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  1. Per chi fosse interessato, nell'ultimo numero di OMNI c'è un mio lavoro sui conii di un gruppo di monete populoniesi oltre ad un lavoro dell'amico De Luca. [Non unisco il link per il banale motivo che non so farlo!]
  2. Nell'ultima asta InAsta, la n. 64, insieme a numerosi lotti interessanti ho trovato questa "perla": GRECHE - ETRURIA - Populonia - 10 Assi - Testa laureata di Aplu a s.; dietro X /R Liscio Mont. 120 RR (AG g. 1,18) - MB base d'asta € 150,00 Per chi non conosce in maniera approfondita la complessa articolazione tipologica della monetazione etrusca, allego una dracma con testa laureata di Aplu (Apollo). Il gioco che potremmo fare è del tipo <trova le differenze>!
  3. Nell'ultimo numero della rivista annuale RASSEGNA DI ARCHEOLOGIA Fiorenzo Catalli ed io abbiamo pubblicato un lavoro sulle didramme populoniesi con il volto di Metus. Sperando che possa interessare a qualche amico del forum, unisco il PDF. FC-LG.pdf
  4. Durante le mie ricerche sulla monetazione di Populonia mi sono imbattuto in un paio di casi le cui vicende "economiche" abbastanza, almeno per me, particolari. Mi riferisco a due aurei con testa di leone e lingua pendente da XXV passati dalla stessa casa d'aste qualche anno fa. Premetto che questi aurei, per dirla con un eufemismo, non sono propriamente in "odore di santità"; comunque sia entro nel merito. La prima delle due monete viene passata in asta il 4 gennaio 2016 con una stima di 5.000 $ e viene ceduta a 8.750 $ (più i diritti); successivamente viene riproposta con la stessa stima iniziale e cambia proprietario per 7.500 $ con una perdita secca di 1.250 $. Ancora più "incomprensibile" il percorso della seconda. Questa viene messa in vendita nel maggio 2003; stima $ 3.000 e cambia proprietà allo stesso prezzo. Il nuovo proprietario nel gennaio 2008 la porta di nuovo alla casa d'aste che confermala stima della prima vendita, 3.000$ mala moneta trova un acquirente a 5.000, sempre salvo i diritti d'asta. Dopo un anno esatto il nuovo acquirente decide di disfarsi della moneta. Stessa casa d'aste, stessa stima, ma la moneta supera appena l'asticella dei 3.600 $. Ovviamente la prima conclusione che si potrebbe trarre è che le monete, seppur molto rare ed in ottime condizioni, non sono un investimento remunerativo; dico questo perchè le cessioni di una moneta nel breve giro di un anno non sono certo tipiche del collezionista "puro". Altra ipotesi, ma tenderei a scartarla per ovvi motivi, potrebbe essere quella di aver sospettato il falso e quindi la fretta di liberarsene, seppur rimettendoci qualcosa. @lorenzo, @Piaos, @Admin, @rick2 e tutti gli altri amici, che ne pensate?
  5. Sto terminando un lavoretto sulle monete d'oro con testa di leone, emesse da Populonia, presumibilmente, tra la fine del V e la prima metà del IV sec. a. C. Una cosa particolare emersa è che anche in questo caso - mi riferisco al tipo da 50 unità ossia quello che fa da icona a questa sezione - come nel caso delle didracme con Hercle, saremmo di fronte ad un unico conio. Dico <saremmo> perchè in realtà di queste monete ne conosciamo <ufficialmente> 29 (tante sono quelle censite da Italo Vecchi nel suo recente lavoro Etruscan Coinage, voll. 1.1-1.2, 2012) ma ho il dubbio che altre ve ne siano in giro. Tra l'altro su questa moneta, come anche sulle altre della serie (da 25 e 12,5 unità), incombe un'aura sgradevole legata alla figura del marchese Carlo Strozzi che alla fine dell'800 rinvenne (e rivendette) numerose monete di questo tipo; in breve alcuni, parzialmente a torto, sospettavano che il bravo marchese "aiutasse la sorte".... In effetti il Vecchi individua 6 falsi per il tipo da 50 e ben 22 per il tipo da 25, e di cui peraltro si conoscono 80 esemplari. Una domanda che mi pongo per il <50 unità> - e per la quale so già essere quasi impossibile la risposta - è: esistono altri esemplari "clandestini" provenienti da coni diversi? Altro dubbio riguarda le monete da 25. Sulla base dei pochi conii individuati possiamo ipotizzare (la cosa cambia a seconda del metodo di calcolo usato) una tiratura oscillante tra un minimo di 23.000 esemplari ad un massimo di 284.000. Pur prendendo con le doverosissime cautele questi dati, salta agli occhi l"abisso" tra queste ipotesi e gli esemplari noti. Coniazioni irregolari rispondenti volta per volta alle necessità? Rifusione in epoca posteriore? O cosa altro? Come diceva il grande Riccardo Pazzaglia in <Quelli della notte>: Ah saperlo, saperlo......
  6. Ragionando intorno alla produzione monetale populoniese con @@rick2, emersero due dati abbastanza interessanti. Innanzitutto la "scarsità" di alcuni tipi, attualmente noti in poche decine di esemplari (in numerosi casi addirittura unici). Questo potrebbe in buona parte imputarsi alla rifusione del numerario etrusco, una volta che Roma ebbe progressivamente conquistato le città dell'Etruria. Ma, a sua volta, questa spiegazione - abbastanza logica e ragionevolmente accettabile - si scontra con un dato in forte controtendenza. Prendiamo le coniazioni delle didracme d'argento, quelle, per intendersi, che hanno al D/ la testa di Gorgone (Metus) o di Ercole (Hercle) o di Minerva (Menrva) o di Bacco (Fufluns dio eponimo della città) ed un peso teorico di 8,7 gr. Ebbene, mentre di quest'ultima coniazione si conosce un solo esemplare, della serie di Minerva ne sono noti una ventina (tra cui quella con sul R/ la scritta MI PVPLVNA LES) e un po' più numerosa è la serie con Hercle (ca. 150 monete). Tutto questo è coerente con quanto detto sopra, ma ecco la "strana" eccezione: delle monete con Gorgone ne conosciamo all'incirca un migliaio! Insomma i rapporti tra le varie serie possono essere così grossolanamente riassunti: Metus 85% Hercle 13% Menrva 2% Fufluns - Va detto, per completezza di informazione, che un buon numero di Gorgoni furono tesaurizzate (il solo ripostiglio di Populonia ne contava circa seicento) ma, allo stesso tempo, questa tipologia è presente in modo quasi prevalente sul mercato (legale o meno). Basta la tesaurizzazione a far rientrare questa serie nella "normalità", accomunandola con gli esemplari delle altre serie giunti sino ad oggi e giustificando quindi la rarefazione con la rifusione? Non ne sono pienamente convinto e mi piacerebbe avere qualche altro parere.