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  1. Buonasera, ogni tanto ritorno, vi volevo far vedere un tarì di Filippo II, cerco conferme sul fatto che manchi nel CNI. Il simbolo sotto il ritratto del re, confermate essere un acciarino con fiamme disposte in croce? Grazie cari @Neapolis @Sannio
  2. Questa sera vorrei scrivere qualche riga su questa moneta coniata (battuta) a Napoli nel periodo in cui erano attive tre officine monetarie a distanza di pochi chilometri tra loro. Si è parlato sempre poco di questo nominale.....la moneta è rarissima ..... sì, non ricordo passaggi in aste...e vabbè, ma forse è proprio per questo motivo che non ha mai spinto nessuno, di recente, ad approfondirne ciò che gli altri e noti studiosi "antichi" hanno riportato..... !! Io gli ho dato un'occhiata accurata...vediamo cosa ne esce fuori...logicamente riporto quello che è stato scritto sia dal Prota, che dal Bovi e Pannuti e Riccio: Partiamo dal Prota che nel suo lavoro sulla moneta di Filippo IV negli anni 1621 - 1623 scrive nella fonderia dell’Arsenale si debbano coniare monete di rame da due Grani e un Grano con il metodo della fusione; esse sono il due grani PVBLICA COMMODITAS e il due grani e un grano QVIES POPVLORVM. Il Prota scrive anche che un certo numero di monete da due e un Grano con il motto QVIES POPVLORVM venne eseguito nella zecca principale (a martello), ritirate e poi distrutte insieme a quelle dell’Arsenale, perché non conformi agli ordini impartiti dalla zecca principale; ma in questo caso la notizia è priva di documentazione. Il Bovi, riprende quanto scritto dal Prota che non documenta i tipi, e di conseguenza elabora una sua ipotesi: dice che le due monete (dell'Arsenale) potrebbero essere le PVBBLICHE e il Grano NEAPOLIS perché il due Grani ed il Grano QVIES POPVLORVM non sembrano essere eseguiti con tale metodo (fusione). Pannuti e Riccio, scrivono che nel 1622 furono emesse monete da Due Grani ed Un Grano fatte per fusione nella fonderia dell'Arsenale di Napoli, esse hanno peso variabile e per questa ragione anche questo esperimento fu abbandonato. Per chi è addentrato nel segmento di questo periodo del vicereale (e anche chi meno) può ben capire leggendo qui sopra che regna un gran bella confusione...e sono convinto che ancora oggi non si conoscono quali tipi effettivamente uscirono dalla fonderia dell'Arsenale. Chiedo scusa per le foto ma sono le uniche e pochissime disponibili.
  3. Buongiorno a tutti, qualcuno può dirmi se ha già visto questo "difetto" della scritta "HILARITAS UNIVERSA", in questa tipologia. Grazie a tutti coloro che vorranno intervenire o partecipare.
  4. Noto parecchie discussioni sulla ridefinizione delle rarità dei filoni più ostici della monetazione napoletana e di conseguenza un dubbio mi è venuto su l'effettiva rarità della moneta in oggetto. Per i cataloghi queste pubbliche del 1622 prodotte tramite fusione nelle officine dell'Arsenale di Napoli sono messe sullo stesso livello di quelle coniate, non sono d'accordo e anche il mercato per la maggior parte dei casi non lo è. Voi che dite?
  5. Salve a tutti! Come primo post volevo mostrarvi l'ultima arrivata: 8 Grana del 1689. La moneta è la stessa che è riprodotta in foto sul MIR Napoli, me lo ho confermato lo stesso autore del libro, Davide Fabrizi, che ringrazio, aggiungendo che la stessa moneta è presente anche sul "Civitas Neapolis", la famosa asta Varesi 42. Volevo conoscere un vostro parere, anche magari da chi l'ha posseduta in passato. Grazie
  6. Il Tornese o Denaro Tornese, era un Denaro d’argento emesso per la prima volta agli inizi dell’XI secolo dall’Abbazia di San Martino a Tours in Francia. Il più noto Tornese coniato in Italia è il Tornese Napoletano, moneta di rame emessa dagli Aragona a Napoli nella metà del XV secolo e battuta fino al 1861, valeva 1/20 di Carlino (6 Cavalli). Il primo sovrano che batte il Tornese è Alfonso I d'Aragona...è in mistura, pesa (in media) 1,86 grammi ed ha un diametro di 23 mm. circa. Ma dato che nel corso degli anni peggiorarono di peso, Ferdinando I d'Aragona fece battere il cavallo di rame. Nel 1498 con Federico d’Aragona (1496-1501) il Cavallo perde del suo valore, valeva soltanto 1/12 di Tornese, cioè la metà di quelli di Ferdinando I; viene abolito e sostituito dal Doppio Cavallo (Sestino) 1/6 di Tornese, cambiato 240 per Carlino, di valore uguale al precedente Cavallo. Nel 1573 Filippo II (1554-1598), riprese la coniazione del Tornese facendone coniare un tipo di grande modulo; il Tornese in questione, ha un diametro di millimetri 29; non si conosce però il peso esatto di questa moneta; si presuppone che potesse pesare 8 Trappesi > grammi 7,128. E' del tipo con al dritto la scritta PHI LIPP D G REX ARA VTR SIC ;testa del sovrano volto verso destra e anche verso sinistra (questi ultimi, rarissimi), davanti al collo testina di moro (o senza); al rovescio la scritta PVBLICE COM MO DIT AT I; cornucopia con frutta e spighe curvata a sinistra, ai lati "la data" divisa in due parti.
  7. Tenuto conto dello sviluppo di argomentazioni interessanti su questo sovrano, credo sia opportuno, come ho fatto anche per altri sovrani, di aprire un'appropriata discussione nella quale, oltre a riportare qualche documento, ne esamineremo anche le rarità monetali.
  8. @Layer, @Neapolis e tutti ... A parer Vostro, il fogliame di questa corona a quale pianta appartiene? ... poi il seguito per il piacere degli occhi.
  9. http://www.copyrighted.com/copyrights/edit/ppfd-quqr-ktwb-ytqh ATTENZIONE TUTTO IL TOPIC È SOTTOPOSTO A COPYRIGHT. QUALSIASI UTILIZZO DEI CONTENUTI DI QUESTA DISCUSSIONE DEVE ESSERE AUTORIZZATO PER ISCRITTO DAI RISPETTIVI AUTORI. LA CITAZIONE DEI CONTENUTI DEVE INDICARE IL NOME DEGLI AUTORI E LA FONTE. Quanti studiosi di numismatica hanno avuto modo di trattare la produzione monetaria avvenuta a Torre Annunziata, ovvero nella Torre dell'Annunciata? I miei studi bibliografici in merito, la continua lettura dei forum numismatici, spesso mi hanno donato supposizioni più o meno attendibili e notizie d'archivio - più che altro riporti - uniche di autori, purtroppo sempre pochi, che nel tempo hanno voluto affrontare la produzione avvenuta presso questa sede napoletana periferica. Eppure la Zecca di Filippo IV di Torre Annunziata ha rappresentato un incipit importantissimo per l'evoluzione numismatica partenopea e per questo ritengo che sia importantissimo concentrare un minimo di attenzione su quanto qui avvenne. Voglio precisare innanzitutto che questo mio breve scritto, da principiante numismatico ma da grande appassionato di storia locale rivolta proprio a Torre Annunziata, deve essere visto come uno sprone atto ad affrontare il caso e magari anche per estrapolare ancora più notizie utili affinché si possa avere maggiori conoscenze in merito. L'attenzione dei maestri di zecca su Torre Annunziata non venne ricolta a caso. Il "Casale di Napoli" - così come venne decretata Torre Annunziata già dalla prima metà del XVI secolo - offriva i presupposti per l'istallazione di nuove tecnologie di coniazione. Il sistema di canali qui fatti arrivare nel 1610 da Muzio Tuttavilla fecero ben pensare di impiantare nei locali baronali il nuovo sistema idraulico di battitura delle monete: il sistema a bilanciere. Era il settembre dell'anno di nostro signore 1621. A capo della produzione venne posto il Maestro di zecca Michele Cavo, artigiano sapiente e già vastamente apprezzato per le sue qualità artistiche nel campo numismatico. Da quei locali, oggi giorno ancora esistenti, uscirono diverse tipologie di cavalli in rame e, come si presuppone, anche un primo prototipo di carlino d'argento a cerchi concentrici che doveva ovviare il tanto annoso fenomeno della tosatura dei conii. Purtroppo la "sperimentazione" dell'opificio numismatico di Torre Annunziata ebbe vita breve, questo per via dei problemi logistici che si vennero a creare per il trasporto dei "prodotti" verso la capitale, spesso predati lungo la Via Regia. Nel febbraio del 1622 l'intero impianto venne smontato e gli innovativi bilancieri portati a Napoli e, forse, depositati presso la Zecca di Sant'Agostino. Dopo questo breve sunto riguardante la breve, seppur intensa, vita dell'officina di Torre Annunziata, tante sono le domande da porsi sulle monete ivi prodotte. Vennero qui prodotti altre tipologie di monete di rame? Vennero prodotte specifiche monete d'argento vista la "sofisticata" e quanto mai precisa strumentazione qui adoperata per la realizzazione dei coni? Qualche risposta in merito già l'ho trovata, in corso di studio, ma tanti restano ancora i punti da chiarire ed è per questo che mi piacerebbe affrontare con voi esperti la questione. Vi lascio con uno ritaglio estrapolato da un documento eccezionale, parte di una gran mole di altri documenti, ritrovati nel corso delle mie ricerche: la firma autografa del Maestro di zecca Michele Cavo e l'immagine, ben conosciuta, del Carlino d'argento a cerchi concentrici. Vincenzo Marasco Centro Studi Storici "NIcolò d'Alagno"
  10. Ormai è stato dato alle stampe l'articolo su PN di settembre, quindi posso presentarvela. Proveniente dalla stessa collezione apparsa alla 5^ Asta Artcoins in data 14 maggio 2012, che già ci ha regalato diverse rarità e conservazioni di alto livello: Filippo III d'Asburgo 1598-1621 Mezzo Carlino Argento diametro: 17,3 mm peso: 1,31 g D: + PHILlPP • III • D • G • REX • ARA • VT • S Busto con tocco arciducale volto a destra, nel campo a sinistra GF/GI R: Anepigrafo Tosone sospeso volto a destra circondato da sei globetti, in corona di quercia chiusa da due + Rif. PR - CNI - MIR - Al di là dell'articolo, mi piacerebbe sapere anche un vostro parere. Proviamo anche a collegarci con queste altre discussioni http://www.tuttonumismatica.com/topic/1439-monete-napoletane-dalle-aste-e-private-inedite-poco-note-e-varianti-di-conio/ http://www.tuttonumismatica.com/topic/1624-mezzi-carlini-di-filippo-iii/
  11. Salve volevo portare a conoscenza degli appassionati della Monetazione Napoletana che sul Giornale della Numismatica del mese di maggio è apparso un articolo su un Mezzo Ducato di Filippo III "nuova variante"...ho dato una controllata ai riferimenti e ai testi bibliografici e devo dire che sembra esserla effettivamente. Per gli appassionati del periodo Vicereale e non..........buona lettura. 4490_.pdf
  12. LA PRESENTE DISCUSSIONE È STATA VALUTATA COME TOPIC AD ALTO CONTENUTO SCIENTIFICO ED È STATO APPOSTO IL SEGUENTE COPYRIGHT: http://www.copyrighted.com/copyrights/view/gwuc-goel-cj25-tkkd È VIETATA LA RIPRODUZIONE SENZA IL CONSENSO DEGLI AUTORI DELLA DISCUSSIONE. Mi è capitato ultimamente di osservare molte monete coniate a Napoli da questo sovrano; incuriosito dalla loro bellezza e dai nuovi metodi di coniazione (oramai noti), ho avuto anche modo di esaminarne i gradi di rarità. Devo dire che molte di esse riporate comuni o non comuni hanno avuto un giudizio troppo "stretto", infatti alcune andrabbero elevate a qualche grado di rarità superiore. La monetazione è molto ampia, e vorrei chiedere anche la consulenza sia del nostro moderatore di sezione @@Layer (preparatissimo sulle monete di questo re) sia l'intervento di altri utenti per cercare di stilare una nuova classificazione di queste monete. Partendo dal nominale più alto, iniziamo.
  13. In questa discussione http://www.tuttonumismatica.com/topic/2285-la-simbologia-della-croce-potenziata-su-alcune-monete-di-filippo-iii/ stavo man mano allontanandomi da quello che era l'argomento del post, cioè il simbolo della croce, perchè mi sono fatto prendere dal fascino di queste monetine d'argento. Ho deciso, quindi, di aprire un'appropriata discussione su questo nominale e porre da subito, in prima battuta un quesito: Dal vol. del Pannuti e Riccio in poi viene riportata una tipologia senza sigle, riprodotta anche di recente da Perfetto 2014 "Lanciano demaniale in fiera"..... !! Gli autori del corpus escludono dalla classificazione questo esemplare, credo per ovvi motivi di tosatura attuate su queste monete; la moneta in foto al nr. 55 del Bovi (che è il rif. a cui si rifanno il PR) presenta chiaramente segni di tosatura proprio a ridosso delle sigle degli ufficiali di zecca....non è chiaro se vi siano o meno. Il senza sigle è ripreso da un disegno del Cagiati !! La domanda è....esiste ?
  14. Salve, credo che questo Carlino non abbia fatto appieno il suo dovere, ed il possessore, all'epoca, avrà perso la metà dei suoi soldi. http://www.ilportaledelsud.org/tosatura.htm
  15. Ciao a tutti, questi due mezzi carlini sono praticamente uguali, ma la distanza tra la testa e la legenda cambia, ora vedo la distinzione testa piccola e testa grossa e mi chiedevo non è che questa distinzione deriva da altri parametri?
  16. Ho fatto uno sbaglio, gli occhi m'hanno tradito! Pensavo fosse argento e mi sono ritrovato un altro 1/2 Grano in rame. E va beh ... non sarà l'ultimo dei futuri errori. ... però non è proprio male.
  17. Nel 1° Bollettino del Circolo Numismatico Partenopeo è stato inserito uno studio dell'amico Fabrizio su questa tipologia monetale, interessante, con una rivisitazione ad ampio raggio, oggettiva. L'autore potrebbe darci un resoconto ed una sua opinione riassuntiva......ma intanto avrei da chiedergli, per quanto possibile di discorrere sulla tipologia raffigurata e riportata al nr. 13 del suo studio.....mastro di zecca, di prova e la data e se cortesemente potrebbe postare una foto di quella moneta. Grazie
  18. Buona sera a tutti, mettiamo da parte per questo post le monete......e raccontiamo un pò la storia, che poi, in effetti, si configura con l'oggetto metallico stesso. A quale evento importante della storia del periodo vicereale di Napoli affianchiamo, o meglio sono riferite queste due opere d'arte ? Impegno !!
  19. Salve a tutti, questa l'ho identificata con il grano del 1637, per la forma dello scudo. Non ne sono totalmente sicuro. Voi che dite?
  20. Per voi c'è o non c'è la R? http://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=298719
  21. Visionando un pò di monete mi sono soffermato su questa qui E' davvero bellissim. Personalmente non so molto su questa moneta. E' rara? cosa rappresenta il rovescio? Avete curiosità al riguardo? Numismatica Ars Classica NAC AG, asta 35, lotto 205, 2/12/2006
  22. Ciao a tutti ecco un altro acquisto effettuato recentemente: Carlino con Leone 1684 (Asse alla Tedesca). Eventuali commenti sono sempre graditi, riguardo alla moneta e alla variante sopra descritta. Un Saluto a tutti, Gabriele
  23. Come promesso, cerchiamo di rendere almeno chiare anche qui alcune rarità sulla monetazione di questo sovrano.
  24. Sotto Carlo II e quando oramai la coniazione delle monete passò a pieno regime con il bilanciere, si ebbero anche le prime monete con l'indicazione del loro valore. Oltre al Tornesi Tre del 1683 (5 volte raro) ma con l'indicazione per esteso, a Napoli le prime monete ad avere segnato G. con il valore sono stati: Il Tarì del 1688 Il carlino del 1687 l'8 Grana del 1688 queste con il valore espresso in numeri romani. G XX - G X e G VIII I due nominali più alti e cioè i 2 tipi di mezzo ducato (stemma - tosone) ed i 2 tipi di ducato (stemma - tosone) hanno invece in valore espresso in G 50 e G 100 .......... chissà perchè Questo potrebbe essere un quiz per l'estate....da non sottovalutare. Durante il corso di questi miei studi su Carlo II mi pare di comprendere che a Carlo o a qualche vicerè gli piacesse molto il simbolo della X ... eh...eheh....eh..... !! A parte quello che ho scritto e che ci ritornerà utile in questa discussione http://www.tuttonumismatica.com/topic/2421-sulla-rarit%C3%A0-delle-monete-di-carlo-ii-di-spagna-1674-1700/ stè monete di Carlo mi appassionano ogni giorno sempre di più. Ecco un esemplare, appena preso, che ve ne pare ? a parte le foto come al solito.
  25. Non è tanto cosa facile ricercare delle belle monete come questa ... non sono un buon fotografo e mi mancano anche i mezzi per realizzare una buona fotografia.......ma spero che renda l'idea. A parte questo il Tarì del 1697 venne riportato dal MIR come una moneta Comune, ma alla Civitas Neapolis sono passati 2 esemplari classificati R2 .... Ho fatto delle ricerche e non è che ne sono passati tanti, anzi; Secondo voi dove stà la verità. Io ritengo che sia una data molto rara e farebbe compagnia alla "sorellina" con la stessa data e cioè il G X. Prego pareri sulla conservazione e commenti sulla rarità.