Cliff

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    Monetazione romana antica / Ancient Roman coinage
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  1. Di fregature ne ho prese molte nei primi anni di collezionismo, credo sia quasi inevitabile. Ancora sorrido se ripenso alle descrizioni entusiastiche di certi commercianti che mi "bevevo" credulone e ingenuo i primi tempi che frequentavo certi ambienti numismatici. Ricordo ancora una fregatura colossale che presi una volta per un acquisto da remoto. Anno 2005 o 2006, asta di media rilevanza nazionale, zona Romagna ma non S.Marino (chi vuol capire capisca, comunque al momento non fanno piu' aste numismatiche mi pare ma solo filateliche). Adocchio sul catalogo cartaceo un bel sesterzio di Adriano con la nave al rovescio, conservazione BB+ per non dire qSPL, bella patina verde esaltata anche nel catalogo che citava "splendida patina verde originale". Base d'asta stranamente bassa per tipologia e conservazione, mi pare 700 Euro Batto la moneta al telefono e me l'aggiudico intorno ai 1000 euro, che con i diritti fanno 1200. Sono molto soddisfatto. Arriva la moneta e in mano è una delusione pazzesca, la patina è impalpabile, artificiosa, chimica. Chiedo un parere a un guru dei bronzi e delle patine (il famoso N...mo per gli addetti ai lavori), che però in questo caso tende ad ammorbidire la problematica e la questione, dicendomi che la moneta era "toned" all'americana, che era una "non" patina, che quindi era un intervento accettabile e non truffaldino perchè difatto colorava solo la superfice ossidandola sul verde senza però coprire completamente il metallo, e che la moneta non era comunque malaccio. Io rimango comunque non convinto della situazione e della moneta in mano, che per me restava davvero artificiosa e puzzava anche di chimico. Mi stupisce anche un po' questa difesa da parte del guru, solitamente molto critico verso tutto quello che è artefatto e venduto per quello che non è, per cui mi viene anche il dubbio che il lavoro di ripatinatura potesse addirittura averlo fatto lui. Soprattutto però non mi va giù quella frase scritta a catalogo "Splendida patina verde originale". Chiamo la casa d'aste e mi lamento del fatto che la patina era tutt'altro che originale. Questi mi dicono che secondo loro era originale e che comunque le descrizioni sullo stato della moneta non sono vincolanti ma sono solo il parere dell'estensore del catalogo senza alcun valore legale, come peraltro espresso nelle condizioni di vendita dell'asta. La moneta era comunque autentica e tanto mi doveva bastare, loro rispondevano dell'autenticità ma non delle condizioni o eventuali difetti occulti che potevano essere a loro sfuggiti in completa buona fede e per i quali era imprescindibile che un eventuale compratore valutasse lui stesso la moneta dal vivo. Risposi che io avevo offerto sulla base di un catalogo cartaceo e non avevo avuto la possibilità di osservare la moneta dal vivo ma mi rispondono che nel momento stesso in cui avevo deciso di offrire sulla moneta avevo accettato anche tutte le condizione di vendita dell'asta tra cui questo trafiletto sulle condizioni/restauri e possibili difetti occulti dei lotti. L'alternativa a quel punto era di farsi fare un expertise sulla moneta da qualche perito in cui si evidenziasse l'artificiosità della patina (cosa peraltro non scontata da ottenere e comunque a pagamente, diciamo minimo un 100 euro di costo) piu' eventuale battaglia legale se continuava l'ostruzionismo da parte della casa d'aste (con neanche la sicurezza di spuntarla dato il trafiletto sui difetti occulti presente nelle condizioni di vendita, ma forse si poteva ottenere qualcosa puntanto sul diritto al recesso di un acquisto effettuato a distanza e senza previa visione del lotto). Cosa ho preferito fare io a quel punto? Alla prima occasione ho rimesso in vendita la moneta in altra asta numismatica, dove è stata venduta senza frasi di apprezzamento sulla incantevole patina ed ha realizzato mi pare 800 euro, tolti i diritti per me una perdita di più di 500 euro.... Amen, qualcuno lo chiama il prezzo dell'esperienza. Per rispondere ad Admin dico che dalla mia esperienza in situazioni di lana caprina come queste non è tanto facile uscirne senza perdite economiche almeno parziali per il collezionista comune, e serve a monte selezionare bene da chi si compra e verificare tutte le condizioni di vendita nei minimi dettagli. @Piakos mi sembra più ottimista nella possibilità di riuscire a "restituire" una moneta per questioni di restauro non dichiarato ma di solito non è cosi' semplice anche in aste ufficiali di una certa importanza (eccetto alcune aste top dove di solito non fanno problemi anche in questi casi per mantenere il loro prestigio). Probabilmente lui è stato piu' fortunato o convincente anche perchè lavorando nell'ambito legale credo che le sue rimostranze abbiano un peso diverso sui proprietari di case d'aste rispetto al peso che potrebbero avere le lamentele di un semplice privato collezionista (per la serie un conto è se ti chiama il Signor Rossi per dirti che la moneta non l'ha soddisfatto, un conto se ti chiama lo Studio Legale PincoPallo&Pescecani per dirti che secondo loro hai venduto in maniera truffaldina... ).
  2. Alla fine è stata venduta per ben 1750 Euro... Non male! Credo che in realtà possa essere stata un altro esemplare della stessa tipologia di questa Lipanoff pubblicata sul forgerynetwork: http://forgerynetwork.com/asset.aspx?id=E5k6TVAgzn4 In questo caso sarebbe quindi un falso bulgaro, ma sul quale hanno poi applicato una patina "spagnola". Le due grandi "scuole" di falsari attualmente attive e sempre in miglioramento sono la scuola bulgara e quella spagnola. Quella bulgara è stata la capostipite, attiva già negli anni '70 e '80, con la produzione di conii e di stampi per le fusioni. Ci sono stati (ed ancora qualcuno è attivo) falsari bulgari molto dotati: questi hanno creato conii molto realistici che hanno prodotto falsi insidiosi fintanto che poi i conii non sono stati riconosciuti e bollati dal mercato. Ultimamente è forse però piu' attiva la scuola spagnola, diciamo dagli anni 2000 in avanti. Non è da escludere anzi è molto probabile che ci sia stato un travaso di conoscenze e di maestranze con la scuola bulgara (ossia falsari bulgari trasferitisi in Spagna e lì tornati attivi, con a quel punto apprendisti spagnoli). Spesso infatti la scuola spagnola lavora su conii bulgari. Esistono anche molti atelier che creano riproduzioni dichiarate come tali (si veda www.remoneda.com ad esempio) ma poi spesso in questi casi il limite non è ben definito, con produzioni "custom" commercializzate sottobanco in canali non ufficiali o ulteriormente modificate in seconda battuta (spesso da rivenditori senza scupoli) per cercare a quel punto di piazzarle come monete autentiche. La specialità della scuola Spagnola sono ovviamente le patine "spagnole" o "deserto" ricreate con maestria, con spesso molti sedimenti e argilla applicati sulla moneta falsa in modo da dare l'impressione di freschezza e parziale pulitura ,e allo stesso tempo mascherare e rendere meno leggibile il manufatto e soprattutto i punti deboli della riproduzione. Le altre "scuole" di falsari attive e conosciute sono quella siciliana (per i bronzi e gli argenti magno greci) e quella romana (o meglio parrebbe localizzata tra Ostia e Fiumicino, attiva per i bronzi romani soprattutto).
  3. Mannaggia ragazzi non mi date molta soddisfazione eh! E io che speravo vi intrigasse almeno un po'... Ne approfitto però per augurarvi buona Pasqua! Sulla moneta in oggetto nutro i vostri stessi dubbi, mi sarebbe piaciuto osservarla in mano ma non è un'operazione possibile a buon mercato si direbbe... La moneta in questione sta difatti riscuotendo un notevole interesse su eBay, dove è proprio ora in asta ed ha già superato i 1000 Euro: http://www.ebay.fr/itm/262932442396 Temo sia però uno degli ultimi prodotti della cosiddetta "scuola spagnola"...
  4. Recentemente è stato presentato alla vendita questo sesterzio di Adriano di cui vi allego qui le foto, l'esemplare misura 36mm per 23,85 grammi. Sembrerebbe piuttosto "fresco" e con ancora sedimenti presenti sulla moneta. Questa si direbbe solo pulita in parte. È un sesterzio piuttosto raro e ricercato per la bella rappresentazione della galea al rovescio, soprattutto quando in alta conservazione come in questo caso. È sicuramente una moneta accattivante. Siete d'accordo? Che ne pensate da queste foto? Vi piace?
  5. Credo fossero semplicemente animali molto riconoscibili e ben presenti all'immaginario romano del tempo, il loro scopo era proprio quello di essere riconosciuti facilmente e con rapidità in modo da poter forse contare i denari emessi con una specifica combinazione di conii.
  6. La cavalletta nel denario di Bala è solo un control-mark, ossia un simbolo probabilmente utilizzato dal monetiere per identificare il numero del conio per tenerne traccia in fase di affidamento poi agli ufficiali responsabili della coniatura. A questo fine venivano utilizzati come simboli oggetti o animali facilmente riconoscibili, oppure ancora lettere. Sulla stessa tipologia di questo denario sempre per Allius Bala puoi trovare molti altri animali rappresentati sotto la quadriga al rovescio ed usati come control marks: scorpioni, tartarughe, grifoni, mosche, delfini, etc.etc..
  7. Sulla iconografia della Vittoria c'è in particolare questo bel testo pubblicato dalla ANS: https://www.amazon.com/VICTORY-COIN-NUMISMATIC-NOTES-MONOGRAPHS/dp/B001NES28E
  8. Figurati! Scrivimi pure un messaggio in MP se hai altri dubbi su qualche testo.
  9. Sebbene la tua ricerca coinvolga le monete Repubblicane ti consiglierei questo testo: https://www.amazon.de/Typenatlas-römischen-Reichsprägung-Augustus-Aemilianus/dp/3700131259/ref=sr_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1491490816&sr=1-2&keywords=typenatlas+romischen Che non è altro che il medesimo studio ma rivolto alle rappresentazioni femminili sulle monete romane imperiali. Credo che a livello metodologico e di presentazione degli argomenti tu possa comunque trovare degli spunti interessanti. A livello figurativo e di ricerca delle immagini le tavole del Crawford vanno bene, completerei la ricerca anche a livello di significato dei rovesci e interpretazioni con il Grueber (Coins of the Roman Republic in the British Museum), Sydenham (The Coinage of the Roman Republic) poi Alteri (Tipologia delle monete della Repubblica di Roma, con particolare riferimento al denario), Banti (Corpus Nummorum Romanorum, Monetazione Repubblicana), Catalli (La monetazione romana repubblicana), Zehnacker (Moneta: Recherches sur l'organisation et l'art ds émissions monétaires de la République Romaine (289-31 av. J.-C.)), Bernareggi (Eventi e personaggi sul denario della Repubblica romana), Fava (I simboli nelle monete argentee repubblicane e la vita dei romani), G.G Belloni (Le monete romane dell'età repubblicana), Santini (Saggio di catalogo generale delle monete consolari anonime con simboli).
  10. Da qui anche l'importanza di una buona foto. La foto del diritto è piu' piccola del rovescio (non a caso, sicuramente..). Con una foto del diritto con un livello del dettaglio e definizione come quella del rovescio molte cose sarebbero state molto piu' evidenti e lampanti. Per monete di questo livello di importanza e rarità diventa fondamentale una visione dal vivo, non mi stancherò mai di ripeterlo. Attenzione anche quando in fase di vendita una faccia della moneta è fotografata peggio o con minor definizione dell'altra: solitamente la cosa non è casuale, anzi è proprio voluta.
  11. Moneta interessante si. L'unica cosa andrebbe verificato un po' quanto sia tutto suo quel verde, soprattutto al dritto. E che ai capelli non abbiano fatto qualche miglioramento. C'è anche quella crepa del tondello al rovescio che al dritto non capisco bene dove sia finita. Comunque fatte salve le verifiche in mano è un pezzo che se non ha prezzo troppo esoso rimane interessante, l'Adlocutio di Nerone è un sesterzio difficile. Se non ricordo male è una moneta che era transitata nello stock di un conosciuto commerciante della bassa Toscana.
  12. Credo rimanga una mera curiosità, a quando risalga la doratura credo sia quasi impossibile stabilirlo. Secondo me ne è rimasta un po' troppa di doratura, considerando anche la consunzione della moneta e del tondello, per essere compatibile con un processo coevo alla coniazione.
  13. Eheheh...in effetti quando ci impegnamo vengon fuori certe perle....
  14. Eheh...vi terrò informati. Di solito rivende per gli stessi canali a distanza di un anno, ma qualche volta cambia anche casa d'asta. Vedremo quanto la moneta lo innamorerà in mano, da quello dipenderà se e quanto la tratterrà con sè...Rimane un bell'esemplare, anche imponente a livello di dimensioni e con patina quasi tutta sua. Comunque, io ci vedo anche una bella amalgamata della patina in zona sommitale della corona al dritto, appena sopra l'orecchio. E' la zona piu' esposta della moneta, che probabilmente si presentava lisa e di diverso colore rispetto al resto, per cui si è voluto procedere omogeneizzandone il colore con il resto in modo che si notasse meno l'usura e la cosa disturbasse meno a livello estetico. Non so il "tappo" a ore 10 del rovescio a cosa sia dovuto, se a una incrostazione saltata o forse a un cratere da cancro del bronzo in parte curato.
  15. Per la serie dei bei bronzi (quasi) untouched continuo qui con la pubblicazione di questo sesterzio di Domiziano davvero maggiorato e a detta di qualcuno "untouched and uncleaned". Il catalogo lo descrive essere 29.85g e 36mm e ne apprezza le "Earthen encrustations". Presentato nell'ultima asta di Roma Numismatics a Londra di settimana scorsa, è partito da 800 £ di base per fermarsi a 1200 £ (che sommati ai diritti d'asta e altri orpelli al cambio attuale fanno circa 1800 Euro). L'ha acquistato un giovane collezionista tedesco di mia conoscenza, un grande amante dei bronzi imperiali che si lancia spesso in acquisti dettati dall'impeto del momento, per poi disamorarsi molto presto dell'oggetto acquistato e disfarsene alla prima occasione. Beato lui che, essendo di buona famiglia, puo' permettersi questi frequenti cambi d'umore. Avrà fatto bene in questo caso? Che ve ne pare? Quanto è "untouched & uncleaned" questa moneta?