Neapolis

Monete Napoletane dalle aste e private: inedite, poco note e varianti di conio.

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21 ore fa, zeccadibronzo dice:

E se la "B"  della sigla fosse stata ribattuta sulla "S" della legenda?

Solo una suggestione?

@Neapolis @D.B.G  @aleale

 

20170527_121951.jpg

..le sigle...sui Coronati sono al rovescio, sotto la croce.

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Guest zeccadibronzo
31 minuti fa, Neapolis dice:

..le sigle...sui Coronati sono al rovescio, sotto la croce.

Certo.. Ma ve ne sono alcuni con doppia sigla, se non erro.

Ma il tuo pensiero sulla classificazione di questo "senza sigle" ?

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Napoli.....ovvio; avevo "rimpinguato" la discussione su questa moneta.....solo per il fatto che conoscevo a memoria quei 2 articoli. E riflettevo sul fatto che se il Sig.re che scritto il secondo articolo....se fosse stato a conoscenza di questa moneta..chissà cosa avrebbe scritto..e non solo nell'articolo, ma anche in alcuni (almeno uno) sui libri su una zecca che non era Napoli. 

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Guest zeccadibronzo

"Pertanto le monete siglate con la lettera ‘B’ sono state coniate a Lanciano (e non a Napoli), in uno dei due momenti eccezionali in cui la zecca di Lanciano ebbe il proprio mastro esclusivo. Dopo il periodo di attività del Bossi, infatti, le monete lancianesi sono caratterizzate dall’assenza delle sigle, giusta ordini impartiti dallo stesso Ferdinando5, poi reiterati da Alfonso II6, migliorati dal viceré Toledo7, nuovamente adottati dai viceré di Filippo II8 e ancora impartiti nel 16239. Detti comandamenti imponevano al mastro di zecca della capitale l’apposizione delle sue iniziali sulle monete coniate nelle zecche di Napoli e l’Aquila, con pesanti sanzioni in caso di trasgressione."

 

Giusto per capire ed imparare...

Da quello che avevo capito,( riporto in alto una selezione tratta dall'articolo in questione),l'autore attribuisce alla Zecca di Lanciano sua le sigle B che " senza".. Ecco perché nel post precedente avevo scritto in quella direzione!!

28 minuti fa, Neapolis dice:

Napoli.....ovvio

Avevo "intuito" bene, allora.

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1 ora fa, zeccadibronzo dice:

"Pertanto le monete siglate con la lettera ‘B’ sono state coniate a Lanciano (e non a Napoli), in uno dei due momenti eccezionali in cui la zecca di Lanciano ebbe il proprio mastro esclusivo. Dopo il periodo di attività del Bossi, infatti, le monete lancianesi sono caratterizzate dall’assenza delle sigle, giusta ordini impartiti dallo stesso Ferdinando5, poi reiterati da Alfonso II6, migliorati dal viceré Toledo7, nuovamente adottati dai viceré di Filippo II8 e ancora impartiti nel 16239. Detti comandamenti imponevano al mastro di zecca della capitale l’apposizione delle sue iniziali sulle monete coniate nelle zecche di Napoli e l’Aquila, con pesanti sanzioni in caso di trasgressione."

 

Giusto per capire ed imparare...

Da quello che avevo capito,( riporto in alto una selezione tratta dall'articolo in questione),l'autore attribuisce alla Zecca di Lanciano sua le sigle B che " senza".. Ecco perché nel post precedente avevo scritto in quella direzione!!

Avevo "intuito" bene, allora.

...ma le "senza" sono escluse il Coronato...perchè il Sig.re....non ne conosceva l'esistenza...ed ha imbastito il discorso tutto sulla B=Lanciano, e niente B=Cotrullo=Napoli...che in quel periodo (secondo lui) se ne stava in zecca a Napoli senza siglare monete.

A parte questo, sigla B a parte, o meglio moneta questa senza sigla, ma a croce liscia......se Napoli non è, se Lanciano non è, se l'Aquila non è ... ma di che cavolo di zecca è ? (poi lo chiederò a lui...eh...eheh....eh....). A parte che è un UNICUM...straordinario.

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1 ora fa, zeccadibronzo dice:

Grazie @Neapolis adesso ho una visione più chiara.

... vedrai che troverà...un "buchetto" per infilarLa.....ah.....ahah.....ah..... logicamente non a Napoli, altrimenti decade tutto il suo lavoro "fantastico".

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Guest zeccadibronzo
27 minuti fa, Neapolis dice:

... vedrai che troverà...un "buchetto" per infilarLa.....ah.....ahah.....ah..... logicamente non a Napoli, altrimenti decade tutto il suo lavoro "fantastico".

A questo punto Lanciano mi sembra l'ipotesi più probabile..

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2 ore fa, zeccadibronzo dice:

A questo punto Lanciano mi sembra l'ipotesi più probabile..

..... ma no; è scritto che a Lanciano si coniarono Coronati con la B (e anche altre monete, con la B)......ah.....ahah.....ah.... !!

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Guest zeccadibronzo
25 minuti fa, Neapolis dice:
3 ore fa, zeccadibronzo dice:

più probabile..

..... ma no; è scritto che a Lanciano si coniarono Coronati con la B

Nel senso che; Lanciano può essere il "Salvagente" più probabile...

Sono proprio curioso di conoscere eventuali sviluppi.

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11 minuti fa, zeccadibronzo dice:

Nel senso che; Lanciano può essere il "Salvagente" più probabile...

Sono proprio curioso di conoscere eventuali sviluppi.

E' ora che inizi con leggere qualcosa di forte 

... 

 

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la moneta non presenta ribattiture ed è PRIVA di sigla di zecchiere,

ovviamente è da assegnare a NAPOLI 

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Guest zeccadibronzo
8 ore fa, realino santone dice:

la moneta non presenta ribattiture

Ciao @realino santone perdonami, ma io non riesco proprio a vederci un "S" pulita e priva di ribattiture..

20170527_121951.jpg

Edited by zeccadibronzo

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non ci sono ribattiture la S risulta  "chiusa" ma non ribattuta,

a prova si confronti la S di SI , e la S di coronatus, son tutte e tre simili da conio

Edited by realino santone

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Guest zeccadibronzo
11 minuti fa, realino santone dice:

si confronti la S di SI , e la S di coronatus, son tutte e tre simili da conio

 

20170529_164113.jpg

20170529_164022.jpg

20170527_121951.jpg

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tipo questa:

tatuaggio_s-min_gotico.jpg

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2 ore fa, realino santone dice:

si tratta di una S gotica, con barretta trasversale

 

1 ora fa, D.B.G dice:

tipo questa:

tatuaggio_s-min_gotico.jpg

Capisco che è difficile.......ma perchè inserire questo tipo di lettera ? ... è una richiesta, non ne so ancora nulla.

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2 ore fa, Neapolis dice:

 

Capisco che è difficile.......ma perchè inserire questo tipo di lettera ? ... è una richiesta, non ne so ancora nulla.

bella domanda

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Ho il piacere di partecipare a questa importante discussione e prendendo alla lettera il topic mi consento di postare questa moneta in foto,

ecco il diritto:

image.png.dab9936334803c91eea46631df1921d4.png

E qui abbiamo il rovescio:

 

image.png.c0cc4ab6aad3708601ceb7bf08b413a0.png

MONETA TRANSITATA SU ASTE DELLA NOMISMA, DESCRIZIONE:

NAPOLI Carlo VI (1707-1734) Grano 1719 – P.R. 24; MIR 329 (R/4, solo disegnato) CU (g 6,78) RRRRR Dalla nostra asta n. 35, 2007, lotto 723. Esemplare di eccezionale qualità per una moneta la cui apparizione sul mercato numismatico è da considerarsi estremamente rara, in Pannuti e Riccio viene illustrato un esemplare di conservazione inferiore a questo mentre nel CNI sono citati due soli esemplari, uno nella collezione reale ed uno al Museo di Napoli, entrambi C1 – FDC) CU (g 6,78) RRRRR Dalla nostra asta n. 35, 2007, lotto 723. Esemplare di eccezionale qualità per una moneta la cui apparizione sul mercato numismatico è da considerarsi estremamente rara, in Pannuti e Riccio viene illustrato un esemplare di conservazione inferiore a questo mentre nel CNI sono citati due soli esemplari, uno nella collezione reale ed uno al Museo di Napoli, entrambi C1 – FDC

Osservo, riguardo alla predetta descrizione della casa d'aste, che il testo in realtà non dice molto riguardo alla storia ed alla Numismticità di questa moneta...anzi, non dice quasi nulla.

Quindi, malgrado il metallo non prezioso, si tratterebbe di una moneta a dir poco egregia, sicuramente è un'ottima incisione in entrambi i lati...sicuramente affascinante nell'insieme delle raffigurazioni, al rovescio vediamo rappresentati negli stemmi, tenuti dalle zampe dell'aquila,  le insegne sia di Napoli che della Sicilia...mi sembra.

Ma il pezzo forte dovrebbe essere la esimia rarità, unita alla bellezza del conio.

A questo punto, per trarre insegnamento numismatico da questa moneta mi chiedo:

- perchè una simile moneta, un  grano...quindi un conio di modesto valore venale, è così rara anzi nota in pochissimi esmplari?

- come è possibile che un nominale destinato al commercio ed agli scambi correnti o minuti è rimasto in grande conservazione?

- Forse non è la moneta così rara come descritta?

- Quali sono il valore numismatico ed anche il valore collezionistico di un simile esemplare? Sono queste tipologie in cima ai desideri degli appassionati?

@D.B.G , @realino santone , @Layer , @Neapolis , @Admin, @Francesco Di Rauso , @Francesco Cavaliere ma chiunque voglia rispondere sarà ben gradito.

 

 

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Conservazione eccezionale,

per la rarità, P.R.  riportano solo 2 esemplari noti, è ritengono queste monete pezzi di prova,

questo "dovrebbe" essere il terzo esemplare noto

 

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Ho avuto modo di trattare di questa moneta in un articolo su PN, in occasione di un'apparizione sul mercato di un esemplare da 4 quattrini 1782 ribattuto su un tondello del grano di Carlo VI:

https://www.panorama-numismatico.com/panorama-numismatico-nr-323-dicembre-2016/

5a5c54b6c5579_4quattrini1782ribattuto.Collezionedellautore.jpg.04290229e03553321ef51de9ce27f653.jpg

 

Come giustamente riportato sopra, il Pannuti-Riccio ipotizza questo nominale non-emesso sotto Carlo VI, ma come prova. Quindi, in risposta alle domande di @Piakos, essendo prove, si spiegherebbe l'elevata conservazione dei pochi esemplari rimasti.

Inoltre, il 4 quattrini qui esposto, dimostra che alcuni (quasi tutti?) tondelli giacenti da 60 anni in zecca, sono stati utilizzati, in un periodo in cui la mancanza di rame era cronica, per la coniazione dei 4 quattrini per i Reali Presìdi. Ciò andrebbe ad incidere sulla rarità dei pezzi da un grano.

Anche se non fossero stati delle prove (ma allora possibile che non appaiano sul mercato pezzi usurati e circolati?), la rarità sarebbe appunto confermata dall'eventuale ritiro dei pezzi al termine della dominazione austriaca, e la loro giacenza in zecca in vista di un possibile riutilizzo (i 4 quattrini appunto).

 

 

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3 ore fa, Reale Presidio dice:

Ho avuto modo di trattare di questa moneta in un articolo su PN, in occasione di un'apparizione sul mercato di un esemplare da 4 quattrini 1782 ribattuto su un tondello del grano di Carlo VI:

https://www.panorama-numismatico.com/panorama-numismatico-nr-323-dicembre-2016/

5a5c54b6c5579_4quattrini1782ribattuto.Collezionedellautore.jpg.04290229e03553321ef51de9ce27f653.jpg

 

Come giustamente riportato sopra, il Pannuti-Riccio ipotizza questo nominale non-emesso sotto Carlo VI, ma come prova. Quindi, in risposta alle domande di @Piakos, essendo prove, si spiegherebbe l'elevata conservazione dei pochi esemplari rimasti.

Inoltre, il 4 quattrini qui esposto, dimostra che alcuni (quasi tutti?) tondelli giacenti da 60 anni in zecca, sono stati utilizzati, in un periodo in cui la mancanza di rame era cronica, per la coniazione dei 4 quattrini per i Reali Presìdi. Ciò andrebbe ad incidere sulla rarità dei pezzi da un grano.

Anche se non fossero stati delle prove (ma allora possibile che non appaiano sul mercato pezzi usurati e circolati?), la rarità sarebbe appunto confermata dall'eventuale ritiro dei pezzi al termine della dominazione austriaca, e la loro giacenza in zecca in vista di un possibile riutilizzo (i 4 quattrini appunto).

 

 

stavo giusto per citare questo esemplare per rispondere alla domanda

"perchè una simile moneta, un  grano...quindi un conio di modesto valore venale, è così rara anzi nota in pochissimi esmplari?" di @Piakos

evidentemente sono stati riconiati e/o rifusi tutti quelli presenti in zecca

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