Cliff

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    Monetazione romana antica / Ancient Roman coinage
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    Falsi d'epoca e moderni / Fake
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  1. Eh...ma dopo è facile vedere le incongruenze...
  2. Vedendo la superficie per me è made in Ostia o Fiumicino, nel 2010 o giù di lì però...
  3. Ah era CNG? Non so perchè mi ricordava certe patine "tiberine" del buon Bertolami o giù di lì... Eccola qui invece, CNG 90 del Maggio 2012, cinque anni fa dunque: https://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=209049 Stima non altissima vista la moneta, 20k $, viene data come good VF e in patina tevere. Son d'accordo che la moneta avrebbe dovuto fare molto di piu' viste le premesse, un risultato di 24k $ direi che è stato piuttosto freddino da parte del mercato... Come mai dunque? Il Nero ha un'espressione che non mi ispira completa fiducia con quella boccuccia di traverso, qualche lettera nemmeno, il busto ha un'egida che parrebbe rappresentata frontalmente in modo un po' innaturale, al rovescio il Nettuno parrebbe un po' in carne e con un braccio serpentiforme, perlinatura quasi completa al dritto inusuale per Nerone, il tondello con forma e bordi non del tutto canonici, la patina che sembra una delle recenti "finte" patine Tevere viste in altre aste. Basta questo per condannarla? Direi di no probabilmente. Ma forse basta ad alcuni per non comprarla... Vediamo che altro ci racconta il buon @Piakos....
  4. Ex Bertolami fine arts per caso? E il secondo meraviglioso Nerone?
  5. Girard ha venduto la collezione di sesterzi nell'asta NAC 54 del 2010. Al momento colleziona ancora medi bronzi romani, assi e dupondi, dove ancora riesce a trovare materiale integro in alta conservazione e quindi a far crescere la serie che sta completando.
  6. Storia curiosa. Dimostra peraltro che quando si parla di monete da zona grigia non se ne viene a capo con analisi e "sensazioni" fotografiche, ma l'analisi dal vivo con il binoculare è d'obbligo. Chi è l'esperto di monetazione tardo imperiale che ora ha deciso di periziarla?
  7. Molto difficile addentrarsi in queste stime... Posso dire che i convegni sembrano sempre meno frequentati, cosi' come i negozi numismatici. Ma ciò potrebbe essere non indicativo dato che molto si è spostato sul web e nelle aste online. Fare una stima veritiera credo sia impossibile, ma anch'io confermo la crescita esponenziale di questi mediatori/trafficoni. All'ultima Verona ne era pieno. Ufficialmente si dicono collezionisti, loro collezionano solo cose belle però (a detta loro ovvio). Poi però girano sempre con l'albumino sotto braccio, si dicono interessati "a tutto quello che puo' definirsi eccezionale". Ti chiedono pezzi speficici, "perchè potrebbero avere un amico molto interessato". Se non li hai ti dicono che sei comunque fortunato ad averli incontrati, perchè per combinazione un amico gli ha appena lasciato alcuni pezzi eccezionali che cede a prezzi di favore, per far fronte a un momento di necessità.... Come non vuoi dargli un'occhiatina?? Ovviamente poi setacciano anche aste alla ricerca del pezzo mal fotografato o sottovalutato, comprano pezzi da restaurare e li restaurano in prima persona o li fanno restaurare, per poi rivenderli o rimetterli all'asta, ritirano collezioni complete da vecchi collezionisti di cui son venuti a conoscenza, e poi si dividono tra loro i pezzi che rivendono per i piu' svariati canali. Questi "collezionisti" sono in netto aumento, per lo meno in Italia. Devo dire che per fortuna nel Nord Europa, dove vivo, non sono ancora cosi' diffusi e qui mi capita ancora, andando a qualche asta, di incontrare dei veri collezionisti vecchia scuola: di quelli che vanno in sala, si visionano le monete, si sono studiati il catalogo e presi appunti con le priorità nell'asta in base alla propria collezione. Collezionisti che hanno in mente uno schema per la propria collezione e non comprano solo con l'idea di una possibile rivendita immediata. Sono sempre meno, ma ci sono ancora.
  8. @Piakos Il balletto come sempre finisce quando conferente o casa d'aste si stancano di ballare, oppure quando la moneta in essere viene infine proposta a un prezzo abbastanza allettante da attirare un'offerta di qualche acquirente. In Belgio non hanno uno spirito commerciale molto spiccato, e non si affannano facilmente, sono anzi molto compassati. E' quindi normale ed accettabile prassi tutto questo andirivieni per vendere una moneta, anche non importante. Non che la cosa da Nomisma o in altri lidi sia poi molto differente comunque.
  9. Nessun cambiamento alla moneta anche secondo me è solo una differenza di resa fotografica. Alla Elsen propongono di default ai conferenti degli invenduti di ripresentare le monete nell'asta seguente o in quella immediatamente successiva, di solito a prezzo leggermente rivisto verso il basso. L'ultima parola sta come sempre al conferente, che puo' rifiutare riprendendosi la moneta, accettare o mediare chiedendo di mantenere lo stesso prezzo o aspettare qualche asta per riproporla.
  10. Concordo come spesso succede con il buon Piakos sulla moneta Nac. Pulita bene e belloccia, non c'è che dire. Per parlare del resto servirebbe una visione dal vivo e magari un buon binoculare. Ma a proposito di ritorni, c'è il ritorno principe di cui parlare, ossia la moneta che ha dato vita a questo post. Tornata ora in vendita nuda e cruda, in versione "nude look" Eccola: https://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=336247
  11. Di fregature ne ho prese molte nei primi anni di collezionismo, credo sia quasi inevitabile. Ancora sorrido se ripenso alle descrizioni entusiastiche di certi commercianti che mi "bevevo" credulone e ingenuo i primi tempi che frequentavo certi ambienti numismatici. Ricordo ancora una fregatura colossale che presi una volta per un acquisto da remoto. Anno 2005 o 2006, asta di media rilevanza nazionale, zona Romagna ma non S.Marino (chi vuol capire capisca, comunque al momento non fanno piu' aste numismatiche mi pare ma solo filateliche). Adocchio sul catalogo cartaceo un bel sesterzio di Adriano con la nave al rovescio, conservazione BB+ per non dire qSPL, bella patina verde esaltata anche nel catalogo che citava "splendida patina verde originale". Base d'asta stranamente bassa per tipologia e conservazione, mi pare 700 Euro Batto la moneta al telefono e me l'aggiudico intorno ai 1000 euro, che con i diritti fanno 1200. Sono molto soddisfatto. Arriva la moneta e in mano è una delusione pazzesca, la patina è impalpabile, artificiosa, chimica. Chiedo un parere a un guru dei bronzi e delle patine (il famoso N...mo per gli addetti ai lavori), che però in questo caso tende ad ammorbidire la problematica e la questione, dicendomi che la moneta era "toned" all'americana, che era una "non" patina, che quindi era un intervento accettabile e non truffaldino perchè difatto colorava solo la superfice ossidandola sul verde senza però coprire completamente il metallo, e che la moneta non era comunque malaccio. Io rimango comunque non convinto della situazione e della moneta in mano, che per me restava davvero artificiosa e puzzava anche di chimico. Mi stupisce anche un po' questa difesa da parte del guru, solitamente molto critico verso tutto quello che è artefatto e venduto per quello che non è, per cui mi viene anche il dubbio che il lavoro di ripatinatura potesse addirittura averlo fatto lui. Soprattutto però non mi va giù quella frase scritta a catalogo "Splendida patina verde originale". Chiamo la casa d'aste e mi lamento del fatto che la patina era tutt'altro che originale. Questi mi dicono che secondo loro era originale e che comunque le descrizioni sullo stato della moneta non sono vincolanti ma sono solo il parere dell'estensore del catalogo senza alcun valore legale, come peraltro espresso nelle condizioni di vendita dell'asta. La moneta era comunque autentica e tanto mi doveva bastare, loro rispondevano dell'autenticità ma non delle condizioni o eventuali difetti occulti che potevano essere a loro sfuggiti in completa buona fede e per i quali era imprescindibile che un eventuale compratore valutasse lui stesso la moneta dal vivo. Risposi che io avevo offerto sulla base di un catalogo cartaceo e non avevo avuto la possibilità di osservare la moneta dal vivo ma mi rispondono che nel momento stesso in cui avevo deciso di offrire sulla moneta avevo accettato anche tutte le condizione di vendita dell'asta tra cui questo trafiletto sulle condizioni/restauri e possibili difetti occulti dei lotti. L'alternativa a quel punto era di farsi fare un expertise sulla moneta da qualche perito in cui si evidenziasse l'artificiosità della patina (cosa peraltro non scontata da ottenere e comunque a pagamente, diciamo minimo un 100 euro di costo) piu' eventuale battaglia legale se continuava l'ostruzionismo da parte della casa d'aste (con neanche la sicurezza di spuntarla dato il trafiletto sui difetti occulti presente nelle condizioni di vendita, ma forse si poteva ottenere qualcosa puntanto sul diritto al recesso di un acquisto effettuato a distanza e senza previa visione del lotto). Cosa ho preferito fare io a quel punto? Alla prima occasione ho rimesso in vendita la moneta in altra asta numismatica, dove è stata venduta senza frasi di apprezzamento sulla incantevole patina ed ha realizzato mi pare 800 euro, tolti i diritti per me una perdita di più di 500 euro.... Amen, qualcuno lo chiama il prezzo dell'esperienza. Per rispondere ad Admin dico che dalla mia esperienza in situazioni di lana caprina come queste non è tanto facile uscirne senza perdite economiche almeno parziali per il collezionista comune, e serve a monte selezionare bene da chi si compra e verificare tutte le condizioni di vendita nei minimi dettagli. @Piakos mi sembra più ottimista nella possibilità di riuscire a "restituire" una moneta per questioni di restauro non dichiarato ma di solito non è cosi' semplice anche in aste ufficiali di una certa importanza (eccetto alcune aste top dove di solito non fanno problemi anche in questi casi per mantenere il loro prestigio). Probabilmente lui è stato piu' fortunato o convincente anche perchè lavorando nell'ambito legale credo che le sue rimostranze abbiano un peso diverso sui proprietari di case d'aste rispetto al peso che potrebbero avere le lamentele di un semplice privato collezionista (per la serie un conto è se ti chiama il Signor Rossi per dirti che la moneta non l'ha soddisfatto, un conto se ti chiama lo Studio Legale PincoPallo&Pescecani per dirti che secondo loro hai venduto in maniera truffaldina... ).
  12. Alla fine è stata venduta per ben 1750 Euro... Non male! Credo che in realtà possa essere stata un altro esemplare della stessa tipologia di questa Lipanoff pubblicata sul forgerynetwork: http://forgerynetwork.com/asset.aspx?id=E5k6TVAgzn4 In questo caso sarebbe quindi un falso bulgaro, ma sul quale hanno poi applicato una patina "spagnola". Le due grandi "scuole" di falsari attualmente attive e sempre in miglioramento sono la scuola bulgara e quella spagnola. Quella bulgara è stata la capostipite, attiva già negli anni '70 e '80, con la produzione di conii e di stampi per le fusioni. Ci sono stati (ed ancora qualcuno è attivo) falsari bulgari molto dotati: questi hanno creato conii molto realistici che hanno prodotto falsi insidiosi fintanto che poi i conii non sono stati riconosciuti e bollati dal mercato. Ultimamente è forse però piu' attiva la scuola spagnola, diciamo dagli anni 2000 in avanti. Non è da escludere anzi è molto probabile che ci sia stato un travaso di conoscenze e di maestranze con la scuola bulgara (ossia falsari bulgari trasferitisi in Spagna e lì tornati attivi, con a quel punto apprendisti spagnoli). Spesso infatti la scuola spagnola lavora su conii bulgari. Esistono anche molti atelier che creano riproduzioni dichiarate come tali (si veda www.remoneda.com ad esempio) ma poi spesso in questi casi il limite non è ben definito, con produzioni "custom" commercializzate sottobanco in canali non ufficiali o ulteriormente modificate in seconda battuta (spesso da rivenditori senza scupoli) per cercare a quel punto di piazzarle come monete autentiche. La specialità della scuola Spagnola sono ovviamente le patine "spagnole" o "deserto" ricreate con maestria, con spesso molti sedimenti e argilla applicati sulla moneta falsa in modo da dare l'impressione di freschezza e parziale pulitura ,e allo stesso tempo mascherare e rendere meno leggibile il manufatto e soprattutto i punti deboli della riproduzione. Le altre "scuole" di falsari attive e conosciute sono quella siciliana (per i bronzi e gli argenti magno greci) e quella romana (o meglio parrebbe localizzata tra Ostia e Fiumicino, attiva per i bronzi romani soprattutto).
  13. Mannaggia ragazzi non mi date molta soddisfazione eh! E io che speravo vi intrigasse almeno un po'... Ne approfitto però per augurarvi buona Pasqua! Sulla moneta in oggetto nutro i vostri stessi dubbi, mi sarebbe piaciuto osservarla in mano ma non è un'operazione possibile a buon mercato si direbbe... La moneta in questione sta difatti riscuotendo un notevole interesse su eBay, dove è proprio ora in asta ed ha già superato i 1000 Euro: http://www.ebay.fr/itm/262932442396 Temo sia però uno degli ultimi prodotti della cosiddetta "scuola spagnola"...
  14. Recentemente è stato presentato alla vendita questo sesterzio di Adriano di cui vi allego qui le foto, l'esemplare misura 36mm per 23,85 grammi. Sembrerebbe piuttosto "fresco" e con ancora sedimenti presenti sulla moneta. Questa si direbbe solo pulita in parte. È un sesterzio piuttosto raro e ricercato per la bella rappresentazione della galea al rovescio, soprattutto quando in alta conservazione come in questo caso. È sicuramente una moneta accattivante. Siete d'accordo? Che ne pensate da queste foto? Vi piace?
  15. Credo fossero semplicemente animali molto riconoscibili e ben presenti all'immaginario romano del tempo, il loro scopo era proprio quello di essere riconosciuti facilmente e con rapidità in modo da poter forse contare i denari emessi con una specifica combinazione di conii.