lorenzo

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  1. monete antiche

    Buon giorno. Confermo quanto sopra i nostri colleghi hanno richiesto. I dati suddetti sono indispensabili per una buona catalogazione delle monete. Aggiungo che le immagini relative ad ogni tondello dovrebbero essere delle due facce e non una sola, ma sopratutto dovrebbero essere meglio definite. Ad occhio e croce mi pare che si stia parlando di monete coniate più di recente e non del periodo medievale. Bubbolo, ad esempio, ha già dato qualche indicazione. Aspettiamo a vedere quale è la riproposizione delle immagini con relativi dati del peso e diametro.
  2. Monasteri e monete

    Proseguo ora l’esame delle zecche tenute da ecclesiastici sul territorio italiano. La prima è sicuramente lo Stato Pontificio, il quale aveva numerose officine sparse per tutto il suo territorio e delle quali sarebbe troppo lungo fare una descrizione. Ne posso ricordare una per tutte che riguarda la monetazione del Senato Romano, della quale qui si è parlato a lungo. Questo era l’estensione dello Stato pontificio prima dell’unificazione dell’Italia: (http://www.artistiticinesi-ineuropa.ch/ita/morelli-c-ita.html) : Un vastissimo territorio da governare, quindi, per cui era necessaria una monetazione locale. Nicolò Maltraversi Reggio Emilia, l’antica Regium Lepidi, fu municipio romano. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente la città venne quasi spopolata. Dopo la conquista longobarda (VI secolo) la città fu capitale del Ducato di Reggio, poi nell'Alto Medioevo, da sede vescovile, divenne libero comune, ma restò soggetta a feroci lotte intestine, che la portarono alla trasformazione in Signoria sotto gli Este e in seguito a Ducato. Nel 1211 venne eletto vescovo della diocesi di Reggio Emilia Nicolò Maltraversi, il quale fu un grande diplomatico ed intervenne in diverse controversie politiche. “Grazie al favore dell'imperatore (Federico II), ottenne da questi privilegi circa l'utilizzo delle acque del Secchia e dell'Enza e la possibilità di giudicare ogni lite nelle zone vicine entro quattro miglia. Ebbe inoltre la riconferma degli antichi privilegi del vescovo di Reggio Emilia, nonché il possesso del palazzo imperiale che il predecessore Pietro aveva ricevuto da Enrico VI nel 1195. Tra l'altro, ottenne il diritto di battere moneta, che mise in pratica nel 1233: in quell'anno vennero coniate un picciolo e un grosso, recanti sul recto la scritta "episcopus" e sul verso la scritta "de Regio" con un giglio; la zecca di Reggio Emilia era ancora attiva ad oltre un secolo di distanza dalla morte del Maltraversi.” Ed ecco il grosso, per altro, molto bello: (https://www.ebay.it/itm/Reggio-Emilia-Nicolo-Maltraversi-Grosso-AG-Ottima-conservazione/222693906892?_trkparms=aid%3D222007%26algo%3DSIM.MBE%26ao%3D2%26asc%3D20170831090034%26meid%3Dad786659ad404339948472d4e476f78b%26pid%3D100005%26rk%3D3%26rkt%3D6%26sd%3D263423173877&_trksid=p2047675.c100005.m1851) (DE REGIO ed EPISCOPVS) del valore di 12 piccioli: l’altra moneta coniata dal Vescovo. Gregorio da Montelongo (Ferentino, 1200 circa – Cividale del Friuli, 8 settembre 1269) è stato un patriarca cattolico italiano, Patriarca di Aquileia dal 1251 al 1269. Argento, 0,25 gr. Molto raro. SPL. D: + GREGORI PATI Croce patente in cerchio perlinato. R: + AQVILEGIA . Giglio con filamenti e globetti. Bibliografia di riferimento: Bernardi 23. “Nacque da Lando di Montelongo, appartenente ad una famiglia imparentata con i Conti di Segni, cui apparteneva anche papa Innocenzo III[1], cugino del padre. La casata era originaria di Montelongo (territorio tra Ferentino ed Alatri [1]). Fu dapprima legato papale in Lombardia dal 1238, dove guidò la coalizione delle città guelfe contro l'Imperatore Federico II. Nel 1247 fu inviato da papa Innocenzo IV a Parma per guidare la difesa della città nell'assedio che si concluse nel febbraio dell'anno successivo con la vittoria dei parmensi. Nel 1251 venne nominato patriarca di Aquileia (anche se per la consacrazione si dovrà attendere il 1256); qui egli guidò la fazione guelfa contro Federico II, in risposta Corrado IV (erede e figlio di Federico II) sobillò i comuni istriani alla rivolta. Gregorio si impegnò inoltre per preservare e rafforzare l'integrità territoriale e spirituale del Patriarcato: partecipò alla crociata contro Ezzelino III da Romano,essendo presente di persona alla difesa di Padova (settembre 1255) ed inviando truppe ai crociati fino al 1257; riuscì inoltre ad occupare l'enclave austriaca di Pordenone (1262). Cessata la minaccia rappressentata dai ghibellini e particolarmente da Ezzelino, affrontò Ulrico III duca di Carinzia e Alberto I di Gorizia, che fece assassinare Giacomo d'Orzone, vicedomino vescovo di Concordia ed il suo seguito presso il colle di Medea (1268) e catturò il patriarca a Villanova dello Judrio (20 luglio 1267), liberandolo solo il 27 agosto dopo che gli fu garantita l'impunità e ottenendo un accordo di pace (1259). Gregorio non dimenticò l'affronto ma morì mentre era impegnato nelle operazioni militari contro lo stesso Alberto. Siglò inoltre nel 1268 un accordo con la Serenissima in cui si fissavano i confini delle rispettive pertinenze in Istria, territorio che sarà a lungo conteso fra i due stati. Sul fronte della politica interna il patriarca concesse il castello di Cassacco in feudo alla nobile famiglia di Montegnacco (1254) ed un mercato a Tolmezzo (1258).” Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Due personaggi storici di grande spessore, i quali meritano di essere ricordati.
  3. Da: http://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia “L'abbazia (detta anche abazia o baddia a seconda se diretta da un abate o da una badessa), è un particolare tipo di monastero, che per il diritto canonico è un ente autonomo. Il nome deriva dal tardo latino abbatīa, appunto abate, termine che inizialmente si riferiva solo alla persona che reggeva l'edificio, per poi assumere il significato più esteso del complesso dei beni che erano a disposizione di tale carica religiosa. Infatti molto spesso per abbazia in toponomastica si intende non soltanto l'edificio in sé, quanto anche l'insediamento che si sviluppava intorno ad esso”. “La prima abbazia di cui si ha notizia fu fondata intorno al 320, che prese il nome di abadia, dal santo egizio Pacomio, che ne fece il luogo dove riunire la prima comunità monastica cenobita, elaborandone tra l'altro le regole interne. Pacomio portò avanti tale progetto poiché era dell'idea che l'ideale ascetico cristiano si sarebbe realizzato in modo migliore attraverso una comunità piuttosto che nella singola esperienza eremitica. Alla costruzione di questa prima abbazia ne seguirono altre, sia in Oriente sia in Occidente, dove però furono elaborate nuove regole interne, ispirandosi sia alla Regola benedettina, a partire dal 534 che alla Regola colombaniana di ispirazione monastica celtico-irlandese”. ______________ “Dovendo spesso gestire patrimoni fondiari anche abbastanza vasti, gli abati dovettero adottare regole precise per garantire una stabilità economica alla comunità. L'economia curtense si prestava assai bene a questo scopo, essendo principalmente adatta a feudi che necessitavano di mantenersi in un'ottica autarchica, ed essendo già stata utilizzata con successo da molti monasteri. Le abbazie cercarono così di produrre la maggior parte di quello che gli serviva all'interno dell'edificio stesso, sopperendo alle mancanze con il commercio, a volte anche con altri monasteri. I frutti di questo sistema economico, di cui abbiamo diverse informazioni grazie ai precisi inventari che venivano tenuti dai monaci, furono nella maggior parte dei casi al di sopra delle necessità delle abbazie stesse, tanto da permettere la vendita dei beni in eccesso. Il notevole benessere economico delle abbazie, come per i monasteri, era dovuto, oltre che all'efficacia dell'economia curtense, anche alla rigida e produttiva organizzazione interna della comunità religiosa (ora et labora) e agli aiuti economici sia da parte della Chiesa stessa (principalmente attraverso le diocesi) sia da parte di sovrani, nobili o piccoli signorotti di campagna”. Questa era la situazione delle abbazie nel medioevo e data la quale non è difficile capire perché molte battevano moneta. Qui di seguito faccio cenno ad alcune di queste, ma ve ne sarebbero altre ancora in giro per l’Europa. Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/bourgogne-abbayes_p11929/bourgogne-abbaye-de-cluny-12e-13e-siecle-denier_article_83655.html Bourgogne. Abbaye de Cluny (12e - 13e siècle). Denier Ha il copy-right Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/limousin_p2379/limousin-abbaye-de-saint-martial-de-limoges-fin-xiie-jusque-vers-1245-denier-ou-barbarin_article_85244.html Limousin. Abbaye de Saint-Martial de Limoges (fin XIIe jusque vers 1245). Denier ou barbarin Ha il copy-right Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/touraine_p5934/touraine-abbaye-de-st-martin-de-tours-12e-siecle-denier_article_46784.html Touraine. Abbaye de St Martin de Tours (12e siècle). Denier Ha il copy-right Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/bourgogne-abbayes_p11929/bourgogne-abbaye-de-tournus-12e-siecle-denier_article_55639.html Bourgogne. Abbaye de Tournus (12e siècle). Denier Ha il copy-right Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/autres-monnaies-provinciales_c18/bourgogne-abbayes_p11929/bourgogne-abbaye-de-saint-benigne-de-dijon-monnayage-anonyme-fin-xie-debut-xiie-siecle-denier_article_65939.html Bourgogne. Abbaye de Saint-Bénigne de Dijon. Monnayage anonyme (fin XIe - début XIIe siècle). Denier Ha il copy-right Da: http://www.poinsignon-numismatique.fr/monnaies_r5/alsace_c16/murbach-et-lure-abbaye_p133/alsace-abbaye-de-murbach-et-lure-francois-egon-de-furstenberg-1665-1682-pfennig-r-r_article_58834.html Alsace. Abbaye de Murbach et Lure. François-Egon de Furstenberg (1665-1682). Pfennig. R ! R ! Ha il copy-right Da: http://www.delcampe.net/item.php?id=201061214&var=Flandres-Vlaanderen-Abbaye-dEname-petit-denier-RARE-&language=F&sessionToken=sslLogin_d4ea7179f839c1c5b9fa066509eae81e Flandres Vlaanderen Abbaye d'Ename , petit denier RARE ! Numéro d'objet: 201061214 Ha il copy-right Da: http://www.dumez-numismatique.com/article.asp?langue=fr&article=10546 EPINAL, Abbaye de Saint-Goëry, denier XII°/XIII° siècle, 0,60 grm, Fl.10 p.310, TB à TTB Ha il copy-right Da: http://www.dumez-numismatique.com/article.asp?langue=en&article=10249 STRASBOURG, Mérovingiens, denier d'Adalbert 683-723, abbaye d'Honau OU Obernai?, 1,01 grms, belfort.804, TTB à SUPERBE Très rare!! Ha il copy-right Da: https://www.ma-shops.fr/poinsignon/item.php5?id=53339〈=fr Picardie. Abbaye de Corbie. Monnayage anonyme. Monnayage anonyme. Denier. + ABIAS C (rétrograde) PIC. Crosse tournée à droite et accostée d'un alpha et d'un oméga. R/: + ANSI - CIVS. Croix cantonnée de deux croisettes en 2 et 3. PA 6560 var. RN 1998 p 310, D 10 et R 17-18. 0,95 g. Ha il copy-right Da: http://www.celtic-coin-agora.com/Rem.htm Remiremont (Abbaye de) Denier s. m. (ca 1000 – 1030) Ag Mi fermo qui, tanto per dare un’idea di come fosse vivo il medioevo dove le idee non mancavano di certo. Lo dobbiamo ai religiosi se certi testi sono giunti fino a noi, sebbene quasi certamente abbiano fatto una cernita di quelli da copiare e di quelli che no.
  4. Il Denaro Provisino

    IL DENARO PROVISINO (una rivisitazione dell’autore di una ricerca già pubblicata) Cercherò di essere il più chiaro e preciso possibile. Va subito detto che del denaro provisino romano non ho ancora trovato un sottomultiplo. La cosa che può valere per le emissioni di Champagne non sembra che fosse la regola anche per le emissioni del Senato Romano, a priori e senza un minimo di verifica, non lo si può dire. Artemide aste ne ha messo in vendita uno definito “mezzo provisino” del quale però non cita nessun riferimento bibliografico il che fa supporre che in realtà la classificazione sia dipesa dal sempre più cedente peso delle emissioni romane. ArtCoins Roma – asta n.5 del 14.5.2012 lotto 1093 – ne ha messo in vendita un altro (http://www.mcsearch.info/record.html?id=756803) anche esso definito mezzo provisino. Non sembra sia stato venduto, non ostante sia molto ben conservato ed anche questo “manca in tutti i testi consultati , inedito”. I provisini hanno pesi diversi, anche molto bassi e questo elemento potrebbe essere un indicatore di quale sia stata la cura usata nel coniare quelle emissioni e quali siano state le ragioni economiche che hanno fatto impoverire nel tempo la moneta. Dagli studi della Professoressa Lucia Travaini (Provisini di Champagne nel Regno di Sicilia: problemi di datazione. In: Revue numismatique, 6e série - Tome 154, année 1999 pp. 211-229), la quale si è occupata dei ritrovamenti in Italia di provisini francesi non è emerso nulla che faccia supporre l’esistenza di sottomultipli del denaro in esame. Nella collezione di pergamene pubblicate dal Ministero dei Beni culturali sono descritti regesti nei quali vengono trascritti alcuni contratti riguardanti per l’epoca pagamenti in provisini. Ce ne uno in data 6 giugno 1190 nella Collezione Pergamene - Archivio di Stato di Roma - Progetto Imago II (http://www.cflr.beniculturali.it/Pergamene/pergamene.php?lar=1280&alt=768): "Serie Roma - Benedettini e Clarisse in SS. Cosma e Damiano Cassetta/cartella 16/158 Vecchia segnatura 16bis/158 Sigillo no Estremi cronologici Giorno Mese Anno Secolo Luogo 9 marzo 1190 XII Rogatario "Benedictus scriniarius" Note Tradizione Bibliografia Regesto Nicola, abbate del monastero dei SS. Cosma e Damiano "in Mica Aurea", concede in perpetuo a Rainerio procuratore della propria madre Bona la metà d'un pezzo di terra seminativa situato in Marcelli per il prezzo di 11 soldi di buoni provisini e col patto d'una pensione annua d'un provisino e mezzo da pagarsi nella ricorrenza della festa dei ss. Cosma e Damiano: quale terra era stata già affittata degli abbati predecessori del presente Nicola a Tebaldo padre della detta Bona". C’è da chiedersi: il provisino e mezzo come veniva dato a Nicola Abate del monastero dei Santi Cosma e Damiano? La cifra pattuita era convertita in altra moneta per un valore equivalente? Veniva usato l’obolo francese? Il provisino è dunque divenuto una moneta internazionale, se è vero come è vero che nel Lazio ha circolato per circa due secoli, quando cioè la zecca romana è restata chiusa. Successivamente il Senato riprende la coniazione di monete e copia i provisini francesi con un titolo di argento inferiore. La valuta più pregiata resta quindi la moneta francese. Sorvolo qui sulla descrizione e il significato dell’iconografia delle monete francesi, che potrebbe essere argomento di una successiva disamina. Poey D’Avant, volume III pagina 252 (Monnaies du Sènat Romain au type provinois) dice che le monete fabbricate a Roma hanno avuto lo scopo di facilitare le transazioni commerciali tra la Champagne e la città eterna. Ignora quando questa monetazione abbia avuto inizio. Cita Muratori (Ant. Ital. dis. 18, pag. 370) e Zanetti (tomo 3 pag. 281, n. 265) i quali sostengono che i provisini di Roma sono anteriori di un secolo a quelli di Champagne, cosa insostenibile dato che il tipo al pettine non è certamente dell’Italia. Papencort si sbaglia quando pone la loro origine all’epoca del tribuno Cola di Rienzo, ipotesi adottata dal Cinagli (Monete dei Papi pag. 21 nota 30) e bocciata da M. Cartier il quale ritiene invece che la coniazione abbia avuto inizio durante la repubblica effimera di Arnaldo da Brescia stabilita a Roma dal 1147 al 1154. Quest’ultima ipotesi è quella che Poey D’Avant ritiene la più attendibile. Nel suo volume III descrive gli oboli. Il numero 5989: Il numero 5992: Il numero 5995: Credo che questo Autore, uno dei massimi esperti di questa parte della monetazione medievale abbia definito oboli queste monete, stando alla monetazione francese del tempo, che in Italia dovrebbe corrispondere al mezzo denaro. Che a Roma fosse stato coniato lo sostiene solo Poey D’Avant. Un esemplare dell’obolo francese è stato messo in vendita su ebay tempo fa da un antiquario, dal quale ho avuto il permesso di pubblicarne l’immagine. Dati del venditore: FRANCE (Champagne, Provins) Circulation en ITALIE /LATIVM Rome HENRI I 1152-1180 Mezzo Denaro Provisino (Arg.) flan: 0,13 mm. (gr.0,39) *Croce ,stella nel II quarto ,2 bisanti nel I-III, anello neI IV quarto, HENRI COMES *Pettine dei famosi panni di Provins, stella Y anello, CASTRI PRVVINS BD - - / SNCF-- type 4727 (Denier) <extremly rare> *Parere di conservazione: MB+ (Piu' di Molto Bella) Poey D’Avant volume III numero 5975: Il numero 5975: Come si può constatare le due monete sono identiche, cambia solo il peso. L’immagine numero 22 della tavola CXXXVIII è quella di un denaro e l’Autore ci dice che l’obolo è identico per i tipi e le legende. ---
  5. Il Denaro Provisino

    Il 15 giugno 2017 ho parlato di due monete che sono state considerate due imitazioni o falsi d’epoca. In particolare, su questa si è appuntata la mia attenzione, la quale alla fine dell’esame diretto non aveva più suscitato in me la certezza che fosse un falso, mentre per l’altra rimaneva confermata la non autenticità. Ora viene fuori da qui https://www.sixbid.com/browse.html?auction=2693&category=56718&lot=2268190 un secondo esemplare venduto da Numismaticaranieri (Auction 9-1 | 31 May 2016) Senato Romano, sec. XIII-XIV. Denaro provisino. Mi gr. 0,23 Croce, in un quarto stella. Rv. Pettine sormontato da un anello fra stella e crescente. CNI 382; M. 84; B. 155. MB I dati della prima sono: peso: gr 0,2 e diametro: mm 12, quindi una analogia c’è almeno per il peso, visto che il diametro non è stato dichiarato. Quest’ultimo denaro provisino, permette di affermare che sono esistiti tondelli molto piccoli e questo risulterebbe ai riferimenti bibliografici CNI 382; M. 84; B. 155. Chi avesse a disposizione questi volumi, può verificare se sono corretti. Ecco, per chiarezza il confronto tra le due facce dei tondelli, anche questo per una maggiore comprensione delle somiglianze tra le due facce. croce pettine Ovviamente, tutto questo ha rafforzato in me la convinzione che la prima moneta, inizialmente data per falsa, in realtà potrebbe essere autentica e bisognerebbe considerare l’idea che il Senato Romano ha coniato monete di dimensioni particolarmente ridotte da ritenerle ancora una volta denari provisini e non mezzi denari provisini (i cosiddetti oboli francesi).
  6. Falsi moderni di monete antiche Inizio qui una breve descrizione di alcuni falsi che ho incontrato nel passato e che ho tenuto per effettuare uno studio su come siano state fatte le copie. In realtà, questa esperienza mi ha causato non poco disagio, per cui ho dovuto studiare le monete greche solo sulle immagini. Questi primi esemplari sono riferiti ad emissioni della Magna Graecia e della Sicilia Greca, ma vi è stato pure un esemplare di pura fantasia che non imitava niente ma veniva spacciato, insieme ad altri tondelli, come moneta greca d’argento del VI secolo. Da: https://it.wikipedia.org/wiki/Exakestidas Exakestidas, (in greco antico: ᾿Εξακεστίδας) (... – ...), è stato un medaglista e un incisore di coni greco antico, attivo alla fine del V secolo a.C. a Camarina. Le monete Il (..) tetradramma presenta su un lato la testa giovanile di Eracle e sull'altro una quadriga veloce. Testa di Eracle, volto a sinistra, ha come copricapo una pelle di leone; l'etnico, ΚΑΜΑΡΙΝΑΙΟΝ, è situato davanti e tutto è raccolto entro un leggero cerchio incuso. Nell'altro lato c'è Atena, con l'elmo ornato da lungo cimiero e con il chitone, guida una quadriga veloce che corre verso destra, con la mano destra tiene il kentron e con la sinistra le redini; in alto una Nike in volo verso sinistra, la incorona con una corona di alloro adorna di nastri; sulla linea di esergo, con caratteri minuti, c'è la firma, EΞAKEΣTIΔAΣ; in esergo sono raffigurate due anfore. Le anfore in esergo sono collegate tra loro da una linea e sono interpretate come il premio per una corsa di carri in onore della dea e quindi piene dell'olio a lei sacro. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Questa che segue è l’immagine di un falso moderno tratto dallo stesso tipo di moneta. Il metallo non è argento ma molto probabilmente è piombo. Si vede chiaramente come questo tondello è un falso mal riuscito dai rilievi poco marcati, quando le immagini non sono confuse. Da: http://www.tuttonumismatica.com/topic/3037-un-tetradramma-favoloso-di-leontini/ LEONTINOI. Ca.466 B.C. Tetradrachm. Quadriga driven r. by beardless charioteer, being crowned by Nike flying l., lion running r. in ex. Rv. Laureate head of Apollo r. with short hair, ΛEO-NTIN-O-N and three laurel leaves around, running lion r. below. 17.10 grams. Rizzo pl.XXII.14, Cf. SNG Dewing 623. Elements of double striking, faint on the reverse, more noticeable on the obverse. Notwithstanding, an attractive example of the very rare and important Demareteion series. Choice Very Fine. (30,000-35,000) The death of Hieron I of Syracuse in 467/6 B.C. resulted not only in the fall of tyranny and the establishment of a moderate democracy in Syracuse, but also in the independence of Leontinoi. This provides a compelling reason for dating the Demareteion issue to ca.466 B.C. insofar as versions were struck in both Leontinoi and Syracuse and, consequently, must have celebrated something specifically important to both cities. The Leontinoi obverse of quadriga with running lion in the exergue is clearly derived from the Syracusan type while the substitution of Apollo for Arethusa and three laurel leaves and the lion (a punning allusion for Leontinoi) for the four dolphins suggests an independent but not adversarial relationship with Syracuse. From the Lawrence R. Stack Collection of Ancient Greek Coins. Questo esemplare fu postato da Piakos il 9 maggio 2016 su questo forum e il seguente è il suo clone. Il tondello dichiarato falso con il punzone appostovi ne impediva la circolazione come autentico. Il metallo parrebbe essere argento, ma non subisce ossidazione per cui presumo si tratti di argentone, una lega metallica di nichel-zinco-rame, con rame al 60%, zinco al 25% e nichel al 15%. Di aspetto simile all'argento, fa parte della famiglia delle leghe dette alpacca, ed è usato principalmente per monete, posate, vasellame ed altro. L’esemplare ha notevoli punti in comune con l’originale, ma il bordo non lascia dubbi. Da: http://www.wildwinds.com/coins/greece/sicily/syracuse/hieron_II/Calciati_195.5.jpg Sicily, Syracuse. Hieron II. 274-216 BC. Æ 26mm (15.82 gm). Diademed head left / Horseman galloping right, with couched lance; F below. Calciati II pg. 380, 195 Rl35; Favorito 63. Good VF, dark brown patina. Estimate $150. Quello che segue è una copia neppure riuscita bene. Mostra una serie notevole di imperfezioni: rilievi schiacciati, segni di una grafia sotto il volto di Ierone che non trovano alcun riscontro negli originali, segni grafici in esergo al rovescio. Il metallo non è argento. Moneta greca d’argento del VI secolo Questo tondello non significa nulla; non è neppure una moneta, ma è stata venduta come tale
  7. Falsi moderni di monete antiche

    Da: https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=2287&lot=115 Lot 115 - Italy. Southern Lucania, Thurium. AR Stater, 400-350 BC. Obv. Head of Athena right, wearing crested Attic helmet decorated with Scylla shading her eyes; palmette on neck guard. Rev. ΘΟΥΡΙΩΝ. Bull butting right; water bird beneath bull; in exergue, fish. HN Italy 1792. SNG Fitzwilliam 607 (same dies). SNG Ashmolean 959. SNG Cop. 1435. AR. g. 7.76 mm. 23.00 Good VF. Lucania: Thurium, statere d’argento: volto di Atena rivolto a destra e toro cozzante anch’esso rivolto a destra. Ecco ancora un tondello del cospicuo gruppo proveniente dal sud Italia: Tondello dichiarato falso dal venditore la fattura del quale è assolutamente indecente. Numerosi resti di metallo, Scylla si confonde quasi del tutto con l’elmo attico di Atena. In esergo il pesce sembra poco un pesce autentico. Nel complesso, il tondello è una lontana copia di uno statere lucano.
  8. I DENARI AL TEMPIO DI DORESTAD Il recente ottobre 2017 è apparso su eBay questo frammento di denaro: molto ben conservato il quale benché spezzato lascia leggere la sua origine: Dorestad. Un denaro al tempio carolingio in piena regola, quindi, ma… Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. “Dorestad è una città scomparsa situata negli odierni Paesi Bassi, alla confluenza tra il fiume Lek e il tratto del fiume Reno noto come Kromme Rijn, nelle vicinanze dell'attuale Wijk bij Duurstede (provincia di Utrecht). Fondata nel VII secolo e menzionata fino all'863, fu il più importante centro commerciale del nord dei Paesi Bassi, nonché tra i più importanti dell'Europa nord-occidentale nell'Alto Medioevo. Fu dapprima occupata dai Frisoni (VII secolo) e poi da Merovingi e Carolingi. Venne fondata dai Frisoni nel corso del VII secolo nel luogo in cui sorgeva un castrum romano chiamato Levefanum e posto sul limes settentrionale dell'Impero. Intorno al 690, il re frisone Redbad fu sconfitto da Pipino di Herstal nella battaglia di Dorestad e la città entrò a far parte del regno dei Franchi. La potenza commerciale della città crebbe nel corso dell'VIII secolo, come testimoniano alcune monete coniate a Dorestad e rinvenute a Baghdad e in Russia. La città intrattenne anche frequenti rapporti commerciali con la Scandinavia. Nel corso del IX secolo Dorestad fu più volte saccheggiata dai Vichinghi. Il primo saccheggio vichingo avvenne nell'834, l'ultimo nell'863. Il declino di Dorestad fu dovuto allo sbarramento del fiume Reno, realizzato per prevenire eventuali inondazioni.” Dorestad, quindi, non è altro che un ricordo storico, dato che la città è scomparsa. Ha avuto una buona monetazione ed un altro esemplare di questo tipo di monetazione lo troviamo qui: https: //www.numiscorner.fr/collections/nouveautes/products/france-carolingiens-lothaire-ier-denier-dorestad-ttb-depeyrot-419var#slide-item-years Ed è questo. https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=837&lot=468 , qui Jean Elsen fa questa descrizione della monetazione carolingia di Dorestad: “Le emissioni di Lothair I a Dorestad si distinguono in due gruppi: il primo al tempio, il secondo con il nome dell’atelier in tre righe. Sono spesso descritte come imitazioni a causa delle molteplici varietà delle legende al diritto, spesso degenerate. Per S. Coupland, però, è davvero la monetazione regolare dell’atelier Dorestad, il cui nome è ancora ben inciso (DORESTLIVS MON o DOR / ESTΛ / TVS). Sono state trovate, in effetti, legende del diritto irregolari di altri atelier del regno di Lothaire. Inoltre, nessun altro atelier della regione avrebbe potuto emettere monete di questa dimensione, ampiamente rappresentate in reperti noti (NC 2001, pp. 173-174).” Possiamo, in fine concludere, che la probabilità che il frammento preso in esame sia autentico.
  9. I denari di Dorestad

    Ciao, la vedo dura. Credimi!
  10. Falsi moderni di monete antiche

    Da: http://www.oldcoin.com.au/greek.htm BRUTTIUM, Kroton. Circa 480-430 BC. Silver Nomos (22mm, 8.06 g). Tripod, legs terminating in lion's feet; to left, heron standing right / Incuse tripod. SNG ANS 259-60; HN Italy 2102. VF, lightly toned. “Come per molte città della Magna Grecia, Kroton fu fondata da coloni provenienti dalla Grecia continentale. Myskellos, obbedendo a una direttiva dell'oracolo di Delfi, guidò un gruppo di coloni achei nel sito e fondò la città intorno al 710 aC. Questa divina sanzione è rappresentata dal treppiede dell'oracolo, che è diventato il distintivo civico di Kroton ed è presente nelle sue monete. Kroton fu tra le prime città a produrre monete in Italia, il suo primo tipo di incuso copiò lo standard acheo. Come dimostra la sua generosa monetazione, Kroton era una delle città più importanti e ricche dell'Italia meridionale. Anche se le sue fortune aumentarono e diminuirono nel corso dei secoli, mantenne la sua produzione di una vasta gamma di denominazioni e metalli fino al periodo romano.” E questache segue è una “opera d’arte” moderna. Proviene dal sud Italia ed il venditore l’ha venduta come riproduzione, dichiarandone quindi la non autenticità Un tondello di fattura grossolana la quale non convincerebbe neppure il più inesperto collezionista che si è da poco avvicinato al collezionismo di monete della Magna Graecia.
  11. I denari di Dorestad

    Buon giorno a tutti. Vi segnalo e in modo particolare a Piakos che su ebay attualmente e precisamente qui http://www.ebay.it/itm/43974-Karolinger-Dorestad-Denar-1-66g-814-840-Ludwig-der-Fromme-vz/142579092682?hash=item2132604cca:g:Di4AAOSworNaCby5 è in vendita un denaro di Dorestad che parrebbe buono. La moneta è questa ed il venditore ha solo 7 feedback negativi su di un totale di vendite di 13325. La moneta mi sembra interessante. e chi volesse approfondire la conoscenza della moneta in oggetto, può leggere qui: http://www.comptoir-des-monnaies.com/product_info.php/louis-ier-le-pieux-denier-frappe-dorestad-semble-inedit-p-27673
  12. I denari di Dorestad

    E' un nome che mi è piaciuto, ma ne ho usati molti altri.
  13. I denari di Dorestad

    " SE, per puro caso...la più bella fosse anche in tuo possesso...ti chiederei di cederla. " Ma non le è e neppure la desidero, in quanto, non sono nella facoltà di possedere la Storia e neppure una parte di questa. La Storia, come pure le monete, è di tutti e non può essere di proprietà esclusiva di qualcuno. So che stiamo uscendo dal filo conduttore della discussione, ma è utile anche una digressione per conoscerci meglio. Il mio nome ormai è noto e che ho fatto studi tecnici pure e per questo ero abilitato all'insegnamento nelle medie. Oggi tutto questo non c'è più ed io non sono che un semplice Federico Marcatili che è fuori da ogni velleità letteraria o di carriera, salvo a concedermi il lusso di sapere le altre lingue, compreso l'Italiano. Se volevo conoscere dovevo saper capire altri idiomi ed anche questo è un piacere che mi sono concesso. Prometto, però, di non tornare più su questo argomento, dato che non è lo scopo che ho di stare nel forum. A presto e buona serata a tutti.
  14. I denari di Dorestad

    Da: https://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=273388 Proviene dalla collezione J.R.Lasser Questa moneta non si discosta dal primo esemplare segnalato se vista separatamente dalle altre Ma se viene messa a confronto con il primo denaro proposto all’esame, potremmo vedere come le due monete, pur mantenendo una epigrafia simile, questa provenga da due conii diversi Si tratta, allora di cercare di capire quale sia stato il primo tondello impresso e quale quello successivo. L’esemplare che mostra al rovescio in esergo due globetti ed una lunetta (il primo) è presumibilmente del 768 – 794, mentre quello ex collezione Lasser (il secondo) è del 771-793/4, quindi, più giovane. Il lotto 455 che proviene da https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=837&lot=455 coniato nel 768-793/794, dà una idea precisa di come deve essere il denaro rispetto al prototipo originale, ma mostra la legenda DORESTAD al rovescio per intero. La variante la più rara delle emissioni di Dorestad con il nome dell'atelier completo e l’ascia posizionata al di sopra della legenda. Sono noti solo due esemplari. Da: https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=837&lot=456 AR denaro, 768-793/794 Variante molto rara, proviene ds Jean Elsen, novembre 2004. La presenza della “francisque” sul retro è caratteristica di diversi laboratori situati nelle nostre regioni. La si può trovare sulle monete coniate a Dorestad, a Saint-Bavon of Ghent, a Conde-sur-l'Escaut e nei soldi denominati BONA assegnati a Utrecht.0 DA: https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=1425&lot=611 AR densro, 768-793/794 Molto raro La presenza della “francisque” sul retro è caratteristica di diversi laboratori situati nelle nostre regioni. La si può trovare sulle monete coniate a Dorestad, a Saint-Bavon of Ghent, a Conde-sur-l'Escaut e nei soldi denominati BONA assegnati a Utrecht.0 Da: https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=1123&lot=1058 AR denaro, 768-793/794 La presenza della “francisque” sul retro è caratteristica di diversi laboratori situati nelle nostre regioni. La si può trovare sulle monete coniate a Dorestad, a Saint-Bavon of Ghent, a Conde-sur-l'Escaut e nei soldi denominati BONA assegnati a Utrecht.0 Proviene dalla collezione J.-M. Chouters. …………….. Come si vede, caro Piakos, quali e quante differenze che sono intervenute in così tante emissioni di una stessa moneta. Per Dorestad il mio è stato un gran balzo nell’alto medioevo, il quale ancora mi porta a ricercare nuovi spunti di conversazione e per me stesso, spunti di apprendimento. Pensa che io alla mia età (75 anni suonati) ho ancora tanta voglia di apprendere, ma non è merito tutto mio: è che la natura con me è stata generosa: ho ancora una mente fervida e piena di voglia di scoprire. Ma la più bella, è ovvio, è questa:
  15. I denari di Dorestad

    Anticipo io qualche passaggio in aste. Le cifre di acquisto o proposte sono sempre alte e non sempre i conii del rovescio sono li stessi. https://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=273388 Triton XVIII, Lot: 1373. Estimate $5000. Sold for $6500. This amount does not include the buyer’s fee. https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=837&lot=455 variante la plus rare des émissions de Dorestad, avec le nom de l'atelier complet et la hache positionnée au-dessus de la légende. Seulement deux exemplaires connus. https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=837&lot=456 lot 456 estimate: 3500 EUR Price realized: 3800 EUR https://www.numisbids.com/n.php?p=sale&sid=1425&cid=37741 Lot 611 Estimate: 4000 EUR Price realized: 4200 EUR https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=1123&lot=1058 Lot 1058 Estimate: 3000 EUR Price realized: 3800 EUR
  16. I denari di Dorestad

    Una libera trascrizione/traduzione della presentazione di un denaro carolingio di Dorestad. Da: http://humanum.ephe.fr/ephe-palaeography-tutorial/fr/denier-epoque-carolingienne-charlemagne-dorestad Denaro di epoca carolingia. Carlomagno. Dorestad. Moneta. Denaro (argento 1,13 g) di Carlomagno, atelier di Dorestad. Luogo di deposito: Bibliothèque nationale de France. Département des Monnaies, médailles et antiques Livello: CAR-211 Lingua / Scrittura: latino Date (approssimativa): 768 - 794 Diritto CAROLVS Rovescio: Su certe monete, in particolare ai margini dell’impero carolingio, le legende monetarie sono a volte molto stilizzate. E’ il caso di questo rovescio; senza prendere in considerazione nella trascrizione la terza linea, che è puramente grafica. DORSTAT Una moneta di conservazione perfetta, sulla quale vengono incisi i dati essenziali per l’identificazione. Un denaro bello come pochi, dopo gli argenti greci. Qui c’è un evidente sfoggio di bravura del Maestro incisore, il quale con dei segni puramente estetici ha messo in evidenza tutta la sua arte. E’ un piacere osservare questo denaro.
  17. Buon giorno a tutti. Non sbaglio se dico che appare anormale il fatto di acquistare ad una cifra alta una moneta e in breve tempo la si rivende ad un prezzo inferiore a quello d'acquisto. C'è da non dimenticare il diritto d'asta che viene pagato due volte. Per la prima moneta la casa d'aste è sempre la stessa, per la seconda anche. Anche questo è un elemento da non trascurare, dato che il non odore di santità potrebbe averlo inteso anche la casa d'aste. Nelle mie passate escursioni nelle aste di certe case straniere ho potuto segnala falsi palesi di monete greche. Fatto riconosciuto per vero dalla casa stessa che ha prontamente ritirato il tondello. Io voglio credere alla buona fede del venditore, ma come è possibile che un occhio esperto come quello di chi organizza un'asta non si sia accorto della presenza del falso. Però, lo ammetto, tutto può essere e che sfugga un tondello falso a chi ne esamina a migliaia è possibile. Il dubbio resta, la prudenza pure.
  18. Falsi moderni di monete antiche

    Posso dire il mio pensiero? Ci sono emissioni greche che hanno rappresentato personaggi con la lingua protrusa (la gorgone), come pure è nel caso in esame. Su di me questa monetazione non ha alcuna attrattiva. Siamo lontani dalle immagini greche di nostra conoscenza. Monetazione greca, dicevo: ecco un esempio che in qualche modo si rende accettabile, ma non certo attraente. Da: https://nomosag.com/default.aspx?page=ucAuctionDetails&auctionid=6&id=46&p=1&s=&ca=0&co=0&re=0&ci=0&ru=0 MACEDON, Neapolis. Circa 424-350 BC. Hemidrachm (Silver, 1.92 g 7). Gorgoneion facing with protruding tongue. Rev. Ν Ε Ο Π Head of the nymph of Neapolis to right, her hair coiled around her head and with a bun at the back, wearing a plain necklace with a pendant. SNG ANS 444 ff. SNG Copenhagen 227/8. A particularly lovely, toned example with splendid detail. Extremely fine.
  19. moneta o gettone da identificare

    Prova a postare altre immagini meglio leggibili. Grazie fin da ora
  20. Falsi moderni di monete antiche

    Salve. Inutile dire che la differenza non è poca. Un occhio avvezzo all'osservazione noterebbe subito quali e quante siano le diversità: addirittura il secondo tondello è incompleto: Potrebbero obiettare che le due X mancano perchè il tondello è stretto, ma non è solo questo: complessivamente sono due oggetti differenti.
  21. moneta o gettone da identificare

    Buon giorno, sono l'altro Lorenzo. Prima di tutto benvenuto tra noi, poi devo dirti che la tua moneta fa riconoscere solo una corona ed una croce molto particolare ed è talmente corrosa che non si distingue altro. Non è detto che non si riesca, ma ci vuole molto tempo e pazienza. Un altro elemento è che potrebbe essere un todello medievale. L'esame al microscopio potrebbe aiutare nella ricostruzione della epigrafia e questa è una cosa che potresti fare tu avendone la possibilità.
  22. Falsi moderni di monete antiche

    Da: https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=454&lot=114 GREEK COINS Arkadia Pheneos. Circa 360-350 BC. Stater (Silver, 12.13 g 10). Head of Demeter to right, wearing grain wreath, elaborate disc and crescent earring with pendants, and pearl necklace. Rev. ΦΕΝΕΩΝ Hermes, nude but for his petasos and for a cloak over his shoulders, partially facing and moving to the left, holding a kerykeion in his right hand; his head is turned back to right to gaze at the infant Arkas, whom he holds on his left arm with his left hand and who raises his right hand towards Hermes' face. BCD Peloponnesos 1617 (this coin). BMFA 1265 (same dies). Shultz 3.4, dies V2/R2 (this coin). Very rare. A lovely, toned and sharply struck coin of great freshness, beauty, and style. Extremely fine. Uno statere rarissimo di Pheneos copiato in modo quasi accettabile forse in Germania, da dove è arrivato. Un falso in argento di mediocre fattura, quindi, dai particolari poco netti, con il bordo, che è stato limato, molto spesso. Sappiamo come la limatura del bordo del tondello sia indice di falsità. e questo esemplare non fa eccezione. Sorvolo sulle dimensioni, tanto è tempo perso.
  23. Falsi moderni di monete antiche

    DA. https://www.deamoneta.com/auctions/view/106/40 Monete 40 Bruttium, Rhegion AR Tetradrachm. Circa 415-387 BC. Lion’s head facing / Laureate head of Apollo right, RHΓINON before, laurel sprig behind. HN Italy 2496; Herzfelder 90. 17.07g, 23mm, 4h. Good Very Fine. Struck in high relief; old cabinet tone. Ex CNG MBS 47, September 1998, lot 78. Cito l’esemplare di deamoneta solo perché è somigliante a quello che vedremo sotto e che è un falso in oro. E’ questo: Somigliante solo, ma non altrettanto bello. L’Apollo ha i resti di due lettere greche e non sono ancora state trovate monete in oro di Rhegion. Un tondello grosso come una lenticchia, senza alcuna attrattiva, proviene dal Canada.
  24. Falsi moderni di monete antiche

    Da: https://www.pegasusauctions.com/05-05-2013-auction-2-2005-ancient-greek-thrace-apollonia-pontica-diobol-struck-400-shy-350-bc-silver-1-21g Apollonia Pontica Lot: 2005. Ancient Greek,Thrace, Apollonia Pontica, Diobol (Struck 400­-350 BC) Silver (1.21g) Diobol (Struck 400-­350 BC) Silver (1.21g) Obv.: Head of Apollo facing. Rev.: Anchor, A to left, crayfish to right. BMC (Mysia) 9 XF well centered! (1+/01) Ecco di seguito l’immagine di un falso moderno abbastanza noto prodotto una ventina di anni fa in Asia. E’ in argento e in una quantità enorme. Era presente anche nei mercatini di paese