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Il Sebeto nelle monete e nella storia di Napoli

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3 ore fa, Admin dice:

e quando il Sebeto è senza pala o remo? : QUESTION :

Numismatica Ars Classica NAC AG

Asta 68, lotto, 260 del 4. Decembre 2012

1452150.jpg

Ciao Claudio...

quando il Sebeto è senza pala (o remo...) vuol dire che basta la sua raffigurazione mente si riposa.

Anche il Sebeto si concede quanlche vacanza...sopra tutto da quando la captazione delle sue acque a monte e la cementificazione selvaggia lo hanno portato sull'orlo della scomparsa causa prosciugamento.

: SURPRISE :

P.S.

Grazie @D.B.G  ...troppo buono, ma tu sei un ottimo Numismatico! Complimenti.

:)

 

 

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Ecco...bravi, questo sarebbe il soggetto nuovo da studiare...non è mai stato fatto: perchè il Sebeto è in quella posizione con l'Abbondanza che tiene per mano un bambino e primeggia...mentre lui è seduto con il braccio sx appoggiato sul ginocchio.

Interessante.

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La stabilità (la fermezza) del comando (dell'impero) rende stabilità alla produzione (ricchezza).

Il bimbo è la vita in divenire (il progresso e il futuro).

L'abbondanza sappiamo tutti cosa è.

Il fiume indica la via e attende che le messi maturino...contribuendo con la sua acqua. (forza ed irrigazione).

;D

 

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Mi era sfuggita la segnalazione di @patango ... potresti darci maggiori particolari?

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Questa discussione sul Fiume di Napoli...oggi semi scomparso e/o ridotto a rigagnolo dal percorso fangoso e malsano, potrebbe non finire mai...così come nulla che appartenga alla città di Napoli potrebbe trovare un esaustiva conclusione. Troppa la cultura, troppa la storia, troppe la cose da dire e da scrivere.

Riguardo al Sebeto postiamo quest'ultima nota, che vide protagonista l'ultimo principe degli Hohenstaufen e la sua tragica fine in Italia...in questa nostra Italia che i principi e gli imperatori tedeschi...sognavano di unificare senza in verità riuscire nell'impresa...e, probabilmente se non certamente...sarebbe stato meglio o cosa migliore...se vi fossero riusciti.

Perchè? Cosa semplice è la risposta oggi con le ultime analisi storiche ed obiettive sul punto:

l'Italia come sappiamo non è una nazione condivisa e che condivide le cose dell'Italia...divisa come ancora è...dal 1860, dopo la breccia di Porta Pia, in almeno tre sotto nazioni ed, effettivamente in Regioni che spesso se non sempre hanno poco in comune tra di loro in quanto ad interessi specifici, approcci storici e sociali, dialetti, abitudini, usi, costumi e quant'altro. Una unificazione se non precoce (nell'alto medioevo) almeno non tardiva (entro il 1400) avrebbe reso - CON TUTTA PROBABILITÀ - l'Italia potente e indiscussa ...le divisioni avrebbero avuto tempo e modo di smussarsi e di essere metabolizzate sotto un regno ricco e potente, atteso il genio italico e le molte risorse italiche...allora ancora centro del mondo nel centro del Mediterraneo.

Ma torniamo al fiume di Napoli...il Sebeto ed a Corradino di Svevia, che - sceso in Italia a nemmeno 16 anni di età per riprendere possesso del Regno di Sicilia (sud dell'Italia), dopo la sfortunata battaglia di Tagliacozzo ove fu sconfitto (vilmente con l'uso dell'imboscata a tradimento)  da Carlo D'Angiò (uomo del papa e quindi di parte guelfa) - fu alla fine condotto a Napoli e decapitato (senza pietà e senza legale motivazione), nella Piazza del mercato...DOVE IL D'ANGIÒ SPOSTÒ TALE SPIAZZO  (dal Foro della Neapolis greca e romana) e che  nel medioevo nota come Campo Moricino, che era situato nei pressi del mare. VEDI NOTA 1

Non lontano doveva scorrere ancora il Sebeto...infatti  una epigrafe in marmo di età imperiale, rinvenuta scavando nei pressi di Porta del Mercato ne è una prova. Tale epigrafe rappresenta un tempietto in onore al Sebeto che porta la scritta “P. Mevius Eufychus aedicolam restituit Sebetho” a testimonianza del fatto che P. Mevio Eutico consacrò un sacello al leggendario fiume che, con la massima probabilità aveva letto e foce nelle adiacenze.

I luoghi dovevano essere questi: si vede il ponte dalle molte arcate...capace di tenere le piene del fiume, si vedono le mura della città e la porta.

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Dopo la decapitazione di Corradino,  (che era il figlio di Corrado IV di Svevia) e dei suoi seguaci di parte nobile, i corpi unitamente alle teste ormai separate dal corpo, furono sepolte in riva al mare di Napoli ove era la FOCE DEL SEBETO...POCO OLTRE LA PORTA DEL MERCATO, non lontano dal luogo della decapitazione, ove furono sommariamente sepolti, inumati solo con delle pietre buttate sopra delle fosse sommarie...cosa che, fece scandalo e che, alla fine richiamò l'attenzione del Vescovo per procedere ad una inumazione degna.

Tali macabre ed indegne vicende furono dovute ai timori di Carlo D'Angiò in effetti un fellone protetto dalla cavalleria pesante francese che, all'epoca, era la migliore d'Europa e che aveva portato con se nella misura di 1000 cavalieri scelti). Carlo temeva gli Hohenstaufen cui - di fatto - stava usurpando il regno, in quanto spettava legittimamente a Corradino e, fino a quando non vide la testa di Corradino ruzzolare sul patibolo...non devette dormire sonni tranquilli.

Di seguito: Lo spazio pubblico del campo Moricino e la decapitazione di Corradino (da T. Colletta, Napoli città portuale e mercantile…, 2006).

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NOTA 1:

Per datare l’importante scelta urbanistica di decentramento, ante litteram, per la Napoli duecentesca, nella scarsità delle fonti angioine, ampiamente riconosciuta, bisogna rifarsi a dei documenti indiretti riguardanti concessioni e donazioni da parte dei sovrani francesi di terre demaniali -”terre vacue”- ai monasteri, nei quali si fa più volte riferimento all’esistenza del mercato nuovo al Campo Moricino. Da questi atti, aventi valore legale, si può dedurre che l’autorità regia aveva deciso di fondare il mercato in area diversa da quella fino a quel momento usata, già alla fine del Duecento.

Le Concessioni sovrane a cui si fa riferimento riguardano i due istituendi monasteri nel 1270, proprio ai margini della futura area pubblica di mercato, fanno parte dei Registri angioini e sono conservate anche nelle carte dei due monasteri “soppressi” durante il decennio francese. Nelle Concessioni, da ritenersi dei documenti ufficiali, il sovrano precisa molto dettagliatamente la localizzazione delle terre donate nel “campus Moricinum” vicino al mare e i termini della funzione mercato in quel luogo oltre le mura orientali, già esistenti.

Particolare rilevanza abbiamo dato all’operazione urbanistica di trasferimento del Mercato pubblico da una posizione di centralità nell’antica agorà-forum, ad una posizione decentrata, Dopo la decapitazione di Corradino,  (che era il figlio di Corrado IV di Svevia) e dei suoi seguaci di parte nobile, i corpi unitamente alle teste ormai separate dal corpo, furono sepolte in riva al mare di Napoli ove era la FOCE DEL SEBETO...POCO OLTRE LA PORTA DEL MERCATO, non lontano dal luogo della decapitazione.verso oriente fuori la porta a mare ed alla identificazione di possibili modelli di riferimento offertasi al primo Angiò per tale rilevante decisione che determinò la trasformazione di una zona esterna alla cinta muraria marittima nel nuovo grande spazio aperto per la vendita dei generi commestibili nel Campo Moricino.

Posizione decentrata, alla quale però non si aggiungono funzioni culturali e politico-amministrative che vengono svolte ancora nella città di antico impianto, dando così luogo ad una città maggiormente organizzata dal punto di vista funzionale (da T. Colletta, Napoli città portuale e mercantile, 2006).

SPAZIO ATTUALE dal satellite

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Dedicato questo pur modesto contributo agli amici di Napoli: @Layer e al maestro @Neapolis che auspichiamo torni presto tra noi, concluse da Pietro le fatiche per il testo sulle monete di Napoli, di prossima uscita.

Poichè, infine, non dobbiamo dimenticare che questo è un Sito dedicato prevalentemente alla Numismatica postiamo una rara moneta coniata sotto Corradino di Svevia:

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Messina -Corrado II di Svevia (Corradino), 1254-1258. Mezzo denaro, mistura 0,36 g. C· all’interno di cerchio caricato su lunga croce che taglia la leggenda. Rv. Leggenda intorno ad aquila, ad ali spiegate, volta verso s. Spahr 172. Travaini 58a. MEC 14, –.
Molto raro. BB

Ne esiste un altro conio, dato come inedito:

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Messina-Mezzo denaro, mistura 0,30 g. Leggenda intorno a C sormontata da segno di abbreviazione. Rv. Leggenda intorno a croce accantonata da trifoglio nel secondo e terzo quarto. Spahr –. Travaini cf. 63 (denaro). MEC 14, cf. 596 (denaro).
Apparentemente inedito. BB Questa due ultime emissioni di Corradino di Svevia vengono alternativamente attribuite alle zecche di Messina o Brindisi.

In quest'ultima al R/ parrebbe di leggere SICIL REX; in entrambe al D/ la C di Corrado. Un'osservazione: la C è sovrastata da un omega che, spesso, in unione all'alfa indica la fine. Quasi un tragico presagio della fine di Corradino.

Foto delle monete e relative descrizioni sono di @Lugiannoni , al quale va il nostro ringraziamento.

@Neapolis Pietro...proprio poco tempo fa' parlavamo della rarità delle monete...

@Riccardo Paolucci amico mio...che dici? Siamo prolissi? Siamo eccessivi? Nei tempi che corrono...n'ce leggerà nisciuno?

 

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Leggo tardi perché ero in dolce compagnia e non potevo dedicare tempo nella lettura :7_sweat_smile:

 

Mi piace molto l'approfondimento sulla possibile locazione dei luoghi storici dov'è avvenuto il tutto, prolisso ma interessante. Numismaticamente non conosco bene questo periodo però se mi associ l'omega alla fine un po' tragica di Corradino non posso che farti notare la coincidenza del ritrovarla nelle coniazioni di Manfredi che non ebbe fine migliore. 

Triste la fine degli Hohenstaufen che tanto si erano prodigati per il meridione, che tanto hanno dato e lasciato in Italia.  In più occasioni vengono citati nei testi danteschi con stima e riguardo, in particolare Manfredi nel purgatorio, in un canto che mi ha colpito e grazie al quale ho sempre un po' di riguardo per le monete di questo regnante. 

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sono trascorsi 750 anni dalla battaglia di Tagliacozzo del 23 agosto1268

Battaglia di Tagliacozzo (1268).jpg

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No amico mio non sei prolisso, sei esaustivo. Complimenti per quanto scritto, quasi quasi mi fai tornare la voglia delle monete di Napoli :11_blush:

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Poichè talvolta la Storia fa giustizia, ecco due quadri del pittore romantico Francesco Hayez che  illustrano l'inizio della fine degli odiati angioini.

Francesco_Hayez_022.jpg.6fec94c41c5c775a536ce60d5b23c8bb.jpg

Francesco_Hayez_023.jpg.8c83b22fe3342e22565d4a3d512fea69.jpg

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