mero mixtoque imperio

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About mero mixtoque imperio

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    Maschio / Male
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    Castellum ad mare

Numismatists interests

  • Numismatic studies
    Nessuno
  • Numismatic studies
    Nessuno
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    Neofita
  1. I gigliati postumi battuti a Napoli al tempo di Ladislao di Durazzo durante la «Great Bullion Famine» (1386-1414), in Bulletin du Cercle d’études numismatiques 55/2 (Bruxelles), pp. 16-22 Résumé : Cette étude documente la frappe des giliats et des tornesi angevins à Naples sous les règnes de Charles III de Durazzo, Louis II d'Anjou et Ladislas de Durazzo (1386-1414), offrant une première image de la frappe de la monnaie de ce dernier souverain. Ses émissions précédentes étaient limitées à deux dénominations d'argent et à quelques deniers de billon. La productivité de la Monnaie de Naples, même à la lumière d'autres études du même auteur, contraste donc fortement avec la "Grande Famine de métal" qui aurait caractérisé toute l'Europe. Abstract: Questo studio documenta la coniazione di gigliati e tornesi angioini a Napoli durante i regni di Carlo III di Durazzo, Ludovico II d’Angiò e Ladislao di Durazzo (1386-1414), offrendo un primo quadro delle coniazioni di quest’ultimo sovrano. Le sue emissioni precedentemente erano limitate a due nominali d’argento e a pochi denari di mistura. Pertanto la produttività della zecca di Napoli, anche alla luce di altri studi dello stesso autore, risulta in netto contrasto con la «Great Bullion Famine» che avrebbe caratterizzato tutta l’Europa. https://www.academia.edu/37326855/I_gigliati_postumi_battuti_a_Napoli_al_tempo_di_Ladislao_di_Durazzo_durante_la_Great_Bullion_Famine_1386-1414_in_Bulletin_du_Cercle_d_études_numismatiques_55_2_Bruxelles_pp._16-22
  2. Aggiungiamo all'elenco la zecca di aragonese di Capua, per la quale la ricerca sembra essere ferma ai tempi del Sambon o giù di lì, dacché non è emersa nuova documentazione sul punto, né sono stati scoperti particolari ripostigli contenenti quantità monetali riconducibili a questa zecca.
  3. Conosco a menadito la pubblicazione che hai postato. Purtroppo non è documentalmente suffragata nel passaggio che hai sottolineato.
  4. Rispetto alla catalogazione standard contenuta in un catalogo d'asta e/o comunque in un catalogo commerciale, il forum si atteggerebbe come un'utility davvero utile (scusate il gioco di parole), mentre per la realizzazione di un catalogo-libro, da cui poi vantarne risultati esclusivamente personali, la faccenda suonerebbe un po' stonata. Della serie: che ha questa moneta? risposte e poi copia e incolla sul libro.
  5. Noto soltanto ora che hai sottolineato il mio nome su una copertina. Ben venga. Quella catalogazione fu chiusa troppo rapidamente, per le esigenze dell'editore, e destinata alla fruibilità del commerciante/collezionista. La sua validità permane e il fatto che una piccola 'costola numismatica' (monete senza sigle) sia stata staccata per assegnarla alla zecca di Lanciano, dimostra ancor più la mia onestà, che a rigor di logica personale avrebbe dovuto lasciare le cose così com'erano. In realtà le carte parlano chiaro e quindi è stato bene smentire tutte le catalogazioni a cominciare dalle mie.
  6. Probabilmente mi sono spiegato male. Sarò più schematico, facendo un esempio-tipo in prima persona del soggetto Non sono molto preparato in numismatica; Ho poca dimestichezza con i luoghi di ricerca; Conosco poco la bibliografia. Come posso operare?
  7. Si tratta di una produzione molto rara sia perché l'oro viene rifuso di per sé, sia perché la zecca centrale di Napoli non ne lavorava in quel momento, sia perché Lanciano costituiva la principale sede di estrazione di moneta dal regno (ASNA, RCS, Partium, vol. 1741, ff. 26r-34v), di conseguenza una sola zecca per l'oro, e per giunta al solo scopo mercantil-pubblicistico, non teneva le esigenze globali.
  8. Ancora una volta il nostro Neapolis mischia le carte, attraverso la negazione dei 29 documenti citati, interpretandoli come una reductio ad unum, che va oltre ogni senso logico che possa interessare il cospicuo argomento che ha semplicemente restituito la ragione alla numismatica napoletana!
  9. Ho parlato di temi diversi, non necessariamente di quelli da me aperti. Ho fatto statistica che mi consegna ragione.
  10. Realizzare un catalogo numismatico da pubblicare extra-forum, ma condiviso prettamente su uno o più fora, sarebbe stata una cosa quasi ridicola ai tempi della fresca introduzione virtuale. Tuttavia, al giorno d'oggi, tale opera può valere quale contributo interessante, non necessariamente scientifico, che, però, non si capisce bene, a qual punto possa destituire le competenze dell'autore. Ad ogni buon conto, il 'diverso strumento di ricerca', cioè quello 'forumistico', imporrebbe una certa onestà scientifica, qualificabile attraverso una dichiarazione esplicita dell'autore, il quale con mezzi più o meno aperti esponga le proprie intenzioni al pubblico, soggetto di cui si serve, esattamente come in un 'dare e avere' dei libri dei conti delle zecche. I casi non sono isolati (vari esempi in Spagna). Vi ringrazio per i graditi commenti sul punto.
  11. Ho analizzato la sezione a margine che mi sembrata ferma. I temi sarebbero numerosi e diversi.
  12. Nello stabile cerchiato in rosso, ancora oggi presente, si batteva la moneta d'oro, d'argento e di rame. Il governatore regio, appositamente inviato da Napoli, risiedeva ai piani alti della struttura e nei momenti in cui la zecca frentana non ebbe un mastro proprio, la giurisdizione si divideva tra esso governatore e il mastrogiurato o mastro di fiera.
  13. Oggi, grazie ad un quadro molto più ampio negli ambiti di ricerca, sappiamo che la famosa serie trionfale del re Ferdinando è stata coniata a Lanciano per ovvi motivi di pubblicità, attuabili rapidamente sulla più importante piazza fieristica d'Italia. La certezza di queste emissioni a Lanciano e non a Napoli ci è data dall'assenza delle sigle del mastro di zecca. Tuttavia apro questo post, non tanto per sottolineare la corretta sede di zecca, quanto per rivisitare un celebre studio dell'esimio Arthur Jules Sambon che potete leggere qui: http://it.wikisource.org/wiki/I_%C2%ABCarlini%C2%BB_e_la_Medaglia_trionfale_di_Ferdinando_I_d%E2%80%99Aragona Dicevo dunque che, nonostante gli studi fossero agli albori, il monumentale autore ebbe la finezza di non scrivere mai che la medaglia trionfale fu coniata a Napoli, con grande acume scientifico, mantenendo al proprio lavoro una fruibilità attualissima anche col cambio di zecca. Proprio al grande numismatico ho dedicato il mio ultimo libro.