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Dopo la bellissima quadrupla con la Madonna sul crescente lunare...

in un'ottica attenta agli archetipi, ai simboli ed al mito spesso associati tutti alla sfera femminile, postiamo quante segue.

La dea Ecate veniva associata ai cicli lunari: così come avveniva con altre divinità femminili: Perseide rappresentava la luna nuova, Artemide (Diana per il latini) rappresentava la luna crescente, Selene la luna piena ed Ecate infine la luna calante.

image.jpeg.8139242af22bc903e46156795379cfd5.jpeg 

eccola la Dea Ecate...trina come la SS. trinità...(ebbe questa dea ad ispirare la sistemazione trinitaria nella dogmatica acclesiastica) che con le torce illuminava la strada dei defunti nel transito.

Postiamo adesso la foto della moneta di riferimento come sempre facciamo in questo topic:

agatocle.thumb.png.51bbe97d5323e95d1d9ad4d073c44060.png

 

 

NAC ZURIGO - Lotto 208. Agathocles, 185-170 Tetradrachm, Merv circa 190-180, AR 16.03 g. Testa diadema r. Rev. BAΣIΛEΩΣ - AΓAΘΟΚΛEOYΣ Zeus in piedi di fronte, con in mano una lancia e una piccola statua di Ecate, che tiene in mano una torcia; nella parte interna l. campo, monogramma. Mitchiner 137a. Serie Bopearachchi 1D. SNG ANS 230.
Un ritratto audace colpito in alto rilievo, lievi aree di porosità, altrimenti estremamente fine, da grande Collezione di nobile mediorientale.

Ex vendita di GNC 87, 2011, 732.

Al rovescio potete vedere Zeus che tiene in mano la figlia Ecate con due torce nelle mani.

(Continua...)

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Ecco un ingrandimento della Dea Ecate al rovescio della moneta in esame:

2044539479_ecateagatocle.jpg.4f968eb7ac4860edac16d35e3d8afa47.jpg

Che ci fornisce il significato della rarità della moneta in esame per la squisita fattura e il tema trattato al rovescio.

Per un raffronto sull'iconografia di Ecate su ceramica a figure rosse vale quanto segue:

ecate2.jpg.244689b152d70d0d6958a106e281ca2c.jpg

Questo raffronto ci apre un mondo chiedendoci di approfondire l'argomento.

Chi era l' Agatocle che fece coniare questa meravigliosa moneta...e chi era questa Dea?

Una volta @Arka era affascinato da queste tipologie...poi ha lasciato quelle monete, non so se anche il mondo che le coniava. E @Spoudaios ?

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@Piakos  Più che il sottoscritto, sono state queste tipologie ad abbandonare me....

Comunque non sono appassionato della monetazione ellenistica. Per me le più belle restano le arcaiche, pur apprezzando qualche conio classico (la Aretusa frontale di Kimon postata qualche giorno fa in un'altra discussione, ad esempio). La Ecate del vaso è meravigliosa. Procede a destra, ma è volta all'indietro per controllare che ci sia abbastanza luce per chi la segue. Quella della moneta invece è statica, statuaria, fredda...

Arka

Diligite iustitiam

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11 ore fa, Arka dice:

@Piakos  Più che il sottoscritto, sono state queste tipologie ad abbandonare me....

Comunque non sono appassionato della monetazione ellenistica. Per me le più belle restano le arcaiche, pur apprezzando qualche conio classico (la Aretusa frontale di Kimon postata qualche giorno fa in un'altra discussione, ad esempio). La Ecate del vaso è meravigliosa. Procede a destra, ma è volta all'indietro per controllare che ci sia abbastanza luce per chi la segue. Quella della moneta invece è statica, statuaria, fredda...

Arka

Diligite iustitiam

Dissento serenamente. Occorre sempre mettere in discussione le proprie idee...potrebbero essere datate ed un po' dogmatiche. Ecate è nel rovescio della  moneta sopra in foto  ostentata...come un padre mostra la figlia che lascia libera alla vita degli uomini: un dono. Le monete hanno limiti tecnici espressivi e prospettici, specificamente nelle scene complesse...oltre la singola immagine del volto o del profilo. Non si può pretendere che un pupazzetto di nemmeno tre millimetri possa essere comparato ad una ceramica che ha maggiore supporto e dimensione pittorica. 🙂

2044539479_ecateagatocle.jpg.4f968eb7ac4860edac16d35e3d8afa47.jpg Cosa c'è di freddo e distante in questa raffigurazione....? Ha in verità tratti impressionistici.

Io trovo invece che quel rovescio ha ricchezza e dettagli ed espressione simbolica notevoli. Le monete ellenistiche della Battriana e dintorni, coniate dai succedanei di Alessandro il grande macedone, sono affascinanti se consideriamo il contesto ed offrono in Eutidemo e con Agatocle dei ritratti stupendi...per modernità, dettagli e rilievo. Era quello del fiume Oxus ed adiacenze un mondo da favola: ricco, frequentato dalle vie della seta, sincretistico, vivo per idee e scambi, come le connessioni e le sinapsi rendono vivo il cervello...lungo la via della seta correva il mondo di allora già globalizzato. Ma nel nostro tempo di pensiero ne corre poco, il business la fa' da padrone...come l'acqua nel deserto ha sostituito l'ardore della conoscenza. Le persone si abbeverano alle cose tecnologiche, alle cose di tendenza e al danaro, al massimo al lusso. Al tempo in cui la moneta di Agatocle fu coniata insieme al business viaggiavano il confronto tra mondi diversi, la curiosità, il desiderio per la conoscenza e  il pensiero era ancora dominante...perchè esistevano i Maestri...le stoà e i portici d'oriente dove il saggio teneva lezione...e chiunque poteva partecipare se aveva intelletto e sufficiente preparazione. Pensate anche al Buddha o ai santoni che praticavano l'ascesi.

Certamente poteva essere un mondo crudele dove regnava la legge del più forte...la legge mongola del cavallo e dello sterminio di chi non si sottometteva. Ma se pensiamo alle nostre due guerre mondiali alle attuali guerre a macchia di leopardo...alla Siria, alla Turchia e a tanto altro...ci accorgiamo che perdere la forza del pensiero (il logos di Eraclito o l'illuminismo del XVIII secolo) non ci ha dato in cambio pace e prosperità perenne. Allora tanto varrebbe recuperare il pensiero e formare veramente i piccoli e i giovani con una scuola vera e capace...anche dovesse costare tanti soldi. Ma dubito fortemente che questo interessi al pensiero unico economico e tecnico dominante ...non credo proprio, tanto i figli dei top e dei vip verranno appositamente educati a parte in scuole a parte con master costosi: in un altro mondo rispetto a quello delle persone normali.

Ecco...abbiamo descritto, raffrontandolo con quello odierno, il mondo che ruotava oltre 2.000 anni fa'  intorno allele monete di Agatocle,  con Ecate al rovescio...dea misteriosa e potente che illuminava il percorso degli uomini nel transito verso l'altro mondo: quando il loro corpo aveva smesso di vivere...ancora tiepido.

@Lugiannoni @Giuseppe Gugliandolo @carledo49 @Spoudaios

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Il 29/10/2019 at 20:57, Piakos dice:

Dissento serenamente. Occorre sempre mettere in discussione le proprie idee...potrebbero essere datate ed un po' dogmatiche. Ecate è nel rovescio della  moneta sopra in foto  ostentata...come un padre mostra la figlia che lascia libera alla vita degli uomini: un dono. Le monete hanno limiti tecnici espressivi e prospettici, specificamente nelle scene complesse...oltre la singola immagine del volto o del profilo. Non si può pretendere che un pupazzetto di nemmeno tre millimetri possa essere comparato ad una ceramica che ha maggiore supporto e dimensione pittorica. 🙂

2044539479_ecateagatocle.jpg.4f968eb7ac4860edac16d35e3d8afa47.jpg Cosa c'è di freddo e distante in questa raffigurazione....? Ha in verità tratti impressionistici.

Io trovo invece che quel rovescio ha ricchezza e dettagli ed espressione simbolica notevoli. Le monete ellenistiche della Battriana e dintorni, coniate dai succedanei di Alessandro il grande macedone, sono affascinanti se consideriamo il contesto ed offrono in Eutidemo e con Agatocle dei ritratti stupendi...per modernità, dettagli e rilievo. Era quello del fiume Oxus ed adiacenze un mondo da favola: ricco, frequentato dalle vie della seta, sincretistico, vivo per idee e scambi, come le connessioni e le sinapsi rendono vivo il cervello...lungo la via della seta correva il mondo di allora già globalizzato. Ma nel nostro tempo di pensiero ne corre poco, il business la fa' da padrone...come l'acqua nel deserto ha sostituito l'ardore della conoscenza. Le persone si abbeverano alle cose tecnologiche, alle cose di tendenza e al danaro, al massimo al lusso. Al tempo in cui la moneta di Agatocle fu coniata insieme al business viaggiavano il confronto tra mondi diversi, la curiosità, il desiderio per la conoscenza e  il pensiero era ancora dominante...perchè esistevano i Maestri...le stoà e i portici d'oriente dove il saggio teneva lezione...e chiunque poteva partecipare se aveva intelletto e sufficiente preparazione. Pensate anche al Buddha o ai santoni che praticavano l'ascesi.

Certamente poteva essere un mondo crudele dove regnava la legge del più forte...la legge mongola del cavallo e dello sterminio di chi non si sottometteva. Ma se pensiamo alle nostre due guerre mondiali alle attuali guerre a macchia di leopardo...alla Siria, alla Turchia e a tanto altro...ci accorgiamo che perdere la forza del pensiero (il logos di Eraclito o l'illuminismo del XVIII secolo) non ci ha dato in cambio pace e prosperità perenne. Allora tanto varrebbe recuperare il pensiero e formare veramente i piccoli e i giovani con una scuola vera e capace...anche dovesse costare tanti soldi. Ma dubito fortemente che questo interessi al pensiero unico economico e tecnico dominante ...non credo proprio, tanto i figli dei top e dei vip verranno appositamente educati a parte in scuole a parte con master costosi: in un altro mondo rispetto a quello delle persone normali.

Ecco...abbiamo descritto, raffrontandolo con quello odierno, il mondo che ruotava oltre 2.000 anni fa'  intorno allele monete di Agatocle,  con Ecate al rovescio...dea misteriosa e potente che illuminava il percorso degli uomini nel transito verso l'altro mondo: quando il loro corpo aveva smesso di vivere...ancora tiepido.

@Lugiannoni @Giuseppe Gugliandolo @carledo49 @Spoudaios

Bello e al tempo stesso inquietante il ragionamento che fa @Piakos è difficile non condividerne l'amarezza.

Condivido invece il gusto di @Arka per le greche arcaiche (monete ovviamente😀)  a fronte delle ellenistiche nelle quali, a fronte di ritratti  spesso splendidamente realistici, troviamo al R/ un caotico e disarmonico affastellarsi di figurine, scritte e sigle, in un festival dell'horror vacui!

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@Arka

I ritratti e anche la grafica dei rovesci delle monete ellenistiche sono moderni...rispetto alle classiche e ancor di più alle arcaiche.

Un po' come il barocco...che è sopra tutto modernità, rispetto ai periodi precedenti. Occorre avere una sensibilità speciale per l'arte...colta per percepire che anche ciò che a primo impatto non ci entusiasma ha un senso e una bellezza: barocco ed ellenismo compresi. A meno non si tratti solo di epigrafi e immaginette ripetitive e semi seriali: come le  monete medievali, interessanti per l'epigrafia..quando le lettere incise rasentano l'arte amanuense o a meno non appartengano ad un mondo di confine realmente affascinante (da favola... da signori degli anelli non megalomani) come il limite della terra: tra i Franchi e i Frisoni..con annessi raid o visite vichinghe. Quelle monete hanno fascino ed esprimono la bellezza della instabilità e della precarietà composita nel mischiarsi del sangue: per rapina, per battaglia, per consanguineità. 

 

Il tempo passa...le cose cambiano...gli equilibri si perdono..i valori saltano..la globalizzazione prende piede...la via della seta già nel III secolo a.C. - scomparso il muro della grande Persia Achemenide, - portava soldi, valori, merci, altre idee, curiosità, avventura dei mercanti...

Il fatto che un pugno di comandanti greco macedoni, con un pugno di soldati e mercenari greci...rispetto ai numeri grandi dell'Asia, sia riuscito a tenere in pugno un territorio centro asiatico vasto e ricco, dove alcune città come Marv, Bukhara, Samarcanda, allora con nomi diversi, saranno note e grandi per secoli, è cosa stupefacente...come lo fu la marcia di conquista di Alessandro, che peraltro era piccolo di statura: quando si sedeva sui troni degli Achemenidi in fuga...i piedi non arrivavano a terra e lui se ne vergognava. Forse per questo era spesso incazzato. I drammi e le cose degli uomini...anche dei grandi, possono essere piccole piccole.

Trovo i profili dei sovrani greco macedoni della Battriana e dintorni...meravigliosi, per stile, rilievo, grafica...resa impressionante del ritratto anche psicologico. Federico Zeri amava queste monete...le riteneva liquide...in progress...

I rovesci? Sono moderni...nella resa degli stessi concetti del mondo classico e i simboli stessi hanno il loro significato. A mio sommesso avviso la moneta di Agatocle è stupenda anche nei parametri della storia dell'arte. E il richiamo ad Ecate in un mondo centro asiatico ha significato nel guidare le anime dopo il transito, atteso che Zoroastro e Aura Mazda ci dicono:

...sono legati alla dualità di bene e male anche i concetti di  Paradiso, inferno  e Giorno del giudizio. Dopo la morte corporale, l'anima della persona attraversa un ponte (Chinvato Peretu) sul quale le sue buone azioni sono pesate con quelle cattive. Il risultato decreta il destino dell'anima: Paradiso o Inferno. Quando, alla fine dei giorni, il male sarà definitivamente sconfitto, il cosmo verrà purificato in un bagno di metallo fuso e le anime dei peccatori saranno riscattate dall'inferno, per vivere in eterno, entro corpi incorruttibili, alla presenza di Ahura Mazda. (questi concetti mi ricordano qualcosa...guarda, guarda...):

 

agatocle.thumb.png.51bbe97d5323e95d1d9ad4d073c44060.png

Quindi ecco il sincretismo: Zeus invia Ecate...affinchè guidi le anime. E chiunque riceveva questa moneta (mercante o mercenario o nobile) ...aveva la magica Ecate vicino...nella borsa.

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@Piakos  Spiacente, sarà una mia miopia artistica (dovuta probabilmente al liceo classico), ma non vedo nulla di interessante nelle monete ellenistche. La loro naturale evoluzione porta ai tetradrammi di Tiro e alle monete dei Parti. Non proprio esempi di Arte numismatica.

Anche sul medioevo non ci troviamo d'accordo, ma ribadisco sarà un mio limite. Per me la monetazione medievale supera tutte le altre in complessitèà e interesse, a volte anche artistico.

Arka

Diligite iustitiam

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6 minuti fa, Arka dice:

@Piakos  Spiacente, sarà una mia miopia artistica (dovuta probabilmente al liceo classico), ma non vedo nulla di interessante nelle monete ellenistche. La loro naturale evoluzione porta ai tetradrammi di Tiro e alle monete dei Parti. Non proprio esempi di Arte numismatica.

Anche sul medioevo non ci troviamo d'accordo, ma ribadisco sarà un mio limite. Per me la monetazione medievale supera tutte le altre in complessitèà e interesse, a volte anche artistico.

Arka

Diligite iustitiam

Sai come la penso...le parole se non supportate da ragionamenti ed immagini, non costano nulla e restano opinabili. Federico Zeri impazziva per l'arte palmirena e poi partica...ma sarà stato solo un caso o un vezzo. Piuttosto proprio per dare concretezza a quanto ci dici...postaci qualcosina di medievale che dia buon esempio di fascino ed arte. 

Ti leggeremo con sommo interesse.

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Tutto è opinabile. Infatti la mia è solo un'opinione, non la verità assoluta.

Arka

Diligite iustitiam

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21 ore fa, Arka dice:

Tutto è opinabile. Infatti la mia è solo un'opinione, non la verità assoluta.

Arka

Diligite iustitiam

Arthur...per caso...ti occupi di monete medievali?

Comunque un dato non è opinabile:

per centratura, campi, conservazione, assenza di difetti, stile, rarità, patina, appeal...

ci sono solo due categorie:

monete belle...e interessanti..

monete meno belle e/o che non fanno storia.

Dubito che per chi ha occhio, esperienza e cultura queste categorie possano essere opinabili.

Una moneta è...in quanto non può non essere...

un'altra non è...in quanto non può essere...

Permenide (e non solo...) dixit.

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Ragazzi, credo sarebbe più divertente ed interessante se anziché le parole facciate parlare le monete, cosa che potrebbe anche prolungare la mirabile sfilza di immagini presenti in discussione.

 

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10 ore fa, Giuseppe Gugliandolo dice:

Ragazzi, credo sarebbe più divertente ed interessante se anziché le parole facciate parlare le monete, cosa che potrebbe anche prolungare la mirabile sfilza di immagini presenti in discussione.

 

Certamente....ma anche una dialettica numismatica argomentata tecnicamente...sarebbe utile, altrimenti qui c'è solo una galleria di quadri.

👍

 

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9 ore fa, Piakos dice:

Certamente....ma anche una dialettica numismatica argomentata tecnicamente...sarebbe utile, altrimenti qui c'è solo una galleria di quadri.

👍

 

Concordo in pieno, solo che gli ultimi messaggi sembrano quasi un dire "ho ragione io", "no, ho ragione io" quando invece presentando delle monete, corredate da descrizioni storiche e da analisi delle stesse. Sarebbe stato molto più intrigante 

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6 ore fa, Giuseppe Gugliandolo dice:

Concordo in pieno, solo che gli ultimi messaggi sembrano quasi un dire "ho ragione io", "no, ho ragione io" quando invece presentando delle monete, corredate da descrizioni storiche e da analisi delle stesse. Sarebbe stato molto più intrigante 

Esattamente quello che ho cercato di stimolare...qui mom ha ragione nessuno.: in numismatica si dovrebbe argomentare tecnicamente moneta per moneta e fare esempi sempre con monete. A dire tre cosette senza dimostrazioni...siamo buoni tutti, specificamente in un topic come questo che ha delle ambizioni...andrebbe sempre argomentato ogni parere. Ammesso che ci si renda conto dell'importanza di questa discussione.

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@Piakos

Siamo a Pisa,  agli inizi del 1200 e l'immagine sacra è quella della <Madonna di sotto gli organi> del pittore Berlinghieri, immagine cui i pisani erano particolarmente devoti. 

Dopo pochissimi anni la Zecca si ispira a quella immagine per battere un grosso da 12 denari, che, nella semplicità del segno riprende la dolcezza dell'abbraccio materno.

In questo caso, ma non è il solo,  la moneta esprime, se si vuole, con ingenua sinteticità  e sinteticità la fede della città per quella icona, ma con eleganza compositiva, grazie anche, come dice giustamente Renzo, a una buona centratura e alla calligrafica legenda, senza contare l'elegante semplicità della F (Federico imperatore).

L'anonimo incisore non è certo Kimon o Evainetos (ma non lo sono nemmeno la maggior parte degli incisori ellenistici, specie nei rovesci delle monete) ma credo ottenga lo scopo prefisso con un buon risultato estetico.

  

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Siamo nella Santa pasqua del 2020 con in covid19 IN PIENA TEMPESTA e che non sembra ancora dare speranza nel mondo e nella nostra bella Italia.

Ma dobbiamo sperare nel vaccino efficace e super rapido...o in una terapia farmacologica, efficace e non invasiva, con l'aiuto del Signore, immenso Maestro. E non è  questo solamente un atto di fede o un mero auspicio quanto una richiesta di clemenza nei confronti della Natura sovrana e invincibile che, probabilmente, inizia a mal sopportare la pressione di una umanità non condivisa che non mantiene regole certe e rispetto fuori dal dato economico e del profitto.

Cogliamo pertanto l'occasione per postare anche in questa Sezione un contributo già presente nella Sezione compente di questo Forum, per dare un migliore focus alle immagini ed ai contenuti su una interessante moneta papale.

LA PIASTRA CON LA TEMPESTA SEDATA

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E' UNA PIASTRA DI INNOCENZO XI, del 1695, incisione Hamerani.

Il tema del rovescio è intuibile a prima vista...a destra la tempesta in atto sul lago di Tiberiade, con le onde che avvolgono la barca dove Gesù e i discepoli sono buoni pescatori in un momento di difficoltà. A sinistra il gesto della mano di Gesù già placa le acque.

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In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: “Passiamo all’altra riva”. E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva (Vedi Vangelo di Marco 4, 35-41

Il mare è sempre, per l’ebreo, luogo abitato da mostri. Nel mare abita il favoloso il Leviatan, il più pauroso dei mostri marini. Fin dalla creazione Dio ha combattuto con il mare e ha mostrato la sua potenza soggiogandolo. La liberazione dall’Egitto ha significato anche il passaggio dal mare Rosso, chiamato anche “Mare dei Giunchi”. Nei salmi e in Giobbe il mare e le sue onde sono simbolo delle tentazioni, delle prove che possono sommergere il credente. Mentre la tempesta infuria e riempie la barca e mentre gli amici di Gesù, ebrei che temono il mare, sono terrorizzati, Gesù sta a poppa e dorme. È il tratto più straordinario. Il racconto sottolinea anche che il sonno è profondo: Gesù sembra davvero “stare comodo” in mezzo al cataclisma. Donde la paura e forse anche il disappunto dei discepoli che lo apostrofano con una certa forza: “Maestro, non t’importa che siamo perduti?”.

Il miracolo è un esempio di dominio di Dio sulla natura.

La moneta in topic  è impostata nel classico stile degli Hamerani...incisori camerali di origine tedesca. Uno stile ordinato essenziale ma ricco nel contempo. Estetica classicheggiante con impronta barocca...comunque moderna.

E' una delle piastre più difficile da trovare in ottima conservazione, non ho mai visto un Fdc, al massimo un paio di esemplari veramente splendidi e rammento che all'asta ANPB, collezione dispersa da  Varesi, un esemplare ben splendido fu aggiudicato oltre 7.000 euro, mentre altre piastre anche meglio conservate ma più facili da reperire sul mercato furono aggiudicate in misura contenute: intorno  ai 2.000 euro

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Di monete interessanti e fascinose in questo topic ne abbiamo cercate molte...

mi sono chesto quale potrebbe essere la moneta che ognuno potrebbe desiderare di avere...anche una soltanto che possa valrene tante...moltissime. Ovviamente è solo un gioco...fuori dagli schemi collezionistici e di studio, ma...tanto per sognare ce lo possiamo chiedere: sognare non costa, le monete invece costano sempre troppo in qualche modo.

Alla fine per quanto mi riguarda ne ho isolata una, questa:

All'asta la moneta dei recordil decadramma da 1,8 milioni - La Repubblica

Ma...incredibile: ce ne è un'altra...sempre di Akragas: agrigento:

Tetradrammi di AKRAGAS con mostro SCYLLA - Pagina 4 - Monete greche:  Sicilia e Magna Grecia - Lamoneta.it ...

Il primo è un decadramma di Akragas (Agrigento) .... forse non autentico...

il secondo è un tetra...forse non originale: ma c'è anche l'originale: più bello di questo.

Siamo nel 420 a.C.   più o meno.

Posteremo in seguito anche dei pezzi sicuramente originali.

MI chiederebbero: ma perchè non postare direttamente gli originali? Così...per cercare di avvicinarci a quanto la numismatica sia difficile, esoterica...complessa ad ogni livello: dalle ciotole dei mercatini alle monete da 1milioneottocentomila.

Un altro amico potrebbe dire...come fai a ipotizzare la falsità? Questione di occhio, di esperienza, di studio, di visione, di frequentazione...che formano una sensibilità verso l'arte coeva originale, allora accade che appaiono delle rigidezze, delle incongruenze, delle minchiate...che un artista dell'epoca non avrebbe inciso o non in quel modo.

 

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Ho trovato un originale del tetradramma di grandissima conservazione:

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il granchio era il simbolo della città antica di Agrigento e al diritto la doppia  aquila era immagine di forza e vigore massimi. Scilla raffigurata al rovescio rappresentava il mare, l'ignoto e le insidie che potevano essere invocate, vinte, placate. Akragas è una fondazione Rodia e la marineria Rodia era una delle potenze del mare: insieme a quelle fenicia ed euboica (Lefkandi e poi Calcide ed Eretria...nell'isola greca di Eubea). Poi - scoppiò una guerra molto particolare tra le due città euboiche che depotenzierà entrambe - così, in seguito, prevarranno Atene, Corinto, Siracusa. Anche se Rodi, fattasi da isola città, mantenne una sua potenza fino al periodo romano.

Siamo con queste monete nel 410 a.C. di fronte ad una delle massime espressioni artistiche dell'arte monetata greca...e di tutti i tempi. Qualcosa che forse un occhio non adeguatamente formato...non riesce a cogliere completamente nella grande bellezza e nella significativa storicità...che affonda le origini nell'immaginario umano, negli archetipi più o meno coscienti nell'uomo. Affondiamo con queste immagini nel mito: vediamo Scilla, mostro terribile  guardiano dello stretto di Messina e dei suoi scogli, con Caridi: che era un gorgo. Lo stretto con le sue correnti e la profondità...non era facilissimo da navigare con le navi di allora: barconi di legno che avevano due grosse remi posteriori al posto del timone. E gli scogli erano sempre vicini nello stretto...correnti, mare mosso e vento potevano far accostare troppo le navi.

Quei marinai erano eroi...Ulisse li rappresentava ed all'improvviso il mare poteva cambiare, agitarsi. Allora il vino resinoso e mielato, che allora si usava bere, poteva dare conforto e forza proprio per affrontare e sfuggire  mostri come Scilla:

Dai, muoviti tra i banchi della nave veloce
con la boccia, togli i tappi alle botti,
piglia il vino rosso fino alla feccia.
Che non possiamo essere sobri in questa veglia.

Archiloco è il poeta di questa immagine, autore anche dei versi che seguono, siamo nel VII secolo a.C. in presenza di una sensibilità ed una capacità descrittiva in armonia con la natura e l'anima...capacità e freschezza  oggi perdute.

Glauco, guarda, si muove a fondo il mare,
sopra le cime tonde di monti sta una nube alta,
che è segno di tempesta. La paura
viene così, da ciò che non aspetti.
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Per meglio comprendere ed ammirare i prodotti insigni della sensibilità degli incisori greci postiamo un altro esemplare...sicuramente meno impattante dei precedenti sopra postati, ma pure di grande bellezza.
 

Leontini...tetradramma, moneta ex asta Leu/Zurigo, licitata negli anni 1980...di buon pedigree.

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Grande stile arcaizzante.

Al diritto Apollo, al rov. protome di leone circondata da 4 chcicchi forse di orzo a rappresentare la feracità dei campi di Leontini, città greca della Sicilia, tra Catania e Siracusa, di stirpe Calcidese.

Una stranezza: la moneta dovrebbe essere sicuramente autentica ...peraltro all'epoca gli esperti della Leu Bank erano tra i migliori al mondo. Tuttavia a ben guardare si nota che i capelli si fermano sopra la corona di alloro...mentre in esemplari analoghi e, comunque nella monetazione siceliota, i capelli invadono anche gli spazi tra la corona e le foglie posti tra i capelli delle divinità. Insomma una incongruenza che potrebbe lasciare dei dubbi...anche se in una moneta quasi sicuramente autentica. Questo per renderci conto della difficoltà di apprezzare come originali le monete greche, anche quando appaiono cantare la loro genuinità, specialmente quelle della sicilia greca..che sono state sempre copiate da lungo tempo.

Foto d'archivio.

 

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Avevo scritto sopra:

...Tuttavia a ben guardare si nota che i capelli si fermano sopra la corona di alloro...mentre in esemplari analoghi e, comunque nella monetazione siceliota, i capelli invadono anche gli spazi tra la corona e le foglie posti tra i capelli delle divinità. Insomma una incongruenza che potrebbe lasciare dei dubbi...anche se in una moneta quasi sicuramente autentica...

in effetti poichè la moneta ha numerose caratteristiche congrue con l'autentiiutà ho provato ad ingrandire il diritto e ad osservare attentamente l'immagine. Così ho notato che il vuoto di capelli presente tra le foglie di alloro che incoronano Apollo è probabilmente dovuta alle concrezioni miste alla patina di lungo periodo creatasi in quel punto (protetto) e intelligentemente non rimossa. Se ne dovrebbe dedurre che la patina copre le linee dei capelli intrusi tra le foglie e che, pertanto, questi dovrebbero sussistere sotto lo stratino di ossido e polvere formatosi nel tempo.

La moneta è sicuramente autentica...lo stato di conservazione è egregio ma non eccezionale come ben si nota anche dalla criniera del leone al rovescio evidentemente circolata. Il diritto evidenzia segni di circolazione e qualche traversia: colpi, colpetti, una certa porosità, buchetti e qualche riga e concrezioni che possono aver offeso il metallo. C'è anche qualche incertezza di conio e/o di battitura. Ne consegue che  oggi il valore non dovrebbe essere troppo alto...in quanto come sappiamo solo l'altissima conservazione di un esemplare monetato desta grandissimo interesse. Peraltro la zecca di Leontini non è, a torto o a regione, ambitissima e nemmeno ipervalutata.

La moneta è comunque molto bella. Dovremmo essere intorno ai 30.000 euro, forse senza i diritti in caso di licitazione in asta. Oltre tale somma saremmo nell'acquisto amatoriale che come noto, se scattano pulsioni, può portare oltre limite l'acquisizione.

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Se per caso postiamo le immagini una moneta greca importane ....ci chiediamo se mai potremo possederne una di pari importanza e bellezza.

Dall'asta Roma Numismatics a Londra del  30 ottobre 2020

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Starting price: 18.000 GBP
Estimate: 30.000 GBP
 
Lot 74. Sicily, Syracuse AR Tetradrachm. Time of the Second Democracy, circa 415-406 BC. Dies signed by Euth(edemos?) on obverse and Phrygillos on reverse. Nude Eros driving galloping quadriga to right, holding reins in both hands; above, Nike flying to left, crowning him with wreath and holding aphlaston; in exergue, Skylla swimming to right, holding trident over shoulder, flanked by EYΘ and fish to right and leaping dolphin to left / Grain-wreathed head of the nymph Arethusa to left, wearing looped earring and necklace; ΣΥΡΑΚΟΣΙΟΝ and four swimming dolphins around, ΦPYΓIΛΛΟΣ in two lines below. Tudeer 47 (V15/R29); Fischer-Bossert 47 (V15/R29); SNG ANS 274 (same dies); Kraay-Hirmer 107 (same dies); Rizzo pl. XLII, 12 (same dies); Jameson 801 (same dies); de Luynes 1169 (same dies); HGC 2, 1334. 16.56g, 26mm, 11h.

Good Extremely Fine. A highly desirable type in exceptional condition of preservation.

From the Long Valley River Collection;
Ex Roma Numismatics Ltd., Auction XI, 7 April 2016, lot 113;
Ex collection of P.G. (Brussels), privately purchased in Munich in 2006.

This spectacular coin is part of a brief series of coins engraved at Syracuse, Akragas and a mint believed to be Kamarina, as Syracuse and her allies basked in the glory of their brilliant and total victory in the autumn of 413 BC over the Athenian expeditionary force commanded by Nikias, Demosthenes and Eurymedon.

Despite the traditionally broad dating assigned to this issue (415-405) we may deduce the date of its production on the basis of several considerations: namely, the unusual attributes of this series, the availability of metal, and the requirement for coinage.

This issue, Tudeer 46 (which shares the same obverse die) and Tudeer 51 share one highly unusual feature: Nike carries not the usual palm branch, but an aphlaston; a hemilitron attributed to Kamarina struck in the same period also displays an aphlaston as the sole reverse type. The extraordinary use of such a symbol at this time can only refer to the great naval victories won in late August and early September of 413. In the former engagement, Eurymedon was killed and many of the Athenian ships were pushed on to the shore where Syracusan-allied land forces commanded by the Spartan general Gylippos were waiting for them. With the Syracusans now blockading the harbour the Athenians on 9 September readied themselves for one last battle, but the cramped conditions in the harbour prevented them from manoeuvring and eventually forced them back onto the shore again. Abandoning their ships, they retreated to their camp leaving the Syracusans to burn or tow away what little remained of their once great fleet. This hypothesis is further reinforced by the presence of Skylla in the exergue, playfully chasing a fish with her trident over her shoulder, while a dolphin follows in her wake. This too is a symbol unique to this single Syracusan die, but not to the period: Akragas at this time also issues a famous and unprecedented type (Kraay-Hirmer 175) bearing Skylla and the Akragantine crab in great detail upon the reverse, while two majestic eagles stand proudly on the obverse, tearing at a dead hare. It has already been remarked elsewhere that that type most likely commemorates the defeat of the Athenian force (see U. Westermark, Skylla on the Coins of Akragas, DN pp. 215-223). The unusual depiction of Arethusa wreathed with grain on both this issue and Tudeer 46 may also be explained by the lifting of the blockade of the city and the threat of starvation being dispelled as food was able to be once again freely imported.

The spoils from the annihilated Athenian army would have provided ample metal on which to strike this celebratory issue (the Athenian reinforcements in 414 alone brought 300 talents - nearly eight metric tonnes of silver). Indeed, though the coins are now extremely rare, the issue must have been vast judging by the highly worn die states we see on the surviving specimens. By 406/5 however, silver was in sufficiently short supply that Akragas, Kamarina and even Syracuse resorted to emergency gold issues.

Excepting the great victory of 413 there appear to be no other occasions between 415 and 405 that would warrant the striking of so special a coinage and in such numbers. During the Carthaginian invasion of 410-409 neither Syracuse nor Akragas directly engaged the invaders, and even after the destruction of Selinos and Himera, their reactions were mild. Syracuse chose to quietly build up its fleet, while Akragas slowly expanded its army. Neither city had cause therefore in this period to expend sums as great as those which would have been required following the siege of Syracuse - soldiers, mercenaries and allies never require payment as great as when they have just concluded a successful war.
 

La sensibilità degli incisori di questa moneta sono stati abili al punto che...non solo di una bella moneta si tratta: ma di arte. il diritto con la quadriga è firmato da EUT(imo) e il rovescio da un "certo" Frigillo...che, non aveva una friggitoria...(è una battuta), ma incideva i conii nelle zecche della Sicilia e della Magna Grecia intorno al 410 a.C. Due grandi incisori aattivi sia in Sicilia che in Magna Grecia

Con Roma furono ottimi gli artigiani incisori, mentre nel mondo greco l'arte si tocca con la mano e con gli occhi.

A cosa è dovuta la differenza? 

Al rapporto che i Greci avevano con la vita e la natura. La natura domina e non può essere soggiogata, tanto meno strumentalizzata. infatti Prometeo che insegnava e donava la tecnica...finì incatenato. L'uomo non poteva e non doveva strumentalizzare la natura, sarebbe stato uno sciocco e avrebbe firmato la propria rovina. Inoltre i Greci che si chiamavano tra loro "mortali" erano coscienti del destino tragico dell'uomo: la inevitabilità della morte...che è l'implosione di ogni senso. In vario modo vivevano ancora in una dimensione "magica" fidando sulla propria curiosità, intraprendenza ed intelligenza: Odisseo, che uccise i giovani principi usurpatori della propria casa che insidiavano la moglie Penelope e non ebbe pietà...li uccise tutti perchè gozzovigliavanoavano e volevano solo godere senza senso alcuno, venendo meno ad un valore fondante: quello del rispetto dell'ospitalità. Pensate ad oggi...le notti dei nostri giovani come sono simili a quelle dei Proci nell'Odissea...oggi non c'è più Odisseo: si distruggono e si sballano da soli.

Paolo di Tarso cercò di aggirare la cultura greca che ben conosceva ed ammirava: puntando sulla fede nella vita eterna; predicava dicendo: Voi non morirete mai perchè risorgerete! Gli ateniesi...nell'agorà gli risero in faccia...non per scarso rispetto ma perchè la logica e il pensiero impedivano tale credenza relegandola come illusoria e impossibile: cioè assurda!

Ma vinse Paolo, perse la cultura Greca con la sua sensibilità e il potenziale intellettuale enorme... alla fine perse anche Roma con il suo pragmatismo, in quanto era stata soggiogata dalla cultura e dalla bellezza che recavano i Greci in tutto ciò che facevano. Ciò accadde perchè Roma aveva ucciso la "libertà" delle Polis...e aveva bloccato la democrazia che aveva fatto capolino nel mondo greco. Alla fine gli umili, i soggiogati, i mediocri, i rancorosi, un po' tutti...scelsero la chiesa di Paolo. Persino i barbari poco a poco.

Vinse la cultura giudaico cristiana (Dio fece gli uomini a propria immagine e somiglianza) e la biblioteca di Alessandria prese fuoco, i parabolani del vescovo alessandrino uccisero la filosofa e matematica Ipazia che aveva capito molte cose dello spazio infinito, le scuole filosofiche di Atene vennero chiuse per sempre da GIustiniano, i templi e molte opere d'arte vennero distrutti e distrutte. Gli imperatori e i Ricchi senatori, a Roma, si fecero vescovi, papi e poi cardinali. Il pensiero libero e potente...fu posto nel buio.

Parte della modernità...è transitata per le incisioni delle monete imperiali romane: potere, pragmatismo, ricchezza, politiche imperiali, come ponte tra l'arte e l'efficienza militare del potere che dette dei buoni artigiani incisori...ma la spontaneità e la sensibilità del mondo greco...al tempo di Roma già erano inariditi in una scuola di maniera.

E' facile pensare che se il mondo avesse sviluppato e affinato il pensiero greco: il logos, la filosofia, la lirica, la sensibilità per il mondo naturale e per i limiti dell'uomo al suo confronto...non avremmo oggi il riscaldamento climatico e il sars covid19... e tutto quello che potrebbe seguirne perchè,. da tempo,  Prometeo ha rotto le catene ed è fuori controllo.

Ecco cosa possono trasmetterci del loro mondo...gli incisori della  moneta sopra postata.

P.S. la critica sopra espressa non ha nulla a che vedere con Cristo o contro il Cristo. Gesù è stato  unico e meraviglioso..incarnava  il sentimento della natura...nell'animo umano e recava con se la potenza dell'amore e della bellezza, che sono tutt'uno e che sole potranno salvare il mondo dalla triste fine che sta rischiando. Il suo messaggio più autentico e sincero nemmeno è da noi perfettamente conosciuto e, certamente, non è riconducibile o rintracciabile tramite la geopolitica religiosa di Paolo.

Grazie per l'attenzione.

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