua. Pensaci Piakos. Se me lo consenti, quando sarà ultimata questa esposizione, se mi dai il consenso la copierò, ma sia chiaro il lavoro porterà solo il tuo nome. Dimmi tu.
  15. Buon giorno. Posto che io sono digiuno della materia e parlo solo per il fatto che ho avuto modo di osservare queste monete, posso dire poco che non sia una mia impressione. Solitamente ho visto il rovescio delle monete di Populonia liscio, oppure con segno dei 20 assi. Queste impronte che a me non sembrano incusi, potrebbero essere segni formatisi occasionalmente e non è detto nel momento della coniazione, ma anche successivamente. A vederli si può dire che non seguono una logica, ma che si trovino lì per caso, dato che la monetazione di Populonia spesso ha un rovescio liscio e quando non è così ha segni con un significato presiso. Questo che dico è solo frutto dell'osservazione e non posso assolutamente dire che lo sia per un rilievo scientifico.