Alberto Varesi

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  1. Caro Renzo, ALT ! ALT !! ALT !!! scusa, ma credo tu abbia tratto delle conclusioni affrettate, in merito al mio intervento. Premesso che la moneta non è mia nè, che io sappia, di qualche mio amico/conoscente, evidenzio che non mi sta così a cuore l'onorabilità della premiata ditta romana, con la quale non ho mai fatto affari, per lanciarmi in singolari tenzoni contro i famosi mulini a vento in sua difesa.... Nè si tratta di una difesa della categoria. Chi mi conosce sa che quando una moneta offerta da un collega non mi piace preferisco tacere ma non parto mai, lancia in resta, a difendere ciò che è indifendibile. Quello che ho scritto, pur con i limiti personali che non ho mai nascosto, e la cui consapevolezza mi ha finora evitato di prendere certe cantonate, lo penso e lo esterno, esponendomi anche al pubblico ludibrio se prendo una cantonata. ma i limiti di un esame sulla base di una foto, perdonami, li ho io come li hai tu. Ed a maggior ragione se la foto osservata per trarre le conclusioni NON è di un esemplare analogo o se quella di un esemplare analogo non è della moneta ma di un calco in gesso, con le inevitabili differenze create dal sistema de trasferimento dell'impronta. Due sono le caratteristiche che si devono possedere per poter sostenere validamente le proprie argomentazioni: un bagaglio tecnico, indispensabile, ed una sensibilità artistica, utile ma non indispensabile perchè aiuta a cogliere le differenze, a capire che "qualcosa non va", ma nulla più. Che quest'ultima non ti manchi te l'ho sempre riconosciuto e invidiato.... buona serata
  2. Caro Renzo Apprezzo e invidio la tua sensibilità artistica che in un confronto fotografico ti fa cogliere anche minime differenze, ma il confronto va fatto con pezzi similari. Il primo pezzo, che tu chiami Froehner quando in realtà è del museo di Firenze, è evidentemente di un altro conio.... l'ho postato unicamente per far vedere che non è affatto sospetta la presenza della Lancia ma anzi, ci deve essere (e su quello dello Yale, da te preso inizialmente a campione di originalità, manca.......mi farei una domanda sul perché di tale assenza) Io continuo a vedere similitudini e congruità stilistiche tra quello di Bertolami, sicuramente aiutato e non intonso, e quello illustrato sullo Gnecchi (ricordo che si tratta di fotografie di 100 anni fa fatte a calchi in gesso, i quali venivano anche "ripresi" se qualche particolare non usciva bene, quindi la sua ineccepibile validità come termine di paragone mi pare quantomeno dubbia). Se si riuscisse ad avere una foto moderna e ben fatta dell'esemplare della collezione Gnecchi forse usciremo da questa empasse ma fino ad allora, perdonami, io non riuscirò a condividere il tuo pensiero assolutistico.
  3. Finalmente in ufficio, dove ho i giusti strumenti per poter fare qualche raffronto e qualche considerazione in più, cosa che andrebbe fatta sempre prima di bocciare una moneta, ho scartabellato i testi sui medaglioni romani ed ho reperito il pezzo sullo Gnecchi. E' emersa una cosa particolare, che subito salterà all'occhio di tutti voi: il medaglione in questione ha la lancia (che termina esattamente sotto la T, come nell'esemplare in questione) e, per quanto la fotografia sia pessima, credo sia evidente la notevole somiglianza stilistica tra i pezzi Gnecchi/Bertolami. Questo particolare dritto, seppur con un conio differente, è stato utilizzato anche per altri medaglioni (vedasi foto del Froehner e del libro sui medaglioni del Museo Nazionale di Firenze curato da Tinia) ed ha sempre la lancia mentre non esistono, almeno sulla bibliografia da me consultata, esemplari con quel busto privi di lancia (che avrebbe anche poco senso) A questo punto ci sarebbe sì da domandarsi alcune cose: perchè il pezzo Yale non abbia più la lancia ed a cosa siano dovute certe caratteristiche sul collo, se dovute realmente ad una asportazione di metallo causa cancro o ad un calco non perfettamente riuscito.
  4. Grazie Renzo. Dalla foto lo ritengo invece una deformazione dovuta alla rottura del conio, vista la regolarità dei bordi e l'assenza di crepe sulla sommità della parte gonfia. poi il metallo mi sembra bello compatto, non credo fosse affetto da cancro....
  5. hahahahahhahahha eh si, potrebbe anche essere ma, seriamente, secondo te cosa potrebbe essere ? come ho detto io ho dei limiti a giudicare dalle foto: tu molto meno......
  6. @Piakos, mi sapresti spiegare il rigonfiamento sul collo presente sul pezzo della Yale ?
  7. per esperienza so che giudicare da una foto è sempre difficile, molto difficile, ed a volte lo è anche col pezzo in mano (alzi la mano chi non si è sentito "bocciare" da terzi un proprio acquisto) C'è chi arriva a giudicare persino sulla base del colore della moneta, senza sapere se quello della fotografia sia almeno simile a quello originale. E le luci, che a volte sembrano persino "spostare" i profili degli oggetti a seconda della loro incidenza...ne vogliamo parlare ? Invidio tanta sicurezza e tanta esperienza. A me, mancando tanto la prima quanto la seconda, non va di tranciare giudizi certi, assolutistici, quindi preferisco avere una posizione più possibilista e questo, credimi Renzo, non è diplomazia ma certezza dei propri limiti.
  8. ho letto la discussione e concordo che la moneta non sia certo intonsa ma che abbia subìto pesanti rimaneggiamenti o, peggio, sia di dubbia autenticità....a mio avviso no. ci sono dei particolari ripassati per enfatizzarli, qualche lisciatura e punti puliti maggiormente per rialzarli ma "pesantemente restaurato" è un'altra cosa.....pesantemente restaurato è una moneta in cui parti del disegno, mancanti, sono state ricostruite con resine o stucchi e poi ripatinate in modo da renderle non riconoscibili ad un occhio non sufficientemente esperto. il prezzo o il venditore non possono essere un metro di valutazione per stabilire la bontà del pezzo.....
  9. Sei tu quello che manca ad ogni edizione, nonostante i non molti km che ti separano.....MUOVI LE CHIAPPE ! ahahahahhahahaha
  10. Grazie Riccardo ma, onestamente, non credo di aver fatto meglio (nè peggio) di altri figli d'arte. Purtroppo siamo in pochi ad aver proseguito le orme paterne; è una passione che non si può ereditare
  11. Bellissime aste, quelle della Montenapoleone.....in che senso furono per te l'apertura definitiva ?
  12. Nessun segreto, Riccà, è nell'asta 73 del 13 novembre; il lotto è il 119 con una base di 3.500 Euro. Il conferente lo aveva stimato qualche centinaia di euro