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Piakos

N.009 - IL CODICE URBANI, LA NUMISMATICA, IL MINISTERO E LA CARBONERIA.

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La Numismatica è una disciplina esoterica?

Persino le monete antiche come possono essere quelle romane o greche, pur con un impatto  suggestivo, non sfuggono all' indifferenza culturale della maggior parte delle persone, specificamente in un paese che soffre una scarsa  diffusione della cultura....come purtroppo è il nostro.

Provate a mostrare una collezione, grande o piccola, ad amici o conoscenti: interesserà a costoro solo il probabile valore commerciale del contesto numismatico...ben pochi mostreranno grande entusiamo, meraviglia o rimarranno affascinati dalle singole monete al punto da iniziare a prenderle in personale considerazione. Interesserà per lo più calcolare quanto avete potuto spendere per raccoglierle.

Non si tratterà di mancanza di interesse...piuttosto vi troverete a valutare un caso di non adeguata preparazione culturale anche minima o basilare.

Perchè?

Semplicemente la cosa non riscuoterà interesse...

Se invece vi trovate tra amici o conoscenti e tirate fuori dalla tasca l'ultimissimo e costoso modello di smartphone...sicuramente la cosa farà più effetto e desterà il malcelato interesse di molti...che non ce l'hanno o ne possiedono uno ritenuto "scrauso" (con licenza gerguale). Nota 1

Potremmo quindi concludere che collezionismo numismatico, specificamente quello delle monete antiche, sembra essere  alla stregua di un ambiente “antico” e semi esoterico. Comunemente si crede che le monete antiche siano oggetti insoliti per gente insolita od eccentrica che studia cose astruse, di cui c'è scarso bisogno nella quotidianità. Una sorta di filosofia oggettiva assolutamente inconcludente oltre l'eventuale valore dell'investimento (ammesso che tale sia).

Rammento che in un film inglese/statunitense passato nelle sale da qualche tempo, la protagonista (una truffatrice a caccia di uomini facoltosi ed interessanti) si chiedeva - onde prepararsi al meglio per la  predazione - cosa ci fosse di insolitamente interessante per un ambiente di livello. Poco dopo l'inquadratura del film mostrava la protagonista mentre sfogliava un testo di monete greche antiche,  (piuttosto belle).

Questo esempio per dire come anche l'ambiente anglosassone considera le monete (specie se molto antiche) come qualcosa di particolare...essenzialmente eccentrico, che si pone fuori dal consueto e dell'interesse generale. Ma...per intenderci meglio, non come possono essere considerate le fuori serie (cioè una Aston Martin o una Ferrari che sono oggetti di target esclusivo...ma che possono prescindere dal livello culturale degli appassionati).

Insomma le monete sarebbero fuori dalla cultura comune.

Il problema sarebbe però doppio...esiste oggi una cultura comune e condivisa?

Nota 1: "Scrauso": forse cacofonico o derivante da scausa (v. scaglia) con la r peggiorativa, cosa sgradevole, scadente ... Definizione sul Dizionario del Corriere della Sera.

(Continua...)

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CULTURA DI SERIE A O DI SERIE B?

Siamo, pur  sommessamente,  convinti che in realtà non c'è una cultura di serie B...piuttosto riteniamo che, in realtà, non sussiste una cultura condivisa che vada oltre gli argomenti divulgati dai mass media.

La cultura e la sapienza dovrebbero appartenere al patrimonio comune ed al comune sentire dell'umanità. Non c'è alternativa per lo sviluppo dell'anima dell'uomo e della società, oltre alla conoscenza...che, a tal fine,  non può e non dovrebbe essere rivolta quasi esclusivamente verso la tecnica (La tecnica, dal greco τέχνη: téchne).

Al riguardo la numismatica è veicolo sovrano di conoscenza e di studio,  che dovrebbe essere promosso dai Beni Culturali e dalla Pubblica istruzione (quali strutture competente dello Stato) e condiviso e divulgato insieme agli operatori ed ai Collezionisti.

Ma la cultura e la conoscenza umanistica non interessano alla dimensione opposta che ha conquistato i nostri tempi: cioè alla tecnica, ove prevale solo il trionfo della mera (e spesso essenziale) razionalità. Per questa ci sono cose utili alla bisogna tecnologica ed economica (perseguire i target con efficienza) e inutili o superflui (la cultura umanistica). Rammentiamo che per  la tecnica l'uomo è un mezzo e non un fine, in quanto questo interessa alla tecnica solo ove sia capace di rapportarsi con efficienza al mondo della produzione e del consumo.

(Continua...)

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Scarne osservazioni sui beni culturali

Al riguardo, per concretizzare il discorso in topic e nella sfera che ci preme, potremmo riferirci ad una antitesi:

1) chiederci dove'è collocato il patrimonio artistico dello Stato e se, tale patrimonio è stato sufficientemente pubblicato, sufficientemente protetto, divulgato, valorizzato e se è iberamente e agevolmente  fruibile...specificamente riguardo alle monete antiche.

Sarebbe interessante aprire una discussione specifica al riguardo...e lo faremo nel prosieguo, senza polemica e con il massimo rispetto per chi è Preposto al bene pubblico.

Ebbene le risposte a tali interrogativi potrebbero essere sconfortanti...il caso eclatante è lo stato in cui si trova il Sito di Pompei...ma non è l'unico, purtroppo.

D'altronde se lo Stato non destina fondi alla ricerca, ai Beni Culturali, alla Pubblica Istruzione vuol dire che la cultura non è considerata una leva per l'evoluzione della società...specificamente della Nazione.

2) Per converso può interessare al Sistema  allestire una mostra con la massima efficienza e con il patronato di enti economici potenti (c.d. mani forti o gruppi di pressione) che hanno un ritorno di immagine e pubblicità. Quindi si scelgono un numero limitato di oggetti, che vengono asportati e trasferiti con la massima diligenza efficienza e cura, previa una copertura assicurativa che ha un ulteriore costo oltre ai vettori. Si pubblicherà un catalogo con nomi in primo piano. Si sceglierà una location di successo e di richiamo. Verranno curate la climatizzazione, la sorveglianza, la sicurezza. Si procederà a pubblicizzare l'evento tramite i mass media. Si inviteranno persone di primo piano...che verranno intervistate. Ovviamente la gente pagherà un biglietto di ingresso...mediamente costoso.

Siamo in presenza di un progetto tecnico e legato al business: la cultura diventa pedissequa nell'accodarsi al business e al culto delle immagini. Le opere d'arte diventano prevalentemente delle immagini.

E le immagini non hanno a loro volto bisogno di cultura per essere valorizzate...è sufficiente saperle proporre al meglio.

Ovviamente ci sono dei risvolti culturali in tale progetto, ma finiscono per apparire in secondo piano in quanto non avremo una manifestazione finalizzata alla formazione.

In realtà la cosa somiglierà ad una sorta di festa dietro biglietto pagante. L'uomo sarà un mezzo...per la riuscita della manifestazione...in termini di numeri. Non sarà il fine.

Ecco una dimostrazione di tecnica...applicata.

Se la manifestazione sarà un successo il merito è dell'organizzazione.

Le opere...poverine, già esistevano, non sono state create da un grande artista appositamente. Stavano in un museo dove torneranno alla fine dell'evento.

Uno dice: ma che dici Piakos...l'occasione è comunque ghiotta per vederle tutte insieme...in un dato luogo. Molte non le avresti mai viste.

Ed io rispondo a tale interlocutore: sai quanto costa un evento del genere? Con tutti i rischi comunque connessi all'evento stesso?

Ma tu conosci tutte le opere d'arte e i siti d'arte e di storia altrettanto significativi...che sussistono nella tua città o nei luoghi a te vicini?

Sono ben conservati? Sono ben curati? Te ne interessi?

Nel caso 1) abbiamo un patrimonio culturale teoricamente fruibile da tutti ed appartenente allo Stato, ma non adeguatamente valorizzato, non adeguatamente promosso e inadeguatamente portato alla giusta attenzione delle masse. Con molto materiale in giacenza nei depositi ancora da studiare, catalogare...a volte ancora da inventariare.

Eppure è il patrimonio per cui dovrebbe passare la valorizzazione e la promozione della conoscenza e della cultura, come strumenti di crescita degli Italiani.

Chi se la sentirà di promuovere e di divulgare in modo adeguato il seguente slogan:

prima di comprare l'ultimo modello del vostro smartphone, comprate libri e venite al museo...vi aspettiamo e i nostri funzionari sono a disposizione per visite guidate di estremo interesse e per la divulgazione della cultura?

Chi se la sentirà di dire: il multitasking (nota 1)  favorisce la velocità di alcune connessioni delle sinapsi cerebrali...a danno della profondità di ragionamento, di critica e di analisi effettuabili tramite il cervello.

O ancora: lo smartphone e l'uso compulsivo e ripetuto dei videogiochi e dello stesso computer , sono nemici del pensiero...che un tempo si chiamava logos, per gli stessi motivi di cui sopra.

Quanto più il pensiero perde spessore e capacità speculativa...tanto più l'uomo regredisce e si stabilizza nella dimensione dell'immagine...cioè ad un livello antecedente i filosofi Pre Socratici, quindi a circa 2.500 anni fa'.

Importa a qualcuno?

Interessa a qualcuno?

Comunque questo, in estrema ratio, sarebbe il nuovo che avanza.

Nota 1: in informatica, un sistema operativo con supporto per il multitasking (multiprocessualità) permette di eseguire più programmi contemporaneamente: se ad esempio viene chiesto al sistema di eseguire contemporaneamente due processi A e B, la CPU eseguirà per qualche istante il processo A, poi per qualche istante il processo B, poi tornerà ad eseguire il processo A e così via.

(Continua...)

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Sempre più interessante... attendo il seguito... Gli interventi dopo per non interrompere il filo logico.

Arka

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Ciao Arka...non interrompi nulla.

Intanto che io trovo il tempo, le idee e la penna adatta a concludereil discorso su questo topic...puoi scrivere tranquillamente.

Tu sei un uomo colto ed intelligente...ben conosci i benefici del processo dialettico.

Qualche spunto può essere sempre e comunque utile.

In ogni caso continuerò a breve.

:)

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Caro Piakos, ci stai conducendo per mano in un discorso nuovo e interessante. L'idea è Tua e trovo giusto che sia Tu a portarci ''in meta''. Poi potremo discutere, spero anche con altri utenti.  :D

Arka

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SCARSO FAVOR PER I COLLEZIONISTI DA PARTE DI CHI DI DOVERE...COME MAI?
Abbiamo iniziato questo topic parlando della numismatica come di una scienza esoterica. Occorre ribadire che la Numismatica è effettivamente materia difficile  per le molteplici motivazioni, già in parte descritte nei topic precedenti e che verranno ulteriormente analizzate nel prosieguo di questo vademecum.
Tra le principali difficoltà c'è anche l'aspetto normativo, attese le leggi che regolano la materia (c.d. Codice Urbani e leggi precedenti) ...ma, sopra tutto, il modo in cui le stesse leggi vengono interpretate, applicate e regolate.
Eppure la Numismatica ha un potenziale di coinvolgimento notevole...peraltro i conii sono stati incisi, nelle varie epoche, con raffigurazioni pensate ad un mezzo circolante: per la propaganda, la commemorazione, lacelebrazione e la  comunicazione...cioè per un media.
Le monete hanno, quindi, un approccio piacevole ed un feeling, entrambi di facile comprensione già al primo impatto e possono attivare un interesse per la storia dell'uomo e dell'arte...in verità oggi piuttosto carenti.
Di conseguenza la Numismatica può accendere la fiamma della conoscenza, al contrario degli smartphone o di un viaggio agli empori di Dubai: identificabili il primo con uno strumento tecnico (reso appetibile oltre misura)...ed il secondo una meta di consumo e di immagine. Però entrambi (a titolo esemplificativo) sicuramente più appetiti tra le masse rispetto alla cultura.

La numismatica andrebbe valorizzata, divulgata, promossa con impegno.

A fronte di quanto precede i collezionisti e gli appassionati di monete, purtroppo, non sono numerosi come quantità sociale relativa.
Perchè?
Forse perchè le monete, specie quelle belle e/o importanti, sono costose?
O forse perchè malgrado la loro comprensibilità agevole, le monete transitano in un ambiente complicato?
Od ancora perchè, da ultimo,il fenomeno delle falsificazioni sta crescendo oltre misura?
Tutti questi aspetti sono già stati fatto oggetto di indagine in questa Sezione e, sicuramente, incidono in misura apprezzabile quali  difficoltà per la materia.
Ma l'aspetto che maggiormente sembrerebbe frapporsi come filtro o come difficoltà per la diffusione della numismatica nell'ambiente sociale, quindi per l'accrescimento del numero degli appassionati, è di carattere normativo...in quanto i Collezionisti debbono scontrarsi con forti limitazioni e problematiche legali, specificamente per lo scarso favore del Ministero competente e di parte degli Organi di Controllo e Giudicanti.

Potremmo quindi ragionare nella seguente maniera.
Le monete antiche sono in grado di veicolare cultura, interesse per l'umanesimo, per la storia e per l'arte. Abbiamo la presunzione di ritenere assodate tali cose. Come valore aggiunto le monete sono un'occasione di accrescimento culturale del singolo...di non poco conto.
Il patrimonio numismatico dello stato è copiosissimo...ma disperso sul territorio, in buona o massima parte giace non catalogato e scarsamente protetto nei magazzini e nei sotterranei, spesso se non sempre, tranne qualche saletta, non è facile accedere alle collezioni pubbliche. Peraltro le varie Soprintendenze non sembrano dare l'impressione, nel loro insieme, di un sistema fortemente unitario ed organizzato.
A fronte di tutto questo il Collezionista viene visto come un possibile fomentatore della spoliazione dei siti archeologici e della dispersione di materiale archeologico...mentre per la verità la maggior parte del materiale passa prima per le strade del commercio legale...dove il collezionista ossequioso delle norme e l'appassionato studioso ligio alla legge italiana, lo acquisisce.
Forse è più facile spaventare ed incidere sui collezionisti piuttosto che inquisire il commercio e il traffico?
In effetti...sembrerebbe che chiunque acquisisca materiale numismatico, anche alla luce del sole, potrebbe essere inquisito in ogni momento su delazione o sulla base di un mero equivoco o di una errata segnalazione...malgrado la sussistenza di una documentazione d'appoggio del materiale oggetto di sequestro ed il curriculum immacolato dell'inquisito, potrebbero essere in grado di comprovare - con palmare evidenza -  che la persona inquisita non è né un ricettatore e nemmeno un delinquente.
Le cose, probabilmente,  alla fine saranno acclarate e la verità finirà per emergere a favore del numisamtico inquisito.
Passeranno mesi...anni.
Qualche moneta sequestrata potrebbe perdersi o danneggiarsi.
Sicuramente il danno di immagine per la numismatica da collezione sarà enorme...sorvolando in questa sede sul danno ricevuto dalla persona inquisita...parimenti importante e amaro.

Buon senso vorrebbe che il controllo fosse preventivo, non nell'area del collezionismo quanto nel mondo del commercio. Per converso l'area commerciale continuerà ad acquisire degli stock e proporre materiale numismatico a prescindere che l'ambiente sia reale o virtuale. Appena il topolino mangia il formaggio...ehm, pardon! Le monete...scatta la molla e la coda resta bloccata. E' palese, a titolo di recente esempio, l'episodio dell'acquisto di un insieme di monete ad un'asta tenutasi a Torino. Potenzialmente o per avventura quelle monete avrebbe potuto acquisirle chiunque, peralttro la Casa d'aste che le licictava è blasonata, di antica data e famosa. A seguito dell'aggiudicazione di questo lotto...l'aggiudicatario è stato inquisito.
Conclusione: sicuramente il commercio numismatico italiano è in mano a professionisti abili, colti e ligi alle regole dello Stato...altrimenti non è dato comprendere come costoro possano continuare ad esercitare il commercio.
Ed allora qualcosa in tutto questo non quadra.

(Continua...)

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Peraltro una stortura procedurale vuole che, nei confronti degli appassionati e dei collezionisti,  spesso non venga cercata dagli inquirenti una singola moneta od un gruppo di monete in presenza di una specifica denuncia a seguito di furto, smarrimento e conseguente illecita appropriazione, truffa, smercio di falsi ecc.
No...potrebbe essere sufficiente che un tombarolo, un ladro, un trafficante, un falsario...o chiunque altro indichino qualcuno, come personaggio che acquisisce monete sospette, per porre l'attenzione su costui. Oppure (a titolo di esempio) chi dovesse essere trovato, in un dato ambiente, in possesso di monete o anche di una singola moneta acquisita sulla ciotola al mercato delle pulci, reale o virtuale, sarà fatto oggetto di indagine e/o potrà essere denunciato. E ciò a prescindere dalla reale importanza culturale od oggettiva della moneta acquisita.
Adesso un ipotetico interlocutore potrebbe dire: scusi Piakos...ma è chiaro che se la moneta acquisista sulla ciotola...proviene da scavo clandestino, il danno sarà stato ccomunque significativo per la Comunità...in ragione di una decontestualizzazione subita, ad esempio, da un Sito archeologio.
Prendiamo per valida tale obiezione dando per certo che possa essere così.
Malgrado quanto precede è però probabile che dopo una settimana...se non il giorno dopo, il contesto commerciale (reale o virtuale) dove la moneta o le monete sono state accquisite dal malcapitato, sia ancora lì...per vendere.
Come mai?
E' lecito chiederselo?
Direi di si.
Tutta la vicenda ha un senso tecnico per la tranquillità del cittadino?...direi di no.
Un senso logico non occulto?
Nemmeno.
Quanti sono i tombaroli e gli spoliatori di siti ed oggetti archeologici: qualche decina...qualche centinaio? Quanti sono gli appassionati di numismatica che non spogliano i Siti archeologici e non praticano la ricettazione: sono decine di migliaia.
Quanti sono i potenziali studiosi ed appassionati di numismatica, ove questa fosse promossa e non terrorizzata: sicuramente qualche centinaio di migliaia.
Conseguentemente uno strumento di diffusione culturale di grande portata e grande importanza come la Numismatica, potrebbe apparire un ambiente border line  frequentato da una sorta di congrega di Carbonari (Nota 1) .
Quindi, la Numismatica, specificamente quella che si occupa di monete antiche, sull'alea dello scarso favore di cui gode presso le Autorità e degli Organi dello Stato competenti, non riuscirà mai a dispiegare l'effetto di compensazione culturale, rispetto ad un sistema (geopolitico, economico e tecnico) che è deculturalizzante in proprio e dedito alla promozione, incentivazione e capillare diffusione dei consumi … piuttosto che della cultura.
A meno che la stessa cultura: un oggetto d'arte, un contesto, una manifestazione, una sinergia,  non vengano fatte diventare - esse stesse - oggetto od occasione di consumo.

Alla fine qualcuno che si era appassionato alla numismatica...viste le molteplici difficoltà nel praticare la materia, lascia perdere e si compra l'ultimo modello di uno smartphone a Dubai...per gratificarsi rispetto alla delusione...e la Numismatica resterà una scienza esoterica...qualcosa  per Carbonari...che tendono ad immergersi per evitare inquisizioni, denuncie e delazioni.
E' forse questo, quello che si vuole?

Nota 1: La Carboneria è stata una società segreta rivoluzionaria italiana, nata nell'allora Regno di Napoli durante i primi aNota 1nni dell’Ottocento fondata su valori patriottici e liberali.
Il nome "Carboneria" derivava dal fatto che i settari dell’organizzazione avevano tratto il loro simbolismo ed i loro rituali dal mestiere dei carbonai, ovvero coloro che preparavano il carbone e lo vendevano al minuto. Gli iscritti alla Carboneria aspiravano soprattutto alla libertà politica e a un governo costituzionale: erano in gran parte intellettuali e studenti;  oltre ad adepti di estrazione professionale e mercantile.
Aderirono alla setta, in maniera esplicita o implicita, famosi personaggi dell'Italia risorgimentale: Silvio Pellico, Antonio Panizzi, Giuseppe Mazzini da giovane, Ciro Menotti, Nicola Longo, Emilio Maffei, Piero Maroncelli, Melchiorre Gioia, Napoleone Luigi Bonaparte.

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@all'amico Arka.

L'opera, pur modesta, è compiuta.

A te passo la mano come dai tuoi post precedenti.

:)

P.S.

Per interventi ullteriori, li auspichiamo e, sicuramente arriveranno nel prosieguo.

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L'argomento è sicuramente interessante. Condivido in pieno il fatto che la Numismatica è fonte di cultura. Ogni collezionista impara qualcosa dalle sue monete. I più curiosi cominciano a leggere libri di numismatica, di storia, di arte... A qualcuno viene voglia di dividere con altri le proprie conoscenze. Nascono così pubblicazioni (anche di notevole livello), conferenze, mostre. Quindi qualche ''carbonaro'' emerge e cerca di spargere la conoscenza.

Il ruolo dello Stato come si presenta..? Per esperienza personale devo dire che dipende tutto dalle persone. Tra i funzionari dello Stato che si dedicano alla numismatica ho trovato persone chiuse (soprattutto nei confronti del collezionismo privato), ma anche persone disponibili. Alcune molto disponibili. Con alcune collaboro già da molti anni e la collaborazione ha dato buoni frutti.

Credo che molto dipenda anche dai collezionisti. E dalla loro capacità di interagire con i numismatici strutturati. Sono ancora dell'idea che una collaborazione proficua ''si può fare''.

Arka

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Caro Arka...

sarò schietto con il massimo rispetto, nello spirito di questo sito...che, come avrai notato:

- ha a cuore la sostanza... piuttosto che le linee chat, di qualche riga, tra gli utenti;

- gradisce una soglia non stereotipa di apporti, piuttosto che il movimento dei contatori delle visite.

Ciò senza assolutamente nulla togliere alla legittimità di diverse ed ottime linee editoriali...e senza non auspicare, comunque, l'incremento del  nostro gradimento nel futuro.  :)

Vengo pertanto al dunque.

A ben leggere in massima parte nelle righe, e qualcosina anche tra le righe di questo vademecum, compresi i post di questo Topic, non sfugge che vengono qui intavolate argomentazioni, analisi, comparazioni e idee che spesso sono state richieste ed auspicate in altri lidi, ma con scarsa partecipazione di contenuti. O, sempre in altri lidi, è possibile leggere contenuti vagamente pedissequi e /o schiacciati su leitmotiv ricorrenti, per la serie: non si potrebbe collezionare nulla perchè lo Stato non vuole, la Cassazione nemmeno, l'interesse culturale ce lo vieta e la decontestualizzazione anche.

Cioè Papà non vuole, mamma nemmeno...come faremo, come faremo.

Quindi armiamoci che parto io e decido comunque io...oppure armiamoci e partite Voi.

Risultati: non si va avanti di una virgola sulle questioni di fondo, malgrado un qualche aggiornamento anche tecnico solo sui temi che confortano un certo pessimismo. (?)

Basta leggere i tuoi interventi al riguardo postati nel web...sino a ieri o poco prima di ieri...per capire che tu non saresti d'accordo. Specificamente sulla supposta sussistenza di uno sbarramento ambientale e normativo che si frappone al libero collezionismo anche se praticato alla luce del sole.

Leggere adesso le dieci righe che hai postato...francamente mi delude...e, per certi aspetti appare defatigatorio...anche in ragione di quanto avevi anticipato.

;)

Scrivo queste cose con la mia solita trasparenza e schiettezza:

- in primis perchè è nello spirito di cosa cerco di scrivere....alzare sempre e comunque qualche velo, altrimenti - giusti gli argomenti sin qui trattati - non avrebbe senso un approccio meno originale. :);

- Inoltre perchè sono fermamente convinto che tu puoi, se vuoi, scrivere molto di più contribuendo VALIDAMENTE anche alla ricerca in atto sui temi dispiegati in queste pagine elettroniche.

Il perchè non lo fai ...potrebbe comunque essere nel tema qui ricorrente: quello di un certo mistero che ammanta alcune cose della numismatica...e di una certa mancata condivisione tra numismatici.

E questo contribuisce comunque da parte tua, anche indirettamente, a rimanere nello spirito dell'opera.  :D

Concludo nella certezza che vorrai assumere il soprastante contenuto in modo positivo, come sprone ed omaggio alle tue note capacità ed alla tua esperienza...che spesso restano - purtroppo per noi e qui per tutti - in massima parte celate.

Se poi la cosa dovesse essere riferibile a questioni di  umiltà...mi tolgo il cappello. Ma a mio sommesso avviso è massimamente umile anche chi condivide e mette a disposizione tempo, esperienza, cultura  e qualche fatica.

Con ogni migliore auspicio...ad majora!

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Vuoi proprio farmi faticare, eh?  ;D

Ci proverò. Ti avviso comunque che sono contrario a post troppo lunghi. La gente si stanca e non segue più. Nei forum trovo invece molto efficace un dibattito del tipo dialogo. Un concetto viene così seguito con interesse (a volte putroppo viene inquinato da discorsi che nulla hanno a che fare con il tema trattato, ma è uno dei problemi della democrazia).

Siccome in questa discussione (che ho trovato interessante fin dall'inizio) hai messo tanta carne sul fuoco, per poter tentare (ma non è detto che riesca) di dire qualcosa di interessante dovrò analizzare punto per punto. Comunque ci proverò.

Arka

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La Numismatica è una disciplina esoterica?

Il primo punto toccato è quello dell'indifferenza delle gente comune di fronte ad una collezione di monete. L'indifferenza è spesso dovute alla poca conoscenza della numismatica ovviamente, ma anche della storia. Cominciamo quindi a trovare dei responsabili di questa ignoranza. Innanzittutto la scuola. Non insegna la storia. I testi scolastici sono di una superficialità grandissima. Le nozioni sono buttate là senza alcun approccio critico. A volte addirittura certi argomenti sono presentati con superficialità tale da far pensare a un intento voluto, ovvero quello di celare una verità. Nel testo di mio figlio la storia della Serenissima era insieme alle altre Repubbliche Marinare e il tutto occupava due facciate. La storia del papato era invece ''concentrata'' in sole 100 (in lettere: cento) pagine. Lascio ai lettori i commenti.

Quindi senza la base storica per le persone comuni è difficile l'approccio alla moneta.

Secondo problema. Ho scoperto già quando ho iniziato che far vedere una collezione di monete suscita solo un interesse del tipo ''quanto vale'', come giustamente ha scritto Piakos. Ho smesso di mostrarle. Tuttavia poi ho scoperto che se prima riuscivo a trovare il modo di parlare delle mie monete in modo interessante, la successiva visione della collezione suscitava già dei risultati migliori. Se poi accompagnavo la visione con qualche testo dove erano illustrate monete simili alle mie l'interesse cresceva. Così ho scoperto la forza degli ingrandimenti. Più grande è l'immagine da far vedere e migliore è il risultato sul pubblico. Grazie a questi accorgimenti le mie conferenze hanno un buon successo...

Ecco che un appriccio diverso può far diventare meno esoterica una materia ostica come la Numismatica. Tante volte dopo una conferenza mi son sentito dire: ''Sa che non avevo idea che le monete potessero esere così interessanti?''

Quindi una migliore preparazione scolastica e un miglior sistema di comunicazione dei numismatici sarebbero auspicabili per farci uscire alla luce...

Arka

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Cultura di serie A o di serie B?

E' vero. La tecnica ha sicuramente più seguito della cultura umanistica. Però la tecnica non ha risposte per tutte le esigenze umane. Sembra poterlo fare, ma poi lascia delusi. E' fredda, esatta, non ammette errori... Noi invece abbiamo bisogno di calore, abbiamo bisogno di trovare la nostra strada, che spesso è tortuosa, abbiamo bisogno di risposte alle domande a cui la tecnica non sa rispondere. Infine c'è il grande nemico... la noia. Solo chi ha passione e voglia di conoscenza può sconfiggerla. Ma ci vuole anche pazienza. E la pazienza viene con il tempo. Forse per questo la numismatica attira pochi giovani. Ma poi per molti altri arriva il momento di fermarsi, di riflettere, di scoprire le proprie radici. Quale mezzo migliore per farlo se non la numismatica, che propone pezzi di storia autentici e con un grande legame alla storia, sia universale che minuta, locale...

E poi la conoscenza delle monete ha bisogno della tecnica. Chi le studia non può fare a meno di avere qualche nozione di metallurgia, di metrologia, di economia...

Insomma, per me la Numismatica è stata maestra di vita.

Arka

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Sapevamo che sei un persona egregia ed un Numismatico esimio.

:)

Non vado oltre perchè il sospetto di piaggeria potrebbe serpeggiare.

;)

Questa volta, se sei d'accordo, sono io che attendo la completezza dei tuoi interventi.

Sicuramente replicherò...e cercherò di seguire il tuo consiglio: la sintesi nell'espressione. Purchè, non a scapito della esaustività degli argomenti.

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Il terzo post intitolato ''Scarne osservazioni sui beni culturali'' richiede un po' di riflessione...

Arka

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Il terzo post intitolato ''Scarne osservazioni sui beni culturali'' richiede un po' di riflessione...

:)

Arka

Concordo, quoto e ti aspetto.

A mio sommesso avviso gli ultimi miei tre post (topici) sono strategici, anche per il prosieguo dei prossimi temi e dei prossimi topic.

- Mancata sussistenza di una rappresentanza di categoria per i Collezionisti (non frammista ad altri operatori).

- RICADUTA E CONSEGUENZA: Il Ministero e la sua politica verso la numismatica.

- La Normativa di riferimento, la sua applicazione e la possibilità di un libero collezionismo ed approccio alla numismatica antica.

In questa Sezione l'idea madre è quella di una marcia progressiva e per gradi verso gli argomenti chiave.

:)

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''Scarne osservazioni sui beni culturali''

1) La domanda è dove e come sono conservati i beni culturali dello Stato e se sono fruibili..?

Permettetemi di parlare solo di monete, perchè è la materia che conosco meglio. Piakos ha già anticipato un'amara conclusione. Le monete dello Stato sono in stato di abbandono salvo alcuni rari casi. E' un dato di fatto. Ad esempio in questi giorni ho letto della chiusura (sembra definitiva) del gabinetto numismatico del Museo Archeologico di Napoli per mancanza di personale. Ovviamente questo è dovuto alla scelta da parte dello Stato di destinare pochissimi fondi alla cultura in generale e alla numismatica ancora meno.

Quindi il pubblico non potrà più vedere le monete del museo di Napoli. Ma la vera domanda è lo potranno fare gli studiosi..?

Continua...

Arka

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Guest elledi

Pochi fondi e anche scarso interesse da parte di chi è in altre faccende affaccendato (e non mi riferisco allo Stato)

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''Scarne osservazioni sui beni culturali''

.... Ovviamente questo è dovuto alla scelta da parte dello Stato di destinare pochissimi fondi alla cultura in generale e alla numismatica ancora meno.

Quindi il pubblico non potrà più vedere le monete del museo di Napoli. Ma la vera domanda è lo potranno fare gli studiosi..?

Continua...

Arka

I soldi non ci sono più...a meno di continuare a tagliare fondi su cose importanti o determinanti quotidianamente.

Perchè non ci sono più...potrebbe essere momento e argomento di accesa discussione, in realtà sappiamo tutti il perchè.

Chi decide oggi le sorti dell'economia e della produzione - lo abbiamo già detto sopra - ha buon gioco se la gente ignora.

Comprano di più...trovano non so dove qqualche soldo per gli smartphone...ed altre cose, pagano bollettini.

Qualcosa si deve fare oltre a mangiare per sopravvivere.

Pensare e studiare no. Allora compriamo!

:)

Che gli studiosi possano essere in grado di accedere ai beni culturali gestiti dallo stato...credo sia alla fine possibile, più o meno...ma non tutto.

Il non tutto...al costo di tanta pervicacia e tempo da devolvere nell'impresa.

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Anche Elledì ha ragione... non dipende solo dallo Stato, ma dalle persone che sono alle sue dipendenze, ovvero i funzionari. Quindi dipende dalle persone.

La conservazione e la fruibilità non sono in antitesi, Anzi spesso dove la conservazione è ottimale, anche la fruibilità è ottimale. E non è solo questione di fondi (che comunque sono necessari). E' proprio la buona volontà dei funzionari a far funzionare le cose. Credo qundi che sia indispensabile che lo Stato si concentri sulla qualità dei propri funzionari. Nel caso specifico sulla qualità dei propri numismatici. Che possano rapidamente classificare e pubblicare le monete che non lo sono ancora, anche sfruttando le competenze dei privati (l'esempio del Museo Nazionale Romano con la pubblicazione della Collezione Reale in rete dovrebbe fare scuola). Infine mi piacerebbe che venisse valorizzata la collezione pubblica di monete organizzando mostre specifiche (ho ancora ben presente la mostra al Museo Archeologico di Milano sui bronzi della Repubblica), convegni (aperti anche ai semplici appassionati) e conferenze.

E mi piacerebbe infine un rapporto di maggiore collaborazione con i collezionisti privati, in modo da sfruttare in pieno le capacità di tutti i numismatici, strutturati e privati.

Arka

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Caro Arka,

condivido i tuoi contributi che completano il nostro excursus.

Che mi dici invece del post n. 7: SCARSO FAVOR PER I COLLEZIONISTI DA PARTE DI CHI DI DOVERE...COME MAI?

Qui ci avviciniamo al tema più gettonato, da almeno tre anni a questa parte, su LM.

E, a dirla tutta, ci avviciniamo al tema di maggior interesse, per il Collezionismo e per chiunque detenga monete antiche, nello stesso periodo.

:)

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Sto ancora meditando sul punto 2) di ''scarne osservazioni sui beni culturali''. Hai messo talmente tanta carne sul fuoco che faccio fatica a digerirla... un po' di pazienza.

Arka

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