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  1. Duplichiamo in questa competente sezione la discussione postata nel vademecum così da renderla subito visibile nel corretto ambito tecnico legale del nostro Sito. PREMESSA Riguardo al noto problemi dei sequestri di materiale numismatico è possibile dire - oltre i fiumi di inchiostro sempre versati anche in altro sito numismatico sui rischi insiti nel collezionismo di monete antiche - che gli aspetti legali possono bene ridursi a poche cose essenziali, se l'acquisizione delle monete avviene "alla luce del sole" e secondo i criteri impostati nel c.d. codice urbani. Ed anche se la P.A. volesse eccedere nel proprio potere o un P.M. (su errata o capziosa segnalazione) volesse inquisire un collezionista che si muove legalmente e alla luce del sole...sussisterebbe ampia e sicura materia di tutela e difesa così da ottenere l'archiviazione del procedimento. Nel prosieguo entreremo nel vivo descrivendo la problematica in modo semplice ed essenziale, senza tecnicismi , approfondimenti e riferimenti tecnico legali che competerebbero alla specifica Sezione legale di questo Sito. Qui andiamo in soldoni...cioè all'essenziale, con un tema che sarà di immediata comprensione e discorsivo. Paragrafo 1 - Le monete antiche sono, a torto o a ragione, ritenute dal Ministero competente (quindi dallo Stato italiano): - un bene culturale, - frequentemente se non sempre un documento ed una valenza archeologica, - materiale potenzialmente raro o mancante alle pubbliche collezioni, - in ogni caso oggetti antichi sempre degni di studio e della massima attenzione. Quanto sopra a prescindere dal valore intrinseco e commerciale...in quanto, ovviamente, la cultura, la storia e lo studio non hanno e non possono avere come metro di paragone solo un valore commerciale o venale...anche se viviamo in un mondo gramo: competitivo, consumista..e (purtroppo) piuttosto ignorante. Si rende opportuno farsi un'idea di questa posizione, che - in effetti - non è priva di fondamento. Inutile far finta di non sapere che parte del materiale numismatico molto antico (greco/ romano/ bizantino e anche medievale) immesso nel mercato proviene da esplorazioni clandestine di suoli archeologici e dal relativo saccheggio. Nella migliore delle ipotesi le monete antiche provengono: - da ritrovamenti casuali che - comunque - andrebbero studiati scientificamente per acquisire il massimo dei dati relativi al singolo ritrovamento; - da ritrovamenti di M.detectoristi che agiscono spesso in modo sistematico e mirato sul terreno, specificamente mappando siti antichi (anche viari) e non ancora oggetto di indagine e scavo. Nella peggiore delle ipotesi le monete illegali vengono rinvenute tramite furto - con scavi e ricerche clandestine - da siti archeologici. Il danno, sotto l'aspetto scientifico e storico, è evidente e non può essere sottaciuto. Una volta decontestualizzata la moneta perde significato in situ, così come - con la moneta decontestualizzata - si perdono definitivamente una messe di dati scientifici per il sito di rinvenimento. Nel contempo è anche vero che non tutte le monete in circolazione nel mondo del commercio numismatico provengono da saccheggio, o - casomai - il saccheggio fu perpetrato in tempi remoti e quindi non può e non deve essere ormai opposto ai possessori dei beni numismatici. Moltissime monete antiche "girano" nel mercato e nell'ambiente numismatico da decenni e da secoli e molte sono dotate di pedigree e documentazione...o sono documentabili. Difficile fare confronti o una statistica tra le quantità numismatiche di provenienza legale ed illegale, ma una cosa può essere espressa con certezza: - i terreni che rendevano monete all'aratura o dopo forti piogge ormai sono oggi quasi esauriti, in ogni caso l'uso dei pesticidi e di alcuni fertilizzanti, nonchè la diffusa presenza di scorie chimiche e di sostanze inquinanti, contribuiscono a rovinare/corrodere/ distruggere il metallo e le monete. - Trovare monete antiche belle ed integre (in Italia) è ormai molto difficile a meno non si tratti di ripostigli, anch'essi - per la verità - sempre più difficilmente rinvenibili giusto il controllo (efficace) dei Carabinieri sul territorio archeologico e storico. Peraltro i siti di interesse archeologico sono spesso recintati e vengono monitorati anche in orari notturni. Quindi, in proporzione e in rapporto al materiale numismatico circolante sul mercato, mano a mano che il tempo passa, le quantità di probabile provenienza illegale tende a diminuire costantemente in favore di quello ormai "sdoganato" o di certa provenienza. E questo è un dato favorevole per il collezionismo praticato "alla luce del sole". A dirla tutta...quest'affievolimento costante di materiale fresco ed illegale provoca - però e purtroppo - un altro pernicioso fenomeno: quello delle contraffazioni numismatiche. La cosa è piuttosto semplice: minore materiale genuino, valido e apprezzabile = maggiore materiale restaurato, bulinato, stuccato, ri-carrozzato e parruccato (capigliatura rifatta) e, addirittura, clonato e completamente falso. Cioè: se non le troviamo...le rifacciamo. In realtà c'è poco da ridere. Al riguardo ci rifacciamo alle definizioni di Metallurghi e Pasticceri numismatici qui descritte tecnicamente: http://www.lexambien...i-confisca.html PER UN PRIMO RIASSUNTO SUL DISCORSO SINORA AFFRONTATO. gli aspetti che afferiscono: - alla difesa delle monete sequestrate; - o, peggio, confiscate; - o alla difesa del singolo collezionista che viene perquisito e quindi inquisito o rinviato a giudizio; - e quant'altro appartenga a queste problematiche... non può essere validamente analizzato, studiato o sintetizzato in un Forum o in un Sito web non fosse che per tre motivazioni principaParagrafo 3li: 1) ogni caso (fattispecie) e quasi sempre diverso/a da altre; 2) ogni persona inquisita è diversa da quelle precedenti nella propria peculiarità personale e sociale; 3) ogni serio e capace legale che ha le potenzialità e le capacità specifiche e tecniche per difendere al meglio un malcapitato collezionista o una collezione oggetto d'attenzione da parte del Ministero, non espone su un piatto d'argento le proprie potenzialità tecniche coram populo...e, tanto meno, sul web...dove tutti leggono o possono leggere...anche chi non dovrebbe. Uno dice: ma allora perchè in altri siti web si imbastiscono discussioni, peraltro lunghe ed articolate, su questi temi? La risposta è tecnica nella sua semplicità. Perchè spesso un Blog o un altro sito Web vive e si espande su basi quantitative...dimmi quanti click ricevi e ti dirò chi sei e quanto vali (è una legge commerciale vigente ed ovvia anche sul web). Ergo ripetere all'infinito dei temi - anche se inconcludenti - serve ad accontentare sul momento le curiosità e alcune domande degli utenti...quindi - in realtà - a far girare i contatori delle visite su un dato sito. Nel contempo chi risponde alle domande (mille volte ripetute), a sua volta, può avere motivazioni per promuovere - legittimamente - degli interessi e/o delle iniziative...e quindi si rende legittimamente attivo. Il risultato è che si finisce per ripetere un po' le stesse cose senza venire veramente capo dei problemi. Anzi...a volte sui veri problemi ci si gira un po' intorno...non tutto può essere detto, non è bene dire tutto, il mercato o l'ambiente non gradiscono. Ma guarda... Nel prosieguo cercheremo di entrare nel vivo delle problematiche per affrontarle in modo semplice, pragmatico ed efficace sull'unico tema che può e deve veramente interessare l'utenza della numismatica: COME COLLEZIONARE MONETE ANTICHE ALLA LUCE DEL SOLE EVITANDO I PROBLEMI CON LO STATO ITALIANO ENTRO I LIMITI DEL POSSIBILE. Paragrafo 3- A questo punto, letto e considerato quanto sopra, potrebbe sorgere spontanea una domanda: ma è possibile acquisire, possedere o collezionare liberamente delle monete antiche? O meglio ancora...è possibile acquisire monete antiche senza incorrere in varie problematiche con lo Stato Italiano? La risposta è positiva, a condizione che il tutto avvenga o sia avvenuto alla luce del sole (per usare una frase tipica nell'ambiente, specificamente tra i controllori preposti alla tutela del patrimonio archeologico ed artistico in Italia). Al riguardo dobbiamo considerare che la frase "alla luce del sole" non è banale od ovvia, in quanto sottintende una trasparenza e liceità di comportamenti da parte dell'acquirente di monete antiche, tanto più se l'acquirente è un collezionista. infatti è fondamentale considerare che nel c.d. Codice Urbani (che condensa e racchiude la normativa di riferimento) un'intera sezione è dedicata al Commercio: ergo la possibile e lecita commercializzazione, detenzione ed acquisizione delle monete antiche è legale in quanto prevista e disciplinata dalla legge italiana. Per un approfondimento SPECIFICO E TECNICO DELLE NORME IN VIGORE si rimanda alle norme di interesse che possono essere lette cliccando i vari link in questo sito: http://www.ambiented...rcheologico.htm In soldoni: nel 1909 con la legge n. 364 il legislatore ha introdotto nel nostro ordinamento una regola generale per cui tutti i beni di pregio storico-artistico e archeologico trovati nel territorio dello Stato appartengono allo Stato italiano a titolo originario. Quindi tutti i beni trovati da quel momento in poi, appartengono allo Stato. Tuttavia la norma non era presidiata da una sanzione penale. Solo nel 1939 con la legge 1089 nell'art.67 è stata introdotta la figura di reato del furto archeologico cioè dell'impossessamento di beni storico-archeologici, riproposto con una formulazione sostanzialmente identica dall'art.125 del T.U. in materia di beni culturali ed ambientali anzidetto, che fu approvato con il decreto legislativo n. 490 del 1999. Questa è la situazione normativa, legislativa. Insomma, c'è chi - in altro Sito Web - sostiene che sarebbe teoricamente sempre contestabile l'impossibilità di dimostrare un'acquisizione precedente alle date di legge e che, quindi, anche se comprate regolarmente dal commercio legale, le monete potrebbero essere sempre contestabili. Almeno fino a quando non dovesse cambiare la normativa in vigore. Messe così le cose...la numismatica dovrebbe cessare di esistere come collezione e come acquisizione di monete da... prima di subito, in quanto attinente ad un commercio incerto ed aleatorio. La realtà è per fortuna diversa e, come sopra abbiamo argomentato, la Finanza e i CC dei Nuclei a tutela del patrimonio artistico non vanno - per regola - a perquisire le case dei collezionisti e dei numismatici noti per essere in regola e per muoversi con modalità tracciabili e trasparenti. Resta allora da chiedersi perchè possa esserci interesse a spaventare i collezionisti dando un quadro inesatto o "tirato" sulle problematiche legali? La risposta a breve...di seguito. Paragrago 6- Come mai in altri siti web numismatici si può avere interesse a considerare il collezionismo relativo alla numismatica antica indifendibile nei confronti dello Stato Italiano e delle Autorità preposte alla tutela del patrimonio artistico? Repetita iuvant: ...spesso un Blog o un sito Web (anche numismatico) vive e si espande su basi quantitative...dimmi quanti click ricevi e ti dirò che sito sei e quanto vali (è una legge commerciale - non qualitativamente obiettiva - vigente ed ovvia anche sul web). Ergo ripetere all'infinito dei temi - anche se inconcludenti - serve ad accontentare sul momento le curiosità e alcune domande degli utenti...quindi - in realtà - a far girare i contatori delle visite su un dato sito...anche se non si forniscono risposte veramente esaurienti. Nel contempo chi risponde alle domande (mille volte ripetute), a sua volta, può avere motivazioni per promuovere - legittimamente - degli interessi e/o delle iniziative...e quindi si rende visibile ed attivo. Il risultato è che si finisce per ripetere un po' le stesse cose senza venire veramente capo dei quesiti proposti. Anzi...a volte sui veri problemi ci si gira un po' intorno...non tutto può essere detto, non è bene dire tutto, il mercato o l'ambiente non gradiscono, le monete antiche scottano. In un recente passato alcuni numismatici (specializzati sulle monete moderne italiane) ebbero a cuore un tentativo: proviamo a proporre la liberalizzazione delle monete posteriori agli inizi del 1800 senza insistere per le monete più antiche, specificamente per quelle molto antiche. La cosa venne proposta anche in una tavola rotonda virtuale in un Sito web di numismatica. Per fortuna tale iniziativa non trovò ricezione e nemmeno sufficiente approvazione. Resta il fatto che spostare l'attenzione sulle coniazioni moderne abbandonando le antiche e le monete classiche in particolare, è un movimento ancora in atto e che sta creando non pochi effetti nella numismatica italiana. In tale ottica molti possono avere un tornaconto: - enfatizzare la propria presenza sul mercato come tecnici: consulenti, legali, presidenti di associazioni, commercianti specializzati nella monetazione moderna; - aumento dei clienti che passano alle monete moderne, quindi un aumento consistente del giro di affari e degli appassionati del settore relativo alla numismatica moderna; - acquisizione di prestigio personale promuovendo attenzione e raccogliendo consensi nel tentativo di legalizzare una branca del collezionismo numismatico (in danno delle altre coniazioni). Naturalmente il danno che ne deriva per numismatica e la cultura è enorme, sia sotto l'aspetto formativo per gli appassionati che, in genere, per la numismatica italiana. Con il prossimo post entreremo nel cuore della problematica in topic: - impossibilità per molti appassionati di poter difendere legalmente le proprie monete in quanto prive di necessaria e/o sufficiente documentazione; - difficoltà per gli appassionati e per gli stessi operatori a muovere le proprie monete ottenendo le certificazioni per la libera circolazione delle stesse...in caso di vendita o esportazione. Paragrafo 7 Per quanto sinora illustrato sul tema in topic emergono tre categorie di appassionati e di collezionisti nei confronti della legislazione vigente (c.d. Codice Urbani). -1) I collezionisti che sono in possesso di documentazione che legittima il possesso delle monete antiche possedute (cioè monete che abbiano più di 50 anni rispetto all'emissione). 1a) per le monete acquisite dopo il 2006 (più o meno) è obbligatoria una fattura o ricevuta fiscale, una buona foto e una relativa certificazione di autenticità. Se le monete sono state acquisite ad un'asta è sufficiente il catalogo e la fattura...in genere tutte le buone aste dichiarano nello stesso catalogo che le monete sono qutentiche. La pagina web dell'asta con la descrizione della moneta ha un valore equipollente. 1b) per le monete acquisite sino al 2004 è sufficiente una fattura o una ricevuta fiscale...per le monete provenienti da aste è opportuno rintracciare i cataloghi e/o scrivere alla casa d'asta per farsi inviare una dichiarazione di aggiudicazione...tutte le migliori Case hanno archivi che conservano i cataloghi e traccia delle aggiudicazioni anche per molti anni: quindi è possibile chiedere le copie. Nella peggiore delle ipotesi anche il possesso del cartellino originale della moneta (del commerciate o della casa d'asta) è meglio di niente...ovviamente la cosa potrà coprire solo alcune monete e non tutte quelle possedute. Faccio un esempio: se ho 100 monete di cui almeno 80 hanno una documentazione ampia e legittima...ci può stare che per una ventina il collezionista (per vari motivi) possa non essere più in possesso di documentazione, tranne il cartellino originale che, di solito, resta nel medagliere vicino alle monete. Il principio resta sempre quello di una credibile buona fede per il collezionista che si muove alla luce del sole. -2) Per le monete scambiate o negoziate tra privati (collezionisti o non collezionisti) il venditore deve rilasciare idonea e circostanziata dichiarazione di possesso legale all'acquirente...se la moneta proviene dal commercio legale o da nota asta sarà opportuno consegnare la relativa documentazione originale all'acquirente, trattenendo le copie. -3) I collezionisti che non sono in possesso di documentazione per tutte o per la maggior parte delle monete possedute. In assenza di documentazione legale che comprovi il legittimo possesso di monete antiche la cosa si complica: le monete non sarebbero oggettivamente difendibili davanti allo Stato italiano e quindi potrebbe vigere una presunzione di detenzione illegale: le monete potrebbero essere confiscate...salvo il procedimento penale a carico del detentore delle monete che potrebbe avere migliore o peggiore esito. Ma anche se un legale, diligente e competente della materia, dovesse ottenere un provvedimento di archiviazione per il proprio cliente...o se un eventuale giudizio dovesse risolversi positivamente sotto il profilo penale, in ogni caso è quasi certo che le monete verrebbero comunque confiscate dalla Stato in quanto mancherebbe il titolo legale sul lecito possesso. Nei casi sopra descritti è ovvio che più le monete - detenute da un collezionista o da un semplice studioso appassionato - dovessero essere antiche e più delicata ed approfondita sarebbe la disamina dei titoli di possesso. Per le monete classiche: greche e romane riferibili al suolo italiano, la cosa sarebbe ancora più impegnativa. Se poi il collezionista volesse dismettere la propria collezione tramite un'asta internazionale o volesse portare all'estero la collezione stessa, sarà necessaria l'approvazione della Soprintendenza di riferimento anagrafico. Per ottenere il certificato di libera circolazione le monete debbono essere sottoposte all'esame del relativo Ufficio Export del Ministero dei Beni Culturali e...in assenza di idonea documentazione per ogni singola moneta, le cose verrebbero a complicarsi...sino al blocco delle monete se la documentazione fosse assente o insufficiente. Cosa si può fare oltre quanto sopra detto lo vedremo alla prossima analisi...ma solamente se questo topic dovesse ricevere un numero di letture o richieste di chiarimenti che rendessero opportuna la fatica di proseguire oltre nella discussione, entrando così negli aspetti più specialistici e delicati. Vedremo...