Giov60

Utente
  • Numero contenuti

    71
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni da Miglior Utente

    6

Giov60 è stato il miglior utente nel giorno 26 Aprile 2018

Giov60 ha scritto i contenuti più apprezzati del forum!

Su Giov60

  • Rank
    Utente abituale

Informazioni Utente

  • Sesso
    Maschio / Male

Interessi Numismatici

  • Settore
    Monetazione moderna italiana / Modern Italian Coinage
  • Settore
    Monetazione papale / Papal Coinage
  • Livello Studio
    Studioso autonomo / self-taught

Visite recenti

1720 visite nel profilo
  1. Ero intenzionato a fare un piccolo intervento nell'ambito della discussione sulla psicologia del collezionista, poi mi sono soffermato su questa. Vi sono punti di contatto. Intanto sicuramente un collezionismo volto a crescere a dismisura la raccolta, laddove non vi siano possibilità finanziarie cospicue, ambiti particolari di interesse o desiderio di investimento, può trovare stretti rapporti con lo "SHOPPING COMPULSIVO", come in quella discussione molto opportunamente intravisto. Poi il ricercare alte conservazioni, laddove non sia divenuta una moda da seguire o una "tendenza di mercato" da assecondare, potrebbe risultare un modo di estrinsecare le proprie psicosi di tipo "perfezionistico" (quasi una "personalità anale ritentiva" di freudiana memoria). Ovviamente (e per fortuna) non sempre si ricade nella psicopatologia! Per quanto riguarda il testone citato da Renzo, va contestualizzato all'asta, alla conoscenza numismatica e agli interessi individuali (che non riguardano solo piastre e mezze piastre). Per quanto riguarda l'asta, quella di Negrini non presentava il Live e questo ne ha determinato alti e bassi di aggiudicazioni. Poi "quel" testone (di sotto il rovescio) è il più raro di Innocenzo XII e da sempre è stato considerato "preda ambita", probabilmente anche in rapporto alla complessità dell'incisione delle 4 aquile. Nell'asta della collezione GDF (NAC 81) un esemplare in SPL aveva realizzato poco meno. Per quanto riguarda il Ducatone di Carlo Emanuele I, si tratta di una moneta di grande modulo da sempre valorizzata; aveva una stima "politica" (come anche il caso del testone sopramenzionato) che è stata ben presto surclassata. Figurarsi cosa accadrebbe se uscisse fuori di questo Savoia un Ducatone con il compasso in altissima conservazione. E poi tutti i prezzi in Numismatica sono convenzionali, così come quelli di tutti i mercati dove i beni non sono di prima necessità e non possono essere prodotti a domanda. Quindi si prenda atto di quanto avviene senza volerne individuare a tutti i costi cause "rivelatorie e illuminanti". Mai come in questo periodo si sono riversate tante monete in un mercato da sempre "elitario" che, rimastone saturato, ha individuato altre vie per caratterizzarsi.
  2. Giov60

    CLEMENTE XI UN OBELISCO FDC?

    Caro Renzo, la moneta sembra eccezionale. Però le foto sono a bassissima definizione e non è possibile dir nulla di serio. Si tratta di una piastra almeno R2, particolarmente coreografica. La stima è condivisibile per un vero qFDC (il realizzo dipende da molte variabili). Un esemplare molto bello e simile a questo per patina, definito SPL+, fu esitato in asta Nomisma 34 e nuovamente in Nomisma 49 (del 2014) andando invenduto (Stima € 6.000). Ricordo di averlo ammirato ma considerato la stima sopra le righe, come in effetti fu.
  3. Giov60

    IL TESTONE CON SAN BRUNONE

    Sì, è vero il naso è parzialmente schiacciato, ma negli altri esemplari che ho esaminato (4-5) lo è di più ...
  4. Giov60

    CLEMENTE XI UN OBELISCO FDC?

    Disponibile e ... invidioso.
  5. Giov60

    IL TESTONE CON SAN BRUNONE

    @Piakos Caro Renzo, bellissimo esemplare e ottimo il naso di S. Brunone. Erano apparsi 2 begli esemplari presso alcune Nomisme or sono (47 qFDC, 49 FDC), il secondo dei quali aveva forse una migliore luminosità rispetto a quello qui presentato, che mostra una patina scura "di zolfo" (?) forse un po' pesante. Tuttavia ciò nulla toglie all'eccezionalità di questa moneta!
  6. Giov60

    CLEMENTE XI UN OBELISCO FDC?

    Magnifico esemplare veramente bello! Non altrettanto si può dire della foto, a risoluzione troppo bassa.
  7. Personalmente credo che vari siano i motivi che portano a vendere. Il dr. Mantegazza e il dr. Rocca hanno venduto perché avanti negli anni, consapevoli di un mercato di furboni e desiderosi di lasciare ai familiari (e non ai mercanti) il frutto delle loro fatiche. Entrambi hanno presenziato alla vendita della loro collezione per controllarne la correttezza. Altri vendono per consentire ai figli di condurre al meglio la propria vita (un amico con una importante collezione passata in NAC). Altri ancora hanno priorità di valori che si modificano improvvisamente e che determinano tale scelta (chi, pur innamorato del collezionismo numismatico, non ha mai avvertito la "vanitas vanitatum" che esso comporta?). Altri hanno tracolli finanziari improvvisi e la vendita della collezione è una scelta forzata (e non faccio nomi volutamente). Vi è anche chi vende parte della collezione per sistemare dei rapporti con i coeredi ... In conclusione molte sono le possibili ragioni e, se non sempre i conferenti guadagnano adeguatamente, le case d'asta lo fanno in ogni caso, sia che vendano a molto che a poco prezzo (l'importante è vendere!).
  8. @Piakos La definizione di FDC è sempre complessa. Risulta poi particolarmente difficile in queste monete attribuire qualche particolare mancante alla circolazione (seppur minima) o a debolezze dovute ai sistemi di produzione (es conii rotanti/oscillanti; rotture di conio; ...). Spesso il commerciante opera in maniera assolutamente arbitraria. Credo di dover sottolineare alcuni punti: 1) Esistono canali commerciali differenti (specializzati in "monete pontificie") che hanno tradizionalmente attribuito alle monete di un certo periodo in ottima conservazione un certo grading che definirei quasi convenzionale (es. SPL+). Le monete in questione non presentano colpi o segni sui fondi, ma la brillantezza di questi ultimi è minima (magari causa una patina pesante) e sono presenti debolezze di dubbia origine (vedi sopra). Spesso originano da aste prestigiose del passato il cui grading è stato necessariamente mantenuto (non si dovrebbe certo scrivere ad es. "ex Leu 36, FDC" se in quell'asta la moneta era definita SPL+) o solo lievemente "scalato". 2) Le nuove case d'asta "generiche" ed i commercianti che successivamente acquisiscono la moneta tendono a fare un rapido upgrade delle conservazioni (secondo il principio che un FDC rende commercialmente molto di più di un qFDC e questo di uno SPL+ ecc.). Invito a seguire il link qui proposto per una esemplificazione. https://www.cavalierenumismatica.com/it/sitem/329/roma-innocenzo-xii-1-2-piastra-ag-anno-v-/ La mezza piastra qui proposta in conservazione "qFDC/FDC eccezionale" origina da un'asta dove era stata considerata SPL+/qFDC. L'avevo osservata con estrema attenzione e, personalmente, l'avrei definita SPL+ (baffi del pontefice al D/ e panneggio al R/ con segni di lieve usura) con fondi leggermente lucidati (presenza di hairlines). Dunque in un paio di settimane la conservazione si è accresciuta ...! Avevo discusso la conservazione con chi l'ha acquistata e mi era stato detto che avevo un metro di giudizio "vecchio stile" (cosa voglia dire, poi, non lo so ...). 3) Molte monete in aste importanti e recenti (preferisco non far nomi) avevano subito una lucidatura nascosta da una ripatinatura pesante, e venivano ciononostante graduate al massimo, segno che il comportamento commerciale può essere molto variabile. Credo però che i prezzi di aggiudicazione per i pezzi migliori siano consoni alla loro qualità effettiva e non a quella dichiarata.
  9. Chiamato in causa da Renzo, mi limito a qualche osservazione perché molte sono state già fatte, più o meno opportunamente. 1) Concordo con @Alberto Varesi sul fatto che il commerciante fornisca quanto il mercato richiede: e siccome le monete antiche non si producono ex novo, così si coniano falsi, si aggiustano i pezzi danneggiati e si sopravvalutano le conservazioni. 2) Vi sono troppe aste, tanto più per il numero esiguo di collezionisti (e con poco ricambio generazionale): è perciò evidente perché il materiale meno appetibile (in termini di rarità conservazione e prezzo) rimanga invenduto. 3) L'Italia è indubbiamente la terra delle "Belle arti" e molti collezionisti anche stranieri (se non pure oriundi espatriati) guardano con interesse alle monete nostrane (o almeno a quelle di alcuni periodi, regimi o Stati che qui sussistevano): purtroppo quando una moneta schizza verso l'alto perché trainata da una chiamata telefonica o dall'intervento di un intermediatore, si può stare (quasi) certi che stia prendendo il volo per altri lidi (in particolare USA, Cina, Russia, Germania) 4) La legislazione sui Beni Culturali è poi il cappio al collo della Numismatica; inutile rimestare il dito nella piaga: leggi populiste e deleterie mal interpretate ...
  10. L'esemplare Montenapoleone fece 10.000.000 di lire nel 1984. Trovando un motore di ricerca idoneo (esempio http://www.infodata.ilsole24ore.com/2015/04/14/se-potessi-avere-calcola-il-potere-dacquisto-in-lire-ed-euro-con-la-macchina-del-tempo/?refresh_ce=1) si deduce corrispondere a circa € 14.000 odierni. Dunque la moneta certo non si è svalutata. Poi negli anni '50 l'Italia era più povera e gli stipendi più bassi. Inoltre vale la pena di considerare il prezzo di stima oltre quello di realizzo. Si sa che se due contendenti ambiscono allo stesso pezzo il prezzo sale alle stelle. Come esempio riporto un magnifico quadrigato (tutt'altro genere di moneta) esitato alla Genevensis nel 2010 per € 180.000; all'asta Gemini IV la stessa moneta fu aggiudicata per poco più di $ 5000. Che dire: si è forse rivalutata di 36 volte in 2 anni? Ovviamente il discorso è più complesso.
  11. Scriveva a commento della moneta l'estensore del catalogo: "Questa rarissima moneta, che quasi mai è apparsa in così splendida conservazione, ricorda la fuga di Clemente VII da Castel Sant'Angelo dove era tenuto prigioniero dalle truppe di Carlo V. La fuga avvenne l'8 dicembre 1527. Nottetempo, il Papa, travestito da mercante, fuggì ad Orvieto sotto la scorta di Luigi Gonzaga. da lì passò a Viterbo e non rientrò a Roma che il 6 ottobre 1528." A proposito: la moneta era definita RRRR e considerata SPL (alla faccia degli attuali FDC!).
  12. Un esemplare particolarmente bello di questo Giulio apparve in asta Montenapoleone 4 (collezione Muntoni), lotto 336. Fu stimato (nel 1984) 4 milioni e mezzo di lire e fu aggiudicato per 10 milioni. Il proprietario lo ritiene più bello di quello NAC che pure risulta una moneta eccezionale ed ... invidiabile. Posto la copertina di quell'asta in cui appunto fu rappresentato come emblematico della vendita.
  13. Giov60

    Asta Heritage New York tenutasi l' 8-9 gennaio 2017

    Il problema sembra ben altro. Esistono investitori (mi si dice cinesi) che non comprano monete ma il grading come se si trattasse di arte, senza badare a spese e senza alcuna conoscenza in proposito. Se questa moda prenderà piede ulteriore si potranno acquistare solo ... ciofeche.
  14. Giov60

    PANORAMA NUMISMATICO - gennaio 2017

    @Piakos Caro Renzo, grazie per le manifestazioni di stima. In realtà scrivo e ricerco per curiosità, desiderando poi condividere le risposte che trovo con chi è interessato: per sapere come erano approntati i conii, chi e come li incideva, perché alcuni si somigliano tanto pur senza risultare uguali, quali tirature, quali problemi economici fronteggiava una zecca ... Bologna non è la mia città (quantunque a me contigua) ma l'occasione di affondare letteralmente le mani in decine di migliaia di documenti inediti è stata troppo ghiotta. E ringrazio l'amico Michele Chimienti che è impareggiabile ricercatore (ed autore di testi impagabili per profondità e chiarezza) che ha voluto condividere con me l'onere di questa impresa. Sono più di 10 gli articoli finora pubblicati sull'Ottocento Bolognese: ed il bello è che l'esperienza si allarga alla monetazione nazionale. Milano, Venezia, Firenze sono tutte tappe di un viaggio che ha come centro Bologna. E ancor più Roma che vede illuminati tanti aspetti monetari nel carteggio continuo tra direttori di zecca. In questo studio emerge la figura di Mercandetti, artista e uomo, che si reca a Bologna nel 1816 e lì appronta il materiale per la monetazione del restaurato Governo Pontificio.
  15. Giov60

    Varesi, asta 69 - Milano, 7 e 8 Ottobre 2016

    Concordo con Renzo: asta signorile e ben condotta. Monete belle ed importanti. Collezionisti e numismatici che è un piacere incontrare o conoscere. Sfortuna vuole non che siano mancati alcuni commercianti, quanto ... che ce ne fossero troppi, e si sa ... i prezzi per molte monete ... sono cresciuti ... troppo ....