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Guest elledi

Giovanni di Ventimiglia: Monetazione.

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Guest elledi

Anche questo principe sconosciuto ai più battè moneta: il doppio ducato (o zecchino) in oro e il mezzo scudo (o tallero) in argento...vennero battute a Vienna e non erano ovviamente destinate alla circolazione...ma solo per ostentare....

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Per la precisione Geraci, in Sicilia, feudo della famiglia Ventimiglia dalla quale discende il nome della omonima località marittima in liguria.

Le monete furono effettivamente battute a Vienna e sono a tutti gli effetti monete di ostentazione al pari di quelle di belgioioso o orciano.

Si tratta di esemplari molto rari

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Guest elledi

Per la precisione Geraci, in Sicilia, feudo della famiglia Ventimiglia dalla quale discende il nome della omonima località marittima in liguria.

Le monete furono effettivamente battute a Vienna e sono a tutti gli effetti monete di ostentazione al pari di quelle di belgioioso o orciano.

Si tratta di esemplari molto rari

Valutazioni quindi elevate, di nicchia?

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Non ricordo se lo spahr le riporti, il mir sicuramente si  ;D

Il mezzo scudo ricordo che nel 1996 fece, in una nostra astra, circa 8.000.000 di lire

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Guest elledi

Non ricordo se lo spahr le riporti, il mir sicuramente si  ;D

Il mezzo scudo ricordo che nel 1996 fece, in una nostra astra, circa 8.000.000 di lire

Fischia!!!

MIR SICILIA?

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Guest elledi

Allora....Giovanni VI venne elevato nel 1723 a Principe del Sacro Romano Impero ad opera di Carlo VI Imperatore e Re di Napoli. Con questo ebbe anche il diritto di battere moneta...

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Vi mostro la moneta ritratta nel rappresentazione grafica postata da Domenico:

Fonte:
Numismatica Ars Classica NAC AG
Asta: 57 (18.12.2010)
Lotto: 633
Descrizione:
Palermo
La collezione Filippo Patti di monete dei Regni di Napoli e Sicilia - Palermo
A nome del Principe Giovanni di Ventimiglia. Mezzo scudo 1725, AR 14,60 g. IOAN:D:G:COM: – DE VIGINTIMIL: Busto del principe con lunga capigliatura a d. Rv. S:R:I:PRINC:MAR CH:GERACIS.1725 Stemma Ventimiglia, con corona e manto principeschi, circondato dal collare dell’ordine della SS. Annunziata. Spahr 78.
Rarissimo. Slittatura di conio alle ore 12 del dr., altrimenti migliore di Spl


Come mai le sue monete da ostentazione venivano coniate esattamente a Vienna.?
Da chi fu affidato il feudo di Ventimiglia di Sicilia?

post-1-1392076437,9_thumb.jpg

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Ma se la discussione riguarda un feudo di Sicilia ....dobbiamo spostare la discussione nella sezione monetazione del Sud Italia... ;)

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Guest elledi

Ma se la discussione riguarda un feudo di Sicilia ....dobbiamo spostare la discussione nella sezione monetazione del Sud Italia... ;)

Giusto...a quanto venne venduta alla Nac?

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Ma se la discussione riguarda un feudo di Sicilia ....dobbiamo spostare la discussione nella sezione monetazione del Sud Italia... ;)

Giusto...a quanto venne venduta alla Nac?

Ho spostato la discussione in monetazione del Sud Italia...

La moneta da mezzo scudo venduta da NAC venne stimata  3500 EUR, venduta a 5500 EUR

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Non ricordo, ma Vienna era capitale del sacro romano impero di cui Giovanni di Ventimiglia era principe?...

Secondo me fu battuta moneta lì perchè il Ventimiglia poteva battere moneta solo sul territorio dove aveva il privilegio, in fondo il regno di Napoli e quello di Sicilia erano regni "autonomi" rispetto all'impero, infatti Carlo è VI imperatore d'Austria e III re di Napoli e Sicilia, non vorrei sbagliare ma credo che sia per questo che la zecca è sul territorio imperiale e non a casa del principe. Al di là che Vienna fosse o meno capitale.

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Vienna coniò le monete di Retegno, Ventimiglia di Sicilia, Soragna, San Giorgio Morgeto, Belmonte e Belgojoso.

Probabilmente ciò è dovuto al fatto che era la zecca imperiale (come giustamente sottolineato da elledi Giovanni di Ventimiglia venne nominato principe imperiale appunto dall'Imperatore Carlo VI) e perché era una zecca all'avanguardia, dotata di eccellenti incisori, come sottolineato nel paragrafo dedicato a Vienne, del volume "Le zecche italiane fino all'unità".

Del doppio ducato vennero coniati 58 pezzi, mentre del mezzo tallero 335. L'incisore è sconosciuto.

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Guest elledi

Perché mi interesso a queste monetazioni? Perché essendo monete battute in pochissimi esemplari, per ostentare, ipotizzo una sorta di progetto, desiderio di poi coniarla su larga scala ;)

E' la teoria portante del mio progetto su prove progetti e leggende numismatiche della monetazione italiana

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Perché mi interesso a queste monetazioni? Perché essendo monete battute in pochissimi esemplari, per ostentare, ipotizzo una sorta di progetto, desiderio di poi coniarla su larga scala ;)

Si tratta di nominali "internazionali" e non moneta locale. La coniazione, quindi, avrebbe richiesto metalli preziosi, l'apertura di una zecca e denaro per le spese per il personale e per la gestione della stessa. Trattandosi di feudi piuttosto piccoli non credo che fosse conveniente.

A mio parere, si stratta solo della dimostrazione concreta del privilegio di zecca; una mera questione di prestigio, dunque.

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Guest elledi

Perché mi interesso a queste monetazioni? Perché essendo monete battute in pochissimi esemplari, per ostentare, ipotizzo una sorta di progetto, desiderio di poi coniarla su larga scala ;)

Si tratta di nominali "internazionali" e non moneta locale. La coniazione, quindi, avrebbe richiesto metalli preziosi, l'apertura di una zecca e denaro per le spese per il personale e per la gestione della stessa. Trattandosi di feudi piuttosto piccoli non credo che fosse conveniente.

A mio parere, si stratta solo della dimostrazione concreta del privilegio di zecca; una mera questione di prestigio, dunque.

Beh, non è detto...anche il Regno d'Italia si è rivolto spesso all'estero per battere moneta...supponiamo il caso di un signorotto locale che non aveva zecca ma voleva molto circolante per i suoi sudditi...si rivolgeva ad altre zecche....e Maria Luisa allora??

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Guest

simile a questa situazione è di Porcia (FVG):

Porcia, cittadina in provincia di Pordenone, ebbe la sua breve parentesi numismatica quando nel 1622 l’imperatore Leopoldo I concesse al Conte Giovanni Ferdinando di Porcia  il titolo di Principe ed il diritto di zecca(1) ma costui, il figlio Giovanni Carlo, suo nipote  Francesco Antonio e Gerolamo non ne fecero uso, uso di cui si avvalse Annibale Alfonso Emanuele di Porcia nel1704 facendo battere, a St. Veit in Carinzia, un piccolo numero di ducati d’oro

La moneta è opera dell'incisore austriaco Michel Miller.Il dritto dello zecchino evidenzia il ritratto di Annibale Alfonso con corazza e una vistosa parrucca; il rovescio mette in rilievo unoscudo con gli stemmi di Porcia, Ortenburg e Mitterburg.(2)

Lo zecchino di Porcia era una moneta da ostentazione. Essa aveva cioè funzione di rappresentanza e di conferma dell’alta nobiltà e dignità della famiglia. Bisogna infatti tenere presente che l’appartenenza ad un rango principesco non significava affatto l’automatica autorizzazione a battere moneta, "una moneta d'ostentazione quasi soltanto a far pompa...del titolo di principe del sacro romano impero" scrisse Ambrosoli.

Lo zecchino non era infatti destinato alla circolazione monetaria,ma a doni di particolare rilievo.Non doveva diventare un mezzo per comprare e vendere, bensì costituire un simbolo che non si compra e non si vende. Ne esisterebbero soltanto treo quattro esemplari, uno dei quali sarebbe nella grande collezione del Re Vittorio Emanuele IIIdi Savoia.

note:

(1) 

La formula è chiara e indiscutibile:

“…Per dimostrare la Nostra grande benevolenza e il benigno affetto verso il Principe di Porcia, abbiamo concesso questo particolare privilegio e facoltà a lui e ai suoi eredi e discendenti col consenso e l’approvazione Nostra e dei Principi del Sacro Regno. Potrà essere realizzata una zecca per il conio di monete sia d’oro che d’argento, avvalendosi di valenti incisori. Potranno essere monete grandi o piccole similmente alle Nostre o a quelle dei Nostri predecessori secondo l’editto del Sacro Regno. Potranno esservi impresse scritte, immagini, stemmi su entrambe le facce. La preparazione dovrà rispettare i precedenti modelli per quanto riguarda titolo, metallo, grano, contenuto, valore e peso…Qualora da parte Nostra o dei Nostri successori dovessero intervenire variazioni dell’ordinamento monetario, il Principe di Porcia e i suoi eredi e successori dovranno adeguarsi a quest’ultime.”

(2)

ANNIBALE ALFONSO EMANUELE PRINCIPE 1704

Zecchino 1704 Oro gr. 3,45 mm. 23 R5D/ HAN : ALP : EM : SA : ROM : IMP : PRINC : A : PORCIA *. Busto corazzato con grande parrucca inanellataR/ COMES . ABORTENBVRG . * . 17 04 . Stemma inquartato di Ortemburg e di Mitterburg e caricato dello scudetto di Porcia, in cartella ornata di ricci e volute e sormontato da berretto principesco.al contorno la scritta  “COMES ABORTENBURG “CNI 1/3

Letteratura:

De Carlo lo zecchino di Porcia

Ambrosoli lo zecchino di Porcia

Riccardo Paolucci, Bibliografia numismatica medioevale e moderna del Friuli Venezia Giulia. Udine, 2003

Giorgio Cerasoli IL DENARO DI LATISANA E DI PORCIA

foto: MITTELEUROPA dicembre 2002 (http://www.mitteleuropa.it)

post-456-1392076443,44_thumb.png

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Beh, non è detto...anche il Regno d'Italia si è rivolto spesso all'estero per battere moneta...supponiamo il caso di un signorotto locale che non aveva zecca ma voleva molto circolante per i suoi sudditi...si rivolgeva ad altre zecche....e Maria Luisa allora??

Sì, però si parla di Stati di una certa importanza. Non so, invece, quante persone potessero abitare a Ventimiglia di Sicilia all'epoca. Essendo poi nominali internazionali (il cui valore dipendeva dal fino contenuto in essi) non sarebbero state usate per i commerci minuti.

P.S: non vorrei tu prendessi le mie osservazioni come critiche, ma come un invito a discutere e ad approfondire il tema.

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